title§§ Medici, due su tre rifarebbero la stessa scelta nonostante sacrifici e difficoltà | HealthDesk link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102869108781.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "healthdesk.it" del 11 Jul 2026
Estratto da pag. 1 di "ilmanifesto.it" del 11 Jul 2026
Salute (Italia) Il divario nord-sud nella sanità italiana è sempre più esteso. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza, effettuato ogni anno dal ministero della Salute, che vede le regioni meridionali in fondo alla classifica. I Lea sono le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire ai cittadini per garantire che
pubDate§§ 2026-07-11T00:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102100400090.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102100400090.PDF', 'title': 'ilmanifesto.it'} tp:url§§ https://ilmanifesto.it/sanita-il-nord-va-meglio-e-il-sud-resta-indietro tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102100400090.PDF tp:ocr§§ Salute Il report del ministero sui Lea conferma un Paese a due velocità: Veneto ed Emilia-Romagna in cima, Sicilia e Basilicata in codaDylan Dog e la fine del mondo.Una lunga storia inedita in due puntate. Il primo storico numero in edicola dal 29 luglio. Dylan Dog assieme alle storie di Zerocalcare e Shintaro Kago.Abbonati entro il 12 luglioIl divario nord-sud nella sanità italiana è sempre più esteso. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza, effettuato ogni anno dal ministero della Salute, che vede le regioni meridionali in fondo alla classifica. I Lea sono le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire ai cittadini per garantire che il diritto di cura sia omogeneo in tutta la penisola. Il monitoraggio assegna un punteggio da 0 a 100 per la prevenzione, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera. Sul podio relativo al 2024 ci sono Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, seguite da Piemonte, provincia autonoma di Trento e Lombardia. In fondo Calabria, Molise, Sicilia e Basilicata. Gravi le carenze della prevenzione in Sicilia (49 punti) e dell’assistenza distrettuale in Calabria (52), le uniche voci sotto la sufficienza insieme alla prevenzione nella provincia di Bolzano (59).NEL MONITORAGGIO dello scorso anno i punteggi erano in generale peggiori, con 12 voci insufficienti, ma le pagelle delle regioni settentrionali sono in media migliorate di più rispetto alle regioni meridionali. D’altronde l’Istat ha certificato che il finanziamento pro capite alla sanità pubblica è più alto nelle regioni del nord. Quelle con il sostegno maggiore sono l’Emilia-Romagna con 2.298 euro e la Liguria con 2.261 euro, mentre i valori più bassi sono in Campania (1.994 euro) e Sicilia (2.035 euro). Il divario è destinato ad aumentare a causa dei continui tagli, che negli ultimi tre anni secondo Gimbe hanno superato i 13 miliardi in termini reali rispetto al Pil, al contrario di quanto afferma la propaganda del governo Meloni. L’unica spesa sanitaria in aumento è quella per i medici gettonisti, che avrebbero dovuto essere rimossi dagli ospedali italiani e invece restano ancora in oltre la metà delle strutture. Nel biennio 2024/25 sono costati oltre un miliardo secondo l’Autorità nazionale anticorruzione, che a fine giugno ha pubblicato un corposo rapporto.I gettonisti sono liberi professionisti che lavorano a chiamata per colmare la carenza di personale sanitario, percependo un compenso fisso per ogni turno. Entrati negli ospedali durante la pandemia come misura di emergenza, sono ormai diventati una presenza strutturale. Tre anni fa il decreto 34/2023 ne ha disposto il progressivo superamento ma la misura è rimasta inapplicata; anzi nel 2025 la spesa è aumentata del 15% rispetto all’anno precedente (da 496 a 568 milioni) e il numero di procedure del 36% (da 187 a 255).A DIFFERENZA dei medici dipendenti, i gettonisti gestiscono i propri orari in autonomia e sono ingaggiati attraverso cooperative. Ciò significa maggiori costi a carico del pubblico: la Corte dei conti ha calcolato che un gettonista può essere remunerato 100 euro l’ora, contro i 40 di un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale. Oltre a produrre disparità tra professionisti che svolgono le stesse mansioni nello stesso reparto, la situazione genera quella che la magistratura contabile ha definito «mortificazione del personale di ruolo». La conseguenza è che molti medici hanno lasciato il lavoro dipendente per tornare nello stesso ospedale come gettonisti. Non solo: il rapporto Anac evidenzia che il 70% delle procedure è avvenuto tramite affidamento diretto, penalizzando la concorrenza e il risparmio per il pubblico. Anche sui gettonisti il divario nella penisola è significativo: secondo Anac il fenomeno è concentrato per il 54% al nord, contro il 17% del centro e il 29% di sud e isole.I maggiori livelli di spesa per medici e infermieri esterni in Veneto (21,8 milioni), Lombardia (19,6) e Friuli-Venezia Giulia (17,5). No nostante il decreto 34/2023 scoraggi l’esternalizzazione, introducendo condizioni e vincoli temporali stringenti, le strutture sanitarie continuano a farvi ricorso per sopperire alla carenza strutturale di organico. Una soluzione molto più costosa rispetto alle assunzioni, ma perfettamente legale. Lo spiega il segretario di Anaao-Assomed Pierino Di Silverio: «Un’azienda sanitaria non può assumere un medico a tempo indeterminato perché esiste un tetto al personale, ma può pagare quella stessa persona attraverso una cooperativa imputando il costo a “beni e servizi”».I DIVARI in sanità rischiano di aggravarsi se andranno avanti le pre-intese con le quattro regioni del nord sulle materie non Lep: nel paniere ci sono anche gli stipendi dei medici. Se dovesse arrivare il sì, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria potrebbero decidere quanto pagare i propri medici drenando personale dalle altre regioni. Lo stesso Giorgetti ha precisato: niente voto anticipato ad aprile per le politiche, prima il via libera alle intese.11/07/2026, 00:07 articolo aggiornatoGenova, 25 anni dopo.La storia sulle ferite del G8. Il 17 luglio in edicola con il manifesto un inserto straordinario su quelle giornate del 2001.Genova, 25 anni dopo.La storia sulle ferite del G8. Il 17 luglio in edicola con il manifesto un inserto straordinario su quelle giornate del 2001.Sostieni l'informazione indipendente.Leggi il manifesto senza limiti su sito, email e app.Abbonati a € 3,99© 2026 il nuovo manifesto società coop. editrice tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102100400090.PDF §---§ title§§ SANITÀ SICILIANA SINALP, IL TEMPO DELLE SCUSE È FINITO. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102959308647.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "politicamentecorretto.com" del 11 Jul 2026
politicamentecorretto.com - SANITÀ SICILIANA SINALP, IL TEMPO DELLE SCUSE È FINITO.
pubDate§§ 2026-07-11T12:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102959308647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102959308647.PDF', 'title': 'politicamentecorretto.com'} tp:url§§ https://www.politicamentecorretto.com/2026/07/11/sanita-siciliana-sinalp-il-tempo-delle-scuse-e-finito/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/11/2026071102959308647.PDF tp:ocr§§ Case di Comunità senza personale, liste d’attesa interminabili, pronto soccorso in affanno e fuga di medici e infermieri, la Sicilia non può più aspettare.Il SINALP Sicilia lancia un nuovo e forte allarme sullo stato della sanità pubblica regionale.Il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, è sempre più difficile da esercitare. La crisi non nasce oggi né può essere attribuita ad una sola amministrazione: è il risultato di anni di sottofinanziamento, programmazione insufficiente, carenza di personale e riforme che hanno progressivamente trasformato la sanità da diritto universale a sistema condizionato dagli equilibri economici.La stessa Fondazione GIMBE parla ormai di un “lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale” grazie ad anni di sottofinanziamento, di programmazione insufficiente, di carenza di personale, di scelte organizzative spesso emergenziali e della progressiva trasformazione della salute da diritto fondamentale a servizio sempre più difficile da ottenere.Smantellamento del SSN scientemente attuato grazie anche a riforme scellerate, quali la Riforma Amato del 1992 che ha aziendalizzato il Sistema Sanitario Nazionale.Sistema perseguito dalla Riforma Bindi 1999 che ha introdotto i L.E.A. (livelli Essenziali di Assistenza) di fatto una sorta di gabbie sanitarie differenziate da regione a regione.Dalla Riforma Amato 2001 che ha introdotto il Federalismo sanitario completando la precedente riforma Bindi che introduceva i LEA.Dalla Riforma Monti 2012 che ha riorganizzato l’assistenza sanitaria nei territori italiani, e di fatto dando il via alla chiusura ed accorpamento di reparti ed intere strutture ospedaliere che non rispettavano gli standard economici previsti dall’aziendalizzazione della sanità.Infine subiamo anche la Riforma Draghi 2022 che istituisce le “Case della Comunità”, gli “Ospedali di Comunità” e le Centrali Operative Territoriali senza tenere conto di una corretta e lungimirante programmazione nel tempo del fabbisogno di medici, infermieri e professionisti della sanità.I fondi destinati alla sanità aumentano nominalmente, ma non tengono il passo con l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche, l’innovazione tecnologica, il costo dei farmaci e delle retribuzioni del personale.Di fatto, il Servizio Sanitario dispone ogni anno di risorse insufficienti rispetto ai reali bisogni dei cittadini.Con la conseguenza di liste d’attesa che continuano ad allungarsi, con migliaia di cittadini che rinunciano alle cure oppure sono costretti a pagare di tasca propria visite ed esami, creando una sanità a due velocità: chi può permetterselo si cura subito, chi non può aspetta, rinuncia e muore.La causa principale non è la libera professione dei medici, ma la cronica carenza di personale, il blocco del turnover, la riduzione delle sedute operatorie e il limitato utilizzo di ambulatori e diagnostica nelle fasce pomeridiane e serali.Anche il progetto delle Case di Comunità, previsto dal PNRR, rappresenta una grande opportunità solo sul piano teorico.Senza un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri, OSS e professionisti sanitari, rischia di trasformarsi nell’ennesima “cattedrale nel deserto”, con ingenti sprechi di denaro pubblico e nessun reale beneficio per i cittadini.Non bastano edifici nuovi: servono professionisti che garantiscano assistenza ogni giorno.Negli ospedali siciliani il personale lavora ormai oltre i limiti della sostenibilità, mentre molti giovani medici e infermieri scelgono altre Regioni o altri Paesi europei, attratti da condizioni economiche e professionali migliori.Anche vicende come il previsto rientro del personale SEUS dall’ARNAS Civico alle ambulanze del 118 dimostrano una gestione ancora emergenziale delle risorse umane.Spostare personale da un servizio all’altro significa semplicemente trasferire le carenze, no n risolverle.Il SINALP Sicilia, con il Segretario Regionale Dott. Andrea Monteleone e i Delegati Regionali Arch. Antonio Aserio e Dott. Gaetano Bonura, propone un vero Piano Straordinario per la Sanità Siciliana, fondato su interventi concreti.Da tempo come Sinalp chiediamo un piano pluriennale di assunzioni di medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo, ma siamo ancora in attesa di conoscere le intenzioni della politica. L’apertura delle Case di Comunità deve avvenire solo con organici completi e adeguati, per evitare di dare false speranze ai cittadini e continuare a prenderli in giro.Altro aspetto, da tempo propugnato dal Sinalp, è chiedere una maggiore integrazione stabile tra ospedali pubblici, medicina territoriale e strutture private accreditate.Risulta essere ormai improrogabile l’ampliamento delle fasce orarie di utilizzo di sale operatorie, ambulatori e diagnostica attraverso prestazioni aggiuntive, volontarie ed adeguatamente remunerate, anche utilizzando le Associazioni del Terzo Settore attraverso una co-progettazione e collaborazione con i Centri Servizi del Volontariato presenti in Sicilia.Altro aspetto che va drasticamente semplificato e il sistema burocratico che regola i tempi della sanità isolana affinchè si possa restituire maggior tempo all’assistenza.Bisogna avere il coraggio di investire in digitalizzazione, telemedicina e intelligenza artificiale come strumenti di supporto all’attività clinica.La governance sanitaria deve essere fondata su competenza, trasparenza, merito e valutazione dei risultati, basta con le nomine di yesmen incapaci e pavidi.Investire nella sanità pubblica non significa aumentare la spesa, ma creare sviluppo economico, occupazione, ridurre la mobilità sanitaria passiva, contenere la spesa privata delle famiglie e garantire il diritto costituzionale alla salute.Il SINALP Sicilia chiede al Governo Regionale, all’Assemblea Regionale Siciliana e al Governo Nazionale di aprire un confronto permanente con organizzazioni sindacali, ordini professionali, università e associazioni dei cittadini per costruire una riforma condivisa, capace di rimettere al centro le persone e non soltanto gli equilibri di bilancio.La sanità siciliana non ha più bisogno di annunci o commissariamenti.Ha bisogno di programmazione, investimenti, personale e scelte coraggiose.SINALP Sicilia Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazioneSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.''La Voce degli AVVOCATI'' si fregia del patrocinio morale dell'Ordine Degli Avvocati di Roma.NUMERO ZEOGennaio-Febbraio 2007Registrazione al tribunale di Roma n. 41 del 15/02/2007Edito e diretto daSalvatore VigliaIn redazioneinterviste, politica, cultura e società Rainero SchembriFrancesco Amoroso: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Nino BellinviaLoredana Biffo: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Torino)Domenico BilottiAlessandra BrogliaGiovanna CanzanoGiulio Caporale : giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testataNicola Clemente: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Napoli)Arnaldo De PortiAntonio Di GiovanniDario GhezziFrancesco Napolitano: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Napoli)Paolo Natale:giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Goffredo PalmeriniRenato Pierriarte, cultura e societàDaniela CoppolaMonica Michetti: giornalista pubblicista abilitato dalla nostra testata (Roma)Elena VigianoRedazioni Estere:da Atene:politica internazionaleSergio Coggiola: (Direttore di "Eureka" mensile in lingua italiana per gli italiani all'estero edito in Grecia)cultura e politicaAngelo Saracini-------------------dagli U.S.A.politica, cultura e societa'Emanuela Medoro-------------------dal Peru' - Lima -politica, cultura e societa'Alberto Calle-------------------da Londra:Donato ZagaroneWeb ManagerCesare BramanteQuesto sito utilizza cookie tecnici necessari al suo funzionamento. 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