title§§ Pediatri di base, 49 posti vacanti dall'Appio Claudio al Portuense = Caccia ai nuovi pediatri dal Portuense al centro "Mancano cure primarie"
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Estratto da pag. 36 di "REPUBBLICA ROMA" del 09 Aug 2026
Entro domani si possono presentare le domande: precedenza alle richieste di trasferimento mappa delle criticità cittadine quartiere per quartiere. "Le cure primarie vanno garantite" Sono 49 i medici per i quali la Regione ha pubblicato un bando tante le posizioni scoperte dopo i pensionamenti. Adesioni entro domani
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tp:ocr§§ Pediatri di base, 49 posti vacanti dall’Appio Claudio al Portuense Entro domani si possono presentare le domande: precedenza alle richieste di trasferimento mappa delle criticità cittadine quartiere per quartiere. “Le cure primarie vanno garantite” Caccia ai nuovi pediatri dal Portuense al centro “Mancano cure primarie” Sono 49 i medici per i quali la Regione ha pubblicato un bando tante le posizioni scoperte dopo i pensionamenti. Adesioni entro domani Pediatri cercasi a Roma e nel Lazio. La Regione ha pubblicato un avviso pubblico per coprire 49 “ambiti territoriali”, cioè singole posizioni, rimasti scoperti, di cui 24 tra la Capitale e la provincia. E, considerando che ogni pediatra di libera scelta del Lazio, secondo la Fondazione Gimbe, segue in media 850 giovani pazienti, i 49 posti da coprire corrispondono a un bacino potenziale di circa 40mila bambini. A alle pagine 2 e 3 ediatri di base cercansi nel Lazio: sono 49 le zone rimaste scoperte, 24 delle quali tra Roma e provincia. Dietro il dato ci sono migliaia di famiglie rimaste senza un medico di riferimento per i propri figli: quello «a cui rivolgersi per una visita, una prescrizione o un controllo, ma anche per seguire la crescita e confrontarsi su alimentazione, sviluppo e relazioni», spiega Sebastian Cristaldi, responsabile del pronto soccorso dell’ospedale Bambino Gesù. E secondo la Fondazione Gimbe, considerando una media di 805 assistiti per medico, i posti da coprire corrispondono potenzialmente a poco meno di 40mila bambini. I cui genitori, finché non ci sarà un ricambio, «dovranno attraversare interi quartieri per raggiungere un medico», aggiunge Cristaldi. Per questo il 21 luglio la Regione ha pubblicato un avviso pubblico, con l’obiettivo di garantire il servizio a tutte le famiglie del territorio. L’area più critica è quella del Portuense, dove sono tre i pediatri che servono: due che coprano quartieri come Ponte Galeria, Corviale, Trullo e Casetta Mattei e uno per Vigna Pia e Villa Bonelli. Segue il centro: qui si cerca uno specialista per TraP stevere e per l’Aventino. Qui il forte calo dei residenti, anche per la crescita di b&b e degli affitti brevi, ha ridotto drasticamente la presenza di bambini: a Trastevere sono il 66% in meno rispetto a dieci anni fa, mentre all’Aventino sono meno di due ogni 100 adulti. Eppure, anche in quartieri sempre più svuotati di famiglie, il bisogno di un pediatra resta. Altri due posti si cercano a Settecamini, uno dei quali nell’area di Case Rosse e l’altro in zona Sant’Alessandro. A questi quartieri se ne aggiungono tanti altri: Salario, Val Melaina, Labaro, Borghesiana, Appio Claudio e Laurentino. Ci sono poi posti da coprire in provincia, a Fiumicino, Fiano Romano, Subiaco, Rocca di Papa, Monteporzio Catone, Lanuvio, Ciampino, Marino, Ardea e Pomezia-Torvajanica. Nel resto del Lazio la situazione non è migliore: sono nove gli studi da riempire con un pediatra nel frusinate, dieci nel territorio di Latina, da Sabaudia a Formia, tre nel reatino e tre nel viterbese. Posti che secondo fonti della Regione potrebbero non essere tutti semplici da coprire, soprattutto se si parla di quartieri romani più periferici e di centri più piccoli. A far scattare la ricerca sono soprattutto i pensionamenti, che hanno lasciato sguarnite alcune aree del territorio — chiamate “ambiti territoriali” — e spinto la direzione Salute e integrazione sociosanitaria a cercare nuovi medici. Per coprire i posti vacanti, il bando stabilisce un preciso ordine di priorità: si parte dai pediatri già titolari che chiedono il trasferimento, prima dal Lazio e poi da altre Regioni; seguono i medici inseriti nella graduatoria regionale 2026, i neo-specializzati dopo il 31 gennaio 2025 e, infine, gli altri pediatri specialisti. Le domande devono essere presentate entro domani, poi la Regione formerà la graduatoria. Il problema della carenza dei medici dedicati alle fasce più giovani della popolazione è destinato a crescere. Secondo un rapporto Gimbe pubblicato a giugno, entro il 2029 nel Lazio andranno in pensione 201 pediatri di l
ibera scelta: è il terzo dato più alto d’Italia, dopo Campania e Sicilia. La corsa per sostituire questi 49, intanto, è già cominciata. ---End text--- Author: VALENTINA LUPIA Heading: Highlight: i numeri 24 Le zone scoperte Tra Roma e provincia sono 24 le aree per cui si cercano nuovi pediatri: si va da Trastevere al Portuense, fino a interi Comuni, come Fiumicino e Subiaco 805 I pazienti per pediatra Secondo il report della Fondazione Gimbe, nel Lazio i pediatri hanno in media 805 pazienti 40mila I bambini L’avviso della Regione servirà per garantire il servizio a circa 40mila piccoli pazienti in tutto il Lazio Image:Una pediatra mentre visita una bambina all’interno del proprio studio medico -tit_org- Pediatri di base, 49 posti vacanti dall’Appio Claudio al Portuense Caccia ai nuovi pediatri dal Portuense al centro “Mancano cure primarie” -sec_org-
tp:writer§§ Valentina Lupia
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title§§ Scambio di provette: l'embrione è sbagliato
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Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 09 Aug 2026
pubDate§§ 2026-08-09T03:46:00+00:00
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tp:ocr§§ L’ERRORE AL SAN RAFFAELE DI MILANO Scambio di provette: l’embrione è sbagliato D ue giorni fa la Regione Lombardia e il ministero della Salute avevano fermato per 15 giorni il laboratorio di Embriologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Ieri, anche grazie ad un approfondimento de La Repubblica, si è appreso che a, causa di un errore umano, è stato compiuto nel luglio scorso uno scambio di provette durante il trasferimento di un embrione in utero, nel Centro di procreazione medicalmente assistita dell’Irccs del Gruppo San Donato. Per una errata interpretazione della sequenza delle pazienti sul programma operativo, secondo quanto accertato nelle successive ve- «Errata int rifiche, il transfer è della se stato fatto sulla sela proced conda paziente della eseguita s lista. In pratica, è stasbagliata. to impiantato a una donna un embrione «Profondo di un'altra coppia. stiamo ac L'incredibile inciEmbriolo dente, spiega una relazione del 27 luglio, per 15 risale alla mattina del 23 luglio ed è stato scoperto dopo pochi minuti: «Al termine della procedura, il biologo testimone ha nuovamente consultato il programma operatorio e ha rilevato che la paziente (...) risultava essere la seconda paziente prevista nella lista giornaliera. L'errore è stato pertanto riconosciuto immediatamente dopo il completamento del transfer». La donna a cui è stato impiantato l'embrione sbagliato e il compagno, una volta appreso dell'errore, hanno acconsentito «a procedere a una aspirazione endometriale per ridurre, per quanto possibile, il rischio di prosecuzione del processo di impianto». In pratica, si è trattato di un aborto precoce. L'altra coppia, il cui embrione è stato erroneamente impiantato, non è stata avvertita subito per evitare stress perché alla donna è stato eseguito il transfer di un embrione (stavolta corretto), il giorno dopo. Commentando la notizia, il San Raffaele ha espresso «profondo rammarico e, fin dal momento in cui l'evento è stato rilevato, ha attivato tutte le procedure previste per accertarne con precisione le circostanze» e «tutelare le persone coinvolte e verificare ogni fase del processo». Gli elementi disponibili, ha quindi aggiunto il nosocomio, «indicano che l'episodio è già stato riconosciuto come conseguente a un errore umano. Un evento di questa natura viene considerato con la massima serietà. Per questo motivo, immediatamente sono state avviate le verifiche» e, in collaborazione con Ats e Centro nazionale trapianti, rpretazione «già due settimane fa sono state avviate uenza», ispezioni e attuate ra è stata tutte le misure corlla donna rettive utili a preve’ospedale: nire il ripetersi di epiammarico, sodi analoghi. Tale rischio è riportato in ertando» letteratura come 1 ia chiusa caso ogni 10.00012.000 cicli di Pma e giorni le analisi attualmente in corso sono finalizzate anche a valutare e introdurre ogni ulteriore misura necessaria a rafforzare le procedure di identificazione, controllo e tracciabilità». La vicenda ha innescato anche reazioni politiche. «Considerato che è stato appurato che si è trattato di un errore umano, adesso bisogna valutare bene le procedure esistenti e lavorare, anche con le nuove tecnologie, affinché si arrivi a un margine d’errore tendente allo zero» ha auspicato il consigliere regionale lombardo del Pd, Carlo Borghetti, capo delegazione dem in commissione Sanità. «Mi sembra incredibile – ha concluso – che nel 2026 si debba ancora verificare un errore di questo tipo». A farne le spese non solo le famiglie ma anche la vita umana al suo inizio. (V. Sal.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: «Errata interpretazione della sequenza», la procedura è stata eseguita sulla donna sbagliata. L’ospedale: «Profondo rammarico, stiamo accertando» Embriologia chiusa per 15 giorni Image: -tit_org- Scambio di provette: l’embrione è sbagliato -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Intervista a Francesco Boccia - La Commissione non vuole verità sui 100 milioni "
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Estratto da pag. 2 di "FATTO QUOTIDIANO" del 09 Aug 2026
pubDate§§ 2026-08-09T03:46:00+00:00
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tp:ocr§§ “La Commissione non vuole la verità sui 100 milioni” L’INTERVISTA t FRANCESCO BOCCIA » Wanda Marra “C hi ha deciso di pagare la transazione di 100 milioni a JC Electronics? Chi l’ha autorizzata? E perché?” Francesco Boccia, capogruppo Pd in Senato, punta il dito contro la transazione che il governo ha accettato di pagare nei confronti della società Jc Electronics. Il presidente dei senatori dem parla di gestione opaca, visto che lo Stato era stato condannato a pagare 204 milioni per la revoca di un contratto, ma la transazione è stata fatta prima dell’appello. Presidente, lei era ministro delle Regioni durante la pandemia. Come sta lavorando la Commissione? Processano un governo e una ‘ pagina di storia della Repubblica. È la prima volta che accade. Ricordo tutto: le bare, gli ospedali, i sindaci, le Regioni, i medici e gli infermieri, le migliaia di volontari. La Commissione è il paradigma della destra italiana al governo: per loro il potere è proprietà. Indaga gli avversari, delimita Lis chi Se il campo di inchiesta, decide come agire e pretende di essere giudice. E lo dimostra Lisei di cui chiediamo le dimissioni da un anno, con atti firmati da tutte le opposizioni. Perché? Risponde a Via della Scrofa, non al Parlamento. Una v e r go g n a . Col resto dell’opposizione avete fatto un’interrogazione al ministro della Salute, Schillaci. Diego Bianchi, imprenditore, amministratore di JC, azienda legata a FdI, aveva un contratto con la Protezione citti chi ito vile (ereditato poi da Arcuri), senza che si sia mai capito come fosse arrivato. Tutte le volte che si parlava di questo signore (perennemente in pellegrinaggio alle feste di partito e ad Atreju) era come toccare sulla pelle Lisei, Bignami, Buonguerrieri. Bianchi stesso è stato audito tre volte e nessuno gli ha chiesto niente. Quando abbiamo capito che stava facendo una transazione della quale rispondeva il ministero della Salute abbiamo chiesto informazioni. Scoprendo cosa? Che la controversia era stata chiusa pagando più di 100 milioni mentre era pendente l’appello. Abbiamo chiesto gli atti, ma Schillaci ci ha risposto che dovrebbe acquisirli la Commissione Covid. Eppure Lisei sostiene che la transazione non sia nelle competenze dell’organismo. Ora la domanda è: se avete creato una commissione dicendo che volevate la verità, perché quando la verità riguarda le decisioni di questo governo resta nei cassetti? Schillaci ha dichiarato di non sapere nulla. Chi ha deciso? Noi vogliamo tutti gli atti: l’accordo, il parere dell’Avvocatura dello Stato, quelli dell’appello e della sospensiva, la documentazione istruttoria, la corrispondenza tra le parti, gli atti relativi alla copertura finanziaria e al pagamento. Per dare i 100 milioni a JC è stato fatto un decreto. Ma neanche la Ragioneria aveva capito che serviva a questo. Come mai? Lo hanno nascosto in maniera subdola, approfittando dei buchi della legge di contabilità. Nella norma non hanno neanche messo il nome della società. Vogliamo sapere chi ha scritto quella norma arrivata da Palazzo Chigi. E anche perché l’Avvocatura dello Stato, che era stata molto dura su quella sentenza, poi ha cambiato parere, dicendo che ‘non aveva nulla in contrario’ sulla transazione. Lei è in prima fila in questa battaglia. Noi come Pd non abbiamo esitato un minuto a scegliere la linea della trasparenza. Come vicinissimo a Schlein, ma anche molto legato a Conte, non si sente messo in mezzo? Non mi sento affatto in mezzo. Il lavoro eccezionale fatto da Elly Schlein per ricostruire il Pd e tessere il filo dell’unità è una delle condizioni fondamentali per costruire l’alternativa. E penso che Conte e il M5S siano essenziali per questa sfida. Non dobbiamo diventare uguali: dobbiamo essere leali. Si faranno le primarie? Prima il programma condiviso e poi sono lo strumento più probabile. ---End text--- Author: Wanda Marra Heading: Highlight: ‘‘ Lisei non chiede gli atti Se tocchi Bianchi, tocchi tutto il partito di governo “SOLO LISEI PUÒ AVERE I DOCUMENTI” LE CARTE sulla transazione da 100 milioni p
agati dallo Stato alla JC Electronics si possono inviare solo alla Commissione Covid, “ove questa ne faccia richiesta”. Lo afferma un parere dell'Avvocatura dello Stato al ministero della Salute, che lo allega rispondendo all’interrogazione di Boccia (Pd). Ma durante l'audizione di Conte, il presidente della Commissione Marco Lisei (FdI) ha già detto che non si occuperà della questione dei 100 milioni: “È fuori dal nostro perimetro”. Image: -tit_org- Intervista a Francesco Boccia - La Commissione non vuole verità sui 100 milioni ” -sec_org-
tp:writer§§ Wanda Marra
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title§§ Il dramma di due coppie Scambio di embrione «Errore nell'impianto»
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Estratto da pag. 16 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 09 Aug 2026
pubDate§§ 2026-08-09T03:47:00+00:00
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tp:ocr§§ Il dramma di due coppie Scambio di embrione «Errore nell’impianto» Una donna ha ricevuto l’ovulo fecondato di un’altra paziente in cura L’ammissione dell’ospedale San Raffaele. Sospese le attività di Pma MILANO «Gli elementi disponibili indicano che l’episodio è già stato riconosciuto come conseguente a un errore umano», spiegano dall’ospedale San Raffaele di Milano circa lo scambio di provette nel centro di procreazione medicalmente assistita dell’Irccs che ha fatto sì che a una donna fosse impiantato l’embrione ottenuto dalla fecondazione di gameti (ovulo e spermatozoo) di un’altra coppia. È successo la mattina del 23 luglio: in attesa nell’edificio Dibit dell’ospedale milanese ci sono due donne che devono ricevere il «transfer» degli embrioni sviluppati nel laboratorio di Embriologia dopo aver fecondato gli ovociti prelevati loro alcuni giorni prima con gli spermatozoi dei rispettivi compagni. Due procedure «a fresco», con embrioni che non sono stati congelati. Succede che la seconda paziente in lista venga chiamata per prima. E che i controlli che dovrebbero assicurare il match corretto tra provetta e persona non scoprano l’errore finché non è troppo tardi. Cioè quando i due biologi incaricati del «transfer» le hanno appena posizionato l’embrione nell’utero con un sottile catetere. La segnalazione al Centro nazionale trapianti parte immediatamente, come impone una procedura disciplinata per legge. Seguono le ispezioni dell’Ats (l’Asl) di Milano e del Ministero della Salute che hanno portato alla sospensione, da giovedì 6 agosto, del laboratorio di Embriologia del San Raffaele, per quindici giorni prorogabili. «Solo una volta accertato il pieno rispetto e ripristino delle condizioni per garantire la massima sicurezza e qualità potrà essere disposta la riattivazione», ha assicurato l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso. La paziente, riferisce Repubblica, è stata informata dal San Raffaele insieme al compagno il 24 luglio e si è sottoposta a un’aspirazione endometriale per abbattere le possibilità di una gravidanza, con le implicazioni psicologiche ed etiche che avrebbe. L’embrione che doveva ricevere è stato congelato. L’incontro con l’altra coppia, dalle cui cellule era stato sviluppato l’embrione perduto, è stato rinviato di qualche giorno, perché alla prima donna, inconsapevole del dramma, quella mattina era stato poi trasferito un altro embrione (dei suoi) e lo stress avrebbe potuto compromettere il successo dell’impianto. «L’ospedale sta garantendo alle coppie la massima assistenza e disponibilità e continuerà a fornire loro tutte le informazioni con trasparenza e tempestività come nei giorni scorsi», ha assicurato il San Raffaele, esprimendo «profondo rammarico per quanto accaduto» e garantendo di aver attivato immediatamente «tutte le procedure previste per accertarne con precisione le circostanze, tutelare le persone coinvolte e verificare ogni fase del processo». Le ispezioni e le verifiche con Ats e Cnt, ricordano dall’Irccs, sono iniziate due settimane fa e si stanno valutando «misure per rafforzare le procedure di identificazione, controllo e tracciabilità» ma «sono già stati attuati tutti i correttivi utili a prevenire il ripetersi di episodi analoghi». Episodi molto rari: un caso ogni dieci-dodicimila cicli di Pma. Uno scambio di provette – «mix up» – rientra nella categoria degli eventi avversi gravi. Nell’ultima relazione al Parlamento sull’attuazione della legge sulla Pma si legge che nei primi anni dopo l’inizio della raccolta delle segnalazioni da parte del Cnt (a metà 2012) si segnalarono due casi di mix up. Mentre nel 2024 gli eventi gravi di qualunque tipologia in Italia sono stati due, in calo costante (7 nel 2021, 5 nel ’22, 4 nel ’23) nonostante le coppie che si sottopongono alla Pma aumentino (quasi 90 mila, con oltre 17.200 bambini nati vivi nel 2023)». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giulia Bonezzi Heading: Highlight: Errore nei controlli I sanitari non hanno osservato l’ordine di chiamata delle signore IN PILLOLE 1 IN LABORATORIO Come
avviene la fecondazione? Prima si induce un’ovulazione multipla della donna, poi si procede alla raccolta del liquido seminale del partner. Ottenuti i gameti, la fecondazione avviene anche attraverso una microiniezione di uno spermatozoo nell’ovulo 2 PROBABILITÀ Quanto è raro un caso del genere? La possibilità di uno scambio di provetta, che porti ad impiantare un embrione diverso da quello della coppia in attesa, si verifica in un caso ogni 15mila, secondo i dati di letteratura scientifica resi noti da Cecos Italia, rete dei centri di fecondazione assistita Image:In Italia 100mila cicli di fecondazione assistita ogni anno (foto archivio) -tit_org- Il dramma di due coppie Scambio di embrione «Errore nell’impianto» -sec_org-
tp:writer§§ GIULIA BONEZZI
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§---§
title§§ La fecondazione assistita ei privati che dettano legge sognare un figlio costa caro
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/09/2026080902046803507.PDF
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Estratto da pag. 9 di "REPUBBLICA" del 09 Aug 2026
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tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/09/2026080902046803507.PDF
tp:ocr§§ La fecondazione assistita e i privati che dettano legge sognare un figlio costa caro il caso di MICHELE BOCCI I centri pubblici restano una minoranza e ogni anno 38mila coppie sono costrette a pagare per accedere al trattamento l sogno di un figlio costa caro a circa 40 mila coppie italiane, che ogni anno si rivolgono ai centri privati di procreazione medicalmente assistita perché quelli pubblici non sono in grado di rispondere a tutte le richieste. È il paradosso di un Paese che ha un problema drammatico di denatalità ma non riesce ad assicurare prestazioni sanitarie gratuite a tutti coloro che vorrebbero un aiuto a fare un bambino. Eppure la Pma, omologa e eterologa, dovrebbe essere un Livello essenziale di assistenza, quindi un’attività sanitaria che tutte le Regioni sono tenute a garantire ai propri cittadini. Per migliorare la risposta, le amministrazioni locali che possono permetterselo (avendo fondi a disposizione) si affidano ai centri convenzionati. In queste strutture, come in quelle pubbliche, il cittadino non paga o paga un ticket variabile a seconda delle Regione, ma si tratta comunque di realtà private che inseguono il profitto, visto che ricevono un rimborso per ogni trattamento. Un esempio è proprio il San Raffaele di Milano, dove a fine luglio è avvenuto lo scambio di embrioni. Svolge quasi tutta la sua attività per conto della Lombardia. Le Regioni che invece non hanno abbastanza centri pubblici e non sono in grado di aprire I nuove convenzioni, perché non hanno soldi da investire su questa attività, cioè per aumentare gli organici e in generale tutta l’offerta, spingono i cittadini verso il privato. Le battaglie contro la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, molto restrittiva quando è stata scritta e poi smontata pezzo dopo pezzo dalle sentenze della Corte Costituzionale, fino al via libera nel 2014 proprio all’eterologa, hanno dunque trovato molto indietro il sistema sanitario pubblico e prontissimi i centri privati, che negli anni hanno visto crescere i loro business. La domanda, del resto, continua ad aumentare. Nel 2012 in Italia ci sono state 8.309 gravidanze grazie alla Pma. Nel 2025 il dato, dice il ministero alla Salute, è salito a 16.180, ovvero è praticamente raddoppiato. Il numero dei bambini nati è superiore, a causa dei parti gemellari, ma quello più recente messo a disposizione sempre dal ministero nell’ultima relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 40 si ferma al 2023, quando sono nati 17.235 bambini grazie a 15 mila parti. Quell’anno, il 4,5% delle nascite registrate in Italia è avvenuto grazie alla fecondazione assistita. È un dato che è raddoppiato in poco più di dieci anni e probabilmente nel 2025 è cresciuto ancora. Ben 103 centri di procreazione medicalmente assistita, cioè il 55,4% del totale, sono privati. I convenzionati sono 16 (8,6%) e quelli pubblici 67 (36%). In tutto i centri hanno fatto 112 mila cicli nel 2023. Se si guarda l’attività gli equilibri cambiano e molto. I convenzionati infatti svolgono un quarto dell’attività, i pubblici il 32% e i privati il 42%. Al Sud la presenza dei privati è altissima. I 27 centri di questo tipo fanno addirittura il 77% dei trattamenti. Per questo molte coppie si spostano verso il Centro-Nord, dove cercano strutture pubbliche disponibili a fare trattamenti al costo del ticket. Spesso però alcune realtà locali mettono tetti a chi arriva da fuori perché non riescono a recuperare i costi delle prestazioni dalle Regioni di provenienza delle coppie. Comunque sia, i dati raccontano di circa 38 mila coppie che fanno 42 mila cicli a pagamento in un anno. La spesa è sostenuta: dai 3 ai 6 mila euro per l’omologa e ancora di più per l’eterologa, che prevede l’utilizzo di gameti di una donatrice, di un donatore o (in casi residuali) di entrambe. È proprio questo tipo di trattamento a mettere in evidenza i problemi più drammatici per il servizio sanitario pubblico. La fecondazione eterologa praticamente non viene svolta in gran parte degli ospedali del sistema sanitario nazionale. E co
sì ben 11 mila coppie su 16 mila (il 70% circa) si devono rivolgere al privato puro, dove un ciclo può costare tra i 5 e i 9 mila euro, perché è previsto anche l’acquisto dei gameti di donatori all’estero. Un giro d’affari, a spanne, da una ottantina di milioni di euro, che tra l’altro non ha interrotto i viaggi fuori confine di alcune coppie. Visto che da noi l’offerta è scarsa, molti scelgono comunque di spostarsi, magari in Spagna. Ma il danno peggiore viene arrecato a chi non può permettersi di pagare il trattamento del privato e non trova risposte nel servizio pubblico. Si tratta di coppie che devono rinunciare alla possibilità di avere un figlio con la procreazione medicalmente assistita. Con buona pace delle promesse di politiche per la promozione della natalità. ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: il numero 217 mila Bambini nati in Italia con la Pma Dal 2004 (anno in cui venne approvata la legge 40) al 2024, grazie alla Pma sono nati in Italia 217 mila bambini Image:LA FECONDAZIONE ASSISTITA IN ITALIA 4,6 % LE GRAVIDANZE OTTENUTE GRAZIE ALLA PMA (procreazione medicalmente assistita) 112.000 Chi gestisce i centri Privati I CICLI DI PMA FATTI NEL 2023 39,0% 103 55,4% NEL 2025 RISPETTO AL TOTALE DEI NATI 8,6% Dove vengono e?ettuati i trattamenti Pubblici 67 Privati Pubblici 42,5% 32% Privati convenzionati Privati convenzionati 16 25,5% Il numero di parti con pma fatti ogni anno 15.085 15.287 12.729 FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ 14.364 12.863 11.418 11.026 9.641 8.309 8.337 8.491 8.514 2012 2013 2014 2015 69,4% I cicli di fecondazione eterologa fatti nei centri privati 3-6.000€ Il costo di un ciclo di fecondazione omologa nel privato 9.017 2016 2017 5-9.000€ 2018 Il costo di un ciclo di fecondazione eterologa nel privato 2019 36,7 anni 2020 2021 2022 L’età media delle donne che si sottopongono alla fecondazione assistita con gameti della coppia (contro un media europea di 35) 16.160 2023 41,8 anni 2024 2025 L’età media delle donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro con ovociti donati -tit_org- La fecondazione assistita ei privati che dettano legge sognare un figlio costa caro -sec_org-
tp:writer§§ Michele Bocci
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title§§ Covid, caso mascherine stop del governo ai dettagli sul 'intesa da 100 milioni
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Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA" del 09 Aug 2026
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Covid, caso mascherine stop del governo ai dettagli sull’intesa da 100 milioni Schillaci risponde al Pd: i documenti potranno essere chiesti solo dalla Commissione d’inchiesta Ma la maggioranza dice no il caso di GIULIANO FOSCHINI l governo non vuole rendere noti i dettagli della transazione da oltre cento milioni di euro con JC Electronics. I parlamentari non potranno avere le carte dell’accordo firmato il 31 ottobre 2025 per chiudere il contenzioso sulle mascherine con la società di Dario Bianchi. Potrà ottenerle soltanto la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, se deciderà formalmente di chiederle. Il problema è che la Commissione, guidata da Fratelli d’Italia, ha già fatto sapere di non avere intenzione di farlo. Risultato: sarà molto difficile conoscere fino in fondo come il governo Meloni abbia deciso di spendere oltre cento I milioni. È quanto emerge dalla risposta inviata dal ministro della Salute Orazio Schillaci al senatore del Pd Francesco Boccia. Schillaci mette nero su bianco che «la documentazione richiesta deve ritenersi coperta da segreto o comunque riservata», perché comprende atti processuali e «la corrispondenza intercorsa preliminarmente e, successivamente, alla stipulazione dell’Accordo» tra JC, le amministrazioni interessate e l’Avvocatura dello Stato. Una possibilità però esiste: «La segretezza o comunque la riservatezza dei documenti richiesti possono essere superate solo a seguito di una formale richiesta» della Commissione. Soltanto allora il ministero potrà trasmettere gli atti, comunque «in forma riservata». È qui il cortocircuito. Boccia e gli altri senatori chiedono le carte, il governo risponde che non può darle a loro ma soltanto alla Commissione d’inchiesta. E la Commissione, a maggioranza di centrodestra e presieduta da Fratelli d’Italia, non sembra intenzionata a chiederle. «Quando sono in gioco oltre 100 milioni di euro di risorse pubbliche, non bastano dichiarazioni o rassicurazioni», attacca Boccia, che chiede di rendere conoscibile l’intero percorso che ha portato alla transazione. Schillaci fonda la sua decisione sul parere dell’Avvocatura generale dello Stato. Con una particolarità: l’Avvocatura è come è evidente una delle parti in causa essendo intervenuta nella definizione dell’accordo. È dunque uno dei protagonisti dell’operazione della quale oggi stabilisce quali carte possano essere conosciute. Ma leggendo il parere emerge un altro elemento. La stessa Avvocatura, almeno su alcuni degli atti più importanti, è più aperta del ministero. Sull’«accordo transattivo del 31 ottobre 2025 con JC Electronics Italia» scrive che «non si ravvisano ragioni ostative alla trasmissione»: quel documento «costituisce l’atto conclusivo di un procedimento che ha comportato l’impiego di risorse pubbliche» e dunque «risulta di per sé suscettibile di ostensione anche secondo gli ordinari principi in materia di accesso documentale». Lo stesso vale per gli atti con cui sono stati materialmente versati i soldi: sugli «atti dispositivi del pagamento della somma oggetto della transazione» l’Avvocatura non ravvisa «specifiche ragioni ostative alla trasmissione». Un dettaglio non secondario anche perché JC aveva ceduto parte dei propri crediti e lo stesso Bianchi ha sostenuto di aver incassato soltanto alcuni milioni: il resto è stato ceduto ad assicurazioni prima della definizione del contenzioso. Un altro elemento singolare. ---End text--- Author: GIULIANO FOSCHINI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Covid, caso mascherine stop del governo ai dettagli sul 'intesa da 100 milioni -sec_org-
tp:writer§§ Giuliano Foschini
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title§§ Un altro weekend bollente "Per le ondate di calore fino as mila morti In più"
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Estratto da pag. 8 di "STAMPA" del 09 Aug 2026
La canicola non concede tregua. Oggi 19 le città con il bollino rosso Pregliasco:"Decessi su del 10-20%"".IlM5s:Meloni convochi una task force
pubDate§§ 2026-08-09T03:47:00+00:00
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tp:ocr§§ Un altro weekend bollente “Per le ondate di calore fino a 8 mila morti in più” La canicola non concede tregua. Oggi 19 le città con il bollino rosso Pregliasco: “Decessi su del 10-20%”. Il M5s: Meloni convochi una task force MILANO Anche per la settimana di Ferragosto la colonnina di mercurio continuerà a sfiorare i 40°. Da Nord a Sud si dovrà convivere ancora con l’afa e il caldo torrido, portato dall’anticiclone africano per la quarta ondata di questa estate da record. Rovesci e temporali, caratterizzati anche da intense e brevi grandinate, hanno dato nella serata di ieri un po’di tregua ai residenti e a chi ha scelto di trascorrere le vacanze in Veneto, Trentino-Alto Adige e lungo la dorsale dell’Appennino centro-meridionale. In Pianura Padana, al centro, e sulle isole si è continuato a boccheggiare. Le previsioni indicano che, esaurita la breve parentesi di instabilità, l’alta pressione subtropicale tornerà a stringere nella morsa l’intera Penisola, con picchi, di nuovo, estremi. Si stimano temperature fino a 39°C a Roma e 37–38°C a Milano. Per oggi e domani restano a quota 19 le città con bollino rosso, indicativo di allerta massima (Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo). Mentre salgono a quota 6 le città in arancione. Oltre a Bolzano, già da oggi inserita dal ministero della Salute nella fascia di allerta 2, si aggiungono alla lista Brescia, Milano, Trieste, Venezia e Verona. La settimana si apre dunque con due soli bollini gialli per Torino e Cagliari. Bisognerà tener duro e attendere ancora qualche giorno. Dopo il fine settimana di Ferragosto i meteorologi intravedono la possibile svolta che potrebbe far metterci alle spalle, almeno per quest’anno, la lunga canicola che dura ormai da quasi tre mesi. Sarà poi il momento di fare i bilanci. Anche sui decessi correlati al caldo estremo. «Se l’attuale andamento climatico dovesse proseguire fino a dopo Ferragosto, possiamo ipotizzare un eccesso di mortalità compreso tra il 10 e il 20% superiore rispetto all’estate scorsa. In termini assoluti, questo potrebbe tradursi in 1.500-3.000 decessi aggiuntivi in Italia rispetto all’estate 2025 (4.597 vittime, secondo fonte Ue) e il bilancio complessivo per le ondate di calore potrebbe raggiungere 5.000-8.000 morti in eccesso». A dirlo è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano. I dati si basano su modelli matematici predittivi in cui va tenuto conto anche un margine di errore. «Qui non parliamo delle morti per un colpo di calore, che sono poche – sottolinea il virologo –. I numeri si riferiscono a un’extra mortalità che ovviamente riguarda le persone fragili. Come, ad esempio, i cardiopatici che a causa delle alte temperature hanno bisogno di alzare la frequenza cardiaca per raffreddare gli organi interni. È la stessa cosa che vale per l’influenza che, come il caldo, aumentano il rischio di scompensi cardiovascolari, respiratori e metabolici». La prospettiva paventata dai climatologi di essere solo all’inizio di un’emergenza che andrà sempre a peggiorare spinge il Movimento 5 stelle a chiedere al governo di convocare una task-force: «Non basta dire ’ha sempre fatto caldo’ o evitare persino di pronunciare le parole crisi climatica. La crisi climatica è salute, lavoro, sicurezza, economia, giustizia sociale. È vita. Meloni convochi subito una task force nazionale con climatologi, sanità, mondo del lavoro, Protezione civile e amministratori locali. Le soluzioni ci sono: prevenzione, adattamento, tutela dei lavoratori, città resilienti, difesa del territorio e rinnovabili», attaccano i deputati pentastellati Ilaria Fontana e Sergio Costa. Guarda a Palazzo Chigi anche Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. «Questo governo climafreghista sabota la transizione ecologica, vuole trasformare l’Italia in un hub del gas e lascia città e territori senza protezione. Pe
r il Piano sociale per il clima stanzia appena 9 miliardi in sette anni, mentre nello stesso periodo spenderà 1.063 miliardi in armamenti. È una gerarchia delle priorità folle e irresponsabile». Intanto, dopo la Regione Piemonte anche il Friuli Venezia Giulia è pronta a chiedere lo stato di emergenza alla Protezione civile a causa della siccità. «Il gran caldo e l’assenza di pioggia - sottolinea l’assessore regionale Riccardo Riccardi - hanno causato emergenza idrica che potrebbe mettere in sofferenza il comparto agricolo». — © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ANDREA SIRAVO Heading: Highlight: Dopo il Piemonte anche il Friuli Venezia Giulia chiederà lo stato di emergenza “ Fabrizio Pregliasco direttore Scuola Igiene e medicina preventiva Università Milano Statale Le alte temperature aumentano il rischio di scompensi cardiovascolari, respiratori e metabolici Image:Caldo estremo Continua la quarta ondata di afa: temperature alte fino a dopo Ferragosto -tit_org- Un altro weekend bollente “Per le ondate di calore fino as mila morti In più” -sec_org-
tp:writer§§ ANDREA SIRAVO
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§---§
title§§ Mascherine non a norma Schillaci blocca le carte "Serveil sì di Palazzo Chigi"
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Estratto da pag. 10 di "STAMPA" del 09 Aug 2026
L'Avvocatura: alcuni atti sulla transazione da 100 milioni sono segreti Le opposizioni: "E un pretesto per sottrarsi al controllo del Parlamento"
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tp:ocr§§ Mascherine non a norma Schillaci blocca le carte “Serve il sì di Palazzo Chigi” L’Avvocatura: alcuni atti sulla transazione da 100 milioni sono segreti Le opposizioni: “È un pretesto per sottrarsi al controllo del Parlamento” ROMA Gli atti sulla transazione da oltre cento milioni di euro con cui il governo ha chiuso in fretta e furia la causa civile con la ditta JC Electronics Italia sono “segreti”. O perlomeno riservati. E se il Senato vuole consultarli, deve attendere la richiesta della commissione parlamentare d’inchiesta Covid e il via libera della presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento di protezione civile. Il ministro della Salute Orazio Schillaci risponde così al senatore Pd Francesco Boccia che, circa tre settimane fa insieme ad altri colleghi, aveva presentato un’interrogazione urgente chiedendo gli atti relativi alla transazione: l’accordo, il parere dell’Avvocatura dello Stato, i documenti dell’appello e della sospensiva, la documentazione istruttoria, la corrispondenza intercorsa tra le parti, gli atti relativi alla copertura finanziaria e al pagamento. Raccontano che Schillaci, a voce, si fosse reso disponibile. «Non c’è nulla da nascondere», avrebbe assicurato. E nella risposta inviata l’altro ieri al senatore, che La Stampa ha avuto modo di visionare, ribadisce: «Mi dichiaro sin d’ora disponibile a rinunciare ad avvalermi del segreto». Al testo, però, allega il parere dell’Avvocatura dello Stato. Parere articolato che si sviluppa in cinque pagine e che si può riassumere così: alcuni dei documenti richiesti, ad esempio quelli relativi al fascicolo del procedimento civile, hanno profili di segretezza. A richiederli, quindi, dev’essere la commissione Covid «a cui non può essere opposto il segreto d’ufficio né il segreto professionale (o quello bancario) riguardo all’oggetto delle indagini di sua competenza». La decisione, quindi, passerebbe alla stessa commissione Covid in cui, da mesi, si sta consumando un acceso scontro politico e la maggioranza accusa l’ex premier Giuseppe Conte di non aver gestito correttamente la pandemia. Il senatore Boccia ribatte: «Il governo non può utilizzare l’esistenza della commissione come pretesto per sottrarsi al controllo parlamentare». Ricorda il verbale presentato in procura a inizio settimana dall’ex premier Conte dove si sostiene che le mascherine, al centro della transazione, non rispettassero le norme previste. Poi rilancia: «Il parlamento chiede gli atti al governo e viene rinviato alla commissione. La commissione, però, sostiene di non potersi occupare della vicenda». Risultato? «I documenti restano chiusi nei cassetti. Questo non è accettabile». Diversi addetti ai lavori sollevano un’ulteriore questione, procedurale e di opportunità: «Non è usuale, in questi casi, che un ministro chieda il parere dell’Avvocatura dello Stato. Soprattutto se questa è parte in causa nella vicenda». La faccenda ruota intorno a una maxi fornitura di mascherine Ffp2 della JC Electronics di Dario Bianchi, imprenditore vicinissimo a Fratelli d’Italia e, nella commissione d’inchiesta, principale testimone della maggioranza. Dopo una serie di vicissitudini e anomalie, la fornitura era stata bloccata perché i dispositivi erano stati ritenuti irregolari. E la vicenda era finita davanti al tribunale civile di Roma. Alla fine del primo grado, alla società era stato riconosciuto un risarcimento di 200 milioni e l’esecutivo, su parere dell’Avvocatura dello Stato, aveva deciso di transare senza attendere l’appello. Scelta su cui le opposizioni chiedono chiarimenti. — ---End text--- Author: IRENE FAMÀ Heading: Highlight: Boccia: “I documenti così restano chiusi nei cassetti. Questo non è accettabile” Image:Senza i requisiti Le mascherine Ffp2 fornite dalla JC Electronics non sarebbero state a norma -tit_org- Mascherine non a norma Schillaci blocca le carte “Serveil sì di Palazzo Chigi” -sec_org-
tp:writer§§ IRENE FAMÀ
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