title§§ Sanità, Pallarme della Ull link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803125106222.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "CIOCIARIA OGGI" del 08 Sep 2026
La denuncia del sindacato che chiede un cambio di passo davanti ai problemi del servizio pubblico Oltre una famiglia su dieci fatica a sostenere le spese mediche e rischia di rinunciare alle cure
pubDate§§ 2026-09-08T04:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803125106222.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803125106222.PDF', 'title': 'CIOCIARIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803125106222.PDF tp:ocr§§ Pensionati Sanità, rallarme della Uil La denuncia del sindacato che chiede un cambio di passo davanti ai problemi del servizio pubbli Oltre una famiglia su dieci fatica a sostenere le spese mediche e rischia di rinunciare alle cure L'APPELLO La sanità pubblica italiana è sempre più in affanno e nel Lazio il quadro assume contorni - me nte p reoccupa çÀ i. Ë 1 ancia rè à allarme è la Uil Pensionati Lazio, attraverso il segretario generale O - sear Capobianco, alla luce dei dal : i contenutinel sesto rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Numeri che, secondo il sindacato, certificano il progressivo indebolimento dell'assistenza pubblica e l'avanzata di un sistema nel quale la possibilità di curarsi rischia di dipendere sempre più dalle disponibilità economiche delle famiglie. «L'Italia è ultima nel G7! È il fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica prò capite», sottolinea Capobianco, ricordando come la spesa sanitaria pubblica italiana si attesti al 6,3% del Pii, contro il 7,1% della media Ocse e il 6,9% di Quella europea. Un a distanza che, secondo la Uil Pensionati, si traduce in un gap dì43milianlineli1nan·/iamentopro capite rispetto alla media dei Paesi europei. Il problema assume dimensioni ancora più evidenti nel Lazio. Secondo i dati richiamati dal sindacato, il 10,6% delle famiglie della regione si trova in difficoltà nel sostenere le spese sanitarie a causa della ridotta disponibilitàdi reddito. Una condizione che può trasformarsi nella rinuncia alle prestazioni, spesso senza cheilfenomenoemerga pienamente nelle statistiche. Capobi anco e vid e ç zia i noli rè come, al netto della spesa peri farmaci, il rischio relaiivo ili impoverimento legato alle prestazioni spe ci al i stich e e diagnostiche nel Lazio raggi unga un Odds Raliu di 1,08, .superiore allamedia nazionale. Un indicatore che, secondo la Uil, conferma la pressione esercitata dai costi della sanità sui bilanci familiari. A pesare ñ anche la situazione delle liste d'attesa. Nella Capitale, sottolineai! segretariogeneraledellaUil Pensionati Lazio, si registrano i tempi più lunghi della regione. Il risultato sarebbe una mobilità sanitarianon dettata dalla libera scelta del paziente, ma dalla necessità di trovarealtroveuna risposta in tempi accettabili, insieme auna crescente tendenza a rivolgersi alle strutture privale. Con la consegyen/a chechi può permetterselo paga una vìsita o un esame nel privato. E chi non dispone delle risorse necessarie è invece costretto a rinunciare. È proprio questa seconda fascia della popolazione, secondo la Uil Pensionati, a rappresentare il fenomeno più difficile da intercettare. Le persone cliE rinunciano a curarsi finiscono infatti per non comparire tracoloro che ut il i zzano i sor vi z i sa nitari. Una situazione che colpisce soprattutto le fasce più fragili. Famiglie monoreddito, giova ni con disponibilità economiche limitate, any.iani e persone vulnerabili rischiano di pagare il prezzo più alto di un sistema nel quale il ricorso al privalo diventa una necessilà e non più una seek a. Il sindacato critica anche gli interventi messi in campo negl ultimi anni. In particolare, Capobianco considera insufficiente il decreto ministeriale legatoalDL 73/2024, ritenendo che, senza cope rtu re ñ nan ziaric strutturali ñ in presenza di u- nagrave carenza di personale, le misure adottate non siano in grado di risolvere le criticità. Al contrario, il rischio indicato è quello di un ulteriore peggioramento della qualità dell'assistenza ñ di una nuova accelerazione nel la fuga d e i prof e ssío nistidalServiy.iosanitarinpuhblico. Da qui la richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni: intervenire con risorse cene e non con annunci. La Uil Pensionati Lazio chiede un ri fina n zia mento stab i le e immediato del sistema sanitario, con l'obiettivo di invertire una tendenza che, se non affrontata, rischia di diventare irreversibile. Capobianco ricorda anche laproposta avanzata dal segretario generale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, che chiede di portare dal 6,3% al 7 , 5 % del Pii la quota di spesasanitariaprevistanelBilancio dello Stato. · IL SEGRETARIO GENERALE OSCAR CAPOBIANCO: INTERVENTI CONCRETI E RISORSE 6,3 â In Italia ta spesa sanitaria pubblica si attesta al 6 , 3 % del Pii OSMI CAPOBIANCO L'intervento del segretario •«Nel lazio il 10,6% delle famiglie è in crisi per le gravi difficoltà a sostenere le spese sanitarie per mancanza di reddito disponibile e si vede costretta a rinunciare alle cure» -tit_org- Sanità, Pallarme della Ull -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803125106222.PDF §---§ title§§ Spendiamo al gioco, non per la salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802099400093.PDF description§§
Estratto da pag. 4 di "CRONACA DI VERONA E DEL VENETO" del 08 Sep 2026
Sei italiani su 10 hanno la sanità gratis. Ma il partito della spesa pubblica vuole ancora di più
pubDate§§ 2026-09-08T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802099400093.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802099400093.PDF', 'title': 'CRONACA DI VERONA E DEL VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802099400093.PDF tp:ocr§§ Spendiamo al gioco, non per la salute Sei italiani su 10 hanno la sanità gratis. Ma il partito della spesa pubblica vuole ancora di più Il partito della spesa pubblica – ovvero destra radicale e centrosinistra - sta usando come una clava i dati del rapporto annuale della Fondazione Gimbe sulla spesa pubblica italiana nella sanità. Il cahier des doléances è noto, si ripete ad ogni anno, a dispetto dell’impatto che la sanità ha sui conti pubblici di un Paese quale l’Italia che, lo ricordiamo, vanta uno dei debiti pubblici più alti al mondo sia in termini assoluti che in rapporto al PIL. Chi contesta il livello della spesa sanitaria pone l’accento sulla differenza di fondi che altri Paesi mettono sul piatto, facendo finta di scordare qualche altra verità. La spesa sanitaria ammonta a 148,5 miliardi ovvero 2.516 € per abitante. Questi soldi coprono costi di gestione e investimenti infrastrutturali, ma non sono i soli che la Repubblica immette nel sistema. Vanno aggiunti altri 108 miliardi di benefici fiscali che vengono girati ogni anno ai contribuenti a copertura delle spese sanitarie sostenute (extra servizio pubblico come farmaci e terapie aggiuntive) e di quelle familiari (mutui prima casa inclusi). Non tutto finisce in sanità, diciamo per praticità un terzo: ed ecco trovato il gap che Fondazione Gimbe e partito della spesa pubblica denunciano rispetto a quanto spendono Paesi europei contabilmente più seri. La spesa sanitaria è pari al 79% del totale dell’Irpef che lo Stato incassa dai contribuenti italiani. Le imposte sul reddito delle persone fisiche ammontano infatti a 187,9 miliardi (un valore in calo del 2,2% a fronte invece di un incremento della spesa sanitaria del 4,5%, 2025 su 2024). Ricordiamo che, in tutto, lo Stato incassa ogni anno circa 470 miliardi fra imposte e tasse. Per abitante, l’Irpef ammonta a 3.184 € a testa. Ma questo dato è vero e reale sono per Trilussa. I contribuenti sono infatti 42 milioni di Italiani e non 59 milioni, e solo 33,5 milioni di contribuenti pagano qualcosa di Irpef. In dettaglio: 1,1 milioni di contribuenti hanno reddito zero o negativo e quindi non pagano nulla; 7,3 milioni di contribuenti arrivano ad appena 7mila500 € di reddito e pagano meno di 30€ di tasse l’anno; 7,7 milioni di contribuenti raggiungono 15mila € di reddito e versano meno di 300€ di tasse l’anno; 5 milioni di contribuenti toccano i 20mila € di reddito l’anno pagando così circa mille300€ di tasse l’anno. Sono 20 milioni di contribuenti che versano meno tasse di quanto lo Stato non spenda per loro in sanità. Se li sommiamo con gli Italiani che non debbono presentare dichiarazione dei redditi vuol dire che 37 milioni di persone hanno la sanità gratis, pagata dalla collettività. Sei Italiani su dieci si curano gratis; 4 su 10 pagano i conti di tutti. Ma non è l’unico dato interessante che andrebbe tenuto in considerazione: gli Italiani spendono ogni anno 160 miliardi in giochi e lotterie, sono 2.800 € a testa. Compresi i neonati, i poveri e le persone a basso reddito (quei 37 milioni che hanno la sanità gratis). Lo Stato recupera da giochi e lotterie un gettito insignificante: appena 7,6 miliardi €. Sono quattro dati in croce, ma la spiegano tutta. Questa Repubblica è vista come una gigantesca cornucopia dove tutti accaparrano il più possibile, senza pagare i servizi che si ricevono e spendendo in puttanate i soldi delle tasse non pagate. Si chiamano ladri di Stato. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Spendiamo al gioco, non per la salute -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802099400093.PDF §---§ title§§ Alla Festa del Fatto: Albanese, Barbero, Carrère, Ranucci&C. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090802153301612.PDF description§§
Estratto da pag. 13 di "FATTO QUOTIDIANO" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 23 di "GIORNALE LA VOCE" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 3 di "LATINA OGGI" del 08 Sep 2026
La denuncia del sindacato che chiede un cambio di passo davanti ai problemi del servizio pubblico Oltre una famiglia su dieci fatica a sostenere le spese mediche e rischia di rinunciare alle cure
pubDate§§ 2026-09-08T04:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801787406029.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801787406029.PDF', 'title': 'LATINA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801787406029.PDF tp:ocr§§ Pensionati Sanità, rallarme della Uil La denuncia del sindacato che chiede un cambio di passo davanti ai problemi del servizio pubbli Oltre una famiglia su dieci fatica a sostenere le spese mediche e rischia di rinunciare alle cure L'APPELLO La sanità pubblica italiana è sempre più in affanno e nel Lazio il quadro assume contorni - me nte p reoccupa çÀ i. Ë 1 ancia rè à allarme è la Uil Pensionati Lazio, attraverso il segretario generale O - sear Capobianco, alla luce dei dal : i contenutinel sesto rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Numeri che, secondo il sindacato, certificano il progressivo indebolimento dell'assistenza pubblica e l'avanzata di un sistema nel quale la possibilità di curarsi rischia di dipendere sempre più dalle disponibilità economiche delle famiglie. «L'Italia è ultima nel G7! È il fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica prò capite», sottolinea Capobianco, ricordando come la spesa sanitaria pubblica italiana si attesti al 6,3% del Pii, contro il 7,1% della media Ocse e il 6,9% di Quella europea. Un a distanza che, secondo la Uil Pensionati, si traduce in un gap dì43miliardineinnan·/iamentopro capite rispetto alla media dei Paesi europei. Il problema assume dimensioni ancora più evidenti nel Lazio. Secondo i dati richiamati dal sindacato, il 10,6% delle famiglie della regione si trova in difficoltà nel sostenere le spese sanitarie a causa della ridotta disponibilitàdi reddito. Una condizione che può trasformarsi nella rinuncia alle prestazioni, spesso senza cheilfenomenoemerga pienamente nelle statistiche. Capobi anco e vid e ç zia i noli rè come, al netto della spesa peri farmaci, il rischio relaiivo ili impoverimento legato alle prestazioni spe ci al i stich e e diagnostiche nel Lazio raggi unga un Odds Raliu di 1,08, .superiore allamedia nazionale. Un indicatore che, secondo la Uil, conferma la pressione esercitata dai costi della sanità sui bilanci familiari. A pesare ñ anche la situazione delle liste d'attesa. Nella Capitale, sottolineai! segretariogeneraledellaUil Pensionati Lazio, si registrano i tempi più lunghi della regione. Il risultato sarebbe una mobilità sanitarianon dettata dalla libera scelta del paziente, ma dalla necessità di trovarealtroveuna risposta in tempi accettabili, insieme auna crescente tendenza a rivolgersi alle strutture privale. Con la consegyen/a chechi può permetterselo paga una vìsita o un esame nel privato. E chi non dispone delle risorse necessarie è invece costretto a rinunciare. È proprio questa seconda fascia della popolazione, secondo la Uil Pensionati, a rappresentare il fenomeno più difficile da intercettare. Le persone cliE rinunciano a curarsi finiscono infatti per non comparire tracoloro che ut il i zzano i sor vi z i sa nitari. Una situazione che colpisce soprattutto le fasce più fragili. Famiglie monoreddito, giova ni con disponibilità economiche limitate, any.iani e persone vulnerabili rischiano di pagare il prezzo più alto di un sistema nel quale il ricorso al privalo diventa una necessilà e non più una seek a. Il sindacato critica anche gli interventi messi in campo negl ultimi anni. In particolare, Capobianco considera insufficiente il decreto ministeriale legatoalDL 73/2024, ritenendo che, senza cope rtu re ñ nan ziaric strutturali ñ in presenza di u- nagrave carenza di personale, le misure adottate non siano in grado di risolvere le criticità. Al contrario, il rischio indicato è quello di un ulteriore peggioramento della qualità dell'assistenza ñ di una nuova accelerazione nel la fuga d e i prof e ssío nistidalServiy.iosanitarinpuhblico. Da qui la richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni: intervenire con risorse cene e non con annunci. La Uil Pensionati Lazio chiede un ri fina n zia mento stab i le e immediato del sistema sanitario, con l'obiettivo di invertire una tendenza che, se non affrontata, rischia di diventare irreversibile. Capobianco ricorda anche laproposta avanzata dal segretario generale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, che chiede di portare dal 6,3% al 7 , 5 % del Pii la quota di spesasanitariaprevistanelBilancio dello Stato. · IL SEGRETARIO GENERALE OSCAR CAPOBIANCO: INTERVENTI CONCRETI E RISORSE 6,3 â In Italia ta spesa sanitaria pubblica si attesta al 6 , 3 % del Pii OSCAR CAPQBIANCD L'intervento del segretario . Nel lano il 10,6% delle famiglie è in crisi per le gravi difficoltà a sostenere le spese sanitarie per mancanza di reddito disponibile e si vede costretta a rinunciare alle cure» -tit_org- Sanità, Pallarme della Uil -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801787406029.PDF §---§ title§§ Intramoenia, sponsor, trial: sanità sotto la lente Anac link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801763105770.PDF description§§
Estratto da pag. 8 di "NT ENTI LOCALI" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 10 di "NT ENTI LOCALI" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 23 di "TIRRENO VIAREGGIO" del 08 Sep 2026
Da Scanzi a Montanari, da Barbero a Carrère cinque giorni tutti da vivere con il ritorno a Marina di Pietrasanta della Festa del Fatto Quotidiano
pubDate§§ 2026-09-08T05:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803108606969.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803108606969.PDF', 'title': 'TIRRENO VIAREGGIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803108606969.PDF tp:ocr§§ Versiliana, gran finale da domani con talk show, incontri e musica Da Scanzi a Montanari, da Barbero a Carrère cinque giorni tutti da vivere con il ritorno a Marina di Pietrasanta della Festa del Fatto Quotidiano ? di Michele Morabito Marina di Pietrasanta Da domani e fino al 13 settembre torna a Marina di Pietrasanta, nella sua cornice originaria del Festival della Versiliana, la Festa del Fatto Quotidiano. Cinque giorni di incontri, politica, cultura, satira, musica e spettacolo con protagonisti del mondo dell'informazione, della politica e della cultura. Per la Festa del Fatto Quotidiano è un ritorno alle origini al Parco della Versiliana di Marina di Pietrasanta dopo alcune edizioni svolte e Roma. L'evento, patrocinato dal Comune di Pietrasanta, propone cinque giornate di confronto sull'attualità italiana e internazionale, con un programma che intreccia informazione, politica, cultura, libri, satira, musica e spettacolo. Il programma prenderà il via domani con il flashmob “Il futuro non si arma, si insegna. Scuola: la nostra battaglia”, con Giorgio Parisi, e proseguirà con incontri dedicati alla solidarietà e al tema del restare umani. In serata, al Teatro della Versiliana, spazio a “Il Fatto in scena” con Tomaso Montanari, Andrea Scanzi e Luca Sommi, attraverso monologhi e momenti di spettacolo. Giovedì 10 il focus si sposterà sulla conoscenza e sull'intelligenza artificiale con Giulio Deangeli, Cinzia Monteverdi e Fabio Vaccarono, mentre tra gli ospiti spicca il nome di Emmanuel Carrère. La serata sarà dedicata alla comicità con Francesco De Carlo e il suo spettacolo “Limbo”. Venerdì 11 sarà una giornata particolarmente ricca di appuntamenti, con i temi delle diseguaglianze, della politica, della storia e dell'attualità. Sul palco, tra gli altri, Pier Luigi Bersani, Franco Cardini, il professor Alessandro Barbero e Heather Parisi. Sabato 12 sarà dedicato a Costituzione e riforme, sanità, disinformazione e guerra in Europa, con interventi di Nino Cartabellotta, Massimo Villone, Roberto Zaccaria, Orazio Schillaci, Alessandro Orsini, Lucio Caracciolo, Gianandrea Gaiani e Andrea Riccardi. Non mancheranno cultura e musica con Paolo Nori, il progetto dedicato a Franco Battiato e l'incursione satirica di Mario Natangelo. In serata, attesa per Nicola Gratteri. La giornata conclusiva, domenica 13 settembre, affronterà invece alcuni dei principali nodi della politica e dell'informazione contemporanea: dal berlusconismo alla comunicazione politica, dal giornalismo d'inchiesta alle censure, fino al conflitto tra Israele e Palestina. Tra gli ospiti Giuseppe Conte, Daniela Ranieri, Carlo Rovelli, Sigfrido Ranucci, Francesca Albanese e Anna Foa. A chiudere la Festa sarà, alle 21, Marco Travaglio con il monologo teatrale “Cornuti e contenti”. «È con grande piacere che la nostra città torna ad accogliere la Festa del Fatto Quotidiano», sottolinea il sindaco Alberto Stefano Giovannetti, evidenziando il ruolo della Versiliana come luogo di confronto e sottolineando anche le ricadute positive della manifestazione sul turismo e sull'economia del territorio. Per Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato di Seif, il ritorno ---End text--- Author: > di Michele Morabito Heading: Highlight: Image:Andrea Scanzi Tomaso Montanari Alessandro Barbero Emmanuel Carrère Giuseppe Conte Da domani a domenica cinque giorni di iniziative Fra gli ospiti della festa anche Sigfrido Ranucci -tit_org- Versiliana, gran finale da domani con talk show, incontri e musica -sec_org- tp:writer§§ > di Michele Morabito guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090803108606969.PDF §---§ title§§ Caso Fentanyl: nuovi livelli di sicurezza negli ospedali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801750105644.PDF description§§
Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 08 Sep 2026
Il Governo rivendica: rafforzate le norme e aumentati i fondi. Gli esperti: disuguaglianze tra i territori e poca formazione Intanto il centrodestra prende iniziative pro suicidio assistito anche in Puglia e Sicilia. "Ditelo sui tetti": hanno rotto gli argini
pubDate§§ 2026-09-08T04:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748105656.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748105656.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748105656.PDF tp:ocr§§ LE NORME SUL SUICIDIO ASSISTITO Tutti i nodi (e le aspettative) sulle cure palliative da rafforzare Palliative, i nodi da affrontare Il Governo rivendica: rafforzate le norme e aumentati i fondi. Gli esperti: disuguaglianze tra i territori e poca formazione Intanto il centrodestra prende iniziative pro suicidio assistito anche in Puglia e Sicilia. “Ditelo sui tetti”: hanno rotto gli argini Dopo l’appello del vescovo Pegoraro (Pontifica accademia per la Vita) per evitare la «resa» al «servizio alla morte», e mentre si amplia il fai-da-te regionale, cresce anche il dibattito sulle palliative. Il Governo rivendica il rafforzamento delle norme e l’aumento dei fondi. Le criticità elencate dagli esperti: disuguaglianze territoriali, scarsa formazione e distrazione delle risorse verso altri fini. Picariello a pagina 9 I l fronte del fai-da-te regionale sul fine vita, dopo la legge regionale del Veneto, si amplia, altre iniziative si annunciano in Sicilia e Puglia sullo stesso schema che vede, potenzialmente, i voti di Lega e Forza Italia aggiungersi a quelli del centrosinistra. Mentre in Lombardia il Pd si appresta a portare in Aula proprio la legge veneta. Intanto cresce il dibattito anche sul potenziamento delle cure palliative, tema che – in astratto – vedrebbe tutti concordi, e che invece scatena l’ennesima polemica circa le responsabilità dei ritardi. In Sicilia è Forza Italia a prendere l’iniziativa con un disegno di legge che, nelle intenzioni dei proponenti, si muove nel solco della sentenza della Corte Costituzionale del 2019, la quale però si limita a sancire una depenalizzazione ricorrendo le quattro ben note condizioni (patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, piena capacità di prendere decisioni). Ma questa norma sembra voler garantire un vero e proprio diritto alla morte, istituendo presso ogni Azienda sanitaria provinciale una Commissione multidisciplinare permanente, composta da sette professionalità - cure palliative, neurologia, psichiatria, anestesia e rianimazione, medicina legale, psicologia clinica e infermieristica – integrata dallo specialista della patologia. Poche ore e dalla Puglia giunge notizia dell’iniziativa dei consiglieri Napoleone Cera (Lega) e Marcello Lanotte (Forza Italia). Il testo dice già tutto: “Disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale per la presa in carico delle richieste concernenti la morte medicalmente assistita”. «Ormai nel centrodestra si sono rotti gli argini sul fine vita», prende atto Domenico Menorello, presidente del network associativo “Ditelo sui tetti”. «Occorre fissare una “linea del Piave”, per ribadire che il ruolo del Servizio sanitario nazionale è solo quello di garantire la cura e l’aiuto alle fragilità, e mai può essere quello di procurare la morte». Il principio era inserito nella proposta di legge Zanettin-Zullo, che di fatto appare tramontata, essendo FdI ormai orientata – sia pur non in modo esplicito – verso la non approvazione di una qualsivoglia legge, nel timore che essa possa fare da apripista a una deriva eutanasica, mentre in Forza Italia si fa strada, viceversa, una proposta di mediazione che coinvolga i medici sul piano volontario e indirettamente anche le strutture pubbliche. «Auspico una disciplina nazionale della materia: servono tempi non rigidi, cure palliative e sostegno psicologico disponibili e un ruolo chiaro per il comitato etico. Dobbiamo aiutare a morire bene: giudico però il suicidio assistito un arretramento rispetto alle possibilità della medicina», interviene nuova- Ricciuti, es mente monsiComitato gnor Renzo Pegoraro, pre- pone il tema sidente della stanziate pe Pontificia acsofferenze cademia per verso alt la Vita, da Trento dove sono in corso le audizioni sul disegno di legge di iniziativa popolare 67 in materia di suicidio medicalmente assistito. Da capofila della nuova linea “aperturista” nel centrodestra interviene Stefania Craxi per «sottolineare che tanto la proposta Zullo-Zanettin quanto gli emendament i di Forza Italia attribuiscono un ruolo centrale alle cure palliative». Una sorta di quinto criterio, la preventiva offerta di un percorso di accompagnamento, per poter accedere al suicidio assistito, depenalizzato, sostiene la presidente dei senatori di FI. Ma come detto, anche su questo è polemica. Di fronte all’accusa delle opposizioni di non aver impresso una svolta in questo senso, Palazzo Chigi ha ricordato la previsione inserita nella legge del Bilancio del 2023 che fa obbligo alle Regioni di approntare un piano di razionalizzazione degli interventi con l’obbligo, entro il 2018, di arrivare a coprire il 90% del fabbisogno. Inoltre, rende nota la nota governativa «sono stati stanziati 10 milioni aggiuntivi annui dal 2024 e ulteriori 10 dal 2025, portando così, dal 2025, il finanziamento annuo complessivo destinato alle cure palliative a 120 milioni. Parallelamente, sono stati rafforzate le verifiche sul corretto utilizzo, da parte delle Regioni».Ma i nodi ponente del da rimuovere i bioetica, restano tanti, delle risorse come sottolialleviare le nea Marcello Ricciuti, dima distratte rettore obiettivi dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza ed esponente del Comitato nazionale di bioetica: «Una disponibilità diseguale fra i territori, fra regioni e nelle regioni, come abbiamo segnalato, ma anche una carenza di figure professionali dedicate», denuncia. «Basti pensare che circa i tre quarti nei posti di specializzazione in cure palliative sono vacanti, anche per carente informazione». Infine, i finanziamenti nelle Regioni, per non sufficienti che siano «pur essendo vincolati vengono spesso distratti verso altre destinazioni». ---End text--- Author: ANGELO PICARIELLO Heading: Highlight: Dopo il voto del Consiglio del Veneto a trazione leghista, si amplia il “fai da te” regionale. Anche FI si muove con proprie proposte sui territori mentre resta al palo la legge nazionale Ricciuti, esponente del Comitato di bioetica, pone il tema delle risorse stanziate per alleviare le sofferenze ma distratte verso altri obiettivi Image:venire Domenica l’intervista al presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Renzo Pegoraro: «Nessuna resa al suicidio assistito, meno armi e più cure», la posizione che ha espresso al nostro giornale. -tit_org- Tutti i nodi (e le aspettative) sulle cure palliative da rafforzare Palliative, i nodi da affrontare -sec_org- tp:writer§§ ANGELO PICARIELLO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748105656.PDF §---§ title§§ La regione difende il nuovo ticket «Abbiamo tutelato l'equità sociale» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748005655.PDF description§§
Estratto da pag. 34 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 08 Sep 2026
12,5 euro per ricetta. latronico: «non ha toccato le fasce più vulnerabili»
pubDate§§ 2026-09-08T04:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748005655.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748005655.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748005655.PDF tp:ocr§§ La Regione difende il nuovo ticket «Abbiamo tutelato l’equità sociale» I 2,5 euro per ricetta. Latronico: «Non ha toccato le fasce più vulnerabili» l «Sull’introduzione della quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata, la Regione Basilicata ha strutturato la misura applicando il massimo criterio di equità sociale e senza intaccare le fasce più vulnerabili della popolazione”. Lo dichiara l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, illustrando i dettagli della deliberazione della Giunta regionale numero 544. “Il monitoraggio dell’AIFA relativo all’esercizio 2025 – spiega Latronico – ha rilevato per la Basilicata un’incidenza della spesa farmaceutica convenzionata pari al 7,38% del Fondo Sanitario Regionale, a fronte di un tetto programmato del 6,80%. Uno scostamento in valore assoluto di circa 7 milioni di euro che, per legge nazionale, impone alle Regioni l’adozione di misure di contenimento. Non agire avrebbe comportato la perdita automatica dell’accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato, un danno economico enorme che avrebbe paralizzato i servizi sanitari regionali”. “È importante evidenziare il forte contrasto con la situazione nazionale. Nel 2025 – rimarca l’Assessore – il tetto della spesa farmaceutica convenzionata è stato superato da ben otto regioni, e tutte loro ad eccezione della Sardegna, avevano già introdotto da anni misure di compartecipazione alla spesa. Questo è già un dato che dimostra quanto la nostra regione abbia resistito nel tempo per non gravare sui cittadini. La Basilicata non ha introdotto alcuna quota di compartecipazione fino a quando è stato normativamente possibile, inserendosi in un macro contesto in cui la stragrande maggioranza delle L’assessore regioni italiane applica già forme di ticket sulla farmaceutica”. L’Assessore fa poi un importante chiarimento tecnico sulla natura della spesa sanitaria: “È fondamentale distinguere la farmaceutica convenzionata dalla distribuzione diretta. Lo sforamento e il conseguente ticket riguardano esclusivamente la spesa convenzionata, ovvero i farmaci prescritti dai medici di base e ritirati dai cittadini nelle farmacie territoriali. Al contrario, la distribuzione diretta, che avviene direttamente attraverso le strutture sanitarie pubbliche e gli ospedali, è stata volutamente e totalmente esclusa dal provvedimento. Questo canale intercetta infatti i medicinali ad alto costo necessari per le patologie di maggiore gravità, i percorsi oncologici e le terapie salvavita continuative. Tassare la diretta avrebbe tronico significato colpire i malati gravi nel momento del bisogno assistenziale più acuto, cosa che abbiamo fermamente evitato”. “Nel fare questo passo obbligatoprosegue l’assessore – la Basilicata si differenzia nettamente da tutte le altre realtà regionali essendo l’unica regione in Italia ad aver introdotto esclusivamente una quota per ricetta e non per confezione di farmaco. Questo significa che l’onere massimo per prescrizione resta bloccato a 2,50 euro, a prescindere dal numero di scatole di medicinali inserite nella ricetta. Si tratta di una misura esplicitamente studiata per tutelare i pazienti politrattati, che altrimenti, come altre regioni, avrebbero subito un insostenibile effetto moltiplicativo sui costi”. “Sul fronte della protezione delle fasce più vulnerabili bisogna specificare che circa il 40% delle ricette regionali complessive resterà totalmente esente da qualsiasi pagamento”, rassicura Latronico. Il perimetro delle esclusioni è totale e cumulativo, coprendo integralmente la vulnerabilità sanitaria, economica e sociale. L’ esenzione è assoluta per patologie croniche, invalidanti, malattie rare, terapia del dolore cronico, invalidi civili, di guerra, del lavoro e di servizio. Nessuna quota per i cittadini sotto le soglie di reddito previste (codici E01-E05), disoccupati, titolari di assegno sociale o pensione al minimo, nonché vittime del terrorismo, detenuti e stranieri esenti. Infine, l’assessore Latronico evidenzia una precisa scelta macroeconomica della Giunt a: “La legge consente alle Regioni di aumentare le tasse sui cittadini o introdurre compartecipazioni. Noi abbiamo scelto con fermezza di mantenere l’addizionale regionale all’IRPEF all’aliquota unica del 1,23%, che rappresenta il minimo di legge nazionale per tutti gli scaglioni di reddito. Abbiamo preferito non attivare una leva fiscale generalizzata che avrebbe colpito indiscriminatamente tutti i lavoratori, scegliendo invece una misura selettiva e monitorata sul consumo farmaceutico occasionale. Si tratta di una decisione forte e in netta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo vicino a noi. Basti pensare che proprio per coprire i rispettivi disavanzi della spesa sanitaria, due regioni a noi vicine hanno ulteriormente aumentato le aliquote IRPEF a fine maggio e a giugno 2026: si tratta del Molise e della Puglia dove le nuove maggiorazioni fiscali peseranno sui contribuenti a seconda degli scaglioni di reddito.” ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Farmaci, la scelta necessaria della Regione L’assessore Latronico -tit_org- La regione difende il nuovo ticket «Abbiamo tutelato l'equità sociale» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801748005655.PDF §---§ title§§ Disabilità, una guida per i medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801834005635.PDF description§§
Estratto da pag. 30 di "ITALIA OGGI" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 22 di "ITALIA OGGI" del 08 Sep 2026
Infezioni, difficile sfuggire alla responsabilità
pubDate§§ 2026-09-08T04:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749005645.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749005645.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749005645.PDF tp:ocr§§ Per la Cassazione non basta aver adottato le misure previste dalla legge Ospedali sotto torchio Infezioni, difficile sfuggire alla responsabilità na volta accertata la contrazione di un'infezione nosocomiale, la struttura sanitaria ha l'onere di dimostrare non solo di aver adottato le misure generali prescritte dalla legge e dalla scienza medica, ma anche di aver applicato rigorosamente i protocolli specifici legati al singolo caso concreto. Lo ha stabilito con chiarezza la Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, con l’ordinanza n. 24916 del 01/09/2026, accogliendo il ricorso presentato dai familiari di un uomo deceduto per sepsi a seguito di un intervento chirurgico ortopedico. In questa significativa pronuncia, la Suprema Corte ha espressamente chiarito che il nosocomio non assolve il proprio onere probatorio semplicemente esibendo un certificato di pulizia del posto letto o allegando la corretta esecuzione della profilassi antibiotica di routine. U I dati dell’Istituo superiore di sanità La decisione si inserisce in un contesto epidemiologico e sanitario di straordinaria rilevanza e gravità. I dati ufficiali dell'Istituto Superiore di Sanità indicano infatti che negli ospedali per acuti la prevalenza delle infezioni correlate all'assistenza (ICA) sfiora l’8,8%, collocando l'Italia su valori nettamente superiori alla media europea. Il dato più critico riguarda la prevenibilità dell'evento: si stima infatti che fino al 50% di tali patologie infettive potrebbe essere evitato mediante l'adozione e il costante monitoraggio di adeguate misure di controllo igienico-sanitario. Il caso concreto Nel caso di specie, il paziente era stato originariamente ricoverato e operato per la riduzione di una frattura del femore e, successivamente, dimesso. A distanza di pochi giorni dalle dimissioni, l'uomo era stato nuovamente ricoverato d'urgenza a causa di una grave infezione da Serratia marcescens, contagiata in ambiente ospedaliero (verosimilmente legata alle manovre di cateterismo) e rivelatasi purtroppo fatale. Nonostante la consulenza tecnica d'ufficio disposta nel corso del processo avesse chiaramente evidenziato la mancata prova dell'adozione delle cautele prevenzionali necessarie da parte dell'Azienda Sanitaria, i giudici di merito avevano erroneamente limitato la responsabilità della struttura alla sola incauta e prematura dimissione del paziente. Prova rigorosa a carico della struttura sanitaria La Terza Sezione della Cassazione ha tuttavia censurato con decisione tale impostazione riduttiva, riaffermando i corretti principi sul riparto dell'onere della prova. Se da un lato spetta al paziente dimostrare l'esistenza del nesso di causalità materiale tra la condotta (od omissione) del personale sanitario e l'insorgenza della nuova patologia infettiva, dall'altro lato la struttura sanitaria deve fornire la prova positiva dell'impossibilità dell'esatto adempimento per causa ad essa non imputabile. ---End text--- Author: MARCO TABILI Heading: Highlight: Image:Necessario il rispetto rigoroso dei protocolli legati al caso concreto -tit_org- Ospedali sotto torchio -sec_org- tp:writer§§ MARCO TABILI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749005645.PDF §---§ title§§ Fisloterapia, una professione che cambia con | bisogni di salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749105646.PDF description§§
Estratto da pag. 34 di "REPUBBLICA" del 08 Sep 2026
Estratto da pag. 24 di "SOLE 24 ORE" del 08 Sep 2026
Di
pubDate§§ 2026-09-08T04:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749805637.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749805637.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749805637.PDF tp:ocr§§ L’intervento con L’urto demografico infermieri cruciali per il futuro del Paese di Barbara Mangiacavalli L’ invecchiamento della popolazione non è un'ipotesi lontana o una statistica astratta: rappresenta la prospettiva più certa della nostra società. I dati Istat e le proiezioni demografiche descrivono un Paese in cui, entro il 2050, il 34,5% dei residenti avrà più di 65 anni. Un'evoluzione imminente che vedrà il rapporto tra lavoratori e non lavoratori ridursi a un drammatico 1 a 1. Sul fronte della non autosufficienza clinica, le stime parlano altrettanto chiaro: passeremo da 3,4 a 4,3 milioni di persone bisognose di assistenza a lungo termine già nel 2055. Dietro questi numeri freddi si nasconde la cruda realtà dell'isolamento e della fragilità. Fino ad oggi, il modello italiano di welfare e assistenza a lungo termine ha retto grazie a una domanda elevata compensata da un carico di cura informale scaricato interamente sulle spalle delle famiglie. Ma quella famiglia tradizionale non esiste più. I nuclei si sono ridotti, le donne lavorano, i figli vivono spesso lontani. Già oggi, la quota di cittadini tra i 50 e i 64 anni con genitori o parenti over 85 a carico ha superato il 16%. Quando le risorse familiari non bastano, il peso ricade inevitabilmente sulla spesa privata out-ofpocket, che ormai coinvolge oltre il 70% delle famiglie italiane. E chi non può permetterselo è costretto a fare scelte drammatiche: nel 2026, la quota di italiani che ha dovuto rinunciare a controlli medici periodici di prevenzione è salita al 34,6% (rispetto al 27,2% del 2025). Questa non è solo una crisi sanitaria; è la violazione sistematica di un impegno che la Repubblica ha preso con i suoi cittadini, la progressiva lacerazione di quel contratto sociale su cui si fonda la nostra comunità. Per rispondere a questo scenario epidemiologico, dominato da cronicità che assorbono ormai il 70% della spesa del Servizio sanitario nazionale, la figura dell'infermiere è il fulcro insostituibile della presa in carico. Eppure, il sistema sta affrontando una crisi di personale senza precedenti. L’Italia registra storicamente un numero di infermieri inferiore alla media Ue di 8,5 per mille abitanti e registra un rapporto infermieri/medici tra i più squilibrati d'Europa. Questa carenza è destinata ad aggravarsi drammaticamente: tra il 2026 e il 2035 sono previsti 80mila pensionamenti di infermieri, con una “gobba pensionistica” che toccherà il picco nel 2038 con oltre 17.600 uscite stimate. Allo stesso tempo, il sistema formativo e di reclutamento è in forte affanno. Per la prima volta nell'anno accademico 2025/2026, le domande di iscrizione ai corsi di laurea in infermieristica non hanno coperto i posti messi a bando, nonostante l'elevata efficacia occupazionale del titolo, con l'89,1% di laureati occupati a un solo anno dalla laurea, come certificato da Almalaurea. Tra pochi giorni scadranno i termini per l'iscrizione ai test di ingresso per i corsi di laurea triennale abilitante del nuovo anno accademico. La novità di quest'anno è rappresentata dall'esordio delle nuove lauree magistrali specialistiche ad indirizzo clinico, un percorso fortemente voluto dalla Fnopi per rispondere in modo mirato e competente ai mutati bisogni di salute dei cittadini e per allineare l'Italia agli standard europei e internazionali. La Fnopi è pronta a fare la sua parte per guidare questa transizione epocale, ma serve coraggio regolatorio e politico. Abbiamo bisogno di dare forza all'evoluzione dello skill-mix e del task shifting tra professioni sanitarie sempre più chiamate a lavorare in équipe e non come silos. Accogliamo con favore l'introduzione dell'assistente infermiere per supportare i professionisti in attività assistenziali standardizzate, e guardiamo con orgoglio ai decreti che hanno istituito le nuove lauree magistrali cliniche. Riforme che devono ora essere seguite da azioni concrete per trattenere e valorizzare i nostri professionisti. È urgente eliminare in via strutturale il divieto di cumulo degli impieghi per i dipendenti del Ssn, sostenere gli studenti universitari con politiche abitative e borse di studio mirate, garantire un reale benessere organizzativo ai nostri infermieri, in special modo per chi lavora su turni, di notte, o in contesti disagiati. La democrazia, come ricordava Churchill, è un sistema imperfetto ma insostituibile: un'impresa collettiva che ci consente di correggere i nostri errori per tutelare la comunità. Ebbene, il Servizio sanitario nazionale ne è il pilastro sociale più importante e senza infermieri non vi è alcuna salute da tutelare. E se si spezza la tutela della salute dei più deboli, si spezza irrimediabilmente il patto di solidarietà su cui poggia l'intera comunità nazionale. Presidente Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: barbara mangiacavalli Heading: Highlight: Image: -tit_org- Con l’urto demografico infermieri cruciali per il futuro del paese -sec_org- tp:writer§§ BARBARA MANGIACAVALLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749805637.PDF §---§ title§§ Medici, il nuovo contratto entro l'autunno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749905638.PDF description§§ pubDate§§ 2026-09-08T04:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749905638.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749905638.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749905638.PDF tp:ocr§§ Medici, il nuovo contratto entro l’autunno Le trattative all’Aran Domani l’incontro I l prossimo appuntamento con i sindacati è fissato domani alle 11 all’Aran. L’obiettivo è provare a chiudere il contratto 2025-2027 dell’area Sanità già entro ottobre se tutto filerà liscio. In pista aumenti stimati in 393 euro lordi mensili per tredici mensilità per incrementi complessivi del 5,4 per cento che riguardano oltre 130mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. Le trattative procedono positivamente anche se a fine luglio si erano arenate sul nodo - extracontrattuale - dell’aumento dell’indennità di specificità su cui ballano 55 milioni ora a rischio in base a una interpretazione restrittiva del ministero dell’Economia e su cui i sindacati - in particolare Anaao Assomed - aspettano un chiarimento. Per quanto riguarda il resto i punti sul tavolo sono il miglioramento nelle relazioni sindacali in particolare nell'informazione, nel confronto regionale - ovvero obbligo e non più possibilità per le regioni di emanare linee di indirizzo - e nel confronto aziendale con l'eventuale riduzione o esonero dai turni notturni di pronta disponibilità e di guardia notturna, del personale che abbia superato la soglia di 62 anni di età anagrafica. E poi il grande tema dell'impatto dell'intelligenza artificiale che entra per la prima volta nella formazione. Altro punto è quello degli incarichi: con l'introduzione dello step economico per l'incarico del neoassunto al terzo anno e discussione sulla possibilità di estendere l'automatismo anche al decimo anno. Poi, la riformulazione e la semplificazione di lettura sull'orario di lavoro, cristallizzando le ore eccedenti ad un determinato momento escludendo la dinamicità delle ore in funzione dell'incremento economico dei fondi. Si parla di introduzione della disciplina relativa all'adeguamento alla Direttiva europea sul riconoscimento economico delle indennità accessorie anche nel periodo di fruizione delle ferie, in analogia a quanto fatto nel comparto. —Mar.B. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: marb. Heading: Highlight: Da sciogliere ancora il nodo dell’aumento dell’indennità di specificità su cui ballano 55 milioni Image: -tit_org- Medici, il nuovo contratto entro l’autunno -sec_org- tp:writer§§ marb. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/08/2026090801749905638.PDF §---§