title§§ Sanità vs Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801793005198.PDF description§§
Estratto da pag. 7 di "FOGLIO" del 18 Jun 2026
Estratto da pag. 7 di "OGGI" del 18 Jun 2026
Il loro numero è diminuito più del calo delle nascite . e molti sono anziani
pubDate§§ 2026-06-18T06:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803267507671.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803267507671.PDF', 'title': 'OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803267507671.PDF tp:ocr§§ PERCHÉ PUR NASCENDO MENO BAMBINI NON CI SONO PEDIATRI A SUFFICIENZA? Il loro numero è diminuito più del calo delle nascite. E molti sono anziani Risponde Gino Cartabellota Presidente della Fondazione Gimbe A prima vista sembra una contraddizione: in Italia nascono sempre meno bambini, eppure in molte aree del Paese cresce il numero di famiglie che faticano a trovare un pediatra in grado di accogliere nuovi assistiti. In realtà, il calo delle nascite non basta a compensare la riduzione del numero di pediatri in attività. Oggi ne mancano quasi 500 rispetto al fabbisogno stimato e circa l’80 per cento delle carenze si concentra in Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree del Nord ogni pediatra assiste oltre mille bambini, ben oltre il rapporto ottimale di 850 assistiti previsto dagli accordi nazionali. Il problema è legato a diversi fattori. Innanzitutto, negli ultimi anni il numero dei pediatri si è ridotto più rapidamente della popolazione pediatrica: tra il 2019 al 2024 i pediatri di famiglia sono calati del 15 per cento, una contrazione ben superiore a quella registrata dalle nascite nello stesso periodo. Inoltre, una quota importante dei professionisti oggi in servizio è prossima alla pensione: entro il 2029 quasi 1.550 pediatri raggiungeranno il limite d’età. A pesare è anche la difficoltà di garantire un adeguato ricambio generazionale perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di pediatra di famiglia anziché quella ospedaliera. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:POCHI A NORD In Italia mancano 497 pediatri di libera scelta: quasi l’80% in tre Regioni del Nord. -tit_org- Perché pur nascendo meno bambini non ci sono pediatri a sufficienza? -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061803267507671.PDF §---§ title§§ Medici famiglia: 6 ore settimanali nelle Case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790606054.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 18 Jun 2026
Estratto da pag. 26 di "CORRIERE DELLA SERA" del 18 Jun 2026
Estratto da pag. 28 di "ITALIA OGGI" del 18 Jun 2026
Indennizzati day service e permanenze nelle comunità
pubDate§§ 2026-06-18T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790406056.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790406056.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790406056.PDF tp:ocr§§ L’Inps adegua la casistica alle nuove ipotesi dei modelli alternativi al ricovero tradizionale Malattia anche in ambulatorio Indennizzati day service e permanenze nelle comunità È ricovero ospedaliero, la permanenza in comunità che opera in regime sanitario con équipe medica, cartella clinica e piano terapeutico individuale (Pti) autorizzata o accreditata dal Ssn. Invece, se la permanenza ha un carattere prevalentemente socio-educativa, si applica la tutela della malattia comune, previo certificato medico attestante l’incapacità lavorativa. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 65/2026 con cui, alla luce delle innovazioni del servizio sanitario nazionale (Ssn) e dei modelli alternativi al ricovero tradizionale (tra cui attività ambulatoriali complesse e day service) estende la tutela economica di malattia in nuovi casi. Prestazioni ambulatoriali. L’Inps equipara al day hospital il day service ambulatoriale (Dsa); il day surgery; la macro attività ambulatoriale complessa (Mac); la bassa intensità chirurgica (Bic); il pacchetto ambulatoriale complesso (Pac); i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdt). Sono indennizzabili come giornate di ricovero esclusivamente quelle in cui il lavoratore si reca presso la struttura per accertamenti programmati. Gli altri giorni possono essere riconosciuti come malattia soltanto se supportati da idonea certificazione medica attestante l’incapacità lavorativa. Centri di salute mentale. Si tratta di strutture dedicate alla prevenzione, alla cura e riabilitazione dei disturbi psichici. In alcuni modelli organizzativi, i Csm possono prevedere attività diurne strutturate e, in casi specifici, ospitalità sulle 24 ore. Poiché tali modalità non sono uniformi sul territorio nazionale e non sempre si configurano come un vero e proprio ricovero, l’Inps precisa che le giornate di effettiva presenza presso il Csm per trattamenti programmati sono assimilate ai cicli di cura ricorrenti e, pertanto, sono indennizzabili come malattia. Inoltre, anche l’ospitalità notturna, se prevista e documentata come ricovero breve, è equiparata al ricovero ospedaliero. Strutture sanitarie. Per strutture psichiatriche residenziali (alta, media, bassa intensità) e semiresidenziali (centri diurni) s’intendono quelle autorizzate e/o accreditate dal Ssn. Per l’equiparazione al ricovero ospedaliero, le strutture devono operare in regime autorizzato o accreditato e soddisfare i requisiti di legge. In mancanza di tali condizioni, o qualora il ricovero avvenga in strutture a prevalenza socio-educativa prive di cartella clinica, si applica la disciplina della malattia comune, previa idonea certificazione medica. Strutture di osservazione. In molte strutture ospedaliere sono state istituite unità di supporto, quali l’osservazione breve intensiva (Obi) e la degenza breve (Db), annesse alle unità operative di pronto soccorso. Tali strutture sono destinate alla gestione dei pazienti che necessitano di un monitoraggio clinico, evitando il ricovero ordinario. L’Inps precisa che la permanenza presso il pronto soccorso o presso le citate unità hanno caratteristica del ricovero ospedaliero. Comunità terapeutiche. Le comunità terapeutiche e le strutture accreditate rappresentano un presidio fondamentale per la cura e riabilitazione dalle dipendenze patologiche, comprese tossicodipendenze, abuso di alcol, gioco d’azzardo e nuove dipendenze. La permanenza nelle strutture che garantiscono assistenza sanitaria è assimilata al ricovero ospedaliero. Diversamente, la permanenza presso le comunità a prevalenza socio-educativa, in assenza di cartella clinica e di responsabilità sanitaria diretta, è equiparata alla malattia comune, previa certificazione medica attestante l’incapacità lavorativa. Centri per disturbi nutrizione. I centri dedicati ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), pubblici o privati accreditati, sono un presidio essenziale per la presa in carico di pazienti con patologie complesse, che richiedono interventi multidisciplinari. Il periodo di permanenza in strutture con assistenza sa nitaria, comprese le prestazioni in day service e in day hospital, è equiparato al ricovero ospedaliero. La permanenza in strutture prive di assistenza sanitaria e in quelle semi-residenziali, invece, è equiparata a malattia comune, previo certificato medico attestante l’incapacità lavorativa. Resta fermo, in tali casi, l’obbligo di reperibilità presso la struttura. ---End text--- Author: DANIELE CIRIOLI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Malattia anche in ambulatorio -sec_org- tp:writer§§ DANIELE CIRIOLI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790406056.PDF §---§ title§§ Bertolaso sulle case di comunità «Le leggi ci sono, vanno solo attuate» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790506057.PDF description§§
Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 18 Jun 2026
L'assessore al Welfare della Lombardia: d'accordo con Moratti è necessario il dialogo con i professionisti Ieri l'ok delle Regioni all'atto d'indirizzo al rinnovo contrattuale. I medici di base per 6 ore nelle strutture
pubDate§§ 2026-06-18T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790506057.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790506057.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790506057.PDF tp:ocr§§ Bertolaso sulle case di comunità «Le leggi ci sono, vanno solo attuate» L’assessore al Welfare della Lombardia: d’accordo con Moratti è necessario il dialogo con i professionisti Ieri l’ok delle Regioni all’atto d’indirizzo al rinnovo contrattuale. I medici di base per 6 ore nelle strutture di Guido Bertolaso* Ho letto con interesse l’intervento di Letizia Moratti (pubblicato il 16 giugno sul Quotidiano nazionale, ndr), di cui condivido la premessa: la medicina territoriale va riformata e va fatto insieme ai professionisti. Credo però che sia necessario ricordare che molto di ciò che viene indicato come obiettivo per il futuro è già previsto dalle norme in vigore da oltre dieci anni. Se oggi le Case di Comunità non sono ancora pienamente popolate dai medici, non è perché manchino le leggi. È perché l’attuazione di quelle norme è proceduta troppo lentamente. La legge Balduzzi del 2012 aveva già disegnato un modello fondato sul lavoro in équipe, sull’integrazione tra professionisti, sulla presa in carico dei pazienti e su una presenza organizzata sul territorio e aveva previsto anche il superamento della distinzione, per i medici di medicina generale, tra medici a ciclo di scelta e medici a rapporto orario, introducendo il “Ruolo unico dell’Assistenza Primaria”. Solo con l’Accordo collettivo del 2024, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, si è però arrivati a dare piena attuazione al ruolo unico, che dal 1° gennaio 2025 è diventato l’unico incarico possibile. Il tema della dipendenza dei medici di medicina generale era inoltre già previsto nel progetto di riforma predisposto dall’allora ministro Roberto Speranza durante il Governo Draghi, che contemplava il passaggio dei medici di famiglia alla dipendenza del Servizio sanitario nazionale. Quella riforma non vide la luce soltanto perché la caduta del Governo ne interruppe l’iter. È utile quindi riconoscere che il confronto odierno non nasce certo nelle ultime settimane e che alcune delle soluzioni considerate impraticabili erano ritenute allora pienamente condivisibili. Peraltro, le ipotesi oggi in discussione sulla questione della dipendenza si fondano sulla volontarietà e riguardano situazioni del tutto marginali, da attuare comunque con il consenso del sindacato dei medici di famiglia. La verità è che il punto non è la natura giuridica del rapporto di lavoro, ma capire che cosa serve ai cittadini e al Servizio sanitario nazionale: servono medici presenti nelle Case di Comunità, una reale presa in carico dei pazienti cronici, più prevenzione, più assistenza domiciliare, più integrazione tra territorio e ospedale. In poche parole, serve una medicina generale più organizzata e più vicina alle persone. L’esperienza ci insegna che gli accordi sulla carta non bastano. Basti pensare che la possibilità, introdotta quest’anno, di svolgere quattro ore aggiuntive, retribuite, nelle Case di Comunità è stata raccolta in Lombardia da una percentuale minima di medici, pari solo all’1%. Non si tratta di mettere in discussione il rapporto fiduciario tra medico e paziente, che rappresenta un valore da preservare. Si tratta di capire se il sistema sanitario può continuare a basarsi esclusivamente sulla disponibilità individuale o se non sia invece arrivato il momento di definire con chiarezza quali servizi i cittadini hanno diritto di ricevere e come garantirli in modo uniforme. Del resto, nel caso sempre più frequente di un cittadino che non riesce a trovare il proprio medico di famiglia o non ottiene una risposta in tempi adeguati, accade spesso che sia costretto a rivolgersi al Pronto Soccorso, con il risultato di aggravare la pressione su strutture che dovrebbero essere riservate alle urgenze. Eppure, anche in quel contesto, il paziente viene visitato da un medico che non conosce e con il quale non esiste alcun rapporto fiduciario pregresso. Ciò non impedisce di affidarsi alle sue cure quando il bisogno di assistenza è reale. Questo dimostra che il valore della fiducia non può essere confuso con l’assenza di un’organizzazione capace di garantire una ri sposta tempestiva e continuativa ai bisogni di salute dei cittadini. La questione, in fondo, è molto semplice, parafrasando uno slogan molto caro a chi da sempre serve le istituzioni: non possiamo continuare a chiederci cosa i medici sono disposti a fare, dobbiamo chiederci cosa il Servizio sanitario nazionale deve garantire ai cittadini per rendere effettivo il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Le riforme si fanno con il dialogo, ma si fanno soprattutto con i fatti. Dopo dodici anni di rinvii, questo sarebbe stato il momento di passare definitivamente dalle intenzioni ai risultati concreti. *assessore al Welfare Regione Lombardia © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Guido Bertolaso Heading: Highlight: Il 16 giugno abbiamo pubblicato un intervento di Letizia Moratti. La presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed europarlamentare Ppe ha illustrato la sua ricetta per salvare la sanità: «Incentivi e formazione». Oggi le risponde Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia. Ieri, nel frattempo, è stato approvato dalle Regioni l’atto di indirizzo propedeutico al rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei Medici di medicina generale. In questo modo viene sbloccato l’impasse in vista della scadenza del 30 giugno. Il testo prevede l’obbligo per i medici di famiglia di prestare servizio nelle Case di comunità fino a sei ore settimanali, garantendo comunque la presenza minima di almeno un medico in ogni struttura Image:L’intervento di Moratti «Incentivi e formazione Così salveremo la sanità» La proposta di Forza Italia elaborata con i sindacati e l’Ordine dei Medici «La medicina territoriale va modernizzata tutelando il rapporto dottore-paziente» di Letizia Moratti* Le vicende della scorsa settimana sulla riforma della medicina generale dimostrano una verità che sostengo da tempo. Una trasformazione così strategica per il futuro del Servizio sanitario nazionale non può essere imposta dall’alto né costruita contro i professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini. Il confronto apertosi dopo il passo indietro sull’ipotesi di riforma fondata sul passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia offre oggi l’opportunità di ripartire da basi più solide e condivise. È auspicabile che proprio da questa fase possa finalmente prendere avvio l’iter parlamentare di approvazione della proposta di legge presentata da Forza Italia giusto un anno fa, elaborata attraverso un lungo lavoro di confronto e condivisioUna protesta contro le liste d’attesa de sistema sanitario nazionale ta nelle Case di Comunità e con una piena collaborazione con specialisti, infermieri di famiglia e di comunità, psicologi e operatori sociosanitari. La proposta introduce un’organizzazione del lavoro moderna e sostenibile, prevedendo un impegno settimanale strutturato di 38 Una riforma di questo tipo consentirebbe di ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni e delle diagnosi, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e rafforzare la collaborazione con gli Ospedali di Comunità nella gestione dei pazienti più fragili, alleggerendo il carico sulle strut Una protesta dei medici per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi del servizio sanitario nazionale. Tra i nodi, le liste d’attesa e l’uso massiccio dei gettonisti. Sopra, l’intervento di Letizia Moratti pubblicato dal nostro giornale -tit_org- Bertolaso sulle case di comunità «Le leggi ci sono, vanno solo attuate» -sec_org- tp:writer§§ Guido Bertolaso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/18/2026061801790506057.PDF §---§