title§§ «Il definanziamento del sistema sanitario crea diseguaglianze» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401648304664.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CORRIERE DI NOVARA" del 14 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-14T05:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401648304664.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401648304664.PDF', 'title': 'CORRIERE DI NOVARA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401648304664.PDF tp:ocr§§ DIBATTITO I “malanni” della sanità piemontese: «Senza personale, ospedali e case di comunità rischiano di rimanere cattedrali nel deserto» «Il definanziamento del sistema sanitario crea diseguaglianze» «Il definanziamento del sistema sanitario pubblico porta ad una diseguaglianza di fatto tra chi, davanti a liste d’attesa interminabili, può permettersi di ricorrere al privato e chi rinuncia a curarsi. Tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. E’ questa la “madre” di tutti i problemi. Perché è vero che le risorse da sole non bastano, ma senza le risorse nessuna riforma può avere dei risultati». Per dare il via alla sua festa provinciale, sotto la tettoia del mercato “Vela” di Sant’Andrea, il Partito Democratico ha scelto di affrontare uno di quei temi sui quali le opposizioni a livello regionale hanno scelto di fare quadrato: il diritto alla salute. E lo ha fatto mettendo insieme venerdì sera - moderati dal giornalista Ettore Colli Vignarelli - i consiglieri regionali Domenico Rossi, segretario piemontese del Pd, Sarah Disabato, capogruppo del Movimento 5 Stelle e coordinatrice regionale, Vittoria Nallo, capogruppo di Stati Uniti d’Europa per il Piemonte, e Manfredi Romano, in rappresentanza di Alleanza Verdi e Sinistra. Aprendo il dibattito, Rossi ha posto proprio l’accento sulla questione delle risorse per la sanità, citando i dati di Fondazione Gimbe: «L’Italia investe il 6,2% del Pil, rispetto alla media europea del 7,1%. Siamo al 15° posto in Europa». «Chiunque abbia avuto modo di frequentare un ospedale sa benissimo quali sono le criticità - ha aggiunto Sarah Disabato - Grazie al Governo Conte sono arrivati i fondi del Pnrr, ma se manca la programmazione sanitaria e i soldi sono spesi male, il cittadino si ritrova sempre con gli stessi problemi». La consigliera del Movimento 5 Stelle ha ricordato che «dopo anni siamo finalmente riusciti a ottenere l’avvio del percorso per il nuovo Piano sociosanitario regionale: un bellissimo libro dei sogni, del quale però oggi non c’è ancora traccia». Nel 2024, ha evidenziato Vittoria Nallo, «le famiglie italiane hanno speso 40 miliardi nella sanità privata, quasi 1.300 euro a testa. Il 7,5% in più rispetto al 2022». E in Regione, ha proseguito, «abbiamo approvato un bilancio nel quale mancava la sanità perché non si sapeva quante risorse sarebbero arrivate dal Governo. Si è dovuti intervenire successivamente con una variazione. Questa è quella che definirei “sciatteria istituzionale” nell’affrontare un tema di fondamentale importanza». Chi lavora in sanità, come Manfredi Romano (che è tecnico radiologo all’Aou), ne conosce bene i problemi. A partire dall’esodo del personale, che sempre più numeroso sceglie di abbandonare il settore pubblico. Le ragioni, secondo Romano, sono essenzialmente di due tipi: da una parte - e forse è la causa principale «c’è la condizione vergognosa degli stipendi, che spinge molti a seguire le sirene del privato». Dall’altra «la sensazione di essere stati abbandonati. Tutte le promesse che erano state fatte durante e dopo il Covid sono state disattese. Non basta rinnovare le attrezzature e creare nuove strutture, se manca il personale. Si sono costruite cattedrali nel deserto». Il problema della “fuga” del personale sanitario è pesante: «Il Piemonte - ha detto Rossi - è la regione che ha il dato peggiore in Italia per il rapporto tra medici di medicina generale e abitanti. E non va meglio per i pediatri di libera scelta: siamo penultimi. Per gli infermieri il dato è drammatico. Dall’ospedale “Maggiore” se ne sono andati in massa... E’ evidente che c’è qualcosa che non va». E anche sull’edilizia sanitaria non è che le cose funzionino benissimo... «Cirio governa dal 2019 - ha ricordato Disabato - e, nonostante i continui annunci, non è stata posata una sola pietra degli 11 nuovi ospedali». Quanto alla Città della salute di Novara, le preoccupazioni non mancano: «Il progetto - ha rimarcato Rossi - non è mai stato sottoposto al confronto degli operatori. Speriamo che risponda ai fabbisogni di professionisti e malati». Stesso d iscorso vale per il “ritorno” dell’ospedale di Galliate alla Asl: «Non se n’è mai discusso nè con il personale nè con i sindacati». Nallo ha sollevato anche il tema della sanità territoriale: «Quella del Pnrr è stata un’occasione persa. Ancora oggi non sappiamo come sarà gestito il lavoro dei medici di base nelle Case di comunità. E lo stesso problema lo hanno i pediatri». Ma che fare allora per migliorare la situazione? Se per Manfredi Romano la prima cosa a cui mettere mano «è un piano serio di assunzioni correlato ad un aumento degli stipendi», secondo Sarah Disabato «per garantire davvero il diritto alla salute, l’unico modo è elaborare un piano di “reinternalizzazione” dei servizi». Domenico Rossi, infine, torna sulla questione economica: «La prima battaglia deve essere quella per ottenere un finanziamento adeguato del sistema sanitario pubblico, pari ad almeno il 7,5% del PIl». l Laura Cavalli ---End text--- Author: Laura Cavalli Heading: Highlight: Image:A PARLARE DI SANITÀ PUBBLICA Da sinistra, Sarah Disabato, Domenico Rossi, Vittoria Nallo e Manfredi Romano sul palco allestito sotto la tettoia del mercato “Vela” di Sant’Andrea -tit_org- «Il definanziamento del sistema sanitario crea diseguaglianze» -sec_org- tp:writer§§ Laura Cavalli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401648304664.PDF §---§ title§§ Dataroom - I report medici falsificati sono cresciuti del 900% = AI e ricerca medica Come si truccano i dati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401988204079.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "CORRIERE DELLA SERA" del 14 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-14T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401988204079.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401988204079.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401988204079.PDF tp:ocr§§ I report medici falsificati sono cresciuti del 900% AIericercamedica Comesitruccanoidati IN3ANNIGLIARTICOLISCIENTIFICICONFALSITÀCRESCIUTIDEL900% SIMOLTIPLICANOLEPUBBLICAZIONIMAANCHEIRISCHIPERLASALUTE ILTEAMITALIANO:SIPUÒBARAREPURESULL’EFFICACIADEIFARMACI di Milena Gabanelli e Andrea Priante I n campo medico l’AI, che resta pur sempre un software e come tale indirizzabile, può anche inventarsi risposte truccate e pericolose per la salute. In tre anni gli articoli scientifici con falsità sono cresciuti del 900%. E può barare sull’efficacia dei farmaci. a pagina 11 di Milena Gabanelli e Andrea Priante T u chiedi e l’intelligenza artificiale risponde. Sempre. Il suo utilizzo nel settore medico è tra i più avanzati per complessità e impatto tecnologico, soprattutto nella diagnostica per immagini e nella scoperta di farmaci. Ma anche se la chiamiamo «intelligente», è pur sempre un software senza alcuna capacità di discernimento, e se la richiesta è ben indirizzata può anche inventarsi risposte di sana pianta. Allora la domanda è: che cosa succede se l’utilizzatore ha scopi fraudolenti, e dalle risposte di ChatGpt, Gemini o Claude dipende la nostra salute? La falsificazione degli studi Radiology Case Reports è una rivista scientifica specializzata in casi clinici. L’8 marzo 2024 pubblica uno studio israeliano intitolato «Gestione efficace di una lesione iatrogena della vena porta e dell’arteria epatica», in cui si spiega come salvare la vita a un paziente con gravi danni vascolari. Dall’articolo, i ricercatori dimenticano di togliere una frase: «Mi dispiace ma non ho accesso a informazioni in tempo reale o a dati specifici per pazienti, dato che sono un modello linguistico AI». Il 22 maggio la rivista lo ritira e si scusa coi lettori per non essersi accorta che «gli autori hanno usato l’AI generativa nel processo di scrittura dello studio». Questo non significa che quello studio fosse completamente falso, ma la sciatteria dei ricercatori che hanno messo insieme dei copia e incolla senza nemmeno controllare legittima il dubbio. Surfaces and Interfaces il 31 maggio 2024 ritira lo studio cinese che prometteva di rivoluzionare la durata delle batterie al litio. Inizia come la più classica delle risposte di un chatbot: «Certamente, ecco una possibile introduzione al tuo argomento: Le batterie al litio sono...». Ci casca perfino il New England Journal of Medicine, considerata la «bibbia» della Medicina: il 29 aprile di quest’anno ritratta la foto che, per la prima volta, mostra come il fumo d’un incendio causi pericolosi calchi bronchiali. Gli autori sono costretti ad ammettere di averla manipolata con l’AI «per renderla più ordinata». Quanto sia possibile generare prove scientifiche dal nulla lo dimostra la ricerca pubblicata quest’anno su Radiology. Gli studiosi chiedono a ChatGpt di realizzare false radiografie di fratture ossee, le mescolano insieme ad altre autentiche e le mostrano a 17 radiologi, che riescono a riconoscere le cartelle fake solo nel 41% dei casi. Pubblica o perisci L’intelligenza artificiale — si legge su Nature — «sta rendendo gli scienziati iperproduttivi», infatti il 30% dei ricercatori usa ChatGpt per scrivere articoli, il 15% per le domande di finanziamento. La rivista precisa che il tema si pone quando questi programmi non vengono utilizzati solo per tradurre, raccogliere, o elaborare dati. Tant’è che l’archivio di Retraction Watch dimostra che dal 2023 sono stati ritirati oltre 350 articoli scientifici per presunti abusi dell’AI nella manipolazione di testi, dati, immagini. La corsa a produrre il maggior numero di articoli possibile ha diverse ragioni: 1) è l’unico modo certo per attribuirsi la paternità di una scoperta; 2) finire sulle riviste scientifiche influenza la carriera; 3) incide sulle classifiche di atenei e centri di ricerca; 4) attrae finanziamenti. In ambito accademico la chiamano «la regola del pubblica o perisci». Un meccanismo dove gli errori in buona fede o i tentativi di frode ci sono sempre stati, ma che oggi sono enormemente facilitati dall’utilizzo di c hatbot sempre più evoluti e abili nel mescolare il vero con il verosimile. E questo complica il lavoro dei revisori. Fonti false, scienziati fantasma Negli studi scientifici ogni affermazione deve rimandare a fonti verificabili, ma fino al 69% delle citazioni suggerite dall’AI in ambito biomedico sono inesistenti. The Lancet ha fatto i conti: se nel 2023 uno studio su 2.828 conteneva almeno un riferimento falso, nelle prime 7 settimane del 2026 siamo saliti a uno su 277. Il timore è che stiano sorgendo vere e proprie «cartiere» pagate per fabbricare articoli scientifici. Alle riviste stanno arrivando sempre più frequentemente proposte firmate da autori inesistenti, e il sospetto è che siano gli stessi sviluppatori di chatbot a inviare articoli per testare la capacità dell’AI di beffare i controlli. La questione riguarda tutti. Maxim Topaz, ricercatore della Columbia University specializzato in intelligenza artificiale in ambito, spiega che i riferimenti falsi generati dall’AI stanno già finendo nelle revisioni sistematiche. Queste ultime, a loro volta, alimentano le linee guida di pratica clinica che indicano ai medici come trattare i pazienti. «Quando una linea guida si basa su una catena di prove che include uno studio inesistente — dice Topaz — ogni paziente trattato secondo quella linea guida è trattato sulla base di una finzione». I rischi per i pazienti Un test finito su Nature dimostra che più o meno tutti i chatbot — da Claude a Grok, fino a ChatGpt — si prestano a fabbricare dati falsi. Vuol dire che un ricercatore, magari sponsorizzato da un’azienda farmaceutica, potrebbe far passare per vero un intero studio che dimostri, ad esempio, l’efficacia di un medicinale che in realtà efficace non è. I trial clinici servono proprio a verificare se una determinata cura funziona o se è migliore delle altre, e si basano su milioni di dati cuciti su migliaia di pazienti: nomi, età, patologie, valori del sangue, data e ora dei test. Solo di fronte a evidenti anomalie, le riviste chiedono all’autore di mostrare il database, e in tal caso è impossibile che il bluff possa sfuggire ai controlli. E invece... Come si inventa un trial clinico Il professor Giuseppe Giannaccare dell’Università di Cagliari e primario di oculistica, e il ricercatore Andrea Taloni dell’Università di Ferrara hanno testato la capacità di inganno dell’AI su un trial clinico. Hanno preso due farmaci equivalenti nella cura della maculopatia — una degenerazione della retina di cui soffre un milione di italiani — e hanno chiesto a ChatGpt di dimostrare che uno è nettamente migliore dell’altro. Al team viene fornito un intero database di cento pazienti: 50 trattati con il farmaco A e 50 con farmaco B, con tanto di nomi, condizioni prima e dopo la cura, valori biomedici, spessore della retina. E le conclusioni: i pazienti trattati con il farmaco A ora vedono meglio di quelli trattati con il farmaco B. A questo punto il trial clinico viene passato al setaccio nel processo di revisione. Nella prima fase gli esperti rilevano delle anomalie nel database: pazienti maschi con nomi femminili, età sbagliate, visite fatte la domenica. Il team allora spiega a ChatGpt cosa non va nei dati che ha generato e gli chiede di auto-correggersi. Stavolta il nuovo database supera ogni verifica. Per scoprire che si tratta di un fake, i revisori dovrebbero andare a cercarsi, uno per uno, i singoli pazienti. Lo studio dei due specialisti italiani è finito sulla prestigiosa rivista americana Jama Ophthalmology, a dimostrazione del fatto che l’intelligenza artificiale non solo inventa dati scientifici, ma può anche essere addestrata per renderli irriconoscibili da quelli veri. «L’AI potrebbe addirittura generare un trial clinico in grado di “provare” che il fumo fa bene», spiegano Giannaccare e Taloni. Come se ne esce? «Prima di pubblicare, quando possibile, le riviste devono estendere i controlli anche all’analisi dell’intero database, ma soprattutto vanno verificati i curricula degli autori, poiché nel settore della ricerca uno non vale uno, e la fondatezza di qualunque s tudio passa per la credibilità, l’esperienza e l’affidabilità degli scienziati che l’hanno realizzato». Dataroom@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Milena Gabanelli :-: Andrea Priante Heading: Highlight: Image:Il falso trial clinico: come funziona A A B B Giuseppe Giannaccare Università di Cagliari Andrea Taloni Università di Ferrara prendono due farmaci per la maculopatia con la stessa ef?cacia chiedono a ChatGpt di dimostrare che uno è nettamente migliore dell’altro Fonte: Jama Ophthalmology l’AI inventa un database di pazienti inesistenti l’esito del dato clinico è che un farmaco è migliore dell’altro la revisione riscontra anomalie: maschi con nomi femminili, età e date sbagliate... i due specialisti spiegano a ChatGpt come autocorreggersi e il nuovo database supera ogni veri?ca Infogra?ca di Cristina Pirola ESEMPI: Studi scienti?ci manipolati con l’AI I rischi per i pazienti 1 Radiology Case Reports I ricercatori dimenticano di togliere dall’articolo questa frase: FAKE «mi dispiace non ho accesso a dati speci?ci per pazienti dato che sono un modello linguistico AI» 1 Viene pubblicato uno studio con falsi riferimenti generati dall’AI 2 che ?niscono nelle revisioni sistematiche 3 che influenzano le linee guida 4 che indicano come trattare i pazienti 5 che vengono curati sulla base di una ?nzione FAKE 2 Surfaces and Interfaces Lo studio inizia come la classica risposta di un chatbot: FAKE «Certamente, ecco una possibile introduzione al tuo argomento...» 350 gli articoli ritirati dal 2023 per testi, dati, immagini manipolate 69% le false citazioni biomediche suggerite dall’AI nel 2026 Fonti: Retraction Watch Database; The Lancet 3 New England Journal of Medicine Gli autori hanno manipolato con l’AI la foto sui calcoli bronchiali Utilizzo dell’AI 30% 15% per scrivere ricerche per le domande di ?nanziamento L’intelligenza arti?ciale sta rendendo gli scienziati iperproduttivi The Nature SCOPO $ attribuirsi la paternità di una scoperta Fonte: Nature ?nanziamenti, avanzamenti di carriera e reputazione degli atenei -tit_org- Dataroom - I report medici falsificati sono cresciuti del 900% AI e ricerca medica Come si truccano i dati -sec_org- tp:writer§§ Milena Gabanelli - Andrea Priante guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401988204079.PDF §---§ title§§ Mal di testa e di pancia e ansie inspiegabili I disagi del bambini per il ritorno a scuola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989204077.PDF description§§

Estratto da pag. 38 di "SECOLO XIX" del 14 Sep 2026

Dopo le vacanze cambiano | ritmi: i consigli dell'ISS Importante dormire a sufficienza e fare sempre colazione

pubDate§§ 2026-09-14T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989204077.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989204077.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989204077.PDF tp:ocr§§ Mal di testa e di pancia e ansie inspiegabili I disagi dei bambini per il ritorno a scuola Dopo le vacanze cambiano i ritmi: i consigli dell’ISS Importante dormire a sufficienza e fare sempre colazione C alma. E sangue freddo. Mentre suona la campanella, dopo le vacanze, per chi affronta il ritorno tra i banchi, il richiamo a non lasciarsi prendere dall’ansia (sia bimbi/ragazzi che genitori) è fondamentale. E i genitori devono essere d’aiuto, sapendo cogliere i segnali di eventuale sofferenza psicofisica come ricorda la “mini-guida” per il ritorno a scuola messa a punto dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il documento propone una serie di indicazioni pratiche estremamente semplici da seguire, partendo proprio da quelle condizioni che più frequentemente possono presentarsi sul fronte psicologico nel momento in cui l’alunno torna tra i banchi. La raccomandazione è semplice: fate attenzione al “mal di scuola”. E allora, come se proprio si trattasse di una vera e propria sindrome (ma tale non è) proviamo innanzitutto a delineare i contorni dei sintomi che la caratterizzano. Capitolo sintomi fisici: oltre all’irritabilità dei primi giorni tra i banchi, legata anche al cambio dei ritmi, ci sono bimbi che dicono di accusare dolori di pancia, mal di testa inspiegabili, si sentono stanchi, dormono male o mutano i ritmi dell’alimentazione, dicendo di avere meno appetito. Sul fronte psicologico, in ogni caso, occorre preoccuparsi se lo studente non ha voglia di uscire di casa o comunque vede sempre difficoltà nelle normali mansioni quotidiane. Passando al fronte psicologico, tra i segnali da non sottovalutare, secondo gli esperti, c’è per i più piccini la difficoltà a separarsi da mamma, papà e comunque dalle figure educative di riferimento. Il distacco può diventare davvero difficile da sopportare ed è quindi utile cercare di limitarne l’impatto. Non solo. Fate attenzione se già all’inizio della scuola il giovane allievo, in età di medie inferiori o superiori, manifesta specifiche preoccupazioni legate al rendimento che compaiono fin dalle prime settimane. Può essere importante cercare di affrontare la situazione, tentando anche di comprendere se le ansie legate al rendimento non sono in realtà associate alla paura di non sentirsi accettati dal gruppo: la paura dell’esclusione può diventare motivo di pressione emotiva. Questa condizione appare da salvaguardare particolarmente nelle fasi di passaggi dell’adolescenza, quanto le relazioni tra pari possono diventare più complesse con la formazione di nuovi nuclei di amicizia e rapporti. In questi momenti, anche in giovani ben adattati, ci può essere qualche piccolo “sfasamento” che va colto e affrontato. Per anticipare il disagio scolastico, insomma, il vademecum che l’Istituto Superiore di Sanità propone sul suo sito web può essere d’aiuto, anche perché non si limita a consigli medici. Lo sottolineano Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’ISS. Insieme a Vittorio Palermo, del Dipartimento di malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento: «Le evidenze suggeriscono che il disagio scolastico non possa essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi» segnala una nota. Oltre alla psiche, va detto, occorre attenzione anche al fisico. E allora, prendiamo il rientro a scuola come l’occasione per un check-up, riproponendo buone abitudini che in qualche modo in estate si possono essere perse. «Il ritorno a scuola è un’occasione per ricostruire le routine salutari che durante l’estate possono essersi allentate – spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - dormire a sufficienza, fare una colazione completa, muoversi ogni giorno e mantenere regolari abitudini quotidiane: queste abitudini contribuiscono al benessere e ad affrontare meglio l’anno scolastico». Cosa fare? Puntate sul giu sto sonno ricordando che ai più piccoli possono servire anche dieci ore, sulla prima colazione che non deve mai saltare, sulla regolarità dell’intestino e sull’igiene orale, oltre che sul movimento. E magari sfruttate l’occasione per un controllo della vista, dell’udito, della capacità di mantenere l’attenzione oltre che per un tagliando della protezione vaccinale parlando del tema con il pediatra e il medico di riferimento. ---End text--- Author: Federico Mereta Heading: Highlight: COLLABORAZIONE Insieme al bambino, se non l’avete già fatto, cercate di rimettere a posto l’orologio con i i ritmi di sonno e veglia Riprendere le routine mattutine e limitare gli schermi la sera è basilare ALIMENTAZIONE La dieta sana è fondamentale e soprattutto non bisogna rischiare di mandare il piccolo a scuola senza il necessario carburante Quindi ricordate di assicurargli colazione, pasti regolari e spuntini ASCOLTO Il bambino deve sentirsi compreso nelle sue difficoltà Quindi abituiamoci ad ascoltarlo, oltre le rassicurazioni immediate, proponendo approcci che aiutino a superare gli ostacoli ANSIA A volte sono gli adulti a trasmettere ansia Quindi non chiedete subito informazioni sull’andamento della giornata scolastica, ma piuttosto parlate di questioni neutrali Lo aiuterete a sentirsi più sicuro ECCESSI Attenzione a gestire gli impegni, evitando sovraccarichi che possono rivelarsi nocivi All’inizio l’obiettivo deve essere riprendere i ritmi ed evitare l’insorgenza di ansia e fatica h c i a e v l e o r a p n e i g tori 5 i r pe Image: -tit_org- Mal di testa e di pancia e ansie inspiegabili I disagi del bambini per il ritorno a scuola -sec_org- tp:writer§§ Federico Mereta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989204077.PDF §---§ title§§ Medici in fuga dai Pronto soccorso E i concorsi delle Asl vanno deserti = Fuga dei medici dai Pronto soccorso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989504076.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "TEMPO" del 14 Sep 2026

Sbraga a pagina 14 Concorsi per le Asl del Lazio con nessun candidato

pubDate§§ 2026-09-14T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989504076.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989504076.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989504076.PDF tp:ocr§§ EMERGENZA SANITÀ Medici infuga dai Pronto soccorso E i concorsi delle Asl vanno deserti Sbraga a pagina 14 SANITÀ I pochi camici bianchi vincitori del bando non hanno poi accettato l’assunzione Fuga dei medici dai Pronto soccorso Concorsi per le Asl del Lazio con nessun candidato ••• Nel Lazio continua la fuga dei medici dai concorsi per i Pronto soccorso. E sono sempre di più i bandi che finiscono semi-deserti, quasi a candidati-zero: «Alla scadenza dei termini fissata per il concorso pubblico risulta pervenuta una sola domanda di partecipazione a fronte dei 12 posti messi a bando», ha scritto l’Asl Roma 4. Nella quale «persiste una grave carenza di organico», così ha avvertito l’azienda di Civitavecchia. Stessa situazione nell’Asl Roma 6, dove c’è una «persistente carenza di personale medico presso i Pronto soccorso aziendali, che continua a determinare rilevanti criticità nella copertura dei turni di servizio», ha scritto l’azienda dei Castelli romani. Che ora ha «la necessità di procedere con urgenza al reintegro delle professionalità cessate, al fine di assicurare la continuità dei servizi di emergenza-urgenza», proprio a causa delle «dimissioni e cessazioni o intervenute negli ultisate mi mesi tra tà» i professionisti titolari di incarico libero professionale, che hanno progressivamente ridotto il numero delle risorse disponibili per la copertura dei turni presso i Pronto soccorso aziendali», ha scritto l’Asl di Albano Laziale. Dove, a fronte di un avviso per la ricerca di 23 medici, hanno risposto solo in 6, come nel «precedente concorso bandito dalla Asl Roma 6 nel 2025 per 24 posti, che non ha prodotto alcuna assunzione: rispose un medico che prima diede la disponibilità all’assunzione, ma che dopo qualche mese rinunciò». Pure nell’Asl Roma 1 c’è carenza di camici bianchi, con i concorsi che vanno in bianco da ben 4 anni. A scriverlo è la stessa azienda, che denuncia «gravi difficoltà a reclutare personale medico per i due Pronto soccorso» del San Filippo Neri e del Santo Spirito. E adesso «questa Asl, a seguito della grave carenza di personale medico afferente al Pronto soccorso, nonostante le procedure concorsuali espletate dal 2022 al 2025 risultate però infruttuose, ha richiesto alla Regione Lazio apposita autorizzazione a espletare un concorso pubblico per il reclutamento di 10 dirigenti medici». Un analogo concorso per 10 posti è stato pubblicato anche dall’Asl Roma 5, già reduce da un altro bando deserto dell’estate scorsa: a fronte di 21 posti in palio, infatti, un solo vincitore, che non ha neanche accettato l’assunzione. Ma in tutto il Lazio attualmente non ci sono più graduatorie valide per poter assumere medici di Pronto soccorso, come ha scritto l’Asl Roma 3: «Considerata l’assenza nel territorio regionale di graduatorie valide per soddisfare il fabbisogno aziendale complessivo di 21 unità», all’azienda del quadrante-Ovest non è restato che «indire un concorso», l’ennesimo (servono 120 camici bianchi per i Ps di 8 Asl laziali). ---End text--- Author: ANTONIO SBRAGA Heading: Highlight: 4 Anni Dal 2022 nell’Asl Roma 1 i concorsi vanno in bianco La richiesta «È necessario procedere con urgenza al reintegro delle professionalità cessate per assicurare continuità» Carenza Nella regione mancano 120 professionisti nelle otto Aziende sanitarie per il reparto di emergenza Image:Pronto soccorso In un altro caso un medico diede la disponibilità per lavorare ma dopo qualche mese rinunciò -tit_org- Medici in fuga dai Pronto soccorso E i concorsi delle Asl vanno deserti Fuga dei medici dai Pronto soccorso -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO SBRAGA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/14/2026091401989504076.PDF §---§