title§§ Intervista a Massimo Puoti - «I vaccini causa di autismo? Se ce lo provano... Che rischio l'epidemia di morbillo negli Usa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718404476.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "AVVENIRE" del 12 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718404476.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718404476.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718404476.PDF tp:ocr§§ PARLA IL PRIMARIO DELLE MALATTIE INFETTIVE DEL NIGUARDA DI MILANO, MASSIMO PUOTI «I vaccini causa di autismo? Se ce lo provano... Che rischio l’epidemia di morbillo negli Usa» T utto è iniziato dal ritiro della raccomandazione del vaccino contro il Covid-19, seguito dal licenziamento del comitato consultivo sui vaccini, nel quale figuravano eminenti personalità del mondo della scienza, sostituite da medici con posizioni critiche sugli obblighi vaccinali; poi è arrivato il mancato appoggio governativo al vaccino contro il morbillo (decisione che ha causato una nuova epidemia dell’infezione) e il ritiro dei finanziamenti di 20 progetti per lo sviluppo di vaccini che utilizzano la tecnologia mRna, per un totale di circa 500 milioni di dollari. A luglio scorso invece l’amministrazione Trump ha deciso di ridurre i vaccini pediatrici imponendo ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di raccomandare la vaccinazione ai bambini per 11 malattie invece di 18. Oggi la nuova calendarizzazione delle immunizzazioni pediatriche. Con scenari difficili da prevedere se gli Stati - che hanno voce in capitolo sulla salute - si adegueranno alle raccomandazioni di Washington. Ci gira poco intorno Massimo Puoti, direttore della Struttura complessa di Malattie infettive dell’ospedale Niguarda di Milano e professore dell’Università Milano-Bicocca: «Il rischio di questi provvedimenti – dice – sta proprio nella diffusione delle malattie infettive coperte dai vaccini; malattie che possono provocare rare complicanze che, su migliaia di persone, diventano numericamente significative, oltre che potenzialmente mortali». Un po’ come sta avvenendo negli Usa per la nuova epidemia di morbillo? Sì, con l'infezione possono comparire patologie correlate letali, come la panencefalite sclerosante subacuta. Anche in questo caso, se le complicanze sono rare, con incidenze intorno a una ogni mille o a una ogni diecimila è un conto, ma in presenza di epidemie assumono proporzioni ben differenti moltiplicando i rischi. Peraltro, restando al morbillo, c'è un ulteriore problema nei soggetti immunodepressi, cioè persone le cui difese immunitarie sono compromesse, e in cui la malattia può essere molto grave. La copertura vaccinale non solo protegge dalle conseguenze di questa malattia, ma fa sì che non si diffonda anche a soggetti immunodepressi. Il presidente Trump è tornato a mettere in relazione la diffusione - per lui plausibile - dei vaccini con quella dell’autismo. Qual è il suo giudizio? Tutto è plausibile ma bisogna provarlo. I vaccini hanno dimostrato una efficacia nel migliorare il benessere della popolazione, aumentare la durata di vita e ridurre l'incidenza delle malattie. Dall’altra parte, non ci sono lavori o dati accettabili che dimostrano la relazione tra autismo e vaccino. C'è un vecchio studio, poi ritirato, sul quale è nata un’ampia controversia: ma né questa ricerca né le successive indagini hanno appurato la relazione di causa effetto. Guardi, noi medici siamo persone aperte dal punto di vista scientifico, non è che sposiamo delle cause per partito preso. Se ci fosse una dimostrazione convincente della relazione tra vaccinazioni e maggiore frequenza di determinate malattie nella popolazione immunizzata rispetto ai non vaccinati, cesseremmo di vaccinare. Al momento queste dimostrazioni non ci sono. Eppure, chi predica cautela sui vaccini è pronto a giurare su alcuni casi di autismo sorti “subito dopo” o “a causa delle vaccinazioni”. Come si pone di fronte a queste testimonianze? Episodi singoli, esperienze personali, anche estremamente drammatiche, non sono sufficienti a determinare cambiamenti della medicina. Il nostro non è un atteggiamento fideistico nei vaccini, lo è quello di chi è contrario alla scienza. Il nodo fondamentale è questo: la scienza deriva dagli esperimenti, come quelli di Galileo Galilei, dai dati, non è qualcosa che nasce da esperienze, suggestioni o casistiche personali, e neanche da un passaparola. Nel mondo no-vax - che anche dalle nostre latitudini non rischia l’estinzione - c’è un’ide a diffusa: quando la scienza difende farmaci o vaccini, strizza l’occhio alle case farmaceutiche, salvaguardandone gli interessi. Cosa risponde? Effettivamente l’accusa che ci rivolgono è questa. Ebbene, le garantisco che le aziende farmaceutiche non solo non hanno rapporti tali con noi da farci cambiare pensiero, ma che i guadagni provenienti dai vaccini sono tutt’altro che fiorenti. Semmai accade il contrario: si guadagna molto di più dalle terapie per le malattie prevenibili con i vaccini. Per cui, paradossalmente, l'interesse dell'industria sarebbe quello di non vaccinare per poi vendere farmaci, molto più costosi, che curano le patologie provocate dalle mancate immunizzazioni. Anche separare il vaccino trivalente e ridisegnare il calendario vaccinale come vuole Trump è un’idea da …seguire? Guardi, questa raccomandazione, tutto sommato, è la meno rilevante rispetto alle mancate o ridotte vaccinazioni. Ovviamente il calendario vaccinale deriva da studi estremamente complessi su popolazioni ampie. Ma, considerando quanto sta accadendo, credo che questo sia l’ultimo dei problemi degli Stati Uniti… ---End text--- Author: VITO SALINARO Heading: Highlight: «Quello nei confronti delle immunizzazioni non è un atteggiamento fideistico da parte nostra, lo è quello di chi è contrario alla scienza. I guadagni delle case farmaceutiche? Macché, vi spiego perché invece ci “perdono”» Image:Il professor Massimo Puoti è primario del Niguarda -tit_org- Intervista a Massimo Puoti - «I vaccini causa di autismo? Se ce lo provano... Che rischio l’epidemia di morbillo negli Usa» -sec_org- tp:writer§§ VITO SALINARO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718404476.PDF §---§ title§§ Trump riapre il fronte vaccini «Ma è un rischio per le epidemie» = Vaccini a rischio negli Stati Uniti Trump: trivalente piuttosto letale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201737104483.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "AVVENIRE" del 12 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201737104483.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201737104483.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201737104483.PDF tp:ocr§§ Trump riapre il fronte vaccini «Ma è un rischio per le epidemie» CITATO L’AUTISMO Vaccini a rischio negli Stati Uniti Trump: trivalente piuttosto letale Il tycoon imputa alle profilassi l’aumento di alcune malattie: «Decenni fa gli alti tassi di autismo che osserviamo ora non esistevano». Durissima la reazione del mondo medico: è a rischio la salute dei bambini L’Accademia di pediatria: è uno schema inquietante Il presidente Donald Trump ha ridisegnato il calendario vaccinale pediatrico americano limitando alcune immunizzazioni e tornando a mettere in relazione vaccini e autismo. L’infettivologo Massimo Puoti ad Avvenire: nessuna prova in merito, pericolosa l’epidemia di morbillo negli Usa. Molinari e Salinaro a pagina 6 New York C on un colpo di penna Donald Trump rilancia la sua offensiva sui vaccini. Un suo ordine esecutivo ha ridisegnato il calendario vaccinale dell’infanzia, modificato la politica sanitaria americana e alimentato lo scontro con la comunità scientifica. Il decreto impone infatti di scindere il trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (Mmr) in tre iniezioni separate, da somministrare in visite mediche distinte, riduce da diciotto a undici le malattie per cui la vaccinazione è raccomandata e sposta diversi vaccini - epatite A e B, meningococco, virus respiratorio sinciziale, rotavirus, influenza, Covid - ai soli soggetti «ad alto rischio» o in una zona grigia in cui sarà il singolo pediatra a decidere caso per caso. Ma è soprattutto una frase a preoccupare i medici americani. Mentre siglava il decreto, Donald Trump ha ripetuto che i vaccini sarebbero legati all’autismo. Non è la prima volta che Trump lo evoca, anche se decine di studi in vari Paesi non hanno trovato alcun legame, ma è la prima che quella tesi screditata giustifica un atto formale della presidenza. «Decenni fa i bambini ricevevano solo una piccola frazione dei vaccini di oggi – ha detto –, allora la gente era molto più sana, e gli alti tassi di autismo che osserviamo ora non esistevano». Il presidente ha definito il Mmr «forse piuttosto letale», ma alla domanda se ne avesse le prove ha risposto: «Ho solo sentito che qualcuno lo dice». Inquieta anche il modo in cui l’Amministrazione Trump ha aggirato la struttura stessa del sistema sanitario Usa. A raccomandare i vaccini negli Stati Uniti non è la Casa Bianca ma i Centri per il controllo delle malattie (Cdc). Con l’ordine, Trump ha invece reintrodotto per via presidenziale le modifiche che il suo segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Junior, aveva imposto unilateralmente ai Cdc e che un giudice federale aveva bloccato perché contrarie alla legge. La reazione del mondo medico è stata durissima e corale. Spezzare il trivalente è «una pessima idea – ha detto Ashish Jha, ex coordinatore anti-Covid della Casa Bianca –. Nessun altro Paese lo fa, non il Canada, la Germania, la Francia, il Regno Unito». Moltiplicare le visite, inoltre, avvertono i pediatri, creerà barriere e ritardi, e un bambino vaccinato solo contro il morbillo resterebbe esposto a parotite e rosolia. Il presidente dell’Associazione medica americana (Ama), Willie Underwood, ha ammonito che «alterare un calendario collaudato senza prove credibili indebolisce la fiducia pubblica e mette a rischio la salute dei bambini». Sulla stessa linea l’Accademia americana di pediatria e il Collegio dei medici, che parlano di «schema inquietante». Il senatore repubblicano Bill Cassidy, anch’egli medico, intanto, ha contraddetto lo stesso leader del suo partito precisando che «i vaccini non causano l’autismo. Spezzarli significa più punture, più diffidenza e bambini meno sicuri». A Trump e Kennedy che temono che troppi vaccini insieme «sovraccarichino» il sistema immunitario dei più piccoli, gli esperti replicano che ogni giorno un bambino incontra migliaia di antigeni. E dietro la «maggiore libertà di scelta» rivendicata dalla Casa Bianca fanno notare che si nasconde un maggiore accentramento delle decisioni nelle mani di pochi. Il decreto è il coronamento della campagna di Kennedy, fondatore di un noto gruppo anti-vax, che, una volta diventato ministro, ha rimodellato la politica vaccinale in modo giudicato destabilizzante: ha licenziato in blocco il comitato di esperti che consiglia i Cdc, tolto il vaccino anti-Covid dal calendario pediatrico, e promesso – senza mai consegnarla – una spiegazione delle «cause dell’autismo». La sua gestione ha provocato una fronda interna al dipartimento alla Salute e ai Servizi sociali americano, con dimissioni a catena, dal portavoce fino agli scienziati, uno dei quali ha avvertito che le politiche di Kennedy «causeranno morte e disabilità a bambini e adulti vulnerabili». Sullo sfondo c’è infatti il ritorno del morbillo, che nel 2026 ha toccato negli Stati Uniti il livello più alto da oltre trent’anni: il 93% dei casi riguarda bambini non vaccinati o di stato vaccinale ignoto. Allentare il calendario, temono i medici, rischia di alimentare i focolai. I democratici sono passati all’attacco: «Ignorate il decreto di Trump – ha scritto la senatrice Patty Murray –. Non c’è alcun legame tra vaccini e autismo. In piena crisi sanitaria l’America merita leader guidati dalla scienza. Licenziate Kennedy». Separare le immunizzazioni non sarà immediatamente fattibile: i vaccini individuali contro le singole malattie non esistono sul mercato americano e ottenerne la licenza richiederà anni. Resta anche il fatto che gli ordini esecutivi non sono leggi (non hanno effetto vincolante sui cittadini ma solo sulle agenzie federali) e che sono gli Stati a fissare gli obblighi per l’iscrizione a scuola. Ventinove Stati americani e la capitale Washington hanno infatti già svincolato le proprie regole da quelle dei Cdc, mentre le assicurazioni sanitarie private continuano a rimborsare i vaccini. Ma anche se il decreto non avesse effetti immediati, è innegabile che mette pressione sugli Stati e sui medici. In mezzo, ci sono i bambini. ---End text--- Author: ELENA MOLINARI Heading: CITATO L’AUTISMO Highlight: Il presidente firma un ordine esecutivo con il quale limita ulteriormente le immunizzazioni ai bambini e ridisegna il calendario delle iniezioni È scontro aperto con la comunità scientifica Image:Donald Trump alla cerimonia della firma dell’ordine esecutivo sui vaccini. Alla sua sinistra il segretario alla Sanità, Robert F. Kennedy Jr /Reuters -tit_org- Trump riapre il fronte vaccini «Ma è un rischio per le epidemie» Vaccini a rischio negli Stati Uniti Trump: trivalente piuttosto letale -sec_org- tp:writer§§ Elena Molinari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201737104483.PDF §---§ title§§ Caso mascherine, l'Agenzia delle dogane nel mirino di Bianchi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718604474.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "CORRIERE DELLA SERA" del 12 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718604474.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718604474.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718604474.PDF tp:ocr§§ Caso mascherine, l’Agenzia delle dogane nel mirino di Bianchi Dopo le accuse di Conte Il manager in Procura P ur essendo in possesso degli esami tecnici svolti dai suoi stessi laboratori che certificano la piena conformità delle mascherine alle prescrizioni di legge, l’Agenzia delle dogane ha continuato a intentare cause contro la Jc Electronics. Lo stesso hanno fatto la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute. Non solo. Quegli atti sfavorevoli alle pretese economiche contro la società non è mai stata depositata nei giudizi che hanno poi comunque dato ragione alla Jc. È il succo della memoria che accompagna l’ampia documentazione tecnica e giudiziale consegnata lunedì in Procura a Roma dall’amministrazione unico della Jc, Dario Bianchi, tirato in ballo dall’ex premier Giuseppe Conte su presunte irregolarità nella fornitura, poi non realizzatasi, di 10 milioni di mascherine anti Covid e sulla presunta illegittimità della transazione che ha poi riconosciuto alla stessa società viterbese 100 milioni di euro in ragione di quel contratto fatto saltare dal Commissario senza che ve ne fossero i presupposti, come certificato da una decina di sentenze civili e amministrative. «L’Agenzia delle dogane — sostiene Bianchi — potrebbe non aver prodotto in giudizio il documento depositato dall’onorevole Conte in procura (il “documento anonimo” rivelato dallo stesso leader di M5S nella sua audizione nella commissione parlamentare sulla gestione dell’emergenza Covid pochi giorni fa, ndr) pur menzionandolo nelle proprie difese come peraltro l’Avvocatura dello Stato, perché avrebbe dovuto anche produrre gli esami di laboratorio che davano ragione alla società e che invece sono stati resi indisponibili». Un comportamento, insomma, a giudizio di Bianchi, «in violazione dei principi costituzionali di imparzialità e correttezza della azione amministrativa». Quanto al presunto canale preferenziale nel riconoscimento dei 100 milioni alla Jc, la memoria ne ricostruisce tutti i passaggi giudiziari-amministrativi, sottolineando anzi l’impegno della società a evitare pignoramenti e ulteriori spese all’erario. In ragione di quell’accordo, passato da ultimo il vaglio della Corte dei conti, il pagamento è stato liquidato. Ancora non corrisposti alla Jc sono invece i dazi e l’Iva versati senza che fossero dovuti e gli interessi maturati. Fulvio Fiano ---End text--- Author: Fulvio Fiano Heading: Dopo le accuse di Conte Il manager in Procura Highlight: Image:Il ruolo Dario Bianchi, 49 anni, è il titolare della JC Electronics Italia, l’azienda che ha siglato una transazione da 100 milioni con il governo per chiudere un contenzioso legato alla fornitura di mascherine -tit_org- Caso mascherine, l’Agenzia delle dogane nel mirino di Bianchi -sec_org- tp:writer§§ Fulvio Fiano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201718604474.PDF §---§ title§§ Sanità, la spending di Decaro passa da InnovaPuglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719104479.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 12 Aug 2026

Stretta ai dg sulle gare per dispositivi e farmaci

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719104479.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719104479.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719104479.PDF tp:ocr§§ Sanità, la spending di Decaro passa da InnovaPuglia Stretta ai dg sulle gare per dispositivi e farmaci l La giunta regionale del governatore Antonio Decaro affida ad InnovaPuglia - controllata della Regione - il compito di centralizzare le gare per gli acquisti di dispositivi più costosi e monitorare gli acquisti disposti dai dg Asl e di verificare l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci. Nell’ultima delibera approvata nella riunione di ieri dell’organo esecutivo, è stato rimodulato il tetto di spesa 2026 per i dispositivi medici, indicando gli importi massimi per il 2027 e il 2028 alle aziende e agli enti sanitari pugliesi. La missione del governo Decaro punta a ridurre nel corso del triennio 2026/2028 l'incidenza di questo tipo di spesa rispetto al fondo sanitario - nel 2025 al 7,01% - alla media nazionale del 6,47%. La riduzione della spesa passa anche dallo studio del Dipartimento Salute: ha analizzato la spesa degli anni scorsi individuando le categorie di dispositivi che incidono maggiormente, al fine di cercare possibili risparmi. Quali sono i più costosi? Al primo posto ci sono i reagenti diagnostici (utilizzati ad esempio per le analisi del sangue), per cui nel 2025 sono stati spesi quasi 165 milioni. Questa categoria è già stata inserita nella programmazione pluriennale strategica di InnovaPuglia per l'espletamento di una gara regionale. Poi ci sono le protesi ortopediche. Appropriatezza delle prescrizioni: i dg dovranno provvedere al potenziamento delle azioni di verifica sulle richieste di dispositivi medici, con particolare riferimento alle categorie «prioritarie», all'adozione di specifiche procedure e direttive aziendali che siano finalizzate a dare massima e rapida divulgazione a tutti gli operatori sanitari interessati delle aggiudicazioni di gara in concorrenza. Si prevede anche una espressa indicazione dei prodotti aventi miglior rapporto costo-beneficio all'interno della stessa categoria di dispositivi, al fine di incentivare l'utilizzo di quelli meno dispendiosi a parità di efficienza. La giunta ieri ha istituito il Tavolo regionale del Partenariato per la Politica agricola comune (Pac) e lo sviluppo rurale 2028-2034. Cosa farà? Definirà nei prossimi anni, politiche e risorse a sostegno dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e dei territori. Ne faranno parte, tra gli altri, le organizzazioni professionali agricole, insieme alle rappresentanze delle diverse componenti del partenariato socio-economico direttamente interessate dalle politiche agricole e [mdf] rurali. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:IL CONTROLLO SULLE ASL REGIONE PUGLIA Il governatore Antonio Decaro . -tit_org- Sanità, la spending di Decaro passa da InnovaPuglia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719104479.PDF §---§ title§§ Anche il corpo degli uomini piange link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201736904485.PDF description§§

Estratto da pag. 48 di "PANORAMA" del 12 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201736904485.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201736904485.PDF', 'title': 'PANORAMA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201736904485.PDF tp:ocr§§ ANCHE IL CORPO DEGLI UOMINI PIANGE I CASI DI ANORESSIA MASCHILE SONO IN COSTANTE AUMENTO MA CONTINUANO A ESSERE SOTTOVALUTATI: OGGI I CRITERI DIAGNOSTICI SONO ANCORA ORIENTATI SUL MONDO FEMMINILE. L’OSSESSIONE PER I MUSCOLI PUÒ ESSERE UN ALLARME. E ro grosso, strano, diverso. Ho sofferto di anoressia e bulimia. Pesavo 105 chili. Poi ne ho persi oltre quaranta in appena sei mesi. Avevo smesso di mangiare. Se ingoiavo un pezzo di pane, correvo a vomitarlo. Ho rischiato di morire». A raccontare la sua malattia, pochi mesi fa alle Iene, è stato Samurai Jay, cantante 27enne, rivelazione dell’ultimo Sanremo col brano Ossessione. L’artista ha così portato all’attenzione un problema che, perlomeno in Italia, resta un tabù: i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna)tra gli uomini. Ma il fenomeno è tutt’altro che secondario e la tendenza è in crescita, sebbene sottostimata. Per decenni, infatti, anoressia e bulimia sono state associate esclusivamente alla sfera femminile. Questa narrazione, oltre a limitare l’efficacia diagnostica, ha influito nel rendere la sofferenza provocata da questo malessere uno stigma di cui vergognarsi. Ma veniamo ai numeri. Secondo i dati del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, in Italia le persone che soffrono ufficialmente di disturbi del comportamento alimentare sono oltre 3 milioni. Se, storicamente, la letteratura scientifica fissava il rapporto tra femmine e maschi a circa 9 a 1 (con gli uomini che rappresentavano il 5-10% dei casi di anoressia e il 10-15% di bulimia), i trend rilevati dalle strutture d’eccellenza sul territorio nazionale mostrano un’inversione di tendenza preoccupante. Oggi, gli uomini arrivano a coprire circa il 20% dei nuovi casi in età adolescenziale e pre-adolescenziale. L’età d’insorgenza delle malattie si è abbassata, registrando picchi critici nella fascia tra gli 11 e i 13 anni. A pesare sull’incremento (anche tra le donne), come per molti altri casi di disagio giovanile, è stata la pandemia di Covid. «Uno studio multicentrico pubblicato su Jama Network Open ha osservato che, durante la prima ondata della malattia, le nuove diagnosi di anoressia nervosa e anoressia atipica sono aumentate da 24,5 a 40,6 casi al mese, mentre i ricoveri sono passati da 7,5 a 20 casi mensili», spiega a Panorama Luca Bernardo, direttore del dipartimento pediatrico dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. «Un ulteriore dato significativo proviene dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove le nuove diagnosi sono aumentate di circa il 64%, passando da 138 casi nel 2019 a 226 nel 2024; nello stesso periodo 12 agosto 2026 Panorama 49 l’attività assistenziale in day hospital è cresciuta del 38%. L’isolamento sociale, la perdita delle routine quotidiane, l’aumento dell’ansia e il maggiore utilizzo degli strumenti digitali potrebbero aver rappresentato fattori favorenti nei soggetti predisposti», aggiunge. I social sono parte del problema: «La letteratura suggerisce che possano rappresentare un importante fattore di rischio o di mantenimento, soprattutto negli adolescenti vulnerabili. Una revisione sistematica ha evidenziato un’associazione tra esposizione frequente a contenuti focalizzati sull’immagine corporea, maggiore insoddisfazione verso il proprio corpo e incremento dei sintomi riconducibili ai disturbi alimentari. Nei ragazzi, il modello estetico promosso dai social è sempre più orientato verso la muscolarità e la definizione fisica e questo potrebbe favorire comportamenti quali controllo alimentare eccessivo, allenamento compulsivo e ricerca esasperata della performance», continua Bernardo. Un esempio sono i profili che incoraggiano a bodybuilding e fitness estremi. Uno dei casi più noti è quello di Jo Lindner (noto come Joesthetics), influencer di fitness tedesco con oltre 14 milioni di follower, morto a soli 30 anni, nel 2023, per un aneurisma. Tuttavia, come dicevamo, le statistiche rimangono parziali. Diversi i fattori che provocano un cono d’ombra sul fenomeno: si va dalla difficoltà per un ragazzo di ammettere una fragilità le gata al corpo e al cibo, alla sottovalutazione dell’evidenza da parte di familiari, docenti e persino di medici di medicina generale, che tendono a escludere un disturbo alimentare di fronte al calo del peso o al cambiamento delle abitudini alimentari di un giovane, classificando il problema come una fase della crescita o un eccesso di zelo sportivo. E sono proprio i criteri diagnostici a rappresentare un nodo fondamentale nella sottostima dei casi. I manuali, come il Dsm-5, mostrano evidenti limiti quando applicati all’universo maschile. Fino a pochi anni fa, per esempio, uno degli indicatori cardine per la diagnosi di anoressia era la sospensione del ciclo mestruale, parametro che escludeva, ovviamente, il sesso opposto. L’impostazione diagnostica, inoltre, valuta ancora il dimagrimento e l’insoddisfazione corporea attraverso la lente del desiderio di magrezza estrema. «Più che la ricerca della magrezza, può prevalere il desiderio di aumentare la massa muscolare e ottenere un fisico definito, con comportamenti quali allenamento compulsivo, alimentazione particolarmente rigida o uso improprio di integratori», conferma il dottor Bernardo. Le manifestazioni più frequenti si traducono infatti in allenamenti estenuanti e diete iperproteiche rigidissime. I test di screening standardizzati più utilizzati nella pratica clinica contengono domande focalizzate sulla paura di ingrassare in senso stretto, ansia tipicamente femminile, fallendo quindi nell’intercettare l’ossessione maschile per la massa magra o l’abuso di integratori e anabolizzanti. Tali lacune spesso causano un drammatico ritardo nell’identificazione della malattia. I ragazzi arrivano nei centri specializzati già in condizioni di malnutrizione severa, quando la patologia si è ormai cronicizzata o ha già causato danni organici importanti. L’anoressia mantiene il primato del più alto tasso di mortalità per cause psichiatriche, e nei maschi il rischio è amplificato dalla comorbidità. Oltre il 70% dei pazienti presenta infatti disturbi d’ansia o depressione, ma nei maschi si registra una più alta incidenza di atti autolesionistici, abuso di sostanze e complicanze cardiache dovute alla drastica perdita di massa magra miocardica causata da allenamenti intensivi in stato di severo deficit calorico. Aggiornare i protocolli clinici, formare la classe medica di base a riconoscere i segnali d’allarme specifici per gli uomini e abbattere lo stigma sociale sono i primi passi per riconoscere il fenomeno, che deve essere poi affrontato con una presa in carico multidisciplinare integrata: «Il paziente va seguito da un’équipe composta da diverse figure professionali, pediatra o internista, psichiatra o neuropsichiatra infantile, psicologo e psicoterapeuta, biologo specialista in scienza dell’alimentazione, che lavorano in modo coordinato, condividendo obiettivi e strategie terapeutiche. L’obiettivo non è soltanto il recupero del peso corporeo, ma anche il trattamento delle complicanze mediche, il miglioramento del rapporto con il cibo e con la propria immagine corporea, il supporto psicologico e, nei pazienti più giovani, il coinvolgimento attivo della famiglia», conclude Bernardo. ¦ © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Irene Cosul Cuffaro Heading: Highlight: L’isolamento sociale durante la pandemia, con la perdita delle routine quotidiane, l’aumento dell’ansia e dell’utilizzo degli strumenti digitali, ha peggiorato la situazione. Luca Bernardo Direttore pediatria al Fatebenefratelli di Milano Image:di follower, morto a soli 30 anni, nel 2023, per un aneurisma. Tuttavia, come dicevamo, le statistiche rimangono parziali. Diversi i fattori che provocano un cono d’ombra sul fenomeno: si va dalla difficoltà per un ragazzo di ammettere una fragilità legata al corpo e al cibo, alla sottovalutazione dell’evidenza da parte di familiari, docenti e persino di medici di medicina generale, che tendono a escludere un Samurai Jay Sorpresa di Sanremo, ha ammesso i propri disturbi alimentari. di Be -tit_org- Anche il corpo degli uomini piange -sec_org- tp:writer§§ IRENE COSUL CUFFARO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201736904485.PDF §---§ title§§ Consiglio superiore di Sanità: "II vaccino quadrivalente resti obbligatorio" = "I vaccini restino obbligatori" Il verdetto dei saggi della sanità A nove anni dalla legge Lorenzin per la prima volta un governo chiede un parere sull'opportunità di prorogar link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719004478.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "REPUBBLICA" del 12 Aug 2026

(/? MICHELE BOCCI

pubDate§§ 2026-08-12T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719004478.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719004478.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719004478.PDF tp:ocr§§ Consiglio superiore di Sanità: “Il vaccino quadrivalente resti obbligatorio” “I vaccini restino obbligatori” Il verdetto dei saggi della sanità A nove anni dalla legge Lorenzin per la prima volta un governo chiede un parere sull’opportunità di prorogare la misura di MICHELE BOCCI A a pagina 18 a vaccinazione pediatrica contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, cioè fatta con il quadrivalente “mprv”, deve restare obbligatoria. A nove anni dall’approvazione della legge Lorenzin che ha imposto la copertura dei bambini anche con l’esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzae), si conferma la necessità della misura. L’indicazione è arrivata dal Consiglio superiore di sanità (Css), al quale il ministero alla Salute aveva posto un quesito a dicembre 2025. Ora gli uffici di Orazio Schillaci dovranno dare l’approvazione formale, con una commissione apposita. Appare scontato che l’indicazione, arrivata dopo il lavoro di esperti tra i quali Alberto Mantovani, verrà rispettata. La legge Lorenzin del 2017 prevedeva che ogni 3 anni si verificasse l’efficacia dell’obbligo del quadrivalente per decidere se mantenerlo. Il controllo non c’è mai stato. Il primo a farlo è Schillaci, ministro di un governo di centrodestra composto da forze politiche che ai tempi della legge si batterono contro l’obbligo. Ancora oggi in maggioranza non mancano esponenti scettici sui vaccini. «Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sí, obbligo no», scriveva su Twitter il segretario della Lega Matteo Salvini a gennaio 2018, in campagna elettorale. Il suo partito ha sempre criticato duramente la misura e negli anni Claudio Borghi ha presentato progetti di legge per abolire l’obbligo. Ai tempi, Fdi si astenne sulla legge Lorenzin. Il partito criticò il governo per aver messo la fiducia e «imposto l’obbligatorietà della vaccinazione», comunque considerata strumento importante. Giorgia Meloni ribadì che i vaccini pediatrici servono, salvo poi, nel 2021 quando c’era la pandemia e quindi si parlava di Covid e non di “mprv”, dire: «Non sono contraria al vaccino ma se mi chiedi di vaccinare mia figlia di 12 anni neanche in catene». In quell’occasione disse di essere contraria all’obbligo «perché non è efficace più di tanto». Il ministero avrebbe dovuto chiedere il parere al Nitag, il gruppo tecnico sui vaccini nel quale l’anno scorso vennero messi due esponenti del mondo contrario a questi strumenti di prevenzione. Schillaci fece marcia indietro scatenando la rabbia di esponenti di Fdi e Lega e annullò la commissione, mai più rinominata. Così ci si è rivolti al Css. La richiesta è stata analizzata dalla terza sezione dove, oltre al presidente Alberto Siracusano, già ordinario di psichiatria a Tor Vergata, ci sono tra gli altri Anna Odone, ordinaria di Igiene a Pavia, e Massimo Andreoni, responsabile scientifico della Società di malattie infettive. In più ai lavori ha partecipato Alberto Mantovani, immunologo di fama e presidente della Fondazione Humanitas di L Milano, vicepresidente del Css. Visto il livello degli esperti, la posizione presa è solida. Il parere è «favorevole alla non cessazione dell’obbligatorietà» del quadrivalente «sulla base di dati epidemiologici, coperture vaccinali raggiunte e evidenze scientifiche», scrivono gli esperti, che hanno valutato i numeri di ministero e Istituto superiore di sanità sulla diffusione di malattie come morbillo («che ha visto un incremento dei casi e dei focolai a partire dalla fine del 2023»), e varicella. La legge ha permesso di aumentare le coperture. Nel 2016, a due anni era vaccinato contro morbillo parotite e rosolia (la varicella era stata introdotta da poco) l’87,2% dei bambini. Nel 2024 si è saliti al 94,7%. Gli esperti dicono che il fatto che alcune malattie siano meno frequenti, da solo, non basta a sospendere l’obbligo. Tenerle elevate le coperture riduce la circolazione delle malattie e previene casi e morti. Gli esperti suggeriscono anche di ampliare il Calendario vaccinale inserendo, non con l’obbligo in questo caso, i farmaci contro il virus si nciziale per neonati, donne in gravidanza e anziani a rischio. Nel Calendario va inserita anche la vacccinazione contro il Covid per over 60, donne incinte e persone a rischio, l’anti meningococco B per gli adolescenti. Con buona pace dei politici che strizzano l’occhio al mondo No vax. ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: Per anni la Lega ha promesso una revoca Ma ora gli esperti dicono che non si torna indietro i numeri 87,2% Le coperture 2016 Prima della legge le coperture contro morbillo parotite e rosolia (il vaccino contro la varicella era nuovo) dei bambini di due anni erano molto basse 94,7% I dati 2024 I numeri di due anni fa (ultimo dato disponibile) dimostrano come dopo la legge sull’obbligo la diffusione della vaccinazione quadrivalente sia aumentata Image: -tit_org- Consiglio superiore di Sanità: "II vaccino quadrivalente resti obbligatorio" “I vaccini restino obbligatori” Il verdetto dei saggi della sanità A nove anni dalla legge Lorenzin per la prima volta un governo chiede un parere sull'opportunità di -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/12/2026081201719004478.PDF §---§