title§§ Non solo malattie infettive Il bersaglio dei vaccini? C'è anche l'invecchiamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665304939.PDF description§§
Estratto da pag. 25 di "CORRIERE DELLA SERA" del 26 Aug 2026
Estratto da pag. 28 di "ITALIA OGGI" del 26 Aug 2026
Estratto da pag. 25 di "ITALIA OGGI" del 26 Aug 2026
Una Piattaforma nazionale per le liste di attesa. Case della Comunità con équipe medica multidisciplinare e dotate di strumenti diagnostici. In G.U. il dm salute Piattaforma nazionale metterà in rete Cup e siti regionali
pubDate§§ 2026-08-26T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664204940.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664204940.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664204940.PDF tp:ocr§§ Sanità, un taglio alle code Una Piattaforma nazionale per le liste di attesa. Case della Comunità con équipe medica multidisciplinare e dotate di strumenti diagnostici. In G.U. il dm salute SANITA’/ In Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della salute con il Piano 2026-2028 Liste d’attesa gestite dal centro Piattaforma nazionale metterà in rete Cup e siti regionali Una Piattaforma nazionale per le liste di attesa che avrà il compito di assicurare l'interoperabilità con i CUP e le 21 piattaforme regionali al fine di monitorare costantemente le agende di prenotazione. Case della Comunità con equipe medica multidisciplinare e dotate di strumenti diagnostici. Dematerializzazione delle prescrizioni mediche. Sono alcune delle novità contenute nel dm salute 26/6/2026 pubblicato sulla G.U. del 24 agosto 2026. Quaranta a pag. 25 na Piattaforma nazionale per le liste di attesa che avrà il compito di assicurare l'interoperabilità con i CUP e le 21 piattaforme regionali al fine di monitorare costantemente le agende di prenotazione. Case della Comunità con equipe medica multidisciplinare e dotate di strumenti diagnostici. Dematerializzazione delle prescrizioni mediche. Sono alcune delle novità contenute nel dm salute 26/6/2026 col nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 (PNGLA) pubblicato sulla G. U. n. 195 del 24 agosto 2026; l’obiettivo finale è garantire il diritto alla salute assicurando ai cittadini l'accesso alle prestazioni sanitarie in tempi certi, rapidi e uniformi su tutto il territorio nazionale. Rispetto al PNGLA 2019-2021, si prevede ora una sanità non più concentrata sulla produzione delle prestaU zioni bensì un sistema capace di calcolare il reale bisogno di salute della popolazione; a tal fine, il Piano introduce una trasformazione strutturale e digitale della governance sanitaria incentivando l’integrazione tra i canali pubblici e privati accreditati. La specialistica ambulatoriale Il PNGLA 2026-2028 parte dal presupposto che la prescrizione di una prestazione sanitaria è l’atto che trasforma il bisogno sanitario in domanda di servizi e, per tal motivo, rappresenta un momento fondamentale del ciclo che riguarda la presa in carico del paziente. Nello specifico, nelle future procedure di prescrizione e prenotazione di tutte le prestazioni ambulatoriali specialistiche garantite dal SSN, saranno obbligatori i seguenti dati: l’indicazione della tipologia di accesso; il quesito diagnostico e l’indicazione della classe di priorità nel caso di primo accesso. Queste saranno suddivise in: (U) urgente, da eseguire entro le 72 ore; (B) breve, da eseguire entro 10 giorni; (D) differibile, da eseguire entro i 30 giorni per le visite ed entro i 60 per gli accertamenti; (P) programmata, da eseguire entro 120 giorni. Per le prestazioni con priorità (U), verranno previsti quattro percorsi semplificati per garantire la prestazione entro il tempo previsto: Classe U, prestazione di emergenza; Classe B, prestazione di grande attenzione; Classe D, prestazione di routine; Classe P, prestazione che può essere programmata in un maggior arco di tempo. Per quanto concerne il lato dell’offerta sanitaria, questa sarà garantita dagli ambulatori delle aziende sanitarie, ospedaliere, universitarie, quelli facenti capo agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e tutte le strutture territoriali di cui al D.M. 77/2022; ne fanno parte anche le prestazioni rese in regime libero-professionale intramuraria e l’attività dei nuovi CUP che saranno deputati a gestire l’intera offerta sanitaria. Particolare attenzione viene riservata alle Case della Comunità (CdC), le Farmacie dei Servizi e gli Ospedali di Comunità (OdC) ritenuti snodi strategici della rete assistenziale territoriale poiché utili per alleggerire le liste di attesa. Infatti, nelle prime opererà un’equipe multidisciplinare e saranno dotate di strumenti diagnostici; nelle seconde si potranno effettuare le prestazioni diagnostiche di I e II livello, pagare il ticket e ritirare i relativi referti; le terze saranno delle strut ture sanitarie residenziali a breve termine rivolta a pazienti fragili. Inoltre, il legislatore ha previsto un potenziamento della telemedicina, delle televisite e dei teleconsulti considerati un’importante evoluzione nel campo della medicina. Le Linee di intervento per i ricoveri Il PNGLA 2026-2028 disciplina anche i criteri di accesso e gestione per il ricovero programmato (RP) e il diritto del paziente ad essere informato in ogni fase della degenza. Il percorso inizia con la visita specialistica che rileva la necessità del ricovero, prosegue con l'effettivo inserimento nella lista d'attesa che decorre dal momento in cui il paziente accetta la presa in carico da parte della struttura sanitaria e si conclude con l’assegnazione dello stesso in una delle seguenti classi di priorità: A, B, C, D, con tempi di attesa rispettivamente di 30 giorni, 60 giorni, 180 giorni e 12 mesi. Il ruolo delle Regioni Le Regioni e le Province Autonome hanno l'obbligo di adottare i propri Piani regionali delle liste d'attesa entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale nazionale e dovranno essere aggiornati annualmente. All’interno di essi dovranno prevedere: reti cliniche territoriali, una figura del Responsabile Unico Regionale per l'Assistenza Sanitaria, attività di dematerializzazione delle prescrizioni mediche, percorsi di tutela del paziente qualora le strutture sanitarie non siano in grado di garantire le prestazioni entro i tempi massimi previsti. ---End text--- Author: PASQUALE QUARANTA Heading: Highlight: Image:Quattro classi di priorità, da Urgente (U) a Programmata (P) -tit_org- Sanità, un taglio alle code Liste d’attesa gestite dal centro -sec_org- tp:writer§§ Pasquale Quaranta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664204940.PDF §---§ title§§ Focolaio di Thc tra dottori a Milano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665204938.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "VERITÀ" del 26 Aug 2026
Otto episodi all'Istituto di Medicina legale. Possibile il contagio tramite un cadavere L'associazione degli specializzandi annuncia un esposto: «Protocolli disattesi»
pubDate§§ 2026-08-26T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665204938.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665204938.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665204938.PDF tp:ocr§§ Focolaio di Tbc tra dottori a Milano Otto episodi all’Istituto di Medicina legale. Possibile il contagio tramite un cadavere L’associazione degli specializzandi annuncia un esposto: «Protocolli disattesi» n Un focolaio di tubercolosi si è sviluppato in queste settimane all’istituto di Medicina legale di Milano interessando medici specializzandi - quindi in formazione - specialisti e altro personale. A sollevare la questione, con richiesta di chiarimenti, secondo quanto riportato dal Corriere, è stata l’Associazione liberi specializzandi (Als) attraverso il suo presidente Massimo Minerva che ha inviato una lettera di una decina di pagine alla rettrice dell’Università degli Studi di Milano e all’Ispettorato del lavoro, con la richiesta di verificare la gestione della sicurezza e delle procedure di prevenzione. Secondo l’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Milano, tutte le otto persone che hanno sviluppato la malattia sono in cura, nessuna al momento all’ospedale, anche se pare che quattro siano state in precedenza ricoverate. Ci sarebbero inoltre altri sette casi positivi al batterio. Il focolaio, afferma Minerva «suscita seria preoccupazione sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza dei medici in formazione specialistica», che sono «trattati come lavoratori non pagati» e ora anche esposti a una malattia che si trasmette, come riporta il sito dell’Istituto superiore di sanità, per via area con «contatti prolungati e ravvicinati, soprattutto in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati». La fonte del contagio, al vaglio delle indagini, sembra essere stata una «autopsia eseguita su un cadavere con sospetta tubercolosi, alla quale hanno partecipato più medici specializzandi», riferisce l’Als, osservando che il numero dei contagiati permette di ipotizzare una stessa fonte di diffusione del batterio sul posto di lavoro. Sempre secondo le segnalazioni ricevute, Minerva ritiene che non siano stati «specificamente valutati i rischi biologici connessi alle funzioni degli specializzandi»: sembra infatti che, nella sala in cui è stata eseguita l’autopsia sotto indagine, non ci sia una cappa o un sistema di aspirazione degli aerosol che si possono sprigionare dal materiale infetto. «La formazione per il trattamento del materiale biologico è stata fatta?», domanda Miner va chiedendo di verificare anche se, dopo la comparsa dei casi, sia stato coinvolto il medico competente per una nuova valutazione dei rischi. E per le persone rientrate al lavoro dopo malattia, incalza l’Als, «sono stati presentati i certificati di rientro dal lavoro?» Da quanto risulta all’Associazione, «gli specializzandi interessati hanno ripreso o proseguito la propria attività senza aver presentato la certificazione». Con un elenco di 22 richieste di chiarimenti puntuali, l’Als annuncia un esposto ai carabinieri per ulteriori verifiche. L’Ats Milano, intanto, assicura che, dopo le segnalazioni di tubercolosi tra gli operatori, sono stati «subito attivati i protocolli di prevenzione e sorveglianza con offerta del test di screening a tutti i soggetti coinvolti». L’Agenzia puntualizza, inoltre, che «sono in corso le indagini per risalire alla fonte del contagio e verificare l’attuazione delle misure di prevenzione», in collaborazione con il centro di riferimento regionale di Villa Marelli dell’Asst Gom Niguarda, che sta attuando la sorveglianza sanitaria e il monitoraggio della situazione. Anche la Statale «assicura la massima attenzione a quanto segnalato da Als» con l’avvio delle «opportune verifiche istruttorie per ricostruire quanto accaduto, coinvolgendo le diverse strutture competenti. In tale ambito è stato già attivato il raccordo con le autorità sanitarie e di vigilanza per gli approfondimenti interni necessari alla completa ricostruzione del quadro informativo e documentale». L’Als non è nuova ad azioni in difesa degli specializzandi: a inizio anno ha contestato alla virostar Matteo Bassetti, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell’Università di Genova, le condizioni di lavoro dei medici in formazione. ---End text--- Author: STELLA CONTONI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Focolaio di Thc tra dottori a Milano -sec_org- tp:writer§§ STELLA CONTONI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601665204938.PDF §---§ title§§ Non solo la difterite i migranti portano anche la tubercolosi = Bassetti lo accetti: i barconi portano malattie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664004942.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 26 Aug 2026
La virostar in crisi d ' astinenza distoglie l ' attenzione dal polpo
pubDate§§ 2026-08-26T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664004942.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664004942.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664004942.PDF tp:ocr§§ BASSETTI SBAGLIA (COME AL SOLITO) NON SOLO LA DIFTERITE I MIGRANTI PORTANO ANCHE LA TUBERCOLOSI La virostar in crisi d’astinenza distoglie l’attenzione dal polpo crudo per contestare il nostro articolo di ieri. Ma è smentita dai numeri e dalle più prestigiose riviste mediche. Pure sulla Tbc Bassetti lo accetti: i barconi portano malattie La virostar in astinenza da tv ci attacca per aver scritto che la difterite arriva qui con i migranti. Per lui, infatti, gli untori sono i soliti «no vax» italiani. Ma a smentirlo, anche sulla tubercolosi, ci sono i dati e gli studi dei più prestigiosi istituti sanitari e riviste mediche n Anche i luminari della medicina possono essere colpiti da gravissime sindromi. Prendete Matteo Bassetti, direttore del dipartimento di malattie infettive della Liguria: da anni è affetto da una preoccupante sintomatologia che si manifesta ogni qual volta va in crisi di astinenza da comparsata tv o da intervista ai giornali. Finora nessuna cura è riuscita a porre rimedio alla sua necessità di apparire e di dichiarare. Un giorno se la prende con le bottigliette d’acqua, dicendo che si rischia di bere una carta di credito a settimana e denunciandone il prezzo perché lui a Malpensa l’ha pagata cara, un altro lega il consumo di caffè al miglioramento degli ormoni sessuali di uomini e donne. Poi se avanza tempo mette nel mirino chi ha ottant’anni, proponendo di levargli la patente. Una delle ultime uscite l’ha dedicata al polpo crudo, tradizione alimentare barese che ha bollato come pericolosa nonostante in Puglia u pulpe rizze sia consumato da secoli. Costretto (...) segue a pagina 3 MADDALENA LOY e MIRELLA MOLINARO alle pagine 2 e 3 Segue dalla prima pagina di MAURIZIO BELPIETRO (...) dalle proteste di pescatori e ristoratori (e anche di qualche collega) a una precipitosa marcia indietro, Bassetti è tornato perciò ai suoi vecchi amori e dunque, vista l’apertura del nostro giornale sulla difterite arrivata in Italia con i migranti, ha deciso di sproloquiare, smentendo la tesi che certe malattie infettive giungano nel nostro Paese sui barconi, nella speranza di guadagnare qualche titolo e magari anche un passaggio tv. Peccato che le dichiarazioni del luminare della medicina, così come molte altre da lui sostenute nel corso degli anni da quando il Covid lo ha portato alla ribalta, siano contraddette da numeri e pareri più autorevoli di quelle della virostar di Genova. Il nostro Francesco Borgonovo ieri ha citato lo studio del New England Journal of medicine, e non un articolo della Gazzetta dei caruggi, in cui si documenta che la malattia infettiva ha visto crescere i casi in tutta Europa a causa dell’aumento dei flussi migratori. «Il contagio» ha spiegato uno dei ricercatori «avviene durante il viaggio e viene diagnosticato solo una volta giunti a destinazione» E guarda caso, in Italia, il focolaio si è registrato in Sicilia, terra di sbarco di molti migranti. Ma del resto perfino Quotidiano Sanità certifica che l’incremento della diffusione dell’infezione si è registrato in coincidenza con «un aumento dei casi tra i migranti». Per non dire di un altro studio rintracciabile sul sito dell’Istituto Pasteur in cui, ricordando la più grande epidemia di difterite degli ultimi settant’a nn i , scoppiata nel 2022, spiega che si è diffusa tra i migranti per poi raggiungere le popolazioni vulnerabili in diversi Paesi europei. Ma Bassetti è Bassetti e dunque non si può limitare a smentire la rivista medica più prestigiosa e influente al mondo e la fondazione di ricerca più conosciuta di Francia: al solito deve esagerare. E dunque, eccolo attaccare anche sul fronte della tubercolosi, per dire che la Tbc è equamente distribuita tra italiani e stranieri e perciò non arriva con i barconi dei migranti, «ma è esattamente il contrario e basta guardare le statistiche». Ora, premesso che il contrario lascia intendere che invece di portarci la malattia gli stranieri ce la portano via o addirittura che sono gli italiani a infettare gli extracomunitari, noi le statistiche le abbiamo guardate e dicono l’oppost o di quel che sostiene l’illustre luminare del polpo alla brace. Nel 2024, ultimi dati disponibili, in Italia sono stati registrati 3.150 casi, corrispondenti a un tasso del 5,3% ogni 100.000 abitanti, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. E già qui si capisce che la tubercolosi torna a circolare. Ma da dove arrivano questi focolai? Scrive Sanità informazione: la quota dei casi tra i nati all’estero è a r r ivata a l 6 3 , 2 % su 100.000 abitanti, circa 13 volte superiore rispetto ai nati in Italia». Cito uno studio dal titolo «Il controllo della tubercolosi tra gli immigrati in Italia», frutto della collaborazione fra l’Istituto superiore di sanità e la Società italiana di medicina delle migrazioni: «I dati del ministero della Salute italiano indicano che, a partire dal 2009, la percentuale di nuovi casi di Tbc riferiti ai cittadini nati all’estero ha superato quella dei nati in Italia, passando dal 47% del 2006 al 56% del 2016». Siete stupiti per la cantonata del luminare illuminato dalla lampada abbronzante? Io no. Ancora ricordo di quella volta in tv in cui sparò cifre a casaccio sull’epidemia di Covid in California, smentito in diretta dai dati ufficiali pubblicati sul sito dello Stato americano. Insomma, Bassetti perde il pelo ma non il vizio. Ps. A Milano hanno scoperto un focolaio di Tbc tra gli specializzandi dell’Istituto di Medicina legale. Immagino che questo farà dire a Bassetti che la tubercolosi la portano gli italiani, anche se - a quanto pare - i dottori si sono contagiati facendo l’autopsia a un cadavere, di cui ancora non conosciamo la nazionalità. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MAURIZIO BELPIETRO Heading: Highlight: Image:POLEMICA A sinistra, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Sopra, il titolo di ieri della Verità, criticato dall’infettivologo [Imagoeconomica] -tit_org- Non solo la difterite i migranti portano anche la tubercolosi Bassetti lo accetti: i barconi portano malattie -sec_org- tp:writer§§ MAURIZIO BELPIETRO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/26/2026082601664004942.PDF §---§