title§§ Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501972603932.PDF description§§
Estratto da pag. 8 di "CRONACHE DI CASERTA" del 05 Sep 2026
Il presidente dell'Ordine di Napoli: "Risorse e personale per garantire la qualità delle cure"
pubDate§§ 2026-09-05T02:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501972603932.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501972603932.PDF', 'title': 'CRONACHE DI CASERTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501972603932.PDF tp:ocr§§ Secondo i dati del Gimbe, con gli stanziamenti per la salute al 6,2% del Pil l’Italia resta sotto la media europea Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici Il presidente dell’Ordine di Napoli: “Risorse e personale per garantire la qualità delle cure” CASERTA (Renato Casella) – I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria pubblica riaccendono i riflettori sulle difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale, lanciando un segnale d'allarme che risuona con particolare forza nel Mezzogiorno. A intervenire con fermezza è Bruno Zuccarelli, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Napoli e provincia, che invita a non disperdere gli importanti risultati faticosamente raggiunti dalla Regione negli ultimi anni. L'analisi stilata da Gimbe evidenzia un divario economico preoccupante rispetto al resto d'Europa. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica in Italia si è attestata al 6,2% del Pil, posizionandosi nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse ed europei, pari al 7,1%. In termini pro capite, la sforbiciata rispetto agli standard del Continente si traduce in una voragine che supera i 36 miliardi di euro complessivi. Una flessione finanziaria che costringe le singole Regioni a una sfida complessa e contraddittoria: dover garantire l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) mantenendo, al contempo, un rigido equilibrio di bilancio. Un quadro che rischia di penalizzare un territorio in forte ripresa. “Per la Campania questo tema assume un significato particolare”, evidenzia Zuccarelli. “Gli ultimi dati disponibili sui Lea hanno certificato il ritorno della nostra Regione tra quelle adempienti, insieme a Puglia e Sardegna, uniche realtà del Mezzogiorno a raggiungere gli standard previsti. È un risultato che va riconosciuto, ma che non può indurci a pensare che tutti i problemi siano risolti”. La preoccupazione principale riguarda la tenuta del sistema a lungo termine. Il timore espresso dai camici bianchi è che un definanziamento cronico possa frenare il percorso di convergenza del Sud, proprio mentre la Campania è chiamata ad accelerare su nodi cruciali come la riduzione delle liste d'attesa, il potenziamento della rete territoriale, l'accessibilità alle cure e la gestione dell'invecchiamento della popolazione. “La sanità campana deve continuare a migliorare”, incalza il presidente dell'Ordine. “Tutto questo richiede organizzazione e capacità gestionale, ma richiede inevitabilmente anche risorse adeguate e personale. Investire nella sanità pubblica significa investire nei professionisti, nelle strutture, nella prevenzione e nell'assistenza territoriale. Ma soprattutto significa evitare che la qualità delle cure dipenda dal luogo nel quale una persona nasce o vive”. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Nel riquadro il presidente dell’Ordine dei medici Zuccarelli -tit_org- Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501972603932.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501650204660.PDF description§§
Estratto da pag. 6 di "CRONACHE DI NAPOLI" del 05 Sep 2026
Il presidente dell'Ordine di Napoli: "Risorse e personale per garantire la qualità delle cure"
pubDate§§ 2026-09-05T03:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501650204660.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501650204660.PDF', 'title': 'CRONACHE DI NAPOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501650204660.PDF tp:ocr§§ Secondo i dati del Gimbe, con gli stanziamenti per la salute al 6,2% del Pil l’Italia resta sotto la media europea Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici Il presidente dell’Ordine di Napoli: “Risorse e personale per garantire la qualità delle cure” NAPOLI (Renato Casella) – I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria pubblica riaccendono i riflettori sulle difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale, lanciando un segnale d'allarme che risuona con particolare forza nel Mezzogiorno. A intervenire con fermezza è Bruno Zuccarelli, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Napoli e provincia, che invita a non disperdere gli importanti risultati faticosamente raggiunti dalla Regione negli ultimi anni. L'analisi stilata da Gimbe evidenzia un divario economico preoccupante rispetto al resto d'Europa. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica in Italia si è attestata al 6,2% del Pil, posizionandosi nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse ed europei, pari al 7,1%. In termini pro capite, la sforbiciata rispetto agli standard del Continente si traduce in una voragine che supera i 36 miliardi di euro complessivi. Una flessione finanziaria che costringe le singole Regioni a una sfida complessa e contraddittoria: dover garantire l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) mantenendo, al contempo, un rigido equilibrio di bilancio. Un quadro che rischia di penalizzare un territorio in forte ripresa. “Per la Campania questo tema assume un significato particolare”, evidenzia Zuccarelli. “Gli ultimi dati disponibili sui Lea hanno certificato il ritorno della nostra Regione tra quelle adempienti, insieme a Puglia e Sardegna, uniche realtà del Mezzogiorno a raggiungere gli standard previsti. È un risultato che va riconosciuto, ma che non può indurci a pensare che tutti i problemi siano risolti”. La preoccupazione principale riguarda la tenuta del sistema a lungo termine. Il timore espresso dai camici bianchi è che un definanziamento cronico possa frenare il percorso di convergenza del Sud, proprio mentre la Campania è chiamata ad accelerare su nodi cruciali come la riduzione delle liste d'attesa, il potenziamento della rete territoriale, l'accessibilità alle cure e la gestione dell'invecchiamento della popolazione. “La sanità campana deve continuare a migliorare”, incalza il presidente dell'Ordine. “Tutto questo richiede organizzazione e capacità gestionale, ma richiede inevitabilmente anche risorse adeguate e personale. Investire nella sanità pubblica significa investire nei professionisti, nelle strutture, nella prevenzione e nell'assistenza territoriale. Ma soprattutto significa evitare che la qualità delle cure dipenda dal luogo nel quale una persona nasce o vive”. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Renato Casella Heading: Highlight: Image:Nel riquadro il presidente dell’Ordine dei medici Zuccarelli -tit_org- Spesa sanitaria bassa, allarme dei medici -sec_org- tp:writer§§ Renato Casella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501650204660.PDF §---§ title§§ «La sanità è sotto pressione, ma abbiamo invertito il trend» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501755605846.PDF description§§
Estratto da pag. 6 di "LE CRONACHE LUCANE" del 05 Sep 2026
Estratto da pag. 18 di "LIBERO" del 05 Sep 2026
Estratto da pag. 4 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 05 Sep 2026
Il vicepresidente 5 Stelle: da Meloni solo finti record «Primarie? Siamo abituati al confronto con la base»
pubDate§§ 2026-09-05T02:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501997403172.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501997403172.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501997403172.PDF tp:ocr§§ Gubitosa (M5s) «Solo lacrime e sangue Cosa c’è da festeggiare?» Il vicepresidente 5 Stelle: da Meloni solo finti record «Primarie? Siamo abituati al confronto con la base» ROMA Michele Gubitosa, deputato M5s, il governo Meloni ha raggiunto il record di esecutivo più longevo e festeggia… «Cosa c’è da festeggiare? Tutti vogliamo un rating migliore, ma dipende come ci si arriva: se fai manovre lacrime e sangue una società di rating che ti dà un bacio in fronte prima o poi la trovi. È la solita arma di manipolazione e di distrazione di massa, non vogliamo un record di giorni ma un record di fatti. I fatti sono che ci troviamo davanti all’aumento dei poveri, al crollo del potere di acquisto, alla produzione industriale ferma da anni, alla crescita che rasenta lo zero e la fondazione Gimbe ci ha detto che ci mancano 36 miliardi di investimenti in sanità pro capite per raggiungere la media Ue». Sulla legge elettorale farete muro con le altre opposizioni? «Si, il governo sta adeguando la legge elettorale agli scenari politici, come si fa con un menu a la carte. Meloni vuole cambiare le regole in corsa, con l’introduzione di un eventuale ballottaggio, per arginare l’ascesa di Vannacci. La premier guarda i sondaggi e cambia la legge elettorale, è normale questo in un paese democratico?». Veniamo al campo largo, le primarie per la scelta del leader si fanno o no? «In questo momento il nostro impegno è quello di costruire un’alternativa al peggior governo che l’Italia abbia mai avuto e di definire un programma che risponda alle esigenze dei cittadini. Per quanto riguarda la leadership siamo favorevoli alle primarie, sono un esercizio di democrazia e un percorso partecipato che si contrappone a chi fa decidere tutto alle segreterie di partito. Oggi sembrano l’unica strada percorribile e non ci tireremo indietro: l’obiettivo non è l’ambizione personale di un singolo leader, bensì creare un progetto condiviso». È un ‘rito’ che è nel Dna di un altro partito, il Pd… «Sì ma posso dirle una cosa? Noi veniamo anche da una comunità che, tramite le parlamentarie, sceglieva i candidati in Parlamento. Siamo abituati ad un confronto continuo con la base». Ma non c’è il rischio che le primarie siano divisive? E poi, siamo sicuri, che in caso non vinca Giuseppe Conte, gli elettori M5s vi seguiranno? «Le chiedo: non è più divisivo decidere un leader a tavolino? La comunità Cinquestelle ha dimostrato serietà e lealtà, se le regole sono chiare e la partecipazione democratica è garantita, accetterà qualunque leader vinca. Detto questo non diciamo primarie o morte, l’obiettivo è il progetto condiviso. E aggiungo: non penso che in questo momento il primo problema degli italiani sia la definizione delle regole delle primarie del campo progressista». Ci sono grandi distanze, sulla politica estera, all’interno della coalizione, questo non la preoccupa? «Adesso stiamo chiudendo il percorso di Nova, che ha coinvolto già 16mila persone, di cui la metà non iscritti al M5s, con loro stiamo scrivendo la parte tematica, poi ci confronteremo con gli altri alleati e sono certo, non negando le divergenze che possono esserci, che troveremo una sintesi. Sull’Ucraina faccio una premessa: se oggi la linea del governo è quella delle armi noi auspichiamo che con nuovo governo ci sia una discontinuità anche su questo». Quella di un ‘Papa straniero’ per guidare la coalizione è un’opzione? «Sono discussioni agostane, al momento l’unica strada è la partecipazione più ampia possibile dei cittadini che scelgono il leader con le primarie». Veronica Passeri © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Veronica Passeri Heading: Highlight: Image:Michele Gubitosa, deputato e vicepresidente del Movimento 5 Stelle -tit_org- Intervista a Michele Gubitosa - Gubitosa (M5s) «Solo lacrime e sangue Cosa c’è da festeggiare?» -sec_org- tp:writer§§ VERONICA PASSERI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501997403172.PDF §---§ title§§ La cura dell'altro riguarda anche la politica = La politica e la cura dell'altro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090502218901279.PDF description§§
Estratto da pag. 11 di "REPUBBLICA" del 05 Sep 2026
Estratto da pag. 8 di "ROMA" del 05 Sep 2026
Sottofinanziamento sanità, allarme di Zuccarelli
pubDate§§ 2026-09-05T04:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501755805844.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501755805844.PDF', 'title': 'ROMA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501755805844.PDF tp:ocr§§ IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI: «GLI ULTIMI DATI SONO UN CAMPANELLO D’ALLARME PER LA CAMPANIA, POSSONO FRENARE IL RECUPERO» Sottofinanziamento sanità, allarme di Zuccarelli NAPOLI. «I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sul finanziamento della sanità pubblica sono un campanello d'allarme soprattutto per la Campania. La nostra Regione ha compiuto negli ultimi anni uno sforzo importante per recuperare terreno sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza. Ora questo percorso deve essere consolidato, non messo a rischio da risorse insufficienti». Lo afferma Bruno Zuccarelli, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, commentando l'analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria pubblica italiana. Nel 2025, secondo i dati elaborati dalla Fondazione, la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media dei Paesi Ocse ed europei. In termini di spesa pro capite, il divario dell'Italia rispetto alla media europea supera complessivamente i 36 miliardi di euro. Un ritardo che, secondo Gimbe, mette le Regioni di fronte a una pressione crescente: garantire i Livelli essenziali di assistenza mantenendo contemporaneamente l'equilibrio dei conti. «Per la Campania – sottolinea Zuccarelli – questo tema assume un significato particolare. Gli ultimi dati disponibili sui Lea hanno certificato il ritorno della nostra Regione tra quelle adempienti, insieme a Puglia e Sardegna, uniche realtà del Mezzogiorno a raggiungere gli standard previsti. È un risultato che va riconosciuto, ma che non può indurci a pensare che tutti i problemi siano risolti». Secondo Zuccarelli, il rischio è che una carenza strutturale di risorse finisca per pesare soprattutto sui territori che hanno ancora maggiori necessità di recuperare divari accumulati negli anni. «La sanità campana deve continuare a migliorare su accessibilità delle cure, tempi di attesa, assistenza territoriale e capacità di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più complessa. Tutto questo richiede organizzazione e capacità gestionale, ma richiede inevitabilmente anche risorse adeguate e personale». Il presidente dell'Ordine richiama in particolare la situazione dei professionisti sanitari: «Non possiamo pensare di difendere il Servizio sanitario nazionale continuando a chiedere a medici, infermieri e operatori di compensare con il proprio sacrificio ciò che manca sul piano strutturale». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sottofinanziamento sanità, allarme di Zuccarelli -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501755805844.PDF §---§ title§§ Le trasfusioni di sangue per curare gli altri = Carenza di sangue negli ospedali Il caldo estremo frena le donazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501732704605.PDF description§§
Estratto da pag. 23 di "CORRIERE DELLA SERA" del 05 Sep 2026
di Giuseppe Remuzzi C'è stato un calo rispetto al 2025. L'appello del Cns alle associazioni: «Manca il gruppo 0 »
pubDate§§ 2026-09-05T03:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501732704605.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501732704605.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501732704605.PDF tp:ocr§§ Calo donazioni, è allarme Le trasfusioni di sangue per curare gli altri di Giuseppe Remuzzi Carenzadisanguenegliospedali Ilcaldoestremofrenaledonazioni C’èstatouncalorispettoal2025.L’appellodelCnsalleassociazioni:«Mancailgruppo0+» a pagina 23 Quando manca il sangue a rimetterci sono i pazienti. Lo conferma quanto accaduto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dove sono state sospese le attività chirurgiche e cliniche non urgenti. Pochi giorni fa, l’appello del Centro nazionale sangue (Cns) per la carenza di unità di globuli rossi, in particolare del gruppo 0+. La situazione più critica è infatti in Campania, ma anche in Lazio e Sicilia e il Cns ha chiesto alle associazioni di volontariato uno sforzo straordinario. Cosa sta succedendo? «In estate è fisiologico un calo di donazioni, perché le persone vanno in vacanza — spiega Luciana Teofili, direttore generale del Centro nazionale sangue —. Quest’anno, però, il problema è stato più marcato a causa del caldo estremo. C’è il timore che il prelievo di sangue possa accentuare il malessere dovuto alle alte temperature, anche se non ci sono studi che lo dimostrino». Di solito la grande raccolta avviene entro luglio, per compensare il «deserto» agostano, ma i dati del Cns mostrano che in alcune regioni le unità prodotte sono inferiori a quelle dell’anno scorso. In Italia negli ultimi sette mesi sono state prodotte 1.419.000 sacche, nello stesso periodo del 2025 erano 1.436.000. «La raccolta è organizzata con una programmazione periodica — prosegue Teofili, che è anche docente di Malattie del sangue all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma —, che tiene conto delle necessità dei nostri pazienti. Per quanto riguarda le emazie concentrate (globuli rossi), negli ultimi anni siamo stati in una situazione di equilibrio, garantito dal fatto che le regioni con eccedenze riforniscono quelle carenti. Per esempio, c’è un accordo tra Piemonte e Sardegna per cui il primo invia regolarmente unità di sangue alla seconda, che ha il problema dei malati di talassemia, la cui forma grave richiede trasfusioni periodiche. Nel 2026, però, anche le regioni tradizionalmente in eccedenza hanno avuto un calo di donazioni, con effetto a cascata sulle altre. Va detto che, dopo il nostro appello, le associazioni si sono attivate e il problema è in via di soluzione». Le donazioni devono essere costanti perché i globuli rossi possono essere conservati solo per una quarantina di giorni. Diverso il discorso del plasma, che viene congelato a bassissime temperature e rimane disponibile per mesi. «Sul plasma, che serve non tanto per le trasfusioni quanto per la produzione di farmaci come le immunoglobuline, l’Italia non è autosufficiente e quindi acquista medicinali plasmaderivati da altri Paesi, in particolare gli Stati Uniti». I donatori italiani sono oltre un milione e seicento mila. Come convincere altre persone? «Occorre promuovere la cultura del dono fin dall’infanzia — chiarisce Luciana Teofili —. La donazione è solidaristica e non remunerata, garantisce controlli periodici gratuiti del proprio stato di salute e la legge riconosce un giorno di riposo dal lavoro. È anche un modo per essere, e sentirsi, buoni cittadini». Si può donare dai 18 ai 65 anni e c’è una leggenda da sfatare: non è vero che serve il digiuno. Unica accortezza, evitare i latticini prima del prelievo. Laura Cuppini © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Laura Cuppini Heading: Highlight: Il caso Salerno All’ospedale sono state sospese le attività chirurgiche e cliniche non urgenti Il trend Dati 2025 Unità di globuli rossi prodotte e trasfuse per regione, gennaio-luglio 2026 +1 Valle d'Aosta -1,7 Piemonte Liguria -5,5 -0,3 Lombardia Trento Friuli V. G. -1,2 -3,3 IN ITALIA -1,1 Emilia Romagna -3,3 Umbria +0,9 -4,7 Abruzzo Campania 1.436.464 -2 nel 2025 -2,8 +2,8 Molise nel 2026 +4 Basilicata Sicilia 1.419.135 +1 Puglia -0,5 -0,8 Fonte: ministero della Salute – Istituto superiore di sanità Incidenza sulla popolazione circa 7,5 ogni 100 abitanti in media 5 donazioni di sangue al minuto -6,7 Lazio Sardegna -1,2 % +2,8 Toscana Marche circa 3 milioni le donazioni di sangue -4,8 Veneto milioni di donatori di cui 1,41 milioni circa periodici 250mila alla prima donazione -1,3 Bolzano Calabria (dati in %) 1,66 consentono di trasfondere 1.748 pazienti al giorno e di trattare con medicinali plasmaderivati migliaia di persone al giorno 63,6 ogni mille abitanti i donatori più generosi (fascia46-55 anni) Poi, chi può donare? Età compresa tra 18 e 70 anni 50 kg il peso corporeo buono stato di salute Quando si può donare? Uomini e donne in età fertile: ogni 3 mesi donne in età fertile: ogni 6 mesi A che serve il sangue donato? da 2 a 10 sacche per un ferito grave in un incidente ?no a 10 sacche per un trapianto di cuore ?no a 40 sacche per un trapianto di fegato da 30 a 50 sacche all’anno per garantire una vita normale a un talassemico CdS Image: -tit_org- Le trasfusioni di sangue per curare gli altri Carenza di sangue negli ospedali Il caldo estremo frena le donazioni -sec_org- tp:writer§§ Laura Cuppini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501732704605.PDF §---§ title§§ Non mi fa paura la morte ma il morire = Lasciatemi libero di scegliere come sarà il mio fine vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501734104591.PDF description§§
Estratto da pag. 15 di "REPUBBLICA" del 05 Sep 2026
Estratto da pag. 10 di "STAMPA" del 05 Sep 2026
Estratto da pag. 10 di "VERITÀ" del 05 Sep 2026
Il leader leghista infastidito dal passo avanti sul suicidio assistito in una delle roccaforti del partito: «Sono per la vita sempre, non commenterò ciò che hanno fatto gli altri»
pubDate§§ 2026-09-05T03:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501646104639.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501646104639.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501646104639.PDF tp:ocr§§ E Salvini cerca di evitare lo scontro Il leader leghista infastidito dal passo avanti sul suicidio assistito in una delle roccaforti del partito: «Sono per la vita sempre, non commenterò ciò che hanno fatto gli altri» n Tra le altre grane, il segretario della Lega, Matteo Salvini, deve affrontare anche una questione delicatissima che spacca non solo il suo partito ma tutto il centrodestra: il via libera alla legge sul suicidio medicalmente assistito in Veneto. La legge sul fine vita, approvata pochi giorni fa, sostenuta dalla maggioranza (con l’astensione di Udc e Forza Italia e i voti contrari di Fratelli d’Italia) e soprattutto dall’ex governatore e presidente del consiglio regionale, Luca Zaia, mette Salvini nella scomoda posizione di dover prendere le distanze dalla scelta del Doge, senza però trasformare la differenza di opinioni in uno scontro interno. «Io sono per la vita sempre e per quello che mi riguarda bisogna investire sui centri di aiuto alla vita, sulla vita e su chi è in difficoltà», dice Salvini. Quando gli viene chiesto se Zaia abbia sbagliato a spingere la legge, risponde: «Non commento quello che fanno gli altri». Ci va cauto ma fa trasparire una grande irritazione anche perché il voto del Veneto ha riaperto il confronto sul fine vita anche all’interno di tutto il centrodestra. Il Veneto è la prima regione governata dal centrodestra a definire i tempi e le procedure per il suicidio assistito. Il progetto nasce da una mobilitazione dell’associazione Luca Coscioni con la raccolta di novemila firme. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, osserva: «Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari». Per Zaia, che da sempre si batte a favore di questa legge, l’approvazione «rappresenta un risultato un atto di responsabilità del Consiglio regionale. Una risposta doverosa. In Veneto abbiamo avuto 31 domande dal 2019, due hanno avuto il via libera. Oggi il Parlamento dei veneti ha scelto di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema». Come ha più volte ribadito l’esponente leghista, sui temi etici «non c’è uno schieramento netto politicamente» e «l’unica soluzione è che ci si affidi alla libertà di coscienza e che la politica li consideri una no-fly zone». «Anche il Veneto si aggiunge alle altre tre Regioni che hanno già legiferato in materia di fine vita. C’è bisogno di una legge nazionale, perché tutti i cittadini che si trovano ad affrontare situazioni di grande sofferenza dovrebbero avere le stesse possibilità», c o m me nta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici. Sono passati sette anni da quando la Corte costituzionale ha chiesto un intervento nazionale ma il Parlamento è ancora bloccato. Nei mesi precedenti sembrava essersi aperto uno spiraglio con il testo presentato dal centrodestra, ma poi sono emerse tutte le criticità, a partire dall’esclusione del Ssn. Dopo il via libera veneto, la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, chiederà la calendarizzazione del fine vita. «Speriamo di no, perché Stefania Craxi sa bene che il testo in discussione in questo momento, è un testo che cancellerebbe il diritto a scegliere e le leggi regionali come quella del Veneto. Perché è un testo che fa fuori il Servizio sanitario nazionale e quindi il ruolo delle regioni», replica a Fanpage.it Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. «Se Forza Italia e Stefania Craxi sono contrari alla legge del Veneto, allora ha senso dire bisogna approvare questa legge. Ma se si accoglie positivamente la legge, come ha fatto, e al tempo stesso si vuole approvare una legge che cancellerebbe quella approvata in Veneto, allora mi sembra un atteggiamento insensato». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FABRIZIO BOSCHI Heading: Highlight: Image:GRATTACAPI Il leader della Lega, Matteo Salvini [Ansa] -tit_org- E Salvini cerca di evitare lo scontro -sec_org- tp:writer§§ Fabrizio Boschi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501646104639.PDF §---§ title§§ Tutti gli intrighi dei medici per «salvare» gli immigrati = Gli intrighi dei medici per svuotare i Cpr link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501645204646.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 05 Sep 2026
Pareri ignorati, forzature, carte false: gli indagati si alleavano contro i colleghi non ideologizzati. «dobbiamo visitare noi gli stranieri, così blocchiamo il trasferimento nei centri: è il nostro modo per esprimere dissenso» Non solo certificati falsi: a Ravenna l'impegno di alcuni dottori per «salvare» gli immigrati era totale. Al punto da arrivare a uno scontro con i colleghi non ideologizzati, trascurando e disattendendo pareri tecnici e scientifici definiti «incontestabili»
pubDate§§ 2026-09-05T03:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501645204646.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501645204646.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501645204646.PDF tp:ocr§§ I DOCUMENTI DELL’INCHIESTA DI RAVENNA SUI SANITARI ANTI-CPR TUTTI GLI INTRIGHI DEI MEDICI PER «SALVARE» GLI IMMIGRATI Pareri ignorati, forzature, carte false: gli indagati si alleavano contro i colleghi non ideologizzati. «Dobbiamo visitare noi gli stranieri, così blocchiamo il trasferimento nei centri: è il nostro modo per esprimere dissenso» Dopo Torino, Imperia: altro presunto stupratore scarcerato «perché pentito» Gli intrighi dei medici per svuotare i Cpr Non solo certificati falsi: a Ravenna l’impegno di alcuni dottori per «salvare» gli immigrati era totale. Al punto da arrivare a uno scontro con i colleghi non ideologizzati, trascurando e disattendendo pareri tecnici e scientifici definiti «incontestabili» e FILIPPO CURNIS n La battaglia No-Cpr al Santa Maria delle Croci di Ravenna è passata prima da uno scontro tra colleghi, poi per un duro contrasto con gli specialisti e infine per una contrapposizione netta con la catena di comando. Arrivata al punto da innescare un tentativo di prendere in mano il reparto. Da documenti, mail e conversazioni recuperate dai device sequestrati agli otto medici indagati emerge la prima traccia. È una mail del maggio 2024 e la polizia non è ancora entrata nel reparto. Uno dei camici bianchi, tra i pochi a restare fuori dal perimetro delle contestazioni, prende le distanze dall’imp os taz io ne sulle certificazioni anti-Cpr. Sul fronte opposto c’è la maggioranza. I magistrati annoteranno che «dallo scambio di email dentro Malattie infettive si evince (...) segue a pagina 3 ALESSIA PEDRIELLI a pagina 2 Segue dalla prima pagina di FABIO AMENDOLARA e FILIPPO CURNIS (...) la volontà» dei medici «di accordarsi al fine di respingere a priori […] alcune delle richieste di valutazione d’idoneità finalizzate all’associazione degli stranieri ai Cpr». La divisione interna non riguardava, quindi, soltanto sensibilità differenti. Alcuni di loro avrebbero cercato una linea comune sulle visite. In un’intercettazione ambientale, Agnese Della Vittoria, che non è tra gli indagati, parla con Miriam Zanotti e riferisce un ragionamento attribuito a Elisa Vanino: «È importante che li vediamo noi perché così noi gli neghiamo l’autorizzazione… invece altri non so… se la rischiano». Si scoprirà che Zanotti, dopo una visita durata solo «due minuti» durante i quali il medico si limitò «a chiedere al paziente se fumasse, se facesse uso di hashish e calmanti, ricevendo una risposta negativa», emise un certificato di non idoneità al Cpr per un immigrato guineano. La dottoressa Vanino, invece, viene descritta nei documenti giudiziari come una delle figure più attive della corrente anti Cpr: adesione al movimento contrario ai centri, diffusione tra i colleghi di articoli e modelli, promozione di chat e incontri online, aggiornamenti sulle non idoneità rilasciate a Ravenna. C’è poi il dottor Damiano Larné, anche lui indagato. Il guineano, dopo i due minuti dalla Zanotti, passa a lui. E la valutazione di inidoneità si basa sul «riferimento all’in c om pl etezza dell’esito delle verifiche, sull’indisponibilità di una non documentata anamnesi e sul ridotto tempo a disposizione per condurre il necessario approfondimento clinico». Sotto il profilo psicologico, però, il guineano è giudicato idoneo al trattenimento. È una psichiatra a sostenerlo: Maria C r is ti na C res c e nti . Sentita dalla Verità, ha prima detto di «non ricordare» l’e pi s o d io, poi si è chiusa a riccio e ha rimbalzato i cronisti verso la direzione sanitaria. Segno che il clima interno non è dei più distesi. Secondo gli inquirenti, infatti, la battaglia contro i Cpr avrebbe portato gli infettivologi a superare il parere di specialisti chiamati proprio per valutare determinate patologie: «Pur di affermare e perseguire la propria ideologia si sono spinte (le dottoresse indagate, ndr) al punto da disattendere in modo del tutto immotivato il parere di colleghi su materie in cui quest’ultimi vantavano delle specializzazioni». Il risultato ha poi avuto un peso in sede di valutazione delle misure cautelari (alcuni indagati sono stat i sospesi, altri interdetti dall’emissione dei certificati). Il gip si sarebbe, infatti, accorto di una «inadeguatezza tout court a svolgere attività medica in contesti multidisciplinari». E negli atti compaiono gli scontri: infettivologo contro psichiatra; certificatore contro radiologo; valutazione finale contro referto specialistico. Esempio: Anastasia Zoffoli (una delle indagate) dichiara un tunisino «non idoneo». Ma il paziente era stato sottoposto a una valutazione psichiatrica e lo specialista aveva fornito elementi clinici tali da giustificare la decisione. Per il giudice, la dottoressa, «in aperto contrasto con le valutazioni psichiatriche, ravvisò la necessità di sottoporre il paziente a un» ulteriore «percorso psichiatrico». Il risultato: «Lo straniero», valuta chi indaga, «è stato ritenuto inidoneo senza alcun riferimento alle ragioni tecniche-scientifiche sottese a tale determinazione (contestazioni simili sono state avanzate per Marta Zatti e Paola Tatarelli, ndr)». Altro medico, altra storia. Gabriele Fabbri (indagato) segue una linea propria: in una certificazione del settembre 2024, ignorando un collega psichiatra che aveva valutato un nigeriano, scrive di non avere potuto raccogliere «alcun dato clinico» sull’immigrato «per la presenza di una barriera linguistica completa». Interrogato, spiegherà: «In scienza e coscienza, ho reputato impossibile stabilire una idoneità per la vita in comunità ristretta». E alla fine ha confessato: «Era un non visita». Si è scoperto che non aveva a disposizione neppure indagini di primo livello. La dottoressa Laura Brigidi, invece, ha persino usato un modulo prestampato, «che», è scritto negli atti, «non premurò neppure di compilare completamente». La descrizione più emblematica del modus operandi, però, è contenuta in una intercettazione tra la Vanino e una psicologa. La seconda esprime i propri dubbi: «Lui (l’immigrato, ndr) dice che è finito in questa trappola… cioè non riesce a rinnovare il permesso di soggiorno […] vuole rimanere qui… però io dal mio punto di vista… a parte scrivere che ha un lavoro qui… non ha nulla… io poi dopo… non è che sente le voci». La Vanino ha la soluzione: «Adesso lo visito e vedo se ha qualche cosa». A un certo punto la guerra sale ai piani superiori. Vanino viene a conoscenza di un provvedimento della Direzione sanitaria sulle modalità operative per le visite agli stranieri destinati ai Cpr. La risposta arriva nel gruppo Whatsapp «Giovani e romagnoli»: «Il modo per esprimere il dissenso è la non idoneità». Una posizione molto ideologica. Come quella espressa dalla dottoressa Zanotti, che rimbrotta contro il governo: «Le persone non lo sanno come sono i Cpr… tenere la popolazione nell’ignoranza più assoluta è il meglio che possono fare per governare». L’antagonismo, però, viene espresso anche nei confronti della Direzione sanitaria, accusata dalle indagate di «non essere in grado di adottare alcuna valida determinazione sul punto». Una via d’uscita, però, viene individuata: prendere il comando del reparto. Fino al 31 marzo 2025 alla guida di Malattie infettive c’è Paolo Bassi. Il prof va in pensione nell’aprile di quell’anno. Ed è qui che, probabilmente, Zanotti vede il varco. La procedura per scegliere il nuovo direttore viene avviata formalmente il 13 agosto 2025 e il bando viene pubblicato il 24 settembre. Zanotti concorre. L’11 marzo 2026 l’Ausl la ammette con riserva alla selezione. Il giorno successivo è quello degli interrogatori. Poi l’ordinanza. Zanotti non viene sospesa, ma il gip le vieta per dieci mesi di occuparsi delle certificazioni Cpr. Il concorso, però, va avanti. E il 29 aprile la dottoressa si presenta davanti alla commissione. Arriva quinta tra i cinque candidati presenti e giudicati idonei: 60 punti. Distaccata di ben 26 dal vincitore. Il sogno di un reparto Cpr free è infranto. E l’inchiesta era solo all’ini ---End text--- Author: FABIO AMENDOLARA Heading: Highlight: Image:AGGHIACCIANTE Alcuni stralci dei documenti giudiziari che riportano la lotta dei medici per affossare gli invii ai Cpr -tit_org- T utti gli intrighi dei medici per «salvare» gli immigrati Gli intrighi dei medici per svuotare i Cpr -sec_org- tp:writer§§ FABIO AMENDOLARA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501645204646.PDF §---§ title§§ Il Veneto si perde sull'eutanasia Il film di Malkovich è un promemoria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501651104653.PDF description§§
Estratto da pag. 10 di "VERITÀ" del 05 Sep 2026
Una delle opere migliori in concorso tratta proprio il tema del fine vita, che in questo momento imbarazza la Regione di Zaia. Un agente della Cia malato di cancro chiede al collega sicario di mandarlo al creatore
pubDate§§ 2026-09-05T03:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501651104653.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501651104653.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501651104653.PDF tp:ocr§§ Il Veneto si perde sull’eutanasia Il film di Malkovich è un promemoria Una delle opere migliori in concorso tratta proprio il tema del fine vita, che in questo momento imbarazza la Regione di Zaia. Un agente della Cia malato di cancro chiede al collega sicario di mandarlo al creatore n E tre. Per il terzo anno di fila si parla di eutanasia alla Mostra del cinema e sarebbe fin troppo facile titolare sulla «Morte a Venezia». Non lo faremo, ma sta di fatto che un grande evento internazionale come la rassegna della Fondazione della Biennale, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco e diretta da Alberto Barbera, che celebra un’arte vitale come il cinema continua a spingere sull’urgenza di promuovere la dolce morte. La Mostra vetrina dell’eutanasia, tanto più se Wild horse nine, passato ieri qui al Lido, diretto da Martin McDonagh, autore già di opere comeTre manifesti a Ebbing, si aggiudicasse, non è da escludere, il Leone d’oro. Sarebbero di certo contenti l’ex governatore Luca Zaia, Davide Cappato, l’Associazione Coscioni, la sinistra in blocco ma anche l’ala radicaleggiante di Forza Italia, tutti accomunati dal medesimo sentire sull’argomento e confortati dal fatto che l’élite del cinema mondiale nei suoi autori di grido promuove l’eutanasia senza troppe cautele. Basta citare due nobilissimi precedenti come Le invasioni barbariche di Denys Arcand (fra i tanti premi, Oscar come miglior film straniero nel 2004) e Million dollar baby del mitico Clint Eastwood, che nel 2005 fece razzia di Oscar. Stiamo parlando di opere notevoli, come questa del regista britannico di origini irlandesi, che conferma la propensione dei grandi cineasti a spingere per le leggi sul fine vita (forse con la sola eccezione del meno ambizioso Brado di Kim Rossi Stuart che, facendo una scelta opposta, non ebbe successo). Gli artisti sono persone sensibili e allo stesso tempo molto avvezze a governare tutto, senza che alcun limite si frapponga alle loro decisioni. I registi, poi, sono monarchi assoluti sul set, per non dire dittatori. Come possono tollerare che sul set della vita intervenga la morte in forme e modi che «trascendono ogni loro controllo»? Come possono ricordare che l’esistenza, insieme ai talenti di cui è corredata, sia un dono totalmente gratuito? Da qualche tempo, alla Mostra di Venezia, il tema dell’eutanasia è un tantinello inflazionato. Un appuntamento ormai fisso. Come l’appello pro Pal della madrina delle serate, la polemica sulla partecipazione di qualcosa che abbia a che fare con la Russia, dissidenza compresa, agli eventi della Biennale, il film sull’accoglienza indiscriminata dei migranti, il red carpet delle influencer sconosciute però svestite. Che il Lido sia la vetrina politica giusta per promuovere a livello mondiale il tema lo capì già nel 2012 Marco Bellocchio, il maestro di simpatie radicali che vi presentò Bella addormentata sulla tragica vicenda di Eluana Englaro. In tempi più recenti, nel 2024 La stanza accanto di Pedro Almodóvar (con Tilda Swinton e Julianne Moore) vinse il Leone d’oro, mentre l’anno scorso La grazia di Paolo Sorrentino, in cui il presidente della Repubblica di Toni Servillo promulgava la legge sul fine vita, non vinse nulla forse perché due premi consecutivi sul medesimo argomento saranno sembrati troppo persino alla giuria progressista del Lido. Quest’anno, però, ci si potrà rifare con Wild horse nine (approssimativamente Nove cavalli selvaggi) perché parliamo di un film originale, sceneggiato benissimo dallo stesso regista, con dialoghi esilaranti, locato nella splendida Isola di Pasqua e recitato da un cast superlativo. E, rilevantissimo, con il pregio, a differenza delle produzioni dell’Italcinema, di non menarla con l’ideologia né di frignare con i ripiegamenti psicologici. Fosse per lui, ha scritto Stenio Solinas, al terzo giorno la Mostra «potrebbe chiudere i battenti: difficilmente vedremo qualcosa di meglio». Dunque. All’aeroporto di Santiago del Cile, qualche settimana prima del golpe che sostituirà il socialista Salvador Allende con Augusto Pinochet, due splendide e improbabili spie della Cia stanno spettano un volo per l’Isola di Pasqua, ma conversando con due belle figliole, uno di loro spiffera qualcosa che converrebbe tacere. È l’innesco narrativo di una storia tra il serio, il sarcastico e l’amaro che incolla lo spettatore dall’inizio alla fine. John Malkovich giganteggia nel ruolo del disincantato agente malato di cancro che chiede al partner (Sam Rockwell) di ucciderlo perché le sue «fisime da cattolico» gli impediscono di farlo da solo. Ipocrisia a parte, sarà difficile che qualcuno gli scippi la Coppa Volpi (e forse anche l’Oscar) come migliore attore. A completare la squadra degli interpreti, oltre al cameo di Tom Waits, c’è uno Steve Buscemi credibilissimo nel ruolo dell’eroinomane capo della Cia per il Sudamerica che, a sua volta, ordina al socio di Malkovich di ucciderlo prima che, dettando le sue memorie, la spia chiacchierona riveli inconfessabili segreti sulla morte di JFK a Dallas: «Lo so, è un finale triste», ammette per convincere il killer del mandato, «ma è la vita che è triste… secondo te perché mi faccio continuamente di eroina?». Come s’intuisce, i dialoghi sulfurei risultano assai godibili: l’abbinamento tra la produzione di formaggi flaccidi negli «Stati gay» vale da solo il prezzo del biglietto. Si ride spesso anche con l’anti americanismo spruzzato qua e là. E si ride più amaro quando si ripetono le inquadrature sul crocifisso sotto lo specchietto dell’auto o nella camera d’albergo di Malkovich, simboli di un cristianesimo reliquia, incapace di fronteggiare il passo della sofferenza finale. Ma si sa, in questa cinematografia, ancorché di elevata fattura, il nichilismo vince sistematicamente a mani basse. Mentre si aggirano tra le enigmatiche statue dell’esotica isola, forse per il puro gusto della citazione, al malato viene in mente proprio Venezia, come meta ancora più esotica dove consumare, in gondola, il suicidio assistito. Alla fine, però, Malkovich desiste e si accontenta di farsi ammazzare tra i cavalli selvaggi dell’Isola di Pasqua. Il film uscirà nelle sale il 5 novembre prossimo. Zaia e Cappato saranno di sicuro in prima fila. ---End text--- Author: MAURIZIO CAVERZAN Heading: Highlight: Il cast è eccezionale, spicca Buscemi nel ruolo del tossico capetto della Cia «Wild horse nine» è una delle pellicole candidate a ottenere premi Image:IMMAGINIFICO John Malkovich, attore e regista di Wild horse nine, durante le riprese sull’Isola di Pasqua -tit_org- Il Veneto si perde sull'eutanasia Il film di Malkovich è un promemoria -sec_org- tp:writer§§ MAURIZIO CAVERZAN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/05/2026090501651104653.PDF §---§