title§§ Fatti di vita - Diritti civili vs sociali, un derby inutile: arretriamo ovunque link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701894602123.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "FATTO QUOTIDIANO" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T01:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701894602123.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701894602123.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701894602123.PDF tp:ocr§§ Diritti civili vs sociali, un derby inutile: arretriamo ovunque FATTIDIVITA SILVIA TRUZZI I l recente processo di revisionismo della cultura woke, innescato negli Stati uniti da un mea culpadella deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez e rilanciato in Italia da una lettera di Giuseppe Conte a Repubblica, si è rapidamente trasformato in un dibattito “diritti civili contro diritti sociali”. I leader del campo largo, a una sola voce, si sono precipitati a spiegare che gli uni non escludono gli altri. Chi è per il progresso e la democrazia è paladino dei diritti sociali e di quelli civili. Sarà bene dare uno sguardo allo stato di salute degli uni e degli altri. Per scoprire – spoiler – che si tratta di un derby tristemente ridicolo e inutile. I DIRITTI CIVILI, quasi sempre a spesa zero, sono davvero l’unico interesse di una sinistra che ha smesso di essere comunità e si concentra solo sugli individui? La legge Cirinnà (2016) ha istituito le unioni civili tra persone dello stesso sesso, primo riconoscimento giuridico dopo decenni di manfrine su Pacs, Dico e Cus. A oggi l’Italia è rimasto uno dei pochissimi Paesi europei a non riconoscere il matrimonio egualitario. Nel 2012 è stata cancellata la distinzione tra figli legittimi e naturali, nel 2015 è stato approvato il divorzio breve. In questa legislatura è stato approvato il nuovo reato (universale, sic) di gestazione per altri; la legge sulla procreazione as- DA DECENNI sistita (2004), tra le più restrittive TAGLI A SANITÀ, d’Europa, è stata smontata in varie parti dalla Corte costituziona- WELFARE, le. Sui diritti civili la Corte ha fatto SCUOLA, ETC. assai più del Parlamento: nel 2022 ha dichiarato illegittimo E LA CONSULTA l’automatismo del cognome pa- COLMA I VUOTI terno; nel 2025 ha riconosciuto per la prima volta alle coppie di LEGISLATIVI donne il diritto di registrare entrambe le madri alla nascita del figlio concepito con procreazione assistita all’estero. Sul fine vita la Consulta ha sostanzialmente dichiarato legittimo, in presenza di determinate condizioni, il suicidio assistito (2019, sentenza sul caso di Marco Cappato e Dj Fabo) e ha messo un ulteriore tassello l’anno scorso quando si è occupata della legge della Toscana, prima Regione a disciplinare la materia. Vanamente i giudici hanno sollecitato il Parlamento perché legiferasse per colmare il vuoto normativo. VENENDO AI DIRITTI SOCIALI, le cose non vanno meglio. La Costituzione spiega che il lavoro fonda la Repubblica (ma sarebbe meglio dire il lavoretto, e questo da ben prima del Jobs Act, vedi il pacchetto Treu, 1997) e che il lavoratore ha diritto a una paga che gli consenta di avere una vita dignitosa. Sul fronte salari e potere d’acquisto siamo l’unica economia avanzata che registra un segno meno rispetto al 1990. Mentre è stato abolito il reddito di cittadinanza e non esiste un salario minimo stabilito per legge, secondo l’Istat (ultimi dati di un anno fa, riferiti al 2024) vivono in povertà assoluta 5,7 milioni di persone, il 9,8% dei residenti, quasi uno su dieci, in povertà relativa, 8,7 milioni di individui. La Costituzione, sempre più carta straccia, assicura ai cittadini il diritto alla salute e all’istruzione. Il servizio sanitario nazionale, fiore all’occhiello della nostra democrazia, viene sistematicamente sottofinanziato (basta leggere i numerosi report della Fondazione Gimbe) e lo stesso vale per l’intero sistema scolastico e universitario. Dopo la macelleria sociale della Troika, in Grecia fu approvato il matrimonio egualitario: è uno dei casi più citati di scambio tra diritti civili a spesa invariata e diritti sociali martoriati perché costano. Ma i diritti civili in Italia avanzano al ralentie grazie agli interventi della Corte, quelli sociali vengono svuotati dalle manovre di bilancio. Non c’è nessun derby o se volete nessun vincitore. ---End text--- Author: SILVIA TRUZZI Heading: FATTIDIVITA SILVIA TRUZZI Highlight: DA DECENNI TAGLI A SANITÀ, WELFARE, SCUOLA, ETC. E LA CONSULTA COLMA I VUOTI LEGISLATIVI Image: -tit_org- Fatti di vita - Diritti civili v s sociali, un derby inutile: arretriamo ovunque -sec_org- tp:writer§§ SILVIA TRUZZI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701894602123.PDF §---§ title§§ La battaglia in Parlamento e i ricorsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701643104712.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "PREALPINA" del 27 Aug 2026

Iter avanti ma l'opposizione si prepara: «Patrioti piegati ai secessionisti»

pubDate§§ 2026-08-27T03:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701643104712.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701643104712.PDF', 'title': 'PREALPINA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701643104712.PDF tp:ocr§§ La battaglia in Parlamento e i ricorsi Iter avanti ma l’opposizione si prepara: «Patrioti piegati ai secessionisti» DIBATTITO & POLEMICHE MILANO -Sarà tutta in discesa l’attribuzione di forme di autonomia nelle materie protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa? Naturalmente la Lega se lo augura. «Fare un’autonomia differenziata come l’avete fatta voi, senza mettere un euro per ridurre i divari, vuol dire vedere oggi i sedicenti patrioti piegarsi all’antico sogno secessionista di una Lega Nord che non esiste nemmeno più. State provando a dividere ulteriormente il Paese», ha risposto piccata in aula a luglio la segretaria del Pd Elly Schlein (nella foto). Dopo l’imminente, nuovo via libera a Milano, l’autonomia differenziata con l’approvazione degli schemi di intesa dovrà ripassare dal Parlamento dove le minoranze, nello specifico i gruppi parlamentari di Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra, promettono battaglia. Secondo le opposizioni si prefigura il rischio concreto di trasformare la Repubblica Italiana in una confederazione dai profili tutt’altro che chiari. A tutto questo va aggiunto che il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha preannunciato il ricorso davanti alla Corte Costituzionale. A detta del governatore Dem pugliese la devoluzione della sanità danneggerebbe il Mezzogiorno, come per altro denunciato durante le audizioni dalla fondazione Gimbe e da altri esperti. Un’eventualità che anche alla luce di quello che è successo con il referendum sulla riforma della magistratura potrebbe dare luogo a risvolti politico-istituzionali tutto fuorché irrilevanti. Sorge spontaneo chiedersi se i vertici del centrodestra riusciranno a convincere i propri deputati e senatori meridionali della bontà della devolution cara alla Lega. E, dall’altro lato, se i movimenti referendari saranno in grado di mobilitare l’opinione pubblica sul tema. A fronte dei detrattori della devoluzione, pressoché certi che con la riforma «il turismo sanitario aumenterà, i costi saranno a carico delle regioni di provenienza dei pazienti, ma i cittadini del Nord vedranno allungarsi le liste d’attesa», il ministro Calderoli ha replicato così: «La sanità di serie A e di serie B possono essere colpa dell’Autonomia differenziata che ancora non c’è o l’Autonomia può essere uno strumento per risolvere questi problemi, dimostrando a chi è indietro che si può fare meglio?». «Lo dico ora: vedrete che a cose fatte, una volta realizzata, l’autonomia differenziata renderà migliore il governo della cosa pubblica», vaticina il consigliere leghista Emanuele Monti. «A quel punto le regioni chiederanno di poter avere ulteriori deleghe e materie». In effetti, quelle potenzialmente attribuibili sono ben 23. Lu.Tes. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: lutes. Heading: DIBATTITO & POLEMICHE Highlight: Image: -tit_org- La battaglia in Parlamento e i ricorsi -sec_org- tp:writer§§ lutes. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701643104712.PDF §---§ title§§ La sanità dei conti e quella reale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701895202117.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "RIFORMISTA" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T01:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701895202117.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701895202117.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701895202117.PDF tp:ocr§§ La sanità dei conti e quella reale M.A.M. L a sanità è il terreno su cui l’intesa veneta viene giudicata, e quello su cui il dibattito ha prodotto più confusione. Conviene separare due cifre che circolano insieme e non misurano la stessa cosa. La prima è quella dei trecento milioni. Presentando l’intesa in Consiglio dei ministri a febbraio, Stefani ha spiegato che l’integrazione dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria consentirà di superare le attuali rigidità e potrà tradursi, per il Veneto, in circa trecento milioni aggiuntivi destinati ai cittadini, con effetti anche sull’accesso ai finanziamenti per l’ammodernamento edilizio e tecnologico. Non è un trasferimento iscritto da qualche parte, ma la stima dell’effetto di un cambio di regola contabile. Lo ha ribadito il 5 giugno, in audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, collegando quelle risorse alla possibilità di alzare gli stipendi di medici e infermieri attraverso i risparmi. La seconda cifra è di segno opposto. Illustrando la pre-intesa al Consiglio regionale, Stefani aveva quantificato in poco più di diciassette milioni le risorse immediatamente reinvestibili nel sistema sanitario. Elena Ostanel, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha collocato la somma nella proporzione che le compete: lo 0,14 per cento della spesa sanitaria regionale, che nel bilancio 2026 vale oltre 11,9 miliardi. Fra le due letture si è aperto in primavera un caso politico. Le opposizioni hanno sostenuto che il testo uscito dal Consiglio dei ministri fosse ridimensionato rispetto alla pre-intesa dell’era Zaia proprio sul capitolo sanitario, e hanno chiesto che il presidente riferisse in aula. Carlo Cunegato, capogruppo di Avs, ha parlato di sgomento; Giovanni Manildo, dopo l’audizione di giugno, ha sostenuto che Stefani avesse certificato la fine dell’autonomia differenziata. Resta il punto che nessuna delle due contabilità affronta. Nelle stesse settimane la Fondazione Gimbe rilevava in Veneto una carenza di novantasei pediatri, pari a un quinto del deficit nazionale, e il vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Micalizzi denunciava, cinquantotto comuni padovani senza pediatra. È su temi tremendamente reali come questo che i cittadini misureranno l’autonomia. ---End text--- Author: m a m Heading: Highlight: Image: -tit_org- La sanità dei conti e quella reale -sec_org- tp:writer§§ m a m guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701895202117.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: primo «suicidio volontario» = La scelta di Domenico Primo suicidio assistito gestito in un ospedale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701680205099.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "CORRIERE DELLA SERA" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701680205099.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701680205099.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701680205099.PDF tp:ocr§§ CASO IN LOMBARDIA Sanità pubblica: primo «suicidio volontario» La scelta di Domenico Primo suicidio assistito gestito in un ospedale Milano,il59enneconlasclerosimultipla:donatoilcorpoallaricerca F ine vita, in Lombardia il primo caso di suicidio medicalmente assistito in una struttura sanitaria pubblica. L’uomo, 59 anni, soffriva di sclerosi multipla. a pagina 22 Il quarto caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito porta con sé un ulteriore passaggio verso il diritto al fine vita. Domenico Zuccarella, 59enne di Giussano (Monza e Brianza) affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto in una struttura sanitaria e non a casa sua, come è invece avvenuto per gli altri pazienti che hanno scelto la stessa strada. È la prima volta che accade in Italia, almeno tra le storie finora emerse. Il Servizio sanitario regionale — secondo un iter già seguito in precedenza — tramite l’Asst Ovest Milanese ha fornito il farmaco letale, gli strumenti perché il paziente se lo autosomministrasse, il personale sanitario che monitorasse la situazione. E ha garantito l’intera procedura in un ospedale: il 59enne non ha voluto tornare a casa. D’altra parte già da alcuni anni era assistito in una residenza sanitaria per disabili. Domenico ha inoltre scelto di donare il proprio corpo alla ricerca. Ex imbianchino, aveva dovuto smettere di lavorare nel 2011, un anno dopo la comparsa dei primi sintomi della malattia. Ora riusciva solo a muovere alcune dita della mano sinistra. «Sono oramai quasi del tutto privo di forza, stordito da farmaci che non servono a curarmi, bensì a trattenermi in una condizione di continua, insopportabile e inaccettabile sofferenza...», raccontava pochi mesi fa, ricordando l’ultima vacanza nel 2009 a Marrakech e i giri in moto a cui era stato costretto a rinunciare da tempo. Quello di Domenico è il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia dopo l’emanazione, lo scorso giugno, delle indicazioni operative della Regione per la gestione delle domande di fine vita. Una sorta di vademecum per aiutare gli ospedali, in assenza di una legge nazionale o regionale sul tema. Eppure per il 59enne non sono stati seguiti i tempi riportati nel documento (non vincolante). L’associazione Luca Coscioni, che ha seguito il paziente in tutto il percorso, sottolinea che dalla richiesta all’Asst Ovest Milanese dell’8 novembre 2025 all’effettiva attuazione della procedura sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, contro i 145 giorni stabiliti dalle indicazioni regionali. Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, a fine maggio il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale della Coscioni e sua difensora, aveva presentato un ricorso d’urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della malattia. La Commissione medica il 18 maggio aveva accertato a maggioranza la presenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per accedere al suicidio medicalmente assistito (irreversibilità della patologia, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, capacità di prendere decisioni libere e consapevoli). Nell’udienza del 23 giugno, Domenico aveva espresso direttamente al giudice il peso dell’attesa: «Sono stanco, non ne posso più». Il 25 agosto, la conclusione. Filomena Gallo con Marco Cappato, tesoriere della Coscioni, sottolineano: «Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione. Oggi in Lombardia esiste dunque un percorso concretamente tracciato. Ma per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare “Liberi subito”». L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso contesta però la Coscioni, ricordando la «volontà del paziente, prima della procedura, che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata. Possiamo c onfermare che il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Sara Bettoni Heading: Highlight: ? L’associazione Coscioni Il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intera fase. Troppi però 290 giorni di attesa La vicenda ? Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva è morto con il suicidio volontario il 25 agosto ? Zuccarella è la terza persona in Lombardia ad accedere alla morte volontaria e il primo caso in cui il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intera procedura (dall’assistenza al farmaco) ? Il primo caso di suicidio volontario gestito dal Sistema nazionale risale al 2023 ed è avvenuto in FriuliVenezia Giulia ? La patologia SCLEROSI MULTIPLA È una malattia infiammatoria e cronica del sistema nervoso centrale in cui il sistema immunitario attacca la mielina, la guaina protettiva che riveste le fibre nervose. Colpisce cervello, midollo spinale e nervi ottici. I sintomi possono essere lievi o gravi e variano da persona a persona. La sclerosi multipla secondariamente progressiva è una forma caratterizzata da un’evoluzione della disabilità persistente: progredisce in modo graduale e costante nel tempo Image:Ex imbianchino Domenico Zuccarella, di Giussano (Monza e Brianza) aveva 59 anni. Lo scorso giugno al giudice aveva detto: «Sono stanco, non ne posso più» -tit_org- Sanità pubblica: primo «suicidio volontario» La scelta di Domenico Primo suicidio assistito gestito in un ospedale -sec_org- tp:writer§§ Sara Bettoni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701680205099.PDF §---§ title§§ Specializzazioni mediche, disponibili 14.483 contratti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681405095.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "ITALIA OGGI" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681405095.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681405095.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681405095.PDF tp:ocr§§ Specializzazioni mediche, disponibili 14.483 contratti Sono 14.483 i contratti di formazione medica specialistica a disposizione per il prossimo anno accademico. È quanto si apprende dal decreto del ministero della salute pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 196 del 25 agosto. Il decreto è accompagnato da una serie di tabelle che specificano i posti per singola specializzazione. Nell’area funzionale «Chirurgia» si contano 116 posti per cardiochirurgia, 646 per chirurgia generale, 51 per chirurgia maxillo-facciale, 60 per chirurgia pediatrica, 101 per chirurgia plastica, 87 per chirurgia toracica, 117 per chirurgia vascolare. A questi si aggiungono 534 posti per ginecologia e ostetricia, 130 per neurochirurgia, 208 per oftalmologia, 470 per ortopedia e traumatologia, 182 per otorinolangoiatria e 264 per urologia. Nella funzione servizi ci sono, invece, 168 posti per anatomia patologica, 1.438 per anestesia, 34 per audiologia e foniatria, 114 per farmacologia e tossicologia clinica, 70 per genetica medica, 542 per igiene e medicina preventiva, 372 per medicina fisica e riabilitativa, 187 per medicina del lavoro, 153 per medicina legale, 80 per medicina nucleare, 108 per microbiologia e virologia, 272 per patologia clinica e biochimica clinica, 658 per radiodiagnostica, 139 per radioterapia e 47 per statistica sanitaria e biometria. Nell’area funzionale «Medicina» si contano, invece, 79 posti per allergologia e immunologia clinica, 119 per dermatologia e venereologia, 217 per ematologia, 204 per endocrinologia e 353 per geriatria. Sono poi 603 i posti per malattie dell’apparato cardiovascolare, 209 per malattie dell’apparato digerente, 246 per malattie dell’apparato respiratorio, 134 per medicina di comunità, 228 per malattie infettive, 79 per medicina dello sport, 954 per medicina di emergenza-urgenza, 155 per medicina e cure palliative, 820 per medicina interna e 8 per medicina termale. Completano il quadro 340 posti per nefrologia, 326 per neurologia, 223 per neuropsichiatria infantile, 297 per oncologia medica, 823 per pediatria, 548 per psichiatria, 108 per reumatologia e 62 per scienza dell’alimentazione. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Specializzazioni mediche, disponibili 14.483 contratti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681405095.PDF §---§ title§§ Fine vita, la Lombardia anticipa le Camere Primo suicidio assistito gestito dalla Asl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681205097.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "MESSAGGERO" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681205097.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681205097.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681205097.PDF tp:ocr§§ Fine vita, la Lombardia anticipa le Camere Primo suicidio assistito gestito dalla Asl IL CASO MILANO Domenico Zuccarella aveva 59 anni, una sclerosi multipla diagnosticata nel 2009 e un solo desiderio: «Sono stanco, non ne posso più. Voglio farla finita, vorrei morire. Ormai muovo solo tre dita della mano sinistra», la sua ultima supplica lo scorso giugno al giudice chiamato a esprimersi sul suo ricorso di urgenza per accedere al suicidio assistito. Aveva presentato la richiesta l’8 novembre 2025 e dopo 290 giorni, oltre nove mesi, il suo desiderio è stato accolto e ieri è morto. E per la prima volta in Lombardia la procedura è stata interamente gestita dal Servizio sanitario regionale, che si è occupato del farmaco, della strumentazione necessaria e ha messo a disposizione il luogo in cui Domenico ha chiuso gli occhi per sempre. Zuccarella prima di ammalarsi faceva l’imbianchino e amava la vita, «adesso sono stordito da farmaci che non servono a curarmi, bensì a trattenermi in una condizione di continua, insopportabile e inaccettabile sofferenza. Ho bisogno di aiuto per tutto, per spostarmi, lavarmi, mangiare. Ogni giorno peggiora», raccontava. È la terza persona in Lombardia a morire con il suicidio assistito, ma è la prima in cui il Servizio sanitario ha organizzato la fase attuativa, non limitandosi alla verifica dei requisiti e fornendo anche il personale sanitario disponibile su base volontaria. «Domenico ha aperto una strada per chi verrà dopo», commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni dando la notizia della morte dell’uomo. Ricordandone la sua tenacia tra attese e ricorsi, nonostante le linee guida regionali prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, e sollecitando nuovamente il Consiglio lombardo ad approvare in questa legislatura la legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito. La risposta, irritata, arriva dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso che accusa l’associazione di avere «trasformato una vicenda così intima in uno strumento di battaglia mediatica, senza rispettare la persona, la sua volontà, la sua dignità» e ribadisce che «il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle indicazioni regionali e dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale». LA POLITICA L’inclusione del Sistema sanitario nazionale nelle pratiche di fine vita è in discussione da mesi senza trovare una quadra in Parlamento. È questo uno dei dossier su cui Forza Italia promette di insistere alla ripresa dei lavori in Senato: «A settembre chiederemo la calendarizzazione in Aula del disegno di legge», dice al Messaggero la senatrice di Forza Italia, Stefania Craxi, ospite al Meeting di Rimini. Da capogruppo forzista in Senato sta portando avanti un’opera di mediazione tra i colleghi di coalizione, restii a coinvolgere le strutture pubbliche, e le opposizioni che, al contrario, non intendono fare compromessi al ribasso sul punto. Tant’è: proprio tra le file dem si fa largo l’idea di presentare comunque l’emendamento sul Ssn nel caso un accordo non andasse in porto, sottoponendolo al voto segreto. Con la speranza che a votarlo, alla fine, siano anche gli azzurri. Lo stallo sull’esame del disegno di legge messo a punto dai due relatori di maggioranza, Pierantonio Zanettin (FI) e Ignazio Zullo (FdI) si concentra appunto sull’opportunità o meno del coinvolgimento del Sistema sanitario. A esprimere contrarietà è soprattutto il partito della premier: una posizione in linea con quella del sottosegretario Alfredo Mantovano, il quale fin dall’inizio dell’iter ha attenzionato il dossier. Una prima soluzione, messa a punto da Craxi e depositata come emendamento, prevede di coinvolgere su base volontaria e gratuita i medici ospedalieri e di medicina generale in regime di intra moenia. Il compromesso politico andrà costruito al rientro dalle vacanze estive, ma per riuscirci saranno necessari tempi certi. Per questo la capogruppo forzista punta a richiedere la calendarizzazione in Aula del disegno di legge della ma ggioranza. «Se il centrodestra arriverà in Senato con il proprio testo, noi ripresenteremo l’emendamento sul sistema sanitario nazionale», ragiona un maggiorente dem. Ed è con il voto segreto che, sperano, ai voti delle opposizioni potrebbero aggiungersi anche quello degli azzurri. Uno scenario rispetto al quale lo stesso segretario di FI, sempre dal Meeting, frena: «Votare un emendamento del Pd? La vedo difficile». Claudia Guasco Valentina Pigliautile © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Claudia Guasco :-: Valentina Pigliautile Heading: Highlight: IL CASO DI DOMENICO ZUCCARELLA, MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA LA SANITÀ LOCALE HA ORGANIZZATO L’INTERA PROCEDURA Image:Domenico Zuccarella ha avuto accesso al suicidio assistito -tit_org- Fine vita, la Lombardia anticipa le Camere Primo suicidio assistito gestito dalla Asl -sec_org- tp:writer§§ Claudia Guasco - Valentina Pigliautile guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681205097.PDF §---§ title§§ Due vaccini insieme? Si possono fare in sicurezza "Nessun effetto collaterale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681305098.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "REPUBBLICA SALUTE" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681305098.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681305098.PDF', 'title': 'REPUBBLICA SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681305098.PDF tp:ocr§§ Due vaccini insieme? Si possono fare in sicurezza “Nessun effetto collaterale” Somministrare nello stesso giorno i vaccini contro Covid e influenza non aumenta il rischio di eventi avversi gravi o clinicamente significativi rispetto all’eventualità in cui venga inoculato solo il vaccino antinfluenzale. Lo prova una ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine firmata dai ricercatori della Washington University di St. Louis, che hanno condotto una simulazione di studio clinico mirato, includendo i dati di 2,5 milioni di pazienti del sistema sanitario del Dipartimento degli Affari dei veterani degli Stati Uniti. I dati sono relativi al periodo compreso tra il 1° settembre 2022 e il 26 agosto 2025. L’obiettivo era quello di valutare il rischio che si verificassero effetti collaterali entro 90 giorni dalla somministrazione concomitante dei vaccini contro Covid (bivalente, adattato a XBB e a KP) e influenza. A tale proposito sono state confrontate oltre 700.000 persone che avevano ricevuto entrambi i vaccini con oltre 1,8 milioni che invece avevano fatto solo il vaccino antinfluenzale. E hanno esaminato 46 potenziali eventi avversi, raggruppati per gravità. Cos’è risultato? La vaccinazione simultanea contro il Covid e influenza, sostengono gli esperti, “non ha aumentato il rischio di eventi cardiovascolari e trombotici, disturbi neurologici, disturbi immuno-mediati e altri esiti durante tre periodi di aggiornamento della formulazione del vaccino stesso”. Quindi, concludono, “i risultati confermano che la somministrazione di entrambi i vaccini nella stessa seduta sia sicura”. La vaccinazione contestuale Covid più influenza, che può essere fatta dal medico di base o in farmacia, consente un risparmio di tempo perché una sola visita medica copre entrambi i virus stagionali e, secondo gli studi, garantisce una buona risposta immunitaria: efficacia e sicurezza restano ottimali, senza ridurre la protezione dei due vaccini. D.Z. ---End text--- Author: d. z. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Due vaccini insieme? Si possono fare in sicurezza “Nessun effetto collaterale” -sec_org- tp:writer§§ D. Z. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681305098.PDF §---§ title§§ La Sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma dote in bilico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681505096.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "SOLE 24 ORE" del 27 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-27T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681505096.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681505096.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681505096.PDF tp:ocr§§ La Sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma dote in bilico Le richieste Giorgetti non chiude, ma le risorse in più si potrebbero ridurre a 3-4 mld Serve un miliardo per finanziare un vero piano di assunzioni di medici e infermieri da destinare in via prioritaria alle nuove strutture della Sanità territoriale come le Case di comunità e da assoldare anche nella battaglia contro le liste d'attesa. Nella dote dovrebbe rientrare anche un possibile aumento degli stipendi del personale sanitario, in particolare l'indennità di specificità che compare nelle buste paga sia degli infermieri che dei camici bianchi. Un altro miliardo andrebbe destinato all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea) e cioè le cure che il Ssn deve garantire a tutti gli italiani e delle tariffe ospedaliere e della specialistica ambulatoriale (visite ed esami). E poi servirebbero 600-700 milioni per potenziare ancora di più la prevenzione sulla scia di quanto fatto nella manovra dell'anno scorso: l'idea è ampliare l'offerta degli screening contro i tumori e le vaccinazioni a partire da quelle contro il virus sinciziale che provoca le bronchioliti tra i neonati. Si punta anche a una fiche di un centinaio di milioni per cominciare a dare vita a una rete ospedaliera di terzo livello (con Irccs e grandi ospedali) su cui in Parlamento c'è anche un Ddl delega. Infine, altri 300 milioni potrebbero finanziare interventi su misura su autismo, salute mentale, disturbi alimentari oltre che per la non autosufficienza e il fine vita. Eccola la lunga lista dei desiderata per la nuova legge di bilancio messa in fila dai tecnici del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci che a fine luglio ha incontrato il collega al Mef Giancarlo Giorgetti con una richiesta di 5-5,5 miliardi in più per la Sanità, di cui circa la metà da lasciare “indistinta” dentro il Fondo sanitario per arginare gli effetti dell'inflazione e alzare i tetti della spesa farmaceutica (si veda il Sole 24 ore del 20 agosto). Risorse in più, queste, necessarie anche per mantenere l'asticella dei fondi per la Sanità sulla linea Maginot del 6,3-6,4% sul Pil, un'asticella che, se superata al ribasso, attirerebbe gli attacchi delle opposizioni che avrebbero così anche un argomento forte - i famosi “tagli alla Sanità” - da giocarsi in vista della lunga campagna elettorale che ci porterà alle elezioni del prossimo anno. Ecco perché Giorgetti non dovrebbe abbassare troppo la dote richiesta da Schillaci, anche se sembra molto difficile - viste le risorse contate e le tante emergenze - che sarà accontentato in pieno: è più verosimile che la cifra si abbassi a 3-4 miliardi verificando, inoltre, se nel computo complessivo sarà calcolato anche il miliardo già stanziato dalla manovra dell'anno scorso. Insomma. la dote è ancora in bilico e tutta da verificare ma è certo che l'emergenza personale - come sottolineato più volte dal ministro della Salute - sarà la priorità delle priorità. Innanzitutto, ci sono da assicurare le risorse per assumere il personale necessario a far lavorare a pieno regime le oltre 1200 Case di comunità appena aperte grazie ai 2 miliardi stanziati dal Pnrr: si stima che per queste nuove strutture dove fare prime visite ed esami oltre alla prevenzione servono circa 19mila infermieri di famiglia e di comunità. Figure queste che, al di là delle risorse, sarà molto difficile trovare sul “mercato” vista la cronica carenza di infermieri. Da assoldare anche i medici e non solo quelli di famiglia che dovrebbero svolgere un certo numero di ore dentro le Case di comunità anche se restano più che restii come dimostra l'annuncio ieri di uno sciopero del Sindacato Smi proprio contro queste ore obbligatorie. Proprio la difficoltà a trovare il personale potrebbe spingere qualche Regione, come sta già accadendo, ad esternalizzare i servizi al privato dopo aver costruito le mura di Case e Ospedali di comunità. Un segnale sarà necessario anche sulle liste d'attesa su cui il ministro Schillaci ha messo la faccia con un piano e la Piattaforma che finalmente sta cominciando a funzionare: su questo fronte non è escluso che venga alzato ancora il tetto di spesa per l'acquisto di prestazioni dal privato accreditato. Come dovrebbe essere aumentato il tetto di spesa della farmaceutica di uno 0,20%-0,25% anche per attutire l'impatto del payback sulle aziende farmaceutiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Il personale è la priorità, ma poi si punta ad avere i fondi anche per liste d’attesa, prevenzione, nuovi Lea e tariffe Image:adobestock Emergenza personale. La manovra dovrebbe finanziare un piano di assunzioini e l’aumento degli stipoendi -tit_org- La Sanità chiede 5 miliardi, uno per le assunzioni. Ma dote in bilico -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/27/2026082701681505096.PDF §---§