title§§ Sanità al Bivio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 22 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-22T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF', 'title': 'panoramadellasanita.it'} tp:url§§ https://panoramadellasanita.it/site/sanita-al-bivio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF tp:ocr§§ La Leadership dei Direttori Uoc come Antidoto alla Fuga dei Cervelli e Crisi del Pronto Soccorsodi Manuel Monti*L’allarme lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nell’articolo apparso su Avvenire, è cristallino: disinvestire sul personale sanitario è un errore fatale che rischia di lasciarci con ospedali moderni ma tragicamente vuoti. Cartabellotta descrive un circolo vizioso in cui il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) lascia fuggire i professionisti, per poi rincorrerli e riacquistarli a prezzi d’oro come “gettonisti”. Questa diagnosi spietata impone una riflessione profonda non solo sulle risorse economiche, ma su un pilastro gestionale fondamentale: la qualità e la scelta dei direttori delle Unità Operative Complesse (Uoc).Il Direttore Uoc: Un Capo o un Leader?La gestione di un reparto non è più mera amministrazione. Richiede vera e propria leadership. Il Direttore Uoc è lo snodo vitale che trasforma le direttive strategiche in cura del paziente. Tuttavia, troppo spesso, la selezione di questi ruoli chiave è stata influenzata da logiche non puramente meritocratiche o da una visione burocratica del ruolo.Oggi, un direttore Uoc deve possedere doti che vanno ben oltre la competenza clinica: Visione Strategica: Capacità di ottimizzare risorse limitate, prevedere i bisogni e innovare i percorsi di cura. Empatia e Comunicazione: Abilità fondamentali per creare un ambiente di lavoro coeso e gestire le relazioni con pazienti, famiglie e l’amministrazione. Capacità di Team Building: Saper valorizzare ogni professionalità (medici, infermieri, Oss) e promuovere un clima di collaborazione invece che di competizione.In un contesto di risorse scarse, la differenza tra un reparto che funziona e uno in perenne crisi è spesso la qualità della leadership del suo direttore.L’Attrattività per i Giovani Professionisti: La “Moneta” Non EconomicaLa fuga dei medici, specialmente dei più giovani, è il sintomo più allarmante della crisi del Ssn. Se lo stipendio è indubbiamente un fattore importante, non è l’unico. I giovani professionisti cercano: Opportunità di Crescita e Formazione: Vogliono lavorare con leader che siano anche maestri, disposti a trasmettere competenze e ad affidare responsabilità crescenti. Un Clima Lavorativo Sereno e Stimolante: Un ambiente tossico, burocratico e gerarchico è un potente deterrente. Benessere Organizzativo: Equilibrio vita-lavoro e turni sostenibili, aspetti che una cattiva gestione dei ruoli apicali compromette inevitabilmente.Un direttore Uoc con doti di leadership è un “magnete” per i talenti. È qualcuno che sa valorizzare i giovani, creare percorsi di carriera chiari e offrire un ambiente in cui sentirsi parte di un progetto importante. Al contrario, un direttore percepito come autoritario, non trasparente o distante è la principale causa di frustrazione e, in definitiva, di abbandono.Il Caso Critico del Pronto SoccorsoL’attrattività è particolarmente cruciale per i dipartimenti di emergenza-urgenza. Il Pronto Soccorso è la prima linea del Ssn e vive un’emergenza cronica di personale. È qui che il burnout è più frequente e dove i giovani si sentono più esposti e spesso soli.Il direttore del Pronto Soccorso non può essere solo un esperto di medicina d’urgenza. Deve essere un leader eccezionale, capace di: Costruire Resilienza di Squadra: Mantenere alto il morale in situazioni di stress estremo. Gestire il Flusso e le Risorse: Ottimizzare processi complessi con precisione logistica. Proteggere e Sostenere il Personale: Rappresentare uno scudo contro l’aggressività e offrire supporto psicologico.Un Pronto Soccorso guidato da un leader carismatico e competente può diventare un luogo di straordinaria formazione e gratificazione professionale. Senza una leadership adeguata, si trasforma rapidamente in un ambiente invivibile che i professionisti, stanchi di essere considerati solo “tappabuchi”, fuggono alla prima occasione, spianando la strada al fenomeno dei “gettonisti” denunciato da Cartabellotta.Conclusione: Investire sulla Meritocrazia nelle Scelte ApicaliNon basta costruire ospedali nuovi. Le dichiarazioni di Nino Cartabellotta ci ricordano che il vero cuore del Ssn sono i suoi professionisti. Ma questi professionisti devono essere guidati da leader competenti, empatici e con una chiara visione. La scelta dei direttori Uoc deve essere considerata un investimento strategico e la meritocrazia deve essere l’unico criterio, basata sulla valutazione non solo dei titoli clinici ma anche, e soprattutto, delle comprovate doti di leadership e gestione del personale. Solo così potremo invertire la rotta, rendere il Ssn un luogo attrattivo per i giovani e garantire una sanità pubblica di qualità per tutti.*Direttore Dipartimento Emergenza Accettazione Usl Umbria 1; Direttore UOC Pronto Soccorso P.O. Gubbio-Gualdo Tadino; Vicepresidente Nazionale SIMEDET tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202934708434.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata, cosa cambia dopo il sì della Camera alle pre-intese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "policymakermag.it" del 22 Jul 2026

Via libera ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni

pubDate§§ 2026-07-22T09:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF', 'title': 'policymakermag.it'} tp:url§§ https://www.policymakermag.it/primo-piano/autonomia-differenziata-cosa-cambia-dopo-il-si-della-camera-alle-pre-intese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=autonomia-differenziata-cosa-cambia-dopo-il-si-della-camera-alle-pre-intese tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF tp:ocr§§ Via libera definitivo ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto sull’autonomia differenziata. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni e quali sono i prossimi passaggi. L’autonomia differenziata entra nella sua fase più delicata. Dopo il primo via libera del Senato, anche la Camera ha approvato le risoluzioni sulle pre-intese tra il governo e Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, compiendo un nuovo passo nell’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione. Il voto di Montecitorio non trasferisce ancora alcuna competenza alle Regioni, ma autorizza l’esecutivo a proseguire il negoziato che porterà ai testi definitivi delle intese. Un passaggio salutato dalla maggioranza come storico e contestato duramente dalle opposizioni, che denunciano il rischio di accentuare il divario tra nord e sud. COSA HA APPROVATO LA CAMERA Il voto di Montecitorio riguarda le cosiddette pre-intese, ovvero gli accordi preliminari sottoscritti dal governo con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto per il trasferimento di ulteriori competenze alle amministrazioni regionali. Le risoluzioni approvate impegnano l’esecutivo a proseguire il percorso previsto dalla legge e rappresentano il primo via libera parlamentare alle richieste avanzate dalle quattro Regioni. L’approvazione è arrivata al termine di una seduta tesa, con le opposizioni che hanno protestato esponendo cartelli nell’aula della Camera con slogan come “Sanità per tutti da nord a sud” e “No Autonomia, no sanità per ricchi”, accusando il governo di voler creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. LE COMPETENZE RICHIESTE DALLE REGIONI In questa prima fase le richieste delle Regioni riguardano materie considerate meno divisive rispetto a settori come scuola o sanità. Le pre-intese prevedono infatti il trasferimento di competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e di alcuni aspetti del coordinamento della finanza pubblica, in particolare quelli relativi ai sistemi tariffari e ai meccanismi di compartecipazione nella sanità. L’obiettivo delle amministrazioni regionali è ottenere una maggiore autonomia gestionale in questi ambiti, adattando le politiche pubbliche alle specificità dei rispettivi territori. COSA CAMBIA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA CAMERA L’approvazione delle pre-intese non rende immediatamente operative le nuove competenze. Adesso il governo dovrà completare il confronto con le Regioni interessate e trasformare gli accordi preliminari nelle intese definitive. Successivamente il Consiglio dei ministri approverà quattro distinti disegni di legge, uno per ciascuna Regione, che torneranno all’esame di Camera e Senato. Il Parlamento potrà approvarli o respingerli, ma non modificarne il contenuto, trattandosi di accordi già sottoscritti tra lo Stato e le amministrazioni regionali. Solo dopo il via libera definitivo delle Camere e la promulgazione delle leggi il trasferimento delle competenze diventerà effettivo. UN PERCORSO INIZIATO CON LA RIFORMA DEL TITOLO V L’autonomia differenziata trova il proprio fondamento nell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, introdotto con la riforma del Titolo V del 2001. Per venticinque anni questa possibilità è rimasta sostanzialmente inattuata. La legge quadro approvata nel 2024, però ha definito la procedura da seguire, mentre il governo Meloni ha deciso di riaprire il dossier partendo da un numero limitato di materie e dalle Regioni che avevano già avviato il confronto con lo Stato negli anni precedenti. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria sono così diventate le prime amministrazioni a vedere approvate le proprie pre-intese, dando il via a un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi con l’esame dei disegni di legge attuativi. DECARO (PUGLIA) PREPARA IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE Come riferisce Il Manifesto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il trasferimento di competenze, soprattutto in materia sanitaria, rischia di penalizzare il Mezzogiorno. Una preoccupazione che, secondo il governatore pugliese, è stata condivisa anche durante le audizioni parlamentari da diversi esperti, tra cui la Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato il rischio di un ulteriore aumento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse aree del Paese. L’iniziativa di Decaro apre anche un delicato fronte politico per la maggioranza. Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo dovranno infatti convincere i propri parlamentari eletti nel sud della validità della riforma, su cui continuano a pesare le perplessità di molti amministratori meridionali. Nel dibattito parlamentare tutte le opposizioni hanno chiesto al governo di fermarsi, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha respinto le critiche definendo “fake news” i timori sollevati dal centrosinistra. tp:writer§§ Luca La Gamma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946208517.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata, cosa cambia dopo il sì della Camera alle pre-intese - Policy Maker link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946008519.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "policymakermag.it" del 22 Jul 2026

Via libera ai primi accordi con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Ecco quali competenze potranno ottenere le Regioni

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Il voto di Montecitorio non trasferisce ancora alcuna competenza alle Regioni, ma autorizza l’esecutivo a proseguire il negoziato che porterà ai testi definitivi delle intese. Un passaggio salutato dalla maggioranza come storico e contestato duramente dalle opposizioni, che denunciano il rischio di accentuare il divario tra nord e sud. COSA HA APPROVATO LA CAMERA Il voto di Montecitorio riguarda le cosiddette pre-intese, ovvero gli accordi preliminari sottoscritti dal governo con Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto per il trasferimento di ulteriori competenze alle amministrazioni regionali. Le risoluzioni approvate impegnano l’esecutivo a proseguire il percorso previsto dalla legge e rappresentano il primo via libera parlamentare alle richieste avanzate dalle quattro Regioni. L’approvazione è arrivata al termine di una seduta tesa, con le opposizioni che hanno protestato esponendo cartelli nell’aula della Camera con slogan come “Sanità per tutti da nord a sud” e “No Autonomia, no sanità per ricchi”, accusando il governo di voler creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. LE COMPETENZE RICHIESTE DALLE REGIONI In questa prima fase le richieste delle Regioni riguardano materie considerate meno divisive rispetto a settori come scuola o sanità. Le pre-intese prevedono infatti il trasferimento di competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e di alcuni aspetti del coordinamento della finanza pubblica, in particolare quelli relativi ai sistemi tariffari e ai meccanismi di compartecipazione nella sanità. L’obiettivo delle amministrazioni regionali è ottenere una maggiore autonomia gestionale in questi ambiti, adattando le politiche pubbliche alle specificità dei rispettivi territori. COSA CAMBIA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA CAMERA L’approvazione delle pre-intese non rende immediatamente operative le nuove competenze. Adesso il governo dovrà completare il confronto con le Regioni interessate e trasformare gli accordi preliminari nelle intese definitive. Successivamente il Consiglio dei ministri approverà quattro distinti disegni di legge, uno per ciascuna Regione, che torneranno all’esame di Camera e Senato. Il Parlamento potrà approvarli o respingerli, ma non modificarne il contenuto, trattandosi di accordi già sottoscritti tra lo Stato e le amministrazioni regionali. Solo dopo il via libera definitivo delle Camere e la promulgazione delle leggi il trasferimento delle competenze diventerà effettivo. UN PERCORSO INIZIATO CON LA RIFORMA DEL TITOLO V L’autonomia differenziata trova il proprio fondamento nell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, introdotto con la riforma del Titolo V del 2001. Per venticinque anni questa possibilità è rimasta sostanzialmente inattuata. La legge quadro approvata nel 2024, però ha definito la procedura da seguire, mentre il governo Meloni ha deciso di riaprire il dossier partendo da un numero limitato di materie e dalle Regioni che avevano già avviato il confronto con lo Stato negli anni precedenti. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria sono così diventate le prime amministrazioni a vedere approvate le proprie pre-intese, dando il via a un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi con l’esame dei disegni di legge attuativi. DECARO (PUGLIA) PREPARA IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE Come riferisce Il Manifesto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il trasferimento di competenze, soprattutto in materia sanitaria, rischia di penalizzare il Mezzogiorno. Una preoccupazione che, secondo il governatore pugliese, è stata condivisa anche durante le audizioni parlamentari da diversi esperti, tra cui la Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato il rischio di un ulteriore aumento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse aree del Paese. L’iniziativa di Decaro apre anche un delicato fronte politico per la maggioranza. Fratelli d’Italia e gli altri partiti di governo dovranno infatti convincere i propri parlamentari eletti nel sud della validità della riforma, su cui continuano a pesare le perplessità di molti amministratori meridionali. Nel dibattito parlamentare tutte le opposizioni hanno chiesto al governo di fermarsi, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha respinto le critiche definendo “fake news” i timori sollevati dal centrosinistra. tp:writer§§ Luca La Gamma guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202946008519.PDF §---§ title§§ NO AD: “Ci siamo stati, nonostante tutto, e ci saremo” - TusciaTimes.eu (.it) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tusciatimes.eu" del 22 Jul 2026

Riceviamo e pubblichiamo: “Ci siamo stati, nonostante tutto. Ci siamo stati, nonostante le mille furbizie ed i colpi di mano che un governo…

pubDate§§ 2026-07-22T08:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF', 'title': 'tusciatimes.eu'} tp:url§§ https://www.tusciatimes.eu/no-ad-ci-siamo-stati-nonostante-tutto-e-ci-saremo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/22/2026072202932608397.PDF tp:ocr§§ TusciaTimes.eu (.it)Dal 2012 quotidiano online di Viterbo e della provincia. Notizie, cronaca, cultura, sport ,economia, sanità ed altroCondividi l'articolo:Riceviamo e pubblichiamo: “Ci siamo stati, nonostante tutto. Ci siamo stati, nonostante le mille furbizie ed i colpi di mano che un governo, incurante della sentenza 192/24 della Corte Costituzionale e – ancor di più – della vita dei e delle cittadini/e di questo Paese, ha inferto alla Repubblica. Un tempo c’era il “prima gli italiani”; ora la parola d’ordine della destra è prima i veneti, i liguri, i piemontesi e i lombardi (ricchi). Dopo – come sempre – i fanalini di coda del (loro) interesse, nonostante i proclami: i meridionali e le classi popolari.Con una visione proprietaria del Paese e delle istituzioni e pur di mantenere parallelamente in piedi il percorso della legge elettorale e dell’approvazione delle Intese preliminari stipulate tra Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte e Governo, in tempi contingentatissimi e bloccando – con un uso spregiudicato dei regolamenti parlamentari – qualsiasi reazione dell’opposizione, sono state approvate anche alla Camera le Risoluzioni per consegnare alla potestà legislativa di quelle Regioni professioni, previdenza complementare, protezione civile e sanità.Ci siamo stati a Roma e a Milano (dove si è manifestato sotto il Palazzo della Regione), nonostante le temperature infernali; ci siamo stati, nonostante la data – il 21 luglio – equivalga a vacanze. Il presidio che si è tenuto a Roma tra piazza Capranica e piazza Montecitorio ha avuto il significato di questa resistenza, che dura da 8 anni: un no alla prevaricazione, alla violenza istituzionale, all’indifferenza nei confronti non solo della sentenza della Corte Costituzionale, ma – al tempo stesso – degli innumerevoli pronunciamenti – tra cui Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca di Italia, CGIL, Gimbe, Svimez e molti altri qualificatissimi esperti, costituzionalisti ed economisti, oltre, naturalmente, a noi dei Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata – che hanno dimostrato – dati, calcoli, ragionamenti, leggi alla mano – che l’approvazione delle Intese preliminari porterà ad un peggioramento delle condizioni dei più, alla perdita dell’uguaglianza dei diritti e alla distruzione dell’unità della Repubblica: la “secessione dei ricchi”, come l’ha chiamata nel 2018, all’inizio di questa storia – triste e scandalosa – Gianfranco Viesti. Loro, le destre al governo, non hanno necessità di dimostrare niente, usano il potere per randellare la Costituzione come fa il ministro Calderoli che in Aula, il 20 luglio si è spinto a giustificare il suo secessionismo puro, sciorinando tutto il repertorio, dalla questione settentrionale al residuo fiscale, dal Titolo V voluto dalle ‘sinistre’ ai paragoni sprezzanti tra il Veneto e la Campania.Per chi si candida a governare il Paese nella prossima legislatura, il nostro auspicio e la nostra richiesta rimane e rimarrà la cancellazione del c. 3 dell’art. 116, come sanno le forze dell’opposizione. Il presidio di Roma è stato attraversato dagli interventi di parlamentari del M5S, PD e AVS: davanti ad una situazione così drammatica, è necessario dialogare tra piazza e istituzioni. Proprio per questo, i Comitati plaudono alle dichiarazioni dei presidenti delle Regioni Puglia e Campania, che hanno annunciato il ricorso alla Consulta; invitano – fiduciosi nel presidente De Pascale, con cui già da tempo dialogano fruttuosamente – il presidente stesso e la Regione Emilia-Romagna ad unirsi ad esse, così come le altre Regioni governate da Pd e M5S.Alla prepotenza, all’aggressività, all’arbitrio si può rispondere con un’unica voce, convergente nei principi della Carta Costituzionale. Dei quali la maggioranza, in questa come in altre occasioni, sta facendo carta straccia.Ma noi ci siamo stati e ci saremo.”Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No ADT uscia Times Old l'archivio online di Tuscia Times, il quotidiano online della Tuscia! Riproduzione riservata || Copyright Tuscia Times , cell. 333/2712460, E-Mail: redazione@tusciatimes.eu || Codice Fiscale e Partita IVA: 02302650565 || Reg. 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