title§§ 9Colonne | SSN: TRA I PAESI DEL G7 L’ITALIA SPENDE MENO link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303072306755.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "9colonne.it" del 03 Sep 2026

Il Servizio sanitario nazionale italiano (SSN), fondato sull''universalità delle cure, si trova ad affrontare una crisi strutturale di definanziamento che pesa sulla pelle dei cittadini. Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe basata sui dati Ocse, nel 2025 l''Italia destina alla sanità pubblica appena il 6,2% del PIL, collocandosi al quindicesimo posto tra i 27 Paesi europei dell''area Ocse e all''ultimo posto in assoluto tra i Paesi del G7. Il divario rispetto alla media euro...

pubDate§§ 2026-09-03T05:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303072306755.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303072306755.PDF', 'title': '9colonne.it'} tp:url§§ https://9colonne.it/629177/ssn-tra-i-paesi-del-g7-br-l-italia-spende-meno tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303072306755.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale italiano (SSN), fondato sull'universalità delle cure, si trova ad affrontare una crisi strutturale di definanziamento che pesa sulla pelle dei cittadini. Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe basata sui dati Ocse, nel 2025 l'Italia destina alla sanità pubblica appena il 6,2% del PIL, collocandosi al quindicesimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e all'ultimo posto in assoluto tra i Paesi del G7. Il divario rispetto alla media europea sfiora i 36,1 miliardi di euro complessivi, frutto di quindici anni di tagli e mancati investimenti da parte di governi di ogni colore politico. Sebbene i risultati clinici generali e l'aspettativa di vita rimangano elevati, le liste d'attesa interminabili e il collasso dei pronto soccorso hanno spinto nel 2024 circa 5,8 milioni di residenti a rinunciare a visite ed esami diagnostici. Un campanello d'allarme lanciato anche dalla Commissione europea, che per la prima volta individua nella tenuta della sanità pubblica un fattore determinante per l'equità sociale e la produttività dell'intero sistema Paese.(3 SER – deg) (© 9Colonne - citare la fonte) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303072306755.PDF §---§ title§§ 9Colonne | SPESA SANITARIA PUBBLICA: NEL 2025 L’ITALIA AL 6,2% DEL PIL link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273407566.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "9colonne.it" del 03 Sep 2026

Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si colloca al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato...

pubDate§§ 2026-09-03T07:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273407566.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273407566.PDF', 'title': '9colonne.it'} tp:url§§ https://9colonne.it/629183/spesa-sanitaria-pubblica-nel-2025-l-italia-al-6-2-del-pil tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273407566.PDF tp:ocr§§ Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si colloca al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato € 36 miliardi. I dati sono forniti dalla Fondazione Gimbe. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci”. (red) (© 9Colonne - citare la fonte) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273407566.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, ALOISIO (M5S): “ULTIMI NEL G7 E 36 MILIARDI DI GAP, GOVERNO INCAPACE”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303211007998.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 03 Sep 2026

Il rapporto Gimbe ha diffuso dati allarmanti che evidenziano la situazione critica del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Il nostro Paese si colloca

pubDate§§ 2026-09-03T10:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303211007998.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303211007998.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-aloisio-m5s-ultimi-nel-g7-e-36-miliardi-di-gap-governo-incapace/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303211007998.PDF tp:ocr§§ Il rapporto Gimbe ha diffuso dati allarmanti che evidenziano la situazione critica del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Il nostro Paese si colloca--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303211007998.PDF §---§ title§§ Ordini medici, 'definanziamento sanità mette a rischio modello sociale Paese' - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303225008106.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 03 Sep 2026

"I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe devono farci riflettere. Non siamo più di fronte soltanto a un problema di risorse insufficienti per la sanità: se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese". (ANSA)

pubDate§§ 2026-09-03T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303225008106.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303225008106.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/09/03/ordini-medici-definanziamento-sanita-mette-a-rischio-modello-sociale-paese_0341881e-1bc6-4546-8d9e-dc7f2b2d5561.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303225008106.PDF tp:ocr§§ "I dati diffusi dalla FondazioneGimbe devono farci riflettere. Non siamo più di fronte soltantoa un problema di risorse insufficienti per la sanità: se questatendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello socialedel nostro Paese". Così il presidente della Fnomceo, laFederazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri,Filippo Anelli, commenta i nuovi dati sulla spesa sanitariapubblica italiana nel 2025, in cui viene rilevato come l'Italiadestini alla sanità pubblica il 6,2% del Pil, contro il 7,1%della media Ocse ed europea; è quindicesima in Europa per spesapubblica pro capite e ultima tra i Paesi del G7. Inoltre sonostati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visitespecialistiche o esami diagnostici. Intanto aumentano il ricorsoalla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.     "Se chi dispone delle risorse economiche può acquistarerapidamente una prestazione e chi non le ha deve aspettare orinunciare, stiamo progressivamente passando da un sistemauniversalistico a un sistema nel quale i diritti diventanodiversi a seconda delle possibilità economiche - sostiene Anelli-. È quella che Gimbe definisce una 'selezione dei diritti perreddito'. E questo significa mettere in discussione non soltantol'articolo 32, ma anche quel principio di uguaglianzasostanziale che è alla base della nostra Costituzione".     Per Anelli, però, l'aumento delle risorse deve essereaccompagnato da una scelta precisa sulle priorità diinvestimento. "La prima priorità sono i professionisti, perché èil capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale. -prosegue il presidente della Fnomceo -. Possiamo costruire Casedella Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie einnovare l'organizzazione, ma senza medici e altriprofessionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni dilavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi inservizi reali per i cittadini".     Infine, per Anelli, "la prossima legge di Bilancio deve segnareun cambio di passo. Servono risorse adeguate per il Serviziosanitario nazionale, ma una parte significativa di questerisorse deve essere destinata al capitale umano, alleretribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale".        Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303225008106.PDF §---§ title§§ Rassegna Stampa assicurativa 3 settembre 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301989804074.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "assinews.it" del 03 Sep 2026

La rassegna stampa assicurativa quotidiana di Assinews.it: selezione dai quotidiani nazional ed internazionali

pubDate§§ 2026-09-03T02:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301989804074.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301989804074.PDF', 'title': 'assinews.it'} tp:url§§ https://www.assinews.it/09/2026/rassegna-stampa-assicurativa-3-settembre-2026/660124286/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301989804074.PDF tp:ocr§§ Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali Doppio ok della Bce al MonteNella girandola di autorizzazioni del risiko bancario, una consentirà di scrivere l’ultimo capitolo della scalata di Montepaschi a Mediobanca e molto probabilmente andrà ad infarcire il già ampio ordine del giorno dell’assemblea del 29 ottobre, oltre alla richiesta di ok ai soci sul dividendo straordinario e gli aumenti di capitale da mettere a servizio della doppia ops su Banca Generali e Banco Bpm. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è in arrivo per metà settembre la decisione della Bce sulla fusione di Mediobanca in Mps, di cui Rocca Salimbeni controlla l’86,3% dopo l’opas da quasi 14 miliardi di euro terminata a settembre scorso. Visto il precedente orientamento favorevole della Vigilanza ai piani di Luigi Lovaglio alla base della scalata alla merchant bank, la notifica dell’Eurotower non dovrebbe riservare sorprese e accendere quindi una luce verde all’operazione. A metà luglio Rocca Salimbeni aveva inviato la richiesta a Francoforte, che impiega dai 60 ai 90 giorni per eventualmente autorizzare l’operazione. Il progetto del banchiere lucano è concludere i cantieri dell’integrazione aperti lo scorso anno entro la fine dell’esercizio, in modo da far emergere già nei conti del 2026 i primi benefici economici del riassetto. Per chiudere la fusione poi serviranno le delibere dei due terzi dell’assemblea dei due gruppi, passaggio che, per quanto riguarda Siena, dovrebbe essere accorpato ai lavori del 29 ottobre. Opas bancarie, per ora Consob non interviene. Parere Antitrust a ottobreLe tre offerte antagoniste del mercato, ossia l’opas di Intesa su Mps e quelle del Monte su Banco Bpm e Banca Generali, vanno avanti e per ora la Consob, pur monitorando la situazione, non interverrà modificandone le tempistiche. È quanto appreso da MF-Milano Finanza da fonti di mercato. La Commissione prosegue ogni interlocuzione con le società emittenti, seguite da ben tre direzioni diverse, e non ha obblighi di tempistica per rispondere alle sollecitazioni del mercato né agli esposti. Su questo ultimo punto fa fede il dialogo costante instaurato da tempo dagli uffici dell’autorità di Borsa guidata da Guido Stazi. Solo nella passata scalata a Mediobanca su Mps arrivarono alla Consob 45 segnalazioni. Quindi anche per questo il calendario dei lavori di Intesa, che sta preparando l’assemblea per il 10 settembre, non verrà modificato dalla Commissione, che invece dovrà autorizzare il prospetto di Ca’ de Sass. Analoga situazione per Mps, che ha fissato per fine ottobre l’assemblea straordinaria. Oakley Capital compra agenzie assicurativeGalgano spa, una delle più grandi agenzie assicurative italiane specializzata nel ramo cauzioni e nei rischi tecnologici, è stata acquisita dal colosso del private equity Oakley Capital. Il fondo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha rilevato la maggioranza del capitale della società e punterebbe ad aggregare altre agenzie per diventare leader di mercato, in particolare del ramo cauzioni. La mossa di Oakley Capital, che nel settore assicurativo italiano è già nota per aver rilevato nel 2014 una quota del comparatore Facile.it (leader di mercato nell’offerta di polizze auto, mutui e prestiti) conferma un trend che da qualche mese è in atto nel mercato: i grandi investitori internazionali, dopo aver investito nell’intermediazione assicurativa italiana rilevando broker, con una manovra di aggregazione del settore, ora hanno iniziato a guardare a singole agenzie di assicurazione, in particolare a quelle specializzate in determinati rami, che operano con le imprese. Uber taglia il 10% dei dipendenti e punta sui robotaxiUber Technologies taglierà 3.300 posti di lavoro, il 10% della sua forza lavoro globale, per ridurre costi e complessità nell’organizzazione. La misura, annunciata dal ceo Dara Khosrowshahi in una mail inviata allo staff pubblicata per intero da Bloomberg, mira a ridurre i livelli gerarchici e a spostare risorse verso le attività considerate più strategiche per il futuro del gruppo: il servizio di ride-sharing, le consegne e i robotaxi. Mutui e prestiti, gli italiani indebitati aumentati dal 46 al 60,7% in 4 anniNonostante un contesto economico che risente del clima di incertezza globale, aumenta ancora la platea degli italiani che ricorrono al credito (mutui, prestiti finalizzati o personali) e torna a crescere anche l’indebitamento medio. La rateizzazione entra quindi nelle strategie di gestione delle spese: non solo un modo per affrontare un acquisto nell’immediato, ma anche una soluzione per distribuire gli esborsi e preservare la liquidità. Nel primo semestre 2026 il 60,7% della popolazione maggiorenne, oltre 30 milioni su circa 50 milioni di over 18, ha almeno un contratto rateale attivo, in aumento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 quando la quota era del 59,6%. A metà 2024 si attestata al 52,7%, in crescita rispetto al 51,4% di un anno prima e al 46% di metà 2022. Parallelamente, l’esposizione residua pro capite, ovvero quanto resta complessivamente da rimborsare sui finanziamenti in essere, raggiunge 32.899 euro, con un incremento del 4%. È quanto emerge dall’aggiornamento della mappa del credito di Mister Credit di Crif. Maggi (Assofondipensione): il fondo nuovi nati sia gestito dai negozialiIn Assofondipensione l’associazione che rappresenta 32 fondi negoziali per un patrimonio complessivo di quasi 85 miliardi, sono pronti a promuovere l’avvio di fondi previdenziali dedicati ai nuovi nati. Un intervento ventilato dal governo con la prossima manovra, con un contributo pubblico iniziale come fatto da altri Paesi europei. Il vantaggio sarebbe di avere davanti un lungo orizzonte temporale con i nuovi fondi che, per effetto della capitalizzazione, potrebbero contribuire a colmare il gap previdenziale delle nuove generazioni, alle prese con lavori precari e salari non adeguati. «Ma ci sono tre condizioni che dovrebbero essere soddisfatte per il loro decollo», dice a MF-Milano Finanza il presidente di Assofondipensione, Giovanni Maggi. La prima, la più netta, riguarda chi dovrà gestire questi nuovi strumenti. Un punto su cui nei giorni scorsi si sono accese le polemiche. Da una parte l’Inps che si è candidata, almeno per la fase iniziale, dall’altro banche e compagnie di assicurazioni, hanno invocato le leggi del mercato a protezione dei nuovi pensionati. Va a favore del paziente la cartella clinica incompletaella causa sulla colpa medica la cartella clinica incompleta gioca a favore del paziente danneggiato. Le lacune del documento, infatti, costituiscono una circostanza di fatto che il giudice non può non utilizzare nell’accertare se esiste o no un valido nesso causale tra l’operato dei sanitari e il danno patito dall’ammalato: pesa il principio di vicinanza della prova, secondo cui l’onere è a carico della parte che ha migliore accesso agli elementi necessari, cioè la struttura sanitaria nel caso specifico. Così la Cassazione civile, terza sezione, nell’ordinanza n. 24912 del 01/09/2026. Assegno di invalidità, il reddito si calcola al lordo delle imposteIl limite di reddito per ottenere l’assegno d’invalidità civile si calcola al lordo delle imposte. Conta l’imponibile Irpef dell’assicurato Inps al netto soltanto degli oneri deducibili, dunque contributi previdenziali e spese mediche, e non anche delle ritenute fiscali. Il riferimento della norma ai redditi «assoggettabili» e non assoggettati all’imposta, infatti, riguarda la natura qualitativa e non il suo ammontare netto dopo le detrazioni. Così la Cassazione civile, sezione lavoro, nell’ordinanza n. 24903 del 31/08/2026. Privacy, la Cassazione fa ordine su reclami e sanzioniIl Garante privacy ha un anno di tempo per definire il reclamo, ma il termine ha natura ordinatoria e non perentoria perché serve a garantire alla parte una sollecita conclusione del procedimento che ha promosso. Non si tratta, invece, della scadenza finale entro cui l’autorità deve esercitare il potere sanzionatorio avviato in autonomia dal Garante, seppure in seguito al reclamo: è un procedimento, quest’ultimo, disciplinato da una normativa dist inta, cui non risulta applicabile il termine di decadenza annuale. La contestazione, invece, deve avvenire entro 120 giorni dall’accertamento della violazione. E attenzione: si tratta di un termine non per emettere la sanzione ma soltanto per notificare le contestazioni, che decorre dal completamento dell’istruttoria. Così la Cassazione civile nella sentenza n. 24861 del 31/08/2026. Corporate, Allianz Bank si allea con Deutsche B.Allianz Bank Financial Advisors e Deutsche Bank hanno siglato accordo strategico di collaborazione pluriennale per lo sviluppo dei servizi di corporate advisory dedicati alla clientela imprenditoriale e corporate. L’obiettivo è supportare la crescita delle imprese italiane, dalle medie aziende ai grandi gruppi, con soluzioni personalizzate e altamente qualificate. La partnership, hanno spiegato i due gruppi, unisce due punti di forza distintivi: da un lato Allianz Bank Financial Advisors, con una profonda relazione con imprenditori e realtà aziendali grazie alla capillare presenza territoriale della rete di 2.300 financial advisors; dall’altro, Deutsche Bank con la sua expertise nel corporate advisory avanzato in ambiti quali la finanza straordinaria, fusioni e acquisizioni, struttura del capitale e operazioni complesse. Viene confermato l’impegno di entrambe le banche nel promuovere modelli di collaborazione orientati alla creazione di valore di lungo periodo nel rispetto dei più elevati standard normativi e professionali. Cala la spesa sanitaria Italia ultima nel G7 e si rinuncia alle cureL’Italia è l’ultima economia del G7 nella spesa sanitaria pubblica pro capite: nel 2025 si è fermata a 3.952 dollari a testa, contro una media europea di 4.965. Un distacco che, allargando il confronto ai 27 Paesi Ocse europei, la relega al 15esimo posto (davanti a noi anche Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia). A certificarlo è l’analisi che la Fondazione Gimbe ha diffuso ieri sui dati Ocse, a poche settimane dalla sessione di bilancio 2027 che dovrà decidere se, e quanto, rifinanziare il Servizio sanitario nazionale. Sul fronte del Pil, la spesa pubblica per la salute è al 6,2%, mezzo punto sotto la media Ocse ed europea (7,1%) e in calo anche rispetto al 6,3% dell’anno precedente. Fino al 2011 l’Italia spendeva quanto la media europea, addirittura undici dollari pro capite in più. Da lì il distacco non si è più richiuso: 424 dollari nel 2019, 1.013 oggi. Moltiplicati per i quasi 59 milioni di residenti, fanno 36,1 miliardi l’anno che l’Italia non investe rispetto ai vicini europei. Basti un raffronto: la Germania destina alla sanità pubblica l’11% del Pil, quasi il doppio rispetto a noi; e spende 8.726 dollari pro capite, più del doppio dei 3.952 italiani Clima, l’Onu ammette la sconfitta “Supereremo la soglia di1,5 gradi”L’Onu ammette la sconfitta, 11 anni dopo la firma dello storico Accordo di Parigi sul clima: per la prima volta, in un report dal titolo Limiting the Overshoot, afferma che il mondo supererà inevitabilmente gli 1,5 gradi di riscaldamento in più rispetto al livello pre-industriale, soglia che la comunità internazionale si era data nella Conferenza sul clima tenutasi nella capitale francese nel 2015. Gli scienziati avvertono che è urgente mettere in campo azioni concrete: azzerare le emissioni di gas serra e utilizzare strategie di rimozione del carbonio già presente in atmosfera. Iniziando subito si potrebbe limitare il superamento della soglia e non andare troppo in là. Per esempio, se si riuscisse a ridurre entro il 2035 del 55% le emissioni che contribuiscono al riscaldamento globale, e ad azzerarle entro il 2050, le temperature globali raggiungerebbero comunque un picco di circa 1,8 gradi Celsius in più rispetto ai secoli scorsi. Falle informatiche, multe fino a 15 milioni per chi non segnalaLa multa può essere milionaria. Ma per un’impresa che non segnala una falla informatica già sfruttata dalla criminalità cyber per entrare nei sistemi, il conto più pesante può arrivare dal mercato: perdere clienti, commesse e accesso alle filiere europee. Vale per ogni prodotto, dai macchinari ind ustriali agli elettrodomestici, fino ai componenti dotati di software. La cybersicurezza diventa una condizione per stare sul mercato dell’Unione. La regola vale anche per le aziende extra Ue, a partire da quelle americane, leader del comparto tecnologico. La stretta arriva con il Cyber resilience act (Cra), il regolamento Ue 2024/2847. Dall’11 settembre, chi fabbrica un prodotto con «elementi digitali» – hardware o software, anche come singolo componente, da collegare a un dispositivo o a una rete – dovrà segnalare all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) le falle già sfruttate in azioni «malevole». Non vulnerabilità teoriche, ma falle già usate dalla criminalità informatica per attaccare i sistemi. Lo stesso vale per gli «incidenti gravi», che aumentano i rischi per chi acquista il prodotto e lo mette in uso. I termini scattano da quando il produttore scopre la falla: primo avviso entro 24 ore, relazione completa entro tre giorni, rapporto conclusivo entro due settimane dalla disponibilità di una correzione. Per gli incidenti gravi, un mese. La segnalazione è unica: attraverso una piattaforma europea arriva al Csirt Italia, incardinato nell’Acn, ed è accessibile anche all’Enisa, l’agenzia Ue. Così l’allarme attraversa le frontiere. Salute sul lavoro sempre più di rilievo penaleIl suicidio di un dipendente può diventare la conseguenza penalmente rilevante di un’organizzazione del lavoro caratterizzata da pressioni, vessazioni e carichi insostenibili. È questo il principio che emerge dalla sentenza del 20 luglio con cui il Tribunale di Torino ha condannato il datore di lavoro per omicidio colposo e il preposto per stalking e morte come conseguenza di altro delitto, nonché la società in base al Dlgs 231/2001, in relazione al suicidio di un lavoratore nel 2023. La vicenda riguarda un autista cinquantanovenne impiegato presso una società di logistica che, secondo l’accusa, sarebbe stato sottoposto per lungo tempo a turni particolarmente gravosi, continue pressioni e comportamenti umilianti. Questo contesto avrebbe determinato un progressivo deterioramento delle condizioni psicologiche del lavoratore fino al gesto estremo del suicidio. tp:writer§§ ASSINEWS guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301989804074.PDF §---§ title§§ Sanità, per il 2026 alla Puglia 400 milioni di euro in più: l'annuncio di FdI il giorno prima della festa con Meloni a Bari | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303092906805.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bari.corriere.it" del 03 Sep 2026

Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato - durante il tour con Gaetano Donzelli al mercato di Bari per promuovere l''evento al porto di Bari con Meloni - annuncia l''incremento del Fondo sanitario nazionale per 6,3 miliardi

pubDate§§ 2026-09-03T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303092906805.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303092906805.PDF', 'title': 'bari.corriere.it'} tp:url§§ https://bari.corriere.it/notizie/politica/26_settembre_03/sanita-per-il-2026-alla-puglia-400-milioni-di-euro-in-piu-l-annuncio-di-fdi-il-giorno-prima-della-festa-con-meloni-a-bari-0ab1a8d2-7e2b-45e7-ae40-d0864429exlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303092906805.PDF tp:ocr§§ La storia di Lindsay Clancy, a processo per aver ucciso i tre figli: il suo caso divide gli Usa e la giuria Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato - durante il tour con Gaetano Donzelli al mercato di Bari per promuovere l'evento al porto di Bari con Meloni - annuncia l'incremento del Fondo sanitario nazionale per 6,3 miliardi«Ha mai visto questi prezzi al Nord? Un euro al chilo l’uva, 85 centesimi le pesche. Eppure non si vende». Un fruttivendolo del mercato di Santa Scolastica, a Bari, accoglie così Giovanni Donzelli impegnato nel volantinaggio in vista dell’evento di domani sera al porto, con la premier Giorgia Meloni, per festeggiare il governo più longevo della Repubblica italiana.Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, accompagnato dal sottosegretario alla salute Marcello Gemmato, dall’europarlamentare Michele Picaro, dai parlamentari Filippo Melchiorre e Antonio Gabellone e da una lunga scia di giovani volontari, munito di volantini si immerge per oltre un’ora nella Bari di tutti i giorni. Quella fatta di anziani a cui non basta la pensione, di commercianti che non riescono a far quadrare i conti, di cittadini che prendono sempre meno l’auto per il caro gasolio. Un tour che raccoglie concretezza miscelata a sentimenti differenti: approvazione e contrarietà.Per Donzelli ci sono le foto ricordo al banco del pesce con il miglior pescato del giorno, una veloce degustazione della mozzarella di Martina Franca offerta per «dire a Roma quanto è buona la Puglia», selfie, strette di mano. Ma non solo: «La aspettiamo venerdì al porto, ci sarà Giorgia Meloni», dice Donzelli ad un uomo intento a fare la spesa. «Non credo più alla politica, mi spiace» gli risponde. «I politici per capire in che mondo viviamo, devono fare quello che non fanno mai: la spesa», dice un passante. Mentre la carovana meloniana riparte, un anziano che poco prima aveva rifiutato il volantino, torna per parlare con Donzelli: «Lo dica alla Meloni, la mia pensione quella era e quella è. Non arrivo a mille euro. Capisce che non ce la faccio?». La conversazione va avanti per 7 minuti buoni. La mattinata scivola via così. «Ci sono i tifosi, c’è chi ci insulta. È il bello di stare a contatto con i cittadini - dice Donzelli -. Stiamo spiegando che le cose sono migliorate. Sono arrivati un milione e 250mila posti di lavoro in più, le pensioni seppure di poco, sono aumentate, è aumentato il lavoro stabile delle donne e dei giovani. È già tutto perfetto? No ma la strada intrapresa è quella giusta. La stabilità del governo - conclude - ha aiutato a portare i primi risultati». Anche sul fronte della sanità Gemmato conferma che la strada sarà la stessa: «Ci sarà un aumento del fondo in assoluta coerenza con quanto fatto negli ultimi 3 anni e in discontinuità con quanto fatto dai governi di centrosinistra nei precedenti dieci. Soltanto per quest’anno, ci sono 6,3 miliardi di euro in più. Ci chiedono una continuità che daremo». Per la Puglia l’aumento del fondo sanitario, per il 2026, si tradurrà in 400 milioni di euro in più. Basterà a contenere l’aumento dei costi e arginare il disavanzo? Difficile dirlo. Gemmato è scettico: «C’è chi spende bene le risorse, penso a Veneto e Lombardia, poi penso alla Puglia, fanalino di coda, per esempio, nel recupero delle liste d’attesa. Il punto di caduta di 20 anni di governo del centrosinistra è il disastro in sanità». Non la pensa così il consigliere regionale Cosimo Borracino (Pd) che riprende l’analisi della fondazione Gimbe secondo la quale l’Italia è 15esima in Europa per la spesa sanitaria pubblica . «Un divario cresciuto con gli anni e che certifica un sottofinanziamento che non può più essere tollerato».Poco da festeggiare anche per la Fillea Cgil Puglia. Il segretario generale Ignazio Savino dice che «a Bari il g overno festeggia», ma c’è invece la necessità di una «nuova politica per le costruzioni», settore che nel 2025 in Puglia ha registrato una crescita del 3,4%, sostenuta soprattutto da opere pubbliche e Pnrr. Ora ci sono segnali di rallentamento. «Servono incentivi strutturali, per prime case, redditi bassi, edilizia pubblica ed edifici più inefficienti». Preoccupa anche il ritardo nell’attuazione del Pnrr: «Perdere questa occasione significherebbe aggravare i divari infrastrutturali del Mezzogiorno».Vai a tutte le notizie di BariIscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Puglia3 settembre 2026© RIPRODUZIONE RISERVATAIl video pubblicato su TikTokHai una storia da segnalare sul tuo territorio?Le news principali sul MezzogiornoOgni giorno alle 12, a cura della redazionePer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. 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Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303092906805.PDF §---§ title§§ Gimbe, la spesa sanitaria in Italia scende al 6,2% del Pil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303261007490.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "blitzquotidiano.it" del 03 Sep 2026

Si tratta di una spesa nettamente inferiore al valore del 7,1% a cui si attesta sia la media Ocse sia quella dei Paesi europei.

pubDate§§ 2026-09-03T07:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303261007490.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303261007490.PDF', 'title': 'blitzquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.blitzquotidiano.it/economia/la-spesa-sanitaria-in-italia-scende-al-62-del-pil-divario-di-36-miliardi-rispetto-alla-media-europea-3800288/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303261007490.PDF tp:ocr§§ Blitz quotidianoLa spesa sanitaria in Italia scende al 6,2% del Pil: divario di 36 miliardi rispetto alla media europea (Fonte Ansa) - Blitz QuotidianoNel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana in rapporto al Pil ha subito una flessione, passando dal 6,3% del 2024 al 6,2%. Si tratta di una spesa nettamente inferiore al valore del 7,1% a cui si attesta sia la media Ocse sia quella dei Paesi europei. L’Italia si piazza infatti al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La distanza dai Paesi europei, in termini di spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, è stimata in più di 36 miliardi. Sono le conclusioni a cui giunge un’analisi realizzata da Fondazione Gimbe in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.“Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. Nel dettaglio, la rilevazione Gimbe, compiuta su dati Ocse, mostra come la forbice tra l’Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni. Nella spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell’area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia e Regno Unito. Indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite. Nel 2025 in Italia è stata pari a 3.952 dollari per cittadino, 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi europei.“L’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale”, precisa Cartabellotta. “Il gap complessivo sfiora i 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore. Servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale sanitario”, dichiara Cartabellotta. Fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei, sottolinea la Fondazione Gimbe. Da allora il divario si è ampliato, crescendo ancora negli anni della pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia. tp:writer§§ Giuseppe Avico guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303261007490.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica pro-capite, Italia quindicesima tra i paesi Ocse link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303265507647.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "campaniapress.it" del 03 Sep 2026

ROMA - Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l''Italia si colloca al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell''area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303265507647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303265507647.PDF', 'title': 'campaniapress.it'} tp:url§§ https://campaniapress.it/spesa-sanitaria-pubblica-pro-capite-italia-quindicesima-tra-i-paesi-ocse/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303265507647.PDF tp:ocr§§ ROMA – Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si colloca al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato 36 miliardi. Così in una nota la Fondazione Gimbe. ‘Il sottofinanziamento pubblico della sanità- dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe- non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci’.IN ITALIA LA SPESA SANITARIA PUBBLICA È IL 6,2% DEL PILIn vista dell’avvio del confronto sulla legge di bilancio 2027, la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2025 nei Paesi Ocse, con l’obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali, spiega la nota. La fonte utilizzata è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026. I confronti con i Paesi OCSE e con quelli europei riguardano la spesa sanitaria pubblica, espressa sia in percentuale del PIL sia in dollari pro-capite a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto (PPP). Nell’interpretazione dei dati, continua la nota della fondazione Gimbe, va considerato che la spesa sanitaria pubblica di ciascun Paese comprende diversi schemi di finanziamento, di cui generalmente uno prevalente: fiscalità generale (es. Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (es. Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (es. USA, Svizzera). Spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2025 in Italia la spesa sanitaria pubblica è pari al 6,2% del PIL, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella europea, entrambe al 7,1%. Sono 14 i Paesi europei dell’area OCSE che destinano alla sanità pubblica una quota di PIL superiore a quella dell’Italia: il differenziale varia dai +4,8 punti percentuali della Germania (11% del PIL) ai +0,2 della Repubblica Slovacca (6,4% del PIL) (figura 1). Spesa sanitaria pubblica pro-capite. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia è pari a $ 3.952: $ 909 in meno rispetto alla media OCSE ($ 4.861) e $ 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi europei ($ 4.965). Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, 14 investono più dell’Italia: dai $ 47 in più della Spagna ($ 3.999) ai $ 4.774 in più della Germania ($ 8.726) (figura 2). ‘Nel confronto europeo- commenta il presidente- l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale’.AMPLIAMENTO DEL DIVARIO DAL 2011Sino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei, prosegue la nota. Da allora, tuttavia, il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti, raggiungendo $ 424 pro-capite nel 2019. È cresciuto ulteriormente negli anni della pandemi a, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia; poi nel 2023-2024, quando l’incremento italiano è stato inferiore a quello medio europeo; e ancora nel 2025, quando la spesa sanitaria pubblica italiana è rimasta sostanzialmente stabile (figura 3). Nel 2025 il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area OCSE raggiunge i $ 1.013 per abitante a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto (PPP), corrispondenti – sulla base dei parametri OCSE – a 612,4 pro-capite. ‘Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’ISTAT all’1 gennaio 2026- commenta Cartabellotta- il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il SSN sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d’Europa, soprattutto dopo la pandemia’. Spesa sanitaria pubblica pro-capite: confronto con i paesi del G7. ‘Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2025- spiega il presidente- restituisce una fotografia impietosa: l’Italia è sempre stata fanalino di coda nel G7. Ma quello che nel 2008 era un distacco contenuto oggi si è trasformato in un abisso’ (figura 4): nel 2025 l’Italia si conferma ultima nel G7 con $ 3.952 pro-capite, meno della metà della Germania ($ 8.726). Emblematico il Regno Unito, riporta la nota della fondazione Gimbe, che condivide con l’Italia il modello Beveridge: partito nel 2008 poco sopra il nostro Paese e rimasto su un trend di crescita contenuto sino al 2019, dal 2020 ha aumentato in maniera consistente le risorse pubbliche destinate alla sanità, superando Canada e Giappone e collocandosi poco al di sotto della Francia.CARTABELLOTTA: SERVE PATTO TRA FORZE POLITICHE‘Questi dati- commenta Cartabellotta- confermano che il finanziamento della sanità non può ridursi ogni anno al consueto teatrino pre-Manovra: una trattativa su quanti miliardi il Ministro della Salute riuscirà a strappare al MEF per il 2027. Il Ministro Schillaci ne ha già chiesti almeno cinque, ma la questione non è quanti riuscirà a portarne a casa quest’anno: bisogna interrompere questa liturgia annuale. Serve un patto tra tutte le forze politiche che, al riparo dagli avvicendamenti di Governo, fissi un impegno non negoziabile: rifinanziare progressivamente la sanità pubblica e accompagnare le risorse con riforme strutturali del SSN, sostenute nel tempo da continuità e volontà politica’. In questo contesto di progressivo definanziamento della sanità pubblica, aggiunge la nota della fondazione Gimbe, le recenti valutazioni di OCSE, Commissione europea e OMS Europa convergono su una lettura apparentemente paradossale: il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma si sta progressivamente deteriorando la sua capacità di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili, in particolare per le fasce socio-economiche più fragili. ‘Il campanello d’allarme- chiosa il Presidente- questa volta suona direttamente da Bruxelles.Nel Country Report 2026 della Commissione europea, per la prima volta, le criticità del SSN non vengono più lette solo come un problema di tutela della salute, ma vengono esplicitamente collegate anche all’equità sociale e alla produttività del Paese. Non a caso, lo scorso 10 luglio il Consiglio dell’UE ha adottato una raccomandazione formale affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave. Il messaggio è inequivocabile: il deterioramento del SSN non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese’. In questo quadro, riferisce la nota della fondazione Gimbe, diventa ancora più urgente conoscere gli esiti della riforma dell’assistenza territoriale finanziata dal PNRR: all’1 settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sul la piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Lo stesso Ministero della Salute precisa che sono ancora in corso le verifiche e l’acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione dei due target. ‘Senza dati aggiornati su servizi effettivamente erogati e personale disponibile- commenta Cartabellotta- rimane concreto il rischio, più volte denunciato dalla Fondazione GIMBE, che le nuove strutture restino delle ‘scatole vuote’: target europei centrati, rate incassate ed edifici realizzati, ma incapaci di garantire quella presa in carico territoriale per cui ci siamo indebitati’.‘Con l’avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2027- conclude Cartabellotta- la Fondazione GIMBE chiede a Governo e Parlamento di non ignorare né la raccomandazione del Consiglio dell’UE né l’impietoso confronto internazionale sulla spesa sanitaria pubblica. In 15 anni l’Italia ha accumulato un divario strutturale con i Paesi europei e del G7, frutto di scelte e omissioni di tutti i Governi, che hanno sistematicamente trascurato un principio basilare: la tutela della salute non è solo un diritto fondamentale, ma anche una leva di sviluppo economico e uno strumento di coesione sociale. Eppure, ogni anno va in scena lo stesso copione: il dibattito sul (de)finanziamento della sanità si accende alla vigilia della Manovra, si consuma nella trattativa su qualche miliardo e si spegne subito dopo. È ora di cambiare rotta: servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale sanitario e sull’erogazione uniforme dei LEA. Altrimenti il diritto alla tutela della salute resterà universale solo sulla Carta, ma sempre meno tangibile nella vita reale: chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia alle cure. Non è più universalismo, ma selezione dei diritti per reddito. Ovvero, la negazione dell’art. 32 della Costituzione’.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.itSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303265507647.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - CampaniaPress link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219708105.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "campaniapress.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219708105.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219708105.PDF', 'title': 'campaniapress.it'} tp:url§§ https://campaniapress.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219708105.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219708105.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Città dì link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181507719.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cittadi.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181507719.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181507719.PDF', 'title': 'cittadi.it'} tp:url§§ https://cittadi.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181507719.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Campania Press". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 3889 del 30/06/1989. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cittadi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181507719.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Corriere della Sardegna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175507771.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrieredellasardegna.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175507771.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175507771.PDF', 'title': 'corrieredellasardegna.it'} tp:url§§ https://corrieredellasardegna.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175507771.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@corrieredellasardegna.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175507771.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Corriere di Ancona link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175307773.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrierediancona.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175307773.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175307773.PDF', 'title': 'corrierediancona.it'} tp:url§§ https://corrierediancona.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175307773.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@corrierediancona.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175307773.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici | Corriere Flegreo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177407758.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriereflegreo.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177407758.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177407758.PDF', 'title': 'corriereflegreo.it'} tp:url§§ https://corriereflegreo.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177407758.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177407758.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: quello che i numeri non dicono - Il Corriere Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303077306777.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrierenazionale.net" del 03 Sep 2026

I dati della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) sono impietosi, ma non esauriscono il quadro. Nel 2025 le risorse…

pubDate§§ 2026-09-03T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303077306777.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303077306777.PDF', 'title': 'corrierenazionale.net'} tp:url§§ https://www.corrierenazionale.net/2026/09/03/sanita-pubblica-quello-che-i-numeri-non-dicono/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303077306777.PDF tp:ocr§§ I dati della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) sono impietosi, ma non esauriscono il quadro. Nel 2025 le risorse…--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303077306777.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Cronache della Calabria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273807618.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachedellacalabria.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273807618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273807618.PDF', 'title': 'cronachedellacalabria.it'} tp:url§§ https://cronachedellacalabria.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273807618.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedellacalabria.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273807618.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Cronache del Mezzogiorno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273607620.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachedelmezzogiorno.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273607620.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273607620.PDF', 'title': 'cronachedelmezzogiorno.it'} tp:url§§ https://cronachedelmezzogiorno.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273607620.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Radio Napoli Centro". Testata giornalistica iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronachedelmezzogiorno.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273607620.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Cronache Abruzzo e Molise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273907619.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachediabruzzoemolise.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273907619.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273907619.PDF', 'title': 'cronachediabruzzoemolise.it'} tp:url§§ https://cronachediabruzzoemolise.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273907619.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273907619.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Cronache di Milano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303175007782.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachedimilano.com" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

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Estratto da pag. 1 di "cronacheditrentoetrieste.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181407718.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181407718.PDF', 'title': 'cronacheditrentoetrieste.it'} tp:url§§ https://cronacheditrentoetrieste.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181407718.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@cronacheditrentoetrieste.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303181407718.PDF §---§ title§§ Ssn, FNOMCeO: nella prossima Manovra priorità a medici e professionisti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302932808404.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 03 Sep 2026

Il presidente Anelli richiama i dati GIMBE sul finanziamento pubblico: servono più risorse per il Ssn, con una quota significativa destinata a retribuzioni e condizioni di lavoro

pubDate§§ 2026-09-03T13:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302932808404.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302932808404.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/68640/ssn-fnomceo-nella-prossima-manovra-priorita-a-medici-e-professionisti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302932808404.PDF tp:ocr§§ La prossima Legge di Bilancio deve segnare un cambio di passo sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con una parte significativa delle risorse destinata a medici e altri professionisti sanitari. È la richiesta del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che commenta i nuovi dati diffusi dalla Fondazione GIMBE sulla spesa sanitaria pubblica italiana.Secondo i dati richiamati da FNOMCeO, nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse ed europea. Il Paese è quindicesimo in Europa per spesa pubblica pro capite e ultimo tra i Paesi del G7, con un divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area Ocse pari a 36,1 miliardi di euro.Per Anelli, il tema non riguarda più soltanto la quantità delle risorse. «Se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese», afferma. Il presidente FNOMCeO richiama anche i dati GIMBE secondo cui nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici, mentre aumentano il ricorso alla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.Secondo Anelli, il rischio è un progressivo passaggio da un sistema universalistico a un modello nel quale l’accesso alle cure dipende sempre più dalle disponibilità economiche individuali. Da qui la richiesta di intervenire non soltanto sul finanziamento complessivo, ma anche sulle priorità di investimento.«La prima priorità sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale», sottolinea Anelli. FNOMCeO richiama la “questione medica” posta dalla Federazione dal 2021 e la necessità di restituire valore al lavoro del medico attraverso retribuzioni adeguate, migliori condizioni di lavoro, maggiore autonomia professionale, sicurezza, conciliazione tra vita e professione e più tempo per la cura e la comunicazione con il paziente.Il presidente FNOMCeO collega il tema del personale anche alla riorganizzazione territoriale. «Possiamo costruire Case della Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie e innovare l’organizzazione, ma senza medici e altri professionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni di lavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi in servizi reali per i cittadini».Anelli richiama infine la prossima Legge di Bilancio come passaggio decisivo. «Servono risorse adeguate per il Servizio sanitario nazionale, ma una parte significativa di queste risorse deve essere destinata al capitale umano, alle retribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale. Investire nei medici e negli altri professionisti significa investire concretamente nell’accessibilità e nella qualità delle cure».???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302932808404.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria, Gimbe: Italia al 6,2% del Pil nel 2025, ultima nel G7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301988804084.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "farmaciavirtuale.it" del 03 Sep 2026

La Fondazione Gimbe ha esaminato i dati Ocse: divario di 36 miliardi rispetto alla media europea. Preoccupazione da Bruxelles.

pubDate§§ 2026-09-03T02:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301988804084.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301988804084.PDF', 'title': 'farmaciavirtuale.it'} tp:url§§ https://farmaciavirtuale.it/spesa-sanitaria-gimbe-italia-al-62-del-pil-nel-2025-ultima-nel-g7/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301988804084.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe ha esaminato i dati Ocse: divario di 36 miliardi rispetto alla media europea. Preoccupazione da Bruxelles.Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del Pil, in calo di un decimo di punto rispetto all’anno precedente e nettamente inferiore alla media dell’Ocse e dei Paesi europei, entrambe ferme al 7,1%. A evidenziarlo è l’analisi della Fondazione Gimbe, condotta sui dati dell’Oecd Health Statistics aggiornati al 17 luglio 2026 e diffusa in vista del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. In termini pro-capite e a parità di potere d’acquisto, l’Italia si colloca al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e risulta l’ultima tra le nazioni del G7. Il divario rispetto alla media dei Paesi europei supera i 36 miliardi di euro complessivi, corrispondenti a circa 612 euro per abitante.La spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia nel 2025 è pari a 3.952 dollari, valore inferiore di 909 dollari rispetto alla media Ocse (4.861 dollari) e di 1.013 dollari rispetto a quella dei Paesi europei (4.965 dollari). In particolare, 14 Stati membri dell’Unione europea investono più dell’Italia, con un differenziale che va dai 47 dollari in più della Spagna ai 4.774 dollari in più della Germania. Fino al 2011 la spesa italiana era sostanzialmente allineata alla media europea, ma il divario ha iniziato a crescere progressivamente a causa di tagli e definanziamenti, raggiungendo 424 dollari pro-capite nel 2019. Durante la pandemia gli altri Paesi hanno incrementato le risorse molto più dell’Italia, e la forbice si è ulteriormente ampliata nel biennio 2023-2024 e nel 2025, quando la spesa italiana è rimasta sostanzialmente stabile. Nel 2025 la spesa pro-capite italiana è meno della metà di quella tedesca (8.726 dollari), mentre il Regno Unito, che condivide con l’Italia il modello Beveridge, dal 2020 ha aumentato in modo consistente le risorse pubbliche, superando Canada e Giappone.Le valutazioni recenti di Ocse, Commissione europea e Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa convergono su una lettura univoca: il Servizio sanitario nazionale continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma la sua capacità di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili si sta deteriorando, specie per le fasce socio-economiche più fragili. Da Bruxelles è arrivato un allarme sulle ricadute economiche e sociali del fenomeno. La Fondazione Gimbe ha richiamato l’attenzione sulla mancanza di rendicontazione pubblica circa la piena operatività delle strutture territoriali finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha spiegato che «il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli essenziali di assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci».© Riproduzione riservataNon perdere nessun aggiornamento dal mondo della farmaciaFarmaciaVirtuale.it è un giornale online concepito per divulgare le conoscenze legate all'esercizio della professione del farmacista.Non perdere nessun aggiornamento:© 2026 PharmAdvertise P.IVA 03879730616 tp:writer§§ FarmaciaVirtuale.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301988804084.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Gazzetta di Genova link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303267707689.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "gazzettadigenova.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303267707689.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303267707689.PDF', 'title': 'gazzettadigenova.it'} tp:url§§ https://gazzettadigenova.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303267707689.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@gazzettadigenova.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303267707689.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica sempre più in affanno: 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure mentre la spesa scende link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301836105613.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 03 Sep 2026

L’allarme della Fondazione Gimbe: il finanziamento del Servizio sanitario nazionale resta sotto la media europea. Cartabellotta: “Indebolito un diri...

pubDate§§ 2026-09-03T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301836105613.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301836105613.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/732682/sanita-pubblica-sempre-piu-in-affanno-5-8-milioni-di-italiani-rinunciano-alle-cure-mentre-la-spesa-scende.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301836105613.PDF tp:ocr§§ La sanità pubblica italiana perde terreno e cresce il numero delle persone costrette a rinunciare a visite ed esami. Nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre la spesa pubblica per la salute continua a rimanere sotto i livelli degli altri principali Paesi europei.A fotografare la situazione è un’analisi della Fondazione Gimbe, realizzata sulla base dei dati Ocse, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. Secondo il rapporto, lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil, in lieve calo rispetto al 6,3% dell’anno precedente.Un dato che colloca l’Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e dell’area europea, entrambe ferme al 7,1% del Pil.Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il problema è legato a un progressivo indebolimento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. «Il sottofinanziamento pubblico è una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale», ha dichiarato.NINO CARTABELLOTTA - PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBEUna situazione che, secondo Cartabellotta, ha conseguenze dirette sulle famiglie: «Il risultato è l’impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone».Il confronto internazionale evidenzia un divario sempre più ampio. Nella spesa sanitaria pubblica rapportata al Pil, l’Italia si trova dietro a 14 Paesi europei dell’area Ocse, con un distacco particolarmente significativo rispetto ad alcune grandi economie.La Germania, ad esempio, destina alla sanità pubblica circa l’11% del Pil, quasi cinque punti percentuali in più rispetto all’Italia. Il divario è di circa tre punti rispetto a Paesi come Francia, Svezia e Regno Unito.Anche sul fronte della spesa sanitaria pubblica per cittadino l’Italia risulta indietro. Nel 2025 il valore è stato pari a 3.952 dollari per abitante, con una differenza negativa di 909 dollari rispetto alla media Ocse e di 1.013 dollari rispetto alla media dei Paesi europei.Secondo la Fondazione Gimbe, il distacco dagli altri Paesi europei ha iniziato ad ampliarsi dal 2011 e da allora non è mai stato recuperato. «Il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore», ha commentato Cartabellotta.I dati hanno aperto anche lo scontro politico. Dalle opposizioni arrivano critiche al Governo, accusato di non affrontare adeguatamente l’emergenza della sanità pubblica.Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Partito Democratico, ha dichiarato che «i dati sono incontrovertibili: con il Governo Meloni il definanziamento della sanità pubblica è ripreso».Sulla stessa linea la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan, secondo cui «il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale sta producendo conseguenze sempre più pesanti sulla vita concreta delle persone».Anche il mondo sanitario chiede un cambio di passo. Per il segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, i dati della Gimbe rappresentano solo una parte del problema. «Sulla spesa sanitaria occorre un'inversione di tendenza», ha spiegato.Secondo Di Silverio, però, non basta aumentare le risorse: «Il punto, però, non è soltanto aumentare la spesa sanitaria, ma anche il modo in cui le risorse si riversano nei servizi».Dal Governo arrivano invece rassicurazioni sul futuro dei finanziamenti. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha spiegato che «ci sarà un aumento del Fondo sanitario, in coerenza con quanto fatto negli ultimi tre anni».«Negli ultimi tre anni ci sono stati 18 miliardi in più, soltanto per quest'anno ci saranno 6,3 miliardi in più», ha aggiunto Gemmato.Il confronto sulla prossima Legge di Bilancio 2027 si apre quindi con il nodo delle risorse destinate alla sanità pubblica, mentre milioni di cittadini continuano a fare i conti con liste d’attesa, costi delle cure e difficoltà nell’accesso alle prestazioni.  Neurochirurgia, ad Alessandria una protesi “su misura” per operare la colonna vertebrale L’intervento è stato pianificato virtualmente e realizzato con dispositivi progettati sull’anatomia del singolo paziente. È uno dei primi casi in Italia con questa tecnologia applicata alla chirurgia vertebrale Uova bio, la verità che nessuno vuole sentire: possono inquinare più di quelle in gabbia Uno studio britannico stima emissioni quasi doppie in uno scenario interamente biologico e all’aperto. Ma i ricercatori avvertono: la CO2 non racconta tutto e l’efficienza degli allevamenti intensivi ha un costo pagato soprattutto dalle galline Pediatri, l’Asl To3 rassicura duemila famiglie: «Nessun bambino resterà senza assistenza» Incarichi temporanei già assegnati a Venaria e Druento, mentre si cerca una soluzione per San Gillio, Givoletto e La Cassa tp:writer§§ Silvano Freddo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301836105613.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Il Corriere di Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188707903.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilcorrieredifirenze.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188707903.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188707903.PDF', 'title': 'ilcorrieredifirenze.it'} tp:url§§ https://ilcorrieredifirenze.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188707903.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilcorrieredifirenze.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188707903.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Il Giornale di Torino link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303195107839.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgiornaleditorino.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303195107839.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303195107839.PDF', 'title': 'ilgiornaleditorino.it'} tp:url§§ https://ilgiornaleditorino.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303195107839.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Forum Italia". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 5292 del 2/4/2002. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@ilgiornaleditorino.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303195107839.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe, la spesa sanitaria cala fino al 6,2% del Pil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121200144.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmanifesto.it" del 03 Sep 2026

Un taglio drastico che mette in discussione il welfare. Nel 2024 in Italia 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure

pubDate§§ 2026-09-03T00:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121200144.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121200144.PDF', 'title': 'ilmanifesto.it'} tp:url§§ https://ilmanifesto.it/fondazione-gimbe-la-spesa-sanitaria-cala-fino-al-62-del-pil tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121200144.PDF tp:ocr§§ Sanità Un taglio drastico che mette in discussione il welfare. Nel 2024 in Italia 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure© 2026 il nuovo manifesto società coop. editriceDalla parte del torto, insieme. Registrati e scopri l'informazione indipendente.La spesa sanitaria pubblica in Italia scende al 6,2% del Pil, il livello più basso in 25 anni, dimostrando un sistematico smantellamento del welfare. Nonostante le promesse del governo, i tagli reali hanno compromesso l’accesso alle cure per milioni di cittadini.03/09/2026, 00:17 articolo aggiornatoSostieni l'informazione indipendente.Leggi il manifesto senza limiti su sito, email e app.Abbonati a € 3,99 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121200144.PDF §---§ title§§ Meloni, Schlein e Conte all’attacco: «I record? Sanità ai minimi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303076206778.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 03 Sep 2026

Le opposizioni sul primato di longevità del governo: «Non c’è nulla da festeggiare». Salis e le primarie: sono la sindaca di Genova

pubDate§§ 2026-09-03T05:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303076206778.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303076206778.PDF', 'title': 'ilmattino.it'} tp:url§§ https://www.ilmattino.it/politica/meloni_governo_record_attacco_schlein_conte_cosa_e_successo-9739726.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303076206778.PDF tp:ocr§§ Ieri l'assist l'hanno offerto i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe: «Giorgia Meloni - certifica Elly Schlein - ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media Ocse del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent'anni». Giuseppe Conte suona il suo stesso spartito: «Ultimi fra i Paesi del G7 per spesa sanitaria pro capite: sono questi i record che il governo si appresta a celebrare?».Partito il countdown per il 4 settembre, giorno nel quale il governo di Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia repubblicana, anche il centrosinistra ha deciso di cominciare a snocciolare dati e statistiche. Funzionali, a differenza di quelli fatti circolare da via della Scrofa, per dimostrare che «non c'è niente da festeggiare». Dal caro bollette alla legge elettorale: è sulla contro-narrazione della «vita vera», da anteporre a quella del «governo della stabilità», che le opposizioni sembrano aver trovato terreno fertile per essere ancora una volta testardamente unitarie. Tant'è: alla levata di scudi sulla sanità si uniscono subito anche il leader di Avs, Angelo Bonelli, e la coordinatrice di Italia viva, Raffaella Paita. Tutti attenti a sottolineare come il centrodestra si curi più della legge elettorale, che non delle emergenze del Paese. È il richiamo alla «realpolitik del quotidiano», fatta di caro vita e disuguaglianze, il perno delle note messe nero su bianco da parte dell'alleanza progressista.Se ieri è stata la sanità, il giorno prima è toccato alla crescita e al caro carburanti. «Meloni è chiusa nel palazzo e non a contatto con il Paese reale, c'è la benzina sopra i 2 euro e su questo hanno messo solo misure tampone, chiedo io al governo quando avrà il coraggio di tassare gli extra profitti», l'affondo della segretaria dem da Genova, dove ieri Silvia Salis è tornata a ribadire di non «perdere tempo sulla discussione relative alle primarie» («faccio la sindaca» cit.), sottolineando il «forte sostegno» ricevuto dalla leader dem. La quale va, da giorni, condendo le sue dichiarazioni con un leitmotiv ricorrente: «Meloni festeggia ma l'Italia non festeggia, dopo 4 anni nessuno dice che sta meglio». Come lei, Conte: «Chi paga il conto dell'immobilismo di un governo incapace di agire e di incidere e guidare a livello europeo? Gli italiani che ad agosto affrontano il record di inflazione degli ultimi 3 anni. Non serve chi, di fronte a tutto questo - incalza l'avvocato di Volturara Appula - fa festa a Bari per celebrare il suo potere o lavora 24 ore al giorno su una legge elettorale confezionata e modificata al millimetro per rimanere imbullonati a quel potere».Ce n'è pure per i cavalli di battaglia rivendicati come successi da Palazzo Chigi: «In materia di politiche dell'immigrazione i fallimenti del governo Meloni sono evidenti», ha scritto l'ex premier dalle colonne di Rinascita. La coincidenza temporale tra il raggiungimento del record di governo e una delle fasi più delicate dello Stabilicum fa il resto, come hanno dimostrano le dichiarazioni dei capigruppo in Senato, prima di presentare gli emendamenti unitari delle opposizioni: «Mentre il Paese chiede risposte su carburanti, sanità, scuola, salari e imprese, la maggioranza continua ossessivamente a forzare sulla legge elettorale, tentando di cambiare le regole della democrazia pensando esclusivamente alle prossime elezioni», l'affondo del dem Francesco Boccia. La campagna social Nessuna iniziativa condivisa è in programma per domani. Dal M5S fanno sapere che non c'è nessuna intenzione di «enfatizzare» l'anniversario. Spetterà alle campagne social dei rispettivi partiti, semmai, tenere alta l'attenzione, mettendo in evidenza che «mentre Meloni va a festeggiare il Paese è allo sfascio». Non è solo la bacheca Instagram dei pentastellati a ospitare post simili. I dem, ad esempio, hanno realizzato un carosello riportando i dati negativi su salari bassi, bollette, calo della produzione industriale e crescita, resi noti da vari istituti come l'Istat, l'Ocse e l'Oipe. Stessa scelta anche da parte di Avs: una sequenza di foto, aperta dall'immagine in primo piano della premier Meloni che indica un «nuovo record»: «i prezzi che pagano i cittadini non sono mai stati così alti». E poi, Italia viva: un post in cui si ritrae la leader di FdI nell'atto di applaudire, ma circondata da percentuali che riportano gli aumenti dei beni di primo consumo: «Cosa ci sia da festeggiare ogni giorno non lo abbiamo capito». È la battaglia delle narrazioni, bellezza. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303076206778.PDF §---§ title§§ Meloni, Schlein e Conte all’attacco: «I record? Sanità ai minimi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302396900005.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 03 Sep 2026

Le opposizioni sul primato di longevità del governo: «Non c’è nulla da festeggiare». Salis e le primarie: sono la sindaca di Genova

pubDate§§ 2026-09-02T23:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302396900005.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302396900005.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/politica/meloni_governo_record_attacco_schlein_conte_cosa_e_successo-9739726.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302396900005.PDF tp:ocr§§ Ieri l'assist l'hanno offerto i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe: «Giorgia Meloni - certifica Elly Schlein - ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media Ocse del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent'anni». Giuseppe Conte suona il suo stesso spartito: «Ultimi fra i Paesi del G7 per spesa sanitaria pro capite: sono questi i record che il governo si appresta a celebrare?».Partito il countdown per il 4 settembre, giorno nel quale il governo di Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia repubblicana, anche il centrosinistra ha deciso di cominciare a snocciolare dati e statistiche. Funzionali, a differenza di quelli fatti circolare da via della Scrofa, per dimostrare che «non c'è niente da festeggiare». Dal caro bollette alla legge elettorale: è sulla contro-narrazione della «vita vera», da anteporre a quella del «governo della stabilità», che le opposizioni sembrano aver trovato terreno fertile per essere ancora una volta testardamente unitarie. Tant'è: alla levata di scudi sulla sanità si uniscono subito anche il leader di Avs, Angelo Bonelli, e la coordinatrice di Italia viva, Raffaella Paita. Tutti attenti a sottolineare come il centrodestra si curi più della legge elettorale, che non delle emergenze del Paese. È il richiamo alla «realpolitik del quotidiano», fatta di caro vita e disuguaglianze, il perno delle note messe nero su bianco da parte dell'alleanza progressista.Se ieri è stata la sanità, il giorno prima è toccato alla crescita e al caro carburanti. «Meloni è chiusa nel palazzo e non a contatto con il Paese reale, c'è la benzina sopra i 2 euro e su questo hanno messo solo misure tampone, chiedo io al governo quando avrà il coraggio di tassare gli extra profitti», l'affondo della segretaria dem da Genova, dove ieri Silvia Salis è tornata a ribadire di non «perdere tempo sulla discussione relative alle primarie» («faccio la sindaca» cit.), sottolineando il «forte sostegno» ricevuto dalla leader dem. La quale va, da giorni, condendo le sue dichiarazioni con un leitmotiv ricorrente: «Meloni festeggia ma l'Italia non festeggia, dopo 4 anni nessuno dice che sta meglio». Come lei, Conte: «Chi paga il conto dell'immobilismo di un governo incapace di agire e di incidere e guidare a livello europeo? Gli italiani che ad agosto affrontano il record di inflazione degli ultimi 3 anni. Non serve chi, di fronte a tutto questo - incalza l'avvocato di Volturara Appula - fa festa a Bari per celebrare il suo potere o lavora 24 ore al giorno su una legge elettorale confezionata e modificata al millimetro per rimanere imbullonati a quel potere».Ce n'è pure per i cavalli di battaglia rivendicati come successi da Palazzo Chigi: «In materia di politiche dell'immigrazione i fallimenti del governo Meloni sono evidenti», ha scritto l'ex premier dalle colonne di Rinascita. La coincidenza temporale tra il raggiungimento del record di governo e una delle fasi più delicate dello Stabilicum fa il resto, come hanno dimostrano le dichiarazioni dei capigruppo in Senato, prima di presentare gli emendamenti unitari delle opposizioni: «Mentre il Paese chiede risposte su carburanti, sanità, scuola, salari e imprese, la maggioranza continua ossessivamente a forzare sulla legge elettorale, tentando di cambiare le regole della democrazia pensando esclusivamente alle prossime elezioni», l'affondo del dem Francesco Boccia. La campagna social Nessuna iniziativa condivisa è in programma per domani. Dal M5S fanno sapere che non c'è nessuna intenzione di «enfatizzare» l'anniversario. Spetterà alle campagne social dei rispettivi partiti, semmai, tenere alta l'attenzione, mettendo in evidenza che «mentre Meloni va a festeggiare il Paese è allo sfascio». Non è solo la bacheca Instagram dei pentastellati a ospitare post simili. I dem, ad esempio, hanno realizzato un carosello riportando i dati negativi su salari bassi, bollette, calo della produzione industriale e crescita, resi noti da vari istituti come l'Istat, l'Ocse e l'Oipe. Stessa scelta anche da parte di Avs: una sequenza di foto, aperta dall'immagine in primo piano della premier Meloni che indica un «nuovo record»: «i prezzi che pagano i cittadini non sono mai stati così alti». E poi, Italia viva: un post in cui si ritrae la leader di FdI nell'atto di applaudire, ma circondata da percentuali che riportano gli aumenti dei beni di primo consumo: «Cosa ci sia da festeggiare ogni giorno non lo abbiamo capito». È la battaglia delle narrazioni, bellezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA La chiave politica - Newsletter Commenti e retroscena del panorama politico Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302396900005.PDF §---§ title§§ Sanità: la spesa pubblica italiana si attesta al 6,2% del Pil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303194507837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "interris.it" del 03 Sep 2026

La rilevazione Gimbe, compiuta su dati Ocse, mostra come la forbice tra l''Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni

pubDate§§ 2026-09-03T09:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303194507837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303194507837.PDF', 'title': 'interris.it'} tp:url§§ https://www.interris.it/benessere/sanita-la-spesa-pubblica-italiana-si-attesta-al-62-del-pil/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303194507837.PDF tp:ocr§§ La voce degli ultimiI NOSTRI SOCIALLa voce degli ultimiLa spesa sanitaria pubblica italiana resta al di sotto della media dei Paesi Ocse e di quelli europei. Nel 2025 si è attestata al 6,2% del Pil, contro il 7,1% registrato in entrambi i gruppi di confronto. La spesa pro-capite è stata di 3.952 dollari, 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto a quella dei Paesi europei. Nel 2024, inoltre, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite o esami diagnostici.Il servizio sanitario nazionale continua a soffrire. Lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica si è attestata al 6,2% del Pil con una lieve flessione rispetto all’anno precedente quando era al 6,3%. Si tratta di un livello di spesa che piazza l’Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e di quelli europei (entrambi al 7,1%). Sono le conclusioni a cui giunge un’analisi realizzata da Fondazione Gimbe in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. “Il sottofinanziamento pubblico” è “una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale”, commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il risultato è “l’impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone”, aggiunge.La rilevazione Gimbe, compiuta su dati Ocse, mostra come la forbice tra l’Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni. Nella spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell’area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia, Regno Unito. Indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite. Nel 2025 in Italia è stata pari a 3.952 dollari per cittadino, 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto alla media di Paesi europei. Il distacco dell’Italia dagli altri Paesi europei ha cominciato ad allargarsi nel 2011 e da allora non è stato più ricomposto.“Il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore”, chiosa Cartabellotta. Coro di critiche dalle opposizioni che accusano il governo di non vedere l’emergenza. “I dati sono incontrovertibili: con il governo Meloni il definanziamento della sanità pubblica è ripreso”, afferma in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd. “Il sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale sta producendo conseguenze sempre più pesanti sulla vita concreta delle persone”, le fa eco la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan. Per i professionisti sanitari, invece, i dati Gimbe fotografano solo una parte del problema: “Sulla spesa sanitaria occorre un’inversione di tendenza”, dichiara il segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, Pierino Di Silverio. “Il punto, però, non è soltanto aumentare la spesa sanitaria, ma anche il modo in cui le risorse si riversano nei servizi”. Dal governo, intanto, arrivano rassicurazioni: “Ci sarà un aumento del Fondo sanitario, in coerenza con quanto fatto negli ultimi tre anni”, dice il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “Negli ultimi tre anni ci sono stati 18 miliardi in più, soltanto per quest’anno ci saranno 6,3 miliardi in più”.Fonte AnsaRicevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.Seguici sui nostri social !Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo:© 2024 - IN TERRISTestata giornalistica fondata da Don Aldo Buonaiuto e iscritta al Tribunale di Roma al n. 182 in data 23 luglio 2014Le immagini utilizzate negli articoli sono in parte prese da internet a scopo puramente divulgativo. 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Estratto da pag. 1 di "lacittadiroma.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303268707679.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303268707679.PDF', 'title': 'lacittadiroma.it'} tp:url§§ https://lacittadiroma.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303268707679.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "OndAzzurra". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. N. 4874. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@lacittadiroma.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303268707679.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica, Italia ultima nel G7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303274307623.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ladiscussione.com" del 03 Sep 2026

Spesa sanitaria pubblica, l’Italia è ultima nel G7 e sotto la media europea. Gimbe: servono più risorse e riforme strutturali.

pubDate§§ 2026-09-03T08:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303274307623.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303274307623.PDF', 'title': 'ladiscussione.com'} tp:url§§ https://ladiscussione.com/459791/sanita/sanita-pubblica-litalia-sempre-piu-indietro-spesa-pro-capite-ultima-nel-g7/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303274307623.PDF tp:ocr§§ Spesa sanitaria pubblica, l’Italia è ultima nel G7 e sotto la media europea. Gimbe: servono più risorse e riforme strutturali.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303274307623.PDF §---§ title§§ Sanità, nel 2025 spesa pubblica al 6,2% del Pil: Italia ultima nel G7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301835605624.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanuovariviera.it" del 03 Sep 2026

L’analisi Gimbe colloca il Paese al 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse. La spesa pro capite è di 3.952 dollari.

pubDate§§ 2026-09-03T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301835605624.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301835605624.PDF', 'title': 'lanuovariviera.it'} tp:url§§ https://www.lanuovariviera.it/category/politica/sanita-nel-2025-spesa-pubblica-al-62-del-pil-italia-ultima-nel-g7/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301835605624.PDF tp:ocr§§ Giovedi 3 settembre 2026 NECROLOGI INVIA FOTO O SEGNALAZIONI Cronaca Sport Eventi Economia Politica × × TERRITORIO San Benedetto Del Tronto Ascoli Grottammare Monteprandone Castel Di Lama Cupra Monsampolo Acquasanta Terme Acquaviva Picena Alba Adriatica Appignano Del Tronto Carassai Castignano Castorano Colli Del Tronto Comunanza Cossignano Dalla Provincia Folignano Force Maltignano Martinsicuro Massignano Montalto Montedinove Montefiore Dell'aso Montegallo Montemonaco Offida Palmiano Ripatransone Roccafluvione Rotella Spinetoli Val Vibrata Venarotta Fermo Pedaso Porto San Giorgio Porto Sant'elpidio Sant'elpidio A Mare Dalle Marche Dall'abruzzo TEMI Cronaca Politica Economia Ambiente Cultura Enogastronomia Sport NECROLOGITERRITORIO San Benedetto Del Tronto Ascoli Grottammare Monteprandone Castel Di Lama Cupra Monsampolo Acquasanta Terme Acquaviva Picena Alba Adriatica Appignano Del Tronto Carassai Castignano Castorano Colli Del Tronto Comunanza Cossignano Dalla Provincia Folignano Force Maltignano Martinsicuro Massignano Montalto Montedinove Montefiore Dell'aso Montegallo Montemonaco Offida Palmiano Ripatransone Roccafluvione Rotella Spinetoli Val Vibrata Venarotta Fermo Pedaso Porto San Giorgio Porto Sant'elpidio Sant'elpidio A Mare Dalle Marche Dall'abruzzo TEMI Cronaca Politica Economia Ambiente Cultura Enogastronomia Sport NECROLOGISanità, nel 2025 spesa pubblica al 6,2% del Pil: Italia ultima nel G7 L’analisi Gimbe colloca il Paese al 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse. La spesa pro capite è di 3.952 dollari. 03/09/2026 05:26 L’Italia continua a destinare alla sanità pubblica una quota di risorse inferiore rispetto a gran parte dei principali Paesi occidentali. Nel 2025 la spesa si è fermata al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell’anno precedente e il 7,1% della media Ocse. Sul fronte della spesa pro capite, il Pa ese occupa il 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse ed è ultimo tra i Paesi del G7. Lo riporta Il Sole 24 Ore.A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati contenuti nell’OECD Health Statistics, aggiornati al 17 luglio. In Italia la spesa sanitaria pubblica pro capite ammonta a 3.952 dollari, contro i 4.861 dollari della media Ocse e i 4.965 dollari della media dei Paesi europei. La distanza dalla media europea è quindi di 1.013 dollari per abitante, equivalenti a 612,4 euro pro capite. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea sono 14 quelli che spendono più dell’Italia: la Spagna supera il dato italiano di 47 dollari per abitante, mentre la Germania arriva a 8.726 dollari pro capite, con una differenza di 4.774 dollari.Il divario emerge anche nel rapporto tra spesa sanitaria e Pil. Sono infatti 14 i Paesi europei dell’area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota superiore a quella italiana. La Germania raggiunge l’11% del Pil, 4,8 punti percentuali in più dell’Italia, mentre la Repubblica Slovacca si attesta al 6,4%.Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, «Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale».Cartabellotta sottolinea inoltre che il quadro «alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci».La distanza tra l’Italia e la media europea ha iniziato ad aumentare dopo il 2011. Fino a quell’anno i livelli di spesa sanitaria pubblica pro capite erano sostanzialmente allineati. Successivamente il divario si è ampliato, anche durante la pandemia, ed è cresciuto ancora nel 2023 e nel 2024, quando l’aumento registrato in Italia è risultato inferiore alla media europea. Nel 2025 la spesa italiana è rimasta sostanzialmente stabile.«L’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale», afferma ancora Cartabellotta. © LA NUOVA RIVIERA   RIPRODUZIONE VIETATA articolicorrelati Francesca Scotti domani alla Palazzina Azzurra con “La stagione delle case vuote” Giovani laureati via dalle Marche, Gregori: «Le imprese devono crescere sul piano organizzativo» necrologi 2 Settembre 2026 Ginevra Morrone 2 Settembre 2026 Claudio Pieragostini 1 Settembre 2026 Anna Rita Tarquini 1 Settembre 2026 Remo Partemi 30 Agosto 2026 Lucio De Vecchis 28 Agosto 2026 Filippo De Renzis 28 Agosto 2026 Fabrizio Cameli 27 Agosto 2026 Luigi Brutti 27 Agosto 2026 Gentilina Piunti ‹ › ultimenotizie 05:58 Giovani laureati via dalle Marche, Gregori: «Le imprese devono crescere sul piano organizzativo» 05:01 Ascoli Piceno, cambia il rientro pomeridiano degli uffici comunali: anticipato al 7 settembre 01:49 “Note su Tela” chiude a San Benedetto: musica, arte e spiritualità nel segno di San Francesco 01:20 Senigallia, minacce e botte per il debito della droga: arrestato un 17enne 00:48 Ruba una e-bike da 7.500 euro: denunciato 34enne 00:03 Colonnella, quattordici premiati alla “Notte degli Oscar Summer 2026” 23:36 Guardia di Finanza, 27 marescialli allievi in tirocinio nei Reparti delle Marche 23:09 Ostra Vetere, 500 euro per una patente «facile»: denunciato un 40enne per truffa 22:42 Camper sanitario a Montegallo: sabato screening oncologici gratuiti e Moc 22:23 Coppa Italia, batosta per la Vis Pesaro: il Gubbio vince 5-0 e vola agli ottavi 21:51 Martinsicuro, rievocazione longobarda al Museo delle Armi Antiche: pubblico protagonista nel parco sport Coppa Italia, batosta per la Vis Pesaro: il Gubbio vince 5-0 e vola agli ottavi Samb, beffa amarissima ad Altamura. Prima il doppio vantaggio, poi l’eliminazione ai rigori Samb, turnover ad Altamura: Costanzo cambia volto alla squadra per la Coppa Italia Castel di Lama, a settembre corso gratuito di hockey in linea per ragazzi Ascoli Calcio, Fainplast rinnova la partnership con il club bianconero Ascoli-Benevento, arbitra Ayroldi. Ha già diretto la sfida tra le due squadre nel 2019 cinema I film al Palariviera dal 27 agosto all’1 settembre Sanità, nel 2025 spesa pubblica al 6,2% del Pil: Italia ultima nel G7 L’analisi Gimbe colloca il Paese al 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse. La spesa pro capite è di 3.952 dollari. Pubblicato il 3 Settembre 2026 L’Italia continua a destinare alla sanità pubblica una quota di risorse inferiore rispetto a gran parte dei principali Paesi occidentali. Nel 2025 la spesa si è fermata al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell’anno precedente e il 7,1% della media Ocse. Sul fronte della spesa pro capite, il Paese occupa il 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse ed è ultimo tra i Paesi del G7. Lo riporta Il Sole 24 Ore.A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati contenuti nell’OECD Health Statistics, aggiornati al 17 luglio. In Italia la spesa sanitaria pubblica pro capite ammonta a 3.952 dollari, contro i 4.861 dollari della media Ocse e i 4.965 dollari della media dei Paesi europei.La distanza dalla media europea è quindi di 1.013 dollari per abitante, equivalenti a 612,4 euro pro capite. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea sono 14 quelli che spendono più dell’Italia: la Spagna supera il dato italiano di 47 dollari per abitante, mentre la Germania arriva a 8.726 dollari pro capite, con una differenza di 4.774 dollari.Il divario emerge anche nel rapporto tra spesa sanitaria e Pil. Sono infatti 14 i Paesi europei dell’area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota superiore a quella italiana. La Germania raggiunge l’11% del Pil, 4,8 punti percentuali in più dell’Italia, mentre la Repubblica Slovacca si attesta al 6,4%.Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, «Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale».Cartabellotta sottolinea inoltre che il quadro «alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci».La distanza tra l’Italia e la media europea ha iniziato ad aumentare dopo il 2011. Fino a quell’anno i livelli di spesa sanitaria pubblica pro capite erano sostanzialmente allineati. Successivamente il divario si è ampliato, anche durante la pandemia, ed è cresciuto ancora nel 2023 e nel 2024, quando l’aumento registrato in Italia è risultato inferiore alla media europea. Nel 2025 la spesa italiana è rimasta sostanzialmente stabile.«L’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridion ale», afferma ancora Cartabellotta. ×Sanità, nel 2025 spesa pubblica al 6,2% del Pil: Italia ultima nel G7 L’analisi Gimbe colloca il Paese al 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse. La spesa pro capite è di 3.952 dollari. Link copiato 3 Settembre 2026 05:26 L’Italia continua a destinare alla sanità pubblica una quota di risorse inferiore rispetto a gran parte dei principali Paesi occidentali. Nel 2025 la spesa si è fermata al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell’anno precedente e il 7,1% della media Ocse. Sul fronte della spesa pro capite, il Paese occupa il 15° posto tra i 27 Stati europei dell’area Ocse ed è ultimo tra i Paesi del G7. Lo riporta Il Sole 24 Ore.A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati contenuti nell’OECD Health Statistics, aggiornati al 17 luglio. In Italia la spesa sanitaria pubblica pro capite ammonta a 3.952 dollari, contro i 4.861 dollari della media Ocse e i 4.965 dollari della media dei Paesi europei.La distanza dalla media europea è quindi di 1.013 dollari per abitante, equivalenti a 612,4 euro pro capite. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea sono 14 quelli che spendono più dell’Italia: la Spagna supera il dato italiano di 47 dollari per abitante, mentre la Germania arriva a 8.726 dollari pro capite, con una differenza di 4.774 dollari.Il divario emerge anche nel rapporto tra spesa sanitaria e Pil. Sono infatti 14 i Paesi europei dell’area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota superiore a quella italiana. La Germania raggiunge l’11% del Pil, 4,8 punti percentuali in più dell’Italia, mentre la Repubblica Slovacca si attesta al 6,4%.Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, «Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale».Cartabellotta sottolinea inoltre che il quadro «alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l’obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci».La distanza tra l’Italia e la media europea ha iniziato ad aumentare dopo il 2011. Fino a quell’anno i livelli di spesa sanitaria pubblica pro capite erano sostanzialmente allineati. Successivamente il divario si è ampliato, anche durante la pandemia, ed è cresciuto ancora nel 2023 e nel 2024, quando l’aumento registrato in Italia è risultato inferiore alla media europea. Nel 2025 la spesa italiana è rimasta sostanzialmente stabile.«L’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale», afferma ancora Cartabellotta. © RIPRODUZIONE VIETATA articolicorrelati Martinsicuro, rievocazione longobarda al Museo delle Armi Antiche: pubblico protagonista nel parco Simone Regazzoni alla Palazzina Azzurra con “Platone nella Silicon Valley” Francesca Scot ti domani alla Palazzina Azzurra con “La stagione delle case vuote” ultimenotizie 05:58 Giovani laureati via dalle Marche, Gregori: «Le imprese devono crescere sul piano organizzativo» 05:01 Ascoli Piceno, cambia il rientro pomeridiano degli uffici comunali: anticipato al 7 settembre 01:49 “Note su Tela” chiude a San Benedetto: musica, arte e spiritualità nel segno di San Francesco 01:20 Senigallia, minacce e botte per il debito della droga: arrestato un 17enne 00:48 Ruba una e-bike da 7.500 euro: denunciato 34enne 00:03 Colonnella, quattordici premiati alla “Notte degli Oscar Summer 2026” necrologi 2 Settembre 2026 Ginevra Morrone 2 Settembre 2026 Claudio Pieragostini 1 Settembre 2026 Anna Rita Tarquini 1 Settembre 2026 Remo Partemi 30 Agosto 2026 Lucio De Vecchis 28 Agosto 2026 Filippo De Renzis 28 Agosto 2026 Fabrizio Cameli 27 Agosto 2026 Luigi Brutti Entra nella sezione Necrologi sport Coppa Italia, batosta per la Vis Pesaro: il Gubbio vince 5-0 e vola agli ottavi Samb, beffa amarissima ad Altamura. Prima il doppio vantaggio, poi l’eliminazione ai rigori Samb, turnover ad Altamura: Costanzo cambia volto alla squadra per la Coppa Italia Cinema Al Palariviera La programmazione I film al Palariviera dal 27 agosto all’1 settembre I film al Palariviera dal 27 agosto all’1 settembre Palariviera Biglietti I film in programma ×Copyright 2021 © Giotto Srls  Tutti i diritti sono riservati | Per la pubblicità [email protected] | Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP) | Telefono e Whatsapp: 349 006 9687 |Codice fiscale e partita Iva 0243790446 | Testata giornalistica iscritt a al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544 | Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy PolicySEGUICI SUFacebook Twitter Youtube Instagram TelegramCopyright 2021 © Giotto Srls  Tutti i diritti sono riservatiPer la pubblicità [email protected]Sede: via Giotto Pittore, 4 – 63074 San Benedetto del Tronto (AP)Telefono e Whatsapp: 349 006 9687Codice fiscale e partita Iva 0243790446Testata giornalistica iscritta al Registro della Stampa del Tribunale di Ascoli Piceno n.544Direttore Responsabile: Emidio LattanziPrivacy Policy tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090301835605624.PDF §---§ title§§ Sanità; l’appello Fnomceo per un “cambio di passo” in Manovra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303212407984.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 03 Sep 2026

Alla sanità pubblica servono risorse adeguate. E "una parte significativa deve essere destinata al capitale umano". Parla Filippo Anelli

pubDate§§ 2026-09-03T10:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303212407984.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303212407984.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/09/03/sanita-lappello-fnomceo-per-un-cambio-di-passo-in-manovra/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303212407984.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Sanità; l’appello Fnomceo per un “cambio di passo” in ManovraAlla sanità pubblica servono risorse adeguate. E “una parte significativa deve essere destinata al capitale umano”. Parla Filippo AnelliLa prossima Legge di Bilancio deve segnare un cambio di passo. Perché alla sanità pubblica “servono risorse adeguate“. E “una parte significativa di queste risorse deve essere destinata al capitale umano, alle retribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale. Investire nei medici e negli altri professionisti significa investire concretamente nell’accessibilità e nella qualità delle cure”. A sottolinearlo con forza è il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, commentando gli ultimi dati sulla spesa sanitaria pubblica italiana nel 2025, analizzati da Fondazione Gimbe. Insomma, per dirla con il cantante Clementino, al Ssn serve una Manovra che “non sia una retromarcia“.Con una premessa importante: “Il Servizio sanitario nazionale – ricorda Anelli – non è soltanto il luogo nel quale curiamo le malattie. È uno dei luoghi nei quali la Repubblica mantiene la promessa costituzionale di non lasciare sola una persona nel momento della fragilità. Se continuiamo a definanziarlo e a non investire nei suoi professionisti, non avremo soltanto una sanità diversa. Avremo un Paese diverso: più diseguale, nel quale la possibilità di curarsi dipenderà sempre più da ciò che una persona ha e sempre meno dal diritto che ha in quanto persona”.“I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe devono farci riflettere – avverte Anelli – Non siamo più di fronte soltanto a un problema di risorse insufficienti per la sanità. Se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese”. L’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse. Il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area Ocse ha raggiunto i 36,1 miliardi di euro.“Per anni abbiamo discusso del finanziamento del Ssn quasi esclusivamente in termini economici. Oggi dobbiamo porci una domanda diversa: quale società vogliamo essere?“. In ballo c’è il diritto alla salute. Un diritto troppo spesso diseguale. Nel 2024, riporta ancora Gimbe, sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici. Mentre aumentano il ricorso alla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.“È questo il punto che non possiamo sottovalutare. Il Ssn è stato una delle più grandi conquiste sociali della Repubblica, perché ha reso concreto il principio costituzionale di uguaglianza: quando una persona si ammala, il diritto a essere curata non può dipendere dal suo reddito”, scandisce Anelli.“Se chi dispone delle risorse economiche può acquistare rapidamente una prestazione e chi non le ha deve aspettare o rinunciare, stiamo progressivamente passando da un sistema universalistico a uno nel quale i diritti diventano diversi a seconda delle possibilità economiche”.Per Anelli, però, l’aumento delle risorse deve essere accompagnato da una scelta precisa sulle priorità di investimento. “La prima sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale. Dal 2021 abbiamo posto con forza la ‘questione medica’, denunciando una crescente crisi della professione all’interno del Servizio sanitario nazionale. A distanza di cinque anni dobbiamo riconoscere che molte delle aspettative dei medici sono state, purtroppo, deluse”, ammette.“Possiamo costruire Case della Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie e innovare l’organizzazione, ma senza medici e altri professionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni di lavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi in servizi reali per i cittadini”, chiosa il presidente dei medici italiani. Insomma, è tempo di cambiare passo.ULTIME NOVITÀP.I. 06 723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303212407984.PDF §---§ title§§ “La visita oculistica? Fine agosto 2027 a duecento chilometri”: Pd all'attacco sulle liste d'attesa - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302938608346.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 03 Sep 2026

Daniele Valle: «Il problema delle liste d’attesa non è solo organizzativo, ma è una gigantesca questione di diseguaglianza»

pubDate§§ 2026-09-03T12:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302938608346.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302938608346.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/torino/2026/09/03/news/liste_d_attesa_sanita_pd_piemonte-15729139/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302938608346.PDF tp:ocr§§ Liste di attesa in Sanità, lamentele continue: un testa a testa con l’altro guaio, quello dei pannoloni, benché il secondo sia più circoscritto. Le liste d’attesa, con annesse polemiche, primeggiamo. L’ultimo affondo, sul fronte politico, arriva da Daniele Valle, Pd, che snocciola esempi di difficoltà e talora impossibilità di prenotare un esame nel servizio sanitario pubblico. In linea, peraltro, con quelle in arrivo quasi quotidianamente alla rubrica de La Stampa Specchio dei tempi. Un anno dopo «É appena arrivato settembre 2026, ma per chi prova a prenotare una visita o un esame nella sanità pubblica piemontese il calendario è già abbondantemente proiettato nel 2027 – è l’incipit del consigliere regionale -. Per un’ecografia della cute a Torino non c’è nessun posto, se si vuole tentare fuori la prima disponibilità è a Vercelli. Per un’ecografia dell’addome superiore bisogna andare a Chivasso, perché a Torino ancora una volta non compare alcuna disponibilità. Per una visita fisiatrica sempre a Torino bisogna aspettare febbraio 2027. Se serve un ecodoppler degli arti inferiori, a Torino si arriva ad aprile 2027, esattamente come per una visita reumatologica. Per una visita oculistica bisogna attendere fino ad agosto 2027, a Domodossola. Una visita ematologica trova la prima disponibilità a luglio 2027, ma non a Torino. E nell’Asl Torino 3 non compare disponibilità per una mammografia nemmeno attraverso Prevenzione Serena. Tempi e distanze «Non stiamo parlando di qualche settimana di attesa o della necessità di spostarsi di pochi chilometri. Stiamo parlando di persone che per ricevere una prestazione sanitaria, anche essenziale, devono attendere mesi, oppure attraversare il Piemonte sperando di trovare altrove quello che vicino a casa non esiste – prosegue Valle -. È qui che il problema delle liste d’attesa smette di essere organizzativo e diventa una gigantesca questione di diseguaglianza. In Piemonte, peraltro, aspettiamo ancora il nuovo CUP regionale, annunciato come uno degli strumenti decisivi per cambiare la gestione delle liste d’attesa e ancora bloccato». Doppio fronte Nel mirino del Pd, regionale e nazionale, non solo la Regione, ma anche il Governo: «Il nuovo rapporto della Fondazione Gimbe dice che nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse e dei Paesi europei. La Sanità pubblica deve tornare al centro delle scelte politiche nazionali e regionali». Se ne parlerà giovedì 10 settembre alle 18,30 alla Festa dell’Unità di Torino con Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità della Segreteria nazionale del Partito Democratico. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302938608346.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, l’Italia ultima nel G7: il conto del sottofinanziamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303272307571.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lentepubblica.it" del 03 Sep 2026

La spesa sanitaria pubblica italiana è al 6,2% del PIL: il confronto OCSE e il divario da 36 miliardi con l’Europa.

pubDate§§ 2026-09-03T07:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303272307571.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303272307571.PDF', 'title': 'lentepubblica.it'} tp:url§§ https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/sanita-pubblica-litalia-ultima-nel-g7-il-conto-del-sottofinanziamento/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303272307571.PDF tp:ocr§§ Mediazioni srlVia Ariana, 48 - 00038 - Valmontone (RM)P. Iva 05792540873, Nr. ROC: 36643Tel. (+39) 376.2063403Il problema non è soltanto quanto si spende per la sanità, ma che cosa accade quando quel livello di investimento non riesce più a sostenere i bisogni reali della popolazione. Liste d’attesa che si allungano, pronto soccorso affollati, difficoltà nel trovare un medico di famiglia e crescita delle spese affrontate direttamente dalle famiglie non sono fenomeni isolati.Sono gli effetti visibili di una distanza finanziaria che, anno dopo anno, separa il Servizio sanitario nazionale dai principali Paesi europei.Nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del Prodotto interno lordo, una quota inferiore al 6,3% registrato l’anno precedente. La media dell’OCSE e quella dei Paesi europei appartenenti all’area OCSE si attestano invece entrambe al 7,1%. Il dato emerge dall’analisi della Fondazione GIMBE sui numeri contenuti nel database OECD Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026.Indice dei contenutiIl confronto percentuale sul PIL restituisce un’immagine chiara: quattordici Paesi europei dell’area OCSE investono nella sanità pubblica una porzione della propria ricchezza nazionale più alta di quella italiana. La Germania, per esempio, arriva all’11%, con uno scarto di 4,8 punti. Anche Stati che fino a pochi anni fa venivano considerati comparabili o meno avanzati sul piano economico mostrano oggi livelli superiori.La percentuale sul PIL, tuttavia, non racconta tutto. Per capire quanto denaro arrivi effettivamente ai servizi e alle persone occorre osservare la spesa pro-capite, calcolata a parità di potere d’acquisto. In Italia, nel 2025, la cifra è stata di 3.952 dollari per abitante. La media OCSE raggiunge 4.861 dollari, mentre quella dei Paesi europei arriva a 4.965.In altri termini, l’Italia investe 1.013 dollari in meno per persona rispetto alla media europea. Convertito secondo i parametri utilizzati dall’OCSE, il differenziale equivale a circa 612 euro pro-capite. Moltiplicando questo valore per una popolazione prossima ai 59 milioni di residenti, il vuoto complessivo sfiora 36,1 miliardi di euro.Non è un divario nato all’improvviso. Fino al 2011 la spesa sanitaria italiana per abitante era sostanzialmente allineata alla media europea. Da quel momento la distanza ha iniziato ad ampliarsi e non è stata recuperata neppure durante l’emergenza pandemica, quando altri Stati hanno aumentato il finanziamento pubblico con maggiore intensità. Negli ultimi anni la crescita italiana è rimasta più debole rispetto a quella registrata oltre confine.Il raffronto con le grandi economie industrializzate è ancora più severo. L’Italia si conferma all’ultimo posto nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite. La Germania, con 8.726 dollari per abitante, investe più del doppio della cifra italiana. Anche il Regno Unito, che condivide con l’Italia un modello sanitario finanziato prevalentemente dalla fiscalità generale, ha scelto dal 2020 di incrementare con decisione le risorse destinate al sistema pubblico.La questione non può essere letta come una mera gara statistica. Ogni differenza di finanziamento incide sulla capacità di assumere professionisti, garantire prestazioni nei tempi appropriati, ammodernare le strutture e assicurare una presenza uniforme dei servizi sul territorio. Il rischio è che il luogo in cui si vive e il reddito disponibile diventino sempre più determinanti per ottenere cure tempestive.Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, il sottofinanziamento è ormai una fragilità strutturale del Servizio sanitario nazionale. Le Regioni sono chiamate a rispettare i conti e, allo stesso tempo, a garantire i Livelli essenziali di assistenza. In questa tensione, il cittadino finisce spesso per affrontare ritardi, rinvii o il ricorso al privato.Il dato più preoccupante riguarda chi rinuncia del tutto a curarsi. Nel 2024, secon do quanto ricordato dalla Fondazione, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite specialistiche o accertamenti diagnostici. Dietro questa cifra ci sono attese troppo lunghe, costi non sostenibili o la difficoltà di raggiungere i servizi. È qui che la sanità smette di essere una discussione di bilancio e diventa una questione concreta di uguaglianza.L’allarme non arriva soltanto dal dibattito italiano. Nel Country Report 2026 della Commissione europea, le criticità del sistema sanitario vengono collegate non solo alla tutela della salute, ma anche alla produttività e alla coesione sociale. Un servizio sanitario che funziona male pesa infatti sul lavoro, sulle famiglie, sulle differenze territoriali e sulla tenuta complessiva dell’economia.Il 10 luglio scorso il Consiglio dell’Unione europea ha inoltre adottato una raccomandazione rivolta all’Italia, invitando il Paese a rendere più rapido e accessibile l’ingresso nelle cure e a intervenire sulle carenze di personale nelle professioni essenziali. Il messaggio europeo è netto: la tenuta del Servizio sanitario nazionale non è un capitolo separato dalle politiche economiche, ma una loro condizione.L’Italia continua a far registrare risultati sanitari rilevanti, come un’aspettativa di vita elevata e livelli contenuti di mortalità evitabile. Ma questi indicatori rischiano di mascherare un problema: la qualità media degli esiti non basta a garantire che tutti possano curarsi con le stesse opportunità. Se la risposta pubblica diventa lenta o incompleta, chi dispone di risorse economiche può rivolgersi altrove; chi non le ha resta in attesa oppure rinuncia.In questo scenario assume un’importanza decisiva la riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR. La rete delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità dovrebbe alleggerire gli ospedali e offrire ai cittadini una presa in carico più vicina, continuativa e integrata. Ma edifici e obiettivi formali non sono sufficienti se non vengono accompagnati da medici, infermieri, assistenti sociali e personale amministrativo.Al primo settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non risultava disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Lo stesso Ministero della Salute ha precisato che sono ancora in corso verifiche e acquisizioni di evidenze per rendicontare i target.Il punto, dunque, non è solo completare le strutture previste dai programmi europei. È verificare se quei luoghi siano realmente in grado di aprire, lavorare con continuità e rispondere ai bisogni quotidiani. Senza personale e servizi concretamente disponibili, il pericolo è che la riforma resti incompiuta.Con l’avvicinarsi della Legge di Bilancio 2027, il finanziamento della sanità tornerà inevitabilmente al centro del confronto politico. Ma i dati suggeriscono che non basta ripetere ogni anno la trattativa su qualche miliardo in più o in meno. Dopo quindici anni di progressivo allontanamento dall’Europa, servono risorse programmate nel tempo e riforme capaci di trasformarle in cure accessibili. Altrimenti il principio costituzionale di tutela universale della salute rischia di sopravvivere nelle norme, ma di diventare sempre meno riconoscibile nella vita di chi aspetta una visita, un esame o una risposta dal proprio servizio pubblico.Qui il documento completo.Tutte le novità e le informazioni sul mondo della Pubblica amministrazione, Enti locali, Previdenza, Concorsi, Professioni e Pmi.Rimani sempre aggiornato ed in contatto con la redazione di Lentepubblica.it. News, commenti, guide, webinar e le iniziative dedicate.Per essere fra i partecipativi di lentepubblica.it invia alla redazione una tua breve biografia e gli argomenti di cui vorresti parlare, dar visibilità o condividere con il nostro pubblico ed il nostro progetto. Scrivici alla mail: [email protected]lentepubblica.it è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Catania n.18 del 21/12/2017.© COPYRIGHT Lentepubblica tp:writer§§ lentepubblica.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303272307571.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Magazine - Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303199807854.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "magazine-italia.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303199807854.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303199807854.PDF', 'title': 'magazine-italia.it'} tp:url§§ https://magazine-italia.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303199807854.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags: tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303199807854.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, l’Italia arretra: spesa al 6,2% del Pil. Così 5,8 milioni di persone rinunciano alle cure - News Prima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264207650.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "newsprima.it" del 03 Sep 2026

Il Servizio sanitario nazionale continua a perdere terreno nel confronto internazionale. È questa la conclusione della nuova

pubDate§§ 2026-09-03T08:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264207650.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264207650.PDF', 'title': 'newsprima.it'} tp:url§§ https://newsprima.it/economia/sanita-pubblica-litalia-arretra-spesa-al-62-del-pil-cosi-58-milioni-di-persone-rinunciano-alle-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264207650.PDF tp:ocr§§ Cartabellotta: "Basta con il solito copione pre-manovra: servono risorse e riforme"03/09/2026 alle 10:16Il Servizio sanitario nazionale continua a perdere terreno nel confronto internazionale. È questa la conclusione della nuova analisi della Fondazione GIMBE, pubblicata il 2 settembre 2026 in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.Il dato centrale riguarda la spesa sanitaria pubblica: nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità il 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024. Una quota nettamente inferiore alla media sia dei Paesi OCSE sia dei Paesi europei dell’area OCSE, entrambe al 7,1%. Nel confronto tra i Paesi europei dell’area OCSE, l’Italia è al 15° posto su 27 per spesa sanitaria pubblica pro capite e all’ultimo posto tra i Paesi del G7.A questo quadro si aggiunge un altro dato, che riguarda però l’anno precedente: nel 2024 5,8 milioni di persone, quasi un cittadino su dieci, hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria di cui avevano bisogno. È uno degli indicatori utilizzati da GIMBE per descrivere le conseguenze concrete delle difficoltà di accesso alle cure.Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana pro capite è stata pari a 3.952 dollari. La media OCSE ha raggiunto invece 4.861 dollari, mentre quella dei Paesi europei dell’area OCSE si è attestata a 4.965 dollari.La differenza è quindi rispettivamente di 909 dollari rispetto alla media OCSE e di 1.013 dollari rispetto alla media europea.Tradotto secondo i parametri utilizzati da GIMBE e rapportato alla popolazione italiana, il divario con la media europea equivale a circa 36,1 miliardi di euro. L’Italia, inoltre, è preceduta nel confronto europeo anche da Paesi come Spagna, Polonia, Slovenia e Repubblica Ceca.Il confronto con la Germania rende particolarmente evidente la distanza: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica pro capite tedesca è arrivata a 8.726 dollari, più del doppio rispetto ai 3.952 dollari italiani.La fotografia non cambia se si considera la quota di ricchezza nazionale destinata alla sanità. Nel 2025 l’Italia ha destinato il 6,2% del Pil alla spesa sanitaria pubblica, contro il 7,1% della media OCSE e dei Paesi europei dell’area OCSE.Sono 14 i Paesi europei dell’area OCSE che destinano alla sanità pubblica una quota maggiore del Pil rispetto all’Italia. La Germania arriva all’11%, quasi cinque punti percentuali in più rispetto al nostro Paese. Francia, Svezia e Regno Unito si collocano anch’essi sensibilmente più in alto.È però il dato sulla rinuncia alle prestazioni sanitarie quello che porta il problema dal terreno dei bilanci a quello della vita quotidiana. Nel 2024, secondo GIMBE, 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite, esami diagnostici o altre prestazioni sanitarie. Il fenomeno riguarda quasi il 10% della popolazione.Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, il sottofinanziamento pubblico non può più essere considerato soltanto una questione contabile. Nella lettura della Fondazione, la pressione sul sistema si traduce in liste d’attesa, difficoltà nei pronto soccorso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e maggiore ricorso alla spesa privata, fino ad arrivare alla rinuncia alle prestazioni:“Basta con il solito copione pre-manovra: servono risorse e riforme”.Il problema del finanziamento pubblico si intreccia con la capacità delle famiglie di sostenere direttamente il costo delle prestazioni.Nell’8° Rapporto GIMBE, presentato nell’ottobre 2025, la Fondazione aveva rilevato che nel 2024 le famiglie italiane avevano sostenuto 41,3 miliardi di euro di spesa sanitaria privata. Nello stesso rapporto compariva il dato dei 5,8 milioni di persone che avevano rinunciato alle cure. Il fenomeno produce una sorta di doppio binario: chi dispone di risorse economiche può ricorrere più facilmente al privato per aggirare i tempi di attesa o ottenere una prestazione; chi ha minori disponibilità rischia invece d i rinviare o cancellare visite ed esami.La Fondazione colloca l’origine dell’attuale divario in una dinamica di lungo periodo. Secondo la sua ricostruzione, fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro capite italiana era sostanzialmente allineata a quella dei Paesi europei. Da allora il divario ha iniziato ad ampliarsi e non è stato successivamente ricomposto.La distanza si è ulteriormente accentuata durante la pandemia, quando molti altri Paesi hanno aumentato più rapidamente gli investimenti sanitari. Il gap è poi rimasto anche negli anni successivi, fino ad arrivare nel 2025 a 1.013 dollari pro capite rispetto alla media europea.Cartabellotta attribuisce questa dinamica a 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, sottolineando che si tratta di un processo maturato sotto governi di diverso orientamento politico. È un elemento rilevante anche per evitare di trasformare il rapporto in una semplice contrapposizione tra maggioranza e opposizione: il problema evidenziato da GIMBE viene infatti presentato come strutturale e di lungo periodo.Alle valutazioni di GIMBE si contrappone la lettura del Governo. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha assicurato che anche nel prossimo ciclo di bilancio ci sarà un incremento del Fondo sanitario, rivendicando l’aumento delle risorse registrato negli ultimi anni.“Negli ultimi tre anni ci sono stati 18 miliardi in più”, ha dichiarato Gemmato, aggiungendo che “soltanto per quest’anno ci saranno 6,3 miliardi in più”.Il punto di contrasto è quindi soprattutto metodologico: da una parte il Governo sottolinea la crescita nominale delle risorse destinate alla sanità; dall’altra GIMBE guarda alla capacità di quelle risorse di tenere il passo con l’evoluzione del Pil, dei bisogni sanitari, dell’inflazione e dei finanziamenti degli altri Paesi.I due dati non sono incompatibili: è possibile aumentare in termini assoluti il finanziamento sanitario e, contemporaneamente, vedere diminuire il suo peso sul Pil o aumentare il divario rispetto ad altri sistemi sanitari. È proprio questo uno dei nodi del confronto che si aprirà sulla prossima legge di Bilancio.La questione economica si riflette anche sulla capacità del SSN di trasformare le risorse in prestazioni concretamente disponibili. Fra le criticità indicate da GIMBE figurano le liste d’attesa, la pressione sui pronto soccorso, la carenza di medici di medicina generale e la difficoltà nel reperire personale sanitario.Anche il sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, attraverso il segretario nazionale Pierino Di Silverio, ha riconosciuto la necessità di un’inversione di tendenza sulla spesa, aggiungendo però che il problema non consiste soltanto nella quantità di risorse disponibili, ma anche nel modo in cui vengono utilizzate e trasformate in servizi.Nel suo documento GIMBE richiama anche l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale finanziata dal PNRR.La Fondazione segnala che, al 1° settembre 2026, non risultava ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità, target collegati alla riforma dell’assistenza territoriale.Il Ministero della Salute ha precisato che sono in corso le verifiche e l’acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione. La questione non riguarda quindi soltanto la costruzione fisica delle strutture, ma soprattutto la loro effettiva capacità di offrire servizi, con personale e attività assistenziali funzionanti.La nuova analisi GIMBE arriva proprio mentre si prepara il confronto sulla Legge di Bilancio 2027. La richiesta della Fondazione non si limita a ottenere uno stanziamento aggiuntivo per un singolo esercizio. Cartabellotta chiede un impegno pluriennale per interrompere quella che considera una progressiva erosione del finanziamento pubblico, accompagnando le risorse con riforme strutturali del SSN. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264207650.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Notiziario Flegreo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177207760.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notiziarioflegreo.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177207760.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177207760.PDF', 'title': 'notiziarioflegreo.it'} tp:url§§ https://notiziarioflegreo.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177207760.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:Questo sito contribuisce alla audience di "Magazine". Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Napoli al nr. 32 del 26.04-2005. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziarioflegreo.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303177207760.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Notiziedi.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303183407690.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notiziedi.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T08:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303183407690.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303183407690.PDF', 'title': 'notiziedi.it'} tp:url§§ https://notiziedi.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303183407690.PDF tp:ocr§§ -Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.© All Rights Reserved, Notiziedi.it | Questo sito contribuisce alla audience di "notiziedi.it" Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@notiziedi.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303183407690.PDF §---§ title§§ Spesa sanitaria pubblica 2025, Gimbe: “Il divario con la media Ue supera i 36 miliardi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188607902.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 03 Sep 2026

Spesa sanitaria pubblica 2025, Fondazione Gimbe: "Italia al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse ed europea"

pubDate§§ 2026-09-03T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188607902.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188607902.PDF', 'title': 'nursetimes.org'} tp:url§§ https://nursetimes.org/spesa-sanitaria-pubblica-2025-gimbe-il-divario-con-la-media-ue-supera-i-36-miliardi tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188607902.PDF tp:ocr§§ Spesa sanitaria pubblica 2025, Fondazione Gimbe: "Italia al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse ed europea"--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Nurse Times guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188607902.PDF §---§ title§§ Gimbe, Italia 15esima in Europa su spesa sanitaria pro-capite 2025, 'divario 36 mld rispetto a media'. | Oggi Treviso | News | Il quotidiano con le notizie di Treviso e Provincia: Oggitreviso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121100139.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 03 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T00:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121100139.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121100139.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ https://www.oggitreviso.it/gimbe-italia-15esima-europa-su-spesa-sanitaria-pro-capite-2025-divario-36-mld-rispetto-media-au16145-383979 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121100139.PDF tp:ocr§§ 03 settembre 202602/09/2026 14:32 | Redazione |SAN VENDEMIANO - La paziente è rientrata in Italia il 30 agosto. I primi sintomi sono comparsi il 27 agosto e il 31 si è recata al Pronto Soccorso a Conegliano per l’acuirsi dei sintomi.02/09/2026 12:10 | Gianandrea Rorato |Un grave incidente stradale si è verificato nella mattinata di mercoledì 2 settembre 2026, alle ore 8:30.02/09/2026 18:36 | La redazione |CRONACA - E' morta - nel reparto Grandi ustioni del Policlinico di Bari - la bambina di 10 anni, di nazionalità slovena gravemente ferita nell'esplosione avvenuta a Mileto, in provincia di Vibo...02/09/2026 08:37 | Redazione OT |Matteo Berrettini ha denunciato pubblicamente la piaga delle intimidazioni legate alle scommesse sportive nel mondo del tennis professionistico.*/Redazione OT |MONTEBELLUNA - Un debutto azzurro da incorniciare per Adele Toniutto: la 25enne montebellunese è nona nella finale diretta del giavellotto ai Giochi del Mediterraneo di Taranto.Vittorio Venetocommenti |Dalle 19:00 alle 20:30 - Castrum di Serravalle - Via Roma 21 - Vittorio Veneto03/09/2026 01:30 | AdnKronos |Roma, 1 set. (Adnkronos Salute) - Dopo un periodo di pasti più abbondanti, orari diversi, cene tardive, maggiore consumo di alcol, meno movimento e un ritmo sonno-veglia differente dal solito, al...28/08/2025 09:19 | Le aziende informano |I nuovi utenti hanno ricevuto 100 $ gratis e il piano di reddito stabile del cloud mining di SIM Mining ha attirato investitori da tutto il mondo, con rendimenti giornalieri fino a 12.888 $.03/09/2026 01:30 | AdnKronos |Napoli, 2 set. (Adnkronos) - Il prossimo 16 settembre, presso il Salone Margherita di Napoli, si terrà la cerimonia di premiazione del . Giunto alla sua terza edizione, il riconoscimento è promosso...03/09/2026 01:30 | AdnKronos |Milano, 2 set. (Adnkronos Salute) - "Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l'Italia si colloca al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media Ocse sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato i 36 miliardi di euro". Sono i dati messi in evidenza da un'analisi condotta dalla Fondazione Gimbe in vista della Manovra 2027. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità - dichiara il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l'obbligo di garantire i Livelli essenziali di assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su 10".In vista dell'avvio del confronto sulla prossima Legge di Bilancio, Gimbe ha preso in esame i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2025 nei Paesi Ocse, "con l'obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali", si spiega in una nota. La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026. I confronti con i Paesi Ocse e con quelli europei riguardano la spesa sanitaria pubblica, espressa si a in percentuale del Pil sia in dollari pro-capite a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto (Ppp). Nell'interpretazione dei dati va considerato che la spesa sanitaria pubblica di ciascun Paese comprende diversi schemi di finanziamento, di cui generalmente uno prevalente: fiscalità generale ( per esempio Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (come Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (Usa, Svizzera).Nel 2025, analizza dunque Gimbe, in Italia la spesa sanitaria pubblica è pari al 6,2% del Pil, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al 2024 e nettamente inferiore sia alla media Ocse sia a quella europea, entrambe al 7,1%. Sono 14 i Paesi europei dell'area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota di Pil superiore a quella dell'Italia: il differenziale varia dai +4,8 punti percentuali della Germania (11% del PIL) ai +0,2 della Repubblica Slovacca (6,4% del Pil). La spesa sanitaria pubblica pro-capite nel 2025 in Italia è pari a 3.952 dollari: 909 dollari in meno rispetto alla media Ocse (4.861) e 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi europei (4.965). Tra gli Stati membri dell'Ue, 14 investono più dell'Italia: dai 47 dollari in più della Spagna (3.999) ai 4.774 in più della Germania (8.726). "Nel confronto europeo - commenta Cartabellotta - l'Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell'Europa dell'Est e meridionale".Fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei, evidenzia Gimbe. Da allora, tuttavia, "il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti, raggiungendo 424 dollari pro-capite nel 2019. È cresciuto ulteriormente negli anni della pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia; poi nel 2023-2024, quando l'incremento italiano è stato inferiore a quello medio europeo; e ancora nel 2025, quando la spesa sanitaria pubblica italiana è rimasta sostanzialmente stabile". Nel 2025 il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell'area Ocse, secondo l'analisi, raggiunge i 1.013 dollari per abitante a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto (Ppp), corrispondenti - sulla base dei parametri Ocse - a 612,4 euro pro-capite. "Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall'Istat all'1 gennaio 2026 - commenta Cartabellotta - il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi di euro. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d'Europa, soprattutto dopo la pandemia".Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2025, continua il presidente di Gimbe, "restituisce una fotografia impietosa: l’Italia è sempre stata fanalino di coda nel G7. Ma quello che nel 2008 era un distacco contenuto oggi si è trasformato in un abisso". Nel 2025, si legge nel report, l'Italia si conferma ultima nel G7 con 3.952 dollari pro-capite, meno della metà della Germania (8.726). "Emblematico il Regno Unito - aggiungono gli autori del focus - che condivide con l'Italia il modello Beveridge: partito nel 2008 poco sopra il nostro Paese e rimasto su un trend di crescita contenuto sino al 2019, dal 2020 ha aumentato in maniera consistente le risorse pubbliche destinate alla sanità, superando Canada e Giappone e collocandosi poco al di sotto della Francia".In questo contesto le recenti valutazioni di Ocse, Commissione europea e Oms Europa "convergono su una lettura apparentemente paradossale - riporta Gimbe - il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un'elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma si sta progressivamente deteriorando la sua capacità di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili", in particolare per le fasce socio-economiche più fragili. "Il campanello d'allarme - chiosa Cartabellotta - questa volta suona direttamente da Bruxelles. Nel Country Report 2026 della Commissione europea, per la prima volta, le criticità del Ssn non vengono più lette solo come un problema di tutela della salute, ma vengono esplicitamente collegate anche all’equità sociale e alla produttività del Paese. Non a caso, lo scorso 10 luglio il Consiglio dell'Ue ha adottato una raccomandazione formale affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave. Il messaggio è inequivocabile: il deterioramento del Ssn non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese".In questo quadro, rileva la Fondazione, "diventa ancora più urgente conoscere gli esiti della riforma dell'assistenza territoriale finanziata dal Pnrr: all'1 settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità". Il ministero della Salute precisa che sono ancora in corso le verifiche e l'acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione dei due target. "Senza dati aggiornati su servizi effettivamente erogati e personale disponibile - commenta Cartabellotta - rimane concreto il rischio, più volte denunciato dalla Fondazione Gimbe, che le nuove strutture restino delle 'scatole vuote': target europei centrati, rate incassate ed edifici realizzati, ma incapaci di garantire quella presa in carico territoriale per cui ci siamo indebitati". AdnKronosPRIMA PAGINANORD-ESTITALIAESTERISPORTAGENDAA TAVOLABENESSERELAVOROAMBIENTEOggiTreviso | Quotidiano on line iscritto al n. 87/2008 del registro stampa del Tribunale di Treviso del 15/02/2008 | ISSN 2785-0714 | Direttore: Emanuela Da RosEditoriale il Quindicinale srl | Viale della Vittoria Galleria IV Novembre 4 - Vittorio Veneto | C.F. Registro delle imprese e P.I. 04185520261 | Capitale sociale € 10.000,00 i.v.Tel. 0438 550265 | [email protected] | PRIVACY E COOKIES POLICY© OGGITREVISOPowered by MULTIWAYS 2012-2023© OGGITREVISOQuotidiano on line iscritto al n. 87/2008 del reg. stampa Tribunale Treviso del 15/02/2008Editoriale il Quindicinale srlViale della Vittoria Galleria IV Novembre 4 - Vittorio Veneto | C.F. Registro delle imprese e P.I. 04185520261 | Capitale sociale € 10.000,00 i.v.REDAZIONE - SCRIVICI - PRIVACYPowered by MULTIWAYS×Caro lettore,il nostro giornale vive soprattutto grazie agli inserzionisti. Disattivando il sistema di blocco della pubblicità, favorisci tutte le nostre attività: ti basta un click per darci un grande aiuto.Grazie! tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121100139.PDF §---§ title§§ Gimbe, Italia 15esima in Europa su spesa sanitaria pro-capite 2025, 'divario 36 mld rispetto a media'. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121300145.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 03 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T00:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121300145.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121300145.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ https://www.oggitreviso.it/gimbe-italia-15esima-europa-su-spesa-sanitaria-pro-capite-2025-divario-36-mld-rispetto-media-au16145-383979 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121300145.PDF tp:ocr§§ Gimbe, Italia 15esima in Europa su spesa sanitaria pro-capite 2025, 'divario 36 mld rispetto a media'. 03/09/2026 01:30 | AdnKronos | 03/09/2026 01:30 | AdnKronos | 12345     Milano, 2 set. (Adnkronos Salute) - "Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l'Italia si colloca al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media Ocse sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato i 36 miliardi di euro". Sono i dati messi in evidenza da un'analisi condotta dalla Fondazione Gimbe in vista della Manovra 2027. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità - dichiara il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta - non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficoltà tutte le Regioni, strette tra l'obbligo di garantire i Livelli essenziali di assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su 10".In vista dell'avvio del confronto sulla prossima Legge di Bilancio, Gimbe ha preso in esame i dati relativi alla spesa sanitaria pubblica 2025 nei Paesi Ocse, "con l'obiettivo di offrire elementi oggettivi al confronto politico e al dibattito pubblico, sottraendo il tema a letture strumentali", si spiega in una nota. La fonte utilizzata è il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026. I confronti con i Paesi Ocse e con quelli europei riguardano la spesa sanitaria pubblica, espressa sia in percentuale del Pil sia in dollari pro-capite a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto (Ppp). Nell'interpretazione dei dati va considerato che la spesa sanitaria pubblica di ciascun Paese comprende diversi schemi di finanziamento, di cui generalmente uno prevalente: fiscalità generale ( per esempio Italia, Regno Unito), assicurazione sociale obbligatoria (come Germania, Francia), assicurazione privata obbligatoria (Usa, Svizzera). Nel 2025, analizza dunque Gimbe, in Italia la spesa sanitaria pubblica è pari al 6,2% del Pil, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al 2024 e nettamente inferiore sia alla media Ocse sia a quella europea, entrambe al 7,1%. Sono 14 i Paesi europei dell'area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota di Pil superiore a quella dell'Italia: il differenziale varia dai +4,8 punti percentuali della Germania (11% del PIL) ai +0,2 della Repubblica Slovacca (6,4% del Pil). La spesa sanitaria pubblica pro-capite nel 2025 in Italia è pari a 3.952 dollari: 909 dollari in meno rispetto alla media Ocse (4.861) e 1.013 in meno rispetto alla media dei Paesi europei (4.965). Tra gli Stati membri dell'Ue, 14 investono più dell'Italia: dai 47 dollari in più della Spagna (3.999) ai 4.774 in più della Germania (8.726). "Nel confronto europeo - commenta Cartabellotta - l'Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell'Europa dell'Est e meridionale".Fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei, eviden zia Gimbe. Da allora, tuttavia, "il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti, raggiungendo 424 dollari pro-capite nel 2019. È cresciuto ulteriormente negli anni della pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia; poi nel 2023-2024, quando l'incremento italiano è stato inferiore a quello medio europeo; e ancora nel 2025, quando la spesa sanitaria pubblica italiana è rimasta sostanzialmente stabile". Nel 2025 il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell'area Ocse, secondo l'analisi, raggiunge i 1.013 dollari per abitante a prezzi correnti e a parità di potere d'acquisto (Ppp), corrispondenti - sulla base dei parametri Ocse - a 612,4 euro pro-capite. "Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall'Istat all'1 gennaio 2026 - commenta Cartabellotta - il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi di euro. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d'Europa, soprattutto dopo la pandemia".Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2025, continua il presidente di Gimbe, "restituisce una fotografia impietosa: l’Italia è sempre stata fanalino di coda nel G7. Ma quello che nel 2008 era un distacco contenuto oggi si è trasformato in un abisso". Nel 2025, si legge nel report, l'Italia si conferma ultima nel G7 con 3.952 dollari pro-capite, meno della metà della Germania (8.726). "Emblematico il Regno Unito - aggiungono gli autori del focus - che condivide con l'Italia il modello Beveridge: partito nel 2008 poco sopra il nostro Paese e rimasto su un trend di crescita contenuto sino al 2019, dal 2020 ha aumentato in maniera consistente le risorse pubbliche destinate alla sanità, superando Canada e Giappone e collocandosi poco al di sotto della Francia". In questo contesto le recenti valutazioni di Ocse, Commissione europea e Oms Europa "convergono su una lettura apparentemente paradossale - riporta Gimbe - il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un'elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, ma si sta progressivamente deteriorando la sua capacità di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili", in particolare per le fasce socio-economiche più fragili. "Il campanello d'allarme - chiosa Cartabellotta - questa volta suona direttamente da Bruxelles. Nel Country Report 2026 della Commissione europea, per la prima volta, le criticità del Ssn non vengono più lette solo come un problema di tutela della salute, ma vengono esplicitamente collegate anche all’equità sociale e alla produttività del Paese. Non a caso, lo scorso 10 luglio il Consiglio dell'Ue ha adottato una raccomandazione formale affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave. Il messaggio è inequivocabile: il deterioramento del Ssn non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese". In questo quadro, rileva la Fondazione, "diventa ancora più urgente conoscere gli esiti della riforma dell'assistenza territoriale finanziata dal Pnrr: all'1 settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità". Il ministero della Salute precisa che sono ancora in corso le verifiche e l'acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione dei due target. "Senza dati aggiornati su servizi effettivamente erogati e personale disponibile - commenta Cartabellotta - rimane concreto il rischio, più volte denunciato dalla Fondazione Gimbe, che le nuove strutture restino delle 'scatole vuote': target europei centrati, rate incassate ed edifici realizzati, ma incapaci di garantire quella presa in carico territoriale per cui ci siamo indebitati".   03/09/2026 01: 30 AdnKronos tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302121300145.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - OndAzzurra.com link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188007900.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ondazzurra.com" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T10:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188007900.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188007900.PDF', 'title': 'ondazzurra.com'} tp:url§§ https://www.ondazzurra.com/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188007900.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:© All Rights Reserved, OndAzzurra.com © | Tutti I Diritti Sono Riservati | Registro Stampa del Tribunale di Napoli n. 4874 | Direttore Responsabile:Emilia Velardi ColasantiVia Ceneda, 39 – 00183 (Roma)direzione@ondazzurra.com+39 06 892 811 98 Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188007900.PDF §---§ title§§ GIMBE: spesa sanitaria, Italia ultima nel G7 e 36 miliardi sotto la media europea - Pharmaretail link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303180807716.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "pharmaretail.it" del 03 Sep 2026

Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del Pil, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente al

pubDate§§ 2026-09-03T08:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303180807716.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303180807716.PDF', 'title': 'pharmaretail.it'} tp:url§§ https://www.pharmaretail.it/news/gimbe-spesa-sanitaria-italia-ultima-g7-36-miliardi-sotto-media-europea/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303180807716.PDF tp:ocr§§ Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del Pil, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente al di sotto sia della media Ocse sia di quella dei paesi europei, entrambe al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite, l’Italia si colloca al 15° posto tra i 27 paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione nel G7.È il quadro tracciato dalla Fondazione GIMBE che ha analizzato i dati sulla spesa sanitaria pubblica 2025 nei paesi Ocse in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. La fonte è il dataset OECD Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026, che mette a confronto la spesa pubblica sia in percentuale del Pil sia in dollari pro-capite a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto.Sono 14 i paesi europei dell’area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota di Pil superiore a quella italiana. Il divario va dai 4,8 punti percentuali della Germania, che arriva all’11% del Pil, agli 0,2 punti della Repubblica Slovacca, al 6,4%.La distanza emerge ancora più chiaramente nel confronto pro-capite. In Italia la spesa sanitaria pubblica è pari a 3.952 dollari per abitante: 909 dollari in meno rispetto alla media Ocse, pari a 4.861 dollari, e 1.013 dollari in meno rispetto alla media dei paesi europei che raggiunge i 4.965 dollari. Tra gli Stati membri dell’Unione Europea, 14 spendono più dell’Italia: si va dai 47 dollari in più della Spagna, a quota 3.999, ai 4.774 dollari in più della Germania, che arriva a 8.726 dollari.«Nel confronto europeo l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale», commenta Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.Un divario che cresce dal 2011Fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite italiana era sostanzialmente allineata alla media dei paesi europei. Da allora il divario si è progressivamente ampliato, raggiungendo i 424 dollari pro-capite nel 2019. La distanza è cresciuta ulteriormente durante la pandemia, quando gli altri paesi hanno aumentato la spesa più dell’Italia, poi nel biennio 2023-2024 e ancora nel 2025, quando la spesa sanitaria pubblica italiana è rimasta sostanzialmente stabile.Nel 2025 il divario rispetto alla media dei paesi europei dell’area Ocse raggiunge i 1.013 dollari per abitante a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto. Sulla base dei parametri Ocse corrispondono a 612,4 euro pro-capite che, rapportati ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’Istat al 1° gennaio 2026, portano il gap complessivo a sfiorare i 36,1 miliardi di euro.Nel confronto con gli altri paesi del G7, l’Italia resta ultima con 3.952 dollari pro-capite, meno della metà degli 8.726 dollari della Germania. GIMBE richiama in particolare il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia un sistema sanitario finanziato prevalentemente attraverso la fiscalità generale. Partito nel 2008 poco sopra il nostro Paese, dal 2020 ha aumentato in maniera consistente le risorse pubbliche destinate alla sanità, superando Canada e Giappone e collocandosi poco sotto la Francia.Accesso alle cure e personale, i problemi del SSNAl divario di spesa si affiancano le difficoltà nell’accesso alle prestazioni. Secondo GIMBE, le recenti valutazioni di Ocse, Commissione europea e Oms Europa convergono su un quadro in cui il Servizio Sanitario Nazionale continua a garantire buoni risultati in termini di aspettativa di vita e mortalità evitabile, ma incontra crescenti difficoltà nell’erogare prestazioni tempestive, eque ed economicamente accessibili, soprattutto per le fasce socio-economiche più fragili.Nel 2024 il 9,9% della popolazione, circa 5,8 milioni di persone, ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria di cui aveva bisogno. Il Country Report 2026 della Commissione europea rileva inoltre che l’accesso alle cure è peggiorato negli ultimi anni: pesano in particolare le lunghe liste d’attesa, le carenze di personale sanitario e le forti differenze territoriali.GIMBE sottolinea anche un passaggio del Country Report 2026: le criticità del SSN vengono collegate non soltanto alla tutela della salute, ma anche all’equità sociale e alla produttività del Paese. Il 10 luglio il Consiglio dell’Unione Europea ha inoltre adottato una raccomandazione affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni sanitarie chiave.Cartabellotta definisce il sottofinanziamento pubblico della sanità «una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale», con conseguenze su liste d’attesa, pronto soccorso, carenza di medici di famiglia e disuguaglianze territoriali.Pnrr, ancora in corso le verificheResta aperto anche il capitolo dell’assistenza territoriale finanziata dal Pnrr. Al 1° settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità.Il ministero della Salute ha precisato che sono ancora in corso le attività di verifica e di acquisizione della documentazione necessaria alla rendicontazione dei due target. Per GIMBE, il nodo non è soltanto la realizzazione delle strutture, ma la loro effettiva capacità di erogare servizi e garantire la presa in carico territoriale, che dipende anche dalla disponibilità di personale.Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha già chiesto almeno cinque miliardi di euro in più per il 2027. Ma per Cartabellotta il finanziamento della sanità «non può ridursi ogni anno al consueto teatrino pre-Manovra»: «Serve un patto tra tutte le forze politiche» che fissi l’impegno a «rifinanziare progressivamente la sanità pubblica e accompagnare le risorse con riforme strutturali del SSN».(Visited 1 times, 1 visits today) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303180807716.PDF §---§ title§§ Anelli (FNOMCeO): “Se continua il definanziamento del SSN cambia il modello sociale del Paese. Priorità investire sui professionisti” - FNOMCeO link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303210908001.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "portale.fnomceo.it" del 03 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303210908001.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303210908001.PDF', 'title': 'portale.fnomceo.it'} tp:url§§ https://portale.fnomceo.it/anelli-fnomceo-se-continua-il-definanziamento-del-ssn-cambia-il-modello-sociale-del-paese-priorita-investire-sui-professionisti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303210908001.PDF tp:ocr§§ “I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE devono farci riflettere. Non siamo più di fronte soltanto a un problema di risorse insufficienti per la sanità. Se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese”.Così il presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, commenta i nuovi dati sulla spesa sanitaria pubblica italiana nel 2025. L’Italia destina alla sanità pubblica il 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea; è quindicesima in Europa per spesa pubblica pro capite e ultima tra i Paesi del G7. Il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area OCSE ha raggiunto i 36,1 miliardi di euro.“Per anni – aggiunge Anelli – abbiamo discusso del finanziamento del Servizio sanitario nazionale quasi esclusivamente in termini economici. Oggi dobbiamo porci una domanda diversa: quale società vogliamo essere? Quando l’accesso alle cure comincia a dipendere dalla disponibilità economica delle persone, infatti, non cambiano soltanto i sistemi sanitari: cambia il rapporto tra cittadini, diritti e Stato”.Nel 2024, riporta ancora GIMBE, sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici. Intanto aumentano il ricorso alla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.“È questo il punto – continua il Presidente FNOMCeO – che non possiamo sottovalutare. Il Servizio sanitario nazionale è stato una delle più grandi conquiste sociali della Repubblica, perché ha reso concreto il principio costituzionale di uguaglianza: quando una persona si ammala, il diritto a essere curata non può dipendere dal suo reddito”.“Se chi dispone delle risorse economiche può acquistare rapidamente una prestazione – spiega – e chi non le ha deve aspettare o rinunciare, stiamo progressivamente passando da un sistema universalistico a un sistema nel quale i diritti diventano diversi a seconda delle possibilità economiche. È quella che GIMBE definisce una ‘selezione dei diritti per reddito’. E questo significa mettere in discussione non soltanto l’articolo 32, ma anche quel principio di uguaglianza sostanziale che è alla base della nostra Costituzione”.Per Anelli, però, l’aumento delle risorse deve essere accompagnato da una scelta precisa sulle priorità di investimento.“La prima priorità – afferma – sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale. Dal 2021, come FNOMCeO, abbiamo posto con forza la ‘questione medica’, denunciando una crescente crisi della professione all’interno del Servizio sanitario nazionale. A distanza di cinque anni dobbiamo riconoscere che molte delle aspettative dei medici sono state purtroppo deluse”.“Abbiamo chiesto – sottolinea – di restituire valore al lavoro del medico: certamente sul piano economico, ma anche attraverso migliori condizioni di lavoro, maggiore autonomia professionale, sicurezza, possibilità di conciliare vita e professione, di avere il tempo necessario per curare e per comunicare con il paziente. Non possiamo continuare a chiedere ai medici di sostenere con il proprio sacrificio personale ciò che il sistema non riesce più a garantire”.“Per questo investire sui professionisti – chiosa – deve diventare la priorità delle politiche per il Servizio sanitario nazionale. Possiamo costruire Case della Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie e innovare l’organizzazione, ma senza medici e altri professionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni di lavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi in servizi reali per i cittadini”.Un rischio richiamato dallo stesso GIMBE, che evidenzia come, senza dati sui servizi effettivamente erogati e sul personale disponibile, le nuove strutture territoriali possano rimanere delle “scatole vuote”.“Finanziamento del Servizio sanitario nazionale – evidenzia – e questione medica sono dunque due facce della stessa medaglia. Un sistem a pubblico che non investe sui propri professionisti finisce inevitabilmente per perdere la capacità di garantire il diritto alla salute. E quando il pubblico arretra, chi può permetterselo acquista le prestazioni sul mercato; chi non può, aspetta o rinuncia”.Anche le istituzioni europee, ricorda Anelli, hanno ormai collegato le difficoltà del nostro Servizio sanitario nazionale non soltanto alla tutela della salute, ma anche all’equità sociale e alla produttività del Paese, chiedendo all’Italia di garantire un accesso più tempestivo alle cure e di affrontare le carenze di personale nelle professioni sanitarie.“La prossima Legge di Bilancio – auspica – deve quindi segnare un cambio di passo. Servono risorse adeguate per il Servizio sanitario nazionale, ma una parte significativa di queste risorse deve essere destinata al capitale umano, alle retribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale. Investire nei medici e negli altri professionisti significa investire concretamente nell’accessibilità e nella qualità delle cure”.“Il Servizio sanitario nazionale – conclude Anelli – non è soltanto il luogo nel quale curiamo le malattie. È uno dei luoghi nei quali la Repubblica mantiene la promessa costituzionale di non lasciare sola una persona nel momento della fragilità. Se continuiamo a definanziarlo e a non investire nei suoi professionisti, non avremo soltanto una sanità diversa. Avremo un Paese diverso: più diseguale, nel quale la possibilità di curarsi dipenderà sempre più da ciò che una persona ha e sempre meno dal diritto che ha in quanto persona”.Ufficio Stampa FNOMCeOinformazione@fnomceo.it3 settembre 2026 Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO tp:writer§§ Ufficio Stampa FNOMCeO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303210908001.PDF §---§ title§§ A proposito della corruzione in sanità, perché l’Anac salta quella che coinvolge di più la politica? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303258007464.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 03 Sep 2026

Gentile Direttore, qui su Qs è stata riportata qualche giorno fa la notizia che l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha pubblicato il nuovo “Catalogo dei rischi corruttivi e delle

pubDate§§ 2026-09-03T07:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303258007464.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303258007464.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/a-proposito-della-corruzione-in-sanita-perche-lanac-salta-quella-che-coinvolge-di-piu-la-politica/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303258007464.PDF tp:ocr§§ Gentile Direttore,qui su Qs è stata riportata qualche giorno fa la notizia che l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha pubblicato il nuovo “Catalogo dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione nel settore sanitario”, approvato dal Consiglio Anac con la delibera n. 318 del 29 luglio 2026. Nell’articolo viene messo a disposizione e commentato tale documento. Come descritto in premessa, il Catalogo trae spunto innanzitutto dal recente Report dell’Osservatorio della Fondazione GIMBE “Tassonomia GIMBE frodi e abusi in sanità”, scaricabile qui. Questo (davvero ottimo) rapporto stabilisce già in partenza che il termine “corruzione” non va utilizzato esclusivamente nella sua accezione penalistica o strettamente giuridica. Si dice infatti che “Nella letteratura internazionale di ambito sanitario, il termine viene infatti riferito ad un insieme più ampio di pratiche corruttive, abusive, fraudolente, informali o caratterizzate da conflitti di interessi, che possono compromettere integrità, equità, qualità e sostenibilità dei sistemi sanitari, anche quando non configurano necessariamente un reato.” Su questa base la Fondazione GIMBE adotta la formula “frodi e abusi in sanità” per descrivere in un quadro unitario quelle condotte che sottraggono risorse, distorcono decisioni e producono effetti negativi per pazienti, cittadini e istituzioni. GIMBE ricorda anche la definizione di corruzione secondo Transparency International come “l’abuso di un potere affidato per ottenere un vantaggio privato”.La tassonomia elaborata da GIMBE ricomprende 65 tipologie di frodi e abusi suddivise in 9 categorie: policy-making e governance del sistema sanitario; regolamentazione del sistema sanitario; ricerca clinica; marketing e promozione di farmaci, dispositivi medici e altre tecnologie sanitarie; acquisto di beni e servizi; distribuzione e stoccaggio di prodotti sanitari; gestione delle risorse finanziarie; gestione delle risorse umane; erogazione dei servizi sanitari.In modo abbastanza strano e a mio parere molto discutibile il documento dell’Anac nell’individuare gli “ambiti di attività ritenuti particolarmente esposti a fenomeni di maladministration o corruzione” omette la prima categoria relativa al policy-making e alla governance del sistema sanitario. Questa omissione non è mio parere casuale, ma dipende dalla generale enorme sottovalutazione di quanto i decisori politici con le loro condotte possano (per usare le parole di GIMBE riferite a questa categoria corruttiva) “produrre effetti sistemici, alterando le priorità di salute pubblica, l’allocazione delle risorse, l’equità di accesso, la qualità dell’assistenza e la tutela della salute della popolazione.”Rimando direttamente al Report Gimbe per una lettura di dettaglio sulle forme con cui questa categoria di frodi e abusi si può manifestare e sui loro fattori favorenti. Io qui mi limito ad esemplificare l’enorme peso che questa categoria di forme “corruttive” può esercitare sulla sanità e sulle politiche di tutela della salute. Mi viene in aiuto la mia esperienza di osservatore delle politiche sanitarie della Regione Marche, esperienza che mi consente un consistente elenco di esempi di scelte di politica sanitaria della Regione Marche, per lo più recenti, che hanno quelle caratteristiche riportate sopra come tipiche della categoria delle frodi ed abusi “policy-making e governance del sistema sanitario”. Prima di riportare l’elenco di esempi ricordo che in un sistema a risorse finite come il Ssn (leggi l’analisi di GIMBE pubblicata ieri su Qs sulla spesa pubblica per la sanità in Italia) ogni scelta sbagliata in termini di allocazione delle strutture e delle tecnologie si traduce in una allocazione sbagliata di risorse e personale e quindi in una riduzione della qualità dell’assistenza e della equità di accesso.Ed ecco l’elenco puramente esemplificativo di scelte di politica sanitaria delle Regione Marche riconducibili facilmente alla ricerca di un consenso elettorale senza il supporto di una istruttoria tecnica trasparent e e coerente con le norme e gli atti di indirizzo centrali:un programma di edilizia ospedaliera del costo di molto superiore al miliardo di euro in totale incoerenza col DM 70 e in totale assenza di un “piano regolatore” degli ospedali che lo supporti;la previsione di un ospedale di area disagiata in una struttura già destinata a ospedale di comunità (leggere qui la storia di questo ospedale);un investimento di oltre 40 milioni, in gran parte provenienti dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare destinati all’adeguamento sismico degli ospedali delle Marche, per portare una attività chirurgica complessa in un ospedale di area disagiata (leggere qui la storia di questo ospedale);l’autorizzazione, accreditamento e contrattualizzazione di una nuova Casa di cura privata multispecialistica in deroga “sperimentale” dai criteri previsti dal DM 70 per questa tipologia di strutture (leggere qui la storia di questa struttura privata);la previsione di una nuova chirurgia robotica comunicata attraverso i canali social di un Assessore o i servizi di giornali locali con le dichiarazioni dello stesso Assessore in assenza di una qualunque funzione strutturata di Health Technology Assessment in Regione;una programmazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità con incomprensibili anomalie distributive.Più in generale, nelle Marche è passata l’idea che se una scelta politica in sanità trova un consenso locale va comunque bene, anche se in realtà configura un approccio “corruttivo” nella accezione ampia che ha dato GIMBE. Idea che purtroppo il Ministero della Salute e quello della Economia e delle Finanze hanno lasciato coltivare e crescere rinunciando al loro ruolo di controllo sui programmi di edilizia ospedaliera.Ma allora chi difende il Ssn già sottofinanziato dalle frodi e degli abusi dei decisori politici se nemmeno l’Anac intende occuparsene?Claudio Maria Maffei tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303258007464.PDF §---§ title§§ Anelli (FNOMCeO): “Se continua il definanziamento del Ssn cambia il modello sociale del Paese” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188507905.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 03 Sep 2026

“La prossima Legge di Bilancio deve segnare un cambio di passo. La prima priorità sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale”.

pubDate§§ 2026-09-03T10:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188507905.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188507905.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/anelli-fnomceo-se-continua-il-definanziamento-del-ssn-cambia-il-modello-sociale-del-paese/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188507905.PDF tp:ocr§§ “I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe devono farci riflettere. Non siamo più di fronte soltanto a un problema di risorse insufficienti per la sanità. Se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese”.Così il presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, commenta i nuovi dati del Gimbe sulla spesa sanitaria pubblica italiana nel 2025. L’Italia destina alla sanità pubblica il 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE ed europea; è quindicesima in Europa per spesa pubblica pro capite e ultima tra i Paesi del G7. Il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area OCSE ha raggiunto i 36,1 miliardi di euro.“Per anni – aggiunge Anelli – abbiamo discusso del finanziamento del Servizio sanitario nazionale quasi esclusivamente in termini economici. Oggi dobbiamo porci una domanda diversa: quale società vogliamo essere? Quando l’accesso alle cure comincia a dipendere dalla disponibilità economica delle persone, infatti, non cambiano soltanto i sistemi sanitari: cambia il rapporto tra cittadini, diritti e Stato”.Nel 2024, riporta ancora Gimbe, sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici. Intanto aumentano il ricorso alla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.“È questo il punto – continua il Presidente FNOMCeO – che non possiamo sottovalutare. Il Servizio sanitario nazionale è stato una delle più grandi conquiste sociali della Repubblica, perché ha reso concreto il principio costituzionale di uguaglianza: quando una persona si ammala, il diritto a essere curata non può dipendere dal suo reddito”.“Se chi dispone delle risorse economiche può acquistare rapidamente una prestazione – spiega – e chi non le ha deve aspettare o rinunciare, stiamo progressivamente passando da un sistema universalistico a un sistema nel quale i diritti diventano diversi a seconda delle possibilità economiche. È quella che GIMBE definisce una ‘selezione dei diritti per reddito’. E questo significa mettere in discussione non soltanto l’articolo 32, ma anche quel principio di uguaglianza sostanziale che è alla base della nostra Costituzione”.Per Anelli, però, l’aumento delle risorse deve essere accompagnato da una scelta precisa sulle priorità di investimento. “La prima priorità – afferma – sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale. Dal 2021, come FNOMCeO, abbiamo posto con forza la ‘questione medica’, denunciando una crescente crisi della professione all’interno del Servizio sanitario nazionale. A distanza di cinque anni dobbiamo riconoscere che molte delle aspettative dei medici sono state purtroppo deluse”.“Abbiamo chiesto – sottolinea – di restituire valore al lavoro del medico: certamente sul piano economico, ma anche attraverso migliori condizioni di lavoro, maggiore autonomia professionale, sicurezza, possibilità di conciliare vita e professione, di avere il tempo necessario per curare e per comunicare con il paziente. Non possiamo continuare a chiedere ai medici di sostenere con il proprio sacrificio personale ciò che il sistema non riesce più a garantire”.“Per questo investire sui professionisti – chiosa – deve diventare la priorità delle politiche per il Servizio sanitario nazionale. Possiamo costruire Case della Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie e innovare l’organizzazione, ma senza medici e altri professionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni di lavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi in servizi reali per i cittadini”.Un rischio richiamato dallo stesso Gimbe, che evidenzia come, senza dati sui servizi effettivamente erogati e sul personale disponibile, le nuove strutture territoriali possano rimanere delle “scatole vuote”. “Finanziamento del Servizio sanitario nazionale – evidenzia – e questione medica sono dunque due facce della stessa medaglia. Un sistema pubbli co che non investe sui propri professionisti finisce inevitabilmente per perdere la capacità di garantire il diritto alla salute. E quando il pubblico arretra, chi può permetterselo acquista le prestazioni sul mercato; chi non può, aspetta o rinuncia”.Anche le istituzioni europee, ricorda Anelli, hanno ormai collegato le difficoltà del nostro Servizio sanitario nazionale non soltanto alla tutela della salute, ma anche all’equità sociale e alla produttività del Paese, chiedendo all’Italia di garantire un accesso più tempestivo alle cure e di affrontare le carenze di personale nelle professioni sanitarie.“La prossima Legge di Bilancio – auspica – deve quindi segnare un cambio di passo. Servono risorse adeguate per il Servizio sanitario nazionale, ma una parte significativa di queste risorse deve essere destinata al capitale umano, alle retribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale. Investire nei medici e negli altri professionisti significa investire concretamente nell’accessibilità e nella qualità delle cure”.“Il Servizio sanitario nazionale – conclude Anelli – non è soltanto il luogo nel quale curiamo le malattie. È uno dei luoghi nei quali la Repubblica mantiene la promessa costituzionale di non lasciare sola una persona nel momento della fragilità. Se continuiamo a definanziarlo e a non investire nei suoi professionisti, non avremo soltanto una sanità diversa. Avremo un Paese diverso: più diseguale, nel quale la possibilità di curarsi dipenderà sempre più da ciò che una persona ha e sempre meno dal diritto che ha in quanto persona”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303188507905.PDF §---§ title§§ L.elettorale, Schlein: Meloni pensa a questo, sanità ai minimi storici - Radio Napoli Centro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303189907883.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "radionapolicentro.it" del 03 Sep 2026

Roma, 2 set. (askanews) – "È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere". Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. "I [...]

pubDate§§ 2026-09-03T10:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303189907883.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303189907883.PDF', 'title': 'radionapolicentro.it'} tp:url§§ https://radionapolicentro.it/l-elettorale-schlein-meloni-pensa-a-questo-sanita-ai-minimi-storici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303189907883.PDF tp:ocr§§ Roma, 2 set. (askanews) – “È questo il record che Meloni si prepara a celebrare: quello del governo che più ha definanziato la sanità pubblica, per favorire gli interessi di quella privata. Nel frattempo la sua unica preoccupazione è cambiare la legge elettorale per paura di perdere”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.“I dati di Gimbe oggi ci dicono che Giorgia Meloni ha raggiunto il suo obiettivo: nel 2025 il suo governo ha ulteriormente ridotto gli investimenti sulla sanità pubblica, scesi ad appena il 6,2% del Pil, e contro una media OCSE del 7,1%. La spesa sanitaria sul Pil con Meloni tocca i minimi storici degli ultimi vent’anni”.La leader Pd aggiunge: “Sei milioni di italiani – più di un italiano su dieci – rinunciano alle cure per le liste d’attesa troppo lunghe o perché non possono permettersele. Questo è il disegno preciso di una destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, mentre noi vogliamo e lotteremo per quella universalistica dell’intuizione di Tina Anselmi: una sanità pubblica che cura tutti, anche chi da solo non ce la fa. Meloni festeggia, l’Italia no”.Check out other tags:Radio Napoli Centro Testata Giornalistica Iscritta al registro Stampa del Tribunale di Napoli al n. 3144 il 13 ottobre 1982. Direttore Responsabile Giovanni Lucianelli. Alcuni testi citati o immagini inserite sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore vogliate comunicarlo via e-mail all'indirizzo segnalazioni@radionapolicentro.it per provvedere alla conseguente rimozione o modificazione. tp:writer§§ Red guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303189907883.PDF §---§ title§§ Scende la spesa sanitaria: 5,8 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Italia ultima tra Paesi G7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264307651.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 03 Sep 2026

Lo scorso anno si è attestata al 6,2% del Pil con una lieve flessione rispetto al precedente quando era al 6,3%

pubDate§§ 2026-09-03T08:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264307651.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264307651.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/articoli/2026/09/scende-la-spesa-sanitaria-milioni-di-italiani-rinunciano-a-curarsi-dati-gimbe-ea4cc810-84a9-4d01-9fdb-7260595f055b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264307651.PDF tp:ocr§§ Lo scorso anno si è attestata al 6,2% del Pil con una lieve flessione rispetto al precedente quando era al 6,3%Il servizio sanitario nazionale continua a soffrire. Lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica si è attestata al 6,2% del Pil con una lieve flessione rispetto all'anno precedente quando era al 6,3%. Si tratta di un livello di  spesa che piazza l'Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e di quelli europei (entrambi al 7,1%).  Sono le conclusioni a cui giunge un'analisi realizzata da Fondazione Gimbe in vista dell'avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027."Il sottofinanziamento pubblico" è "una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Il risultato è "l'impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone", aggiunge.La rilevazione Gimbe, compiuta su dati Ocse, mostra come la forbice tra l'Italia e gli altri Paesi europei si sia ampliata negli ultimi anni. Nella spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell'area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia, Regno Unito.Indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite. Nel 2025 in Italia è stata pari a 3.952 dollari per cittadino, 909 in meno rispetto alla media Ocse e 1.013 in meno rispetto alla media di Paesi europei. Il distacco dell'Italia dagli altri Paesi europei ha cominciato ad allargarsi nel 2011 e da allora non è stato più ricomposto. "Il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore", chiosa Cartabellotta.Dalle opposizioni le accuse al Governo di non vedere l'emergenza. "I dati sono incontrovertibili: con il Governo Meloni il definanziamento della sanità pubblica è ripreso", afferma in una nota Marina Sereni, responsabile Salute e sanità nella segreteria nazionale del Pd. "Il sotto finanziamento del servizio sanitario nazionale sta producendo conseguenze sempre più pesanti sulla vita concreta delle persone", le fa eco la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan. Per i professionisti sanitari, invece, i dati Gimbe fotografano solo una parte del problema: "Sulla spesa sanitaria occorre un'inversione di tendenza", dichiara il segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, Pierino Di Silverio. "Il punto, però, non è soltanto aumentare la spesa sanitaria, ma anche il modo in cui le risorse si riversano nei servizi".Dal Governo, intanto, arrivano rassicurazioni: "Ci sarà un aumento del Fondo sanitario, in coerenza con quanto fatto negli ultimi tre anni", dice il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. "Negli ultimi tre anni ci sono stati 18 miliardi in più, soltanto per quest'anno ci saranno 6,3 miliardi in più". tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303264307651.PDF §---§ title§§ Sanità, Arboscello, Piccardo e Natale (PD): “Italia sempre più indietro in Europa. Il Governo investa nel Servizio sanitario nazionale e la Regione accolga la proposta del PD: il 7,5 per cento del Pil è una necessità - Savonanews.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303223308125.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "savonanews.it" del 03 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T11:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303223308125.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303223308125.PDF', 'title': 'savonanews.it'} tp:url§§ https://www.savonanews.it/2026/09/03/leggi-notizia/argomenti/politica-2/articolo/sanita-arboscello-piccardo-e-natale-pd-italia-sempre-piu-indietro-in-europa-il-governo-in.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303223308125.PDF tp:ocr§§ I consiglieri regionali del Pd Roberto Arboscello e Katia Piccardo, insieme al segretario regionale Davide Natale, rilanciano la richiesta di maggiori risorse per il Servizio sanitario nazionale alla luce dei dati della Fondazione Gimbe. Nel mirino Governo e Regione Liguria per le difficoltà di accesso alle cure e l'aumento della spesa sanitaria privata.“L’Italia è nelle retrovie dell’Europa per la spesa sanitaria pubblica. I dati della Fondazione Gimbe fotografano una situazione che è sotto gli occhi di tutti e i cittadini vivono quotidianamente: nel 2025 siamo al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e ultimi nel G7, con una spesa pubblica per la sanità ferma al 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse e dei Paesi europei e con alcuni che superano abbondantemente il 9%. Significa 36 miliardi di euro di differenza rispetto alla media europea e, soprattutto, significa meno risorse per curare le persone. Questi numeri danno ragione alla battaglia che il Partito Democratico porta avanti da tempo a tutti i livelli e che abbiamo tradotto anche in una proposta di legge di iniziativa regionale per portare la spesa sanitaria pubblica almeno al 7,5 per cento del Pil. Abbiamo raccolto la richiesta che arriva dai presidenti di regione preoccupati della tenuta del sistema. Se vogliamo difendere il Servizio sanitario pubblico nazionale, ridurre le liste d’attesa, assumere il personale necessario, implementare i servizi, favorire la ricerca e impedire che sempre più cittadini siano costretti a rivolgersi al privato, dobbiamo tornare a investire nella sanità pubblica.”, dichiarano i consiglieri regionali del PD Roberto Arboscello, Katia Piccardo e il segretario regionale Davide Natale commentando i dati Gimbe.“Il Governo Meloni invece continua a raccontare una crescita degli investimenti che nei fatti non esiste infatti se si rapporta il fondo alla ricchezza prodotta dal Paese registriamo un arretramento. La spesa sanitaria pubblica è scesa dal 6,3% al 6,2% del Pil e l’Italia resta fanalino di coda del G7. Nel frattempo aumentano le difficoltà di accesso alle cure, le disuguaglianze territoriali e sociali e il ricorso alla spesa privata. Non basta aumentare nominalmente le risorse se queste non sono sufficienti a tenere il passo con i bisogni reali del Paese”, sottolineano.Il partito regionale richiama in particolare le difficoltà di accesso alle cure, la carenza di personale e il ricorso sempre più frequente alla sanità privata, chiedendo un cambio di rotta tanto al Governo quanto alla Regione.“Anche in Liguria conosciamo bene le conseguenze di questo definanziamento: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà nei pronto soccorso e cittadini che sempre più spesso devono scegliere se aspettare o pagare. Ci sono più di centocinquanta mila liguri che rinunciano a curarsi perché non hanno i soldi per recarsi dai privati e non possono attendere i tempi della sanità pubblica, ce ne sono altrettanti che spendono più di mille euro all’anno per potersi curare. Una vera e propria tassa regionale che colpisce non in base al reddito ma in base alla necessità di cura, una vergogna.C’è una responsabilità della Regione nella programmazione e nelle scelte compiute in questi anni ed è evidente anche quella del Governo che non finanzia adeguatamente e in base alle reali necessità il fondo sanitario nazionale. Per questo rilanciamo con forza la nostra proposta: il Governo deve assumersi la responsabilità di riportare la spesa sanitaria pubblica almeno al 7,5 per cento del Pil e Bucci deve fare propria questa battaglia che non è di parte ma è nell’interesse generale di tutti i liguri. È il minimo necessario per invertire una rotta che sta indebolendo uno dei pilastri fondamentali del nostro Paese. Su questo continueremo a incalzare il Governo e la Regione Liguria”, concludono Arboscello, Piccardo e Natale tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303223308125.PDF §---§ title§§ Sanità, Italia ultima nel G7 per spesa pubblica: il gap con l’Europa sfiora i 36 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303192207922.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "socialfarma.it" del 03 Sep 2026

Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana scende al 6,2% del Pil: Italia 15ª in Europa e ultima nel G7.

pubDate§§ 2026-09-03T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303192207922.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303192207922.PDF', 'title': 'socialfarma.it'} tp:url§§ https://www.socialfarma.it/sanita-italia-ultima-nel-g7-per-spesa-pubblica-il-gap-con-leuropa-sfiora-i-36-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303192207922.PDF tp:ocr§§ L’Italia scivola sempre più ai margini d’Europa quando si parla di investimenti nella sanità pubblica. Secondo l’analisi diffusa dalla Fondazione GIMBE, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica del paese si è fermata al 6,2% del PIL, un decimo di punto in meno rispetto all’anno precedente e ben lontana dal 7,1% che rappresenta la media sia dei paesi OCSE sia di quelli europei. Un dato che colloca l’Italia al quindicesimo posto tra i ventisette paesi europei dell’area OCSE, e addirittura all’ultimo tra le nazioni del G7.Il divario non è solo percentuale, ma pesa concretamente sulle tasche e sui servizi. La spesa pro-capite italiana si attesta a 3.952 dollari, contro una media OCSE di 4.861 e una media europea di 4.965: mancano rispettivamente 909 e 1.013 dollari per cittadino. Tradotto in euro e rapportato alla popolazione residente, il conto complessivo sfiora i 36 miliardi di euro di differenza rispetto al resto d’Europa.A commentare i numeri è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, che parla apertamente di una questione ormai strutturale e non più solo contabile. “Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale“, dichiara Cartabellotta, sottolineando come a pagarne il prezzo più alto siano i cittadini, tra liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso e crescente ricorso alla spesa privata. Un fenomeno che nel 2024 ha spinto 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci, a rinunciare a esami diagnostici o visite specialistiche.Il confronto storico mostra come il divario si sia aperto progressivamente: fino al 2011 la spesa italiana era sostanzialmente allineata alla media europea, ma da allora tagli e definanziamenti hanno allargato la forbice, aggravata ulteriormente dagli anni della pandemia e da una crescita, negli ultimi anni, inferiore a quella degli altri paesi. Nel G7 il distacco è ancora più netto: l’Italia investe meno della metà di quanto fa la Germania, che raggiunge gli 8.726 dollari pro-capite.Non si tratta solo di un problema sanitario, avverte GIMBE, richiamando le recenti valutazioni di OCSE, Commissione europea e OMS Europa, secondo cui il Servizio Sanitario Nazionale continua a garantire buoni esiti di salute ma sta progressivamente perdendo la capacità di erogare prestazioni tempestive ed eque, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Lo scorso 10 luglio il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una raccomandazione formale affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti la carenza di personale sanitario.A rendere il quadro ancora più incerto è lo stato di avanzamento della riforma dell’assistenza territoriale finanziata dal PNRR: a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica sulla piena operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti dal piano. Il rischio, denunciato più volte da GIMBE, è che le nuove strutture restino “scatole vuote”: edifici realizzati e target formalmente centrati, ma privi della capacità di garantire un’effettiva presa in carico dei cittadini sul territorio.In vista della prossima Legge di Bilancio, Cartabellotta chiede di rompere con la consuetudine del confronto annuale sulle risorse da destinare alla sanità.“Bisogna interrompere questa liturgia annuale», dichiara, invocando un patto tra le forze politiche che fissi un impegno non negoziabile a rifinanziare progressivamente il sistema sanitario pubblico, accompagnando le risorse con riforme strutturali.Il presidente della Fondazione chiude con un monito netto: senza un cambio di rotta, avverte, il diritto alla tutela della salute rischia di restare universale solo sulla carta, trasformandosi di fatto in una selezione dei diritti per reddito, “la negazione dell’art. 32 della Costituzione”.Soc ialfarma è la piattaforma web gratuita per i professionisti del settore farmaceutico, nata da un progetto di condivisione professionale che ha visto uniti farmacisti e non, con lo scopo di racchiudere in uno spazio comune e aperto a tutti attività formative e di approfondimento utili alla professione sanitaria. Socialfarma è un progetto di Sanità SrlQuesto sito utilizza cookie tecnici necessari alla navigazione e cookie analitici anche di terze parti per capire come l’utente interagisce con il nostro sito o di marketing. Utilizziamo i cookie anche per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal tuo utilizzo dei loro servizi. Cliccando sul pulsante “Accetta tutti i cookie”, acconsentirai all’utilizzo di tutti i cookie. Per consentire solo i cookie necessari clicca il pulsante "Usa solo cookie necessari". Per dare il consenso ad alcuni cookie selezionati e per visionare tutti i dettagli sui cookie clicca su "Mostra dettagli" e seleziona i cookie che vuoi abilitare. 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Sull’argomento si rinvia, per un ulteri ore approfondimento, al prossimo specifico paragrafo. tp:writer§§ Christian Petrelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303192207922.PDF §---§ title§§ Ordini medici, ‘definanziamento sanità mette a rischio modello sociale Paese’ link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302927208204.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 03 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T12:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302927208204.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302927208204.PDF', 'title': 'sumailombardia.info'} tp:url§§ https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2026/09/03/ordini-medici-definanziamento-sanita-mette-a-rischio-modello-sociale-paese/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302927208204.PDF tp:ocr§§ La Fnomceo sui dai Gimbe. Anelli, ‘priorità investire sui professionisti’SUMAI Lombardia | Via Monte Santo, 45 - 20833 Giussano | Email segreteria: lombardia@sumaiweb.it | Telefono: +39 331 1411504© 2024 SUMAI LombardiaItalianoOfferto da OneTapPredefinito tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302927208204.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: spesa pubblica italiana al 6,2% del Pil, gap con l’Europa da 36,1 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302950408484.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "thewatcherpost.it" del 03 Sep 2026

Gimbe fotografa il sottofinanziamento della sanità: nel 2025 l’Italia spende il 6,2% del Pil e accumula un gap europeo da 36,1 miliardi.

pubDate§§ 2026-09-03T13:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302950408484.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302950408484.PDF', 'title': 'thewatcherpost.it'} tp:url§§ https://www.thewatcherpost.it/top-news/spesa-sanitaria-pubblica-italia-gimbe-2025/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302950408484.PDF tp:ocr§§ La spesa sanitaria pubblica italiana perde ulteriore terreno rispetto agli altri Paesi europei. Nel 2025 si ferma al 6,2% del Pil, contro il 6,3% dell’anno precedente e il 7,1% registrato sia dalla media Ocse sia da quella europea. In termini pro-capite, l’Italia occupa il 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e rimane ultima nel G7. A quantificare il ritardo è la Fondazione Gimbe, che in vista della Manovra 2027 ha analizzato i dati dell’Oecd Health Statistics aggiornati al 17 luglio 2026.Oltre mille dollari pro-capite separano l’Italia dalla media europeaNel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana ammonta a 3.952 dollari per abitante, 909 in meno rispetto alla media Ocse di 4.861 dollari e 1.013 dollari sotto la media dei Paesi europei, pari a 4.965.Sono 14 i Paesi europei dell’area Ocse che destinano alla sanità pubblica una quota del Pil superiore a quella italiana. Il divario oscilla dai 4,8 punti percentuali della Germania, che raggiunge l’11% del Pil, agli 0,2 punti della Repubblica Slovacca, al 6,4%. Anche tra gli Stati membri dell’Ue sono 14 quelli che spendono pro-capite più dell’Italia: la distanza parte dai 47 dollari della Spagna, a quota 3.999, e arriva ai 4.774 dollari della Germania, che raggiunge 8.726 dollari.«Nel confronto europeo l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale», osserva il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.Il ritardo si è formato nell’arco di quindici anni. Fino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite italiana era sostanzialmente allineata alla media europea. Da allora, secondo Gimbe, tagli e definanziamenti hanno progressivamente allargato la distanza, arrivata a 424 dollari per abitante nel 2019. Il gap è aumentato durante la pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia, e ancora nel 2023 e nel 2024, quando l’incremento italiano è risultato inferiore alla media europea, facendo luce sul trend osservatoIl gap con l’Europa sfiora 36,1 miliardiTradotti a parità di potere d’acquisto, i 1.013 dollari pro-capite che separano l’Italia dalla media europea corrispondono, sulla base dei parametri Ocse, a 612,4 euro per abitante. Applicando il dato ai quasi 59 milioni di residenti censiti dall’Istat al primo gennaio 2026, il divario complessivo arriva a sfiorare 36,1 miliardi di euro.«È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d’Europa, soprattutto dopo la pandemia», afferma Cartabellotta.Il confronto con le altre grandi economie conferma la distanza. Tra il 2008 e il 2025 l’Italia è sempre rimasta ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite, ma quello che inizialmente era un distacco contenuto si è progressivamente ampliato. Nel 2025 i 3.952 dollari italiani sono meno della metà degli 8.726 dollari della Germania.Gimbe richiama in particolare il caso del Regno Unito, che condivide con l’Italia il modello Beveridge. Nel 2008 la spesa britannica era poco superiore a quella italiana e fino al 2019 aveva seguito una crescita contenuta. Dal 2020, però, Londra ha aumentato significativamente le risorse pubbliche destinate alla sanità, superando Canada e Giappone e portandosi poco al di sotto della Francia.Liste d’attesa, spesa privata e rinuncia alle curePer Gimbe il problema non riguarda più soltanto le grandezze di bilancio. «Il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale», sostiene Cartabellotta.Le Regioni devono infatti conciliare l’obbligo di garantire i Livelli essenziali di assis tenza con quello di mantenere i conti in equilibrio. Sui cittadini, secondo la Fondazione, ricadono invece gli effetti di liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, crescenti disuguaglianze territoriali e sociali e maggiore ricorso alla spesa privata.Le conseguenze arrivano fino all’impoverimento e all’indebitamento delle famiglie e alla rinuncia alle prestazioni sanitarie. Nel 2024 sono state 5,8 milioni le persone, quasi una su dieci, che hanno rinunciato a esami diagnostici e visite specialistiche. Il problema è profondo perché non solo siamo davanti a difficoltà operative, ma sono proprio le possibilità del sistema sanitario che non vengono sfruttate e possono essere conosciute dal cittadino meno del dovuto, perché la barriera all’entrata può farlo desistere dall’accedere a modalità preventive e innovative. Oggi è molto chiaro quanto facciano la differenza screening atti a rilevare malattie croniche e degenerative, l’Italia ovviamente ha le competenze per offrirli ma il beneficio deve essere più allargato possibile.Le valutazioni di Ocse, Commissione europea e Oms Europa, ricorda Gimbe, convergono su un quadro solo apparentemente contraddittorio: il Ssn continua a garantire buoni risultati di salute, in particolare un’elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile, mentre peggiora la capacità di fornire prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili, soprattutto alle fasce socio-economiche più fragili.Da Bruxelles l’allarme sull’equità socialeIl tema ha assunto anche una dimensione economica. Nel Country Report 2026 la Commissione europea, sottolinea Gimbe, ha collegato per la prima volta le criticità del Ssn non soltanto alla tutela della salute, ma anche all’equità sociale e alla produttività del Paese.Il 10 luglio il Consiglio dell’Ue ha inoltre adottato una raccomandazione formale affinché l’Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili e intervenga sulle carenze di personale nelle professioni chiave.«Il messaggio è inequivocabile: il deterioramento del Ssn non è più solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese», conclude Cartabellotta.Rimane infine aperto il dossier dell’assistenza territoriale finanziata dal Pnrr. Al 1° settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, secondo Gimbe non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Il ministero della Salute precisa che sono ancora in corso le verifiche e l’acquisizione delle evidenze necessarie per rendicontare i due target.Per la Fondazione, in assenza di dati aggiornati sui servizi realmente erogati e sul personale disponibile, resta il rischio che le nuove strutture diventino «scatole vuote»: obiettivi europei raggiunti, rate incassate ed edifici realizzati, ma senza la capacità di assicurare la presa in carico territoriale per la quale sono state finanziate.FacebookTwitterLinkedinWhatsappPrint tp:writer§§ Giampiero Cinelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302950408484.PDF §---§ title§§ Ecodoppler e visita fisiatrica, negli ospedali di Torino primo posto nel 2027 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303224408120.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "torinoggi.it" del 03 Sep 2026

Valle (Pd) attacca: "Persone obbligate ad aspettare mesi o fare chilometri"

pubDate§§ 2026-09-03T11:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303224408120.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303224408120.PDF', 'title': 'torinoggi.it'} tp:url§§ https://www.torinoggi.it/2026/09/03/leggi-notizia/argomenti/sanita-5/articolo/ecodoppler-e-visita-fisiatrica-negli-ospedali-di-torino-primo-posto-nel-2027.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303224408120.PDF tp:ocr§§ Edizione locale IlNazionale.itIl primo posto è nel 2027. È questa la risposta più frequente a chi cerca di prenotare una visita o un esame negli ospedali di Torino e provincia. É appena arrivato settembre 2026, ma per chi prova a fissare un controllo nella sanità pubblica piemontese il calendario è già abbondantemente proiettato al prossimo anno.I datiPer un’ecografia della cute a Torino non c’è nessun posto, se si vuole tentare fuori la prima disponibilità è a Vercelli.Per un’ecografia dell’addome superiore bisogna andare a Chivasso, perché all'ombra della Mole ancora una volta non compare alcuna disponibilità. Per una visita fisiatrica sempre a Torino bisogna aspettare febbraio 2027. Se serve un ecodoppler degli arti inferiori, nel capoluogo si arriva ad aprile 2027, esattamente come per una visita reumatologica. Per una visita oculistica bisogna attendere fino ad agosto 2027 e spostarsi a Domodossola. Una visita ematologica trova la prima disponibilità a luglio 2027, ma non a Torino. Valle (PD) all'attaccoE nell’ASL TO3 non compare disponibilità per una mammografia nemmeno attraverso Prevenzione Serena. A delineare il quadro è il consigliere regionale del PD Daniele Valle, che commenta: "Non stiamo parlando di qualche settimana di attesa o della necessità di spostarsi di pochi chilometri. Stiamo parlando di persone che per ricevere una prestazione sanitaria, anche essenziale, devono attendere mesi, oppure attraversare il Piemonte"."È qui -rincara il dem - che il problema delle liste d’attesa smette di essere organizzativo e diventa una gigantesca questione di diseguaglianza". Il nuovo rapporto GIMBE  dice che nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE e dei Paesi europei. "Numeri - aggiunge Valle - che rendono sempre più difficile sostenere la narrazione del Governo Meloni secondo cui alla sanità sarebbero state destinate risorse sufficienti. In Piemonte, inoltre, aspettiamo ancora il nuovo CUP regionale".Il tema della sanità pubblica sarà al centro del dibattito previsto giovedì 10 settembre alle 18.30 alla Festa dell’Unità di Torino, insieme a Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità della Segreteria nazionale del Partito Democratico.Cinzia Gatti tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303224408120.PDF §---§ title§§ Gimbe, spesa sanitaria: Italia all'ultimo posto nel G7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273707621.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tuttosanita.com" del 03 Sep 2026

TuttoSanità - Gimbe, spesa sanitaria: Italia all''ultimo posto nel G7 - CAMPANIA

pubDate§§ 2026-09-03T08:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273707621.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273707621.PDF', 'title': 'tuttosanita.com'} tp:url§§ https://www.tuttosanita.com/gimbe-spesa-sanitaria-italia-allultimo-posto-nel-g7/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=gimbe-spesa-sanitaria-italia-allultimo-posto-nel-g7 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273707621.PDF tp:ocr§§ Sempre bassi e fissi, come i prezzi della pubblicità di un noto supermercato. Poi i soliti balletti delle cifre  prodotti dalla politica a seconda che si poggino i nobili lombi  sugli scranni della maggioranza o dell’opposizione. Alla fine però  la matematica che, almeno sino ad ora, non è un’opinione, ristabilisce le cose.  Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta al 6,2% del PIL, contro il 7,1% della media OCSE e dei Paesi europei dell’area OCSE. La spesa pro capite è pari a 3.952 dollari e colloca l’Italia al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area OCSE e all’ultimo posto nel G7. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione GIMBE sui dati OECD Health Statistics, aggiornati al 17 luglio 2026.Rispetto al 2024, quando era pari al 6,3%, la quota di PIL destinata alla spesa sanitaria pubblica scende di 0,1 punti percentuali. Sul fronte pro capite, l’Italia spende 909 dollari meno della media OCSE, pari a 4.861 dollari, e 1.013 dollari meno della media dei Paesi europei, pari a 4.965 dollari. Tra gli Stati membri dell’Unione europea, 14 investono più dell’Italia.Secondo l’elaborazione GIMBE, il differenziale di 1.013 dollari corrisponde a 612,4 euro pro capite. Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’Istat al 1° gennaio 2026, il divario complessivo rispetto alla media europea raggiunge 36,1 miliardi di euro.«Sino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei», rileva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. Il divario, secondo l’analisi, si è successivamente ampliato e nel 2025 l’Italia rimane ultima tra i Paesi del G7, con una spesa pro capite inferiore alla metà di quella della Germania, pari a 8.726 dollari.L’analisi arriva mentre si avvia il confronto sulla Legge di Bilancio 2027. GIMBE chiede un rifinanziamento progressivo della sanità pubblica accompagnato da riforme strutturali del SSN. Cartabellotta richiama la necessità di «un patto tra tutte le forze politiche» che garantisca continuità alle risorse e alle riforme oltre il confronto annuale sulla Manovra.La Fondazione richiama anche le valutazioni di OCSE, Commissione europea e OMS Europa sulla capacità del SSN di garantire l’accesso tempestivo ed economicamente sostenibile alle cure. Nel comunicato GIMBE ricorda che il Consiglio dell’Unione europea, il 10 luglio, ha adottato una raccomandazione affinché l’Italia migliori la tempestività dell’accesso a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave.Un ulteriore fronte riguarda l’assistenza territoriale finanziata dal PNRR. Secondo GIMBE, al 1° settembre, a due mesi d2.alla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità. Il Ministero della Salute, riferisce il comunicato, ha precisato che sono ancora in corso le verifiche e l’acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione dei due obiettivi.«Senza dati aggiornati su servizi effettivamente erogati e personale disponibile», afferma Cartabellotta, rimane secondo GIMBE il rischio che le nuove strutture non riescano a garantire la presa in carico territoriale prevista dalla nuova normativa in materiaCondividi:Condividi su TumblrE-mailWhatsAppStampaMi piace:Mi piace Caricamento...Correlati tp:writer§§ La Redazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303273707621.PDF §---§ title§§ Gimbe, quasi un cittadino su 10 rinuncia cure - Umbria TV link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302007703137.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbriatv.com" del 02 Sep 2026

pubDate§§ 2026-09-03T02:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302007703137.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302007703137.PDF', 'title': 'umbriatv.com'} tp:url§§ https://www.umbriatv.com/notizie/salute/sanita/gimbe-quasi-un-cittadino-su-10-rinuncia-cure/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302007703137.PDF tp:ocr§§ Secondo il report della Fondazione GIMBE in Umbria il 9,2% di persone rinuncia a visite ed esami, un dato peggiore della media italiana. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica è scesa al 6,2% del PIL, allontanando l’Italia dai parametri europei con un gap di oltre 36 miliardi di euro. Il presidente Cartabellotta sollecita la fine delle manovre tampone e chiede interventi strutturali urgenti per salvare la tutela della salute.© Umbria Televisioni S.R.L. Via Monteneri, 37 06129 Perugia - P.IVA 00496230541 | Powered by Rubidia tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090302007703137.PDF §---§ title§§ Mangialardi (Pd): "Crolla la spesa sanitaria italiana 2025: 6,2% del PIL. La mia proposta di legge alle Camere per portarla almeno alla media Ocse (7,1%)" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303218508173.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "viveremarche.it" del 03 Sep 2026

I dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.

pubDate§§ 2026-09-03T12:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303218508173.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303218508173.PDF', 'title': 'viveremarche.it'} tp:url§§ https://www.viveremarche.it/2026/09/03/mangialardi-pd-crolla-la-spesa-sanitaria-italiana-2025-62-del-pil-la-mia-proposta-di-legge-alle-camere-per-portarla-almeno-alla-media-ocse-71/153195 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303218508173.PDF tp:ocr§§ I dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303218508173.PDF §---§ title§§ Mangialardi (Pd): "Crolla la spesa sanitaria italiana 2025: 6,2% del PIL. La mia proposta di legge alle Camere per portarla almeno alla media Ocse (7,1%)" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219008174.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "viveresenigallia.it" del 03 Sep 2026

I dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.

pubDate§§ 2026-09-03T12:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219008174.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219008174.PDF', 'title': 'viveresenigallia.it'} tp:url§§ https://www.viveresenigallia.it/2026/09/03/mangialardi-pd-crolla-la-spesa-sanitaria-italiana-2025-62-del-pil-la-mia-proposta-di-legge-alle-camere-per-portarla-almeno-alla-media-ocse-71/153194 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219008174.PDF tp:ocr§§ da Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDI dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.Il sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale risulta ancora più evidente se comparato con gli altri Paesi europei: ben 14 di essi, infatti, investono nella sanità più dell’Italia. La Germania, addirittura, l’11% del PIL.Le conseguenze di queste politiche volte a indebolire la sanità pubblica sono immediatamente visibili sulla pelle dei cittadini italiani, che sempre più spesso (circa 1 su 10) sono costretti a rinunciare alle cure.È paradossale che, proprio mentre la spesa sanitaria crolla, lo stesso governo Meloni responsabile di questa strategia di tagli si impegna a portare le spese militari al 5%: praticamente, spenderemo per le armi quanto per la salute.Si tratta di una scelta legittima, ma che reputo profondamente sbagliata.Andrebbe fatto invece proprio il contrario: tagliare le spese per le armi e aumentare quelle per la salute.Per andare in questa direzione, auspico innanzitutto che il Consiglio Regionale delle Marche approvi al più presto la mia Proposta di Legge alle Camere “Modifica al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502” (depositata il 3 aprile) nella quale l’importo delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale viene determinato in misura non inferiore al 7,5 per cento del PIL dell’anno precedente, al netto del tasso di inflazione annuale E adeguato all’indice di vecchiaia e all’aspettativa di vita della popolazione.L’obbiettivo che dobbiamo porci è raggiungere gradualmente la media Ocse e tornare ai livelli del 2020, quando il rapporto tra spesa sanitaria e PIL era al 7,4%.Una posizione condivisa anche dalla CGIL, che ha lanciato nei mesi scorsi una proposta di legge di iniziativa popolare volta proprio a portare il rapporto tra spesa sanitaria e PIL al 7,5%.Non c’è più tempo da perdere.da Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDI dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.Il sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale risulta ancora più evidente se comparato con gli altri Paesi europei: ben 14 di essi, infatti, investono nella sanità più dell’Italia. La Germania, addirittura, l’11% del PIL.Le conseguenze di queste politiche volte a indebolire la sanità pubblica sono immediatamente visibili sulla pelle dei cittadini italiani, che sempre più spesso (circa 1 su 10) sono costretti a rinunciare alle cure.È paradossale che, proprio mentre la spesa sanitaria crolla, lo stesso governo Meloni responsabile di questa strategia di tagli si impegna a portare le spese militari al 5%: praticamente, spenderemo per le armi quanto per la salute.Si tratta di una scelta legittima, ma che reputo profondamente sbagliata.Andrebbe fatto invece proprio il contrario: tagliare le spese per le armi e aumentare quelle per la salute.Per andare in questa direzione, auspico innanzitutto che il Consiglio Regionale delle Marche approvi al più presto la mia Proposta di Legge alle Camere “Modifica al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502” (depositata il 3 aprile) nella quale l’importo delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale viene determinato in misura non inferiore al 7,5 per cento del PIL dell’anno precedente, al netto del tasso di inflazione annuale E adeguato all’indice di vecchiaia e all’aspettativa di vita della popolazione.L’obbiettivo che dobbiamo porci è raggiungere gradualmente la media Ocse e tornare ai livelli del 2020, quando il rapporto tra spesa sanitaria e PIL era al 7,4%.Una posizione condivisa anche dalla CGIL, che ha lanciato nei mesi scorsi una proposta di legge di iniziativa popolare volta proprio a portare il rapporto tra spesa sanitaria e PIL al 7,5%.Non c’è più tempo da perdere.Temporali in arrivo, scatta l'allerta: possibili fulmini,...Tragico incidente in A14, muore un 67enne di MontemarcianoAlle 4 di mattina rifiuta l'alcoltest, guidava anche con la...Addio ad Anna Maria Fuligni, volto e anima del Bar Azzurro...Una nidificazione di tartaruga "Caretta caretta" scoperta sul...da Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDI dati Ocse (elaborazione GIMBE) sulla spesa sanitaria 2025 nel nostro Paese delineano un quadro allarmante. A causa dei tagli operati dal Governo Meloni, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è ulteriormente diminuito passando dal 6,3% del 2024 al 6,2% del 2025, a fronte di una media Ocse pari al 7,1%. Le proiezioni al 2028 sono ancora più preoccupanti: secondo la Fondazione GIMBE la spesa sanitaria scenderà sotto al 6% (5,94%), mentre secondo Il Sole 24 Ore arriverà fino al 5,6%.Il sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale risulta ancora più evidente se comparato con gli altri Paesi europei: ben 14 di essi, infatti, investono nella sanità più dell’Italia. La Germania, addirittura, l’11% del PIL.Le conseguenze di queste politiche volte a indebolire la sanità pubblica sono immediatamente visibili sulla pelle dei cittadini italiani, che sempre più spesso (circa 1 su 10) sono costretti a rinunciare alle cure.È paradossale che, proprio mentre la spesa sanitaria crolla, lo stesso governo Meloni responsabile di questa strategia di tagli si impegna a portare le spese militari al 5%: praticamente, spenderemo per le armi quanto per la salute.Si tratta di una scelta legittima, ma che reputo profondamente sbagliata.Andrebbe fatto invece proprio il contrario: tagliare le spese per le armi e aumentare quelle per la salute.Per andare in questa direzione, auspico innanzitutto che il Consiglio Regionale delle Marche approvi al più presto la mia Proposta di Legge alle Camere “Modifica al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502” (depositata il 3 aprile) nella quale l’importo delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale viene determinato in misura non inferiore al 7,5 per cento del PIL dell’anno precedente, al netto del tasso di inflazione annuale E adeguato all’indice di vecchiaia e all’aspettativa di vita della popolazione.L’obbiettivo che dobbiamo porci è raggiungere gradualmente la media Ocse e tornare ai livelli del 2020, quando il rapporto tra spesa sanitaria e PIL era al 7,4%.Una posizione condivisa anche dalla CGIL, che ha lanciato nei mesi scorsi una proposta di legge di iniziativa popolare volta proprio a portare il rapporto tra spesa sanitaria e PIL al 7,5%.Non c’è più tempo da perdere. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/09/03/2026090303219008174.PDF §---§