title§§ Dimissioni e pensionamenti il Rummo perde cinque specialisti = Sanità, fuga dagli ospedali «In dodici anni nel Sannio andati via duemila medici» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072902225101187.PDF description§§
Estratto da pag. 22 di "MATTINO BENEVENTO" del 29 Jul 2026
I numeri della Fondazione Gimbe: le ricadute locali di un allarme nazionale Pensionamenti e dimissioni, il Rummo perde 5 specialisti nel giro di due mesi
pubDate§§ 2026-07-29T01:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072902225101187.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072902225101187.PDF', 'title': 'MATTINO BENEVENTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072902225101187.PDF tp:ocr§§ Dimissioni e pensionamenti il Rummo perde cinque specialisti La sanità / 1 Sanità, fuga dagli ospedali «In dodici anni nel Sannio andati via duemila medici» I numeri della Fondazione Gimbe: le ricadute locali di un allarme nazionale Pensionamenti e dimissioni, il Rummo perde 5 specialisti nel giro di due mesi Sono cinque gli specialisti che lasceranno il Rummo nei prossimi due mesi. Per due di loro è scattato l’iter dell’entrata in quiescenza, mentre, altri tre hanno rassegnato le dimissioni volontarie. Nel dettaglio un medico di medicina interna, un pediatra e uno specialista. L’azienda ospedaliera affronta una costante carenza di organico. Servizio a pag. 22 BENEVENTO Luella De Ciampis Sono cinque gli specialisti di diverse branche che lasceranno il Rummo nei prossimi due mesi. Per due di loro è scattato l’iter dell’entrata in quiescenza, mentre, altri tre hanno rassegnato le dimissioni volontarie. Nel dettaglio, a lasciare il posto a tempo indeterminato saranno un medico di medicina interna, un pediatra e uno specialista che presta servizio nell’unità complessa della direzione medica di presidio. Uno dei due dirigenti medici, che ha raggiunto l’età pensionabile, lascerà l’ospedale già dal 1° agosto perché ha rinunciato al trattenimento in servizio oltre il termine di maturazione della pensione. L’azienda ospedaliera affronta una costante carenza di organico legata alle dimissioni ma soprattutto ai pensionamenti, tamponata in parte con il trattenimento in servizio dei medici fino a 70 anni e con nuovi piani di assunzione. Sono molti i reparti che soffrono l’uscita di dirigenti medici per raggiunti limiti d’età. Tuttavia, l’ospedale, per far fronte ai vuoti in pianta organica, fa ricorso anche all’adozione di un numero elevato di prestazioni aggiuntive che, nel secondo quadrimestre del 2026, sono state quantizzate in 5.800 ore mensili, per un importo complessivo che arriverà a poco meno di 2 milioni di euro. Nel mese di gennaio erano stati annunciati altri sei addii, relativi all’entrata in quiescenza scattata per un medico di medicina d’urgenza e pronto soccorso, per uno specialista afferente al dipartimento cardio toracio vascolare e per un radiologo cui si erano aggiunti tre infermieri. Nei mesi successivi, un dirigente medico di Neurorianimazione aveva lasciato la struttura il 2 febbraio e un anestesista aveva rassegnato le dimissioni a partire dal 1° marzo. L’ALLARME Secondo la fondazione Gimbe «la crisi attuale ha radici profonde e generalizzate. Nel decennio compreso tra il 2010 e il 2019, il sotto-finanziamento, la mancata programmazione, le insufficienti borse di studio per specializzazioni e medicina generale, il blocco delle assunzioni, la stretta sui tetti di spesa applicati al personale e i ritardi nei rinnovi contrattuali hanno progressivamente indebolito il capitale umano del Servizio sanitario nazionale». I dati della Fondazione riferiscono che in 12 anni 90mila medici hanno lasciato il servizio pubblico. Di questi 2mila nel Sannio. Dal 2020 in poi la pandemia ha accelerato il fenomeno, alimentando burnout, frustrazione e demotivazione, paure legate alla necessità di rimanere in trincea a combattere contro un virus mortale, con una conseguente perdita di attrattività del servizio pubblico». È da questo momento in poi che la situazione è precipitata. «Sono così emersi con sempre maggiore evidenza – spiega Gimbe – fenomeni quali pensionamenti anticipati, dimissioni volontarie, fuga verso il privato e verso l’estero, oltre alla mancata attrattività per numerose professioni sanitarie, specialità mediche e per la medicina generale. La cartina al tornasole di questa crisi è rappresentata dal ricorso ai “gettonisti” che nel biennio 2024-2025 hanno assorbito oltre un miliardo di euro. Paradossalmente il Servizio sanitario pubblico perde i professionisti e poi li riacquista sul mercato a ore, pagandoli molto di più, per effetto di una visione miope e dei tagli al capitale umano». La fondazione ritiene inoltre a ragione che le carenze siano selettive e riguardino oltre 5.700 medici di me dicina generale e numerose specialità ritenute poco attrattive, come l’emergenza-urgenza, le discipline di laboratorio, la radioterapia, la medicina nucleare, le cure palliative, la medicina di comunità e delle cure primarie. «I giovani medici – spiega Gimbe - con le loro scelte stanno dicendo che alcune specialità chiave per il funzionamento del servizio sanitario sono poco attrattive, troppo esposte, troppo gravose e poco valorizzate». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luella De Ciampis Heading: La sanità / 1 Highlight: PER DUE CAMICI BIANCHI SUPERATI LIMITI DI ETÀ MENTRE ALTRI TRE HANNO FIRMATO PER L’ADDIO AL NOSOCOMIO Image: -tit_org- Dimissioni e pensionamenti il Rummo perde cinque specialisti Sanità, fuga dagli ospedali «In dodici anni nel Sannio andati via duemila medici» -sec_org- tp:writer§§ Luella De Ciampis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072902225101187.PDF §---§ title§§ Tagliato ll traguardo del Pnrr "Nel Cuneese 585 Interventi" = Cirio: "Pnrr, missione compiuta" L'opposizione attacca sulla Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901840305547.PDF description§§
Estratto da pag. 32 di "STAMPA CUNEO" del 29 Jul 2026
Progetti realizzati direttamente dalla Regione con un investimento di 113 milioni di euro
pubDate§§ 2026-07-29T03:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901840305547.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901840305547.PDF', 'title': 'STAMPA CUNEO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901840305547.PDF tp:ocr§§ Tagliato il traguardo del Pnrr “Nel Cuneese 585 interventi” Progetti realizzati direttamente dalla Regione con un investimento di 113 milioni di euro Nella Granda sono stati realizzati 585 interventi diretti della Regione per 112.898.680 euro (6,4% del totale) Per la minoranza mancano però medici, infermieri e oss per far funzionare le nuove strutture ospedaliere Cirio: “Pnrr, missione compiuta” L’opposizione attacca sulla Sanità «Missioni compiute», esulta il governatore Cirio. Il Piemonte ha tagliato il traguardo Pnrr. Nella Granda realizzati 585 interventi diretti della Regione per 112.898.680 euro. – PAGINA 32 «M issioni compiute», esulta il governatore Alberto Cirio. Il Piemonte ha tagliato con successo il traguardo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), raggiungendo il 100% degli obiettivi previsti e rispettando tutte le scadenze. Tra i protagonisti di questa stagione di investimenti c’è anche la provincia di Cuneo. Un risultato rivendicato con forza dalla Giunta regionale, ma che ha riacceso lo scontro politico sulle «reali ricadute dei fondi», in particolare sul futuro della Sanità pubblica e la carenza di personale per fronteggiare le liste d’attesa. Nel complesso, sul territorio regionale sono stati avviati 42.941 progetti per oltre 10,4 miliardi di euro. Il Grattacielo di Torino ne ha gestiti direttamente 1,78 miliardi, ripartiti su 2.419 progetti, centrando tutti i 47 target stabiliti (44 entro il 30 giugno, i restanti 3 entro il 31 agosto). In 11 settori chiave (tra cui cultura, digitalizzazione e assistenza domiciliare) la performance ha superato le aspettative, con un anticipo sui tempi che ha generato 35 milioni di premi aggiuntivi, reinvestiti nel reinserimento lavorativo di 5.300 persone extra, l’acquisto di 2 treni a zero emissioni (in aggiunta ai 7 assegnati), l’assunzione di 15 esperti in più dei 60 previsti a supporto degli enti locali e l’estensione dei servizi digitali a 18.400 ulteriori cittadini rispetto ai 160 mila iniziali. Nella Granda sono stati realizzati 585 interventi diretti della Regione per 112.898.680 euro (6,4% del totale), distribuiti su quattro direttrici principali: 16,1 milioni su «Innovazione e Cultura» (124 progetti); 39,6 milioni per la «Transizione ecologica» (comprende agricoltura e la prevenzione del rischio idrogeologico, 391 interventi); 56,7 milioni destinati alla «Salute» (67 interventi tra strutture territoriali e dotazioni tecnologiche); 630 mila euro per «Inclusione e Coesione» socio-lavorativa (3 iniziative di formazione scuola-lavoro e potenziamento dei Centri per l’Impiego). «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa, anche sul Pnrr abbiamo realizzato tutto in tempo e ne siamo orgogliosi - così il presidente Cirio -. Non era scontato e dimostra la capacità di trasformare le risorse in opere concrete e opportunità. Un patrimonio di competenze che metteremo al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035». Gli assessori regionali Paolo Bongioanni e Marco Gallo hanno definito il Cuneese «un motore trainante dello sviluppo economico regionale» e le opere del Pnrr «una base solida che resterà nel tempo e su cui continuare a costruire il futuro delle comunità». In primo piano, i progetti che hanno permesso il raggiungimento del 100% del target riguardante la Salute: sono gli Ospedali di Comunità di Cuneo, Saluzzo e Ceva, le Case della Comunità di Santo Stefano Belbo, Verzuolo, Borgo, Fossano, Dronero, Ceva, Dogliani, Saluzzo e Savigliano, le Centrali operative territoriali di Cuneo, Verduno, Saluzzo, Savigliano, Mondovì e Bra. Sul fronte dell’ammodernamento delle grandi apparecchiature negli ospedali (9,9 milioni investiti), Cuneo ha acquistato una risonanza magnetica, due tomografi computerizzati, diversi ecotomografi cardio, ginecologici e multidisciplinari; Saluzzo sistemi radiologici fissi e un tomografo computerizzato; Savigliano un mammografo con tomosintesi e un tomografo computerizzato; Mondovì e Verduno hanno ammodernato il p arco tecnologico e digitale. Proprio sul capitolo Sanità, tuttavia, si è concentrato l’attacco delle opposizioni in Consiglio regionale. Movimento 5 Stelle e Pd, in particolare, richiamando i dati Agenas-Gimbe, hanno accusato la Giunta di «festeggiare semplici adempimenti burocratici o l’avvio di cantieri», con il rischio di inaugurare «scatole vuote» e «muri ristrutturati» privi del personale sanitario (medici, infermieri, oss) necessario per far funzionare i presidi e decongestionare i Pronto soccorso. Contestata anche la mancanza di un piano straordinario di assunzioni, sottolineando come la distanza tra «fondi impegnati» e spesa effettiva rendicontata metta a rischio «l’ultimo miglio» dei progetti entro la scadenza del 2026, lasciando i cittadini «alle prese con liste d’attesa interminabili e il ricorso forzato al privato». — ---End text--- Author: MATTEO BORGETTO Heading: Highlight: ALBERTO CIRIO PRESIDENTE REGIONE PIEMONTE “ Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa Image:L’ospedale di comunità realizzato nell’ex casa di riposo «Mater Amabilis» a Cuneo dall’Asl Cn1, da poco inaugurata -tit_org- Tagliato ll traguardo del Pnrr “Nel Cuneese 585 Interventi” Cirio: “Pnrr, missione compiuta” L'opposizione attacca sulla Sanità -sec_org- tp:writer§§ MATTEO BORGETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901840305547.PDF §---§ title§§ Obesità per un adolescente su tre «Dopo 6 mesi di esercizio e dieta via libera a farmaci o chirurgia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827905423.PDF description§§
Estratto da pag. 25 di "CORRIERE DELLA SERA" del 29 Jul 2026
Le linee guida dell'Iss: ma lo stile di vita resta sempre prioritario
pubDate§§ 2026-07-29T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827905423.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827905423.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827905423.PDF tp:ocr§§ Obesità per un adolescente su tre «Dopo 6 mesi di esercizio e dieta via libera a farmaci o chirurgia» Le linee guida dell’Iss: ma lo stile di vita resta sempre prioritario ROMA Finora è rimasta una pratica non scritta. Ora diventa ufficialmente prescrivibile per gli adolescenti affetti da obesità la terapia con farmaci iniettabili, gli stessi utilizzati per gli adulti, e chirurgia. Lo affermano le linee guida appena varate dall’Istituto superiore di sanità sulla base di una approfondita revisione della letteratura scientifica e sull’esperienza di altri Paesi. Si precisa però che l’approccio prioritario resta quello fondato sui corretti stili di vita. Se dopo sei mesi di tentativi dieta ed esercizio fisico non funzionano, si può passare a soluzioni più drastiche tenendo presente, però, che senza il mantenimento di buoni comportamenti con il cibo e lo sport non si arriverà mai a risultati duraturi. Il documento redatto da un largo gruppo di esperti arriva dopo una svolta importante. Nel 2025 l’obesità è stata riconosciuta per legge una malattia, ha dunque superato definitivamente i confini dell’estetica e la falsa convinzione che fosse legata solo ad abusi di golosità. Invece è una patologia complessa, cronica, influenzata da fattori genetici, ambientali, metabolici, psicologici e sociali. Va superato il concetto che una persona sia molto grassa perché «mangiona» e squilibrata con il cibo. Le cause della malattia Altri fattori sono all’origine del problema che molto spesso non si può correggere con una buona dieta. In caso di fallimento, anche per i ragazzi tra 12 e 18 anni serve il ricorso a tutti gli strumenti terapeutici disponibili. Le prime linee guida nazionali rappresentano un cambio di marcia nella gestione del grave sovrappeso in età adolescenziale. Farmaci e chirurgia dovranno però rientrare in percorsi personalizzati e multidisciplinari. «Quando esistono le condizioni calcolate in base a un indice di massa corporea doppio rispetto a quello ritenuto normale dai parametri internazionali e se sono presenti altre patologie bisogna agire con strumenti adeguati e proporzionati alla gravità», dice Marco Cappa, endocrinologo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, uno degli autori delle linee guida. I medici hanno a disposizione un modello ufficiale per impostare i trattamenti. Tra l’altro non viene raccomandata per insufficienza di prove la dieta chetogenica, a bassissimo contenuto di carboidrati. Le buone abitudini Cappa però rivendica con forza l’importanza degli stili di vita: «Noi specialisti dobbiamo prescrivere l’attività sportiva come fosse una medicina, quindi mettere nero su bianco quanta e come deve essere svolta, non indicazioni generiche». Una delle leve è l’esercizio fisico quotidiano, progressivo per intensità. Il documento è stato promosso anche da Ame, l’associazione medici endocrinologi, e ha visto il contribuito delle maggiori società scientifiche. L’obesità per l’Italia è un problema per circa il 27% degli adolescenti, percentuale altissima. L’ultimo rapporto 22-24 del gruppo di sorveglianza istituito dall’Ue non fa molta distinzione, tutti i Paesi sono ugualmente colpiti compresa l’Italia, alla quale in compenso va riconosciuto un quadro di stabilità dei dati, frutto di progetti mirati a favore dei giovani. Il nuovo approccio I farmaci previsti nei casi non risolvibili con altri interventi sono gli antidiabetici che hanno ricevuto l’indicazione come aiuto al calo ponderale. Poi c’è la chirurgia bariatrica che per gli under 18 consiste soprattutto nella gastrectomia, la riduzione dello stomaco con il fine di ridurre il senso di fame. Oggi la richiesta da parte dei genitori di terapie farmacologiche per figli in sovrappeso è alta. Vengono viste come una scorciatoia sicura. Bisogna però usarle con attenzione e quando c’è da parte del ragazzo una motivazione di base, perché una volta interrotta la cura, se non sostenuta da altri interventi comportamentali, può dare l’effetto opposto. Si riprendono velocemente chili, si perde la fiducia. E riprovarci rende ancora più difficile l’impresa. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Margherita De Bac Heading: Highlight: ? L’approccio Con un indice di massa corporea doppio rispetto a quello previsto, bisogna agire con strumenti adeguati e proporzionali alla gravità L’attività sportiva L’esercizio fisico deve essere prescritto come fosse una medicina, quindi vanno indicati con precisione i tempi e modi di come va svolto Image:I dati Indice di massa corporea (Bmi) Rapporto fra peso in chili e il quadrato dell’altezza in metri Gli adolescenti obesi in Italia (tra i 12 e i 18 anni) Il percorso delle nuove linee guida nazionali per adolescenti e obesità Dieta ed esercizio ?sico 27% SOTTOPESO NORMALE < 18,5 18,5 - 24,9 SOVRAPPESO 25 - 29,9 OBESO 30 - 34,9 ESTREMAMENTE OBESO > 35 Se dopo sei mesi non si ottengono risultati Le principali cause dell’obesità tra i giovani Cibi ad alto contenuto energetico e ultraprocessati Eccesso di bevande zuccherate Fonte: Istituto superiore di sanità Saltare la prima colazione Scarsa attività ?sica Mangiare da soli Accesso a farmaci anti obesità Possibilità di intervento chirurgico (bypass gastrico) CdS -tit_org- Obesità per un adolescente su tre «Dopo 6 mesi di esercizio e dieta via libera a farmaci o chirurgia» -sec_org- tp:writer§§ Margherita De Bac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827905423.PDF §---§ title§§ Pochi infermieri a causa delle condizioni di lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901830105401.PDF description§§
Estratto da pag. 30 di "ITALIA OGGI" del 29 Jul 2026
Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 29 Jul 2026
Estratto da pag. 8 di "MANIFESTO" del 29 Jul 2026
Estratto da pag. 14 di "REPUBBLICA" del 29 Jul 2026
Il ministro della Salute chiede di salvaguardare il livello di cura pericittadini. Il leghista non si sbilancia, se ne parla a settembre
pubDate§§ 2026-07-29T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827505419.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827505419.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827505419.PDF tp:ocr§§ Schillaci vede Giorgetti “Per la sanità 5 miliardi o andiamo a sbattere” Il ministro della Salute chiede di salvaguardare il livello di cura per i cittadini. Il leghista non si sbilancia, se ne parla a settembre di MICHELE BOCCI e GIUSEPPE COLOMBO ROMA numeri, certo. Ma soprattutto il messaggio. L’allarme. Quello che Orazio Schillaci consegna all’ora di pranzo a Giancarlo Giorgetti nel suo ufficio di via XX settembre. Perché – dice il ministro della Salute al collega dell’Economia – «se non manteniamo almeno stabile il rapporto tra il Fondo e il Pil andiamo a sbattere». Da qui la richiesta: cinque miliardi con la prossima manovra. La questione è solo apparentemente tecnica. Il Fondo in questione è il Fondo sanitario nazionale, quello finanziato dallo Stato per il funzionamento del servizio sanitario pubblico. Il rapporto con il prodotto interno lordo fa riferimento a una percentuale che quest’anno si attesterà al 6,19%, appena sopra la soglia critica del 6%, tra le più basse d’Europa. Il rischio paventato da Schillaci è questo: una discesa ulteriore del rapporto in questione avrebbe effetti devastanti per la cuI ra dei cittadini. Si scatenerebbe un effetto domino nefasto. Si allargherebbe, infatti, il gap tra il Fondo e la spesa sanitaria nazionale, quella alimentata anche dalle Regioni e dai ticket pagati dai cittadini. Il divario è in costante crescita (dai 5 miliardi del 2025 è atteso aumentare fino a 7,1 miliardi nel 2027) e potrebbe farsi ancora più evidente. Le due curve, quella del Fondo e quella della spesa, potrebbero allontanarsi ulteriormente l’una dall’altra. Tradotto: i bilanci delle Regioni finirebbero sotto stress. Per non parlare delle liste d’attesa e del personale da assumere, così come delle apparecchiature e degli ospedali da rinnovare. Diventerebbero tutte spese insostenibili. Impossibili sulla carta. E i governatori si ritroverebbero di fronte a un bivio: aumentare le tasse o tagliare i servizi. Per capire perché il pericolo messo sul tavolo dal titolare della Salute è imminente occorre riavvolgere il nastro allo scorso autunno. L’incremento del Fondo deciso con l’ultima manovra per il 2027 è stato esiguo. Appena un miliardo in più. Con questi importi e con un rapporto tra il Fondo e il Pil previsto in picchiata, l’assistenza sanitaria pubblica verrebbe messa a dura prova. Una prospettiva assai indigesta per un governo accusato da più parti di definanziare la spesa sanitaria in rapporto al prodotto interno lordo (in termini assoluti, invece, l’andamento è in crescita). Le opposizioni tornerebbero sulle barricate, per di più a pochi mesi dal voto. È uno scenario allarmante, dunque da evitare. Schillaci è ben consapevole dei numeri e sa che il passaggio è delicatissimo. Così ha portato a Giorgetti una proposta per un finanziamento extra che almeno consenta di non scendere sotto il 6,19%. Per mantenerla – ha detto – al miliardo già stanziato ne vanno aggiunti altri cinque. Per il prossimo biennio ne servirebbero dieci, cinque per anno.Per essere più convincente, Schillaci ha spiegato al ministro dell’Economia che i soldi in più servono tra l’altro per finanziare i progetti di cura dell’Alzheimer, quindi per gli anziani, e per rinforzare i servizi di assistenza di chi ha problemi di salute mentale, la cui incidenza è in forte aumento. La palla passa a Giorgetti. Il titolare del Tesoro ha preso nota delle richieste di Schillaci. Da alcuni giorni sta facendo così con tutti i ministri convocati al Mef in vista della prossima manovra. Dopo la pausa estiva sarà il momento delle scelte. Ma intanto l’allarme per la sanità è già suonato. ---End text--- Author: ‘MICHELE BOCCI :-: GIUSEPPE COLOMBO Heading: Highlight: i numeri 6,19% La percentuale Il rapporto fra il Fondo sanitario nazionale e il Pil si attesta al 6,19%, appena sopra la soglia critica del 6%, tra le più basse d’Europa. Secondo Schillaci una discesa ulteriore avrebbe effetti devastanti per la cura dei cittadini 1 miliardo I fondi L’incremento del Fondo per il 2027, deciso con l’ultima manovra, è di un solo miliardo. Ne serv ono almeno altri cinque Image:Il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ordinario di medicina nucleare, è stato rettore dell’Università di Tor Vergata R -tit_org- Schillaci vede Giorgetti “Per la sanità 5 miliardi o andiamo a sbattere” -sec_org- tp:writer§§ 'MICHELE BOCCI - GIUSEPPE COLOMBO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901827505419.PDF §---§ title§§ Infermieri, rush finale sul contratto: 240 euro di aumento medio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901829405406.PDF description§§
Estratto da pag. 8 di "SOLE 24 ORE" del 29 Jul 2026
Estratto da pag. 8 di "SOLE 24 ORE" del 29 Jul 2026
Estratto da pag. 11 di "STAMPA" del 29 Jul 2026
Il ministro della Salute: "Criteri più equi per l'accesso alle Rsa. Senza caregiver il Servizio sanitario vacillerebbe Sbloccati 235 milioni per aiutare i Medici di base e consentire le visite specialistiche nella Case di comunità"
pubDate§§ 2026-07-29T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901820305427.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901820305427.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901820305427.PDF tp:ocr§§ Schillaci: “Un miliardo per i fragili Negli ospedali infermieri dall’India” IL MINISTRO DELLA SALUTE “Nel 2027 un miliardo per l’assistenza dei fragili Negli ospedali prenderemo infermieri dall’India” Il ministro della Salute: “Criteri più equi per l’accesso alle Rsa. Senza caregiver il Servizio sanitario vacillerebbe Sbloccati 235 milioni per aiutare i medici di base e consentire le visite specialistiche nella Case di comunità” Orazio Schillaci PAOLO RUSSO — PAGINA 11 L’INTERVISTA PAOLO RUSSO ROMA C on il caro energia che impazza e le spese per la Difesa da sostenere il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ieri è andato far vista al collega Giorgetti con più di un timore. Anche perché la legge di Bilancio dello scorso anno per il 2027 prevede un solo miliardo in più di finanziamento del Fondo sanitario nazionale, che farebbe segnare anche il passo del gambero rispetto al Pil, che retrocederebbe dal 6,2 al 6%. Invece, anche se il pacchetto di misure da finanziare secondo la Salute arriva a circa 5,5 miliardi in più di risorse, alla fine con il Titolare dell’Economia si sarebbe tracciata una “linea Maginot”: quella di non ridurre le risorse rispetto al Pil. Schillaci non vuole dare cifre ma tradotto in soldoni sarebbero quasi quattro miliardi in più di Fondo sanitario rispetto a quello dell’anno in corso. Ministro si avvicinano i tempi della prossima legge di bilancio. Come è andato questo primo incontro con il suo collega dell’Economia? «Il lavoro con il Ministro Giorgetti è stato avviato e anche se le cifre sono in corso di definizione, continueremo a investire sulla sanità. Innanzitutto vogliamo retribuire ancora meglio medici e infermieri. E assumerli proseguendo l’impegno prefissato con la precedente manovra andando a coprire soprattutto le aree con più carenti. Vogliamo finanziare il Piano sanitario nazionale, che in Italia manca da ben 20 anni, e gli ospedali di terzo livello, quelli di eccellenza. Continueremo a investire nella salute mentale e nella prevenzione, senza la quale il sistema, con l’invecchiamento della popolazione, non regge. E intendo intervenire sul fronte dell’Alzheimer, a favore di una fascia di pazienti fragilissima che merita attenzione». Ma gli infermieri da assumere dove li andrete a trovare visto che in Italia se ne formano sempre meno? «Inprospettiva, con gli incentivi economici e di carriera, oltre che aumentando i posti per il corso di laurea, pensiamo di invertire la rotta portando più infermieri non solo negli ospedali ma soprattutto sul territorio, dove c’è maggiore bisogno. Per l’immediato, abbiamo chiuso un accordo con l’India per semplificare il riconoscimento dei titoli, favorire la formazione linguistica e istituire canali di reclutamento più strutturati tra i due Paesi». Intanto però proprio gli infermieri lamentano un errore di programmazione nel prevedere un fabbisogno formativo di soli 25.479 posti nei corsi universitari 2026/2027. «Quei numeri, se necessario, potrannoessere implementati dal Mur. Ma voglio fornire un dato: nell'anno accademico 2020/2021, i posti totali definitivi per il corso di laurea in Infermieristica in Italia sono stati, alla fine, circa 16mila. In pochi anni siamo saliti a oltre 25.000. Mi pare un fatto che è frutto di una precisa visione». La nostra inchiesta sulle Case di Comunità ha evidenziato che pochi italiani le conoscono e che visite specialistiche ed esami non possono essere prenotati dai medici di famiglia che ci lavorano. Cosa si può fare per migliorare la situazione? «Stiamo per finanziare una campagna di comunicazione nazionale per farle conoscere di più ai cittadini: devono servire non solo a decongestionare i pronto soccorso ma anche a garantire la presa in carico dei malati cronici. La ritengo una priorità. Finito il ‘rodaggio’ sono certo che dentro le strutture si potranno rapidamente fare anche visite specialistiche ed esami diagnostici di primo livello. Ci stiamo muovendo in questa direzione». Come? «Incentivando gli specialisti ospedalieri retribuendoli con ore di straordinario. Per facilitare gli accert amenti diagnostici abbiamo appena sbloccato 235 milioni stanziati prima del Covid e mai utilizzati. Una parte delle risorse sarà destinata alle Case di Comunità e un’altra agli studi dei medici di famiglia per l’acquisto di apparecchiature come spirometri, ecografi o Ecg». Tra caro-rette, liste di attesa e giungla dei rimborsi, le Rsa restano un miraggio per molti anziani non autosufficienti. Come favorirne l'accesso a chi ne ha più bisogno? «Servono criteri più chiari, un Isee sanitario più evoluto, che consideri non solo reddito e patrimonio, ma anche composizione del nucleo familiare e grado di disabilità di chi ne fa parte. Serve creare criteri più equi di accesso, rafforzare le Rsa pubbliche e migliorare il sistema di accreditamento di quelle private, con controlli rigorosi. La dignità degli anziani non può dipendere dal codice postale o dal conto in banca». Il peso dell'accudimento degli anziani ricade sui caregiver familiari, in difficoltà a conservare il lavoro, e il 41% finisce per ammalarsi. Come sostenere questo pilastro del welfare? «I caregiver familiari sono l'architrave invisibile del nostro welfare. Senza di loro, il Ssn sarebbe in difficoltà. L'Italia ha una delle legislazioni più avanzate in Europa con la legge 104, che prevede fino a due anni di aspettativa retribuita. È un diritto importante che dobbiamo far rispettare con più rigore, anche e soprattutto nel settore privato, dove troppo spesso si creano pressioni indebite. Comunque, nel 2027 portiamo a oltre un miliardo il fondo per la non autosufficienza, che serve a finanziare assistenza domiciliare e reti di supporto anche sociale territoriali”. Parliamo di liste di attesa. I dati Agenas le danno in leggero miglioramento ma ancora metà degli italiani, pur con una ricetta Ssn, escono poi dai radar del servizio pubblico. Come la mettiamo? «I tempi si stanno riducendo, grazie anche al fatto che ora abbiamo la Piattaforma nazionale liste di attesa, che ci consente di intervenire dove le cose non vanno. Agenas dovrà ancora lavorare al fianco delle Regioni per migliorare il sistema». Ossia? «Ci sono ancora troppe differenze territoriali e questo lo trovo inaccettabile.Dobbiamo capire se dietro queste disparità non si riscontrino poi difficoltà dei cittadini ad accedere già a monte al sistema di prenotazione. Ma, ripeto, ora abbiamo gli strumenti per fare queste verifiche e intervenire». Si è parlato anche di una revisione del prontuario che, fissando un prezzo di rimborso pari a quello più basso tra farmaci simili ma non uguali, rischierebbe di far pagare un ticket occulto ai cittadini… «Si procederà piuttosto ripulendo il prontuario da quei prodotti più datati che le evidenzescientifiche hannomostrato essere meno efficaci di medicinali più innovativi. Ma, soprattutto, il controllo della spesa farmaceutica non può pesare sulle tasche degli italiani».— ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: IL MINISTRO DELLA SALUTE Orazio Schillaci Highlight: “ Orazio Schillaci Ministro della Salute Il nostro piano è di finanziare le strutture di terzo livello, i centri specializzati e quelli di eccellenza I posti nei corsi universitari in Infermeria sono passati dai 16 mila del 2021 ai 25 mila di oggi, è una nostra precisa visione Ripuliremo il prontuario farmaceutico dai prodotti più datati e meno efficaci per inserire medicinali più innovativi S Su La Stampa L’inchiesta. Dalle liste di attesa alle esose rette delle Rsa. Il 2 ottobre a Torino si terrà un evento organizzato da Specchio dei Tempi - La Stampa Image:Manovra finanziaria Tra le priorità annunciate dal ministro Orazio Schillaci e discusse con il ministro Giorgetti ci sono più assunzioni e stipendi migliori. Al Fondo sanitario dovrebbero essere destinati quattro miliardi in più rispetto allo scorso anno -tit_org- Intervista a Orazio Schillaci - Schillaci: “Un miliardo per i fragili Negli ospedali infermieri dall'India’ “Nel 2027 un miliardo per l'assistenza dei fragili Negli ospedali prenderemo infermieri dall'India” -sec_org- tp:writer§§ paolo russo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/29/2026072901820305427.PDF §---§