title§§ Sanità in lista d'attesa Anche la classe media non riesce più a curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601947103668.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T02:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601947103668.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601947103668.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601947103668.PDF tp:ocr§§ NELL'IMMOBILISMO DEL GOVERNO Sanità in liSta d,attesa An Ch e l a C' as S e m e di a non riesce più a curarsi «Aumentano le famiglie del ceto medio in difficoltà economiche. Perle prestazioni sanitarie, chi può si rivolge al privato, chi non può rinuncia. E c'è chi si indebita» dice De Silverio «Vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio». Così ha detto Giorgia Meloni a giugno all'assemblea di Confcommercio. Parole che sìi scontrano con una realtà fatta di salari che perdono potere d'acquisto e crescenti disparità nell'accesso a welfare e servizi. Gli ultimi dati su redditi, salute pubblica e condizioni sociali restituiscono lospaccato di un paesecheseguela china dell'impoverimento, che arriva a erodere anche la tenuta del ceto medio. Chi attende, chi rinuncia La nuova indagine della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) fotografail rapporto della popolazione con liste d'attesa e intramoenia. Secondo la ricerca, condotta nel giugno 2026, per quasi 7 italiani su 10 i tempi di attesa sono troppo lunghi. L'80 per cernto delle persone che ha avuto bisogno di una prestazione sanitaria nell'ultimo anno ha atteso in media 2,3 mesi. Di frontea questi tempi, il 41 per cento si è rivolto direttamente al privato a pagamento, mentre soltanto il 32 per cento ha ottenutola prestazione nel Sistemna sanitario nazionale (Ssn) entro i tempi previsti. Quando la necessità di cura non può aspettare, il 54 per cento ha scelto di pagare una prestazione privata, il 21 per cento ha continuato ad attendere il Ssn, il 9 per cento è ricorso all'intramoenia, mentre il 7 per cento ha rinunciato del tutto alla prestazione. Parallelamente, quasi sei italiani su dieci hanno dichiarato di averrinviato orinunciato a visite, esami o controlli proprio a causa delle liste d'attesa; nel Sud e nelle Isole la quota sale a circa due persone su tre. Anche dal Rapporto Sdgs 2026 dell'Tstat, emergono diverse criticitaà: nonostante i miglioramenti su alcuni indicatori sanitari, sussistono criticità strutturali legate a disuguaglianze territoriali, personale sanitario e accessibilità. Inoltre emerge che l'1,6 per cento delle persone di 16 anni e più, nel 2025, ha dichiarato di non aver effettuato cure mediche di cui necessitava, perché troppo costose. Un dato che richiama una delle molte motivazioni alla base della rinuncia alle cure. A pesare sulla possibilità di curarsi sono anche le condizioni economiche delle famiglie. Secondo Istat, nel 2024 la povertà assoluta ha riguardato oltre 5,7 milioni di individui. Il rischio di povertà o esclusione sociale continua inoltre a mostrare un forte divario territoriale: nel Mezzogiorno raggiunge il 384 per cento, contro valori molto più bassi nel Nord. A questo si aggiungono i dati sui salari, che hanno perso potere d'acquisto negli ultimi anni. Secondo Istat, dal 2019 le retribuzioni hanno perso 1'8,6 per cento del loro valore reale e il 16,1 per cento delle famiglie del ceto medio dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà. «I dati Istat fotografano una realtà che chi lavora ogni giorno negli ospedali conosce bene — dice Pierino DesSilverio, segretario del sindacato di medici e dirigenti sanitari Anaao Assomed — sempre più italiani, anche appartenenti al ceto medio, faticano ad accedere alle cure». DesSilverio ricorda che «non parliamo più solo delle fasce più fragili della popolazione: nel 20231il7,6 per cento degli italiani harinunciato a curarsi, contro il 63 per cento del 2019.Chi può permetterselo si rivolge al privato, chi non può rinuncia, e in mezzo c'è un ceto medio che si indebita purdi curarsio finisce per abbandonare la prevenzione». Per il dirigente medico, questo «non è un problema di sanità “per pochi": è la tenuta stessa del Ssn a essere in discussione. Il diritto alla salute non può dipendere dal reddito, né dal codicedi avviamento postale della regioneincuisivive». Peri]l sindacatoservono investimenti veri «sul capitale umano e sull'organizzazione dei servizi, non promesse: senza medici e dirigen ti sanitari nei numeri e nelle condizioni giuste, nessunariformasulla carta potrà colmare questo divario», Divari e indebitamento Anche per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, l'indebolimento del Ssn «Colpisce soprattutto la classe media, intrappolata in una terra di mezzo: ha redditi troppo elevati per beneficiare delle esenzioni, ma spesso insufficienti per sostenere il costo delle cure». Per il medico, sempre più frequentemente «una malattia costringe le famiglie a consumarei risparmi o ad accumulare debiti. Il nostro Ssn esiste proprio per evitare che il bisogno di cure diventi un fattore diimpoverimento.Se accade, significa che il diritto alla tutela della salute non è più pienamente esigibile». Secondo la ricerca La spesa privata crea povertà, curata nel 2025 dalla dottoressa Barbara Orlando dell'università Bocconi di Milano, quasi una famiglia su dieci ha affrontato spese sanitarie catastrofiche e, senza un deciso aumento della spesa pubblica, la quota di famiglie in difficoltà economica per curarsi continuerà a crescere fino al 2060. Anche l'ultimo rapporto sulle performance sociosanitarie regionali del Centro per la ricerca economica applicata in sanità (Crea), conferma una distanza ancora ampia da livelli ottimali e forti differenze territoriali. Analisi diverse arrivano dunque alla stessa conclusione: crescono impoverimento e rinuncia alle cure, mentre le disuguaglianze si amplificano. Proprio per queste ragioni, da fine maggio è in corso la campagna Io firmo peril diritto alla salute, sostenuta da oltre 100 associazioni e sindacati, per una proposta di legge di iniziativa popolare per ilrilancio della sanità pubblica. ® RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FEDERICA PENNELLI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità in lista d’attesa Anche la classe media non riesce più a curarsi -sec_org- tp:writer§§ FEDERICA PENNELLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601947103668.PDF §---§ title§§ "I lucani rispondono alla prevenzione Ora la Regione migliori il sistema" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237507212.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "NUOVA DEL SUD" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T05:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237507212.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237507212.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237507212.PDF tp:ocr§§ La sollecitazione del consigliere regionale Piero Marrese “I lucani rispondono alla prevenzione Ora la Regione migliori il sistema” POTENZA - “I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe sugli screening oncologici in Basilicata consegnano un messaggio molto chiaro: quando vengono coinvolti e informati, i cittadini lucani rispondono positivamente ai programmi di prevenzione. È dunque necessario che la Regione Basilicata rafforzi la propria capacità organizzativa per raggiungere un numero maggiore di persone attraverso inviti puntuali, capillari ed efficaci”. Lo dichiara il consigliere regionale Piero Marrese, commentando il rapporto che evidenzia come, nel 2024, per lo screening mammografico la Basilicata abbia registrato un tasso di adesione del 56%, superiore alla media nazionale del 50%, ma una percentuale di inviti pari al 79,2%, nettamente inferiore alla media italiana del 97,3%. Secondo la stessa Fondazione Gimbe, tale divario richiama precise responsabilità organizzative nella gestione delle chiamate ai cittadini. “Questi numeri dimostrano che il problema non è la scarsa volontà dei cittadini di prendersi cura della propria salute. Al contrario, la popolazione lucana mostra una sensibilità verso la prevenzione addirittura superiore alla media nazionale. Il vero nodo riguarda la capacità del sistema sanitario regionale di raggiungere tutti gli aventi diritto e di accompagnarli verso i percorsi di screening”. “Per questo chiediamo alla Giunta regionale e alle strutture competenti di investire maggiormente nell’organizzazione delle campagne di prevenzione, nel potenziamento degli strumenti di convocazione e in una più incisiva attività di informazione e sensibilizzazione. Ogni cittadino che non riceve un invito rappresenta un’opportunità persa per individuare precocemente patologie che, se diagnosticate in tempo, possono essere curate con maggiori probabilità di successo”. “È necessario utilizzare tutti i canali disponibili – dalle comunicazioni digitali ai rapporti con i medici di medicina generale, fino alle campagne informative sui territori – affinché gli screening oncologici raggiungano la totalità della popolazione interessata. La prevenzione non può essere considerata un costo, ma un investimento fondamentale per la salute pubblica e per la sostenibilità del sistema sanitario”. “Il dato più incoraggiante che emerge dal rapporto Gimbe è proprio la risposta dei lucani. La Regione faccia la propria parte con un’organizzazione più efficiente e una comunicazione più efficace. Se aumenteranno gli inviti e la sensibilizzazione, aumenteranno anche le opportunità di salvare vite umane attraverso la diagnosi precoce”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: “La percentuale di inviti al 79% è sotto alla media italiana del 97%” Image: -tit_org- “I lucani rispondono alla prevenzione Ora la Regione migliori il sistema” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237507212.PDF §---§ title§§ "Basilicata prima al Sud per gli screening al seno e al colon retto Partedpazione attiva dei dttadini" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237307214.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "NUOVA DEL SUD" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T05:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237307214.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237307214.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237307214.PDF tp:ocr§§ “Basilicata prima al Sud per gli screening al seno e al colon retto Partecipazione attiva dei cittadini” POTENZA - “L’analisi pubblicata dalla Fondazione Gimbe sugli screening oncologici regionali si basa sui dati 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening, già pubblicati lo scorso anno. I nuovi dati sull’andamento del 2025 verranno resi noti a breve dall’Osservatorio stesso. Inoltre, come evidenziato dallo stesso presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, tutto il Sud, tranne la Basilicata, registra livelli di adesione inferiori alla media nazionale”. Per quanto riguarda i parametri utilizzati dall’Osservatorio, il più importante è l’indicatore del Nuovo Sistema di Garanzia essendo l’unico indicatore utilizzato dal Ministero della Salute per valutare l’adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza. L’indicatore Nsg sintetizza sia l’estensione, ovvero il rapporto tra soggetti invitati e soggetti aventi diritto al netto delle esclusioni prima dell’invito, sia l’adesione, ovvero il rapporto tra soggetti rispondenti e soggetti invitati al netto delle esclusioni dopo invito. In base all’indicatore Nsg la Basilicata si posiziona prima nel Sud per lo screening mammografico e colorettale, seconda per quello cervico-uterino. Nel dettaglio, il dato Nsg per lo screening cervico uterino vede la Basilicata al 52,2 per cento classificandosi nell’area ottimale dell’Osservatorio Nazionale Screening, e posizionandosi un punto sopra la media nazionale del 51 per cento e nettamente superiore alla macroarea meridionale che si ferma al 36,8 per cento. Per lo screening mammografico, il dato Nsg della Basilicata è del 56 per cento, sopra la media nazionale del 50 per cento e 22 punti sopra la macroarea Sud e Isole ferma al 34 per cento. Per lo screening colon retto, il dato Nsg della Basilicata è del 32,9 per cento, in linea con la media italiana del 33,3 per cento ma quasi il doppio rispetto alla macroarea meridionale che si attesta al 17,8 per cento. “Siamo consapevoli dei margini di miglioramento sul piano amministrativo dell’invio degli inviti cartacei, ambito su cui stiamo lavorando – conclude Latronico – ma gli indicatori Nsg confermano che sugli screening oncologici la Basilicata è una regione virtuosa, l’unica regione del Mezzogiorno a riportare dati superiori alla media nazionale. Merito del lavoro svolto quotidianamente dal personale sanitario e amministrativo e dalla grande partecipazione attiva dei nostri cittadini. Aspettiamo i nuovi dati che saranno pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Screening per verificare l’andamento anche per l’anno 2025”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: L’analisi della Fondazione Gimbe sui dati 2024 dell’Osservatorio Nazionale I dati sull’andamento 2025 saranno noti a breve. Latronico: “Siamo l’unica regione del Mezzogiorno a riportare dati superiori alla media nazionale” Image:L’assessore regionale Cosimo Latronico -tit_org- “Basilicata prima al Sud per gli screening al seno e al colon retto Partedpazione attiva dei dttadini” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603237307214.PDF §---§ title§§ Raggiunti gli adempimenti 2017 15,3 milioni alla sanità molisana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236307216.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "PRIMO PIANO MOLISE" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T05:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236307216.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236307216.PDF', 'title': 'PRIMO PIANO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236307216.PDF tp:ocr§§ Soddisfatti i commissari: «Risultato che ripaga gli sforzi». Gimbe: luci e ombre sugli screening oncologici Raggiunti gli adempimenti 2017 15,3 milioni alla sanità molisana CAMPOBASSO. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha autorizzato l’anticipazione in favore della Regione Molise, di somme a valere sulle spettanze residue a titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, fino a tutto l’anno 2017, per un importo di 15,353 milioni di euro. «La Regione – spiega il comunicato stampa di Palazzo Chigi diffuso dopo la seduta – è impegnata in un piano di rientro dal disavanzo sanitario, per la cui attuazione è stato nominato un commissario ad acta, e accede all’erogazione a seguito della verifica positiva degli adempimenti da parte dei competenti organi di monitoraggio». Si tratta delle cosiddette “premialità”, sbloccate ed erogate al raggiungimento degli obiettivi fissati per l’annualità di riferimento. Una boccata d’ossigeno abbastanza consistente – oltre 15 milioni – per la sanità molisana che sta raggiungendo il poco ragguardevole traguardo di un commissariamento ventennale. Dopo aver sbloccato lo scorso anno le premialità relative agli anni 2015 e 2016 sulla fiscalità e sugli adempimenti Lea, oltre 30 milioni di euro, «con un lavoro estenuante del quale ringraziamo soprattutto la Direzione generale della Salute, siamo riusciti a recuperare anche la premialità per l’anno 2017 e siamo ad un passo dall’essere dichiarati adempienti per gli anni 2018 e 2019, recuperando quindi un importo complessivo di circa 75 milioni di euro che verranno destinati all’Asrem per saldare i debiti pregressi verso i fornitori – commentano i commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo – Un risultato che ci ripaga degli sforzi sostenuti e del grande lavoro che stiamo portando avanti con i Ministeri, i Tavoli tecnici e l’Agenas, e che segue di qualche giorno la pubblicazione da parte del ministero della Salute dei risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza per l’anno 2024 attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia, monitoraggio che per la prima volta vede il Molise superare la soglia di sufficienza in tutte e tre le macro-aree della Prevenzione, dell’Ospedaliera e della Distrettuale». Intanto sul fronte degli adempimenti di merito il recente report della Fondazione Gimbe sulle azioni intraprese dalle Regioni per gli screening oncologici e le adesioni da parte della popolazione target, ha evidenziato per il Molise una situazione poco brillante e una posizione nella parte bassa della graduatoria. Nello stesso tempo, però, qualche luce si intravede. Il Molise infatti, secondo quanto riferito dal presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, è l’unica regione del Sud ad aver raggiunto la soglia del 100,4% per quanto riguarda l’estensione dello screening mammografico, superando la media italiana del 97,3%. L’adesione è stata però del 42,7% al di sotto della media nazionale del 50%. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Il ministro Giancarlo Giorgetti -tit_org- Raggiunti gli adempimenti 2017 15,3 milioni alla sanità molisana -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236307216.PDF §---§ title§§ Marrese accusa: mancano gli inviti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770605999.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770605999.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770605999.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770605999.PDF tp:ocr§§ Marrese accusa: mancano gli inviti SCREENING LA PREVENZIONE oncologica viaggia a due velocità: i cittadini rispondono con entusiasmo, ma la macchina sanitaria regionale resta indietro. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, nel 2024 l'adesione allo screening mammografico ha toccato il 56%, superando la media nazionale del 50%. Tuttavia, esplode il paradosso degli inviti ufficiali, fermi al 79,2% a fronte di una media del 97,3%. Un divario che richiama precise responsabilità organizzative. «Il problema non è la scarsa volontà dei cittadini, ma la capacità del sistema di raggiungere gli aventi diritto», denuncia il consigliere Piero Marrese. Per invertire la rotta e salvare vite tramite la diagnosi precoce, la Giunta deve potenziare le convocazioni digitali e la rete dei medici di base. ---End text--- Author: Redazione Heading: SCREENING Highlight: Image: -tit_org- Marrese accusa: mancano gli inviti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770605999.PDF §---§ title§§ Marche, screening oncologici sotto la media nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602238401321.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "RESTO DEL CARLINO ANCONA" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T01:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602238401321.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602238401321.PDF', 'title': 'RESTO DEL CARLINO ANCONA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602238401321.PDF tp:ocr§§ Marche, screening oncologici sotto la media nazionale Pianeta sanità Percentuali più basse della media nazionale per le Marche, nel 2024, secondo l’analisi della Fondazione Gimbe sui punti di forza e criticità dei tre programmi di screening oncologici (mammella, cervice e colon-retto). Nelle Marche i dati per il 2024 riguardanti l’estensione (percentuale della popolazione target che riceve un invito) e l’adesione (proporzione di invitati che eseguono il test rispetto alla popolazione target) agli screening sono i seguenti: per lo screening mammografico l’estensione è pari al 87,5% (media Italia 97,3%) della popolazione target; l’adesione è pari al 40,3% (media Italia 50%) della popolazione target che posiziona la regione al 17/o posto tra le regioni. Per quanto riguarda lo screening cervicale (per il tumore del collo dell’utero): l’estensione è pari al 167,9% (media Italia 117,2%) della popolazione target; l’adesione è pari al 69,7% (media Italia 51%) della popolazione target che posiziona la regione al 3/o posto tra le regioni. Infine per lo screening colon-rettale, l’estensione è pari al 85,6% (media Italia 94%) della popolazione target; l’adesione è pari al 29,2% (media Italia 33,3%) della popolazione target che posiziona la regione al 13/o posto tra le regioni. ---End text--- Author: Redazione Heading: Pianeta sanità Highlight: Image: -tit_org- Marche, screening oncologici sotto la media nazionale -sec_org- Ancona tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071602238401321.PDF §---§ title§§ Trentino al primo posto per screening oncologici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236607219.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "T QUOTIDIANO" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T05:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236607219.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236607219.PDF', 'title': 'T QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236607219.PDF tp:ocr§§ La classifica Trentino al primo posto per screening oncologici Esame Uno screening della mammella Trentino primo in Italia per adesioni allo screening mammografico e cervicale. Terzo invece per quello al colon-retto Gimbe ha pubblicato un rapporto sugli screening oncologici in Italia: mammella, cervice e coloretto. Lo studio fotografa una situazione nazionale che va a due (o più) velocità, registrando diversità regionali profonde, con il mezzogiorno sempre in coda alle classifiche. Il Trentino invece, emerge come caso virtuoso. Infatti, nel 2024 la Provincia di Trento si è posizionata al primo posto per quanto riguarda le adesioni allo screening mammografico (74%) e cervicale (90%), mentre al terzo posto per lo screening colon rettale (56,2%). Con il termine adesione, si indica il «la percentuale di persone che si sottopongono al test rispetto alla popolazione target». La popolazione target invece viene rapportata alla periodicità del test: ogni 2 anni per mammografico e colo-rettale, ogni 3 anni per quello cervicale. Per esempio, per quanto riguarda lo screening mammografico, la popolazione target comprende le donne fra i 50 e i 69, di recente estesa anche dai 45 ai 74 con la legge di Bilancio 2026, che ha previsto un finanziamento per ampliare la fascia d’età. Significa che nel 2024 in Trentino, il 74% delle donne tra i 50 e i 69 anni ha svolto lo screening mammografico. Per avere un metro di paragone, la media italiana era del 50% e nella regione in coda, la Calabria, del 15%. Per quanto riguarda lo screening della cervice uterina, i numeri sono ancora più alti. Quasi tutta la popolazione target trentina (90%), ovvero donne tra i 25 e i 64 anni, ha aderito allo screening, che viene proposto ogni 3 anni per le più giovani (25-35 anni), e ogni 5 anni nella fascia successiva. La media nazionale era del 51% e sempre la Calabria si è posizionata dalla parte opposta della classifica, con il 12,2% di adesioni. Infine, passando allo screening colon-rettale, la Provincia di Trento si posiziona al terzo posto. Il 56,2% della popolazione target, tutte le persone tra i 50 e i 69 anni, ha aderito, rispetto al 33,3% della media nazionale e il 4,5% della Calabria. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Trentino al primo posto per screening oncologici -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236607219.PDF §---§ title§§ Decaro: «È vero, il Governo ha dato più soldi, ma sono ancora insufficienti per il disavanzo» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236707220.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "TARANTO BUONASERA" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T05:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236707220.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236707220.PDF', 'title': 'TARANTO BUONASERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236707220.PDF tp:ocr§§ Il présidente al Consiglio monotematico illustra disavanzo, assunzioni, spesa farmaceutica e aumento dell'Irpef. Pentassugiia; nel 2025 saldo negativo di 349.025,974 ( Decaro: «È vero, il Governo ha dato più soldi, ma sono ancora insufficienti per il disavanzo] Servirà coraggio per affrontare una situazione com- . lo M ÉßÀ metterò e ci metterò Ìl - gio di cui sono capace». Con queste parole il presi- '^dente della Regione Puglia, Amomo Decaro, ha concluso la seduta monoiemaiicadel Consiglici regionale alla sanità pubblica, auspicando di ; nell "assemblea « molti coraggiosi» disposti a condividere k scelte ne - per migliorare il sistema sanitario. Una discussione lunga e partecipala, durante la quale maggioranza ñ opposizione si sono confrontate sul disavanzo accumulato nel 2025, sul à util ¡zzo delle risorse regional , sull'aumento dell'addizionale Irpef, sulle liste d ' attesa , sulla carenza di personale ñ sulla mobilità passiva. Al centro del dibattito anche la distanza tra la crescila dei costi sostenuti dalle Regioni e l'incrememodel Fondo sanitario nazionale. Ad aprire il confronto è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia. Paolo Pagliaro, intervenuto a nome del gruppo che aveva richiesto per primo la convocazione della seduta . Secondo Pagliaro, la Puglia sarebbe priva di una strategia complessiva capace di affrontare in maniera organica le criticità del sistema sanitario. L'esponente di opposizione ha chiesto una vera e propria operazione verità per ricostruire i problemi accumulati negli ultimi 20 anni ñ avviare una nuova fase . Nel suo intervento ha indicato il 2025 come il punto più basso raggiunto dalla sanità pubblica regionale, richiamando un disavanzo quantificato ¡n quasi 370 milioni di curo . Pagliare ha inoltre contestato la scella di coprire parte dello squilibrio attraverso l'aumento dell'addizionale Irpef eil irasferimenlo di altri 130 milioni di euro dal bilancio autonomo regionale, sostenendo che di quelie risorse comportera minori disponibilità per altri servizi destinati ai cittadini pugliesi. Alle critiche si sono aggiunti gli interventi dei capigruppo di minoranza Fabio Romito della Lega, Paride Mazzetta di Forza Italia ñ Luigi l - det Grippo Misto. Nel dibattilo sono intervenuti anche Napoleone Cera, Antonio .Scalerà, Tonìa Spina, Giainpaolo Vietri, Giaiinicola De Leonardis. Diño Basile. Marcello Lanette , Antonio Seianaro, Andrea Ferri, Nicola Galla, Renaio Peri-ini. Carmela Minuio e Luigi Caroli. Dai banchi dell'opposizione è slato sottolineato che la sanità assorbe risorse equi va lent i a circa Ã85 per cento del bilancio regionale, senza pero riuscire , secondo i consiglieri imervenuii, a garantire servizi adeguati. È stato inoltre richiamato il datodi un disavanzo pari a 369 , 4 milioni di euro nel solo 2025, attribuito ai dati del Ministero della Salute. L'obiettivo indicato dalle opposizioni è arrivare, al termine del confronto, a soluzioni concrete per i circa4 milioni di pugliesi che attendono risposte sui problemi del servizio sanitario regionale. Una lettura differente è arrivata dalla maggioranza- Dopo il capogruppo del Partito Democratico Stefano Minerva, hanno preso la parola Giuseppe Fischietti per Prossima. Ruggiero Passero per Per la Paglia e Maria La Ghem per il Movimenlo 5 Sielle. Gli esponenti della maggioranza hanno evidenzialo che il disavanzo sanitario non riguarda soltanto la Puglia, ma interessa numerose Regioni italiane. Una situa/.ione legala, secondo quanto sostenuto durante la seduta, alla riduzione dell'incidenza del finanziamento sanitario sul prodotto interno lordo , passata dal 6.7 per cento del 2014 al 6.3 per cento degli ultimi anni. Ne! corso del dibattito sono iniervenuii anche Ubaldo Pagano, Domenico De Santis. Raffaele Piemontese, Cosimo Borraccino, Felice Spaccavento. Tommaso Gioia. Isabella Lei lori e Antonio Tutolo. La maggioranza ha osservatoche i costi della sanità sarebbe ro cresciuti del 3,6 percento, mentre l'aumento assicuralo dal Governo attraverso il Fondo sanitario nazionale si sarebbe fermato all'1,2 per cento e , per la Puglia, all'L9 percento. Una distanza di quasi 2,5 punti percentuali tra l'incremento della spesa corrente ñ la copertura garantita dallo Stato. È sialo inoltre citalo ii rapporto della Fondazione Cimbe , che avrebbe quantificato in oltre 30 miliardi di euro il divario di risorse per il triennio in corso. Nel confronto con gli altri Paesi europei e staio ricordaio che il Servizio sanitario nazionale italiano copre circa il 73 per cento della spesa sanitaria complessiva, a fronte di una media europea dcll'SÜ per cento, Secondo la maggioranza, il superamento dell'attuale fase richiede un impegno condiviso, e v ¡lando contrapposi zi on i propagandi sii che. Da una parte il sacrificio richiesto ai contrihuemi pugliesi e i risparmi decisi dalla politica regionale, dall' aida la necessità di un maggiore intervento de Governo sul Fondo sanitario nazionale. A replicare agli intervemi dei consiglieri è l'assessore regionale Sanità Donalo Peniassuglia, che ha invitalo l ' a esaminare i problemi attraverso alti , documenti edaii ufficiali. « Abbiamo affroniaio diverse questioni, molle delle quali andrebbero approfondile con serietà , puntualità e dovizia di particolari*, ha affermalo l'assessore, la superficialità e la demagogia che, a suo giudizio, avrebbero caratterizzato alcuni passaggi del diballilo. Pemassuglia ha sostenuto che nessun Governo nazionale , indipendentemente dal proprio orientamento politico, abbia finora atfrontalo in maniera strutturale il lema del Fondo sanitario nazionale e l'evoluzione delle politiche per la salute , tenendo conio del rapporto con le universila, della carenza dei medici e dei cambiamcnii intervenuti negli ultimi anni. L'assessore ha quindi fornito i dati relativi ai conti sanitari pugliesi. La Regione avrebbe chiuso il 2022 con saldo negativo di 144 milioni di euro . il 2023 con un disavanzo di 38 milioni, il 2024 con S3 milioni e il 2025 con 349.025,974 euro. «Som esattamente 349.025.974 euro», ha precisato Pentassugiia, correggendo il dato di 369 milioni richiamato durante la discussione. L'aumenlo del Fondo sanitario , quantificato complessi vamen le in ? 17.43Î.7W eum. sarebbe slain distribuito per 316.976.923 euro nel 2023, per 308.Ç01.928 euro nel 2024 e per 91.55ß.ÎÎÎ euro nel 2025. Pentassugiia ha ricordato nel 202 ; ! il disavanzo si fermo a 38 milioni anche per il blocco delle assunzioni disposto dall'allora assessore Rocco Palese. Lo squilibrio di 349 milioni registrato nel 2025 ha invece roso necessaria la manovra finanziaria predisposia dal presidente Decaro. L'assessore ha richiamalo anche il precedente del 2005, quando il disavanzo dall ' allora ministra Giulio Tromonti raggiunse 539 milioni di euro. Ha inoltre evidenzialo il problema delle piante organiche, ritenute non più adeguale attuati esigenze del sistema sanitario. Sul fronte delle liste d'attesa, Pentassugiia ha riferito una riduzione del 10 per cento , accompagnata però da un aumento dei costi determinato dalle aggiuntive del personale. Per questa ragione, la Regione sia procedendo an- che alla revisione dei piani di fabbisogno, Un passaggio ha riguardali) le casi· di comuniia. Nel maggio 2022 la Puglia si era impegnata a realizzarne 121, ma la verifica dei cantieri e delle aulorizzazioni aveva evidenzialo i) rischio di non raggiungere il target previsto, ridono del 35 per cenio per eviiare la perdila dei finanziamenti. 111° luglio ñ slato trasmesso l'elenco dei Comuni interessati, suddiviso per provìncia, garantendo il numero di 64 case di comunità necessario per concorrere al raggiungi men lo del i Obiettivo nazionale. Attraverso la rimodulazione e l'impiego del Fondo per lo sviluppo e la coesione, la Regione punta ora ad arrivare a 126 strutture, superando le 121 inizialmente programmate. Pemassuglia ha infine ricordaio le altre questioni ancora aperte, dal i 'assi sten ºÁ domiciliare integrala all'autismo, dalla saluti· metíale ai regolamenti per le su-alluro privati; accreditate, comprese le residenze sanitarie. Interventi clic dovranno essere inseriti nel nuovo piano operativo regionale aliravenio un percorso condiviso, Achiudere i! dibattito è slato Amonio Decaro, che ha descrìtto la sanità come il tema maggiormente avvertilo dai cittadini e ha richiamato i cambiamenti demografici che stanno aumentando la domanda di cure senza un corrispondente incremento delle risorse. «La cura. la salute, la sanità sono i temi più importanti per i nostri cittadini», ha csordilo il presidente, mostrando all'aula alrune slide eon i daii della Corte dei conti. Nel 2025, ha spiegalo Decaro, la spesa sanitaria effettiva ha raggiunto !41 miliardi di curo. mentre il Fondo sanitario nazionale si i-fermato a 136 miliardi, lasciando una disianza lii 5 miliardi. «È vero che il Governo Meloni ha dato più soldi, ma ie curve continuano ad allontanarsi», ha osservato il presidente, sostenendo che il divario è destinato ad aumentare nei prossimi anni perché i costi sostenuti datle Regioni crescono più rapidamente delle risorse trasferite dallo Staio. Decaro ha inoltre contestato l'affennazionc secondo la quale soltanto ¡il Puglia avrebbe accumulato un disavanzi e aumentato la pressione fiscale. Gli ultimi dati certificati relativi al 2024 indiciino saldi negativi in Frinii Venezia Giulia, Piemunte, Abruzzo. Emilia Romagna, Sardegna, Toscana e Puglia. Piemonte, Emilia Romagna, Umbria e Abro™ avrebbero adottato interventi fiscali differenti, dall'aumento dell'Irpef a quello dei bolli, fino all'introduzione di ticket snile ricette. Decaro ha richiamato anche le manovre da 4(Þ milioni di in Emilia Romagna, l'aumento dell'irpefda 116 milioni in Umbria ñ le difficoltà segnalate ¡n Molise. Abruzzo e Lombardia. Il presidente ha poi rivendicato i risultati ottenuti dalla Puglia sui Livelli essenziali di assistenza. La Regione avrebbe rispettato gli obicttivi Lea, ottenendo una valutazione positiva e collocandosi al 9° posto nazionale e al )s posto tra le Regioni del Mezzogiorno. Per Decaro il di savanzo effetti òî ammonta a 349 milioni di eum, dopo una revisione dei bilanci che ha consentito di ridurre la stima iniziale. Le maggiori spese complessi ve sono slate indicate in433 milioni, dei quali 18K milioni legati al personale ñ 117 milioni alla farmaceutica. Le assunzioni avrebbero prodotto un incremento dei costi pari a 104 milioni di euro. Il presidente ha indicalo complessivamente 2,367 assunzioni, elencando 530 medici, 992 infermieri. 802 operatori saniiari e 44 amministrai ivi, Aqueste somme dovranno aggiungersi SO milioni di euro per il rinnovo dei contratti nazionali. 22 milioni per l'adeguamento dei fondi e altri 18 milioni per le prestazioni aggiuntive, La Regione avrebbe a disposizione ulteriori 140 milioni di euro per nuove assunzioni, che richiederebbero pero una copertura stabile negli anni successivi. Una scelta sulla quale Decaro ha chiamato in causa anche i consiglieri di minoran/a. "Possiamo decidere di fare assunzioni, ma dobbiamo farlo con consapevolezza perche: vogliamo migliorare l'offerta sanitaria», ha spiegalo. La spesa farmaceutica ospedalieri) è aumentala di S6 milioni di euro, soprallullo per l'acquisto di tannaci salvaviia. onco logici e innovativi. Per i primi 2 anni questi medicinali vengono sostenuti dallo Stato, per un importo di circa 91 milioni. ma successi vame me il costo passa a carico delle Regioni. Per il 2025 e statoindicato un ulteriore aumento di 90 milioni di curo legato ai nuovi tarmaci biologici e chemioterapici, \js. farmaceutica convenzionala è invece cresciuta di 31 milioni, anche a causa del trasferimento di alcuni medicinali dagli ospedali alle farmacie e dei passaggio delle prescrrouni dagli specialisti ai medici di medicina generale, II solo trasferimento delle glipline e delle gliflozine avrebbe generato maggi ori costi per 22 milioni di euro. Il Governo, ha aggiunto Decaro, si prepara inol(re a spostare 154 principi aitivi dalla distribuzione ospedaliera alle farmacie, eliminando il meccanismo del payback che attualmente garantisce dei risparmi. Tra ¡e altre voci indicale figurano 25 milioni dì curo per i dispositivi medici, 35 mili oni per i) settore sociosanitario, 15 milioni per à accantonamento rischi e le risorse destinate alla stabìiizzazionc del personale del 11S. Per contenere l'aumento del le tasse, la Regione ha recuperalo 107 milioni di euro dal bilancio extrasaniiario, pari al 10 per cento della spesa non sanitaria, senza intervenire sui servizi. Le somme derivano da maggiori entrate Irpef, avanzi di amministrazione. risparmi di tesoreria e avanzo vincolato. Tra queste risorse figurano anche 35 milioni di euro messi a disposizione dal Consiglio regionale. Sui Ironie fiscale. Decani ha chiarito che l'aumento dell'addizionale non i nie resse rane I lo stesso modo tutti i contribuenti. Per i redditi fino a 15.000 euro l'aliquota resterà invariala. Tra 15.000 e 2É,000 euro l'incremento sarà di 4,17 euro al mese, memre per la fascia compresa tra 2S.OOOe 50.000 euro raggiungerà 19euromensiii.Tra50.000e 100.000 euro l'aumento sarà invece di 66 euro al mese. Il 72.5 per cento dei contribuenti rientra nelle fasce di reddito più basse. Le aliquote pugliesi, ha sostenuto il presidente, resteranno comunque inferiori a quelie applicate ¡n Molise. Lazio, Toscana ñ Campania. L'ultima parte dell'intervento e slata dedicala alla mobilità sanitaria, che costa alla Puglia 345 milioni di euro a causa dei pazienti che scelgono di curarsi in altre Regioni. Dccaro ha spiegalo che te principali fughe riguardano spesso presiazioni non parti colarmenie complesse, come gli iniervemi per ie protesi agli arti inferiori e la chinirgia bariatrica. Prestazioni che, secondo il presidente, vengono eseguite con buoni risultali anche in Puglia e riescono ad attirare pazienti provenienti da altri lerrilori. [1 problema sarebbe legato anche alle cliniche private pugliesi che, una volta raggiunto ¡I proprio tetto di spesa, indirizzerebbero i pazienii verso strutture appartenenti agli stessi grappi ma situale fuori regione, talvolta trasferendo anche i medici. Questo meccanismo pmduce ulteriori costi a carico della Puglia, mentre le prestazioni effettuate in Regioni non sottoposte a piano di rientro non sarebbero soggette agli slessì conirolli. Decaro ha quindi proposto alla minoranza un'iniziativa comune nei confronti del Governo per intervenire sugli accordi bilaterali tra le Regioni. Richiamando l'invito al coraggio arrivalo durame la seduta dai consiglieri Fabio Romito e Carmela Minuto, il presidente ha concluso assicurando il proprio impegno. «io ce la metterò tutta e ci metterò tutto il coraggio di cui sono capace. Spero di irovare in questo Consiglio regionale dei coraggiosi, molli coraggiosi». -tit_org- Decaro: «È vero, il Governo ha dato più soldi, ma sono ancora insufficienti per il disavanzo» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071603236707220.PDF §---§ title§§ Ragazzi e social, servono esperienza richiami all'umano e responsabilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601772605987.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "AVVENIRE" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601772605987.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601772605987.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601772605987.PDF tp:ocr§§ Le restrizioni sull’accesso dei minori alle piattaforme non bastano RAGAZZI E SOCIAL, SERVONO ESPERIENZA RICHIAMI ALL’UMANO E RESPONSABILITÀ L a concomitanza della chiusura delle scuole per la lunga pausa estiva e del dibattito che si è aperto sul tema dei divieti da applicare all’uso da parte dei minori dei nuovi strumenti tecnologici induce a riflettere sulla responsabilità educativa delle scuole, delle famiglie e della società tutta alla luce di quanto contenuto nella Magnifica humanitas. Secondo l’Ocse, 25 Paesi hanno già introdotto o stanno per introdurre divieti per i giovani nell’accesso ai cosiddetti social media o stanno valutando restrizioni analoghe. E ha fatto scalpore la recente decisione della Gran Bretagna che, rifacendosi al modello australiano, ha annunciato ufficialmente il divieto totale di utilizzo di tutti i social e dei siti di gaming, fatta eccezione per WhatsApp e Signal, per i minori di 16 anni, nonché altre misure come l’interruzione dello scrolling e il coprifuoco notturno. Anche in Italia il tema è all’ordine del giorno in ambito politico e scientifico, e sono stati depositati disegni di legge che vorrebbero introdurre il divieto totale sotto i 15 anni e il consenso dei genitori per la fascia 15-18. Attualmente l’età minima è fissata a 14 anni con il consenso dei genitori. Viene spontaneo interrogarsi sull’efficacia delle restrizioni proposte. Sia le norme dei 25 Paesi di cui sopra, che le raccomandazioni formulate a livello europeo, che i vari protocolli etici di controllo e regolamentazione messi in campo dalle stesse piattaforme che gestiscono social e Intelligenza artificiale, prevedendo profili protetti, specifici account “teen” e limitazioni dei tempi di utilizzo, non sembrano avere effetto sull’uso dei social da parte dei minorenni, che non diminuisce, e anzi aumenta continuamente, come diversi studi mostrano. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, 4 adolescenti su 5 li usano quotidianamente, più del 13% dei ragazzi tra 11 e 15 anni mostra un uso problematico con rischio di dipendenza, e si stima che circa 100mila ragazzi tra 15 e 18 anni soffrano di vere e proprie patologie legate all’abuso di dispositivi digitali. La realtà, in sostanza, sembra sfuggire a norme e regolamentazioni, in un campo nel quale i controlli sono difficili, se non impossibili, e i comportamenti e le scelte individuali dettano legge. Da cui la necessità, per far fronte alla situazione, di non fermarsi ai divieti, che anzi secondo alcuni studi rischiano di essere addirittura controproducenti sulla base del noto effetto attrattivo del proibito. E occorre interrogarsi piuttosto sulla condizione giovanile e le dipendenze dei giovani. Tre ambiti di riflessione ci vengono in aiuto da questo punto di vista: l’esperienza accumulata nel campo delle altre dipendenze giovanili, quelle più antiche, da alcol, fumo e droghe; i richiami all’umanizzazione, alla valorizzazione della relazionalità, all’educazione e alla responsabilità sociale condivisa, come magistralmente proposti nell’enciclica Magnifica humanitas pubblicata il 16 maggio scorso; e le strategie di controllo e sanzione da indirizzare verso i veri responsabili della gestione delle piattaforme e dei relativi rischi. Per quanto riguarda l’esperienza accumulata nel campo delle dipendenze giovanili negli ultimi 50 anni, i tanti studi ci rimandano un quadro in continua evoluzione, nel quale la ricerca di una propria identità adulta si svolge in un contesto dove stress, iperstimolazione, ipostimolazione, frustrazione, individualismo, si mescolano e producono percorsi sempre cangianti di sperimentazione e di transizione. Una situazione da affrontare, dunque, attraverso meccanismi di rafforzamento e di supporto, più che attraverso divieti e sanzioni. Lo scenario, le forme e gli oggetti di consumo sono diversi oggi rispetto a passato, ma rimangono due punti fermi: i giovani vivono una stagione di costruzione della propria identità anche attraverso l’esperienza della sperimentazione e percorsi di “prove ed errori”, e se vivono in una condizione di sofferenz a non dobbiamo meravigliarci se tentano strade di vera e propria “automedicazione” attraverso sostanze e oggetti che promettono la felicità e propongono forme di relazione apparentemente rassicuranti e comprensive, come ultimamente si intende dire usando il termine inglese “sicofante”, nell’accezione di adulatore, per l’Intelligenza artificiale antropomorfica. Nella medesima direzione vanno le raccomandazioni contenute nell’enciclica Magnifica humanitas ai paragrafi dal 139 al 147, che trattano delle sfide educative poste dall’Intelligenza artificiale. È interessante notare che il punto di partenza del discorso è proprio la iper-stimolazione, affiancata dalla cultura dell’immediatezza, che rimandano alle responsabilità in capo al mondo degli adulti e al modello economico e sociale della nostra democrazia. Rispetto a questi aspetti distorsivi, la Magnifica humanitas richiama il valore della lentezza e del senso del limite, il pensiero profondo, l’alleanza scuola-famiglia e il valore della prevenzione educativa. Gli strumenti non vanno né demonizzati né idolatrati, e occorre lavorare sul versante dell’ecologia della comunicazione, sulla comunicazione scientifica. E per fare questo occorre conoscere non solo i giovani e i loro problemi, ma anche i prodotti e gli oggetti che la modernità offre loro. Per primi gli adulti, quindi, devono studiare e rendersi conto di cosa si ha di fronte. Per passare poi a un’educazione adeguata. Lottando per una buona scuola e una buona università per tutti, nessuno escluso. I divieti e i controlli formali, e questo è il terzo elemento di riflessione, vanno riservati al mondo dei gestori delle piattaforme, che vanno indirizzati a lavorare sulla base di un’etica condivisa, che prenda sul serio i valori della democrazia. Come quelli ribaditi dall’attuale formulazione dell’art 41 della nostra Costituzione, fortemente voluta dall’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, e che recita: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». E a chi nuoce all’utilità sociale, all’ambiente, alla sicurezza e alla libertà e dignità umana vanno riservate le sanzioni, i controlli e l’imposizione di protocolli di auto-regolamentazione. ---End text--- Author: CARLA COLLICELLI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ragazzi e social, servono esperienza richiami all’umano e responsabilità -sec_org- tp:writer§§ CARLA COLLICELLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601772605987.PDF §---§ title§§ E la giunta impone una nuova stretta alla spesa farmaceutica delle Asl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770706000.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 16 Jul 2026

Aiop: più programmazione. Anisap: rivedere tariffe ambulatoriali

pubDate§§ 2026-07-16T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770706000.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770706000.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770706000.PDF tp:ocr§§ SANITÀ RIVISTI I TETTI, DISPOSTI ALTRI CONTROLLI SULL’APPROPRIATEZZA DELLE PRESCRIZIONI E la giunta impone una nuova stretta alla spesa farmaceutica delle Asl Aiop: più programmazione. Anisap: rivedere tariffe ambulatoriali l BARI. Una nuova stretta sulla spesa farmaceutica per provare a invertire il trend. Lo prevede una delibera approvata martedì sera dalla giunta regionale, che ha rivisto i tetti di spesa assegnati alle Asl (sia per gli ospedali che per le farmacie) e ha poi imposto un ricorso più marcato alle gare d’appalto centralizzate: l’acquisto dei farmaci generici o biosimilari (non più coperti da brevetto) avverra attraverso aggregazioni di spesa gestite da InnovaPuglia, con l’obiettivo di spuntare prezzi più favorevoli. La delibera firmata dall’assessore Donato Pentassuglia prevede poi ulteriori controlli sull’appropriatezza prescrittiva, con l’obiettivo di qualificare la spesa. Nel 2025 la spesa farmaceutica diretta è cresciuta del 7,65% rispetto al 2024, con un incremento del 1,40% sulla media nazionale. Le categorie terapeutiche che nel 2025 hanno registrato sensibili incrementi di spesa sono i medicinali per il colesterolo, farmaci dermatologici, alcuni medicinali antidiabetici e contro l’obesità. La Regione vuole provare a mantenersi sotto l’incremento medio, fermo restando che la spesa per i farmaci ospedalieri non è comprimibile perché dipende dalle necessità di cura: si può però fare in modo di vigilare sull’utilizzo di medicinali inappropriati. La spesa convenzionata (farmacie) ha ripreso a correre anche per effetto delle disposizioni dell’Aifa che hanno assegnato alle farmacie la distribuzione di alcuni farmaci per i quali vigeva il canale diretto. La Regione prova quindi a imporre un tetto alla crescita, dal +7,81% del 2025 al +6,73% nell’anno in corso fino al +6,50% nel 2027-2028. È questo il segmento su cui le verifiche di appropriatezza possono avere un effetto migliore, a partire dall’uso degli antibiotici spesso eccessivo e non giustificato, così come accade per le statine, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica, i farmaci per la pressione, i medicinali per il controllo del tono dell’umore e antiepilettici, i farmaci per il fegato e le vie biliari. Su questi aspetti oltre alle verifiche di appropriatezza prescrittiva sono state chieste alle Asl campagne di sensibilizzazione con i medici di base. Intanto il dibattito di martedì in Consiglio sul deficit sanitario ha innescato le reazioni delle categorie. «Sono state affrontate - ha commentato Fabio Margilio, presidente dell’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata -. Ora serve una visione per il futuro: mettere al centro la cronicità, la non autosufficienza e una programmazione fondata sui bisogni reali di salute, valorizzando tutte le risorse del Servizio sanitario regionale. La programmazione sanitaria non può limitarsi a riprodurre assetti consolidati nel tempo, ma deve partire dall’analisi dei bisogni della popolazione e costruire l’offerta assistenziale più appropriata». Anisap Puglia (ambulatori privati) chiede invece la revisione del nomenclatore tariffario. «Accanto alla auspicata razionalizzazione dei servizi offerti dal Servizio sanitario - dice in una nota il presidente Francesco Facchini -, è necessaria una riflessione anche sui rimborsi che, per decreto ministeriale, vengono riconosciuti alle strutture accreditate ambulatoriali. Se la tariffa riconosciuta non è coerente, cioè è inferiore ai costi reali, la rete accreditata riduce l’offerta o non riesce più a sostenere determinate prestazioni quindi la pressione si trasferisce sugli ospedali e sugli ambulatori pubblici. Tutto ciò ha l’effetto di allungare le liste d’attesa e di aumentare il carico su personale e strutture già impegnate nelle loro attività routinarie». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- E la giunta impone una nuova stretta alla spesa farmaceutica delle Asl -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601770706000.PDF §---§ title§§ Il ritorno dei medici radiati la ferita covid che l'italia non riesce a rimarginare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601771805995.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "L'IDENTITÀ" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601771805995.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601771805995.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601771805995.PDF tp:ocr§§ IL RITORNO DEI MEDICI RADIATI LA FERITA COVID CHE L’ITALIA NON RIESCE A RIMARGINARE L’EMENDAMENTO FDI CONTESTATO L’approvazione in Commissione Affari sociali alla Camera di un emendamento alla legge delega per la riforma delle professioni sanitarie, a prima firma di Alice Buonguerrieri (FdI), riapre una delle fratture più profonde della storia recente italiana. La norma, subito avversata dalle opposizioni, consente la reiscrizione agli albi professionali del personale sanitario radiato durante la pandemia per comportamenti che l'emendamento definisce come "diretta conseguenza della limitatezza delle conoscenze scientifiche" dell'epoca o della "scarsità delle risorse umane e materiali". L’istanza di reintegro deve essere presentata entro sessanta giorni e, oltre a escludere risarcimenti per il periodo di sospensione, prevede pure che in caso di condanna penale sia intervenuta la riabilitazione dei sanitari. Una scelta legislativa accolta dalle opposizioni e da parte della comunità scientifica come un segnale di pericoloso "cedimento" alle tesi anti-scientifiche. Intanto, la spia di un Paese che non è riuscito a elaborare collettivamente l'emergenza pandemia. Da un lato, la maggioranza punta alla revisione di decisioni prese in condizioni d'emergenza, dall'altro arrivano critiche durissime. Alessio D’Amato (Azione) definisce il reintegro una "vergogna" e un'offesa ai professionisti che non hanno mai mollato. Davide Faraone (IV) parla di uno schiaffo ai 383 sanitari morti in servizio, accusando la politica di mettere scienza e propaganda sullo stesso piano per convenienza elettorale. E la dem Ilenia Malavasi chiede un’informativa urgente al ministro Schillaci, sottolineando la rottura del patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Un dibattito feroce, in un contesto di stallo più ampio. La Commissione d'inchiesta Covid, definita da alcuni come uno strumento di "rivalsa politica", frenata da forti tensioni politiche, con reciproche accuse di ostruzionismo che coinvolgono l'ex premier Conte, assai preoccupato di limitare il perimetro d'azione dell'indagine. Oggi, strilla sulla riabilitazione dei medici radiati. Un'emergenza mai metabolizzata. Una nuova dimostrazione della difficoltà del sistema Paese nel ricomporre una memoria civile della pandemia. Una tragedia nazionale trasformata in un'eredità irrisolta che continua ad alimentare divisioni. E impedisce una reale e definitiva sintesi istituzionale. ---End text--- Author: ANGELO VITALE Heading: L’EMENDAMENTO FDI CONTESTATO Highlight: Image: -tit_org- Il ritorno dei medici radiati la ferita covid che l'italia non riesce a rimarginare -sec_org- tp:writer§§ ANGELO VITALE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601771805995.PDF §---§ title§§ Intervista a Alessandro Miani - Il medico «Temperature elevate hanno effetti anche sulla psiche» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601767005979.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 16 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-16T04:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601767005979.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601767005979.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601767005979.PDF tp:ocr§§ Il medico «Temperature elevate hanno effetti anche sulla psiche» L’ondata di calore ROMA Il caldo estremo ha effetti innegabili sul nostro cervello e ci fa diventare più irritabili, stressati, pronti a litigare con tutti, dalla casa all’ufficio. Siamo insonni, confusi e stanchi. C’è anche questo elenco nell’analisi della Sima (Società italiana di medicina ambientale). E c’è l’esperienza del presidente Alessandro Miani (foto sotto), medico chirurgo, docente universitario, giornalista e comunicatore scientifico che ci spiega come prenderci cura della nostra salute mentale. Professore, la psiche soffre l’afa record di queste settimane. Che cosa sappiamo degli effetti che i picchi di calore provocano sul nostro cervello? «Quando le temperature sono elevate, di giorno e di notte, il corpo non riesce a ritrovare un proprio equilibrio. Quindi la mancanza di sonno aumenta l’irritabilità, che a sua volta aggrava lo stress che può portare all’aumento di ansia, depressione, conflitti interpersonali». Per rinfrescare appartamenti e idee il primo pensiero va all’aria condizionata. Qual è il modo corretto di utilizzarla? «Cominciando a tenere una temperatura a 25-27°, rispetto all’esterno la differenza non deve superare i 5-8 gradi. E bisogna sempre tenere ben puliti i filtri per evitare che si formino incrostazioni su cui possono anche svilupparsi germi e accumularsi sostanze che poi vanno in ricircolo nell’aria, aumentando il rischio di allergie o di infiammazione respiratorie». Rita Bartolomei (Intervista completa sul sito) © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Rita Bartolomei Heading: L’ondata di calore Highlight: Image: -tit_org- Intervista a Alessandro Miani - Il medico «Temperature elevate hanno effetti anche sulla psiche» -sec_org- tp:writer§§ RITA BARTOLOMEI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601767005979.PDF §---§ title§§ Fine vita, la Francia dice sì "Diritto all'aiuto a morire" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601768405965.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "REPUBBLICA" del 16 Jul 2026

Macron: "Mantenuto un impegno preso nel 2022 su una questione intima e grave" Cinque le condizioni da rispettare. Possibile l'obiezione di coscienza. Il no dei vescovi

pubDate§§ 2026-07-16T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601768405965.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601768405965.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601768405965.PDF tp:ocr§§ Fine vita, la Francia dice sì “Diritto all’aiuto a morire” Macron: “Mantenuto un impegno preso nel 2022 su una questione intima e grave” Cinque le condizioni da rispettare. Possibile l’obiezione di coscienza. Il no dei vescovi dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI PARIGI opo quasi due anni di discussioni parlamentari, quattro passaggi all’Assemblea nazionale e tre bocciature del Senato, i deputati hanno approvato ieri il «diritto all’aiuto a morire». Il risultato del voto, 291 favorevoli contro 241, fotografa una maggioranza netta, ma anche un paese ancora diviso sulla riforma promessa da Emmanuel Macron. «Su una questione così intima e grave, che riguarda la vita, la sofferenza e la dignità, avevo preso nel 2022 l’impegno di aprire questo cammino insieme ai francesi» ha commentato Macron poco dopo il voto. «Con gravità, umiltà e nel pieno rispetto della nostra democrazia, questo impegno è stato mantenuto». Il capo dello Stato ha ringraziato i parlamentari per un dibattito «costruttivo e rispettoso». Il testo autorizza per la prima volta in Francia il suicidio assistito e, nei casi in cui il paziente sia fisicamente impossibilitato a compiere il gesto, la somministrazione della sostanza letale da parte di un medico o di un infermiere volontario. La legge stabilisce cinque condizioni per poter accedere all’“aiuto a morire”. Il richiedente dovrà essere maggiorenne, avere la nazionalità francese oppure risiedere stabilmente in Francia, essere affetto da una paD tologia grave e incurabile che comprometta la prognosi vitale in fase avanzata o terminale, soffrire in modo refrattario alle terapie o giudicato insopportabile ed essere capace di esprimere una volontà libera e consapevole. La regola sarà l’auto somministrazione della sostanza letale. Soltanto quando il malato non sarà fisicamente in grado di procedere potrà intervenire un medico o un infermiere. La decisione spetterà a un medico, dopo aver consultato almeno un collega specialista e un professionista sanitario che conosce il paziente. Medici e infermieri potranno invocare una clausola di obiezione di coscienza. La riforma era stata preparata dalla Convenzione cittadina sulla fine della vita, convocata dall’Eliseo quattro anni fa. Al termine dei lavori, una larga maggioranza dei partecipanti si era pronunciata a favore di una qualche forma di «aiuto attivo a morire». Il primo progetto governativo era poi naufragato insieme alla legislatura, con la dissoluzione dell’Assemblea nazionale nel giugno 2024 e le successive elezioni anticipate. La Francia entrerà così nel ristretto gruppo di paesi che consentono, con sistemi e condizioni differenti, di ottenere medicalmente una sostanza letale. I promotori della legge parlano di un modello francese «equilibrato» e rigorosamente controllato. Gli oppositori contestano invece criteri considerati troppo estesi, soprattutto la nozione di malattia in «fase avanzata», e temono che il diritto individuale possa trasformarsi in una pressione implicita sui pazienti più fragili. Dopo il fallimento della commissione mista tra le due Camere, il governo ha utilizzato la procedura costituzionale che consente all’Assemblea nazionale di avere l’ultima parola. Prima della promulgazione, la legge dovrà ora superare il controllo del Consiglio costituzionale. Il premier Sébastien Lecornu, prudente sulla riforma, ha già annunciato che sottoporrà il testo ai giudici costituzionali. Tra le questioni più delicate c’è l’assenza di una clausola di obiezione di coscienza collettiva per gli ospedali e le case di riposo. Diversi istituti appartenenti a enti religiosi chiedono di poter rifiutare l’applicazione della legge all’interno delle proprie strutture. La Conferenza episcopale francese si è mobilitata per mesi contro il testo, sostenendo che «non ci si prende cura della vita dando la morte». Il voto arriva a poco più di due mesi dalla visita apostolica di Leone XIV, atteso in Francia dal 25 al 28 settembre su invito dello stesso Macron, delle autorità ecclesiastiche e dell’Unesco. Il Pontefice aveva già mandato un segnale piut tosto esplicito alla Francia, lamentando che il mondo fatica a riconoscere il valore della vita umana «anche nella sua ultima ora» e invitando a difendere «la dignità intrinseca di ogni persona». ©RIPRODUZIONE RISERVA ---End text--- Author: ANAIS GINORI Heading: Highlight: Se il paziente non riesce ad agire da solo la sostanza letale può essere somministrata Image:Proteste contro la legge sul fine vita davanti all’Assemblea nazionale francese, a Parigi -tit_org- Fine vita, la Francia dice sì "Diritto all'aiuto a morire" -sec_org- tp:writer§§ ANAIS GINORI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/16/2026071601768405965.PDF §---§