title§§ Covid, Conte contrattacca in commissione e procura = Caso Covid, Conte sfida Meloni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664004961.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "AVVENIRE" del 07 Aug 2026

La difesa in commissione d'inchiesta: «È un plotone di esecuzione, da me zero illeciti». Poi: premier regista degli attacchi, mi affronti E segnala il pagamento da 100 milioni fatto dal Governo a una ditta che aveva fornito mascherine "sospette". A settembre si riprende

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664004961.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664004961.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664004961.PDF tp:ocr§§ POLITICA «Nessun illecito commesso». E segnala un pagamento “sospetto” Covid, Conte contrattacca in commissione e procura Caso Covid, Conte sfida Meloni La difesa in commissione d’inchiesta: «È un plotone di esecuzione, da me zero illeciti». Poi: premier regista degli attacchi, mi affronti E segnala il pagamento da 100 milioni fatto dal Governo a una ditta che aveva fornito mascherine “sospette”. A settembre si riprende L’ex premier e leader M5s Conte si è “difeso” per ore nella commissione d’inchiesta sulla pandemia: «È un plotone di esecuzione, da me zero illeciti». Poi: «Meloni regista degli attacchi, mi affronti». Ha segnalato, anche in procura, il pagamento da 100 milioni fatto dal Governo attuale a una ditta fornitrice di mascherine “sospette”. Spagnolo a pagina 10 VINCENZO R. SPAGNOLO Roma «G iuro di dire la verità sul mio onore. L’onore che qualcuno qui ha perso già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili...». L’ex premier e leader di M5s Giuseppe Conte inizia a testa alta la tanto attesa audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid. Un “momento della verità” preceduto da mesi di polemiche (e dalle sue stesse dimissioni dal medesimo organo). Attacchi dietro i quali vede una «regista». Lo dice chiaro e tondo a sera, uscendo da palazzo San Macuto: «Dovete chiedere a Giorgia Meloni se è soddisfatta. E allora le mando un messaggio: visto che questi mezzucci hanno un corto respiro, allora dico, Meloni, non è meglio che mi affronti politicamente?». Conte parte giocando all’attacco, e non in difesa come qualcuno avrebbe potuto pensare. Prevista inizialmente alle 11, la seduta slitta di 4 ore per il protrarsi dei lavori della Camera. Poi finalmente inizia, concentrando in un lungo pomeriggio l’esame dei dossier più delicati della prima fase della pandemia: la gestione della campagna vaccinale, la ricerca dei dispositivi di protezione e l’uso dei Dpcm. Per la maggioranza, Conte fa «una lezioncina e un comizio». Dalle opposizioni invece, soprattutto dalla sua forza politica, gli arrivano «stima» e «solidarietà». «Giuro sul mio onore di riferire tutto ciò che so» Costituita nel settembre del 2024 e presieduta dal senatore di FdI Marco Lisei, la Commissione ha l’obiettivo di ricostruire come le autorità affrontarono l’emergenza sanitaria. E l’allora premier è uno dei principali bersagli della maggioranza attuale. Ma fin dalle prime risposte, il suo tono è stentoreo: «Mi assumo la piena responsabilità giuridica di quello che dirò, pleno jure direbbero i giuristi - esordisce -», nel rispetto «verso me stesso e verso le persone che hanno perso la vita, i loro familiari e gli operatori sanitari». «Un plotone d’esecuzione» Conte bolla la Commissione come «un plotone d’esecuzione» politico nei suoi confronti e una «gabbia di protezione», invece, per gli amministratori locali del centrodestra. Riconosce come, sulla questione, leader politici come Silvio Berlusconi abbiano mostrato «grande senso di responsabilità», mentre da altri sono giunti «attacchi violenti. La vostra presidente Giorgia Meloni andò nelle trasmissioni tv a darmi del criminale. Ma quale fu il contributo dell’opposizione?». L’ex premier rivendica sempre la correttezza del proprio operato: «Potete scavare quanto volete, non troverete mai qualcosa di illecito». Sul piano tecnico, difende la legittimità dei decreti del presidente del Consiglio (Dpcm), strumento normativo contestato dalle attuali forze di Governo: «Lo stato d'emergenza venne presentata come una dittatura - afferma -, ma non è stata una misura liberticida». Ogni testo, precisa, veniva adottato su proposta del ministero della Salute, dopo aver consultato gli altri ministeri, le Regioni e il Comitato tecnico scientifico, garantendo tempestività rispetto all’evolversi del contagio. Il caso della Jc Electronics L’audizione affronta alcuni nodi della struttura commissariale, come i contratti di consulenza da 454mila euro pagati da alcune aziende per ottenere commesse pubbliche e il ruolo dell’avvocato Luca Di Donna. Conte respinge le accuse di mancato controllo da parte di Palazzo Chigi. E contrattacca depositando agli atti un documento anonimo di dieci pagine, datato aprile 2022 (che dice di aver consegnato alla Procura di Roma) su una transazione da 100 milioni di euro effettuata a favore della società Jc Electronics di Dario Bianchi, fornitrice di mascherine: «Ho l’obbligo di diffidare la presidenza del Consiglio, responsabile nel gestire la vicenda. Come è possibile che si realizzi una follia, di fronte a un procedimento cautelare per una somma assurda di 200 milioni, per cui lo Stato non aspetta il giudizio cautelare e agisce addirittura con un decreto per 100 milioni, quando non avete trovato 6 milioni per le mammografie?». Una nota della società controbatte che la relazione sulle mascherine Aoxing AXKF95 è stata oggetto di verifiche giudiziarie favorevoli e invita Conte «a rinunciare all’immunità parlamentare per un confronto diretto». Intanto fonti M5s fanno notare che Bianchi è stato uno dei principali accusatori di Conte e sarebbe “vicino” ad ambienti FdI. Bignami: torni a settembre La replica: sarò sempre qui Dopo tre ore di audizione e una breve pausa, a sera si riparte con le domande dei commissari. Il capogruppo di Fi in Senato, Lucio Malan, punzecchia: «Lei lamentava che la commissione fosse un plotone d’esecuzione, ma oggi la scambia per il palco di un comizio a tutto campo». Poi critica Conte per aver rivendicato di aver «avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta», precisando che i Green pass e gli obblighi arrivarono dopo, col Governo Draghi. Ma il leader 5s ribatte: «Non sono qui per prendere un solo voto No vax, li lascio a voi». Anche il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, lo incalza sul piano pandemico. E lui non indietreggia: « Il Piano era del 2006, si sono alternati otto Governi di tutti i colori politici, quindi non può imputare al mio la responsabilità del mancato aggiornamento, come del resto non ha fatto la sentenza d’archiviazione del tribunale di Roma». Tuttavia Bignami auspica un supplemento: «Penso che ci vedremo a settembre per completare l’audizione». E c’è già una data: lunedì 14. Pronta la replica: «La rassicuro: sarò sempre qui». Insomma, la tenzone politica non è finita. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: VINCENZO R SPAGNOLO Heading: Highlight: L’ex premier M5s per ore sfida il centrodestra: da voi durante la pandemia solo polemiche, zero contributi «Non sono qui per prendere voti No vax. Gli obblighi? Messi da Draghi» Malan (FdI): ha fatto un comizio Image:L'ex premier e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, affiancato da Marco Lisei durante l'audizione alla commissione Covid -tit_org- Covid, Conte contrattacca in commissione e procura Caso Covid, Conte sfida Meloni -sec_org- tp:writer§§ VINCENZO R SPAGNOLO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664004961.PDF §---§ title§§ Covid-19, una petizione su change.org per non riammettere i medici radiati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664704964.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "AVVENIRE" del 07 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664704964.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664704964.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664704964.PDF tp:ocr§§ Covid-19, una petizione su change.org per non riammettere i medici radiati Scripta manent L a pandemia da SARS-CoV-2 ha rappresentato una sfida drammatica per i sistemi sanitari di tutto il mondo e, in particolare, per il nostro Servizio sanitario nazionale. In questo contesto, la relazione tra scienza, etica e fiducia dei cittadini nella medicina ha acquisito un'importanza cruciale. I professionisti della salute hanno affrontato decisioni difficili in situazioni di grande incertezza, operando in condizioni estreme e spesso a rischio della propria salute. Molti di loro sono deceduti, mentre tutti hanno dovuto affrontare l’ansia e il trauma psicologico causati dal dover combattere con pochi mezzi una malattia fino ad allora sconosciuta che colpiva contemporaneamente migliaia di persone. Alcuni medici tuttavia, hanno diffuso disinformazione e, negando l'efficacia dei vaccini, hanno alimentato paure infondate nella popolazione, hanno promosso terapie prive di sostegno scientifico minando così le campagne di sanità pubblica. A seguito di questo comportamento, incompatibile con la deontologia professionale, e sulla base di prove documentate, molti di questi medici sono stati radiati dai loro Ordini professionali dopo procedimenti formalmente rigorosi. A distanza di appena quattro anni dalla fine dello stato di emergenza pandemica, con il ricordo ancora vivo di quasi 190 mila decessi, dei quali 383 medici e 90 infermieri, il 14 luglio scorso la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge sulle professioni sanitarie che prevede, per i medici radiati, una procedura straordinaria di reintegro nei rispettivi albi professionali. Il contenuto di questo emendamento implica alcuni gravi problemi. Durante la pandemia, la scienza ha mostrato un’eccezionale capacità di adattamento alla complessità della situazione. Il metodo scientifico, sistematico e rigoroso, della medicina basata sulle evidenze (EBM) ha svolto un ruolo cruciale per prendere decisioni efficaci. Tuttavia, i frequenti cambiamenti di protocolli e linee guida indotti dalla rapidità con cui le incessanti ricerche fornivano nuovi dati hanno generato inevitabili incertezze. Se la sfida per i professionisti sanitari tutti era dunque quella di mantenere compattamente la fiducia nella scienza, i medici che sono stati poi radiati hanno contribuito invece alla diffusione di teorie infondate mettendo a rischio la popolazione, mentre alcuni politici e media compiacenti hanno strumentalizzato la situazione. È evidente pertanto che il reintegro di questi medici, stabilendo un pericoloso primato della politica sulla medicina, nuocerebbe alla credibilità della scienza. L’emendamento compromette però anche l’autonomia della deontologia medica, essenziale per garantire cure sicure. Le violazioni deontologiche possono avere gravi conseguenze per la salute pubblica. L’autonomia degli Ordini professionali, preposti per legge dello Stato al sanzionamento di comportamenti contrari alla deontologia, è cruciale per il buon funzionamento del sistema sanitario. L'emendamento ha così suscitato la forte opposizione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), proprio perché mina l’autorevolezza degli Ordini professionali vanificandone l’operato. La conseguenza di questa pericolosa situazione è inevitabilmente una caduta della fiducia dei cittadini in una medicina che non risponde più alla scienza ma alla politica. Questa fiducia, costruita nel tempo, è fondamentale per il Servizio sanitario nazionale e la pandemia ha dimostrato quanto rapidamente essa può essere compromessa a causa di disinformazione e politicizzazione. Pertanto, un gruppo di 67 medici e infermieri ha lanciato una raccolta di firme sul sito change.org (più di 7.000 firme in meno di 7 giorni) per chiedere la cancellazione dell'emendamento, sostenendo che se si vuole che i cittadini continuino ad avere fiducia nel Servizio sanitario è necessario che la politica rispetti la libertà della scienza, l’autonomia della deontologia, e che la medicina sia guidata esclusivamente dall'etica e dalle evidenze scientifiche. È dunque essenziale che il Parlamento respinga questo emendamento se si vuole evitare che la salute pubblica sia sacrificata per calcoli politici. Giuseppe R. Gristina Medico anestesista-rianimatore promotore dell’appello su change.org ---End text--- Author: Redazione Heading: Scripta manent Highlight: Image: -tit_org- Covid-19, una petizione su change.org per non riammettere i medici radiati -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664704964.PDF §---§ title§§ Dai medici agli esponenti politici Chi è passato da Palazzo San Macuto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664804953.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "CORRIERE DELLA SERA" del 07 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664804953.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664804953.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664804953.PDF tp:ocr§§ I lavori Dai medici agli esponenti politici Chi è passato da Palazzo San Macuto I l nuovo appuntamento in agenda a Palazzo San Macuto, per Giuseppe Conte, sarà dopo le vacanze estive. La Commissione d’inchiesta sul Covid ha fissato il seguito dell’audizione dell’ex premier per il 14 settembre. Il 21 luglio era stato ascoltato Walter Ricciardi, l’ex consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. Il 23 luglio è toccato all’ex presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e all’ex assessore piemontese alla Sanità Luigi Genesio, mentre il 28 luglio è stata la volta di Domenico Arcuri: l’audizione dell’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid si era concentrata sull’approvvigionamento dei dispositivi di protezione, sui contratti delle mascherine e sulla logistica dei vaccini. Il giorno in cui è stato ascoltato Ricciardi, il 21 luglio, il deputato di FdI Galeazzo Bignami, in audizione, ha attaccato il governo Conte sul piano pandemico — «Avevano un problema con la trasparenza» — causando la protesta delle opposizioni: M5S, Pd, Avs e Iv hanno disertato l’aula definendo la seduta «uno squallido teatrino» accusando la maggioranza di usare la Commissione come strumento di propaganda. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Deputato Galeazzo Bignami, 50 anni, capogruppo di FdI alla Camera -tit_org- Dai medici agli esponenti politici Chi è passato da Palazzo San Macuto -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664804953.PDF §---§ title§§ Se il farmaco va più veloce della patologia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664404965.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "ESPRESSO" del 07 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664404965.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664404965.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664404965.PDF tp:ocr§§ Se il farmaco va più veloce della patologia Ozempic, farmaco iniettabile a base di semaglutide, è da anni molto ambito. È approvato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per la cura del diabete di tipo 2, mentre il suo impiego per il trattamento dell’obesità è considerato “off-label”: si tratta quindi di un medicinale regolarmente autorizzato, ma consigliato dal medico per scopi diversi da quelli originari, il cui costo è a totale carico del cittadino, poiché non coperto dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). I dati dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Aifa evidenziano un aumento marcato della spesa e dei consumi di semaglutide dal 2022 al 2024. Nello stesso arco temporale, però, la prevalenza del diabete in Italia è rimasta sostanzialmente stabile: secondo l’Istat, nel 2024 le persone diabetiche erano circa 4 milioni. Anche l’andamento dell’obesità, come riportato dall’Obesity Barometer Report 2024, mostra una curva invariata. L’incremento dell’utilizzo di semaglutide, pertanto, non sembra riconducibile a variazioni epidemiologiche della popolazione. Nel rapporto “L’uso dei farmaci in Italia (2024)”, l'OsMed segnala forti differenze tra i Paesi europei nella classificazione dei farmaci a maggiore spesa territoriale. Un caso emblematico è proprio quello della semaglutide: «L’antidiabetico, si colloca in Italia alla sesta posizione e, non solo non è presente tra i primi venti in nessun altro Paese, ma in Portogallo non rientra nella spesa ospedaliera», si legge nel documento. Il dato indica che il peso economico di questo farmaco in Italia è significativamente più elevato rispetto al resto d’Europa. L’Osservatorio sottolinea inoltre che la semaglutide figura tra i primi trenta principi attivi per spesa nelle strutture sanitarie pubbliche, con un valore assoluto di quasi 3 milioni di euro. «La semaglutide evidenzia, rispetto al 2023, un passaggio di rango dal decimo al quarto posto e una differenza importante del costo medio tra quello riscontrato nella farmaceutica convenzionata (9,2 euro) e quello delle strutture sanitarie pubbliche (2,9 euro)». Questo significa che la spesa totale per semaglutide è aumentata molFoto: N. Lachance – Toronto Star / Getty Images L’ to in un anno, tanto da farla salire di sei posizioni nella classifica dei farmaci più costosi per il Servizio sanitario nazionale. Infine, i ricercatori riportano che «confermando l’andamento di spesa e consumo delle categorie terapeutiche, la semaglutide è il principio attivo con il valore pro capite più alto (6,22 euro), in aumento del 58,4% rispetto all’anno precedente, attribuibile a una crescita dei consumi (+59,8%)». Nonostante il numero di diabetici e obesi in Italia resti stabile, le prescrizioni e la spesa del Ssn per semaglutide continuano a crescere a doppia cifra. Nel 2024, quasi il 70% dei ricavi di Novo Nordisk, la casa farmaceutica danese che detiene il brevetto dell’Ozempic, proveniva proprio da questo farmaco: la sua vendita ha generato oltre 17 miliardi di dollari, facendo decollare il titolo in borsa dell’azienda tra il 2022 e il 2024. Il dubbio nasce spontaneo: si sta usando la diagnosi di diabete di tipo 2 come scorciatoia per ottenere l’Ozempic in regime di esenzione anche per pazienti non diabetici? Fenomeni simili sono già stati registrati all’estero: ad esempio in Portogallo, a novembre 2025, un’endocrinologa è stata arrestata per aver prescritto farmaci di questo tipo a migliaia di persone sane, causando un danno di 3 milioni di euro allo Stato. «Molti medici – soprattutto non specialisti – prescrivono il farmaco senza una reale cognizione di causa. Spesso, però, è anche il paziente a esercitare una sorta di pressione sul dottore per ottenere ciò che vuole. Mi è capitato spesso in ambulatorio di vedere persone che non ne avevano alcun bisogno, ma cercavano comunque di farselo prescrivere. Sul fatto che ci siano medici che firmino ricette in modo indiscriminato, purtroppo va detto che alcune strutture private, che hanno necessità di fare cassa, contribuiscano a questo fenomeno», dice il dottore Angelo Avogaro, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid). Se il Ssn non offre una cura adeguata all’obesità, e se chi ne soffre è alla disperata ricerca di una terapia alla propria portata economica, c’è il rischio che i medici possano diventare un ponte inevitabile per raggiungere l’obiettivo. E se esiste una pressione che spinge i professionisti a “chiudere un occhio” sulle irregolaDalle r falsific Bolzan ipogli donna tutti i merca e di un troppo da agg rità – sebbene con le migliori intenzioni – tutto il sistema diventa facilmente aggirabile. «I veri “banditi” sono quelli che lo prescrivono a persone perfettamente sane, con un lieve sovrappeso, o a chi vuole perdere peso quando non necessario. La prescrizione è legale, ma andrebbe supervisionata anche nelle farmacie. Il controllo dovrebbe riguardare tutta la filiera: dal medico di medicina generale al farmacista», continua Avogaro. Difatti, quando il paziente entra in farmacia con la ricetta, bianca o rossa, il farmaco viene consegnato senza possibilità di mettere in dubbio la parola del medico. «Sappiamo bene che in farmacia si vendono anche molti prodotti inutili, quindi figuriamoci se ci si tira indietro davanti a un farmaco costoso. Servono regole più rigide, altrimenti la situazione diventa incontrollabile. Basterebbe un cruscotto con degli indicatori: se tutti sono verdi il farmaco viene rilasciato, se ce n’è anche solo uno rosso il farmaco non viene dispensato, nonostante la prescrizione del medico. Va impedito l’uso selvaggio, anche perché parliamo di un medicinale che costa oltre trecento euro al mese. È chiaro che questo generi interessi economici», aggiunge. In Italia, benché non esista ancora un caso clamoroso come quello portoghese, emergono segnali preoccupanti. A luglio 2026, una donna avrebbe utilizzato l’identità di un’altra persona per comprare l’Ozempic in una farmacia di Alatri, in provincia di Frosinone. È l'ipotesi su cui indagano i carabinieri dopo la denuncia di una trentaquattrenne che si era accorta che i suoi farmaci risultavano già ritirati. Nel corso della perquisizione domiciliare, sono state sequestrate dodici confezioni di Ozempic, due ricette provenienti da un ricettario rubato e sette prescrizioni firmate da un altro medico. Un fatto simile era già successo a Bolzano a giugno 2025, dove cinque persone sono state denunciate per aver falsificato ricette e rubato ricettari rossi per ottenere l’Ozempic, causando un danno stimato di circa 11 mila euro. L’indagine ha rilevato oltre 150 ricette contraffatte, con conseguenti problemi di reperimento del farmaco per pazienti che non hanno potuto proseguire regolarmente la terapia. Un altro esempio grave arriva da Padova, dove una trentunenne ha rischiato la vita dopo aver acquistato online una siringa che credeva contenesse Ozempic, ma che si è rivelata essere insulina. Ricoverata in coma ipoglicemico a novembre 2025, la vicenda ha messo in luce i pericoli del mercato parallelo di farmaci contraffatti. Avogaro conclude: «Il problema principale è proprio l’esposizione dei pazienti agli effetti collaterali. Questo è ancora più grave del costo economico, che comunque resta un danno serio per la collettività. Qui non solo c’è una responsabilità economico-finanziaria, ma anche etica e sociale». ---End text--- Author: GIULIA RUGOLO Heading: Highlight: Nonostante diabete e obesità restino stabili, la spesa per l’Ozempic e gli altri farmaci a base di semaglutide continua a crescere. Tra prescrizioni facili, pressioni e controlli inefficaci Dalle ricette falsificate a Bolzano al coma ipoglicemico di una donna a Padova: tutti i rischi del mercato parallelo e di un sistema troppo facile da aggirare Image:OFFERTA Una farmacia di Pristina, in Kosovo. A sinistra, penne iniettabili della linea Wegovy presso gli stabilimenti produttivi di Novo Nordisk in Danimarca -tit_org- Se il farmaco va più veloce della patologia -sec_org- tp:writer§§ GIULIA RUGOLO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664404965.PDF §---§ title§§ Integratori la via breve per la salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664504966.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "ESPRESSO" del 07 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664504966.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664504966.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664504966.PDF tp:ocr§§ Integratori la via breve per la salute inque virgola quattro miliardi di euro. È questo il valore stimato del mercato italiano degli integratori alimentari nel 2026, in crescita rispetto ai 5 miliardi del 2025, con oltre 200 milioni di confezioni vendute nelle sole farmacie nell’arco di un anno. Più di 30 milioni di italiani ne hanno assunto almeno uno negli ultimi dodici mesi. L’Italia si conferma il primo mercato europeo del settore, con il 26 per cento del fatturato continentale, davanti a Germania (19%) e Francia (15%). Eppure il British medical journal ha dimostrato già nel 2020 che per la maggior parte degli adulti sani questi prodotti non prevengono malattie cardiovascolari, cancro né diabete di tipo 2, in assenza di carenze nutrizionali accertate clinicamente. Sul bancone delle farmacie, capsule e bustine occupa- del Laboratorio di Far no uno spazio sempre più gran- nutrizione umana del de — le stesse concentrano il 78 di Milano e coordina per cento delle vendite del set- iph-Italian Institute f tore — con confezioni che evoIl punto di parten cano rigore scientifico e pro- mercato, è una distin mettono benessere. Le regole gli integratori non so che li governano, però, sono di- tiva europea 2002/46 verse. «Il rapido aumento del lia con il decreto legis consumo può essere dovuto li classifica come alim a diversi fattori: da un lato ci vitamine, minerali, am sono forti spinte commercia- essenziali, estratti ve li e di marketing — pubblicità, ze di questa classific packaging, influencer online nanti per capire cos —, dall’altro una crescente at- li. «Per produrre un n tenzione verso la salute e il benessere, acui- è necessaria la lunga ta sicuramente dalla pandemia Covid-19. A nica richiesta per dim questo si aggiunge la tendenza sempre più efficacia di un farma diffusa a cercare scorciatoie invece di lavo- Ogni prodotto deve e rare sulla propria dieta e sullo stile di vita». nistero della Salute, c Lo spiega Carlotta Franchi, responsabile sito registro pubblico C primo ropeo. cresce a della fai-dausioni ate dal di una meno endita del Laboratorio di Farmacoepidemiologia e nutrizione umana dell’Istituto Mario Negri di Milano e coordinatrice scientifica dell’Iiph-Italian Institute for planetary health. Il punto di partenza, per capire questo mercato, è una distinzione fondamentale: gli integratori non sono farmaci. La Direttiva europea 2002/46/CE — recepita in Italia con il decreto legislativo 169 del 2004 — li classifica come alimenti in forma di dose: vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, estratti vegetali. Le conseguenze di questa classificazione sono determinanti per capire cosa finisce sugli scaffali. «Per produrre un nuovo integratore non è necessaria la lunga sperimentazione clinica richiesta per dimostrare sicurezza ed efficacia di un farmaco», precisa Franchi. Ogni prodotto deve essere notificato al ministero della Salute, che gestisce un apposito registro pubblico. Ma la notifica non è un’autorizzazione preventiva e non implica L’INDUSTR alcuna verifica di efficacia; nella sostanza è La linea di una comunicazione. Il produttore dichia- ne di conf ra gli ingredienti, il ministero verifica che tegratori rientrino nelle categorie ammesse. Quello che accade dopo, se il prodotto funziona davvero, se interagisce con farmaci assunti dal consumatore oppure se l’etichetta è corretta, diventa materia di controllo post-commercializzazione, in un mercato da oltre 200 milioni di confezioni l’anno. I claim sulla salute autorizzati a livello europeo — “contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario”, “aiuta a ridurre la stanchezza e l’affaticamento” — sono formulazioni abbastanza ampie da prestarsi a interpretazioni generose. Il marketing sa come sfruttarle e i social media hanno trasformato la comunicazione sulla salute in un flusso continuo difficile da distinguere dall’informazione vera. Dietisti improvvisati, content creator con milioni di follower, campagne costruite su testimonianze emotive anziché su evidenze scientifiche, il mercato degli integratori è diventato uno dei terreni d’eroduziolezione dell’influencer marketing. «La sooni di in- vraesposizione alla comunicazione via social e via web ha sicuramente amplificato i consumi degli integratori alimentari. Il problema è che nella maggior parte dei casi non si tratta di consigli basati su evidenze scientifiche. Con questa facilità di reperire informazioni online le persone ricorrono all’automedicazione, con il rischio di effetti collaterali e interazioni con farmaci. Questo determina sia un sovra-consumo sia una sempre più sporadica attenzione a richiedere consiglio al medico o al nutrizionista prima dell’utilizzo», avverte Franchi. Il sistema di controllo sulla pubblicità del settore è strutturalmente in affanno. Nel 2024, il ministero della Salute ha vietato l’indicazione “contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue” per gli integratori a base di Monacolina K da riso rosso fermentato — prodotti posizionati per anni come alternativa naturale alle statine e acquistati da migliaia di italiani senza prescrizione medica. Nel 2025, secondo il bilancio annuale dei carabinieri del Nas presentato al ministero della Salute nel febbraio 2026, sono stati oscurati 100 siti web che pubblicizzavano o vendevano medicinali, integratori alimentari e prodotti fitosanitari non autorizzati o accompagnati da claim terapeutici illeciti — promesse di cura che non avrebbero mai potuto comparire sull’etichetta di un prodotto regolarmente immesso in commercio. Tra aprile e novembre 2025, nell’ambito dell’Operazione Shield VI coordinata da Europol, i Nas hanno sequestrato oltre 18.000 unità tra compresse, capsule e fiale: dimagranti, antibiotici, farmaci per la disfunzione erettile, camuffati da integratori naturali. Server all’estero, gestori non identificabili, prodotti che attraversano le frontiere senza che nessun farmacista abbia fatto domande. È la fotografia di un mercato digitale che cresce più velocemente della capacità di sorvegliarlo. «Le persone hanno l’errata convinzione che le sostanze naturali presenti in un integratore alimentare siano di per sé garanzia di sicurezza o che peggio “male non possano fare”. In realtà, tutte le sostanze non sono scevre da rischi e vigilacurati eb che avano ti non zzati o azioni e false. spesso ili, ma annosi re una quantità enorme di questi prodotti, spesso venduti su canali di vendita online, non è semplice, soprattutto nella fase post-commercializzazione in un mercato in continua crescita», spiega Franchi. La domanda che milioni di consumatori non si pongono abbastanza è semplice: funzionano davvero? «Il beneficio esiste ed è giustificato in condizioni specifiche, che devono essere valutate clinicamente da un professionista sanitario, e dove esistono evidenze scientifiche solide a supporto come l’acido folico in gravidanza, la vitamina D in caso di carenza documentata, il ferro in anemia da carenza, la vitamina b12 nelle persone che scelgono una dieta vegana. L’uso generalizzato, invece, appare più un fenomeno di consumo di massa, faida-te, spesso rischioso», chiarisce Franchi. Pericoloso, non solo inutile: «Anche i nutrienti sono composti chimici e possono avere effetti avversi o interagire con altri composti naturali o chimici, come i farmaci». Sul piano economico il giudizio è altrettanto netto: «Quando le prove di efficacia sono deboli o assenti, qualsiasi costo richiesto non può essere giustificato in termini di salute pubblica». Sul fronte normativo, Franchi prevede una maggiore armonizzazione europea dei controlli sui messaggi ingannevoli che promettono effetti miracolosi non supportati da evidenze. Sul piano scientifico, la strada indicata è quella di strumenti più accurati per misurare le carenze individuali, meno prodotti generici per tutti, più prodotti mirati per chi ne ha davvero bisogno. «Per quanto riguarda la sicurezza – conclude la ricercatrice – la maggiore attenzione dovrà essere data al controllo della qualità delle materie prime utilizzate e ai rischi a lungo termine dell’uso cronico di integratori e delle possibili interazioni con i farmaci, me ntre per l’efficacia, sono necessari studi clinici che coinvolgano un’ampia popolazione in un periodo di tempo utile per monitorare gli effetti a lungo termine» ---End text--- Author: FRANCESCAPAOLA IANNACCONE Heading: Highlight: Siamo il primo mercato europeo. Il consumo cresce sull’onda della medicina fai-date, delle illusioni veicolate dal marketing e di una disciplina meno rigida per la vendita Nel 2025 oscurati 100 siti web che pubblicizzavano prodotti non autorizzati o davano indicazioni terapeutiche false. Ritrovati spesso non solo inutili, ma anche dannosi Image:L’INDUSTRIA La linea di produzione di confezioni di integratori I FLACONI L’offerta di prodotti per il benessere su uno scaffale -tit_org- Integratori la via breve per la salute -sec_org- tp:writer§§ FRANCESCAPAOLA IANNACCONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664504966.PDF §---§ title§§ Covid, Conte parla ma fa 4 autogol E fu lui a far «spiare» il no global Casarini = Conte inchiodato fa quattro autogol e accusa Meloni Lei: «Ora la verità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665104952.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "GIORNALE" del 07 Aug 2026

Felice Manti Pag. 2-3

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665104952.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665104952.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665104952.PDF tp:ocr§§ L’ex premier Covid, Conte parla ma fa 4 autogol E fu lui a far «spiare» il no global Casarini Felice Manti Pag. 2-3 Conte inchiodato fa quattro autogol e accusa Meloni Lei: «Ora la verità» Audizione Tre ore per difendersi e tira in ballo la premier: «Mi affronti». La replica: «Sapere è un diritto degli italiani» SINDROME CINESE Una vittoria ai punti farcita da almeno quattro autogol. Davanti alla commissione Covid Giuseppe Conte pontifica «come fosse alla cattedra, libero di raccontarla a sé e alle sue “bimbe”», ironizza il senatore Fdi Antonella Zedda, la sfanga con le solite supercazzole buttandola in caciara, difende sotto giuramento la gestione del Covid del suo esecutivo («Non avevo e non ho nulla da nascondere. Né ho mai fatto nulla di illecito») e governa l’audizione solo con qualche balbettio dopo le domande di Fdi sul Piano pandemico, fino a raggiungere vette esilaranti sui rapporti con Mosca e Vladimir Putin («Non sono putiniano») e sui vaccini. Dalle 15 alle 18, quando parla senza contraddittorio, difende lo strumento dei Dpcm e la magistratura «presidio indispensabile del sistema democratico» perché a Bergamo e a Roma ha archiviato tutte le inchieste sulle mascherine. Poi giù a straparlare di Pnrr, Eurobond e Patto di stabilità, persino a difendere la memoria di Silvio Berlusconi, pur di non entrare nel cuore della pandemia. La sinistra lo esalta («La verità affonda la propaganda», dicono i grillini) in nome della strategia più logica: la miglior difesa è l’attacco. «C’è un plotone di esecuzione la cui regista è Giorgia Meloni», è il suo mantra. Una trappola in cui il premier non casca: «La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani. Sostituire la ricerca della verità con il sospetto è il metodo M5s», dice il leader Fdi che difende i giornalisti che «hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità» e che Conte liquida «come parte di un presunto disegno contro di lui». E così nel tentativo di svicolare dalle domande (se ne riparla il 14 settembre) Conte fa almeno quattro autogol. «Ho un verbale anonimo sulle mascherine della Jc Electronics», società a cui il commissario all’Emergenza Domenico Arcuri ha ingiustamente stracciato il contratto perché le considerava farlocche. Per questo l’azienda di Dario Bianchi ha ottenuto un risarcimento di 100 milioni che Conte contesta, convinto sia un regalo del premier Giorgia Meloni a un «amico», tanto da aver investito la Procura di Roma. «Quelle mascherine non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate», sostiene Conte, che rincara: «Gli avete dato 100 milioni e non ne avete trovati che sei per le mammografie». Ma questo esecutivo presuntamente amico di Bianchi gli ha fatto causa, perdendo clamorosamente. Lo ricorda una nota di Jc Electronics, secondo cui quel verbale anonimo «è già uscito indenne dal vaglio della magistratura», da qui la richiesta a Conte di «rinunciare all’immunità» per rispondere delle allusioni su una potenziale corruzione giudiziaria orchestrata da Palazzo Chigi dietro la sentenza che ha chiuso la querelle. Le ragioni di Jc Electronics sono state confermate recentemente da una sentenza della Corte di giustizia tributaria di Venezia, che ha condannato le Dogane (da cui probabilmente arriva la nota «anonima») a restituire dazi e Iva trattenuti da sei anni perché quelle mascherine erano considerate ingiustamente farlocche. Alle domande di Alice Buonguerrieri, Francesco Filini e Galeazzo Bignami Conte va in difficoltà, tanto che è costretto a ricorrere alla lettura del cellulare, dove probabilmente arrivavano le risposte del suo staff, non sempre pertinenti. «Non ha parlato del maxi-appalto più costoso della storia, affidato a consorzi cinesi sconosciuti per mascherine inidonee», sottolinea lo stato maggiore meloniano, «sull’obbligo vaccinale si è clamorosamente contraddetto», mentre sul Piano pandemico Conte ha preso le distanze dal ministro della Salute Roberto Speranza. Se l’avesse adottato «avrebbe potuto mitigare l’impatto della crisi sanitaria. L’Italia p aga un prezzo altissimo tra avvertimenti ignorati e opportunità mancate», sottolinea Bignami. Poi c’è il capitolo Russia e gli accordi fatti bypassando la Nato: «Io filorusso? Più condanno Putin e più lo ignorate. La missione russa è stata indagata dal Copasir, c’era un accordo bilaterale della Protezione civile. Era un aiuto concreto, non propaganda». A noi risulta diversamente, e lo documenteremo. ---End text--- Author: Felice Manti Heading: SINDROME CINESE Highlight: SOTTO ACCUSA Avvocato, docente e politico. Classe 1964, nel 2013 è stato indicato dai pentastellati quale membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Ecco chi è Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle dal 2021. È stato presidente del Consiglio durante il covid. Ed è stato colui che ha messo in atto le misure di contenimento della pandemia, tra le quali anche il lockdown Image:Giuseppe Conte Protagonista Giuseppe Conte, davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta -tit_org- Covid, Conte parla ma fa 4 autogol E fu lui a far «spiare» il no global Casarini Conte inchiodato fa quattro autogol e accusa Meloni Lei: «Ora la verità» -sec_org- tp:writer§§ Felice Manti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665104952.PDF §---§ title§§ Milano, ispezioni al San Raffaele stop alla fecondazione assistita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701666204947.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "REPUBBLICA" del 07 Aug 2026

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701666204947.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701666204947.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701666204947.PDF tp:ocr§§ Milano, ispezioni al San Raffaele stop alla fecondazione assistita il caso di ALESSANDRA CORICA MILANO l problema, che da più parti definiscono «grave», avrebbe riguardato il laboratorio di Embriologia. E le provette con i campioni che custodisce e che, per le coppie che si rivolgono al centro, sono quanto c’è di più prezioso al mondo. Visto che contengono ovuli, seme ed embrioni, indispensabili per riuscire a coronare il sogno di diventare genitori. La Regione Lombardia ferma l’attività del laboratorio di Embriologia del centro di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele di Milano. Una delle strutture di terzo livello — nelle quali vengono eseguite sia le procedure di fecondazione in vitro sia omologa, con gameti interni alla coppia, I sia eterologa, con gameti provenienti da donatori — più note di tutta Italia, alla quale ogni anno si rivolgono centinaia di coppie in arrivo sia dalla Lombardia che dalle altre regioni. Lo stop è scattato dopo un’ispezione condotta martedì scorso dall’Ats milanese congiuntamente con il ministero della Salute. Della questione sarebbe stato interessato anche il Cnt, il Centro nazionale trapianti (a cui fanno riferimento i centri che si occupano di procreazione poiché gestiscono campioni biologici). I controlli sarebbero scattati a seguito di una segnalazione forse partita dall’interno dell’ospedale stesso. Ieri gli esiti delle verifiche sono arrivati a Palazzo Lombardia. E hanno fatto subito scattare il fermo del laboratorio per due settimane, prorogabili «fino al completamento degli interventi correttivi e preventivi prescritti da Ats e alla verifica della loro piena efficacia». Lo stop (provvedimento che scatta quando vengono rilevate effettive e gravi irregolarità o errori) non dovrebbe però comportare il fermo totale del centro: le visite e i percorsi clinici già avviati dovrebbero infatti proseguire. Certo è, però, che si tratta di un problema non da poco per via Olgettina, e sul quale a ieri sera vigeva il massimo riserbo, senza nessun commento a filtrare dall’ospedale, che è privato ma contrattualizzato con la sanità pubblica lombarda. «La sospensione dell’attività», spiega l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, «va letta in un’ottica di tutela della qualità dei servizi sanitari: quando emergono criticità che richiedono interventi correttivi, il nostro dovere è intervenire con tempestività. L’Ats della Città metropolitana di Milano ha già dato precise prescrizioni alla struttura e ne verificherà puntualmente l’attuazione. Solo una volta accertato il pieno rispetto di quanto richiesto e il ripristino di tutte le condizioni necessarie a garantire la massima sicurezza e qualità del servizio, potrà essere disposta la riattivazione dell’attività. Il nostro unico interesse è assicurare ai cittadini prestazioni affidabili». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ALESSANDRA CORICA Heading: Highlight: Problemi con le provette usate per ovuli, seme ed embrioni. Il ministero blocca il laboratorio per quindici giorni Image:i e L’ingresso al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele Irccs di Milano T -tit_org- Milano, ispezioni al San Raffaele stop alla fecondazione assistita -sec_org- tp:writer§§ Alessandra Corica guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701666204947.PDF §---§ title§§ Sacche di sangue distrutte, il sospetto di un sabotaggio = Sacche di sangue distrutte al Galliera Prende forza l'ipotesi dell'atto di sabotaggio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664104962.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SECOLO XIX" del 07 Aug 2026

Tre indaginisul Centro trasfusionale. Roma invia l'ispettore La pista diun attacco contro iltrasferimento alSan Martino

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664104962.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664104962.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664104962.PDF tp:ocr§§ all’ospedale galliera Sacche di sangue distrutte, il sospetto di un sabotaggio Sacche di sangue distrutte al Galliera Prende forza l’ipotesi dell’atto di sabotaggio Tre indagini sul Centro trasfusionale. Roma invia l’ispettore La pista di un attacco contro il trasferimento al San Martino GUIDO FILIPPI / PAGINA 9 Guido Filippi / GENOVA D iventa un caso nazionale la “distruzione” di 75 sacche di sangue, custodite in una frigoemoteca del Centro trasfusionale dell’ospedale Galliera: erano deteriorate e inutilizzabili per le terapie e gli interventi chirurgici. Un errore frutto della disorganizzazione o, ancora peggio, un sabotaggio, come sospettano i vertici dell’Azienda ospedaliera metropolitana (Aom) che da tre mesi è subentrata nella gestione della struttura? La direttrice generale di Aom Monica Calamai ha fatto aprire un’inchiesta interna, ma ha più di un sospetto che non sia stato un incidente: «Temo che si tratti di un sabotaggio. Qualcuno può aver manomesso il sistema d’allarme; ci sono troppe cose che non tornano. Ora la priorità è evitare che un fatto così grave si ripeta». Il caso diventa un giallo di cui si occupa anche la questura di Genova che ha ricevuto una denuncia contro ignoti dalla direzione di Aom, ma non solo: la segnalazione è arrivata anche a Roma, al Centro nazionale sangue che ha aperto un’indagine e deciso di inviare a Genova, al Galliera e al San Martino (sede di Aom) un ispettore per stabilire cosa è successo tra martedì sera (dopo la chiusura) e mercoledì mattina: la porta della frigoemoteca (un frigorifero usato nei laboratori per conservare le sacche e gli emocomponenti a una temperatura costante tra i due e i sei gradi) si è aperta, è suonato l’allarme che, almeno sulla carta, dovrebbe essere collegato ad alcuni dipendenti del Centro trasfusionale. Non si è ancora capito cosa sia successo, ma nessuno è intervenuto e alla riapertura del Centro le 75 sacche erano danneggiate. Un patrimonio frutto delle donazioni dei genovesi: bisogna tenere conto che, d’estate, la carenza di sangue è quotidiana e che non si contano gli appelli della Regione a donare per non lasciare senza scorte gli ospedali ed evitare di dover ridurre gli interventi chirurgici. Ma c’è un’ipotesi più inquietante: non è stato un incidente, ma un sabotaggio, strettamente collegato al passaggio di gestione del Trasfusionale, compreso il personale (una ventina di persone tra medici, tecnici e infermieri) ad Aom anche perché, come è stato indicato nella denuncia presentata in questura dalla direttrice sanitaria Marta Caltabellotta, non è la prima volta che succede qualcosa di anomalo: il 5 maggio, pochi giorni dopo la cessione ad Aom, si è verificato un incendio al quadro elettrico che ha interrotto per ore l’attività del Laboratorio di analisi e del Trasfusionale. Ora l’indagine di Aom sta cercando di verificare se ha funzionato l’organizzazione interna: il nuovo direttore del Trasfusionale del San Martino Gianluca Ubezio ha fatto un’ispezione al Galliera per controllare le condizioni delle apparecchiature e per rendersi conto dei rapporti tra il personale, soprattutto dopo il passaggio ad Aom. Il caso è diventato tema di scontro politico con il centrosinistra che attacca la Regione per lo smantellamento del Trasfusionale. «Questa è l’ennesima dimostrazione del fallimento della riforma della sanità ligure, voluta da Bucci, che finora ha accorpato strutture e tagliato servizi - denunciano i consiglieri regionali del Pd Katia Piccardo e Armando Sanna -Sono aumentati i disagi per il pazienti e la mole di lavoro per gli operatori». E il capogruppo della Lista Orlando, Gianni Pastorino aggiunge: «Purtroppo era un episodio prevedibile, come avevamo denunciato da settimane». — ---End text--- Author: Guido Filippi Heading: Highlight: “ MONICA CALAMAI DIRETTRICE GENERALE AZIENDA OSPEDALIERA METROPOLITANA Qualcuno può aver manomesso il sistema d’allarme; ci sono troppe cose che non tornano Il centrosinistra: «È la dimostrazione del fallimento della riforma Bucci» Image:La porta rimasta aperta dove al centro trasfu sionale vengono conservate le sacche ematiche BALOSTRO -tit_org- Sacche di sangue distrutte, il sospetto di un sabotaggio Sacche di sangue distrutte al Galliera Prende forza l'ipotesi dell’atto di sabotaggio -sec_org- tp:writer§§ Guido Filippi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701664104962.PDF §---§ title§§ Spending review a due vie per il nuovo taglio delle accise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665704946.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "SOLE 24 ORE" del 07 Aug 2026

Carburanti. Da oggi gli effetti del decreto legge 139 che conferma la riduzione di 17 cent sul gasolio Riduzioni di spesa per 95,6 milioni chieste ai ministeri e di accantonamenti per 136,7 milioni

pubDate§§ 2026-08-07T04:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665704946.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665704946.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665704946.PDF tp:ocr§§ Spending review a due vie per il nuovo taglio delle accise Carburanti. Da oggi gli effetti del decreto legge 139 che conferma la riduzione di 17 cent sul gasolio Riduzioni di spesa per 95,6 milioni chieste ai ministeri e di accantonamenti per 136,7 milioni Marco Mobili Giovanni Parente Continuità sul taglio accise sul gasolio. Aumento della dotazione di 421,1 milioni per il tax credit autotrasporto con l’estensione anche al mese di agosto. Cura dimagrante alle spese dei ministeri per 232,3 milioni a valere sul 2026 che si articola a due vie attraverso una dettagliata riduzione degli stanziamenti di competenza e di cassa relativa a missioni e programmi (95,6 milioni) e una riduzione degli stanziamenti del fondo speciale di conto capitale (136,7 milioni). Partono da oggi gli effetti della conferma del taglio di 17 centesimi (14 centesimi sono di accisa e 3 riguardano l’Iva) sul prezzo del gasolio contenuti nel decreto legge 139/2026, pubblicato in Gazzetta» nella serata del 5 agosto. Il taglio delle accise previsto dal Dl durerà fino al 24 agosto. Spetta, invece, a un decreto interministeriale garantire la copertura anche per la giornata di martedì 25 agosto grazie al meccanismo delle accise mobili. In questo modo l’impianto messo a punto dal Governo punta a evitare un’ulteriore impennata del prezzo nelle settimane centrali del mese in cui è atteso il bollino nero sulle strade d’Italia per l’esodo di Ferragosto. Il cuore del provvedimento è rappresentato dalla spending review. L’allegato al decreto individua i nove ministeri ai quali sono chiesti i sacrifici dettagliando missione e programmi di spesa da cui conseguire i risparmi. Anche se il Dl introduce comunque un minimo di flessibilità, non negli importi ma negli ambiti su cui intervenire: le riduzioni, infatti, «possono essere rimodulate in termini di competenza e di cassa anche tra programmi diversi nell’ambito dei pertinenti stati di previsione della spesa, su proposta dei ministri competenti, con decreto» dell’Economia. Proprio l’Economia è chiamata a dare il contributo maggiore con 60 milioni di euro. A seguire c’è il Viminale con 8,07 milioni di euro: gli importi principali vengono da una limatura di 3,16 milioni di euro alla missione relativa a ordine pubblico e sicurezza e di 3,47 milioni a quella su immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti. Dal ministero delle Infrastrutture e trasporti è atteso un risparmio di 7 milioni, di cui circa 5,7 sono imputati alla missione su diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto. Anche il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sarà chiamato a tagliare spese per 7 milioni nel 2026: quasi il 94% (6,55 milioni) dovrà arrivare da una sforbiciata sul programma dedicato alla promozione dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e regolamentazione del mercato energetico. La Farnesina, invece, sarà chiamata a tagliare 5 milioni di euro: i programmi principalmente toccati sono la cooperazione allo sviluppo (2,3 milioni) e il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy e del sistema Paese. (1,88 milioni). Alla Cultura è chiesto un sacrificio di 3,5 milioni (di questi 1,27 saranno limati da tutela e valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell’editoria), all’Istruzione un taglio di 3 milioni. La Salute e la Giustizia dovranno contribuire al taglio delle accise di agosto con una riduzione di spesa di 1 milioni di euro ciascuno. Come anticipato c’è anche un altro capitolo di “rinunce”. Dal fondo speciale di conto capitale scatteranno riduzioni al programma relativo ai fondi di riserva e speciali e nello specifico ai fondi da ripartire, che vanno a intaccare gli accantonamenti. Anche in questo caso l’Economia sarà il ministero chiamato a dare un maggiore contributo con una limatura per 65 milioni di euro. Tra gli altri ministeri interessati per questo specifico capitolo ci sono anche Imprese e made in Italy (riduzione di 14,5 milioni), Lavoro e politiche sociali (11,6 milioni), Università e ricerca (9,8 milioni) , Agricoltura (5,5 milioni) e Turismo (5 milioni). Per la Salute la limatura sarà di 10 milioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marco Mobili :-: Giovanni Parente Heading: Highlight: Altri 42,1 milioni di euro per il credito d’imposta all’autotrasporto che arriva a coprire tutto il mese in corso Image:L’impatto dei risparmi sulla spesa La spending review per i ministeri per finanziarie il taglio accise sul gasolio dal 7 al 24 agosto. Importi in milioni di euro RIDUZIONI PER MISSIONI E PROGRAMMI 95,57 0 5 RIDUZIONE STANZIAMENTO DEL FONDO SPECIALE DI CONTO CAPITALE 10 15 136,73 0 5 RIDUZIONI PER MISSIONI E PROGRAMMI 0 10 Ministero dell'Economia 15 5 RIDUZIONE STANZIAMENTO DEL FONDO SPECIALE DI CONTO CAPITALE 10 15 0 Ministero dell'Istruzione e merito 3,00 5 10 Ministero della Salute 1,00 Ministero della Giustizia 1,00 65,00 60,00 15 10,00 1,15 Ministero delle Imprese e made in Italy 14,50 Ministero delle Infrastrutture e trasporti 7,00 0,33 Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 11,60 Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica 7,00 4,30 Ministero dell'Università e della ricerca Ministero degli Affari esteri 5,00 Ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare 5,50 Ministero dell'Interno 8,07 Ministero della Cultura 3,50 Fonte: elaborazione su Dl 139/2026 0,05 9,00 0,50 Ministero del Turismo 9,80 5,00 -tit_org- Spending review a due vie per il nuovo taglio delle accise -sec_org- tp:writer§§ Marco Mobili - Giovanni Parente guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/08/07/2026080701665704946.PDF §---§