title§§ Il Governo festeggia sulle miserie che ha creato
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001652004821.PDF
description§§
Estratto da pag. 27 di "ORA DELLA SERA" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T03:31:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001652004821.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001652004821.PDF', 'title': 'ORA DELLA SERA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001652004821.PDF
tp:ocr§§ Il Governo festeggia sulle miserie che ha creato Meloni festeggia la longevità dell’esecutivo, ma il bilancio presenta ombre pesanti tra stipendi reali in calo, milioni di persone che rinunciano alle cure e morti sul lavoro Quattro anni di governo Meloni, tra promesse e fatti concreti, ci consegnano un bilancio disastroso. Il record di longevità dell’esecutivo offre alcuni spunti su cui riflettere: sanità ultima nel G7, salari reali giù del 6,1%, Pnrr fermo al 36,7% e 1.093 morti sul lavoro. Sanità: cinque milioni e ottocentomila persone hanno rinunciato a visite ed esami in un anno, la spesa sanitaria pubblica al 6,2% del Pil nel 2025 è ultima fra i paesi del G7, con un divario dalla media europea che Gimbe quantifica in 36,1 miliardi di euro. Al porto Meloni festeggia il record del governo più longevo della storia repubblicana: il governo ha giurato il 22 ottobre 2022 e il 31 agosto ha scavalcato il secondo governo Berlusconi. Il record c’è ma nient’altro più di positivo nel dossier di ventotto pagine con cui il partito ha preparato la serata. Si parte dal lavoro, dove i numeri, visti davanti, illustrano 24,37 milioni di occupati a luglio 2026, 1 milione in più rispetto al novembre 2022, con i contratti a tempo indeterminato saliti da 15,25 milioni a 16,58 milioni. Visti da dietro, però, i numeri che il dossier governativo non cita mostrano una realtà deprimente: l’Employment Outlook 2026 dell’OCSE misura i salari reali italiani del 6,1% sotto il livello del primo trimestre 2021, il risultato peggiore fra le grandi economie dell’organizzazione, e per l’anno in corso prevede un ulteriore arretramento dello 0,9%. Lavora più gente che compra di meno, certifica l’Istat che conta 5,7 milioni di persone in povertà assoluta e 1,28 milioni di minori, il valore più alto dal 2014, mentre l’INAIL ha chiuso il 2025 con 1.093 denunce di infortunio mortale, tre più dell’anno prima e cinquantadue più del 2023, e con 98.463 malattie professionali, l’11,3% in più. È stato organizzato un mercato del lavoro che assume e impoverisce nello stesso trimestre. A seguire, sui conti pubblici il governo rivendica il deficit sceso dall’8,1% del 2022 al 3,1% del 2025, dato corretto su cui fare alcune osservazioni: sulla crescita la Commissione europea ferma l’Italia allo 0,5% nel 2026, con il debito che risale al 139,2% del Pil nel 2027; il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che di quella crescita doveva essere il motore, è arrivato alla scadenza del 30 giugno con i progetti conclusi al 36,7% con la quota che crolla al 6,2% se misurata in valore finanziario, e con 24,2 miliardi di euro di spesa destinati a slittare oltre il 2026 secondo la Corte dei Conti; per quanto riguarda la spesa corrente, il governo ha ridotto all’osso i soldi spesi per far funzionare la macchina pubblica e garantire i servizi essenziali quali stipendi dei dipendenti pubblici, pensioni, sanità, istruzione, acquisto di beni e servizi; riguardo la spesa in conto capitale, oltre al PNRR usato col contagocce, praticamente fermi gli investimenti pubblici in opere pubbliche e in infrastrutture. In più, accise che andavano abolite sono state riallineate al rialzo sul gasolio, la flat tax fino a centomila euro è sparita dai testi, la legge Fornero è ancora pienamente attiva, e dal 2027 l’età pensionabile sale ancora, perché l’adeguamento alla speranza di vita è rimasto in vigore. Con riferimento alla contabilità dell’Albania la contabilità non torna: al 14 luglio 2026 nel centro di Gjadër risultavano trasferiti 685 cittadini stranieri e rimpatriati 101, meno di uno su sei, in un progetto che il Tavolo Asilo e Immigrazione, sulla stima del governo, quantifica in oltre 670 milioni di euro fino al 2028. La spesa militare del 2026 ha toccato, intanto, il record di 33,9 miliardi di euro, e Mil€x calcola in 498 miliardi di euro l’aumento necessario per arrivare al 5% del Pil nel 2035 mentre alla sanità mancano 36 miliardi di euro. Un capitolo a parte merita il discorso sullo Stato di diritto. Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani hanno respinto la riforma costituziona
le della giustizia con il 53,7% di NO e un’affluenza del 58,9% e, nelle quarantotto ore successive, hanno lasciato il governo il sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove e la ministra del Turismo Santanchè, quarto e quinto membro dell’esecutivo costretti a dimettersi in quattro anni dopo Sgarbi, Montaruli e Sangiuliano. Sul caso Almasri il Tribunale dei ministri di Roma aveva scritto che i ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano avevano “scientemente e volontariamente aiutato” il generale libico a sottrarsi alla Corte penale internazionale. Il 9 ottobre 2025 la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere: processo finito prima che cominciasse. Il conto di questi quattro anni è stato fatto anche fuori dall'Italia: sulla legge sicurezza del 2025 e sul decreto del febbraio 2026 sono intervenuti l’Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR) dell’OCSE, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa e sei relatori speciali delle Nazioni Unite, e Amnesty International il 30 giugno scorso – nel Rapporto Italia – ha confermato le violazioni dello Stato di diritto nel nostro Paese, targate governo Meloni. Le principali criticità evidenziate riguardano: la detenzione e le carceri, con preoccupazioni espresse per le condizioni nei penitenziari e nei centri per migranti, con segnalazioni di maltrattamenti; i diritti dei migranti, con critiche mosse alle politiche di esternalizzazione delle richieste d'asilo e agli accordi con paesi terzi; le restrizioni poste alla libertà di riunione pacifica e le pressioni sulla società civile; i diritti civili negati mediante livelli elevati di violenza di genere e ostacoli persistenti all'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza. Da ultimo, la sanità pubblica, con numeri impietosi: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del PIL, al di sotto della media OCSE ed europea, entrambe pari al 7,1% e sul fronte della spesa pro-capite, a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato € 36 miliardi di euro. Le conseguenze del disastro si notano ogni giorno: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, forti disuguaglianze territoriali e sociali e crescente ricorso alla spesa privata. Come ricorda la Fondazione Gimbe, il 10 luglio scorso il Consiglio dell’Unione europea ha raccomandato all’Italia di garantire un accesso più tempestivo a cure economicamente sostenibili e di colmare la carenza di personale sanitario. Reporter senza frontiere ha fatto scivolare l’Italia dal 49° al 56° posto (su 180 posti) nell’indice rilasciato il 30 aprile scorso. Il 2 maggio di quest’anno, Meloni aveva scritto che il primato di longevità “non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani”. Quattro mesi dopo la festa si fa al porto, e a organizzarla è proprio il sottosegretario alla Salute che si sta sgretolando. Questa la dura realtà, taciuta e falsificata da un’assordante propaganda di regime. ---End text--- Author: Raffaele Coppola Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il Governo festeggia sulle miserie che ha creato -sec_org-
tp:writer§§ Raffaele Coppola
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001652004821.PDF
§---§
title§§ Dispositivi medici, Emilia-Romagna chiede sanatoria
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838505518.PDF
description§§
Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838505518.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838505518.PDF', 'title': 'AVVENIRE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838505518.PDF
tp:ocr§§ SANITÀ Dispositivi medici, Emilia-Romagna chiede sanatoria La Regione Emilia-Romagna chiede al Governo una sanatoria sui debiti pregressi legati al payback dei dispositivi medici e il superamento definitivo del meccanismo che impone un tetto alla spesa pubblica in questo settore, a livello nazionale e locale. La posizione sarà formalizzata anche in sede di Conferenza delle Regioni, dove l'Emilia-Romagna chiederà un finanziamento del Fondo sanitario nazionale per i prossimi 3 anni. Il payback prevede che il 50% dello sforamento dei tetti regionali di spesa per i dispositivi medici sia a carico delle imprese fornitrici, con un recupero successivo rispetto a forniture già effettuate. «La proposta dell’Emilia-Romagna riconosce che questo meccanismo non è più sostenibile né per le imprese né per il Servizio sanitario», sottolinea Fabio Faltoni, presidente di Confindustria dispositivi medici. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Dispositivi medici, Emilia-Romagna chiede sanatoria -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838505518.PDF
§---§
title§§ Intervista a Angelo Tenese - Tanese (Agenas): così cambia la Sanità italiana L'agenda di una Sanità in movimento = L'agenda di una Sanità in movimento
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837005531.PDF
description§§
Estratto da pag. 19 di "AVVENIRE" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837005531.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837005531.PDF', 'title': 'AVVENIRE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837005531.PDF
tp:ocr§§ Tanese (Agenas): così cambia la Sanità italiana È VITA L’agenda di una Sanità in movimento Un cantiere aperto con scelte per cambiamenti percepibili dai cittadini: il nuovo direttore generale dell’Agenzia per i Servizi sanitari regionali spiega su quali priorità sta puntando. «In corso un processo irreversibile» Ognibene a pagina 19 G rande risorsa o grande malato? «Il Servizio sanitario nazionale sta vivendo una profonda trasformazione, che procede con rapidità. È importante farlo sapere, perché è uno sforzo senza precedenti, e sono certo che darà risultati a breve termine». Parole impegnative, ma chi conosce Angelo Tanese sa che crede fino in fondo a quello che dice. Da pochi mesi direttore generale di Agenas (l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali), Tanese è manager navigato della sanità pubblica: a lungo alla guida della Asl Roma 1 – quasi un ministero, per ampiezza e utenti –, è stata una presenza abituale alle iniziative di formazione dell’Ufficio Cei per la Pastorale della Salute guidato da don Massimo Angelelli. E con Avvenire riflette su quella che definisce «una sanità in movimento». In movimento verso dove? Vorrei concentrarmi su tre aspetti, che ritengo centrali per delineare il quadro di profondo rinnovamento che stiamo vivendo. Anzitutto la sanità digitale: per oltre dieci anni abbiamo stentato nel portare avanti il progetto del Fascicolo sanitario elettronico e lo sviluppo della telemedicina, non tanto per mancanza di risorse ma per la difficoltà di costruire una infrastruttura nazionale comune per tutte le Regioni. Oggi, grazie ai finanziamenti del Pnrr, l’infrastruttura c’è ed è in corso di implementazione. C’è ancora lavoro da fare per completare il percorso, ma il processo è oramai irreversibile. Poi le Case della comunità: abbiamo sempre sostenuto i limiti di un servizio sanitario “ospedalocentrico”, eppure da decenni il ruolo dei Distretti sanitari fatica a decollare. Oggi abbiamo un nuovo modello di assistenza territoriale, unico per tutto il territorio nazionale, così definito dal DM 77/2022, e oltre mille Case della comunità già attive. Certo, la messa a regime di tutte le strutture e lo sviluppo delle potenzialità del modello richiederà tempo, ma il cambiamento è tangibile e radicale. Infine, le liste di attesa: per anni abbiamo lamentato il fenomeno, senza tuttavia disporre di una strategia per governarlo. Oggi abbiamo una piattaforma nazionale che monitora il rispetto dei tempi di garanzia per la maggior parte delle visite specialistiche e degli esami diagnostici, in un quadro di forte collaborazione Stato-Regioni e con la possibilità di ampliare il cruscotto con ulteriori prestazioni, come gli interventi chirurgici. Anche qui, si tratta di un percorso ai suoi esordi, ma che produce primi importanti risultati nella riduzione dei tempi di attesa, segno che siamo sulla strada giusta. Cos’hanno in comune questi tre ambiti di intervento sul Ssn? Innanzitutto, il fatto che oggi disponiamo di infrastrutture nazionali del tutto inesistenti solo tre anni fa, e che definiscono standard, modelli di servizio e criteri di valutazione omogenei. Le Regioni mantengono la responsabilità dell’organizzazione e della gestione del sistema sanitario, ma grazie al Pnrr potranno farlo all’interno di piattaforme e regole uguali per tutti, che garantiscono interoperabilità dei dati, condivisione delle soluzioni, pari tipologie di offerta nei confronti dei cittadini. Questo vuol dire restituire al Servizio Sanitario un progetto e una identità comune, di cui abbiamo estremamente bisogno. Ma quello che conta per le persone è la ricaduta sui servizi che “toccano con mano...” I tre settori che ho indicato presentano tutti innovazioni che hanno ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza sanitaria. I cittadini non tarderanno e rendersene conto. C’è bisogno di tempo, come per tutti i cambiamenti strutturali, che non sono solo tecnologici, ma anche organizzativi e culturali. Abbiamo tuttavia primi segnali che stiamo costruendo rapidamente un modello di sanità diverso, più adatto ad una
popolazione come la nostra, composta sempre più da anziani e pazienti cronici, a cui garantire un’assistenza meno frammentata e servizi più accessibili. Confido molto, ad esempio, nei 58 progetti per i grandi anziani, finanziati di recente, che dimostreranno con i fatti che un nuovo modello di assistenza è possibile. Quanto può incidere l’Agenzia in questo cambiamento? Agenas è pienamente coinvolta nel processo di rinnovamento del Ssn, fornendo supporto a Ministero e Regioni nell’implementare le diverse linee di sviluppo. Abbiamo tre scadenze a breve: entro settembre un report ufficiale sullo stato di avanzamento del DM 77 e in particolare delle Case della Comunità, fondamentale per monitorare la riforma e definire i prossimi passi; entro ottobre il secondo bollettino trimestrale sulle liste d’attesa, con i dati e il trend dei primi nove mesi del 2026; a novembre presenteremo tutte le linee di attività in qualità di Agenzia di Sanità digitale. Gli investimenti del Pnrr daranno risultati duraturi per la sanità italiana? C’è un grande lavoro che si sta facendo a livello centrale e nelle Regioni, con un’accelerazione che mai avremmo immaginato sino a prima del Covid. Questa è la fase cruciale in cui consolidare gli investimenti per tradurli in cambiamenti realmente percepiti dai cittadini. Dobbiamo credere nella capacità del Servizio sanitario di trasformarsi, facendo perno su tre punti fermi: continuare a investire sulla conoscenza, perché solo misurando e valutando ciò che si fa è possibile avere chiaro dove intervenire, correggendo gli errori e prendendo ad esempio ciò che funziona; andare tutti nella stessa direzione, perché è fondamentale mantenere un clima di piena collaborazione con le regioni e condividere una tabella di marcia comune; e creare un clima di partecipazione e di coinvolgimento di tutti i professionisti della sanità. Credo sia arrivato il momento di ritrovare una convergenza di vedute in un’unica cornice di senso. Troppo spesso guardiamo solo ai limiti e ai problemi del nostro Ssn, che ci sono. Proprio per questo è giunto il momento di cambiare, e abbiamo oggi tutte le condizioni per realizzare un Servizio sanitario più forte e coeso. Si torna a parlare di cure palliative: a che punto siamo nell’offerta pubblica? Sulle cure palliative e l’accompagnamento nella fase finale della vita siamo indietro, con una presa in carico spesso tardiva e territori ancora sprovvisti di una rete adeguata. Però va detto che oggi c’è molta più attenzione e si stanno potenziando anche le unità di cure palliative domiciliari, pur se con differenze territoriali significative. Stiamo lavorando per misurare cio che accade, individuare le criticità e accompagnare le regioni verso servizi più accessibili e standard omogenei. nità, liste osa sta Parla di Agenas ---End text--- Author: FRANCESCO OGNIBENE Heading: È VITA Un cantiere aperto con scelte per cambiamenti percepibili dai cittadini: il nuovo direttore generale dell’Agenzia per i Servizi sanitari regionali spiega su quali priorità sta puntando. «In corso un processo irreversibile» Highlight: Digitale, Case della comunità, liste di attesa, cure palliative: cosa sta cambiando, cosa manca. Parla Angelo Tanese, alla guida di Agenas Image:Sopra, Angelo Tanese, direttore generale di Agenas (l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali) dal febbraio di quest’anno -tit_org- Intervista a Angelo Tenese - Tanese (Agenas): così cambia la Sanità italiana L'agenda di una Sanità in movimento L’agenda di una Sanità in movimento -sec_org-
tp:writer§§ Francesco Ognibene
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837005531.PDF
§---§
title§§ La sanità privata contro il governo: " Tariffe basse, persi 3mila posti "
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837705526.PDF
description§§
Estratto da pag. 17 di "FATTO QUOTIDIANO" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837705526.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837705526.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837705526.PDF
tp:ocr§§ La sanità privata contro il governo: “Tariffe basse, persi 3mila posti” I PICCOLI AMBULATORI “Q ueste tariffe troppo basse ci uccidono, abbiamo già perso tremila posti di lavoro, tutti al Centro-sud nelle Regioni in piano di rientro, mentre al Nord la Lombardia e altre Regioni hanno potuto utilizzare risorse aggiuntive. Solo in Sicilia sono a rischio altri 5.000 dipendenti”, denuncia Mariastella Giorlandino, nota a Roma e dintorni per i centri clinici Artemisia Lab e presidente dell’Uap, l’Unione ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che ha messo insieme molte associazioni delle imprese del settore per un totale di circa 27mila strutture convenzionate con il Ssn e 350mila lavoratori. Alla conferenza stampa di ieri, nella piccola CEOforLife Clubhouse di piazza di Montecitorio, con Giorlandino c’erano Maria Grazia Cucinotta e rappresentanti regionali di Confesercenti Salute, Unindustria Sanità, Confapi, Ordine dei medici e altri, tutti impegnati nella battaglia contro il nuovo nomenclatore tariffario, che definisce i rimborsi dovuti dalle Regioni alle aziende –pubbli- GIORLANDINO che e private ac“LE STRUTTURE creditate – per le visite e la diagno- IN DIFFICOLTÀ stica ambulatoFINISCONO ALLE riali. Circa una prestazione su MULTINAZIONALI” tre della sanità pubblica la fanno i privati accreditati: precisamente il 28% dei ricoveri (dato 2024) e il 36,2 delle prestazioni ambulatoriali (dato 2023, ultimo disponibile), quote peraltro in crescita a fronte di una complessiva riduzione dei volumi. Il tariffario non lo toccavano dal 2012, il ministero della Salute l’ha aggiornato nel 2024. Alcune tariffe sono state perfino ridotte. Il Tar del Lazio, investito del ricorso, ha rilevato la carenza di istruttoria ma non l’ha annullato per evitare di bloccare le prestazioni e i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza); ha dato un anno al ministero della Salute per la nuova istruttoria, il governo ci ha messo altri 210 milioni di euro per un aumento medio del 5,8% e dal 22 settembre sarà in vigore. Probabilmente le aziende lo impugneranno di nuovo. E sui Drg, i rimborsi agli ospedali, si prepara un’altra battaglia. Per dare un’idea, una prima visita specialistica vale 26 euro, un emocromo completo 2,60, una radiografia del polso 14,20 euro. Ovviamente sono rimborsi che devono coprire i costi del lavoro, delle strutture e delle macchine. “Così si salvano solo le multinazionali – dice ancora Giorlandino – che hanno portato capitali in Italia magari dalle Isole Cayman per acquisire le nostre strutture in sofferenza. In Campania hanno comprato 200 strutture, in Puglia almeno un centinaio”. ALESSANDRO MANTOVANI ---End text--- Author: ALESSANDRO MANTOVANI Heading: I PICCOLI AMBULATORI Highlight: GIORLANDINO “LE STRUTTURE IN DIFFICOLTÀ FINISCONO ALLE MULTINAZIONALI” Image: -tit_org- La sanità privata contro il governo: “ Tariffe basse, persi 3mila posti ” -sec_org-
tp:writer§§ ALESSANDRO MANTOVANI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837705526.PDF
§---§
title§§ Cliniche private con licenza di ricetta pubblica: l'ennesimo favore di Rocca
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838205527.PDF
description§§
Estratto da pag. 17 di "FATTO QUOTIDIANO" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838205527.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838205527.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838205527.PDF
tp:ocr§§ LA DELIBERA LE PRESTAZIONI RIMBORSATE DAL SSN EROGATE DA CHI LE PRESCRIVE Cliniche private con licenza di ricetta pubblica: l’ennesimo favore di Rocca LAZIO I l presidente della Regione Lazio Francesco Rocca punta al Ministero della Salute, coltivando l’ambizione di rilevare la poltrona di Orazio Schillaci. Una scalata politica che si consuma mentre sul territorio regionale, da lui governato, la sanità privata guadagna un peso sempre più determinante a scapito di quella pubblica. Non è un mistero infatti che l’ex manager – che in passato sedeva nel Cda della Fondazione San Raffaele della galassia sanitaria fondata dal deputato leghista Antonio Angelucci – abbia destinato ampie risorse ai gruppi privati. Ma con la delibera n. 629 del 30 luglio 2026, la Giunta ha compiuto un salto di qualità. Nel documento si estende il potere ai medici delle strutture private accreditate di prescrivere farmaci e prestazioni. Un progetto pilota che arriva all’indomani di un duro stop giudiziario. A inizio luglio, il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso di medici di base e sindacati, bocciando l’obbligo per i medici di famiglia di trascrivere d’ufficio le ricette emesse dal privato. Anziché arrendersi, Rocca e i suoi hanno aggirato l’ostacolo consegnando il ricettario pubblico dritto nelle mani degli specialisti delle cliniche accreditate. L’allegato tecnico della delibera rivela la sostanza dell’atto, che va ben oltre la contesa tra Regione e medici di medicina generale. Le ricette emesse all’interno delle strutture dovranno essere prenotate ed erogate nelle agende interne della clinica stessa. Alessio D’Amato, consigliere regionale del Lazio di Azione ed ex assessore alla Sanità della Regione, commenta così la misura: “Si dà un assegno in bianco ai privati. È come dire che il committente si autoalimenta: chi prescrive finisce per indirizzare la prestazione verso la stessa struttura che poi la eroga. È una logica che rischia di produrre un cortocircuito”. A TRARRE VANTAGGIO saranno i poli multispecialistici che faranno domanda, con almeno sei branche accreditate o dotati di pronto soccorso. Tra questi potrebbero esserci le strutture del gruppo San Raffaele riconducibili alla famiglia Angelucci, i grandi poli della sanità vaticana come Gemelli e Fatebenefratelli, ma anche il Policlinico Casilino e l’European Hospital. L’atto reca la firma del direttore regionale della Sanità, Andrea Urbani, ex burocrate del ministero della Salute e oggi braccio destro del presidente. L’iniziativa laziale si smarca dal panorama nazionale: se in Lombardia la ricetta rilasciata dal privato è spendibile in tutto il sistema e in Puglia vigono rigidità assolute, il Lazio rischia di infrangersi contro il precedente del Piemonte, dove nel 2019 il Tar annullò una delibera analoga ricordando che la facoltà prescrittiva è una funzione dei medici dipendenti del SSN, non delegabile ai privati per generare autonomamente la propria domanda. Interpellata, la Regione Lazio ha scelto il silenzio. LDB © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: LDB Heading: Highlight: Image:Presidente Francesco Rocca FOTO ANSA -tit_org- Cliniche private con licenza di ricetta pubblica: l'ennesimo favore di Rocca -sec_org-
tp:writer§§ LDB
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838205527.PDF
§---§
title§§ Regalo di Meloni a Big Pharma: Regioni in rivolta = Farmaci, regalo alle imprese Ma pagano i bilanci regionali
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837505536.PDF
description§§
Estratto da pag. 17 di "FATTO QUOTIDIANO" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837505536.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837505536.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837505536.PDF
tp:ocr§§ FINO A 300 MLN IN PIÙ Regalo di Meloni a Big Pharma: Regioni in rivolta MANOVRA t PAYBACK Per ridurre i rimborsi a carico di Big Pharma il governo pesca 300 mln dai Fondi per le spese sanitarie Farmaci, regalo alle imprese Ma pagano i bilanci regionali q DI BENEDETTO A PAG. 17 LA MANOVRA » Linda Di Benedetto P er regalare fino a 300 milioni di euro all’industria farmaceutica, il governo Meloni ha deciso di pescare dai bilanci regionali. È questa la conseguenza della prossima manovra di Bilancio che rischia di spaccare la maggioranza al Nord e affondare il Mezzogiorno: una partita giocata su pochi decimali, ma capace di aprire un fronte di scontro tra Palazzo Chigi e le Regioni, comprese quelle guidate dal centrodestra. Sul tavolo c’è l’ipotesi di alzare dello 0,20-0,25% il tetto della spesa per gli acquisti diretti dei farmaci da parte di ospedali e Asl, che sono sempre in eccesso. Nel 2025 hanno sfondato il tetto per circa 4,7 miliardi di euro, facendo scattare il payback (il rimborso dovuto allo Stato) a carico delle aziende farmaceutiche per 2,38 miliardi. Innalzando il tetto, per il prossimo anno lo sforamento dovrebbe ridursi di circa 300 milioni di euro. MA A SCATENARE i malumori delle Regioni è soprattutto la copertura finanziaria dell’operazione, concepita dal ministero della Salute e dal Mef. L’idea sul tavolo è di prendere a piene mani dai risparmi del Fondo per i farmaci innovativi (che nel 2025 ha registrato avanzi per circa 550 milioni) e attingere alla quota indistinta del Fondo sanitario nazionale con cui le Regioni finanziano la gestione ordinaria della sanità. Il dossier si rivela così una spina nel fianco per la maggioranza. Il Veneto, roccaforte del centrodestra, nel 2025 ha sforato gli acquisti diretti per 288 milioni (spesa al 10,89% del Fsr contro il tetto dell’8,30%), con un payback atteso di 170 milioni. Alzare il tetto ridurrebbe i fondi regionali; a ciò si aggiunge il rischio di perdere 62,4 milioni di quote non ripartite del Fondo innovativi usate finora per l’equilibrio di bilancio. In Lombardia, la direzione Welfare dichiara che lo sfondamento degli acquisti diretti ha toccato i 386 milioni (528 complessivi). Negli ultimi cinque anni, inoltre, sono stati utilizzati circa 139 milioni di euro degli accantonamenti del Fondo per i farmaci innovativi. Guardando al Mezzogiorno, invece l'impatto si fa ancora più pesante. La Campania viaggia su uno sfondamento monstre di 703 milioni (spesa al 20,86%) e, pur comprendendo l'adeguamento dei tetti, pretende che il Fondo non venga prosciugato per garantire la copertura dei farmaci ad alto costo. La Sardegna (236 milioni di sfondamento) ritiene la misura del tutto insufficiente, puntando piuttosto su acquisti centralizzati, farmaci equivalenti e prescrittività appropriata. In Calabria, guidata dal centrodestra, l’Azienda Zero ha già chiarito che i 40,65 milioni ricevuti dal Fondo innovativi sono stati interamente spesi. In Puglia, infine, il nodo è redistributivo: la Regione ha speso circa 52 milioni dei 90 ricevuti per gli innovativi. Se i risparmi venissero riassorbiti a livello centrale per finanziare il tetto nazionale, sarebbero poi redistribuiti secondo il numero di abitanti, favorendo le Regioni più popolose del Nord e impoverendo il Sud. NEL FONDO degli innovativi si è riusciti a salvare solo la dote destinata agli antibiotici “reserve” contro l’a n t i mi c r o bi c o - re s istenza, tutelata per non compromettere gli impegni del G7. Ma la sostanza politica non cambia: il governo Meloni ha deciso di ridurre i debiti delle multinazionali farmaceutiche senza mettere al momento un euro di copertura reale, e lasciando che siano le Regioni – e i bilanci della sanità pubblica – a pagare il conto finale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: Highlight: “DISPOSITIVI, CHIEDIAMO MORATORIA” “UNA SANATORIA sui debiti pregressi relativi al payback che non ricada sulle imprese e sul Servizio sanitario regionale e, contestualmente, il definitivo superamento dell’intero meccanismo che sta
bilisce un tetto alla spesa pubblica sui dispositivi medici a livello sia nazionale che locale. È quanto chiede la Regione Emilia-Romagna al governo Image:Spesa farmaceutica La presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni FOTO ANSA -tit_org- Regalo di Meloni a Big Pharma: Regioni in rivolta Farmaci, regalo alle imprese Ma pagano i bilanci regionali -sec_org-
tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001837505536.PDF
§---§
title§§ Il mondo delle cliniche: aggiornate il tariffario
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839005519.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "GIORNALE" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839005519.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839005519.PDF', 'title': 'GIORNALE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839005519.PDF
tp:ocr§§ Il mondo delle cliniche: aggiornate il tariffario Sanità L’Unione poliambulatori privati lamenta aumenti sotto i livelli dell’inflazione ROMA «La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, la politica deve uscire dagli slogan». A sostenerlo è Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata), nel corso di una conferenza stampa promossa insieme ad Amsi, Umem e Uniti per Unire (Uxu), in programma ieri presso CEOforLife Clubhouse, a Roma. L’evento è stato l’occasione per chiedere a gran voce la revisione delle tariffe sanitarie. «Sono due anni che combattiamo per l'adeguamento delle tariffe, ma dal Ministero sono uscite le stesse che erano quelle improponibili, ne hanno aumentate di 2.040 solo 445 di cui 158 sotto la rivalutazione Istat. Questo significa che una visita a 23 euro non si può fare», spiega Giorlandino. Presente all’evento anche il vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria, Luca Marino, secondo cui, se da un lato è reale che «lo stanziamento del governo italiano rispetto al Pil è inferiore alla media Ocse», dall’altro «è vero che negli ultimi anni la disponibilità del fondo sanitario nazionale sta aumentando. Sicuramente non è sufficiente, e quindi servono più risorse». Valter Rufini, presidente FederAnisap (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali di Strutture sanitarie private e accreditate al Ssn), infine, chiede «l'apertura di un apposito tavolo permanente di crisi e confronto con il ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni per pianificare una revisione periodica dei prezzi analizzando il costo effettivo delle prestazioni». ---End text--- Author: Francesco Curridori Heading: Highlight: Le strutture accreditate chiedono un tavolo per pianificare la revisione periodica dei listini Image: -tit_org- Il mondo delle cliniche: aggiornate il tariffario -sec_org-
tp:writer§§ Francesco Curridori
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839005519.PDF
§---§
title§§ Malattia, novità per il certificato: il medico potra retrodatarlo
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839105520.PDF
description§§
Estratto da pag. 8 di "L'IDENTITÀ" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839105520.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839105520.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839105520.PDF
tp:ocr§§ Malattia, novità per il certificato: il medico potrà retrodatarlo A rriva una novità per i lavoratori e i medici di famiglia: con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l’Inps consente di rilasciare il certificato di malattia anche per il giorno precedente alla visita. La misura nasce per rispondere alla crescente carenza di medici di base e ai ritardi che spesso impediscono ai pazienti di essere visitati nel giorno in cui compaiono i sintomi. Finora la retrodatazione era possibile solo in casi eccezionali. Con le nuove regole il paziente potrà recarsi allo studio medico il giorno successivo e ottenere la copertura della prima giornata di assenza dal lavoro. Restano dei limiti: la retrodatazione è consentita per un solo giorno e non può riguardare sabati, domeniche o festivi. Il medico dovrà indicare nel certificato telematico la data effettiva di inizio della malattia. ---End text--- Author: CLAUDIA MARI Heading: Highlight: Image:(© Imagoeconomica) -tit_org- Malattia, novità per il certificato: il medico potra retrodatarlo -sec_org-
tp:writer§§ CLAUDIA MARI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001839105520.PDF
§---§
title§§ Da Roma l'appello per salvare il SH "Duo sanita, un diritto alla cura" = Da Roma l'appello per salvare il SSN Giorlandino: "Due sanità, un solo diritto alla cura"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838305528.PDF
description§§
Estratto da pag. 2 di "L'IDENTITÀ" del 10 Sep 2026
ELEONORA CIAFFOLONI a pagina 2
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838305528.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838305528.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838305528.PDF
tp:ocr§§ Da Roma l’appello per salvare il SSN “Due sanità, un diritto alla cura” ELEONORA CIAFFOLONI a pagina 2 L’EVENTO DI UAP L’EVENTO UAP Da Roma l’appello per salvare il SSN Giorlandino: “Due sanità, un solo diritto alla cura” di ELEONORA CIAFFOLONI “T roppo spesso a parliamo di sanità pubblica e privata come se fossero due sistemi contrapposti. Non è così". Mariastella Giorlandino sceglie di partire da qui, dal principio che considera non negoziabile: il Servizio sanitario nazionale è uno solo e il privato accreditato ne è parte integrante. È il cuore della conferenza stampa organizzata dalla UAP – Unione nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata – al CEOforLife Clubhouse di Piazza Montecitorio, dove il titolo dell’iniziativa, “Non due sanità. Un solo diritto alla cura”, si è trasformato in una vera e propria denuncia sul futuro del SSN. Non una rivendicazione corporativa, ma la richiesta di ripensare il rapporto tra Stato, Regioni e strutture accreditate prima dell’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario, prevista il 21 settembre. Per la presidente UAP Giorlandino le priorità sono chiare: mettere il cittadino al centro, garantire cure di qualità, costruire tariffe basate sui costi reali delle prestazioni e creare un meccanismo stabile di aggiornamento che impedisca al sistema di impoverirsi anno dopo anno. "Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce. La responsabilità deve restare pubblica: è lo Stato che deve programmare l’offerta, conoscere i bisogni di salute, controllare appropriatezza e qualità e garantire i livelli essenziali di assistenza", ha ribadito, ricordando come oggi le strutture accreditate rappresentino una parte essenziale della capacità di cura del Paese. Nel 2024 hanno assicurato il 28% dei ricoveri del SSN, mentre nella specialistica ambulatoriale erogano oltre un terzo delle prestazioni complessive. Numeri che dimostrano come pubblico e privato costituiscano già una rete unica. Il punto più duro riguarda il decreto Tariffe. La UAP contesta la narrazione secondo cui gli aumenti avrebbero risolto il problema della sostenibilità economica. L’analisi presentata parla di 2.040 prestazioni esaminate: il 78% delle tariffe non subisce alcun incremento e, con l’inflazione, oltre l’85% delle prestazioni risulta inferiore al valore che avrebbe avuto con una semplice rivalutazione Istat. "Una visita a 23 euro non si può fare", ha affermato Giorlandino, perché "non è soltanto una questione economica: significa non poter garantire percorsi clinici adeguati e mettere a rischio il diritto alla cura". Insomma, tariffe sotto costo significano meno servizi, riduzione dell’offerta, liste d’attesa più lunghe e milioni di pazienti destinati a riversarsi su un sistema pubblico già in affanno. Per questo la proposta della UAP è quella di costruire una base tariffaria condivisa tra Ministero, Regioni, sanità pubblica e privata accreditata, aggiornata secondo parametri oggettivi e sottoposta a revisioni periodiche dei costi. Alla conferenza hanno partecipato decine di rappresentanti delle principali associazioni della sanità e delle professioni mediche, a testimonianza di un fronte trasversale. Tra gli altri erano presenti il professor Valter Rufini di Feder-Anisap, il presidente di Confesercenti Salute Alessandro Totaro, il presidente di Federcardio Leonardo Di Maggio, il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma e del Lazio Antonio Magi, il presidente di Aiop Lazio e vicepresidente nazionale Mauro Picozzi. Tutti hanno richiamato lo stesso nodo: un nomenclatore che rischia di accentuare le disuguaglianze tra Regioni, con territori che dispongono di risorse sufficienti e altri incapaci di sostenere autonomamente i costi dell’assistenza. La denuncia più forte è arrivata proprio da Magi: "Ci stiamo giocando il Servizio sanitario nazionale". Una giornata per lanciare un ultimo appello. "Non chiediamo di sostituire il pubblico con il privato", ha concluso Giorlandino. "Chiediamo un Servizio sanitario nazionale più forte, capace di utilizzare in modo intell
igente tutte le risorse che già possiede". ---End text--- Author: ELEONORA CIAFFOLONI Heading: L’EVENTO DI UAP Highlight: Image: -tit_org- Da Roma l'appello per salvare il SH “Duo sanita, un diritto alla cura” Da Roma l'appello per salvare il SSN Giorlandino: “Due sanità, un solo diritto alla cura” -sec_org-
tp:writer§§ ELEONORA CIAFFOLONI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838305528.PDF
§---§
title§§ Gli assistenti sanitari per fare prevenzione e valorizzare il ruolo delle case di comunità
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838005529.PDF
description§§
Estratto da pag. 54 di "MESSAGGERO" del 10 Sep 2026
pubDate§§ 2026-09-10T04:08:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838005529.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838005529.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838005529.PDF
tp:ocr§§ GLI ASSISTENTI SANITARI PER FARE PREVENZIONE E VALORIZZARE IL RUOLO DELLE CASE DI COMUNITÀ C inquemila laureati e iscritti all’albo. Specializzati nella prevenzione, promozione e nell’educazione alla salute. Sono gli assistenti sanitari. A differenza di medici o infermieri, l’assistente sanitario non si occupa principalmente della cura clinica o della terapia dei malati. Il suo lavoro si rivolge alla persona, alla famiglia e all’intera collettività per prevenire le malattie e migliorare il benessere generale. È una figura poco conosciuta dal grande pubblico nonostante sia centrale nel Servizio sanitario nazionale. Porta un grande contributo in molte attività fondamentali: campagne vaccinali, screening oncologici, sostegno alla maternità e all’allattamento, indagini epidemiologiche in caso di malattie infettive, promozione di stili di vita salutari. La pubblicazione delle Linee di indirizzo di Agenas (Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali) sulle équipe multiprofessionali nelle Case della Comunità rappresenta un passaggio importante nel percorso di sviluppo dell’assistenza territoriale. Tra gli elementi di maggiore interesse vi è il rafforzamento del ruolo attribuito a prevenzione, promozione della salute, analisi dei bisogni della popolazione e programmazione degli interventi sulla base delle caratteristiche dei territori e delle comunità. Si tratta di un’evoluzione significativa. Che è importante diffondere e far conoscere. Per molti anni il dibattito sulla sanità territoriale si è concentrato prevalentemente sulla risposta ai bisogni assistenziali individuali. Le Case della Comunità rischiano però di non esprimere pienamente il proprio potenziale se vengono concepite soltanto come luoghi nei quali si concentrano servizi e professionisti. La vera innovazione consiste nella capacità di conoscere la popolazione di riferimento: non solo le persone che accedono ai servizi, ma anche quelle che non vi accedono, i gruppi più vulnerabili. Non si tratta di adempimenti formali o di semplici esercizi descrittivi, ma di strumenti essenziali per orientare le priorità, programmare gli interventi e allocare le risorse dove possono generare il maggiore valore per cittadini e territori. È proprio su questo terreno che gli assistenti sanitari possono offrire un contributo distintivo. Le nuove Linee di indirizzo ne prevedono infatti la presenza nell’équipe multiprofessionale delle Case della Comunità. L’assistente sanitario è una figura professionale che integra competenze di sanità pubblica, epidemiologia, educazione sanitaria e lavoro di comunità. L’analisi dei bisogni individuali e collettivi, la predisposizione e l’utilizzo dei profili di comunità, la progettazione di interventi di promozione della salute e il lavoro di rete con istituzioni, scuole, enti locali e terzo settore costituiscono da sempre il nucleo della sua attività professionale. Non è un caso che molti dei percorsi descritti dalle Linee di indirizzo, in particolare quelli dedicati alla prevenzione, all’intercettazione dei bisogni e alla promozione della salute, richiedano competenze capaci di collegare la dimensione sanitaria con quella sociale e comunitaria. La sfida che attende il Servizio sanitario nazionale, oltre a quella di garantire l’accesso alle cure, è sviluppare una capacità sempre più efficace di anticipare i bisogni, ridurre le disuguaglianze e generare salute. Per questo servono équipe realmente multiprofessionali, nelle quali le diverse competenze concorrano alla costruzione di una visione condivisa. Le Case della Comunità che potranno contare anche sulla presenza degli assistenti sanitari avranno a disposizione professionisti specificamente formati e con un patrimonio di competenze capace di contribuire in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi indicati dalle stesse Linee di indirizzo. La prossima sfida sarà trasformare questi principi in modelli organizzativi concreti. Il successo delle Case della Comunità dipenderà, in parte, dalla disponibilità di professionisti e servizi, ma soprattutto dalla capacità d
i sviluppare una reale sanità d’iniziativa, orientando le attività sulla base delle priorità di salute della popolazione. *Presidente Associazione nazionale degli Assistenti sanitari © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ELENA NICHETTI Heading: Highlight: CINQUEMILA LAUREATI GIÀ ISCRITTI ALL’ALBO POSSONO CONTRIBUIRE AL SUCCESSO DEGLI SCREENING Image:Elena Nichetti, presidente dell’Associazione nazionale degli Assistenti sanitari -tit_org- Gli assistenti sanitari per fare prevenzione e valorizzare il ruolo delle case di comunità -sec_org-
tp:writer§§ ELENA NICHETTI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/10/2026091001838005529.PDF
§---§