title§§ Sanità pubblica sotto pressione: 65 tipologie di frodi e abusi erodono risorse e amplificano le disuguaglianze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060702109000065.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "adriaeco.eu" del 07 Jun 2026
Adriaeco:, news di economia dall''Adriatico: Sanità pubblica sotto pressione: 65 tipologie di frodi e abusi erodono risorse e amplificano le disuguaglianze
pubDate§§ 2026-06-07T00:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060702109000065.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060702109000065.PDF', 'title': 'adriaeco.eu'} tp:url§§ https://www.adriaeco.eu/2026/06/07/sanita-pubblica-sotto-pressione-65-tipologie-di-frodi-e-abusi-erodono-risorse-e-amplificano-le-disuguaglianze/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060702109000065.PDF tp:ocr§§ Frodi e abusi in sanità non come episodi isolati, ma come distorsioni strutturali capaci di attraversare l’intera filiera del Servizio sanitario nazionale, erodendo risorse pubbliche, alterando le priorità di accesso alle cure e indebolendo la fiducia nelle istituzioni. È questo il quadro delineato dal Report dell’Osservatorio GIMBE “Frodi e abusi in sanità”, presentato presso la sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), nell’ambito del protocollo di intesa tra i due enti.Secondo le evidenze richiamate nel documento, i fenomeni corruttivi risultano associati all’aumento delle diseguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari e, in alcuni contesti, a un peggioramento degli esiti di salute della popolazione, con effetti che nei Paesi a basso reddito arrivano a riflettersi anche sulla mortalità.Un settore strutturalmente esposto al rischio corruttivoLa sanità si conferma uno dei comparti più vulnerabili a livello internazionale. Le ragioni sono note: asimmetrie informative tra attori del sistema, ampia discrezionalità clinica e amministrativa, complessità dei processi decisionali, frammentazione dei sistemi informativi e controlli non sempre tempestivi.A queste caratteristiche si aggiunge la dimensione economica del settore. ANAC stima che nel 2023 circa il 25% del valore complessivo dei contratti pubblici, pari a 70,5 miliardi di euro, riguardi affidamenti in ambito sanitario: farmaci, dispositivi medici, apparecchiature e servizi non sanitari come pulizia, ristorazione e vigilanza. Un’area che, per volume di spesa e complessità, rappresenta uno dei principali punti di esposizione a fenomeni distorsivi.Il quadro internazionale rafforza la lettura del rischio: l’Italia registra nel Transparency International Corruption Perceptions Index 2025 un punteggio di 53 su 100, collocandosi al 19° posto tra i Paesi UE e al 52° a livello globale, in peggioramento rispetto all’anno precedente.Oltre il reato: l’area grigia dei comportamenti opportunisticiNel perimetro analitico del report GIMBE, “frodi e abusi” non coincide esclusivamente con illeciti penali, ma include anche pratiche amministrative distorte e comportamenti opportunistici legati a conflitti di interesse. Una definizione ampia che intercetta anche fenomeni difficilmente rilevabili o sanzionabili.Secondo la Fondazione, limitare l’analisi ai soli casi giudiziari o agli scandali più eclatanti rischia di sottostimare il problema, trascurando una vasta area grigia di pratiche diffuse che sottraggono risorse al sistema e ne riducono la capacità di garantire equità ed efficacia.La tassonomia GIMBE: 65 tipologie e nove aree di rischioUno degli elementi centrali del report è la proposta di una tassonomia nazionale delle frodi e degli abusi in sanità, concepita come strumento operativo di prevenzione e monitoraggio.La classificazione si articola in nove macro-aree: governance e policy, regolazione del sistema sanitario, ricerca clinica, marketing e promozione di tecnologie sanitarie, acquisti di beni e servizi, distribuzione e stoccaggio, gestione delle risorse finanziarie, risorse umane ed erogazione dei servizi. All’interno di questo perimetro sono state identificate 65 tipologie di frodi e abusi.L’obiettivo dichiarato è duplice: uniformare il linguaggio e rendere confrontabili i dati, ma anche rafforzare la capacità di controllo e prevenzione attraverso strumenti di analisi del rischio.Impatti su salute, equità e fiduciaLe conseguenze dei fenomeni distorsivi non sono solo economiche. Il report sottolinea impatti diretti sulla qualità e sicurezza delle cure, sull’accessibilità ai servizi e sulla fiducia dei cittadini. Le evidenze internazionali mostrano correlazioni tra livelli elevati di corruzione e peggiori indicatori di salute, tra cui minore aspettativa di vita, ridotte coperture vaccinali e maggiore mortalità infantile in specifici contesti.In termini sistemici, il meccanismo più critico riguarda l’alterazione del principio di equità: quando l’accesso alle prestazioni non è determinato dal bisogno clinico ma da fattori economici, relazionali o opportunistici, viene compromessa la funzione stessa del Servizio sanitario nazionale.Dalla reazione alla prevenzione: il cambio di paradigma propostoIl documento GIMBE propone un cambio di approccio: da un modello prevalentemente reattivo a uno preventivo, basato su integrazione dei dati, interoperabilità dei sistemi informativi e rafforzamento degli strumenti di analisi del rischio.Tra le proposte figura l’istituzione di un Osservatorio nazionale dedicato a frodi e abusi in sanità, capace di integrare flussi informativi sanitari, amministrativi e giudiziari, oltre allo sviluppo di indicatori predittivi anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.Altri assi strategici riguardano la gestione dei conflitti di interesse, la valorizzazione del whistleblowing, il rafforzamento degli audit interni e una maggiore accountability delle aziende sanitarie.Il ruolo di ANAC: appalti, trasparenza e prevenzioneNel corso della presentazione, il presidente ANAC Giuseppe Busia ha richiamato il ruolo centrale degli appalti pubblici come area più esposta a rischi corruttivi e distorsioni gestionali. In questo ambito, secondo ANAC, la coincidenza tra soggetti che definiscono i fabbisogni e quelli che utilizzano le forniture può generare opacità e scelte non competitive.Tra le criticità segnalate figurano anche le esternalizzazioni del personale sanitario, le irregolarità nelle nomine, le distorsioni nelle liste d’attesa e le fragilità nei sistemi di accreditamento.ANAC punta su digitalizzazione, trasparenza e qualificazione delle stazioni appaltanti come leve di prevenzione, insieme a un rafforzamento della vigilanza sui conflitti di interesse e a una maggiore tracciabilità dei processi decisionali.Una sfida sistemica, non episodicaIl messaggio che emerge dal report è la necessità di un approccio strutturale e continuo. Frodi e abusi non vengono descritti come anomalie marginali, ma come fenomeni adattivi, capaci di evolvere in funzione dei meccanismi di controllo.In questo contesto, il rafforzamento degli strumenti normativi e istituzionali non è considerato sufficiente senza una reale integrazione dei sistemi informativi e una governance unitaria della prevenzione.Resta infine un punto di equilibrio sottolineato da tutte le parti coinvolte: il contrasto alle distorsioni non può diventare un argomento per ridurre il finanziamento della sanità pubblica. L’obiettivo indicato è piuttosto quello di migliorare l’efficienza della spesa, aumentando il valore generato dalle risorse già disponibili e rafforzando la capacità del sistema di garantire il diritto alla salute in modo equo e universale. tp:writer§§ manager guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060702109000065.PDF §---§ title§§ Sanità, Rossi e Valle (PD): “Carenza pediatri, Gimbe conferma l’emergenza piemontese. La Giunta ha ignorato gli allarmi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701795605255.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrieredinovara.it" del 07 Jun 2026
“Il nuovo report della Fondazione Gimbe, che stima una carenza nazionale di 500 pediatri di libera scelta e colloca
pubDate§§ 2026-06-07T06:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701795605255.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701795605255.PDF', 'title': 'corrieredinovara.it'} tp:url§§ https://corrieredinovara.it/politica/sanita-rossi-e-valle-pd-carenza-pediatri-gimbe-conferma-lemergenza-piemontese-la-giunta-ha-ignorato-gli-allarmi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701795605255.PDF tp:ocr§§ "Avevamo denunciato con forza questa situazione già nell'ottobre del 2025, durante la nostra conferenza regionale sul diritto alla salute"07/06/2026 alle 07:59di Diletta Pirino“Il nuovo report della Fondazione Gimbe, che stima una carenza nazionale di 500 pediatri di libera scelta e colloca il Piemonte tra le regioni con le criticità più gravi, purtroppo non ci sorprende. È l’ennesima impietosa certificazione del fallimento delle politiche sanitarie dell’attuale Giunta regionale, sorda a ogni nostro sollecito e a ogni campanello d’allarme”.Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e il vicepresidente della commissione sanità in Consiglio Regionale, Daniele Valle.“Avevamo denunciato con forza questa situazione già nell’ottobre del 2025, durante la nostra conferenza regionale sul diritto alla salute. In quell’occasione – ricordano Rossi e Valle – avevamo portato all’attenzione della Giunta e dell’opinione pubblica i dati drammatici del rapporto Gimbe, che posizionava inequivocabilmente il Piemonte come la seconda regione peggiore d’Italia per numero di pediatri di libera scelta ogni mille abitanti. Un dato allarmante che richiedeva un’azione tempestiva, ma da allora non è cambiato nulla, anzi, la situazione si è incancrenita nel totale disinteresse di chi governa la nostra Regione”.“Lasciare ampie zone del nostro territorio sguarnite dell’assistenza pediatrica di base significa negare un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione ai cittadini più vulnerabili, scaricando sulle famiglie l’angoscia e i costi del privato, o costringendole a intasare i pronto soccorso per patologie curabili sul territorio. Non possiamo rassegnarci a derubricare questa situazione come una fatalità inevitabile: si tratta di un’assenza totale di programmazione. Non c’è più tempo per la retorica, pretendiamo investimenti immediati per rendere nuovamente attrattiva la professione, incentivare i giovani medici e coprire le zone carenti. La tenuta della sanità pubblica – concludono gli esponenti dem – si misura dalla capacità di prendersi cura del futuro delle nostre comunità”. tp:writer§§ Diletta Pirino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701795605255.PDF §---§ title§§ Gimbe: "Con la riforma Schillaci servirebbero circa 4mila pediatri in più per garantire il servizio" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819405457.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 07 Jun 2026
Difficile immaginare dove possano essere trovati nuovi medici dell''infanzia, considerando che già oggi ne mancano circa 500 (l’80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto) e che nei prossimi cinque anni oltre 1500 andranno in pensione
pubDate§§ 2026-06-07T07:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819405457.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819405457.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/07/gimbe-riforma-schillaci-pediatri/8410787/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819405457.PDF tp:ocr§§ Difficile immaginare dove possano essere trovati nuovi medici dell'infanzia, considerando che già oggi ne mancano circa 500 (l’80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto) e che nei prossimi cinque anni oltre 1500 andranno in pensione--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819405457.PDF §---§ title§§ Carenza pediatri, per far partire la riforma Schillaci ne servono 4mila: “Irrealistico” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819505458.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilfattoquotidiano.it" del 07 Jun 2026
Difficile immaginare dove possano essere trovati nuovi medici dell''infanzia, considerando che già oggi ne mancano circa 500 (l’80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto) e che nei prossimi cinque anni oltre 1500 andranno in pensione
pubDate§§ 2026-06-07T07:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819505458.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819505458.PDF', 'title': 'ilfattoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/07/gimbe-riforma-schillaci-pediatri/8410787/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819505458.PDF tp:ocr§§ Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Se la riforma Schillaci andasse in porto così come prevede al momento la bozza del ministero della Salute, per mantenere il rapporto ottimale di 850 bambini assistiti per ogni pediatra servirebbero 4mila professionisti in più. Difficile immaginare dove possano essere trovati, considerando che già oggi ne mancano circa 500 (l’80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto) e che nei prossimi cinque anni oltre 1500 andranno in pensione. Con questi numeri, il sistema già fatica a garantire copertura, accessibilità e continuità delle cure. Eppure il riordino dell’assistenza primaria a cui lavora il governo punta ad ampliare ulteriormente ruolo e platea dei pediatri di libera scelta, aumentando la loro presenza nelle Case della Comunità ed estendendo l’età degli assistiti fino ai 18 anni. Uno sforzo non sostenibile secondo gli stessi pediatri, che hanno criticato il provvedimento e richiesto modifiche. E che viene definito addirittura “irrealistico” dall’ultimo report della Fondazione Gimbe.È ancora una volta l’organizzazione presieduta da Nino Cartabellotta, infatti, a denunciare i cortocircuiti delle misure sanitarie introdotte dall’esecutivo. Nel mirino c’è soprattutto l’estensione dell’assistenza fino al compimento dei 18 anni. Oggi il pediatra è obbligatorio fino all’età di 6 anni. Poi, nella fascia 7-14 anni, i genitori possono scegliere tra pediatra e medico di medicina generale. Superata questa età, infine, il passaggio al medico di famiglia è automatico, salvo proroghe fino ai 16 anni per patologie croniche o disabilità. La riforma ribalterebbe questo schema, rendendo il pediatra il riferimento esclusivo fino alla maggiore età. Per Schillaci si tratta di “una misura strategica”, pensata per garantire “continuità assistenziale lungo tutta l’età evolutiva” e superare un meccanismo che finora rischiava di interrompere i percorsi di cura “in una fase delicata della crescita”.Ma per Gimbe questo provvedimento non tiene conto delle carenze di organico di cui già soffre la professione. Secondo la Fondazione, appunto, mantenendo il rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, l’estensione fino ai 18 anni richiederebbe oltre 3500 pediatri aggiuntivi: 811 solo per prendere in carico i circa 690mila minori tra 6 e 13 anni oggi assistiti dai medici di medicina generale e altri 2721 per la fascia 14-17 anni. A questi si sommano i quasi 500 pediatri già mancanti. A queste condizioni, avverte Cartabellotta, “l’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età non è realistica”. E il governo probabilmente lo sa, tanto che la bozza prova a rendere sostenibile l’estensione proprio aumentando il limite massimo di assistiti per i pediatri a 1500, rendendolo analogo a quello dei medici di famiglia. Una mossa che, secondo i critici, rischia di scaricare la riforma sui professionisti già in servizio, aumentando il sovraccarico e indebolendo qualità, prossimità e reale libertà di scelta per le famiglie.Del resto, anche il dossier tecnico-economico allegato alla bozza riconosce l’impatto della misura: l’innalzamento dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni comporterebbe un maggiore costo annuo stimato in circa 523 milioni di euro e la necessità di inserire 1300 pediatri in più. Una stima molto più contenuta rispetto a quella elaborata da Gimbe, considerando la situazione attuale della professione: al primo gennaio 2025 risultavano attivi 6284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti. La media nazionale è di 917 bambini e ragazzi per pediatra, ma in alcune Regioni il carico è ancora maggiore: in Piemonte si arriva a 1126, nella Provincia autonoma di Bolzano a 1114, in Veneto a 1018. “Con questi livelli di saturazione il principio della libera scelta rimane solo sulla carta”, commenta Cartabellotta. La carenza attuale stimata da Gimbe è pari a 497 pediatri, ma con forti squilibri territoriali: 186 in Lombardia, 109 in Piemonte, 96 in Veneto. Da sole, queste tre Regioni rappresentano il 78,7% del fabbisogno mancante. Il paradosso è che tutto questo accade mentre le nascite continuano a diminuire. Tra il 2019 e il 2025 i bambini tra 0 e 5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al pediatra è obbligatoria, sono calati di circa 420mila unità. Ma nello stesso periodo anche i pediatri di famiglia sono diminuiti del 15%. “La riduzione dei professionisti – avverte Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite”. Il risultato è che in molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile.La bozza, inoltre, prevede anche un maggiore coinvolgimento dei pediatri nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal Dm 77: almeno sei ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità previste dal Pnrr, con la possibilità per le Regioni di aumentare questa quota in base ai bisogni locali. Sulla carta, l’obiettivo è rafforzare la continuità delle cure e integrare meglio i pediatri nei servizi di prossimità. Ma allo stato attuale, senza organici adeguati, risorse e criteri omogenei di applicazione, il rischio è che la riforma si traduca in un aumento degli obblighi senza produrre un miglioramento effettivo della reale capacità di cura. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/07/2026060701819505458.PDF §---§