title§§ >>>ANSA/ I medici di famiglia aprono, ma sulla riforma è ancora scontro - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202115100201.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 11 Jun 2026

"Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni". (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-12T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202115100201.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202115100201.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/06/11/ansa-i-medici-di-famiglia-aprono-ma-sulla-riforma-e-ancora-scontro_bc89a663-c03f-4bc2-bcb5-a3e721e7d464.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202115100201.PDF tp:ocr§§ (di Silvia Serafini) "Sulle Case di comunità siamo prontia fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni".     All'indomani dell'annuncio dello stop alla riforma dellamedicina territoriale, che prevedeva, tramite decreto legge,l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e ilpassaggio alla dipendenza per una parte di loro, sono i direttiinteressati a tendere la mano al ministro della Salute, OrazioSchillaci. La Federazione italiana dei medici di famigliacomunica, dunque, "la disponibilità a individuare soluzioninegoziali entro le scadenze previste dal Pnrr". È poi lo stessoministro a rassicurare che entro il 30 giugno, termine per ilraggiungimento dei target del Pnrr, le Case di comunitàapriranno.     Ora l'obiettivo di Schillaci, come da lui stessodichiarato, "è trovare un accordo con Regioni e medici dimedicina generale" e, per riuscire in questo rispettando letempistiche, "ci saranno incontri". Resta caldo invece il frontecon le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso ieridall'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, oggiè il presidente Attilio Fontana a rincarare la dose, definendolo stop alla riforma "una scelta sbagliata del governo" poichési trattava di una proposta "sottoscritta sia dal centrosinistrache dal centrodestra". Dalla Toscana, il presidente EugenioGiani invita a raggiungere l'intesa "con il dialogo e non con leimposizioni", come fatto nella sua Regione. E come fatto anchein Emilia-Romagna, ricorda l'assessore alle politiche per laSalute Massimo Fabi, che coordina la Commissione Salute dellaConferenza delle Regioni.     Nuove critiche arrivano dall'opposizione parlamentare. PerMarina Sereni, responsabile sanità del Pd, "stiamo assistendo alclamoroso fallimento del tentativo di modificare la medicinagenerale, senza coinvolgere i professionisti interessati e senzaaver verificato prima il consenso della maggioranza". Dura laCgil, che parla di "pessimo teatrino", auspicando l'avvio di unadiscussione parlamentare.     Nel frattempo, a meno di 20 giorni dalla scadenza del Pnrr,i dati disponibili sullo stato di attivazione delle case dicomunità sono tutt'altro che rassicuranti. Al 31 dicembre 2025,come rilevato dalla Fondazione Gimbe in base al monitoraggiodell'Agenas, su 1.715 case di comunità programmate (di cuialmeno 1038 finanziate dal Pnrr), 781 (il 45%) aveva almeno unservizio attivo ma solo 66, ovvero poco meno del 4%, risultavanopienamente funzionanti con personale all'interno e forti sono idivari tra Regioni. L'allarme arriva anche da Cittadinanzattiva,che rileva come "le nuove strutture sono ancora in una fase diattivazione tale da non essere percepite dai cittadini comeriferimenti assistenziali".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202115100201.PDF §---§ title§§ Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI' 12 giugno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203235707235.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borsaitaliana.it" del 12 Jun 2026

Radiocor. Finanza. Economia e finanza: gli avvenimenti di VENERDI'' 12 giugno.

pubDate§§ 2026-06-12T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203235707235.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203235707235.PDF', 'title': 'borsaitaliana.it'} tp:url§§ https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/economia-e-finanza-gli-avvenimenti-di-venerdi--12-giugno-nRC_12062026_0720_6700272.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203235707235.PDF tp:ocr§§ FINANZA- New York (Stati Uniti): debutto sul Nasdaq di SpaceX.- Milano: "Cerimonia della Campanella" di Officina Stellare, per celebrare le nuove dimensioni del Gruppo. Ore 8,15.Presso Palazzo Mezzanotte.RIUNIONI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE- APPROVAZIONE DATI CONTABILI: nessun appuntamento in agenda.INCONTRI SOCIETA' QUOTATE- Nessun appuntamento in agenda.ASSEMBLEE DEGLI AZIONISTI- Nessun appuntamento in agenda.DATI MACROECONOMICI- Giappone: Produzione industriale m/m finale, aprile. Ore 6,30.- Germania: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI m/m finale, maggio. Ore 8,00.- Germania: CPI a/a finale, maggio. Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (totale - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Bilancia commerciale (non UE - GBP), aprile.Ore 8,00.- Gran Bretagna: Produzione industriale m/m, aprile. Ore 8,00.- Francia: IPCA m/m finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: IPCA a/a finale, maggio. Ore 8,45.- Francia: CPI m/m Ex Tob, maggio. Ore 8,45.- Spagna: IPCA a/a finale, maggio. Ore 9,00.- Italia: Istat - il mercato del lavoro, I Trimestre. Ore 10,00.- Italia: Istat - conti economici dell'agricoltura, anno 2025. Ore 11,00.- Stati Uniti: Fiducia famiglie (Michigan) prelim. giugno.Ore 16,00.ECONOMIA- New York (Stati Uniti): si conclude "Smau | Italy Restartsup in New York", l'innovazione italiana si confronta con l'ecosistema nordamericano. Evento realizzato in collaborazione con Ice Agenzia.- Lussemburgo: riunione Ecofin.- Treviso: si conclude la XVII edizione della Treviso Antitrust Conference, appuntamento dedicato ai temi della concorrenza, della regolazione dei mercati e della tutela del consumatore. Partecipa, tra gli altri, Carlo Nordio, ministro della Giustizia. Presso l'Auditorium dei Musei Civici di Santa Caterina.- Milano: assemblea generale EPF - European Panel Federation "Tra competitivita' industriale e quadro normativo europeo", organizzata da FederlegnoArredo e Assopannelli di FederlegnoArredo. Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria per l'Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitivita'.- Mantova: prosegue la XXIV edizione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola "Patriottismo dolce. Identita', comunita', soft economy nel tempo delle fratture". Ore 9,30. Partecipa, tra gli altri, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Presso il Teatro Scientifico Bibiena. L'evento si conclude domani.- Milano: conferenza stampa di presentazione della guida "Itinerari milanesi - Le 30 attivita' che stanno ridisegnando la citta'", promossa da American Express, in collaborazione con Confcommercio Milano. Ore 10,30. Presso Palazzo Bovara.- Roma: si conclude l'VIII congresso nazionale Uila "Il Lavoro, l'anima che ci tiene insieme". Ore 11,00. Partecipa, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranita' Alimentare e delle Foreste. Presso il salone delle Fontane all'Eur.- Roma: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung. Ore 12,30. Presso Villa Pamphilj.- Venezia: nel corso della mattinata, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, incontra il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Prosperita' e la Strategia industriale, Ste'phane Se'journe ', per un sopralluogo nell'area di Porto Marghera. A seguire, alle ore 13.30, un punto stampa congiunto del ministro Urso e del commissario Se'journe'. Presso la Venice Heritage Tower.- Manduria (Ta): si apre la sesta edizione del Forum in Masseria, rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners "Europa: il cambio di passo necessario alle imprese nel nuovo ordine globale". Ore 15,20.Partecipano, tra gli altri, Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea; Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze. Presso Masseria Li Reni.L'evento si conclude il 14 giugno.- Roma: business roundtable Italia-Corea, organizzata dal Maeci. Ore 18,30. Partecipa, tra gli altri, Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l'Aerospazio. Presso il Westin Excelsior Rome, via V. Veneto 125.- Webinar "DE&I - Competenze e inclusione: l'importanza della formazione in azienda", organizzato dall'agenzia Hidoly e Cesop HR Consulting Company. Partecipano, tra gli altri, Erica Lecce, project manager Agenda della Disabilita' Cpd; Francesca Di Lella, hr Industrial Relations Specialist - Disability & Inclusion Project; Caterina Soldi, program manager corso Alta Formazione Campus Cottino; Carlo Pettenon, ceo Bnp Group; Manuela Pioltelli, responsabile Collocamento Mirato di Umana. Ore 10,00.POLITICA E ATTIVITA' PARLAMENTARECAMERA9,30 interpellanze urgenti (Aula)11,00 audizioni esperti; Fondazione Gimbe e Salutequita' su intese preliminari autonomia differenziata (Affari costituzionali)Red-.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 12-06-26 07:20:00 (0006)PA 5 NNNN  Titoli citati nella notiziaItaEuropaGermaniaItaliaLazioProvincia Di RomaComune Di RomaRomaLombardiaProvincia Di MilanoComune Di MilanoMilanoAmerican ExpressOrgani SocietariAssemblea Azionisti OrdinariaIndicatori EconomiciFinanzaBilancio Di SocietàApprovazioneConsiglio Di AmministrazioneConsumiBilancia CommercialeProduzione IndustrialeEnti AssociazioniConfederazioniCongiunturaEconomia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203235707235.PDF §---§ title§§ La misura della disuguaglianza: il primo report di Medici del Mondo sulla crisi della salute pubblica in Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202927108209.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "editorialedomani.it" del 12 Jun 2026

Liste d’attesa infinite, screening a due velocità, rinuncia alle cure e fuga verso il privato: Medici del mondo ha presentato alla Camera dei ... Scopri di più!

pubDate§§ 2026-06-12T09:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202927108209.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202927108209.PDF', 'title': 'editorialedomani.it'} tp:url§§ https://www.editorialedomani.it/fatti/misura-disuguaglianza-primo-report-medici-del-mondo-crisi-salute-pubblica-italia-i42b43ds tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202927108209.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa infinite, screening a due velocità, rinuncia alle cure e fuga verso il privato: Medici del mondo ha presentato alla Camera dei deputati la fotografia di un Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) sempre più fragile e diseguale. A raccontarlo i dati, le analisi e le testimonianze di pazienti, personale sanitario, associazioni ed esperti«La difesa della salute pubblica e del Servizio sanitario nazionale è il punto di partenza imprescindibile per poter parlare di salute universalistica, che non lasci indietro o escluda nessuna persona». Questo è il presupposto da cui l’Ong Medici del mondo è partita per costruire il suo primo report sulla crisi della salute pubblica - tra disuguaglianze territoriali, mancati screening e rinuncia alle cure - presentato giovedì 11 giugno alla sala stampa della Camera dei deputati.Il report è un viaggio all’interno di un paese diviso nell'accesso alle cure: a partire dai dati e dalle testimonianze della Fondazione Gimbe e del sindacato Anaao - Assomed, ai dati raccolti dal lavoro dell’Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez), passando per le eccellenze oncologiche del paese - come il Dipartimento di Senologia dell’Ospedale Pascale e l’istituto Nazionale Tumori di Napoli - fino alle testimonianze della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo).«È un report che parla delle nostre pazienti e dei nostri pazienti - racconta Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo Italia - che riconduce i dati a livello regionale e nazionale ad esperienze con le quali ci confrontiamo ogni giorno nei territori. Un report fattivo, come il nostro lavoro di Ong medica». Anche la stessa idea di lavoro è nata sul campo: «Siamo partiti da un’urgenza che abbiamo visto macroscopicamente negli ultimi quattro anni: la mancanza di programmi di screening, di prevenzione primaria e secondaria in una periferia della Calabria».Questa esperienza sul campo è stata poi collocata «in un ambito molto più ampio proprio grazie al report: un lavoro di imbuto dal basso. Dal piccolo ci siamo allargati ad una prospettiva nazionale, cercando di restituire un quadro quantitativo ma anche qualitativo, che parli delle persone». La Ong ha deciso di osservare la crisi del Ssn attraverso la lente dell’oncologia: «Le patologie oncologiche, per la loro diffusione, per la complessità dei percorsi di cura e per il ruolo determinante della prevenzione e della diagnosi precoce, rappresentano un ambito particolarmente significativo per analizzare il funzionamento del sistema sanitario e le sue trasformazioni», ricorda Visconti.È proprio in questo campo che le disuguaglianze di accesso ai servizi e di presa in carico, e quindi anche di possibilità di cura, emergono in modo più evidente e misurabile: «Le differenze territoriali nell’adesione agli screening e nell’accesso a cure tempestive e di qualità si traducono in conseguenze concrete sulla prognosi e sulla qualità della vita dei pazienti».Le ripercussioni pesano anche sul lavoro di sanitarie e sanitari: «Spesso siamo costretti ad aggirare diverse regole per cercare di arginare il danno socio economico che la malattia, la sua diagnosi e la sua cura, possono causare ai pazienti». A parlare è Dario (nome di fantasia), medico oncologo intervistato all’interno dell’inchiesta La cura dei tumori è una questione di classe, contenuta nel report.Medici e pazienti si sono soffermati su un tema poco raccontato: quello della tossicità finanziaria. Un problema molto sentito nella popolazione oncologica, che racconta di molti oneri economici non coperti: spese per farmaci complementari, trasporti verso centri specializzati, soggiorni, perdita di reddito per cura e accompagnamento, costi per test diagnostici non ancora pienamente rimborsati, tecnologie nuove non uniformemente accessibili che influenzano la migrazione sanitaria.I racconti di pazienti e professionisti fotografano un dato politico centrale: il definanziamento cronico del Ssn, la mancata programmazione del personale sanitario, la progressiva esternalizzazione dei servizi e l’espansione del settore privato non rappresentano deviazioni temporanee, ma scelte portate avanti da governi di diverso orientamento politico.«L’ingresso del privato all’interno del Ssn, non con la funzione che aveva in origine di “supporto al sistema” ma come si presenta adesso, come un competitor, ha avuto delle conseguenze devastanti», ricorda Visconti. L’accesso alle cure e alla salute, in questo modo, segue logiche di mercato e questo «ha un impatto molto forte sulla vita delle persone, amplificando le disuguaglianze».Invece per cui chi vive in territori in cui c’è maggiore offerta, «ci sono più possibilità di curarsi, di accedere ai centri di eccellenza, di curarsi bypassando le liste d’attesa», creando un percorso opposto alla democratizzazione della salute.Quello che Medici del mondo chiede alla politica è di rimettere al centro delle politiche il diritto alla salute, e che «il Ssn venga finanziato con risorse adeguate, non vincolate alla legge di Bilancio. Bisogna fare delle scelte precise per rimettere la salute al centro delle priorità del paese». © Riproduzione riservataPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Scrive per Domani di salute, diritti e femminismi. Ha iniziato a Radio Sherwood nel 2004 conducendo la rassegna stampa e il giornale radio. Su Instagram è @chiccasherwoodIL MONDO DI DOMANI tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202927108209.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia e Case di comunità, la riforma si inceppa: il 30 giugno si avvicina, ma il modello non c’è link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202110700045.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 11 Jun 2026

La Fimmg si dice pronta a trovare soluzioni entro le scadenze del Pnrr. Schillaci assicura: “Il 30 giugno apriremo le Case di comunità”. Font...

pubDate§§ 2026-06-11T23:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202110700045.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202110700045.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/709450/medici-di-famiglia-e-case-di-comunita-la-riforma-si-inceppa-il-30-giugno-si-avvicina-ma-il-modello-non-ce.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202110700045.PDF tp:ocr§§ A meno di venti giorni dalla scadenza del Pnrr, la riforma della medicina territoriale resta sospesa tra una mano tesa e uno scontro politico ancora apertissimo. Da una parte ci sono i medici di famiglia, che dopo lo stop alla riforma annunciato dal governo scelgono di non alzare barricate e si dicono pronti a fare la propria parte. Dall’altra ci sono le Regioni, che non nascondono irritazione e preoccupazione per una frenata arrivata proprio quando il percorso sembrava ormai avviato. In mezzo, ancora una volta, ci sono i cittadini e una promessa: le Case di comunità, cioè il pilastro della nuova sanità di prossimità, dovranno aprire entro il 30 giugno.Il ministro della Salute Orazio Schillaci prova a rassicurare tutti: le strutture apriranno nei tempi previsti. Ma la domanda vera è un’altra: apriranno davvero come presidi pieni, funzionanti, riconoscibili, con medici, infermieri, servizi e personale stabile? Oppure apriranno solo formalmente, con qualche attività avviata, qualche targa all’ingresso e una distanza ancora enorme tra il progetto scritto nei documenti del Pnrr e la realtà percepita dai pazienti?È questo il punto che rende la partita così delicata. Perché le Case di comunità non sono una voce burocratica. Sono il luogo in cui il Servizio sanitario nazionale dovrebbe diventare più vicino, più accessibile, più capace di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. Dovrebbero essere il contrario dei pronto soccorso intasati e degli ambulatori irraggiungibili: presidi territoriali in cui trovare assistenza, presa in carico, continuità, cure primarie, infermieri di comunità, medici di medicina generale, specialisti e servizi sociali integrati.E invece, a pochi giorni dalla data chiave, la riforma sembra ancora un cantiere con troppi operai che discutono e troppo pochi muri finiti.Il primo segnale di apertura arriva proprio dai diretti interessati, i medici di famiglia. All’indomani dell’annuncio dello stop alla riforma della medicina territoriale — che avrebbe previsto, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di medicina generale nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro — la Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale, sceglie una linea istituzionale.«Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni», fa sapere la Federazione, comunicando la disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr.È una frase che pesa. Perché arriva dopo settimane di tensioni e dopo un braccio di ferro che ha riguardato il cuore stesso del ruolo del medico di famiglia. Il tema non è tecnico: è identitario. I medici di medicina generale sono oggi convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, non dipendenti. L’ipotesi di trasformare almeno una parte di loro in dipendenti, inserendoli stabilmente nelle Case di comunità, ha acceso uno scontro forte, con resistenze sindacali e divisioni politiche. Per alcuni era la strada necessaria per dare gambe alla riforma. Per altri un’imposizione calata dall’alto, destinata a rompere un equilibrio storico senza costruirne uno nuovo.Schillaci, dopo lo stop, prova ora a rimettere insieme i pezzi. L’obiettivo dichiarato è «trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale». Per riuscirci, assicura il ministro, «ci saranno incontri». Il tempo, però, è pochissimo. E il calendario del Pnrr non aspetta le mediazioni politiche.La scadenza del 30 giugno è ormai dietro l’angolo. È entro quella data che devono essere raggiunti i target previsti. Il ministro garantisce che le Case di comunità apriranno. Ma le tensioni delle ultime ore mostrano quanto la partita sia tutt’altro che chiusa.Il fronte più caldo resta quello con le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso dall’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, è il presidente lombardo Attilio Fontana a rincarare la dose, definendo lo stop alla riforma «una scelta sbagliata del governo». Sec ondo Fontana, quella proposta era stata «sottoscritta sia dal centrosinistra che dal centrodestra», e dunque la retromarcia dell’esecutivo appare alla Lombardia come un passo indietro inatteso e politicamente difficile da comprendere.Il presidente della regione Lombardia, Attilio FontanaLa critica è pesante perché arriva da una Regione governata dal centrodestra. Non è quindi soltanto una polemica tra maggioranza e opposizione nazionale. È una frattura interna al campo istituzionale che avrebbe dovuto sostenere la riforma. E quando sulla sanità territoriale si dividono governo, Regioni, medici e opposizioni, il rischio è che il cittadino veda solo una cosa: la promessa di servizi più vicini che continua a slittare.Dalla Toscana, il presidente Eugenio Giani prova a indicare una strada diversa: raggiungere l’intesa «con il dialogo e non con le imposizioni», come avvenuto nella sua Regione. Anche l’Emilia-Romagna rivendica un percorso fondato sul confronto. Lo ricorda l’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Il messaggio è chiaro: la riforma si può fare, ma non contro chi dovrà realizzarla.È proprio qui che emerge il nodo politico più profondo. Le Case di comunità possono essere costruite, arredate, inaugurate. Ma senza i professionisti dentro, senza un’organizzazione stabile, senza accordi chiari con i medici di famiglia e senza personale sufficiente, rischiano di restare contenitori. La sanità territoriale non vive di muri. Vive di presenze, turni, accessi, percorsi, responsabilità, continuità assistenziale.La polemica si allarga inevitabilmente al Parlamento. Dall’opposizione arrivano nuove critiche. Per Marina Sereni, responsabile sanità del Partito Democratico, il governo sta mostrando «il clamoroso fallimento del tentativo di modificare la medicina generale, senza coinvolgere i professionisti interessati e senza aver verificato prima il consenso della maggioranza». È un’accusa doppia: metodo sbagliato e tenuta politica insufficiente.Dura anche la Cgil, che parla di «pessimo teatrino» e chiede l’avvio di una discussione parlamentare. La critica del sindacato intercetta una preoccupazione più ampia: che una delle riforme più importanti del Pnrr sanitario finisca schiacciata tra annunci, ritirate, decreti mancati e trattative dell’ultimo minuto.E i numeri non aiutano a rassicurare. Anzi.Secondo i dati disponibili sullo stato di attivazione delle Case di comunità, il quadro è ancora molto fragile. Al 31 dicembre 2025, come rilevato dalla Fondazione Gimbe sulla base del monitoraggio Agenas, su 1.715 Case di comunità programmate — di cui almeno 1.038 finanziate dal Pnrr — 781, pari al 45%, avevano almeno un servizio attivo. Ma solo 66, cioè poco meno del 4%, risultavano pienamente funzionanti con personale all’interno.È questo il dato che più di tutti fotografa la distanza tra l’ambizione della riforma e la sua attuazione reale. Quasi la metà delle strutture ha almeno qualcosa di attivo, ma pochissime sono davvero operative nel senso pieno del termine. E, come spesso accade nella sanità italiana, i divari tra Regioni sono fortissimi.L’allarme arriva anche da Cittadinanzattiva, secondo cui le nuove strutture sono ancora in una fase di attivazione tale da non essere percepite dai cittadini come veri riferimenti assistenziali. È una frase che racconta forse meglio di ogni statistica il problema. Perché una Casa di comunità non esiste davvero quando compare in un elenco o in un cronoprogramma. Esiste quando il cittadino sa dove andare, trova la porta aperta, incontra personale, riceve risposte e torna a casa senza dover passare dal pronto soccorso per ogni bisogno non differibile.La riforma della medicina territoriale nasceva proprio per questo. La pandemia aveva mostrato in modo brutale la debolezza dell’assistenza di prossimità. Troppi pazienti soli a casa. Troppi ospedali caricati di funzioni che avrebbero dovuto essere intercettate prima. Troppa distanza tra cittadino, medico, infermiere, servizi sociali e sistema sanitario. Il Pnrr aveva promesso una risposta strutturale: Case di comunità, Ospedali di comunità, Centrali operative territoriali, assistenza domiciliare, telemedicina.Ma la parte più difficile non è mai stata costruire le strutture. È riempirle di personale e di funzioni. È convincere i professionisti a lavorare dentro un nuovo modello. È far dialogare medici di famiglia, aziende sanitarie, Regioni e Ministero. È superare l’idea che la riforma possa essere solo edilizia sanitaria.Lo stop al decreto sulla medicina generale ha reso visibile questa fragilità. Il governo ha scelto di non procedere con una forzatura, probabilmente per evitare uno scontro frontale con i medici. Ma così facendo ha aperto un altro fronte: quello con le Regioni che chiedevano uno strumento normativo chiaro per rendere operative le Case di comunità.I medici di famiglia, ora, aprono. Ma aprire non significa accettare qualunque soluzione. La disponibilità della Fimmg parla di soluzioni negoziali, non di adesione automatica al modello della dipendenza. È il segnale di una trattativa che riparte, ma anche di una linea rossa: il ruolo del medico di medicina generale dovrà essere discusso, non imposto.Il ministro della salute Orazio SchillaciPer Schillaci la sfida è complicatissima. Deve rassicurare Bruxelles sui target del Pnrr, evitare lo scontro con i medici, ricucire con le Regioni, rispondere alle opposizioni e soprattutto far sì che le strutture non restino vuote o semi-vuote. Il tutto in pochi giorni.La promessa del ministro — «il 30 giugno apriremo le Case di comunità» — può funzionare politicamente solo se accompagnata da una domanda più concreta: che cosa troveranno i cittadini dentro quelle Case di comunità? Un servizio realmente integrato o un presidio attivo solo in parte? Medici di famiglia presenti stabilmente o collegamenti ancora da costruire? Personale sufficiente o turni scoperti? Percorsi chiari o una somma di ambulatori senza vera regia?È su queste risposte che si misurerà la riforma.Le Regioni, dal canto loro, rivendicano di aver già sperimentato modelli diversi. Toscana ed Emilia-Romagna indicano il dialogo come strada praticabile. La Lombardia, invece, denuncia la retromarcia del governo. Ma al di là delle differenze territoriali, tutte le amministrazioni sanno che la sanità di prossimità è il vero banco di prova dei prossimi anni. L’invecchiamento della popolazione, le cronicità, le liste d’attesa, la pressione sui pronto soccorso e la carenza di medici rendono impossibile continuare con lo schema attuale.Il medico di famiglia resta una figura centrale. Per milioni di cittadini è ancora il primo volto del Servizio sanitario nazionale. Ma proprio per questo il suo ruolo deve essere ripensato dentro un sistema più complesso. Non più solo lo studio individuale, non più solo la visita su appuntamento, non più solo il filtro verso lo specialista. La medicina generale del futuro dovrebbe essere parte di équipe multiprofessionali, capace di lavorare con infermieri, specialisti, assistenti sociali e servizi domiciliari.Il problema è come arrivarci. Con un decreto? Con un accordo? Con la dipendenza? Con nuove forme convenzionali? Con incentivi? Con modelli regionali differenziati? È su queste domande che il confronto si è inceppato.Intanto, i cittadini aspettano. Aspettano meno code, meno ospedali intasati, meno viaggi per una visita, meno solitudine davanti a una malattia cronica. Aspettano un sistema che non li costringa a scegliere tra il pronto soccorso e il nulla. Aspettano che la parola “territorio”, ripetuta da anni in ogni convegno sanitario, diventi finalmente un servizio riconoscibile.La vicenda delle Case di comunità racconta allora una contraddizione tutta italiana. Tutti dicono di voler rafforzare la sanità territoriale. Tutti riconoscono che il modello ospedalo-centrico non basta più. Tutti sanno che senza medici di fam iglia, infermieri e personale amministrativo la riforma resta sulla carta. Ma quando si arriva al punto decisivo — chi lavora dove, con quale contratto, con quali orari, con quali responsabilità — la macchina si blocca.L’apertura della Fimmg è dunque un segnale positivo, ma non risolutivo. La disponibilità a fare la propria parte può diventare l’inizio di un accordo, oppure l’ennesimo passaggio interlocutorio in una trattativa troppo lenta. Schillaci ha pochi giorni per dimostrare che il governo non si limita a inaugurare contenitori, ma è in grado di costruire un modello assistenziale.Il 30 giugno, formalmente, le Case di comunità dovranno aprire. Ma la vera scadenza sarà il giorno dopo, e quello dopo ancora. Quando un cittadino proverà a entrarci. Quando chiederà una visita, un orientamento, una presa in carico. Quando si capirà se quelle strutture saranno davvero la nuova porta del Servizio sanitario nazionale o soltanto un altro capitolo incompiuto della sanità italiana.Per ora resta una fotografia in chiaroscuro: i medici di famiglia aprono al confronto, il ministro promette il rispetto della scadenza, le Regioni protestano, l’opposizione attacca, i dati mostrano ritardi e i cittadini ancora non percepiscono le Case di comunità come punti di riferimento reali.La riforma è ancora in piedi. Ma cammina sul filo. E questa volta non basterà tagliare un nastro per dire che la sanità territoriale è nata davvero. Procreazione assistita anche per single e coppie di donne: parte la raccolta firme per cambiare la legge 40 L’Associazione Luca Coscioni lancia la proposta di legge “Pma per tutte”: servono 50mila firme in sei mesi. Obiettivo: superare i divieti ancora in vigore Oltre un anno per una mammografia, sei mesi per una visita oncologica: il dramma delle liste d’attesa raccontato da 14mila segnalazioni Il Rapporto Pit Salute 2026 di Cittadinanzattiva fotografa una sanità sempre più difficile da raggiungere Case di Comunità, da San Mauro l'allarme di Rastelli: "Chi le riempirà? Rischiamo cattedrali nel deserto" L'ex vicesindaco solleva il nodo del personale sanitario, mentre Roma frena sulla riforma e il Piemonte cerca medici anche in Argentina tp:writer§§ Serena Bellandi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202110700045.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia, una vergognosa retromarcia del governo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203188607896.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "nicolaporro.it" del 12 Jun 2026

Stop alla riforma dei medici di famiglia. Saltano obblighi e rapporto di lavoro subordinato, mentre le Case di Comunità restano senza personale

pubDate§§ 2026-06-12T07:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203188607896.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203188607896.PDF', 'title': 'nicolaporro.it'} tp:url§§ https://www.nicolaporro.it/economia-finanza/ef-economia/medici-famiglia-stop-riforma-case-comunita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203188607896.PDF tp:ocr§§ Ascolta l'articolo 0:00 / --:--Alla fine è successo quello che molti temevano: la riforma della medicina territoriale è saltata. Dopo settimane di polemiche e pressioni sindacali, il governo ha deciso di fermare il progetto che avrebbe dovuto portare i medici di famiglia nelle Case di Comunità e aprire alla dipendenza per una parte di loro. Una retromarcia che arriva mentre l’Italia continua a spendere quasi 150 miliardi di euro all’anno per la sanità e mentre centinaia di strutture finanziate con il Pnrr faticano ancora a trovare il personale necessario per funzionare.Il risultato è che, a meno di venti giorni da una delle più importanti scadenze del Pnrr, il governo si ritrova senza la riforma che avrebbe dovuto dare personale e organizzazione a strutture sulle quali sono stati investiti miliardi di euro. E soprattutto si ritrova senza una risposta chiara alla domanda fondamentale: chi lavorerà nelle Case di Comunità?Una riforma nata per affrontare un problema realePer mesi il ministero aveva lavorato a un intervento destinato a modificare profondamente l’organizzazione della medicina generale. L’obiettivo era semplice: fare in modo che i medici di famiglia partecipassero in maniera strutturata alle attività delle Case di Comunità, il perno della nuova sanità territoriale immaginata dopo la pandemia.Nella versione iniziale del progetto era previsto anche il passaggio al rapporto di lavoro dipendente per una parte dei medici, superando almeno parzialmente il tradizionale sistema della convenzione. Parallelamente si puntava a una maggiore presenza dei professionisti nelle nuove strutture territoriali, finanziate con fondi europei e pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali.Era una riforma che cercava di affrontare un problema evidente: lo Stato può costruire edifici, finanziare progetti e inaugurare strutture, ma senza personale sanitario disponibile a lavorarci il rischio è quello di ritrovarsi con contenitori vuoti e servizi assenti.Le corporazioni hanno avuto la meglioLa reazione dei sindacati dei medici di famiglia è stata immediata. La Fimmg, principale organizzazione della categoria, ha contestato il metodo scelto dal governo e si è opposta con forza alla modifica dello status dei professionisti.Con il passare delle settimane le resistenze hanno trovato ascolto anche all’interno della maggioranza. Prima sono emerse le perplessità di Forza Italia, poi le critiche della Lega. Alla fine il governo ha scelto di rallentare e successivamente di accantonare il progetto.Secondo diverse ricostruzioni, sarebbe stata la stessa Giorgia Meloni a invitare il ministro a procedere con maggiore cautela. Il risultato finale è una sostanziale marcia indietro su una riforma che fino a poche settimane fa veniva presentata come strategica per il futuro della sanità territoriale.È difficile non vedere in questa vicenda l’ennesima dimostrazione di una politica che annuncia cambiamenti ambiziosi salvo poi fermarsi davanti alle resistenze organizzate. Alla fine, ancora una volta, vince lo status quo.Leggi anche:Medici di base, la vergogna della mancanza di coraggioMedici di famiglia, la riforma Schillaci cambia tuttoLa rabbia delle RegioniSe i sindacati hanno accolto con favore lo stop alla riforma, molte Regioni hanno reagito in maniera opposta. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha definito lo stop “una scelta sbagliata del governo”, ricordando come il progetto avesse raccolto consensi trasversali. Ancora più netto l’assessore lombardo Guido Bertolaso, che secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore avrebbe espresso tutta la propria contrarietà durante il confronto con il ministero.La delusione delle amministrazioni regionali nasce da un dato concreto. Sono proprio le Regioni che dovranno fare i conti con le difficoltà operative delle nuove strutture e con la carenza di personale. Molte di loro avevano visto nella riforma uno strumento per rendere finalmente operative le Case di Comunità.Anche dalla Toscana è arrivato l’invito a raggiungere un’intesa attraverso il dialogo, mentre dall’Emilia-Romagna è stato ricordato il lavoro già svolto per integrare maggiormente i medici nella rete territoriale. Il problema, però, resta nazionale e non riguarda una singola amministrazione.I numeri che raccontano il fallimentoAl di là delle dichiarazioni politiche, sono i dati a fornire il quadro più significativo. Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, basato sui dati Agenas, al 31 dicembre 2025 risultavano programmate 1.715 Case di Comunità. Di queste, 781 avevano almeno un servizio attivo. Le strutture pienamente operative erano però soltanto 66, vale a dire meno del 4 per cento del totale.Un numero che dovrebbe far riflettere più di qualsiasi polemica parlamentare. Dopo anni di annunci, investimenti e inaugurazioni, la grande rete della sanità territoriale continua a esistere soprattutto sulla carta. Anche Cittadinanzattiva ha lanciato un allarme simile, osservando che le nuove strutture “sono ancora in una fase di attivazione tale da non essere percepite dai cittadini come riferimenti assistenziali”.Tradotto: per gran parte degli italiani le Case di Comunità semplicemente non esistono ancora nella vita quotidiana.Il vero problema resta senza soluzioneOra il ministero punta a trovare un accordo con i medici di famiglia. La stessa Fimmg ha dichiarato la propria disponibilità a “individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr”. Schillaci, dal canto suo, ha assicurato che “l’obiettivo è trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale” e che nelle prossime settimane “ci saranno incontri”.Il problema è che il tempo stringe e le trattative richiedono mesi. Per questo molte Regioni guardano con preoccupazione all’ipotesi di affidare tutto alla contrattazione, temendo che le tempistiche non siano compatibili con la necessità di rendere operative le strutture già finanziate.Nel frattempo, la parte più innovativa della riforma, cioè il possibile passaggio alla dipendenza di una quota dei medici di famiglia, sembra definitivamente tramontata.Una sanità che continua a spendere senza riuscire a cambiareLa vicenda lascia una sensazione difficile da ignorare. Lo Stato ha deciso di investire enormi risorse nella medicina territoriale, ha costruito nuove strutture e ha individuato nelle Case di Comunità il fulcro della sanità del futuro.Il punto politico è difficile da aggirare. Se uno Stato che assorbe quasi 150 miliardi di euro l’anno non riesce nemmeno a organizzare il personale delle strutture che ha costruito e finanziato, il problema non è la mancanza di risorse. È l’incapacità di riformare un sistema nel quale ogni tentativo di cambiamento si infrange contro interessi consolidati, veti corporativi e continui rinvii. Alla fine restano gli edifici, restano gli annunci e restano le conferenze stampa. Quello che manca, ancora una volta, sono i risultati.Alla fine della vicenda restano le strutture, restano gli annunci e restano le promesse. Quello che ancora manca è la certezza che i cittadini possano trovare, dentro quelle strutture, i professionisti e i servizi che erano stati loro promessi. E se una riforma considerata necessaria da governo e Regioni viene ritirata al primo vero scontro con le categorie interessate, il problema non riguarda soltanto la sanità. Riguarda la capacità della politica di realizzare i cambiamenti che essa stessa considera indispensabili.Enrico Foscarini, 12 giugno 2026 Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis). #Agenas#attilio fontana#case di comunità#Fimmg#fondazione gimbe#governo meloni#Guido Bertolaso#medici di base#medici di famiglia#medicina territoriale#Ora zio Schillaci#pnrr#regioni#riforme#sanità#servizio sanitario nazionale#spesa sanitaria Commenta per primo tp:writer§§ Enrico Foscarini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203188607896.PDF §---§ title§§ Il futuro del Sistema Sanitario Nazionale: convegno in Camera di Commercio - ParmaDaily.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202880508931.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "parmadaily.it" del 12 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-12T12:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202880508931.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202880508931.PDF', 'title': 'parmadaily.it'} tp:url§§ https://www.parmadaily.it/il-futuro-del-sistema-sanitario-nazionale-convegno-in-camera-di-commercio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202880508931.PDF tp:ocr§§ Sarà un convegno molto importante quello che si terrà martedì 16 giugno alle ore 15 presso la Camera di Commercio in via Verdi 2 a Parma, dal titolo “Il futuro del SSN: universale, pubblico, solidale”.Dopo il saluti istituzionali del sindaco Michele Guerra, interverranno Nino Cartabellotta, Nirina Dirindin, Vasco Errani e Massimo Fabi.Ettore Brianti e Arnaldo Conforti saranno i moderatori.Copyright © 2007-2025 ParmaDaily.itPrivacy – CookiesAndrea MarsilettiCopyright © 2007-2025 ParmaDaily.itPrivacy – Cookies tp:writer§§ Andrea Marsiletti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202880508931.PDF §---§ title§§ Pediatri nelle Marche, allarme carenze: “Mancano già 13 specialisti e 48 andranno in pensione entro il 2029” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202951008480.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "primocomunicazione.it" del 12 Jun 2026

Il consigliere regionale Andrea Nobili chiede un piano specifico per affrontare la carenza di pediatri

pubDate§§ 2026-06-12T10:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202951008480.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202951008480.PDF', 'title': 'primocomunicazione.it'} tp:url§§ https://primocomunicazione.it/articoli/politica/pediatri-nelle-marche-allarme-carenze-mancano-gia-13-specialisti-e-48-andranno-pensione-entro-il-2029 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202951008480.PDF tp:ocr§§ La carenza di pediatri di libera scelta nelle Marche preoccupa il Consiglio regionale e le famiglie del territorio. Durante la seduta dell’Assemblea legislativa, il consigliere regionale Andrea Nobili ha interrogato la giunta e l’assessore alla Sanità sul futuro dell’assistenza pediatrica nella regione, definendo la situazione “da allarme rosso”.Secondo i dati illustrati da Nobili, nelle Marche mancano già 13 pediatri di libera scelta, mentre 48 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile entro il 2029. Un quadro che rischia di aggravare ulteriormente la difficoltà di garantire un’adeguata copertura sanitaria ai bambini e alle loro famiglie.Pochi incarichi assegnatiA preoccupare è anche l’esito della recente procedura regionale di assegnazione degli incarichi, che avrebbe portato soltanto a quattro incarichi a tempo indeterminato. Nobili ha sottolineato come, a fronte di 22 domande presentate da medici interessati, solo cinque professionisti si siano effettivamente presentati all’incontro convocato il 27 maggio dall’Ast di Ancona, e uno di loro abbia successivamente rinunciato scegliendo un altro incarico.I numeri della Fondazione GimbeIl consigliere regionale richiama inoltre le stime della Fondazione Gimbe, secondo cui al 1° gennaio 2025 nelle Marche si registrava già una carenza di 13 pediatri, calcolata sul rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti. Il dato regionale evidenzia inoltre una pressione superiore alla media nazionale: nelle Marche ogni pediatra segue in media 926 assistiti, contro una media italiana di 917.La richiesta di un piano regionalePer Nobili non si tratta di una difficoltà episodica, ma di un problema strutturale che riguarda un settore particolarmente delicato della sanità pubblica. Da qui la richiesta alla Regione Marche di predisporre un piano specifico e interventi mirati per rafforzare l’assistenza pediatrica territoriale.Secondo il consigliere, non bastano comunicazioni formali o misure temporanee: è necessario intervenire sulla programmazione, sulla distribuzione dei professionisti e sulla vicinanza dei servizi ai luoghi in cui vivono le famiglie.L’assistenza di prossimità al centro del dibattitoNel suo intervento, Nobili ha evidenziato come un servizio sanitario possa essere considerato realmente efficace solo se risponde anche a criteri concreti di accessibilità e prossimità. In particolare, ha sottolineato l’importanza di garantire presidi vicini ai territori e alle comunità, soprattutto per i bambini e per le famiglie che necessitano di continuità assistenziale.La questione si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro della sanità territoriale nelle Marche, già alle prese con carenze di personale medico e difficoltà nel garantire servizi capillari ne tp:writer§§ Up Studio Creativo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061202951008480.PDF §---§ title§§ Case di comunità. I medici di famiglia aprono: "Faremo la nostra parte" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061201834905627.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 12 Jun 2026

Il ministro Schillaci ribadisce: partiranno entro il 30 giugno. Resta caldo il fronte con le Regioni. La Cgil: "Un pessimo teatrino" .

pubDate§§ 2026-06-12T03:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061201834905627.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061201834905627.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/politica/case-di-comunita-i-medici-74060bb8 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061201834905627.PDF tp:ocr§§ Covid, di lotta e di governo1 € al mese Una protesta con striscioni dei camici bianchi (foto d’archivio)Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni. All’indomani dell’annuncio dello stop alla riforma della medicina territoriale, che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, sono i diretti interessati a tendere la mano al ministro della Salute, Orazio Schillaci. La Federazione italiana dei medici di famiglia comunica, dunque, "la disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr". È poi lo stesso ministro a rassicurare che entro il 30 giugno, termine per il raggiungimento dei target del Pnrr, le Case di comunità apriranno. Ora l’obiettivo di Schillaci, come da lui stesso dichiarato, "è trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale" e, per riuscire in questo rispettando le tempistiche, "ci saranno incontri".Resta caldo invece il fronte con le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso ieri dall’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso, è il presidente Attilio Fontana a rincarare la dose, definendo lo stop alla riforma "una scelta sbagliata del governo" poiché si trattava di una proposta "sottoscritta sia dal centrosinistra che dal centrodestra". Dalla Toscana, il presidente Eugenio Giani invita a raggiungere l’intesa "con il dialogo e non con le imposizioni", come fatto nella sua Regione. E come fatto anche in Emilia-Romagna, ricorda l’assessore alle politiche per la Salute Massimo Fabi, che coordina la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Nuove critiche arrivano dall’opposizione parlamentare. Per Marina Sereni, responsabile sanità del Pd, "stiamo assistendo al clamoroso fallimento del tentativo di modificare la medicina generale, senza coinvolgere i professionisti interessati e senza aver verificato prima il consenso della maggioranza".Dura la Cgil, che parla di "pessimo teatrino", auspicando l’avvio di una discussione parlamentare. Nel frattempo, a meno di 20 giorni dalla scadenza del Pnrr, i dati disponibili sullo stato di attivazione delle case di comunità sono tutt’altro che rassicuranti.Al 31 dicembre 2025, come rilevato dalla Fondazione Gimbe in base al monitoraggio dell’Agenas, su 1.715 case di comunità programmate (di cui almeno 1038 finanziate dal Pnrr), 781 (il 45%) aveva almeno un servizio attivo ma solo 66, ovvero poco meno del 4%, risultavano pienamente funzionanti con personale all’interno e forti sono i divari tra Regioni. L’allarme arriva anche da Cittadinanzattiva, che rileva come "le nuove strutture sono ancora in una fase di attivazione tale da non essere percepite dai cittadini come riferimenti assistenziali".© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061201834905627.PDF §---§ title§§ Case di comunità. I medici di famiglia aprono al dialogo: “Faremo la nostra parte”. Ma solo il 4% di quelle previste funziona link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210707989.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 12 Jun 2026

Il ministro Schillaci ribadisce: partiranno entro il 30 giugno. Resta caldo il fronte con le Regioni. La Cgil: "Un pessimo teatrino"

pubDate§§ 2026-06-12T08:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210707989.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210707989.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/cronaca/case-di-comunita-i-medici-74060bb8 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210707989.PDF tp:ocr§§ Non ci sarà un rimpasto1 € al mese Una protesta con striscioni dei camici bianchi (foto d’archivio)Roma, 12 giugno 2026 – “Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni”. All’indomani dell’annuncio dello stop alla riforma della medicina territoriale, che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, sono i diretti interessati a tendere la mano al ministro della Salute, Orazio Schillaci.La ‘Federazione italiana dei medici di famiglia’ comunica, dunque, "la disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr". È poi lo stesso ministro a rassicurare che entro il 30 giugno, termine per il raggiungimento dei target del Pnrr, le Case di comunità apriranno. Ora l’obiettivo di Schillaci, come da lui stesso dichiarato, "è trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale" e, per riuscire in questo rispettando le tempistiche, "ci saranno incontri".Resta caldo invece il fronte con le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso ieri dall’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, è il presidente Attilio Fontana a rincarare la dose, definendo lo stop alla riforma "una scelta sbagliata del governo" poiché si trattava di una proposta "sottoscritta sia dal centrosinistra che dal centrodestra".Dalla Toscana, il presidente Eugenio Giani invita a raggiungere l’intesa "con il dialogo e non con le imposizioni", come fatto nella sua Regione. E come fatto anche in Emilia-Romagna, ricorda l’assessore alle politiche per la Salute Massimo Fabi, che coordina la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Nuove critiche arrivano dall’opposizione parlamentare. Per Marina Sereni, responsabile sanità del Pd, "stiamo assistendo al clamoroso fallimento del tentativo di modificare la medicina generale, senza coinvolgere i professionisti interessati e senza aver verificato prima il consenso della maggioranza". Dura la Cgil, che parla di "pessimo teatrino", auspicando l’avvio di una discussione parlamentare. Nel frattempo, a meno di 20 giorni dalla scadenza del Pnrr, i dati disponibili sullo stato di attivazione delle case di comunità sono tutt’altro che rassicuranti.Al 31 dicembre 2025, come rilevato dalla Fondazione Gimbe in base al monitoraggio dell’Agenas, su 1.715 case di comunità programmate (di cui almeno 1.038 finanziate dal Pnrr), 781 (il 45%) aveva almeno un servizio attivo, ma solo 66, ovvero poco meno del 4%, risultavano pienamente funzionanti con personale all’interno e forti sono i divari tra Regioni. L’allarme arriva anche da Cittadinanzattiva, che rileva come "le nuove strutture sono ancora in una fase di attivazione tale da non essere percepite dai cittadini come riferimenti assistenziali".© Riproduzione riservataRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210707989.PDF §---§ title§§ Case di comunità. I medici di famiglia aprono al dialogo: “Faremo la nostra parte”. Ma solo il 4% di quelle previste funziona link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210407990.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 12 Jun 2026

Il ministro Schillaci ribadisce: partiranno entro il 30 giugno. Resta caldo il fronte con le Regioni. La Cgil: "Un pessimo teatrino"

pubDate§§ 2026-06-12T08:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210407990.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210407990.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/cronaca/case-di-comunita-i-medici-74060bb8 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210407990.PDF tp:ocr§§ Non ci sarà un rimpasto1 € al mese Una recente protesta dei medici dell’emergenza a RomaRoma, 12 giugno 2026 – “Sulle Case di comunità siamo pronti a fare la nostra parte, con serietà e senso delle istituzioni”. All’indomani dell’annuncio dello stop alla riforma della medicina territoriale, che prevedeva, tramite decreto legge, l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro, sono i diretti interessati a tendere la mano al ministro della Salute, Orazio Schillaci.La ‘Federazione italiana dei medici di famiglia’ comunica, dunque, "la disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr". È poi lo stesso ministro a rassicurare che entro il 30 giugno, termine per il raggiungimento dei target del Pnrr, le Case di comunità apriranno. Ora l’obiettivo di Schillaci, come da lui stesso dichiarato, "è trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale" e, per riuscire in questo rispettando le tempistiche, "ci saranno incontri".Resta caldo invece il fronte con le Regioni. Dopo il forte dissenso espresso ieri dall’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, è il presidente Attilio Fontana a rincarare la dose, definendo lo stop alla riforma "una scelta sbagliata del governo" poiché si trattava di una proposta "sottoscritta sia dal centrosinistra che dal centrodestra".Dalla Toscana, il presidente Eugenio Giani invita a raggiungere l’intesa "con il dialogo e non con le imposizioni", come fatto nella sua Regione. E come fatto anche in Emilia-Romagna, ricorda l’assessore alle politiche per la Salute Massimo Fabi, che coordina la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Nuove critiche arrivano dall’opposizione parlamentare. Per Marina Sereni, responsabile sanità del Pd, "stiamo assistendo al clamoroso fallimento del tentativo di modificare la medicina generale, senza coinvolgere i professionisti interessati e senza aver verificato prima il consenso della maggioranza". Dura la Cgil, che parla di "pessimo teatrino", auspicando l’avvio di una discussione parlamentare. Nel frattempo, a meno di 20 giorni dalla scadenza del Pnrr, i dati disponibili sullo stato di attivazione delle case di comunità sono tutt’altro che rassicuranti.Al 31 dicembre 2025, come rilevato dalla Fondazione Gimbe in base al monitoraggio dell’Agenas, su 1.715 case di comunità programmate (di cui almeno 1.038 finanziate dal Pnrr), 781 (il 45%) aveva almeno un servizio attivo, ma solo 66, ovvero poco meno del 4%, risultavano pienamente funzionanti con personale all’interno e forti sono i divari tra Regioni. L’allarme arriva anche da Cittadinanzattiva, che rileva come "le nuove strutture sono ancora in una fase di attivazione tale da non essere percepite dai cittadini come riferimenti assistenziali".© Riproduzione riservataRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203210407990.PDF §---§ title§§ Case di comunità. I medici di famiglia aprono al dialogo: “Faremo la nostra parte”. Ma solo il 4% di quelle previste funziona link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/12/2026061203211107993.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 12 Jun 2026

Il ministro Schillaci ribadisce: partiranno entro il 30 giugno. Resta caldo il fronte con le Regioni. La Cgil: "Un pessimo teatrino"

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