title§§ AGGIORNATO - Scoprire i tumori in tempo è possibile (e gratis) con gli screening oncologici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901752805661.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 19 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-19T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901752805661.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901752805661.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901752805661.PDF tp:ocr§§ Scoprire i tumori in tempo è possibile (e gratis) con gli screening oncologici La diagnosi precoce permette cure migliori e riduce la mortalità N el 2024, si stima che le nuove diagnosi di cancro nel mondo siano state 19,5 milioni e i decessi 9,7 milioni (dati Oms). Questi ultimi rappresentano il 16,5% delle morti globali e fanno dei tumori la seconda causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari. Eppure in gran parte dei Paesi ad alto reddito si muore di cancro meno di prima. L’Italia è tra questi, come mostra il rapporto 2025 dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in collaborazione con i registri tumori di Airtum. «Negli ultimi 10 anni i decessi per tumore sono diminuiti del 9%, con cali del 24% per il cancro al polmone e del 13% per quello del colonretto», spiega Massimo Di Maio, ordinario di Oncologia medica all’Università di Torino e presidente Aiom. «Sono dati migliori della media europea e lo è anche la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi: per il tumore al seno, per esempio, è dell’86% contro l’83% europeo, per il colonretto del 64,2% contro il 59,8%. Il merito è anche di un servizio sanitario pubblico e universalistico che, pur nella carenza di risorse, finora ha garantito le migliori cure a chi si ammala». Le strategie Il calo dei decessi ha tre possibili spiegazioni. «La prima è la prevenzione primaria. Il 40% dei tumori è riconducibile a stili di vita e fattori modificabili, come muoversi o mangiare meglio, ed è quindi potenzialmente evitabile», continua l’esperto. «La seconda è il miglioramento delle cure. La terza i programmi di screening, che intercettano la malattia in chi non ha ancora sintomi. Quelli di efficacia riconosciuta sono principalmente tre: mammella, colon-retto e cervice uterina. Sono garantiti dal Servizio sanitario nazionale e hanno dimostrato di abbassare la mortalità, sono uno strumento potente di salute pubblica. La mammografia, per esempio, riduce di oltre il 30% la mortalità per tumore al seno, il test del sangue occulto nelle feci fino al 30% quella per il colon-retto. A questi screening, in molti Paesi si sta aggiungendo più recentemente quello al polmone nei forti fumatori. La tc a basse dosi, una tomografia computerizzata che usa una quantità ridotta di radiazioni, abbassa di circa il 20% la mortalità per questo tumore e le linee guida internazionali, come le nostre di Aiom, ne raccomandano l’impiego. In Italia, però, non è ancora offerta a tutti. Si fa gratis in centri selezionati, nell’ambito del programma Risp, la Rete italiana screening polmonare. L’auspicio è che venga esteso, anche se per questo tumore lo strumento più potente resta smettere di fumare». Le percentuali Uno studio pubblicato su Jama Oncology ha provato a quantificare, su dati americani, quale percentuale della riduzione di mortalità è attribuibile alla prevenzione primaria, quale agli screening e quale al miglioramento delle terapie. Tra il 1975 e il 2020, per cinque forme tumorali diffuse — mammella, cervice, colon-retto, polmone e prostata — i ricercatori hanno stimato che siano stati evitati 5,94 milioni di decessi. Per l’80%, circa 4,75 milioni di persone, è merito dello screening e della prevenzione. La parte del leone la fa il calo del fumo che da solo vale 3,45 milioni di vite. Il peso dei tre fattori varia da un tumore all’altro. Per la cervice uterina lo screening è responsabile della quasi totalità delle morti evitate, per il polmone la prevenzione ha pesato per il 98%. Nel colon-retto e nella prostata la diagnosi precoce ha contribuito rispettivamente per il 79% e il 56%. Per la mammella le terapie hanno avuto un ruolo maggiore dello screening, 75% contro 25%, non perché la mammografia funzioni poco, ma perché le cure sono migliorate molto. I test sul Dna Il cancro nasce da errori nelle istruzioni genetiche della cellula, cioè nel Dna, e verrebbe da pensare che basti leggere quelle istruzioni per sapere in anticipo chi si ammalerà. «Eccetto un caso, non esistono oggi test sul Dna di efficacia provata, capaci di prevedere in una persona sana il rischio di tumore o di scoprirlo prima che si manifesti», conclude Di Maio. «Il caso è quello delle predisposizioni ereditarie. Chi ha in famiglia una mutazione che aumenta il rischio di ammalarsi può scoprirlo con un prelievo di sangue e saperlo aiuta a gestire il rischio con un programma di sorveglianza e, in certe situazioni, a ridurlo con chirurgia preventiva o farmaci». Negli altri casi per ora le prove non sono sufficienti a raccomandare test predittivi sul Dna. ---End text--- Author: Anna Fregonara Heading: Highlight: Sopravvivenza Nel caso del tumore al seno in Italia è dell’86% dopo 5 anni contro l’83% in Europa Prevenzione Sono fondamentali lo stile di vita e, in grande misura, l’abolizione del fumo Image:il Corriere d Ambra Angiolini, 49, invita le donne a fare la mammografia La pallavolista Sarah Fahr, 24, è impegnata nella lotta al cancro L’attore Beppe Convertini, 54, è stato volto della Lilt Nancy Brilli, 62, sostiene la campagna del ministero della Salute L’esperto ? Massimo Di Maio, ordinario di Oncologia medica, Un. di Torino e presidente Aiom -tit_org- AGGIORNATO - Scoprire i tumori in tempo è possibile (e gratis) con gli screening oncologici -sec_org- tp:writer§§ Anna Fregonara guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901752805661.PDF §---§ title§§ In Forza Italia c'è chi frena sul fine vita: "Non è un diritto" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753005659.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "FOGLIO" del 19 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-19T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753005659.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753005659.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753005659.PDF tp:ocr§§ In Forza Italia c’è chi frena sul fine vita: “Non è un diritto” Roma. Forza Italia preme l’acceleratore sul fine vita? “Tutt’altro”, risponde al Foglio l’eurodeputato azzurro Massimiliano Salini. “Non è un diritto, e non è una priorità”. Eppure su queste pagine lunedì la capogruppo al Senato Stefania Craxi ha messo nero su bianco che “il problema del fine vita esiste” e che il partito si batterà “a ogni costo” per una legge sul tema. Salini ha letto quell’intervento e lo ritiene condivisibile perchè secondo lui da quelle parole “emerge che Forza Italia è il partito delle cure, non del fine vita”. Il contrario del suo titolo. Come mai? “Viene chiarito ad esempio che il Ssn deve al limite verificare l’esistenza dei requisiti di cui parla la Corte costituzionale, ma non può intervenire nell’erogare una prestazione che oggi non è qualificabile come un diritto. Al contrario – spiega Salini – le cure palliative sono ampiamente riconosciute come diritto ma non riconosciute come prestazione in gran parte del nostro paese. Per lo meno, mi auguro che quelle parole abbiano questo senso”. Se non fosse così, “saremmo l’ennesimo partito che cerca di intitolarsi la battaglia dei diritti civili. Esiste già un enorme numero di partitini che questa battaglia, che non condivido, se la sono intestata da anni. Non la troverei una strategia azzeccata”. L’arrivo di Enrico Costa alla guida degli azzurri alla Camera, e di Stefania Craxi al Senato, ha reso più visibile una linea liberale meno rigida sui diritti civili, in conformità con l’influenza trasmessa al partito dalla figlia del suo fondatore, Marina Berlusconi. L’ultima occasione per rendersene conto è stata il dibattito sul congelamento degli ovuli, che ha trovato sul fronte degli aperturisti proprio il forzista Alessandro Cattaneo: “E’ giusto discutere su come lo stato debba aiutare le donne e in che modo”, ha detto il deputato. Per Salini “le dichiarazioni degli esponenti non vanno confuse dalla posizione di Forza Italia, che invece si ottiene con un dibattito interno. Un partito liberale non è un partito dove ognuno fa quello che gli pare”. I risultati di un mosaico incontrollato di posizioni si vedrebbero anche alle urne: “Qualche cittadino potrebbe spaventarsi, ma in generale la maggioranza dell’elettorato di centrodestra liberale e cattolico potrebbe sorridere di fronte a un partito che insegue la sinistra su un tema non prioritario”. Su questo punto insiste, sempre da Bruxelles, Flavio Tosi. Che pur allineandosi alla posizione di Craxi sul fine vita ribadisce la contrarietà di Forza Italia al ben più specifico concetto di eutanasia: “E’ una parola bruttissima. Ben diversa dalla scelta di accompagnare al trapasso chi non è in condizioni di vivere dignitosamente nella nostra società”, dice l’eurodeputato. L’importante, sottolinea Tosi, “è che non ci si dimentichi dell’elettorato cattolico, del diritto alla obiezione di coscienza e del rispetto dei confini. Bisogna stare attenti che a forza di derogare al rispetto di determinati limiti non si arrivi addirittura a consentire la clonazione, la vendita di organi e di chissà che altro”. Salini lancia un appello al partito: “Serve buon senso. Le parole di Craxi sono un ottimo modo per affrontare il tema. A condizione che poi non si dichiari di essere il partito del fine vita”. Riccardo Carlino ---End text--- Author: Riccardo Carlino Heading: Highlight: Image: -tit_org- In Forza Italia c’è chi frena sul fine vita: “Non è un diritto” -sec_org- tp:writer§§ Riccardo Carlino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753005659.PDF §---§ title§§ Emilia, sanità flop: buco di 70 milioni anche con il ticket La tac? Tra un anno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753105660.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "GIORNALE" del 19 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-19T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753105660.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753105660.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753105660.PDF tp:ocr§§ Emilia, sanità flop: buco di 70 milioni anche con il ticket La tac? Tra un anno La crisi A Bologna disavanzo record e solo due ambulanze. Crediti non riscossi: + 180% in un anno. Migliaia di ricette elettroniche ferme In una regione che, da oltre un anno, ha imposto ai cittadini un ticket sui farmaci ti aspetti dei conti scintillanti, o quanto meno in ordine. In Emilia Romagna non è così, l’emorragia finanziaria sembra incurabile. Insomma, 2,20 euro da pagare su ogni confezione di medicinali non sono poco, soprattutto se si considera che, appena oltre il confine emiliano, questa tassa non c’è. Ma il sacrificio richiesto a chi si cura non basta a colmare le voragini delle Asl. La situazione dei bilanci è questa: il deficit sanitario si aggira sui 70 milioni di euro. Nel 2024 era di 194 milioni, quindi un miglioramento c’è, come certifica la Corte dei Conti. Però nessuno si sente di applaudire. Se provi a prenotare una tac oggi, te la fissano per il mese di maggio 2027. E se provi a ottenere una visita cardiologica o oculistica, ti viene detto che le liste sono sospese. Nemmeno le ambulanze funzionano come dovrebbero e arrivano in ritardo. Il caso di Abderrahim Fakir, il marocchino morto a Bologna lo scorso 19 luglio in seguito a un intervento della polizia, e per il quale si è sospettato un intervento non tempestivo dei soccorsi, ne è la prova: «Per questo è importante capire spiega Pietro Vignali, capogruppo di Fi in Regione - se il ritardo del 118 sia dipeso dalle procedure o dalla disponibilità limitata dei mezzi. Nella città di Bologna sono operative solo due automediche per 388mila residenti. Per legge il rapporto consigliato è una ogni 60mila abitanti». Ecco, appunto, Bologna: alla Asl il disavanzo sfiora i 20 milioni di euro. Il gruppo di Fdi in Regione chiede chiarimenti, soprattutto per capire come sia possibile un’inversione di tendenza così drammatica rispetto al pareggio dell’anno precedente: «È sconcertante il dato sui crediti aziendali - spiega la capogruppo Marta Evangelisti L’Ausl accumula oltre 54 milioni di euro di vecchi crediti non riscossi, risalenti persino al 2020 e anni precedenti, con un aumento anomalo del +180% nell’ultimo anno. A questo si aggiunge il paradosso della Regione Emilia-Romagna, che risulta a sua volta debitrice verso l’Azienda sanitaria bolognese per oltre 9 milioni di euro». Perché? «Per far fronte alla mancanza di liquidità - l’Ausl è dovuta ricorrere a prestiti bancari e anticipazioni di tesoreria per 39 milioni di euro, bruciando quasi 100mila euro di soldi pubblici in soli interessi passivi. Nel frattempo, quasi il 17% delle fatture ai fornitori, per un valore superiore a 150 milioni di euro, viene saldato oltre i tempi di legge, strozzando le imprese del territorio e innescando contenziosi legali e penali a carico della sanità pubblica». Per quanto il team di De Pascale narri di una sanità eccellente, ci sono punti oscuri su cui è necessario fare luce. Perché a quanto pare vengono dimenticate intere categorie di pazienti. Un esempio? La prescrizione telematica di farmaci anticoagulanti: 80mila pazienti, soprattutto anziani e fragili, affetti da fibrillazione atriale. Persone che non possono interrompere la terapia. Eppure è accaduto questo: il 9 luglio l’Aifa ha eliminato l’obbligo del piano terapeutico ma i sistemi informatici dei medici di famiglia non sono stati aggiornati in tempo e continuerebbero a richiedere l’inserimento dei vecchi piani terapeutici. «Una situazione gravissima e pericolosa» segnala Vignali perché le ricette elettroniche risultano bloccate. ---End text--- Author: Maria Sorbi Heading: Highlight: Liste d’attesa sospese per visite oculistiche e cardiologiche: Fdi in Regione chiede chiarezza Il caso Fakir e l’ipotesi che i ritardi dei soccorsi fossero legati ai pochi mezzi a disposizione del 118 Image:Soccorso Il 118 a Bologna lo scorso 19 luglio: a terra il marocchino Abderrahim Fakir -tit_org- Emilia, sanità flop: buco di 70 milioni anche con il ticket La tac? Tra un anno -sec_org- tp:writer§§ Maria Sorbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/19/2026081901753105660.PDF §---§