title§§ Mancano 500 pediatri e non c'entra mica la denatalità in aumento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001993203959.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "REPUBBLICA SALUTE" del 30 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-30T02:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001993203959.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001993203959.PDF', 'title': 'REPUBBLICA SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001993203959.PDF tp:ocr§§ Mancano 500 pediatri e non c’entra mica la denatalità in aumento di N I N O C A RTA B E L LOT TA Italia nascono sempre meno bambini, eppure trovare un pediatra di famiglia è sempre più difficile. La logica suggerirebbe però il contrario: meno assistiti dovrebbero ridurre la pressione sul sistema. I dati raccontano un’altra storia e mostrano uno dei limiti più evidenti della programmazione sanitaria del Paese. Tra il 2019 e il 2024 i bambini tra 0 e 5 anni, fascia per la quale la presa in carica del pediatra di libera scelta è obbligatoria, sono diminuiti di circa 420 mila unità. Nel 2024 sono anti poco più di 370 mila bambini, mentre quasi 570 mila hanno compiuto 14 anni, uscendo dal perimetro dell’assistenza pediatrica. IN In teoria, dunque, il carico di lavoro dei pediatri dovrebbe ridursi. Eppure, oggi in Italia mancano quasi 500 pediatri di famiglia e quasi l’80% delle carenze si concentra in Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune Regioni ogni pediatra assiste oltre mille bambini, oltre il massimale previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale. Entro il 2029 andranno inoltre in pensione oltre 1.500 pediatri, mentre resta incerto quanti giovani specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia anziché la carriera ospedaliera. La spiegazione è che il calo delle nascite è solo una parte del problema. La popolazione pediatrica si riduce, ma più lentamente dei pediatri in attività, diminuiti del 15% tra il 2019 e il 2024. Inoltre, la crescente carenza di medici di medicina generale rende sempre più difficile il passaggio degli adolescenti al medico di famiglia. Così molti ragazzi tra i 6 e i 13 anni restano in carico ai pediatri, che vedono aumentare i propri assistiti anche perché diminuisce la disponibilità dei medici di medicina generale. È la dimostrazione che la programmazione del personale sanitario non può basarsi esclusivamente sull’andamento demografico, ma deve considerare anche l’evoluzione dei bisogni assistenziali e le profonde interdipendenze tra pediatri e medici di famiglia. È un cortocircuito che rischia di compromettere la libera scelta del pediatra. In molte aree del Paese le famiglie faticano a trovare un professionista disponibile e le deroghe al massimale, nate come misure eccezionali, stanno diventando la regola. La conseguenza è un crescente sovraccarico dei pediatri, con inevitabili ricadute sulla qualità e sull’accessibilità dell’assistenza. Il fenomeno, inoltre, non è distribuito in modo uniforme: nelle aree interne, nei comuni montani, nelle periferie urbane e, sempre più spesso, anche nelle grandi città, la carenza di pediatri rende sempre più difficile esercitare concretamente questo diritto. Il rischio è che la disponibilità di un pediatra di famiglia dipenda sempre più dal luogo di residenza, ampliando diseguaglianze che riguardano una fase della vita in cui continuità delle cure e rapporto di fiducia con il professionista rappresentano un valore essenziale. Oggi la vera sfida non è inseguire riforme estemporanee, ma ripensare in modo organico l’assistenza territoriale pediatrica e governare la transizione verso l’età adulta. Per molti adolescenti, soprattutto se affetti da patologie croniche o con bisogni assistenziali o sociali complessi, prolungare la presa in carico del pediatra fino ai 18 anni può essere un’opportunità. Ma questa scelta ha senso solo se accompagnata da una programmazione realistica del fabbisogno di pediatri e da un vero passaggio di consegne al medico di medicina generale, fondato sulla continuità delle informazioni cliniche e sulla collaborazione tra professionisti. Parallelamente, servono stime affidabili sul numero di specialisti che sceglieranno davvero la pediatria di famiglia e una pianificazione coerente con l’evoluzione demografica. Perché il problema non è quanti bambini nasceranno nei prossimi anni, ma se il Servizio Sanitario Nazionale sarà in grado di garantire a ciascuno un pediatra di famiglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: NINO CARTABELLOTTA Heading: Highlight: Ripensare in modo organico l’assistenza territor iale e capire quanti medici avremo Image:NINO CARTABELLOTTA Medico specialista in Gastroenterologia e in Medicina Interna, è presidente della Fondazione Gimbe, che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, manageriali, professionali che riguardano la salute delle persone -tit_org- Mancano 500 pediatri e non c’entra mica la denatalità in aumento -sec_org- tp:writer§§ NINO CARTABELLOTTA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001993203959.PDF §---§ title§§ Dialisi a casa con la telemedicina link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001708804235.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "REPUBBLICA SALUTE" del 30 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-30T02:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001708804235.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001708804235.PDF', 'title': 'REPUBBLICA SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001708804235.PDF tp:ocr§§ Dialisi a casa con la telemedicina di M A RT I N A B E N E D E T T I a malattia renale cronica è una vera e propria pandemia silenziosa e, nelle sue fasi più avanzate, esercita una pressione crescente sui sistemi sanitari e sulle famiglie dei malati. Colpisce tra il 10 e il 15% della popolazione mondiale ed è in aumento a causa dell’invecchiamento demografico e della diffusione capillare di patologie correlate come il diabete e l’ipertensione. Quando i reni perdono la loro funzione filtro, la sopravvivenza umana dipende dalla dialisi, un trattamento salvavita che si divide storicamente in due tipologie principali, la dialisi peritoneale e l’emodialisi. La prima sfrutta la membrana naturale dell’addome per depurare l’organismo ed è la metodica tecnicamente più semplice da gestire, in autonomia, al proprio domicilio. L’emodialisi, invece, estrae il sangue dal corpo per farlo scorrere in un filtro esterno che lo ‘ripulisce’ dalle scorie prima di reinfonderlo nel torrente circolatorio: per questo procedimento è necessario un accesso vascolare, solitamente una fistola artero-venosa (una connessione chirurgica tra arteria e vena, realizzata nel braccio) o un catetere venoso centrale, un tubicino flessibile inserito in una vena di grosso calibro. A causa del delicato contatto diretto con il sangue e della possibile instabilità dei parametri vitali l’emodialisi è stata a lungo considerata una terapia complessa e relegata agli ospedali. Per i pazienti lo spostamento in ospedale è spesso un incubo e per evitare di creare problemi ai pazienti più compromessi, l’Uoc di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce ha avviato, nel 2018, un progetto pilota di emodialisi domiciliare assistita (A-Hhd). Come funziona? Nel modello attuale, pensato per i pazienti più fragili, è un infermiere specializzato a recarsi a domicilio: prepara il circuito ed esegue la venipuntura o connette l’accesso venoso centrale, avvia fisicamente il macchinario e ritorna a fine trattamento. Il paziente non è mai solo perché l’equipe medica si collega dall’ospedale tramite lo schermo della telemedicina per supervisionare ed interagire. Per il futuro lo scopo è quello di arrivare ad un modello di emodialisi auto-assistita (SA-Hhd), conferendo totale autonomia al malato o al suo caregiver e durante le delicate L fasi di attacco, avvio e stacco il personale sanitario controllerebbe ogni passaggio in tempo reale attraverso una telecamera bidirezionale. Questo modello di emodialisi domiciliare assistita si avvale del contributo dell’ingegner Daniele Prete (Asl Lecce) e del professor Gianluca Elia (dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento). Anna Zito, nefrologa e ricercatrice, dal palco Digital Health di fondazione Gimbe, illustra il progetto ricordando il primo paziente, Antonio: un uomo obeso la cui fragilità rendeva necessario il ricorso ai vigili del fuoco per spostarlo dal quarto piano del suo appartamento sino all’ospedale. Oggi il progetto conta una stabilità di 22-24 pazienti attivi all’anno e si prevede che i numeri continuino a crescere. I pazienti, liberati dall’ansia del trasporto, sperimentano un immediato benessere psicologico ma la vera innovazione è il telemonitoraggio continuo. Durante la seduta, una postazione centrale, situata nel reparto, riceve e analizza in tempo reale il flusso costante di dati provenienti dai biosensori a domicilio che comprendono i parametri vitali del paziente, il suo peso ad inizio e fine trattamento ed i valori della macchina. Il salto di qualità avviene, a partire dal 2023, con l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi predittivi integrati analizzano i dati per prevenire complicanze e personalizzare la prescrizione medica. In caso di anomalie, gli alert automatizzati abilitano un teleconsulto istantaneo o fanno attivare procedure di emergenza. Il valore della teledialisi risponde anche ad un’ottica di salute globale One Health unendo il benessere dell’uomo alla salvaguardia ambientale. L’emodialisi domiciliare offre risparmi economici dal 38 al 67% elimin ando i costi di trasporto dal domicilio del paziente all’ospedale e ritorno. Ma non solo: il risparmio di anidride carbonica va dalle 3,7 alle 7,4 tonnellate annue per paziente e il risparmio idrico è imponente, superando i 15.000 litri l’anno per persona. Investendo nel trattamento auto assistito migliorerà ulteriormente la sostenibilità economica e l’efficienza ambientale, per non parlare della qualità della vita dei pazienti, che non devono spostarsi più volte a settimana. Diventa quindi fondamentale garantire a tutti l’accesso alle nuove tecnologie rendendo la telemedicina un diritto universale. ---End text--- Author: MARTINA BENEDETTI Heading: Highlight: Sempre più malati di insufficienza renale e aumenta quindi il ricorso al macchinario salvavita che svolge le funzioni degli organi compromessi I vantaggi (per pazienti e Ssn) del poterlo fare a casa monitorati dall’ospedale con la telemedicina STA B I L I R E I RIMBORSI La telemedicina rappresenta il futuro dell’assistenza centrata sul paziente, ma sconta una forte criticità evidenziata da Nino Cartabellotta (Fondazione Gimbe): mancano rimborsi tariffari armonizzati. A oggi l’unica prestazione rimborsata dal Ssn è la televisita. Per teleconsulto, teleassistenza e telemonitoraggio la remunerazione è del tutto assente o in regime extra-Lea, a carico delle sole Regioni non in piano di rientro. Senza tariffe certe che Agenas deve definire al più presto si rischia di bloccare i servizi all’esaurirsi dei fondi Pnrr; quindi per garantire una vera innovazione tecnologica a casa dei pazienti, diventa vitale oggi regolamentare il nomenclatore tariffario. Image:1 Angiografia Per visualizzare in dettaglio i vasi sanguigni del cervello 2 Emodialisi Il sangue viene filtrato e poi reintrodotto pulito nell’organismo 3 Il libro Scritto per aiutare i più piccoli ad affrontare la risonanza 2 -tit_org- Dialisi a casa con la telemedicina -sec_org- tp:writer§§ Martina Benedetti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073001708804235.PDF §---§ title§§ Siglato contratto della sanità: a infermieri 240 euro lordi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080606653.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 30 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-30T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080606653.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080606653.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080606653.PDF tp:ocr§§ Siglato contratto della sanità: a infermieri 240 euro lordi Firmato il contratto del comparto Sanità per oltre 592mila dipendenti. Aran e le organizzazioni sindacali hanno infatti sottoscritto l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro 2025-27: interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto. L'accordo prevede un incremento medio a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per gli infermieri. Gli arretrati, calcolati al 31 ottobre, ammontano a 1.226 euro per l'insieme del comparto e 2.300 per gli infermieri. «Chi cura il Paese, merita cura. Abbiamo rinnovato il contratto a soli nove mesi di distanza dallo scorso rinnovo, confermando che chi ogni giorno si prende cura dei cittadini merita attenzione e riconoscimento concreto». Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Dal canto suo, il segretario del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, ha affermato che «le maggiori tutele normative che migliorano il profilo professionale dell’infermiere, le modifiche da noi richieste e incassate sul calcolo della retribuzione durante le ferie e sul diritto alla mensa, insieme alle novità organizzative e ai seppur limitati passi avanti sul piano economico, hanno alla fine orientato la nostra decisione a favore della sottoscrizione della pre-intesa, ma il personale dei Pronto soccorso è stato penalizzato». Il sindacato contesta, in particolare, la sottrazione, al personale di Pronto soccorso, dell'indennità di disagio, «solo perché già percettore dell'indennità di Ps. Non si è mai visto ha aggiunto Bottega - che un contratto tolga anziché dare risorse ai lavoratori». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Siglato contratto della sanità: a infermieri 240 euro lordi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080606653.PDF §---§ title§§ Sanità, aumento di 240 euro per gli infermieri = Rinnovo per gli infermieri, 240 euro in più al mese Scontro sui fondi per la Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003084706678.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "CORRIERE DELLA SERA" del 30 Jul 2026

Schillaci: «5 miliardi in più all'anno». Schlein: «Almeno lui ci dà ragione»

pubDate§§ 2026-07-30T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003084706678.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003084706678.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003084706678.PDF tp:ocr§§ FIRMATO IL CONTRATTO Sanità, aumento di 240 euro per gli infermieri Rinnovo per gli infermieri, 240 euro in più al mese Scontro sui fondi per la Sanità Schillaci: «5 miliardi in più all’anno». Schlein: «Almeno lui ci dà ragione» F irmato il contratto della Sanità. Agli infermieri va un aumento di 240 euro lordi al mese. Interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale. a pagina 15 ROMA Aumento di stipendio e nuove regole nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’accordo per il rinnovo del contratto di lavoro nel settore sanità interessa circa 600 mila addetti e si traduce in un incremento medio di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per gli infermieri. A stabilirlo è l’intesa sottoscritta da Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, e i sindacati, al termine della trattativa avviata nei mesi scorsi per il rinnovo del contratto di lavoro relativo al periodo 2025-2027. L’accordo riguarda il comparto più numeroso del pubblico impiego, includendo il personale infermieristico, quello tecnico-sanitario, gli addetti che operano nella riabilitazione e nella prevenzione, le risorse amministrative e dei servizi di supporto. «Promessa mantenuta», tiene a dire il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, spiegando che con la firma delle ultime ore si è chiusa «l’intera tornata di rinnovi contrattuali per il pubblico impiego relativa al triennio 2025-2027. Un obiettivo sfidante, che questo governo aveva promesso e ha raggiunto, mantenendo la parola data ai 3,4 milioni di italiani che lavorano nella pubblica amministrazione». Il ministro ricorda che il rinnovo arriva a nove mesi di distanza dalla precedente intesa sulle retribuzioni del personale sanitario, confermando che «chi cura il Paese, merita cura», e riassumendo il valore cumulato degli incrementi destinati ai dipendenti della sanità. «Parliamo di oltre 590mila persone, che vedranno riconosciuti in media 1.226 euro di arretrati e incrementi medi di 209 euro mensili, che diventano 384 euro nelle due tornate. Per gli infermieri si arriverà in media a 2.300 euro di arretrati e aumenti di 235 euro medi mensili, che salgono a 410 euro con i due rinnovi». A intervenire per il governo è anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «La firma rappresenta un ulteriore importante segnale di attenzione nei confronti di un settore strategico per la nostra Nazione come quello sanitario», spiega Schillaci, che anticipa l’intenzione di «portare avanti la valorizzazione economica del personale con la prossima legge di Bilancio». In vista della manovra Schillaci non fa mistero di puntare a 5 miliardi in più all’anno per la sanità. Obiettivo che alimenta l’immediata stoccata della segretaria del Pd, Elly Schlein:«Il ministro Schillaci ha detto al ministro Giorgetti che o si trovano 5 miliardi in più oppure la sanità andrà al collasso. Sono felice che almeno Schillaci si sia reso conto che abbiamo ragione di dire che servono 5 miliardi in più per la sanità pubblica». Il rinnovo del contratto registra nel frattempo apprezzamenti dal fronte sindacale, compreso il leader della Cgil, Maurizio Landini, di solito molto severo quando tratta l’operato d e l l ’e s e c u t i vo M e l o n i . «Esprimiamo soddisfazione per la preintesa sottoscritta per il rinnovo del contratto», osserva il segretario generale della Cgil, aggiungendo che «l’accordo prevede aumenti salariali superiori all’inflazione stimata». Meno positivo il giudizio dei sindacati degli infermieri, che hanno comunque firmato. In materia di intelligenza artificiale viene, infine, stabilito che in caso di introduzione di sistemi di Ai o algoritmi automatizzati i lavoratori avranno diritto a «un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cyber sicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance». Andrea Ducci ---End text--- Author: Andrea Ducci Heading: Highlight: La scheda ? L’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazio ni (Aran) e i sindacati hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto di lavoro nel settore della sanità ? Sono due i punti più importanti: l’aumento di stipendio e le nuove regole per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Riguarda circa 600 mila addetti e si traduce in un incremento medio di 209 euro lorde al mese che sale a 240 euro per gli infermieri ? Sono interessati all’accordo il personale infermieristico, quello tecnicosanitario, gli addetti che operano nella riabilitazione e nella prevenzione e le risorse amministrative e dei servizi di supporto Il governo Paolo Zangrillo: «Promessa mantenuta, riconosciuti arretrati per 1.226 euro» ? La parola ARAN L’Aran è l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. È l’organismo pubblico italiano che rappresenta lo Stato e le amministrazioni pubbliche nella contrattazione collettiva nazionale con i sindacati dei lavoratori pubblici. Fra le funzioni principali c’è la contrattazione. L’Aran firma i contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) per i dipendenti pubblici, come sanità, scuola ed enti locali. Offre poi orientamento e pareri alle pubbliche amministrazioni per applicare le regole dei contratti in modo uguale ovunque. Gestisce infine le relazioni sindacali nel settore pubblico Image:590 mila Sono i lavoratori interessati dall’accordo che vedranno riconosciuti, oltre agli aumenti, 1.226 euro medi di arretrati 384 Euro È l’aumento medio lordo mensile che spetterà ai lavoratori nelle due tornate. Per gli infermieri si sale a 410 Il settore Gli infermieri sono una buona parte dei 590 mila dipendenti interessati dal rinnovo contrattuale: a loro si aggiungono i tecnici-sanitari, gli addetti alla riabilitazione e poi gli amministrativi della Sanità -tit_org- Sanità, aumento di 240 euro per gli infermieri Rinnovo per gli infermieri, 240 euro in più al mese Scontro sui fondi per la Sanità -sec_org- tp:writer§§ Andrea Ducci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003084706678.PDF §---§ title§§ La Corte dei conti «Sanità, peri pugliesi situazione grave» Decaro: taglieremo gli sprechi = Sanità, i dubbi della Corte dei conti «Situazione grave per i pugliesi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003079206659.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 30 Jul 2026

Sì al bilancio, dubbi sulla formazione del deficit. Decaro: «Luci e ombre, taglieremo la spesa»

pubDate§§ 2026-07-30T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003079206659.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003079206659.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003079206659.PDF tp:ocr§§ La Corte dei conti «Sanità, per i pugliesi situazione grave» Decaro: taglieremo gli sprechi IL CASO SÌ AL BILANCIO 2025 MA DUBBI SULLA FORMAZIONE DEL DEFICIT Sanità, i dubbi della Corte dei conti «Situazione grave per i pugliesi» Sì al bilancio, dubbi sulla formazione del deficit. Decaro: «Luci e ombre, taglieremo la spesa» SCAGLIARINI A PAG. 4>> l BARI. Sulle inefficienze della sanità, giura il governatore Antonio Decaro, «stiamo cercando di intervenire». E quindi promette che verranno «evitati gli sprechi, ottimizzando la spesa», anche grazie alla nuova Unità di crisi chiamata a sorvegliare i bilanci delle Asl. Nell’aula della Corte dei conti, che ieri gli ha concesso la parifica (l’approvazione) del bilancio 2025 di cui non è responsabile, Decaro ha portato uno zuccherino annunciando che da lunedì i medici di famiglia segnaleranno ai cittadini i farmaci generici con cui potranno risparmiare. Segnali, appunto, in una situazione molto complessa e stratificata che infatti lui stesso sintetizza con «luci ed ombre». La procuratrice regionale della Corte, Carmela de Gennaro, l’ha detto con chiarezza nella sua requisitoria snocciolando la composizione dei maggiori costi registrati nel 2025, quelli che hanno portato al deficit di 349 milioni poi coperto con l’aumento delle addizionali regionali all’Irpef. «Non posso non sottolineare la gravità della situazione - ha detto - anche per le conseguenze sulla collettività pugliese che sarà chiamata a concorrere al ripiano dello squilibrio mediante una maggiorazione del prelievo fiscale a proprio carico, peraltro, a fronte di prestazioni sanitarie che registrano ancora non poche criticità e di cui, le ancora lunghe liste di attesa, nonostante gli apprezzabili sforzi posti in essere dalla nuova amministrazione, rappresentano solo la punta dell’iceberg». I pugliesi, ha detto la procuratrice, sono ancora costretti a curarsi fuori regione: «Nel 2025 è anche aumentata la spesa per la mobilità passiva con particolare riferimento alle Asl Foggia, Lecce e Bari con un’incidenza del 72,71% di quella relativa ai ricoveri ospedalieri». Tra le criticità l’aumento della spesa farmaceutica, sulla quale, nonostante le misure di contenimento, la Regione «risulta alquanto restia ad applicare nei confronti dei direttori generali delle Asl le sanzioni previste dalla legislazione regionale», cioè la decadenza. Altro punto critico: la mancata presentazione del Piano operativo triennale in cui dettagliare le misure di contenimento della spesa. Piano che non viene presentato dal 2024. Decaro ha garantito che il Piano operativo sarà presentato presto. E ha poi ribadito la sua linea politica: l’insufficiente finanziamento del sistema sanitario da parte dello Stato «che non ha tenuto il passo del costo reale delle prestazioni come dice la Corte dei conti nella relazione al Parlamento rilevando i 5 miliardi di differenza tra il fondo sanitario del 2025 e l’aumento dei costi». I giudici contabili pugliesi hanno però certificato che, almeno in parte, il deficit da 349 milioni della Regione Puglia deriva da aumenti di spese autonome: 25 milioni per le Rsa, 15 per le Sanitaservice, 10 per i noleggi, altri 35 milioni di accantonamenti a fondo rischi. «Non voglio scaricare le inefficienze su un sistema nazionale - ha ribattuto Decaro - però non posso nemmeno tacere su quello che manca o che spetta in termini di diritti e quindi in termini di risorse per assicurare quei servizi che poi assicurano il rispetto dei diritti dei cittadini». Il governatore è poi tornato sulla questione delle 154 specialità farmaceutiche passate, per volontà dell’Aifa, dalla distribuzione ospedaliera a quella (più costosa) delle farmacie. Un bel favore alla categoria (di cui è rappresentante il sottosegretario barese Marcello Gemmato) che si scarica sui conti delle Regioni. «È vero che così i cittadini potranno ritirarli in farmacia - ha commentato Decaro - ma salterà il sistema degli acquisti centralizzati e ci saranno ulteriori aumenti di spesa». La sanità era il fulcro della procedura di parifica, che per il resto ha certificato una gestione contabile abbastanza lineare. Restano, tra i nodi critici lasciati dalla giunta Emiliano, le scorie del rapporto con la Fiera del Levante: l’ospedale covid (la Procura valuta «sfavorevolmente» la mancata restituzione delle aree, visto che l’ospedale è chiuso dal 2022) e i soldi buttati per ristrutturare i padiglioni affittati dall’Apulia Film Commission (a breve qualcuno potrebbe essere chiamato a risponderne). In aula ad ascoltare la relazione della Sezione di controllo (presidente Cinzia Barisano) e la requisitoria della Procura c’erano anche gli assessori Donato Pentassuglia (Salute), Sebastiano Leo (Bilancio) e Francesco Paolicelli (Agricoltura). Prima uscita ufficiale per il nuovo segretario della presidenza, Ettore Cinque, accanto al capo di gabinetto Davide Pellegrino. Assente il direttore dell’assessorato alla Salute, Vito Montanaro, ufficialmente impegnato in Aifa: secondo alcuni è il segnale che il suo rapporto con la Regione è ormai agli sgoccioli. ---End text--- Author: MASSIMILIANO SCAGLIARINI Heading: IL CASO SÌ AL BILANCIO 2025 MA DUBBI SULLA FORMAZIONE DEL DEFICIT Highlight: LA PROCURATRICE DE GENNARO LE INIZIATIVE DEL GOVERNATORE «I cittadini sono chiamati a pagare di più Da lunedì verrà segnalata ai cittadini la nonostante prestazioni insufficienti: possibilità di acquistare un farmaco aumentano i ricoveri effettuati fuori Puglia» equivalente più economico Image:SCENE DA UN’UDIENZA In alto Decaro e l’assessore Pentassuglia. Sotto il manager Ettore Cinque (a sin.) con Davide Pellegrino -tit_org- La Corte dei conti «Sanità, peri pugliesi situazione grave» Decaro: taglieremo gli sprechi Sanità, i dubbi della Corte dei conti «Situazione grave per i pugliesi» -sec_org- tp:writer§§ Massimiliano Scagliarini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003079206659.PDF §---§ title§§ Il welfare locale vale 10,9 miliardi eriflette le diseguaglianze del Paese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080206649.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "ITALIA OGGI" del 30 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-30T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080206649.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080206649.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080206649.PDF tp:ocr§§ Il welfare locale vale 10,9 miliardi e riflette le diseguaglianze del Paese STUDIO DELLA CGIL SULLA SPESA SOCIALE DEI COMUNI I DI ALBERTO MORO l sistema di welfare gestito dai comuni italiani ha mobilitato nel 2022 risorse per un totale di 10,9 miliardi di euro evidenziando una spesa media nazionale di 150 euro per abitante. Questa cifra complessiva comprende gli 8,9 miliardi derivanti direttamente dai bilanci comunali insieme a 1,2 miliardi di rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale e 812 milioni di compartecipazione dei cittadini. Dietro questi dati generali si nasconde però una profonda frattura geografica che vede la Provincia Autonoma di Bolzano investire 607 euro pro capite a fronte dei soli 38 euro della Calabria. In questo scenario le risorse destinate al contrasto della povertà e al disagio degli adulti ammontano a 800 milioni di euro per una platea di 1,4 milioni di utenti mentre per gli interventi rivolti a immigrati e nomadi la spesa è salita a 454 milioni di euro raggiungendo circa 445 mila persone. Questi numeri emergono dall'ultimo rapporto curato dall’Area Stato Sociale e Diritti della Cgil basato sull'elaborazione dei dati Istat relativi alla spesa sociale dei comuni. L’analisi mette in luce come il finanziamento del sistema poggi per il 50% sulle risorse proprie degli enti locali e questa dinamica finisca per esasperare le diseguaglianze tra le diverse aree del Paese. Se il Nord-est spende mediamente 207 euro per abitante il Sud si ferma a quota 78 euro confermando un divario che non accenna ad assottigliarsi. Anche la dimensione demografica gioca un ruolo cruciale poiché nei centri con oltre 50 mila residenti la spesa sale a 198 euro mentre scende a 116 euro nei comuni più piccoli sotto i duemila abitanti penalizzando ulteriormente le aree interne. Il contenuto del rapporto esplora nel dettaglio la ripartizione dei fondi tra le diverse aree di utenza. Il comparto più rilevante è quello dedicato a famiglia e minori che assorbe 3,3 miliardi di euro ovvero il 37% della spesa totale. Di questi fondi oltre la metà è destinata ai nidi e ai servizi educativi per la prima infanzia coinvolgendo complessivamente 2,7 milioni di utenti. Un’altra voce consistente riguarda la disabilità con un impegno di 2,4 miliardi di euro per 883 mila persone segnando un incremento significativo nell'ultimo decennio. Al contrario la spesa per gli anziani che ammonta a 1,3 miliardi di euro risulta in netto calo rispetto ai dieci anni precedenti nonostante l'invecchiamento della popolazione. Per quanto riguarda la gestione dei servizi il 67% delle risorse viene amministrato direttamente dai comuni mentre il resto passa attraverso distretti, consorzi o unioni di comuni. Le macro-aree di intervento mostrano che il 40% della spesa finanzia servizi professionali come l’assistenza domiciliare e il sostegno socio-educativo mentre il 32% è assorbito dalle strutture come centri diurni o nidi e il restante 28% consiste in trasferimenti monetari diretti ai cittadini. Il quadro delineato dalla Cgil restituisce l'immagine di un welfare di prossimità fortemente condizionato dal territorio di residenza e dalla capacità fiscale del proprio comune. ---End text--- Author: Redazione Heading: STUDIO DELLA CGIL SULLA SPESA SOCIALE DEI COMUNI Highlight: Image: -tit_org- Il welfare locale vale 10,9 miliardi eriflette le diseguaglianze del Paese -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003080206649.PDF §---§ title§§ Case di comunità Schillaci annuncia una legge delega e risorse stabili link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003078806671.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 30 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-30T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003078806671.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003078806671.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003078806671.PDF tp:ocr§§ Case di comunità Schillaci annuncia una legge delega e risorse stabili LA SANITÀ Una legge delega per dare stabilità alle Case di Comunità e una campagna di informazione per farle conoscere ai cittadini: così il ministro della Salute Orazio Schillaci intende fare delle Case di comunità un punto fermo della sanità pubblica. «Ho proposto al Consiglio dei ministri una legge delega che riorganizza l’assistenza territoriale e quella ospedaliera, perché gli investimenti del Pnrr diventino una riforma permanente», ha detto il ministro nel question time. Rilevando come «in queste giornate di gran caldo le Case di Comunità sono già diventate un punto sicuro per gli anziani e per i più fragili», Schillaci ha osservato che «ora il compito è non fermarsi e far conoscere questo modello». Per questo, ha aggiunto, «partirà una campagna di informazione, perché ogni cittadino sappia che questo punto di riferimento, oggi, esiste». Schillaci ha quindi aggiunto che sono 1.400 le Case di comunità previste e che saranno consolidate con risorse certe, pari a 262 milioni di euro l’anno. «Sono presidi pubblici, organizzati dal Servizio sanitario nazionale», in ognuno dei quali «ci sarà sempre almeno un medico». Ma per l’opposizione «è lo stesso ministro della Salute - dice il responsabile Pd per l’Economia Antonio Misiani - ad ammettere che senza un’inversione di rotta la sanità pubblica italiana non può reggere. Ora alle ammissioni devono seguire i fatti: la prossima legge di bilancio è la prova del nove». ---End text--- Author: Redazione Heading: LA SANITÀ Highlight: Image: -tit_org- Case di comunità Schillaci annuncia una legge delega e risorse stabili -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003078806671.PDF §---§ title§§ Intervista a Anna Maria Bigon - «La libertà di scegliere è autentica solo se si è liberi dal bisogno» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003083806685.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "RIFORMISTA" del 30 Jul 2026

Parla Anna Maria Bigon, la consigliera dem che si astenne sul ?ne vita

pubDate§§ 2026-07-30T04:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003083806685.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003083806685.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003083806685.PDF tp:ocr§§ «La libertà di scegliere è autentica solo se si è liberi dal bisogno» Parla Anna Maria Bigon, la consigliera dem che si astenne sul fine vita Q uando la legge sul fine vita tornerà in aula, di che sinistra si sentirà portavoce? «Il Veneto ha una storia in cui la tradizione cattolica e la cultura riformista si sono sempre intrecciate. Mi riconosco in questa eredità, ma la mia posizione non nasce soltanto dalla fede. Si fonda anche sul personalismo comunitario di Rosmini, Mounier e Maritain, una cultura che mette al centro la persona, le relazioni e la dignità. È un percorso maturato negli anni di impegno nel sociale e nella sanità pubblica e arricchito anche dal contributo offerto nel 2024 dai vescovi del Veneto. Per me essere di sinistra significa garantire a tutti il diritto alla cura: cure palliative e assistenza non sono un tema confessionale, ma una fondamentale questione di giustizia sociale». Sono passati due anni da quel voto di gennaio. Che cosa si porta dietro di quella giornata in aula? «È stata una scelta sofferta, che avevo spiegato pubblicamente prima del voto. Non mi sono astenuta per evitare una decisione, ma perché quella proposta non teneva conto della complessità etica-culturale: mancava un chiaro riferimento alle cure palliative, mancavano requisiti essenziali e vi erano aspetti di competenza nazionale. Successivamente anche la Corte costituzionale è intervenuta per chiarire alcune questioni. Oggi quelle osservazioni da me ribadite fanno parte del confronto che accompagnerà il ritorno della legge in aula». La sua è una fede dichiarata. Come ha dialogato, dentro di lei, con una scelta così difficile? «Non ho dovuto scegliere tra il mio credo e l’appartenenza politica: ho scelto di essere coerente con la mia coscienza, con la mia esperienza amministrativa e con l’idea di una sanità pubblica che non lasci indietro nessuno. Sui temi eticamente sensibili la libertà di coscienza è un valore essenziale. La politica deve confrontarsi con rispetto, saper fare una alta sintesi, senza trasformare una scelta così importante in una prova di appartenenza». Dietro le norme ci sono sempre le persone. In questi anni ha incontrato storie che l’hanno cambiata? «Ho incontrato tanti malati e tante famiglie. Una frase mi accompagna ancora: “Non voglio morire, ma non voglio nemmeno diventare un peso per i miei figli”. Spesso la sofferenza si intreccia con la paura della solitudine e del peso economico e organizzativo sui propri cari. È qui che la politica deve interrogarsi. La libertà di scelta è autentica solo se una persona è libera anche dal bisogno e dall’abbandono. Il primo dovere delle istituzioni è garantire assistenza, presa in carico e vicinanza». Lei sostiene che prima della legge vengano le cure palliative. È ancora la sua priorità? «Il Veneto è tra le Regioni più avanzate, ma le cure palliative raggiungono ancora solo una piccola parte di chi ne avrebbe diritto. Se per i malati oncologici la rete va rafforzata, resta molto da fare per chi convive con malattie croniche, neurodegenerative o con gravi condizioni di non autosufficienza. Noi, come Regione, non possiamo occuparci solo dell’ultimo momento della vita: serve un sistema integrato di presa in carico, con cure palliative, assistenza domiciliare, servizi omogenei sul territorio e formazione dei p ro fe s s i o n i s t i . Per questo sto l a vo r a n d o a una proposta di legge regionale dedicata Anna Maria Bigon alle cure palliative. La civiltà di una comunità si misura da come accompagna le persone più fragili». Dopo quel voto è finita al centro di una tempesta nel suo partito. Si è sentita sola? «Sono stati giorni e mesi molto difficili. Ho vissuto un isolamento politico locale e, per le minacce e gli insulti ricevuti, ho dovuto sospendere temporaneamente i miei profili social. Ma la vicinanza delle persone e del gruppo politico che mi è rimasto accanto, mi ha dato la forza di andare avanti senza alimentare polemiche. Con Comunità Democratica, l’associazione nazionale fondata insieme a Graziano Delrio ed altri esponenti, lavoriamo per un Partito Democratico che sia davvero la casa del pluralismo. La mia storia, da assessore, sindaco e consigliere regionale, racconta un impegno costante per la sanità pubblica, le famiglie e le persone più fragili. Non considero questi valori un’alternativa alla sinistra: li considero la sua espressione più autentica. Quel giorno non ho cambiato idea, ho continuato ad essere coerente con la mia storia». ---End text--- Author: Marianna Montanini Heading: Highlight: Image: -tit_org- Intervista a Anna Maria Bigon - «La libertà di scegliere è autentica solo se si è liberi dal bisogno» -sec_org- tp:writer§§ Marianna Montanini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/30/2026073003083806685.PDF §---§