title§§ Sanità al Bivio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 22 Jul 2026
Estratto da pag. 1 di "policymakermag.it" del 22 Jul 2026
Via libera ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni
pubDate§§ 2026-07-22T09:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF', 'title': 'policymakermag.it'} tp:url§§ https://www.policymakermag.it/primo-piano/autonomia-differenziata-cosa-cambia-dopo-il-si-della-camera-alle-pre-intese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=autonomia-differenziata-cosa-cambia-dopo-il-si-della-camera-alle-pre-intese tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF tp:ocr§§ Via libera definitivo ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto sull’autonomia differenziata. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni e quali sono i prossimi passaggi. L’autonomia differenziata entra nella sua fase più delicata. Dopo il primo via libera del Senato, anche la Camera ha approvato le risoluzioni sulle pre-intese tra il governo e Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, compiendo un nuovo passo nell’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione. Il voto di Montecitorio non trasferisce ancora alcuna competenza alle Regioni, ma autorizza l’esecutivo a proseguire il negoziato che porterà ai testi definitivi delle intese. Un passaggio salutato dalla maggioranza come storico e contestato duramente dalle opposizioni, che denunciano il rischio di accentuare il divario tra nord e sud. COSA HA APPROVATO LA CAMERA Il voto di Montecitorio riguarda le cosiddette pre-intese, ovvero gli accordi preliminari sottoscritti dal governo con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto per il trasferimento di ulteriori competenze alle amministrazioni regionali. Le risoluzioni approvate impegnano l’esecutivo a proseguire il percorso previsto dalla legge e rappresentano il primo via libera parlamentare alle richieste avanzate dalle quattro Regioni. L’approvazione è arrivata al termine di una seduta tesa, con le opposizioni che hanno protestato esponendo cartelli nell’aula della Camera con slogan come “Sanità per tutti da nord a sud” e “No Autonomia, no sanità per ricchi”, accusando il governo di voler creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. LE COMPETENZE RICHIESTE DALLE REGIONI In questa prima fase le richieste delle Regioni riguardano materie considerate meno divisive rispetto a settori come scuola o sanità. Le pre-intese prevedono infatti il trasferimento di competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e di alcuni aspetti del coordinamento della finanza pubblica, in particolare quelli relativi ai sistemi tariffari e ai meccanismi di compartecipazione nella sanità. L’obiettivo delle amministrazioni regionali è ottenere una maggiore autonomia gestionale in questi ambiti, adattando le politiche pubbliche alle specificità dei rispettivi territori. COSA CAMBIA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA CAMERA L’approvazione delle pre-intese non rende immediatamente operative le nuove competenze. Adesso il governo dovrà completare il confronto con le Regioni interessate e trasformare gli accordi preliminari nelle intese definitive. Successivamente il Consiglio dei ministri approverà quattro distinti disegni di legge, uno per ciascuna Regione, che torneranno all’esame di Camera e Senato. Il Parlamento potrà approvarli o respingerli, ma non modificarne il contenuto, trattandosi di accordi già sottoscritti tra lo Stato e le amministrazioni regionali. Solo dopo il via libera definitivo delle Camere e la promulgazione delle leggi il trasferimento delle competenze diventerà effettivo. UN PERCORSO INIZIATO CON LA RIFORMA DEL TITOLO V L’autonomia differenziata trova il proprio fondamento nell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, introdotto con la riforma del Titolo V del 2001. Per venticinque anni questa possibilità è rimasta sostanzialmente inattuata. La legge quadro approvata nel 2024, però ha definito la procedura da seguire, mentre il governo Meloni ha deciso di riaprire il dossier partendo da un numero limitato di materie e dalle Regioni che avevano già avviato il confronto con lo Stato negli anni precedenti. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria sono così diventate le prime amministrazioni a vedere approvate le proprie pre-intese, dando il via a un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi con l’esame dei disegni di legge attuativi. DECARO (PUGLIA) PREPARA IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE Come riferisce Il Manifesto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il trasferimento di competenze, soprattutto in materia sanitaria, rischia di penalizzare il Mezzogiorno. Una preoccupazione che, secondo il governatore pugliese, è stata condivisa anche durante le audizioni parlamentari da diversi esperti, tra cui la Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato il rischio di un ulteriore aumento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse aree del Paese. L’iniziativa di Decaro apre anche un delicato fronte politico per la maggioranza. Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo dovranno infatti convincere i propri parlamentari eletti nel sud della validità della riforma, su cui continuano a pesare le perplessità di molti amministratori meridionali. Nel dibattito parlamentare tutte le opposizioni hanno chiesto al governo di fermarsi, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha respinto le critiche definendo “fake news” i timori sollevati dal centrosinistra. tp:writer§§ Luca La Gamma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata, cosa cambia dopo il sì della Camera alle pre-intese - Policy Maker link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946008519.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "policymakermag.it" del 22 Jul 2026
Via libera ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni
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Il voto di Montecitorio non trasferisce ancora alcuna competenza alle Regioni, ma autorizza l’esecutivo a proseguire il negoziato che porterà ai testi definitivi delle intese. Un passaggio salutato dalla maggioranza come storico e contestato duramente dalle opposizioni, che denunciano il rischio di accentuare il divario tra nord e sud. COSA HA APPROVATO LA CAMERA Il voto di Montecitorio riguarda le cosiddette pre-intese, ovvero gli accordi preliminari sottoscritti dal governo con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto per il trasferimento di ulteriori competenze alle amministrazioni regionali. Le risoluzioni approvate impegnano l’esecutivo a proseguire il percorso previsto dalla legge e rappresentano il primo via libera parlamentare alle richieste avanzate dalle quattro Regioni. L’approvazione è arrivata al termine di una seduta tesa, con le opposizioni che hanno protestato esponendo cartelli nell’aula della Camera con slogan come “Sanità per tutti da nord a sud” e “No Autonomia, no sanità per ricchi”, accusando il governo di voler creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. LE COMPETENZE RICHIESTE DALLE REGIONI In questa prima fase le richieste delle Regioni riguardano materie considerate meno divisive rispetto a settori come scuola o sanità. Le pre-intese prevedono infatti il trasferimento di competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e di alcuni aspetti del coordinamento della finanza pubblica, in particolare quelli relativi ai sistemi tariffari e ai meccanismi di compartecipazione nella sanità. L’obiettivo delle amministrazioni regionali è ottenere una maggiore autonomia gestionale in questi ambiti, adattando le politiche pubbliche alle specificità dei rispettivi territori. COSA CAMBIA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA CAMERA L’approvazione delle pre-intese non rende immediatamente operative le nuove competenze. Adesso il governo dovrà completare il confronto con le Regioni interessate e trasformare gli accordi preliminari nelle intese definitive. Successivamente il Consiglio dei ministri approverà quattro distinti disegni di legge, uno per ciascuna Regione, che torneranno all’esame di Camera e Senato. Il Parlamento potrà approvarli o respingerli, ma non modificarne il contenuto, trattandosi di accordi già sottoscritti tra lo Stato e le amministrazioni regionali. Solo dopo il via libera definitivo delle Camere e la promulgazione delle leggi il trasferimento delle competenze diventerà effettivo. UN PERCORSO INIZIATO CON LA RIFORMA DEL TITOLO V L’autonomia differenziata trova il proprio fondamento nell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, introdotto con la riforma del Titolo V del 2001. Per venticinque anni questa possibilità è rimasta sostanzialmente inattuata. La legge quadro approvata nel 2024, però ha definito la procedura da seguire, mentre il governo Meloni ha deciso di riaprire il dossier partendo da un numero limitato di materie e dalle Regioni che avevano già avviato il confronto con lo Stato negli anni precedenti. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria sono così diventate le prime amministrazioni a vedere approvate le proprie pre-intese, dando il via a un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi con l’esame dei disegni di legge attuativi. DECARO (PUGLIA) PREPARA IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE Come riferisce Il Manifesto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il trasferimento di competenze, soprattutto in materia sanitaria, rischia di penalizzare il Mezzogiorno. Una preoccupazione che, secondo il governatore pugliese, è stata condivisa anche durante le audizioni parlamentari da diversi esperti, tra cui la Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato il rischio di un ulteriore aumento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse aree del Paese. L’iniziativa di Decaro apre anche un delicato fronte politico per la maggioranza. Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo dovranno infatti convincere i propri parlamentari eletti nel sud della validità della riforma, su cui continuano a pesare le perplessità di molti amministratori meridionali. Nel dibattito parlamentare tutte le opposizioni hanno chiesto al governo di fermarsi, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha respinto le critiche definendo “fake news” i timori sollevati dal centrosinistra. tp:writer§§ Luca La Gamma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946008519.PDF §---§ title§§ NO AD: “Ci siamo stati, nonostante tutto, e ci saremo” - TusciaTimes.eu (.it) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "tusciatimes.eu" del 22 Jul 2026
Riceviamo e pubblichiamo: “Ci siamo stati, nonostante tutto. Ci siamo stati, nonostante le mille furbizie ed i colpi di mano che un governo…
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Un tempo c’era il “prima gli italiani”; ora la parola d’ordine della destra è prima i veneti, i liguri, i piemontesi e i lombardi (ricchi). Dopo – come sempre – i fanalini di coda del (loro) interesse, nonostante i proclami: i meridionali e le classi popolari.Con una visione proprietaria del Paese e delle istituzioni e pur di mantenere parallelamente in piedi il percorso della legge elettorale e dell’approvazione delle Intese preliminari stipulate tra Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte e Governo, in tempi contingentatissimi e bloccando – con un uso spregiudicato dei regolamenti parlamentari – qualsiasi reazione dell’opposizione, sono state approvate anche alla Camera le Risoluzioni per consegnare alla potestà legislativa di quelle Regioni professioni, previdenza complementare, protezione civile e sanità.Ci siamo stati a Roma e a Milano (dove si è manifestato sotto il Palazzo della Regione), nonostante le temperature infernali; ci siamo stati, nonostante la data – il 21 luglio – equivalga a vacanze. Il presidio che si è tenuto a Roma tra piazza Capranica e piazza Montecitorio ha avuto il significato di questa resistenza, che dura da 8 anni: un no alla prevaricazione, alla violenza istituzionale, all’indifferenza nei confronti non solo della sentenza della Corte Costituzionale, ma – al tempo stesso – degli innumerevoli pronunciamenti – tra cui Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca di Italia, CGIL, Gimbe, Svimez e molti altri qualificatissimi esperti, costituzionalisti ed economisti, oltre, naturalmente, a noi dei Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata – che hanno dimostrato – dati, calcoli, ragionamenti, leggi alla mano – che l’approvazione delle Intese preliminari porterà ad un peggioramento delle condizioni dei più, alla perdita dell’uguaglianza dei diritti e alla distruzione dell’unità della Repubblica: la “secessione dei ricchi”, come l’ha chiamata nel 2018, all’inizio di questa storia – triste e scandalosa – Gianfranco Viesti. Loro, le destre al governo, non hanno necessità di dimostrare niente, usano il potere per randellare la Costituzione come fa il ministro Calderoli che in Aula, il 20 luglio si è spinto a giustificare il suo secessionismo puro, sciorinando tutto il repertorio, dalla questione settentrionale al residuo fiscale, dal Titolo V voluto dalle ‘sinistre’ ai paragoni sprezzanti tra il Veneto e la Campania.Per chi si candida a governare il Paese nella prossima legislatura, il nostro auspicio e la nostra richiesta rimane e rimarrà la cancellazione del c. 3 dell’art. 116, come sanno le forze dell’opposizione. Il presidio di Roma è stato attraversato dagli interventi di parlamentari del M5S, PD e AVS: davanti ad una situazione così drammatica, è necessario dialogare tra piazza e istituzioni. Proprio per questo, i Comitati plaudono alle dichiarazioni dei presidenti delle Regioni Puglia e Campania, che hanno annunciato il ricorso alla Consulta; invitano – fiduciosi nel presidente De Pascale, con cui già da tempo dialogano fruttuosamente – il presidente stesso e la Regione Emilia-Romagna ad unirsi ad esse, così come le altre Regioni governate da Pd e M5S.Alla prepotenza, all’aggressività, all’arbitrio si può rispondere con un’unica voce, convergente nei principi della Carta Costituzionale. Dei quali la maggioranza, in questa come in altre occasioni, sta facendo carta straccia.Ma noi ci siamo stati e ci saremo.”Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No ADT uscia Times Old l'archivio online di Tuscia Times, il quotidiano online della Tuscia! Riproduzione riservata || Copyright Tuscia Times , cell. 333/2712460, E-Mail: redazione@tusciatimes.eu || Codice Fiscale e Partita IVA: 02302650565 || Reg. Tribunale di Viterbo N° 02/12 del 16/02/12 ||Direttore Responsabile WANDA CHERUBINI || Vicedirettore FEDERICO USAI || I diritti relativi ai video, ai testi firmati ed alle foto sono dei rispettivi autori. La riproduzione con qualsiasi mezzo analogico o digitale non è consentita senza il consenso scritto dell'editore. E' possibile la copia per uso esclusivamente personale. Sono consentite citazioni a titolo di cronaca, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore e dall'indicazione della fonte "WWW.TUSCIATIMES.EU" compreso l'indirizzo Web https://www.tusciatimes.eu tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF §---§