title§§ Sanità, decine di Case di comunità sono ancora inattive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035303535.PDF description§§
Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 28 Jun 2026
Estratto da pag. 1 di "CORRIERE SALUTE" del 28 Jun 2026
Estratto da pag. 3 di "GIORNALE" del 28 Jun 2026
Le prove della deroga all'insaputa del Cts e dell'Inail. Ma l'ex premier attacca ancora Con un articolo di una legge del 2020 l'ok alle mascherine venne fatto in deroga. Ingannando Cts, Iss e anche Inail
pubDate§§ 2026-06-28T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041103541.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041103541.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041103541.PDF tp:ocr§§ Nuove carte sul Covid Così Conte sdoganò le mascherine «fake» Le prove della deroga all’insaputa del Cts e dell’Inail. Ma l’ex premier attacca ancora L’INCHIESTA Così Palazzo Chigi ordinò: «Sdoganate le mascherine anche se non in regola» Con un articolo di una legge del 2020 l’ok alle mascherine venne fatto in deroga. Ingannando Cts, Iss e anche Inail «Sdoganate quelle mascherine». Eccolo, l’ordine partito da Palazzo Chigi. La back door per far passare materiale scadente dalla Cina si chiama articolo 5bis, legge 20 del 20 aprile 2020. E recita, in sostanza: «Si possono pagare mascherine in anticipo, in deroga al Codice dei contratti pubblici»; «l’efficacia di tali dispositivi è valutata preventivamente dal Cts»; «sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di Sanità». Felice Manti alle pagine 2-3 «Sdoganate quelle mascherine». Eccolo, l’ordine partito da Palazzo Chigi. La back door per far passare materiale scadente dalla Cina si chiama articolo 5bis, legge 20 del 20 aprile 2020. E recita, in sostanza: «Si possono pagare mascherine in anticipo, in deroga al Codice dei contratti pubblici»; «l’efficacia di tali dispositivi è valutata preventivamente dal Cts»; «sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità». Il 29 aprile 2020 le Dogane fanno sapere che il ministero del Commercio cinese aveva fissato dei paletti per l’esportazione di mascherine «conformi agli standard cinesi o esteri», non come il carico del consorzio scelto da Arcuri. Le mascherine comprate da Luokai Trade, Moon-Ray e Whengzou Light erano farlocche, inutili se non addirittura dannose. Lo dicono le carte delle indagini, lo dice la Guardia di Finanza che ha spulciato i certificati, lo dice la sentenza di patteggiamento del dominus cinese del sodalizio, quel Cai Zhongkai che per aver mentito al Cts e contribuito a far ammalare e forse uccidere medici e infermieri a cui le mascherine erano ingiustamente destinate. Non è vero, come dice la sinistra, che il Cts le aveva validate. Perché il Cts, in deroga all’articolo 5bis, ha ratificato il parere di Inail e ISS basato su documenti falsi. «L’esame fisico/chimico delle mascherine e dei dispositivi di protezione acquistati, compiuto tanto dall’Agenzia Dogane di Roma, quanto dal Consulente nominato dall’autorità giudiziaria di Gorizia (che ha qui trasmesso gli atti) ha rivelato che gran parte di essi non soddisfino i requisiti di efficacia protettiva richiesti dalle norme UNI EN. Addirittura, alcune forniture sono state giudicate pericolose per la salute», scrive la Guardia di Finanza a proposito di alcune mascherine cinesi del consorzio sequestrate a Gorizia. Il loro prezzo era visibilmente più alto di altre offerte arrivate, come vedremo nei prossimi giorni. Negando l’evidenza, in commissione Covid ha sostenuto che invece il prezzo fosse congruo perché il produttore si faceva carico del trasporto. Ma come abbiamo spiegato, la modalità era vietata in Cina per evitare evasioni fiscali. Tutte le fatture doganali cinesi devono indicare il prezzo FOB (Free on Board, ovvero franco a bordo) in cui il venditore copre i costi di trasporto, sdoganamento all’esportazione e caricamento fino al porto d’imbarco. Il resto lo paga l’importatore straniero. Nelle fatture delle mascherine farlocche il prezzo del carico in viaggio da Shangai a Malpensa è in CIF (Cost, Insurance, Freight), comprensivo di nolo e assicurazione fino a destinazione, tanto che la struttura commissariale pagava società di trasporto come la Neos, mentre le offerte di ambasciate e società italiane venivano ignorate. Quanto al prezzo basta un esempio: la commessa per 450 milioni di mascherine a 0,49 euro del 15 aprile con la Luokai trade (pubblicata ieri) viene firmata nonostante due giorni prima la cinese BYD Auto (che aveva riconvertito la produzione da auto elettriche a mascherine) ne avesse offerte 100 milioni a 0,298 euro. Perché la sinistra si ostina a negare l’evidenza e a difendere Arcuri e Conte? Ci tocca ricordare che il 20 ottobre del 2025 il maggiore Gdf Eugenio Marmorale, oggi capo sezione Dna dell’Ufficio analisi della Valutaria, venne sentito in audizione (più volte secretata) in commissione Covid per le sue indagini sulle mascherine del commissario. E fu letteralmente aggredito - il filmato è ancora disponibile su Youtube - da Alfonso Colucci (M5s), Ylenia Zambito e Francesco Boccia del Pd, secondo i quali aver rivelato le oltre 1.200 interazioni tra telefonate sms e due chat tra Arcuri e Benotti avrebbe «leso la privacy dell’ex commissario». Dopo averla buttata in caciara più volte per le «troppe carte da studiare», i tre parlamentari dell’opposizione hanno contestato le ricostruzioni dell’ufficiale, giudicandole «approssimative» perché la Finanza a loro dire «non distingue mele e pere». Ma le carte dicono ben altro: «Le indagini documentali hanno dimostrato come considerevole porzione dell’intera fornitura sia stata validata sulla base sistematica sostituzione dei test-report con alcuni falsi perché non riconducibili a chi li avrebbe dovuti emettere, «incomprensibili o inidonei, con date sbagliate, privi di alcuna garanzia di veridicità» eppure «accettati come valutabili ai fini della validazione», cosicché Inail e Iss si sono mosse in ordine sparso dopo essere state ingannate e hanno a loro volta ingannato il Cts, come ha stabilito la sentenza di patteggiamento di Cai Zhongkai. «Colpa dell’articolo 5bis», dicono le persone interrogate alla Gdf, che però ha sottolineato come la norma non giustificherebbe «alcun abbassamento dello standard qualitativo richiesto per l’uso sanitario/protettivo dei dispositivi». Sappiamo che dell’esistenza di documentazione falsa per validare mascherine inutili se non dannose erano al corrente Palazzo Chigi, eppure ha deciso una serie di deroghe sulle mascherine prive di marchio Ce o con marchio contraffatto, che sono state sdoganate (anziché distrutte) e declassate. «Vanno difese fino alla morte le libertà del mercato, tranne la libertà di arricchirsi calpestando il diritto alla salute», era il senso di un’intervista all’Eco di Bergamo. Di chi? Di Arcuri. FMan ---End text--- Author: F MAN Heading: L’INCHIESTA Highlight: La sinistra contesta la ricostruzione della Gdf anche in commissione Covid, dove è stato aggredito verbalmente il maggiore Marmorale Image: -tit_org- AGGIORNATO - Nuove carte sul Covid Così Conte sdoganò le mascherine «fake» Così Palazzo Chigi ordinò: «Sdoganate le mascherine anche se non in regola» -sec_org- tp:writer§§ f man guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041103541.PDF §---§ title§§ Intervista a Orazio Schillaci - Emergenza caldo, Schillaci: negli ospedali triage dedicati = «Percorsi dedicati in ospedale E le case della salute sono attive» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041003540.PDF description§§
Estratto da pag. 5 di "MESSAGGERO" del 28 Jun 2026
>Il ministro della Salute: «Risposte tempestive nei pronto soccorso per i pazienti legati all'ondata di calore» Sullo stop alla riforma dei medici di base: «Era urgente dare piena attuazione al Pnrr, obiettivo raggiunto»
pubDate§§ 2026-06-28T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041003540.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041003540.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041003540.PDF tp:ocr§§ Allerta per 200 milioni di europei, domani il picco Emergenza caldo, Schillaci: negli ospedali triage dedicati «Percorsi dedicati in ospedale E le case della salute sono attive» Il ministro della Salute: «Risposte tempestive nei pronto soccorso per i pazienti legati all’ondata di calore» Sullo stop alla riforma dei medici di base: «Era urgente dare piena attuazione al Pnrr, obiettivo raggiunto» ` L’intervista Orazio Schillaci ROMA Oltre 200 milioni di persone sotto la morsa del caldo in Europa. Il ministro Orazio Schillaci a Il Messaggero: «Risposte tempestive nei pronto soccorso». Bruschi, Evangelisti, Troili e il focus di Laura Pace alle pag. 4 e 5 «S ul caldo abbiamo emanato una direttiva che dice ai pronto soccorso: serve un triage dedicato per i pazienti connessi alle alte temperature. Gli interventi devono essere tempestivi». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sta affrontando un periodo rovente per due motivi: da una parte l’Italia, come il resto d’Europa, è sulla graticola per una lunghissima ondata di calore che dovrebbe dare tregua solo a metà della settimana; dall’altra è arrivato a conclusione l’accidentato percorso dell’accordo con i medici di famiglia perché diano un contributo all’avvio delle case di comunità: «Io devo guardare all'obiettivo finale. E ricucire. Con pazienza e attenzione. L'ho fatto e l'obiettivo l'abbiamo raggiunto». Ministro, l'ondata di calore sta già provocando un aumento degli accessi nei pronto soccorso. «Sicuramente il caldo di questi giorni ci sta mettendo alla prova, ma la nostra risposta è partita per tempo, non in queste ultime ore. Da fine maggio è attivo il Piano nazionale sul caldo. Produciamo ogni giorno i bollettini che consentono a cittadini, autorità sanitarie, amministratori locali di avere una proiezione a tre giorni sulle temperature. Bollini verdi, gialli e rossi. Abbiamo diffuso consigli pratici alla cittadinanza e monitoriamo i dati di accesso ai pronto soccorso e i decessi fra gli over 65. Siamo in campo dalla prima ora. Ho anche convocato la nostra cabina di regia. Abbiamo scritto una circolare chiedendo triage dedicati nei pronto soccorso per garantire trattamenti tempestivi per problemi connessi al caldo, potenziamento delle reti territoriali di assistenza, anche domiciliare, attenzione elevata in caso di grandi eventi con grandi folle che stazionano sotto al sole per ore». Gli anziani e i malati cronici isolati in casa sono i più esposti alle temperature estreme. «Li seguiamo con scrupolo attraverso la rete territoriale. Sugli over 65 ci sono monitoraggi specifici. Abbiamo anche il nostro numero di pubblica utilità 1500 che viene contattato soprattutto dagli anziani e dai loro figli. Siamo al loro fianco». Si aspetta un aumento della mortalità? «I numeri che stiamo vedendo ci dicono che ad oggi, in corrispondenza dei picchi di calore, non ci sono segnali di questo tipo. La rete sta funzionando, anche quella informativa. Abbiamo in atto campagne di comunicazione sul tema caldo con consigli pratici. Possono salvare vite. Dobbiamo agire anche sul piano informativo e culturale. E lo stiamo facendo. Ai cittadini chiedo di seguire i consigli sanitari, di chiamarci o seguire le nostre pagine per le informazioni ufficiali e di non sottovalutare i rischi. Soprattutto per fragili e minori». L'accordo del 23 giugno sulle case di comunità prevede per i medici di famiglia un massimo di sole 6 ore settimanali: come pensa di garantire l'apertura delle strutture 8-20? «Le case di comunità stanno già aprendo, molte sono già operative. Basta andarle a vedere. Adesso dobbiamo incrementarne i servizi e avviare una nuova cultura della medicina territoriale. Questa è una nuova partenza per la sanità italiana. Come sempre ci fermiamo a guardare il dito: i problemi, le mancanze. Dobbiamo invece imparare a guardare anche la luna: stiamo rinnovando i servizi a favore del cittadino. Andava fatto. Noi lo stiamo facendo. E mi lasci dire che sono soddisfatto, come ministro, di essere riuscito ad avviarlo, insieme alle Regioni. Con un accordo di caratter e nazionale che tutela i cittadini e garantisce diritti per tutti indipendentemente dal cap di residenza. Con i soli accordi regionali non sarebbe stato così». Per coprire i turni nelle case di comunità farete ricorso ai medici ospedalieri su base volontaria extra-orario: questo rischia di sovraccaricare un personale già stremato. «Si tratterebbe comunque di una scelta volontaria, è una opzione. L'obiettivo è quello di garantire più servizi ai pazienti, non meno. E non vogliamo aggravare nulla, semmai migliorare. Dobbiamo lavorare passo dopo passo nel solco dei diritti garantiti dalla Costituzione. Il mio faro sono i pazienti e l'articolo 32». Il ritiro del decreto che puntava a superare il modello della convenzione per introdurre la dipendenza segna la rinuncia definitiva a una riforma strutturale della medicina generale? «Avevamo un’urgenza: dare piena attuazione al Pnrr per non sprecarne le risorse. L'obiettivo è raggiunto, non importa sotto quale forma giuridica. Conta che lo abbiamo fatto, responsabilmente. Stato, Regioni e medici insieme. Per i pazienti. Adesso abbiamo tempo per lavorare sugli altri fronti. Quello che mi preme di più sono le scuole di specializzazione per la medicina generale. Sono i giovani che incontro a chiedermelo e, come professore universitario, medico ed ex rettore, resto convinto della necessità della loro istituzione. Per me resta fondamentale anche portare la possibilità di tenere il pediatra dei propri figli fino a 16-18 anni. I ragazzi in età evolutiva hanno bisogno di essere seguiti da uno specialista che li conosca da tempo e li accompagni nella maturazione. Sono due punti su cui lavoreremo». L'ipotesi di accordo ha visto la netta contrarietà e la mancata firma di sigle come SMI e SNAMI. «Saranno i fatti a parlare. La quotidianità nelle case di comunità, la risposta dei pazienti. Proseguiremo anche il confronto. Mettendo però sempre i cittadini al centro. Non sono un politico di professione e posso permettermi, proprio per questo, di non dover cedere ai corporativismi. Credo nel confronto franco, sincero, ma a patto che metta al centro i malati, i fragili, quello a cui dobbiamo delle risposte». Il ritiro della riforma dei medici di famiglia non rischia di lasciare una grave spaccatura politica? «Mi permetta di dire con franchezza: una cosa sono i titoli di giornale, un'altra la complessità dei fatti. Lo schema di proposta dello scorso aprile era condiviso da tutte le Regioni ed aveva l'obiettivo primario di popolare le case di comunità e renderle operative. Conteneva anche la possibilità volontaria per i medici di base di diventare dipendenti. È una opzione, anche questa, sulla quale puntano molti giovani che vogliono fare questa professione. Poi sono nate, solo dopo, alcune spaccature. Succede. In politica come nella vita. Ma io devo guardare all'obiettivo finale. E ricucire». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mauro Evangelisti Heading: L’intervista Orazio Schillaci Highlight: I PRIMI DATI SUL CALDO CI DICONO CHE PER ORA NON SI RIVELA UN INCREMENTO DELLA PERCENTUALE DI MORTALITÀ PER ME RESTA FONDAMENTALE LA POSSIBILITÀ DI TENERE IL PEDIATRA DEI PROPRI FIGLI FINO A 16-18 ANNI RITIRATO IL DECRETO, MA COMUNQUE IL CAMBIAMENTO NON SI FERMERÀ: LO CHIEDONO I CAMICI BIANCHI PIÙ GIOVANI Image:sso ai pronto i fra gli over o dalla prima vocato la noIl ministro della Salute Orazio Schillaci, nato a Roma il 27 aprile 1966, già rettore dell’Università di Tor Vergata -tit_org- Intervista a Orazio Schillaci - Emergenza caldo, Schillaci: negli ospedali triage dedicati «Percorsi dedicati in ospedale E le case della salute sono attive» -sec_org- tp:writer§§ Mauro Evangelisti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802041003540.PDF §---§ title§§ Riconosciuti gli effetti avversi da vaccino = Miocarditi: ministero condannato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035603538.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "VERITÀ" del 28 Jun 2026
Il tribunale di Rimini impone a dicastero della Salute e Aifa di indennizzare un uomo reso cardiopatico dal vaccino a mRna: «Prima dell'iniezione era sano»
pubDate§§ 2026-06-28T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035603538.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035603538.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035603538.PDF tp:ocr§§ Riconosciuti gli effetti avversi da vaccino IL MINISTERO PAGHERÀ Miocarditi: ministero condannato Il tribunale di Rimini impone a dicastero della Salute e Aifa di indennizzare un uomo reso cardiopatico dal vaccino a mRna: «Prima dell’iniezione era sano» FRANÇOIS DE TONQUÉDEC a pagina 2 di FRANÇOIS DE TONQUÉDEC n Ancora una volta una sentenza mette in discussione i dogmi della scienza sugli effetti collaterali causati dai vaccini contro il Covid. Stavolta a farlo è un giudice del Tribunale del lavoro di Rimini, Luciano Ardigò, che ha condannato, in base alla legge 210 del 1992 per i danni irreversibili da vaccinazione il ministero della Salute e l’Aifa a pagare un ingente indennizzo mensile a un cinquantunenne della provincia romagnola, affetto da una grave cardiopatia a seguito della terza dose di vaccino a mRna. La vittima degli effetti avversi avrà diritto a un vitalizio di circa 12.000 euro l’anno, ai quali si aggiungono 20.000 euro una tantum di risarcimento, più interessi e spese legali. La vaccinazione era obbligatoria, per il tribunale di Rimini questo rende un diritto accedere agli indennizzi di legge. L’uomo, che nella vita fa il magazziniere, si era sottoposto a tre vaccinazioni anti Covid, l’ultima il 20 gennaio 2022. Dopo la terza dose, secondo quanto emerso del processo, il cinquantunenne aveva riferito «reazioni parestesiche agli arti inferiori», che si erano però risolte spontaneamente e senza danni permanenti. Secondo quanto stabilito dalla sentenza, però, quei primi sintomi erano solo l’inizio di un qualcosa di molto più grave. Il 22 giugno 2022, cinque mesi dopo l’ultima dose di vaccino, l’uomo era poi stati colpito da un arresto cardiaco, con fibrillazione ventricolare trattata sul posto dai soccorritori del 118 con manovre rianimatorie e poi durante un ricovero ospedaliero, durante il quale i medici avevano individuato una «cardiomiopatia dilatativa», che aveva reso necessario l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo. Successivamente le analisi genetiche disposte durante il procedimento non hanno identificato varianti patogene o probabilmente patogene. Tanto che, per il perito nominato dal Tribunale del Lavoro di Rimini non ci sono dubbi: sussiste una «probabilità apprezzabile» che il vaccino a mRna abbia causato una miocardite asintomatica, evoluta poi in cardiomiopatia dilatativa. Le indagini hanno escluso cause genetiche o tossiche preesistenti: l’uomo, infatti, era in perfetta salute prima dell’inoculazione. Il giudice ha così condannato il ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco. Nella sua sentenza Ardigò scrive: «L’anamnesi familiare e patologica remota non segnalavano patologie degne di nota. La situazione attuale è caratterizzata dalla costanza di terapia medica e controlli; ha ripreso l’attività lavorativa con riferita prescrizione di limitazioni». L’arresto cardiaco si è dunque verificato in un soggetto sottoposto a triplice dose di vaccinazione anti Covid, con vaccini a mRna: per il tribunale di Rimini la letteratura scientifica ha riportato che questi vaccini possono determinare reazioni avverse a livello cardiaco, tra cui la appunto la miocardite, «seppure con rischio inferiore a quello di contrarre la stessa patologia dopo l’infezione dal Covid». Nelle motivazioni della sentenza, il giudice ha poi sottolineato che «sussiste correlazione patogenetica tra il danno miocarditico correlato all’attività del vaccino mRna, apprezzabile sulla base delle risultanze della diagnostica per immagini anche in assenza di un dato clinico o immunoistologico, e la successiva evoluzione in cardiomiopatia evolutiva manifestatasi con l’episodio aritmico raggiunge il grado di una probabilità apprezzabile». Oltre a stabilire il risarcimento, il pronunciamento del Tribunale, avvenuto a maggio ma reso noto solo nei giorni scorsi, pone l’accento sulla sorveglianza dei vaccini a mRna, confermando - come riportato anche nei rapporti Aifa citati in aula - la possibilità di reazioni avverse a livello cardiaco. L’avvocato Luca Ventaloro del Foro di Rimini, difensore del cinquantunenne ha ricordato così alla testa online La Nuova Bussola Quotidiana il drammatico malore che colpì il suo cliente: «Anche la stampa locale se ne occupò perché il mio assistito - che prima del vaccino era completamente sano come ha accertato anche il Cto del giudice - venne colto da infarto mentre era alla guida della sua auto con la moglie. Andò a sbattere contro il muro di una chiesa e venne soccorso, sotto la statua di Santa Teresa di Bambin Gesù, da un’infermiera che prontamente si recò presso il vicino bar a prendere un defibrillatore a uso pubblico che era stato installato pochi giorni prima. Quell’intervento gli salvò la vita». Adesso un altro intervento, quello di un giudice, gli ha riconosciuto il danno subito. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FRANCOIS DE TONQUÉDEC Heading: IL MINISTERO PAGHERÀ Highlight: Image:SINISTRA L’ex ministro della Salute, Roberto Speranza [Ansa] -tit_org- Riconosciuti gli effetti avversi da vaccino Miocarditi: ministero condannato -sec_org- tp:writer§§ FRANCOIS DE TONQUÉDEC guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/28/2026062802035603538.PDF §---§