title§§ Cra Venturini, proroga a fine 2027 = Cra Venturini, proroga fino a fine 2027 «Prima deve essere pronta via Laguna» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601963203825.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "CORRIERE ROMAGNA DI RAVENNA E IMOLA" del 06 Sep 2026

Fratelli d'Italia: «Nelle case di riposo situazione allarmante, più richieste e liste più lunghe» L'assessora Spadoni: «Abbiamo già implementato i posti, oggi sono 520, non più 507»

pubDate§§ 2026-09-06T04:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601963203825.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601963203825.PDF', 'title': 'CORRIERE ROMAGNA DI RAVENNA E IMOLA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601963203825.PDF tp:ocr§§ IMOLA Cra Venturini, proroga a fine 2027 //pagina 28 Cra Venturini, proroga fino a fine 2027 «Prima deve essere pronta via Laguna» Fratelli d’Italia: «Nelle case di riposo situazione allarmante, più richieste e liste più lunghe» L’assessora Spadoni: «Abbiamo già implementato i posti, oggi sono 520, non più 507» SERVIZI AGLI ANZIANI IMOLA LAURA GIORGI Il servizio di accoglienza per i 138 anziani ospiti alla Casa di riposo di via Venturini sarà prorogato probabilmente fino alla fine dell’anno prossimo, anziché interrompersi al 31 gennaio 2027 per via degli annunciati lavori di ristrutturazione. A confermarlo è l’assessora al Welfare del Comune di Imola Daniela Spadoni interpellata per fare il punto sul servizio dopo che il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Simone Carapia ha sollevato il tema delle case di riposo in città rendendo pubblici i dati ottenuti con un accesso agli atti inoltrato a fine luglio all’Asp. «Domande in crescita» Il consigliere di Fratelli d’Italia definisce la situazione «allarmante e intollerabile». «I numeri estratti dalla graduatoria unificata dipingono una realtà di profonda sofferenza per centinaia di famiglie del territorio - dichiara Simone Carapia -. Per di più, oltre il 55% di questi anziani (151 persone) presenta un bisogno assistenziale ad alta gravità, con un punteggio Bina compreso tra 500 e 590. La lista d’attesa per un posto nelle strutture accreditate è letteralmente esplosa: siamo passati dai 164 utenti in lista al 31 dicembre 2023 ai 205 del 2024, fino ai 271 al 31 dicembre 2025. Parliamo di un aumento del +65,2% in soli due anni. A fronte di questa domanda crescente, il sistema pubblico risponde con una contrazione dell’offerta. Mentre le liste si allungano e il tempo medio di attesa sfiora i sei mesi. A questo si aggiunge la stangata sulle tariffe, imponendo un esborso mensile superiore ai 1.620 euro. Un carico insostenibile per molte famiglie, nel 2025 gli utenti che hanno beneficiato dell’integrazione della retta da parte dell’Asp sono stati appena 39. Gli ingressi autorizzati nelle strutture diminuiscono anno dopo anno: si è passati dai 220 ingressi del 2023 ai 210 del 2024, fino al crollo di soli 193 ingressi nel 2025 (12,3%). Inoltre dal 1° febbraio 2024 la retta giornaliera a carico dell’utente è passata da 50,05 euro a 54,15 euro. Non sorprende, dunque, che nel solo 2025 si siano registrate al momento dell’offerta del posto 64 rinunce o differimenti». Il consigliere sottolinea inoltre che: «Nonostante la capienza totale sia di 507 posti distribuiti su 10 strutture, l’Asp non ha fornito i dati fondamentali sul tasso di occupazione medio dei singoli plessi, non ha chiarito le motivazioni dettagliate delle rinunce e non ha quantificato i tempi massimi di attesa né lo storico dei tempi medi per 2023 e 2024». «Più posti accreditati» L’assessora Daniela Spadoni corregge il dato riferito dal consigliere, ovvero lo aggiorna al 2016 in corso: «I posti li abbiamo già aumentati e siamo 520, Carapia non è aggiornato - dice Spadoni -, accreditati con nuovi fondi ottenuti dalla Regione a primavera. Il fatto è che gli anziani sul territorio aumentano. Prima di lanciarsi in critiche senza fondamento al nostro sistema di welfare, i rappresentanti di Fratelli d’Italia si facciano un esame di coscienza e spieghino agli italiani i tagli fatti in questi anni dal Governo Meloni alla sanità pubblica e al sociale. Giorgia Meloni festeggia il raggiungimento del record di durata del suo Governo, ma in verità i dati di questi giorni pubblicati dalla Fondazione Gimbe ci raccontano che Giorgia Meloni ha raggiunto un altro record ben più importante: nel 2025 il suo Governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica portando la spesa sanitaria pubblica al 6,2% del Pil. Questo è il record: quello del governo che più ha de-finanziato la sanità pubblica. La nostra Regione finanzia i servizi con il Fondo regionale per la non autosufficienza, che ha raggiunto i 600 milioni di euro, confermandosi il più alto in Italia». L’assessora risponde così anche rispetto alla retta: «Sostenere che, a causa della elevata retta pari a 1620 euro le famiglie sono costrette a rinunciare all’inserimento dei loro cari nella struttura, vuol dire non sapere quanto costano le strutture private: dai 2600 ai 3000 euro - risponde Spadoni -. Infatti l’importo della retta per una Cra accreditata è reso sostenibile proprio dall’intervento del Fondo regionale. Se poi consideriamo che la Regione ha messo a disposizione risorse anche per la ulteriore integrazione di rette per famiglie in difficoltà e che nel nostro territorio ne usufruiscono il 7% degli utenti, possiamo serenamente affermare che l’importo è sostenibile dalla maggioranza delle nostre famiglie. Esso infatti viene pagato con la pensione e altri emolumenti previdenziali e assistenziali di cui gode l’utente». Il futuro della Cra Venturini Intanto fra qualche mese si porrà la questione dello spostamento dei degenti di Cra Venturini, ma non a gennaio, bensì più avanti. «Sappiamo che il termine previsto del 31 gennaio 2027 verrà prorogato perché prima di metterci le mani dobbiamo avere pronta la nuova struttura in via Laguna che sta costruendo la cooperazione sociale e che dovrà essere accreditata perché dovranno essere posti non privati spiega ancora Spadoni -. Ci hanno detto che la struttura sarà pronta verosimilmente entro il 2027 e quindi i tempi si allungheranno fino a quella data. Dopodiché in Cra Venturini resteranno, una volta ristrutturata, e per farlo procederemo per lotti, 50 posti per le persone anziane più fragili, teoricamente in connessione con la limitrofa Casa Alzheimer. Mentre nasceranno anche un nucleo da 15 posti per degenti disabili gravi, che oggi non abbiamo sul territorio e quindi implementerà ulteriormente i 520 posti attuali. Ma al piano terra verrà anche creato uno spazio di cohousing per le persone autosufficienti che però hanno necessità di essere seguite. Il co-housing è certamente una possibilità sulla quale occorre lavorare, anche se al momento scarsamente finanziato. Mi auguro ad esempio che nel prossimo futuro ci siano investitoti interessati a realizzarlo, magari all’Osservanza». ---End text--- Author: Redazione Heading: SERVIZI AGLI ANZIANI Highlight: Image:L’ingresso della casa di riposo in via Venturini FOTO MMPH -tit_org- Cra Venturini, proroga a fine 2027 Cra Venturini, proroga fino a fine 2027 «Prima deve essere pronta via Laguna» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601963203825.PDF §---§ title§§ Meloni bilancio positivo. Ora la sfida verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale = Meloni bilancio positivo. Ora la s?da verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090602236801345.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "DISCUSSIONE" del 06 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-06T01:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090602236801345.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090602236801345.PDF', 'title': 'DISCUSSIONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090602236801345.PDF tp:ocr§§ LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RIVENDICA IL PERCORSO COMPIUTO E LA SOLIDITÀ DELLA MAGGIORANZA. I RISULTATI RAGGIUNTI, DAL RUOLO INTERNAZIONALE DELL’ITALIA ALL’OCCUPAZIONE, SONO IMPORTANTI E CONCRETI Meloni bilancio positivo. Ora la sfida verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale L’esecutivo dovrà concentrarsi nei prossimi mesi sulle questioni che incidono più direttamente sulla quotidianità dei cittadini, come sanità, piccole imprese e riforma fiscale Meloni bilancio positivo. Ora la sfida verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RIVENDICA IL PERCORSO COMPIUTO E LA SOLIDITÀ DELLA MAGGIORANZA I RISULTATI RAGGIUNTI, DAL RUOLO INTERNAZIONALE DELL’ITALIA ALL’OCCUPAZIONE, SONO IMPORTANTI E CONCRETI Giorgia Meloni, nel suo intervento di Bari, ha rivendicato con forza il percorso compiuto dal suo governo. L’entusiasmo e l’orgoglio per i risultati raggiunti sono legittimi. Ma la politica, soprattutto quando si avvicina alla verifica elettorale, deve saper trasformare il bilancio del passato in una prospettiva per il futuro. Il prossimo anno gli italiani torneranno a votare. Ed è proprio qui che si misura la capacità di un governo di affrontare l’ultimo miglio. La solidità dell’esecutivo, il prestigio internazionale conquistato dall’Italia, la crescita dell’occupazione e le misure adottate in questi anni sono elementi importanti e rappresentano risultati che non possono essere ignorati. Ma altrettanto importante sarà dimostrare di saper intervenire sulle questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita degli italiani. PUNTARE SU COSA RESTA DA FARE In agenda di Governo le priorità, a nostro avviso, sono: sanità pubblica, sostegno alle piccole imprese e riforma fiscale. La prima è il tema che più di ogni altro chiama in causa la vita concreta delle persone e il diritto alle cure. Secondo i dati richiamati dalla Fondazione Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2 per cento del Pil, contro il 7,1 per cento della media europea e dell’area Ocse. Il divario con gli altri Paesi europei, secondo la Fondazione, vale 36,1 miliardi di euro. continua a pagina 3 Sono numeri che meritano una risposta politica. SOSTEGNO ALLE PICCOLE IMPRESE Anche in questo caso i numeri raccontano una difficoltà da non sottovalutare. Negli ultimi sei anni sono scomparse oltre 111 mila imprese del commercio al dettaglio e, nello stesso arco di tempo, i piccoli esercenti avrebbero perso 16,7 miliardi di euro. Dietro queste cifre ci sono attività che chiudono, famiglie che rinunciano a un progetto imprenditoriale, posti di lavoro che vengono meno e territori che rischiano di perdere servizi e vitalità economica. Il Governo dovrà quindi prepararsi su come sostenere concretamente il piccolo commercio e, più in generale, quella parte del sistema produttivo che costituisce la spina dorsale dell'economia italiana. Meno burocrazia, condizioni più favorevoli per chi investe e strumenti capaci di accompagnare le imprese nei momenti di maggiore difficoltà dovranno essere parte di questa strategia. UN FISCO EQUO CHE DIALOGHI La pressione fiscale al 43,1 per cento del Pil colloca l’Italia al quinto posto nell’Unione europea. Per famiglie, lavoratori, professionisti e imprese il peso complessivo delle imposte si somma all’aumento dei costi e rende sempre più difficile trovare un equilibrio nei bilanci. Per questo l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale e di costruire un sistema più equo, semplice e comprensibile non può essere considerato un tema secondario. Una riforma fiscale dovrebbe innanzitutto restituire fiducia nel rapporto tra cittadino e Stato. Chi lavora, produce, assume e investe deve poter contare su regole più chiare e su un sistema che non trasformi il fisco in un ostacolo alla crescita. L’AUTOREVOLEZZA DEL PREMIER MELONI Il governo Meloni ha buone ragioni per rivendicare quanto fatto finora ad iniziare dalla occupazione. L’Italia ha riconquistato peso e autorevolezza nello scenario internazionale. Il lavoro ha dato seg nali positivi, con una crescita dei contratti soprattutto a tempo indeterminato; mentre per ridurre il peso e il costo dell’energia sono state adottate misure a sostegno degli automobilisti e, in particolare, dell’autotrasporto. LA PROSSIMA SFIDA Nel 2027 gli elettori giudicheranno l’Esecutivo sulla base di ciò che è stato fatto, ma anche sulla capacità di indicare una direzione per ciò che ancora deve essere realizzato. Per Giorgia Meloni oggi artefice del Governo longevo che ha dato stabilità al Paese - ed è una grandissima risorsa per tutti per la maggioranza e per centrodestra, la vita quotidiana sarà la sfida dell’ultimo miglio. ---End text--- Author: GIAMPIERO CATONE Heading: LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RIVENDICA IL PERCORSO COMPIUTO E LA SOLIDITÀ DELLA MAGGIORANZA I RISULTATI RAGGIUNTI, DAL RUOLO INTERNAZIONALE DELL’ITALIA ALL’OCCUPAZIONE, SONO IMPORTANTI E CONCRETI Highlight: Image: -tit_org- Meloni bilancio positivo. Ora la sfida verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale Meloni bilancio positivo. Ora la s?da verso il voto. La prova del consenso passa dalla vita reale -sec_org- tp:writer§§ GIAMPIERO CATONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090602236801345.PDF §---§ title§§ Regioni e fine vita, perché la libertà ha bisogno di cura = La libertà ha bisogno di cura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888802969.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 06 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-06T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888802969.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888802969.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888802969.PDF tp:ocr§§ Regioni e fine vita, perché la libertà ha bisogno di cura IL DIBATTITO LALIBERTÀHABISOGNODICURA La legge sul fine vita Ecco perché non possiamo affidare alle singole Regioni la risposta a una questione così complessa a pagina 24 di Letizia Moratti * C i sono questioni sulle quali la politica dovrebbe innanzitutto misurare le parole. Il fine vita è una di queste. Perché dietro ogni principio, ogni norma, ogni sentenza ci sono una persona che soffre, una famiglia che accompagna, un medico chiamato a decidere secondo scienza e coscienza. E c’è una domanda che riguarda tutti noi:che cosa deve fare una comunità quando uno dei suoi membri, nel momento della massima fragilità, chiede di poter porre fine alla propria vita? Credo che la risposta debba partire dalla libertà. Ma da una libertà piena, concreta, consapevole, non soltanto proclamata. Una persona gravemente malata non sceglie mai in una condizione astratta. La sua volontà può formarsi dentro il dolore, la paura, la solitudine, la perdita dell’autonomia. Può essere segnata dalla dipendenza dagli altri, persino dal timore di rappresentare un peso per chi ama. Considerare irrilevanti queste circostanze significherebbe avere una concezione soltanto formale della libertà proprio nel momento in cui essa ha bisogno delle maggiori garanzie. Per questo una scelta può dirsi davvero libera soltanto quando esiste concretamente anche un’altra possibilità. Essere curati, non soffrire, essere assistiti, essere accompagnati. È qui che si misura la responsabilità dello Stato. Ed è qui che la politica non può più sottrarsi alla propria. Non possiamo affidare la risposta a una questione così complessa e profonda a discipline differenti da Regione a Regione. La vita, la dignità della persona, la libertà di scelta e la responsabilità del medico non possono ricevere tutele diverse a seconda del luogo in cui si nasce o ci si ammala. Procedere a macchia di leopardo significherebbe introdurre diseguaglianze proprio nel momento in cui più forte deve essere l’uguaglianza dei cittadini davanti allo Stato. Serve dunque una legge nazionale a cui Forza Italia sta lavorando, seria ed equilibrata, capace di dare certezza alle persone, alle famiglie e ai medici, di porre fine alle disparità territoriali e di ricondurre al Parlamento una responsabilità che appartiene innanzitutto al legislatore. Una legge che, a mio giudizio, non può prescindere da due garanzie fondamentali. La prima riguarda le cure palliative e la terapia del dolore. Devono essere rese realmente disponibili su tutto il territorio nazionale e la loro presa in carico deve rappresentare un passaggio obbligatorio prima di poter accedere eventualmente al fine vita. Non un adempimento burocratico, non una firma in più, ma un percorso effettivo di cura e accompagnamento. Perché la libertà di scegliere presuppone la libertà di poter scegliere diversamente. E questa libertà non esiste se alla persona che soffre lo Stato non ha prima garantito tutto ciò che può alleviare il dolore, ridurre la paura, contrastare la solitudine e restituire dignità al tempo che rimane. Questo non significa imporre l’accanimento terapeutico. Il diritto di rifiutare trattamenti non voluti o sproporzionati deve essere pienamente rispettato. Significa affermare un principio diverso secondo cui nessuno dovrebbe arrivare a una decisione irreversibile perché non ha avuto accesso alle cure necessarie o perché si è sentito abbandonato. La seconda garanzia riguarda il medico. La libertà del paziente non può essere costruita sacrificando la libertà di coscienza di chi cura. Nessun medico può essere obbliILLUSTRAZIONE DI DORIANO SOLINAS gato a compiere un atto che investe in modo così radicale la propria concezione della professione, della vita e della morte. Per questo una legge nazionale deve assicurare pienamente il diritto all’obiezione di coscienza, senza discriminazioni o conseguenze professionali per chi decida di esercitarlo. L’eventuale partecipazione del medico deve essere volontaria e gratuita. Su un confine così delicato dell’esistenza uma na deve inoltre essere escluso qualsiasi interesse economico. Sono due garanzie che non limitano la libertà. La rendono più autentica. Il compito del legislatore, infatti, non è scegliere al posto della persona. È costruire le condizioni perché una decisione tanto estrema non nasca dalla mancanza di alternative, dall’assenza di assistenza, dalla sofferenza non trattata o dalla percezione di essere diventati un peso. Una persona anziana, disabile, gravemente malata o non autosufficiente non deve mai pensare che la propria vita valga meno perché dipende dagli altri. Una società civile non misura la dignità sulla produttività, sull’autonomia o sull’efficienza di una persona. È questo il confine che una buona legge nazionale deve saper custodire. Garantire l’autodeterminazione senza trasformare la solitudine in una scelta; rispettare la volontà individuale senza fare della morte una risposta sociale alla fragilità; tutelare il paziente senza violare la coscienza del medico. Vorrei che davanti a chi attraversa il momento più difficile della propria esistenza il nostro Paese fosse capace, prima di ogni altra cosa, di dirgli che la sua vita continua ad avere valore, la sua sofferenza ci riguarda, non è solo. Perché è proprio quando una persona è più fragile e dipende maggiormente dagli altri che una società rivela fino in fondo quale significato attribuisce alla parola dignità. * Presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, europarlamentare PPE © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Letizia Moratti Heading: IL DIBATTITO Highlight: Image: -tit_org- Regioni e fine vita, perché la libertà ha bisogno di cura La libertà ha bisogno di cura -sec_org- tp:writer§§ Letizia Moratti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888802969.PDF §---§ title§§ Il Welfare perde colpi mettiamolo al centro della prossima campagna elettorale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888902970.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 06 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-06T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888902970.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888902970.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888902970.PDF tp:ocr§§ IL WELFARE PERDE COLPI METTIAMOLO AL CENTRO DELLA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE ? Il corsivo del giorno di Sergio Harari U na parola sembra quasi scomparsa dal lessico pubblico: il welfare. Che vuole dire la possibilità, per ciascuno, di non essere lasciato solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla non autosufficienza, alla perdita del lavoro, alla povertà educativa, al caldo estremo, alla fragilità familiare. Una idea concreta di Paese, di solidarietà collettiva. Il welfare è stato uno dei tratti più riconoscibili dell’identità europea: protezione dai rischi che il mercato non assicura, contrasto alle povertà e alle disuguaglianze, sostegno alla partecipazione al lavoro e, insieme, costruzione di coesione sociale. È una conquista da difendere perché oggi sottoposta a molteplici tensioni: invecchiamento della popolazione, denatalità, lavori intermittenti e malpagati, nuove povertà, migrazioni, cambiamento climatico e inquinamento atmosferico, disuguaglianze di salute. E le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Ma la politica parla d’altro, come ha ben scritto su queste pagine Carlo Verdelli. E perde una occasione importante di coinvolgere l’elettorato giovanile, più sensibile ai temi dei cambiamenti climatici, ai temi dell’AI, che viaggia, studia all’estero ed è molto più europeo delle nostre politiche. Per la sinistra poi dimenticare il tema dello stato sociale è un problema politico prima ancora che elettorale. Il welfare non è un argomento qualunque: vuole dire tornare a interrogarsi su come distribuire sicurezza e opportunità in una società che non è più la stessa, dove i rischi sono cambiati e non colpiscono tutti allo stesso modo. Una sinistra che voglia ritrovare una vena identitaria dovrebbe ripartire da qui, scegliendo poche priorità riconoscibili: un Servizio sanitario nazionale realmente accessibile e universalistico, una rete nazionale per la non autosufficienza, servizi per l’infanzia che liberino il lavoro femminile e sostengano la natalità, istruzione e formazione come antidoti alle disuguaglianze, politiche dei redditi. E fare proprie le battaglie contro l’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici. Tutto questo vuole dire consentire alle persone di lavorare senza morire, curarsi, formarsi, avere figli, affrontare transizioni professionali e tecnologiche. La prossima campagna elettorale dirà molto della qualità della nostra democrazia, vedremo se saprà mettere al centro la sicurezza sociale nella sua accezione più larga: una promessa civile da rendere sostenibile e universale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Sergio Harari Heading: ? Il corsivo del giorno di Sergio Harari Highlight: Image: -tit_org- Il Welfare perde colpi mettiamolo al centro della prossima campagna elettorale -sec_org- tp:writer§§ Sergio Harari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888902970.PDF §---§ title§§ Intervista a Paolo Zangrillo - Zangrillo "Sul fine vita centrodestra in ritardo bisogna fare una legge" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601889202973.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "REPUBBLICA" del 06 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-06T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601889202973.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601889202973.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601889202973.PDF tp:ocr§§ Zangrillo “Sul fine vita centrodestra in ritardo bisogna fare una legge” Il ministro della Pubblica amministrazione, dopo il provvedimento in Veneto, sostiene che il Parlamento debba intervenire ROMA il momento che intervenga lo Stato». Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, senatore di Forza Italia tra gli azzurri più vicini alla famiglia Berlusconi, chiede a Fratelli d’Italia e Lega di approvare con “urgenza” la legge sul fine vita impantanata al Senato. Quale messaggio arriva al Parlamento dal Veneto, prima regione di centrodestra ad aver approvato il testo sul fine vita? «Interpreto queste iniziative legislative regionali da un lato con un po’ di rammarico e dall’altro con soddisfazione. Rammarico perché è evidente che avere Regioni che si esprimono su questo tema significa che c’è un ritardo dello È Stato centrale e io credo che una materia di questo tipo necessiti un intervento statale». E perché soddisfazione? «Perché non solo nelle regioni di centrosinistra ma anche in quelle guidate dal centrodestra inizia a consolidarsi l’idea che il fine vita è un tema che non deve essere affrontato con steccati ideologici ma deve scuotere le coscienze di chi ha il dovere di esprimersi». Senza una legge nazionale non si crea un divario tra regioni? «Per questo dobbiamo intervenire come Parlamento. Non possiamo costringere i cittadini a studiare la legislazione di una Regione per decidere dove andare. È un ritardo che deve essere recuperato. Comprendo ma non giustifico questa lentezza del legislatore nell’intervenire. Un po’ più di senso di urgenza la politica dovrebbe acquisirlo». Il ministro Adolfo Urso di Fratelli d’Italia sostiene che il fine vita non rientra nel programma di governo e il segretario della Lega Matteo Salvini glissa dicendo che preferisce occuparsi della vita. Manca la volontà politica? «Ha ragione Urso, però un governo attento che fa il suo mestiere deve comprendere le sensibilità dei cittadini e deve anche essere capace di rispondere a istanze che non sono nel programma. Da varie parti è emersa la necessità di affrontare il tema del fine vita, è sentito dai cittadini ed è un tema reale. Ci dobbiamo quantomeno confrontare». Ma il confronto va avanti da tempo. C’è il rischio che quella sul fine vita sia solo una bandierina di Forza Italia che non sarà mai piantata? «Il mio partito è molto sensibile a questo tema, che penso non debba essere limitato dagli steccati di tipo ideologico o dalle appartenenze. Non penso sia intelligente far finta che il problema non esista o dire che una legge sul fine vita non è nel programma di governo. Tenendo conto del fatto che ci sono sensibilità diverse, dobbiamo muoverci con grande cautela e attenzione». Anche la Consulta sollecita una legge, Forza Italia ha intenzione di farsi sentire di più al tavolo della maggioranza? «La Consulta si è espressa diverse volte e ha indicato una via, richiamando alcuni temi come quello del ruolo del Servizio sanitario nazionale». È il tema che più divide la maggioranza, come pensate di trovare un accordo? «Noi dobbiamo prendere in considerazione il fatto che il Servizio sanitario nazionale deve essere nella disponibilità dei cittadini anche su questo. Dobbiamo ragionare per trovare soluzioni migliori. Non mi sento di escludere questa ipotesi, anzi dobbiamo includere il Ssn con condizioni chiare e condivise. Ma non possiamo fermarci qui». Cos’altro va fatto? «Prima ancora di parlare di fine vita bisogna parlare delle cure palliative e delle cure antidolore. Dobbiamo fare in modo che questi servizi siano accessibili a tutti. Questo è un grande tema che incide sul fine vita. E garantendo a tutti queste cure si ridurrà in modo significativo la necessità di ricorrere a soluzioni estreme. Esprimo questa speranza anche da cattolico». I cattolici sono però contrari a una legge sul fine vita, è anche per questo che il Parlamento è fermo e non si fanno passi avanti? «Da cattolico sono il primo a credere alla indisponibilità del valore della vita ma questo rimanda direttamente al valore della d ignità umana. Io credo che, quando ci sono situazioni estreme, dobbiamo interrogarci su cosa sia l’indisponibilità del valore della vita». ---End text--- Author: GABRIELLA CERAMI Heading: Highlight: Le tappe 2019 Il caso Cappato-Dj Fabo La Consulta decide che non è punibile chi agevola il suicidio medicalmente assistito con patologie irreversibili e sofferenze intollerabili 2025 Toscana prima Regione La Toscana approva una legge poi la Sardegna e dopo l’Emilia Romagna 2026 Tocca al Veneto Il Veneto si dota di norme sul suicidio medicalmente assistito: è la prima Regione a guida centrodestra “ È una materia che necessita di regole statali Non si può far finta che il problema non esista Il ministro Paolo Zangrillo È il ministro della Pubblica amministrazione del governo Meloni. Esponente di Forza Italia “ No agli steccati ideologici Un governo attento deve comprendere le sensibilità dei cittadini Image:L’associazione Luca Coscioni deposita le firme per il referendum sull’eutanasia legale nel 2021 -tit_org- Intervista a Paolo Zangrillo - Zangrillo “Sul fine vita centrodestra in ritardo bisogna fare una legge” -sec_org- tp:writer§§ Gabriella Cerami guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601889202973.PDF §---§ title§§ L'armata di medici che tifa clandestini = L ' armata dei dottori militanti 1.000 professionisti coinvolti nell ' «operazione clandestini» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888602979.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "VERITÀ" del 06 Sep 2026

@i camici bianchi indagati sono solo la punta di un iceberg ® ce ne sono 1.000 coinvolti a vario titolo nella campagna ideologica per negare le idoneità ai migranti destinati ai cpr @® caritas, associazioni, sponde politiche nel pd, fondi di soros: ecco nomi, reti e intrecci di un vero e proprio parastato deciso a disapplicare le leggi

pubDate§§ 2026-09-06T03:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888602979.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888602979.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888602979.PDF tp:ocr§§ NUOVE SORPRESE DALL’INCHIESTA DI RAVENNA L’ARMATA DI MEDICI CHE TIFA CLANDESTINI l I camici bianchi indagati sono solo la punta di un iceberg l Ce ne sono 1.000 coinvolti a vario titolo nella campagna ideologica per negare le idoneità ai migranti destinati ai Cpr l Caritas, associazioni, sponde politiche nel Pd , fondi di Soros: ecco nomi, reti e intrecci di un vero e proprio parastato deciso a disapplicare le leggi Terrore a Olbia: un nordafricano tenta una strage al ristorante. Quattro accoltellati L’armata dei dottori militanti 1.000 professionisti coinvolti nell’«operazione clandestini» L’inchiesta sugli infettivologi di Ravenna fa emergere una rete nazionale. Alcuni fili arrivano fino ai soldi di Soros e alle protezioni in Parlamento in quota Pd e FILIPPO CURNIS n L’inchiesta sui medici No Cpr di Ravenna fa emergere una rete su scala nazionale. a pagina 2 CAMBI e FLODER REITTER alle pagine 2 e 3 e FILIPPO CURNIS n Oltre 60 certificati emessi dagli otto infettivologi indagati soltanto a Ravenna. Ma il fortino romagnolo era solo una bandierina su una mappa molto più grande, quella della campagna per i medici «sulla certificazione di idoneità delle persone migranti alla vita nei Cpr» messa su dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, una realtà, quest’ultima, che nel 2018 è stata ricoperta d’oro dalla fondazione Open Society di George Soros con una donazione da oltre 385.000 euro, e dalla Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm). Uno degli uomini che quella rete l’ha costruita e alimentata è Nicola Cocco, l’infettivologo con un curriculum costruito tra medicina umanitaria, carceri e organizzazioni internazionali. Pubblicamente ne ha anche rivendicato i confini: oltre 1.000 medici contattati in tutta Italia, tra 120 e 140 sanitari certificatori coinvolti, circa 230-250 attestazioni di non idoneità riconducibili alla mobilitazione contro i Cpr. Quasi una su quattro, facendo i conti sui numeri forniti dallo stesso Cocco, arriva quindi da Ravenna. L’armata di certificatori, però, è ampia. Ed è diffusa in tutta Italia. Gli appigli investigativi emersi da una chat in particolare, denominata «Giovani e romagnoli», hanno permesso alla Squadra mobile di Ravenna di estendere il raggio d’azione. L’inchiesta, insomma, non si esaurisce dentro le mura dell’ospedale Santa Maria delle Croci. Fuori ci sono incontri, materiali messi a disposizione dei certificatori e soprattutto ci sono due medici (non indagati) che, con ruoli molto diversi, sembrano aiutare a ricostruire il retroterra della mobilitazione. Il dottor Cocco, che non è entrato nelle carte dell’inchiesta di Ravenna per il curriculum ma per essere stato intercettato indirettamente, è l’interlocutore con il quale l’indagata Elisa Vanino, si confronta sulla campagna. Il gip descrive Vanino come una delle figure più attive del fronte anti Cpr interno al reparto: diffonde articoli e modelli, promuove chat e incontri online, aggiorna sulle non idoneità rilasciate a Ravenna. E gli aggiornamenti finiscono a Cocco: «Almeno altri due certificati da Ravenna», gli scrive Vanino. Cocco le chiede: «Se vi va mandatemi copia delle certificazioni, che sto tenendo una mappatura». Senza nascondere il proprio giudizio sui Cpr: «Luoghi patogeni». E sostiene che «non sono migliorabili, non sono monitorabili, l’unica cosa da fare è chiuderli». Nell’aprile 2026, parlando pubblicamente proprio dell’inchiesta di Ravenna, arriva a formulare una posizione ancora più radicale sul ruolo del medico: secondo lui, di fronte alla natura stessa dei Cpr, la non idoneità dovrebbe essere la conclusione per qualunque caso. Ma Cocco, il cui nome era già emerso dopo le perquisizioni, al netto dell’inchiesta giudiziaria, è soltanto un pezzo della storia. L’altro nome compare direttamente in una chat sequestrata. Il 10 luglio 2025 Anastasia Zoffoli (indagata) discute della possibilità di certificare l’idoneità di un migrante destinato a un Cpr: «È una questione etica per me… visto cosa sono i Cpr… è in corso un campagna di Geraci al riguardo che alcuni di no i abbracc i a n o » . Po i a ggiunge: «Non posso validare il mandare là un essere u m a n o… a p rescindere da chi li ha creati, sono luog h i d i su m a n i » . Quel Geraci si chiama Salvatore, medico romano, nato nel 1957, da oltre 35 anni impegnato nel settore della medicina delle migrazioni, è responsabile dell’Area sanitaria della Caritas di Roma, che lo indica come past president della Simm. E «past president», nel suo caso, significa molto altro. Geraci è stato segretario nazionale della Simm dal 1996 al 2000, poi presidente per due mandati consecutivi, dal 2000 al 2009. Ancora oggi è una presenza costante nella rete: per il quadriennio 20252028 è indicato come referente del Gruppo immigrazione e salute territoriale della Simm. C’è poi un legame storico con l’Emilia-Romagna che merita attenzione. Il GrIs locale nasce il 6 marzo 2009 dopo un incontro a Bologna tra operatori delle Ausl e associazioni di volontariato. La pagina ufficiale della Simm precisa che quell’incontro si svolse «alla presenza di Geraci». E avvenne nel pieno della mobilitazione «Noi non segnaliamo», la campagna con cui una parte del mondo sanitario si oppose alla possibilità che i medici segnalassero alle autorità gli stranieri irregolari che chiedevano cure. Geraci era allora presidente nazionale. In una lettera del luglio 2009 rivendicava l’impegno contro quella norma e ricordava la mobilitazione organizzata in decine di città. Quindici anni dopo il nodo resta lo stesso: il rapporto tra funzione sanitaria, immigrazione e politiche pubbliche. L’1 marzo 2024 la Simm, insieme all’Asgi e alla rete «Mai più lager-No ai Cpr», lancia ufficialmente la «campagna di presa di coscienza» rivolta ai medici chiamati a stabilire se uno straniero possa finire in un Cpr. Il bersaglio sono i sanitari «certificatori». E l’obiettivo dichiarato è fornire «elementi di riflessione e azione» che possano aiutarli «a dichiarare l’inidoneità» alla permanenza nei centri. Nella pubblicità compare anche un allegato operativo, un modello: il «Certificato di inidoneità». Quello su cui Laura Brigidi, uno dei medici indagati, ha dato prova della «incompletezza delle verifiche effettuate, utilizzando un modello prestampato» che, secondo la Procura, «non si premurò neppure di compilare completamente». Sul sito della Simm quei materiali risultano associati proprio all’area di pubblicazione nella quale compare Cocco. Nello stesso archivio, il profilo di Geraci collega il medico tanto all’appello «per una campagna di presa di coscienza dei medici», quanto a un contenuto dal titolo inequivocabile: «La «resistenza» dei medici all’invio di migranti nei Cpr. Si dà il caso che Geraci sia un vero e proprio aficionado della causa dei migranti: strali contro i decreti Sicurezza e i Cpr, oltre che «sull’i n e s i s te nte emergenza migranti». L’uomo è collegato a un’altra persona, non indagata, che appare nelle carte della Procura ravennate. Il collante è sempre Zoffoli. La dottoressa No Cpr, in un’altra conversazione intercettata, parla al telefono con Martino Ardigò, attualmente direttore del distretto di Riccione. Raccoglie lo sfogo dell’infettivologa dichiaratasi reticente nel fornire alla polizia «i dati di un paziente visitato». Al termine della chiamata sembra persino rassicurarla: «Chi certifica sei tu, si attaccano». La sua firma appare a fianco di quella di Geraci in un capitolo («Esperienza migratoria, salute e diseguaglianze») del libro di Ets A caro prezzo. Le diseguaglianze nella salute. Poi, a Ravenna, arrivano le perquisizioni del 12 febbraio 2026. Cocco prospetta che potrebbero arrivare «a brevissimo anche interrogazioni parlamentari». Eccola: la deputata dem Ouidad Bakkali presenta alla Camera u n’interrogazione sottoscritta da decine di deputati. Sempre lei, la Bakkali, nel 2 02 2 h a r i c e v uto o l tre 77.000 euro da un’organizzazione della galassia del solito Soros. Ma questa è solo una coincidenza. ---End text--- Author: FABIO AMENDOLARA Heading: Highlight: Image:NETWORK Dall’alto, in senso orario: George Soros, speculatore e padre di Open Society [ Ansa]; Nicola Cocco, infettivologo della Società italiana di medicina delle migrazioni; Ouidad Bakkali, deputato del Partito democratico [Imagoeconomica]. Sopra, l’estrema sinistra in corteo contro i Cpr [Ansa] PRESTAMPATO In alto i moduli già pronti, sotto un’intercettazione -tit_org- L'armata di medici che tifa clandestini L ’ armata dei dottori militanti 1.000 professionisti coinvolti nell ’ «operazione clandestini» -sec_org- tp:writer§§ FABIO AMENDOLARA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/06/2026090601888602979.PDF §---§