title§§ È incinta, ma le fissano l’ecografia dopo il parto: “Quello di Salerno non è un caso unico”
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Estratto da pag. 1 di "demografica.adnkronos.com" del 11 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-11T05:50:00+00:00
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tp:ocr§§ È incinta, ma le fissano l’ecografia dopo il parto: “Quello di Salerno non è un caso unico”Foto: CanvaPopolazione 10 Settembre 2026 Popolazione Chiamare il Centro unico di prenotazione al sesto mese di gravidanza per fissare un’ecografia morfologica e sentirsi assegnare una data per gennaio, quando il bambino sarà già venuto alla luce. La vicenda accaduta a Salerno, dove una docente di 33 anni alla prima gestazione si è vista programmare un esame diagnostico essenziale a gravidanza ormai conclusa, non è un caso isolato.È la fotografia nitida del collasso delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale, che si scarica direttamente sulle scelte riproduttive delle famiglie in un Paese segnato dal minimo storico delle nascite. L’ultima testimonianza arriva dai dati della Fondazione Gimbe, elaborati sul database Oecd Health Statistics: nel 2025 l’Italia si colloca al 15° posto su 27 Paesi europei dell’area Ocse per spesa sanitaria pubblica pro-capite e all’ultimo posto tra i Paesi membri del G7.L’importanza dell’ecografia morfologica del secondo trimestreI fatti di Salerno sono stati denunciati dall’Associazione Italia a cui la gestante si è rivolta per ottenere tutela. Sul punto rileva che l’ecografia morfologica del secondo trimestre non è un controllo differibile: secondo le linee guida del ministero della Salute deve essere effettuata tassativamente tra la diciannovesima e la ventunesima settimana di gestazione. In quella specifica finestra biologica il feto presenta dimensioni e sviluppo degli organi ottimali per consentire allo specialista di individuare eventuali malformazioni congenite.Fissare l’esame a gennaio 2027, a fronte di una gestazione giunta al sesto mese sul finire dell’estate, vanifica l’intero significato preventivo dell’atto medico. Come rilevato dai referenti dell’associazione di tutela, il sistema di prenotazione dell’Asl di Salerno ha generato un appuntamento privo di aderenza clinica, trattando una prestazione ostetrica tempo-dipendente alla stregua di una visita ordinaria non urgente. Per non perdere la possibilità di monitorare lo stato di salute del nascituro, la trentatreenne è stata costretta a rivolgersi alla diagnostica privata a pagamento.
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ “Riforme, schiforme e Costituzione”, sul palco della Versiliana il dibattito con Cartabellotta, Villone e Zaccaria. Poi l’intervista a Schillaci
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Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 11 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-11T12:09:00+00:00
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tp:ocr§§ Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Alle 11 di sabato 12 settembre sul palco della Versiliana saliranno Nino Cartabellotta, Massimo Villone e Roberto Zaccaria per il panel “Riforme, schiforme e Costituzione” con Wanda Marra e Silvia Truzzi. Alle 12 Martina Castigliani e Alessandro Mantovani intervisteranno il ministro della Salute Orazio Schillaci.
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Carenza di camici bianchi: le iniziative per contrastarla
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Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 11 Sep 2026
Incentivi benefit e borse di studio per i futuri medici di famiglia. La formazione pagata come per gli specializzandi
pubDate§§ 2026-09-11T13:41:00+00:00
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tp:ocr§§ Incentivi benefit e borse di studio per i futuri medici di famiglia. La formazione pagata come per gli specializzandiMedici di famiglia crescono. E aiutano a colmare i vuoti. La previsione della fondazione Gimbe di qualche anno fa, stimava entro il 2026 il pensionamento di almeno ventuno medici di famiglia valdostani per raggiunti limiti d'età, fissati a 70 anni. Considerando anche le borse di studio pregresse, la carenza di camici bianchi in Valle d'Aosta secondo la Fondazione sarebbe stata solo parzialmente colmata con 18 nuovi ingressi entro quest'anno. In soccorso arriva un corso triennale della Regione. E' riservato alla formazione specifica in medicina generale e ha già registrato undici domande per dieci posti disponibili. Ma le cifre sulla carenza attuale dei medici di famiglia è lievitata a quota 30, superando le previsioni. Un evidente divario ancora da colmare e che interessa quasi tutte le regioni. Anzi la situazione in Valle è tra le meno peggiori. La causa principale? Non ci sono abbastanza laureati disponibili a ricoprire i posti perché in realtà gli incarichi ci sarebbero. E' da questo scenario che derivano le misure di aiuti, benefit e indennità per invogliare a trasformare i nuovi dottori in medici di base.
tp:writer§§ Antonio Mannello, montaggio di Antonio Pisanti
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title§§ SANITA’. RIFLESSIONE SUI DATI DELLA FONDAZIONE GIMBE E SUL TIRARE A CAMPARE…
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Estratto da pag. 1 di "reportageonline.it" del 11 Sep 2026
Editore e direttore responsavile: Federico ArcuriTestata iscritta al n.18 Registro stampa tribunale di Lamezia Terme il 27-11-1962. .
pubDate§§ 2026-09-11T06:13:00+00:00
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tp:ocr§§ di Fiore Isabella Sono giorni di forte malcontento in Calabria per i risvolti estremamente critici della nostra sanità pubblica; criticità che si riverberano non solo sulle difficoltà immediate di tipo sanitario, a carico delle fasce redditualmente più deboli della società calabrese, ma hanno una forte ricaduta economica e sociale; come non dovrebbe averla se i tempi per una visita specialistica e per un esame strumentale risultano insopportabili per chi aspetta mesi ed anche anni per avere contezza dei tempi per guarire o per prepararsi a morire. Stiamo ovviamente parlando delle criticità considerevoli di una Regione, la Calabria, Cenerentola, dell’Italia, già Cenerentola dell’Europa.A tal riguardo appare utile richiamare, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027, l’analisi della Fondazione GIMBE che ha passato in rassegna i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica del 2025 nei Paesi OCSE, con l’obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali. La spesa sanitaria pubblica, infatti, continua a subire tagli considerevoli: nel 2025 l’Italia era al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea; al 15 posto in Europa per spesa pro-capite e con un divario di € 36 miliardi rispetto alla media europea; decisamente ultima nei Paesi del G7. In una situazione di galleggiamento nelle retrovie europee, il SSN a garanzia delle fasce redditualmente più deboli avrebbe una ricaduta estremamente seria ed impegnativa a livello di finanziamento pubblico. E, tuttavia, non è più soltanto una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale, il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Carta Costituzionale.Ovviamente la non esigibilità di un diritto costituzionale alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto continueranno, immancabilmente, a pagarlo i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso, per chi ha i soldi per farlo, alla sanità privata. Aggiungo: servizi specialistici spesso non prossimi alle strutture sanitarie pubbliche che costringono anziani e malati di Lamezia Terme a raggiungere Reggio Calabria ed altre sedi lontane; Troppo spesso preferiscono rinunciare alla tempestività delle cure confidando nella buona sorte. Il risultato? In alternativa alla rinuncia ad esami diagnostici e alle visite specialistiche, spese impossibili, con impoverimento e indebitamento delle famiglie; una piaga quella della rinuncia alle cure, che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di italiani, quasi uno su dieci», dato aggravatosi negli anni successivi. Ed in futuro? Che Dio ce la mandi buona!Fiore Isabella(Già Consigliere Comunale di Lamezia Terme)
tp:writer§§ Reportage Online
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title§§ SANITA’. RIFLESSIONE SUI DATI DELLA FONDAZIONE GIMBE E SUL TIRARE A CAMPARE…
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Estratto da pag. 1 di "reportageonline.it" del 11 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-11T09:19:00+00:00
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tp:ocr§§ di Fiore Isabella Sono giorni di forte malcontento in Calabria per i risvolti estremamente critici della nostra sanità pubblica; criticità che si riverberano non solo sulle difficoltà immediate di tipo sanitario, a carico delle fasce redditualmente più deboli della società calabrese, ma hanno una forte ricaduta economica e sociale; come non dovrebbe averla se i tempi per una visita specialistica e per un esame strumentale risultano insopportabili per chi aspetta mesi ed anche anni per avere contezza dei tempi per guarire o per prepararsi a morire. Stiamo ovviamente parlando delle criticità considerevoli di una Regione, la Calabria, Cenerentola, dell’Italia, già Cenerentola dell’Europa.A tal riguardo appare utile richiamare, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027, l’analisi della Fondazione GIMBE che ha passato in rassegna i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica del 2025 nei Paesi OCSE, con l’obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali. La spesa sanitaria pubblica, infatti, continua a subire tagli considerevoli: nel 2025 l’Italia era al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea; al 15 posto in Europa per spesa pro-capite e con un divario di € 36 miliardi rispetto alla media europea; decisamente ultima nei Paesi del G7. In una situazione di galleggiamento nelle retrovie europee, il SSN a garanzia delle fasce redditualmente più deboli avrebbe una ricaduta estremamente seria ed impegnativa a livello di finanziamento pubblico. E, tuttavia, non è più soltanto una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale, il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Carta Costituzionale.Ovviamente la non esigibilità di un diritto costituzionale alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto continueranno, immancabilmente, a pagarlo i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso, per chi ha i soldi per farlo, alla sanità privata. Aggiungo: servizi specialistici spesso non prossimi alle strutture sanitarie pubbliche che costringono anziani e malati di Lamezia Terme a raggiungere Reggio Calabria ed altre sedi lontane; Troppo spesso preferiscono rinunciare alla tempestività delle cure confidando nella buona sorte. Il risultato? In alternativa alla rinuncia ad esami diagnostici e alle visite specialistiche, spese impossibili, con impoverimento e indebitamento delle famiglie; una piaga quella della rinuncia alle cure, che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di italiani, quasi uno su dieci», dato aggravatosi negli anni successivi. Ed in futuro? Che Dio ce la mandi buona!
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title§§ Sanità, tutti la vogliono salvare. Ma chi paga il conto? - #Finsubito – Finanza, Contributi e Agevolazioni
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Estratto da pag. 1 di "retefin.it" del 11 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-11T10:49:00+00:00
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tp:ocr§§ #Finsubito – Finanza, Contributi e AgevolazioniC’è una domanda che prima o poi qualcuno dovrà fare ad alta voce: quanto vale davvero, per la politica italiana, il Servizio sanitario nazionale?Non quanto vale nei discorsi. Quelli li conosciamo già.Vale moltissimo, naturalmente. È «una priorità». È «un pilastro del welfare». È «un diritto costituzionale». È «la sanità pubblica che non si tocca». E adesso, con le elezioni politiche che si avvicinano, tornerà inevitabilmente a essere uno dei grandi capitoli dei programmi elettorali.Bene. Ma stavolta sarebbe interessante accompagnare ogni promessa con una seconda riga: «Costo dell’operazione: X miliardi. Copertura: Y».Perché il rischio è che il prossimo anno ci ritroviamo esattamente dove siamo oggi: tutti schierati a difesa del Ssn, ma con un finanziamento che continua a non tenere il passo con i bisogni, con il Pil e con una domanda di salute che cresce.Ed è così che la sanità torna al centro della scena politica. E non potrebbe essere altrimenti. Con la legge di Bilancio 2027 alle porte e le elezioni politiche che si avvicinano, il Ssn è destinato a diventare uno dei principali terreni di confronto tra maggioranza e opposizioni. La coincidenza è quasi perfetta: da una parte un Governo che rivendica di avere aumentato il Fondo sanitario nazionale (Fsn) da circa 126 miliardi del 2022 a quasi 143 miliardi nel 2026; dall’altra un sistema che continua a mostrare liste d’attesa, carenza di personale, diseguaglianze territoriali, aumento della spesa privata e rinuncia alle cure.E soprattutto c’è un numero che rischia di diventare il tormentone della prossima stagione politica: 5 miliardi.Sono quelli che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’incontro di fine luglio sulla prossima manovra. Una richiesta tutt’altro che simbolica. Schillaci ha avvertito che, se non verrà almeno mantenuto stabile il rapporto tra Fondo sanitario e Pil, «andiamo a sbattere». L’obiettivo è evitare un’ulteriore discesa rispetto a una quota che nel 2026 si colloca poco sopra il 6% del Pil.Cinque miliardi di euro: dove trovarli?Nella sua intervista di fine luglio il ministro ha messo sul tavolo un vero e proprio elenco della spesa: più risorse per medici e infermieri, nuove assunzioni nelle aree più carenti, finanziamento del Piano sanitario nazionale, ospedali di terzo livello, prevenzione, salute mentale e Alzheimer. Ha inoltre annunciato per il 2027 oltre un miliardo per il fondo destinato alla non autosufficienza.Il problema è che la richiesta del ministro arriva dopo una legge di Bilancio che, sul 2027, aveva già previsto un incremento assai più modesto. E qui sta il punto politico.Il finanziamento del Ssn cresce in valore assoluto. È un dato incontestabile. Il ministero della Salute ricorda che il Fsn è passato dai 128,9 miliardi del 2023 ai 134 miliardi del 2024, fino ai quasi 143 miliardi del 2026.Ma il problema è quanto cresce rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese e rispetto alla spesa necessaria per mantenere i servizi.È qui che si inserisce la lettura della Fondazione Gimbe. Secondo l’analisi sul finanziamento 2026, il Fondo raggiunge 143,1 miliardi nel 2026, 144,1 nel 2027 e 145 nel 2028. La crescita, però, rallenta drasticamente: +6,6 miliardi nel 2026, ma appena +995 milioni nel 2027 e +867 milioni nel 2028. In rapporto al Pil, la quota destinata al Fondo passerebbe dal 6,04% del 2025 al 6,16% nel 2026, per poi scendere al 6,05% nel 2027 e al 5,93% nel 2028.È la differenza tra aumento nominale e investimento reale che alimenta gran parte della polemica.La narrazione del «grande investimento» in sanità rischia di cadereGimbe ha calcolato che, considerando il rapporto tra Fondo e Pil, nel quadriennio 2023-2026 la sanità avrebbe perso complessivamente 17,5 miliardi rispetto a quanto sarebbe stato finanziato mantenendo la quota del 6,3% del Pil registra
ta nel 2022. Un dato che va letto come una stima controfattuale, non come un taglio contabile del Fondo, ma che rende bene la dimensione del problema.E il quadro internazionale non aiuta la narrazione del «grande investimento», più volte declamato dal Governo in carica. Giusto lo scorso 2 settembre Gimbe ha ricordato che nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse e dei Paesi europei considerati, con un divario di oltre 36 miliardi rispetto alla media europea in termini di spesa pro capite a parità di potere d’acquisto.Vale allora la pena rimettere in fila i numeri, perché è proprio dalla loro sequenza che emerge la contraddizione.I numeri, insomma, consentono a entrambe le parti di costruire la propria narrazione. Il Governo può dire: mai così tanti miliardi. Le opposizioni possono replicare: mai così poco rispetto alla ricchezza nazionale e ai bisogni crescenti.Entrambe le affermazioni contengono una parte di verità. Ma nessuna delle due, da sola, risponde alla domanda decisiva: il Ssn dispone delle risorse necessarie per garantire davvero, e in modo uniforme, i Lea?La richiesta dei 5 miliardi ha inevitabilmente fornito munizioni all’opposizione. Beatrice Lorenzin, senatrice del Pd e già ministro della Salute nei governi Letta e Renzi, ha sottolineato la contraddizione tra l’autocertificazione del Governo sui risultati raggiunti e la richiesta dello stesso titolare di Lungotevere Ripa di almeno 5 miliardi aggiuntivi. Secondo Lorenzin, dopo quattro anni restano irrisolte carenze di personale, liste d’attesa e difficoltà della medicina territoriale.La critica, però, non arriva soltanto dalla politica. È soprattutto il quadro dei bisogni a rendere difficile liquidare la questione come una semplice disputa propagandistica.Nel 2024, ricorda Gimbe, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie e la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha superato i 41 miliardi di euro.E qui il problema del finanziamento smette di essere una questione per addetti ai lavori. Perché se il servizio pubblico non riesce a garantire tempestività e accessibilità, la conseguenza non è necessariamente che la prestazione scompare: spesso cambia semplicemente pagatore. Dal Fondo pubblico si passa al portafoglio del cittadino.Quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsiÈ esattamente il rischio rilanciato da Gimbe: il deterioramento del Ssn sta diventando anche un problema di equità sociale e produttività, non soltanto di politica sanitaria. La Fondazione cita inoltre la raccomandazione adottata dal Consiglio Ue il 10 luglio, che chiede all’Italia di migliorare l’accesso tempestivo ed economicamente sostenibile alle cure e di affrontare le carenze di personale.Qui si apre la partita vera.La prossima legge di Bilancio sarà l’ultima grande manovra del Governo Meloni prima delle elezioni politiche del 2027. È dunque quasi inevitabile che la sanità torni a essere una bandiera elettorale. La maggioranza rivendicherà gli aumenti del Fondo; l’opposizione parlerà di definanziamento; tutti prometteranno di difendere il servizio pubblico.Ma c’è una domanda che sarebbe utile porre a tutti, senza distinzione di schieramento: quanti miliardi volete mettere davvero nella sanità e dove intendete prenderli?Perché 5 miliardi non sono una cifra astratta. Rappresentano una scelta di politica economica. E il dibattito rischia di diventare molto meno semplice degli slogan.Il margine di manovra della prossima legge di Bilancio non è infinito. Secondo le ricostruzioni estive, una parte delle risorse aggiuntive disponibili per il 2027 sarebbe già destinata a difesa ed energia, mentre le richieste dei diversi ministeri e dei partiti stanno facendo crescere rapidamente il conto complessivo della manovra.Cinque miliardi di euro in più alla sanità sono una scelta politicaDunque, se si vuole davvero aggiung
ere 5 miliardi strutturali al Ssn, le alternative sono sostanzialmente tre: aumentare le entrate, tagliare altre voci di spesa oppure spostare risorse da capitoli considerati meno prioritari. Oppure, naturalmente, finanziare una parte dell’intervento in deficit, ma dentro i vincoli europei e di finanza pubblica.Ed è proprio qui che sarebbe interessante ascoltare una campagna elettorale meno rituale.Non basta dire «più soldi alla sanità». Occorre dire quali soldi, per fare cosa e rinunciando a cosa.Per esempio: più personale o più acquisto di prestazioni dal privato? Più prevenzione o più ospedali? Più territorio o più alta specialità? Più risorse indistinte al Fondo o finanziamenti vincolati a obiettivi verificabili? E ancora: quanto deve crescere la spesa sanitaria pubblica rispetto al Pil? Il 6,5%? Il 7%? La media europea? In quanti anni?Sono domande molto meno spendibili in un comizio, ma molto più importanti per chi deve curarsi.Il rischio, altrimenti, è di assistere ancora una volta al gioco delle cifre.Un miliardo oggi, due domani, tre dopodomani. Risorse già stanziate che vengono ripresentate come nuove. Fondi vincolati che finiscono dentro il grande calderone del finanziamento sanitario. Incrementi nominali che non tengono il passo con inflazione, invecchiamento e crescita della domanda.Gimbe lo ha definito, con una formula efficace, il rischio dell’«illusione contabile»: numeri assoluti che sembrano imponenti, ma che raccontano una storia diversa quando vengono rapportati al Pil e alle previsioni di spesa.Il problema è che il divario non rimane sulla carta. Secondo la Fondazione, rispetto alle previsioni di spesa sanitaria, il gap tra risorse assegnate e fabbisogno stimato arriverebbe a 6,8 miliardi nel 2026, 7,6 nel 2027 e 10,7 nel 2028.E allora il conto rischia di essere semplicemente trasferito altrove: sui bilanci regionali, sulle tasse locali, sulle liste d’attesa, sulle famiglie.Oppure sul privato. E, come ben noto, sempre meno italiani possono permettersi di curarsi privatamente.Per questo la vera notizia delle prossime settimane non sarà sapere se la sanità sarà «centrale» nei programmi elettorali. Lo sarà certamente.La vera notizia sarà capire quanto costa davvero il modello di sanità che ciascun partito propone.Perché il ministro Schillaci ha avuto almeno il merito di rompere il rituale e mettere un numero sul tavolo: 5 miliardi. Ora quel numero deve diventare una prova di credibilità anche per il Governo.Ma la stessa prova vale per le opposizioni.Quale sanità vuole l’Italia, quanto costa e chi è disposto a pagare il conto?Se il Ssn è sottofinanziato, come sostengono da anni molti osservatori, allora bisogna spiegare dove trovare le risorse. Se invece gli aumenti decisi negli ultimi anni sono sufficienti, bisogna spiegare perché il rapporto con il Pil continua a scendere e perché crescono rinuncia alle cure, spesa privata e diseguaglianze.Il tempo degli slogan, almeno sulla sanità, dovrebbe essere finito.Perché il prossimo confronto elettorale non dovrebbe essere tra chi promette più sanità e chi promette ancora più sanità.Dovrebbe essere tra chi sa spiegare quale sanità vuole l’Italia, quanto costa e chi è disposto a pagare il conto.Altrimenti, come ogni anno, assisteremo al solito copione: grandi parole alla vigilia della manovra, qualche miliardo strappato nella trattativa, una conferenza stampa celebrativa e poi, dodici mesi dopo, tutti di nuovo a discutere del definanziamento del Servizio sanitario nazionale.Nel frattempo, però, i cittadini avranno già pagato. Con le tasse, con il ticket, con una prestazione privata o, quando non potranno permettersela, con l’attesa e la rinuncia.#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente linkSource link#Finsubito – Finanza, Contributi e A
gevolazioniProudly powered by WordPress | Tema: Newsup di Themeansar. #Finsubito | Gruppo RetefinAffianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.? Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner. Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo. Scopri come possiamo supportare la tua impresa. Contattaci per una prima valutazione.
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title§§ Il grande ritorno: la Festa del Fatto Quotidiano torna in Versiliana dal 9 al 13 settembre 2026
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Estratto da pag. 1 di "versilianafestival.it" del 11 Sep 2026
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tp:ocr§§ scopri il programma completo, i dettagli per la partecipazione e tutti gli aggiornamenti a questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/tag/festa-del-fatto-quotidiano/ È ufficiale: la Festa del Fatto Quotidiano torna alle origini. Dal 9 al 13 settembre, la storica kermesse del giornale si terrà nuovamente nella splendida e tradizionale cornice del Parco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta (Lucca), segnando un atteso ritorno dopo molti anni dall’ultima edizione in terra versiliese, con il Patrocinio del Comune di Pietrasanta. Così il sindaco Alberto Stefano Giovannetti: “È con grande piacere che la nostra città torna ad accogliere la Festa del Fatto Quotidiano. Pietrasanta è, per vocazione naturale, un crocevia di saperi, esperienze e idee in continuo movimento e la Versiliana è il cuore pulsante di questo confronto, reso sempre all’insegna del rispetto e dell’apprendimento reciproci. Al di là del profondo valore culturale e democratico che una manifestazione di questo tipo porta con sé, l’evento rappresenta anche un’occasione di qualità per dare ulteriore impulso al turismo della Versilia e all’indotto economico del territorio. Voglio quindi ringraziare la Direzione del giornale e la Società Editoriale il Fatto per aver creduto in questo ‘ritorno a casa’ e la presidente della Fondazione Versiliana per la consueta disponibilità e prontezza a cogliere sinergie capaci di arricchire l’offerta culturale di Pietrasanta”. Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato di SEIF: “Tornare in Versiliana significa non solo ricordare le origini e la storia del nostro giornale ma anche rinnovare il rapporto di collaborazione con la Fondazione Versiliana. A questo proposito ringrazio la presidente della Fondazione Paola Rovellini per aver accolto con entusiasmo il nostro ritorno. La scelta della Versiliana non è casuale, ma rappresenta il ricongiungimento con il luogo che ha visto nascere e crescere lo spirito originario della festa: uno spazio aperto di confronto libero, informazione senza sconti e intrattenimento” Paola Rovellini, presidente della Fondazione Versiliana, a sua volta commenta: “Siamo davvero felici che la Festa del Fatto Quotidiano torni nei nostri spazi. Ringrazio Cinzia Monteverdi, con la quale l’intesa è stata immediata e massima: abbiamo accolto fin da subito e con grande entusiasmo di tutti – consiglio e staff- l’idea di riportare qui questa importante manifestazione. La Versiliana è la sua collocazione naturale, un luogo dove informazione, cultura, spettacolo e confronto trovano da sempre uno spazio privilegiato. Siamo certi che sarà una grande festa per il pubblico e per tutto il territorio”.Il grande ritorno:la Festa del Fatto Quotidiano torna in Versiliana dal 9 al 13 settembre 2026Dopo diversi anni festeggiati a Roma, la nostra storica manifestazione annuale si riappropria del prestigioso palco di Marina di PietrasantaCinque giorni di dibattiti, politica, cultura, satira e spettacolo, in un momento cruciale per l’analisi dell’attualità italiana e internazionalePresentano la Festa Silvia D’Onghia e David PerluigiMERCOLEDÌ 9 SETTEMBREPer la giornata di mercoledì, in caso di pioggia, gli incontri saranno spostati all’Area Caffè all’interno del Parco della Versiliana18.00. Teatro“Il futuro non si arma, si insegna. Scuola: la nostra battaglia”Flashmob in collaborazione con la Scuola del FattoContributi di artisti, intellettuali, insegnanti, associazioni e i giornalisti del FattoIntervento del Premio Nobel Giorgio Parisi e di Tomaso Montanaricon Simone Ceriotti e Virginia della Sala19.30 Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft ProduzioniPietro Calabrese19.30. Teatro“Restiamo umani”Cinzia Monteverdi (Fondazione il Fatto Quotidiano), Davide Musardo e Laura Perrotta (Medici Senza Frontiere), Damiano Rizzi (Soleterre)con Martina Castigliani21.00. Teatro? “Il Fatto in scena”Tomaso Montanari, A
ndrea Scanzi, Luca SommiMonologhi a cura di Loft Produzioni**Ingresso libero fino ad esaurimento postiGIOVEDÌ 10 SETTEMBRE18.00. Teatro“L’università nell’era dell’AI”Giulio Deangeli, Peter Gomez, Miriam Mirolla, Cinzia Monteverdi e Fabio Vaccarono (Presidente Esecutivo Multiversity)con Patrizia De Rubertis e Ferruccio Sansa19.00. TeatroEmmanuel Carrèrecon Maddalena Oliva e Marco Travaglio19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft ProduzioniTravis Sebki e Okin21.00. Teatro? Francesco De Carlo*Spettacolo “Limbo”Opening Act: Francesco Picchio*Prevendite su TicketoneVENERDÌ 11 SETTEMBRE16.00. TeatroPresentazione del libro“La repubblica delle mazzette”di Vincenzo Bisbiglia e Marco Grassocon Mario Portanova17.00. Teatro“C’è chi può e chi non può: come superare le diseguaglianze”Lucio Baccaro, Emanuele Felice, Stefano Patuanelli, Chiara Saracenocon Ettore Boffano e Carlo Di Foggia18.00. TeatroPier Luigi BersaniEx segretario Pdcon Fabrizio d’Esposito e Antonio Padellaro19.00. TeatroFranco Cardini:“Terrasanta e dannata”19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft ProduzioniLamar? 21.00. TeatroAlessandro Barbero*con Marco Travaglio22.30. TeatroHeather Parisi*“Io, io, io e… voi, senz’altro”con Nanni Delbecchi e Alessandro Ferrucci*Ingresso libero fino ad esaurimento postiSABATO 12 SETTEMBRE11.00. Teatro“Riforme, schiforme e Costituzione”Nino Cartabellotta, Massimo Villone e Roberto Zaccariacon Wanda Marra e Silvia Truzzi12.00. TeatroOrazio SchillaciMinistro della Salutecon Martina Castigliani e Alessandro Mantovani15.30. TeatroPresentazione del libro“Disinformazione. La manipolazione dell’opinione pubblica nelle democrazie occidentali”di Alessandro Orsini16.30. Teatro“Pane e bombe: l’Europa va alla guerra”Lucio Caracciolo, Gianandrea Gaiani e Andrea Riccardicon Giampiero Calapà e Alessia Grossi17.30. Teatro“Sarò Franco: 5 anni senza (ma con) Battiato”Dario Aita, Francesco Cattini, Renato De Maria e Daniela RanieriE gli interventi musicali di Federico Mecozzicon Andrea Scanzi19.00. TeatroPaolo Nori:“La responsabilità, discorso sulla politica”19.30 Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft ProduzioniEdoardo Migliorini20.00. TeatroL’incursione di Mario Natangelo? 21.00. TeatroNicola Gratteri*Procuratore della Repubblica di Napolicon Marco Lillo e Valeria Pacelli*Ingresso libero fino ad esaurimento postiDOMENICA 13 SETTEMBRE11.00. Teatro“Il berlusconismo senza Berlusconi”Pino Corrias, Massimo Fini e Paola Zancacon Gianni Barbacetto e Giacomo Salvini12.00. TeatroGiuseppe ContePresidente M5Scon Luca De Carolis e Peter Gomez15.00. TeatroPresentazione del libro“Ma come parli?! Manuale di resistenza al linguaggio dei politici”di Daniela Raniericon Luca Sommi16.00. TeatroSigfrido Ranuccicon Ilaria Proietti e Luca Sommi17.00. Teatro“Censure democratiche”Elena Basile, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Rovellicon Antonello Caporale e Lorenzo Giarelli18.00. Teatro“Giornalismo d’inchiesta sotto inchiesta”Thomas Mackinson, Caterina Malavenda e Alberto Nerazzinicon Antonio Massari e Giuseppe Pipitone19.00. Teatro“Israele e Palestina: due popoli senza Stati”Francesca Albanese e Anna Foacon Riccardo Antoniucci e Maddalena Oliva19.30. Area Spotlight – Aperitivo in musica a cura di Loft ProduzioniMalto? 21.00 TeatroMarco Travaglio*Monologo teatrale “Cornuti e contenti”*Pre
vendite su TicketoneCORNER YOUTUBEAll’interno del Parco ci sarà anche un corner dedicato a interviste esclusive e incontri trasmessi in diretta sul nostro canale YouTubeMercoledì 9 settembreOre 17.00 – “Il futuro non si arma, si insegna” / Virginia Della Sala e Simone Ceriotti dialogano con i sindacati della scuolaGiovedì 10 settembreOre 14.00 – Marco Travaglio legge i giornali. La rassegna stampa del direttoreOre 15.00 – Millennium Live con Mario PortanovaOre 16.00 – “Treni e cantieri: come ci muoveremo nel futuro?” con Peter Gomez e Giuseppe Inchingolo (Gruppo Ferrovie dello Stato)Ore 17.00 – Fondazione FQ incontra Fody Fabrics, con Cinzia Monteverdi, Simone Rota, Luca Freschi (CEO di Fody) e Jacopo Cecchi (Content Fody)Ore 20.00 – “Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza collettiva. La Scuola del Fatto presenta i nuovi corsi, da settembre 2026 a dicembre 2027”, con Miriam Mirolla, Francesco Mazzeo Rinaldi, Gabriele Guzzi, Giulio Di Donato, Tomaso Montanari, Maddalena Oliva, Luca SommiVenerdì 11 settembreOre 14.00 – “L’industria crolla e il lavoro se ne va”, con Andrea Tundo e Marco GrimaldiOre 15.00 – “In direzione contraria, un mondo di podcast”, con Silvia D’onghia e Alessandro MadronOre 20.00 – “Dieta, farmaci per dimagrire e falsi miti: la verità del dietista Giuliano Ubezio” con Claudia Rossi, Andrea Conti e Giuliano UbezioSabato 12 settembreOre 9.00 – Rassegna stampa con Maddalena Oliva e Antonio PadellaroOre 10.00 – “Accordi&Disaccordi, arriva la nuova stagione” con Luca SommiOre 13.30 – “Calderone: Italia paese delle opportunità?” con Eleonora Bianchini e i Cervelli in fugaOre 14.30 – “Ok boomer?” con Virginia Della Sala, Tomaso Montanari e Caterina MinnucciDomenica 13 settembreOre 9.00 – Rassegna stampaOre 10.00 – “Romanzo Quirinale” con Savino Balzano e Thomas MackinsonOre 13.00 – “Ballottoliere 2026”, il video editoriale di Marco TravaglioOre 14.00 – “Caccia, perché il governo vuole fare strage di animali?” con Alberto MarzocchiAREA BAMBINIAnche i più piccoli hanno un mondo da scoprire all’interno del Parco della Versiliana!Programma Mattutino (sabato e domenica)10:00 – Apertura10:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale10:00-12:00 – Meno plastica, più PET #FormazioneDivertente con focus su mondo della plastica riciclabile11:00 – Gioco Libero nel VillaggioDivertimento assicurato con i giochi sostenibili (a cura di Spin Master)12:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtualeProgramma Pomeridiano (tutti i giorni)16:30 – Apertura Pomeridiana17:00 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtuale17:30 – 18:30 – #FormazioneDivertenteIl focus speciale sul tema del giorno, per imparare giocando!18:30 – In cabina di guida con il Gruppo FS – laboratorio per diventare macchinisti con i visori di realtà virtualeDalle 19:00 in poi – Gioco Libero nel VillaggioSpazio alla fantasia con i giochi sostenibili (a cura di Spin Master)Il laboratorio “In cabina di guida con il Gruppo FS” offre ai ragazzi l’opportunità di guidare un treno per un giorno grazie ai visori di realtà virtuale di TrenitaliaNell’area gioco Merenda inclusa offerta da Barilla!INFO UTILI E LOGISTICASPETTACOLI A PAGAMENTOGiovedì 10 settembre ore 21:00“LIMBO” di e con FRANCESCO DE CARLODomenica 13 settembre ore 21:00“CORNUTI E CONTENTI” di e con MARCO TRAVAGLIOI biglietti sono in vendita su www.ticketone.it e presso la biglietteria del Teatro La VersilianaViale Morin, 16 – Marina di Pietrasanta (LU) Tel. 0584 265757ORARI BIGLIETTERIAMercoledì 9 giovedì 10 e venerdì 11 settembre dalle ore 17:00 alle ore 21:00Sabato 12 e domenica 13 settembre
dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 21:00PER TUTTI GLI ALTRI INCONTRI L’INGRESSO È GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTIPUNTO DISTRIBUZIONE CONTROMARCHEPer evitare situazioni di disordine, all’ingresso del Parco verranno distribuite delle contromarche necessarie per accedere agli incontri che si svolgeranno all’area Teatro.Orario distribuzione delle contromarche (sino ad esaurimento – ogni persona può ritirare massimo 2 contromarche):Tutti gli incontri che si svolgeranno nell’Area Caffè NON hanno bisogno di contromarcheMERCOLEDÌ 9 SETTEMBREa partire dalle ore 19:00 per l’incontro della seraGIOVEDÌ 10 SETTEMBREa partire dalle ore 17:30 per gli incontri del pomeriggioVENERDÌ 11 SETTEMBREa partire dalle ore 15:00 per gli incontri del pomeriggioa partire dalle ore 19:00 per l’incontro della seraSABATO 12 SETTEMBREa partire dalle ore 10:00 per gli incontri della mattinaa partire dalle ore 14:00 per gli incontri del pomeriggioa partire dalle ore 19:00 per l’incontro della seraDOMENICA 13 SETTEMBREa partire dalle ore 10:00 per gli incontri della mattinaa partire dalle ore 14:00 per gli incontri del pomeriggioEsaurite le contromarche, sarà possibile seguire tutti gli incontri da un Maxischermo situato presso l’Area CaffèPer l’intera durata della festa l’Area Teatro dovrà essere completamente liberata al termine dell’ultimo incontro della mattina e al termine dell’ultimo incontro del pomeriggioServizio Navetta gratuitoCollegamento diretto dal parcheggio di via Leopardi angolo viale Apua al Parco della Versiliana con corse ogni 20 minutiVenerdì 11 settembrePrima corsa da parcheggio: ore 16:00Ultima corsa di ritorno dalla Versiliana: ore 00:30Sabato 12 settembreMattina: prima partenza da parcheggio ore 9:00 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 13:15Pomeriggio/Sera: prima partenza da parcheggio ore 14:30 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 00:00Domenica 13 SettembreMattina: prima partenza da parcheggio ore 9:00 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 13:15Pomeriggio/Notte: prima partenza da parcheggio ore 14:30 | ultima corsa di ritorno dalla Versiliana ore 00:30***La Società Editoriale Il Fatto comunica l’annullamento della serata musicale di Nina Zilli prevista per sabato 12 settembre p.v. presso il Parco La Versiliana. Il concerto viene rinviato. La Società in accordo con l’artista comunicherà la nuova data e il luogo. Per coloro che hanno acquistato il biglietto si provvederà al rimborso secondo le modalità indicate da Ticketone.ACCREDITI STAMPATutti gli eventi, ad eccezione di quelli in prevendita, sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.Per accrediti stampa, inviare la richiesta di indicando nome, cognome, testata editoriale e allegando documento d’identità e tesserino professionale ai seguenti indirizzi email:a.paparatty@ilfattoquotidiano.itf.cucino@ilfattoquotidiano.it
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