title§§ Fine vita, la politica nel labirinto cerca punti di incontro sui diritti
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Estratto da pag. 16 di "AVVENIRE" del 08 Jul 2026
pubDate§§ 2026-07-08T04:36:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Fine vita, la politica nel labirinto cerca punti di incontro sui diritti «Il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure palliative del dolore e l’assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza. L’assistenza al suicidio non può rientrare nei Livelli essenziali di assistenza o canoni equivalenti». È uno degli emendamenti presentati al Senato da Forza Italia, impegnata in un tentativo di mediare tra posizioni ancora distanti su un testo che possa dar forma di legge nazionale a quanto deciso in più sentenze dalla Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito, mentre in molte Regioni si registrano attività (non sempre coerenti col dettato della Corte, per la verità) per una regolamentazione locale. La materia, al di là di molta retorica semplificatoria, è di eccezionale delicatezza umana ed etica, rendendo comprensibile la fatica della politica nel trovare punti di convergenza vasti (non avrebbe senso legiferare sulla vita e la morte a colpi di maggioranza, in ogni direzione). Dopo il breve passaggio in Aula a inizio giugno, si è correttamente preferito tornare in Commissione per cercare di costruire un terreno di comprensione reciproca sui diritti fondamentali della persona, avendo come faro la dignità umana che non viene mai meno. Decisivo, dunque, chiarire il ruolo del Servizio sanitario, il rapporto con i Livelli essenziali di assistenza e la natura dei trattamenti di sostegno vitale, che sarà materia di un nuovo verdetto della Consulta. Su questo aspetto un altro emendamento centrista prevede che alle procedure di suicidio assistito possano ricorrere pazienti tenuti «in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali», una novità rispetto ai “trattamenti di sostegno vitale” la cui definizione è soggetta a una assai discussa estensione. In questa nuova pagina della serie “Scegliere sulla vita”, avviata nell’autunno 2025 per accompagnare con riflessioni autorevoli il dibattito politico sul fine vita, offriamo nuove idee con cui confrontarci tutti per costruirci un giudizio libero e documentato. Tutti gli articoli pubblicati sin qui sono online: shorturl.at/PP8sU (F.O.) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fine vita, la politica nel labirinto cerca punti di incontro sui diritti -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Sanità privata: subito il rinnovo dei contratti
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Estratto da pag. 4 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 08 Jul 2026
pubDate§§ 2026-07-08T04:37:00+00:00
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tp:ocr§§ FP CGIL, CISL FP E UIL FP: valorizzare i professionisti e fornire assistenza di qualità Sanità privata: subito il rinnovo dei contratti R innovare i contratti nazionali della sanità privata per evitare che le conseguenze disastrose sull’assisten za sanitaria e sociosanitaria del nostro Paese ricadano sui cittadini che ogni giorno si affidano alle strutture sanitarie private accreditate e alle RSA, in particolare gli anziani, le persone non autosufficienti, i pazienti fragili e le loro famiglie, affinchè siano garantite cure sicure, appropriate e di qualità, elemento che dovrebbe essere la priorità assoluta di tutti gli attori istituzionali e del sistema sanitario: questo l'obiettivo di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp che, per bocca dei rispettivi segretari generali, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, hanno deciso di manifestare con un presidio in programma il 24 luglio davanti al ministero della Salute. “Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA, oltre 300 mila professioniste e professionisti attendono il rinnovo del contratto nazionale. Un ritardo - hanno affermato - ormai intollerabile che continua ad aggravare una crisi strutturale fatta di organici insufficienti, turni sempre più gravosi, ferie sistematicamente negate o rinviate e condizioni di lavoro che mettono a dura prova chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività”. Altro dato importante è la progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie e sociosanitarie nel comparto privato accreditato e nelle RSA che genera una carenza di personale oramai cronica, visto che sempre più professioniste e professionisti scelgono di lasciare queste strutture o rifiutano nuove assunzioni perché continuano a essere penalizzati da contratti nazionali scaduti da anni e da trattamenti economici significativamente inferiori, costretti a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti. Una situazione le cui responsabilità, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, sono da attribuire non solo alle associazioni datoriali AIOP e ARIS ma anche al ministero della Salute e alle Regioni che finanziano con ingenti risorse pubbliche il sistema della sanità privata accreditata e delle RSA e ne disciplinano il sistema degli accreditamenti istituzionali. A loro si rivolgono i sindacati per chiedere un deciso cambio di passo. “Chi beneficia di risorse pubbliche - sottolineano - deve essere tenuto al pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo riteniamo necessario introdurre regole vincolanti che subordinino il rilascio e il mantenimento dell’accredita mento con il Ssn al rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e al loro rinnovo con tempistiche coerenti con quelle previste per il personale della sanità pubblica. «Per queste ragioni - proseguono Bozzanca, Chierchia e Longobardi - la mobilitazione prosegue con ancora maggiore determinazione. Il prossimo 24 luglio saremo nuovamente in presidio davanti al ministero della Salute per chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA, il rafforzamento degli organici, il pieno rispetto del diritto alle ferie e l’applica zione dell’articolo 36 della Costituzione: una battaglia che riguarda il diritto alla salute dei cittadini, la dignità del lavoro e il futuro del sistema sanitario e sociosanitario del nostro Paese. Una battaglia che, per i sindacati, risulta fondamentale al fine di valorizzare i professionisti del settore e fornire assistenza di qualità. “Chi cura deve essere messo nelle condizioni di farlo con competenza, serenità e dignità - continuano - perché dalla tutela del lavoro dipende anche la tutela della salute delle persone”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono ad AIOP e ARIS di aprire immediatamente il confronto per il rinnovo dei contratti, e al ministero della Salute e alle Regioni di esercitare il proprio ruolo di indirizzo e di garanzia affinché nessuna struttura che opera grazie a finanziamenti pubblici possa continuare a fondare il proprio equilibrio economico sul mancato rinnov
o dei contratti nazionali. Anna Taverniti ---End text--- Author: Anna Taverniti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità privata: subito il rinnovo dei contratti -sec_org-
tp:writer§§ Anna Taverniti
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801772305992.PDF
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title§§ Agenas: Piani di rientro senza regole condivise
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801767805979.PDF
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Estratto da pag. 35 di "ITALIA OGGI" del 08 Jul 2026
pubDate§§ 2026-07-08T04:36:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Agenas: Piani di rientro senza regole condivise Attualmente, l'ambito della sanità per le Regioni commissariate presenta un quadro normativo asimmetrico: "Ad oggi non esistono delle regole condivise per la conclusione del piano di rientro". Lo ha spiegato Natalia Di Vivo, dirigente area Monitoraggio Lea e Piani di rientro di Agenas, in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sull'attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull'erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni. La dirigente ha chiarito la dinamica d'accesso, evidenziando il contrasto con la fase finale: "Mentre sicuramente esiste un elemento economico che determina quasi in maniera automatica l'ingresso in piano di rientro, ed è se il disavanzo dell'anno di riferimento supera il 5% del finanziamento, non esistono ad oggi regole condivise la regione" per uscire. Di conseguenza, "quello delle regole condivise è un elemento che andrà in futuro affrontato da regioni e ministeri" competenti. Tracciando la panoramica nazionale, Di Vivo ha ricordato che "la situazione ad oggi è che il Lazio ha un programma operativo 2024-2026; l'Abruzzo ha un programma operativo 2026-28; il Molise ha un programma operativo per il triennio; per la Sicilia si è in attesa dell'approvazione definitiva sempre del programma operativo; per la Calabria anche è in corso di relazione il 2026-28, è una una posizione in questo momento particolare perché si è avviata una procedura per l'uscita dal commissariamento che però ancora non si è completamente formalizzata; anche per la Puglia siamo in attesa dell'approvazione finale del programma operativo 2026-2028; la Campania ha concluso il piano di rientro nella seduta del 27 marzo 2026. Quindi ad oggi risulta commissaria di fatto una regione, la regione Molise". "Dal 2007 la maggior parte delle regioni, dopo quasi un ventennio, risultano essere ancora in piano di rientro o comunque con programmi operativi", ha evidenziato Di Vivo, rimarcando che "non ci sono regole condivise con degli elementi che definiscono l'uscita dal piano di rientro, mentre invece abbiamo un'unica regola per l'uscita dal commissariamento, che in un qualche modo è quasi riniziare la procedura: si esce dal commissariamento riproponendo un programma operativo triennale, approvato dal Cdm su proposta sempre del Mef di concerto con ministro della Salute e sentito il ministro per i Rapporti con le Regioni, che determina l'uscita del commissariamento il riavvio della procedura in piano di rientro". In conclusione, la dirigente di Agenas ha precisato che "il piano di rientro sicuramente nasce da un problema principalmente economico, ma il monitoraggio deve riguardare anche la riorganizzazione, la razionalizzazione e l'efficientamento del Servizio sanitario regionali per l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza". Maria Mantero _____ _____ ---End text--- Author: Maria Mantero Heading: Highlight: Image: -tit_org- Agenas: Piani di rientro senza regole condivise -sec_org-
tp:writer§§ Maria Mantero
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§---§
title§§ La sanità sotto l'assedio degli hacker Il "borsino" dei dati rubati ogni giorno
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801772205991.PDF
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Estratto da pag. 6 di "L'IDENTITÀ" del 08 Jul 2026
pubDate§§ 2026-07-08T04:36:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ LA VIOLAZIONE DELLE STRUTTURE SI È TRASFORMATA IN UNA CATENA DI MONTAGGIO DEL CRIMINE La sanità sotto l’assedio degli hacker Il “borsino” dei dati rubati ogni giorno N on è più una questione di "se", ma di quanto costi la nostra identità sanitaria sul mercato nero. Se un tempo l'hacking era l'incursione di un pirata solitario, oggi la violazione delle strutture sanitarie italiane si è trasformata in una catena di montaggio del crimine ad altissimo rendimento. I dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e del Clusit parlano chiaro: nel 2025 gli attacchi in Italia sono cresciuti del 42%, con una matrice che nel 99,1% dei casi è puramente economica. La nostra salute è diventata la merce perfetta. L’analisi dei flussi finanziari nel sottobosco digitale rivela una gerarchia precisa del valore dei dati. Mentre una carta di credito valida viene svenduta per appena 30 dollari, una singola cartella clinica completa può oscillare tra i 300 e i 1.000 dollari. Il motivo è semplice: una carta si blocca con una telefonata, una diagnosi o una storia clinica sono per sempre. È quello che gli esperti arrivano a definire un "ergastolo digitale" per la vittima. Il confronto internazionale dei prezzi, basato sulle ultime rilevazioni del 2026 di TrendAI, posiziona l’Italia in una fascia di valore "premium". Un database medico italiano contenente i cosiddetti "fullz" - pacchetti d'identità completi di codici fiscali e storie cliniche - è stato quotato 150mila dollari. Per avere un termine di paragone, database simili russi vengono scambiati per soli 1.000 dollari, mentre archivi indiani da oltre 200 GB si fermano a 5.000 dollari. Solo il mercato turco riesce a superare queste cifre, con database ospedalieri completi venduti a 250mila dollari, segnale di una digitalizzazione massiva non supportata da difese adeguate. I gruppi criminali come Black Basta, Cicada3301 e Rhysida hanno abbandonato la "fiocina" - l'attacco mirato al singolo ufficio - per ampliare una sorta di "pesca a strascico". La strategia vincente non è più colpire un solo ospedale, ma i fornitori di software o le piattaforme regionali che gestiscono migliaia di cartelle cliniche contemporaneamente. È il meccanismo del moltiplicatore: bucando una singola "porta" d'accesso — spesso attraverso tecniche di inganno verso i dipendenti con il phishing o sfruttando software mai aggiornati — i criminali esfiltrano volumi immensi di file. Documentati, i casi in cui, con un solo colpo, sono stati sottratti oltre 1,5 terabyte di dati, pari a circa due milioni di file personali che finiscono istantaneamente in vendita. Il territorio milanese e lombardo, cuore della digitalizzazione italiana, è diventato l'epicentro di questo scontro. Il caso Synlab è l'esempio più eclatante di questa nuova aggressività. Il gruppo Black Basta arrivò a paralizzare i laboratori per giorni, pubblicando poi online 1,5 TB di referti, diagnosi e documenti d’identità dopo il rifiuto dell’azienda di pagare il riscatto. Nell'attacco all’Asst Rhodense, il collettivo Cicada3301 ha dimostrato la letalità di queste ampie azioni, esfiltrando 1 TB di dati sensibili. Un blocco tale da costringere il portale web dell'azienda a rimanere in modalità provvisoria per oltre 70 giorni. All'Asst Fatebenefratelli-Sacco, anche quando l'attacco non portò al blocco totale, le falle lasciarono tracce pesanti. La struttura è stata recentemente sanzionata dal Garante Privacy per la presenza di software obsoleti e sistemi di allerta inadeguati che hanno facilitato l'incursione hacker. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, nella sua relazione annuale, ha alzato il livello di allerta, segnalando criticità persistenti sulla gestione dei dossier sanitari e dei fascicoli elettronici. Non si tratta solo di multe — che per il settore pubblico e privato stanno crescendo vertiginosamente in termini di importo medio — ma di una necessità di governo dei dati. La speranza risiede nell'applicazione della Direttiva NIS2, che impone finalmente obblighi di notifica e standard di sicurezza stringenti per ospedali e lab
oratori, considerandoli "soggetti essenziali" per la sicurezza nazionale. perché ormai la difesa della salute non passa più solo dalle sale operatorie, ma dalla capacità di proteggere i bit che valgono ormai oro colato nel mercato nero globale. ---End text--- Author: ANGELO VITALE Heading: Highlight: Un database medico italiano è stato quotato 150mila dollari sul mercato illegale Image:(© Imagoeconomica) -tit_org- La sanità sotto l'assedio degli hacker Il “borsino” dei dati rubati ogni giorno -sec_org-
tp:writer§§ ANGELO VITALE
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title§§ Intervista a Domenico Di Giorgio - «Farmaci, la protezione passa da allerte rapide e tracciabilità»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801766905990.PDF
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Estratto da pag. 13 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 08 Jul 2026
pubDate§§ 2026-07-08T04:36:00+00:00
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tp:ocr§§ L’intervista a Domenico Di Giorgio, AIFA «Farmaci, la protezione passa da allerte rapide e tracciabilità» rima che le indagini chiariscano ogni dettaglio sul furto delle 80 fiale di Fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma – oggi è prevista la visita degli ispettori del ministero della Salute e ieri si è tenuto un incontro a Palazzo Chigi per valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti stupefacenti – l’episodio riporta al centro una domanda che riguarda la sicurezza dell’intera filiera del farmaco. Non si tratta soltanto di un fatto di cronaca, ma del segnale di un mercato clandestino capace di adattarsi, cambiare obiettivi e intercettare medicinali dal valore economico e sanitario elevatissimo. Dietro ogni sottrazione si muovono reti criminali, interessi internazionali e sistemi di riciclaggio che mettono a rischio non solo il patrimonio delle strutture sanitarie, ma anche la salute pubblica. Per comprendere come si è evoluto questo fenomeno, quali farmaci siano oggi più esposti e quali strumenti si stiano dimostrando realmente efficaci nel prevenirlo, ne parliamo con Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell’AIFA, tra i massimi esperti italiani nella lotta al traffico illecito di medicinali. Il traffico clandestino di farmaci e i furti sono un fenomeno in cresciP ta? Quali dati ne dimostrano l’evoluzione negli ultimi anni? «In termini puramente numerici, non si può parlare di un fenomeno in crescita. Registriamo un paio di episodi rilevanti al mese, numeri decisamente inferiori rispetto ad alcune fasi critiche del passato (come quella arginata dall’operazione “Volcano”), seppur leggermente superiori al trend degli ultimi anni. Risulta invece in aumento il volume di medicinali sottratti in ogni singolo evento, in quanto si modificano gli obiettivi e le modalità di azione di queste organizzazioni criminali. Nel 2025, ad esempio, le segnalazioni hanno riguardato soprattutto furti all'interno delle strutture ospedaliere, mirati a sottrarre pochi prodotti ad alto costo da destinare probabilmente ai mercati illegali di Paesi terzi nel Medio Oriente. Nei primi mesi del 2026, i furti negli ospedali si sono ridotti, mentre sono aumentate le rapine ai tir durante le fasi di trasporto, con furto del mezzo. In questi casi La sede dell’AIFA, si tratta perlopiù di farmaci meno costosi che vengono poi rivenduti su altri canali». Quali categorie di farmaci sono maggiormente coinvolte nel traffico clandestino e per quali motivi risultano le più richieste? «Le categorie di medicinali prese di mira dipendono principalmente dalla tipologia di furto. Da una parte, i furti ospedalieri prendono di mira farmaci ad altissimo costo, in particolare oncologici e immunomodulatori. Questi medicinali sono particolarmente esposti ai furti per l’elevato profitto che generano una volta reimmessi sul mercato nero. Dall’altra parte, i furti che colpiscono i depositi o i mezzi di trasporto riguardano solitamente farmaci di uso comune, come analgesici, antinfiammatori, antipertensivi e ipoglicemizzanti. In questi episodi, non vi è un’elevata “selettività” criminale verso la molecola in sé: il grande volume di prodotti comuni rubati è dettato principalmente da questioni di natura logistica. In generale, va sottolineato che parliamo di organizzazioni in grado di trarre un utile sia dai prodotti ospedalieri ad alto costo, che da quelli da banco a prezzi molto più bassi, riciclando di volta in volta i prodotti sui canali più adatti». Quali sono le principali cause che favoriscono la diffusione del traffico clandestino di farmaci e quali misure possono essere adottate per contrastarlo efficacemente? «Alla base di questi traffici c’è la circostanza inevitabile della presenza di beni di grosso valore – i farmaci – in strutture che non hanno spesso una protezione adeguata. L’esistenza di canali di possibile riciclaggio e un quadro normativo non sufficientemente deterrente in termini di sanzioni completano un contesto n
el quale questo fenomeno può adattarsi, a dispetto degli ottimi risultati conseguiti dalle amministrazioni nel suo contrasto. AIFA è una delle poche istituzioni che negli anni hanno studiato e caratterizzato il fenomeno, spiegandone anche le radici e definendo le “buone pratiche” da applicare per contrastarlo: progetti come PadLock (condiviso con SIFO) e studi come la linea guida pubblicata nell'ambito del progetto MEDITHEFT (https://www.aifa.gov.it//best-practices-to-manage-cases-ofthefts-of-medicines-in-the-eu) e i documenti diffusi agli operatori per indirizzarli alla prevenzione e alle attività di “reazione” forniscono un quadro esteso e puntuale al riguardo. Le misure di contrasto più efficaci si basano su sistemi di tracciabilità, allerte rapide e controlli sulla rete. Si tratta di un metodo che l’Italia applica da oltre vent’anni e che ha protetto efficacemente la nostra rete dal riciclaggio dei farmaci rubati. Oggi, grazie all’estensione dei sistemi di tracciabilità alla rete europea, anche il rischio che i farmaci rubati vengano reimmessi nella filiera di distribuzione europea è diventato più basso». ---End text--- Author: CLAUDIO MARINCOLA Heading: Highlight: Image:La sede dell’AIFA, -tit_org- Intervista a Domenico Di Giorgio - «Farmaci, la protezione passa da allerte rapide e tracciabilità» -sec_org-
tp:writer§§ CLAUDIO MARINCOLA
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title§§ Fentanyl, ecco la stretta Vertice a Palazzo Chigi, nuova norma in arrivo
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801767605981.PDF
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Estratto da pag. 8 di "SECOLO XIX" del 08 Jul 2026
Eintantola Procura indaga per spaccio
pubDate§§ 2026-07-08T04:36:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Fentanyl, ecco la stretta Vertice a Palazzo Chigi, nuova norma in arrivo E intanto la Procura indaga per spaccio ROMA S i annuncia una stretta sulla custodia di farmaci stupefacenti come il fentanyl. Dopo un vertice a Palazzo Chigi, il secondo dopo l'episodio del furto di ottanta fiale dello stesso medicinale all'ospedale Israelitico di Roma nei giorni scorsi, emerge l'ipotesi di un aggiornamento delle norme. Ma saranno disposti intanto anche più controlli da parte dei Nas. Così come il comandante del Ros Vincenzo Molinese, nel corso di un'audizione in commissione parlamentare antimafia, avverte: quel furto nella capitale «è un segnale». C'è la «la volontà di approvvigionarsi e, se questa è la volta in cui ci sarà la diffusione sul web, lo sveleranno le indagini». Senza voler lanciare allarmismi, Molinese specifica anche che sulla diffusione illegale di fentanyl «non si registrano al momento segnali di coinvolgimento della criminalità organizzata, ma questo non vuol dire che non ci siano. Il fenomeno non è grave come nel nord America, ma sottolinea - va monitorato». Sul fronte politico qualcosa si è già messo in moto. Nelle prossime settimane è prevista una ricognizione generale di tutte le relative norme in vigore, applicate a livello regionale, per valutare l'ipotesi di una normativa nazionale più stringente per la custodia di questo tipo di medicinali, che punti ad aggiornare il Testo Unico Stupefacenti (309/90), in quanto risale ormai ad oltre trent'anni fa. Non a caso al vertice di Palazzhi Chigi, presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, hanno partecipato anche i ministri dell'Interno e della Salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci, oltre al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Nell'ottica di rafforzare il coordinamento tra le istituzioni coinvolte, si è quindi deciso di avviare nell'immediatezza un tavolo tecnico per valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti droganti. Parallelamente aumentano i timori per il rischio di registri non aggiornati. Oltre una ventina di persone avrebbero avuto la chiave per aprire l'armadietto blindato da cui è stato trafugato il fentanyl. Sulla vicenda la procura di Roma ha avviato un'indagine, nel fascicolo si procede per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e i militari hanno anche ascoltato alcune persone all'interno dell'ospedale. Non essendoci videosorveglianza nell'area della cassaforte, i carabinieri stanno comunque visionando le immagini di tutte le altre telecamere. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fentanyl, ecco la stretta Vertice a Palazzo Chigi, nuova norma in arrivo -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/08/2026070801767605981.PDF
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