title§§ In fila dalla notte prima per avere il medico di base = Sos assistenza di base: una notte in strada per accaparrarsi il medico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081102095800903.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "NUOVA SARDEGNA" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T01:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081102095800903.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081102095800903.PDF', 'title': 'NUOVA SARDEGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081102095800903.PDF tp:ocr§§ In fila dalla notte prima per avere il medico di base Sanità Il caso a Oristano, ma l’allarme riguarda tutta la Sardegna Sos assistenza di base: una notte in strada per accaparrarsi il medico L’isola ha perso il 40% dei camici bianchi, è record nazionale Mancano 451 professionisti, davanti agli Ascot code infinite Vedersi assegnato un medico di base resta una sorta di miracolo. E per riuscirci a Oristano hanno fatto la fila davanti agli uffici dell’Asl dalla notte prima. Un caso che non è isolato ma si ripete in diversi centri dell’isola. ? Soriga e Cuccu a pag. 2 e 3 ? di Luigi Soriga Sassari C’è una Sardegna che bivacca di notte per elemosinare il diritto all’assistenza di base. La sedia pieghevole, il thermos del caffè e il numerino stretto nel pugno sono i nuovi ferri del mestiere per sopravvivere al naufragio della sanità territoriale. Succede a Oristano, dove per accaparrarsi uno dei mille posti disponibili col nuovo medico di famiglia si dorme per strada, davanti agli uffici della Asl, sperando che il terminale non vada in tilt. Succede a Macomer, dove la processione dei disperati inizia alle sei del mattino, ore in piedi fuori dall’ambulatorio Ascot, per mendicare una prescrizione. È successo ad Arzachena, vetrina del turismo a cinque stelle, che nel suo retrobottega conta 1.500 cittadini appena rimasti orfani del proprio dottore, dopo il meritato pensionamento. È la geografia di un’isola dove la sanità territoriale è rimasta in riserva fissa, con la spia rossa perennemente accesa, dove all'appello mancano 451 camici bianchi e il diritto alla salute si è trasformato in una lotteria per pochi fortunati. Oristano, Arzachena, Macomer. Tre punti diversi della Sardegna e tre versioni della stessa storia. Non sono incidenti isolati e nemmeno improvvise falle del sistema. Sono gli effetti visibili di una crisi che viene da lontano e che i numeri trasformano da percezione quotidiana in emergenza regionale. La fotografia più impietosa arriva dal report della Fondazione Gimbe. Negli ultimi cinque anni la Sardegna ha perso il 40,3% per cento dei suoi medici di famiglia. È la contrazione più alta registrata in Italia. Quasi un medico su due scomparso nell’arco di un quinquennio, mentre la popolazione invecchia e aumenta il bisogno di un’assistenza sanitaria vicina alle case, soprattutto nei territori più piccoli e lontani dagli ospedali. Il conto degli organici rende ancora meglio la misura del vuoto. Per assicurare una copertura adeguata servirebbero nell’isola circa 1.120 medici di medicina generale. Quelli attualmente in servizio sono 669. Ne mancano all’appello dunque 451. Dietro quei posti vacanti ci sono migliaia di storie molto meno astratte: il pensionato che deve trovare qualcuno per rinnovare una terapia, il malato cronico che perde il professionista che conosceva la sua storia clinica, la famiglia costretta a rivolgersi a un ambulatorio straordinario, il cittadino che deve mettersi in fila all’alba per ottenere ciò che fino a pochi anni fa sembrava la cosa più normale del mondo: avere un medico. Se si considera, in via prudenziale, un bacino medio di 1.200 assistiti per ciascun professionista mancante, il deficit teorico coinvolge circa 600mila mila sardi, oltre un terzo della popolazione dell’isola. La causa principale è conosciuta da anni. La grande ondata di pensionamenti, diventata particolarmente pesante a partire dal 2020, non è stata compensata da un numero sufficiente di nuovi ingressi. Nel frattempo sono aumentati i carichi di lavoro dei professionisti rimasti e la pandemia ha ulteriormente stressato un sistema già fragile. Il risultato è un progressivo svuotamento della medicina territoriale che ha colpito prima i piccoli paesi e le zone interne e che adesso si manifesta con sempre maggiore evidenza anche nei centri più grandi. Per tamponare i vuoti sono arrivati gli Ascot, gli ambulatori straordinari di comunità territoriale. Sono diventati indispensabili in numerose aree dell’isola, ma la loro stessa diffusione racconta la dimensione dell’emergenza: uno strumento nato per garantir e assistenza nelle zone rimaste scoperte si trova oggi a sostenere una domanda enorme, fatta non soltanto di visite ma di prescrizioni, certificazioni, terapie e di tutta quella quotidiana attività sanitaria che prima passava dallo studio del medico di famiglia. Così l’eccezione rischia di diventare normalità. Il medico che va in pensione lascia centinaia o più di mille pazienti da ricollocare. Quelli rimasti hanno spesso già raggiunto il proprio massimale. L’Ascot assorbe ciò che può. E i cittadini si mettono in fila. ---End text--- Author: Luigi Soriga Heading: Highlight: Image:Nella foto grande a destra la ressa dei pazienti davanti all’Asl di Oristano di via Carducci in fila dalla notte nella speranza di ottenere un medico di base -tit_org- In fila dalla notte prima per avere il medico di base Sos assistenza di base: una notte in strada per accaparrarsi il medico -sec_org- tp:writer§§ Luigi Soriga guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081102095800903.PDF §---§ title§§ Sanità, Lazio e Marche le più virtuose nella spesa In coda Trento e Bolzano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973903908.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973903908.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973903908.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973903908.PDF tp:ocr§§ Sanità, Lazio e Marche le più virtuose nella spesa In coda Trento e Bolzano L’analisi di Fondazione Etica S olo cinque regioni risultano virtuose nella gestione della spesa sanitaria. Il Lazio è la prima della classe, con un avanzo di 34,1 euro pro-capite, seguono Marche, Lombardia, Campania e Veneto, poco sopra la parità. A rivelarlo sono i dati del Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica, sulla base dei bilanci delle Regioni del 2024. Ben 15 hanno chiuso l’anno con un disavanzo: in coda le Province Aut0nome di Trento e Bolzano, rispettivamente a -876,4 e -571,5 euro pro-capite. L’analisi rimarca una tendenza, ovvero la maggiore capacità di gestione della spesa sanitaria nelle Regioni di grandi dimensioni, ovvero con una popolazione superiore ai quattro milioni di abitanti, e una sofferenza in quelle con meno di un milione di abitanti. È questo il fattore che sembra maggiormente accomunare i dati, più della suddivisione geografica: al Nord, al Centro e al Sud figurano sia Regioni più attente alla spesa, sia territori in difficoltà. Il confronto con i bilanci dell’anno precedente consente di fornire qualche informazione in più. L’analisi comparativa tra l’esercizio 2023 e il 2024 evidenzia un peggioramento diffuso della tenuta dei conti sanitari regionali. Il dato più emblematico riguarda la media nazionale, che vede il disavanzo pro capite peggiorare di 33,0 euro, passando da -114,5 euro del 2023 a -147,5 euro nel 2024. Si registrano comunque segnali di recupero. La Basilicata è la Regione che ha ottenuto il miglioramento più netto, con un delta positivo di 32,6 euro, riducendo il disavanzo dai -94,4 euro del 2023 ai -61,8 euro del 2024. Il Lazio incrementa il suo avanzo di 18,3 euro e altri miglioramenti si osservano in Piemonte (+8,4 euro), Calabria (+4,1 euro) e Toscana (+1,9 euro). Andrea Bonafede © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Andrea Bonafede Heading: L’analisi di Fondazione Etica Highlight: Lo studio ? L’analisi del Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica (in foto presidente, Gregorio Gitti) analizza la gestione della spesa sanitaria delle Regioni ? Lazio, Marche, Lombardia, Campania e Veneto sono le cinque Regioni con avanzo sanitario ? Ben 15 Regioni hanno chiuso con un disavanzo Image: -tit_org- Sanità, Lazio e Marche le più virtuose nella spesa In coda Trento e Bolzano -sec_org- tp:writer§§ ANDREA BONAFEDE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973903908.PDF §---§ title§§ San Raffaele, le biologhe sotto choc «Ma la struttura ha reagito subito» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973603909.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 Aug 2026

Piomboni (presidente società italiana riproduzione umana): standard alti, errore rarissimo

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973603909.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973603909.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973603909.PDF tp:ocr§§ San Raffaele, le biologhe sotto choc «Ma la struttura ha reagito subito» Piomboni (presidente società italiana riproduzione umana): standard alti, errore rarissimo Dietro ogni embrione trasferito c’è un gesto che si ripete migliaia di volte l’anno, sempre uguale, e proprio per questo insidioso: due biologi, uno che opera e uno che verifica, l’ultimo argine perché il patrimonio genetico di una coppia non finisca in un’altra vita. Al San Raffaele, il 23 luglio, quell’argine ha ceduto. Le due professioniste che seguivano la procedura sono sotto shock: ora sono in ferie anticipate, con il sostegno di uno psicologo. Lavorano lì da anni, hanno alle spalle migliaia di transfer andati a buon fine, e in otto minuti si sono trovate a ricostruire come fosse potuto accadere. Quanto è raro un errore simile? Si stima che possa verificarsene uno ogni 10-12 mila trattamenti in Italia. In totale, sono 90 mila le coppie trattate con la procreazione assistita, poco più di 17 mila bambini venuti alla luce: Questo è il dato del Registro nazionale Pma relativi al 2023, gli ultimi disponibili. «In Italia gli standard di sicurezza dei Centri per la Pma sono altissimi e le procedure assimilate a quelle dei trapianti — dice Paola Piomboni, docente di Biologia applicata e cellulare all’Università di Siena, direttrice del Laboratorio di Pma presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e presidente della Società italiana di riproduzione umana (Siru) —. Sull’episodio del San Raffaele faranno luce le indagini e gli audit interni, ma l’errore umano, anche se raro, è sempre possibile purtroppo. Va riconosciuta però la capacità di intervenire tempestivamente per affrontare la situazione, gestendo là criticità severe con un approccio pragmatico, trasparente e per quanto possibile propositivo». Le coppie che si avviano un percorso di Pma hanno spesso alle spalle anni difficili, un carico emotivo non da poco e grandi aspettative. «Perciò dobbiamo dare il massimo delle garanzie — prosegue l’esperta —. Errori come quello del San Raffaele devono portare a una riflessione, per capire se possiamo migliorare ulteriormente. La sicurezza nei laboratori non è statica, ma sempre in divenire in base alle nuove conoscenze». I Centri di Pma sono obbligati ad attenersi a regole precise, nulla è lasciato al caso, periodicamente vengono controllati dal Centro nazionale trapianti, perché di trapianti si tratta. C’è la normativa europea, declinata poi nelle leggi nazionali. In Italia la legge 40 del 2004 e le successive linee guida del ministero della Salute. «In tutti i passaggi, dal prelievo degli ovociti al trasferimento degli embrioni in utero, c’è un doppio controllo (dell’operatore e del cosiddetto “testimone”) e i dati dell’identificazione della coppia vengono incrociati con il ginecologo nei momenti chiave del prelievo ovociti e del transfer embrionario. Ogni azione viene tracciata, con documentazione elettronica e cartacea». La responsabilità di chi maneggia gameti ed embrioni è enorme e un errore (o più spesso una sequenza di errori) può sfociare nel dramma. «I biologi che si occupano di embriologia hanno un ruolo fondamentale nella Pma, devono attenersi alle procedure, avere una precisione millimetrica. Eppure non esiste in Italia e in Europa un percorso di studi per chi vuole fare questo lavoro: sulla carta, la figura del biologo embriologo non esiste. Sarebbe importante creare scuole di specializzazione. Anche perché il ricorso alla Pma è in crescita ed è importante che le strutture autorizzate mantengano gli standard altissimi che abbiamo oggi». Laura Cuppini Allegra Ferrante © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Laura Cuppini :-: Allegra FerranteA DIDDANI I7IAKE DICCEDUATA Heading: Highlight: La scheda ? Sino al 2023 sono state 90.000 le coppie trattate con la procreazione assistita ? Sono poco più di 17 mila i bambini venuti alla luce ? Secondo Paola Piomboni (foto) ordinaria di Biologia applicata e cellulare a Siena, «in Italia gli standard di di sicurezza sono altissimi» Image: -tit_org- San Raffaele, le biologhe so tto choc «Ma la struttura ha reagito subito» -sec_org- tp:writer§§ | Laura Cuppini - Allegra FerranteA DIDDANI I7IAKE DICCEDUATA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973603909.PDF §---§ title§§ Caldo, 19 città con bollino rosso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101980803901.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101980803901.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101980803901.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101980803901.PDF tp:ocr§§ Meteo Caldo, 19 città con bollino rosso ll bollettino del ministero della Salute segnala 19 città con bollino rosso per oggi, mentre dornani, mercoledì 12, il numero salirà a 20. Il Centro Sud, le pianure interne e alcune aree delle isole saranno le zone maggiormente esposte. Le previsioni indicano punte di 38-39 gradi in diverse città, con Roma tra i centri destinati a raggiungere valori particolarmente elevati. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:A pesare sarà anche l’afa e l'elevata umidità -tit_org- Caldo, 19 città con bollino rosso -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101980803901.PDF §---§ title§§ Linfoma dopo la trasfusione: ministero pagherà 1,5 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101981503904.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "FATTO QUOTIDIANO" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101981503904.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101981503904.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101981503904.PDF tp:ocr§§ Linfoma dopo la trasfusione: ministero pagherà 1,5 milioni LA CORTE d’Appello di Firenze ha condannato il ministero della Salute a un maxi-risarcimento di quasi 1 milione e mezzo di euro in favore del marito e della figlia di una donna morta nel 1994 per un “linfoma non Hodgkin di tipo B”, patologia tumorale insorta come conseguenza di un’epatite C contratta a seguito di emotrasfusioni infette risalenti al 1978. La sentenza riconosce il danno biologico terminale patito in vita dalla vittima e per il danno da decesso subìto dai congiunti, assistiti dagli avvocati Marcello Stanca, Alfonso Bonafede e Giacomo Bizzarri. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Linfoma dopo la trasfusione: ministero pagherà 1,5 milioni -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101981503904.PDF §---§ title§§ Vaccini Covid, il taglio agli indennizzi: "Basta non riconoscere i danneggiati" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974203911.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "FATTO QUOTIDIANO" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974203911.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974203911.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974203911.PDF tp:ocr§§ IL CASO Giravolta FdI Prima li promette, poi “sono in eccesso” Vaccini Covid, il taglio agli indennizzi: “Basta non riconoscere i danneggiati” “S econdo me quel fondo non era sovrafinanziato. Avrebbero dovuto riconoscere più persone”. Nadia Gatti presiede il Condav, il coordinamento dei danneggiati da vaccino, da quando si ammalò sua figlia, nel 1997. Il fondo di cui parla è quello che il governo ha appena alleggerito di 40 milioni per smaltire le mascherine avanzate dalla pandemia. Le hanno spiegato che quei soldi erano “in eccesso”. Lei rovescia la domanda: se lo stanziamento resta fermo, vuol dire che chi doveva riceverlo non è stato riconosciuto. “Si fa in fretta a dire che non ci sono danni. Basta non riconoscerne neanche uno”. Il decreto del 4 agosto nomina un commissario per smaltire 22.692 tonnellate di mascherine e camici rimasti in 16 magazzini. Costa 84 milioni, e 65 escono dai capitoli degli indennizzi: 25 da quello delle transazioni con gli emotrasfusi danneggiati da sangue infetto, 40 – sul 2027 – dall’unico capitolo destinato alle Regioni per i danni da vaccino anti-Covid. Il 9 agosto Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione Covid, ha spiegato che non si toglie nulla a nessuno: quella parte del fondo è “inutilizzata perché sovrafinanziata rispetto alle esigenze”, e le risorse in eccesso “ritornano al Mef che ne riprogramma l’utilizzo”. Cinque mesi prima la stessa deputata apriva le audizioni dei danneggiati con la formula che ripete ogni volta: “Fratelli d’Italia ha chiesto e voluto fortemente la vostra presenza qui, diversamente da altri gruppi parlamentari che vi considerano interlocutori scomodi o peggio dei no-vax.” Il 5 marzo diffondeva una nota: “Se non fosse per Fratelli d’Italia sarebbero rimaste ignorate e persino denigrate. Faremo tutto il necessario per fornire loro sostegno”. Il 17 marzo, davanti al Condav, la sua unica domanda non riguarda gli indennizzi: chiede al legale dell’associazione se nella condotta dell’ex ministro Roberto Speranza si ravvisino “eventuali ipotesi di reato”, cercando altri spunti per imbastire il processo a chi aveva gestito la pandemia. Il ministero della Salute, interpellato, conferma la linea: si tratta di “fondi non impegnati sui rispettivi capitoli di bilancio nell’anno 2025, dunque non spesi”, che “sarebbero tornati al Mef ”. Non fornisce alcun dato sulle domande di indennizzo presentate, accolte e pendenti. Il commissario, aggiunge, non è ancora stato individuato. Che quei soldi siano in eccesso, del resto, lo sostiene solo chi li ha spostati. La Conferenza delle Regioni scrive che dal 2012 le Regioni anticipano gli indennizzi con risorse proprie, per una stima di circa 200 milioni l’anno, e che “in ogni legge di Bilancio”ha chiesto un emendamento per ripristinare i rimborsi statali. Mai ottenuto. La Puglia ha fatto ricorso alla Consulta: il 5 novembre la Corte ascolterà il Ragioniere generale dello Stato su come quelle risorse sono state calcolate. Il governo ne ha tolti 40 tre mesi prima. Alla giornata nazionale dei danneggiati, nel 2024, il Condav mise in mano a Buonguerrieri e al senatore Claudio Borghi due proposte di legge: una per fare del 29 ottobre una giornata della memoria, l’altra per riconoscere i danni da vaccino Covid. “Inutile dire che non abbiamo visto niente. Alcune proposte non hanno nemmeno bisogno di finanziamento. Basterebbe un po’ di buona volontà”. Resta il problema che nessuno ha mai voluto guardare: i danneggiati riconosciuti e mai indennizzati perché fuori termine. “È inutile rimandare indietro i soldi quando i problemi sono tanti”. ---End text--- Author: Thomas MacKinson Heading: Highlight: 200 MILIONI La cifra anticipata all’anno dalle Regioni Lo Stato non rimborsa Image: -tit_org- Vaccini Covid, il taglio agli indennizzi: “Basta non riconoscere i danneggiati” -sec_org- tp:writer§§ Thomas Mackinson guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974203911.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa, decreto bluff: niente controlli ministeriali = Liste d'attesa, era un bluff: controlli ministeriali addio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974303912.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "FATTO QUOTIDIANO" del 11 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974303912.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974303912.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974303912.PDF tp:ocr§§ NULLA CAMBIA Smontata la norma, tutto in mano alle Regioni Liste d’attesa, decreto bluff: niente controlli ministeriali Liste d’attesa, era un bluff: controlli ministeriali addio SALUTE Smontato ad agosto l’organo di vigilanza, tocca ad Agenas in mano alle Regioni. Rimane ben poco del decreto spot di Meloni p La promessa era arrivata prima delle Europee del 2024. Ma il governo, due anni e un fallimento dopo, ha deciso di rifare tutto. E il controllo potrebbe finire a Lady Cirielli q DI BENEDETTO E MANTOVANI A PAG. 5 SANITÀ MALATA » Linda Di Benedetto e Alessandro Mantovani I l governo Meloni aveva promesso di abbattere le liste d’attesa della Sanità: dati trasparenti su internet e un organismo permanente di controllo con poteri incisivi, fino al commissariamento delle Regioni inadempienti. Alla vigilia delle Europee, le più importanti elezioni di metà mandato, era stato approvato il decreto 73/2024, ma oggi di quell’impianto resta poco. A partire dal controllore. Nel nuovo decreto sulla Pubblica amministrazione, pubblicato il 4 agosto, viene di fatto s m a n t el l at o l’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, che prevedeva un direttore generale e cinque uffici, mai entrati in funzione anche perché le Regioni sono entrate in conflitto con il ministro “tecni co” Oraz io Schillaci. Il controllo passa ad Agenas, un’agenzia largamente controllata dalle Regioni stesse, che dovrebbe segnalare eventuali inadempienze al ministro. A quest’ultimo rimangono i poteri sostitutivi, difficili però da esercitare senza un’adeguata dotazione di personale. Gli ispettori ministeriali sono appena cinque per tutta Italia. All’Organismo delineato due anni fa, invece, vengono affidate funzioni più generali: dal monitoraggio del Piano sanitario nazionale alla ricerca degli Ircss e ai programmi nazionali di prevenzione. I POTERI PREVENZION E RICERCA: IN POLE C’È LADY CIRIELL SONO COMPETENZE che per lo più già appartengono al perimetro di Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze e moglie del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, uomo forte di Fratelli d’Italia in Campania. La stessa che, nel marzo 2026, aveva partecipato alla procedura per il conferimento dell’incarico di direttore generale per l’Organismo. Una poltrona che però non è ancora stata assegnata, nonostante da mesi – come raccontato dal Fatto – sia indicata come vincitrice. È l’ultimo passaggio di una carriera folgorante: Campitiello, ginecologa allora neanche 40enne, arrivò al ministero a fine 2022 senza grande esperienza nella sanità pubblica, come consulente sulla procreazione assistita; ebbe subito un incarico alla Prevenzione, quindi a capo della segreteria tecnica del ministro Schillaci e infine a capo dipartimento, sopra i direttori generali. Nel 2027 scadrebbe, con il nuovo incarico avrebbe un futuro, salvo spoils system. La questione del controllore porta ai numeri. La Piattaforma nazionale delle liste di attesa di Agenas, costata 25 milioni di euro del Pnrr, era uno degli strumenti decisivi per garantire trasparenza. Al ministero (e non negli uffici di Agenas) per mesi hanno lavorato per correggere gli errori ed eliminare i trucchi che abbellivano i dati regionali. Per dirne una, la Campania, come dimostrato da Report, faceva risultare false rinunce ai primi appuntamenti grazie alle quali le prestazioni uscivano dal monitoraggio dei tempi di erogazione. Ma come evidenziato anche da Cittadinanzattiva, il sistema non traccia tutti i Lea (i Livelli essenziali di assistenza), ma si limita a un campione ristretto di appena 14 prime visite e 22 esami diagnostici, escludendo centinaia di prestazioni, i controlli periodici e i follow-up dei malati anche cronici e oncologici. Manca totalmente, per esempio, la geriatria: in un Paese che invecchia fa quasi ridere, anche perché tutti sappiamo che serve il geriatra per ottenere l’invalidità. Mancano pediatria, psichiatria e odontoiatria. Soprattutto, la piattaforma misura le prestazioni effettivamente prenotate, ma non le ric hieste inevase, le agende chiuse – le prestazioni cioè non prenotabili: sarebbe illegale ma se nessuno interviene va bene così – e le rinunce. Non è possibile sapere quante prestazioni pubbliche e quante private vengano erogate su quelle prescritte, né verificare ciò che accade nelle singole Asl. Guardiamo al Lazio: per tutte le classi di priorità ha ottimi dati, sia pure in calo nel 2026 rispetto al 2025, ma come il Fatto ha riferito c’è un’alta percentuale di rinunce – fino al 70% – e non è possibile misurarne l’evoluzione. Eppure, persino questo specchio parziale regge poco: nel primo semestre 2026 il rispetto dei tempi si è fermato al 78,5% per le prime visite – più di una prestazione su cinque non è stata erogata nei tempi previsti – e all’84,6% per gli esami diagnostici, ben lontano dal 90% previsto dalla legge. Così milioni di italiani continuano a fare i conti con agende chiuse e attese incompatibili con la loro salute. L’unica certezza è il privato: basta pagare. Continueremo a osservare un Paese in cui la speranza di vita varia anche di cinque anni tra Nord e Sud e perfino tra le zone ricche e povere delle stesse città, anche per le differenze nell’accesso alle cure. La partita, però, non si è giocata solo sui numeri. Il decreto 73/2024 rafforzava i poteri dello Stato nell’indirizzo delle politiche regionali sul personale sanitario, ma la Corte costituzionale ha accolto i ricorsi di Campania e Toscana. Vince il Titolo V della Costituzione: lo Stato definanzia e le Regioni gestiscono la sanità, così non è mai colpa di nessuno. Vincono i privati e la parte più forte della corporazione medica, che anche nel pubblico prospera sull’intramoenia. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto :-: Alessandro Mantovani Heading: Highlight: I POTERI PREVENZIONE E RICERCA: IN POLE C’È LADY CIRIELLI Image: -tit_org- Liste d’attesa, decreto bluff: niente controlli ministeriali Liste d’attesa, era un bluff: controlli ministeriali addio -sec_org- tp:writer§§ Linda Di Benedetto - Alessandro Mantovani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101974303912.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - AI via la prima assicurazione sanitaria per 1,2 milioni di dipendenti della scuola. Sarà gratuita = Al via l'assicurazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973803907.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "ITALIA OGGI" del 11 Aug 2026

Operativa dall'autunno per oltre 1,2milioni di lavoratori

pubDate§§ 2026-08-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973803907.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973803907.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973803907.PDF tp:ocr§§ Al via la prima assicurazione sanitaria per 1,2 milioni di dipendenti della scuola. Sarà gratuita Il Mim ha sottoscritto il contratto da 320 milioni con il consorzio UniSalute-Intesa-Poste Al via l'assicurazione sanitaria Operativa dall’autunno per oltre 1,2milioni di lavoratori ipendenti della scuola. Sa Alessandra Ricciardi e Laura Razzano a pag. 28 DI ALESSANDRA RICCIARDI E LAURA RAZZANO È la prima assicurazione sanitaria per i dipendenti della scuola, oltre 1,2 milioni di lavoratori, il comparto più nutrito del pubblico impiego, e sarà totalmente gratuita. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha sottoscritto il contratto da 320 milioni di euro con il raggruppamento temporaneo di imprese UniSalute-Intesa Sanpaolo Protezione-Poste Assicura, tra i principali player del settore, che si è aggiudicato l’appalto lanciato dal Mim a gennaio 2026 e gestito da Consip. Il contratto è all’esame della Corte dei conti. Una volta registrato, il ministero farà, presumibilmente a settembre, un invio massivo di email a circa 1,25 milioni di indirizzi istituzionali, tanti quanti sono i lavoratori scolastici a tempo determinato e indeterminato, con la richiesta di adesione. L’assicurazione, che offre un massimale complessivo di 600 mila euro, infatti, non è obbligatoria. Essendo però gratuita, è facile immaginare che la quasi totalità della platea dirà di sì. Acquisito il consenso, i dati verranno trasferiti a UniSalute, in quanto mandataria, per la creazione di un apposito registro dei dipendenti per i quali scatteranno le misure assicurative previste, dalla prevenzione oncologica al parto. A beneficiarne saranno tutti i docenti a tempo indeterminato, ma anche i docenti a tempo determinato con contratto sino al 30 giugno o fino al 31 agosto, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo, i dirigenti scolastici e i dipendenti del ministero, sia a livello centrale sia periferico, ma anche il personale in distacco. Per i lavoratori a tempo indeterminato, l’attivazione andrà effettuata esclusivamente al primo accesso e avrà validità per l’intero quadriennio scolastico di riferimento della polizza. Al contrario, il personale precario dovrà rinnovare il consenso di anno in anno, con la stipula del nuovo inGiuseppe Valditara carico lavorativo. Il ministero si è tenuto un margine di ampliamento, per far fronte ad eventuali contratti a tempo indeterminato aggiuntivi e non preventivabili in sede di sottoscrizione: l’assicurazione sarà garantita fino a un cap di 1,4 milioni di lavoratori. Si tratta di un’operazione che non ha precedenti nella pa, per numero di beneficiari e capitale investito. La polizza è stata voluta dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nell’ambito del più ampio piano di welfare costruito in questi anni per il personale della scuola, che include anche agevolazioni per i trasporti, per gli acquisti di beni e servizi oltre al Piano casa per chi decide di trasferirsi per lavoro. Nell’annunciare la polizza, Valditara aveva evidenziato: «Non solo abbiamo rinnovato tre contratti, con aumenti per 416 euro complessivi mensili, ma abbiamo investito per costruire un sistema di welfare moderno e strutturato che valorizza il fondamentale ruolo svolto dal personale scolastico». Se il calendario sarà rispettato, per ottobre la polizza dovrebbe essere operativa. I docenti e tutto il personale riceveranno, acquisiti i consensi e ultimate le verifiche, il vademecum messo a punto dal consorzio assicurativo per usufruire delle diverse prestazioni. Il pacchetto spazia dai grandi interventi alla prevenzione di base. Sul fronte delle patologie gravi e delle operazioni chirurgiche complesse, il piano coprirà non solo la retta di degenza e le spese per l’équipe medica, ma anche le cure necessarie nei novanta giorni precedenti e in quelli successivi al ricovero. Una particolare attenzione è riservata alla maternità, con la previsione di rimborsi per i parti in strutture private che raggiungono i 2.500 euro per il parto naturale e i 4.000 euro in caso di taglio cesareo. Il ventaglio delle garanzie include a nche una visita specialistica e una seduta di igiene orale all’anno, oltre a un pacchetto di prevenzione cardiovascolare e a programmi di screening oncologico differenziati per genere. Per le situazioni di non autosufficienza permanente è stato istituito un rimborso mensile di 500 euro a copertura delle spese socio-assistenziali per un periodo di quattro anni. Le assicurazioni coinvolte disporranno inoltre una scontistica per i dipendenti della scuola sulle altre prestazioni non coperte dalla polizza. ---End text--- Author: ALESSANDRA RICCIARDI :-: LAURA RAZZANO Heading: Highlight: Image:Giuseppe Valditara -tit_org- AGGIORNATO - AI via la prima assicurazione sanitaria per 1,2 milioni di dipendenti della scuola. Sarà gratuita Al via l'assicurazione sanitaria -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRA RICCIARDI - LAURA RAZZANO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/11/2026081101973803907.PDF §---§