title§§ Autonomia: fatto il primo passo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801756505818.PDF description§§

Estratto da pag. 69 di "GIORNALE DI MONZA" del 28 Jul 2026

La Camera dei Deputati ha dato il via libera al provvedimento: adesso si apre la fase di definizione delle materie da trasferire. Ecco cosa chiede il Nordovest

pubDate§§ 2026-07-28T03:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801756505818.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801756505818.PDF', 'title': 'GIORNALE DI MONZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801756505818.PDF tp:ocr§§ Autonomia: fatto il primo passo La Camera dei Deputati ha dato il via libera al provvedimento: adesso si apre la fase di definizione delle materie da trasferire. Ecco cosa chiede il Nordovest La Camera dei Deputati ha dato il via libera al provvedimento sull’autonomia differenziata (con 159 voti favorevoli e 109 contrari), aprendo una nuova fase del percorso che consentirà alle Regioni a statuto ordinario di chiedere maggiori competenze nelle materie previste dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Con il voto di Montecitorio si apre ora la fase che porterà al confronto tra il Governo e le singole amministrazioni regionali per la definizione delle intese e delle materie da trasferire (protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità). Lombardia, Piemonte e Liguria sono pronte. Il presidente della regione Puglia, Antonio Decaro, invece, ha preannunciato il ricorso davanti alla Corte costituzionale perché la devoluzione della sanità danneggerebbe il Mezzogiorno, come per altro denunciato durante le audizioni dalla fondazione Gimbe e da altri esperti. «L’autonomia non è un privilegio – afferma il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana – ma uno strumento per rendere l’azione amministrativa più efficiente, e per assumersi maggiori responsabilità. Siamo certi che il confronto con il Governo possa proseguire rapidamente fino alla definizione dei disegni di legge che consentiranno di dare piena attuazione a questo percorso, nell’interesse della Lombardia e dell’intero Paese». Soddisfazione è stata espressa anche dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Autonomia, Mauro Piazza: «L’approvazione della risoluzione – sottolinea – rappresenta un passaggio fondamentale perché consente di proseguire il confronto con il Governo e di entrare nella fase di definizione dei disegni di legge relativi alle materie oggetto delle pre-intese. La Lombardia continuerà a lavorare con determinazione e spirito di collaborazione affinché questo percorso possa concludersi in tempi rapidi. Nel pieno rispetto del dettato costituzionale e nell’interesse dei cittadini lombardi». «Un passaggio significativo che conferma la solidità del percorso intrapreso dal Piemonte verso l'Autonomia differenziata - dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino - Ora si apre una fase decisiva, quella della predisposizione delle intese definitive, nella quale sarà possibile tradurre il lavoro svolto finora in strumenti concreti per rafforzare l'efficienza dell'azione amministrativa e valorizzare le competenze regionali. Il nostro obiettivo è dotare il Piemonte di maggiori capacità operative per offrire servizi più efficaci a cittadini, imprese ed enti locali, nel pieno rispetto dei principi di solidarietà e leale collaborazione tra Stato e Regioni. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Calderoli affinché questo percorso proceda con rapidità e concretezza, nell'interesse del Piemonte e dell'intero Paese». Il prossimo passaggio sarà la predisposizione dello schema di intesa definitivo, che individuerà nel dettaglio le competenze oggetto del trasferimento e le relative modalità di attuazione. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, già a febbraio in occasione di un incontro a Roma con il ministro Calderoli, aveva espresso la sua soddisfazione: «Per noi è un grande passo, soprattutto per la sanità e la protezione civile, che sono le due cose che hanno più effetto sul cittadino immediato: potremo disporre dei fondi immediatamente il giorno dopo la calamità: se il presidente si prende la responsabilità di fare la delibera, il decreto, quello che è. Le persone che purtroppo hanno subito un danno, possono avere il rimborso il giorno dopo, ed è incredibile rispetto ai tempi in cui siamo abituati». l e.b. ---End text--- Author: eb. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Autonomia: fatto il primo passo -sec_org- tp:writer§§ eb. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801756505818.PDF §---§ title§§ Visita impossibile, chiamato dal Cup dopo la protesta sul Carlino = Cinque mesi di attesa per un esame «Chiamato dal Cup dopo l'articolo La presa in carico è il dimenticatoio» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802239901304.PDF description§§

Estratto da pag. 35 di "RESTO DEL CARLINO MACERATA" del 28 Jul 2026

Copponi aveva raccontato sul Carlino la sua vicissitudine con l'Ast, e ieri finalmente ha avuto l'appuntamento

pubDate§§ 2026-07-28T01:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802239901304.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802239901304.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO MACERATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802239901304.PDF tp:ocr§§ Paziente in attesa da mesi Visita impossibile, chiamato dal Cup dopo la protesta sul Carlino Cinque mesi di attesa per un esame «Chiamato dal Cup dopo l’articolo La presa in carico è il dimenticatoio» Copponi aveva raccontato sul Carlino la sua vicissitudine con l’Ast, e ieri finalmente ha avuto l’appuntamento Servizio a pagina 7 «Appena uscito l’articolo, si è trovato il posto per la visita di cui avevo bisogno». Giancarlo Copponi racconta la seconda puntata della sua disavventura sanitaria. Il 13 febbraio scorso aveva provato a prenotare una visita oculistica, ma nonostante svariati tentativi l’unico risultato era stata la presa in carico, cioè la risposta automatica per mail dell’Ast, con l’assicurazione che presto sarebbe stato richiamato per l’appuntamento. Passati cinque mesi senza notizie, ieri Copponi aveva segnalato su queste pagine la vicenda. E nella tarda mattinata di ieri, il Cup lo ha chiamato: appuntamento il 3 agosto a San Severino. «Da peones – commenta Copponi – vai dal medico per farti prescrivere un esame, magari una colonscopia, poi vai fiducioso allo sportello Cup e scopri che c’è un posto per l’indomani mattina. Però occorrono tre giorni di preparazione e non se ne fa nulla, e non possono prendere “in carico” perché vi è un posto libero. Torni a casa sconsolato e riprovi dopo 3 o 4 giorni: stessa storia. Alla terza volta non vi sono posti e quindi finalmente ti prendono “in carico”, ma qui scatta la presa in giro: nessuno si attiverà per garantire un diritto costituzionalmente garantito, fai la fine del “Deserto dei tartari“, precipiti in un oblio profondissimo, cioè nel dimenticatoio. Qui sta la genialata dell’assessore Calcinaro: per chi fa sondaggi, come la fondazione Gimbe, i risultati sembrano ottimi, i tempi di attesa per gli esami sono perfetti, ma nessuno sa che fine faranno quelli presi in carico. Una mia amica di Fano è stata presa in carico a settembre, ma se ne sono dimenticati. Forse – conclude amareggiato – la sanità regionale predilige i medici che fanno soldi a quelli che hanno fatto il giuramento di Ippocrate». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Un paziente si sottopone a una visita oculistica: avere un appuntamento nel pubblico è diventata un’impresa -tit_org- Visita impossibile, chiamato dal Cup dopo la protesta sul Carlino Cinque mesi di attesa per un esame «Chiamato dal Cup dopo l’articolo La presa in carico è il dimenticatoio» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802239901304.PDF §---§ title§§ Pressing di Schillaci per avvicinare i fondi del Ssn al 6,4% sul Pil link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802180101894.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SOLE 24 ORE" del 28 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-28T01:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802180101894.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802180101894.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802180101894.PDF tp:ocr§§ Fonte: Gimbe su dati Legge di Bilancio 2026 e DFP 2026 Pressing di Schillaci per avvicinare i fondi del Ssn al 6,4% sul Pil Verso la manovra Oggi il ministro vede il collega Giorgetti: si punta a 4-5 miliardi in più Ci sono da finanziare le assunzioni di medici e infermieri per la nuova Sanità territoriale che già può contare su oltre 1.200 Case della comunità e poi ancora servono i fondi per l’abbattimento delle liste d’attesa e per dare sostanza al nuovo Piano sanitario nazionale che sarà approvato dopo l’estate. E ancora: nuove risorse per rendere più attrattivi gli stipendi di chi lavora nel Servizio sanitario nazionale. Ma soprattutto l’obiettivo numero uno è quello di non far scendere il livello del Fondo sanitario nazionale - le risorse appunto su cui conta ogni anno il Ssn - che oggi è di poco sopra il 6% sul Pil e avvicinarlo il più possibile alla spesa sanitaria effettiva dove entrano in gioco anche le risorse in più che mettono le Regioni e altre voci come i ticket che pagano i cittadini. Una asticella che negli ultimi anni viaggia intorno al 6,3-6,4% sul Pil e che ha un valore più che simbolico per tutto il Governo. Scendere troppo sotto infatti - soprattutto ora che si avvicinano le elezioni politiche nel 2027 - potrebbe prestare il fianco agli attacchi delle opposizioni che evocano spesso la minaccia dei tagli alla Sanità. Ecco perché oggi il ministro della Salute Orazio Schillaci che incontra il collega al Mef Giancarlo Giorgetti ribadirà la necessità, in vista della prossima manovra di bilancio, di garantire le risorse che servono per restare al di sopra dei “tagli” e quindi più vicini possibili a quell’asticella lì. I desiderata del ministro della Salute alla vigilia dell’incontro con il ministro dell’Economia spingono le richieste a una dote di 5 miliardi in più all’anno per il prossimo triennio anche perché la legge di bilancio dell’anno scorso che ha portato il Fondo sanitario a superare nel 2026 i 143 miliardi ha stanziato risorse in calo per i due anni successivi: per il 2027 c’è infatti un solo miliardo in più a cui si vorrebbero aggiungere appunto con la nuova manovra tra i 3 e i 4 miliardi. Difficile che il ministro dell’Economia accontenti in pieno il collega alla Salute, ma è stato lo stesso Giorgetti nei giorni scorsi quando si parlava delle spese per la difesa a sottolineare come non ci fosse all’interno del Governo intenzione «in alcun modo ridurre le spese in educazione e sanità». Oggi dunque, dopo l’incontro in tarda mattinata tra i due ministri, si comincerà a capire quale potrebbe essere davvero la dote in più a disposizione del Ssn che dovrà innanzitutto provare a mettere a regime tutte le novità introdotte dal Pnrr che, come noto, finanzia la costruzione delle infrastrutture, ma non il loro funzionamento. E dunque servirà ossigeno per pagare stipendi e assunzioni. Ma i nodi da sciogliere nella prossima legge di bilancio riguardano anche il capitolo spinoso della spesa farmaceutica e per i dispositivi medici. I tecnici stanno studiando, sulla scia di quanto fatto l’anno scorso sempre in manovra, di alzare anche i tetti di spesa che governano i due settori che sono sempre sottofinanziati. Per la farmaceutica poi - al centro anche di tensioni con gli Stati Uniti di Trump che ha messo proprio i farmaci nel mirino - sembrano ormai tramontati interventi radicali sul prontuario farmaceutico che erano in cantiere proprio per una norma della legge di bilancio dell’anno scorso. Sembra archiviata l’idea dell’Agenzia del farmaco di fissare un prezzo di riferimento più basso per area terapeutica che aveva scatenato la protesta delle aziende farmaceutiche: in pista ci saranno mini interventi chirurgici di assestamento della spesa. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: L’andamento della spesa e del Fondo sanitario Il divario tra fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria effettiva Dati in % 7,5 PREVISIONI 7,0 SPESA SANITARIA EFFETTIVA (% SU PIL) 6,42 6,7 6,5 6,0 6,38 6,6 FONDO SANITARIO NAZIONALE (% SU PIL) 6,19 5,85 5,5 2012 2020 Fonte: Gimbe su dati Legge di Bilancio 2026 e DFP 2026 2026 2029 Image:orazio schillaci Ministro della Salute -tit_org- Pressing di Schillaci per avvicinare i fondi del Ssn al 6,4% sul Pil -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072802180101894.PDF §---§ title§§ Assunti per errore: Asl manda a casa venti infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766005785.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "FATTO QUOTIDIANO" del 28 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-28T03:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766005785.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766005785.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766005785.PDF tp:ocr§§ IN ABRUZZO Assunti per errore: Asl manda a casa venti infermieri S e non coinvolgesse la vita di ventotto persone, sarebbe la trama per un film sulle follie della digitalizzazione spersonalizzante. Invece è la storia di operatori socio-sanitari abruzzesi che, in pochi giorni, sono passati dalla gioia di aver trovato lavoro, alla delusione di averlo perso per un “errore” tecnologico: la svista di un pc. La storia parte d a l l a A s l L a n c i a n o - Vasto-Chieti, che non ha una graduatoria di Oss, quindi chiede alle altre Asl. Dopo il primo tentativo senza esito con la Asl di Teramo, la richiesta alla Asl di Pescara, che ha autorizzato l’uso della propria graduatoria, indicando la posizione 600 come punto di partenza. Per i ventotto, la gioia di un’attesa finita, di un precariato da dimenticare. Qualcuno, per quel “posto fisso”, ha lasciato un altro lavoro. Ma era solo un grande, tragico bluff. Con una verifica successiva, infatti, la Asl di Pescara scopre che, forse per un “inciampo” informatico, c’è stato un errore nello scorrimento della graduatoria; il numero corretto di partenza non era 600, ma 304. Ora il rischio è ritrovarsi con una denuncia, un ricorso al Tar di tutti gli Oss successivi al numero 304 e soprattutto con 28 licenziamenti. I contratti firmati sono stati dichiarati nulli dalla Asl e gli operatori sono stati estromessi dal servizio. Una beffa per persone che avevano già organizzato la propria vita in funzione del nuovo impiego, lasciando in alcuni casi altre opportunità per accettare l’incarico. La vicenda è ora un caso politico, che approderà in Consiglio Regionale e in Parlamento. ANTONIO D’AMORE ---End text--- Author: ANTONIO D'AMORE Heading: Highlight: Image: -tit_org- Assunti per errore: Asl manda a casa venti infermieri -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO D'AMORE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766005785.PDF §---§ title§§ Licenziata la sindacalista che denunciò i problemi del San Raffaele di Milano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801765505792.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "FATTO QUOTIDIANO" del 28 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-28T03:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801765505792.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801765505792.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801765505792.PDF tp:ocr§§ Licenziata la sindacalista che denunciò i problemi del San Raffaele di Milano “C ercavano solo una scusa per licenziarmi”. Inizia così lo sfogo di Margherita Napoletano, storica delegata della Cub Sanità, coordinatrice Rsu, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) e ingegnere clinico con 27 anni di servizio all’Irccs San Raffaele di Milano. Per lei la porta dell’ospedale si è chiusa all’improvviso: un badge disattivato senza preavviso e l’espulsione immediata dai cancelli, consumata con un atto d’imperio a seguito della lettera di licenziamento in tronco recapitata dalla Direzione del Personale. La rottura tra la sindacalista e la proprietà non nasce da un semplice attrito recente, ma affonda le sue radici nella drammatica gestione del reparto ad alta intensità di cura “Iceberg”, balzato agli onori della cronaca a fine 2025. In quei giorni, come ricostruito dettagliatamente dal Fatto Quotidiano, l’ospedale tentò di tamponare una pesante carenza di organico — condizionata dalla fuga di quasi 200 infermieri su 1.350 in un solo anno per via di carichi estenuanti e contratti bloccati dal 2020 – appaltando l’assistenza infermieristica del reparto alla cooperativa esterna Auxilium Care Scarl. La scelta di appaltare a personale in gran parte inesperto provocò una crisi operativa nei reparti di Medicina ad alta intensità, Admission room e Cure intensive, tra il 5 e il 7 dicembre 2025, con errori sistematici nella somministrazione di farmaci, dosi di terapia decuplicate, mancate coperture su trattamenti salvavita come insulina, ventilazione assistita e il blocco temporaneo degli accessi dal Pronto Soccorso per i pazienti più critici. In quel contesto di profondo caos, Margherita Napoletano fu la voce principale a denunciare le criticità. “Già a settembre dello scorso anno – ha commentato Napoletano – avevo mandato una denuncia al ministero, alla Regione e agli organismi di vigilanza. Poi a dicembre è stato dato in appaltato un intero piano che conteneva tre reparti, tra cui la Medicina ad alta intensità di cure, ed è successo il patatrac. A quel punto sono arrivati gli organismi di vigilanza e anche Report, che ha realizzato un servizio dal titolo ‘La punta dell’iceberg’. Io ci ho messo la faccia perché rappresento 3.500 lavoratori del comparto. Dopo quella puntata evidentemente aspettavano soltanto un’occasione per trovare una scusa e licenziarmi. La scusa è del tutto inconsistente: dicono di aver ‘scoperto’ – ma era tutto alla luce del sole – una studentessa minorenne in aula sindacale. Era una tirocinante a cui facevo da tutor aziendale per un progetto formativo in convenzione con la Cub”. E adesso che cosa ha intenzione di fare? “Oltre all’impugnazione del licenziamento, che non è certo per giusta causa, e lo vedremo in tribunale, da subito è partita una mobilitazione. Hanno risposto anche lavoratori esterni in segno di solidarietà. Oggi abbiamo iniziato uno sciopero della fame io e una ex collega da poco in pensione, e altri due colleghi si sono incatenati con noi a una panchina nel piazzale dell’ospedale”. LINDA DI BENEDETTO ---End text--- Author: LINDA DI BENEDETTO Heading: Highlight: Image:MALA-SANITÀ -tit_org- Licenziata la sindacalista che denunciò i problemi del San Raffaele di Milano -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801765505792.PDF §---§ title§§ Antivirus - Salvare il nostro ssn necessita di una visione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801764305796.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "FATTO QUOTIDIANO" del 28 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-28T03:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801764305796.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801764305796.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801764305796.PDF tp:ocr§§ SALVARE IL NOSTRO SSN NECESSITA DI UNA VISIONE ANTIVIRUS MARIA RITA GISMONDO P er decenni il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) è stato uno dei pilastri del welfare italiano e un modello anche all’estero. Nato nel 1978 è sorto per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute indipendentemente dal reddito. Ha contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita, ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e offrire prestazioni di elevata qualità a costi contenuti. Oggi, però, quel modello mostra segni sempre più evidenti di affaticamento. Il declino del Ssn non è il risultato di un singolo evento, ma di un processo sviluppatosi nel corso di molti anni. Governi di diverso orientamento politico si sono trovati a fare i conti con vincoli di bilancio, crisi economiche, aumento della spesa sanitaria e una popolazione sempre più anziana, nonché un’incapacità di individuare le priorità. In questo SALUTE È UN contesto si sono susseguiti interventi di contenimento dei costi, BENE PREZIOSO: piani di rientro regionali e riorgaE VA PENSATO nizzazioni che, pur perseguendo l’obiettivo della sostenibilità finanIN PIÙ DI UNA ziaria, hanno inciso sulla capacità LEGISLATURA del sistema di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tra i segnali più evidenti vi sono le liste d’attesa. Il principio dell’universalità viene indebolito. Il personale sanitario vive una fase complessa. Affronta da anni carichi di lavoro elevati, difficoltà nel ricambio generazionale e bassa remunerazione. A tutto ciò si aggiungono le profonde differenze territoriali. Sebbene il Ssn sia nazionale, la gestione affidata alle Regioni ha prodotto risultati molto eterogenei. Ne deriva una mobilità sanitaria crescente, con cittadini che si spostano verso altre regioni per ottenere cure ritenute più tempestive o specialistiche. La pandemia di COVID-19 ha rappresentato uno spartiacque. Le sfide del futuro sono altrettanto impegnative. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, il costo crescente delle tecnologie e dei farmaci innovativi richiedono una programmazione di lungo periodo. La necessità è guardare al di là di una legislatura. Il Ssn resta uno dei beni pubblici più preziosi dell’Italia. Preservarlo richiede scelte politiche coerenti, risorse adeguate e una visione condivisa del suo ruolo nella società. ---End text--- Author: MARIA RITA GISMONDO Heading: ANTIVIRUS MARIA RITA GISMONDO Highlight: SALUTE È UN BENE PREZIOSO: E VA PENSATO IN PIÙ DI UNA LEGISLATURA Image: -tit_org- Antivirus - Salvare il nostro ssn necessita di una visione -sec_org- tp:writer§§ MARIA RITA GISMONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801764305796.PDF §---§ title§§ Sanità, l'accordo frena ricorsi sul budget link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766105786.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "ITALIA OGGI" del 28 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-28T03:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766105786.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766105786.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766105786.PDF tp:ocr§§ Sanità, l’accordo frena ricorsi sul budget Nel sistema dell’accreditamento sanitario, la sopravvenuta stipula di nuovi accordi ex art. 8-quinquies d.lgs. 502/1992 può determinare la rinuncia al ricorso avverso i provvedimenti di budget, con conseguente estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 35 c.p.a. e compensazione delle spese. La vicenda conferma il ruolo del budget come elemento interno alla dinamica negoziale tra programmazione pubblica e autonomia contrattuale. Lo ha affermato il TAR Toscana, Firenze, Sez. II, sent. n. 981/2026. Il giudizio trae origine dall’impugnazione di atti di determinazione del budget annuale e infrannuale per prestazioni sanitarie erogate da soggetto accreditato in regime di radioterapia, con contestazione della limitazione delle risorse riferite a pazienti non residenti. Nel corso del processo, la sopravvenuta conclusione di nuovi accordi contrattuali tra le parti, riconducibili al modello delineato dall’art. 8-quinquies del d.lgs. n. 502/1992, ha determinato la rinuncia al ricorso e la richiesta di compensazione delle spese, cui ha aderito la controparte pubblica. Il tribunale ha dichiarato l’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a., prendendo atto della rinuncia e della definizione consensuale sopravvenuta del rapporto. La fattispecie si inserisce nel consolidato perimetro del contenzioso in materia di accreditamento istituzionale, nel quale la determinazione del budget sanitario opera quale snodo tra programmazione regionale, vincoli di finanza pubblica e capacità erogativa delle strutture private accreditate. Il provvedimento di allocazione delle risorse, pur espressione di potestà amministrativa, risulta funzionalmente connesso alla successiva fase negoziale, nella quale si definiscono volumi, tetti di spesa e condizioni economiche delle prestazioni. La sopravvenienza di un assetto convenzionale nel corso del giudizio evidenzia la tendenza alla rimodulazione consensuale dei rapporti economici in luogo della prosecuzione del contenzioso sull’atto di programmazione. Ne deriva un arretramento della funzione di accertamento giurisdizionale rispetto alla capacità delle parti di ridefinire i contenuti del rapporto entro lo schema dell’accordo. In tale contesto, il budget sanitario si conferma non come atto isolato di determinazione finanziaria, ma come componente interna di un sistema regolatorio che si sviluppa attraverso sequenze provvedimentali e negoziali tra amministrazione sanitaria e soggetti accreditati. Rileva, altresì, il profilo della modulazione delle risorse in relazione alla residenza dell’utenza, elemento che si innesta nella più ampia problematica della mobilità sanitaria e della distribuzione territoriale della spesa, incidendo sugli equilibri della programmazione regionale. L’esito processuale, fondato sulla rinuncia conseguente alla ridefinizione degli accordi, colloca la vicenda nel perimetro delle controversie definite per sopravvenuta composizione negoziale del rapporto, con effetti sull’interesse alla decisione di merito e sulla stabilità degli assetti economici convenzionali nel servizio sanitario regionale. Riccardo Renzi ---End text--- Author: Riccardo Renzi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, l’accordo frena ricorsi sul budget -sec_org- tp:writer§§ Riccardo Renzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/28/2026072801766105786.PDF §---§