title§§ Fondazione GIMBE. Farmaci e dispositivi: l'Italia in ritardo sulla digitalizzazione della tracciabilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803224208102.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 18 Jun 2026

AgenPress. A oltre un anno dall’entrata in vigore in Italia del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci, il percorso di digitalizzazione e

pubDate§§ 2026-06-18T08:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803224208102.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803224208102.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2026/06/18/fondazione-gimbe-farmaci-e-dispositivi-litalia-in-ritardo-sulla-digitalizzazione-della-tracciabilita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803224208102.PDF tp:ocr§§ Maturità 2026, al via gli esami: oltre 527 mila studenti alle prese con il tema di italianoFirmato tra Stati Uniti e Iran un memorandum d’intesa “segreto e vago”Attacchi israeliani hanno ucciso quattro persone nel sud del Libano. Trump: “Netanyahu deve essere più responsabile nei confronti del Libano”L’FBI ha sventato un presunto complotto per attaccare la Casa Bianca durante l’evento di UFCVance avverte che Trump riprenderebbe i bombardamenti sull’Iran se il regime violasse gli obblighi dell’accordoEcco il testo dell’accordo tra Stati Uniti ed Iran in 14 puntiGhalibaf: “La firma dell’accordo è una vittoria per l’Iran. E’ la prova del fallimento dell’America” “Trump e il presidente iraniano firmano digitalmente un memorandum d’intesa con le disposizioni per porre fine alla guerraE’ morto Carlo Ginzburg, tra i più autorevoli storici italiani contemporanei, aveva 87 anniChuck Schumer: “Cosa abbiamo effettivamente guadagnato dalla guerra di Trump?”Vertice dei Leader del G7 2026. Meloni partecipa alla seconda giornata di lavoro Vertice dei Leader del G7 2026 [fotogallery]Vertice G7 2026, incontro del Presidente Meloni con il Presidente degli Emirati Arabi UnitiG7. Germania, polemiche per il regalo di Merz a Trump: la maglia numero 47 divide l’opinione pubblicaG7. Emmanuel Macron accoglie Giorgia Meloni con la canzone Felicità di Albano e Romina [video]AgenPress. A oltre un anno dall’entrata in vigore in Italia del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci, il percorso di digitalizzazione e standardizzazione della catena di approvvigionamento (supply chain) sanitaria procede ancora a rilento. È quanto emerge dal Report dell’Osservatorio GIMBE “La standardizzazione e la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento nelle strutture sanitarie”, realizzato con il supporto di GS1 Italy.Il Report documenta come la trasformazione digitale dei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali rappresenti oggi una leva strategica per garantire sicurezza delle cure, tracciabilità dei prodotti sanitari, riduzione degli sprechi e sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Uno dei nodi centrali riguarda l’attuazione della Direttiva europea sull’anticontraffazione dei farmaci (Falsified Medicines Directive – FMD, Direttiva 2011/62/EU) che ha introdotto un sistema europeo di prevenzione della contraffazione dei medicinali, imponendo specifiche misure di sicurezza volte a contrastare l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura. Inoltre, il Regolamento delegato (UE) 2016/161, entrato in vigore il 9 febbraio 2019 per tutti i Paesi dell’Unione Europea ad esclusione di Belgio, Grecia e Italia, ha definito le modalità operative del sistema, introducendo l’obbligo di apporre sull’imballaggio dei medicinali due caratteristiche di sicurezza (safety features), costituite da un identificativo univoco (Unique Identifier – UI) e da un sistema di prevenzione delle manomissioni (Anti-Tampering Device – ATD) che consentano l’identificazione e l’autenticazione dei medicinali lungo tutta la filiera distributiva. La direttiva è operativa in Italia dall’8 febbraio 2025 con l’approvazione del D.Lgs. 10/2025 che, tuttavia, prevede un periodo transitorio di stabilizzazione di 24 mesi destinato a concludersi il 9 febbraio 2027. Dei 9 principali provvedimenti attuativi previsti dal D.Lgs. 10/2025, 5 risultano adottati, mentre 4 sono ancora mancanti, nonostante termini di emanazione compresi tra 30 e 90 giorni. Tra quelli non ancora adottati figurano gli atti relativi all’adeguamento della banca dati centrale dei medicinali, alle specifiche tecniche dei sistemi di registrazione dell’identificativo univoco e alle modalità di interazione tra archivi nazionali e operatori autorizzati.«Il ritardo nell’adozione dei provvedimenti attuativi – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – rischia di rallentare l’int ero processo di transizione verso il nuovo sistema europeo di serializzazione dei farmaci. La digitalizzazione della supply chain sanitaria non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma una misura essenziale di sicurezza pubblica».Il nuovo sistema prevede che ogni confezione di farmaco sia identificata tramite un codice GS1 DataMatrix contenente cinque informazioni fondamentali: codice prodotto, numero seriale, lotto di produzione, data di scadenza e codice dell’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). Ogni confezione sarà inoltre dotata di dispositivi anti-manomissione per impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella filiera legale.Va sottolineato come l’Italia parta da una posizione avanzata grazie allo storico sistema del bollino farmaceutico, che ha consentito al nostro Paese di ottenere una deroga europea di sei anni rispetto all’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/161. Tuttavia, la piena interoperabilità dei sistemi informativi sanitari resta ancora incompleta. «Ospedali e servizi farmaceutici territoriali – dichiara Marco Mosti, Direttore Generale della Fondazione GIMBE – dovranno gestire milioni di confezioni serializzate attraverso sistemi informatici integrati e interoperabili. Senza investimenti adeguati in digitalizzazione, infrastrutture e formazione del personale, il rischio è quello di generare nuove inefficienze operative».I servizi farmaceutici rappresentano il presidio dell’intero ciclo logistico dei prodotti sanitari: approvvigionamento, ricezione, controllo, stoccaggio, distribuzione ai reparti, gestione dei richiami e delle non conformità. In questo contesto, la farmacia ospedaliera evolve sempre più verso un ruolo di governance clinico-gestionale e controllo della qualità.Sul fronte dei dispositivi medici, il sistema UDI (Unique Device Identification) – introdotto dai regolamenti europei 2017/745 e 2017/746 – rafforza la tracciabilità dei dispositivi attraverso l’identificazione univoca lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. In Italia gli obblighi di registrazione e conservazione elettronica dei dati sono stati estesi ai dispositivi ad alto rischio (classe III) tra cui i pacemaker, alcuni dispositivi impiantabili (classe IIb) come le protesi articolari e ai dispositivi diagnostici in vitro (classe D) quali test per HIV, epatite B/C, ebola con l’obiettivo di migliorare sicurezza, rintracciabilità e gestione di eventuali richiami o segnalazioni di non conformità.Indagine GIMBE: digitalizzazione ancora molto eterogenea nei Dipartimenti Farmaceutici. Emergono forti differenze nei livelli di digitalizzazione delle strutture sanitarie italiane. L’indagine della Fondazione GIMBE, a cui hanno partecipato 79 Dipartimenti Farmaceutici distribuiti in 17 Regioni italiane (con l’eccezione di Calabria, Molise e Valle d’Aosta), documenta che il 29,1% delle strutture non utilizza sistemi di lettura dei codici a barre per garantire la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici, mentre quasi 3 strutture su 4 (74,7%) non dispongono di magazzini automatizzati o robotizzati. Inoltre, solo il 5,1% delle strutture dichiara una integrazione completa e automatizzata tra gestionale di magazzino e cartella clinica elettronica, mentre il 41,8% non dispone di alcuna integrazione. Tra le principali criticità segnalate nei processi di distribuzione emergono l’assenza di automazione (59,5%), errori nella tracciabilità e nella gestione delle scorte (41,8%) e problemi di comunicazione tra la farmacia e le unità operative cliniche (25,3%). «I dati dell’indagine – commenta Mosti – dimostrano che la trasformazione digitale della supply chain sanitaria procede ancora a velocità molto diverse tra le strutture sanitarie. Accanto a realtà avanzate persistono processi fortemente manuali e frammentati che rischiano di rallentare l’attuazione dei nuovi sistemi europei di tracciabilità».«Il report presentato oggi evidenzia la necessità di accelerare la digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e l’adozione di standard interoperabili per colmare il ritardo dell’Italia nel contrasto alla contraffazione dei farmaci» commenta Bruno Aceto, CEO di GS1 Italy. «In questo percorso, gli standard GS1 consentono di trasformare gli obblighi normativi in un’opportunità di innovazione ed efficienza. Come GS1 Italy siamo pronti ad affiancare istituzioni e aziende nell’implementazione degli standard già adottati a livello globale per migliorare la sicurezza dei pazienti e l’efficienza del settore sanitario».«La standardizzazione dei processi logistici – conclude Cartabellotta – rappresenta una delle grandi sfide organizzative del SSN. Tracciabilità digitale, automazione e interoperabilità dei dati non servono solo a contrastare la contraffazione, ma anche a migliorare sicurezza delle cure, appropriatezza e sostenibilità del SSN».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803224208102.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE: “SOSPENDERE L’ITER PER AUTONOMIA DIFFERENZIATA IN SANITÀ” – Agipress – Agenzia di stampa nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803199107851.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agipress.it" del 18 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-18T07:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803199107851.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803199107851.PDF', 'title': 'agipress.it'} tp:url§§ https://www.agipress.it/fondazione-gimbe-sospendere-liter-per-autonomia-differenziata-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803199107851.PDF tp:ocr§§ AGIPRESS – ROMA – Le quattro Regioni che hanno sottoscritto gli schemi di intesa preliminare – Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – per ottenere ulteriori autonomie in materia di tutela della salute presentano profonde differenze nelle performance sanitarie, nell’accesso alle cure e nella capacità di attrarre pazienti. E le maggiori competenze richieste dalle Regioni rischiano di aumentare diseguaglianze di accesso e privatizzazione. È quanto emerge dall’audizione odierna della Fondazione GIMBE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l’autonomia differenziata, anche alla luce delle evidenze illustrate ieri alla Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket.La Fondazione GIMBE ha ricordato che la Corte Costituzionale, con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025, ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. «Desta forti perplessità – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse».LEA: differenze marcate tra le quattro Regioni. Nel Nuovo Sistema di Garanzia 2023 (ultimo anno disponibile) la Liguria non raggiungeva la soglia minima prevista in una delle tre macro-aree di valutazione, risultando pertanto inadempiente. Il Veneto ha invece raggiunto il punteggio complessivo più elevato (288 punti), seguito da Piemonte (270) e Lombardia (257), mentre la Liguria si fermava a 219 punti. Nella recente audizione sull’attuazione dei LEA, la Fondazione GIMBE ha inoltre evidenziato come l’attuale sistema di monitoraggio nazionale presenti limiti rilevanti nel cogliere le effettive diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e si sia progressivamente trasformato in uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni. «Le quattro Regioni che chiedono le stesse ulteriori competenze in sanità – commenta Cartabellotta – partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui LEA, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro. È quindi difficile comprendere come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Mobilità sanitaria: Lombardia e Veneto attraggono pazienti, Piemonte e Liguria perdono risorse. Nel 2023 la Lombardia ha registrato un saldo positivo della mobilità sanitaria di € 645,8 milioni, il Veneto di € 212,1 milioni. Piemonte e Liguria mostrano invece saldi negativi rispettivamente per € 20,7 milioni e € 74,4 milioni. In termini pro-capite il saldo è pari a € 65 per la Lombardia e € 44 per il Veneto, mentre scende a -€ 5 per il Piemonte e a -€ 49 per la Liguria. «La mobilità sanitaria – evidenzia Cartabellotta – è uno dei più chiari indicatori delle diseguaglianze regionali. Se due Regioni presentano saldi attivi e, viceversa, due registrano saldi negativi, è difficile sostenere che abbiano le stesse esigenze organizzative e assistenziali. Per questo lascia perplessi che le richieste di autonomia in sanità siano pressoché sovrapponibili».Rinuncia alle prestazioni sanitarie: Lombardia e Liguria oltre il 10%. Secondo l’indagine ISTAT 2024, ha rinunciato a prestazioni sanitarie il 10,3% della popolazione lombarda, il 10,1% di quella ligure, il 9,2% di quella piemontese e il 7,9% di quella veneta. «La rinuncia alle prestazioni sanitarie – osserva Cartabellotta – è la cartina al tornasole delle difficoltà di accesso alle cure. Se milioni di cittadini già oggi rinunciano a visite ed esami, significa che i diritti garantiti sulla carta non sono sempre esigibili nella realtà. Prima di attribuire nuove competenze alle Regioni occorre garantire livelli essenziali realmente esigibili e monitorare l’equità di accesso ai servizi, altrimenti il rischio è spingere sempre più cittadini verso il settore privato».Personale sanitario: carenze e forti differenze regionali. Persistono rilevanti differenze nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia. Particolarmente marcata la variabilità nella dotazione di infermieri dipendenti, che passa da 6,86 ogni 1.000 abitanti in Liguria a 3,80 in Lombardia. «In assenza di LEP sanitari definiti e finanziati – commenta Cartabellotta – ulteriori margini di autonomia sul personale rischiano di accentuare la competizione tra Regioni e di ampliare le difficoltà di accesso al servizio pubblico».Maggiori autonomie e rischio di ampliare i divari. Le competenze richieste dalle Regioni – tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, maggiori margini per assunzioni di personale e prestazioni aggiuntive e riallocazione di risorse nazionali vincolate – potrebbero produrre effetti rilevanti sull’equità e sull’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tariffe di rimborso e remunerazione superiori a quelle nazionali potrebbero aumentare la capacità delle Regioni più forti di attrarre erogatori, professionisti e pazienti, alimentando fenomeni di competizione tariffaria e/o incentivando la concentrazione sulle prestazioni più remunerative e spostandole verso il privato convenzionato. La gestione autonoma di risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie rischia di indebolire la funzione perequativa della programmazione nazionale, orientando gli investimenti verso interventi a maggiore consenso politico piuttosto che verso priorità strategiche quali assistenza territoriale, domiciliarità, salute mentale, prevenzione e interoperabilità digitale. Anche l’istituzione di fondi sanitari integrativi regionali potrebbe favorire una progressiva segmentazione dell’accesso alle cure, offrendo coperture che incidono su tempi, modalità e condizioni di accesso alle prestazioni e aumentando le diseguaglianze tra chi può beneficiare di tali strumenti e chi ne resta escluso. Analogamente, maggiori margini di spesa per personale e prestazioni aggiuntive potrebbero ridurre i tempi di attesa nelle Regioni più forti senza aumentare la capacità produttiva di quelle più fragili, amplificando le diseguaglianze e alimentando ulteriormente la mobilità sanitaria, con possibili effetti boomerang anche per le Regioni più attrattive. Infine, la possibilità di riallocare risorse nazionali vincolate verso finalità diverse da quelle originarie rischia di compromettere obiettivi strategici in settori dove i risultati richiedono investimenti continuativi e di lungo periodo: prevenzione, screening, liste di attesa, assistenza territoriale e non autosufficienza.«La criticità – continua Cartabellotta – non è l’autonomia amministrativa sé, ma il contesto in cui si vorrebbe applicarla. Trasferire ulteriori competenze sanitarie a Regioni che già oggi partono da condizioni molto diverse significa intervenire su un SSN segnato da sottofinanziamento, persistenti difficoltà nel garantire i LEA e crescente ricorso alla spesa privata. In questo scenario, le stesse competenze richieste possono produrre effetti molto diversi a seconda della capacità organizzativa, amministrativa e finanziaria delle singole Regioni: senza adeguati meccanismi di garanzia e perequazione il rischio è che l’autonomia differenziata rafforzi ulteriormente chi è già più forte e renda ancora più difficile colmare i divari esistenti».«La garanzia formale dei LEA – conclude Cartabellotta – non basta se milioni di cittadini continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Prima di trasferire ulteriori competenze alle Regioni è indispensabile definire e finanziare i LEP sanitari, misurare gli effetti delle autonomie su accesso ed equità e istituire un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio. Del resto, la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria funzione per funzione e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale. In assenza di queste condizioni, il rischio non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell’accesso alle cure, ma anche di legittimarle. Per questo la Fondazione GIMBE ha chiesto di sospendere l’iter o di subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei LEP sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803199107851.PDF §---§ title§§ Tracciatura europea, Gimbe: Italia in forte ritardo su anticontraffazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803181207708.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "fpress.it" del 18 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-18T06:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803181207708.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803181207708.PDF', 'title': 'fpress.it'} tp:url§§ https://www.fpress.it/attualita/tracciatura-europea-gimbe-italia-in-forte-ritardo-su-anticontraffazione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803181207708.PDF tp:ocr§§ Dopo oltre un anno dall’avvio in Italia del nuovo sistema europeo di anticontraffazione dei medicinali, il codietto datamatrix, il percorso di adeguamento normativo e tecnologico procede ancora a rilento. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, che in un report dedicato alla digitalizzazione dei processi di approvvigionamento nelle strutture sanitarie evidenzia come il nostro Paese non abbia ancora adottato quattro dei nove provvedimenti attuativi previsti dal decreto legislativo che ha recepito la normativa europea sulla serializzazione dei farmaci.Il tema riguarda da vicino anche le farmacie territoriali, chiamate nei prossimi mesi a operare all’interno di una filiera sempre più basata sulla tracciabilità digitale delle confezioni. La Direttiva europea sui medicinali falsificati (Falsified Medicines Directive) e il successivo regolamento attuativo hanno infatti introdotto un sistema che consente di identificare e autenticare ogni confezione lungo l’intera catena distributiva attraverso un identificativo univoco e dispositivi antimanomissione. In Italia il sistema è operativo dall’8 febbraio 2025 grazie al decreto legislativo 10/2025, che ha previsto però un periodo transitorio di 24 mesi destinato a concludersi il 9 febbraio 2027.Secondo l’analisi di Gimbe, dei nove principali provvedimenti attuativi richiesti dalla normativa ne risultano adottati soltanto cinque. Mancano ancora, tra gli altri, le disposizioni relative all’adeguamento della banca dati centrale dei medicinali, alle specifiche tecniche per i sistemi di registrazione dell’identificativo univoco e alle modalità di interazione tra l’archivio nazionale e gli operatori autorizzati alla dispensazione. Si tratta di atti che, osserva la Fondazione, avrebbero dovuto essere emanati entro termini compresi tra 30 e 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto.«Il ritardo nell’adozione dei provvedimenti attuativi» avverte il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, «rischia di rallentare l’intero processo di transizione verso il nuovo sistema europeo di serializzazione dei farmaci». Per Gimbe la digitalizzazione della supply chain sanitaria rappresenta infatti una misura di sicurezza pubblica prima ancora che un semplice aggiornamento tecnologico.Il nuovo modello prevede che ogni confezione sia identificata mediante un codice GS1 DataMatrix contenente cinque informazioni essenziali: codice prodotto, numero seriale, lotto, data di scadenza e codice dell’autorizzazione all’immissione in commercio. A ciò si aggiungono sistemi antimanomissione destinati a impedire l’ingresso di medicinali contraffatti nella filiera legale. L’Italia parte da una posizione favorevole grazie allo storico sistema del bollino farmaceutico, che le aveva consentito di ottenere una deroga di sei anni rispetto all’entrata in vigore del regolamento europeo. Tuttavia, osserva Gimbe, la piena interoperabilità dei sistemi informativi resta ancora lontana.A confermarlo è la survey condotta dalla Fondazione su 79 dipartimenti farmaceutici distribuiti in 17 regioni. L’indagine mostra che il 29,1% delle strutture non utilizza sistemi di lettura dei codici a barre per la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici e che quasi tre dipartimenti su quattro (74,7%) non dispongono di magazzini automatizzati o robotizzati. Ancora più limitata l’integrazione informatica: soltanto il 5,1% dichiara una connessione completa e automatizzata tra gestionale di magazzino e cartella clinica elettronica, mentre il 41,8% non dispone di alcuna integrazione. Tra le principali criticità segnalate figurano l’assenza di automazione nei processi distributivi (59,5%), gli errori nella tracciabilità e nella gestione delle scorte (41,8%) e le difficoltà di comunicazione tra farmacia e unità operative cliniche (25,3%).Per Marco Mosti, direttore generale della Fondazione Gimbe, ospedali e servizi farmaceutici territoriali saranno presto chiamati a gestire milioni di confezioni serializzate attraverso sistemi informatici integrati e interoperabili . Senza investimenti adeguati in infrastrutture digitali e formazione del personale, avverte, il rischio è quello di creare nuove inefficienze operative anziché semplificare i processi.Il report conclude che tracciabilità digitale, automazione e interoperabilità non sono soltanto strumenti per contrastare la contraffazione dei medicinali, ma rappresentano anche un passaggio essenziale per migliorare sicurezza delle cure, appropriatezza prescrittiva e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803181207708.PDF §---§ title§§ Parto d'emergenza in Canavese, la bambina nasce in salotto: decisiva l'assistenza telefonica del 118 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802927008202.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 18 Jun 2026

La chiamata d''emergenza alle 3.30 del mattino, poi la corsa contro il tempo. L''infermiere della centrale operativa accompagna i genitori fino alla nascita della...

pubDate§§ 2026-06-18T09:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802927008202.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802927008202.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/711299/parto-d-emergenza-in-canavese-la-bambina-nasce-in-salotto-decisiva-l-assistenza-telefonica-del-118.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802927008202.PDF tp:ocr§§ Una telefonata nel cuore della notte, la voce emozionata e preoccupata di un marito, le contrazioni che si fanno sempre più ravvicinate e una bambina che ha fretta di venire al mondo. A Favria, nella notte tra martedì e mercoledì, una nascita inattesa ha trasformato un'emergenza sanitaria in una storia a lieto fine, grazie alla prontezza dei genitori e all'assistenza fornita dalla Centrale Operativa del 118 di Torino, gestita da Azienda Zero.Erano circa le 3.30 del mattino quando al numero di emergenza è arrivata la richiesta di aiuto. Dall'altra parte del telefono c'era il marito della donna, che spiegava agli operatori come la moglie fosse ormai in pieno travaglio e che il parto sembrasse imminente. La situazione è apparsa subito chiara: il tempo a disposizione era pochissimo.La Centrale Operativa ha immediatamente inviato un'ambulanza verso l'abitazione della famiglia canavesana. Nel frattempo, però, gli operatori non si sono limitati ad attendere l'arrivo dei soccorsi. Un infermiere del nucleo di valutazione è rimasto costantemente in collegamento telefonico con i futuri genitori, fornendo istruzioni precise, rassicurazioni e indicazioni operative per affrontare ogni fase del travaglio.Minuto dopo minuto, la nascita è stata seguita a distanza dalla centrale del 118. Una situazione delicata che richiede sangue freddo, competenza e una grande capacità di comunicazione. Il personale sanitario ha accompagnato la coppia fino al momento più importante, quello dell'arrivo della bambina.L'ambulanza ha raggiunto Favria in appena 16 minuti, ma quando i soccorritori sono entrati nell'abitazione la piccola era già nata da qualche istante. Un parto naturale avvenuto tra le mura domestiche, assistito a distanza dagli operatori del 118 e vissuto con emozione dai genitori.Per la donna si trattava della seconda gravidanza, un elemento che probabilmente ha contribuito alla rapidità del travaglio e alla velocità con cui il parto si è concluso. Nonostante l'imprevedibilità della situazione, tutto si è svolto senza complicazioni. Dopo le prime verifiche effettuate sul posto, mamma e neonata sono state trasportate all'ospedale di Ciriè per gli accertamenti clinici di routine. Le loro condizioni sono risultate buone e non sono emerse particolari criticità.La vicenda mette ancora una volta in evidenza il ruolo fondamentale svolto dalle centrali operative dell'emergenza sanitaria. Dietro ogni chiamata al 118 non ci sono soltanto mezzi di soccorso che si mettono in movimento, ma professionisti in grado di intervenire immediatamente anche a distanza, guidando cittadini spesso impreparati ad affrontare situazioni straordinarie.Nel caso di Favria, la tempestività dell'intervento e il supporto telefonico si sono rivelati decisivi. Mentre l'ambulanza percorreva le strade del Canavese, la nascita della bambina veniva accompagnata dalla voce calma e competente di chi, dall'altra parte del telefono, sapeva esattamente cosa fare.Per la famiglia protagonista di questa notte speciale sarà un racconto da custodire per sempre. Una storia iniziata con la paura di non arrivare in tempo in ospedale e conclusa con il primo pianto di una bambina nata nella propria casa, accolta dall'amore dei genitori e dall'assistenza invisibile ma preziosa del sistema di emergenza sanitaria. Ebola, strage di bambini in Congo: 19 morti in un mese Save the Children lancia l’allarme: 52 minori contagiati, i bambini sotto i 14 anni hanno oltre il doppio del rischio di morire Assolti i genitori e la nonna del piccolo Michele, il neonato ucciso dal pitbull di famiglia nel 2024 La tragedia si era consumata il 17 giugno 2024 a Palazzolo Vercellese. Il bambino era tra le braccia della nonna quando venne assalito dall'animale Pediatri introvabili, il paradosso italiano: meno bambini ma sempre meno medici per curarli L’allarme della Fondazione Gimbe: mancano almeno 497 pediatri di famiglia e quasi l’80% delle c arenze si concentra tra Lombardia, Piemonte e Veneto. Entro il 2029 andranno in pensione oltre 1.500 professionisti. Cartabellotta: “In molte zone trovare un pediatra è ormai impossibile” tp:writer§§ Virginia Serpe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802927008202.PDF §---§ title§§ L’Italia in ritardo sulla digitalizzazione della tracciabilità di farmaci e dispositivi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802968208614.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 18 Jun 2026

Ancora non adottati 4 dei 9 provvedimenti attuativi previsti per il nuovo sistema europeo di anticontraffazione dei medicinali: 3 dipartimenti farmaceutici su 4 senza magazzini automatizzati.

pubDate§§ 2026-06-18T11:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802968208614.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802968208614.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/litalia-in-ritardo-sulla-digitalizzazione-della-tracciabilita-di-farmaci-e-dispositivi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802968208614.PDF tp:ocr§§ Milano A oltre un anno dall’entrata in vigore in Italia del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci, il percorso di digitalizzazione e standardizzazione della catena di approvvigionamento (supply chain) sanitaria procede ancora a rilento. È quanto emerge dal Report dell’Osservatorio GIMBE “La standardizzazione e la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento nelle strutture sanitarie”, realizzato con il supporto di GS1 Italy.Il Report documenta come la trasformazione digitale dei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali rappresenti oggi una leva strategica per garantire sicurezza delle cure, tracciabilità dei prodotti sanitari, riduzione degli sprechi e sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Uno dei nodi centrali riguarda l’attuazione della Direttiva europea sull’anticontraffazione dei farmaci (Falsified Medicines Directive – FMD, Direttiva 2011/62/EU) che ha introdotto un sistema europeo di prevenzione della contraffazione dei medicinali, imponendo specifiche misure di sicurezza volte a contrastare l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura. Inoltre, il Regolamento delegato (UE) 2016/161, entrato in vigore il 9 febbraio 2019 per tutti i Paesi dell’Unione Europea ad esclusione di Belgio, Grecia e Italia, ha definito le modalità operative del sistema, introducendo l’obbligo di apporre sull’imballaggio dei medicinali due caratteristiche di sicurezza (safety features), costituite da un identificativo univoco (Unique Identifier – UI) e da un sistema di prevenzione delle manomissioni (Anti-Tampering Device – ATD) che consentano l’identificazione e l’autenticazione dei medicinali lungo tutta la filiera distributiva. La direttiva è operativa in Italia dall’8 febbraio 2025 con l’approvazione del D.Lgs. 10/2025 che, tuttavia, prevede un periodo transitorio di stabilizzazione di 24 mesi destinato a concludersi il 9 febbraio 2027 (figura 1). Dei 9 principali provvedimenti attuativi previsti dal D.Lgs. 10/2025, 5 risultano adottati, mentre 4 sono ancora mancanti, nonostante termini di emanazione compresi tra 30 e 90 giorni (tabella 1). Tra quelli non ancora adottati figurano gli atti relativi all’adeguamento della banca dati centrale dei medicinali, alle specifiche tecniche dei sistemi di registrazione dell’identificativo univoco e alle modalità di interazione tra archivi nazionali e operatori autorizzati.«Il ritardo nell’adozione dei provvedimenti attuativi – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – rischia di rallentare l’intero processo di transizione verso il nuovo sistema europeo di serializzazione dei farmaci. La digitalizzazione della supply chain sanitaria non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma una misura essenziale di sicurezza pubblica».Il nuovo sistema prevede che ogni confezione di farmaco sia identificata tramite un codice GS1 DataMatrix contenente cinque informazioni fondamentali: codice prodotto, numero seriale, lotto di produzione, data di scadenza e codice dell’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). Ogni confezione sarà inoltre dotata di dispositivi anti-manomissione per impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella filiera legale.Va sottolineato come l’Italia parta da una posizione avanzata grazie allo storico sistema del bollino farmaceutico, che ha consentito al nostro Paese di ottenere una deroga europea di sei anni rispetto all’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/161. Tuttavia, la piena interoperabilità dei sistemi informativi sanitari resta ancora incompleta. «Ospedali e servizi farmaceutici territoriali – dichiara Marco Mosti, Direttore Generale della Fondazione GIMBE – dovranno gestire milioni di confezioni serializzate attraverso sistemi informatici integrati e interoperabili. Senza investimenti adeguati in digitalizzazione, infrastrutture e formazione del personale, il rischio è quello di generare nuove inefficienze operative».I servizi farmaceutici rappresentano il presidio dell’intero ciclo logistico dei prodotti sanitari: approvvigionamento, ricezione, controllo, stocca ggio, distribuzione ai reparti, gestione dei richiami e delle non conformità. In questo contesto, la farmacia ospedaliera evolve sempre più verso un ruolo di governance clinico-gestionale e controllo della qualità.Sul fronte dei dispositivi medici, il sistema UDI (Unique Device Identification) – introdotto dai regolamenti europei 2017/745 e 2017/746 – rafforza la tracciabilità dei dispositivi attraverso l’identificazione univoca lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. In Italia gli obblighi di registrazione e conservazione elettronica dei dati sono stati estesi ai dispositivi ad alto rischio (classe III) tra cui i pacemaker, alcuni dispositivi impiantabili (classe IIb) come le protesi articolari e ai dispositivi diagnostici in vitro (classe D) quali test per HIV, epatite B/C, ebola con l’obiettivo di migliorare sicurezza, rintracciabilità e gestione di eventuali richiami o segnalazioni di non conformità.Indagine GIMBE: digitalizzazione ancora molto eterogenea nei Dipartimenti Farmaceutici. Emergono forti differenze nei livelli di digitalizzazione delle strutture sanitarie italiane. L’indagine della Fondazione GIMBE, a cui hanno partecipato 79 Dipartimenti Farmaceutici (tabella 2) distribuiti in 17 Regioni italiane (con l’eccezione di Calabria, Molise e Valle d’Aosta), documenta che il 29,1% delle strutture non utilizza sistemi di lettura dei codici a barre per garantire la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici (figura 2), mentre quasi 3 strutture su 4 (74,7%) non dispongono di magazzini automatizzati o robotizzati (figura 3). Inoltre, solo il 5,1% delle strutture dichiara una integrazione completa e automatizzata tra gestionale di magazzino e cartella clinica elettronica, mentre il 41,8% non dispone di alcuna integrazione (figura 4). Tra le principali criticità segnalate nei processi di distribuzione emergono l’assenza di automazione (59,5%), errori nella tracciabilità e nella gestione delle scorte (41,8%) e problemi di comunicazione tra la farmacia e le unità operative cliniche (25,3%) (tabella 3). «I dati dell’indagine – commenta Mosti – dimostrano che la trasformazione digitale della supply chain sanitaria procede ancora a velocità molto diverse tra le strutture sanitarie. Accanto a realtà avanzate persistono processi fortemente manuali e frammentati che rischiano di rallentare l’attuazione dei nuovi sistemi europei di tracciabilità».«Il report presentato oggi evidenzia la necessità di accelerare la digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e l’adozione di standard interoperabili per colmare il ritardo dell’Italia nel contrasto alla contraffazione dei farmaci» commenta Bruno Aceto, CEO di GS1 Italy. «In questo percorso, gli standard GS1 consentono di trasformare gli obblighi normativi in un’opportunità di innovazione ed efficienza. Come GS1 Italy siamo pronti ad affiancare istituzioni e aziende nell’implementazione degli standard già adottati a livello globale per migliorare la sicurezza dei pazienti e l’efficienza del settore sanitario».«La standardizzazione dei processi logistici – conclude Cartabellotta – rappresenta una delle grandi sfide organizzative del SSN. Tracciabilità digitale, automazione e interoperabilità dei dati non servono solo a contrastare la contraffazione, ma anche a migliorare sicurezza delle cure, appropriatezza e sostenibilità del SSN».Il report dell’Osservatorio GIMBE “La standardizzazione e la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento nelle strutture sanitarie” è disponibile a: www.gimbe.org/processi-strutture-sanitarie. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802968208614.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, Italia in ritardo su digitalizzazione tracciabilità farmaci e dispositivi - Ore12 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802913409106.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 18 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-18T13:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802913409106.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802913409106.PDF', 'title': 'ore12.net'} tp:url§§ https://www.ore12.net/sanita-gimbe-italia-in-ritardo-su-digitalizzazione-tracciabilita-farmaci-e-dispositivi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802913409106.PDF tp:ocr§§ A oltre un anno dall’entrata in vigore in Italia del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci, la digitalizzazione della catena di approvvigionamento sanitaria procede ancora a rilento. A evidenziarlo è il Report dell’Osservatorio Gimbe realizzato con il supporto di GS1 Italy. Uno dei nodi centrali riguarda l’attuazione della Direttiva europea sull’anticontraffazione dei farmaci, che ha introdotto un sistema uniforme di prevenzione, imponendo specifiche misure per contrastare l’ingresso di medicinali fake nelle fornitura. La direttiva è operativa in Italia dall’8 febbraio 2025 con l’approvazione del D.Lgs. 10/2025 che prevede un periodo di stabilizzazione di 24 mesi, destinato a concludersi il 9 febbraio 2027. Ebbene, dei 9 principali provvedimenti attuativi previsti, solo 5 risultano adottati, mentre 4 sono ancora mancanti, nonostante termini di emanazione compresi tra 30 e 90 giorni. Tra quelli non ancora adottati figurano gli atti relativi all’adeguamento della banca dati centrale dei medicinali, alle specifiche tecniche dei sistemi di registrazione dell’identificativo univoco e alle modalità di interazione tra archivi nazionali e operatori autorizzati. “Il ritardo nell’adozione dei provvedimenti attuativi rischia di rallentare l’intero processo di transizione verso il nuovo sistema europeo di serializzazione dei farmaci. La digitalizzazione della supply chain sanitaria non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma una misura essenziale di sicurezza pubblica”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Il nuovo sistema prevede che ogni confezione di farmaco sia identificata tramite un codice GS1 DataMatrix contenente cinque informazioni fondamentali: codice prodotto, numero seriale, lotto di produzione, data di scadenza e codice dell’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic). Ogni confezione sarà inoltre dotata di dispositivi anti-manomissione per impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella filiera legale. L’Italia parte bene, grazie al sistema del bollino farmaceutico. Tuttavia la piena interoperabilità dei sistemi informativi sanitari resta ancora incompleta. Come spiega Marco Mosti, Direttore Generale Gimbe, “ospedali e servizi farmaceutici territoriali dovranno gestire milioni di confezioni serializzate attraverso sistemi informatici integrati e interoperabili. Senza investimenti adeguati in digitalizzazione, infrastrutture e formazione del personale, il rischio è quello di generare nuove inefficienze operative”. Sul fronte dei dispositivi medici, il sistema Udi (Unique Device Identification) – introdotto dai regolamenti europei 2017/745 e 2017/746 – rafforza la tracciabilità dei dispositivi attraverso l’identificazione univoca lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. In Italia gli obblighi di registrazione e conservazione elettronica dei dati sono stati estesi ai dispositivi ad alto rischio (classe III) tra cui i pacemaker, alcuni dispositivi impiantabili (classe IIb) come le protesi articolari e ai dispositivi diagnostici in vitro (classe D) quali test per HIV, epatite B/C, ebola con l’obiettivo di migliorare sicurezza, rintracciabilità e gestione di eventuali richiami o segnalazioni di non conformità. Ebbene, per Gimbe la digitalizzazione ancora molto eterogenea nei Dipartimenti Farmaceutici. L’indagine della Fondazione, a cui hanno partecipato 79 Dipartimenti Farmaceutici distribuiti in 17 Regioni italiane (con l’eccezione di Calabria, Molise e Valle d’Aosta), documenta che il 29,1% delle strutture non utilizza sistemi di lettura dei codici a barre per garantire la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici, mentre quasi 3 strutture su 4 (74,7%) non dispongono di magazzini automatizzati o robotizzati. Inoltre, solo il 5,1% delle strutture dichiara una integrazione completa e automatizzata tra gestionale di magazzino e cartella clinica elettronica, mentre il 41,8% non dispone di alcuna integrazione. Tra le principali criticità segnalate nei processi di distribuzione emergono l’assenza di automazione (59,5%), errori nella tracciabilità e nella gest ione delle scorte (41,8%) e problemi di comunicazione tra la farmacia e le unità operative cliniche (25,3%) (tabella 3). “La trasformazione digitale della supply chain sanitaria procede ancora a velocità molto diverse tra le strutture sanitarie”, sintetizza Mosti. “Il report presentato oggi evidenzia la necessità di accelerare la digitalizzazione del Ssn e l’adozione di standard interoperabili per colmare il ritardo dell’Italia nel contrasto alla contraffazione dei farmaci”, commenta Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy. “Tracciabilità digitale, automazione e interoperabilità dei dati non servono solo a contrastare la contraffazione, ma anche a migliorare sicurezza delle cure, appropriatezza e sostenibilità del Ssn”, chiosa Cartabellotta. tp:writer§§ Redazione Ore 12 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802913409106.PDF §---§ title§§ Serializzazione farmaci 2027 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802922808308.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "socialfarma.it" del 18 Jun 2026

DataMatrix al posto del bollino dal 2027: il report GIMBE segnala ritardi e criticità nelle strutture sanitarie.

pubDate§§ 2026-06-18T09:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802922808308.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802922808308.PDF', 'title': 'socialfarma.it'} tp:url§§ https://www.socialfarma.it/datamatrix-e-tracciabilita-dei-farmaci-il-report-gimbe-evidenzia-i-ritardi-e-le-criticita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061802922808308.PDF tp:ocr§§ Il 9 febbraio 2027 segnerà una svolta per il sistema farmaceutico italiano: terminerà il periodo di stabilizzazione previsto dal D.Lgs. 10/2025 e diventerà obbligatorio il sistema europeo di serializzazione dei medicinali basato sul DataMatrix, che sostituirà definitivamente il bollino farmaceutico.A fare il punto sullo stato di preparazione del Servizio sanitario nazionale è il Report Osservatorio GIMBE 4/2026, realizzato con il sostegno di GS1 Italy.Il documento ricorda che l’Italia, insieme alla Grecia, è stata l’ultimo Paese dell’Unione Europea ad adeguarsi alla Falsified Medicines Directive, beneficiando di una deroga grazie all’efficacia del sistema del bollino farmaceutico.Nonostante il percorso normativo sia stato completato con il D.Lgs. 10/2025, il report evidenzia come manchino ancora alcuni provvedimenti attuativi fondamentali e come la preparazione operativa delle strutture sanitarie sia ancora limitata.La survey condotta su 79 Dipartimenti Farmaceutici mostra infatti che l’87,3% delle strutture non dispone ancora di indicazioni operative per l’adeguamento al nuovo sistema.Solo il 6,3% ha avviato l’aggiornamento dei lettori necessari e appena il 2,5% ha già formato il personale coinvolto. Inoltre, il numero seriale dei medicinali, elemento centrale del sistema europeo anticontraffazione, è presente nei gestionali di appena il 22,8% delle strutture.Il ritardo riguarda anche l’organizzazione dei magazzini: quasi tre strutture su quattro non dispongono di sistemi automatizzati e la registrazione dei prodotti continua ad avvenire prevalentemente tramite inserimento manuale dei dati.Un aspetto rilevante per farmacie e strutture sanitarie riguarda il decommissioning, ovvero la verifica e la disattivazione dell’identificativo univoco del medicinale.Questa attività non potrà essere delegata a produttori o grossisti, ma dovrà essere effettuata direttamente dai sistemi informatici della farmacia o della struttura sanitaria collegati al sistema nazionale di verifica dei medicinali.Tra le azioni raccomandate da GIMBE figurano la verifica della compatibilità dei terminali con la lettura dei codici GS1 DataMatrix e la definizione anticipata delle procedure operative necessarie per la gestione delle verifiche di sicurezza.Il report analizza anche l’implementazione del sistema UDI per i dispositivi medici, evidenziando ritardi simili: solo il 15,2% delle strutture registra e conserva elettronicamente l’identificativo unico, mentre quasi la metà ha avviato progetti di adeguamento.Secondo GIMBE, i prossimi mesi saranno decisivi per colmare il gap esistente e arrivare preparati alla piena applicazione del nuovo sistema europeo di tracciabilità dei medicinali.Socialfarma è la piattaforma web gratuita per i professionisti del settore farmaceutico, nata da un progetto di condivisione professionale che ha visto uniti farmacisti e non, con lo scopo di racchiudere in uno spazio comune e aperto a tutti attività formative e di approfondimento utili alla professione sanitaria. Socialfarma è un progetto di Sanità SrlQuesto sito utilizza cookie tecnici necessari alla navigazione e cookie analitici anche di terze parti per capire come l’utente interagisce con il nostro sito o di marketing. Utilizziamo i cookie anche per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal tuo utilizzo dei loro servizi. Cliccando sul pulsante “Accetta tutti i cookie”, acconsentirai all’utilizzo di tutti i cookie. Per consentire solo i cookie necessari clicca il pulsante "Usa solo cookie necessari". Per dare il consenso ad alcuni cookie selezionati e per visionare tutti i dettagli sui cookie clicca su " Mostra dettagli" e seleziona i cookie che vuoi abilitare. 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