title§§ Pediatri di famiglia: 500 posti scoperti - Il Corriere Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corrierenazionale.net" del 06 Jun 2026
Trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri…
pubDate§§ 2026-06-06T06:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF', 'title': 'corrierenazionale.net'} tp:url§§ https://www.corrierenazionale.net/2026/06/06/pediatri-di-famiglia-500-posti-scoperti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF tp:ocr§§ Pediatri di famiglia: 500 posti scoperti Ambiente, Natura & Salute In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. Le carenze si concentrano nel Nord e rischiano di aggravarsi con i pensionamenti previsti nei prossimi anni (ph. Unsplash) Di Giovanni Ierfone Del 6 Giugno 2026 alle ore 07:30 Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti. GIMBE: ricambio generazionale incerto, il Nord guida l’emergenzaTrovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri, ma interessa anche grandi città, periferie metropolitane e territori del Nord dove la sanità pubblica finora aveva retto. L’analisi della Fondazione GIMBE fotografa una situazione che va ben oltre l’allarme ordinario. In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e le carenze risultano distribuite in modo fortemente disomogeneo sul territorio. Tre regioni: 8 bambini su 10 senza pediatraLa situazione più critica si registra in Lombardia, dove mancano 186 medici, seguita dal Piemonte con 109 e dal Veneto con 96. In queste regioni circa l’80% dei bambini vive in aree prive di una copertura adeguata. Il sovraccarico dei professionisti già in servizio è evidente. Il numero medio di assistiti per pediatra supera infatti il massimale ordinario di mille bambini, raggiungendo quota 1.126 in Piemonte, 1.114 nella Provincia Autonoma di Bolzano e 1.018 in Veneto. Il quadro appare più favorevole soltanto in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria, dove la media si mantiene sotto la soglia ottimale di 850 assistiti. Tuttavia, il trend nazionale è in peggioramento, se si considera che appena un anno fa le regioni in condizioni virtuose erano nove. Come osserva il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, il principio della libera scelta rischia sempre più di restare sulla carta, trasformandosi per molte famiglie nella semplice ricerca di un qualsiasi pediatra disponibile. 1.500 pensionamenti entro il 2029La crisi è il risultato di un progressivo depauperamento della rete territoriale. Tra il 2019 e il 2025 il numero dei pediatri di libera scelta è passato da 7.373 a 6.284 unità, con una riduzione del 15%. Questo declino è il risultato di un’erosione silenziosa che dura da anni. Tra il 2019 e il 2025 i pediatri di famiglia in attività sono scesi da 7.373 a 6.284, registrando una contrazione del 15%. La denatalità contribuisce solo in parte a spiegare il fenomeno. A incidere è anche la carenza dei medici di medicina generale, che conta oltre 5.700 posti vacanti. Molte famiglie scelgono così di mantenere i figli tra i 6 e i 13 anni in carico ai pediatri, pur potendo trasferirli al medico di base, aumentando ulteriormente il carico di lavoro degli specialisti. Oltre 1.500 pediatri lasceranno il servizio entro il 2029 per raggiunti limiti di età (ph. GIMBE)Le prospettive restano preoccupanti anche per il ricambio generazionale. Entro il 2029, infatti, 1.547 pediatri raggiungeranno il limite dei 70 anni e lasceranno il servizio. Le uscite saranno distribuite in modo molto disomogeneo. Si passerà dai 218 pensionamenti previsti in Campania ai soli due stimati in Valle d’Aosta. L’aumento delle borse di specializzazione (da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025) rappresenta un segnale positivo, ma non garantisce una soluzione automatica. Non è infatti possibile prevedere quanti nuovi specialisti sceglieranno la pediatria di libera scelta anziché la carriera ospedaliera. Il nodo della riformaIn questo contesto, la proposta di riforma dell’assistenza primaria rischia di scontrarsi con la realtà dei numeri. Il progetto prevede l’estensione dell’assistenza pediat rica fino ai 18 anni e l’inserimento dei pediatri nelle Case della Comunità finanziate dal PNRR per almeno sei ore settimanali, con l’obiettivo di rafforzare la continuità assistenziale. Secondo le stime GIMBE, mantenere il rapporto ottimale di 850 assistiti per professionista richiederebbe però oltre 4.000 pediatri aggiuntivi. Il fabbisogno comprenderebbe i circa 500 medici necessari per coprire le carenze attuali, 811 professionisti per i minori tra 6 e 13 anni ancora seguiti dai medici di medicina generale e altri 2.721 per la fascia tra i 14 e i 17 anni, oggi esclusa dall’assistenza pediatrica territoriale. Oltre alla disponibilità di personale, emerge anche una questione economica. La quota capitaria riconosciuta ai pediatri è infatti circa doppia rispetto a quella dei medici di medicina generale, con conseguente aumento della spesa pubblica. Emergenza pediatriIl dato nazionale di 917 assistiti per pediatra rischia inoltre di mascherare le situazioni più difficili. Le carenze più gravi si concentrano spesso nei quartieri periferici delle grandi città e nelle aree interne, dove l’accesso ai servizi è già più fragile. Nemmeno il calo delle nascite è sufficiente a riequilibrare il sistema. Nel 2024 si sono registrati circa 370.000 nuovi nati, mentre oltre 566.000 ragazzi hanno compiuto 14 anni uscendo dal circuito pediatrico. Considerando che non tutti i bambini tra 6 e 13 anni risultano iscritti a un pediatra, il saldo netto stimato per il 2024 è di circa 100.000 assistiti in meno. Un alleggerimento che, tuttavia, non compensa la progressiva riduzione del numero dei professionisti disponibili. Per questo la Fondazione GIMBE chiede alle Regioni di elaborare stime più accurate sui flussi dei pediatri, integrare la programmazione territoriale con i dati demografici e accompagnare gli investimenti del PNRR con risorse strutturali. L’obiettivo, sottolinea il rapporto, deve essere quello di valutare l’efficacia dei servizi offerti alle famiglie e non soltanto il numero delle nuove strutture realizzate. Per un’informazione completaConsulta anche gli articoli pubblicati su:Progetto RadiciIl Corriere NazionaleStampa ParlamentoCorriere PL 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 19 #Pediatri #SanitàPubblica #SaluteBambini #FondazioneGIMBE #AssistenzaTerritoriale carenza pediatri di famiglia Last modified: Del 5 Giugno 2026 alle ore 19:25 Previous Story: Filler, stretta del Ministero: cosa cambia davvero? Intervista alla Dottoressa Laura Mazzotta About the Author / Giovanni Ierfone Lascia un commento Annulla rispostaIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento * Nome * Email * Sito web ? Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. Le carenze si concentrano nel Nord e rischiano di aggravarsi con i pensionamenti previsti nei prossimi anni (ph. Unsplash)Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti. GIMBE: ricambio generazionale incerto, il Nord guida l’emergenzaTrovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri, ma interessa anche grandi città, periferie metropolitane e territori del Nord dove la sanità pubblica finora aveva retto. L’analisi della Fondazione GIMBE fotografa una situazione che va ben oltre l’allarme ordinario. In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e le carenze risultano distribuite in modo fortemente disomogeneo sul territorio. Tre regioni: 8 bambini su 10 senza pediatraLa situazione più critica si registra in Lombardia, dove mancano 186 medici, seguita dal Piemonte con 109 e dal Veneto con 96. In queste regioni circa l’80% dei bambini vive in aree prive di una copertura adeguata. Il sovraccarico dei professionisti già in servizio è evidente. Il numero medio di assistiti per pediatra supera infatti il massimale ordinario di mille bambini, raggiungendo quota 1.126 in Piemonte, 1.114 nella Provincia Autonoma di Bolzano e 1.018 in Veneto. Il quadro appare più favorevole soltanto in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria, dove la media si mantiene sotto la soglia ottimale di 850 assistiti. Tuttavia, il trend nazionale è in peggioramento, se si considera che appena un anno fa le regioni in condizioni virtuose erano nove. Come osserva il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, il principio della libera scelta rischia sempre più di restare sulla carta, trasformandosi per molte famiglie nella semplice ricerca di un qualsiasi pediatra disponibile. 1.500 pensionamenti entro il 2029La crisi è il risultato di un progressivo depauperamento della rete territoriale. Tra il 2019 e il 2025 il numero dei pediatri di libera scelta è passato da 7.373 a 6.284 unità, con una riduzione del 15%. Questo declino è il risultato di un’erosione silenziosa che dura da anni. Tra il 2019 e il 2025 i pediatri di famiglia in attività sono scesi da 7.373 a 6.284, registrando una contrazione del 15%. La denatalità contribuisce solo in parte a spiegare il fenomeno. A incidere è anche la carenza dei medici di medicina generale, che conta oltre 5.700 posti vacanti. Molte famiglie scelgono così di mantenere i figli tra i 6 e i 13 anni in carico ai pediatri, pur potendo trasferirli al medico di base, aumentando ulteriormente il carico di lavoro degli specialisti. Oltre 1.500 pediatri lasceranno il servizio entro il 2029 per raggiunti limiti di età (ph. GIMBE)Le prospettive restano preoccupanti anche per il ricambio generazionale. Entro il 2029, infatti, 1.547 pediatri raggiungeranno il limite dei 70 anni e lasceranno il servizio. Le uscite saranno distribuite in modo molto disomogeneo. Si passerà dai 218 pensionamenti previsti in Campania ai soli due stimati in Valle d’Aosta. L’aumento delle borse di specializzazione (da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025) rappresenta un segnale positivo, ma non garantisce una soluzione automatica. Non è infatti possibile prevedere quanti nuovi specialisti sceglieranno la pediatria di libera scelta anziché la carriera ospedaliera. Il nodo della riformaIn questo contesto, la proposta di riforma dell’assistenza primaria rischia di scontrarsi con la realtà dei numeri. Il progetto prevede l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni e l’inserimento dei pediatri nelle Case della Comunità finanziate dal PNRR per almeno sei ore settimanali, con l’obiettivo di rafforzare la continuità assistenziale. Secondo le stime GIMBE, mantenere il rapporto ottimale di 850 assistiti per professionista richiederebbe però oltre 4.000 pediatri aggiuntivi. Il fabbisogno comprenderebbe i circa 500 medici necessari per coprire le carenze attuali, 811 professionisti per i minori tra 6 e 13 anni ancora seguiti dai medici di medicina generale e altri 2.721 per la fascia tra i 14 e i 17 anni, oggi esclusa dall’assistenza pediatrica territoriale. Oltre alla disponibilità di personale, emerge anche una questione economica. La quota capitaria riconosciuta ai pediatri è infatti circa doppia rispetto a quella dei medici di medicina generale, con conseguente aumento della spesa pubblica. Emergenza pediatriIl dato nazionale di 917 assistiti per pediatra rischia inoltre di mascherare le situazioni più difficili. Le carenze più gravi si concentrano spesso nei quarti eri periferici delle grandi città e nelle aree interne, dove l’accesso ai servizi è già più fragile. Nemmeno il calo delle nascite è sufficiente a riequilibrare il sistema. Nel 2024 si sono registrati circa 370.000 nuovi nati, mentre oltre 566.000 ragazzi hanno compiuto 14 anni uscendo dal circuito pediatrico. Considerando che non tutti i bambini tra 6 e 13 anni risultano iscritti a un pediatra, il saldo netto stimato per il 2024 è di circa 100.000 assistiti in meno. Un alleggerimento che, tuttavia, non compensa la progressiva riduzione del numero dei professionisti disponibili. Per questo la Fondazione GIMBE chiede alle Regioni di elaborare stime più accurate sui flussi dei pediatri, integrare la programmazione territoriale con i dati demografici e accompagnare gli investimenti del PNRR con risorse strutturali. L’obiettivo, sottolinea il rapporto, deve essere quello di valutare l’efficacia dei servizi offerti alle famiglie e non soltanto il numero delle nuove strutture realizzate. Per un’informazione completaConsulta anche gli articoli pubblicati su:Progetto RadiciIl Corriere NazionaleStampa ParlamentoCorriere PL 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 19Visualizzazioni: 19 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF §---§ title§§ Sbarco solidale a Genova: SVS apre il primo presidio ligure per i malati sardi - Cronache Nuoresi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachenuoresi.it" del 06 Jun 2026
Il Primo Quotidiano Online di Nuoro e del Nuorese
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Estratto da pag. 1 di "fpress.it" del 06 Jun 2026
Estratto da pag. 1 di "mitomorrow.it" del 06 Jun 2026
Medici di base Milanom ne mancano 600: il bando regionale raccoglie solo 20 adesioni e alcuni quartieri restano scoperti.
pubDate§§ 2026-06-06T13:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF', 'title': 'mitomorrow.it'} tp:url§§ https://www.mitomorrow.it/salute/medici-base-milano-bando-quartieri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF tp:ocr§§ La crisi dei medici di famiglia a Milano continua ad aggravarsi e i numeri raccontano una situazione che sta diventando strutturale. Nel capoluogo lombardo mancano circa 600 medici di base, ma all’ultimo bando regionale hanno risposto soltanto 20 professionisti. Un dato che fotografa una difficoltà ormai cronica del sistema sanitario territoriale.A preoccupare non è soltanto il numero insufficiente di nuove assegnazioni, ma anche la distribuzione sul territorio. Alcune zone della città risultano sempre meno attrattive per i nuovi medici, con il Municipio 6 che non ha registrato alcuna scelta. Situazione critica anche in quartieri come Giambellino, Muggiano, Quarto Oggiaro, Corvetto e Rogoredo, dove trovare un medico disponibile è diventato sempre più complicato.Per chi riesce ad avere un medico di riferimento, il problema si sposta sul carico di lavoro. Molti professionisti gestiscono infatti tra 1.500 e 1.800 pazienti, numeri che rendono difficile garantire tempi adeguati di visita e assistenza continuativa.Perché nessuno vuole più fare il medico di base MilanoDietro questa emergenza si intrecciano diversi fattori. Da una parte ci sono i pensionamenti che procedono più velocemente rispetto al ricambio generazionale; dall’altra molti giovani laureati scelgono percorsi professionali differenti rispetto alla medicina generale.La Lombardia rappresenta oggi una delle regioni più colpite d’Italia. Secondo i dati riportati dalla Fondazione Gimbe, sul territorio regionale mancano oltre 1.500 medici di famiglia, il numero più alto a livello nazionale.A incidere sono anche le condizioni di lavoro: burocrazia crescente, gestione amministrativa degli studi, responsabilità elevate e un rapporto con i pazienti che richiede una disponibilità sempre maggiore. Molti professionisti preferiscono orientarsi verso specializzazioni ospedaliere o attività private.Medici di base Milano: si rischia di perdere un presidio fondamentaleIl medico di base non rappresenta soltanto il primo contatto con il sistema sanitario. È anche una figura che conosce la storia clinica dei pazienti, intercetta situazioni di fragilità e indirizza verso percorsi specialistici quando necessario.Quando questo presidio viene meno, aumentano inevitabilmente gli accessi impropri ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, già sotto pressione. Per questo motivo ATS e Regione Lombardia stanno cercando di tamponare l’emergenza attraverso gli ambulatori medici territoriali, una sorta di guardia medica diurna con professionisti che si alternano sul territorio. Una soluzione che però non sostituisce il rapporto stabile tra cittadino e medico di famiglia.Medici di base Milano: il nodo politico che continua a rimanere irrisoltoLa carenza di medici di base non è un problema nato negli ultimi mesi. Da anni sindacati, associazioni di categoria e amministrazioni locali segnalano il rischio legato all’invecchiamento della professione e alla scarsità di nuove adesioni ai corsi di formazione.Eppure il sistema continua a rincorrere l’emergenza. I bandi vengono pubblicati, ma spesso rimangono quasi deserti. Nel frattempo migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, si trovano a dover cercare un medico disponibile anche lontano dal proprio quartiere.Milano, città che rappresenta uno dei motori economici del Paese, si trova così a fare i conti con un paradosso: eccellenze ospedaliere riconosciute a livello internazionale, ma sempre più difficoltà nel garantire quello che dovrebbe essere il servizio sanitario più vicino ai cittadini. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF §---§ title§§ Fuoco amico sulla riforma del ministro Schillaci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF description§§ pubDate§§ 2026-06-06T13:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF', 'title': 'ore12.net'} tp:url§§ https://www.ore12.net/fuoco-amico-sulla-riforma-del-ministro-schillaci/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF tp:ocr§§ di Orietta MiglioriSanità: Lega, da sempre dubbi su riforma Schillaci, si lavori a soluzione buonsenso“La Lega ha sempre espresso forti dubbi sulla riforma Schillaci delle cure primarie, impostata quasi esclusivamente sul cambio di tipologia contrattuale dei medici di famiglia e sull’obbligo di presenza nelle Case della Comunità. Da oltre due anni abbiamo depositato al Senato un disegno di legge concreto e pragmatico che punta a valorizzare le aggregazioni tra medici per offrire più servizi ai cittadini, ridurre drasticamente la burocrazia che grava sui professionisti e rafforzare l’assistenza territoriale di base, evitando così di intasare ulteriormente gli ospedali. Crediamo che la salute dei cittadini si tuteli con soluzioni operative e di buonsenso, non con imposizioni ideologiche o modelli rigidi che rischiano di lasciare vuote le strutture finanziate dal Pnrr. La Lega è pronta a lavorare per una vera riforma condivisa che metta al centro medici e pazienti, non la sola ridefinizione del contratto di lavoro”. Così in una nota il dipartimento Sanità della Lega. Ma le opposizioni vanno all’attacco con il PdBoccia (Pd), destra divisa affossa riforma del suo governo“Non bastavano i dati quotidiani sulla sanità, fa sapere Vincenzo Boccia, Presidente dei Senatori del Pd. Non bastavano i rapporti Gimbe e le liste d’attesa che non diminuiscono. Oggi apprendiamo che le divisioni nella maggioranza stanno affossando anche quella che doveva essere la riforma Schillaci sui medici di famiglia. E ora a rischio sono le Case di comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del PNRR. La destra è divisa, schiava di chi preferisce la privatizzazione della sanità, e una riforma che aveva avuto l’ok delle regioni ora viene affossata. E’ l’ennesimo annuncio che questo governo non realizza e a pagare saranno ancora una volta famiglie e cittadini. Sono al tutti contro tutti sulla pelle degli italiani. Per colpa del governo Meloni e delle sue divisioni rischiamo che risorse e investimenti importarti per rafforzare la sanità territoriale diventino inutili e sprecati. Si conferma che il bilancio di quasi quattro anni di governo Meloni è sempre lo stesso: tanti annunci, zero risultati e una sanità pubblica sempre più privatizzata”. tp:writer§§ Redazione Ore 12 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF §---§ title§§ Fuoco amico sulla riforma del ministro Schillaci - Ore12 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF description§§ pubDate§§ 2026-06-06T13:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF', 'title': 'ore12.net'} tp:url§§ https://www.ore12.net/fuoco-amico-sulla-riforma-del-ministro-schillaci/#respond tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF tp:ocr§§ di Orietta MiglioriSanità: Lega, da sempre dubbi su riforma Schillaci, si lavori a soluzione buonsenso“La Lega ha sempre espresso forti dubbi sulla riforma Schillaci delle cure primarie, impostata quasi esclusivamente sul cambio di tipologia contrattuale dei medici di famiglia e sull’obbligo di presenza nelle Case della Comunità. Da oltre due anni abbiamo depositato al Senato un disegno di legge concreto e pragmatico che punta a valorizzare le aggregazioni tra medici per offrire più servizi ai cittadini, ridurre drasticamente la burocrazia che grava sui professionisti e rafforzare l’assistenza territoriale di base, evitando così di intasare ulteriormente gli ospedali. Crediamo che la salute dei cittadini si tuteli con soluzioni operative e di buonsenso, non con imposizioni ideologiche o modelli rigidi che rischiano di lasciare vuote le strutture finanziate dal Pnrr. La Lega è pronta a lavorare per una vera riforma condivisa che metta al centro medici e pazienti, non la sola ridefinizione del contratto di lavoro”. Così in una nota il dipartimento Sanità della Lega. Ma le opposizioni vanno all’attacco con il PdBoccia (Pd), destra divisa affossa riforma del suo governo“Non bastavano i dati quotidiani sulla sanità, fa sapere Vincenzo Boccia, Presidente dei Senatori del Pd. Non bastavano i rapporti Gimbe e le liste d’attesa che non diminuiscono. Oggi apprendiamo che le divisioni nella maggioranza stanno affossando anche quella che doveva essere la riforma Schillaci sui medici di famiglia. E ora a rischio sono le Case di comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del PNRR. La destra è divisa, schiava di chi preferisce la privatizzazione della sanità, e una riforma che aveva avuto l’ok delle regioni ora viene affossata. E’ l’ennesimo annuncio che questo governo non realizza e a pagare saranno ancora una volta famiglie e cittadini. Sono al tutti contro tutti sulla pelle degli italiani. Per colpa del governo Meloni e delle sue divisioni rischiamo che risorse e investimenti importarti per rafforzare la sanità territoriale diventino inutili e sprecati. Si conferma che il bilancio di quasi quattro anni di governo Meloni è sempre lo stesso: tanti annunci, zero risultati e una sanità pubblica sempre più privatizzata”. tp:writer§§ Redazione Ore 12 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF §---§