title§§ Pediatri di famiglia: 500 posti scoperti - Il Corriere Nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrierenazionale.net" del 06 Jun 2026

Trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri…

pubDate§§ 2026-06-06T06:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF', 'title': 'corrierenazionale.net'} tp:url§§ https://www.corrierenazionale.net/2026/06/06/pediatri-di-famiglia-500-posti-scoperti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF tp:ocr§§ Pediatri di famiglia: 500 posti scoperti Ambiente, Natura & Salute In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. Le carenze si concentrano nel Nord e rischiano di aggravarsi con i pensionamenti previsti nei prossimi anni (ph. Unsplash) Di Giovanni Ierfone Del 6 Giugno 2026 alle ore 07:30 Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti. GIMBE: ricambio generazionale incerto, il Nord guida l’emergenzaTrovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri, ma interessa anche grandi città, periferie metropolitane e territori del Nord dove la sanità pubblica finora aveva retto. L’analisi della Fondazione GIMBE fotografa una situazione che va ben oltre l’allarme ordinario. In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e le carenze risultano distribuite in modo fortemente disomogeneo sul territorio. Tre regioni: 8 bambini su 10 senza pediatraLa situazione più critica si registra in Lombardia, dove mancano 186 medici, seguita dal Piemonte con 109 e dal Veneto con 96. In queste regioni circa l’80% dei bambini vive in aree prive di una copertura adeguata. Il sovraccarico dei professionisti già in servizio è evidente. Il numero medio di assistiti per pediatra supera infatti il massimale ordinario di mille bambini, raggiungendo quota 1.126 in Piemonte, 1.114 nella Provincia Autonoma di Bolzano e 1.018 in Veneto. Il quadro appare più favorevole soltanto in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria, dove la media si mantiene sotto la soglia ottimale di 850 assistiti. Tuttavia, il trend nazionale è in peggioramento, se si considera che appena un anno fa le regioni in condizioni virtuose erano nove. Come osserva il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, il principio della libera scelta rischia sempre più di restare sulla carta, trasformandosi per molte famiglie nella semplice ricerca di un qualsiasi pediatra disponibile. 1.500 pensionamenti entro il 2029La crisi è il risultato di un progressivo depauperamento della rete territoriale. Tra il 2019 e il 2025 il numero dei pediatri di libera scelta è passato da 7.373 a 6.284 unità, con una riduzione del 15%. Questo declino è il risultato di un’erosione silenziosa che dura da anni. Tra il 2019 e il 2025 i pediatri di famiglia in attività sono scesi da 7.373 a 6.284, registrando una contrazione del 15%. La denatalità contribuisce solo in parte a spiegare il fenomeno. A incidere è anche la carenza dei medici di medicina generale, che conta oltre 5.700 posti vacanti. Molte famiglie scelgono così di mantenere i figli tra i 6 e i 13 anni in carico ai pediatri, pur potendo trasferirli al medico di base, aumentando ulteriormente il carico di lavoro degli specialisti. Oltre 1.500 pediatri lasceranno il servizio entro il 2029 per raggiunti limiti di età (ph. GIMBE)Le prospettive restano preoccupanti anche per il ricambio generazionale. Entro il 2029, infatti, 1.547 pediatri raggiungeranno il limite dei 70 anni e lasceranno il servizio. Le uscite saranno distribuite in modo molto disomogeneo. Si passerà dai 218 pensionamenti previsti in Campania ai soli due stimati in Valle d’Aosta. L’aumento delle borse di specializzazione (da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025) rappresenta un segnale positivo, ma non garantisce una soluzione automatica. Non è infatti possibile prevedere quanti nuovi specialisti sceglieranno la pediatria di libera scelta anziché la carriera ospedaliera. Il nodo della riformaIn questo contesto, la proposta di riforma dell’assistenza primaria rischia di scontrarsi con la realtà dei numeri. Il progetto prevede l’estensione dell’assistenza pediat rica fino ai 18 anni e l’inserimento dei pediatri nelle Case della Comunità finanziate dal PNRR per almeno sei ore settimanali, con l’obiettivo di rafforzare la continuità assistenziale. Secondo le stime GIMBE, mantenere il rapporto ottimale di 850 assistiti per professionista richiederebbe però oltre 4.000 pediatri aggiuntivi. Il fabbisogno comprenderebbe i circa 500 medici necessari per coprire le carenze attuali, 811 professionisti per i minori tra 6 e 13 anni ancora seguiti dai medici di medicina generale e altri 2.721 per la fascia tra i 14 e i 17 anni, oggi esclusa dall’assistenza pediatrica territoriale. Oltre alla disponibilità di personale, emerge anche una questione economica. La quota capitaria riconosciuta ai pediatri è infatti circa doppia rispetto a quella dei medici di medicina generale, con conseguente aumento della spesa pubblica. Emergenza pediatriIl dato nazionale di 917 assistiti per pediatra rischia inoltre di mascherare le situazioni più difficili. Le carenze più gravi si concentrano spesso nei quartieri periferici delle grandi città e nelle aree interne, dove l’accesso ai servizi è già più fragile. Nemmeno il calo delle nascite è sufficiente a riequilibrare il sistema. Nel 2024 si sono registrati circa 370.000 nuovi nati, mentre oltre 566.000 ragazzi hanno compiuto 14 anni uscendo dal circuito pediatrico. Considerando che non tutti i bambini tra 6 e 13 anni risultano iscritti a un pediatra, il saldo netto stimato per il 2024 è di circa 100.000 assistiti in meno. Un alleggerimento che, tuttavia, non compensa la progressiva riduzione del numero dei professionisti disponibili. Per questo la Fondazione GIMBE chiede alle Regioni di elaborare stime più accurate sui flussi dei pediatri, integrare la programmazione territoriale con i dati demografici e accompagnare gli investimenti del PNRR con risorse strutturali. L’obiettivo, sottolinea il rapporto, deve essere quello di valutare l’efficacia dei servizi offerti alle famiglie e non soltanto il numero delle nuove strutture realizzate. Per un’informazione completaConsulta anche gli articoli pubblicati su:Progetto RadiciIl Corriere NazionaleStampa ParlamentoCorriere PL 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 19 #Pediatri #SanitàPubblica #SaluteBambini #FondazioneGIMBE #AssistenzaTerritoriale carenza pediatri di famiglia Last modified: Del 5 Giugno 2026 alle ore 19:25 Previous Story: Filler, stretta del Ministero: cosa cambia davvero? Intervista alla Dottoressa Laura Mazzotta About the Author / Giovanni Ierfone Lascia un commento Annulla rispostaIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento * Nome * Email * Sito web ? Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. Le carenze si concentrano nel Nord e rischiano di aggravarsi con i pensionamenti previsti nei prossimi anni (ph. Unsplash)Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti. GIMBE: ricambio generazionale incerto, il Nord guida l’emergenzaTrovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato in molte aree del Paese. Il problema non riguarda soltanto i piccoli centri, ma interessa anche grandi città, periferie metropolitane e territori del Nord dove la sanità pubblica finora aveva retto. L’analisi della Fondazione GIMBE fotografa una situazione che va ben oltre l’allarme ordinario. In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e le carenze risultano distribuite in modo fortemente disomogeneo sul territorio. Tre regioni: 8 bambini su 10 senza pediatraLa situazione più critica si registra in Lombardia, dove mancano 186 medici, seguita dal Piemonte con 109 e dal Veneto con 96. In queste regioni circa l’80% dei bambini vive in aree prive di una copertura adeguata. Il sovraccarico dei professionisti già in servizio è evidente. Il numero medio di assistiti per pediatra supera infatti il massimale ordinario di mille bambini, raggiungendo quota 1.126 in Piemonte, 1.114 nella Provincia Autonoma di Bolzano e 1.018 in Veneto. Il quadro appare più favorevole soltanto in Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria, dove la media si mantiene sotto la soglia ottimale di 850 assistiti. Tuttavia, il trend nazionale è in peggioramento, se si considera che appena un anno fa le regioni in condizioni virtuose erano nove. Come osserva il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, il principio della libera scelta rischia sempre più di restare sulla carta, trasformandosi per molte famiglie nella semplice ricerca di un qualsiasi pediatra disponibile. 1.500 pensionamenti entro il 2029La crisi è il risultato di un progressivo depauperamento della rete territoriale. Tra il 2019 e il 2025 il numero dei pediatri di libera scelta è passato da 7.373 a 6.284 unità, con una riduzione del 15%. Questo declino è il risultato di un’erosione silenziosa che dura da anni. Tra il 2019 e il 2025 i pediatri di famiglia in attività sono scesi da 7.373 a 6.284, registrando una contrazione del 15%. La denatalità contribuisce solo in parte a spiegare il fenomeno. A incidere è anche la carenza dei medici di medicina generale, che conta oltre 5.700 posti vacanti. Molte famiglie scelgono così di mantenere i figli tra i 6 e i 13 anni in carico ai pediatri, pur potendo trasferirli al medico di base, aumentando ulteriormente il carico di lavoro degli specialisti. Oltre 1.500 pediatri lasceranno il servizio entro il 2029 per raggiunti limiti di età (ph. GIMBE)Le prospettive restano preoccupanti anche per il ricambio generazionale. Entro il 2029, infatti, 1.547 pediatri raggiungeranno il limite dei 70 anni e lasceranno il servizio. Le uscite saranno distribuite in modo molto disomogeneo. Si passerà dai 218 pensionamenti previsti in Campania ai soli due stimati in Valle d’Aosta. L’aumento delle borse di specializzazione (da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025) rappresenta un segnale positivo, ma non garantisce una soluzione automatica. Non è infatti possibile prevedere quanti nuovi specialisti sceglieranno la pediatria di libera scelta anziché la carriera ospedaliera. Il nodo della riformaIn questo contesto, la proposta di riforma dell’assistenza primaria rischia di scontrarsi con la realtà dei numeri. Il progetto prevede l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni e l’inserimento dei pediatri nelle Case della Comunità finanziate dal PNRR per almeno sei ore settimanali, con l’obiettivo di rafforzare la continuità assistenziale. Secondo le stime GIMBE, mantenere il rapporto ottimale di 850 assistiti per professionista richiederebbe però oltre 4.000 pediatri aggiuntivi. Il fabbisogno comprenderebbe i circa 500 medici necessari per coprire le carenze attuali, 811 professionisti per i minori tra 6 e 13 anni ancora seguiti dai medici di medicina generale e altri 2.721 per la fascia tra i 14 e i 17 anni, oggi esclusa dall’assistenza pediatrica territoriale. Oltre alla disponibilità di personale, emerge anche una questione economica. La quota capitaria riconosciuta ai pediatri è infatti circa doppia rispetto a quella dei medici di medicina generale, con conseguente aumento della spesa pubblica. Emergenza pediatriIl dato nazionale di 917 assistiti per pediatra rischia inoltre di mascherare le situazioni più difficili. Le carenze più gravi si concentrano spesso nei quarti eri periferici delle grandi città e nelle aree interne, dove l’accesso ai servizi è già più fragile. Nemmeno il calo delle nascite è sufficiente a riequilibrare il sistema. Nel 2024 si sono registrati circa 370.000 nuovi nati, mentre oltre 566.000 ragazzi hanno compiuto 14 anni uscendo dal circuito pediatrico. Considerando che non tutti i bambini tra 6 e 13 anni risultano iscritti a un pediatra, il saldo netto stimato per il 2024 è di circa 100.000 assistiti in meno. Un alleggerimento che, tuttavia, non compensa la progressiva riduzione del numero dei professionisti disponibili. Per questo la Fondazione GIMBE chiede alle Regioni di elaborare stime più accurate sui flussi dei pediatri, integrare la programmazione territoriale con i dati demografici e accompagnare gli investimenti del PNRR con risorse strutturali. L’obiettivo, sottolinea il rapporto, deve essere quello di valutare l’efficacia dei servizi offerti alle famiglie e non soltanto il numero delle nuove strutture realizzate. Per un’informazione completaConsulta anche gli articoli pubblicati su:Progetto RadiciIl Corriere NazionaleStampa ParlamentoCorriere PL 60 SHARES Share on Facebook Post on X Follow us Visualizzazioni: 19Visualizzazioni: 19 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060603265607636.PDF §---§ title§§ Sbarco solidale a Genova: SVS apre il primo presidio ligure per i malati sardi - Cronache Nuoresi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachenuoresi.it" del 06 Jun 2026

Il Primo Quotidiano Online di Nuoro e del Nuorese

pubDate§§ 2026-06-06T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF', 'title': 'cronachenuoresi.it'} tp:url§§ https://www.cronachenuoresi.it/2026/06/06/sbarco-solidale-a-genova-svs-apre-il-primo-presidio-ligure-per-i-malati-sardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF tp:ocr§§ Genova diventa da oggi un approdo più sicuro e accogliente per i tantissimi pazienti che ogni anno attraversano il mare per ricevere cure mediche. Sabato 6 giugno 2026, alle ore 10:30, in largo della Zecca civico 3 e 4 R, nel cuore del centro storico del capoluogo ligure, si tiene infatti l’inaugurazione del nuovo Centro servizi SVS denominato “La Banchina che non c’è”. Si tratta del primo presidio stabile e completamente gratuito in Liguria dedicato in modo specifico all’accoglienza dei pazienti in mobilità sanitaria, pensato in primo luogo per i cittadini sardi, ma aperto anche a chiunque arrivi dall’intero Mezzogiorno per curarsi nelle strutture sanitarie liguri, a partire dall’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini. Il Centro è promosso da SVS Viaggi per la Salute ODV, l’associazione nata a Nuoro nel 2021 che si occupa a tutto tondo del fenomeno della migrazione sanitaria, e prende vita in un locale messo a disposizione dal Comune di Genova, assegnato nel 2023 tramite un bando pubblico, con il patrocinio della Provincia di Nuoro e del Comune di Nuoro.Questa iniziativa rappresenta il coronamento di un cammino lungo cinque anni, iniziato nell’ottobre del 2021 con la prima edizione della marcia simbolica “700mila Passi” che portò il fondatore Renato Pischedda, soccorritore del 118, e il responsabile della comunicazione Antonello Delogu da Nuoro fino a Milano, passando proprio per lo snodo di Olbia e Genova. In quella circostanza nacquero le storiche alleanze con la Fondazione La Band degli Orsi, attiva nella rete solidale del Gaslini, e con la rete nazionale A Casa Lontani da Casa, che costituiscono due pilastri identitari del sodalizio sardo. Da allora il lavoro istituzionale è cresciuto notevolmente, trovando un momento di confronto cruciale nel maggio 2024 a Nuoro, durante il secondo convegno sulla migrazione sanitaria, alla presenza della presidente della Regione Alessandra Todde, occasione in cui vennero presentate le proposte di riforma normativa sia a livello nazionale che regionale.L’urgenza di una simile struttura è testimoniata dai dati drammatici diffusi dalla Fondazione GIMBE, secondo cui sono oltre 20.000 i cittadini sardi che ogni anno sono costretti a migrare per ragioni di salute, affrontando una spesa a carico delle famiglie che supera i 100 milioni di euro l’anno. Una quota rilevante di questi flussi riguarda i pazienti pediatrici diretti verso i grandi poli specialistici del Centro-Nord. Il nuovo presidio genovese garantirà, per almeno tre giorni a settimana e cinque ore al giorno, servizi gratuiti di accoglienza, orientamento e accompagnamento, supporto logistico e burocratico per le pratiche di rimborso ai sensi della Legge Regionale n. 26/91 e delle norme nazionali, oltre a un’area di sosta e ristoro per i familiari. All’interno del Centro prenderà inoltre vita l’Osservatorio sulla Migrazione Sanitaria, un organismo dedicato alla raccolta sistematica di dati anonimi su flussi, costi, patologie e rinunce alle cure, con l’obiettivo di trasformare le stime in evidenze scientifiche utili a orientare le scelte della politica e delle istituzioni verso una reale continuità del diritto alla salute. Il taglio del nastro, previsto per le 10:30, vedrà la partecipazione di autorità e partner di rete, e si concluderà intorno alle ore 13:00 dopo la visita dei locali e un rinfresco. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602952808460.PDF §---§ title§§ Gimbe: pediatri, l’80% delle carenze in Lombardia, Piemonte e Veneto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602924208298.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "fpress.it" del 06 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-06T09:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602924208298.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602924208298.PDF', 'title': 'fpress.it'} tp:url§§ https://www.fpress.it/attualita/gimbe-pediatri-l80-delle-carenze-in-lombardia-piemonte-e-veneto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602924208298.PDF tp:ocr§§ La carenza di pediatri di libera scelta continua a rappresentare una criticità in diverse aree del Paese. Secondo l’ultima analisi della Fondazione Gimbe, mancano almeno 497 pediatri di famiglia e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree il numero di assistiti supera già il massimale previsto dagli accordi nazionali, mentre nei prossimi cinque anni oltre 1.500 professionisti raggiungeranno l’età pensionabile senza che vi siano certezze sul ricambio generazionale.L’indagine prende in esame il funzionamento dell’assistenza pediatrica territoriale e le dinamiche che regolano l’inserimento dei pediatri di libera scelta nel Servizio sanitario nazionale. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in molte zone del Paese le famiglie si trovano ad affrontare procedure complesse, tempi di risposta non sempre rapidi da parte delle aziende sanitarie e difficoltà crescenti nel trovare un pediatra disponibile per i propri figli.Alla base del problema vi è una combinazione di fattori demografici e organizzativi. Da un lato il numero delle nascite continua a diminuire: tra il 2019 e il 2025 la popolazione nella fascia 0-5 anni, per la quale l’iscrizione al pediatra è obbligatoria, si è ridotta di circa 420 mila unità. Dall’altro, però, il calo dei pediatri in attività è stato ancora più marcato. Secondo i dati Sisac, i pediatri di libera scelta sono passati dai 7.373 del 2019 ai 6.284 rilevati al 1° gennaio 2025, con una riduzione del 15%.La contrazione del numero di professionisti non è stata compensata dalla diminuzione degli assistiti. Al contrario, continua a crescere la quota di bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni che restano in carico ai pediatri, anche a causa della parallela carenza di medici di medicina generale. Nel 2025 risultavano assistiti dai pediatri quasi 5,8 milioni di minori, con una media nazionale di 917 assistiti per professionista. In Piemonte il dato sale a 1.126 assistiti per pediatra, in Provincia autonoma di Bolzano a 1.114 e in Veneto a 1.018, oltre il massimale ordinario di 1.000 previsto dall’Accordo collettivo nazionale.Applicando il rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, la Fondazione Gimbe ha stimato una carenza complessiva di 497 professionisti. La situazione più critica riguarda la Lombardia, dove mancherebbero 186 pediatri, seguita da Piemonte con 109 e Veneto con 96. Complessivamente, queste tre regioni concentrano il 78,7% del fabbisogno nazionale. In controtendenza Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria, dove la media degli assistiti per pediatra risulta inferiore alla soglia di riferimento e non emergono carenze a livello regionale.A preoccupare è anche la prospettiva dei prossimi anni. Secondo i dati della Federazione italiana medici pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Sebbene le borse di studio per le scuole di specializzazione in pediatria siano aumentate negli ultimi anni, passando da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, non è possibile prevedere quanti specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia anziché la carriera ospedaliera.L’analisi dedica infine attenzione alla bozza di riordino dell’assistenza territoriale promossa dal ministero della Salute, che prevede un maggiore coinvolgimento dei pediatri nelle Case della Comunità e l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Secondo le stime della Fondazione, mantenendo l’attuale rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera fascia 0-18 anni: 811 per prendere in carico i minori tra 6 e 13 anni oggi seguiti dai medici di medicina generale e altri 2.721 per gli adolescenti tra 14 e 17 anni. Sommando le carenze già esistenti, il fabbisogno complessivo arriverebbe a circa 4.000 professionisti in più.Per la Fondazione Gimbe, la programmazione futura dovrà tenere conto cont emporaneamente dell’andamento della natalità, dei pensionamenti attesi e delle scelte professionali dei nuovi specialisti. Parallelamente, conclude il rapporto, sarà necessario completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr e sviluppare modelli organizzativi capaci di garantire una presenza più capillare dei pediatri sul territorio. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602924208298.PDF §---§ title§§ Medici di base Milano, ne mancano 600 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "mitomorrow.it" del 06 Jun 2026

Medici di base Milanom ne mancano 600: il bando regionale raccoglie solo 20 adesioni e alcuni quartieri restano scoperti.

pubDate§§ 2026-06-06T13:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF', 'title': 'mitomorrow.it'} tp:url§§ https://www.mitomorrow.it/salute/medici-base-milano-bando-quartieri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF tp:ocr§§ La crisi dei medici di famiglia a Milano continua ad aggravarsi e i numeri raccontano una situazione che sta diventando strutturale. Nel capoluogo lombardo mancano circa 600 medici di base, ma all’ultimo bando regionale hanno risposto soltanto 20 professionisti. Un dato che fotografa una difficoltà ormai cronica del sistema sanitario territoriale.A preoccupare non è soltanto il numero insufficiente di nuove assegnazioni, ma anche la distribuzione sul territorio. Alcune zone della città risultano sempre meno attrattive per i nuovi medici, con il Municipio 6 che non ha registrato alcuna scelta. Situazione critica anche in quartieri come Giambellino, Muggiano, Quarto Oggiaro, Corvetto e Rogoredo, dove trovare un medico disponibile è diventato sempre più complicato.Per chi riesce ad avere un medico di riferimento, il problema si sposta sul carico di lavoro. Molti professionisti gestiscono infatti tra 1.500 e 1.800 pazienti, numeri che rendono difficile garantire tempi adeguati di visita e assistenza continuativa.Perché nessuno vuole più fare il medico di base MilanoDietro questa emergenza si intrecciano diversi fattori. Da una parte ci sono i pensionamenti che procedono più velocemente rispetto al ricambio generazionale; dall’altra molti giovani laureati scelgono percorsi professionali differenti rispetto alla medicina generale.La Lombardia rappresenta oggi una delle regioni più colpite d’Italia. Secondo i dati riportati dalla Fondazione Gimbe, sul territorio regionale mancano oltre 1.500 medici di famiglia, il numero più alto a livello nazionale.A incidere sono anche le condizioni di lavoro: burocrazia crescente, gestione amministrativa degli studi, responsabilità elevate e un rapporto con i pazienti che richiede una disponibilità sempre maggiore. Molti professionisti preferiscono orientarsi verso specializzazioni ospedaliere o attività private.Medici di base Milano: si rischia di perdere un presidio fondamentaleIl medico di base non rappresenta soltanto il primo contatto con il sistema sanitario. È anche una figura che conosce la storia clinica dei pazienti, intercetta situazioni di fragilità e indirizza verso percorsi specialistici quando necessario.Quando questo presidio viene meno, aumentano inevitabilmente gli accessi impropri ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, già sotto pressione. Per questo motivo ATS e Regione Lombardia stanno cercando di tamponare l’emergenza attraverso gli ambulatori medici territoriali, una sorta di guardia medica diurna con professionisti che si alternano sul territorio. Una soluzione che però non sostituisce il rapporto stabile tra cittadino e medico di famiglia.Medici di base Milano: il nodo politico che continua a rimanere irrisoltoLa carenza di medici di base non è un problema nato negli ultimi mesi. Da anni sindacati, associazioni di categoria e amministrazioni locali segnalano il rischio legato all’invecchiamento della professione e alla scarsità di nuove adesioni ai corsi di formazione.Eppure il sistema continua a rincorrere l’emergenza. I bandi vengono pubblicati, ma spesso rimangono quasi deserti. Nel frattempo migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, si trovano a dover cercare un medico disponibile anche lontano dal proprio quartiere.Milano, città che rappresenta uno dei motori economici del Paese, si trova così a fare i conti con un paradosso: eccellenze ospedaliere riconosciute a livello internazionale, ma sempre più difficoltà nel garantire quello che dovrebbe essere il servizio sanitario più vicino ai cittadini. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602888208850.PDF §---§ title§§ Fuoco amico sulla riforma del ministro Schillaci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 06 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-06T13:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF', 'title': 'ore12.net'} tp:url§§ https://www.ore12.net/fuoco-amico-sulla-riforma-del-ministro-schillaci/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF tp:ocr§§ di Orietta MiglioriSanità: Lega, da sempre dubbi su riforma Schillaci, si lavori a soluzione buonsenso“La Lega ha sempre espresso forti dubbi sulla riforma Schillaci delle cure primarie, impostata quasi esclusivamente sul cambio di tipologia contrattuale dei medici di famiglia e sull’obbligo di presenza nelle Case della Comunità. Da oltre due anni abbiamo depositato al Senato un disegno di legge concreto e pragmatico che punta a valorizzare le aggregazioni tra medici per offrire più servizi ai cittadini, ridurre drasticamente la burocrazia che grava sui professionisti e rafforzare l’assistenza territoriale di base, evitando così di intasare ulteriormente gli ospedali. Crediamo che la salute dei cittadini si tuteli con soluzioni operative e di buonsenso, non con imposizioni ideologiche o modelli rigidi che rischiano di lasciare vuote le strutture finanziate dal Pnrr. La Lega è pronta a lavorare per una vera riforma condivisa che metta al centro medici e pazienti, non la sola ridefinizione del contratto di lavoro”. Così in una nota il dipartimento Sanità della Lega. Ma le opposizioni vanno all’attacco con il PdBoccia (Pd), destra divisa affossa riforma del suo governo“Non bastavano i dati quotidiani sulla sanità, fa sapere Vincenzo Boccia, Presidente dei Senatori del Pd. Non bastavano i rapporti Gimbe e le liste d’attesa che non diminuiscono. Oggi apprendiamo che le divisioni nella maggioranza stanno affossando anche quella che doveva essere la riforma Schillaci sui medici di famiglia. E ora a rischio sono le Case di comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del PNRR. La destra è divisa, schiava di chi preferisce la privatizzazione della sanità, e una riforma che aveva avuto l’ok delle regioni ora viene affossata. E’ l’ennesimo annuncio che questo governo non realizza e a pagare saranno ancora una volta famiglie e cittadini. Sono al tutti contro tutti sulla pelle degli italiani. Per colpa del governo Meloni e delle sue divisioni rischiamo che risorse e investimenti importarti per rafforzare la sanità territoriale diventino inutili e sprecati. Si conferma che il bilancio di quasi quattro anni di governo Meloni è sempre lo stesso: tanti annunci, zero risultati e una sanità pubblica sempre più privatizzata”. tp:writer§§ Redazione Ore 12 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602878708755.PDF §---§ title§§ Fuoco amico sulla riforma del ministro Schillaci - Ore12 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/06/2026060602871208828.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 06 Jun 2026

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