title§§ «Autonomia, pronte 4 intese». La Puglia ricorre alla Consulta = Autonomia, nuovo ricorso Calderoli: «Pronte 4 intese» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102077300889.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTINO" del 21 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-21T00:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102077300889.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102077300889.PDF', 'title': 'GAZZETTINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102077300889.PDF tp:ocr§§ La riforma «Autonomia, pronte 4 intese». La Puglia ricorre alla Consulta Autonomia, nuovo ricorso Calderoli: «Pronte 4 intese» Decaro (Pd): «La Puglia, ma spero anche `Alla Camera scontro sul pre-accordo la Campania, va alla Corte Costituzionale» di Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria ` L ’autonomia differenziata finirà ancora una volta sotto la lente della Consulta. L’annuncio è arrivato ieri, nel giorno in cui è iniziata alla Camera la discussione generale (...) Continua pagina 6 LA SEDUTA VENEZIA L’autonomia differenziata finirà ancora una volta sotto la lente della Consulta. L’annuncio è arrivato ieri, nel giorno in cui è iniziata alla Camera la discussione generale sullo schema di pre-intese tra il Governo e il Veneto, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, approvato dal Senato la scorsa settimana. «Faremo sicuramente ricorso alla Corte Costituzionale», ha confermato Antonio Decaro (Partito Democratico), presidente della Puglia. LE CRITICHE Potrebbe avvenire già oggi il voto di Montecitorio sul testo, depositato durante la seduta dalla relatrice Elisabetta Gardini (Fratelli d’Italia). Pioggia di critiche dall’opposizione. Ha attaccato Toni Ricciardi (Partito Democratico), citando i Livelli essenziali delle prestazioni, che dovrebbero garantire l’uniformità dei servizi: «Sembrate il gioco delle tre carte. Per i Lep, servono 100 miliardi l'anno, di cui l'80% sarebbe destinato a tutte quelle regioni che nemmeno capiscono l'idioma padano. E per questa ragione non lo fate: perché non ci sono le risorse; perché non volete destinare quell’80% esattamente a quei territori». E poi, rivolto al ministro Roberto Calderoli (Lega): «Deve avere l'onestà intellettuale di dire non a noi che la stiamo avversando, ma al suo popolo padano che questa è l'ennesima presa in giro, perché l'autonomia differenziata così non si farà e non si farà mai». Marianna Ricciardi (Movimento 5 Stelle) ha menzionato l’esempio di una protesi al ginocchio: «Se la Regione Veneto otterrà il potere di pagare di più questa prestazione, potrà decidere di pagarla ad esempio 15.000 euro, rispetto ai 12.000 euro che vengono rimborsati nel resto d'Italia. Allora accadrà che, se un paziente va a fare una visita ortopedica, ad esempio, a Napoli, si sentirà dire dal chirurgo ortopedico: “Guardi, lei ha bisogno di un intervento chirurgico di protesi di ginocchio, ma quanto ci rimborsa la Regione Campania non è sufficiente, quindi noi operiamo soltanto a Mestre, in Veneto, perché lì ci rimborsano di più. Quindi lei può scegliere: o viene a operarsi in Veneto, oppure si opera qui, ma paga lei la differenza, sono 3.000 euro”». Ha aggiunto Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi Sinistra): «I presidenti delle 4 Regioni non hanno neanche avuto il buon gusto di chiedere testi specifici, calati nelle loro particolarità territoriali. I testi sottoposti al Parlamento, infatti, sono letteralmente identici tra loro, alla faccia dell’autonomia e della vocazione di ciascun territorio. Oppure dobbiamo pensare e temere che la contiguità territoriale delle 4 Regioni del nord e le intese-fotocopia disegnino quello che i primi leghisti sognavano: la Padania. Le pre-intese sarebbero così il primo passo verso la secessione del Nord, un atto sovversivo messo in piedi con l’asse dei sedicenti patrioti di FdI». LA REPLICA Il ministro Calderoli ha assicurato che i progetti saranno distinti: «Preannuncio sin d'ora che il Governo intende procedere alla predisposizione di un singolo disegno di legge per ciascuna Regione, corredando quest’ultimo di due distinti allegati contenenti gli schemi di intesa definitiva riferiti, rispettivamente, a la materia “Tutela della salute - Coordinamento della finanza pubblica” e alle materie non Lep». Quanto alle differenze fra i territori, il leghista ha respinto così i timori di “concorrenza sleale” generati dalla riforma: «Sulla sanità di serie A e B, qualcuno cita il Gimbe, ma quello che ha fotografato è lo stato dell'arte di oggi. La situazione delle liste d'attesa e della mobilità sanitaria può essere colpa dell'autonomia differe nziata che ancora non c'è? O può essere uno strumento di miglioramento? È la soluzione di tutti i problemi? Non lo so, ma iniziamo a provare». Calderoli ha citato alcuni dati, ad esempio quello per «spese di illuminazione e riscaldamento, che per il Veneto è di 0,6 euro pro capite e in Campania 14,6: magari andando a risparmiare qualcosa si riesce a risparmiare qualcosa da reinvestire nei servizi». L’IMPUGNAZIONE Ad ogni modo sulle pre-intese scatterà l’impugnazione, ha promesso il dem Decaro: «Lo farà la Puglia, ma spero che lo faccia anche la Campania e che lo faranno le altre Regioni del Sud». I giudici costituzionali si erano occupati del tema per la norma veneta di indizione del referendum consultivo, per la legge Calderoli e per la richiesta della sua abrogazione. Angela Pederiva © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Angela Pederiva Heading: Highlight: Image:IL DIBATTITO Nella foto grande Roberto Calderoli (Lega), ministro per gli Affari Regionali, al tavolo dell’autonomia differenziata. Sopra Antonio Decaro (Pd), presidente della Puglia biamo pensare e temere che la contiguità territoriale delle 4 Regioni del nord e le intese-fotocopia disegnino quello che i primi leghisti sognavano: la Padania. mo a provare» to alcuni dati, per «spese di scaldamento, di 0,6 euro pro nia 14,6: mag sparmiare qua sparmiare qua re nei servizi» L’IMPUGNAZIO Ad ogni mo scatterà l’imp -tit_org- «Autonomia, pronte 4 intese». La Puglia ricorre alla Consulta Autonomia, nuovo ricorso Calderoli: «Pronte 4 intese» -sec_org- tp:writer§§ Angela Pederiva guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072102077300889.PDF §---§ title§§ Arriva il sì definitivo alle pre-intese = Autonomia , il sì definitivo alle pre-intese spacca l'Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072101948003644.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "MANIFESTO" del 21 Jul 2026

Oggi il voto alla Camera: 4 regioni del Nord incassano la devoluzione sulle materie non Lep

pubDate§§ 2026-07-21T02:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072101948003644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072101948003644.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072101948003644.PDF tp:ocr§§ «SPACCA ITALIA» Arriva il sì definitivo alle pre-intese Autonomia, il sì definitivo alle pre-intese spacca l’Italia Oggi il voto alla Camera: 4 regioni del Nord incassano la devoluzione sulle materie non Lep II Oggi la Camera approverà le risoluzioni che impegnano il governo a concludere le Intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza su materie non Lep. L’ambito che fa più gola è legato alla sanità. Il presidente della Puglia Decaro: «Farò ricorso alla Consulta». INNAMORATI, CAPOCCI A PAGINA 6 II Oggi pomeriggio la Camera approverà le risoluzioni del centrodestra che impegnano il governo a concludere le Intese per devolvere a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria la competenza esclusiva su protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità. Dopo il via libera del Senato giovedì scorso, giunge a compimento il primo passaggio parlamentare che trasformerà la Repubblica Italiana in una confederazione, i cui profili non sono ancora chiari. Un esito non scontato anche perché il presidente della regione Puglia, Antonio Decaro, ha preannunciato il ricorso davanti alla Corte costituzionale perché la devoluzione della sanità danneggerebbe il Mezzogiorno, come per altro denunciato durante le audizioni dalla fondazione Gimbe e da altri esperti. L’INIZIATIVA DI DECARO apre un fronte non solo istituzionale, ma anche politico. I leader del centrodestra dovranno convincere, soprattutto nei prossimi passaggi parlamentari, i propri deputati e senatori meridionali della bontà della devolution, un dazio che Fdi paga alla Lega per il via libera alla riforma elettorale voluta da Meloni. Ieri nell’Aula di Montecitorio si è svolta la discussione generale sulle pre-Intese; i relatori della maggioranza, uno per ciascuna delle quattro regioni, hanno difeso le pre Intese portate in Parlamento dal governo dopo la firma il 18 febbraio; tutte le opposizioni hanno a loro volta sollevato criticità che dovrebbero indurre il governo a fermarsi. È quello che chiede la risoluzione unitaria (tutti tranne Azione); il ministro Roberto Calderoli ha replicato definendo «fake news» i rischi paventati dal centrosinistra. Ma le criticità sono state sollevate nelle settimane scorse dagli esperti in commissione. A partire dal fatto che le Intese sono la fotocopia l’una dell’altra, fatto confermato da alcuni refusi: nelle Intese del Veneto ad esempio si cita per errore il Piemonte. L’autonomia differenziata è legata alle particolarità territoriali, elemento su cui ha insistito la Corte costituzionale nel 2024, quando bocciò parte della legge Calderoli sull’Autonomia. Come si coniuga questo requisito con pre Intese fotocopia? LA DEVOLUZIONE di competenze che più spaventa è quella del coordinamento della finanza pubblica in tema di sanità: le quattro regioni avranno margini di manovra della spesa sanitaria totali. In Aula Gilda Sportiello (M5s) ha attaccato: «Volete riconoscere ulteriore autonomia a quattro regioni ignorando la Corte costituzionale, che ha completamente demolito il provvedimento che avevate fatto, e senza sapere cosa accadrà ai cittadini del resto del Paese. Ci sono divari territoriali che voi state suggellando, perché non vi interessa risolverli». Il turismo sanitario aumenterà, i costi saranno a carico delle regioni di provenienza dei pazienti, ma i cittadini del Nord vedranno allungarsi le liste d’attesa. Calderoli ha replicato domandando: «La sanità di serie A e di serie B possono essere colpa dell’Autonomia differenziata che ancora non c’è o l’Autonomia può essere uno strumento per risolvere questi problemi, dimostrando a chi è indietro che si può fare meglio?». Decaro ha preannunciato il ricorso alla Consulta quando le Intese verranno approvate in via definitiva dal Parlamento. In risposta, il presidente della Basilicata Vito Bardi (Fi) si è dissociato. Il futuro dipenderà anche dalla mobilitazione dell’opinione pubblica e della società civile. ---End text--- Author: GIOVANNI INNAMORATI Heading: Highlight: Image:Il ministro Calderoli in aula foto LaPresse -tit_org- Arriva il sì definitivo alle pre-intese Autonomia , il sì definitivo alle pre-intese spacca l’Italia -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNI INNAMORATI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072101948003644.PDF §---§ title§§ Cure al test della sicurezza con monitoraggio ad hoc link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105906915.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "ITALIA OGGI" del 21 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-21T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105906915.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105906915.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105906915.PDF tp:ocr§§ Cure al test della sicurezza con monitoraggio ad hoc Consolidare il legame tra attività scientifica e assistenza, sviluppare strumenti per valutare la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti, gli studi clinici e la centralità della persona. Sono questi gli obiettivi principali del nuovo Programma di Ricerca Corrente Agenas 2025-2027 approvato dal Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute il 3 dicembre 2025 e avviato ufficialmente con il primo incontro nazionale tra l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (AGENAS) Agenas, Ministero della Salute e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Nello specifico, la nuova attività coinvolge i 55 IRCCS italiani, di cui 25 pubblici e 30 privati, e dà continuità alle attività svolte nel triennio 2022-2024, ampliandone gli ambiti di intervento per mettere a disposizione del Servizio sanitario nazionale metodologie e indicatori condivisi a supporto della qualità dell'assistenza, dell'innovazione e del trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica organizzativa e clinica. Le attività previste si articoleranno in quattro linee progettuali: - la valutazione della sicurezza delle cure mediante strumenti dedicati al monitoraggio del rischio clinico; - la valutazione degli studi clinici con indicatori condivisi per misurarne qualità e impatto; - la promozione della centralità della persona, attraverso strumenti per valutare l'esperienza dei pazienti e l'umanizzazione dell'assistenza; - e, infine, la valutazione dell'assistenza, attraverso il consolidamento degli indicatori sulle performance assistenziali e organizzative. Il Programma, si inserisce nel percorso di riforma degli IRCCS previsto dal decreto legislativo n. 200 del 2022, aggiornato dal decreto legislativo n. 67 del 2026 che ha come scopo finale quello di delineare un nuovo assetto normativo della ricerca sanitaria e dell'assistenza clinica in Italia. Pasquale Quaranta ______© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: Pasquale Quaranta Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cure al test della sicurezza con monitoraggio ad hoc -sec_org- tp:writer§§ Pasquale Quaranta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105906915.PDF §---§ title§§ Sanità, cresceranno i divari su personale e prestazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106006920.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "MANIFESTO" del 21 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-21T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106006920.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106006920.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106006920.PDF tp:ocr§§ LA PUGLIA: RICORSO ALLA CONSULTA Sanità, cresceranno i divari su personale e prestazioni II Anche se l’organizzazione sanitaria è in buona parte già affidata alle regioni, le pre-intese sull’autonomia differenziata erodono i pochi aspetti unificanti della tutela della salute. Il rischio è che il divario tra nord e sud, già molto ampio, si amplifichi ulteriormente. Tra le norme che verrebbero introdotte con l’adozione definitiva delle intese, c’è la possibilità per ogni regione di «definire in autonomia la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti, in deroga alla normativa vigente in materia». Le Regioni potranno dunque decidere in proprio il prezzo da pagare alla sanità privata per acquistare le prestazioni, con la possibilità di attrarre investimenti e personale (già scarso) in cambio di rimborsi più alti. Non è una totale novità, perché nella finanziaria 2025 la possibilità era già stata assicurata ma a condizione di mantenere gli equilibri di bilancio. Con l’autonomia differenziata, le regioni interessate avranno mano libera. Nel dibattito in aula ci ha pensato la deputata Marianna Ricciardi (M5S) a spiegarne le conseguenze: «Le regioni del Nord avranno la possibilità di decidere quanto pagare le strutture private per una data prestazione e i grandi gruppi che hanno sedi in tutta Italia indurranno i pazienti del Sud ad andare a operarsi nelle loro sedi del Nord». Ad allargare il fossato si aggiunge un altro articolo delle intese, che permette alle regioni autonome di superare i tetti di spesa per il personale che pesano sulle altre. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria potranno andare per conto proprio sul reclutamento e sui compensi per medici e infermieri. Sul punto, alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, il ministro della salute Schillaci ha assicurato: «Gli accordi non introducono contratti regionali né consentono trattamenti economici differenziati». Detto questo, nulla impedirà di modulare incentivi e indennità per medici e infermieri (a patto di caricare la spesa sul bilancio regionale) e rendere più attrattivo lavorare nelle regioni del nord interessate dalle intese. Per le altre, trovare medici diventerà ancora più difficile. Le intese non spiegano (come invece aveva richiesto la Corte costituzionale) le ragioni e i vantaggi per i cittadini derivanti dell’autonomia. Anzi, lo fanno ma in modo maldestro: nell’intesa che riguarda il Veneto, si afferma l’intento di rendere appetibili le professioni sanitarie «con particolare riferimento alle aree disagiate e alle zone montane che costituiscono una parte significativa del territorio piemontese» (sic). Non è l’unico errore ed è il segnale di un frettoloso «copia e incolla» che spiega meglio di molte analisi la natura ideologica dell’autonomia in chiave padana. Le altre regioni non stanno a guardare. A guidare la carica è il presidente dem della regione Puglia Antonio Decaro: «Faremo sicuramente ricorso alla Consulta ma spero che lo faccia anche la Campania e le altre regioni del Sud». Decaro non vorrebbe farne un tema di opposizione («il governo è sempre un alleato» dice conciliante) e chiama all’appello anche quelle governate dalla destra: «Stiamo facendo tanti sforzi per recuperare i gap e ridurre le disuguaglianze: in questo modo, almeno sul piano sanitario, rischiamo invece di creare un divario che sarà molto difficile colmare in futuro». Declina l’invito trasversale Vito Bardi, presidente forzista della Basilicata, che derubrica le critiche alle intese a «speculazioni politiche prive di qualsiasi riscontro». Per Calabria e Abruzzo parla direttamente il padre della riforma, Roberto Calderoli: «Non so se qualcuno ha verificato che ho iniziato a interloquirci». Oltre ai ricorsi c’è la piazza. Mentre in aula si svolgerà il voto finale sul provvedimento, a Montecitorio i «comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata» e il «tavolo No autonomia differenziata» oggi terranno un presidio a partire dalle 16.30. Aderiscono i partiti d’opposizione, le sigle sindacali Cgil, Cobas, Usb e oltre cento associazioni che in questi mesi hanno animato assemblee e iniziative in tutta Italia. Oggi chi potrà sarà a Roma. ---End text--- Author: ANDREA CAPOCCI Heading: Highlight: Oggi la protesta di sindacati e comitati a Roma, in piazza Montecitorio Image:foto LaPresse -tit_org- Sanità, cresceranno i divari su personale e prestazioni -sec_org- tp:writer§§ ANDREA CAPOCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106006920.PDF §---§ title§§ Medici, alt a vincolo esclusiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106806912.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "SOLE 24 ORE" del 21 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-21T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106806912.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106806912.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106806912.PDF tp:ocr§§ medici, alt a vincolo esclusiva medici, alt a vincolo esclusiva Eliminare il vincolo di esclusività per i medici del Servizio sanitario nazionale, consentendo loro di svolgere attività professionale in strutture private o nelle Case di comunità al di fuori dell'orario di servizio. È l'obiettivo di un emendamento presentato da Forza Italia alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie, che sarà votato la prossima settimana dalla Commissione Affari sociali della Camera. Contrario il sindacato dei medici ospedalieri Anaao che parla di «colpo di mano» e si prepara allo stato di agitazione ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici, alt a vincolo esclusiva -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103106806912.PDF §---§ title§§ La procura: "Altri fatti oltre il video" Scudo penale per agenti e infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105706917.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "STAMPA" del 21 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-21T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105706917.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105706917.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105706917.PDF tp:ocr§§ Verifiche sulle chiamate al medico e sul farmaco per l’asma. Il precedente raccontato da un rapper La procura: “Altri fatti oltre il video” Scudo penale per agenti e infermieri L’INCHIESTA FILIPPO FIORINI BOLOGNA L’ inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir è partita con prudenza. Il procuratore di Bologna, Paolo Guido, ha aperto ieri un fascicolo per «chiarire circostanze e cause del decesso». Ne fanno parte i due poliziotti che domenica hanno eseguito l’arresto e i quattro infermieri che assistevano alla scena. È escluso il passante chiamato a dare una mano. Non è un normale registro degli indagati, ma un’annotazione preliminare. È la seconda volta che la si usa. È una modifica introdotta a febbraio dal decreto sicurezza. I critici l’hanno definita uno «scudo penale» a favore delle forze dell’ordine. Perché, se un possibile reato viene commesso con una causa giustificabile (legittima difesa, uso legittimo delle armi), permette agli inquirenti di fare accertamenti, senza un avviso di garanzia. Il procuratore ha anche precisato che «i fatti sono di più ampi rispetto al video diffuso in rete», che molto sta facendo discutere, anche nella sede regionale della Rai, dove giornalisti e direzione litigano sul modo in cui si doveva dare la notizia. La ricostruzione di quanto accaduto prima del filmato, comunque, resta divisa su due versioni. Nella prima, fonti della Questura spiegano di essere stati chiamati perché un uomo alterato dava in escandescenze. Arrivata la volante, lo trova che danneggiava una macchina e cerca di calmarlo. Davanti alla sua resistenza, però, chiede un intervento medico per una crisi psichiatrica. Poi, usano lo spray al peperoncino per immobilizzarlo. Altri testimoni, invece, dicono che Fakir era agitato, ma inoffensivo. Qui emerge la prima stortura: se la polizia ha chiesto un medico, perché sono arrivati quattro infermieri? Proprio il loro ruolo di spettatori che non colgono i segni di agonia, è uno degli aspetti da verificare. Nel video, si sente uno dei paramedici dire: «Stavo cercando di chiamare la centrale, ma cade la linea costantemente». Tenta e ritenta col telefono, mentre ancora Fakir dà segni di vita. Secondo l’Ausl, gli rispondono alle 12,36. Alle 12,53 arriva il dottore e constata il decesso. Un’altra sequenza ambigua riguarda un oggetto non riconoscibile. Compare nei secondi in cui Fakir smette di lamentarsi. Lo raccoglie uno dei curiosi e lo porge all’unico poliziotto presente in quel momento. L’audio è disturbato, ma sembra che il dialogo sia: «È vostro questo? È dell’altro agente?». E il poliziotto: «Ah, vedi cosa voleva prendere?». Mentre si divincolava, Fakir aveva usato un braccio per cingere la gamba di uno dei poliziotti. Non è chiaro lo scopo, ma siccome era asmatico, forse cercava di prendere un inalatore d’emergenza dalla tasca, e quell’oggetto è proprio il suo “puff”. Intanto, emergono ombre sul passato di uno degli agenti e della vittima. In merito a quest’ultima, il sindacato di polizia Coisp ha denunciato che aveva precedenti per spaccio, evasione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. In quanto al poliziotto, il rapper bolognese Enrico “Bubu” Abumhere ha raccontato a La Stampa di essere stato «malmenato, insultato e minacciato» una settimana fa da un gruppo di agenti che lo ha fermato di notte. Ha diffuso un video in cui lo si vede subire un fermo concitato. Nessuno dei sette operatori è riconoscibile, ma lui è sicuro «al 100% che il più scorretto nel maltrattarmi, era lo stesso del caso Fakir». L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi invita a non strumentalizzare: «Non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social», ma il rispetto e la giustizia». — ---End text--- Author: FILIPPO FIORINI Heading: Highlight: Polemiche sul servizio tagliato del Tg regionale L’arcivescovo Zuppi “Non strumentalizzare” Image:Al Pilastro. Le volanti intervenute domenica dopo la morte di Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia -tit_org- La procura: “Altri fatti oltre il video” Scudo penale per agenti e infermieri -sec_org- tp:writer§§ FILIPPO FIORINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/21/2026072103105706917.PDF §---§