title§§ Nuovi medici di famiglia «Torna la voglia fra i giovani Non sprechiamo risorse» = Medici di famiglia, è sempre sos Ma ora c'è un esercito di nuove leve link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101884603005.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "NAZIONE" del 21 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-21T02:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101884603005.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101884603005.PDF', 'title': 'NAZIONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101884603005.PDF tp:ocr§§ TOSCANA La Fimmg chiede una legge Nuovi medici di famiglia «Torna la voglia fra i giovani Non sprechiamo risorse» Ciardi a pagina 19 Medici di famiglia, è sempre sos Ma ora c’è un esercito di nuove leve Il segretario della Fimmg Biancalani sollecita la Regione a far muovere il governo per una legge nazionale «Serve per non perdere la sovrabbondanza di richieste di borse di specializzazione presentate nel resto d’Italia» FIRENZE La buona notizia è che tanti giovani sono tornati ad avvicinarsi alla medicina generale. La cattiva è che le domande per le borse di studio variano molto da una Regione all’altra e che, in Toscana, la professione sembra piacere meno che altrove. Il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029 ha infatti registrato 5.965 candidature a livello nazionale per 2.651 posti. In Toscana i posti messi a concorso sono 200, mentre le richieste hanno raggiunto quota 357. In altre regioni, l’attrattività è stata molto più alta: in Campania, a fronte di 240 borse, sono arrivate 1.080 domande. Il rischio che tutti vogliono scongiurare è che, dove la richiesta è stata minore, le borse di studio possano alla fine restare inutilizzate. «Per una volta abbiamo davanti un problema che nasce da una buona notizia: migliaia di giovani medici vogliono scegliere la medicina generale. Sarebbe imperdonabile non riuscire a trasformare questa disponibilità in nuovi medici di famiglia per i cittadini» ha detto Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana. «Prima di discutere di nuove risorse regionali - ha proseguito ciò che va evitato assolutamente è che, una volta concluso il concorso e definite le graduatorie, eventuali borse non assegnate o successivamente rimaste libere in una Regione vadano perse, mentre in altre restano medici idonei e disponibili a formarsi». Per questo la Fimmg Toscana ha chiesto all’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, di farsi promotrice, insieme alle altre Regioni, di una proposta urgente al Governo. «Serve una norma che renda possibile recuperare e riallocare le borse che dovessero rimanere inutilizzate, consentendo una reale mobilità tra le graduatorie regionali - continua il segretario della Fimmg Toscana -. Non possiamo permetterci di avere contemporaneamente posti di formazione disponibili in una parte d’Italia e giovani medici esclusi in un’altra. Possiamo prevedere anche un vincolo di territorio: se studi in una Regione, sei poi vincolato a restare almeno per un po’». Ma siamo sicuri che i giovani professionisti accetterebbero di spostarsi? «In alternativa – continua Biancalani – si possono ridistribuire le borse. Le Regioni devono certamente utilizzare tutti gli strumenti che hanno a disposizione nei rispettivi territori, ma anche essere capaci di cooperare. Se una borsa finanziata non viene utilizzata in una Regione dobbiamo trovare il modo perché possa diventare un’opportunità altrove». A cogliere l’appello, l’assessora Monni. «Condivido pienamente la sollecitazione di Fimmg Toscana – ha detto -. Dopo anni in cui la medicina generale faticava ad attrarre giovani medici, oggi abbiamo davanti una generazione che sceglie consapevolmente questa strada. Sarebbe un errore non riuscire a valorizzarla fino in fondo. Il paradosso di borse di formazione non assegnate in una Regione mentre altrove ci sono giovani medici idonei e pronti a formarsi non è più accettabile, in un momento in cui la carenza di medici di famiglia si fa sentire in tutto il Paese. Come Toscana siamo disponibili a farci parte attiva, insieme alle altre Regioni, per costruire una proposta condivisa da portare al Governo». ---End text--- Author: Lisa Ciardi Heading: Highlight: IL PUNTO 1 LE DOMANDE SONO 357 Le domande presentate per il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-29: sono 357 a livello toscano per 200 posti complessivi messi a concorso. 2 MOBILITÀ FRA REGIONI Biancalani ha chiesto alla Regione che si faccia promotrice di una norma nazionale per utilizzare borse che dovessero restare inutilizzate in altre regioni. 3 PROPOSTA AL GOV ERNO L’assessora Monni ha condiviso la sollecitazione dicendosi diponibile a farsi parte attiva per costruire una proposta condivisa da portare al Governo. Zero sprechi «UTILIZZARE OGNI RISORSA» Niccolò Biancalani Segretario Fimmg «Ciò che va evitato è che, una volta concluso il concorso e definite le graduatorie, eventuali borse non assegnate o rimaste libere in una regione vadano perse, mentre in altre regioni restano medici idonei e disponibili a formarsi. Per questo abbiamo chiesto all’assessora Monni di farsi promotrice di una proposta al Governo: serve una norma per recuperare e riallocare le borse che dovessero rimanere inutilizzate, consentendo mobilità tra graduatorie regionali». Resta alto il dibattito sulla crisi dei medici di famiglia e sulle possibili soluzioni per arginarla. In base al report della Fondazione Gimbe di marzo scorso, in Italia ne mancano oltre 5.700. Focalizzando l’attenzione sulla Toscana, entro il 2028 saranno invece 466 i professionisti che raggiungeranno l’età pensionabile, mentre già oggi, sempre secondo le stime Gimbe, ne mancano 394 per garantire un equilibrio adeguato tra domanda e offerta. Nel frattempo cresce anche il carico di lavoro: ogni medico ha in media 1.413 assistiti, sopra la media nazionale, in un contesto in cui il parametro ottimale è fissato a 1.200 pazienti per professionista. E negli ultimi cinque anni, in Toscana, il numero dei medici è diminuito del 15,5%, più della media italiana. Un’analisi più rassicurante arriva dalla Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale. In base ai dati forniti dal segretario regionale Niccolò Biancalani, le cosiddette «carenze» riguarderebbero 100-150 medici di famiglia, mentre il numero salirebbe a 400-500 solo sommando la continuità territoriale, ovvero la guardia medica. Sta di fatto che la situazione resta critica in diverse zone periferiche: dalla montagna pistoiese, a Orbetello, fino a vari Comuni minori della cosiddetta Toscana Diffusa. Image:I NUMERI Dati: Fondazione Gimbe e Sole 24Ore In Toscana entro il 2028 466 medici di famiglia raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni il numero medio di assistiti per medico al 1° gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.413 (media nazionale 1.383) nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione speci?ica in Medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media Italia +26%) tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia in regione si sono ridotti del 15,5%. La media nazionale della riduzione è pari al 14,1% secondo la stima di Fondazione Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 394 medici di famiglia Le province dove nel 2026 è maggiormente diminuito il numero dei medici di famiglia Grosseto -10,96% Massa Carrara -10,48% Pistoia -6,25% Le province dove nel 2026 è maggiore il numero di assistiti per medico Pistoia 1.520 Massa Carrara 1.476 Grosseto 1.447 LNZ -tit_org- Nuovi medici di famiglia «Torna la voglia fra i giovani Non sprechiamo risorse» Medici di famiglia, è sempre sos Ma ora c’è un esercito di nuove leve -sec_org- tp:writer§§ LISA CIARDI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101884603005.PDF §---§ title§§ Nuovi medici di famiglia «Torna la voglia fra i giovani Non sprechiamo risorse» = Medici di famiglia, è sempre sos Ma ora c'è un esercito di nuove leve link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101856302770.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 21 Aug 2026

Ciardi a pagina 19 Il segretario della Fimmg Biancalani sollecita la Regione a far muovere il governo per una legge nazionale «Serve per non perdere la sovrabbondanza di richieste di borse di specializzazione presentate nel resto d'Italia»

pubDate§§ 2026-08-21T02:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101856302770.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101856302770.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101856302770.PDF tp:ocr§§ TOSCANA La Fimmg chiede una legge Nuovi medici di famiglia «Torna la voglia fra i giovani Non sprechiamo risorse» Ciardi a pagina 19 Medici di famiglia, è sempre sos Ma ora c’è un esercito di nuove leve Il segretario della Fimmg Biancalani sollecita la Regione a far muovere il governo per una legge nazionale «Serve per non perdere la sovrabbondanza di richieste di borse di specializzazione presentate nel resto d’Italia» FIRENZE La buona notizia è che tanti giovani sono tornati ad avvicinarsi alla medicina generale. La cattiva è che le domande per le borse di studio variano molto da una Regione all’altra e che, in Toscana, la professione sembra piacere meno che altrove. Il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029 ha infatti registrato 5.965 candidature a livello nazionale per 2.651 posti. In Toscana i posti messi a concorso sono 200, mentre le richieste hanno raggiunto quota 357. In altre regioni, l’attrattività è stata molto più alta: in Campania, a fronte di 240 borse, sono arrivate 1.080 domande. Il rischio che tutti vogliono scongiurare è che, dove la richiesta è stata minore, le borse di studio possano alla fine restare inutilizzate. «Per una volta abbiamo davanti un problema che nasce da una buona notizia: migliaia di giovani medici vogliono scegliere la medicina generale. Sarebbe imperdonabile non riuscire a trasformare questa disponibilità in nuovi medici di famiglia per i cittadini» ha detto Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana. «Prima di discutere di nuove risorse regionali - ha proseguito ciò che va evitato assolutamente è che, una volta concluso il concorso e definite le graduatorie, eventuali borse non assegnate o successivamente rimaste libere in una Regione vadano perse, mentre in altre restano medici idonei e disponibili a formarsi». Per questo la Fimmg Toscana ha chiesto all’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, di farsi promotrice, insieme alle altre Regioni, di una proposta urgente al Governo. «Serve una norma che renda possibile recuperare e riallocare le borse che dovessero rimanere inutilizzate, consentendo una reale mobilità tra le graduatorie regionali - continua il segretario della Fimmg Toscana -. Non possiamo permetterci di avere contemporaneamente posti di formazione disponibili in una parte d’Italia e giovani medici esclusi in un’altra. Possiamo prevedere anche un vincolo di territorio: se studi in una Regione, sei poi vincolato a restare almeno per un po’». Ma siamo sicuri che i giovani professionisti accetterebbero di spostarsi? «In alternativa – continua Biancalani – si possono ridistribuire le borse. Le Regioni devono certamente utilizzare tutti gli strumenti che hanno a disposizione nei rispettivi territori, ma anche essere capaci di cooperare. Se una borsa finanziata non viene utilizzata in una Regione dobbiamo trovare il modo perché possa diventare un’opportunità altrove». A cogliere l’appello, l’assessora Monni. «Condivido pienamente la sollecitazione di Fimmg Toscana – ha detto -. Dopo anni in cui la medicina generale faticava ad attrarre giovani medici, oggi abbiamo davanti una generazione che sceglie consapevolmente questa strada. Sarebbe un errore non riuscire a valorizzarla fino in fondo. Il paradosso di borse di formazione non assegnate in una Regione mentre altrove ci sono giovani medici idonei e pronti a formarsi non è più accettabile, in un momento in cui la carenza di medici di famiglia si fa sentire in tutto il Paese. Come Toscana siamo disponibili a farci parte attiva, insieme alle altre Regioni, per costruire una proposta condivisa da portare al Governo». ---End text--- Author: Lisa Ciardi Heading: Highlight: Resta alto il dibattito sulla crisi dei medici di famiglia e sulle possibili soluzioni per arginarla. In base al report della Fondazione Gimbe di marzo scorso, in Italia ne mancano oltre 5.700. Focalizzando l’attenzione sulla Toscana, entro il 2028 saranno invece 466 i professionisti che raggiungeranno l’età pensionabile, mentre già oggi, sempre secondo le stime Gimbe, ne mancano 394 per garanti re un equilibrio adeguato tra domanda e offerta. Nel frattempo cresce anche il carico di lavoro: ogni medico ha in media 1.413 assistiti, sopra la media nazionale, in un contesto in cui il parametro ottimale è fissato a 1.200 pazienti per professionista. E negli ultimi cinque anni, in Toscana, il numero dei medici è diminuito del 15,5%, più della media italiana. Un’analisi più rassicurante arriva dalla Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale. In base ai dati forniti dal segretario regionale Niccolò Biancalani, le cosiddette «carenze» riguarderebbero 100-150 medici di famiglia, mentre il numero salirebbe a 400-500 solo sommando la continuità territoriale, ovvero la guardia medica. Sta di fatto che la situazione resta critica in diverse zone periferiche: dalla montagna pistoiese, a Orbetello, fino a vari Comuni minori della cosiddetta Toscana Diffusa. I NUMERI Dati: Fondazione Gimbe e Sole 24Ore In Toscana entro il 2028 466 medici di famiglia raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni il numero medio di assistiti per medico al 1° gennaio 2025 nell’intera regione è pari a 1.413 (media nazionale 1.383) nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione speci?ica in Medicina generale sono stati pari ai posti disponibili (media Italia +26%) tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia in regione si sono ridotti del 15,5%. La media nazionale della riduzione è pari al 14,1% secondo la stima di Fondazione Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 medico ogni 1.200 assistiti, al 1° gennaio 2025 in regione mancano 394 medici di famiglia Le province dove nel 2026 è maggiormente diminuito il numero dei medici di famiglia Grosseto -10,96% Massa Carrara -10,48% Pistoia -6,25% Le province dove nel 2026 è maggiore il numero di assistiti per medico Pistoia 1.520 Massa Carrara 1.476 Grosseto 1.447 LNZ Zero sprechi «UTILIZZARE OGNI RISORSA» Niccolò Biancalani Segretario Fimmg «Ciò che va evitato è che, una volta concluso il concorso e definite le graduatorie, eventuali borse non assegnate o rimaste libere in una regione vadano perse, mentre in altre regioni restano medici idonei e disponibili a formarsi. Per questo abbiamo chiesto all’assessora Monni di farsi promotrice di una proposta al Governo: serve una norma per recuperare e riallocare le borse che dovessero rimanere inutilizzate, consentendo mobilità tra graduatorie regionali». IL PUNTO 1 LE DOMANDE SONO 357 Le domande presentate per il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-29: sono 357 a livello toscano per 200 posti complessivi messi a concorso. 2 MOBILITÀ FRA REGIONI Biancalani ha chiesto alla Regione che si faccia promotrice di una norma nazionale per utilizzare borse che dovessero restare inutilizzate in altre regioni. 3 PROPOSTA AL GOVERNO L’assessora Monni ha condiviso la sollecitazione dicendosi diponibile a farsi parte attiva per costruire una proposta condivisa da portare al Governo. 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Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 21 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642104728.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642104728.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642104728.PDF tp:ocr§§ Convenzioni, privilegi e molte zone d’ombra Ecco la Croce rossa spa L'INCHIESTA Leggi ad hoc e soldi dai ministeri, ma anche rapporti con regioni e aziende sanitarie Il paradosso di un ex ente pubblico rimasto dipendente da fondi statali Come abbiamo raccontato quello della Croce rossa è il paradosso di un ex ente pubblico, risanato e trasformato in associazione privata, ma rimasto dipendente da fondi statali. A finanziarne le attività in convenzione, figurano i ministeri della Salute e dell'Interno — quest'ultimo con due milioni per il Punto crisi Lampedusa — e le Protezioni civili di Emilia-Romagnae del PiemonLe. Il poliambulatorio Tragli enti pubblici che intrattengono rapporti con la Cri compare anche la Corte dei conti. Nel bilancio previsionale 2026 è prevista una voce da 60mila euro per il «S5upporto sanitario presso il Poliambulatorio Montezemolo di Roma», ente con personalità giuridica di diritto pubblico «frutto dellesinergietra Corte dei conti, Stato maggiore della Difesa, Regione Lazio, ASÌ Roma 1, Cri e Policlinico Umberto I», che si concentra «sullo smaltimento delle liste di attesa della regione». Con decreto dell'11 gennaio 2024, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha inserito il Montezemolo tra le strutture sanitarie militari: il primo e unico polo della Difesa in Italiaa ottenerel'accreditamento con il Ssn e la convenzione con urn'AsL T] modello economico è peculiare. Strutture e personale sono finanziati dai ministeri coinvoltiel'apertura ai civili consente di mettere queste risorse «al servizio della sanità pubblica». A differenza di un centro diagnostico privato accreditato, che sostiene integralmente i costi di gestione, il Montezemolo beneficia di costi strutturali e di personale già coperti dai bilanci ministeriali. I corrispettivi versati dalla ASÌI, poi, si trasformano in economie di gestione destinabili, per legge, esclusivamente all'autofinanziamento, alla continuità dei servizi e al potenziamento tecnologico della struttura. Partecipare a queste collaborazioni accredita la Cri, ancora una volta, come partner strategico dei ministeri, consolidando la sua posizioneper futuri affidamenti e progetti congiunti con le Pubbliche amministrazioni. Privatizzazione formale La riorganizzazione della Cri, promossa dalla Consulta nel 2021, incarna il principio della «privatizzazione solo formale» espresso dalla stessa Corte nel 1993: cambiare la veste giuridica non cancella la natura pubblica di un ente se le sue funzioni concrete e i legami conifondi statali restano invariati. Un assetto che, fin dal principio, ha alimentato dibattito sulle procedure di affidamentodei contratti esul regimeapplicabile al personale transitato dal pubblico al privato. Trai soggetti più critici c'è stata l'Unione sindacale di base (Usb), che ha contestato il percorso di riordino fin dal 2011, denunciandocome il progetto avesse come «unico vero obiettivo quello di far cassa, infischiandosene di malati, disabili e lavoratori». Il sindacato aveva definito l'operazioneuna manovra di «socializzazione delle perdite, privatizzazione dei profitti». Ma l'evoluzione normativa è proseguita. Quest'anno è passata in sordina una legge recante "L'integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Cri”, promossa dai ministeri della Difesa e della Salute, che delega il governoarivederela disciplina del Corpo militarevolontario e del Corpo delle infermierevolontarie. Le opposizioni, in blocco, si sono astenute. Nelle dichiarazioni di voto, il deputato Andrea De Maria del Partito democratico, hacriticato l'estensione del codice dell'ordinamento militare ai Corpi volontari, ritenendola espressionedi «un assetto militaristico», e ha contestato «l'eccessiva ampiezza» della delega conferita al governo, giudicandola eccessivamente generica rispetto alla ridefinizione di compiti, ordinamento, funzioni, risorse e procedure di un Corpo che svolge attività di interesse pubblico. Oltre a leggi ad hoc e soldi dai ministeri, pesano anche rapporti con regioni e aziende sanit arie. Duecasi aiutano a comprendere come questi rapporti si traducano in accordi di rilevante valore economico, non privi di opacità. Il primo, come raccontato da questo giornale, risale a_ dicembre 2024. La regione Lazio guidata da Francesco Rocca, già presidente nazionale della Cri, ha affidato alla Croce rossa un progetto da oltre 8 milioni di euro per il supporto ai pronto soccorso (Ps). Un affidamento diretto che, pare, sia oggetto di un'istruttoria della Corte dei conti del Lazio, ma anche di numerose proteste da parte di opposizioni e dei sindacati. Ci sono poi le indagini in corso sulla morte di Abderrahim Fakir. Al vaglio degli inquirenti vi è il trattamento riservato a Fakir dalla polizia, ma anche l'inerzia dei volontari Cri chiamati sul posto, che per alcuni sanitari rappresenta una palese omissione di soccorso. In Emilia-Romagna il comitato di Bologna della Cri opera in forza della convenzione con l'Azienda Usl del capoluogo per il soccorso e il trasporto sanitario. L'accordo, valido dal 2022 al 2028, prevede un corrispettivo complessivo di 45.530.693,46 euro per i servizi di emergenza, il trasporto degenti e altri trasporti sanitari. «C'è un'enormeemergenza legata alla salute mentale — rivela un sanitario del Pronto soccorso — il prossimo caso Fakir potrebbe essere vostro figlio, davvero vorreste che a soccorrerlo ci fosse un volontario laico e non un sanitario esperto?». 2/continua © RIPRODUZIONE RFISERVATA ---End text--- Author: FEDERICA PENNELLI Heading: L'INCHIESTA Highlight: Image:A N A I L A T I A S S O R E C O CR A finanziare le attività in convenzione della Cri i ministeri della Salute e dell'Tnterno FOTO ANSA -tit_org- Convenzioni, privilegi e molte zone d’ombra Ecco la Croce rossa spa -sec_org- tp:writer§§ FEDERICA PENNELLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642104728.PDF §---§ title§§ Il vaccino contro il melanoma smonta le balle trumpiane sull'mRna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642204725.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 21 Aug 2026

LA SCOPERTA ARRIVA NONOSTANTE I TAGLI ALLA RICERCA DECISI DA KENNEDY JR. NEGLI STATI UNITI. CON CONSEGUENZE PER TUTTI

pubDate§§ 2026-08-21T04:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642204725.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642204725.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642204725.PDF tp:ocr§§ Il vaccino contro il melanoma smonta le balle trumpiane sull’mRna LA SCOPERTA ARRIVA NONOSTANTE I TAGLI ALLA RICERCA DECISI DA KENNEDY JR. NEGLI STATI UNITI. CON CONSEGUENZE PER TUTTI I l 19 agosto Merck e Moderna hanno annunciato un risultato che, quando potremo leggere i numeri e verificarli, appare eccezionale. INTerpath-001, studio randomizzato di fase 3 su 1.137 pazienti con melanoma cutaneo ad alto rischio, ha raggiunto i suoi due principali obiettivi clinici. I pazienti erano stati sottoposti a resezione completa del tumore e ricevevano pembrolizumab. A due terzi è stato aggiunto intismeran autogene, una terapia a mRna costruita individualmente sulle mutazioni del tumore. Per ciascun paziente vengono selezionati fino a 34 neoantigeni tumorali e si sintetizza un mRna che li codifica. Il sistema immunitario viene così istruito a riconoscere cellule tumorali residue portatrici di quelle mutazioni. Nella fase 3 la combinazione ha migliorato sia la sopravvivenza libera da recidiva sia quella libera da metastasi a distanza. Merck e Moderna definiscono il beneficio anche clinicamente rilevante. I numeri completi non sono ancora disponibili, quindi la dimensione dell’effetto resta da conoscere, ma il segnale già osservato nella fase 2 ha superato la prova di un grande studio confermatorio. Il risultato rende ancora più visibile la cecità dell’Amministrazione Trump: disinvestire da una piattaforma significa scommettere anche contro applicazioni che quella piattaforma non ha ancora avuto il tempo di mostrare. Il 5 agosto 2025 il dipartimento della Salute degli Stati Uniti aveva annunciato il ritiro federale da ventidue investimenti nello sviluppo di vaccini a mRna, per quasi 500 milioni di dollari. I programmi riguardavano soprattutto infezioni respiratorie e preparazione alle pandemie. Robert F. Kennedy Jr., il bugiardo in capo al ministero della Salute per l’Amministrazione Trump, spiegò che quelle piattaforme avevano mostrato limiti di efficacia e che le risorse sarebbero state indirizzate verso tecnologie giudicate più sicure. Quella decisione arrivava dopo anni in cui l’mRna era stato assorbito nella polemica sui vaccini Covid, fino a diventare per una parte della destra americana un oggetto identitario. La Florida di Ron DeSantis aveva aperto la strada. Nel gennaio 2024 il Surgeon General Joseph Ladapo ne aveva chiesto l’abbandono per l’intera popolazione, evocando il rischio che frammenti residui di Dna potessero integrarsi nel genoma dei vaccinati; la FDda aveva risposto che quel meccanismo era biologicamente implausibile e che i dati non mostravano segnali di genotossicità. Nel 2025 Kennedy portò a Washington una parte di quella stessa ostilità. La controversia aveva ormai oltrepassato i vaccini Covid. Nel 2025, in Minnesota, un “mRna Bioweapons Prohibition Act” proponeva di classificare come “armi di distruzione di massa” tutti i prodotti contenenti mRna o mRna modificato. Nel 2026 un testo analogo è stato presentato in Tennessee. Nessuno dei due è diventato legge, ma entrambi mostrano fino a che punto una piattaforma di biologia molecolare sia stata trascinata dentro una battaglia politica. Il provvedimento federale riguardava una parte specifica degli impieghi dell’mRna, ma una piattaforma tecnologica vive nelle competenze scientifiche e nella capacità produttiva che si accumulano mentre la si usa. Ridurre gli investimenti pubblici restringe lo spazio nel quale quelle competenze vengono mantenute e trasferite verso applicazioni nuove. Solo l’investimento privato ha impedito al disimpegno pubblico di diventare un limite per l’intera tecnologia. C’è poi un secondo effetto delle politiche americane, che ci riguarda direttamente. Il “most-favorednation” (Mfn) sui prezzi dei farmaci mira ad agganciare il prezzo statunitense ai prezzi più bassi praticati negli altri paesi sviluppati. Per un’azienda può quindi diventare razionale ritardare il lancio nei paesi che negoziano prezzi inferiori, come l’Italia, oppure pretendere condizioni meno favorevoli ai sistemi sanitari pubblici. Merck è fra le aziend e entrate negli accordi Mfn dell’Amministrazione Trump. Non sappiamo ancora se intismeran vi rientrerà, ma il meccanismo è chiaro: un prezzo basso negoziato in Europa può ridurre il valore del mercato americano e rendere meno conveniente portare rapidamente da noi il farmaco. Il costo di questa politica può dunque arrivare fino ai pazienti italiani. L’mRna rischia di essere indebolito nella ricerca pubblica americana e, quando produce nuovi farmaci, di incontrare incentivi che ne ritardano l’accesso in Europa. Grazie, davvero, bugiardo in capo. Enrico Bucci ---End text--- Author: oEnrico Bucci Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il vaccino contro il melanoma smonta le balle trumpiane sull'mRna -sec_org- tp:writer§§ oEnrico Bucci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101642204725.PDF §---§ title§§ Bambina muore per la difterite dai genitori no al vaccino = Palermo, muore a 4 anni stroncata dalla difterite " Non era stata vaccinata" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101660304730.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "REPUBBLICA" del 21 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-21T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101660304730.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101660304730.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101660304730.PDF tp:ocr§§ Bambina muore per la difterite dai genitori no al vaccino Palermo, muore a 4 anni stroncata dalla difterite “Non era stata vaccinata” I genitori erano convinti che l’autismo di un loro cugino fosse provocato dai farmaci. L’hanno portata troppo tardi in ospedale Anna Rosa Bartolotta, 4 anni, è morta a Palermo per la difterite. La bimba non era stata vaccinata — pur essendo obbligatorio — per decisione dei genitori no vax. di BOCCI e patané A a pagina 21 di FRANCESCO PATANÈ PALERMO uando tutto stava per precipitare la mamma di Anna Rosa Bartolotta si è affidata alla Madonna, le ha chiesto un miracolo. «Vita mia, cuore di mamma tutto il mondo sta pregando per te, facci vedere quanto sei forte torna da me. Madonnina mia proteggi mia figlia» scriveva sui social Manuela Maggio, la sera prima che la figlia di quattro anni e mezzo morisse per difterite nel reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Civico di Palermo. La bambina non era vaccinata, i suoi genitori non l’avevano sottoposta per scelta al primo ciclo di esavalente obbligatorio per legge. Alle 2,30 di ieri notte suo cuore ha smesso di battere, la tossina prodotta dal batterio della difterite ha compromesso tutti i suoi organi. La procura ha aperto un’indagine, sequestrato la salma e disposto l’autopsia. I carabinieri hanno già acquisito le cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto. Anche il cugino di Anna Rosa, pure lui di 4 anni, è ricoverato all’ospedale con sintomi simili. ForQ tunatamente i suoi genitori lo hanno sottoposto al primo ciclo di vaccini e i sintomi sono blandi. I genitori di Anna Rosa fino all’ultimo hanno difeso la loro scelta: ai medici hanno continuato a ripetere che sono stati i vaccini a provocare l’autismo di un loro cugino e per questo non hanno mai pensato di iniettare «quella roba», come l’hanno chiamata, nel corpo della bambina e dei suoi quattro fratelli. La famiglia vive nel quartiere Zen di Palermo. Una tragedia che si poteva evitare. Già lunedì della scorsa settimana, undici giorni fa, la pediatra di Anna Rosa lancia il primo allarme ai genitori dopo averla visitata: la bambina presenta i sintomi della difterite. Ma i genitori attendono tre giorni prima di portarla in ospedale al cervello di Palermo. Il primo ricovero è delle 22,20 del 13 agosto. I medici la dimettono due ore dopo con la diagnosi di «tonsillite essudativa febbrile». Il giorno di Ferragosto alle 18 c’è il secondo ricovero: la diagnosi è «febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattività». La situazione si aggrava di ora in ora, tanto che la mattina del 16 agosto viene trasportata intubata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dei Bambini. Nel referto di dimissioni dal Cervello c’è scritto che la paziente non è vaccinata per decisione dei genitori. I medici dell’ospedale le provano tutte per salvarla, le somministrano il siero antidifterico e tutte le più aggressive terapie in vena. L’intera equipe di terapia intensiva pediatrica è rimasta per più di un giorno al capezzale della piccola. I medici provano un ultimo disperato tentativo spostandola in cardiochirurgia pediatrica per attaccarla alla macchina per la circolazione extra corporea (Ecmo). Le ripuliscono il sangue con l’emodialisi, ma è tutto inutile. Ieri notte alle 2,30 Anna Rosa si arrende per insufficienza multiorgano. «Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina dal momento in cui l’abbiamo presa in carico. Purtroppo, non c’è stato l’esito sperato — dice il direttore sanitario dell’ospedale Civico Domenico Cipolla — Da anni non si registravano casi del genere. Attendiamo l’esito dell’Istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuto a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale». I genitori e i parenti della vittima sono rimasti per due giorni fuori dal reparto di cardiochirurgia pediatrica. I medici dell’Asp hanno provveduto a vaccinare lunedì i fratelli di Anna Rosa dopo averli visitati. Nessuno di loro presenta sintomi di difterite. La vaccinazione è stat a allargata anche a cugini e zii della bambina. Il rischio di contagio non è secondario: l’Asp di Palermo tiene sotto controllo tutto il nucleo familiare allargato. Sono stati attivati anche i servizi sociali come prevede il protocollo in caso di decesso di un minore per comportamenti riconducibili ai genitori. ---End text--- Author: FRANCESCO PATANE Heading: Highlight: I vaccini per i bambini Coperture esavalente a 24 mesi (difterite, polio tetano, pertosse, epatite B, haemiphilus influenzae) a 24 mesi 2024 2022 2016 Copertura quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) a 24 mesi 94.4% 94,7% 85,1% 87,9% 95,1% 94,4% 90,3% 90,1% 93,3% 87,2% 91,6% 81,1% Vaccinazioni eseguite su bambini di 5-6 anni (seconda dose contro morbillo, parotite, rosolia e varicella; quarta dose difterite, tetano, pertosse e polio) 84% 68% Italia Sicilia Image:L’ospedale dei Bambini di Palermo dove è morta la piccola Anna Rosa Bartolotta T -tit_org- Bambina muore per la difterite dai genitori no al vaccino Palermo, muore a 4 anni stroncata dalla difterite " Non era stata vaccinata" -sec_org- tp:writer§§ Francesco Patanè guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/21/2026082101660304730.PDF §---§