title§§ L ' appello Fimmg: «Presentatevi al corso seguite la professione di medico di famiglia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001737804531.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "EDICOLA PER L'ITALIA" del 20 Jul 2026

La Federazione italiana di categoria lancia un invito ai neo laureati in vista del 27 luglio, quando scadrà il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso per l ' ammissione al Corso di Formazione Specifica valido per il triennio 2026-2029

pubDate§§ 2026-07-20T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001737804531.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001737804531.PDF', 'title': "EDICOLA PER L'ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001737804531.PDF tp:ocr§§ L’appello Fimmg: «Presentatevi al corso seguite la professione di medico di famiglia» La Federazione italiana di categoria lancia un invito ai neo laureati in vista del 27 luglio, quando scadrà il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica valido per il triennio 2026-2029 CARENZA DI PERSONALE 2 ROMA «Presentatevi al corso, abbracciate la professione di medico di famiglia». E’ un appello accorato quello che la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) lancia ai giovani laureati in vista del 27 luglio, quando scadrà il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale relativo al triennio 2026-2029, con 2.621 borse disponibili. Un appello ai giovani medici a «cogliere questa opportunità e a scegliere una professione destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel Servizio sanitario nazionale». Il 27 luglio è per la Fimmg un appuntamento importante in un momento di forte difficoltà: i dottori di base sono attualmente circa 37mila e all’appello ne mancherebbero oltre 5.700. Una carenza destinata ad aggravarsi anche per i previsti prossimi pensionamenti, mentre le sfide da affrontare sono tante, a partire dal nuovo ruolo di questi professionisti nelle Case di comunità. Lo scorso anno sono stati messi a bando circa 2.200 posti, ma si è registrato un fenomeno di forte calo delle domande di partecipazione in molte aree d’Italia. «Siamo di fronte ad una carenza di medici di base gravissima - afferma Pier Luigi Bartoletti, vice segretario Fimmg -. L’auspicio è che questo concorso possa segnare un cambiamento. I medici di famiglia hanno un ruolo centrale nel prendere in carico il paziente nella sua globalità, e saranno sempre più necessari in vista dell’invecchiamento della popolazione». Il punto, osserva, «è rendere più attrattiva la professione. Crediamo che le nuove Case di comunità, dove i medici di base avranno un ruolo centrale, se utilizzate in maniera intelligente potranno aiutare a diminuire anche la burocrazia, oltre a semplificare i percorsi». Dal punto di vista economico, l’impegno nelle Case di comunità - per un massimo di 6 ore settimanali - prevede un compenso aggiuntivo pari ad una tariffa oraria fissa di 38,72 euro lordi, con un guadagno mensile stimato per i professionisti che svolgono il massimo delle ore previste di circa 1.000 euro in più al mese. La Fimmg auspica una massiccia risposta al nuovo corso, a fronte di un quadro generale critico secondo gli ultimi dati della Fondazione Gimbe. In Italia mancano, rileva Gimbe, 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (643), Emilia-Romagna (502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (358). Il rapporto ottimale dovrebbe essere di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali, dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. E la situazione è destinata ad aggravarsi: tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici di base hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, mentre cresce la domanda dei cittadini considerando che già oggi in Italia si contano quasi 14,6 milioni di over 65 ed oltre la metà soffre di due o più malattie. Fuori dalle grandi città, poi, il medico di famiglia è, in alcuni casi, una figura introvabile. Intere aree interne, piccoli comuni e comunità montane ne sono rimaste prive. ---End text--- Author: MANUELA CORRERA Heading: CARENZA DI PERSONALE Highlight: Le borse disponibili sono 2.621. I dottori di base sono 37mila ne mancherebbero più di 5.700 Image:L'appello di Fimmg ai neo laureati a partecipare al concorso -tit_org- L ’ appello Fimmg: «Presentatevi al corso seguite la professione di medico di famig lia» -sec_org- tp:writer§§ Manuela Correra guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001737804531.PDF §---§ title§§ Medici di base cercansi La Fimmg: in Italia ne mancano oltre 5.700 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001948903702.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 20 Jul 2026

Il 27 scade termine per corso formazione

pubDate§§ 2026-07-20T03:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001948903702.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001948903702.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001948903702.PDF tp:ocr§§ Medici di base cercansi La Fimmg: in Italia ne mancano oltre 5.700 Il 27 scade termine per corso formazione SANITÀ l ROMA. «Presentatevi al corso, abbracciate la professione di medico di famiglia». E’ un appello accorato quello che la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) lancia ai giovani laureati in vista del 27 luglio, quando scadrà il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso per l’ammissione al corso di formazione specifica in Medicina Generale relativo al triennio 2026-2029, con 2.621 borse disponibili. Un appello ai giovani medici a «cogliere questa opportunità e a scegliere una professione destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel Servizio sanitario nazionale». I dottori di base sono attualmente circa 37mila e all’appello ne mancherebbero oltre 5.700. Una carenza destinata ad aggravarsi anche per i previsti prossimi pensionamenti, mentre le sfide da affrontare sono tante, a partire dal nuovo ruolo nelle Case di comunità. Lo scorso anno sono stati messi a bando circa 2.200 posti, ma si è registrato un fenomeno di forte calo delle domande di partecipazione. «Siamo di fronte ad una carenza di medici di base gravissima - dice Pier Luigi Bartoletti, vice segretario Fimmg -. L’auspicio è che questo concorso possa segnare un cambiamento. I medici di famiglia hanno un ruolo centrale nel prendere in carico il paziente nella sua globalità, e saranno sempre più necessari in vista dell’invecchiamento della popolazione». Il punto, osserva, «è rendere più attrattiva la professione. Crediamo che le nuove Case di comunità, dove i medici di base avranno un ruolo centrale, se utilizzate in maniera intelligente potranno aiutare a diminuire anche la burocrazia, oltre a semplificare i percorsi». Dal punto di vista economico, l’impegno nelle Case di comunità - per un massimo di 6 ore settimanali - prevede un compenso aggiuntivo pari ad una tariffa oraria fissa di 38,72 euro lordi, con un guadagno mensile stimato per i professionisti che svolgono il massimo delle ore previste di circa 1.000 euro in più al mese. M La ne Il 27 La Fimmg auspica una massiccia risposta al nuovo corso, a fronte di un quadro generale critico secondo gli ultimi dati della Fondazione Gimbe. In Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Le situazioni più critiche si registrano in quasi tutte le più grandi: Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Il rapporto ottimale dovrebbe essere di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa e marcate differenze regionali, dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. E la situazione è destinata ad aggravarsi: tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici di base hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, mentre cresce la domanda dei cittadini considerando che già oggi in Italia si contano quasi 14,6 milioni di over 65 ed oltre la metà soffre di due o più malattie. Fuori dalle grandi città, poi, il medico di famiglia è, in alcuni casi, una figura introvabile. Intere aree interne, piccoli comuni e comunità montane ne sono rimaste prive. Da qui l’appello della Fimmg, che ricorda come si stia pure lavorando alla costruzione di un percorso universitario di specializzazione in medicina generale, che equipari anche l’importo economico delle borse, attualmente inferiore per il corso di medicina generale rispetto alle borse di specializzazione universitarie. [ansa] ---End text--- Author: MANUELA CORRERA Heading: SANITÀ Highlight: Image:MEDICI DI FAMIGLIA In Italia sono attualmente circa 37mila Per il corso di formazione in scadenza a fine mese sono disponibili 2.621 borse L’opportunità delle Case di comunità -tit_org- Medici di base cercansi La Fimmg: in Italia ne mancano oltre 5.700 -sec_org- tp:writer§§ Manuela Correra guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001948903702.PDF §---§ title§§ Intervista a Letizia Moratti - «Rapporto medico-paziente e sistema di retribuzione Così riformiamo la sanità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976703944.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "CORRIERE DELLA SERA" del 20 Jul 2026

Moratti e le proposte di FI: non si scelga per emergenza

pubDate§§ 2026-07-20T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976703944.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976703944.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976703944.PDF tp:ocr§§ «Rapporto medico-paziente e sistema di retribuzione Così riformiamo la sanità» MorattielepropostediFI:nonsiscelgaperemergenza ROMA «È arrivata l’occasione giusta per mettere in campo la nostra proposta, presentata a gennaio 2025, che dà certezza a Regioni, medici e soprattutto ai pazienti». L’europarlamentare di Forza Italia Letizia Moratti rilancia il progetto azzurro sulla riorganizzazione dell’assistenza extraospedaliera. FI ha convocato per oggi un tavolo sulla sanità, all’ordine del giorno i problemi più urgenti. Moratti accoglie con favore l’accordo raggiunto tra governo e alcuni sindacati della medicina di base che «consente di garantire l’avvio delle Case di comunità e di rafforzare le cure sul territorio senza compromettere il rapporto fiduciario tra medici e assistiti». Bene anche lo stop della riforma annunciata dal ministro Schillaci che prevedeva il passaggio di questi professionisti, oggi in convenzione, alla dipendenza progressiva. Visto l’urgenza, considerata la contrarietà dei partiti di maggioranza, meglio puntare su un’intesa preliminare. Riforma spuntata? «Lo dimostrano i numeri. I medici di famiglia sono passati da 42.009 nel 2019 a 36.812 nel 2025. Oltre 5mila in meno, pari al 14% e quasi tutti stanno raggiungendo il massimo numero di persone seguite. Per loro sarebbe stato difficile garantire 6 ore del loro lavoro per 48 settimane al di fuori degli ambulatori. Il problema non è solo la dipendenza, alla quale ci siamo sempre opposti sostenendo che i medici dovessero mantenere lo status di liberi professionisti in convenzione». Qual è? «L’incertezza in cui si lasciavano i medici di famiglia sull’impiego delle ore aggiuntive. Chi avrebbe valutato il lavoro svolto nelle Case di comunità? Che tipo di lavoro? Sono temi che incidono sulla remunerazione e che non devono restare indietro. Con grande senso di responsabilità la categoria ha comunque accettato l’atto di indirizzo del ministero della Salute. Presteranno le 6 ore di servizio nelle 48 settimane, in attesa della nuova convenzione che comunque li deve confermare indipendenti, autonomi». E qui si innesta la sua proposta. «Riprendiamola in mano. Il carico richiesto ai medici di base è di 38 ore, suddivise tra studio e strutture pubbliche incluse le Case di comunità, in proporzione al numero di pazienti seguiti. Chiediamo, inoltre, che non vengano retribuiti per il numero dei pazienti (in quota capitaria) ma per numero di ore e questo non svantaggerebbe chi lavora nei piccoli Comuni e ha meno iscritti». Questo secondo lei faciliterebbe la collaborazione e quindi il funzionamento delle Case di comunità? «Non ho dubbi. L’assistenza territoriale verrà garantita e la professione tornerà attrattiva spingendo i nostri giovani a abbracciarla. I pazienti avranno la certezza del rapporto fiduciario col medico, le Regioni potranno contare su un numero maggiore di ore di servizio. Un sistema equilibrato». Perché Forza Italia non era favorevole alla riforma? «Qualsiasi riforma non può essere dettata dall’emergenza, in questo caso aprire le Case di comunità, ma deve poggiare sull’analisi dei bisogni e sulla condivisione. Non si è tenuto conto del contesto complessivo». Un vostro emendamento alla legge di Bilancio prevede di abolire l’incompatibilità dei medici dipendenti e convenzionati, Schillaci si è detto in linea. «Specialisti ambulatoriali e ospedalieri al di fuori dell’orario di lavoro potranno prendere servizio nelle Case di comunità. Viene a cadere una vecchia disciplina introdotta nel ‘91 che determinava rigidità e ostacolava l’integrazione tra città e ospedale. Si passa a un modello più flessibile». Le Case di comunità colmeranno davvero i buchi dell’assistenza territoriale? «Sono molto importanti, 1038, ma in numero limitato rispetto agli studi di famiglia. Non credo che basterà. Va potenziata la telemedicina, puntare su nuove tecnologie che permettono diagnosi e prescrizione a distanza». © RIPRODUZIONE RISERVATA di Margherita De Bac ---End text--- Author: Margherita De Bac Heading: Highlight: ? Chiediamo che i medici d i base non vengano retribuiti per numero di pazienti ma per numero di ore così da non svantaggiare chi ha meno iscritti Image:Il profilo ? Letizia Moratti, 76 anni, deputata Ue e presidente della Consulta della segreteria di Forza Italia. Ex presidente Rai, ministra dell’Istruzione nel Berlusconi II e III, sindaca di Milano dal 2006 al 2011, è stata assessora al Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia -tit_org- Intervista a Letizia Moratti - «Rapporto medico-paziente e sistema di retribuzione Così riformiamo la sanità» -sec_org- tp:writer§§ Margherita De Bac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976703944.PDF §---§ title§§ Piccolo mondo fragile Gli anziani lasciati soli davanti alla via d'uscita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976403945.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 20 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-20T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976403945.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976403945.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976403945.PDF tp:ocr§§ L’EMERGENZA SOCIALE In aumento gli omicidi-suicidi Piccolo mondo fragile Gli anziani lasciati soli davanti alla via d’uscita Una tragedia che lascia poco spazio ai dubbi. Gli accertamenti, le testimonianze dei vicini e il ritrovamento in casa di un testo scritto con le ultime volontà parlano anche stavolta di omicidio-suicidio. Un caso, quello che si è consumato all’alba di sabato in un appartamento al quarto piano di un condominio in via Shakespeare, zona Corticella, alla periferia di Bologna, simile ad altri episodi anche recenti. Roberto Rizzioli, 81 anni, avrebbe ucciso nel sonno con due colpi di pistola (detenuta rego- PAURA DI VIVERE larmente), la moA Bologna 81enn glie, Gianna Galletti, 86 anni. Poi ha ammazzato si è spostato in un’altra stanza la moglie malata per spararsi un poi si è ucciso terzo colpo, anche per lui letale. Una tragedia sim La tragedia faanche in Versilia miliare, dai primi riscontri, sarebbe legata alle gravi condizioni di salute della donna. I due corpi senza vita sono stati scoperti intorno alle 6.30 dai vicini di pianerottolo, insospettiti prima da alcuni rumori e poi dalla porta di casa trovata socchiusa. Un gesto, questo, forse dello stesso 81enne, per non ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine e il ritrovamento. In casa è stato trovato un biglietto di addio, con le ultime volontà dell’uomo e alcuni riferimenti al testamento. Una circostanza che confermerebbe un quadro di sofferenza legato alla grave malattia che da qualche tempo aveva colpito la 86enne. Da qui, forse, il desiderio di farla finita, non è chiaro se maturato dall’uomo o da entrambi i coniugi. Sulle vittime sarà comunque eseguita l’autopsia. L’incarico è stato conferito a un medico legale dalla pm di turno, Francesca Arienti. La morte dei due coniugi, che non avevano figli, ha sconvolto gli abitanti del palazzo dove abitavano da più di 20 anni e dove «il signor Roberto» si dava molto da fare anche per la pulizia e la cura degli spazi comuni. La coppia è stata descritta come molto unita e priva di contrasti, «persone d’oro, sempre così gentili». Appena la scorsa settimana, all’ospedale Versilia, a Lido di Camaiore (Lucca), Franco Rossi, 86 anni, ha ucciso accoltellandola l’ex moglie, Myria Dini, 67 anni, per poi togliersi la vita, lanciandosi da una finestra del terzo piano della stessa struttura sanitaria. Qui la donna era ricoverata nel reparto di Riabilitazione per gravi problematiche neurologiche. Tragedie fotocopia che aprono IL FENOMENO a quesiti che vanGiordani, oncolo no oltre il singolo caso di cronaca. la persona va pre Perché, al di là del nome e della in carico al 100% località, il comu- serve investire di ne denominatore è la malattia – o le su telemedicina malattie – assoe Terzo Settore ciate all’età avanzata, dunque al rischio di solitudine e di inadeguatezza economica. «I nostri sistemi sanitari e di assistenza territoriale pubblica devono attrezzarsi per dare una risposta ai nuovi bisogni, più articolati e numerosi», spiega a L’Altravoce il dottor Stefano Giordani, medico oncologo, già responsabile della Oncologia territoriale AUSL di Bologna e attualmente Direttore scientifico dell’Associazione Onconauti: «Ciò che il Ssn fatica a gestire - aggiunge - è il sovrapporsi delle cronicità di malattia alla fragilità psico-sociale. Quando una persona si ammala, soprattutto se anziana, quella malattia si aggiunge spesso a episodi pregressi di altre patologie croniche, come ad esempio una cardiopatia o una patologia neurologica od osteomuscolare. Rispetto a questi casi, intervenire come fa oggi il Ssn – ossia separatamente per ciascuna patologia – richiede enormi risorse, anche da parte delle famiglie». Tenuto conto, va sottolineato, che ormai quasi un quarto della spesa sanitaria è sostenuta dal singolo o dalla famiglia, a fronte però di molte persone, quelle più fragili, che non possono contare su un’assistenza di prossimità o su redditi sufficienti. «Il passaggio è epocale – prosegue Giordani – ed è quello che va dall’assistenza medica centrata sulla malattia, ormai insostenibile soprattut to negli anziani, alla presa in carico della persona. In più, vanno fatti investimenti, peraltro già previsti nel Piano Nazionale della Prevenzione, per incentivare stili di vita che funzionano come prevenzione e rallentamento della cronicità». Questi nuovi bisogni richiedono investimenti sugli strumenti più adeguati. «I due grandi interventi che occorre accelerare sono, da un lato, sul versante della telemedicina, con team di professionisti che dialogano tra loro e intercettano meglio anche i bisogni assistenziali di ogni paziente, dall’altro sull’aumento di risorse destinate al Terzo settore. Con regole chiare, certo, ma il Ssn deve aprirsi di più al volontariato, che va visto non più come semplice erogatore di beneficenza ma come partner indispensabile, in possesso proprio delle soft skill adeguate a far sentire meno soli il malato e i suoi familiari». Una sinergia già sperimentata e ben riuscita, quella tra sanità territoriale pubblica e Terzo settore, attraverso proprio l’associazione Onconauti di Bologna, che nell’ambito della Rete Oncologica Metropolitana, grazie ai propri Centri di Terapie Integrate, dà il proprio contributo a una presa in carico dei bisogni della persona la più completa possibile. ---End text--- Author: GIOVANNA GUECI Heading: Highlight: PAURA DI VIVERE A Bologna 81enne ha ammazzato la moglie malata poi si è ucciso Una tragedia simile anche in Versilia IL FENOMENO Giordani, oncologo: la persona va presa in carico al 100% serve investire di più su telemedicina e Terzo Settore Image:IL MAL DI VIVEREPer gli anziani la solitudine e la paura di dover affrontare la malattia propria o del coniuge diventano sempre più spesso un peso insostenibile: una vera e propria emergenza sociale Il costo dei farmaci è spesso un ostacolo -tit_org- Piccolo mondo fragile Gli anziani lasciati soli davanti alla via d’uscita -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNA GUECI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976403945.PDF §---§ title§§ Norme & Tributi - Per i danni futuri coperte le cure in cliniche private = Danni futuri, sì al risarcimento dei costi di cura in strutture private link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976603943.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "SOLE 24 ORE" del 20 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-20T04:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976603943.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976603943.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976603943.PDF tp:ocr§§ giustizia Per i danni futuri coperte le cure in cliniche private Danni futuri, sì al risarcimento dei costi di cura in strutture private Le prestazioni devono essere necessarie o utili e la scelta giustificata dal caso concreto Non occorre munirsi della prescrizione di un medico del Ssn Responsabilità civile Sì al risarcimento delle cure per la persona danneggiata anche quando sceglie la sanità privata. Per la Cassazione, infatti, non c’è l’obbligo di rivolgersi alle strutture pubbliche. Codrino e Ha2an —a pag. 26 Maurizio Ha2an La persona danneggiata – che abbia subito lesioni fisiche e necessiti di prestazioni sanitarie – non è costretta a rivolgersi alla sanità pubblica per le cure. E, quando opti per l’assistenza privata, i costi sostenuti integrano di norma un danno risarcibile, purché si tratti di prestazioni necessarie o comunque utili e la scelta risulti ragionevolmente giustificata dalle circostanze del caso concreto. L’obbligato al risarcimento può però contestare questo danno, dimostrando che il maggior costo per le cure private sia una spesa superflua, evitabile con l’ordinaria diligenza perché sostituibile, senza sacrifici apprezzabili, con prestazioni equivalenti disponibili presso il servizio sanitario pubblico o convenzionato. Lo ha stabilito la Cassazione che, con l’ordinanza 16925 del 29 maggio 2026, è tornata sul tema del risarcimento del danno patrimoniale futuro per spese di cura. Il caso e la decisione Nel caso di responsabilità sanitaria ora esaminato dalla Cassazione, il ricorrente lamentava la mancata liquidazione, da parte della Corte d’appello, delle spese future necessarie per le protesi, richieste a seguito dell’amputazione di un arto, sul presupposto che non fosse stata prodotta una prescrizione del Servizio sanitario nazionale né dimostrata l’impossibilità di ottenere gratuitamente prestazioni equivalenti. Secondo il giudice di merito, la possibilità di accedere alle prestazioni pubbliche impediva il riconoscimento dei costi prospettati, ritenendo che il danneggiato non avesse fornito la prova della necessità di ricorrere a cure diverse da quelle messe a disposizione dal Servizio sanitario nazionale. La Suprema corte ha cassato la decisione, ribadendo che i costi sostenuti – o destinati a essere sostenuti – per il trattamento delle conseguenze di un illecito sono, in linea di principio, integralmente risarcibili anche quando riguardino prestazioni private o tecnologicamente più avanzate rispetto a quelle offerte dal Servizio sanitario nazionale. Non esiste, infatti, l’obbligo per il danneggiato di rivolgersi al sistema pubblico, né la prescrizione di un medico del Ssn costituisce condizione per il riconoscimento del diritto al risarcimento. L’astratta possibilità di poter fruire di prestazioni pubbliche, inoltre, non è da sola sufficiente ad escludere il risarcimento per spese di cura, a meno che il responsabile dimostri che il maggior costo era concretamente evitabile mediante il ricorso a prestazioni equivalenti, tempestivamente accessibili e prive di apprezzabili sacrifici per il danneggiato in base all’articolo 1227, comma 2, del Codice civile. L’ordinanza rafforza il principio già affermato dalla Cassazione nella sentenza 29308/2023, richiamata nell’ordinanza stessa. A differenza del precedente del 2023, tuttavia, la Suprema corte ha chiarito che spetta al danneggiante dimostrare la concreta evitabilità della maggiore spesa e non al danneggiato provare l’impossibilità di ricorrere al servizio pubblico. Rc auto Se il principio pare quindi consolidato nell’ambito della responsabilità civile in generale, nella Rc automobilistica, una disposizione di settore (articolo 334 del Codice delle assicurazioni private, Dlgs 209/2005) potrebbe portare a conclusioni parzialmente diverse. Questa norma prevede infatti che il 10,5% dei premi della Rc auto sia destinato al Servizio sanitario nazionale per finanziare le prestazioni erogate alle vittime della strada e per escludere le azioni di rivalsa spettanti alle Regioni e agli altri enti del Ssn nei confronti del respons abile civile e del suo assicuratore. La Cassazione in passato (sentenza 24289/2017) ha già evidenziato che questo meccanismo realizza un equilibrio di sistema: da un lato finanzia le prestazioni rese dal servizio pubblico, dall’altro esclude che quest’ultimo possa rivalersi sul responsabile del sinistro. La disciplina sembra dunque presupporre che, nella normalità dei casi di Rc auto, il danneggiato si dovrebbe rivolgere in via preferenziale al Servizio sanitario nazionale. Altrimenti – e ipotizzando, per assurdo, un generalizzato ricorso alle strutture private o a dispositivi integralmente acquistati sul mercato – il contributo previsto dall’articolo 334 del Codice delle assicurazioni private perderebbe gran parte della propria funzione economica. Ciò non significa, naturalmente, che il ricorso a prestazioni private o a protesi tecnologicamente più avanzate debba essere escluso. La stessa giurisprudenza di legittimità riconosce appunto che le prestazioni “alternative” possono essere integralmente risarcite quando la loro scelta sia giustificata dalle circostanze concrete. Rimane tuttavia aperto il tema del coordinamento tra questo principio e la disciplina pubblicistica del finanziamento del Ssn. È una questione che la Cassazione non ha mai espressamente affrontato e che potrebbe assumere rilievo anche sotto il profilo del riparto degli oneri probatori, soprattutto nei casi in cui il responsabile invochi l’applicazione dell’articolo 1227, comma 2, del Codice civile facendo leva proprio sull’esistenza di prestazioni equivalenti erogabili dal servizio pubblico a cui il sistema normativo della Rc auto guarda come opzione, se non preferita, almeno “naturale”. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Andrea Codrino Heading: Responsabilità civile Highlight: Da valutare l’applicabilità ai danni da circolazione stradale, visto il prelievo sui premi a favore della sanità pubblica Image: -tit_org- Norme & Tributi - Per i danni futuri coperte le cure in cliniche private Danni futuri, sì al risarcimento dei costi di cura in strutture private -sec_org- tp:writer§§ Andrea Codrino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/20/2026072001976603943.PDF §---§