title§§ 22/08/2026 - Spariscono le botteghe, così si svuotano i paesi
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Estratto da pag. 4 di "NUOVO MOLISE" del 23 Aug 2026
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tp:ocr§§ SPARISCONOLE BOTTEGHE, COSÌ SI SVUOTANO I PAESI ARTIGIANI IN CALO, MENO BANCHE, MEDICI E TRASPORTI, LE REGIONI COSTRETTI ALLA SFIDA DEI SERVIZI ESSENZIALI IL DOPPIO DECLINO DELLE AREE INTERNE IN ABRUZZO E MOLISE I l 71,8% delle imprese - secondo l’elaborazione dell’uf icio studi di Confartigianato - ha effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti della transizione digitale, dall’adozione di tecnologie digitali alla loro integrazione nell’organizzazione, ino allo sviluppo di nuovi modelli di business. La propensione a investire sale al 73,4% nei servizi e si attesta al 70,8% per manifattura, utilities e costruzioni. “Tuttavia - avverte la cofederazione di artigiani e pmi - la mancanza di personale quali icato viene indicato dal 58,6% delle imprese come principale ostacolo ad utilizzare l’intelligenza arti iciale. Seguono la carenza di chiarezza legislativa, indicata dal 47,3%, indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari (45,2%), preoccupazioni per privacy e protezione dei dati (43,2%), costi elevati (43%), considerazioni etiche (25,7%). La rilevazione sule competenze richieste e quelle “introvabili” considera le competenze necessarie alle aziende per l’utilizzo e l’integrazione nei processi aziendali di intelligenza arti iciale, cloud computing, industrial internet of things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. “L’intelligenza arti iciale - avverte il presidente di Confartigianato Marco Granelli - può diventare un potente fattore di produttività e competitività, ma per coglierne le opportunità servono persone capaci di governarla. La s ida dell’Ia è quindi innanzitutto una s ida sulle competenze: occorre rafforzare la formazione, il raccordo tra scuola, università, sistema formativo e imprese e garantire anche alle micro e piccole aziende l’accesso alle professionalità necessarie”. Tra le Regioni, dopo la Lombardia “la Campania, con 31.130 igure dificili da reperire su 66.950 richieste (46,5%) seguita dal Lazio, dove mancano all’appello 30.780 lavoratori su 66.760 (46,1%). Subito dopo il Veneto, con 26.030 tecnici dif icili da trovare su 47.150 richiesti (55,2%) e l’Emilia-Romagna, con 25.640 professionalità che scarseggiano sul mercato sulle 45.700 necessarie alle imprese (56,1%)”. A seguire la Sicilia (22.440 introvabili su 51.230, 43,8%) e la Puglia (21.120 su 46.320, 45,6%), Toscana (19.390 su 33.600, 57,7%), Piemonte (16.870 su 31.420, 53,7%). In TrentinoAlto Adige “10.960 professionalità dif icili da trovare su 18.000 richieste, 60,9%, in Calabria 8.270 su 17.370, 47,6%”. E ancora la Sardegna (7.560 su 13.630, 55,5%), Marche (7.100 su 12.290, 57,8%); l’Abruzzo (7.050 su 12.360, 57,0%), Liguria (6.170 su 11.530, 53,5%), Friuli-Venezia Giulia (5.510 su 9.450, 58,3%). “Chiudono la parte inale della graduatoria Umbria (3.760 su 6.200, 60,7%), Basilicata (2.490 su 5.750, 43,3%); Molise (1.240 su 2.410, 51,4%); Valle d’Aosta (950 su 1.640, 57,7%”. A livello provinciale, dopo Milano “Roma, dove le imprese cercano senza successo 24.580 igure su 55.240, 44,5%, mentre Napoli registra 16.200 lavoratori dif icili da trovare su 36.010, 45%. Al quarto posto Bari, con 9.300 professionalità che scarseggiano su 19.830, 46,9%, seguita da Torino, con 9.050 su 17.950, 50,4%. La classi ica prosegue con Salerno, che conta 6.950 introvabili 13.600 entrate, 51,1%, e Bologna, con 6.580 su 11.750, 56,0%. Seguono Palermo, con 5.960 su 13.100, 45,5%, Bergamo, con 5.900 su 10.400, 56,7%, e Firenze, con 5.590 competenze introvabili su 10.440, 53,5%”. Tra le altre province, Confartigianato cita Catania che “registra 5.500 lavoratori dif icili da reperire, 47,9%; Verona ne conta 5.180, 53,8%; Padova 5.120, 59,9%; Trento registra 4.920, 64,2%. A seguire Venezia con 4.780, 45,6%; Lecce con 4.720, 44,9%; Treviso con 4.650, 59,9%; Caserta con 4.580, 43,8%; Monza e Brianza con 4.350, 57,2%; e in ine Vicenza, con 4.290 tecnici dif icili da individuare e un tasso del 58,1%”. Nel 2025 le imprese molisane hanno programmato 2.410 ingressi di lavoratori con competenze tecnologiche avanzate.
Di questi, 1.240 sono risultati dif icili da reperire. Tradotto: il 51,4% dei pro ili richiesti è introvabile, una quota persino leggermente superiore alla media italiana, ferma al 50,8%. Più di una posizione su due resta dunque esposta al vuoto, in un mercato del lavoro piccolo nei valori assoluti ma tutt’altro che marginale nel signi icato. Sarebbe un errore leggere questi dati come se riguardassero soltanto programmatori, ingegneri del software o specialisti da grande azienda. La domanda fotografata comprende infatti competenze necessarie per integrare nei processi produttivi l’intelligenza arti iciale, il cloud computing, l’Industrial Internet of Things, i big data, l’analisi dei dati, la realtà virtuale e aumentata, la blockchain. E qui emerge il paradosso italiano, che in Molise assume contorni ancora più evidenti. Le imprese, infatti, sembrano pronte a investire. Secondo l’elaborazione dell’Uf icio studi di Confartigianato, il 71,8% delle aziende italiane ha effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti della transizione digitale. La quota sale al 73,4% nei servizi e si attesta al 70,8% nella manifattura, nelle costruzioni e nelle utilities. Insomma, i macchinari arrivano, i software si acquistano, le piattaforme si attivano. Ma chi li governa? Il quadro nazionale conferma la profondità della frattura: nel 2025 le imprese italiane hanno cercato 621.180 lavoratori con competenze digitali avanzate e ben 315.560 sono risultati dif icili da reperire. Una voragine che attraversa il Paese da nord a sud. La Lombardia guida per numero assoluto di igure introvabili con 60.960 su 121.440 richieste, seguita dalla Campania con 31.130 su 66.950 e dal Lazio con 30.780 su 66.760. Il Veneto non trova 26.030 delle 47.150 professionalità cercate, mentre l’Emilia-Romagna ne manca 25.640 su 45.700. In termini percentuali, però, le dif icoltà più alte si registrano in Trentino-Alto Adige con il 60,9%, in Umbria con il 60,7% e in Friuli-Venezia Giulia con il 58,3%. Nel vicino Abruzzo risultano dif icili da reperire 7.050 lavoratori sui 12.360 richiesti, pari al 57%. Il Molise è terzultimo per valori assoluti, davanti soltanto a Basilicata e Valle d’Aosta, ma per incidenza supera regioni molto più grandi come Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. È il classico caso in cui il dato piccolo non racconta affatto un problema piccolo. A rendere più delicata la situazione è il fatto che questo nuovo allarme si innesta su una crisi già avanzata. Tra il 2015 e il 2025 gli imprenditori artigiani iscritti all’Inps in Molise sono passati da 8.447 a 6.321: 2.126 in meno, pari al 25,2%. In pratica, in dieci anni la regione ha perso un artigiano su quattro. C’è un numero che racconta più di molti discorsi: quasi 11mila artigiani in meno in dieci anni. In Abruzzo, tra il 2015 e il 2025, ha chiuso oltre un quarto delle botteghe, il 28,3%, una quota superiore alla media nazionale. A fotografare questo arretramento è il report della Cgia di Mestre, che colloca la regione al quinto posto in Italia per botteghe in via di estinzione. E il dato più vicino, quello che misura il presente senza la protezione della distanza statistica, è altrettanto eloquente: soltanto nell’ultimo anno si sono perse altre 1.385 attività. È proprio su questo punto che insiste Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana - Avs, commentando un’elaborazione costruita non solo sui dati della Cgia, ma anche su quelli diffusi da Cna, Gimbe e Ali. Secondo Licheri, le botteghe che chiudono sono «la punta di un iceberg». Sotto la super icie, sostiene, c’è «uno svuotamento sistematico dei servizi nelle aree interne abruzzesi», che rappresentano due terzi dei Comuni della regione. I numeri richiamati da Licheri sono dif icili da liquidare come allarmismo politico. Il 61% dei Comuni abruzzesi risulta senza sportello bancario, con quasi 164mila cittadini coinvolti. In una fase in cui si invoca la digitalizzazione come rimedio universale, resta un fatto molto concreto: non tutti i territori hanno la stessa accessibilità, non tutte le fasce d’età hanno
gli stessi strumenti, non tutte le esigenze possono essere risolte con un’app. E quando una banca se ne va da un piccolo Comune, non lascia soltanto un vuoto operativo: indebolisce famiglie, anziani, piccole imprese e attività economiche che vivono ancora di prossimità. Poi c’è la sanità territoriale. In Abruzzo i medici di famiglia sono diminuiti del 20% in cinque anni, il terzo calo più alto d’Italia. A questo si aggiunge una previsione che pesa come un macigno: altri 237 pensionamenti entro il 2028. Il rischio, qui, non è astratto. In molti paesi delle aree interne il medico di base non è una igura accessoria, ma l’ultimo presidio sanitario stabile. La sua assenza costringe a spostamenti più lunghi, attese più complesse, accessi impropri ad altre strutture già sotto pressione. Nemmeno la scuola è fuori da questa spirale. L’allarme sulle possibili classi prime che potrebbero saltare nelle scuole di montagna è il sintomo di una denatalità che si intreccia con lo spopolamento. Quando una scuola arretra, un territorio perde attrattività per le giovani famiglie. E quando mancano le famiglie, la scuola diventa ancora più fragile. Un circolo vizioso, appunto. A completare il quadro c’è il nodo dei trasporti. Nelle aree interne, osserva Licheri, si assiste a corse ridotte e orari sempre meno compatibili con la vita di studenti e lavoratori pendolari. È un dettaglio solo per chi guarda le mappe dall’alto. Per chi vive questi territori, invece, la mobilità è la differenza tra possibilità e rinuncia. Un autobus tagliato può voler dire una visita medica saltata, una scuola più dif icile da raggiungere, un lavoro meno sostenibile. La geograia dell’isolamento non si costruisce in un giorno. Avanza a piccoli passi: una corsa in meno, uno sportello chiuso, una bottega che non riapre, un medico che va in pensione e non viene sostituito. È così che lo spopolamento smette di essere una formula da convegno e diventa esperienza quotidiana. Le proiezioni ricordate da Sinistra Italiana Avs aggiungono un ulteriore elemento di preoccupazione: senza un cambio di rotta, entro il 2045 lo spopolamento nelle aree interne abruzzesi arriverà al 12,2%, contro una media regionale dell’8,5%. In controluce, questo dato pone una domanda scomoda ma inevitabile: si vuole ancora tenere insieme il territorio regionale oppure ci si rassegna a un Abruzzo a doppia velocità, con alcune aree che tengono e altre che arretrano lentamente? Negli ultimi anni il racconto dei borghi italiani è oscillato spesso tra due estremi: da un lato la celebrazione estetica, fatta di cartoline, festival e slogan; dall’altro la rassegnazione al declino. L’Abruzzo descritto da questi dati chiede invece un salto di maturità. Non basta innamorarsi dei paesi nei ine settimana, se poi nei giorni feriali mancano i servizi minimi per abitarli. Una bottega artigiana che chiude non è solo un problema per chi perde l’attività. È il segnale che si sta spezzando una iliera di vita civile. E quando una regione perde artigiani, presidi bancari, medici, scuole e trasporti nelle sue aree più fragili, il danno non resta con inato ai margini: prima o poi arriva al centro. ---End text--- Author: Redazione Heading: IL DOPPIO DECLINO DELLE AREE INTERNE IN ABRUZZO E MOLISE Highlight: Image: -tit_org- 22/08/2026 - Spariscono le botteghe, così si svuotano i paesi -sec_org-
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Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 23 Aug 2026
ANDREA CASADIO a pagina 8
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tp:ocr§§ Genitori e medici, la lezione della bimba morta di difterite ANDREA CASADIO a pagina 8 Genitori e medici La lezione della bimba morta di difterite !:-' FPFASOA -- _ IA N _-H_._J_Jld-_ o w _.._r"1 La bambina mortaa Palermo non era vaccinata Suo padre e sua madre sono indagati per omicidio colposo. Avrebbero dovuto ascoltare i dottori, che devono saper comunicare Nella notte di mercoledì 19 agosto, una bimba di quattro anni è mortaall'ospedaleCivico di Palermo per difterite — una grave malattia mortale provocata da un batterio, e che può essere prevenutadaun vaccinosicuro eobbligatorio. Invece,i suoi avevano deciso di non vaccinare né lei né i suoi quattro fratelli perché erano convinti che un cuginetto si fosseammalatodi autismoacausa del vaccino. Ora i due sono indagati peromicidio colposo (il cuginetto, positivo alla difterite, grazie al vaccino ha avuto solo sintomi lievi e ora sta bene). In Italia, la difterite era praticamente scomparsa: dal 1990 a oggi eranostati segnalati cinque casi, l'ultima morte provocata dalla malattia si era verificata nel 1991, e anche quella volta si trattava di una bimba non vaccinata. La piccola aveva febbre, vomnitavaernonmangiava, Così i suoi avevano deciso di portarla dalla pediatra. La pediatra, che vedeva la bimba per la prima volta e non conosceva il suo stato vaccinale, aveva consigliato ai genitori di portarla immediatamente in ospedale. La sera del 13 agosto, mamma e papà l'avevano portataal Prontosoccorso dell'ospedale civico Cervello. Verso mezzanottei medici l'avevano dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrileeavevano dettoai suoi: «Se peggiora, tornate subito». Cosa che era puntualmente avvenuta. Ecosì,lasera del 15 agosto, i genitori l'avevano riportata al Pronto soccorso pediatrico. A quel punto i medici hanno cominciato a sospettaresi trattasse di difterite. La mattina dopo la bimba era stata intubata per insufficienzarespiratoria etrasferita in ambulanza alla terapia intensiva dell'ospedale dei Bambini. «La bambina è arrivata da noi in condizioni molto gravi. Poi ha avuto un progressivo peggioramentoedè entrata in una fase di scompenso multi-organo», raccontail direttoresanitario Domenico Cipolla. «Abbiamo appreso subito che non era vaccinata. La difterite è una malattia che in questa forma grave non si vedeva da 30 anni. Abbiamo isolato il batterio con un terreno di coltura specifica, abbiamo fatto indagini appropriate», spiega. «Abbiamo fatto il siero _ antidifterico, l'antidoto, usatoi farmaci, dato tutto il supporto. Ancheun'emodialisi perrimuovere queste tossine. È deceduta nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica perché abbiamo provato davvero ogni cosa, ache l'Ecmo, la circolazione extra-corporea, ma non c'è stato modo, purtroppo», commenta mesto il dottor Cipolla. La difterite La difterite è un'infezione grave provocata dal Corynebacterium diphtheriae. Il batterio penetra nel T10StTO COrpOo per via aerea esi isedia nel naso e nella gola, e qui iniziaa produrree secernereuna tossina che penetra nelle nostre cellule e blocca la sintesi delle proteine provocando la morte della cellula. La tossina secreta dai batteri annidati in gola, attraverso il sangue, si diffonde causando gravi danni al cuore, al fegato, al sistema nervoso e a svariati altri organi, che possono spesso portare alla morte. La difterite è una malattia con un tassodi mortalità altissimo:tra i]5e il 10 per cento dei pazienti malati muore anche se curato perfettamente (quello del Covid, per dire, è solo dell'1 per cento). Isintomi della difteritesi manifestano da due a cinque giorni dopo l'infezione: all'inizio somiglia a un'influenza perché si presenta con febbre, mal di gola e tosse. In qualche caso, si manifesta un sintomo distintivo: sopra la gola eletonsillecompaiono delle specie di membrane grigio-biancastre—chiamate pseudomembrane—cheostacolanolarespirazione. Manuela Maggio, la madredella piccola, si è sfogata sui social: «Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia f
iglia». Ma i medici non erano incompetenti e l'hanno curata benissimo. Forse, spetterebbe a noi medici spiegare meglio che i vaccini non provocano l'autismo e che bisogna vaccinare i nostri figli contro la difterite proprio per corme è fatto il vaccino. Il vaccino Inostri bambini nel primo anno di vita vengono immunizzati con un vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse, che viene somministrato assieme a quelli contro l'epatite B, l'Haemophylus influenzaedi tipo B, ela polio (il cosiddetto vaccino esavalente).Il vaccino contro la difterite è progettato per combattere e inattivare la “cosa” più pericolosa del batterio, che è la sua tossina. Esso, infatti, contiene una forma inattivata della tossina difterica:quandoci viene inoculato, il nostro sistema immunitario ipara a riconosceree a disattivare in fretta la tossina producendo anticorpispecifici.Se, dopo ilvaccino, un batterio della difterite penetra nel nostro corpoe inizia a produrla, il nostro sisterna immunitario combatte la tossina e non il batterio, perché questa è]la cosa più importante da fare per evitare l'aggravarsi della malattia. Ma così facendo, ognuno di noi puòessereinfettato dal batteriodella difteriteediventare portatore senza sviluppare la malattia:ciòsignifica cheil batterio della difterite continua a circolare indisturbato tra di noi, e a maggiore ragione i soggetti più fragili come i bambini devono essere vaccinati. Perché la difterite è una malattia che anchesela curi nel miglior modo possibile, provoca la morte di 5-10 esseri umani ogni 100. Specie bambini. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ANDREA CASADIO Heading: !:-' FPFASOA -- _ IA N _-H_._J_Jld-_ o w _.._r"1 Highlight: Image:FOTO ANSA -tit_org- Genitori e medici, la lezione della bimba morta di difterite Genitori e medici La lezione della bimba morta di difterite -sec_org-
tp:writer§§ ANDREA CASADIO
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title§§ Intervista a Silvio Garattini - Garattini: serve più scienza a scuola «I medici no vax? Sono inaccettabili»
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Estratto da pag. 13 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 23 Aug 2026
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tp:ocr§§ Garattini: serve più scienza a scuola «I medici no vax? Sono inaccettabili» L’oncologo e ricercatore: «Grande tristezza per la bambina, una vicenda anacronistica nel 2026» di Viviana Ponchia I genitori di Anna Rosa Bartolotta sono indagati per omicidio colposo. La Procura ipotizza che la mancata vaccinazione contro la malattia infettiva, da anni obbligatoria, avrebbe determinato la morte della piccola. Il cuginetto, sintomatico e risultato positivo alla diterite, non è grave, proprio perché vaccinato. Professor Silvio Garattini, anche la scienza si inchina di fronte a tanto dolore. Una accusa congrua per una tragedia che forse si poteva evitare? «La responsabilità dei genitori della bambina è enorme, come la tristezza per una morte anacronistica nel 2026. Ora accusano i medici. Ma proprio grazie alla diffusione della vaccinazione un medico fatica a riconoscere per tempo i sintomi della difterite, che si credeva debellata nel 1991. È diventata malattia rara, l’ultima che viene in mente. Il vaccino è una cosa semplice. Ci vuole proprio la volontà netta di non farlo e qualche volta finisce male». Ricorda i cento euro di multa per chi non si vaccinava contro il Covid? E il fatto che tutte le sanzioni furono poi revocate con il decreto Milleproroghe? Come giudica questo perenne ondeggiare? «Non è serio. Non è accettabile che ci siano medici nemici delle vaccinazioni e ordini professionali che non muovono un dito per cacciarli». Che idea si è fatto sulle loro motivazioni? «Convinzioni personali, perché hanno visto un caso andare storto. Per essere originali a tutti i costi. Oppure perché credono veramente a quello che raccontano e questo mi spaventa anche di più. La frode del medico britannico Andrew Wakefield rappresenta il più grande falso scientifico del Novecento. Pubblicò sulla prestigiosa rivista The Lancet uno studio condotto su soli 12 bambini, sostenendo l’esistenza di un legame tra il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e l’insorgenza dell’autismo. Venne fuori che aveva falsificato i dati e che era finanziato da avvocati che intentavano cause contro le case farmaceutiche. Fu radiato. Ma crollò la fiducia nel vaccino MPR in tutto l’Occidente e il calo drastico delle coperture vaccinali provoca tuttora violente epidemie di morbillo in Europa e negli Stati Uniti» Da dove nasce questa arroganza antiscientifica? «Il problema è globale, non solo italiano Quando il Regno Unito introdusse l’obbligo del vaccino contro il vaiolo con il Vaccination Act del 1853, nacquero movimenti di protesta di massa. Così in Brasile nel 1904, dove l’introduzione dell’antivaiolosa rischiò di scatenare una guerra civile. O il boicottaggio della Polio nel 2003 in Nigeria. Internet moltiplica le follie fornendo tutto e il suo contrario. L’intelligenza artificiale peggiorerà la situazione perché raccoglie ogni briciola e può essere orientata». Lei ha spesso esortato gli esperti a evitare pareri personali disorganizzati per non aumentare la confusione. Eppure abbiamo attraversato la grande stagione dei virologi superstar. «Non tutti hanno detto stupidaggini, ma hanno improvvisato con la comunicazione. L’ho imparato andando in tv negli Stati Uniti, dove mi hanno obbligato a seguire un corso. Chiarezza, parole semplici, evitare di sfiorare il dubbio se non c’è certezza. Ho imparato anche a dire cose che possono sembrare antipatiche, tipo che il vino è cancerogeno». I vaccini causano l’autismo, il caldo anomalo è provocato dalle scie chimiche. Lo sa quanto è difficile ribattere a chi vede complotti ovunque? «Perché nella nostra scuola non è presente la scienza. Quando voglio sapere se il vino fa male a chi lo chiedo: a un filosofo, magari in greco? Il mondo dei no vax è variegato, nella mia esperienza ci sono tante persone arrabbiate che devono per forza prendersela con qualcosa. Se non è il vaccino si inventano altro». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Viviana Ponchia Heading: Highlight: Disinformazione «Internet moltiplica le follie E con l’Ia sarà peggio: è orientabile» La difterite «Si fatica a ric
onoscerla perché è diventata una malattia rara dai primi anni ’90» Image:Silvio Garattini, 97 anni oncologo, ricercatore e farmacologo L’obbligo vaccinale La copertura vaccinale in Italia e nel mondo Mondo - Difterite, Tetano e Pertosse (3 Dosi) L'ammissione a scuola 0-6 anni Italia - Difterite al 24° mese Le vaccinazioni obbligatorie sono un requisito per l'ammissione ad asili nido e scuola dell'infanzia. In caso di inadempimento possono scattare sanzioni pecuniarie (da 100 a 500 euro); non esistono però dati pubblici su quante vengono elevate o riscosse ogni anno Scuola dell'obbligo Dalle elementari in poi i bambini possono accedere comunque a scuola. Per chi non ha rispettato l'obbligo, l'Asl attiva un percorso di recupero dei vaccini 85-94 0-84 95-97 98-100 0-90 90,1-94,9 95-100 Fonte: elaborazione ISS (cartina Italia) e elaborazione ISS su dati 2024 Who e Unicef I vaccini obbligatori in Italia Tetano Difterite Poliomelite Epatite B Dal 3 mese Haemophilus in?luenza B Pertosse Dal 13 mese o Parotite Morbillo o Varicella Rosolia Meningococco C Meningococco B Rotavirus Pneumococco -tit_org- Intervista a Silvio Garattini - Garattini: serve più scienza a scuola «I medici no vax? Sono inaccettabili» -sec_org-
tp:writer§§ VIVIANA PONCHIA
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title§§ Bimba morta, indagati i genitori sui vaccini ispezioni nelle scuole
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Estratto da pag. 18 di "REPUBBLICA" del 23 Aug 2026
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tp:ocr§§ Bimba morta, indagati i genitori sui vaccini ispezioni nelle scuole PALERMO ndagati per omicidio colposo e con il rischio di perdere la potestà genitoriale dei quattro figli. Due procure palermitane hanno acceso i riflettori sulla madre e il padre di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni e mezzo morta per difterite giovedì notte a Palermo. L’ufficio diretto da Maurizio de Lucia ha iscritto nel registro degli indagati Manuela Maggio ed Emanuele Bartolotta. Non hanno vaccinato la figlia perché convinti no vax. Il provvedimento arriva a pochi giorni dall’autopsia che verrà eseguita mercoledì al policlinico di Palermo dal medico legale Giuseppe Albano. Un atto irripetibile a cui potranno partecipare i consulenti di parte degli indagati. Anche la procura per i minorenni guidata da Claudia Caramanna ha aperto un fascicolo sulla famiglia dello Zen. Questa volta in sede civile, per chiedere al giudice del tribunale per i minori di valutare la responsabilità genitoriale della coppia. La procura per i minorenni ha ascoltato i medici e la pediatra che ha visitato la bambina nei giorni precedenti al primo ricovero all’ospedale Cervello. La medica di base della bambina, Valeria Conte, ha riferito agli inquirenti la difficoltà di immunizzare i piccoli del quartiere. Nel provvedimento si legge che «nel quartiere Zen vi è una credenza popolare secondo cui i bambini a seguito delle vaccinazioni diventano autistici e per tale motivo si rifiutano categoricamente di effettuare la vaccinazione obbligatoria ai propri figli». Il giudice dovrà decidere se togliere alla coppia i quattro figli, nemmeno loro vaccinati e sottoposti di autorità alla somministrazione dei sieri assieme ad altre persone della cerchia familiare per evitare lo svilupparsi di un focolaio di contagio. La difterite, malattia che a Palermo non si curava da 25 anni, non perdona chi non è immunizzato: l’ha presa anche un cuginetto di Anna Rosa che fortunatamente aveva completato il primo ciclo di vaccinazione. Ora è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale dei Bambini. «Sta migliorando clinicamente — dice il direttore sanitario Domenico I Cipolla — Abbiamo dosato anche le immunoglobuline antidifteriche che sono presenti a buon titolo e protettive, lo teniamo in osservazione e isolamento e controlliamo ogni funzionalità clinica». L’ufficio inquirente specializzato sui minori ha disposto accertamenti anche nelle scuole della zona nord del capoluogo siciliano, per controllare se e in che modo venga fatto rispettare l’obbligo vaccinale e, laddove questo non avvenga, se e come vengano avvisate le autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, per l’attivazione delle contromisure. A partire dal primo giorno di scuola, i carabinieri entreranno nelle materne e nelle elementari per scovare i bambini non vaccinati. La verifica «urgentissima» è stata disposta dalla procuratrice Caramanna che sottolinea: «La sola prenotazione non permette di accedere agli istituti». Nel mirino l’escamotage delle famiglie no vax: mostrare la prenotazione di un appuntamento che non si tradurrà mai in vaccinazione e ripetere l’operazione. La morte di Anna Rosa già venerdì ha provocato il boom di vaccinazioni a Palermo: oltre il 10 per cento in più in poche ore, tanto da esaurire le scorte di esavalente. Un dato incoraggiante ma che non risolve il problema: secondo i dati dell’Asp a Palermo sono ottocento i bambini non vaccinati che a settembre si presenteranno a scuola. ---End text--- Author: FRANCESCO PATANÈ Heading: Highlight: La coppia no vax non l’ha protetta dalla difterite: accusa di omicidio colposo A Palermo centinaia di minori non immunizzati Image: -tit_org- Bimba morta, indagati i genitori sui vaccini ispezioni nelle scuole -sec_org-
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Estratto da pag. 17 di "STAMPA" del 23 Aug 2026
Palermo, potrebbero perdere la potestà sugli altri 4 figli Mercoledì sarà eseguita l'autopsia sulla piccola vittima
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tp:ocr§§ Morta di difterite a quattro anni accusa di omicidio ai genitori no vax Difterite, indagati per omicidio colposo i genitori no vax Palermo, potrebbero perdere la potestà sugli altri 4 figli Mercoledì sarà eseguita l’autopsia sulla piccola vittima I genitori non avevano vaccinato la bambina di 4 anni morta di difterite; ora sono indagati per omicidio colposo. – PAGINA 17 PALERMO Mamma Manuela aveva sostenuto che sulla morte della figlia Anna Rosa «ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori». E invece no, le due inchieste aperte a Palermo sono proprio su di loro, la mamma e il papà no vax del quartiere Zen che Anna Rosa, quattro anni e mezzo, non l’avevano vaccinata contro la difterite. La figlia, nelle primissime ore del mattino di giovedì, è morta e ora si cerca di capire il perché: mercoledì l’autopsia, per questo è stato necessario indagare i genitori, per consentire loro di difendersi, trattandosi di un atto irripetibile. Gli avvisi di garanzia, con l’ipotesi di omicidio colposo per omissione, sono della procura ordinaria; l’altro fascicolo - di tipo civilistico è della procura dei minorenni, il cui fine ultimo è far valutare al tribunale specializzato se un padre e una madre che per scelta non hanno vaccinato non solo la bimba deceduta, ma anche i quattro fratellini, possano mantenere la potestà genitoriale su di loro. La domanda però è anche perché il sistema che dovrebbe impedire questi abusi non abbia funzionato. Il capo dell’ufficio inquirente minorile, Claudia Caramanna, ha infatti disposto accertamenti su scuole, pediatri di base e uffici sanitari territoriali della zona nord di Palermo: dopo il decesso della piccola è emerso infatti che nel capoluogo siciliano, ancora nel 2026, ci sono ottocento bambini non vaccinati, in barba ai divieti di iscrizione e di permanenza alla scuola dell’obbligo, stabiliti dalla legge. E il ministero della Salute conferma che in Sicilia c’è un dieci per cento di vaccinati in meno. Molti genitori sono no vax per ignoranza, come ha riferito la pediatra di Anna Rosa, Valeria Conte, alla polizia giudiziaria: «C’è la credenza diffusa, allo Zen, che le vaccinazioni provochino autismo». E Fabrizio Arena, attivista del laboratorio Zen Insieme: «Loro credono a quello che vedono sui social, bisogna lavorarci su e non limitarsi a criminalizzarli». Un cuginetto della bimba è ricoverato perché ha preso anche lui la difterite: si è salvato perché vaccinato. Si cerca il paziente zero («Cosa fondamentale», dice l’infettivologo palermitano Antonio Cascio). Dopo la morte della sorellina, i fratellini della piccola sono stati tutti vaccinati di autorità e così anche padre, madre e familiari: si teme un focolaio di contagio e anche la pediatra di base, i medici e gli infermieri entrati in contatto con Anna, negli ospedali Cervello e Di Cristina, sono stati tutti sottoposti a richiami. I meccanismi che consentono ai no vax di eludere gli obblighi sono numerosi: il più comune è presentare alle scuole le richieste di vaccinazione, le prenotazioni, che consentono iscrizioni provvisorie: era stato così anche per la bambina, che però a dicembre aveva lasciato la scuola dell’infanzia Sciascia, perché priva del certificato vero. La procura minorile ora si chiede anche come mai non fossero state attivate le contromisure per verificare la situazione della piccola. Credenze infondate o no, da venerdì è corsa alle vaccinazioni, con gli uffici d’igiene e i laboratori vaccinali di Palermo presi d’assalto, nonostante sia pieno agosto e una canicola tremenda avvolga ancora Palermo. I genitori, dal loro punto di vista, ce l’hanno con chi ha cercato di salvare la figlia, provando di tutto. Nello stesso post di Facebook, poi ristretto a cerchie di persone che la pensano come lei e il marito, Manuela Maggio se la prende con i «medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia quando è stata portata diverse volte al pronto soccorso, e ci sono carte che parlano». Messa in dubbio anche la diagnosi di difterite, con accuse poco coerenti ai sanitari che hanno «scambiato la dif
terite per tonsillite». L’autopsia, affidata al medico legale Giuseppe Albano, dovrà chiarire la situazione.— ---End text--- Author: RICCARDO ARENA Heading: Highlight: Disposti accertamenti in scuole studi pediatrici e uffici sanitari Image:L’ospedale di Palermo dov’era stata ricoverata la bambina -tit_org- Morta di difterite a quattro anni accusa di omicidio ai genitori no vax Difterite, indagati per omicidio colposo i genitori no vax -sec_org-
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