title§§ Se dormire è un miraggio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080803084806880.PDF description§§

Estratto da pag. 73 di "CORRIERE DELLA SERA IO DONNA" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T06:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080803084806880.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080803084806880.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA IO DONNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080803084806880.PDF tp:ocr§§ Se dormire è un miraggio È ormai chiaro che dormire bene è fondamentale per la propria salute. Può però capitare che pensieri intrusivi, sbilanciamenti ormonali, malattie croniche o uno stato di agitazione – solo per fare alcuni esempi – interferiscano con il sonno. Stephanie Romiszewski è una delle massime esperte di sonno del Regno Unito, laureata in Psicologia e Medicina comportamentale del sonno. In Pensa meno, dormi meglio (Vallardi), l’autrice illustra come capire che cosa fare per tornare a dormire bene e quali strategie seguire. A partire dal risveglio, con le buone abitudini mattutine: alzarsi alla stessa ora, esporsi alla luce del sole e muoversi, anche solo facendo una passeggiata o stretching. ---End text--- Author: Alice Corti Heading: Highlight: 50% le donne nella fascia di età 50-69 anni invitate allo screening gratuito al seno che hanno aderito ai controlli nel 2024. Fonte: gimbe.org Image:Pensa meno, dormi meglio di Stephanie Romiszewski (Vallardi). -tit_org- Se dormire è un miraggio -sec_org- tp:writer§§ Alice Corti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080803084806880.PDF §---§ title§§ Altra multa a Meta «Ai minori rovina la salute mentale» = Altra multa a Meta per i minori: «Danneggia la salute mentale» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814305259.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "AVVENIRE" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814305259.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814305259.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814305259.PDF tp:ocr§§ Altra multa a Meta «Ai minori rovina la salute mentale» STATI UNITI Un miliardo di sanzioni Altra multa a Meta per i minori: «Danneggia la salute mentale» Al di là della condanna, è il segnale di un cambiamento nel modo in cui gli Stati Uniti affrontano il rapporto tra adolescenti e social network. Un giudice del New Mexico, infatti, ha ordinato a Meta di versare altri 567 milioni di dollari in un fondo destinato a riparare i danni alla salute mentale provocati dalle sue piattaforme ai più giovani. La cifra si aggiunge ai 375 milioni imposti a marzo da una giuria, portando il conto, solo in New Mexico, a 942 milioni di dollari. Il giudice Bryan Biedscheid ha stabilito che la società di Mark Zuckerberg che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp rappresenta un «pericolo pubblico»: pur non essendo l’unica responsabile, ha scritto, le sue piattaforme sono «un fattore significativo dell’attuale crisi di salute mentale tra i giovani». Intanto in Europa ci si interroga sull’opportunità di tutelare i minori che svolgono attività di influencer in maniera redditizia. Ceredani a pagina 5 A l di là della condanna, è il segnale di un cambiamento nel modo in cui gli Stati Uniti affrontano il rapporto tra adolescenti e social network. Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di versare altri 567 milioni di dollari in un fondo destinato a riparare i danni alla salute mentale provocati dalle sue piattaforme ai più giovani. La cifra si aggiunge ai 375 milioni imposti a marzo da una giuria, portando il conto, solo in New Mexico, a 942 milioni. Il giudice Bryan Biedscheid ha stabilito che la società di Mark Zuckerberg che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp rappresenta un «pericolo pubblico»: pur non essendo l’unica responsabile, ha scritto, le sue piattaforme sono «un fattore significativo dell’attuale crisi di salute mentale tra i giovani». All’origine c’è la causa intentata nel 2023 dal procuratore Raúl Torrez contro Meta, accusata di esporre i minori allo sfruttamento sessuale e di danneggiarne la salute mentale con software che creano dipendenza. A marzo una giuria di Santa Fe aveva stabilito che l’azienda aveva «consapevolmente» fatto male a migliaia di ragazzi e nascosto ciò che sapeva sullo sfruttamento sessuale sulle sue piattaforme, violando la legge statale sulle pratiche commerciali sleali. Gli algoritmi indirizzavano infatti gli adulti verso i contenuti degli adolescenti, mentre la società occultava le proprie ricerche interne sui rischi di queste pratiche. «Questa causa ha sempre riguardato la protezione dei bambini — ha commentato Torrez —. È una vittoria per ogni genitore che si è preoccupato di che cosa i social stiano facendo ai figli». Meta ha annunciato ricorso. «Lavoriamo duramente per tenere le persone al sicuro», ha replicato. La sentenza non si ferma dunque al denaro, di cui tre quarti (420 milioni) andranno alle cure per la salute mentale, il resto a prevenzione e screening in cinque anni. Il tribunale impone infatti a Meta di modificare i prodotti rivolti agli under 18 residenti nello Stato: dovrà nascondere per default il conteggio dei «like», limitare l’uso combinato di Facebook e Instagram a 90 ore al mese (circa tre al giorno) e sospendere le notifiche notturne e durante l’orario scolastico. Dovrà inoltre tenere i minori di 13 anni fuori dalle sue app, affinare gli strumenti di stima dell’età con l’intelligenza artificiale, cancellare i dati raccolti sugli under 13 e riferire ogni sei mesi sui progressi fatti. Non tutto sarà fattibile, però. Il giudice ha riconosciuto che la legge federale sulla privacy dei minori gli impedisce di imporre verifiche dell’età che raccolgano dati dei bambini. Il caso segna comunque il riconoscimento degli sforzi di centinaia di genitori che per anni hanno denunciato gli effetti di app che spingono all’autolesionismo o ai disturbi alimentari e avvicinano gli adulti ai profili dei ragazzini. La svolta era stata innescata nel 2021 dalle rivelazioni della ex dipendente Frances Haugen che mostrò come Meta fosse consapevole dei danni di Instagr am sulle adolescenti. La causa del New Mexico era poi scaturita da un’inchiesta del quotidiano The Guardian che aveva svelato come Facebook e Instagram fossero diventati mercati per la tratta sessuale di minori. Oltre quaranta procuratori statali avevano subito citato in giudizio l’azienda, con il risultato che oggi Meta affronta migliaia di cause negli Stati Uniti, da parte di Stati, distretti scolastici e famiglie. Il conto dunque rischia di esplodere. In un processo che si apre la prossima settimana, California, Colorado, Kentucky e New Jersey chiedono penali potenziali per 1.400 miliardi di dollari, quasi quanto l’intero valore di Borsa dell’azienda. Altri procedimenti sono in corso in Tennessee e a Oakland. Anche l’Unione Europea, a luglio, ha ordinato a Meta di rendere le piattaforme «meno assuefacenti». Pero ora al colosso che nel 2025 ha realizzato circa 60 miliardi di profitti le multe non hanno fatto davvero male, anche se a oggi restano l’unico strumento per mettergli un freno. Le leggi federali infatti sono vecchie e limitate e su tutte incombe la celebre «Sezione 230», che scherma le piattaforme dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti. La vera partita, allora, è un’altra: il Congresso non ha mai fissato limiti forti ai giganti dei social. Il Kids Online Safety Act, approvato dal Senato nel 2024, si è arenato alla Camera, e diverse leggi statali sulla verifica dell’età sono state bloccate in nome della libertà d’espressione. Nel vuoto legislativo, sono ora i giudici e i procuratori degli Stati a cercare di stabilire delle regole, causa dopo causa. «L’America non approverà una legge che vieta i social — riassume il procuratore Torrez — . Ma se aziende come Meta sanno di causare danni con il modo in cui progettano i prodotti, gli Stati stanno finalmente trovando la strada per dire basta». Una strada opposta a quella scelta dall’Europa, che punta a un’età minima armonizzata (il Parlamento europeo ha indicato i 16 anni) e a strumenti comuni di verifica dell’età. ---End text--- Author: ELENA MOLINARI Heading: STATI UNITI Un miliardo di sanzioni Highlight: LA DECISIONE Un giudice del New Mexico condanna l’azienda a versare quasi 600 milioni di dollari a un fondo per aiutare psicologicamente i più giovani E il conto rischia di salire nei prossimi giorni IL CASO L’incredibile pubblicità del bimbo con il telefonino Un bambino piccolo con in mano un telefonino e lo slogan “Tutto ok, è iPhone”. Il grande manifesto pubblicitario di una campagna di Apple e Tim apparso a Milano è stato segnalato da una cittadina milanese all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni. «Mentre in tutto il mondo si ragiona da tempo sull’età minima di accesso al digitale, questa pubblicità sembra andare in tutt’altra direzione» ha commentato Terragni. Image: -tit_org- Altra multa a Meta «Ai minori rovina la salute mentale» Altra multa a Meta per i minori: «Danneggia la salute mentale» -sec_org- tp:writer§§ Elena Molinari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814305259.PDF §---§ title§§ Meta dovrà versare 567 milioni di dollari per danni causati alla salute mentale dei giovani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814205258.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814205258.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814205258.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814205258.PDF tp:ocr§§ Meta dovrà versare 567 milioni di dollari per danni causati alla salute mentale dei giovani LA TECNOLOGIA non governata è una minaccia per gli adolescenti U n tribunale del distretto di Santa Fe, nel Nuovo Messico ha ordinato a Meta di versare 567 milioni di dollari a un fondo di risarcimento per i danni alla salute mentale dei giovani. Il modus operandi del colosso tecnologico, ha stabilito il tribunale statunitense, compromette la salute e la sicurezza degli adolescenti. “Le piattaforme di Meta costituiscono un pericolo per la salute pubblica perché il loro scopo e il loro effetto sono quelli di massimizzare l'interazione tra gli utenti, anche in modi che risultano dannosi per la salute e la sicurezza degli adolescenti”, ha affermato il giudice nella sentenza, riportata dai media USA. Gli “effetti dannosi” delle piattaforme di Meta sui bambini, ha affermato, sono paragonabili al modo in cui "l'inquinamento nocivo prodotto dalla fabbrica può ledere il diritto pubblico a un'aria ragionevolmente pulita”. Anziché rimanere confinati alle sue piattaforme, ha aggiunto, questi effetti “si propagano a internet nel suo complesso e, forse l'aspetto più preoccupante, al mondo reale”. La sentenza del giudice Bryan Biedscheid chiude la seconda fase di un processo civile diventato un caso di riferimento, avviato nel 2023 dal procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, che ha accusato le piattaforme social di Meta di aver causato una crisi di salute mentale tra i giovani dello stato e di aver esposto i minori allo sfruttamento da parte di predatori sessuali. Torrez considera la decisione del tribunale come una “vittoria per tutti i genitori preoccupati per l'impatto dei social media sui loro figli e per tutti i bambini che meritano di crescere in un ambiente online più sicuro”. Il giudice, come si accennava, ha stabilito che il risarcimento sarà destinato a un fondo creato per porre rimedio ai danni causati dalle sue applicazioni sui minori e ha ordinato a Meta di definire dei limiti di tempo per i giovani, di limitare le segnalazioni e di migliorare il sistema di verifica delle denunce di abusi sui minori. La decisione del tribunale giunge dopo una sentenza preliminare nello stesso caso, che ha condannato la società di Mark Zuckerberg a pagare 375 milioni di dollari di risarcimento danni, ritenendo che avesse violato le leggi sulla protezione dei minori creando confusione in merito alla sicurezza dei bambini su Facebook e Instagram. Per le aziende tecnologiche sono tempi duri. Negli Stati Uniti stanno affrontando una vera e propria valanga di cause legali, intentate da gruppi, scuole e Stati, a causa delle conseguenze della dipendenza da social network sui giovani. Per Bruce Daisley, ex vicepresidente europeo di Twitter (ora X), per Meta la multa, pur essendo elevata, “è una goccia nell’ocea no”, ha affermato a BBC Radio 4. Nei suoi ultimi risultati finanziari, Meta ha infatti registrato un fatturato di 61 miliardi di dollari da aprile a giugno, in crescita del 28 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tuttavia, la decisone del Nuovo Messico, ha chiarito, “in dica che ci stiamo muovendo verso una fase in cui i social media saranno oggetto di un'azione coordinata a livello globale”. Pi.Ar. ---End text--- Author: Pi Ar Heading: Highlight: Image: -tit_org- Meta dovrà versare 567 milioni di dollari per danni causati alla salute mentale dei giovani -sec_org- tp:writer§§ Pi Ar guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814205258.PDF §---§ title§§ Fontana vs Schillaci: destra divisa sulle pagelle di cura ministeriali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813705257.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813705257.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813705257.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813705257.PDF tp:ocr§§ FRATELLI COLTELLI PER QUESTA CLASSIFICA MEGLIO CROTONE DELL’EMILIA-ROMAGNA Fontana vs Schillaci: destra divisa sulle pagelle di cura ministeriali LOMBARDIA » Linda Di Benedetto L a Lombardia guidata dal leghista Attilio Fontana, boccia i criteri di valutazione delle performance regionali e apre uno scontro frontale con il ministero della Salute. Con una lettera ufficiale indirizzata al titolare del dicastero e aperta dalla formula “Caro ministro Schillaci”, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso smonta i programmi istituzionali per valutare le cure erogate dal SSN. Entrando nel dettaglio del documento spedito da Bertolaso, il Nuovo Sistema di Garanzia e il Programma Nazionale Esiti si basano su parametri esposti a molteplici fonti di incertezza che finiscono per penalizzare, in modo sistematico, le Regioni con una maggiore capacità di presa in carico dei pazienti. L’esempio riportato nella lettera è quello del tasso di ospedalizzazioni evitabili per patologie croniche, come diabete e scompenso cardiaco: l’indicatore misura i ricoveri che, in teoria, potrebbero essere prevenuti da un’efficace assistenza territoriale. La Lombardia contesta però il criterio con cui viene costruito, sostenendo che il ministero utilizzi come denominatore l’intera popolazione residente anziché il numero effettivo di persone affette da quelle patologie, che restituisce una fotografia distorta delle performance. A sostegno della tesi viene citato il caso dell’Emilia-Romagna che, nell’elaborazione del PNE relativa al triennio 2020-2022, risulta avere uno dei tassi più elevati di ricoveri “evitabili”, mentre province come Crotone, Benevento o Teramo registrano valori molto più bassi. Un risultato che, osserva la Regione, porterebbe all’assurda conclusione che l’assistenza territoriale emiliano-romagnola funzioni peggio di quella di quei territori, quando in realtà rifletterebbe semplicemente una diversa capacità di intercettare e prendere in carico i pazienti. Come seconda criticità, vengono presi a modello eventi estremamente rari e poco significativi, come i ricoveri pediatrici per asma e gastroenterite, che in un’intera regione come la Lombardia contano appena 1.500 casi all’anno e in Valle d’Aosta meno di 20, finendo per non riflettere minimamente l’effettivo funzionamento delle cure primarie. Infine, la terza criticità sollevata da Bertolaso riguarda il ritardo cronico con cui il ministero pubblica i dati, rendendo inutile qualsiasi intervento mirato a correggere le inadempienze del passato. Il documento si chiude quindi con la proposta di istituire un gruppo di lavoro indipendente di esperti qualificati, pronto a lavorare a tempo pieno per sei mesi per riscrivere l’intero sistema di valutazione basandolo sul reale carico clinico delle patologie. Dal canto loro, fonti ministeriali contattate dal Fatto, hanno liquidato l’uscita dell’assessore al Welfare come la solita tendenza a contestare le classifiche solo quando non si conquista il gradino più alto del podio, ricordando come già in passato vi fu uno scontro analogo sulla pediatria conclusosi poi con il posizionamento della Lombardia nei primi cinque posti. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: Highlight: Image:ntana e il ministro Schillaci -tit_org- Fontana vs Schillaci: destra divisa sulle pagelle di cura ministeriali -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813705257.PDF §---§ title§§ Anche Speranza sarà ascoltato sul Covid link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813905255.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "LIBERO" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813905255.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813905255.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813905255.PDF tp:ocr§§ Anche Speranza sarà ascoltato sul Covid L’ex ministro della Salute parlerà delle sue decisioni quando era al governo La pausa estiva sancisce la fine del primo tempo in commissione Covid. Nel giro di due settimane sono stati ascoltati l’ex commissario Domenico Arcuri e chi lo scelse per quel ruolo, l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Proprio il leader pentastellato sarà riascoltato il 14 settembre, quando dovrà rispondere alle domande dei membri dell’organo che sta indagando sulla gestione della crisi pandemica. Ma non sarà di certo l’ultimo ad essere audito in commissione. «Attraverso le numerose audizioni fatte finora e quelle che faremo nei prossimi mesi intendiamo consegnare agli italiani la verità su un periodo segnato da troppe opacità e diritti negati. Giuseppe Conte dovrà tornare a risponderne, ma come Fratelli d’Italia chiederemo che sia convocato anche l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, a cui si devono decisioni impattanti sulla libertà e sulla salute dei cittadini. Nessuna domanda dovrà restare senza risposta», ha scritto in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Ciancitto, vicepresidente della commissione Covid. Una richiesta, quella di ascoltare l’ex ministro della Salute, avanzata anche dal senatore meloniano Ignazio Zullo. Per questo non è da escludere che a settembre, dopo il Conte bis, sia il turno proprio del deputato del Pd. Sono ancora tante le domande che aspettano Conte. «Ha parlato tre ore per non dire nulla», l’ha incalzato il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami. Concetto ripreso dall’omologo al Senato, Lucio Malan: «Fdi ha voluto l’audizione di Conte perché, da ex premier, più di altri, può chiarire molte cose, anche per sgombrare il campo da eventuali coinvolgimenti nel giro di affari creato da alcuni personaggi vicini a lui. Per ora non l’ha fatto ma noi continueremo a cercare la verità». ¦ ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Anche Speranza sarà ascoltato sul Covid -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813905255.PDF §---§ title§§ Milano, scambio di provetta impiantato l'embrione sbagliato = L'embrione impiantato alla donna sbagliata San Raffaele sotto accusa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813005262.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "REPUBBLICA" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813005262.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813005262.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813005262.PDF tp:ocr§§ Milano, scambio di provetta impiantato l’embrione sbagliato L’embrione impiantato alla donna sbagliata San Raffaele sotto accusa di MICHELE BOCCI e ALESSANDRA CORICA a relazione è del 27 luglio. E l’oggetto già dice tutto, «evento avverso grave di tipo mix up». Uno scambio di provette, in pratica, dovuto a un errore umano. È la mattina del 23 luglio quando nella sala d’attesa del centro di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele di Milano ci sono due coppie. Entrambe aspettano. A a pagina 22 L e ALESSANDRA CORICA MILANO a relazione è del 27 luglio. E l’oggetto già dice tutto, «evento avverso grave di tipo mix up». Uno scambio di provette, in pratica, dovuto a un errore umano. L’incidente risale a pochi giorni prima. È la mattina del 23 luglio. Nella sala d’attesa del centro di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele di Milano ci sono due coppie. Stanno entrambe aspettando: per loro è il giorno del “transfer”, l’impianto degli embrioni crioconservati, quanto di più prezioso c’è al mondo per chi è alla ricerca di un figlio che non arriva. Se non fosse che alle 11.05, «un’errata interpretazione della sequenza delle pazienti sul programma operatorio» determina lo sbaglio. Individuando «come paziente da preparare per il transfer successivo la seconda prevista in lista»: alla donna viene effettuato l’impianto dell’embrione. Che non è il suo, ma dell’altra coppia rimasta fuori ad aspettare. Eccolo, l’errore grave che ha portato due gior- T Sopra, l’ingres ni fa la Regione di Milano, dove è a Lombardia e il ministero della Salute a fermare il laboratorio di Embriologia del centro di procreazione assistita del San Raffaele di Milano: due embrioni da impiantare. E uno scambio che, nei fatti, si traduce in un dramma che investe due coppie: quella il cui materiale biologico, ormai perduto per sempre, è stato trasferito alla donna sbagliata. E quella che ha subìto la procedura e «le conseguenze derivanti dall’evento», come si legge nel documento firmato da Enrico Papaleo, il responsabile del centro di procreazione assistita del San Raffaele, Luca Pagliardini, che guida il laboratorio, e Paola Corti, numero uno della gestione Rischio clinico. Alle 11.10 circa la donna di una delle due coppie entra in sala operatoria. Il materiale biologico da impiantare è già stato preparato prima del suo ingresso: sono presenti due biologhe, una per eseguire il transfer e l’altra per fare da “testimone” e verificare lo svolgimento della procedura. Tutto sembra in regola, compreso l’ultimo step, «il controllo finale previsto tra il cognome» riportato sulla piastra di coltura cellulare «e quello presente sul braccialetto della paziente», il quale «non ha consentito di rilevare la discordanza». Di qui, l’impianto. Passano appena otto minuti, e l’errore viene alla luce: «Alle 11.18 circa, al termine della procedura, il biologo testimone ha nuovamente consultato il programma operatorio e ha rilevato che la paziente (…) risultava essere la seconda paziente prevista nella lista giornaliera. A seguito di tale verifica, l’operatore bioloL go ha immediatamente accertato che la piastra appena utilizzata per il transfer apparteneva alla paziente (…). L’errore è stato pertanto riconosciuto immediatamente dopo il completamento del transfer». Inizia una girandola di telefonate: alle 11.20 viene allertato il responsabile del centro, alle 12.15 la struttura che si occupa del Rischio clinico, alle 13.30 l’ufficio legale, alle 14.15 la Direzione sanitaria, alle 15.30 il Centro nazionale trapianti. L’indomani, alle 12, è il turno dell’Ats di Milano: partono così i controlli. Fino allo stop alla struttura per (almeno) 15 giorni, «in un’ottica di tutela della qualità dei servizi», spiega l’assessore lombardo Guido Bertolaso. Il nodo, però, sta nell’informare le coppie: quella a cui è stato impiantato l’embrione sbagliato viene convocata in 24 ore per «un approfondito colloquio». Il suo embrione è stato nuovamente crioconservato. E alla fine la donna, «compresa la criticità della situazione», acconsente a «procedere a una aspirazione endometriale, con l’obiettivo di ridurre, per quanto ragionevolmente possibile, il rischio di prosecuzione del processo di impianto». In media, i transfer embrionali hanno successo soltanto una volta su tre. Ma se in questo caso ciò fosse avvenuto, le implicazioni sarebbero state enormi: una gravidanza con un feto biologicamente non proprio, e non per scelta. Discorso diverso per l’altra coppia, il cui embrione è stato erroneamente impiantato. Ma che non è stata avvertita subito. Già, perché il giorno stesso, dopo la procedura errata, viene comunque fatto il transfer di un secondo embrione (stavolta corretto) all’altra coppia, ignara di quanto accaduto e della perdita del primo. Per loro, allora, si decide «di attendere qualche giorno per la comunicazione dell’accaduto, al fine di evitare stress emotivo e psicologico nei giorni in cui potrebbe avvenire l’impianto dell’embrione. Il colloquio — si legge nel documento del 27 luglio — non è ancora stato fissato». Da capire cosa possa aver originato lo scambio, non dovuto a mancanza di personale o turni scoperti, «entrambe le biologhe era interamente dedicate alle procedure di embryo transfer». E allora, «l’evento non è pertanto riconducibile a un singolo errore isolato, ma alla successione di un errore iniziale e di due successive mancate intercettazioni: l’errata selezione della paziente dal programma operatorio, la mancata rilevazione della discordanza durante l’identificazione attiva della paziente, verosimilmente correlata alla gestione non ricostruibile della scheda biologica, e la mancata identificazione della discordanza nel controllo finale». Di qui, l’ammissione: c’è una «vulnerabilità complessiva delle barriere manuali previste dal processo che, pur presenti in più fasi, non hanno impedito la propagazione dell’errore fino al transfer». ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: Milano, l’errore durante una fecondazione assistita è stato scoperto subito Il giorno dopo l’intervento per evitare la gravidanza i precedenti 1 Modena, 1996 È il primo errore documentato durante una fecondazione assistita. Al Policlinico di Modena, a causa di uno scambio di provette, nascono due gemelli neri da una coppia bianca 2 Torino, 2004 Al centro medico Promea di Torino, vengono scambiate le provette di liquido seminale di due coppie. L’errore viene scoperto solo dopo le due inseminazioni. Entrambe le donne scelgono di abortire 3 Roma, 2014 All’ospedale Pertini di Roma vengono scambiati gli embrioni di due coppie. La scoperta avviene mesi dopo, quando un controllo evidenzia l’incompatibilità genetica. Una coppia porta a termine la gravidanza: nascono due gemelli. I veri genitori biologici restano senza figli Image:Sopra, l’ingresso dell’ospedale San Raffaele di Milano, dove è avvenuto lo scambio di provette T -tit_org- Milano, scambio di provetta impiantato l'embrione sbagliato L'embrione impiantato alla donna sbagliata San Raffaele sotto accusa -sec_org- tp:writer§§ Michele Bocci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801813005262.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - Rifiuti Covid, 84 milioni in due anni per svuotare 16 magazzini = Il fardello (da 84 milioni) lasciato dal Covid link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814105261.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "SOLE 24 ORE" del 08 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-08T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814105261.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814105261.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814105261.PDF tp:ocr§§ arriva il commissario Rifiuti Covid, 84 milioni in due anni per svuotare 16 magazzini Il fardello (da 84 milioni) lasciato dal Covid Decreto Pa Commissario per smaltire oltre 22mila tonnellate di rifiuti in magazzino T ra mascherine, tute, camici e guanti i rifiuti prodotti dal Covid negli anni scorsi hanno riempito 16 magazzini in tutta Italia, per un totale di 312.504 metri cubi, equivalenti a 22.692 tonnellate di materiale. Neanche a dirlo, per gestirne lo smaltimento sarà nominato un commissario straordinario. Ma a colpire è il costo dell’operazione: 44 milioni per l’anno in corso e 40 per il prossimo. Eugenio Bruno —a pag. 5 ROMA Come se non avesse altre priorità da quasi una settimana la politica italiana è tornata ad avvitarsi sul Covid-19. L’audizione dell’ex premier Giuseppe Conte davanti alla commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’emergenza sanitaria - annullatalunedì, riconvocata mercoledì e poi svoltasi giovedì - continua a dividere maggioranza e opposizione (si veda altro articolo a pagina 6). Ma la pandemia continua a produrre strascichi anche dal punto di vista sanitario. Ad esempio sulla molte dei rifiuti accumulati negli anni scorsi e ancora in attesa di essere smaltiti. La conferma arriva dal decreto Pa e protezione civile, che martedì ha ottenuto l’ok del Consiglio dei ministri e che, dopo la pausa estiva, inizierà dal Senato il suo iter di conversione in legge. Al suo interno c’è una norma, l’articolo 4, che s’intitola «Disposizioni urgenti in materia di Servizio sanitario regionale e di salute pubblica” e che contiene la nomina di un Commissario straordinario destinato a governare i postumi ambientali lasciati dal periodo pandemico. Dovrà avere una comprovata esperienza nella direzione e gestione di strutture organizzative complesse e sarà lui a dover gestire, entro il 31 marzo 2027, le attività di deposito, custodia, movimentazione, organizzazione dei trasporti, dismissione e smaltimento dei materiali acquisiti in passato dal ministero della Salute. A colpire è soprattutto la mole dei rifiuti interessati. La relazione tecnica allegata al Dl parla di 312.504 metri cubi di materiali attualmente stoccati. Che corrispondono - si legge nel testo - a«circa 22.692 tonnellate, presso 16 magazzini dislocati sul territorio nazionale». La quasi totalità dei quali, pari al 98,69% (mascherine, tute, camici e guanti), per fortuna, appartiene alla categoria di “rifiuti non pericolosi”. Il costo della misura non è proprio secondario, visto che è cifrato per 44 milioni di euro per l’anno in corso e 40 per il prossimo. Risorse che vengono reperite attraverso più canali. I primi 44 arrivano da tre fonti: 25 milioni da una riduzione della dote istituita dalla Finanziaria 2008 per le transazioni con i soggetti danneggiati da trasfusioni infette, 10 milioni da una vecchia autorizzazione di spesa contenuta nella finanziaria 2006 e i restanti nove dal Fondo esigenze indifferibili creato dalla legge di stabilità 2015. Per i secondi 40 milioni si attinge a un solo bacino, gli indennizzi dei danni provocati dalle vaccinazioni anti-Covid. —Eu.B. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Eu.B. Heading: Highlight: La relazione tecnica al Dl quantifica il costo della misura in 44 milioni per il primo anno e 40 per il secondo Image: -tit_org- AGGIORNATO - Rifiuti Covid, 84 milioni in due anni per svuotare 16 magazzini Il fardello (da 84 milioni) lasciato dal Covid -sec_org- tp:writer§§ Eu.B. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/08/2026080801814105261.PDF §---§