title§§ Nel Nordovest mancano più di 300 pediatri di libera scelta
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Estratto da pag. 58 di "GAZZETTA DELLA MARTESANA MILANO" del 20 Jun 2026
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tp:ocr§§ EMERGENZA Entro i prossimi tre anni, solo nelle nostre regioni saranno ben 228 quelli che raggiungeranno l’età pensionabile (70 anni) Nel Nordovest mancano più di 300 pediatri di libera scelta Lombardia e Piemonte sono - assieme al Veneto - le tre grandi regioni del Nord dove trovare un pediatra di libera scelta inizia a diventare un problema. Entro il 2029 solo nelle regioni del Nordovest raggiungeranno l’età pensionabile (70 anni) altri 228 pediatri di libera scelta, rendendo la situazione ancora più difficile di quanto già non sia. Il problema esiste soprattutto in Lombardia, dove già per il 2025 si stimava una carenza di 186 pediatri di libera scelta, e in Piemonte, dove nel 2025 erano 109 gli specialisti mancanti. In entrambe le regioni del Nordovest la media degli assistiti per ogni medico è ben al di sopra del massimo consentito: in Piemonte è il record nazionale, con 1.126 pazienti per medico, mentre in Lombardia la situazione si ferma a 1.000. La Liguria se la passa leggermente meglio: con 892 pazienti per medico e una stima di 7 medici mancanti, è decisamente più distesa. Questi numeri sono contenuti in un approfondimento realizzato sul tema dalla fondazione Gimbe, che restituisce un quadro preciso di tutta la situazione nazionale: sarebbero infatti quasi 500 i pediatri di libera scelta che mancano nel Paese, con l’80% delle situazioni problematiche proprio nelle regioni del Nord. «In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. Riforma Schillaci: l’assistenza pediatrica fino a 18 anni richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati». Pediatra di libera scelta che obbligatoriamente deve essere assegnato a bambini fino ai 6 anni d’età. Tra i 6 e i 13 anni compresi le famiglie possono scegliere tra il pediatra o il medico di medicina generale. «Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al PLS, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal PLS o dal MMG, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti». L’ultimo accordo collettivo nazionale ha confermato l’aumento a 1.000 assistiti per ogni pediatra, per ovviare almeno temporaneamente al problema della carenza dei medici, che saranno inseriti dalle regioni dopo l’individuazione degli ambiti territoriali carenti, ossia di quelle zone geografiche dove l’assenza di specialisti è più marcata. «Secondo l’ultimo accordo – così dalla fondazione - il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 pediatra di libera scelta ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri di libera scelta». «Con il nuovo accordo collettivo nazionale – spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – il fabbisogno di pediatri di libera scelta viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei pediatri di libera scelta sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni». l Alessandro Zonca ---End text--- Author: \lessandro Zonca Heading: Highlight: PEDIATRI DI LIBERA SCELTA: LA SITUAZIONE NELLE REGIONI AL 2025 Regioni Piemonte Provincia aut. di Bolzano Veneto Lombardia Friuli Venezia Giulia Provincia aut. di Trento Valle d’Aosta Molise Basilicata Marche Campania Calabria Toscana Liguria Sardegna Sicilia Abruzzo Umbria Puglia Emilia Romagna Lazio TOT. ITALIA Stima pediatri mancanti Num medio assistiti per PLS P
ercentuale popolazione 6-13 in carico a PLS PLS in pensione entro il 2029 109 17 96 186 15 8 1 2 5 13 59 16 30 7 1 2 * * * * * * 1.126 1.114 1.018 1.000 960 957 942 940 932 926 925 919 916 892 859 853 847 834 830 815 805 917 78,7% 71,8% 91,8% 90,2% 88,2% 91,5% 82,3% 65,7% 75,5% 76,6% 84,3% 77,1% 94% 91,6% 56,3% 61,8% 67,7% 82,5% 84,3% 89% 81,9% 82,9% 45 7 95 148 19 10 2 8 27 48 218 70 93 35 23 216 51 12 143 76 201 1.547 *non sono incluse le regioni con una media di assistiti/PLS inferiore a 850 Fonte: Elaborazione Gimbe su dati FIMP e SISAC Image: -tit_org- Nel Nordovest mancano più di 300 pediatri di libera scelta -sec_org-
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Estratto da pag. 66 di "GIORNALE DI CANTÙ" del 20 Jun 2026
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Percentuale popolazione 6-13 in carico a PLS PLS in pensione entro il 2029 109 17 96 186 15 8 1 2 5 13 59 16 30 7 1 2 * * * * * * 1.126 1.114 1.018 1.000 960 957 942 940 932 926 925 919 916 892 859 853 847 834 830 815 805 917 78,7% 71,8% 91,8% 90,2% 88,2% 91,5% 82,3% 65,7% 75,5% 76,6% 84,3% 77,1% 94% 91,6% 56,3% 61,8% 67,7% 82,5% 84,3% 89% 81,9% 82,9% 45 7 95 148 19 10 2 8 27 48 218 70 93 35 23 216 51 12 143 76 201 1.547 *non sono incluse le regioni con una media di assistiti/PLS inferiore a 850 Fonte: Elaborazione Gimbe su dati FIMP e SISAC -tit_org- Nel Nordovest mancano più di 300 pediatri di libera scelta -sec_org-
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Estratto da pag. 50 di "GIORNALE DI ERBA" del 20 Jun 2026
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r PLS Percentuale popolazione 6-13 in carico a PLS PLS in pensione entro il 2029 109 17 96 186 15 8 1 2 5 13 59 16 30 7 1 2 * * * * * * 1.126 1.114 1.018 1.000 960 957 942 940 932 926 925 919 916 892 859 853 847 834 830 815 805 917 78,7% 71,8% 91,8% 90,2% 88,2% 91,5% 82,3% 65,7% 75,5% 76,6% 84,3% 77,1% 94% 91,6% 56,3% 61,8% 67,7% 82,5% 84,3% 89% 81,9% 82,9% 45 7 95 148 19 10 2 8 27 48 218 70 93 35 23 216 51 12 143 76 201 1.547 *non sono incluse le regioni con una media di assistiti/PLS inferiore a 850 Fonte: Elaborazione Gimbe su dati FIMP e SISAC -tit_org- Nel Nordovest mancano più di 300 pediatri di libera scelta -sec_org-
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title§§ Intelligenza artificiale e salute, le donne frenano gli eccessi: "II medico resta insostituibile"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748605648.PDF
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Estratto da pag. 7 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 20 Jun 2026
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ Intelligenza artificiale e salute, le donne frenano gli eccessi: “Il medico resta insostituibile” L’ intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi, ricerca e gestione della salute, ma il rapporto umano resta fondamentale». Parole del presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, all’evento “Salute al femminile: la conoscenza che cura. Health Literacy e intelligenza artificiale per le pari opportunità”, tenutosi qualche settimana fa, con il patrocinio del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella vita quotidiana degli italiani, compresa la gestione della salute. Secondo l’indagine Censis “Gli italiani, l’IA e la salute: percezioni, comportamenti e differenze di genere”, il 63% della popolazione ha già utilizzato strumenti basati sull’IA e quasi un cittadino su quattro li impiega con regolarità. In ambito sanitario, il 35% degli italiani si rivolge all’intelligenza artificiale per chiarire dubbi, comprendere sintomi o ricevere informazioni sulle cure. Dalla ricerca emerge però una differenza significativa tra uomini e donne. Sono soprattutto queste ultime ad adottare un approccio più equilibrato e responsabile nei confronti delle nuove tecnologie. Il 92,3% delle donne ritiene che le informazioni ottenute tramite strumenti digitali debbano essere sempre verificate con il medico, considerato la principale fonte di riferimento per la salute. Una convinzione condivisa anche dall’88% degli uomini. Il 65,3% delle donne dichiara inoltre di non sentirsi pienamente a proprio agio nell’affi darsi esclusivamente all’intel ligenza artificiale, a causa del rischio di informazioni non corrette e della maggiore fiducia riposta nelle valutazioni umane. Ne emerge una visione equilibrata, nella quale la tecnologia rappresenta un supporto e non un sostituto del rapporto medico-paziente. L’intelligenza artificiale sta già producendo risultati importanti anche nella ricerca farmaceutica. Negli ultimi anni il numero delle molecole individuate grazie all’IA è aumentato del 300% e i tempi della fase preclinica si sono ridotti del 40%. In questo settore la presenza femminile raggiunge il 52% nelle attività di Ricerca e Sviluppo, confermando il contributo decisivo delle donne all’innovazione scientifica. «Dobbiamo accompagnare e governare questi fenomeni, offrendo soprattutto alle famiglie strumenti di controllo e di accompagnamento», ha sottolineato la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella. L’avanzata dell’IA rappresenta una straordinaria occasione per rendere più efficiente la medicina e accelerare la ricerca. Tuttavia, fiducia, empatia e rapporto umano continuano a essere elementi irrinunciabili della cura. E proprio l’ap proccio prudente e responsabile delle donne sembra indicare la strada per un utilizzo equilibrato dell’innovazione, senza perdere di vista il valore insostituibile della relazione tra medico e paziente. Una sfida che richiederà sempre più competenze, consapevolezza e capacità di coniugare progresso tecnologico e centralità della persona. Giovanni Ianni ---End text--- Author: Giovanni lanni Heading: Highlight: Image: -tit_org- Intelligenza artificiale e salute, le donne frenano gli eccessi: "II medico resta insostituibile" -sec_org-
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title§§ Il san raffaele all'avanguardia: una pet totale in otto minuti = Medicina nucleare e Ia: «pet» totale in 8 minuti
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748105647.PDF
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Estratto da pag. 16 di "GIORNALE" del 20 Jun 2026
Diana alfieri a pagina 16 Apre il nuovo reparto: tecnologie all'avanguardia Il ministro Schillaci: «Rafforziamo l'offerta sanitaria»
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ IL SAN RAFFAELE ALL’AVANGUARDIA: UNA PET TOTALE IN OTTO MINUTI Diana Alfieri a pagina 16 Medicina nucleare e Ia: «pet» totale in 8 minuti Apre il nuovo reparto: tecnologie all’avanguardia Il ministro Schillaci: «Rafforziamo l’offerta sanitaria» SALUTE Al San Raffaele di Cassino L’Irccs San Raffaele di Cassino inaugura la nuova unità operativa di Medicina nucleare, diretta da Roberta Danieli. Un investimento strategico che rafforza il ruolo dell’istituto di Cassino come polo di riferimento per la sanità del Centro-Sud e apre una nuova fase nello sviluppo della diagnostica avanzata, della medicina personalizzata e della presa in carico dei pazienti oncologici, neurologici e cardiologici. «L’apertura di questa nuova unità operativa - il commento del ministro della Salute Orazio Schillaci, presente alla cerimonia - rappresenta un investimento importante per la salute dei cittadini e per il rafforzamento dell’offerta sanitaria del territorio. L’innovazione tecnologica deve tradursi in benefici concreti per le persone, migliorando l’accesso alle cure e la qualità dell’assistenza». Presente alla cerimonia il presidente San Raffaele spa, Giampaolo Angelucci, il direttore generale della Asl di Frosinone, Arturo Cavaliere, il sindaco di Cassino, Enzo Salera e il management del Gruppo San Raffaele. «Un elemento particolarmente significativo - ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca - è la presenza di una Pet-Tc di ultima generazione, accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, che consentirà ai cittadini di accedere a prestazioni diagnostiche altamente innovative». La nuova unità, realizzata con il contributo della Fondazione Roma a cui è intitolata, nasce con una duplice vocazione clinica e scientifica: offrire ai pazienti esami più rapidi, meno invasivi e più accurati e, al contempo, sostenere la ricerca traslazionale e lo sviluppo di percorsi di medicina predittiva e personalizzata. «Da sempre - ha spiegato il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi - siamo impegnati a sostenere il progresso della sanità attraverso investimenti concreti in tecnologie innovative, mettendole al servizio dei cittadini e della qualità delle cure». Cuore tecnologico del reparto è la PET-TC digitale con Intelligenza Artificiale Omni Legend di General Electric. Si tratta di una delle tecnologie più avanzate: consente di ottenere immagini ad altissima definizione in tempi sensibilmente ridotti, con una scansione total body completabile in circa otto minuti. Grazie agli algoritmi di ricostruzione e al supporto dell’intelligenza artificiale, è possibile ridurre fino all’80% la dose di radiazioni e fino al 60% il quantitativo di radiofarmaco somministrato, migliorando al tempo stesso comfort, sicurezza e accuratezza diagnostica. «La diagnostica molecolare rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate della medicina moderna - ha sottolineato Danieli -. Le tecnologie a nostra disposizione consentono di individuare alterazioni metaboliche anche molto precoci, spesso non rilevabili con altre metodiche di imaging. La possibilità di identificare lesioni di dimensioni estremamente ridotte permette diagnosi più tempestive, percorsi terapeutici più mirati e un monitoraggio più accurato della risposta alle cure». ---End text--- Author: Diana Alfieri Heading: SALUTE Al San Raffaele di Cassino Highlight: Prevenzione più sicura e diagnosi rapide: la svolta dell’ospedale Image:L’UNITÀ OPERATIVA L’apertura dell’unità operativa di Medicina nucleare al San Raffaele di Cassino Presenti, accanto allo staff medico, anche il ministro della salute Orazio Schillaci, il presidente del San Raffaele Giampaolo Angelucci, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sindaco di Cassino e il direttore Asl di Frosinone -tit_org- Il san raffaele all'avanguardia: una pet totale in otto minuti Medicina nucleare e Ia: «pet» totale in 8 minuti -sec_org-
tp:writer§§ Diana Alfieri
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title§§ Sanità, in Veneto LIA entra anche nelle Casa di comunità e darà supporto al 116117 perle cure sanitarie nonurgenti
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001749205642.PDF
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Estratto da pag. 5 di "ITALIA OGGI" del 20 Jun 2026
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Sanità, in Veneto l’IA entra anche nelle Casa di comunità e darà supporto al 116117 per le cure sanitarie non urgenti Pronto, IA? Dica 33: l’Intelligenza artificiale (IA) si prepara a scendere in campo a supporto del 116117, il nuovo numero europeo per le cure mediche non urgenti e la valutazione (triage) della priorità sugli altri pazienti a servizio delle Case di comunità. È al telefono che, spiega La Tribuna di Treviso, che l’IA aiuterà gli operatori per guidare e supportare la classificazione delle chiamate. In particolare, risponderanno operatori “laici” che in precedenza hanno ricevuto una formazione specifica in ambito sanitario finalizzata anche a eseguire un triage. Il numero entrerà in servizio il 30 giugno con le Case di Comunità, al quale farà da supporto. Lo spiega l’accordo integrativo regionale sugli scopi del 116117: mettere a disposizione dei cittadini: «Un unico riferimento telefonico per tutte le attività territoriali a carattere sanitario, sociosanitario e di informativa di non urgenza, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e rappresenta il punto di contatto e integrazione col sistema territoriale delle cure primarie». Insomma, il 118 non va in pensione ma viene affiancato dal numero delle Case di comunità, le strutture per assistenza sanitaria e sociosanitaria non urgente. Una precisazione: nate nel 2026, le Case sono state pensate per essere a metà tra gli ambulatori dei medici e dei pediatri di famiglia e l’ospedale, questo per dare ai cittadini un’assistenza di base complementare a quella già ricevuta dal proprio medico e pediatra, e ridurre il ricorso improprio al Pronto soccorso. Inoltre nelle Case si potrà fare attività di prevenzione, cura e riabilitazione per cittadini fragili per malattia o condizione sociale oppure affetti da malattie croniche. L’Italia dovrà arrivare ad averne 1700 su tutto il territorio. Torniamo al numero unico attivato in Veneto. Spiega alla Tribuna Andrea Dini, segretario generale provinciale di Padova di Fimmg, che gli operatori disporranno di un dispositivo medico certificato che consente anche di offrire una priorità alla richiesta. Valutata la ragione della chiamata, essi rimanderanno l’interlocutore alla Casa di comunità di riferimento. Il nuovo numero è attivo tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24, e sarà gratuito. _____© Riproduzione riservata______ n ---End text--- Author: CORRADO SAPEGNO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, in Veneto LIA entra anche nelle Casa di comunità e darà supporto al 116117 perle cure sanitarie nonurgenti -sec_org-
tp:writer§§ CORRADO SAPEGNO
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title§§ Sono quasi 10 mila gli specializzandi assunti nella sanità dal 2018
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Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 20 Jun 2026
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ Sono quasi 10 mila gli specializzandi assunti nella sanità dal 2018 Un pieno di specializzandi contro la carenza di personale nella sanità. Dal 2018 al 2025, infatti, quasi un terzo dei nuovi medici approdati nel servizio sanitario nazionale (9.889) lo ha fatto grazie alle possibilità introdotte dal decreto Calabria, che permette l'assunzione degli specializzandi a partire dal terzo anno del percorso di specializzazione. È quanto emerge da un'analisi promossa dal sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed e Anaao Giovani. Lo studio, basato sui dati Onaosi, Almalaurea e del Conto annuale del tesoro, evidenzia come il decreto Calabria si sia progressivamente evoluto da misura emergenziale a strumento strutturale per il reclutamento del personale sanitario. Nel 2023 i medici entrati nel Ssn seguendo lo schema del dl hanno rappresentato il 32,9% delle assunzioni complessive, quota scesa al 30,9% nel 2024 e al 26,1% nel 2025. Una diminuzione percentuale che, sottolinea Anaao, va letta alla luce dell'aumento generale delle assunzioni e dell'accesso ai concorsi pubblici da parte di un numero crescente di specialisti formati grazie all'incremento delle borse di specializzazione finanziate negli anni precedenti. Secondo il sindacato, i numeri dimostrano che il decreto ha segnato un vero e proprio «punto di svolta» per il Ssn. «Nato inizialmente come misura eccezionale per il rilancio della sanità calabrese, ha favorito un ricambio generazionale ritenuto essenziale per il futuro del servizio sanitario nazionale». Restano però alcune criticità: «persistono significative differenze territoriali e aziendali nelle attività e nelle responsabilità affidate ai medici assunti con il decreto Calabria», si legge nella nota diffusa da Anaao. «In particolare, continua a emergere una scarsa integrazione tra sistema universitario e sistema ospedaliero, con ricadute sulla formazione e sull'impiego dei professionisti». Da qui le richieste del sindacato alla politica: superare le disomogeneità esistenti, definire in modo più chiaro e uniforme competenze e responsabilità, rafforzare il ruolo delle strutture ospedaliere nella rete formativa e valorizzare adeguatamente il tutoraggio svolto dai professionisti del Ssn. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sono quasi 10 mila gli specializzandi assunti nella sanità dal 2018 -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Malattie rare e nuove terapie «Il farmaco è rimborsabile ma non ancora in Toscana» Appello di medici e pazienti
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001747205654.PDF
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Estratto da pag. 18 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 20 Jun 2026
Disco verde dell'Agenzia Aifa alla gratuità del medicinale per l'ipoparatiroidismo Ma la Regione tarda a recepire le indicazioni nazionali. A Firenze il convegno con esperti e specialisti: «Accelerare i tempi, favorire l'accesso ai trattamenti»
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ Malattie rare e nuove terapie «Il farmaco è rimborsabile ma non ancora in Toscana» Appello di medici e pazienti Disco verde dell’Agenzia Aifa alla gratuità del medicinale per l’ipoparatiroidismo Ma la Regione tarda a recepire le indicazioni nazionali. A Firenze il convegno con esperti e specialisti: «Accelerare i tempi, favorire l’accesso ai trattamenti» FIRENZE A inizio aprile l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell’ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico. Un aiuto per questa malattia endocrina rara (si stima che in Italia ci siano circa 10.500 pazienti con forme croniche, con un’incidenza di circa 0,8-2,3 nuovi casi ogni 100mila persone all’anno), caratterizzata da bassi o inappropriati livelli di ormone paratiroideo circolante. Le Regioni si stanno progressivamente adeguando, ma la Toscana non lo ha ancora fatto: per questo pazienti e mondo scientifico chiedono di accelerare. Firenze ha ospitato una tappa di “Endopercorsi“, evento a cura di Motore Sanità organizzato per fare il punto e chiedere risposte urgenti. Nel corso del convegno, rappresentanti delle istituzioni sanitarie, decisori regionali, clinici, farmacisti e professionisti si sono confrontati sulle nuove frontiere terapeutiche nel diabete di tipo 1, nella TED e nell’ipoparatiroidismo. Si è parlato, in particolare di palopegteriparatide, profarmaco dell’ormone paratiroideo (PTH 1-34) sviluppato da Ascendis Pharma utilizzando la tecnologia TransCon: somministrato per via sottocutanea una volta al giorno, consente un rilascio sostenuto di PTH attivo, mantenendo livelli fisiologici dell’ormone nell’arco delle 24 ore. «In Toscana non c’è ancora questo farmaco – ha detto Marta Cecconi, presidente dell’Appi, Associazione per i pazienti con ipoparatiroidismo – e vogliamo assolutamente che arrivi. Come pazienti ci confrontiamo con persone che hanno le nostre stesse patologie e che, vivendo in altre regioni, lo hanno a disposizione. Vorrei chiedere ai politici: se fosse vostra figlia, mamma o sorella ad averne bisogno cosa fareste? Sareste disposti a prendere una stanza in un’altra regione per poter ricevere il farmaco dove è prescrivibile? Occorre pensare alla qualità della vita dei pazienti ma anche agli aspetti economici visto che alcuni pazienti necessitano di lunghi ricoveri ospedalieri». «Per noi il farmaco è fondamentale – ha spiegato Filomena Cetani, professoressa associata di endocrinologia del Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Università degli Studi di Pisa – perché abbiamo dei pazienti che hanno partecipato al trial clinico e si sono trovati benissimo: non avere accesso al farmaco rappresenta un problema perché non consente continuità terapeutica. Mi auguro che, nel più breve tempo possibile, si possa dare il farmaco ai pazienti già in trattamento e a tutti coloro che seguiamo». «L’ipoparatiroidismo è una malattia molto eterogenea per il trattamento – ha chiarito Luisella Cianferotti, professoressa associata di endocrinologia all’Università degli Studi di Firenze e dirigente medico presso la Sod delle malattie del metabolismo minerale osseo di Careggi e vicepresidente del corso di laurea di medicina e chirurgia all’Unifi –. Ci sono pazienti che con la terapia convenzionale stanno abbastanza bene, ma ce ne sono altri per i quali non è così. Aspettiamo dunque che la Regione Toscana ci garantisca la prescrivibilità a partire dai centri di terzo livello, ma anche dai centri territoriali delle Aree Vaste, dove ci sono specialisti che gestiscono la patologia. C’è un bisogno estremo di coinvolgimento del territorio e dei medici di medicina generale». «Prendiamo atto oggi di quanto sia importante accelerare i tempi, anche nella nostra regione, affinché questo farmaco sia a disposizione il prima possibile – le parole di Jacopo Cellai, consigliere regionale toscano di FdI–. Crediamo sia essenziale in questo senso accelerare i tempi, in modo che la Toscana possa rispondere alle necessità dei pazienti, dando il
via a farmaci già approvati dalle autorità nazionali». Giorgia Peruzzi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giorgia Peruzzi Heading: Highlight: RIFLETTORI Si tratta di una malattia endocrina rara: si stima che in Italia ci siano circa 10.500 persone con forme croniche L’ASSOCIAZIONE «Pensare alla qualità della vita dei pazienti ma anche agli aspetti economici: alcuni di loro necessitano di lunghi ricoveri» L’esperienza sul campo Il mondo della politica CONDIVISIONE SOSTEGNO Filomena Cetani Jacopo Cellai «Non avere accesso al farmaco rappresenta un problema perché non consente continuità terapeutica. Mi auguro che, nel più breve tempo, si possa dare il farmaco ai pazienti già in trattamento e a tutti coloro che seguiamo» «E’ importante accelerare i tempi affinché questo farmaco sia a disposizione il prima possibile. Crediamo sia essenziale che la Toscana possa rispondere alle necessità dei pazienti, dando il via a farmaci già approvati» Università di Pisa Consigliere regionale toscano di FdI Image:Gli investimenti in ricerca sostengono gli studi per arrivare a nuovi farmaci -tit_org- Malattie rare e nuove terapie «Il farmaco è rimborsabile ma non ancora in Toscana» Appello di medici e pazienti -sec_org-
tp:writer§§ Giorgia Peruzzi
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§---§
title§§ Intervista a Matteo Manca - "Noi senza medici, vieto a tutti di ammalarsi"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748205644.PDF
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Estratto da pag. 25 di "REPUBBLICA" del 20 Jun 2026
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ “Noi senza medici, vieto a tutti di ammalarsi” a imposto ai suoi concittadini l’autoguarigione. Non è uno sciamano, ma un sindaco, che con un’ordinanza ha anche vietato di aggravarsi, «stante l’impossibilità di acquisire indicazioni professionali continuative sul territorio comunale». Matteo Manca guida Norbello, comune da 1.100 abitanti attaccato ad altri due paesi, Abbasanta e la Ghilarza dove ha trascorso infanzia Antonio Gramsci. Siamo nell’interno della provincia di Oristano, dove i problemi della sanità territoriale si manifestano in tutta la loro drammaticità. Manca, un sindaco-lavoratore pendolare, si fa portavoce di un disagio comune a tanti piccoli centri, non solo sardi. A chi ha inviato la sua ordinanza? «A tutte le istituzioni, dalla H presidenza del Consiglio al ministero alla Salute, dalla Regione alla Asl. È provocatoria e simbolica e vuole evidenziare l’insanabile contraddizione tra il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, e l’effettiva assenza di servizi sanitari territoriali nel nostro comune». Non avete il medico di famiglia? «L’unico che c’era è andato in pensione nel 2022. Ci sono medici a Ghilarza ma sono pieni di pazienti e non possono assistere tutti i nostri abitanti. Alcuni hanno trovato altri dottori. Ad esempio, quello di mio padre è a Sedilo, cioè a 15 chilometri di distanza. Ma 300 concittadini sono senza medico». Chi li cura? «Chi può va a pagamento, altri vanno nell’Ascot di Ghilarza, un ambulatorio straordinario di continuità assistenziale della Asl, con dottori in pensione. E ci sono problemi anche per i bambini: a Ghilarza è andato via un pediatra e ne è rimasto uno solo». Cosa le dicono i cittadini? «Mi chiedono aiuto. Per una coppia di malati oncologici ho provato a contattare un medico di famiglia di un altro paese. Mi ha detto, quasi commosso, che non era proprio possibile, perché segue già duemila persone. Non è colpa della Asl se non si trovano i medici, non voglio fare polemiche. Mi hanno promesso che apriranno un Ascot anche da noi, per sei ore alla settimana». Quanto è difficile vivere in paesi come il suo? «Norbello è un paese gioiello, curato, con strutture sportive, attività per gli anziani. Si sta bene anche economicamente. Ma nessun medico vuole venire qui, anche se ho offerto alloggio e ambulatorio gratuito». Come si sbloccherà la situazione? «La salute è un diritto costituzionale, non è negoziabile, una soluzione va trovata e basta. Vogliamo i diritti che hanno tutti gli altri». Lei che lavoro fa? «Sono segretario generale del Comune di Montevarchi, in Toscana. Ho sempre lavorato in Sardegna, ma devo stare qui due anni per poter fare gli scatti di carriera. Raggiungo tutti i fine settimana mia moglie, il mio cagnolino, i miei genitori e i miei concittadini. E a molti di loro provo a trovare un medico». ---End text--- Author: MICHELE BOCCI Heading: Highlight: La provocazione di Matteo Manca, sindaco di Norbello in provincia di Oristano “Un’ordinanza per far capire alle istituzioni che la salute è un diritto costituzionale” Image: -tit_org- Intervista a Matteo Manca - “Noi senza medici, vieto a tutti di ammalarsi” -sec_org-
tp:writer§§ Michele Bocci
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title§§ Nuova unità operativa di medicina nucleare L'innovazione è la Pet-Tc digitale con I'AI = Medicina nucleare Inaugurata la nuova Unità operativa
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748705649.PDF
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Estratto da pag. 13 di "TEMPO" del 20 Jun 2026
Al centro del nuovo polo la Pet-Tc digitale con Intelligenza Artificiale Diagnosi più rapide e precise per oncologia, neurologia e cardiologia
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ IRCCS SAN RAFFAELE CASSINO Nuovaunità operativa dimedicina nucleare L’innovazione è la Pet-Tc digitale con I’AI IRCCS SAN RAFFAELE CASSINO Medicina nucleare Inaugurata la nuova Unità operativa Al centro del nuovo polo la Pet-Tc digitale con Intelligenza Artificiale Diagnosi più rapide e precise per oncologia, neurologia e cardiologia Bruni a pagina 13 ••• L’IRCCS San Raffaele di Cassino inaugura la nuova Unità Operativa di Medicina Nucleare, diretta dalla professoressa Roberta Danieli, alla presenza, tra gli altri, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del Presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi, del Direttore Generale della ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, del Sindaco di Cassino, Enzo Salera e del management del Gruppo San Raffaele. Un investimento strategico che rafforza il ruolo dell’Istituto di Cassino come polo di riferimento per la sanità d’eccellenza del Centro-Sud e apre una nuova fase nello sviluppo della diagnostica avanzata, della medicina personalizzata e della presa in carico dei pazienti oncologici, neurologici e cardiologici. «L’apertura di questa nuova Unità Operativa rappresenta un investimento importante per la salute dei cittadini e per il rafforzamento dell’offerta sanitaria del territorio», ha dichiarato il Ministro Schillaci. «L’innovazione tecnologica deve tradursi in benefici concreti per le persone, migliorando l’accesso alle cure e la qualità dell’assistenza. È anche con questo obiettivo che stiamo portando avanti gli investimenti del Pnrr per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero. Vogliamo una sanità sempre più moderna, efficiente ed equa, capace di garantire a tutti i cittadini percorsi di diagnosi e cura di elevata qualità, indipendentemente dal luogo in cui vivono». «Con l’attivazione della nuova Unità Operativa di Medicina Nucleare dell’IRCCS San Raffaele di Cassino si arricchisce ulteriormente l’offerta sanitaria del territorio», ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. «Un elemento particolarmente significativo è la presenza di una PET-TC di ultima generazione, accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, che consentirà ai cittadini di accedere a prestazioni diagnostiche altamente innovative all’interno del sistema pubblico. È un passo avanti importante, che rafforza la qualità delle cure, la capacità di risposta della sanità laziale e il ruolo del territorio nella rete regionale dell’assistenza». La nuova unità, realizzata con il contributo della Fondazione Roma a cui è intitolata, nasce con una duplice vocazione clinica e scientifica: offrire ai pazienti esami più rapidi, meno invasivi e più accurati e, al contempo, sostenere la ricerca traslazionale e lo sviluppo di percorsi di medicina predittiva e personalizzata. «Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di questa nuova Unità e all’installazione di una Pet-tc di ultima generazione”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi. «Si tratta di una dotazione tecnologica di altissimo livello che consente ai pazienti di accedere a una diagnostica all’avanguardia e rafforza il ruolo dell’IRCCS San Raffaele di Cassino come punto di riferimento per l’intero Centro-Sud». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ANGELA BRUNI Heading: Highlight: Image:Irccs San Raffaele L’editore de Il Tempo Giampaolo Angelucci accanto al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al ministro della Sanità Orazio Schillaci -tit_org- Nuova unità operativa di medicina nucleare L’innovazione è la Pet-Tc digitale con I’AI Medicina nucleare Inaugurata la nuova Unità operativa -sec_org-
tp:writer§§ ANGELA BRUNI
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title§§ L'ira di 270 medici: noi curiamo, non uccidiamo = «Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748505651.PDF
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Estratto da pag. 14 di "VERITÀ" del 20 Jun 2026
pubDate§§ 2026-06-20T04:02:00+00:00
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tp:ocr§§ LETTERA APERTA: «DALLA CONSULTA INVASIONE DI CAMPO, NO AL SUICIDIO ASSISITO» L’ira di 270 medici: noi curiamo, non uccidiamo «Noi guariamo i malati, non li ammazziamo» Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online» Pubblichiamo integralmente il testo della lettera inviata al nostro giornale e sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane dove si chiede di fermare qualsiasi decisione che possa sdoganare il suicidio medicalmente assistito. n Una lettera aperta, firmata da oltre 270 medici di tutta Italia, per chiedere lo stop alla corsa al «suicidio assistito». La missiva è stata inviata alla Verità: i professionisti ribadiscono che «condividiamo il principio secondo cui l’attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile». a pagina 14 n Caro direttore, le inviamo questa lettera aperta come contributo al dibattito attualmente in corso relativo alla pratica del suicidio assistito. Oltre a noi promotori, la lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di varie Regioni italiane, che autorizzano la pubblicazione del loro nominativo. Nel caso l’elenco completo non potesse essere pubblicato per ragioni di spazio nella versione cartacea, ne chiediamo la pubblicazione online. Siamo un gruppo di medici di varie specializzazioni; scriviamo in riferimento alle dichiarazioni dei medici del Veneto, nelle figure dei presidenti degli Ordini, in materia di fine vita e in particolare a riguardo della legge sul suicidio assistito in discussione nelle Aule parlamentari. Tali dichiarazioni, che fanno eco a quelle del presidente dell’Ordine dei medici di Parma del novembre u.s., ricordano a tutti la natura della professione medica, in un contesto di sostanziale silenzio (o accondiscendenza?) da parte della classe medica stessa. In particolare, condividiamo il principio secondo cui l’attività medica è ontologicamente in opposizione al suicidio: si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo. Pertanto, il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente non accettabile. Sosteniamo anche l’affermazione secondo cui una legge sul suicidio assistito non è, a oggi, necessaria in Italia. Qualunque testo di legge, anche il più garantista, introdurrebbe, nei fatti, il suicidio come diritto, secondo l’illusione che la soluzione dei problemi della vita possa essere la fine della vita stessa, aprendo a un piano inclinato che porta al suicidio persone malate di depressione o solo perché anziane, come già accade in altri Paesi dove queste leggi sono approvate da anni e da cui occorre imparare. Vogliamo, inoltre, sottolineare i seguenti aspetti: - La possibilità da parte del paziente di rifiutare le cure è già chiaramente garantita d a l l’attuale ordinamento; ogni persona, infatti, oggi ha il diritto di non acconsentire a terapie che ritiene eccessivamente gravose, pur proposte dal medico in «scienza e coscienza» e secondo criteri di appropriatezza clinica. Questo diritto si deve accompagnare alla certezza di non essere abbandonati, attraverso un adeguato accesso alle cure palliative che hanno lo scopo di prendersi in carico e accompagnare il paziente e la sua famiglia per tutto l’iter di malattia cronica non guaribile, fino alla fine. - Le successive sentenze della Consulta dal 2019 in poi hanno introdotto una sorta di diritto al suicidio assistito «gratuito». Infatti, tramite una assai discutibile se non indebita invasione di campo nei confronti del potere legislativo, mediante un’interpretazione di parte dei diritti costituzionali non solo si è arrivati a forzare il Parlamento a legiferare in materia di suicidio assistito, ma anche a deciderne le condizioni di attuazione: esiste forse un diritto a disporre d
ella propria vita obbligando la società a farsi carico di terminarla? Desideriamo, pertanto, richiamare le radici della professione medica, il cui obiettivo è il perseguire il bene dei pazienti in scienza e coscienza, con lo scopo di guarire quando possibile o di curare e accompagnare il malato inguaribile rispettando la sua dignità. Come diceva Cicely Saunders, fondatrice degli Hospice e contraria a forme di eutanasia: «Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino all’ultimo momento della vita. Faremo tutto ciò che è in nostro potere non solo per aiutarti a morire in pace, ma anche per farti vivere fino al momento della tua morte». Noi andiamo a lavorare tutti i giorni desiderando guardare i nostri malati in questo modo, in tutte le fasi della loro malattia. Da ultimo, desideriamo anche richiamare la società a ripensare il suo ruolo in questo delicato momento storico, perché è attraverso forme di carità e solidarietà civile che offrono una prossimità umana al bisogno del malato e della sua famiglia, che un popolo cresce e si educa alla speranza. Qualunque altro cittadino che, condividendo i contenuti della lettera, volesse esprimere il proprio sostegno, può farlo gratuitamente all ’ i n d i r i z z o : w w w.c h a nge.org/suicidiononcura. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Una norma rischia di aprire la strada alla morte di depressi o anziani Attraverso carità e solidarietà si educa alla speranza e si è vicini agli infermi Inquadra il Qr code per leggere tutti i nomi dei firmatari della lettera Image: -tit_org- L'ira di 270 medici: noi curiamo, non uccidiamo «Noi guariamo i malati, non li ammazziamo» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/20/2026062001748505651.PDF
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