title§§ Il nodo Case di comunità dopo la fine dei cantieri «Ma i servizi dove sono?» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403072606759.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "CORRIERE TORINO" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403072606759.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403072606759.PDF', 'title': 'CORRIERE TORINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403072606759.PDF tp:ocr§§ Il nodo Case di comunità dopo la fine dei cantieri «Ma i servizi dove sono?» L a partita della sanità territoriale piemontese si gioca soprattutto nelle Case della Comunità. Non solo perché sono il simbolo della Missione 6 del Pnrr, ma perché lì si misura la distanza tra il cantiere chiuso e il servizio davvero aperto. La Regione rivendica il risultato: 82 Case finanziate, 75 concluse al 30 giugno, tre in corso di certificazione e le ultime quattro attese entro agosto. Nella banca dati regionale compaiono però 90 schede legate alla misura, comprese quelle aggiuntive o in overbooking: 55 risultano «in operatività», 15 «concluse» e 20 ancora «in corso». Le sedi attraversano tutto il Piemonte. Nel Torinese si va da Torino a Venaria, Ciriè, Lanzo, Ivrea, La Loggia e Vinovo; nel Novarese compaiono Novara, Oleggio, Ghemme, Galliate e Borgomanero; nel Cuneese Saluzzo, Savigliano, Dogliani e Mondovì; poi Asti, Biella, Domodossola, Valenza e Castelnuovo Scrivia. Molte di queste, secondo l’elenco regionale, non sono assenti dalla programmazione, ma non sono ancora pienamente arrivate al traguardo. Il racconto della Regione resta improntato all’ottimismo: scadenze europee rispettate, rete territoriale quasi completata e target centrati anche su Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali e telemedicina. Per le Case, però, la domanda decisiva non è solo dove siano, ma quali servizi offrano. Un edificio concluso o certificato non coincide automaticamente con un presidio capace di intercettare i bisogni dei cittadini. È su questo punto che arriva l’attacco del Partito Democratico. Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità, e Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario regionale del Pd, contestano il taglio celebrativo della conferenza stampa: «Cirio festeggia i cantieri, ma dimentica i servizi. I cittadini non misurano il successo del Pnrr contando le pratiche inviate a Bruxelles: lo misurano dai servizi che trovano aperti sotto casa». Secondo Valle e Rossi, il Piemonte è sotto la media nazionale proprio sulla capacità di rendere operative le Case. Il riferimento è agli ultimi dati Agenas presentati da Gimbe a Torino: al 30 dicembre, sostengono i dem, appena il 14,6% delle Case piemontesi disponeva dei servizi obbligatori per legge. Dentro questa quota, solo il 5,2% avrebbe presenza medica e infermieristica stabile, mentre il 9,4% risulterebbe privo di medici e infermieri in pianta stabile. La Regione oppone i numeri della Missione 6: 724,4 milioni per la sanità, 43 Centrali operative territoriali dichiarate pienamente attive, assistenza domiciliare e telemedicina oltre target. Ma il confronto politico si concentra ormai sulla distanza tra obiettivo burocratico e servizio reale. Valle e Rossi chiedono un’informativa urgente all’assessore Federico Riboldi in IV commissione. Cirio e Riboldi assicurano che l’accordo con i medici è in fase di chiusura. Resta però il nodo, tutt’altro che trascurabile, del riempimento: per risultare operative sulla carta basta la presenza minima di un medico e un infermiere. Il banco di prova sarà capire se quelle Case diventeranno presidi pieni, o solo nuove targhe fuori da vecchi poliambulatori. ---End text--- Author: Simona De Ciero Heading: Highlight: 75 Strutture Le Case della Comunità concluse al 30 giugno secondo la Regione sono 75 14% Servizi Secondo i dati Agenas solo il 14,6% delle Case della comunità forniscono tutti i servizi La vicenda ? La Regione rivendica il rispetto degli obiettivi del Pnrr per le Case della Comunità, con la maggior parte dei cantieri ormai conclusi ? Il Pd contesta che agli edifici non corrispondano ancora servizi pienamente operativi, citando i dati Agenas sulla carenza di personale e prestazioni Image: -tit_org- Il nodo Case di comunità dopo la fine dei cantieri «Ma i servizi dove sono?» -sec_org- tp:writer§§ Simona De Ciero guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403072606759.PDF §---§ title§§ Cirio: "Por completato" Dubbi dal Pd = Il Pd: "Solo trionfalismi nelle Case di comunità mancano i medici" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070402165401751.PDF description§§

Estratto da pag. 45 di "REPUBBLICA TORINO" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T01:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070402165401751.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070402165401751.PDF', 'title': 'REPUBBLICA TORINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070402165401751.PDF tp:ocr§§ Cirio: “Pnrr completato” Dubbi dal Pd Il Pd: “Solo trionfalismi nelle Case di comunità mancano i medici” Valle e Rossi: “Tra i target burocratici e i servizi veri c’è una differenza enorme Così i pazienti continuano a intasare i pronto soccorso” A vederli scorrere alle spalle del presidente Alberto Cirio, i numeri delle Case di comunità piemontesi sono più che incoraggianti. Su 82 strutture previste, 78 sono già operative e le altre 4 (due all’Asl di Novara, due a Cuneo) entreranno in funzione entro fine agosto, assicurano dal Grattacielo. Tutto secondo i tempi, ma lo scetticismo che aleggia attorno alle nuove strutture è difficile da ignorare. «Il quadro è molto meno trionfale di quanto racconta la giunta» avvertono il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle e il segretario regionale del Pd Domenico Rossi. I dubbi sulla rivoluzione della medicina territoriale riguardano soprattutto il personale: gli infermieri di comunità, in primis, e poi i medici di famiglia. A a pagina 3 il retroscena di ADELE PALUMBO vederli scorrere alle spalle del presidente Alberto Cirio, i numeri delle Case di comunità piemontesi sono più che incoraggianti. Su 82 strutture previste, 78 sono già operative e le altre 4 (due all’Asl di Novara, due a Cuneo) entreranno in funzione entro fine agosto, assicurano dal Grattacielo. Tutto secondo i tempi, ma lo scetticismo che aleggia attorno alle nuove strutture è difficile da ignorare. «Il quadro è molto meno trionfale di quanto racconta la giunta» avvertono il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle e il segretario regionale del Pd Domenico Rossi. I dubbi sulla rivoluzione della medicina territoriale riguardano soprattutto il personale: infermieri di comunità, in primis. Il timore, espresso a più riprese dai sindacati, è che per coprire i fabbisogni e rispettare le scadenze si ricorra a cooperative private. Resta poi da chiarire la posizione dei medici di famiglia, il cui arruolamento è risultato più lento e difficoltoso del previsto. Secondo le ultime indicazioni nazionali, i dottori dovrebbero prestare servizio almeno sei ore nelle nuove strutture, ma perché il sistema vada a regime ci vorranno ancora mesi. «Se una Casa della comunità non ha i professionisti che la rendano operativa, i cittadini continueranno A a rivolgersi a pronto soccorso e ospedali, vanificando lo spirito stesso della riforma» incalzano Valle e Rossi, riferendosi agli ultimi dati Agenas, presentati da Gimbe, che mostrano un quadro ancora molto fragile sul fronte dei servizi nelle Case. Dalla Regione si dicono tranquilli e garantiscono che l’operatività delle strutture è monitorata da «ispettori mandati da un ente terzo ingaggiato dalla Comunità Europea». Parola dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi: «Quando certifichiamo una Casa della comunità o un ospedale non parliamo solo del luogo fisico o dei mattoni, ma della sua operatività effettiva» rimarca il meloniano. Che, sul coinvolgimento dei medici di famiglia, aggiunge: «L’accordo a livello nazionale c’è e anche qui entrerà progressivamente in vigore». Poi si sbilancia a fornire una nuova deadline: «Entro la fine dell’estate». Per quanto riguarda invece gli Ospedali di comunità - 27 in programma in Piemonte - il Pnrr prevede che almeno 25 debbano essere operativi entro il 31 agosto. «Per ora ne abbiamo 22 e per quella data saranno 26, cioè uno in più» dice Cirio. Con 724,4 milioni di euro complessivi la Regione è intervenuta anche all’adeguamento antisismico negli ospedali Santa Croce e Carle di Cuneo, Infermi di Ponderano, Agnelli di Pinerolo, Infermi di Rivoli, Civile di Susa e Cesare Arrigo di Alessandria (per un investimento complessivo di oltre 42 milioni di euro). «Abbiamo raggiunto anche il target delle 43 Centrali operative territoriali, oggi pienamente attive su tutta la regione», annuncia il governatore che tra i risultati più significativi cita ancora l’assistenza domiciliare integrata: sono 96.442 i nuovi pazienti assistiti, a fronte di un target di 62.063, «pari a oltre il 155% dell’obiettivo assegnato». U n risultato che porterà il Piemonte a incassare circa altri 15-18 milioni di premialità, oltre ai 35 già assegnati. Anche la telemedicina e l’ammodernamento tecnologico hanno superato gli obiettivi. Ma i dem Valle e Rossi mettono in guardia rispetto a ottimismi eccessivi: »Tra il raggiungimento di un target burocratico e l’effettiva attivazione dei servizi sul territorio c’è una differenza enorme». ---End text--- Author: ADELE PALUMBO Heading: Highlight: Image:La Casa della comunità di Rivoli una delle prime a essere inaugurate sul territorio piemontese R -tit_org- Cirio: “Por completato” Dubbi dal Pd Il Pd: “Solo trionfalismi nelle Case di comunità mancano i medici” -sec_org- tp:writer§§ ADELE PALUMBO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070402165401751.PDF §---§ title§§ Pnrr, la Regione centra tutti gi obiettivi F ottiene un premio da 39 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403132706160.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "STAMPA NOVARA" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403132706160.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403132706160.PDF', 'title': 'STAMPA NOVARA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403132706160.PDF tp:ocr§§ Pnrr, la Regione centra tutti gi obiettivi E ottiene un premio da 35 milioni Il governatore Cirio: “Abbiamo investito in sanità, trasporti e cultura” Il Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi Pnrr e il governatore Alberto Cirio esulta: «Le Regioni sono le istituzioni migliori per gestire i fondi europei». I numeri: 2.419 progetti per un valore di 1,78 miliardi di euro, 44 target già centrati al 30 giugno, altri 3 entro fine estate. In 11 casi, dalla cultura alla digitalizzazione, i target sono stati non solo raggiunti ma anche superati, con risultati in anticipo rispetto alle scadenze. Ecco perché il Piemonte ha ottenuto un «premio» da 35 milioni provenienti da regioni che non sono riuscite a utilizzare tutte le risorse, e usati per programmi di formazione e accompagnamento al lavoro di 5.300 persone in più rispetto al previsto; acquisto di 2 treni a zero emissioni (oltre ad altri 7); assunzione di 15 esperti in più rispetto ai 60 previsti, a supporto degli enti locali, per accompagnare ai servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila del target. «Le 7 missioni del Piano spiega Cirio - raccontano un Piemonte che ha investito nella valorizzazione del patrimonio culturale, transizione ecologica, infrastrutture ferroviarie, diritto allo studio, politiche attive del lavoro, digitalizzazione della pubblica amministrazione e soprattutto nella sanità territoriale, la quota più rilevante degli investimenti con oltre 724 milioni di euro». Il governatore si riferisce alle 82 Case di comunità, 43 Centrali operative territoriali, 27 ospedali di comunità e 6 interventi di adeguamento antisismico, telemedicina per 6 mila pazienti cronici, ammodernamento di 181 grandi apparecchiature, e all’adozione del Fascicolo sanitario elettronico. Ma è qui che si inserisce la critica del Pd: «Gli ultimi dati Agenas, presentati da Gimbe a Torino poche settimane fa - spiegano i consiglieri Daniele Valle e Domenico Rossi sulle Case della comunità mostrano che il Piemonte è ancora lontano dall’obiettivo di trasformare gli edifici finanziati dal Pnrr in servizi realmente disponibili per i cittadini. Al 30 dicembre solo il 14,6% delIl governatore Alberto Cirio le case risultava con i servizi obbligatori per legge. Ma senza i professionisti che le rendono operative, i cittadini continueranno a rivolgersi ai pronto soccorso». Tra gli interventi principali ci sono la nascita di 200 punti di facilitazione digitale sul territorio, 300 interventi di valorizzazione del paesaggio rurale, un nuovo corso di «giardiniere d’arte per parchi e giardini storici», 910 progetti di innovazione e ammodernamento del settore agricolo, la produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse. E il potenziamento di Canavesana e Torino-Ceres e il potenziamento dei centri per l’impiego. All’attacco del sindaco di Torino Lo Russo, che sottolinea come i Comuni siano stati meglio delle Regioni a utilizzare i fondi Pnrr, Cirio risponde secco: «Non il Piemonte. E sulla gestione dei fondi europei abbiamo visioni diverse: l’ente di programmazione siamo noi, non le Città». — ---End text--- Author: GIULIA RICCI Heading: Il governatore Cirio: “Abbiamo investito in sanità, trasporti e cultura” Highlight: Image:Il governatore Alberto Cirio -tit_org- Pnrr, la Regione centra tutti gi obiettivi F ottiene un premio da 39 milioni -sec_org- tp:writer§§ Giulia Ricci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070403132706160.PDF §---§ title§§ Primo maxi furto di Fentanyl, scatta l'allarme sui controlli = Furto di Fentanyl all'Ospedale israelitico Rubate 80 fiale, l'ipotesi di una «talpa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814405317.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814405317.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814405317.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814405317.PDF tp:ocr§§ Primo maxi furto di Fentanyl, scatta l’allarme sui controlli Rubate 80 fiale all’Ospedale israelitico. L’allerta di Palazzo Chigi: possibili fino a 20mila dosi Furto di Fentanyl all’Ospedale israelitico Rubate 80 fiale, l’ipotesi di una «talpa» Spagnolo a pagina 11 VINCENZO R. SPAGNOLO Roma F inora, nonostante da un paio d’anni la preoccupazione fosse alta anche in Italia, lo spettro mortifero del Fentanyl non aveva preso corpo. Timori tanti, viste le caratteristiche letali del farmaco se usato fuori dal controllo medico, ma segnalazioni poche. Ora però l’allarme è di quelli seri, da non sottovalutare, visto che dalla cassaforte dei farmaci dell’Ospedale israelitico sono sparite 80 fiale del potente farmaco antidolorifico, con le quali potrebbero essere confezionate, secondo quanto riferito dagli esperti a Palazzo Chigi, fino a «20mila dosi». La Procura di Roma ha avviato un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, la cui delega è stata affidata ai carabinieri del Comando provinciale e del Nas. Nel frattempo, il Governo ha immediatamente acceso un faro sulla vicenda, tenendo una riunione pomeridiana a Palazzo Chigi. E in serata il ministero della Salute ha attivato i propri ispettori, in parallelo con l’emissione di una nuova circolare per potenziare i controlli. La cassaforte aperta con la chiave, l’ipotesi basista Le fiale sono state trafugate dalla farmacia dell’Ospedale israelitico, a Roma. Il furto sarebbe avvenuto da almeno una decina di giorni, dato che la responsabile della farmacia ha segnalato la sparizione delle fiale ai Carabinieri il 24 giugno: «Ho sporto la denuncia, ma non mi so spiegare come sia potuta succedere una cosa simile. Abbiamo sempre svolto tutti i controlli necessari», ha affermato. Secondo fonti investigative, sulla cassaforte non sarebbero evidenti segni di scasso. Potrebbe essere aperta con la chiave., il che non farebbe escludere l’ipotesi di una “talpa” interna o di un basista. Nel locale dove era custodita, non sarebbero state attivate videocamere, previste per legge. Gli investigatori hanno ascoltato gli addetti della struttura: erano in tutto una decina coloro che avevano accesso alla chiave della cassaforte, oltre al guardiano notturno. Inoltre, i carabinieri avrebbero sentito alcune persone che tra il 22 e il 24 giugno hanno avuto accesso all'interno della farmacia, per effettuare pulizie o altri lavori. Ai magistrati di piazzale Clodio è stata trasmessa una prima informativa sull’episodio. Fra le ipotesi, ci sarebbe quella di un furto su commissione con l’intento di rivendere le fiale sul mercato nero, per ricavarne fino a 20mila dosi (anche se altri esperti ipotizzano un quantitativo minore, fino a un migliaio, se i trafficanti volessero tenere alta la quantità di principio attivo). Ma i carabinieri, che definiscono «grave» l’episodio, intendono ricostruire tutta la filiera del medicinale. Riunione a Palazzo Chigi La notizia è stata trasmessa al ministero della Salute e a Palazzo Chigi, dove ha sede il Dipartimento delle politiche contro la droga e dove il sottosegretario Alfredo Mantovano da tempo auspica la massima attenzione al Fentanyl, potente oppiaceo utilizzato nella terapia del dolore, ma anche una delle droghe sintetiche più pericolose , con effetti decine di volte superiori a quelli della morfina e letale anche in minime quantità, tanto che negli Usa ha mietuto in questi anni centinaia di migliaia di vittime da overdose. Nel pomeriggio, a Palazzo Chigi è stata convocata una riunione d'urgenza, presieduta proprio da Mantovano e a cui hanno preso parte il capo di Gabinetto del ministero della Salute, il direttore della direzione generale per i Servizi antidroga, il direttore generale della direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio. «Filtra forte allarme per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantire la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse », è quanto hanno fatto filtrare alcune fonti di Palazzo. Il Piano e i controlli Nel marzo 2024, il Governo ha varato un «Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici»' adottato per evitare in Italia un'emergenza simile a quella in corso negli Stati Uniti. Fra le misure principali, prevede il rafforzamento dei controlli sulla filiera e l'obbligo di conservare i farmaci a base di fentanyl in armadi blindati o in casseforti con sistemi di videosorveglianza e inventari periodici. Ieri la Regione Lazio ha disposto una visita ispettiva straordinaria nella farmacia ospedaliera e chiesto a tutte le Asl «di verificare la corretta gestione degli stupefacenti». Nei prossimi giorni, sarà riconvocato a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sull’attuazione del Piano anti-fentanyl. «Non bisogna farsi trovare impreparati», aveva ammonito due anni Mantovano in tv. Ora bisognerà accertare se e dove c’è stata una falla. ---End text--- Author: VINCENZO R SPAGNOLO Heading: Rubate 80 fiale all’Ospedale israelitico. L’allerta di Palazzo Chigi: possibili fino a 20mila dosi Highlight: Il potente farmaco antidolorifico è anche una delle droghe sintetiche più diffuse e più pericolose I flaconi erano custoditi nella cassaforte Vertice straordinario a Palazzo Chigi con il sottosegretario Mantovano, il ministero della Salute, i Servizi Antidroga e i dirigenti del Dipartimento contro le dipendenze Image:L’Ospedale israelitico a Roma dove sono state rubate le fiale di fentanyl/ANSA -tit_org- Primo maxi furto di Fentanyl, scatta l’allarme sui controlli Furto di Fentanyl all'Ospedale israelitico Rubate 80 fiale, l'ipotesi di una «talpa» -sec_org- tp:writer§§ VINCENZO R SPAGNOLO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814405317.PDF §---§ title§§ Malattie rare: sfida sanitaria e sociale che richiede visione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401806805337.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401806805337.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401806805337.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401806805337.PDF tp:ocr§§ CONVENTION MonitoRare 2026: migliorare la risposta ai bisogni Malattie rare: sfida sanitaria e sociale che richiede visione U n'occasione per evidenziare i punti di forza e i progressi compiuti ma anche i nodi irrisolti su cui è necessario lavorare per migliorare: è il pensiero di Annalisa Scorpinaro, presidente della Federazione Italiana Malattie Rare, che ha promosso la Convention MonitoRare 2026, con la presentazione del XII Rapporto sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia: due giorni di lavori nel corso delle quali sono stati affrontati diversi temi caldi in ambito malattie rare e, più in generale, welfare e salute. Un Rapporto MonitoRare, elaborato in collaborazione con la Società Sinodè, che ha restituito un quadro all'interno del quale gli italiani con malattie rare risultano essere non più i bambini. “Oggi, in Italia - ha affermato Scorpinaro - sono circa 2 milioni le persone colpite da malattia rara. A caratterizzare l’evoluzione della malattia è il sorpasso della popolazione anziana sui bambini: un paziente su 6 ha meno di 18 anni, 2 su 6 sono sopra i 65 anni. Questo significa nuovi bisogni e una presa in carico complessiva”. Per la presidente della Federazione, il Rapporto elaborato e presentato è uno strumento che deve servire a orientare le politiche sulle malattie rare: “Servono l’ascolto dei bisogni delle persone, la definizione di percorsi strutturati, il coordinamento delle diverse reti territoriali” perchè queste malattie “rappresentano una sfida sanitaria e sociale che richiede visione, programmazione e capacità di mettere al centro le persone e i loro bisogni», così come affermato dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha preso parte all'evento. “Il Rapporto MonitoRare - ha dichiarato - rappresenta un importante strumento di conoscenza e monitoraggio della condizione delle persone con malattia rara in Italia. Un lavoro che contribuisce a orientare le scelte future e a rafforzare un modello di presa in carico sempre più efficace”. Un lavoro che ha evidenziato come, al 31 dicembre 2024, su un totale di 147 farmaci orfani autorizzati dall’Ema, 140 erano disponibili in Italia (95,2%, percentuale in crescita rispetto all’anno precedente). Sempre nel 2024 sono state erogate 16,7 milioni di dosi di farmaci orfani (1,8 mln in più dell’anno precedente). “L’Italia si colloca tra i primi Paesi europei per accesso ai farmaci orfani rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale e si distingue per procedure più snelle rispetto alla media europea, un quadro normativo ricco di incentivi alla ricerca e strumenti avanzati di monitoraggio e negoziazione” ha affermato il direttore Tecnico scientifico di Aifa, Pierluigi Russo. A sottolineare il valore profondo del lavoro realizzato anche Maria Luisa Scattoni, direttrice del Centro nazionale malattie rare, per la quale “i dati del Rapporto MonitoRare ci ricordano che il vero indicatore di successo non è soltanto il numero delle reti, dei registri o dei farmaci disponibili, ma la capacità del sistema di garantire a ogni persona con malattia rara un percorso tempestivo, uniforme e centrato sui suoi bisogni”. Scattoni ha anche ribadito la volontà dell’Istituto superiore di sanità, attraverso il Centro nazionale malattie rare, di continuare a mettere a disposizione del Paese competenze scientifiche, registri, sorveglianza, ricerca e strumenti di informazione affinché le evidenze si traducano in decisioni, le decisioni in servizi e i servizi in una migliore qualità di vita per le persone con malattia rara e per le loro famiglie. A.T. ---End text--- Author: a. t. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Malattie rare: sfida sanitaria e sociale che richiede visione -sec_org- tp:writer§§ a. t. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401806805337.PDF §---§ title§§ L'Oms:«I morti per il caldo? Abbiamo letto i giornali» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815005319.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Jul 2026

per il caldo? Abbiamo letto i giornali»

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815005319.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815005319.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815005319.PDF tp:ocr§§ L’Oms: «I morti per il caldo? Abbiamo letto i giornali» Dopo le polemiche C os’è successo tra l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il nostro ministero della Salute? La polemica a distanza riguarda una nota del 30 giugno sull’emergenza caldo in cui Hans Kluge, direttore di Oms Europa, scrive: «L’Italia ha segnalato 5 decessi in 24 ore». «A noi non risulta», è la replica di Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute. Per cercare di fare chiarezza, abbiamo chiesto a Oms Europa come fosse stato ricavato quel numero e quale metodologia venga utilizzata per stimare i decessi. Nella risposta, un portavoce di Oms precisa che il riferimento ai cinque decessi «si basa su notizie pubblicate dai media italiani il 25 giugno», poi rilanciate dal Guardian. Proprio così. Senza entrare nel merito della contestazione del ministero della Salute, il portavoce aggiunge che «nelle fasi iniziali di un’ondata di calore estrema, dati nazionali completi spesso non sono ancora disponibili, perché i diversi Paesi raccolgono e trasmettono le informazioni sanitarie con modalità e tempi differenti». Per questo, spiega, le prime segnalazioni di malori e decessi correlati al caldo rappresentano «importanti segnali di allerta precoce», sufficienti a indicare la gravità dell’evento, mentre stime più complete, basate sulla mortalità in eccesso, diventano disponibili solo in una fase successiva. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Ruggiero Corcella Heading: Dopo le polemiche Highlight: Image: -tit_org- L'Oms:«I morti per il caldo? Abbiamo letto i giornali» -sec_org- tp:writer§§ Ruggiero Corcella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815005319.PDF §---§ title§§ Intervista a Elisabetta Simeoni - «Non siamo l'America, vogliamo prevenire una vera emergenza» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814905322.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Jul 2026

Simeoni: «I rischi non mancano, c'è un piano nazionale»

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814905322.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814905322.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814905322.PDF tp:ocr§§ La responsabile Dipartimento antidroga «Non siamo l’America, vogliamo prevenire una vera emergenza» Simeoni: «I rischi non mancano, c’è un piano nazionale» di Ilaria Sacchettoni L otta al fentanyl: si scommette sull’approccio «integrato» ma, intanto, si scaldano i muscoli: «Non siamo gli Usa con i suoi morti per overdose — fa sapere Elisabetta Simeoni, direttore del dipartimento delle politiche contro la droga e le dipendenze— ma anche la direzione centrale dei servizi antidroga che coordina il lavoro di polizia, carabinieri e guardia di finanza è allertata e pronta a intervenire come pure i carabinieri del Nas che dipendono dal ministero della Salute». Palazzo Chigi studia il fenomeno e si dice convinto della sua priorità. La questione fentanyl sarebbe ormai uscita dalla dimensione individuale per trasformarsi in emergenza sociale. «Occorrono informazione, monitoraggio, prevenzione e raccordo con le forze dell’ordine» spiega Simeoni. È questo l’approccio «integrato». C’è un allarme fentanyl in Italia? «Si vuole evitare al nostro Paese la sofferenza che vi è negli Stati Uniti. Sono diventati dipendenti dal fentanyl anche semplici cittadini ai quali era stato prescritto come comune antidolorifico. Quando i medici hanno smesso di prescriverlo ci si è dovuti rivolgere al mercato nero». C’è un’ampia letteratura su questo. Per dire: Julia Roberts ha accettato di interpretare una madre coraggiosa impegnata contro questo oppioide... Ma qui da noi? «Il ricorso alle droghe è, purtroppo, sempre più diffuso e capillare». Uguale agli Usa? «Con molte diversità. Lì non esiste la rete di strutture mediche che combattono pubblicamente la dipendenza». Quindi anche l’emersione del fenomeno sarà più complessa. Vi siete interrogati sulle ragioni di questa diffusione delle sostanze? «Certo. Gli esperti ci dicono che la vulnerabilità è più diffusa. Le persone vengono suddivise in due categorie, chi, invitato a non sperimentare un pericolo, si adegua. E chi si oppone. Se dico di non mettere le dita nella presa della corrente ho due reazioni differenti. Purtroppo il numero di chi infila le dita è sempre maggiore...». Perché il sottosegretario Alfredo Mantovano tiene a questa battaglia? «Vuole prevenire il fenomeno. Perciò abbiamo creato una sorta di cabina di regia che mette in rete tutti i ministeri. Abbiamo realizzato il piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici. Crediamo davvero nello slogan “Insieme si può” lanciato dalla conferenza sulle dipendenze». In cosa consiste il piano? «Ogni ministero fa la sua parte. Ad esempio quello alla Salute impegna le regioni e dunque i territori ad adottare misure di prevenzione. In prima battuta vi è un monitoraggio dei luoghi nei quali sono conservati questi farmaci». Si torna al furto. Non è il primo è vero? «Ce ne sono stati altri ma meno preoccupanti. Si sono rubati, fin qui, farmaci che andavano sotto il titolo generico di “costosi”. Per esempio antitumorali importanti. C’era anche questo, è vero, ma in forma minore. Mai fino a ora si era preso di mira il fentanyl in questa quantità». Si tratta di una sostanza che ha un mercato importante? «Sì. Lo monitoriamo anche attraverso ricerche specifiche sul web». Quanto può valere una fiala di fentanyl? «È un dato che non conosco ma certamente si tratta di cifre significative». Credete anche nella lotta alla cannabis? «Sì e prima di fare spallucce bisogna pensare che la cannabis non è più quella degli anni Sessanta. Si pensi ai ragazzini finiti all’ospedale poche settimane fa per un miele con cannabinoidi». ---End text--- Author: ilaria Sacchettoni Heading: Highlight: ? I fronti I consumi di stupefacenti sempre più capillari. E anche la cannabis manda i ragazzi in ospedale La scheda ? Il 22 e il 24 maggio scorsi, all’ospedale Israelitico di Roma, sono state rubate 80 fiale di Fentanest, farmaco anestetico a base di fentanyl, medicinale che, come altri oppioidi sintetici, ha effetti fatali simili a quelli dell’eroina, tanto da essere soprannominato «droga degli zombie» ? Sul la vicenda indagano i carabinieri della compagnia dell’Eur e i Nas ? A Palazzo Chigi ieri si è tenuta una riunione straordinaria presieduta dal sottosegretario alla Sicurezza Mantovano: ci sarebbero state, in diversi ospedali, altre sparizioni di fentanyl Image: -tit_org- Intervista a Elisabetta Simeoni - «Non siamo l’America, vogliamo prevenire una vera emergenza» -sec_org- tp:writer§§ Ilaria Sacchettoni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401814905322.PDF §---§ title§§ Sanità e scuola Svelate le bugie del governo = Se la Corte dei conti svela le bugie del governo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807605329.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807605329.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807605329.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807605329.PDF tp:ocr§§ LA VERITÀ DELLA CORTE DEI CONTI Sanità e scuola Svelate le bugie del gOVerno Se la Corte dei conti svela le bugie del governo SCUOLA E SANITÀ entre il governo rivendicai risultati di quasi quattro anni di legislatura, il procuratore generale E: della Corte dei conti, Pio Silvestri, mostra una realtà un po' diversa. La sua requisitoria, resa il 24 giugno scorso in occasione del giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato 2025, pur dando conto del miglioramento di alcuni saldi di finanza pubblica, rileva criticità che riguardano la vita delle persone. Sanità e scuola sono tra gli ambiti in cui la distanza tra norme approvate e risultati concreti si mostra più evidente. Uno dei temi affrontati nella requisitoria riguarda le liste di attesa nella sanita. a pagina 8 erntre il governo rivendicairisultati di quasi quatE: S tro anni di legislatura, il procuratore generale della Corte dei conti, PioSilvestri, mostra una realtà un po' diversa. La sua requisitoria, resa il 24 giugno scorso in occasione del giudizio di parificazione del Rerndiconto generale dello Stato 2025, pur dando conto del miglioramento di alcuni saldi di finanza pubblica, rileva criticità cheriguardano la vita delle persone. Sanità e scuola sono tra gli ambiti in cui la distanza tra norme approvateerisultati concreti si Imostra più evidente. La sanità Uno dei temi affrontati nella requisitoria riguarda le liste di attesa nella sanità. È vero che il governo ha affrontato il problema attraverso misure come, ad esempio, la “Piattaforma nazionale delle liste di attesa”. Ma la concreta operatività della piattaforma, dice Silvestri, è ostacolata «dalla non uniforme alimentazione dei dati e dalla non agevole comparabilità tra le procedure utilizzate dalle strutture». Soprattutto, lo smaltimentodelle prestazioni arretrate richiede «necessariamente una maggiore disponibilità di medici e infermieri>». Anche l'effettivo avvio della «Sanita di prossimità», a partire dalle Case della comunita previste dal Pnrr, «è fortemente ostacolato dalla carenza di personale»: in altre parole, senza medici, infermieri e professionisti in numero adeguato è difficile garantire i servizi necessari. Peril procuratore, quindi, occorre investire sul personale sanitario, anche per evitare che venga attratto dalla medicina privata: in particolare, servono miglioramenti concreti sul piano delle retribuzioni, della formazione, dell'aggiornamento, delleassunzioni e delle condizioni di lavoro. Un altro nodo concerne i divari territoriali —tra le regioni del Nord Italia e quelle del Centro Sud — nell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè nelle prestazioni sanitarie che arndrebbero garantite allo stesso modo in tutto il Paese, «La tutela del fondamentale diritto alla salute» è secondo Silvestri, «centrale per definire il parametro di civiltà di un paese». Il procuratore richiama un principio affermato dalla Consulta: alle spe— oltre a quelse per la salute lefinalizzatea fornire prestazioni inerenti ai diritti sociali, alle politiche sociali e alla famiglia — va riconosciuta una «preferenza qualitativa», essendo «costituzionalmernte necessarie», Per cui, in caso di tagli alla spesa pubblicaè necessario incidere su altre voci di bilancio, prima di toccarelerisorse destinate alla tutela di diritti «incomprimibili». La scuola Un altro passaggio della requisitoria riguarda la scuolache, secondosSilvestri, «soffre di problemi sostanzialmenteanaloghi» a quelli della sanità. Problemi ai quali nonsi riescono a dare «cormpiute risposte sia sul piano ordinamentale che su quello dell'effettività delle decisioni politiche». Il documento cita criticità come la sicurezza degli edifici, la manutenzione, il rischio sismicoe il rischio amianto, che incidono sulla garanzia effettiva del diritto all'istruzione e richiedono risorse per interventi concreti. Ma il procuratore evidenzia una preoccupante «tendenza al definanziamento dell'intero settore». Un ulteriore profilo riguarda la distanza dell'Italia dagli altri paesi europei nella s pesa per l'istruzione: secondo il rapporto Investing in Education 2025 della Corm missione europea, nel 2023 le risorse destinate al settore erano pari al 7,3 per cento della spesa pubblica complessiva, contro una media europea del 9,6 per cento. Silvestri aggiunge che manca pure una programmazionecapace di rinnovare i percorsi d'istruzione, rendendoli più flessibili e adeguati ai cambiamenti in atto. Da qui la necessità di investimenti mirati, perché la scuola pubblica sia «motore di crescita e presidio di coesione ed inclusione sociale». Il procuratore collega questa esigenza anche alla necessjità di «arginare fenomeni di sempre maggiore allarme sociale, come la diffusione della violenza giovanile», che trovano spazio in un contesto educativo fragile e privo di stimoli adeguati. L’effettività dei diritti L'esecutivo può anche continuare a presentare ogni intervento come un tassello di efficienza. Ma la requisitoria rende palese come le norINe spesso inseguano l'arnnuncio, mentre l'attuazione resta priva di ciò che serve. L'idoneità a governaresi misura sulla capacità di rendere effettivi i diritti garantiti costituzionalmente. I] documento della Corte dei conti inducea dubitarechei risultati vantati dal governo bastino a dimostrarla. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: VITALBA AZZOLLINI Heading: SCUOLA E SANITÀ Highlight: Image: -tit_org- Sanità e scuola Svelate le bugie del governo Se la Corte dei conti svela le bugie del governo -sec_org- tp:writer§§ VITALBA AZZOLLINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807605329.PDF §---§ title§§ Sono oltre 1100 le Case di Comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815605313.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "ITALIA OGGI" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815605313.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815605313.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815605313.PDF tp:ocr§§ SANITÀ Sono oltre 1100 le Case di Comunità Le Regioni hanno comunicato l’operatività di 1.156 Case di comunità sul territorio nazionale, un dato che supera la soglia di 1.038 strutture originariamente fissata come obiettivo minimo per il Pnrr. L'investimento complessivo per questa parte della missione salute ammonta a circa 2,8 miliardi di euro, di cui 2 miliardi derivanti dai fondi europei e la parte restante suddivisa tra il Fondo opere indifferibili e i bilanci regionali e aziendali. È quanto illustrato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, nel corso di un’interrogazione parlamentare al Senato. L'integrazione del personale rappresenta il passaggio necessario per rendere funzionali le nuove strutture. L'intesa sull'accordo collettivo nazionale per la medicina generale siglata il 26 giugno è considerata dal titolare della Salute come il momento in cui “il progetto delle Case della Comunità parte davvero”. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sono oltre 1100 le Case di Comunità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401815605313.PDF §---§ title§§ La stretta di Mantovano decalogo di sicurezza più controlli sui farmaci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807405323.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807405323.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807405323.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807405323.PDF tp:ocr§§ La stretta di Mantovano decalogo di sicurezza più controlli sui farmaci Vertice a Palazzo Chigi varata una circolare per prevenire il rischio di altre incursioni nelle strutture sanitarie il caso ROMA enti euro per una dose, bastano per morire. Certamente per creare una dipendenza immediata. E la paura che gli ospedali italiani possano diventare terra di conquista per le organizzazioni criminali che sul traffico di droghe sintetiche nel dark web stanno costruendo un nuovo colossale business. È per questo che le potenziali 20mila dosi di Fentanyl ricavabili secondo il governo dalle 80 fiale sottratte all’ospedale israelitico di Roma destano grande allarme, tanto da indurre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano a convocare una riunione di emergenza a Palazzo Chigi. Ufficialmente (e lo ha ribadito anche l’ultima relazione della Direzione centrale per i servizi antidroga) la droga degli zombie, come è chiamato il potentissimo oppioide che fa oltre 100mila morti all’anno in tutto il mondo, non gira sul mercato italiano dove invece nel 2025 si è registrata un’impennata di crack e di infinite sostanze sintetiche che sfuggono a qualsiasi nomenclatore. Solo una volta, l’anno scorso, tracce di Fentanyl sono state rilevate in una dose di eroina sequestrata a Perugia, ma chi si occupa di dipendenze racconta altro. Da qui la decisione del Dipartimento delle politiche antidroga di Palazzo Chigi di sollecitare una nuova stretta sui controlli al ministero della Salute. Il capo di Gabinetto di Orazio Schillaci, Marco Mattei, ieri è rientrato a Lungotevere Ripa dall’incontro a Palazzo Chigi e ha subito convocato una riunione. I dirigenti hanno intanto deciso di far partire gli ispettori, che si muoveranno la prossima settimana e valuteranno le procedure utilizzate dall’ospedale Israelitico per custodire il Fentanyl, usato dalla struttura privata principalmente nelle sale operatorie per fare l’anestesia ai pazienti, e in generale tutti i farmaci pericolosi. Poi si è deciso di scrivere una nuova circolare dopo quelle già diffuse negli anni scorsi, un decalogo per rendere V più stringenti le regole. Il timore che circola al ministero è che quanto accaduto a Roma nei giorni scorsi possa aprire la strada ad altri tentativi di furto nelle farmacie degli ospedali italiani, partendo dall’idea che siano facilmente violabili. Per questo si è cercato di dare subito un messaggio di segno opposto, cioè che i sistemi di sicurezza usati per custodire certi farmaci siano efficaci. Intanto i carabinieri del Nas intensificheranno le attività di controllo sia lungo la filiera di distribuzione, che nelle strutture dove i medicinali pericolosi vengono tenuti in magazzino. E dunque, ecco la nuova circolare: «Si ricorda che i farmaci contenenti sostanze attive stupefacenti e psicotrope di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario, devono essere custoditi in armadio chiuso a chiave separati da altre sostanze», è scritto nel testo. Il requisito di custodia «rappresenta una misura di sicurezza per prevenire il rischio di abuso e la diffusione illegale di tali sostanze». Inoltre, «la giacenza fisica del farmaco, ovvero l’effettiva quantità presente in una sede, deve corrispondere alla giacenza teorica, cioè alla giacenza riportata sul registro di entrata-uscita». Si ritiene opportuno «che il responsabile unico del controllo giacenze e stoccaggio fosse lo stesso che detiene le chiavi». Se il farmaco viene usato, e quindi cambiano le quantità delle scorte, ma anche se ci sono nuove forniture bisogna modificare il registro «tempestivamente o comunque entro le 48 ore dalla movimentazione». Si ricorda inoltre che in precedenti circolari erano state invitate le farmacie ospedaliere a controllare «eventuali livelli prescrittivi anomali», e a controllare per evitare l’uso della sostanza al di fuori dal sistema sanitario. Le strutture sanitarie devono «comunicare smarrimenti, danneggiamenti o furti alle autorità regionali competenti e alle forze dell’ordine». — MI.BO. E A.Z. ---End text--- Author: Mi.Bo. A.Z. H eading: Highlight: Il ministero della Salute ha deciso di inviare gli ispettori nella clinica per valutare le misure di sicurezza Image:Il sottosegretario Alfredo Mantovano T -tit_org- La stretta di Mantovano decalogo di sicurezza più controlli sui farmaci -sec_org- tp:writer§§ Mi.Bo. A.Z. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401807405323.PDF §---§ title§§ Polizze salute. La proposta Ania a supporto del Ssn e l'alert Ivass su fondi sanitari e mutue link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401805905340.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "SOLE 24 ORE PLUS" del 04 Jul 2026

pubDate§§ 2026-07-04T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401805905340.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401805905340.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE PLUS'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401805905340.PDF tp:ocr§§ Polizze salute. La proposta Ania a supporto del Ssn e l’alert Ivass su fondi sanitari e mutue sanitÀ integrativa «Il servizio sanitario nazionale è una ricchezza della nostra nazione. Che va preservata. Purtroppo presenta due grosse fragilità: da un lato la qualità e la disponibilità delle cure è molto disomogenea sul territorio. Dall’altro lato, il Servizio Sanitario Nazionale fatica a sostentarsi sotto il profilo finanziario». A dirlo è stato il presidente dell’Ania Giovanni Liverani che il 2 luglio all’assemblea dell’associazione delle imprese di assicurazione italiane ha proposto, proprio per supportare la sanità pubblica, incentivi fiscali per le polizze sanitarie che escludono scoperti e franchigie per il rimborso di prestazioni sanitarie in strutture pubbliche: un modo per limitare la spesa di 42 miliardi che i cittadini italiani pagano di tasca propria per la sanità. «La nostra proposta è semplice: incentiviamo l’intermediazione da parte di imprese e fondi sanitari di questo enorme flusso finanziario che oggi sfugge dal settore pubblico – ha sottolineato Liverani – una sorta di superconvenzione con le assicurazioni, che consenta agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque». Sull’importanza in questo momento delicato dello sviluppo della sanità integrativa si è anche soffermato il presidente dell’Ivass Paolo Angelini che avverte: «A differenza del sistema di previdenza complementare, dove vige un assetto di regole e controlli ben definito, la sanità integrativa non ha un quadro organico in tema di trasparenza, solidità e condotta per la distribuzione di prodotti e servizi». Nella sanità integrativa operano infatti vari attori – compagnie assicurative (soggette a controllo dell’Authority assicurativa), fondi sanitari e società di mutuo soccorso – differenti tra loro in termini di operatività e di requisiti normativi. «Dalla nostra attività di vigilanza rileviamo difficoltà da parte dei consumatori a percepire le differenze tra questi diversi soggetti – spiega Angelini –. Ciò indica che gli utenti non hanno contezza del fatto che fondi e mutue non sono assoggettati alla vigilanza dell’Ivass né sono tenuti ad avere uffici dedicati alla gestione dei reclami – aggiunge il presidente Ivass –. Abbiamo presentato le nostre riflessioni su questi temi in sede parlamentare, esprimendo l’auspicio che si possa addivenire a un riordino complessivo della materia con il contributo di tutte le parti coinvolte. Sarà necessario innanzitutto definire il perimetro delle diverse forme e modalità in cui si esplica la sanità integrativa, insieme alla natura e ai limiti dei soggetti che vi possono operare, per poi procedere a individuare, secondo principi di proporzionalità, i requisiti organizzativi e patrimoniali di tali soggetti e il sistema di vigilanza da porre in essere». Ricordiamo che l’idea di assoggettare il settore alla vigilanza Covip è recentemente naufragata. — Fe.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: fepe. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Polizze salute. La proposta Ania a supporto del Ssn e l’alert Ivass su fondi sanitari e mutue -sec_org- tp:writer§§ fepe. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/07/04/2026070401805905340.PDF §---§