title§§ Patologie «invisibili», diagnosi e prevenzione grazie all ' eco grafia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062602952808440.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "CHIARI WEEK" del 26 Jun 2026

Endometriosi e vuolvodinia colpiscono milioni di donne ma la diagnosi arriva spesso dopo anni di calvario: il ruolo delle analisi e delle visite specialistiche

pubDate§§ 2026-06-26T07:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062602952808440.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062602952808440.PDF', 'title': 'CHIARI WEEK'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062602952808440.PDF tp:ocr§§ Patologie «invisibili», diagnosi e prevenzione grazie all’ecografia Endometriosi e vuolvodinia colpiscono milioni di donne ma la diagnosi arriva spesso dopo anni di calvario: il ruolo delle analisi e delle visite specialistiche CAPRIOLO: MEDICALPLAN PRESTAZIONI MEDICHE E ATLANTE CENTRO SPECIALISTICO VERTEBRALE CAPRIOLO Per anni molte donne hanno sentito ripetere che quel dolore fosse normale. Dolori mestruali invalidanti, fastidi durante i rapporti sessuali, bruciore persistente o dolore pelvico cronico sono stati spesso minimizzati o attribuiti a stress, ansia o semplice sensibilità individuale. Oggi però la consapevolezza sta crescendo e alcune patologie femminili, fino a poco tempo fa poco conosciute, stanno finalmente uscendo dall'ombra, grazia a una sensibilità sempre più diffusa e alla possibilità di fare prevenzione e avere diagnosi tempestive grazie a visite periodiche ed ecografie.. Ne abbiamo parlato con gli specialisti di MedicalPlan. Endometriosi: quanto è diffusa? «L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva. In Italia le analisi basate sui dati ospedalieri indicano un’incidenza di 0,76 casi per 1.000 donne tra 15 e 50 anni nel triennio 2021-2023, pari a circa 9.300 nuovi casi l’anno. Si tratta tuttavia di una sottostima rilevante, perché i dati si basano prevalentemente sui casi ospedalizzati, ovvero le forme più gravi. Un ulteriore nodo critico è rappresentato dal ritardo diagnostico, stimato in Italia tra 7 e 10 anni dall’esordio dei sintomi, come riporta l’ultimo report 2026 della Fondazione GIMBE. Quali conseguenze comporta questo ritardo? Significa anni di sofferenza e limitazioni nella vita quotidiana, oltre a possibili difficoltà legate alla fertilità. La diagnosi arriva spesso tra i 25 e i 35 anni, ma la malattia può comparire molto prima. I segnali da non sottovalutare sono dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, dolore durante i rapporti e disturbi intestinali. Negli ultimi anni si è parlato molto anche di vulvodinia. Quanto è importante la sensibilizzazione? È fondamentale. Un contributo importante è arrivato anche da testimonianze pubbliche come quella di Giorgia Soleri, modella e attivista, che ha raccontato di aver convissuto con il dolore cronico per circa undici anni e di aver ottenuto una diagnosi solo dopo otto anni. Recentemente ha mostrato sui social la sua pancia gonfia, spiegando che il gonfiore addominale è un sintomo (noto come endobelly) legato alle sue patologie croniche, tra cui l'endometriosi e la vulvodinia. Che cos’è la vulvodinia e quanto è diffusa? È una sindrome caratterizzata da dolore cronico a livello della vulva, che può manifestarsi come bruciore, fitte o prurito. Si stima che possa interessare fino al 12-15% delle donne nel corso della vita, ma è ancora spesso sotto-diagnosticata. Il dolore femminile viene talvolta sottovalutato o interpretato come psicologico, ritardando così le cure-. Quanto è importante la diagnosi precoce? È fondamentale. La visita ginecologica è il primo passo, e l’ecografia rappresenta uno strumento chiave. L'ecografia del pavimento pelvico (transperineale) e del nervo pudendo sono esami preziosi per individuare l'ipertono muscolare e le problematiche neuropatiche che spesso accompagnano o mantengono il dolore. L’ecografia transvaginale permette di individuare molte forme di endometriosi, in particolare gli endometriomi ovarici e le forme profonde, e di orientare il percorso diagnostico. Quali sono i vantaggi dell’ecografia? È un esame semplice, non invasivo, indolore e privo di radiazioni. Consente di visualizzare in tempo reale gli organi pelvici e individuare eventuali anomalie. Per questo è utile sia in presenza di sintomi sia nei controlli periodici di prevenzione. A chi rivolgersi? Presso il Poliambulatorio MedicalPlan di Capriolo è possibile effettuare visite ginecologiche ed ecografie dedicate alla salute femminile, ma proponiamo percorsi di prevenzione anche per uomini naturalmente. Con l’ecografia è possibile indagare praticamente tutto il corpo umano, ad eccezione dello scheletro. L’esame è particolarmente utile per la valutazione degli organi dell’addome come fegato, pancreas, milza, apparato urinario, utero ed ovaie e prostata nell’uomo, ma anche nella valutazione dei tessuti molli come la tiroide, la mammella o nello studio di muscoli e articolazioni. L’esame è eseguito da un medico esperto che fa scorrere sulla zona del corpo da indagare. ---End text--- Author: Redazione Heading: CAPRIOLO: MEDICALPLAN PRESTAZIONI MEDICHE E ATLANTE CENTRO SPECIALISTICO VERTEBRALE Highlight: Image: -tit_org- Patologie «invisibili», diagnosi e prevenzione grazie all ’ eco grafia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062602952808440.PDF §---§ title§§ Le mosse in Italia: al via sorveglianza per i "grandi eventi" e nelle carceri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158406448.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158406448.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158406448.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158406448.PDF tp:ocr§§ Le mosse in Italia: al via sorveglianza per i “grandi eventi” e nelle carceri LA STRATEGIA Roma A nche l’Italia cerca di combattere l’ondata di fuoco. Ieri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha convocato una cabina di regia interistituzionale per discutere l’emergenza. Dalla riunione è emerso che nei prossimi giorni sarà posta particolare attenzione ai grandi eventi, come i concerti e tutte le manifestazioni estive che richiamano grandi numeri di persone. Il ministero ha quindi diffuso una circolare per sollecitare l'attivazione di misure volte a garantire assistenza, anche all’interno dei penitenziari. Schillaci ha infatti chiesto a tutte le direzioni delle carceri italiane di inviare un report sulle esigenze per le spese di refrigerazione. Finora, grazie alle richieste già arrivate, il ministero ha erogato 800mila euro a favore di diversi istituti penitenziari. La parola chiave rimane “monitoraggio”, in particolare per le ricadute sanitarie delle ondate di calore. «La situazione oggi è sotto controllo - ha assicurato Schillaci al Tg3 -, stiamo monitorando con grande attenzione soprattutto le persone più fragili, gli anziani, le donne incinte e i bambini». Nel corso della riunione di ieri, sono stati analizzati i dati raccolti dal 15 maggio al 22 giugno dal Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio (Dep), relativi ai decessi nella popolazione over 65 e agli accessi ai pronto soccorso, e non sembrano esserci «picchi significativi in concomitanza delle ondate di calore». Il monitoraggio, quindi, proseguirà, e nelle aziende sanitarie di alcune grandi città i dati raccolti saranno integrati, in via sperimentale, con un sistema di sorveglianza sugli accessi ai Centri salute mentale territoriali. Intanto, rimane attivo il numero di pubblica utilità 1500 “Proteggiamoci dal caldo”, che i cittadini possono contattare per ottenere informazioni e ascolto sugli effetti delle ondate di calore sulle salute. Secondo i primi dati raccolti, sono circa 300 le chiamate già arrivate, soprattutto da datori di lavoro che chiedono informazioni sulle ordinanze attive, e da anziani o figli di anziani. Particolare attenzione anche per i lavoratori: il decreto Infrastrutture, approvato dal Consiglio dei ministri lunedì scorso, prevede infatti il rifinanziamento della cassa integrazione per alcune categorie più esposte agli effetti del caldo, in particolare nell’edilizia, nell’agricoltura e nell’industria. Sedici regioni hanno già emanato ordinanze che prevedono la sospensione temporanea delle attività all’aperto dalle 12.30 alle 16 dei giorni in cui la piattaforma “Worklimate” dell’Inail segnala un rischio “alto”. Ma i provvedimenti del Governo, per qualcuno, non bastano: «Sicuramente aver individuato sostegni come la cassa integrazione è importante - ha spiegato Daniela Fumarola, segretaria di Cisl -. Ma penso ad esempio ai rider, che non hanno questo tipo di tutela: bisogna farlo per tutti i lavoratori». ---End text--- Author: CHIARA DI BENEDETTO Heading: LA STRATEGIA Highlight: Image: -tit_org- Le mosse in Italia: al via sorveglianza per i “grandi eventi” e nelle carceri -sec_org- tp:writer§§ CHIARA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158406448.PDF §---§ title§§ Sanità integrativa Schillaci: strumento complementare da consolidare per un Ssn più efficiente = Sanità integrativa: necessario potenziarla link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151406454.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151406454.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151406454.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151406454.PDF tp:ocr§§ Sanità integrativa Schillaci: strumento complementare da consolidare per un Ssn più efficiente SCHILLACI: Strumento complementare fondamentale per garantire a tutti l’accesso alle cure Sanità integrativa: necessario potenziarla Dall’audizione in Senato sulle forme integrative di previdenza e assistenza sanitaria, il monito verso politiche mirate a rafforzare il settore per sostenere e implementare il sistema di welfare Anna Taverniti PAGINA 4 U na sanità integrativa che riesce a coprire solo il 24% della popolazione a dispetto del 75% della media dell’Ue, e con un contributo medio per beneficiario di circa 190 euro, nettamente inferiore ai 260 euro medi dell’Europa: è il dato che riguarda l'Italia e che è emerso nel corso dell'audizione del ministro della Salute, Orazio Schillaci, davanti alla Commissione Affari sociali del Senato, nell’ambi to dell’indagine conoscitiva dedicata alle forme integrative di previdenza e assistenza sanitaria e al loro contributo all’effica cia complessiva del sistema di welfare e di tutela della salute. “La sanità integrativa - ha detto Schillaci - rappresenta uno strumento complementare al Servizio sanitario nazionale e si configura come un elemento fondamentale per sostenere e implementare il nostro sistema di welfare, garantendo una copertura sanitaria sempre più completa per tutti i cittadini”. Una copertura che, non essendo garantita completamente dallo “welfare state”, è demandata anche al comparto privato, la cui spesa “viene stimata in circa 40 miliardi di euro, una misura molto inferiore rispetto alla media dei Paesi europei”. Per Schillaci, quindi, risulta fondamentale estendere i benefici della sanità integrativa a tutti i cittadini, con particolare attenzione ai nuclei familiari e ai pensionati, con una compartecipazione al costo e modalità agevolate, visto che al momento, “i pensionati rappresentano solo il 3% degli iscritti ai fondi integrativi sanitari, nonostante si tratti della fascia di popolazione che esprime il maggior bisogno di cure”. È nei loro confronti che andrebbe potenziata l'adesione a fondi di sanità integrativa, accantonando somme che poi andrebbero a sostenerli nella fruizione delle prestazioni nel momento in cui le cure risultano fondamentali: fondi che dovrebbero essere incentivati ad ampliare le prestazioni, in particolare quelle extra LEA, come l’assistenza odontoiatrica, le prestazioni per la non autosufficienza, la riabilitazione, l’assi stenza psicologica, anche dedicando risorse per l’assistenza a lungo termine, ed estendendo la deducibilità fiscale “per incentivare una maggiore adesione al sistema da parte dei cittadini”. E proprio il tema dei beneficiari è uno tra i più spinosi. Nel corso dell'audizione, infatti, è emerso che ad aderire ai fondi siano soprattutto lavoratori dipendenti, categorie protette dalla contrattazioni collettiva, contribuenti con reddito medio alto, a differenza di pensionati, disoccupati, lavoratori precari e soggetti economicamente più deboli, che ne beneficiano in misura minore. Secondo il ministro della Salute questo è un elemento che “Ri schia di allontanare il sistema dalla logica universalistica del nostro Servizio sanitario, che ridistribuisce le risorse secondo il bisogno di salute”. Importante, secondo il ministro, che in questo lavoro di consolidamento della sanità integrativa, non si vadano ad intaccare i meccanismi di finanziamento del Servizio sanitario nazionale. “In questa prospettiva – ha concluso Schillaci - è necessario sviluppare un insieme organico di interventi finalizzati a creare sinergie strutturate tra Ssn e sanità integrativa”, implementando e valorizzando il fascicolo sanitario elettronico, anche per monitorare le prescrizioni e le prestazioni, per ridurre sprechi, duplicazioni e fenomeni distorsivi; istituendo un registro unico dei soggetti che erogano rimborsano prestazioni sanitarie, indipendentemente dal regime fiscale di loro appartenenza. “Rafforzamento della governance, maggior chiarezza delle regole, efficienza dei sistemi informativi e contrasto alle regolarità contrib utive - ha concluso Schillaci - sono le leve principali per consolidare il ruolo della sanità integrativa quale secondo pilastro complementare del Ssn in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze presenti e future dei cittadini, in un panorama che sta cambiando in maniera molto rapida”. Anna Taverniti ---End text--- Author: Anna Taverniti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità integrativa Schillaci: strumento complementare da consolidare per un Ssn più efficiente Sanità integrativa: necessario potenziarla -sec_org- tp:writer§§ Anna Taverniti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151406454.PDF §---§ title§§ Sardegna: nasce l'Osservatorio per qualità, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151506455.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151506455.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151506455.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151506455.PDF tp:ocr§§ Sardegna: nasce l’Osservatorio per qualità, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro S u proposta della Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde nasce "l'Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna", quale organismo strutturale e paritetico incaricato di programmare, monitorare e indirizzare tutte le attività previste dal Protocollo d'Intesa "Patto di Buggerru", sottoscritto con i sindacati confederali a settembre 2024. Proprio a Buggerru, in ricordo dell'eccidio dei minatori in sciopero del 4 settembre 1904, la presidente Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un Protocollo comune per combattere la striscia di sangue sul lavoro e il precariato. Il Protocollo si propone di costruire nuovi strumenti e politiche pubbliche capaci di vigilare sul mercato del lavoro sardo. Tra le finalità più stringenti vi è il miglioramento delle attività di controllo attraverso un sistema integrato di scambio informativo tra le istituzioni pubbliche competenti (come gli Ispettorati del lavoro, i servizi Spresal delle Asl, Inail e Inps) e i sindacati, utile anche a contrastare efficacemente il lavoro irregolare. Spetta proprio all'Osservatorio il compito cruciale di pianificare l'utilizzo delle risorse finanziarie, monitorare i dati sui rischi nei settori più esposti e tradurre gli obiettivi di sicurezza in azioni pratiche sul territorio. Si tratta di un organismo paritetico con un perfetto equilibrio tra la rappresentanza delle istituzioni regionali e di tre componenti nominati dalle confederazioni regionali firmatarie del Patto: Cgil, Cisl e Uil della Sardegna. Ce.Au. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sardegna: nasce l'Osservatorio per qualità, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151506455.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia: accordo di presenti nelle Case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151206456.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151206456.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151206456.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151206456.PDF tp:ocr§§ SCHILLACI: sanità più moderna, di prossimità e vicina ai cittadini Medici di famiglia: accordo di presenza nelle Case di comunità S iglato l'accordo che regola la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità. L'intesa è stata sottoscritta dalla Sisac, in rappresentanza delle Regioni, ed i sindacati Fimmg e Fmt. Il contratto prevede l'introduzione di un obbligo per i medici di famiglia fino a 6 ore settimanali per 48 settimane annue nelle Case di Comunità tra le 8:00 e le 20:00, con un turno di almeno 3 ore continuate. Per ciascuna ora di attività nelle Case di comunità, ai medici è garantito un compenso di 38,72 euro, secondo un principio di tariffazione unica su tutto il territorio nazionale. Per garantire la continuità dell'attività, spiega la Conferenza delle Regioni, sarà compito della singola Azienda sanitaria definire il fabbisogno orario della struttura, dopo aver impiegato il personale già assegnato ad attività orarie e consultato il referente dell'Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale), ove presente, e quindi di distribuire le ore residue tra i medici operanti nel territorio della Casa di Comunità. L'accordo trovato oggi dovrà ora seguire il suo iter procedurale per entrare in vigore entro la data del 30 giugno, nel rispetto dei tempi previsti dal Pnrr per l'entrata in funzione delle 1.038 nuove strutture per l'assistenza territoriale. Dopo settimane di confronto e polemiche, si sblocca dunque l'empasse in vista dell'avvio a regime delle Case di comunità. Già in mattinata, quando era stato raggiunto un primo accordo di base, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, dall'Assemblea pubblica di Farmindustria, aveva espresso soddisfazione: "Vogliamo fortemente che i medici di medicina generale siano all'interno delle Case di comunità, perchè sono quelli che meglio conoscono i pazienti. Questo ci farà vedere una sanità più moderna e più di prossimità e vicina ai cittadini e spero che ciò porti anche a decongestionare i pronto soccorso". Riempire le nuove strutture con i medici in numero adeguato per fornire ai cittadini l'assistenza territoriale necessaria era la priorità: per questo Schillaci aveva proposto un decreto ad hoc, strada poi accantonata a seguito delle polemiche e dell'opposizione dei sindacati medici. L'accordo ora raggiunto sblocca dunque la situazione dando un indirizzo di valenza nazionale, come auspicato dallo stesso ministro, ed evitando che ogni regione proceda in autonomia. Nei giorni scorsi, Schillaci ha anche aperto alla possibilità che nelle Case di comunità possano operare, su base volontaria e al di fuori dell'orario di lavoro, pure i medici ospedalieri, eliminando alcune incompatibilità. Luce verde all'accordo è arrivata dal sindacato Fmt e da parte del maggiore dei sindacati dei medici di famiglia. Ce.Au. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici di famiglia: accordo di presenti nelle Case di comunità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151206456.PDF §---§ title§§ Il benessere dei cittadini aiuta il Paese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150606462.PDF description§§

Estratto da pag. 56 di "ESPRESSO" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150606462.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150606462.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150606462.PDF tp:ocr§§ Il benessere dei cittadini aiuta il Paese GIOVANNA BADALASSI, ELISABETTA CAMUSSI e FRANCESCO MAESANO e guerre di questi anni ci ricordano una semplice verità: l’Italia non ha il petrolio del Golfo persico, il gas di Stati Uniti e Russia, né le terre rare dell’Africa in gran parte controllate dalla Cina. Abbiamo a disposizione un solo grande giacimento dal quale estrarre crescita, innovazione e competitività ed è il capitale umano di sessanta milioni di persone. Eppure, scegliamo di lasciarne sottoterra una fetta enorme: 1,3 milioni di ragazzi tra i quindici e i ventinove anni non studiano e non lavorano, secondi in Europa soltanto alla Romania. Dietro l’acronimo Neet c’è talento che non diventa lavoro, idee che non diventano impresa, percorsi di vita che non hanno le opportunità per esprimere davvero il proprio potenziale. Tutta crescita persa per strada. Lo chiamiamo capitale umano nei convegni e nei comizi, ma nei bilanci tia evitate, a fronte de non riusciamo a leggerne l’im- nel 2022: dodici euro patto. Eppure i dati sono eviden- ogni euro speso. tissimi. Quando la psiche di una Nonostante questo persona o di un gruppo sta peg- considerare il beness gio, sale il consumo di farma- una voce di costo e ci e crescono gli accessi al pron- mento, per ragioni cu to soccorso, le giornate di lavoro strutturale che prescin perse e gli abbandoni scolastici. ed è legato al modo co Costi reali e documentati che stra finanza pubblica. però finiscono dispersi in bilanLe amministrazion ci diversi: la sanità, il lavoro, l’i- gioni fino agli enti te struzione, la previdenza. Senza compartimenti separa che vi siano né il mandato né i ogni amministrazione meccanismi necessari per som- sul proprio perimetro marli e valutarli nel loro insieme. Così la spe- nefici generati da un in sa appare per intero mentre i risparmi e i be- spesso emergono altro nefici restano invisibili: sappiamo calcolare riconosciuti e valorizz con precisione il costo di curare chi sta male, Da qui nasce Pubb ma non abbiamo strumenti per dire quanto ha raccolto oltre 70.0 vale l’investimento su chi torna a stare bene. sta di legge di iniziativa Il solo Bonus Psicologo, misurato dal to a Stare Bene” che h rapporto PsyCARE, ha restituito 312 mi- una Rete Psicologica lioni contando le sole giornate di malat- del Servizio Sanitario L disagio diventi vestire sone. È i legge ca, per ologica toriale rno del nitario tia evitate, a fronte dei 25 milioni stanziati nel 2022: dodici euro e mezzo di ritorno per ogni euro speso. Nonostante questo, lo Stato continua a considerare il benessere psicologico come una voce di costo e non come un investimento, per ragioni culturali e per un limite strutturale che prescinde dal colore politico ed è legato al modo col quale funziona la nostra finanza pubblica. Le amministrazioni, dai ministeri alle regioni fino agli enti territoriali, operano per compartimenti separati, con il risultato che ogni amministrazione tende a concentrarsi sul proprio perimetro di competenza. I benefici generati da un intervento in un settore spesso emergono altrove e così non vengono riconosciuti e valorizzati. Da qui nasce Pubblica, la forza civica che ha raccolto oltre 70.000 firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare 1740 “Diritto a Stare Bene” che ha l’obiettivo di istituire una Rete Psicologica Territoriale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per intervenire direttamente nei luoghi in cui le persone vivono, studiano e lavorano. Un intervento capace di prevenire il disagio prima che diventi emergenza, consentire alle persone di studiare, lavorare, curarsi in contesti funzionali e promuovere la crescita di 60 milioni di persone esattamente dove si sviluppa prima di diventare Pil. La 1740 è molto più di una misura sanitaria. Dal nostro punto di vista è il primo capitolo della politica industriale di un Paese che punta sui propri cittadini per tornare a correre ed è insieme il primo banco di prova di un modo diverso di pensare la spesa pubblica. Se il principale patrimonio dell’Italia sono i suoi cittadini, allora inves tire nella loro capacità di stare bene significa investire nella crescita del Paese. Dicevamo dei risultati del Bonus Psicologo dal punto di vista del bilancio pubblico. La proposta costruisce una struttura permanente di investimento da 3,3 miliardi l’anno, incluso il riordino della spesa già attualmente sostenuta. Parliamo di meno di un quarto di quanto il disagio non trattato pesa ogni anno sulla sola sanità. Ogni euro investito si trasforma in risorse che non spenderemo in farmaci, ricoveri, malattia o dimissioni, ma i suoi effetti ricadono su almeno altri quattro bilanci. Le evidenze ci sono: manca la capacità di leggerle in modo integrato. Qualcuno lo fa già: dal 2021 lo Stato australiano del Victoria ha introdotto un approccio innovativo alla valutazione delle politiche pubbliche, rovesciando la domanda tradizionale dei ministeri del Tesoro, passando da “quanto costa un intervento?” a “quali costi evita e quali risultati produce?” Così, i ministeri costruiscono insieme i modelli di impatto, mentre i risparmi generati in un settore vengono condivisi con gli altri come nuove risorse. Il Tesoro ha il ruolo dell’arbitro e nessun ministero alla fine perde budget perché il risparmio non sparisce, viene contabilizzato dove si produce valore. L’Ocse considera questa esperienza tra le migliori pratiche di finanza pubblica del Pianeta. DIRITTO A STARE BENE L’Italia ha mosso un passo in questa diLa proposta di legrezione nel 2025 con la legge 167 che ha inge di iniziativa popotrodotto la valutazione di impatto generalare 1740 ha raccolto zionale e l’analisi di impatto di genere: per 70.000 firme la prima volta ogni norma deve dichiarare cosa lascia in eredità a chi verrà e come pesa su donne e uomini. Una misura che però produce analisi, ma non cambia le decisioni di allocazione delle risorse e soprattutto non misura i risparmi che si potrebbero generare. La 1740 propone di accelerare su questa strada, promuovendo un nuovo modo di intendere la crescita e l’investimento pubblico. E ai partiti che si preparano alle prossime elezioni, Pubblica chiede di assumere un impegno preciso: inserire la 1740 nei programmi di governo. E mentre la politica scrive i suoi programmi, Pubblica chiede alle persone di raccontarsi. Con “Pubblica la tua storia” le persone possono raccontare cosa le ha fatte stare bene o stare male. (Come partecipare su www.dirittoastarebene.it). Quelle storie verranno raccolte e portate prima nelle piazze e poi in Parlamento, accanto alla legge. Perché i bilanci si riscrivono partendo da come si leggono i numeri, ma la crescita deve ripartire da come e quanto investiamo nelle persone, su noi stessi. ---End text--- Author: GIOVANNA BADALASSI Heading: Highlight: Prevenire il disagio prima che diventi emergenza. Investire sulle persone. È la proposta di legge di Pubblica, per una Rete psicologica territoriale all’interno del Servizio Sanitario Image:DIRITTO A STARE BENE La proposta di legge di iniziativa popolare 1740 ha raccolto 70.000 firme -tit_org- Il benessere dei cittadini aiuta il Paese -sec_org- tp:writer§§ GIOVANNA BADALASSI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150606462.PDF §---§ title§§ Comuni allo stress test surisorse link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151306457.PDF description§§

Estratto da pag. 39 di "ITALIA OGGI" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151306457.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151306457.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151306457.PDF tp:ocr§§ Secondo i dati IFEL il welfare italiano è fatto più di trasferimenti monetari che di servizi Comuni allo stress test su risorse Enti locali più esposti sulla domanda socio-sanitaria n media gli italiani vivono circa 25 anni con limitazioni, patologie croniche e disabilità. E’ quanto emerge daIla quarta edizione del volume “Salute e territorio. I servizi sociosanitari dei Comuni italiani”, rapporto realizzato da IFEL con la collaborazione di Federsanità e presentato in questi giorni con svariati appuntamenti sui territori. Secondo lo studio la spesa sociale in Italia, al netto delle pensioni, ammonta a poco più di 112,8 miliardi di euro, mentre quella socio-sanitaria raggiunge i 47,3 mld. Gli enti di previdenza, come l’INPS, assorbono la quota maggiore, con circa 88,6 miliardi destinati a trasferimenti monetari alle famiglie, come pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento e sostegni alla disoccupazione (il 79% del totale). Le amministrazioni centrali contribuiscono con 13,5 miliardi (il 12% del totale), mentre le amministrazioni locali gestiscono circa 10,7 miliardi, destinati a servizi sociali territoriali e interventi di prossimità (il 9% del totale). Secondo gli ultimi dati Istat, la spesa in conto corrente di competenza impegnata nell’anno per l’erogazione dei servizi o degli interventi socio-assistenziali da parte di comuni e loro associazioni, al netto della compartecipazione degli utenti e del SSN, continua ad aumentare. Nel 2022 il dato raggiunge gli 8,86 miliardi di euro, pari allo 0,46% del PIL, il 5,8% in più rispetto al 2021. In confronto con il 2013, quando la spesa complessiva era 6,86 miliardi di euro, il dato ha subito un aumento del 29,2%. La spesa dei comuni per i servizi sociali, al netto dei servizi educativi per la prima infanzia, si attesta a 7,5 miliardi di euro. Nel 2022 la spesa dei comuni per i servizi sociali per abitante è pari a 150 euro pro capite (era 114 euro nel 2013) con differenze molto ampie a livello regionale: si va dai 38 euro pro capite della Calabria ai 433 euro per abitante del Trentino-Alto Adige. Tutte le regioni del Mezzogiorno si trovano a fondo classifica con dati medi inferiori o prossimi (è il caso della Puglia) ai 100 euro I pro capite di spesa dei comuni per servizi sociali; l’unica eccezione è rappresentata dalla Sardegna che, con 306 euro per cittadino, è terza a livello nazionale. Nel 2022 le risorse sono destinate prevalentemente ai minori e alle famiglie con figli (37,3%), alle persone con disabilità (27,5%) e agli anziani (14,8%), ossia ai residenti che abbiano compiuto almeno 65 anni di età, mentre il 9% è destinato alle povertà e agli adulti senza dimore e il 5% agli immigrati. In Italia, utile ricordarlo in questa sede, oltre un quinto della popolazione (20,8%) è affetta da 2 o più malattie croniche che richiedono servizi sociosanitari e incidono molto sulla dipendenza del paziente. Nel 2024, il 47,3% di persone anziane di età compresa tra 65 e 74 anni presenta almeno due malattie croniche, quota che raggiunge il 66% tra la popolazione di 75 anni e oltre. Al 2023, 1 milione 836mila anziani over 65 che vivono in famiglia dichiarano gravi limitazioni nelle attività abitualmente svolte per problemi di salute, il 13,1% della popolazione anziana. A questo bisogna aggiungere le nuove forme di povertà. Nel 2023 in Italia si contano 2,2 milioni di famiglie in condizione di povertà assoluta, pari all’8,4% delle famiglie residenti; un totale di 5,7 milioni di poveri assoluti (il 9,7% dei residenti). Le disabilità poi non sono da meno. Due esempi. Nel 2022 in Italia si contano 316.760 alunni con disabilità, pari al 3,9% del totale iscritti mente invece nel 2023, sono 726.062 utenti assistiti con almeno un contatto presso strutture territoriali psichiatriche, ovvero 144,1 utenti ogni 10.000 abitanti adulti. Nelle fragilità a carico dei comuni, vanno inoltre inserite le dipendenze da sostanze, con oltre 132 mila soggetti assististi (+ 13% rispetto all’anno precedente) o l’abuso di alcool. Nel 2023, il 15% della popolazione di oltre 11 anni, 8 mil ioni 29mila persone, ha ecceduto abitualmente nel consumo di bevande alcoliche o è soggetto a ubriacaturn. Infine, nelle decisioni pubbliche future bisognerà anche tener conto di ulteriori variabili. Le previsioni Istat stimano un calo della popolazione residente italiana da circa 59 milioni di abitanti del 2024 a 54,7 milioni nel 2050 con una frantumazione delle famiglia. Secondo stime IFEL nel 2024 sono stati celebrati 130.488 matrimoni ma le separazione sono state più di 75 mila. Dei 9,7 milioni di persone che nel 2024 vivono sole, circa il 47% è un over 65enne, una percentuale che nel 2050 dovrebbe raggiungere il 59%. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Gli scenari demografici al 2050 e la frantumazione delle famiglie (Numero di famiglie per tipologia, anno 2024 e stima 2050 (scenario mediano), valori in migliaia e variazioni percentuali) Image: -tit_org- Comuni allo stress test surisorse -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603151306457.PDF §---§ title§§ Con il bilancio in ordine e la sanita risanata il lazio torna a inestire sullo sviluppo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150706463.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "MF" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150706463.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150706463.PDF', 'title': 'MF'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150706463.PDF tp:ocr§§ Con il bilancio in ordine e la sanità risanata il Lazio torna a investire sullo sviluppo In questo report: Parla il presidente della Regione, Francesco Rocca. Nuove iniziative: Zona Logistica Speciale, al via la fase operativa. La congiuntura economica: Trend in rallentamento. Export: L' hi-tech alla prova del 2026: la farmaceutica è ancora il motore, ma pesa la frenata dell’aerospazio e l'Ict resta debole. Eccellenze. Gbf-Allianz, a Roma cresce la domanda di consulenza. Percassi rilancia la carta outlet a Roma. Innovazione: Startup di successo, i casi di Exein e Rent2cash DI FRANCESCO BISOZZI S ono passati 3 anni da quando Francesco Rocca è stato eletto presidente della Regione Lazio. «Governare una Regione come il Lazio significa affrontare problemi stratificati da anni», racconta. Quando Rocca è arrivato alla Pisana, la cosiddetta sede della Regione, la sanità laziale era al collasso, mentre oggi ha riacquistato credibilità. Nel 2025 la Regione è anche tornata a registrare un risultato di amministrazione positivo, dopo anni di conti in rosso. E gli investimenti delle grandi multinazionali sul territorio sono in aumento. «Adesso la sfida è fare in modo che questa stagione di cambiamento non sia episodica ma strutturale», ha spiegato il presidente della Regione. DOMANDA. La Regione ha registrato un risultato di amministrazione positivo pari a 321,8 milioni di euro al 31 dicembre scorso. Lei ha parlato di una vittoria storica, perché? RISPOSTA.Per molti anni un avanzo di amministrazione è stato semplicemente impensabile. Questo risultato si inserisce in un processo più ampio che ha permesso di chiudere definitivamente vecchie situazioni debitorie e di recuperare capacità di programmazione e investimento. D. In che direzione? R. Per destinare maggiori risorse allo sviluppo del territorio, alle infrastrutture e alla coesione sociale. La Regione ha ritrovato solidità finanziaria e può guardare al futuro con maggiore fiducia. D. Il Piano di programmazione dell'assistenza territoriale 2024-2026 punta sulla piena attuazione del Pnrr. A che punto siete? R. Il Piano è stato rimodulato sulla base dell’avanzamento degli interventi e oggi prevede la realizzazione di 118 Case della Comunità. (continua a pag. 21) (segue da pag. 19) Sono già operative tutte le 59 Centrali operative territoriali, 9 Ospedali di comunità e oltre 70 Case della comunità. Siamo tra le Regioni che hanno impresso una forte accelerazione all’attuazione del Pnrr sanitario. D. Quali risultati testimoniano, più di tutti, la ritrovata credibilità della sanità laziale? R. Le oltre 6 milioni di prestazioni erogate tramite Recup nel 2025. E ancora, il 96% di esami e visite sono stati completati nei tempi di garanzia. Ma non considero conclusa questa battaglia. La vera sfida è cambiare strutturalmente il modello sanitario regionale, soprattutto nei territori più fragili e nell’emergenza-urgenza. D. Con quali obiettivi a breve? R. Completare le opere entro le scadenze previste, con strutture pienamente funzionanti e integrate nella rete assistenziale regionale. Per questo stiamo lavorando parallelamente sul reclutamento del personale, sull’innovazione tecnologica, sulla telemedicina e sull’integrazione tra ospedale e territorio. D. Qual è il modello ottimale in questo campo? R. La grande sfida è la sanità territoriale. Per troppo tempo abbiamo puntato quasi esclusivamente sulla sanità ospedaliera, senza cogliere che, nel frattempo, cambiavano profondamente i bisogni sociali ed epidemiologici della popolazione. D. Che cosa sta cambiando di più? R. Oggi abbiamo tantissimi grandi anziani, molte più multi-fragilità, patologie che si intersecano tra loro e che richiedono una presa in carico continua, non una risposta emergenziale legata soltanto all’ospedale. D. Quindi? R. La risposta deve essere quanto più possibile vicina alla casa del paziente, vicina alle famiglie e ai territori. È esattamente quello che stiamo costruendo con le Case della Comunità, la telemedicina e il rafforzamento dell’assistenza domiciliare. Ma non può essere soltanto un t ema di strutture. Deve essere soprattutto un tema di personale e di integrazione professionale. D. La crescita del Lazio è trainata dalle grandi imprese della farmaceutica, dell'aerospazio e della difesa, che ruolo vede per le pmi? R. La nostra priorità è costruire un ponte tra grandi filiere e pmi. Le grandi imprese devono diventare motore di sviluppo per l’indotto, per i fornitori, per le imprese locali, per i giovani professionisti, per i territori. Questo significa favorire investimenti in ricerca, trasferimento tecnologico, formazione, internazionalizzazione, accesso al credito e semplificazione. D. Che cosa significa in concreto? R. Orientare bene le risorse europee, nazionali e regionali per aiutare il sistema produttivo a fare un salto di qualità. La transizione ecologica e digitale non può essere un privilegio per pochi soggetti strutturati. Deve diventare una possibilità concreta anche per le imprese più piccole, che spesso hanno qualità, flessibilità e competenze, ma hanno bisogno di strumenti più accessibili e di una Pubblica amministrazione che le accompagni. D. Che cosa rende il Lazio attrattivo per le imprese? R. Università, ricerca, capitale umano qualificato e filiere industriali di eccellenza. È grazie a questo ecosistema che le multinazionali che hanno effettuato investimenti nel territorio sono passate nell'ultimo anno da 133 a 148. D. Programmi? R. Vogliamo fare un salto di qualità. Stiamo lavorando su tre direttrici principali: rafforzare i settori strategici come farmaceutica, aerospazio, difesa e digitale; sviluppare la Zona Logistica Semplificata per semplificare gli investimenti e valorizzare la posizione del Lazio nel Mediterraneo; utilizzare al meglio le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione per infrastrutture, mobilità e competitività dei territori. D. Che obiettivi vi siete posti? R. Attrarre investimenti che producano occupazione qualificata, innovazione e ricadute concrete per tutto il sistema economico regionale, comprese le aree interne. D. Ma il deficit infrastrutturale che separa le province da Roma è cresciuto e così gli indici di crescita. Come si riduce il divario? R. Abbiamo ereditato una Regione profondamente diseguale, sia dal punto di vista delle infrastrutture, sia delle opportunità di sviluppo. Per troppo tempo alcuni territori sono rimasti ai margini delle grandi direttrici di crescita e molte opere strategiche sono rimaste incompiute o bloccate per decenni. D. A che cosa si riferisce in particolare? R. Penso, innanzitutto, alla Cisterna-Valmontone, per la quale abbiamo ottenuto 393 milioni di euro, e alla RomaLatina, un’infrastruttura attesa da generazioni che stiamo finalmente portando fuori dall’immobilismo. Sono opere fondamentali per collegare meglio il Basso Lazio, migliorare la sicurezza stradale e attrarre nuovi investimenti. D. Ma il tema non riguarda soltanto le strade. R. Infatti sosteniamo con forza il potenziamento dell’Alta Velocità: la realizzazione della stazione TAV di Ferentino, per esempio, è strategica per un’area che ospita uno dei principali poli industriali del Centro Italia. La nostra idea di Regione è semplice: nessun territorio deve sentirsi periferia. D. Sul tema energetico la regione è ancora lontana dall'autosufficienza: sono 178 i nuovi impianti per sfruttare le fonti rinnovabili fermi in attesa di autorizzazione, la cosiddetta Via. Come si sblocca questa situazione? R. Negli ultimi anni il Lazio ha dato un contributo importante alla crescita delle energie rinnovabili, ma oggi dobbiamo affrontare una criticità evidente: la concentrazione degli impianti in alcune aree del territorio, in particolare nelle province di Viterbo e Latina. D. Quindi? R. Serve uno sviluppo più equilibrato, che tenga insieme transizione energetica, tutela del paesaggio, vocazione agricola dei territori e sostenibilità delle infrastrutture di rete. D. L'effetto pratico? R. Il Governo nazionale ha accolto le osservazioni della Regione sul progetto del parco eolico “Energia Viterbo”, riconoscendo la necessità di coniugare lo sviluppo delle rinnovabili con l a tutela della Tuscia e delle sue straordinarie peculiarità paesaggistiche e agricole. È un segnale positivo. D. Ma l'energia è un tema cruciale per lo sviluppo? R. Lavoriamo a una pianificazione più organica, anche in raccordo con Terna, per favorire nuovi investimenti nelle reti elettriche e una distribuzione più omogenea degli impianti sul territorio regionale. D. Il turismo si conferma un motore della crescita regionale. Come pensate di consolidare questo slancio nella fase post-giubilare? R. Stiamo investendo con decisione nel rilancio dei cammini, che valorizzano borghi e aree interne, e nel rafforzamento del turismo congressuale e sportivo, due segmenti ad alto valore aggiunto e meno soggetti alla stagionalità. D. Altre iniziative? R. Stiamo posizionando il Lazio come destinazione di riferimento per il wedding tourism, un comparto in forte espansione internazionale. A questo si affianca il lavoro sull’innovazione: con l’avviso Ladit stiamo fornendo ai Comuni strumenti digitali avanzati per migliorare l’offerta e la gestione dei flussi turistici. D. Nel 2028 si candiderà ancora alla presidenza della Regione? R. Ho iniziato, insieme alla Giunta, un percorso entusiasmante ma anche estremamente complesso, che oggi sta già dando i primi risultati concreti. Governare una Regione come il Lazio significa affrontare problemi stratificati da anni e, naturalmente, c’è anche un elemento di frustrazione: a volte si vorrebbe che i risultati arrivassero tutti subito. D. Si ricandiderà o no? R. La macchina della Pubblica amministrazione ha tempi che non sempre coincidono con le aspettative dei cittadini e con la nostra stessa volontà di accelerare. Per questo voglio continuare a metterci la faccia, fino in fondo. Io sono il candidato di questa coalizione per le regionali del 2028 e non esistono percorsi alternativi. (riproduzione riservata) ---End text--- Author: FRANCESCO BISOZzi Heading: In questo report: Parla il presidente della Regione, Francesco Rocca. Nuove iniziative: Zona Logistica Speciale, al via la fase operativa. La congiuntura economica: Trend in rallentamento. Export: L' hi-tech alla prova del 2026: la farmaceutica è ancora il motore, ma pesa la frenata dell’aerospazio e l'Ict resta debole. Eccellenze. Gbf-Allianz, a Roma cresce la domanda di consulenza. Percassi rilancia la carta outlet a Roma. Innovazione: Startup di successo, i casi di Exein e Rent2cash Highlight: FLASH SULLA CONGIUNTURA 0,6% la crescita del pil regionale prevista per quest’anno 11,4% il calo dell’export nel primo trimestre di quest’anno 0,4% crescita della produzione industriale nel primo trimestre 3,6% la crescita del settore costruzioni nel 2025 17,7% la crescita dell’export dell’industria farmaceutica nel 2025 19,2% la crescita della spesa dei turisti stranieri nel 2025 21,6% la crescita degli investimenti degli enti locali nel 2025 8,2% la crescita dei prestiti alle imprese 53% la quota di imprese che ha difficoltà nel trovare manodopera Fonti: Bankitalia, Federlazio e Cgia Mestre Viterbo ata Rieti Roma Fro sin on La e ti na Un avvocato tutto sanità Romano, classe 1965, laureato in Giurisprudenza, Francesco Rocca ha lavorato come avvocato penalista in prima linea nella lotta alle mafie. Nel 2003-2004, si è specializzato alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione come direttore generale di ospedali. Nel 2003 è stato nominato Commissario Straordinario dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma e poi, fino al 2007, direttore generale dello stesso. Nel 2007 è stato nominato a capo del dipartimento delle operazioni di emergenza della Croce Rossa Italiana. Nel 2008 accetta di guidare la Croce Rossa Italiana nella fase commissariale e di riforma diventando Commissario straordinario. Parallelamente. Nel gennaio del 2013 viene eletto Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana. Nello stesso anno, all’Assemblea Generale Ifrc a Sidney, è eletto Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Nella primavera del 2015, diventa direttore generale dell’Istituto Dermatologico I DI di Roma. Nel 2016, i volontari lo eleggono per la seconda volta Presidente Nazionale CR. A novembre del 2017, l’Assemblea Generale della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa lo elegge presidente internazionale, è la prima volta nella storia che un italiano ricopre quel ruolo. A maggio 2020, è eletto nuovamente alla guida della Croce Rossa Italiana e nel giugno del 2022 è stato riconfermato anche alla presidenza della Federazione Internazionale. A dicembre 2022 si dimette dal ruolo di presidente CRI e accetta di candidarsi alla presidenza della Regione Lazio, supportato dalla coalizione di centrodestra, dove viene eletto nel 2023. Image:Francesco Rocca -tit_org- Con il bilancio in ordine e la sanita risanata il lazio torna a inestire sullo sviluppo -sec_org- tp:writer§§ Francesco Bisozzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603150706463.PDF §---§ title§§ Caldo, accesso dedicato ai pronto soccorso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158506449.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "SOLE 24 ORE" del 26 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-26T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158506449.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158506449.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158506449.PDF tp:ocr§§ Caldo, accesso dedicato ai pronto soccorso La circolare Il ministero della Salute chiede anche più attenzione durante i grandi eventi Dall’allerta sui grandi eventi fino ai triage dedicati ai pronto soccorso, passando per un nuovo sistema di sorveglianza degli accessi ai servizi territoriali di salute mentale. Ieri sera il ministero della Salute è intervenuto con una circolare per arginare gli effetti dell’ondata di calore che si è abbattuta sull’Italia. L’invio della comunicazione era stato anticipato al termine della riunione della Cabina di regia interistituzionale istituita nell’ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo. A causa della situazione di emergenza dovuta alle temperature estreme registrate negli ultimi giorni, il ministero raccomanda che i pronto soccorso attivino un triage dedicato per garantire «un trattamento tempestivo per malori da afa, disidratazione e colpi di calore, evitando ricoveri inappropriati, al fine di tutelare le fasce vulnerabili» come anziani, bambini, pazienti cronici e con fragilità sociali. La circolare invita poi le Regioni a offrire il supporto maggiore possibile ai programmi di Sorveglianza già attivi. Per quanto riguarda il Sistema di sorveglianza accessi in pronto soccorso, si raccomanda di identificare e comunicare al Dep Lazio almeno un presidio per ciascuna delle città che rientrano nel sistema di allerta. Il testo le elenca chiaramente: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Il ministero suggerisce poi di porre massima attenzione sui grandi eventi. In occasione di manifestazioni di aggregazione di massa come, per esempio, i concerti occorrerà «un adeguato coordinamento con le istituzioni competenti al fine dell’adozione di misure di protezione e prevenzione dei potenziali effetti del caldo sulla salute dei partecipanti, con particolare riguardo all’idratazione e alle misure organizzative». In aggiunta, nella circolare viene annunciata la sperimentazione nel 2026 di un sistema di sorveglianza pilota degli accessi ai servizi territoriali di salute mentale in alcune strutture sentinella. L’obiettivo del ministero - che invita le Regioni a identificare e segnalare le strutture che potrebbero rientrare nel progetto - è «migliorare le conoscenze e la prevenzione indirizzata ai sottogruppi a maggior rischio». Infine - oltre a raccomandare la promozione delle attività di informazione sui rischi per la salute connessi alle ondate di calore, e in particolare della campagna di comunicazione “Proteggiamoci dal caldo” viene chiesto il «potenziamento del network territoriale per la gestione delle emergenze sul territorio attraverso i Distretti e le Case della Comunità, in sinergia con i medici di base e la Medicina del lavoro a supporto della sorveglianza attiva della popolazione vulnerabile e del monitoraggio dei rischi nei contesti di vita e di lavoro, unitamente al rafforzamento del Servizio di continuità assistenziale (ex Guardia medica) e all’attivazione delle Unità di Continuità Assistenziale (Uca)» con lo scopo di favorire l’assistenza domiciliare ed evitare l’accesso inappropriato ai pronto soccorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Pietro Menzani Heading: Highlight: Image:orazio schillaci Ministro della Salute -tit_org- Caldo, accesso dedicato ai pronto soccorso -sec_org- tp:writer§§ Pietro Menzani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603158506449.PDF §---§ title§§ Il ministero della Salute rassicura «Over 65, non c'è picco di decessi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603159006450.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "VERITÀ" del 26 Jun 2026

Schillaci riunisce la cabina di regia. Nei prossimi giorni attenzione a eventi e concerti

pubDate§§ 2026-06-26T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603159006450.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603159006450.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603159006450.PDF tp:ocr§§ Il ministero della Salute rassicura «Over 65, non c’è picco di decessi» Schillaci riunisce la cabina di regia. Nei prossimi giorni attenzione a eventi e concerti n Una cabina di regia interistituzionale per monitorare il caldo eccezionale che sta colpendo il nostro Paese, mettere in campo azioni di prevenzione e focalizzare l’attenzione anche ai grandi eventi. Come già aveva annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci a fine maggio, ieri si è riunita la cabina prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo. Il Piano si attiva annualmente e quest’anno è partito già lo scorso 25 maggio con azioni specifiche di allerta, monitoraggio, sorveglianza e comunicazione alla cittadinanza. Nel corso della riunione sono stati analizzati i dati raccolti dal 15 maggio al 22 giugno in relazione ai decessi nella popolazione over 65 e agli accessi ai pronto soccorso. In diverse strutture sanitarie viene applicato il cosiddetto «codice calore», un percorso assistenziale finalizzato a garantire una presa in carico più rapida delle persone fragili e dei s og gett i m a g g i o r m e nte esposti agli effetti delle temperature estreme. Tali flussi non registrano, al momento, picchi significativi di morti come sta accadendo invece in Francia. Prosegue dunque il monitoraggio dei dati per le ricadute sanitarie delle ondate di calore che sarà integrato, in via sperimentale, nelle aziende sanitarie di alcune grandi città, con un sistema di sorveglianza sugli accessi ai centri salute mentale territoriali. Inoltre nella circolare emanata si parla anche della massima attenzione che sarà posta ai grandi eventi, a partire dai concerti, organizzati in molte città, in raccordo con le autorità sanitarie locali e le altre istituzioni coinvolte. Al tavolo interistituzionale di ieri erano presenti, oltre a Schillaci, il capo del Dipartimento per l’emergenza del ninistero della Salute, Mara Campitiello, il direttore generale per la prevenzione, Sergio Iavicoli, rappresentanti del ministero della Salute, della Protezione civile, dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio (Dep). Nel frattempo, il ministero della Salute, dal 22 giugno, ha attivato il numero di pubblica utilità «1500», messo a disposizione dei cittadini per informazioni e richieste. Nei primi giorni di attività sono circa 300 le chiamate già arrivate e a contattare sono stati, in particolare, datori di lavoro, che hanno chiesto informazioni sulle ordinanze attive, anziani e figli di anziani, che chiedono approfondimenti nel 57% dei casi su problemi di carattere cardiocircolatorio e nel 37% dei casi su tematiche psicosociali. Tutti i giorni, dal 25 maggio, sono disponibili sul sito del ministero i bollettini sulle ondate di calore, con le previsioni a tre giorni sulle condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione. I bollettini andranno avanti fino al 20 settembre. Il ministero ha già attivato anche una campagna di comunicazione dedicata sui propri canali social e sul sito istituzionale, che sarà ulteriormente potenziata, con tutte le informazioni sugli effetti delle ondate di calore sulla salute e il decalogo con i consigli utili per proteggersi dal caldo intenso. Sul fronte occupazionale il governo è già intervenuto con il decreto infrastrutture-Pnrr, provvedimento che introduce condizioni agevolate per l’accesso agli ammortizzatori sociali nei comparti dell’edilizia e delle attività affini, ma anche agricoltura, nel caso in cui la temperatura superi i 35 gradi o quando la temperatura percepita risulti comunque incompatibile con lo svolgimento delle attività lavorative. Parallelamente, numerose Regioni hanno adottato ordinanze che vietano i lavori più pesanti all’aperto nelle ore centrali della giornata. ---End text--- Author: SARINA BIRAGHI Heading: Highlight: Image:MONITORAGGIO Il ministro della Salute, Orazio Schillaci [Ansa] -tit_org- Il ministero della Salute rassicura «Over 65, non c'è picco di decessi» -sec_org- tp:writer§§ SARINA BIRAGHI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/26/2026062603159006450.PDF §---§