title§§ Fascicolo Sanitario al palo nel Lazio, lo usa solo il 9% dei cittadini: la Regione lancia un maxi-piano da 300mila euro per battere lo scetticismo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402887508861.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abitarearoma.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T11:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402887508861.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402887508861.PDF', 'title': 'abitarearoma.it'} tp:url§§ https://abitarearoma.it/fascicolo-sanitario-al-palo-nel-lazio-lo-usa-solo-il-9-dei-cittadini-la-regione-lancia-un-maxi-piano-da-300mila-euro-per-battere-lo-scetticismo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402887508861.PDF tp:ocr§§ L'Emilia-Romagna è al 90%, la sanità laziale maglia nera in Italia. Il governatore Rocca schiera spot in radio, maxi-schermi in città e l'influencer "Minerva Salute"L.B. - 4 Giugno 2026La sanità digitale viaggia a velocità supersonica sui binari dei finanziamenti europei, ma i cittadini del Lazio preferiscono restare a guardare sulla banchina.Nonostante i massicci stanziamenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i proclami sulla modernizzazione burocratica, il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) si conferma un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza dei residenti della regione.Una palude digitale che ha spinto la Pisana a correre ai ripari con una controffensiva pubblicitaria su larga scala per tentare di invertire la rotta.I dati che hanno fatto scattare il codice rosso negli uffici della sanità regionale portano la firma dell’ultimo report della Fondazione Gimbe.I numeri riferiti all’anno passato certificano un fallimento strutturale: appena il 9 per cento dei cittadini laziali utilizza regolarmente il Fascicolo sanitario. Una percentuale da prefisso telefonico che sprofonda il Lazio nelle ultime posizioni della classifica nazionale, a distanza siderale da modelli virtuosi come l’Emilia-Romagna, dove l’adozione ha sfondato il tetto del 90 per cento.Per colmare questo digital divide, la giunta guidata da Francesco Rocca ha deciso di alzare drasticamente il tiro, mettendo sul piatto un investimento che supera i 300mila euro per una campagna di comunicazione di prossimità.Nelle scorse settimane l’amministrazione aveva tentato la via dei social, ingaggiando la nota divulgatrice scientifica Solange Fugger, conosciuta sul web come “Minerva Salute”, per una serie di video-tutorial sulle potenzialità della piattaforma.Ora, però, si passa ai media tradizionali e alla cartellonistica d’impatto. I fondi serviranno a coprire una presenza capillare sui palinsesti radiofonici locali, sulle pagine dei quotidiani cartacei e online, sui maxi-schermi digitali cittadini e sugli impianti pubblicitari urbani.L’obiettivo dichiarato è spiegare ai pazienti che il Fascicolo non è un Grande Fratello burocratico, ma una cassaforte salvavita che racchiude esami del sangue, lettere di dimissioni ospedaliere, radiografie e allergie farmacologiche, consultabili in tempo reale da medici di famiglia, pediatri e specialisti del 118 in caso di emergenza.La sfida, tuttavia, non è meramente tecnologica ma culturale. Dietro quel misero 9% si nasconde la diffidenza degli anziani, la pigrizia digitale e la scarsa integrazione dei sistemi informatici aziendali delle singole Asl.Sulla questione è intervenuto direttamente il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, invitando a non ridurre tutto a una questione di spot: «Il successo del Fascicolo sanitario elettronico non può dipendere esclusivamente dalla pur necessaria tecnologia o dai software.È indispensabile costruire un percorso umano e condiviso che coinvolga la classe medica e i pazienti. La digitalizzazione va accompagnata da una formazione strutturale sul territorio e da un supporto fisico per chi non ha dimestichezza con le app».Secondo i tecnici della Regione, la scarsa adesione non è legata a malfunzionamenti della piattaforma, ma alla totale ignoranza dei vantaggi immediati, come il poter scaricare ricette per farmaci salvavita o prenotare visite specialistiche saltando le file agli sportelli Cup.L’attivazione del Fascicolo è immediata: i cittadini possono accedere autonomamente online tramite i canali ufficiali del sistema sanitario utilizzando le credenziali Spid, la Carta d’Identità Elettronica (Cie) o la Tessera Sanitaria abilitata.Per chi fa parte della fetta di popolazione priva di smartphone o computer, la Regione ha potenziato i punti territoriali e gli sportelli dedicati presso i distretti sanitari dell e Asl, dove il personale amministrativo offre assistenza guidata per l’attivazione del profilo.La campagna è partita: per il Lazio è l’ultima chiamata per non perdere il treno della sanità del futuro.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Sì, aggiungimi alla lista di invio della newsletter.© Cofine Srl - ABITARE A ROMA - direttore Enzo Luciani - Reg. Trib. Roma N. 550/02 (2/10/02) - Privacy policy - Cookie policy tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402887508861.PDF §---§ title§§ La Fondazione Gimbe: in Alto Adige mancano 17 pediatri di libera scelta - Cronaca - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965908589.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 04 Jun 2026

La Provincia di Bolzano è la seconda in Italia per media di assistiti: 1.114 per pediatra. Il rapporto ideale sarebbe di un medico ogni 850 assistiti. In Trentino va meglio

pubDate§§ 2026-06-04T09:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965908589.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965908589.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/cronaca/la-fondazione-gimbe-in-alto-adige-mancano-17-pediatri-di-libera-scelta-1.4379673 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965908589.PDF tp:ocr§§ BOLZANO. Facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall'ultimo Accordo collettivo nazionale) al primo gennaio 2025, in Alto Adige, si stima una carenza di 17 pediatri. Lo rileva un'analisi condotta da Fondazione Gimbe sulla situazione della pediatria territoriale. Da considerare, inoltre, che, entro il 2029, sette pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. In provincia di Bolzano, il numero medio di assistiti per pediatra di libera scelta è pari a 1.114 (seconda fra le regioni italiane), sopra la media nazionale di 917 assistiti per pediatra e al di sopra del massimale senza deroghe, ovvero 1.000 assistiti per pediatra. Il 71,8% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra di libera scelta, al di sotto della media nazionale dell'82,9%. Leggermente migliore la situazione in Provincia di Trento, dove si stima una carenza di otto pediatri (rispetto al rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti). In Trentino, entro il 2029, dieci pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni mentre il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 957, sopra media nazionale (917 assistiti per pediatri), ma al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per pediatra. In provincia di Trento, il 91,5% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra (media nazionale 82,9%). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965908589.PDF §---§ title§§ Gimbe, Liguria terza regione con più pediatri di libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951808480.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

La Liguria è la terza regione italiana con la più alta percentuale di bambini tra 6 e 13 anni seguita da un pediatra di libera scelta con il 91,6% di copertura, solo in Toscana e Veneto va meglio rispettivamente al 94% e al 91,8%, circa dieci punti percent... (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951808480.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951808480.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/06/04/gimbe-liguria-terza-regione-con-piu-pediatri-di-libera-scelta_c48d2d1f-34f6-4eef-aa6a-6b1d8c0de936.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951808480.PDF tp:ocr§§ La Liguria è la terza regioneitaliana con la più alta percentuale di bambini tra 6 e 13 anniseguita da un pediatra di libera scelta con il 91,6% dicopertura, solo in Toscana e Veneto va meglio rispettivamente al94% e al 91,8%, circa dieci punti percentuali sopra alla medianazionale del 82,9%, in fondo alla classifica la Sardegna al56,3%, la Sicilia al 61,8% e il Molise al 65,7%. Lo rilevaun'analisi della Fondazione Gimbe sui pediatri di libera scelta,sulle attuali criticità che regolano il loro inserimento nelsistema sanitario nazionale e sulla carenza di pediatri nellediverse Regioni italiane.     In Liguria facendo riferimento al rapporto ottimale di unpediatra di libera scelta ogni 850 assistiti, secondo quantoprevisto dall'ultimo accordo collettivo nazionale, al primogennaio 2025 si stima una carenza di sette pediatri di liberascelta. Entro il 2029 saranno 35 i pediatri di libera scelta araggiungere l'età di pensionamento di 70 anni nella regione. Ilnumero medio di assistiti per pediatra di libera scelta inLiguria è pari a 892, sotto media nazionale di 917 assistiti eal di sotto del massimale senza deroghe di mille assistiti perpediatra di libera scelta.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951808480.PDF §---§ title§§ Gimbe: in Basilicata mancano cinque pediatri di libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946808530.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

In Basilicata, facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall''ultimo Accordo Collettivo Nazionale) all''1 gennaio 2025 si stima una carenza di cinque Pediatri di Libera Scelta. (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946808530.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946808530.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/06/04/gimbe-in-basilicata-mancano-cinque-pediatri-di-libera-scelta_e6fd4fa4-e52d-4484-961d-70627f4b7f3b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946808530.PDF tp:ocr§§ In Basilicata, facendo riferimentoal rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850assistiti (secondo quanto previsto dall'ultimo AccordoCollettivo Nazionale) all'1 gennaio 2025 si stima una carenza dicinque Pediatri di Libera Scelta. E' quanto emerge dall'analisidella fondazione Gimbe sui pediatri di libera scelta (Pls) -cosiddetti pediatri di famiglia - e sulle attuali criticità cheregolano l'inserimento dei Pls nel Servizio Sanitario Nazionalee sulla carenza nelle diverse Regioni italiane.     Entro il 2029, in Basilicata, 27 pediatri raggiungerannol'età di pensionamento di 70 anni; attualmente il numero mediodi assistiti per medico è pari a 932, sopra media nazionale (917assistiti per Pls), ma al di sotto del massimale senza deroghe(ovvero 1.000 assistiti per Pls); infine il 75,5% dellapopolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra(media nazionale 82,9%).    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946808530.PDF §---§ title§§ Pediatri di base, in Campania ne mancano 59 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946908531.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

In Campania mancano almeno 59 pediatri di libera scelta. Una situazione che, se non si correrà ai ripari, è destinata drasticamente a peggiorare, visto che entro il 2029 ben 218 raggiungeranno l''età di pensionamento. (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946908531.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946908531.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/06/04/pediatri-di-base-in-campania-ne-mancano-59_46f596d6-aa9c-4798-bbf4-195c34506296.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946908531.PDF tp:ocr§§ In Campania mancano almeno 59pediatri di libera scelta. Una situazione che, se non si correràai ripari, è destinata drasticamente a peggiorare, visto cheentro il 2029 ben 218 raggiungeranno l'età di pensionamento.     Sono i dati che emergono da un'analisi condotta dalla FondazioneGimbe sulla situazione della pediatria territoriale, chesegnalano in Italia una carenza complessiva di quasi 500specilizzati (497 pediatri di libera scelta per la precisione).     La Campania, con la sua carenza pari a 59 medici, si colloca alquarto posto in Italia, preceduta da Lombardia (dove risultano186 pediatri di libera scelta mancati), Piemonte (109) e Veneto(96). La regione risulta invece avere il record negativo per ciòche concerne i pediatri di libera scelta che entro il 2029raggiungeranno i 70 anni, ovvero l'età della pensione: con 218la Campania è avanti a Sicilia (216) e Lazio (201) in questaparticolare graduatoria.     Non va meglio per il numero di assistiti per ogni singolopediatra: con 925 la Campania è sopra la media nazionale e sicolloca all'undicesimo posto nella classifica nazionale (guidatadal Piemonte con 1.126 assistiti per ogni pediatra di liberascelta), ma è comunque al di sotto del massimale senza deroghe(che è pari a 1.000 assistiti per pediatra di libera scelta).     Infine, in Campania l'84,3% della popolazione tra i 6 e i 13anni risulta seguita da un pediatra di libera scelta (contro unamedia nazionale che è pari all'82,9%). In questo caso laCampania è ottava, con la Toscana (94%) che guida lagraduatoria.        Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402946908531.PDF §---§ title§§ Gimbe, in Alto Adige mancano 17 pediatri di libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945808532.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

Facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall''ultimo Accordo collettivo nazionale) al primo gennaio 2025, in Alto Adige, si stima una carenza di 17 pediatri. (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T09:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945808532.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945808532.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/trentino/notizie/2026/06/04/gimbe-in-alto-adige-mancano-17-pediatri-di-libera-scelta_cb75b5c3-2330-4b02-ad8f-ee82f7f1ef1a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945808532.PDF tp:ocr§§ Facendo riferimento al rapportoottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti(secondo quanto previsto dall'ultimo Accordo collettivonazionale) al primo gennaio 2025, in Alto Adige, si stima unacarenza di 17 pediatri. Lo rileva un'analisi condotta daFondazione Gimbe sulla situazione della pediatria territoriale.     Da considerare, inoltre, che, entro il 2029, sette pediatridi libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70anni.     In provincia di Bolzano, il numero medio di assistiti perpediatra di libera scelta è pari a 1.114 (seconda fra le regioniitaliane), sopra la media nazionale di 917 assistiti perpediatra e al di sopra del massimale senza deroghe, ovvero 1.000assistiti per pediatra. Il 71,8% della popolazione tra 6 e 13anni risulta seguita da un pediatra di libera scelta, al disotto della media nazionale dell'82,9%.     Leggermente migliore la situazione in Provincia di Trento,dove si stima una carenza di otto pediatri (rispetto al rapportoottimale di un pediatra ogni 850 assistiti). In Trentino, entroil 2029, dieci pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età dipensionamento di 70 anni mentre il numero medio di assistiti perpediatra è pari a 957, sopra media nazionale (917 assistiti perpediatri), ma al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero1.000 assistiti per pediatra. In provincia di Trento, il 91,5%della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra(media nazionale 82,9%).    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945808532.PDF §---§ title§§ Gimbe, nelle Marche mancano 13 pediatri di libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965608590.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

Nelle Marche al primo gennaio 2025 si stima una carenza di 13 Pediatri di libera scelta (Pls). (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T09:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965608590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965608590.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/06/04/gimbe-nelle-marche-mancano-13-pediatri-di-libera-scelta_4083b96d-5feb-41ed-9872-a220ea864beb.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965608590.PDF tp:ocr§§ Nelle Marche al primo gennaio 2025si stima una carenza di 13 Pediatri di libera scelta (Pls). Ildato emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe sui Pls,cosiddetti Pediatri di famiglia, in merito alle attualicriticità che regolano l'inserimento dei Pls nel Sistemasanitario nazionale (Ssn) e sulla carenza dei Pls nelle regioni,considerando che il rapporto ottimale sarebbe di un Pls ogni 850assistiti (secondo quanto previsto dall'ultimo AccordoCollettivo Nazionale).     Per il numero di Pls mancanti la regione si colloca a metà diuna classifica guidata in Italia dalla Lombardia (186 Plsmancanti) e chiusa dalla Sardegna (1). Entro il 2029 nelleMarche 48 Pediatri di libera scelta (Pls) raggiungeranno l'etàdi pensionamento di 70 anni, all'11/o posto in graduatoria chevede al primo posto la Campania (218 in pensione entro il 2029)all'ultimo la Valle d'Aosta (2).     Il numero medio di assistiti per Pls nelle Marche è pari a926, sopra la media nazionale (917 assistiti per Pls) ma al disotto del massimale senza deroghe (ovvero mille assistiti perPls): la regione italiana con il più alto numero di assistitiper pediatra è il Piemonte (1.126) mentre nel Lazio il numeropiù basso (805). Nelle Marche infine il 76,6% della popolazionetra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls (media nazionale82,9%).     Nell'analisi di Gimbe è presente un'analisi generale sullabozza di riforma Schillaci: "l'assistenza pediatrica fino a 18anni - scrive - richiederebbe almeno 3.500 pediatri in più pergarantire standard assistenziali adeguati".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965608590.PDF §---§ title§§ Gimbe, in Valle d'Aosta manca un pediatra di libera scelta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402878808762.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

In Valle d''Aosta si stima una carenza di un pediatra di libera scelta. (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T10:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402878808762.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402878808762.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2026/06/04/gimbe-in-valle-daosta-manca-un-pediatra-di-libera-scelta_3756e057-fd76-46d6-b3f0-29407f6266c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402878808762.PDF tp:ocr§§ In Valle d'Aosta si stima unacarenza di un pediatra di libera scelta. Il dato, riferito alprimo gennaio 2024, figura in un'analisi condotta da FondazioneGimbe sulla situazione della pediatria territoriale, facendoriferimento al rapporto di 1 pediatra ogni 850 assisti (secondoquanto previsto dall'ultimo accordo collettivo nazionale).     Inoltre, entro il 2029 due pediatri - si segnala -raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. Il numeromedio di assistiti per pediatra è di 942 pazienti, sopra lamedia nazionale che si attesta a 917, ma al di sotto delmassimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti). L'82,3% dellapopolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita pediatra, contro unamedia nazionale dell'82,9%.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402878808762.PDF §---§ title§§ In Umbria non si registrano carenze negli organici dei pediatri di famiglia - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402877908765.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

In Umbria non si registrano carenze negli organici dei pediatri di famiglia. Lo attesta un''analisi della Fondazione Gimbe svolta in ambito nazionale. (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T10:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402877908765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402877908765.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/06/04/in-umbria-non-si-registrano-carenze-negli-organici-dei-pediatri-di-famiglia_b956fe5d-c720-4aa4-b0b1-71b205dacb99.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402877908765.PDF tp:ocr§§ In Umbria non si registranocarenze negli organici dei pediatri di famiglia. Lo attestaun'analisi della Fondazione Gimbe svolta in ambito nazionale.     Facendo riferimento al rapporto ritenuto ottimale di unpediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quantoprevisto dall'ultimo accordo collettivo nazionale) al primogennaio 2025 in Umbria non si registra alcuna carenza. Entro il2029, 12 raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni.     Il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 834,sotto al dato nazionale (917) e inferiore del massimale senzaderoghe (ovvero 1.000 assistiti per medico).     Secondo Gimbe poi l'82,5% della popolazione tra 6 e 13 annirisulta seguita da un pediatra, dato in linea con quellonazionale di 82,9%.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402877908765.PDF §---§ title§§ Gimbe, Piemonte prima regione per numero di assistiti per pediatra - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888008854.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Jun 2026

In Piemonte "il numero medio di assistiti per pediatra di libera scelta (pls) è pari a 1.126 (prima fra le regioni italiane), sopra media nazionale (917 assistiti per pls) e al di sopra del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per pls)". (ANSA)

pubDate§§ 2026-06-04T11:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888008854.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888008854.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/06/04/gimbe-piemonte-prima-regione-per-numero-di-assistiti-per-pediatra_51a1bd2a-68f7-4874-b46c-ded02e7430f8.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888008854.PDF tp:ocr§§ In Piemonte "il numero medio diassistiti per pediatra di libera scelta (pls) è pari a 1.126(prima fra le regioni italiane), sopra media nazionale (917assistiti per pls) e al di sopra del massimale senza deroghe(ovvero 1.000 assistiti per pls)". Il dato emerge dall'analisidella Fondazione Gimbe sui pediatri di libera scelta, ovverosulle attuali criticità che regolano l'inserimento di questiprofessionisti nel servizio sanitario nazionale e sulla lorocarenza nelle diverse regioni italiane.     Nella regione "facendo riferimento - fa sapere Gimbe - alrapporto ottimale di un pediatra di libera scelta (pls) ogni 850assistiti (secondo quanto previsto dall'ultimo Accordocollettivo nazionale), al 1 gennaio 2025 si stima una carenza di109" di questi professionisti. Inoltre "entro il 2029, 45pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamentodi 70 anni". In Piemonte "il 78,7% della popolazione tra 6 e 13anni risulta seguita da un pls (media nazionale 82,9%)".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888008854.PDF §---§ title§§ Medici di base, Errico (FI): “Nel Sannio ne mancano 100, servono interventi tempestivi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951908481.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T09:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951908481.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951908481.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/benevento/medici-base-sannio-interventi-errico/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951908481.PDF tp:ocr§§ “La carenza dei medici di Medicina generale rappresenta una delle emergenze più rilevanti per il sistema sanitario campano e colpisce in maniera particolarmente grave le aree interne come il Sannio. I dati disponibili confermano una situazione che desta forte preoccupazione: nel nostro territorio si registra un deficit di almeno 100 medici di base rispetto alle reali necessità assistenziali della popolazione”. Lo dichiara il consigliere regionale della Campania e componente della Commissione Sanità Fernando Errico, intervenendo sul tema della crescente difficoltà di accesso alle cure primarie da parte dei cittadini sanniti. “La Fondazione Gimbe, sulla base delle risultanze dell’indagine Sisac, ha evidenziato come in Campania manchino complessivamente 870 medici di Medicina generale. Un dato allarmante che colloca la nostra regione ai primi posti in Italia per carenza di queste figure professionali. Ancora più preoccupanti sono le proiezioni per i prossimi anni, che stimano la perdita di ulteriori 1.147 medici entro il 2030, aggravando ulteriormente una situazione già oggi molto complessa”. Secondo Errico, il problema assume contorni ancora più critici nelle province interne, dove l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà logistiche rendono il medico di famiglia un presidio sanitario indispensabile.“Nel Sannio – prosegue il consigliere regionale – molti cittadini, soprattutto anziani e fragili, sono costretti a confrontarsi con liste di assistiti sempre più numerose e con tempi di accesso ai servizi che rischiano di allungarsi ulteriormente. È necessario intervenire con una programmazione seria e lungimirante per garantire il diritto alla salute e l’uniformità dell’assistenza su tutto il territorio regionale”. Errico riconosce gli sforzi messi in campo negli ultimi anni dall’Asl di Benevento e dalla Regione Campania per fronteggiare l’emergenza, ma sottolinea la necessità di accelerare le misure già avviate. “Occorre rendere più attrattiva la professione del medico di Medicina generale, incentivare l’insediamento nelle aree interne e velocizzare le procedure. Non possiamo permettere che i cittadini del Sannio siano penalizzati da una carenza di personale che rischia di compromettere l’efficacia della medicina territoriale, oggi più che mai fondamentale anche per alleggerire la pressione sugli ospedali”. Errico conclude: “Continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e a sollecitare ogni iniziativa utile affinché venga garantita una risposta concreta alle esigenze delle comunità locali. La sanità territoriale deve tornare a essere una priorità dell’agenda politica regionale”.«La notizia è importante, abbiamo bisogno di tempo!» tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951908481.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'mancano 500 pediatri con carenze gravi in Lombardia, Piemonte e Veneto' link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951608482.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T09:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951608482.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951608482.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/nazionale/gimbe-mancano-500-pediatri-con-carenze-gravi-in-lombardia-piemonte-e-veneto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951608482.PDF tp:ocr§§ «La notizia è importante, abbiamo bisogno di tempo!» tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951608482.PDF §---§ title§§ Gimbe, ‘mancano 500 pediatri con carenze gravi in Lombardia, Piemonte e Veneto’ link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402949608558.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T09:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402949608558.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402949608558.PDF', 'title': 'anteprima24.it'} tp:url§§ https://www.anteprima24.it/nazionale/gimbe-mancano-500-pediatri-con-carenze-gravi-in-lombardia-piemonte-e-veneto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402949608558.PDF tp:ocr§§ tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402949608558.PDF §---§ title§§ Pediatri di famiglia, la Puglia regge ma guarda ai pensionamenti - Buonasera 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402956008494.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "buonasera24.it" del 04 Jun 2026

L’analisi della Fondazione Gimbe non segnala carenze regionali al 1° gennaio 2025, ma entro il 2029 ben 143 Pediatri di Libera Scelta raggiungeranno i...

pubDate§§ 2026-06-04T09:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402956008494.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402956008494.PDF', 'title': 'buonasera24.it'} tp:url§§ https://www.buonasera24.it/news/cronaca/921685/pediatri-di-famiglia-la-puglia-regge-ma-guarda-ai-pensionamenti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402956008494.PDF tp:ocr§§ BARI - La Puglia non registra, al momento, una carenza di Pediatri di Libera Scelta, ma il quadro tracciato dalla Fondazione Gimbe invita a guardare con attenzione ai prossimi anni, soprattutto per effetto dei pensionamenti attesi entro il 2029. L’analisi nazionale dedicata ai PLS, i cosiddetti pediatri di famiglia, prende in esame le criticità che regolano il loro inserimento nel Servizio sanitario nazionale e misura il fabbisogno nelle diverse regioni italiane.Il monitoraggio considera numerosi indicatori: fasce d’età della popolazione assistita, andamento demografico, massimale degli assistiti, ambiti territoriali carenti, pensionamenti previsti, nuovi ingressi nella professione, numero medio di assistiti per pediatra, andamento dei PLS in attività tra il 2019 e il 2024 e stima della carenza al 1° gennaio 2025.Nel caso pugliese, il dato più immediato riguarda l’assenza di una carenza formale di Pediatri di Libera Scelta, calcolata sulla base del rapporto ottimale indicato dall’ultimo Accordo Collettivo Nazionale, pari a 1 PLS ogni 850 assistiti. Secondo questa soglia, al 1° gennaio 2025 la regione non presenta un deficit di professionisti.Il quadro, tuttavia, non può essere letto soltanto in chiave fotografica. La Fondazione GIMBE evidenzia infatti che entro il 2029 in Puglia 143 Pediatri di Libera Scelta raggiungeranno l’età pensionabile dei 70 anni. È questo il dato che apre il tema della programmazione, perché la tenuta attuale del sistema dovrà essere verificata alla luce del ricambio professionale e della capacità di garantire nuovi ingressi nei prossimi anni.Il numero medio di assistiti per pediatra in Puglia è pari a 830, un valore inferiore alla media nazionale, che si attesta a 917 assistiti per PLS, e anche al di sotto del massimale ordinario senza deroghe, fissato a 1.000 assistiti per pediatra. Si tratta di un indicatore che, almeno nella situazione attuale, restituisce una pressione assistenziale più contenuta rispetto ad altre aree del Paese.Un altro elemento dell’analisi riguarda la popolazione pediatrica tra 6 e 13 anni. In Puglia l’84,3% di questa fascia d’età risulta seguito da un Pediatra di Libera Scelta, un dato leggermente superiore alla media nazionale, pari all’82,9%. Anche questo valore conferma una copertura regionale che, nel confronto italiano, appare ancora solida.L’indagine Gimbe dedica inoltre attenzione alla bozza di riforma Schillaci, che prevede l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Secondo la valutazione riportata nell’analisi, una misura di questo tipo richiederebbe almeno 3.500 pediatri in più a livello nazionale per garantire standard assistenziali adeguati.Il tema, dunque, non riguarda soltanto la distribuzione attuale dei pediatri, ma la sostenibilità futura dell’intero modello di assistenza territoriale per bambini e adolescenti. La Puglia parte da una condizione meno critica rispetto ad altre regioni, ma il numero dei pensionamenti attesi impone una pianificazione attenta, soprattutto per evitare che l’equilibrio registrato oggi possa indebolirsi nei prossimi anni.L’analisi della Fondazione Gimbe richiama quindi la necessità di governare per tempo il ricambio generazionale dei Pediatri di Libera Scelta, assicurando continuità dell’assistenza, copertura territoriale e adeguati standard di cura. Per la Puglia, il dato del presente è rassicurante; la vera sfida, però, si giocherà sulla capacità di non farsi trovare impreparati davanti all’uscita dal servizio di una quota significativa di professionisti. tp:writer§§ Francesco Alberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402956008494.PDF §---§ title§§ Errico: "Nel Sannio mancano 100 medici di base, servono interventi tempestivi" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402920208276.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "cronachedelsannio.it" del 04 Jun 2026

Il consigliere regionale di Forza Italia: "Occorre rendere più attrattiva la professione del medico di Medicina generale"

pubDate§§ 2026-06-04T07:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402920208276.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402920208276.PDF', 'title': 'cronachedelsannio.it'} tp:url§§ https://www.cronachedelsannio.it/sannionews24/errico-sannio-mancano-medici-base-servono-interventi-urgenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402920208276.PDF tp:ocr§§ “La carenza dei medici di Medicina generale rappresenta una delle emergenze più rilevanti per il sistema sanitario campano e colpisce in maniera particolarmente grave le aree interne come il Sannio. I dati disponibili confermano una situazione che desta forte preoccupazione: nel nostro territorio si registra un deficit di almeno 100 medici di base rispetto alle reali necessità assistenziali della popolazione”. Lo dichiara in una nota stampa il consigliere regionale della Campania e componente della Commissione Sanità Fernando Errico, intervenendo sul tema della crescente difficoltà di accesso alle cure primarie da parte dei cittadini sanniti.“La Fondazione Gimbe, sulla base delle risultanze dell’indagine Sisac, ha evidenziato come in Campania manchino complessivamente 870 medici di Medicina generale. Un dato allarmante che colloca la nostra regione ai primi posti in Italia per carenza di queste figure professionali. Ancora più preoccupanti sono le proiezioni per i prossimi anni, che stimano la perdita di ulteriori 1.147 medici entro il 2030, aggravando ulteriormente una situazione già oggi molto complessa”. Secondo Errico, il problema assume contorni ancora più critici nelle province interne, dove l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà logistiche rendono il medico di famiglia un presidio sanitario indispensabile.“Nel Sannio – prosegue il consigliere regionale – molti cittadini, soprattutto anziani e fragili, sono costretti a confrontarsi con liste di assistiti sempre più numerose e con tempi di accesso ai servizi che rischiano di allungarsi ulteriormente. È necessario intervenire con una programmazione seria e lungimirante per garantire il diritto alla salute e l’uniformità dell’assistenza su tutto il territorio regionale”.Errico riconosce gli sforzi messi in campo negli ultimi anni dall’Asl di Benevento e dalla Regione Campania per fronteggiare l’emergenza, ma sottolinea la necessità di accelerare le misure già avviate. “Occorre rendere più attrattiva la professione del medico di Medicina generale, incentivare l’insediamento nelle aree interne e velocizzare le procedure. Non possiamo permettere che i cittadini del Sannio siano penalizzati da una carenza di personale che rischia di compromettere l’efficacia della medicina territoriale, oggi più che mai fondamentale anche per alleggerire la pressione sugli ospedali”.Errico conclude: “Continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e a sollecitare ogni iniziativa utile affinché venga garantita una risposta concreta alle esigenze delle comunità locali. La sanità territoriale deve tornare a essere una priorità dell’agenda politica regionale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402920208276.PDF §---§ title§§ Pediatri di famiglia, Gimbe: mancano quasi 500 professionisti. Oltre 1.500 pensionamenti entro il 2029 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402870108787.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 04 Jun 2026

La Fondazione Gimbe stima una carenza di 497 pediatri di libera scelta. Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l''80% delle mancanze

pubDate§§ 2026-06-04T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402870108787.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402870108787.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/67931/pediatri-di-famiglia-gimbe-mancano-quasi-500-professionisti-oltre-1500-pensionamenti-entro-il-2029 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402870108787.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi anni per effetto dei pensionamenti e delle incertezze sul ricambio generazionale. È quanto emerge da un'analisi della Fondazione Gimbe, che ha esaminato il fabbisogno di pediatri di famiglia e le criticità che sempre più frequentemente rendono difficile per le famiglie trovare un professionista disponibile.Secondo le stime della Fondazione, al 1° gennaio 2025 la carenza nazionale è pari a 497 pediatri di libera scelta. Il problema si concentra soprattutto nel Nord Italia: Lombardia, Piemonte e Veneto assorbono complessivamente il 78,7% delle carenze, con rispettivamente 186, 109 e 96 professionisti mancanti."La situazione crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.L'analisi evidenzia inoltre come il principio della libera scelta del pediatra sia sempre più difficile da garantire. In alcune regioni il numero medio di assistiti supera il massimale di 1.000 bambini per medico previsto dall'Accordo collettivo nazionale. I valori più elevati si registrano in Piemonte, con 1.126 assistiti per pediatra, nella Provincia autonoma di Bolzano con 1.114 e in Veneto con 1.018. La media nazionale è pari a 917 assistiti per professionista.Secondo Gimbe, il problema non riguarda più soltanto le aree interne o montane, ma interessa anche numerose realtà urbane. Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta a fronte di quasi 5,8 milioni di assistiti. Rispetto al 2019, quando i pediatri erano 7.373, si registra una riduzione di 1.089 professionisti, pari al 15%.La Fondazione osserva che la diminuzione dei pediatri è superiore agli effetti del calo delle nascite. Inoltre, cresce il numero di bambini e adolescenti che continuano a essere seguiti dai pediatri nella fascia d'età tra 6 e 13 anni. A incidere è anche la carenza di medici di medicina generale: molti ragazzi che compiono 14 anni faticano infatti a trovare un medico di famiglia disponibile e restano in carico ai pediatri attraverso deroghe ai massimali.Le prospettive per i prossimi anni destano ulteriori preoccupazioni. Secondo i dati della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Sebbene le borse di specializzazione in Pediatria siano aumentate negli ultimi anni, passando da 496 nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, non è possibile prevedere quanti specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia."Non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti", osserva Cartabellotta.L'indagine evidenzia infine marcate differenze territoriali. In regioni come Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria il numero di assistiti per pediatra resta sotto la soglia di 850, mentre nelle regioni del Nord il sistema mostra segnali di crescente sofferenza. Per la Fondazione Gimbe sono necessari interventi programmatori in grado di garantire prossimità delle cure, qualità dell'assistenza e libertà di scelta delle famiglie, evitando che la carenza di pediatri si traduca in ulteriori difficoltà di accesso alle cure per bambini e adolescenti.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema perso na...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402870108787.PDF §---§ title§§ Pediatri, Gimbe: quasi 500 mancanti e 1.500 pensionamenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950308561.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 04 Jun 2026

Sempre più famiglie faticano a trovare pediatri. Tra squilibri territoriali e ricambio generazionale, cresce l''allarme

pubDate§§ 2026-06-04T09:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950308561.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950308561.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2026/06/04/pediatri-carenza-gimbe-pensionamenti-italia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950308561.PDF tp:ocr§§ Trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile in molte città italiane, non solo nelle aree montane o periferiche. È il quadro che emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe sulle carenze di pediatri di libera scelta (Pls) nel Servizio sanitario nazionale: quasi 500 pediatri mancanti a livello nazionale, con il problema concentrato per quasi l’80% in tre regioni del Nord, e oltre 1.500 pensionamenti previsti entro il 2029 senza certezze sul ricambio.Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi in Italia 6.284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti. La media nazionale è di 917 assistiti per pediatra, già vicina al massimale di 1.000 fissato dall’ultimo Accordo collettivo nazionale. Tre regioni superano abbondantemente quel limite: il Piemonte con 1.126 assistiti per pediatra, la Provincia autonoma di Bolzano con 1.114 e il Veneto con 1.018.Applicando il rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, Gimbe stima una carenza complessiva di 497 Pls. Di questi, il 78,7% si concentra in Lombardia (186), Piemonte (109) e Veneto (96). La situazione è in peggioramento rispetto all’anno precedente: al 1° gennaio 2024, le regioni senza carenze erano 9, oggi sono scese a 5 (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Umbria).“Il principio della libera scelta rimane solo sulla carta”, dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “In molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città”.Tra il 2019 e il 2025 i pediatri di famiglia attivi si sono ridotti del 15%, passando da 7.373 a 6.284. Un calo che, sottolinea Gimbe, supera ampiamente gli effetti del crollo delle nascite: nello stesso periodo la fascia 0-5 anni, per cui l’iscrizione al Pls è obbligatoria, ha perso circa 420mila bambini. Il problema, in altri termini, non è solo demografico.A complicare il quadro c’è il meccanismo dei massimali. Quando un ragazzo compie 14 anni esce dall’assistenza pediatrica e dovrebbe iscriversi a un medico di medicina generale. Ma con la grave carenza di oltre 5.700 Mmg già documentata da Gimbe in una precedente analisi, molti ragazzi non trovano un medico disponibile. Il risultato è che le deroghe al massimale di 1.000 assistiti per pediatra diventano sempre più frequenti, aumentando il sovraccarico.Tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta per raggiunti limiti di età. Le borse di specializzazione in pediatria sono aumentate negli ultimi anni, passando da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, ma questo dato da solo non basta. “Non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera”, avverte Cartabellotta. “Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni”.La bozza di riordino dell’assistenza primaria, la cosiddetta riforma Schillaci, prevede tra le altre misure di estendere il rapporto con il pediatra di famiglia fino ai 18 anni di età, contro i 13 anni attuali. Gimbe considera lo scenario non realistico nelle condizioni attuali. Mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, sarebbero necessari oggi oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per coprire l’intera fascia 0-18 anni: 811 per prendere in carico i minori tra 6 e 13 anni oggi seguiti dai medici di medicina generale, e 2.721 per la fascia 14-17 anni. Sommando i quasi 500 già necessari per colmare le carenze esistenti, il fabbisogno totale sfiorerebbe i 4.000 pediatri.“L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età, senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti, non è realistica”, conclude Cartabellotta. “Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4mila pediatri in più. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai Pls è circa doppia rispetto a quella del medico di medicina generale”.FORTUNE ITALIAN. 4 del 2026FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Luisa Vittoria Amen guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950308561.PDF §---§ title§§ Pediatri di famiglia, in Friuli Venezia Giulia ne mancano 15: entro il 2029 altri 19 verso la pensione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403031509277.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "friulioggi.it" del 04 Jun 2026

In Friuli Venezia Giulia mancano 15 pediatri di famiglia: 960 assistiti per professionista e 19 pensionamenti attesi entro il 2029.

pubDate§§ 2026-06-04T13:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403031509277.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403031509277.PDF', 'title': 'friulioggi.it'} tp:url§§ https://www.friulioggi.it/friuli-venezia-giulia/pediatri-famiglia-in-friuli-venezia-giulia-mancano-15-4-giugno-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403031509277.PDF tp:ocr§§ 4 Giugno 2026In Friuli Venezia Giulia mancano 15 pediatri di libera scelta. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe, che ha stimato il fabbisogno dei pediatri di famiglia nelle Regioni italiane prendendo come riferimento il rapporto ottimale previsto dall’ultimo Accordo Collettivo Nazionale: un pediatra ogni 850 assistiti.Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale segnato da forti criticità. In tutta Italia, secondo Gimbe, mancano almeno 497 pediatri di libera scelta, con quasi l’80% delle carenze concentrate in Lombardia, Piemonte e Veneto. Il Friuli Venezia Giulia, pur non rientrando tra le situazioni più pesanti del Paese, presenta comunque un fabbisogno non coperto e una prospettiva che richiede attenzione, soprattutto in vista dei pensionamenti dei prossimi anni.Al 1° gennaio 2025, in Friuli Venezia Giulia il numero medio di assistiti per ogni pediatra di libera scelta è pari a 960 bambini e ragazzi. Si tratta di un valore superiore alla media nazionale, che si attesta a 917 assistiti per pediatra, ma ancora al di sotto del massimale senza deroghe, fissato a 1.000 assistiti.Il dato, tuttavia, fotografa solo una media regionale e non esclude possibili difficoltà più marcate in alcuni territori, in particolare nelle aree periferiche, montane o meno densamente popolate, dove la distribuzione degli ambulatori può rendere più complicato per le famiglie trovare un pediatra disponibile.Secondo la Fondazione Gimbe, infatti, il problema non riguarda solo il numero complessivo dei professionisti, ma anche la loro distribuzione sul territorio e la capacità del sistema di garantire una reale libertà di scelta alle famiglie.A pesare sul futuro dell’assistenza pediatrica in Friuli Venezia Giulia c’è anche il tema del ricambio generazionale. Entro il 2029, 19 pediatri di libera scelta raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni.Un numero significativo, se rapportato alla carenza già stimata oggi. Il rischio è che, senza un adeguato ingresso di nuovi professionisti, le difficoltà possano aumentare nei prossimi anni, con un ulteriore incremento del carico di lavoro per i pediatri in servizio.A livello nazionale, il quadro è ancora più complesso: entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. La Fondazione Gimbe sottolinea però che non è possibile sapere con certezza quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera territoriale, invece di quella ospedaliera.In Friuli Venezia Giulia resta elevata la quota di bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni seguiti da un pediatra di libera scelta. La percentuale è pari all’88,2%, superiore alla media nazionale dell’82,9%.Fino ai 6 anni, l’assistenza da parte del pediatra di famiglia è obbligatoria. Dai 6 ai 13 anni, invece, le famiglie possono scegliere tra pediatra e medico di medicina generale, in base alla disponibilità e alle esigenze del territorio. Il fatto che in Friuli Venezia Giulia una quota così alta di bambini continui a essere seguita dal pediatra conferma il ruolo centrale di questa figura nell’assistenza territoriale.Allo stesso tempo, però, questa scelta contribuisce a mantenere elevato il numero di assistiti in carico ai pediatri, soprattutto in un contesto in cui anche la medicina generale registra difficoltà di organico.La bozza di riforma dell’assistenza primaria prevede un rafforzamento del ruolo dei pediatri di libera scelta nella rete territoriale e ipotizza l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Una prospettiva che, secondo Gimbe, sarebbe difficilmente sostenibile senza un forte aumento del numero dei professionisti.Per garantire l’assistenza a tutta la fascia 0-18 anni mantenendo il rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, servirebbero oggi oltre 3.500 pediatri in più a livello nazionale, oltre ai quasi 500 necessari per colmare le carenze già esistenti.Il rischio, evidenzia la Fondazione, è che una riforma non accompagnata da risorse adeguate finisca per aumentare ulteriormente il carico sui pediatri, riduc endo la qualità e l’accessibilità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli e fragili.Invia un Comunicato Stampa | Pubblicità | SegnalaIscriviti alla newsletter di Friuli Oggi e ricevi le nostre email periodiche contenenti le ultime notizie pubblicate sul sito web!PrivacyChi siamo – Codice etico tp:writer§§ Giacomo Attuente guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403031509277.PDF §---§ title§§ Flop Fascicolo sanitario elettronico, la Regione spende oltre 300mila euro per promuoverlo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101200090.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 04 Jun 2026

Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d''Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanità

pubDate§§ 2026-06-03T23:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101200090.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101200090.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-lazio-cosa-e-campagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101200090.PDF tp:ocr§§ Niente da fare. Il Fascicolo sanitario elettronico non convince i cittadini di Roma e del Lazio. A usarlo, stando all’ultimo report di Gimbe dedicato al tema, è meno di una persona su 10 (esattamente il 9%). Numeri bassi, soprattutto se messi in confronto a percentuali come quella dell’Emilia Romagna, dove l’adesione è al 92%.E così da tempo la Regione sta cercando un modo per incentivare l’adesione allo strumento anche nel Lazio: prima ha puntato su una testimonial d’eccezione, la dottoressa Solange Fugger, star dei social con l’account Minerva Salute, che ha registrato un video con il presidente Francesco Rocca, parlando proprio del Fascicolo sanitario elettronico. Ora lo step successivo è la messa in piedi di una maxi campagna istituzionale dal valore di oltre 300mila euro, per promuovere su giornali, radio, cartelloni, l’utilizzo dello strumento.Un passo avanti per la digitalizzazioneIl Fascicolo sanitario elettronico 2.0 nasce per accelerare la digitalizzazione dei dati sanitari, uno degli obiettivi più importanti del Pnrr. Lo strumento da una parte consente ai medici di medicina generale, pediatri e medici specialisti di consultare e analizzare i dati clinici degli assistiti a supporto delle attività di diagnosi e cura. Dall'altro permette ai pazienti di consultare dati clinici, accedere a prestazioni di telemedicina, emergenza-urgenza ed erogazione farmaci, prenotare prestazioni sanitarie.Già nel 2022 il governo ha stanziato oltre 610 milioni di euro per l’adozione e l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico nelle Regioni e nelle Province autonome. Ma nei territori l'adesione è stata tutt'altro che uniforme. E i numeri del report di Gimbe, aggiornati a settembre 2025, hanno restituito un quadro non incoraggiante per il Lazio.Che ha acceso anche la reazione dell’Ordine dei medici di Roma, con il presidente Magi che ha precisato: "Il Lazio è stata tra le prime Regioni a portare avanti e a concludere il percorso relativo al Fascicolo sanitario elettronico. Tuttavia, uno strumento di questo tipo non può essere alimentato semplicemente imponendo un obbligo dall'alto. È necessario, piuttosto, che il Servizio sanitario regionale metta in campo un'organizzazione capace di coinvolgere tutti i professionisti, dai medici agli infermieri, fino agli stessi pazienti, che devono essere adeguatamente informati e messi nelle condizioni di partecipare attivamente alla gestione della propria salute e del proprio Fascicolo sanitario elettronico”.Una campagna da 304mila euroDa qui la scelta della Regione di correre ai ripari: a fine marzo ha affidato al centro media Bsg srl l’incarico di realizzare un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di “promuovere la conoscenza dello strumento e favorirne l’utilizzo, evidenziandone i principali contenuti, le funzionalità disponibili e i benefici in termini di sicurezza, tutela della privacy e facilità d’accesso”.Ora il piano è arrivato ed è ingente: con il coinvolgimento di radio, giornali, oltre alla cartellonistica alle fermate dei bus, sui maxi led e i camion vela. Per un valore complessivo di oltre 304mila euro (sono esattamente 304.663,28). Con l’obiettivo di favorire la conoscenza del Fascicolo sanitario elettronico tra i cittadini del Lazio, incentivandone le adesioni.Come si aderisce al Fascicolo sanitario elettronicoL'adesione al Fascicolo sanitario elettronico può avvenire con diverse modalità: se si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento dell'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101200090.PDF §---§ title§§ Sanità digitale al palo, la Regione spende oltre 300mila euro per promuovere il fascicolo sanitario elettronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402130700365.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 04 Jun 2026

Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d''Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanità

pubDate§§ 2026-06-04T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402130700365.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402130700365.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-lazio-cosa-e-campagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402130700365.PDF tp:ocr§§ Niente da fare. Il Fascicolo sanitario elettronico non convince i cittadini di Roma e del Lazio. A usarlo, stando all’ultimo report di Gimbe dedicato al tema, è meno di una persona su 10 (esattamente il 9%). Numeri bassi, soprattutto se messi in confronto a percentuali come quella dell’Emilia Romagna, dove l’adesione è al 92%.E così da tempo la Regione sta cercando un modo per incentivare l’adesione allo strumento anche nel Lazio: prima ha puntato su una testimonial d’eccezione, la dottoressa Solange Fugger, star dei social con l’account Minerva Salute, che ha registrato un video con il presidente Francesco Rocca, parlando proprio del Fascicolo sanitario elettronico. Ora lo step successivo è la messa in piedi di una maxi campagna istituzionale dal valore di oltre 300mila euro, per promuovere su giornali, radio, cartelloni, l’utilizzo dello strumento.Un passo avanti per la digitalizzazioneIl Fascicolo sanitario elettronico 2.0 nasce per accelerare la digitalizzazione dei dati sanitari, uno degli obiettivi più importanti del Pnrr. Lo strumento da una parte consente ai medici di medicina generale, pediatri e medici specialisti di consultare e analizzare i dati clinici degli assistiti a supporto delle attività di diagnosi e cura. Dall'altro permette ai pazienti di consultare dati clinici, accedere a prestazioni di telemedicina, emergenza-urgenza ed erogazione farmaci, prenotare prestazioni sanitarie.Già nel 2022 il governo ha stanziato oltre 610 milioni di euro per l’adozione e l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico nelle Regioni e nelle Province autonome. Ma nei territori l'adesione è stata tutt'altro che uniforme. E i numeri del report di Gimbe, aggiornati a settembre 2025, hanno restituito un quadro non incoraggiante per il Lazio.Che ha acceso anche la reazione dell’Ordine dei medici di Roma, con il presidente Magi che ha precisato: "Il Lazio è stata tra le prime Regioni a portare avanti e a concludere il percorso relativo al Fascicolo sanitario elettronico. Tuttavia, uno strumento di questo tipo non può essere alimentato semplicemente imponendo un obbligo dall'alto. È necessario, piuttosto, che il Servizio sanitario regionale metta in campo un'organizzazione capace di coinvolgere tutti i professionisti, dai medici agli infermieri, fino agli stessi pazienti, che devono essere adeguatamente informati e messi nelle condizioni di partecipare attivamente alla gestione della propria salute e del proprio Fascicolo sanitario elettronico”.Una campagna da 304mila euroDa qui la scelta della Regione di correre ai ripari: a fine marzo ha affidato al centro media Bsg srl l’incarico di realizzare un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di “promuovere la conoscenza dello strumento e favorirne l’utilizzo, evidenziandone i principali contenuti, le funzionalità disponibili e i benefici in termini di sicurezza, tutela della privacy e facilità d’accesso”.Ora il piano è arrivato ed è ingente: con il coinvolgimento di radio, giornali, oltre alla cartellonistica alle fermate dei bus, sui maxi led e i camion vela. Per un valore complessivo di oltre 304mila euro (sono esattamente 304.663,28). Con l’obiettivo di favorire la conoscenza del Fascicolo sanitario elettronico tra i cittadini del Lazio, incentivandone le adesioni.Come si aderisce al Fascicolo sanitario elettronicoL'adesione al Fascicolo sanitario elettronico può avvenire con diverse modalità: se si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento dell'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402130700365.PDF §---§ title§§ Carenza pediatri, i dati Gimbe: come va in Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403022409302.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "genovatoday.it" del 04 Jun 2026

Report Gimbe sulla salute dei bambini: in Italia mancano 497 pediatri. La Liguria è terza per assistenza, ma pesano 35 pensionamenti entro il 2029

pubDate§§ 2026-06-04T13:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403022409302.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403022409302.PDF', 'title': 'genovatoday.it'} tp:url§§ https://www.genovatoday.it/dossier/sanita/carenza-pediatri-dati-liguria-italia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403022409302.PDF tp:ocr§§ Report Gimbe sulla salute dei bambini: in Italia mancano 497 pediatri. La Liguria è terza per assistenza, ma pesano 35 pensionamenti entro il 2029--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403022409302.PDF §---§ title§§ Pediatri introvabili, il paradosso italiano: meno bambini ma sempre meno medici per curarli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958508663.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 04 Jun 2026

L’allarme della Fondazione Gimbe: mancano almeno 497 pediatri di famiglia e quasi l’80% delle carenze si concentra tra Lombardia, Piemonte e Veneto....

pubDate§§ 2026-06-04T10:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958508663.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958508663.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/707099/pediatri-introvabili-il-paradosso-italiano-meno-bambini-ma-sempre-meno-medici-per-curarli.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958508663.PDF tp:ocr§§ In un Paese che da anni fa i conti con il crollo della natalità, c'è una contraddizione che rischia di trasformarsi in una vera emergenza sanitaria. I bambini diminuiscono, ma i pediatri di famiglia diminuiscono ancora più velocemente. Così accade che in molte città italiane, e sempre più spesso anche nei centri medio-grandi, trovare un medico disponibile per seguire un neonato o un adolescente stia diventando una corsa a ostacoli per migliaia di famiglie.L'ultimo campanello d'allarme arriva dalla Fondazione Gimbe, che ha analizzato la situazione della pediatria territoriale italiana arrivando a una conclusione preoccupante: oggi mancano almeno 497 pediatri di libera scelta, una carenza che si concentra soprattutto nel Nord Italia. Quasi l'80% del deficit riguarda infatti Lombardia, Piemonte e Veneto, regioni che da sole rappresentano una parte significativa della popolazione nazionale e dove la domanda di assistenza continua a essere elevata.Dietro questi numeri si nasconde una realtà che molte famiglie conoscono già bene. Liste chiuse, studi sovraccarichi, difficoltà a ottenere appuntamenti in tempi rapidi e, in alcuni casi, impossibilità di trovare un pediatra disponibile per l'iscrizione dei propri figli. Problemi che fino a pochi anni fa sembravano limitati alle aree montane o ai piccoli comuni più periferici e che oggi stanno emergendo anche nelle grandi città.«In molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città», avverte il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.La situazione appare ancora più evidente osservando il numero di bambini seguiti da ciascun professionista. In teoria il massimale previsto per ogni pediatra è di mille assistiti, anche se la soglia considerata ottimale si aggira attorno agli 850. Nella realtà, però, i numeri raccontano una situazione ben diversa. La media nazionale è oggi di 917 assistiti per pediatra, ma in alcune regioni si registrano livelli molto più elevati. Il dato più preoccupante riguarda proprio il Piemonte, dove ogni pediatra segue mediamente 1.126 bambini e ragazzi, il valore più alto d'Italia insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, ferma a 1.114. In Veneto si arriva a 1.018 assistiti per medico.Numeri che, sottolinea Gimbe, rischiano persino di sottostimare il problema reale. Le medie regionali, infatti, nascondono spesso situazioni molto differenti tra territori vicini. In alcune aree urbane la presenza di professionisti resta relativamente adeguata, mentre nelle zone interne o nei piccoli comuni la carenza assume dimensioni molto più critiche.Il quadro è destinato a complicarsi ulteriormente nei prossimi anni. Attualmente in Italia operano poco più di 6.000 pediatri di famiglia, ma il loro numero continua a diminuire. Dal 2019 al 2025 il sistema ne ha persi 1.089, passando da 7.373 a poco più di 6.200 professionisti. Una riduzione pari a circa il 15% in appena sei anni.A rendere ancora più incerto il futuro è il progressivo invecchiamento della categoria. Secondo le stime della Fondazione Gimbe, entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri, un numero enorme se confrontato con le attuali disponibilità. E nessuno oggi è in grado di garantire che questi professionisti saranno sostituiti.Negli ultimi anni il numero delle borse di specializzazione in pediatria è quasi raddoppiato, soprattutto tra il 2017 e il 2020, ma questo non significa automaticamente che i futuri specialisti sceglieranno di diventare pediatri di famiglia. Molti preferiscono infatti la carriera ospedaliera o altri percorsi professionali considerati più attrattivi dal punto di vista economico e organizzativo.È proprio questo uno dei nodi centrali della questione. La pediatria territoriale continua a rappresentare uno dei pilastri dell'assistenza sanitaria italiana, ma fatica sempre più ad attrarre nuove generazioni di medici. Il risult ato è un sistema che perde professionisti più velocemente di quanto riesca a formarne.Le conseguenze non riguardano soltanto l'accesso alle visite. Il pediatra di famiglia è spesso il primo presidio sanitario per bambini e adolescenti. Segue la crescita, coordina vaccinazioni e controlli periodici, individua precocemente eventuali problemi di sviluppo e accompagna le famiglie nei momenti più delicati dell'infanzia. Quando questa figura manca o è costretta a gestire un numero eccessivo di assistiti, la qualità dell'assistenza inevitabilmente si riduce.La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi che investe la medicina generale. In Italia mancano oggi oltre 5.700 medici di famiglia e questo produce effetti anche sulla pediatria. Molti ragazzi che raggiungono i 14 anni e dovrebbero passare dal pediatra al medico di medicina generale spesso non trovano un professionista disponibile. Per evitare di lasciare scoperti questi pazienti si ricorre sempre più frequentemente alle deroghe che consentono ai pediatri di continuare a seguirli oltre i limiti ordinari.Si crea così un meccanismo che alimenta ulteriormente il sovraccarico degli studi pediatrici. Più ragazzi restano in carico ai pediatri, meno posti si liberano per i nuovi nati. Più cresce il numero di assistiti per professionista, più diminuisce il tempo che ogni medico può dedicare ai singoli pazienti.In questo scenario rischia di scontrarsi con la realtà anche una delle proposte più ambiziose contenute nella bozza di riordino dell'assistenza primaria elaborata dal Ministero della Salute. Il progetto prevede infatti un rafforzamento del ruolo dei pediatri di famiglia all'interno della medicina territoriale, con una maggiore presenza nelle Case della Comunità e soprattutto con l'estensione dell'assistenza pediatrica fino ai 18 anni di età.Un obiettivo condivisibile sul piano teorico, ma che secondo Gimbe appare oggi difficilmente realizzabile. Per garantire l'assistenza pediatrica fino alla maggiore età servirebbero infatti oltre 3.500 pediatri in più rispetto a quelli attualmente disponibili.«Il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnato da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie», avverte Cartabellotta.Il punto, in fondo, riguarda il futuro stesso della sanità territoriale italiana. Se negli ultimi anni l'attenzione si è concentrata soprattutto sugli ospedali, la crisi dei pediatri dimostra quanto sia fondamentale rafforzare la medicina di prossimità. Perché il primo contatto di una famiglia con il sistema sanitario non avviene quasi mai in corsia, ma nello studio del medico che segue un bambino dalla nascita all'adolescenza. E se quel medico diventa sempre più difficile da trovare, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio i cittadini più piccoli. Via Lanzo, le siepi alte compromettono la sicurezza stradale: l’opposizione chiede interventi urgenti La questione era già arrivata in Consiglio comunale, dove l’assessore Fabrizio Chiancone aveva riconosciuto la pericolosità del punto Allarme pediatri a Borgaro, la minoranza incalza il sindaco: "Rischiamo di restare senza un servizio essenziale" Dopo pensionamenti e trasferimenti, sul territorio comunale risulterebbe attivo un solo pediatra di libera scelta: il nodo ora è la programmazione con l’ASL TO4 Dove si vive meglio in Italia? La nuova classifica sorprende tutti: ecco chi domina e chi crolla Il Sole 24 Ore svela le province migliori per bambini, giovani e anziani: Milano delude, Firenze vola e il Sud arranca tp:writer§§ Virginia Serpe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958508663.PDF §---§ title§§ In Lombardia mancano 186 pediatri (e si sente): il mancato turnover più forte del gelo demografico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402867308807.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgiorno.it" del 04 Jun 2026

Il Nord del Paese soffre la cronica carenza: dei quasi 500 professionisti mancanti, l’80% si concentrano tra territorio lombardo, Piemonte e Veneto. I dati e l’allarme di Fondazione Gimbe: per i cittadini le difficoltà cominciano già al momento della scelta del medico. E il futuro? Non promette bene, alla luce del rebus dei prossimi pensionamenti

pubDate§§ 2026-06-04T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402867308807.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402867308807.PDF', 'title': 'ilgiorno.it'} tp:url§§ https://www.ilgiorno.it/salute/carenza-pediatri-bxypofzk tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402867308807.PDF tp:ocr§§ Primo mese a 1 €Una pediatra visita un bimboMilano – Il paradosso del nostro Paese? Sempre meno nascite. Ma il gelo demografico è battuto da un altro trend che pare inarrestabile: la carenza di pediatri. Un problema fortemente sentito in Lombardia, che fa registrare una carenza di 186 professionisti. Non è solo la regione lombarda a soffrire di questa situazione ma nel complesso tutto il Nord del Paese: in Italia mancano quasi cinquecento pediatri (497), l'80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto. Un quadro che non sembra destinato a migliorare, tutt’altro. Tutta colpa del mancato “turnover”: entro il 2029 andranno in pensione 1.547 medici e non è possibile prevedere se saranno sostituiti dalle nuove leve. Risultato? Medici in servizio sempre più sovraccarichi e conseguentemente meno disponibili. Con disagi per le famiglie. Stando ai risultati dell’analisi condotta da Fondazione Gimbe sulla situazione della pediatria territoriale attualmente in Italia i pediatri di famiglia sono poco più di 6mila. Con questi numeri – fanno sapere dal Gimbe - l'applicazione della bozza di riordino dell'assistenza primaria proposta dal ministro della Salute che vorrebbe estendere fino ai 18 anni l'assistenza pediatrica, sembra irrealizzabile: per darle concretezza servirebbero oltre 3.500 medici pediatri in più.Sul fronte dell'assistenza pediatrica, per i cittadini le difficoltà cominciano già al momento della scelta del medico: "procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia", ha sottolineato il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili".La situazione della pediatria è aggravata poi dalle criticità della medicina generale: in teoria ogni pediatra potrebbe avere in cura al massimo mille bambini e ragazzi (sebbene il massimo ottimale sia considerato 850). Oggi queste deroghe rischiano di essere la norma: "con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, molti ragazzi che escono dall'assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico di medicina generale disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri di libera scelta, riducendo qualità e accessibilità dell'assistenza pediatrica".© Riproduzione riservataTag dell'articoloRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3107 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402867308807.PDF §---§ title§§ Medici di base, nel Sannio mancano cento unità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101300091.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmattino.it" del 04 Jun 2026

La Regione Campania ha pubblicato le assegnazioni per gli incarichi vacanti del Ruolo unico di assistenza primaria

pubDate§§ 2026-06-03T23:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101300091.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101300091.PDF', 'title': 'ilmattino.it'} tp:url§§ https://www.ilmattino.it/benevento/medici_di_base_nel_sannio_mancano_cento_unita-9571397.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101300091.PDF tp:ocr§§ Si consolida la carenza di medici di Medicina generale nel Sannio, con un contingente di almeno 100 unità in meno rispetto alle reali necessità, nonostante non siano state ancora definite le zone carenti per l’anno in corso. dati sono in linea con quelli dell’intero territorio regionale dove la fondazione Gimbe, avvalendosi delle risultanze dell’indagine Sisac, struttura interregionale dei sanitari convenzionati, ha evidenziato 870 figure carenti. La Campania, quindi, continua a registrare un primato negativo nella disponibilità di medici di base che, sempre secondo le stime, perderanno altre 1.147 unità nei prossimi quattro anni. A livello locale, sono state messe in campo diverse strategie per colmare i vuoti esistenti, sia dall’Asl che dalla Regione Campania. APPROFONDIMENTI L'auto si rompe dopo il rifornimento: dopo la denuncia la Finanza scopre gasolio fuorilegge Castelvetere, ponte Fortore impraticabile da 10 anni. Iarossi: «Così s’affossano le aree interne» San Bartolomeo in Galdo, frane e ritardi nelle strade del Fortore: storie di disagi I CONCORSI Sono state infatti immesse in servizio nuove leve e banditi concorsi per ulteriori assunzioni, per ridurre le criticità ormai cronicizzate nella copertura degli ambulatori soprattutto nei distretti più periferici, inclusi i servizi di guardia medica, con un organico che presenta vuoti significativi e una mole oraria notevole da coprire per i medici in servizio. La Regione Campania ha pubblicato le assegnazioni per gli incarichi vacanti del Ruolo unico di assistenza primaria al fine di immettere in servizio il più alto numero possibile di professionisti, oltre ad aver bandito il concorso regionale per l’ammissione al corso di formazione specifica in Medicina generale, per garantire un ricambio generazionale a lungo termine.Montesarchio, maxi incendio nella zona industriale: fiamme in una fabbrica di bomboniereNel mese di gennaio, la Regione aveva assegnato 23 incarichi ai medici di Medicina generale det territorio sannita, con l’obbligo di aprire gli ambulatori nei comuni indicati dagli organi regionali. Di questi, nella fase immediatamente successiva 21 accettarono l’incarico, ma già allora ne mancavano all’appello una decina per arrivare ai 32 da rimpiazzare in quanto, alcune zone, soprattutto nelle aree del Fortore e del Medio calore, non sono state oggetto di scelta da parte dei professionisti. I PENSIONAMENTI Tuttavia, negli ultimi mesi ci sono stati ulteriori pensionamenti, nonostante siano state registrate alcune conferme di permanenza in servizio degli over 70 fino al compimento del 72esimo anno di età. In quest’ottica, sia i medici di Medicina generale che i pediatri di Libera scelta, per effetto dei provvedimenti consentiti dal Pnrr, mirati a migliorare le criticità esistenti, possono continuare a lavorare oltre i 70 anni, su base volontaria, mantenendo la convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Nel mese di maggio le carenze per la copertura dei presidi di assistenza primaria a ciclo orario, ex guardia medica, hanno toccato quota 100 anche se il servizio si riesce a garantire comunque facendo ricorso alle sostituzioni e, in qualche caso, per effetto dell’adesione dei medici allo svolgimento del ruolo unico. Si tratta di un modello organizzativo, introdotto con la convenzione della Medicina generale, che consente al medico di famiglia di completare l’orario settimanale di lavoro prestando servizio nei presidi di guardia medica oppure nelle case di comunità. LE CARENZE La carenza riguarda anche i pediatri di Libera scelta e quindi, la Regione Campania, ha provveduto a effettuare il reclutamento di tre pediatri a tempo determinato da destinare agli ambulatori di Benevento, San Leucio del Sannio e Montesarchio. Da tempo, c’era la consapevolezza che tra il 2025 e il 2026 si sarebbe verificata la famigerata “gobba” pensionistica, facendo i conti con l’età dei professionisti attualmente in servizio, che darà seguito all’esodo di una buona percentuale di medici fino alla fine dell’anno in corso cui, in base base sti me ufficiali, sia a livello regionale che nazionale, si aggiunge il dato di una crescente disaffezione alla professione da parte dei giovani medici. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402101300091.PDF §---§ title§§ Cala il numero dei pediatri anche in Sicilia, Cartabellotta: “A rischio la continuità dell’assistenza” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965108597.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 04 Jun 2026

Nonostante il drastico calo delle nascite registrato nell''ultimo ventennio, in Italia mancano almeno 497 pediatri

pubDate§§ 2026-06-04T09:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965108597.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965108597.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/cala-il-numero-dei-pediatri-anche-in-sicilia-cartabellotta-a-rischio-la-continuita-dellassistenza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965108597.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkNonostante il drastico calo delle nascite registrato nell’ultimo ventennio, in Italia mancano almeno 497 pediatri, quasi l’80% dei quali in Lombardia, Piemonte e Veneto. Sono i risultati di un’analisi condotta da Fondazione Gimbe sulla situazione della pediatria territoriale.La situazione sembra destinata a peggiorare: entro il 2029 andranno in pensione 1.547 medici e non è possibile prevedere se saranno sostituiti dalle nuove leve. Attualmente i pediatri di famiglia sono poco più di 6mila.Con questi numeri, l’applicazione della bozza di riordino dell’assistenza primaria proposta dal ministro della Salute che vorrebbe estendere fino ai 18 anni l’assistenza pediatrica, sembra irrealizzabile: per darle concretezza servirebbero oltre 3.500 medici pediatri in più.Il sovraccarico emerge dai numeri: se la media nazionale è di 917 assistiti per pediatra, in Piemonte si arriva a 1.126, a Bolzano a 1.114, in Veneto a 1.018. La media, poi, tende a sottostimare carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne. Secondo le stime Gimbe, servirebbero almeno 497 professionisti in più, ma in realtà il numero di pediatri di famiglia è in calo: dal 2019 al 2025 se ne sono persi 1.089 su 7.373, pari al 15%.L’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione, quasi raddoppiato tra il 2017 e il 2020, potrebbe non risolvere il problema, dato che non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per queste ragioni rischia di rimanere lettera morta la bozza di riordino dell’assistenza primaria, che vorrebbe rafforzare il ruolo dei pediatri di famiglia all’interno della rete dell’assistenza territoriale, spostando parte della loro attività nelle Case della Comunità e estendendo fino ai 18 anni l’età dei ragazzi in cura.In Sicilia, facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall’ultimo accordo collettivo nazionale), all’ 1 gennaio 2025 si stima una carenza di 2 pediatri di libera scelta.Entro il 2029 – dice Gimbe – 216 Pediatri di Libera Scelta raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il numero medio di assistiti per Pediatra di libera scelta è pari a 853, sotto media nazionale (917 assistiti per Pls) e al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per PLS); il 61,8% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls (media nazionale 82,9%).Sul fronte dell’assistenza pediatrica, per i cittadini le difficoltà cominciano già al momento della scelta del medico: “Procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia“, dice il presidente Gimbe Nino Cartabellotta: “Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili“.La situazione della pediatria è aggravata poi dalle criticità della medicina generale: in teoria ogni pediatra potrebbe avere in cura al massimo mille bambini e ragazzi, sebbene il massimo ottimale sia considerato 850. Oggi queste deroghe rischiano di essere la norma: “Con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico di medicina generale disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri di libera scelta, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica“.“Il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo, se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie“, conclude Cartabellotta. Il termine per la presentazione dei sub emendamenti alla proposta del governo è stato fissato per martedì 9 giugno alle ore 10:00Cateno De Luca leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, ospite della puntata n.368 di Bar Sicilia, ha tirato le somme su alcune questioni siciliane e posto una riflessione politica post-amministrative del 24 e del 25 maggio.La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402965108597.PDF §---§ title§§ Pediatri: Lombardia, Veneto e Piemonte in crisi, difficile l’assistenza fino a 18 anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402938508351.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 04 Jun 2026

In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord, incertezza sul ricambio generazionale

pubDate§§ 2026-06-04T08:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402938508351.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402938508351.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/pediatri-lombardia-veneto-e-piemonte-crisi-difficile-l-assistenza-fino-18-anni-AIkrCWSD tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402938508351.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFondazione GimbePediatri: Lombardia, Veneto e Piemonte in crisi, difficile l’assistenza fino a 18 anniIn Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord, incertezza sul ricambio generazionaledi Redazione Salute4 giugno 2026Mom and Little Girl at Appointment. small female at on consultation of pediatrician.Family at Reception of Pediatrician. Family at Doctor on Consultation. Family on Consulation. Family Pediatric. Vadym Huzhva - stock.adobe.com6' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveChi assiste il pediatra di libera sceltaMassimale di assistitiPensionamenti e borse di studioStima delle carenze di pediatriStima delle carenze al 1° gennaio 2025La bozza di riforma dell’assistenza territorialeAscolta la versione audio dell'articolo6' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comIn Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra e in più, entro il 2029, andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. E’ la fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe secondo cui estendere l’assistenza pediatrica fino a 18 anni, proposta dal ministro Schillaci, richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.Il pediatra di libera scelta (PLS), ossia il pediatra di famiglia, è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un pediatra per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili».Loading...Chi assiste il pediatra di libera sceltaSino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di famiglia; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale. Al compimento del 14° anno, l’assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al pediatra di libera scelta, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal pediatra o medico di base, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Massimale di assistitiL’ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun pediatra di libera scelta già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. «Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi ch e escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica».NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùPensionamenti e borse di studioSecondo i dati 2025 forniti dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 pediatri della Campania ai 2 in Valle d’Aosta.Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021. «Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti».Stima delle carenze di pediatriSecondo le rilevazioni della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita ma con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna. In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per pediatra: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). «Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali».Stima delle carenze al 1° gennaio 2025«La nostra stima – spiega Cartabellotta – fotografa il fabbisogno di pediatri a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori». Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni SISAC al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 pediatri, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. «Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane».La bozza di riforma dell’assistenza territorialeLa bozza di riordino dell’assistenza primaria raf forza il ruolo dei PLS nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il PLS verrebbe esteso fino ai 18 anni. «Nel complesso – commenta il presidente Gimbe – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei PLS nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie». Inoltre, mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 PLS aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai medici di medicina generale e 2.721 per la fascia 14-17 anni. «L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – chiosa Cartabellotta – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai PLS è circa doppia rispetto a quella del MMG».Insomma, serve una programmazione molto più accurata. «Le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono effettivamente la carriera di PLS, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità - conclude Cartabellotta -. Parallelamente, è indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari capaci di valorizzare appieno le potenzialità della trasformazione digitale, oltre a riforme e accordi sindacali coerenti con gli obiettivi di ricambio generazionale e con la necessità di garantire una presenza capillare dei PLS sul territorio».Riproduzione riservata ©ArgomentipediatraVenetoLombardiaPiemonteISTATLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402938508351.PDF §---§ title§§ Pediatri: Lombardia, Veneto e Piemonte in crisi, difficile l’assistenza fino a 18 anni - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945908533.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 04 Jun 2026

In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord, incertezza sul ricambio generazionale

pubDate§§ 2026-06-04T09:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945908533.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945908533.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/pediatri-lombardia-veneto-e-piemonte-crisi-difficile-l-assistenza-fino-18-anni-AIkrCWSD tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945908533.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo6' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comIn Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra e in più, entro il 2029, andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. E’ la fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe secondo cui estendere l’assistenza pediatrica fino a 18 anni, proposta dal ministro Schillaci, richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.Il pediatra di libera scelta (PLS), ossia il pediatra di famiglia, è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un pediatra per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili».Loading...Chi assiste il pediatra di libera sceltaSino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di famiglia; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale. Al compimento del 14° anno, l’assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al pediatra di libera scelta, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal pediatra o medico di base, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Massimale di assistitiL’ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun pediatra di libera scelta già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. «Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica».NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùPensionamenti e borse di studioSecondo i dati 2025 forniti dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 pediatri della Campania ai 2 in Valle d’Aosta.Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno acc ademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021. «Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti».Stima delle carenze di pediatriSecondo le rilevazioni della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita ma con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna. In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per pediatra: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). «Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali».Stima delle carenze al 1° gennaio 2025«La nostra stima – spiega Cartabellotta – fotografa il fabbisogno di pediatri a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori». Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni SISAC al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 pediatri, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. «Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane».La bozza di riforma dell’assistenza territorialeLa bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei PLS nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il PLS verrebbe esteso fino ai 18 anni. «Nel complesso – commenta il presidente Gimbe – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei PLS nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie». Inoltre, mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 PLS aggiuntivi pe r garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai medici di medicina generale e 2.721 per la fascia 14-17 anni. «L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – chiosa Cartabellotta – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai PLS è circa doppia rispetto a quella del MMG».Insomma, serve una programmazione molto più accurata. «Le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono effettivamente la carriera di PLS, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità - conclude Cartabellotta -. Parallelamente, è indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari capaci di valorizzare appieno le potenzialità della trasformazione digitale, oltre a riforme e accordi sindacali coerenti con gli obiettivi di ricambio generazionale e con la necessità di garantire una presenza capillare dei PLS sul territorio».Riproduzione riservata ©ArgomentipediatraVenetoLombardiaPiemonteISTATLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402945908533.PDF §---§ title§§ La Fondazione Gimbe: in Trentino mancano 8 pediatri di libera scelta - Cronaca | l'Adige.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402964808598.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ladige.it" del 04 Jun 2026

In Provincia di Trento ci sono 957 assistiti per pediatra, sopra media nazionale (917). Il rapporto ideale sarebbe di un medico ogni 850 assistiti. In Alto Adige va peggio

pubDate§§ 2026-06-04T09:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402964808598.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402964808598.PDF', 'title': 'ladige.it'} tp:url§§ https://www.ladige.it/cronaca/2026/06/04/la-fondazione-gimbe-in-alto-adige-mancano-17-pediatri-di-libera-scelta-1.4379677 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402964808598.PDF tp:ocr§§ In Provincia di Trento ci sono 957 assistiti per pediatra, sopra media nazionale (917). Il rapporto ideale sarebbe di un medico ogni 850 assistiti. In Alto Adige va peggioBOLZANO. Facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall'ultimo Accordo collettivo nazionale) al primo gennaio 2025, in Alto Adige, si stima una carenza di 17 pediatri. Lo rileva un'analisi condotta da Fondazione Gimbe sulla situazione della pediatria territoriale.Da considerare, inoltre, che, entro il 2029, sette pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni. In provincia di Bolzano, il numero medio di assistiti per pediatra di libera scelta è pari a 1.114 (seconda fra le regioni italiane), sopra la media nazionale di 917 assistiti per pediatra e al di sopra del massimale senza deroghe, ovvero 1.000 assistiti per pediatra.Il 71,8% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra di libera scelta, al di sotto della media nazionale dell'82,9%. Leggermente migliore la situazione in Provincia di Trento, dove si stima una carenza di otto pediatri (rispetto al rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti).In Trentino, entro il 2029, dieci pediatri di libera scelta raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni mentre il numero medio di assistiti per pediatra è pari a 957, sopra media nazionale (917 assistiti per pediatri), ma al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per pediatra.In provincia di Trento, il 91,5% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra (media nazionale 82,9%).S.I.E. S.p.A. - Società Iniziative Editoriali - via Missioni Africane n. 17 - 38121 Trento - P.I. 01568000226 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402964808598.PDF §---§ title§§ Pediatri di famiglia introvabili: ne mancano quasi 500, l’80% in 3 Regioni del Nord link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402931508421.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 04 Jun 2026

E per estendere l’assistenza fino a 18 anni occorrerebbero già oggi oltre 3.500 pediatri in più. Il report Gimbe

pubDate§§ 2026-06-04T08:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402931508421.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402931508421.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/06/04/pediatri-di-famiglia-introvabili-ne-mancano-quasi-500-l80-in-3-regioni-del-nord/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402931508421.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Pediatri di famiglia introvabili: ne mancano quasi 500, l’80% in 3 Regioni del NordE per estendere l’assistenza fino a 18 anni occorrerebbero già oggi oltre 3.500 pediatri in più. Il report GimbeNell’Italia dell’inverno demografico a mancare ormai sono anche i dottori dei bambini. Stando all’ultima analisi Gimbe nel nostro Paese almeno la carenza è di almeno 497 pediatri di libera scelta, con quasi l’80% concentrata in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano problemi. L’analisi però, secondo gli autori, tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa. Ma i pediatri sono diventati introvabili anche nelle grandi città metropolitane.E la situazione non è destinata a migliorare: entro il 2029 andranno in pensione ben 1.547 specialisti. E se la riforma Schillaci punta ad estendere l’assistenza fino a 18 anni, per riuscirci occorrerebbero già oggi oltre 3.500 pediatri, stima la Fondazione Gimbe.“Nonostante il calo delle nascite Lombardia, Piemonte e Veneto continuano a registrare rilevanti carenze di pediatri. Al di là dei numeri, tuttavia, la distribuzione capillare sul territorio resta fortemente condizionata da variabili locali e richiede una programmazione molto più accurata”, sottolinea il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Nell’ultimo report Gimbe le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti. Non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno una carriera sul territorio anziché quella in ospedale, premettono da Gimbe.Oggi al compimento del 14.mo anno l’assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Ebbene secondo i dati Istat al 1 gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal pediatra o dal medico di medicina generale, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Ma allora la denatalità dovrebbe aver risolto il problema. Invece no: “La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato una contrazione del fabbisogno teorico di pediatri di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale”.Vediamo meglio perché. Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai pediatri, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano transitati dai questi ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno. Ma in realtà a complicare le cose è anche la carenza di medici di medicina generale.L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per i dottori dei bambini. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli e delle sorelle di piccoli pazienti. “Il vero nodo è che, con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico di famiglia disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza”, spiega Cartabellotta.L’inserimento di nuovi pediatri nel Ssn avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti: aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica. Il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 pediatra di libera scelta ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri di libera scelta.“Questo consente di programmare il numero dei pediatri sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni”, riflette Cartabellotta.C’è poi un’altro aspetto da considerare: l’età di questi professionisti. Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (Fimp), infatti, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 della Campania ai 2 in Valle d’Aosta. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nel 2020-2021. “Tuttavia non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti”, chiarisce Cartabellotta. Secondo le rilevazioni della Sisac al 1 gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione Istat tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna. In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti a testa.Superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). “Con questi livelli di saturazione il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città”, avverte ancora Cartabellotta. Il trend è chiaro: nel 2019 i pediatri di libera scelta in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1 gennaio 2025. “La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica”. Se poi mancano anche i medici di famiglia, la situazione si complica.La bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei pediatri nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case di Comunità. E, come abbiamo scritto più volte, l’assistenza verrebbe estesa fino ai 18 anni. Però mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri di libera scelta in più per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai medici di famiglia e 2.721 per la fascia 14-17 ann i. “L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica”, dice Cartabellotta. “Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura”.Insomma, secondo il presidente Gimbe “la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei pediatri nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie”. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402931508421.PDF §---§ title§§ “In Italia mancano 500 pediatri. Le maggiori carenze in Piemonte e Lombardia”. L'allarme di Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402962808690.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 04 Jun 2026

In alcune aree si supera il record di 1.000 assistiti per medico e le prospettive non sono incoraggianti: entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri

pubDate§§ 2026-06-04T10:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402962808690.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402962808690.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/cronaca/2026/06/04/news/carenza_pediatri_italia_allarme_gimbe_piemonte_lombardia-15645875/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402962808690.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo FreeSANITàIn alcune aree si supera il record di 1.000 assistiti per medico e le prospettive non sono incoraggianti: entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri7 minuti di letturaIn Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra ed entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale.Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (PLS), il cosiddetto pediatra di famiglia, è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un PLS per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).«Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili».Per approfondire dimensioni e cause del problema, la Fondazione GIMBE ha analizzato le dinamiche che regolano l’inserimento dei PLS nel SSN e le relative criticità, stimando l’entità delle carenze di PLS nelle Regioni italiane. «È importante – spiega Cartabellotta – chiarire due aspetti metodologici: innanzitutto, le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di PLS viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti; inoltre, non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di PLS anziché quella ospedaliera».Fasce di età: sino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un PLS; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il PLS e il medico di medicina generale (MMG). Al compimento del 14° anno, l’assistenza del PLS termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al PLS, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal PLS o dal MMG, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Quadro demografico: il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei PLS. I dati ISTAT documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al PLS è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420 mila assistiti in meno per i PLS (figura 1). «La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di PLS di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale».Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai PLS, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370 mila nuovi nati iscritti ai PLS, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100 mila assistiti in meno.L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun PLS già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. «Il vero nodo – sottolinea il Presidente – è che con la grave carenza di oltre 5.700 MMG, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un MMG disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei PLS, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica».L’inserimento di nuovi pediatri nel SSN avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei PLS. Secondo l’ultimo ACN, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai PLS. «Con il nuovo ACN – spiega Cartabellotta – il fabbisogno di PLS viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei PLS sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni».Pensionamenti: secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 PLS della Campania ai 2 PLS in Valle d’Aosta.Nuovi PLS. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021 (figura 3). «Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti».Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 PLS, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita da un PLS, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018) (figura 5).«Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non im possibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali».Trend 2019-2024. Secondo i dati SISAC nel 2019 i PLS in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. «La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i PLS in attività, dall’altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai MMG, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i PLS».Carenze di PLS al 1° gennaio 2025. «La nostra stima – spiega Cartabellotta – fotografa il fabbisogno di PLS a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori». Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni SISAC al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 PLS, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850 (figura 6). Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. «Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane».La bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei PLS nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il PLS verrebbe esteso fino ai 18 anni.«Nel complesso – commenta il Presidente – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei PLS nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie». Inoltre, mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 PLS aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai MMG e 2.721 per la fascia 14-17 anni. «L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – chiosa Cartabellotta – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai PLS è circa doppia rispetto a quella del MMG».«Nonostante il calo delle nascite – aggiunge Cartabellotta – Lombardia, Piemonte e Veneto continuano a registrare rilevanti carenze di PLS. Al di là dei numeri, tuttavia, la distribuzione capillare sul territorio resta fortemente condizionata da variabili locali e richiede una programmazione molto più accurata. Le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono effettivamente la carriera di PLS, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità. Parallelamente, è indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari capaci di valorizzare appieno le potenzialità della trasformazione digitale, oltre a riforme e accordi sindacali coerenti con gli obiettivi di ricambio generazionale e con la necessità di garantire una presenza capillare dei PLS sul territorio».LA STAMPA SAE S.P.A P. IVA 13425960013 Redazione: Via Ernesto Lugaro 15 - 10126 Torino (TO), ItaliaI diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402962808690.PDF §---§ title§§ Sanità digitale al palo, la Regione spende oltre 300mila euro per promuovere il fascicolo sanitario elettronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125200362.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "latinatoday.it" del 04 Jun 2026

Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d''Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanità

pubDate§§ 2026-06-04T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125200362.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125200362.PDF', 'title': 'latinatoday.it'} tp:url§§ https://www.latinatoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-lazio-cosa-e-campagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125200362.PDF tp:ocr§§ Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d'Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanitàNiente da fare. Il Fascicolo sanitario elettronico non convince i cittadini di Roma e del Lazio. A usarlo, stando all’ultimo report di Gimbe dedicato al tema, è meno di una persona su 10 (esattamente il 9%). Numeri bassi, soprattutto se messi in confronto a percentuali come quella dell’Emilia Romagna, dove l’adesione è al 92%.E così da tempo la Regione sta cercando un modo per incentivare l’adesione allo strumento anche nel Lazio: prima ha puntato su una testimonial d’eccezione, la dottoressa Solange Fugger, star dei social con l’account Minerva Salute, che ha registrato un video con il presidente Francesco Rocca, parlando proprio del Fascicolo sanitario elettronico. Ora lo step successivo è la messa in piedi di una maxi campagna istituzionale dal valore di oltre 300mila euro, per promuovere su giornali, radio, cartelloni, l’utilizzo dello strumento.Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 nasce per accelerare la digitalizzazione dei dati sanitari, uno degli obiettivi più importanti del Pnrr. Lo strumento da una parte consente ai medici di medicina generale, pediatri e medici specialisti di consultare e analizzare i dati clinici degli assistiti a supporto delle attività di diagnosi e cura. Dall'altro permette ai pazienti di consultare dati clinici, accedere a prestazioni di telemedicina, emergenza-urgenza ed erogazione farmaci, prenotare prestazioni sanitarie.Già nel 2022 il governo ha stanziato oltre 610 milioni di euro per l’adozione e l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico nelle Regioni e nelle Province autonome. Ma nei territori l'adesione è stata tutt'altro che uniforme. E i numeri del report di Gimbe, aggiornati a settembre 2025, hanno restituito un quadro non incoraggiante per il Lazio.Che ha acceso anche la reazione dell’Ordine dei medici di Roma, con il presidente Magi che ha precisato: "Il Lazio è stata tra le prime Regioni a portare avanti e a concludere il percorso relativo al Fascicolo sanitario elettronico. Tuttavia, uno strumento di questo tipo non può essere alimentato semplicemente imponendo un obbligo dall'alto. È necessario, piuttosto, che il Servizio sanitario regionale metta in campo un'organizzazione capace di coinvolgere tutti i professionisti, dai medici agli infermieri, fino agli stessi pazienti, che devono essere adeguatamente informati e messi nelle condizioni di partecipare attivamente alla gestione della propria salute e del proprio Fascicolo sanitario elettronico”.Da qui la scelta della Regione di correre ai ripari: a fine marzo ha affidato al centro media Bsg srl l’incarico di realizzare un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di “promuovere la conoscenza dello strumento e favorirne l’utilizzo, evidenziandone i principali contenuti, le funzionalità disponibili e i benefici in termini di sicurezza, tutela della privacy e facilità d’accesso”.Ora il piano è arrivato ed è ingente: con il coinvolgimento di radio, giornali, oltre alla cartellonistica alle fermate dei bus, sui maxi led e i camion vela. Per un valore complessivo di oltre 304mila euro (sono esattamente 304.663,28). Con l’obiettivo di favorire la conoscenza del Fascicolo sanitario elettronico tra i cittadini del Lazio, incentivandone le adesioni.L'adesione al Fascicolo sanitario elettronico può avvenire con diverse modalità: se si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento del l'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo.LatinaToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125200362.PDF §---§ title§§ Gimbe lancia l’allarme: mancano quasi 500 pediatri di famiglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402913009116.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 04 Jun 2026

Irrealistico estendere l’assistenza fino a 18 anni: servirebbero oggi 3.500 pediatri in più.

pubDate§§ 2026-06-04T12:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402913009116.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402913009116.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/gimbe-lancia-lallarme-mancano-quasi-500-pediatri-di-famiglia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402913009116.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. Riforma Schillaci: l’assistenza pediatrica fino a 18 anni richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (PLS) – cd. pediatra di famiglia – è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un PLS per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). «Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili».Per approfondire dimensioni e cause del problema, la Fondazione GIMBE ha analizzato le dinamiche che regolano l’inserimento dei PLS nel SSN e le relative criticità, stimando l’entità delle carenze di PLS nelle Regioni italiane.  «È importante – spiega Cartabellotta – chiarire due aspetti metodologici: innanzitutto, le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di PLS viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti; inoltre, non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di PLS anziché quella ospedaliera». DINAMICHE E CRITICITÀFasce di età. Sino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un PLS; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il PLS e il medico di medicina generale (MMG). Al compimento del 14° anno, l’assistenza del PLS termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al PLS, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal PLS o dal MMG, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Quadro demografico.  Il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei PLS. I dati ISTAT documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al PLS è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420 mila assistiti in meno per i PLS (figura 1). «La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di PLS di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale». Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai PLS, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370 mila nuovi nati iscritti ai PLS, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100 mila assistiti in meno.Massimale di assistiti. L ’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun PLS già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. «Il vero nodo – sottolinea il Presidente – è che con la grave carenza di oltre 5.700 MMG, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un MMG disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei PLS, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica».Ambiti territoriali carenti. L’inserimento di nuovi pediatri nel SSN avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei PLS. Secondo l’ultimo ACN, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai PLS. «Con il nuovo ACN – spiega Cartabellotta – il fabbisogno di PLS viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei PLS sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni».Pensionamenti. Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 PLS della Campania ai 2 PLS in Valle d’Aosta (figura 2).Nuovi PLS. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021 (figura 3). «Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti».STIMA DELLE CARENZE DI PEDIATRINumero di assistiti per PLS. Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 PLS, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita da un PLS, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018) (figura 5). «Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali».Trend 2019-2024. Secondo i dati SISAC nel 2019 i PLS in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. «La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i PLS in attività, dall’altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai MMG, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i PLS».Stima delle carenze di PLS al 1° gennaio 2025. «La nostra stima – spiega Cartabellotta – fotografa il fabbisogno di PLS a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori». Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni SISAC al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 PLS, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850 (figura 6). Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. «Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane».La bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei PLS nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il PLS verrebbe esteso fino ai 18 anni. «Nel complesso – commenta il Presidente – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei PLS nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie». Inoltre, mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 PLS aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai MMG e 2.721 per la fascia 14-17 anni. «L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – chiosa Cartabellotta – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai PLS è circa doppia rispetto a quella del MMG».«Nonostante il calo delle nascite – spiega Cartabellotta – Lombardia, Piemonte e Veneto continuano a registrare rilevanti carenze di PLS. Al di là dei numeri, tuttavia, la distribuzion e capillare sul territorio resta fortemente condizionata da variabili locali e richiede una programmazione molto più accurata. Le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono effettivamente la carriera di PLS, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità. Parallelamente, è indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari capaci di valorizzare appieno le potenzialità della trasformazione digitale, oltre a riforme e accordi sindacali coerenti con gli obiettivi di ricambio generazionale e con la necessità di garantire una presenza capillare dei PLS sul territorio». tp:writer§§ Luigi Pio Berliri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402913009116.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, mancano 497 pediatri di libera scelta, 80% carenze al Nord link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871508829.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871508829.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871508829.PDF', 'title': 'ore12.net'} tp:url§§ https://www.ore12.net/sanita-gimbe-mancano-497-pediatri-di-libera-scelta-80-carenze-al-nord/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871508829.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. È quanto denunciato dalla Fondazione Gimbe in un’analisi sui pediatri di libera scelta, i cosiddetti pediatri di famiglia, sulle criticità che regolano l’inserimento dei Pls nel Ssn e sulla carenza dei Pls nelle diverse regioni italiane. ‘Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute – spiega Gimbe – il pediatra di libera scelta è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un Pls per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale’. Tuttavia, sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, ‘in molte aree del Paese si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili’.2,4 milioni i bambini con iscrizione obbligatoriaSecondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni con iscrizione obbligatoria al pediatra di libera scelta erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal Pls o dal medico di medicina generale, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti. Il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei Pls. I dati Istat documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al Pls obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420mila assistiti in meno per i Pls. ‘La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di Pls di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale’. Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai Pls, si stima che nel 2024 oltre 470mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai Pls, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.Resta il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun PlsL’ultimo Accordo Collettivo Nazionale, in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun Pls già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. ‘Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un mmg disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei Pls, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica’. L’inserimento di nuo vi pediatri nel Ssn avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei Pls. Secondo l’ultimo Acn, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di un Pls ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pls. «Con il nuovo Acn – spiega Cartabellotta – il fabbisogno di pls viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei PLS sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni’.Previsto entro il 2029 il pensionamento di 1.547 pediatri di libera sceltaSecondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 Pls della Campania ai 2 Pls in Valle d’Aosta. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021. ‘Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti’. Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 Pls, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione Istat tra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). ‘Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali’. Secondo i dati Sisac nel 2019 i Pls in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. ‘La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i Pls in attività, dall’altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai mmg, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i Pls. La nostra stima fotografa il fabbisogno di Pls a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori’. Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale li bertà di scelta, la Fondazione Gimbe ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni Sisac al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 Pls, con forti squilibri regionali.Il 78,7% delle carenze di camici bianchi si concentra in Lombardia, Piemonte e VenetoIl 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per Pls è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. ‘Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane’. tp:writer§§ Redazione Ore 12 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871508829.PDF §---§ title§§ Sanità, l'allarme di Errico: "Nel Sannio c'è un deficit di 100 medici di base" - Ottopagine.it Benevento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950008562.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ottopagine.it" del 04 Jun 2026

La nota del consigliere regionale e componente della Commissione Sanità

pubDate§§ 2026-06-04T09:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950008562.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950008562.PDF', 'title': 'ottopagine.it'} tp:url§§ https://www.ottopagine.it/bn/politica/429426/sanita-l-allarme-di-errico-nel-sannio-c-e-un-deficit-di-100-medici-di-base.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950008562.PDF tp:ocr§§ “La carenza dei medici di Medicina generale rappresenta una delle emergenze più rilevanti per il sistema sanitario campano e colpisce in maniera particolarmente grave le aree interne come il Sannio. I dati disponibili confermano una situazione che desta forte preoccupazione: nel nostro territorio si registra un deficit di almeno 100 medici di base rispetto alle reali necessità assistenziali della popolazione”. Lo dichiara il consigliere regionale della Campania e componente della Commissione Sanità Fernando Errico, intervenendo sul tema della crescente difficoltà di accesso alle cure primarie da parte dei cittadini sanniti. “La Fondazione Gimbe, sulla base delle risultanze dell’indagine Sisac, ha evidenziato come in Campania manchino complessivamente 870 medici di Medicina generale. Un dato allarmante che colloca la nostra regione ai primi posti in Italia per carenza di queste figure professionali. Ancora più preoccupanti sono le proiezioni per i prossimi anni, che stimano la perdita di ulteriori 1.147 medici entro il 2030, aggravando ulteriormente una situazione già oggi molto complessa”. Secondo Errico, il problema assume contorni ancora più critici nelle province interne, dove l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà logistiche rendono il medico di famiglia un presidio sanitario indispensabile. “Nel Sannio- prosegue il consigliere regionale - molti cittadini, soprattutto anziani e fragili, sono costretti a confrontarsi con liste di assistiti sempre più numerose e con tempi di accesso ai servizi che rischiano di allungarsi ulteriormente. È necessario intervenire con una programmazione seria e lungimirante per garantire il diritto alla salute e l’uniformità dell’assistenza su tutto il territorio regionale”. Errico riconosce gli sforzi messi in campo negli ultimi anni dall’Asl di Benevento e dalla Regione Campania per fronteggiare l’emergenza, ma sottolinea la necessità di accelerare le misure già avviate. “Occorre rendere più attrattiva la professione del medico di Medicina generale, incentivare l’insediamento nelle aree interne e velocizzare le procedure. Non possiamo permettere che i cittadini del Sannio siano penalizzati da una carenza di personale che rischia di compromettere l’efficacia della medicina territoriale, oggi più che mai fondamentale anche per alleggerire la pressione sugli ospedali”. Errico conclude: “Continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e a sollecitare ogni iniziativa utile affinché venga garantita una risposta concreta alle esigenze delle comunità locali. La sanità territoriale deve tornare a essere una priorità dell’agenda politica regionale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402950008562.PDF §---§ title§§ Pediatri. L’analisi di Gimbe: "Ne mancano quasi 500, l'80% in Lombardia, Piemonte e Veneto" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402943308367.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 04 Jun 2026

Entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri, incertezza sul ricambio generazionale. La bozza di riforma sull''estensione fino a 18 anni è irrealistica: servirebbero oggi 3.

pubDate§§ 2026-06-04T08:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402943308367.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402943308367.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/pediatri-l-analisi-di-gimbe-ne-mancano-quasi-500-l-80-in-lombardia-piemonte-e-veneto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402943308367.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. Riforma Schillaci: l’assistenza pediatrica fino a 18 anni richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (PLS) – cd. pediatra di famiglia – è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un PLS per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).“Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili”.Per approfondire dimensioni e cause del problema, la Fondazione GIMBE ha analizzato le dinamiche che regolano l’inserimento dei PLS nel SSN e le relative criticità, stimando l’entità delle carenze di PLS nelle Regioni italiane. “È importante – spiega Cartabellotta – chiarire due aspetti metodologici: innanzitutto, le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di PLS viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti; inoltre, non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di PLS anziché quella ospedaliera”.DINAMICHE E CRITICITÀFasce di età. Sino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un PLS; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il PLS e il medico di medicina generale (MMG). Al compimento del 14° anno, l’assistenza del PLS termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al PLS, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal PLS o dal MMG, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.Quadro demografico. Il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei PLS. I dati ISTAT documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al PLS è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420 mila assistiti in meno per i PLS (figura 1). “La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di PLS di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale”. Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai PLS, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370 mila nuovi nati iscritti ai PLS, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi ci rca 100 mila assistiti in meno.Massimale di assistiti. L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun PLS già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. “Il vero nodo – sottolinea il Presidente – è che con la grave carenza di oltre 5.700 MMG, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un MMG disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei PLS, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica”.Ambiti territoriali carenti. L’inserimento di nuovi pediatri nel SSN avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei PLS. Secondo l’ultimo ACN, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai PLS. “Con il nuovo ACN – spiega Cartabellotta – il fabbisogno di PLS viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei PLS sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni”.Pensionamenti. Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 PLS della Campania ai 2 PLS in Valle d’Aosta (figura 2).Nuovi PLS. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021 (figura 3). “Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti”.STIMA DELLE CARENZE DI PEDIATRINumero di assistiti per PLS. Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 PLS, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita da un PLS, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018) (figura 5). “Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali”.Trend 2019-2024. Secondo i dati SISAC nel 2019 i PLS in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. “La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i PLS in attività, dall’altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai MMG, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i PLS”.Stima delle carenze di PLS al 1° gennaio 2025. “La nostra stima – spiega Cartabellotta – fotografa il fabbisogno di PLS a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori”. Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione GIMBE ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni SISAC al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 PLS, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per PLS è inferiore a 850 (figura 6). Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. “Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane”.LA BOZZA DI RIFORMA. La bozza di riordino dell’assistenza primaria rafforza il ruolo dei PLS nella rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l’anno, nelle Case della Comunità, con possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull’età dell’assistenza pediatrica: il rapporto con il PLS verrebbe esteso fino ai 18 anni. “Nel complesso – commenta il Presidente – la riforma punta a rafforzare l’integrazione dei PLS nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l’età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie”. Inoltre, mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 PLS aggiuntivi per garantire la copertura dell’intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690 mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai MMG e 2.721 per la fascia 14-17 anni. “L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età – chiosa Cartabellotta – senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non è realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4.000 pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell’intera fascia 0-18. E questo senza considerare l’impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai PLS è circa doppia rispetto a quella del MMG”.“Nonost ante il calo delle nascite – spiega Cartabellotta – Lombardia, Piemonte e Veneto continuano a registrare rilevanti carenze di PLS. Al di là dei numeri, tuttavia, la distribuzione capillare sul territorio resta fortemente condizionata da variabili locali e richiede una programmazione molto più accurata. Le Regioni devono poter disporre di stime affidabili sul numero di specialisti che intraprendono effettivamente la carriera di PLS, integrate con le proiezioni demografiche sulla denatalità. Parallelamente, è indispensabile completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, sviluppando modelli organizzativi orientati al lavoro in team multidisciplinari capaci di valorizzare appieno le potenzialità della trasformazione digitale, oltre a riforme e accordi sindacali coerenti con gli obiettivi di ricambio generazionale e con la necessità di garantire una presenza capillare dei PLS sul territorio”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402943308367.PDF §---§ title§§ Rapporto GIMBE sulla pediatria: ne mancano 500, tra due anni in 1500 pensionati, allarme per Nord link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951208478.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Jun 2026

Sono soprattutto Lombardia Veneto e Piemonte a soffrire maggiormente della carenza di pediatri: i numeri nel rapporto GIMBE

pubDate§§ 2026-06-04T09:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951208478.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951208478.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2026/06/rapporto-gimbe-sulla-pediatria-ne-mancano-500-tra-due-anni-in-1500-pensionati-allarme-per-nord-f0b879de-9887-4c77-878b-27c26eb4c026.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951208478.PDF tp:ocr§§ Sono soprattutto Lombardia Veneto e Piemonte a soffrire maggiormente della carenza di pediatri: i numeri nel rapporto GIMBE--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402951208478.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe, troppi pochi pediatri. In Piemonte ne mancano 109 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888708857.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Jun 2026

Un numero destinato ad aggravarsi dal momento che ulteriori 45 medici raggiungeranno l''età pensionabile entro il 2029

pubDate§§ 2026-06-04T11:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888708857.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888708857.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2026/06/fondazione-gimbe-troppi-pochi-pediatri-in-piemonte-ne-mancano-109-204b89fb-aad0-4a6e-8a49-ad92bf0b32ab.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888708857.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l'80% delle carenze si concentra in tre grandi regioni del nord tra cui il Piemonte insieme a Lombardia e Veneto. Il Piemonte è la regione d'Italia con il più alto numero di assistiti per ciascun pediatra: 1.126 contro una media nazionale di 917 e una stima ottimale di 850. L'allarme arriva dalla Fondazione Gimbe, che stima la carenza di 109 pediatri di libera scelta. Un numero destinato ad aggravarsi dal momento che ulteriori 45 medici raggiungeranno l'età pensionabile entro il 2029. Riforma Schillaci: l'assistenza pediatrica fino a 18 anni richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati. È quanto si legge in una nota della Fondazione Gimbe.Secondo quanto riportato dal ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (Pls), cd. pediatra di famiglia, è ilmedico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essereassegnato un Pls per garantire l'accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dalServizio sanitario nazionale (Ssn).  "Tuttavia- dichiara il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta- in molte aree del Paese si registrano criticitàricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende sanitarie locali (Asl), pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili". Per approfondire dimensioni e cause del problema, la Fondazione Gimbe ha analizzato le dinamiche che regolanol'inserimento dei Pls nel Ssn e le relative criticità, stimando l'entità delle carenze di Pls nelle regioni italiane. "È importante- spiega Cartabellotta- chiarire due aspetti metodologici: innanzitutto, le stime delle carenze sono stateeffettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di PLS viene definito a livello regionale in relazione agli ambititerritoriali carenti. Inoltre, non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di Pls anziché quella ospedaliera" tp:writer§§ Tgr Piemonte guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402888708857.PDF §---§ title§§ Gran mancianza de doturs di mituns link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402894009058.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Jun 2026

17 doturs mancel al momënt tl Südtirol y plü de 800 sura döta la Talia. Surapró jará tröc en ponsiun ti proscims agn.

pubDate§§ 2026-06-04T12:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402894009058.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402894009058.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/trail/articoli/2026/06/gran-mancianza-de-doturs-di-mituns--d278a49c-5d8b-4c86-a578-9fae91fa1c3f.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402894009058.PDF tp:ocr§§ Dantadöt tla Talia dl nord dessel, aladô dla fondaziun"Gimbe", ester na gran mancianza de doturs di mituns, che aumentará tl dagní.A livel nazional dessel mancé plü de 800 doturs di mituns por garantí le sorvisc do regola. Incër 1.500 i doturs ch'é püch dan da jí en ponsiun. La mancianza de doturs é inc da sintí dassënn tl Südtirol, ch'é danter les provinzies ch'al mancia le plü doturs. 17 doturs por i mituns mancel al momënt a livel provinzial y anter le 2029 dess 7 doturs jí en punsiun. Aladô dla fondaziun mëss vigni dotur di mituns tla provinzia de Balsan ti sté do a plü de 1.000 paziënc. La diretiva statala é al mascim de 800 paziënc a dotur. Injunté á la findaziun "Gimbe" che le 72 porcënt di mituns pó se chirí fora le dotur tl Südtirol, deperpo che la perzentuala nazionala é dl 83 porcënt. tp:writer§§ TGR Trail guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402894009058.PDF §---§ title§§ Endometriosi, quando le cure dipendono dal cap di residenza - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401772706001.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 04 Jun 2026

Un ritardo della diagnosi dai 7 ai 10 anni e differenza regionali che impattano sulla rimborsabilità e sull’accesso alle cure

pubDate§§ 2026-06-04T04:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401772706001.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401772706001.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/2026/06/04/news/endometriosi_quando_le_cure_dipendono_dal_cap_di_residenza-425387023/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401772706001.PDF tp:ocr§§ Silenziata per anni e spesso minimizzata come "semplice dolore mestruale" l’endometriosi è una patologia che colpisce, nel mondo, il 10% delle donne in età riproduttiva ma in Italia i dati ufficiali sembrano raccontare una storia diversa. La diagnosi ufficiale di endometriosi riguarda appena l’1,4% della popolazione femminile italiana tra i 15 ed i 50 anni. A che cosa è dovuto questo divario? Le statistiche nazionali si basano esclusivamente sulle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) e questo sistema registra solo le pazienti ricoverate o sottoposte a interventi chirurgici. Tutte le altre donne, ad esempio quelle che ricevono una diagnosi durante una visita ambulatoriale o tramite esami radiologici (come ecografie e risonanze), restano escluse dal conteggio. Marzo, mese dedicato all’endometriosi: 5 cose da sapere di Anna Lisa Bonfranceschi 17 Marzo 2026L'endometriosi è una patologia cronica che nasce da un malfunzionamento del tessuto che riveste l'interno dell'utero chiamato endometrio. Questo tessuto è biologicamente programmato per crescere ogni mese e poi sfaldarsi durante il ciclo mestruale. In chi soffre di questa malattia frammenti di tessuto simile all'endometrio iniziano a svilupparsi al di fuori della loro sede naturale e si insediano su organi come ovaie, intestino o vescica, dove continuano a rispondere agli stimoli ormonali, sanguinando, esattamente come farebbero all'interno dell'utero. Il problema è che questo sangue non ha una via d’uscita verso l’esterno e rimane intrappolato nell’addome, scatenando un’infiammazione cronica che, col tempo, può portare a dolori lancinanti, cicatrici interne e aderenze tra gli organi. È fondamentale comprendere che l’impatto di questa condizione supera i confini dell’apparato riproduttivo e coinvolge ogni aspetto della quotidianità. I sintomi non causano solo una disabilità fisica, spesso invisibile, ma generano anche pesanti ripercussioni sulla salute mentale delle donne che ne sono colpite.Il diritto alla cura dipende dal CapIl 23 ottobre 2025 è stato sancito l’Accordo in Conferenza Stato-Regioni sul Piano Nazionale della Cronicità (Pnc) 2025, che aggiorna e integra quello del 2016 e introduce l’endometriosi tra le patologie croniche. Ad oggi il Piano non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non è ancora attivo a livello nazionale, anzi, l’ultimo report della Fondazione Gimbe sull’endometriosi rivela un quadro drammatico fatto di frammentazione regionale e di un ritardo diagnostico che, in media, oscilla tra i 7 e i 10 anni. Endometriosi: un nuovo modo per affrontarla di Giuseppe Del Bello 04 Gennaio 2026Che cosa prevede il SsnLa gestione dell'endometriosi in Italia avviene attraverso più strade: i percorsi diagnostico terapeutici (Pdta), le reti regionali e le prestazioni a carico del Ssn in esenzione con eventuali integrazioni che variano da regione a regione (extra Lea regionali). Il sistema italiano prevede il codice di esenzione 063 solo per le forme di endometriosi più avanzate, ovvero quelle classificate come moderate o gravi al terzo e quarto stadio. Questo significa che, per la legge nazionale, chi soffre della patologia in una forma iniziale o lieve non ha diritto a questo tipo di agevolazione, poiché il perimetro dell'esenzione è limitato esclusivamente ai casi clinicamente più complessi. Alcune amministrazioni locali si sono dimostrate più sensibili e hanno deciso di andare oltre i limiti nazionali, offrendo esenzioni anche per gli stadi più lievi e/o includendo farmaci e terapie che normalmente non sarebbero coperti. La Valle d’Aosta, ad esempio, è la prima Regione ad aver introdotto un codice di esenzione regionale aggiuntivo (H07) per le forme meno gravi di endometriosi, includendo farmaci e terapie che normalmente non sarebbero coperti. La Toscana garantisce gratuitamente la crioconservazione di ovociti o tessuto ovarico alle donne con endometriosi in stadio avanzato ai fini della preservazione della fertilità. Quali Regioni sì e quali noLa domanda a questo punto è: siamo dentro ad un servizio sanitario nazionale o il diritto alla salute dipende dal Cap di residenza? Se analizziamo i Pdta (percorsi diagnostico terapeutici) e le reti regionali vediamo, ad esempio, che nelle Marche c’è una rete ma non è attivo un Pdta. Sette regioni hanno attivi sia Pdta che reti: Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia. Quattro regioni – Abruzzo, Calabria, Liguria e Veneto – si trovano in una fase di “passaggio” ovvero hanno formalmente reti e Pdta ma non sono ancora attivi sul territorio e nove regioni non dispongono di alcun provvedimento: Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Molise, Toscana, Prov. Aut. Trento, Prov. Aut. Bolzano, Umbria e Valle d’Aosta.L’attesa delle linee guidaQuesta situazione crea una sanità a macchia di leopardo ed emerge un’Italia a più velocità dove il diritto alla salute rischia di dipendere da un incrocio fortuito tra il proprio stadio clinico ed il codice di avviamento postale. L’Istituto Superiore di Sanità è attualmente impegnato nella stesura delle linee guida nazionali per la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi. L’auspicio è che sia, al più presto, pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida e resa esigibile così da garantire ed ampliare il diritto alla salute di tutte le donne. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401772706001.PDF §---§ title§§ Farmaci, l'intelligenza artificiale accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402903709027.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402903709027.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402903709027.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/terapia/7684/farmaci-l-ai-accelera-la-ricerca-e-riduce-del-25-i-costi-di-sviluppo.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402903709027.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura intelligenza artificiale 04 Giugno 2026 Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Secondo il FoSSC le nuove tecnologie possono tagliare del 25% le spese e del 40% i tempi necessari per portare una terapia ai pazienti L'intelligenza artificiale può diventare uno strumento decisivo per accelerare la ricerca farmaceutica, ridurre i costi di sviluppo e rafforzare la competitività dei Paesi occidentali nel settore delle scienze della vita. È quanto emerso durante la teleconferenza organizzata dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani, dedicata all'impatto dei nuovi farmaci e dell'innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini. Secondo gli esperti, l'applicazione dell'intelligenza artificiale è in grado di ridurre fino al 25% i costi necessari per sviluppare un nuovo farmaco e di accorciare del 40% i tempi complessivi che intercorrono tra la ricerca di base e l'approvazione di una terapia. Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che oggi il percorso di sviluppo di un farmaco può richiedere fino a 10 anni e investimenti superiori ai 2 miliardi di euro."Si calcola che solo il 12% dei farmaci messi a punto dalla ricerca clinica arrivi effettivamente all'approvazione da parte degli enti regolatori", ha spiegato Francesco Cognetti. "L'applicazione dell'intelligenza artificiale sta iniziando a dimostrare tutte le sue grandi potenzialità anche nel complicato settore delle sperimentazioni cliniche. Può consentire risparmi importanti in termini di tempo e di risorse umane ed economiche dedicate".Per il FoSSC, la sfida è resa ancora più urgente dalla crescente concorrenza internazionale. Negli ultimi dieci anni gli studi clinici oncologici avviati negli Stati Uniti sono diminuiti del 34%, mentre in Europa il calo ha raggiunto il 50%, con circa 60 mila pazienti arruolati in meno in cinque anni. Parallelamente, la Cina è diventata il primo Paese al mondo per numero di trial clinici in oncologia. Anche l'Italia sconta un ritardo rispetto ai principali partner europei. Attualmente sono attivi quasi 1.100 studi clinici multinazionali, circa 450 in meno rispetto alla Spagna e 250 in meno rispetto a Francia e Germania. In oncologia il nostro Paese occupa il terzo posto e registra numeri inferiori anche sul fronte degli arruolamenti: la media è di 16,22 pazienti per studio, contro i 38,11 della Spagna.Secondo Cognetti, molte opportunità vengono perse a causa di ostacoli burocratici e organizzativi che limitano la capacità del sistema di attrarre ricerca clinica internazionale. Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Sergio Abrignani, che ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità del Paese di trasformare la ricerca in innovazione industriale. "La farmaceutica innovativa, basata su farmaci di precisione, è un asset strategico per un grande Paese moderno", ha affermato. Secondo Abrignani servono una struttura di trasferimento tecnologico più efficace e maggiori investimenti di venture capital nel settore biomedico, oltre alla creazione di un polo nazionale pubblico-privato dedicato alla produzione di farmaci biologici. Tra le criticità evidenziate dal Forum figurano anche i tempi di accesso ai nuovi medicinali. Su 84 farmaci il cui decreto di rimborso è stato pubblicato tra luglio 2024 e maggio 2026, sono trascorsi in media 482 giorni dalla richiesta di rimborso presentata dall'azienda ad Aifa. A questi vanno aggiunti i tempi necessari per l'inserimento nei prontuari regionali e per le procedure di gara ospedaliera. "Alla fine arriviamo a quasi due anni prima che un nuovo farmaco sia effettivamente disponibile per i pazienti italiani", ha concluso Cognetti, sottolineando la necessità di rendere più rapido l'intero percorso di accesso all'innovazione terapeutica. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi su i nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/06/2026 Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso 04/06/2026 Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea 04/06/2026 Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro L'azienda ha confermato al Governo il programma di sviluppo del sito laziale dedicato alla produzione di farmaci per malattie croniche e obesità. 04/06/2026 Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile" tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402903709027.PDF §---§ title§§ Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902609028.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902609028.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902609028.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/medici/7687/pediatri-allarme-gimbe-ne-mancano-quasi-500-entro-il-2029-oltre-1-500-pensionamenti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902609028.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Pediatria 04 Giugno 2026 Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile" In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e la situazione rischia di aggravarsi nei prossimi anni a causa dei pensionamenti e delle incertezze sul ricambio generazionale. A lanciare l'allarme è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato il fabbisogno di pediatri di famiglia e le criticità che sempre più spesso impediscono alle famiglie di trovare un professionista disponibile per i propri figli. Secondo le stime della Fondazione, al 1° gennaio 2025 la carenza nazionale è pari a 497 pediatri di libera scelta (Pls). Il problema si concentra soprattutto nel Nord Italia: Lombardia, Piemonte e Veneto assorbono da sole il 78,7% delle carenze, rispettivamente con 186, 109 e 96 pediatri mancanti. "La situazione crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", afferma Nino Cartabellotta.L'analisi evidenzia come il principio della libera scelta del pediatra sia sempre più difficile da garantire. In alcune regioni il numero medio di assistiti supera il massimale di 1.000 bambini per medico previsto dall'Accordo collettivo nazionale. I casi più critici sono quelli del Piemonte, con 1.126 assistiti per pediatra, della Provincia autonoma di Bolzano (1.114) e del Veneto (1.018). La media nazionale è pari a 917 assistiti per professionista. Secondo Gimbe, il problema non riguarda più soltanto le aree interne o montane, ma si estende anche a numerose città metropolitane. Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, a fronte di quasi 5,8 milioni di assistiti. Rispetto al 2019, quando i pediatri erano 7.373, si registra una riduzione di 1.089 unità, pari al 15%. Il calo dei professionisti è superiore agli effetti della diminuzione delle nascite. Se da un lato la popolazione infantile si sta riducendo, dall'altro aumenta il numero di bambini e ragazzi che rimangono in carico ai pediatri anche nella fascia 6-13 anni. A incidere è soprattutto la carenza dei medici di medicina generale: molti adolescenti che compiono 14 anni faticano infatti a trovare un medico di famiglia disponibile e continuano a essere seguiti dai pediatri attraverso deroghe ai massimali.La prospettiva futura preoccupa ulteriormente. Secondo i dati della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Sebbene negli ultimi anni siano aumentate le borse di specializzazione in Pediatria, passate da 496 nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, non è possibile prevedere quanti specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia invece della carriera ospedaliera. "Non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti", osserva Cartabellotta. L'indagine evidenzia inoltre forti differenze territoriali. Se in regioni come Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria il numero di assistiti per pediatra resta sotto la soglia ottimale di 850, nelle regioni del Nord il sistema mostra segnali di crescente sofferenza. Per Gimbe servono interventi programmatori più efficaci per garantire prossimità delle cure, qualità dell'assistenza e reale libertà di scelta delle famiglie, evitando che la carenza di pediatri si trasformi in un ulteriore ostacolo all'accesso alle cure per bambini e adolescenti. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter ! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/06/2026 Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso 04/06/2026 Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea 04/06/2026 Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Secondo il FoSSC le nuove tecnologie possono tagliare del 25% le spese e del 40% i tempi necessari per portare una terapia ai pazienti 04/06/2026 Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro L'azienda ha confermato al Governo il programma di sviluppo del sito laziale dedicato alla produzione di farmaci per malattie croniche e obesità. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902609028.PDF §---§ title§§ Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902709029.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902709029.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902709029.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7686/fine-vita-il-senato-rinvia-il-ddl-in-commissione-via-libera-alla-sospensiva-con-88-voti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902709029.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Fine vita 04 Giugno 2026 Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso Con 88 voti favorevoli, 59 contrari e nessun astenuto, l'Aula del Senato ha approvato il rinvio in Commissione del disegno di legge sul fine vita. La richiesta di sospensiva è stata accolta durante l'esame del provvedimento a prima firma del senatore Alfredo Bazoli, sostenuto dalle opposizioni.La decisione riporta il testo all'esame delle Commissioni Giustizia e Sanità, dove è già in discussione il disegno di legge di maggioranza a prima firma dei senatori Pierantonio Zanettin e Ignazio Zullo.Secondo la maggioranza, il ritorno in Commissione consentirà di proseguire il lavoro di approfondimento e di arrivare a una proposta maggiormente condivisa. "Tornare in commissione credo sia una cosa giusta e utile", ha dichiarato il senatore Ignazio Zullo. La presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi ha sostenuto che la richiesta di rinvio "non è una strategia dilatoria" e ha indicato come obiettivo il ritorno del provvedimento in Aula prima dell'estate.Tra le proposte di modifica sulle quali Forza Italia sta lavorando figurano il rafforzamento del ruolo del medico di medicina generale nel percorso, l'istituzione di un centro nazionale di coordinamento per i comitati etici territoriali e la previsione dell'obiezione di coscienza.Le opposizioni hanno invece contestato duramente la decisione. Il primo firmatario del ddl, Alfredo Bazoli, ha affermato che il rinvio rappresenta "il seppellimento del provvedimento". Critiche sono arrivate anche da Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno accusato la maggioranza di voler rinviare ulteriormente una decisione sul tema.Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è intervenuta sulla vicenda, definendo il rinvio "gravissimo e vergognoso" e sostenendo che la decisione dimostrerebbe la mancanza di volontà della maggioranza di approvare una legge sul fine vita.Nel corso dei lavori parlamentari sono proseguite anche le audizioni tecniche. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, ha dichiarato che attualmente non esistono nell'Unione europea dispositivi medici con marchio CE specificamente destinati all'autosomministrazione di farmaci nell'ambito della morte volontaria medicalmente assistita. Una posizione analoga è stata espressa in una memoria scritta dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, secondo il quale non risultano disponibili dispositivi autorizzati per tale finalità né progetti di sviluppo attualmente in corso.  Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/06/2026 Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea 04/06/2026 Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Secondo il FoSSC le nuove tecnologie possono tagliare del 25% le spese e del 40% i tempi necessari per portare una terapia ai pazienti 04/06/2026 Me rcato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro L'azienda ha confermato al Governo il programma di sviluppo del sito laziale dedicato alla produzione di farmaci per malattie croniche e obesità. 04/06/2026 Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile" tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902709029.PDF §---§ title§§ Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902409030.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902409030.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902409030.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/mercato/7683/novo-nordisk-conferma-il-piano-per-anagni-oltre-un-miliardo-di-investimenti-e-400-nuovi-posti-di-lavoro.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902409030.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura Pharma 04 Giugno 2026 Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro L'azienda ha confermato al Governo il programma di sviluppo del sito laziale dedicato alla produzione di farmaci per malattie croniche e obesità. Novo Nordisk ha confermato la volontà di proseguire il piano di sviluppo industriale del sito produttivo di Anagni, nel Lazio. L'annuncio è arrivato nel corso di un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il ministro Adolfo Urso, il vicepresidente e general manager di Novo Nordisk Italia Jens Pii Olesen e il commissario straordinario di Governo per il progetto di Anagni e presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.Al centro del confronto il programma di investimento destinato all'ampliamento del sito produttivo, che sarà dedicato alla lavorazione e alla produzione di farmaci per le malattie croniche attraverso impianti ad alta tecnologia e con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo del territorio.Secondo quanto riferito dall'azienda, il valore dell'investimento è attualmente stimato in oltre un miliardo di euro. Il progetto dovrebbe inoltre generare circa 400 nuovi posti di lavoro diretti.Il sito di Anagni è destinato a diventare un polo produttivo per i nuovi trattamenti contro l'obesità, in linea con le attività di ricerca e sviluppo dell'azienda in quest'area terapeutica.L'investimento ha ottenuto il riconoscimento di strategicità nazionale con deliberazione del Consiglio dei ministri del 13 marzo 2025. Successivamente, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 aprile 2025, è stato nominato commissario straordinario il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, con il compito di coordinare e accelerare le procedure necessarie alla realizzazione del progetto.Secondo quanto emerso dall'incontro, la conferma del piano di sviluppo rafforza il ruolo dell'Italia tra i principali poli produttivi internazionali del gruppo farmaceutico e consolida la centralità del territorio laziale nelle strategie industriali dell'azienda. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/06/2026 Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso 04/06/2026 Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Europa Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea 04/06/2026 Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Secondo il FoSSC le nuove tecnologie possono tagliare del 25% le spese e del 40% i tempi necessari per portare una terapia ai pazienti 04/06/2026 Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Medici < br/> Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile" tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902409030.PDF §---§ title§§ Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902509031.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902509031.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902509031.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/europa/7685/ebola-il-dossier-arriva-al-vertice-ue-dopo-la-richiesta-dell-italia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902509031.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria ebola 04 Giugno 2026 Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea L'epidemia di Ebola in Africa centrale approda nell'agenda europea. Venerdì si terrà una videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea per discutere le misure di preparazione e coordinamento tra gli Stati membri, mentre il tema sarà affrontato anche nel prossimo Consiglio europeo. La decisione arriva dopo la richiesta avanzata dall'Italia di rafforzare il coordinamento comunitario sulla gestione degli arrivi dalle aree colpite dal virus Bundibugyo. Secondo quanto riferito, l'Italia è stata tra i primi Paesi europei ad adottare misure specifiche dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il 17 maggio l'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Dopo una prima circolare rivolta al personale impegnato nelle attività di cooperazione sanitaria nelle aree interessate dal focolaio, il 29 maggio il Ministero della Salute ha emanato un'ordinanza che prevede l'obbligo di dichiarazione entro 24 ore per chiunque provenga, direttamente o indirettamente, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall'Uganda o vi abbia soggiornato nei 21 giorni precedenti l'ingresso in Italia. I diversi Paesi europei hanno adottato strategie autonome. La Germania ha attivato una rete di sette centri di isolamento ad alta specializzazione dotati di sistemi di biocontenimento e ha predisposto procedure per l'eventuale evacuazione sanitaria di casi sospetti o confermati. La Francia gestisce i casi attraverso strutture ospedaliere ad alta sicurezza e protocolli di isolamento e tracciamento dei contatti. In Spagna il centro nazionale di riferimento è l'ospedale La Paz-Carlos III di Madrid. Nel frattempo l'Organizzazione mondiale della sanità ha richiamato l'attenzione sulle criticità ancora presenti nella gestione dell'epidemia. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha riferito che nella Repubblica Democratica del Congo viene attualmente monitorato circa il 45% dei contatti dei casi individuati, a fronte di un obiettivo superiore al 90%. Tra gli ostacoli indicati figurano l'insicurezza nelle aree colpite, gli spostamenti della popolazione e la sfiducia di parte delle comunità locali. L'Oms ha inoltre invitato i Paesi a evitare restrizioni generalizzate ai viaggi, ritenendo che possano ostacolare il flusso di aiuti e di personale necessario alla risposta sanitaria, e ha indicato come priorità il rafforzamento delle capacità diagnostiche, del tracciamento dei contatti e della sorveglianza epidemiologica. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/06/2026 Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti Governo e Parlamento Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso 04/06/2026 Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Terapia Farmaci, l'Ai accelera la ricerca e riduce del 25% i costi di sviluppo Secondo il FoSSC le nuove tecnologie possono tagliare del 25% le spese e del 40% i tempi necessari per portare una terapia ai pazienti 04/06/2026 Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro Mercato Novo Nordisk conferma il piano per Anagni: oltre un miliardo di investimenti e 400 nuovi posti di lavoro L'azienda ha confermato al Governo il programma di sviluppo del sito laziale dedicato alla produzione di farmaci per malattie croniche e obesità. 04/06/2026 Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Medici Pediatri, allarme Gimbe: ne mancano quasi 500. Entro il 2029 oltre 1.500 pensionamenti Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano quasi l'80% delle carenze. Cartabellotta: "In molte aree trovare un pediatra disponibile sta diventando impossibile" tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402902509031.PDF §---§ title§§ Gimbe: in Basilicata mancano cinque pediatri di libera scelta - SassiLive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402915809160.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T12:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402915809160.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402915809160.PDF', 'title': 'sassilive.it'} tp:url§§ https://www.sassilive.it/economia/lavoro/gimbe-in-basilicata-mancano-cinque-pediatri-di-libera-scelta/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402915809160.PDF tp:ocr§§ In Basilicata, facendo riferimento al rapporto ottimale di un pediatra di libera scelta ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall’ultimo Accordo Collettivo Nazionale) all’1 gennaio 2025 si stima una carenza di cinque Pediatri di Libera Scelta.E’ quanto emerge dall’analisi della fondazione Gimbe sui pediatri di libera scelta (Pls) – cosiddetti pediatri di famiglia – e sulle attuali criticità che regolano l’inserimento dei Pls nel Servizio Sanitario Nazionale e sulla carenza nelle diverse Regioni italiane.Entro il 2029, in Basilicata, 27 pediatri raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; attualmente il numero medio di assistiti per medico è pari a 932, sopra media nazionale (917 assistiti per Pls), ma al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per Pls); infine il 75,5% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un pediatra (media nazionale 82,9%). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402915809160.PDF §---§ title§§ Pediatri di famiglia: in Calabria ne mancano 16 • TEN TV link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958408662.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tenonline.tv" del 04 Jun 2026

pubDate§§ 2026-06-04T10:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958408662.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958408662.PDF', 'title': 'tenonline.tv'} tp:url§§ https://www.tenonline.tv/news/attualita/pediatri-di-famiglia-in-calabria-ne-mancano-16/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958408662.PDF tp:ocr§§ Pediatri di famiglia: ne mancano quasi 500, di cui l’80% in Lombardia, Piemonte e Veneto. Questa la fotografia scattata dal report della Fondazione Gimbe, secondo cui In alcune regioni del Nord oltre mille bambini per pediatra. Entro il 2029 in pensione quasi 1.550 pediatri: servirebbero oggi 3.500 pediatri in più.Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 PLS, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione ISTAT tra 6 e 13 anni risulta seguita da un PLS, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). “Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali”.Facendo riferimento al rapporto ottimale di 1 PLS ogni 850 assistiti (secondo quanto previsto dall’ultimo Accordo Collettivo Nazionale) al 1° gennaio 2025 si stima una carenza di 16 Pediatri di Libera Scelta. Entro il 2029, riporta il dossier della Fondazione Gimbe, 70 Pediatri di Libera Scelta raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni. Mentre il numero medio di assistiti per Pediatra di Libera Scelta che è pari a 919, sopra media nazionale (917 assistiti per PLS) ma al di sotto del massimale senza deroghe (ovvero 1.000 assistiti per PLS). Infine, il 77,1% della popolazione tra 6 e 13 anni risulta seguita da un PLS (media nazionale 82,9%). tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958408662.PDF §---§ title§§ Pediatri, in Italia ne mancano 500 con carenze gravi in Lombardia, Piemonte e Veneto: i dati Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402873908741.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 04 Jun 2026

Leggi su Sky TG24 l''articolo Pediatri, in Italia ne mancano 500 con carenze gravi al Nord: i dati Gimbe

pubDate§§ 2026-06-04T10:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402873908741.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402873908741.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2026/06/04/pediatri-italia-dati-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402873908741.PDF tp:ocr§§ In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta. E la maggior parte delle carenze (quasi l'80%) si concentra in Lombardia, Piemonte e Veneto. A dirlo sono i dati della fondazione Gimbe, secondo cui in alcune zone del territorio nazionale si registrano addirittura più di 1.000 assistiti per pediatra, cioè il limite massimo. Stando alle stime, entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c'è alcuna certezza sul ricambio generazionale. Ad oggi, l'assistenza pediatrica fino a 18 anni che il governo vuole introdurre richiederebbe oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.  In molte aree del Paese si registrano “criticità ricorrenti”, tra cui “procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Asl, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Oltre a creare disagi, la situazione “rischia anche di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", aggiunge.   Leggi anche:Dal pediatra fino a 18 anni, la riforma Schillaci divide la categoriaPer approfondire le cause del problema, la fondazione Gimbe ha analizzato le dinamiche che regolano l'inserimento dei pediatri di libera scelta nel Sistema sanitario nazionale e le relative criticità, stimando l'entità delle carenze nelle varie regioni italiane.Fino ai 6 anni, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra.Tra i 6 e i 13 anni compiuti, i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.Compiuti i 14 anni, l'assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate.Stando ai dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al pediatra, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra i 6 e i 13 anni, che potevano essere seguiti dal pediatra o dal medico di medicina generale, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilitàlocale di professionisti.  Secondo Cartabellotta, “la riduzione della popolazione 0-5 anni ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di pediatri di circa 500 unità nel periodo considerato”. Tuttavia, “il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale".  Come riferisce ancora il report di Gimbe, nel 2024 invece si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l'82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai pediatri, si stima che nel 2024 oltre 470 mila assistiti siano trasferiti dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai pediatri, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.  Come stabilisce l'ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, il limite massimo di pazienti per ciascun pediatra è di 1.000 assistiti. Sono consentite deroghe solo temporaneamente e solo se emergono particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 pazienti, l'unica eccezione ammessa riguarda l'iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra.Ad aggravare la situazione è anche l'insufficienza dei medici di base. “Il vero nodo è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall'assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile”, spiega il presidente della fondazione. Di conseguenza, “le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circo lo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell'assistenza pediatrica", rimarca.  Secondo l'ultimo Accordo, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, emerge che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri. "Con il nuovo Acn il fabbisogno di pediatri viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché “considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi”, sottolinea Cartabellotta. Questo “consente di programmare il numero dei pediatri sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni".  Secondo i dati della Federazione Italiana dei Medici Pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato significativamente negli ultimi 6 anni: da 496 borse nel 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nel 2020-2021. Secondo Cartabellotta però “non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera”, per questo “non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti".Per il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2026 Sky Italia - Sky Italia Srl  Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402873908741.PDF §---§ title§§ In Italia mancano 500 pediatri, quasi tutti in tre regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958708661.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 04 Jun 2026

Le stime contenute nel report della Fondazione Gimbe: l''80% delle carenze si concentra tra Lombardia, Piemonte e Veneto. C''è poi il problema dei pensionamenti: entro il 2029 lasceranno 1.500 medici specializzati in pediatria, senza la certezza di un effet

pubDate§§ 2026-06-04T10:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958708661.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958708661.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/carenza-pediatri-italia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958708661.PDF tp:ocr§§ Cercasi urgentemente pediatri. In Italia c'è carenza di medici specializzati in pediatria, un "buco" che potrebbe allargarsi nei prossimi anni a causa dei camici bianchi che andranno in pensione, senza la certezza che ci sia un effettivo turnover. A lanciare l'allarme è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati del ministero della Salute e le dinamiche che regolano l'inserimento dei pediatri di libera scelta (Pls) nel Servizio sanitario nazionale, stimando l'entità delle carenze nelle varie regioni: "In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e circa l'80% delle carenze si concentra in 3 grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree del Settentrione si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra. A livello nazionale, entro il 2029 andranno in pensione oltre 1.500 pediatri, ma non c'è alcuna certezza sul ricambio generazionale".Pediatri cercasiCome riporta il ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (il cosiddetto pediatra di famiglia) è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un medico infantile per garantire l'accesso a servizi e prestazioni inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal Ssn. Ma, come evidenziato da Gimbe, sono diverse le problematiche nel nostro Paese: "In molte aree si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili".Come spiegato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di Pls viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti: "Non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di Pls anziché quella ospedaliera".Dinamiche e criticitàIl report Gimbe comincia esaminando dinamiche e criticità, partendo dalle fasce d'età: "Fino al compimento del sesto anno d'età i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un Pls; fra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono scegliere tra il Pls e il medico di medicina generale (Mmg), mentre al compimento del 14esimo anno l'assistenza del Pls termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al Pls, erano oltre 2,4 milioni; superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal Pls o dal Mmg, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti".Il quadro demograficoPer quanto riguarda il quadro demografico, il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei medici specializzati in pediatria. I dati Istat documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l'iscrizione al Pls è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420mila assistiti in meno per i pediatri: "La riduzione della popolazione 0-5 anni - afferma Cartabellotta - ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di Pls di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale". Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l'82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai Pls, si stima che nel 2024 oltre 470mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai Pls, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.Limiti e carenzeL'ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun pediatra già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l'unica eccezione ammessa riguarda l'iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra: "Il vero nodo - sottolinea il presidente Gimbe - è che con la grave carenza di oltre 5.700 Mmg, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall'assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un Mmg disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei Pls, riducendo qualità e accessibilità dell'assistenza pediatrica".Il report prosegue sottolineanto le carenze in ambito territoriale: "L'inserimento di nuovi pediatri nel Ssn avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l'assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei Pls. Secondo l'ultimo Acn, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale".In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri: "Con il nuovo Acn - rimarca Cartabellotta - il fabbisogno di Pls viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei Pls sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni".I pensionamentiC'è poi il problema dei pensionamenti.  Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 Pls della Campania ai 2 Pls in Valle d'Aosta. Nel frattempo, il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in Pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell'anno accademico 2020-2021. "Tuttavia - nota Cartabellotta - non è possibile prevedere quanti specialisti in Pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti".I dati regionaliGimbe entra quindi nel merito della stima delle carenze dei pediatri. Secondo le rilevazioni della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 Pls, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l'82,9% della popolazione Istat tra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna. In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per Pls: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). "Con questi livelli di saturazione - commenta il presidente della Fondaz ione - il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali".Il trend 2019-2024 Secondo i dati Sisac, nel 2019 i Pls in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. "La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia - evidenzia Cartabellotta - supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i Pls in attività, dall'altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai Mmg, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i Pls"."La nostra stima - puntualizza Cartabellotta - fotografa il fabbisogno di Pls a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori". Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione Gimbe ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni Sisac al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 Pls, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in 3 sole grandi regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in 5 regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per Pls è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento, perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano 9. "Inevitabilmente - osserva Cartabellotta - la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane"."Curati fino a 18 anni? Irrealistico"Nel report viene anche commentato lo scenario contenuto nella bozza di riforma della medicina del territorio, che prevede le cure del pediatra fino a 18 anni, definito "irrealistico" da Cartabellotta: "Estendere l'assistenza pediatrica fino alla maggiore età come vorrebbe la 'riforma Schillaci' richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati". La bozza di riordino dell'assistenza primaria, ricorda Gimbe, rafforza il ruolo dei pediatri di libera scelta (Pls, i cosiddetti pediatri di famiglia) nella rete dell'assistenza territoriale prevista dal Dm 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l'anno, nelle Case della comunità, con la possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull'età dell'assistenza pediatrica: il rapporto con il Pls verrebbe esteso fino ai 18 anni. "Nel complesso - afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - la riforma punta a rafforzare l'integrazione dei Pls nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l'età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie". Inoltre, calcola Gimbe, "mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 Pls aggiuntivi per garantire la copertura dell'intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690mila minori di 6-13 anni oggi assis titi dai medici di medicina generale (Mmg) e 2.721 per la fascia 14-17 anni"."L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età, senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti, non è realistica - avverte Cartabellotta - Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell'assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4mila pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell'intera fascia 0-18. E questo senza considerare l'impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai Pls è circa doppia rispetto a quella del Mmg". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402958708661.PDF §---§ title§§ In Italia mancano 500 pediatri, quasi tutti in tre regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871408828.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 04 Jun 2026

Le stime contenute nel report della Fondazione Gimbe: l''80% delle carenze si concentra tra Lombardia, Piemonte e Veneto. C''è poi il problema dei pensionamenti: entro il 2029 lasceranno 1.500 medici specializzati in pediatria, senza la certezza di un effet

pubDate§§ 2026-06-04T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871408828.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871408828.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/carenza-pediatri-italia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871408828.PDF tp:ocr§§ Stefano Nazzi: "Garlasco? Oggi i delitti sono intrattenimento tv. Il giornalismo per sopravvivere non deve inseguire i social"Le stime contenute nel report della Fondazione Gimbe: l'80% delle carenze si concentra tra Lombardia, Piemonte e Veneto. C'è poi il problema dei pensionamenti: entro il 2029 lasceranno 1.500 medici specializzati in pediatria, senza la certezza di un effettivo ricambioCercasi urgentemente pediatri. In Italia c'è carenza di medici specializzati in pediatria, un "buco" che potrebbe allargarsi nei prossimi anni a causa dei camici bianchi che andranno in pensione, senza la certezza che ci sia un effettivo turnover. A lanciare l'allarme è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati del ministero della Salute e le dinamiche che regolano l'inserimento dei pediatri di libera scelta (Pls) nel Servizio sanitario nazionale, stimando l'entità delle carenze nelle varie regioni: "In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e circa l'80% delle carenze si concentra in 3 grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree del Settentrione si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra. A livello nazionale, entro il 2029 andranno in pensione oltre 1.500 pediatri, ma non c'è alcuna certezza sul ricambio generazionale".Come riporta il ministero della Salute, il pediatra di libera scelta (il cosiddetto pediatra di famiglia) è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un medico infantile per garantire l'accesso a servizi e prestazioni inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal Ssn. Ma, come evidenziato da Gimbe, sono diverse le problematiche nel nostro Paese: "In molte aree si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili".Come spiegato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, le stime delle carenze sono state effettuate su base regionale, mentre il fabbisogno reale di Pls viene definito a livello regionale in relazione agli ambiti territoriali carenti: "Non è possibile stimare con precisione il ricambio generazionale, perché non è possibile conoscere in anticipo quanti nuovi specialisti in pediatria sceglieranno la carriera di Pls anziché quella ospedaliera".Il report Gimbe comincia esaminando dinamiche e criticità, partendo dalle fasce d'età: "Fino al compimento del sesto anno d'età i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un Pls; fra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono scegliere tra il Pls e il medico di medicina generale (Mmg), mentre al compimento del 14esimo anno l'assistenza del Pls termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al Pls, erano oltre 2,4 milioni; superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal Pls o dal Mmg, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti".Per quanto riguarda il quadro demografico, il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei medici specializzati in pediatria. I dati Istat documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l'iscrizione al Pls è obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420mila assistiti in meno per i pediatri: "La riduzione della popolazione 0-5 anni - afferma Cartabellotta - ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teoric o di Pls di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale". Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l'82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai Pls, si stima che nel 2024 oltre 470mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai Pls, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.L'ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun pediatra già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l'unica eccezione ammessa riguarda l'iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra: "Il vero nodo - sottolinea il presidente Gimbe - è che con la grave carenza di oltre 5.700 Mmg, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall'assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un Mmg disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei Pls, riducendo qualità e accessibilità dell'assistenza pediatrica".Il report prosegue sottolineanto le carenze in ambito territoriale: "L'inserimento di nuovi pediatri nel Ssn avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l'assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei Pls. Secondo l'ultimo Acn, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale".In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pediatri: "Con il nuovo Acn - rimarca Cartabellotta - il fabbisogno di Pls viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei Pls sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni".C'è poi il problema dei pensionamenti.  Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 Pls della Campania ai 2 Pls in Valle d'Aosta. Nel frattempo, il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in Pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell'anno accademico 2020-2021. "Tuttavia - nota Cartabellotta - non è possibile prevedere quanti specialisti in Pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti".Gimbe entra quindi nel merito della stima delle carenze dei pediatri. Secondo le rilevazioni della Struttura interregionale sanitari convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 Pls, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l'82,9% della popolaz ione Istat tra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna. In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per Pls: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). "Con questi livelli di saturazione - commenta il presidente della Fondazione - il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali". Secondo i dati Sisac, nel 2019 i Pls in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. "La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia - evidenzia Cartabellotta - supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i Pls in attività, dall'altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai Mmg, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i Pls"."La nostra stima - puntualizza Cartabellotta - fotografa il fabbisogno di Pls a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori". Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione Gimbe ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni Sisac al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 Pls, con forti squilibri regionali. Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in 3 sole grandi regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in 5 regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per Pls è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento, perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano 9. "Inevitabilmente - osserva Cartabellotta - la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane".Nel report viene anche commentato lo scenario contenuto nella bozza di riforma della medicina del territorio, che prevede le cure del pediatra fino a 18 anni, definito "irrealistico" da Cartabellotta: "Estendere l'assistenza pediatrica fino alla maggiore età come vorrebbe la 'riforma Schillaci' richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati". La bozza di riordino dell'assistenza primaria, ricorda Gimbe, rafforza il ruolo dei pediatri di libera scelta (Pls, i cosiddetti pediatri di famiglia) nella rete dell'assistenza territoriale prevista dal Dm 77: in particolare, i pediatri dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l'anno, nelle Case della comunità, con la possibilità per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull'età dell'assistenza pediatrica: il rapporto con il Pls verrebbe esteso fino ai 18 anni. "Nel complesso - afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - la riforma punta a rafforzare l'integrazione dei Pls nella rete territoriale e a garantire maggiore continuità assistenziale durante l'età evolutiva. Tuttavia, il rischio è che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verrà accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazi one tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie". Inoltre, calcola Gimbe, "mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 Pls aggiuntivi per garantire la copertura dell'intera popolazione tra 0 e 18 anni: 811 per prendere in carico i 690mila minori di 6-13 anni oggi assistiti dai medici di medicina generale (Mmg) e 2.721 per la fascia 14-17 anni"."L’ipotesi di estendere l’assistenza pediatrica fino alla maggiore età, senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti, non è realistica - avverte Cartabellotta - Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualità dell'assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli, oggi servirebbero circa 4mila pediatri in più: quasi 500 per colmare le carenze già esistenti e oltre 3.500 per garantire la presa in carico dell'intera fascia 0-18. E questo senza considerare l'impatto economico della misura, visto che la quota capitaria riconosciuta ai Pls è circa doppia rispetto a quella del Mmg".© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402871408828.PDF §---§ title§§ Carenza pediatri, il sistema che scricchiola: e la Valle d’Aosta non è un’isola felice - Valledaostaglocal.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402906609180.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "valledaostaglocal.it" del 04 Jun 2026

Un’analisi GIMBE fotografa una crisi strutturale: mancano quasi 500 pediatri in Italia, pensionamenti in aumento e una riforma che richiederebbe migliaia di medici in più. Il rischio è un’assistenza pediatrica sempre più fragile, anche nelle realtà più piccole come la Valle d’Aosta manca un pediatra e presto due andranno in pensione

pubDate§§ 2026-06-04T12:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402906609180.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402906609180.PDF', 'title': 'valledaostaglocal.it'} tp:url§§ https://www.valledaostaglocal.it/2026/06/04/leggi-notizia/argomenti/attualita-2/articolo/carenza-pediatri-il-sistema-che-scricchiola-e-la-valle-daosta-non-e-unisola-felice.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402906609180.PDF tp:ocr§§ Nino Cartabellotta presidente GImbePartiamo da qui: dalla Valle d’Aosta, che spesso viene raccontata come territorio “di prossimità”, dove la sanità dovrebbe essere più semplice da organizzare proprio perché i numeri sono piccoli. E invece è proprio nei territori piccoli che le fragilità si sentono prima. Quando manca un pediatra, non è una statistica: è una famiglia che deve spostarsi, è un pronto soccorso che si affolla, è un servizio che perde continuità.Poi si allarga lo sguardo e il quadro diventa nazionale, ed è tutt’altro che rassicurante.Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, il sistema dei Pediatri di Libera Scelta è già oggi sotto pressione. Mancano quasi 500 pediatri in Italia, con una concentrazione pesantissima: circa l’80% della carenza si scarica su Lombardia, Piemonte e Veneto. Regioni più grandi, certo, ma anche quelle che assorbono la maggior parte della domanda.Il dato più inquietante però è quello prospettico: entro il 2029 andranno in pensione circa 1.550 pediatri. Un’onda lunga che rischia di arrivare senza ricambio sufficiente, mentre il sistema formativo e di reclutamento non sembra in grado di compensare.Il risultato è una formula che diventa sempre più difficile da sostenere: il rapporto ottimale previsto è di 1 pediatra ogni 850 assistiti, ma già oggi il sistema mostra squilibri evidenti. In media ogni Pediatra di Libera Scelta segue 942 bambini, sopra il valore ottimale, anche se ancora sotto il massimale teorico di 1.000. Ma quel “sotto soglia” è più apparente che reale, perché non tiene conto di ferie, territori scoperti, difficoltà di sostituzione.E infatti il dato sull’assistenza lo conferma: solo l’82,3% della popolazione tra 6 e 13 anni è seguita da un pediatra, appena sotto la media nazionale dell’82,9%. Tradotto: non tutti i bambini hanno un riferimento stabile, e questo significa frammentazione della presa in carico.C’è poi il tema demografico e organizzativo, quello che la Fondazione GIMBE mette al centro dell’analisi: età media elevata dei pediatri, turn over insufficiente, ambiti territoriali carenti, e una distribuzione che non segue sempre la domanda reale. Non è solo una mancanza numerica: è un problema di sistema.E sullo sfondo arriva la bozza di riforma del Ministero della Salute, quella che prevede l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Un’idea che, sulla carta, può sembrare razionale e moderna. Ma nei numeri diventa quasi un cortocircuito: servirebbero almeno 3.500 pediatri in più per reggere il nuovo assetto senza abbassare la qualità dell’assistenza. Un fabbisogno che oggi appare semplicemente irrealistico.Ed è qui che il discorso diventa politico, oltre che sanitario. Perché si continua a parlare di riforme come se il problema fosse solo normativo, mentre la vera emergenza è strutturale: non ci sono abbastanza medici, non ci sono abbastanza ingressi, non c’è abbastanza attrattività della professione.E allora la domanda, anche guardando la Valle d’Aosta, è semplice e scomoda: cosa succede quando il sistema non regge più la sua promessa di universalità?Perché la sanità territoriale non crolla all’improvviso. Si svuota piano piano. Un pediatra in meno qui, un ambito scoperto lì, una famiglia che si arrangia, una visita rinviata, un pronto soccorso che diventa ambulatorio improprio.E alla fine, quello che resta, non è una statistica. È un sistema che funziona solo a metà. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402906609180.PDF §---§ title§§ Campania carenza pediatri. Fondazione Gimbe è allarme per 2029 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402969208626.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "videoinformazioni.com" del 04 Jun 2026

In Campania c''è carenza di pediatri di base e la Fondazione Gimbe lancia l''allarme per il 2029 quando andranno in pensione 218 medici

pubDate§§ 2026-06-04T09:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402969208626.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402969208626.PDF', 'title': 'videoinformazioni.com'} tp:url§§ https://videoinformazioni.com/carenza-in-campania-di-pediatri-la-fondazione-gimbe-lancia-lallarme-per-il-2029-quando-andranno-in-pensione-altri-218-medici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402969208626.PDF tp:ocr§§ In Campania c'è carenza di pediatri di base e la Fondazione Gimbe lancia l'allarme per il 2029 quando andranno in pensione 218 medici--PARTIAL-- tp:writer§§ Carmine Primavera guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402969208626.PDF §---§ title§§ Sanità digitale al palo, la Regione spende oltre 300mila euro per promuovere il fascicolo sanitario elettronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125500361.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "viterbotoday.it" del 04 Jun 2026

Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d''Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanità

pubDate§§ 2026-06-04T00:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125500361.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125500361.PDF', 'title': 'viterbotoday.it'} tp:url§§ https://www.viterbotoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-lazio-cosa-e-campagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125500361.PDF tp:ocr§§ Le adesioni nel Lazio sono tra le più basse d'Italia. E così la Regione corre ai ripari con una massiccia campagna di comunicazione per promuovere lo strumento che promette di digitalizzare la sanitàNiente da fare. Il Fascicolo sanitario elettronico non convince i cittadini di Roma e del Lazio. A usarlo, stando all’ultimo report di Gimbe dedicato al tema, è meno di una persona su 10 (esattamente il 9%). Numeri bassi, soprattutto se messi in confronto a percentuali come quella dell’Emilia Romagna, dove l’adesione è al 92%.E così da tempo la Regione sta cercando un modo per incentivare l’adesione allo strumento anche nel Lazio: prima ha puntato su una testimonial d’eccezione, la dottoressa Solange Fugger, star dei social con l’account Minerva Salute, che ha registrato un video con il presidente Francesco Rocca, parlando proprio del Fascicolo sanitario elettronico. Ora lo step successivo è la messa in piedi di una maxi campagna istituzionale dal valore di oltre 300mila euro, per promuovere su giornali, radio, cartelloni, l’utilizzo dello strumento.Il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 nasce per accelerare la digitalizzazione dei dati sanitari, uno degli obiettivi più importanti del Pnrr. Lo strumento da una parte consente ai medici di medicina generale, pediatri e medici specialisti di consultare e analizzare i dati clinici degli assistiti a supporto delle attività di diagnosi e cura. Dall'altro permette ai pazienti di consultare dati clinici, accedere a prestazioni di telemedicina, emergenza-urgenza ed erogazione farmaci, prenotare prestazioni sanitarie.Già nel 2022 il governo ha stanziato oltre 610 milioni di euro per l’adozione e l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico nelle Regioni e nelle Province autonome. Ma nei territori l'adesione è stata tutt'altro che uniforme. E i numeri del report di Gimbe, aggiornati a settembre 2025, hanno restituito un quadro non incoraggiante per il Lazio.Che ha acceso anche la reazione dell’Ordine dei medici di Roma, con il presidente Magi che ha precisato: "Il Lazio è stata tra le prime Regioni a portare avanti e a concludere il percorso relativo al Fascicolo sanitario elettronico. Tuttavia, uno strumento di questo tipo non può essere alimentato semplicemente imponendo un obbligo dall'alto. È necessario, piuttosto, che il Servizio sanitario regionale metta in campo un'organizzazione capace di coinvolgere tutti i professionisti, dai medici agli infermieri, fino agli stessi pazienti, che devono essere adeguatamente informati e messi nelle condizioni di partecipare attivamente alla gestione della propria salute e del proprio Fascicolo sanitario elettronico”.Da qui la scelta della Regione di correre ai ripari: a fine marzo ha affidato al centro media Bsg srl l’incarico di realizzare un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di “promuovere la conoscenza dello strumento e favorirne l’utilizzo, evidenziandone i principali contenuti, le funzionalità disponibili e i benefici in termini di sicurezza, tutela della privacy e facilità d’accesso”.Ora il piano è arrivato ed è ingente: con il coinvolgimento di radio, giornali, oltre alla cartellonistica alle fermate dei bus, sui maxi led e i camion vela. Per un valore complessivo di oltre 304mila euro (sono esattamente 304.663,28). Con l’obiettivo di favorire la conoscenza del Fascicolo sanitario elettronico tra i cittadini del Lazio, incentivandone le adesioni.L'adesione al Fascicolo sanitario elettronico può avvenire con diverse modalità: se si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento del l'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo.ViterboToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060402125500361.PDF §---§