title§§ Oroscopo del giorno, le previsioni di Sabato 4 Luglio 2026 segno per segno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403179207797.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "caltanissetta401.it" del 04 Jul 2026
Estratto da pag. 1 di "ossolanews.it" del 04 Jul 2026
"Sulle Case di Comunità il Piemonte è ancora lontano dall''obiettivo, ben al di sotto della media nazionale"
pubDate§§ 2026-07-04T12:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403203908072.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403203908072.PDF', 'title': 'ossolanews.it'} tp:url§§ https://www.ossolanews.it/2026/07/04/leggi-notizia/argomenti/politica-27/articolo/pnrr-valle-e-rossi-pd-cirio-festeggia-i-cantieri-ma-dimentica-i-servizi.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403203908072.PDF tp:ocr§§ Domenico Rossi“Il presidente della regione Alberto Cirio celebra le risorse europee spese e rendicontate bene. Ma i cittadini non misurano il successo del Pnrr contando le pratiche inviate a Bruxelles: lo misurano dai servizi che trovano aperti sotto casa”. Lo dichiarano Daniele Valle, vicepresidente della commissione sanità del consiglio regionale, e Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario regionale del Partito Democratico, commentando la conferenza stampa con cui il presidente Alberto Cirio ha rivendicato il raggiungimento del 100% degli obiettivi Pnrr,“Se guardiamo alla sanità territoriale – spiegano i consiglieri dem - che rappresenta una delle sfide più importanti finanziate dal Pnrr, il quadro è molto meno trionfale di quello raccontato dalla giunta. Gli ultimi dati Agenas, presentati da Gimbe a Torino poche settimane fa, sulle Case della Comunità mostrano infatti che il Piemonte è ancora lontano dall'obiettivo di trasformare gli edifici finanziati dal Pnrr in servizi realmente disponibili per i cittadini”.“Al 30 dicembre il Piemonte risultava avere appena il 14,6% delle Case di Comunità con i servizi obbligatori per legge. Tra queste, solo il 5,2% delle Case della Comunità con presenza medica e infermieristica e un 9,4% privo di medici e infermieri in pianta stabile. Un dato inferiore alla media nazionale e molto distante dalle regioni più avanzate, come Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna”, proseguono Rossi e Valle.“Il vero obiettivo del Pnrr - incalzano i consiglieri - non era inaugurare edifici o completare procedure amministrative, ma portare cure, assistenza e presa in carico vicino alle persone. Se una Casa della Comunità non dispone della presenza dei professionisti che la rendono operativa, i cittadini continuano a rivolgersi ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, vanificando lo spirito stesso della riforma”.Secondo Valle e Rossi, “la domanda che il presidente Cirio dovrebbe porsi non è se gli uffici regionali abbiano compilato correttamente i report per Bruxelles, ma se i piemontesi stiano già beneficiando dei servizi che il Pnrr aveva promesso. Perché tra il raggiungimento di un target burocratico e l'effettiva attivazione dei servizi sul territorio c'è una differenza enorme”.“Le risorse europee - concludono - rappresentano un'opportunità straordinaria e dovevano produrre un cambiamento sensibile della nostra offerta sanitaria. Il successo del Pnrr, infatti, si misurerà quando i piemontesi troveranno medici, infermieri e servizi aperti nelle Case della Comunità, non quando leggeranno una percentuale in una conferenza stampa o una targhetta nuova fuori da un poliambulatorio. Abbiamo chiesto una informativa urgente a Riboldi in IV commissione per fare chiarezza sui servizi aperti nelle case di comunità”.Comunicato Stampa - l.b. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403203908072.PDF §---§ title§§ Si chiude oggi a Roma la XII Convention MonitoRare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403183907696.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "uniamo.org" del 04 Jul 2026
Estratto da pag. 1 di "viveresenigallia.it" del 03 Jul 2026
Una vita dedicata alla medicina e alla poltica. Per quarant''anni medico di famiglia, ha saputo coniugure il lavoro con l''impegno nelle istituzioni. E'' stato segretaro cittadino dei DS traghettando il partito nel passaggio al PD, assessore comunale prima, consigliere regionale e presidente della commssione regionale sanità poi.
pubDate§§ 2026-07-04T08:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403268407681.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403268407681.PDF', 'title': 'viveresenigallia.it'} tp:url§§ https://www.viveresenigallia.it/2026/07/04/fabrizio-volpini-la-medicina-mi-manca-in-politica-sono-disponibile-ma-in-seconda-fila/117739 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403268407681.PDF tp:ocr§§ di Giulia Mancinelliredazione@viverefabriano.itUna vita dedicata alla medicina e alla poltica. Per quarant'anni medico di famiglia, ha saputo coniugure il lavoro con l'impegno nelle istituzioni. E' stato segretaro cittadino dei DS traghettando il partito nel passaggio al PD, assessore comunale prima, consigliere regionale e presidente della commssione regionale sanità poi.Fabrizio Volpini, oggi in pensione e da tempo lontano dalla scena politica attiva, resta una delle figure più esperte della politica e della sanità cittadina.Dopo il pensionamento da medico di medicina generale come impiega il suo tempo?“Dopo una breve parentesi alla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti come dirottore sanitario, oggi, grazie alla mia specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica, svolgo l'incarico di Risk Manager in alcune strutture del territorio. Il rischio clinico e la sicurezza delle cure sono temi che oggi coinvolgono sempre di più anche le strutture socio-assistenziali che ospitano anziani, malati cronici e persone non autosufficienti. I nuovi sistemi di accreditamento prevedono figure professionali dedicate proprio a questi aspetti. Inoltre faccio parte del nucleo provinciale della Fondazione Gimbe”.Continua però a coltivare due grandi passioni: la corsa e la bicicletta...“Assolutamente sì. Sono attività che continuo a praticare, da solo oppure insieme agli amici di sempre e, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, anche con mio figlio. Sono passioni che mi aiutano a stare bene e a mantenere il giusto equilibrio”.Le manca il lavoro di medico di famiglia?“Sì, almeno in parte. Dopo quarant'anni non si archivia tutto da un giorno all'altro. Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla medicina generale, mettendo in campo competenze ma anche un forte rapporto umano con i pazienti. Quel legame non si cancella facilmente. Ancora oggi molti ex pazienti continuano a cercarmi per un consiglio o un parere e, quando posso, non mi sottraggo. È anche un modo per continuare ad aggiornarmi e mantenere viva l'attenzione su tutto ciò che evolve nel campo della medicina, in particolare sulle patologie croniche e sulla non autosufficienza”.È lontano dalla politica attiva da qualche tempo. Come mai?“La politica non è mai stata la mia priorità. Non lo è oggi e non lo era neppure quando ricoprivo incarichi di responsabilità nel partito o nelle istituzioni. Ho sempre vissuto la politica come un servizio, un modo per mettere a disposizione le proprie competenze, mai come una professione o una possibilità di carriera”.Per chi ha fatto politica per tanti anni come lei, però, è difficile tagliare completamente i ponti...“Infatti non li ho tagliati tanto che dopo un iniziale periodo di distacco ho cercato di dare una mano alla coalizione di centrosinistra, al Partito Democratico e al candidato sindaco Dario Romano alle ultime amministrative. Attualmente faccio parte del tavolo tecnico-politico regionale sulla sanità, in rappresentanza di Possibile all'interno della coalizione di centrosinistra che si è formata alle ultime elezioni regionali. Mi è stato chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza e ho accettato volentieri”.Come legge la riconferma di Massimo Olivetti e del centrodestra alla guida di Senigallia?“Credo che il voto amministrativo abbia consegnato due messaggi molto chiari. Da una parte la vittoria è stata soprattutto del sindaco, come dimostra l'ampio consenso ottenuto dalle liste civiche che portavano il suo nome. È evidente che una parte importante della città non ha ritenuto necessario un cambiamento e ha scelto di confermare fiducia all'attuale amministrazione. Dall'altra parte, nella sconfitta del centrosinistra vedo anche un elemento positivo. Per la prima volta tutte le forze della coalizione si sono presentate unite e soprattutto sono emerse nuove energie: tanti giovani, uomini e donne provenienti dal mondo del lavoro, dell'associazionismo e del volontariato, persone non necessariamente legate ai partiti ma portatrici di competenze e idee nu ove. È un patrimonio che non deve essere disperso, ma coltivato. Da lì bisogna ripartire per costruire il centrosinistra dei prossimi cinque anni.”.Lei darà un contributo in questo percorso?“Sì, ma stando per così dire in seconda, terza o quarta fila, e soprattutto dando il mio contributo sui temi che conosco meglio, come quelli della sanità e del welfare. Credo che il centrosinistra debba lavorare fin da ora per costruire un progetto credibile, fatto di idee, competenze e persone, così da arrivare preparato al prossimo appuntamento elettorale”.di Giulia Mancinelliredazione@viverefabriano.itUna vita dedicata alla medicina e alla poltica. Per quarant'anni medico di famiglia, ha saputo coniugure il lavoro con l'impegno nelle istituzioni. E' stato segretaro cittadino dei DS traghettando il partito nel passaggio al PD, assessore comunale prima, consigliere regionale e presidente della commssione regionale sanità poi.Fabrizio Volpini, oggi in pensione e da tempo lontano dalla scena politica attiva, resta una delle figure più esperte della politica e della sanità cittadina.Dopo il pensionamento da medico di medicina generale come impiega il suo tempo?“Dopo una breve parentesi alla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti come dirottore sanitario, oggi, grazie alla mia specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica, svolgo l'incarico di Risk Manager in alcune strutture del territorio. Il rischio clinico e la sicurezza delle cure sono temi che oggi coinvolgono sempre di più anche le strutture socio-assistenziali che ospitano anziani, malati cronici e persone non autosufficienti. I nuovi sistemi di accreditamento prevedono figure professionali dedicate proprio a questi aspetti. Inoltre faccio parte del nucleo provinciale della Fondazione Gimbe”.Continua però a coltivare due grandi passioni: la corsa e la bicicletta...“Assolutamente sì. Sono attività che continuo a praticare, da solo oppure insieme agli amici di sempre e, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, anche con mio figlio. Sono passioni che mi aiutano a stare bene e a mantenere il giusto equilibrio”.Le manca il lavoro di medico di famiglia?“Sì, almeno in parte. Dopo quarant'anni non si archivia tutto da un giorno all'altro. Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla medicina generale, mettendo in campo competenze ma anche un forte rapporto umano con i pazienti. Quel legame non si cancella facilmente. Ancora oggi molti ex pazienti continuano a cercarmi per un consiglio o un parere e, quando posso, non mi sottraggo. È anche un modo per continuare ad aggiornarmi e mantenere viva l'attenzione su tutto ciò che evolve nel campo della medicina, in particolare sulle patologie croniche e sulla non autosufficienza”.È lontano dalla politica attiva da qualche tempo. Come mai?“La politica non è mai stata la mia priorità. Non lo è oggi e non lo era neppure quando ricoprivo incarichi di responsabilità nel partito o nelle istituzioni. Ho sempre vissuto la politica come un servizio, un modo per mettere a disposizione le proprie competenze, mai come una professione o una possibilità di carriera”.Per chi ha fatto politica per tanti anni come lei, però, è difficile tagliare completamente i ponti...“Infatti non li ho tagliati tanto che dopo un iniziale periodo di distacco ho cercato di dare una mano alla coalizione di centrosinistra, al Partito Democratico e al candidato sindaco Dario Romano alle ultime amministrative. Attualmente faccio parte del tavolo tecnico-politico regionale sulla sanità, in rappresentanza di Possibile all'interno della coalizione di centrosinistra che si è formata alle ultime elezioni regionali. Mi è stato chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza e ho accettato volentieri”.Come legge la riconferma di Massimo Olivetti e del centrodestra alla guida di Senigallia?“Credo che il voto amministrativo abbia consegnato due messaggi molto chiari. Da una parte la vittoria è stata soprattutto del sindaco, come dimostra l'ampio consenso ottenuto dalle liste civiche che por tavano il suo nome. È evidente che una parte importante della città non ha ritenuto necessario un cambiamento e ha scelto di confermare fiducia all'attuale amministrazione. Dall'altra parte, nella sconfitta del centrosinistra vedo anche un elemento positivo. Per la prima volta tutte le forze della coalizione si sono presentate unite e soprattutto sono emerse nuove energie: tanti giovani, uomini e donne provenienti dal mondo del lavoro, dell'associazionismo e del volontariato, persone non necessariamente legate ai partiti ma portatrici di competenze e idee nuove. È un patrimonio che non deve essere disperso, ma coltivato. Da lì bisogna ripartire per costruire il centrosinistra dei prossimi cinque anni.”.Lei darà un contributo in questo percorso?“Sì, ma stando per così dire in seconda, terza o quarta fila, e soprattutto dando il mio contributo sui temi che conosco meglio, come quelli della sanità e del welfare. Credo che il centrosinistra debba lavorare fin da ora per costruire un progetto credibile, fatto di idee, competenze e persone, così da arrivare preparato al prossimo appuntamento elettorale”.Tragedia in via Feltrini: cinquantenne precipita dal terrazzo...Trecastelli: schianto lungo la Corinaldese tra un'auto e una...Senigallia piange Alessandro Nardini, il cordoglio delle...Investito da un'auto in retromarcia: eliambulanza sul...Trecastelli: addio a Federico Gasparini, fondatore del...di Giulia Mancinelliredazione@viverefabriano.itUna vita dedicata alla medicina e alla poltica. Per quarant'anni medico di famiglia, ha saputo coniugure il lavoro con l'impegno nelle istituzioni. E' stato segretaro cittadino dei DS traghettando il partito nel passaggio al PD, assessore comunale prima, consigliere regionale e presidente della commssione regionale sanità poi.Fabrizio Volpini, oggi in pensione e da tempo lontano dalla scena politica attiva, resta una delle figure più esperte della politica e della sanità cittadina.Dopo il pensionamento da medico di medicina generale come impiega il suo tempo?“Dopo una breve parentesi alla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti come dirottore sanitario, oggi, grazie alla mia specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica, svolgo l'incarico di Risk Manager in alcune strutture del territorio. Il rischio clinico e la sicurezza delle cure sono temi che oggi coinvolgono sempre di più anche le strutture socio-assistenziali che ospitano anziani, malati cronici e persone non autosufficienti. I nuovi sistemi di accreditamento prevedono figure professionali dedicate proprio a questi aspetti. Inoltre faccio parte del nucleo provinciale della Fondazione Gimbe”.Continua però a coltivare due grandi passioni: la corsa e la bicicletta...“Assolutamente sì. Sono attività che continuo a praticare, da solo oppure insieme agli amici di sempre e, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, anche con mio figlio. Sono passioni che mi aiutano a stare bene e a mantenere il giusto equilibrio”.Le manca il lavoro di medico di famiglia?“Sì, almeno in parte. Dopo quarant'anni non si archivia tutto da un giorno all'altro. Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla medicina generale, mettendo in campo competenze ma anche un forte rapporto umano con i pazienti. Quel legame non si cancella facilmente. Ancora oggi molti ex pazienti continuano a cercarmi per un consiglio o un parere e, quando posso, non mi sottraggo. È anche un modo per continuare ad aggiornarmi e mantenere viva l'attenzione su tutto ciò che evolve nel campo della medicina, in particolare sulle patologie croniche e sulla non autosufficienza”.È lontano dalla politica attiva da qualche tempo. Come mai?“La politica non è mai stata la mia priorità. Non lo è oggi e non lo era neppure quando ricoprivo incarichi di responsabilità nel partito o nelle istituzioni. Ho sempre vissuto la politica come un servizio, un modo per mettere a disposizione le proprie competenze, mai come una professione o una possibilità di carriera”.Per chi ha fatto politica per tanti anni come lei, però, è difficile tagliare completamente i ponti...“Infatti non li ho tagliati tanto che dopo un iniziale periodo di distacco ho cercato di dare una mano alla coalizione di centrosinistra, al Partito Democratico e al candidato sindaco Dario Romano alle ultime amministrative. Attualmente faccio parte del tavolo tecnico-politico regionale sulla sanità, in rappresentanza di Possibile all'interno della coalizione di centrosinistra che si è formata alle ultime elezioni regionali. Mi è stato chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza e ho accettato volentieri”.Come legge la riconferma di Massimo Olivetti e del centrodestra alla guida di Senigallia?“Credo che il voto amministrativo abbia consegnato due messaggi molto chiari. Da una parte la vittoria è stata soprattutto del sindaco, come dimostra l'ampio consenso ottenuto dalle liste civiche che portavano il suo nome. È evidente che una parte importante della città non ha ritenuto necessario un cambiamento e ha scelto di confermare fiducia all'attuale amministrazione. Dall'altra parte, nella sconfitta del centrosinistra vedo anche un elemento positivo. Per la prima volta tutte le forze della coalizione si sono presentate unite e soprattutto sono emerse nuove energie: tanti giovani, uomini e donne provenienti dal mondo del lavoro, dell'associazionismo e del volontariato, persone non necessariamente legate ai partiti ma portatrici di competenze e idee nuove. È un patrimonio che non deve essere disperso, ma coltivato. Da lì bisogna ripartire per costruire il centrosinistra dei prossimi cinque anni.”.Lei darà un contributo in questo percorso?“Sì, ma stando per così dire in seconda, terza o quarta fila, e soprattutto dando il mio contributo sui temi che conosco meglio, come quelli della sanità e del welfare. Credo che il centrosinistra debba lavorare fin da ora per costruire un progetto credibile, fatto di idee, competenze e persone, così da arrivare preparato al prossimo appuntamento elettorale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403268407681.PDF §---§