title§§ Dove sono finiti i medici di base? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401640004694.PDF description§§
Estratto da pag. 24 di "ALTROCONSUMO" del 04 Jun 2026
È emergenza medici di famiglia, in costante diminuzione e saturi di assistiti. con conseguenze sulla qualità dell'assistenza e sull'equità del sistema sanitario. le cause e le possibili soluzioni.
pubDate§§ 2026-06-04T03:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401640004694.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401640004694.PDF', 'title': 'ALTROCONSUMO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401640004694.PDF tp:ocr§§ DOVE SONO FINITI I MEDICI DI BASE? È emergenza medici di famiglia, in costante diminuzione e saturi di assistiti. Con conseguenze sulla qualità dell’assistenza e sull’equità del sistema sanitario. Le cause e le possibili soluzioni. di Lorenza Resuli I medici di base stanno scomparendo. Lo avevamo denunciato in una nostra inchiesta del 2023, che già allora fotografava una vera “desertificazione” di questi professionisti in molte zone del Paese. Negli anni questa criticità non ha fatto che peggiorare, fino a diventare oggi un’emergenza cronica in quasi tutte le regioni italiane. Eppure il medico di medicina generale è da sempre il pilastro del Servizio sanitario nazionale. Una figura chiave non a caso definita “medico di base” e spesso chiamata ancora “medico di famiglia”, a sottolineare il valore di un professionista che conosce la storia del paziente e intercetta i suoi bisogni, garantendo la continuità terapeutica. Ogni cittadino ha diritto a un medico di base, principale punto di accesso ai servizi e alle prestazioni dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Ma oggi questo diritto è a rischio. La crescente carenza di medici di famiglia, infatti, pesa su più fronti: sui pochi professionisti rimasti, ormai saturi di pazienti e a rischio di burnout; sugli assistiti, costretti a lunghe attese, spostamenti e visite sempre più veloci; e sull’intero sistema sanitario, che senza il filtro della medicina generale vede aumentare la pressione sui pronto soccorso. Come siamo arrivati a questo punto? PERCHÉ I MEDICI DI BASE SONO SEMPRE MENO Negli ultimi anni il numero dei medici di medicina generale ha continuato a calare in tutte le regioni. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, tra il 2019 e il 2024 ne sono “spariti” ben 5.197 su 42.009 (14%) senza essere rimpiazzati e oggi ce ne sono 5.700 in meno rispetto al fabbisogno. Il problema colpisce ormai quasi tutto lo Stivale e in alcune zone non è eccessivo parlare di estinzione di questa figura. E la situazione è destinata a peggiorare, visto che i medici “pubblici” italiani sono tra i più anziani d’Europa e che oltre 8.200 di loro raggiungeranno l’età della pensione entro il 2028. Chi li sostituirà? Sulla carta il ricambio generazionale dovrebbe compensare queste uscite. Ma anche se tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un buco di oltre 2.700 medici. Il paradosso italiano è che da noi i camici bianchi non mancano: abbiamo 4,1 medici ogni 1.000 abitanti, più della media europea (3,7). Ma i medici di famiglia sono pochi rispetto alla popolazione. Nel 2023 ne contavamo circa 100 ogni 100.000 abitanti, contro 300 del Portogallo, 200 dell’Irlanda, 180 dei Paesi Bassi, 140 di Austria e Francia, 115 della Svizzera. Il nodo, allora, è la scarsa attrattiva della medicina generale, spesso scartata a priori perché la formazione è meno retribuita, le possibilità di libera professione limitate, i carichi di lavoro elevati e sempre più complessi. Inoltre, il medico di base è un libero professionista convenzionato con il Ssn, costretto a sostenere i costi dello studio e del personale. EFFETTI COLLATERALI PESANTI PER I MEDICI... La carenza di medici si traduce in un aumento del numero di assistiti per professionista. Oggi il “massimale” per ogni medico di base è fissato a 1.500 pazienti, ma può salire fino a 1.800 e, in certi casi, fino a 2.000. Secondo il ministero della Salute, nel 2023 a livello nazionale circa la metà dei medici superava il limite. In questo scenario non solo viene meno il principio della libera scelta del medico di base per la difficoltà a reperirne uno libero, ma i medici si ritrovano a lavorare in condizioni limite, anche a causa dell’aumento costante degli assistiti anziani e cronici. Con un esercito di pazienti da seguire, quanto può durare una visita? Nel nostro Paese, in media 9-10 minuti, di cui una buona parte però assorbita dalla burocrazia. Visite più lung he aumenterebbero la fiducia degli assistiti e ridurrebbero il rischio di burnout per i medici, non remoto se sono costretti a produrre diagnosi “a nastro”. Il tempo permette di instaurare una relazione medicopaziente che comprenda anche la dimensione psicosociale, importante quanto quella biologica. ... E PER I PAZIENTI Medici di base introvabili o lontani da casa e visitelampo a fronte di tempi di attesa sempre più lunghi per essere ricevuti. Tutti effetti collaterali della carenza di medici di base. Quando il tempo per le visite è ridotto all’osso, non vengono sacrificati solo gli aspetti relazionali, ma anche la prevenzione e l’educazione sanitaria. La consultazione si concentra giocoforza sul sintomo e sul problema immediato, con scarsa attenzione al contesto complessivo del paziente, ridotto a “oggetto di prestazioni” non sempre risolutive. Le visite brevi aumentano le prescrizioni farmacologiche anche inappropriate e riducono la capacità del paziente di comprendere la natura dei suoi disturbi. Il rischio è che, inascoltato e confuso, cerchi poi conferme altrove, imbarcandosi in una sfilza di prestazioni a pagamento spesso inutili. Eppure lo dice anche la legge: il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura. Tanto più in un Paese come l’Italia, dove il livello di alfabetizzazione sanitaria è molto basso. Le persone con una scarsa cultura sanitaria, che appartengono spesso alle categorie più fragili, richiederebbero più tempo da parte del medico, ma paradossalmente ricevono visite più brevi per la “legge dell’assistenza inversa”: chi ha più bisogno, meno riceve. CI VOGLIONO SOLUZIONI UMANE E STRUTTURALI Il tempo e l’ascolto sono parte integrante della cura: servono a costruire fiducia, migliorare l’assistenza e favorire il rispetto delle terapie prescritte. Permette di personalizzare le indicazioni e prevenire errori e incomprensioni, soprattutto nei contesti più fragili. Questo approccio da un lato aumenta la soddisfazione di pazienti e medici, dall’altro riduce prestazioni inutili e contenziosi. Ma l’ascolto richiede tempo e condizioni organizzative adeguate. Il problema, allora, non è solo come si cura, ma anche con quali risorse. Nell’approfondimento disponibile su impegnatiacambiare. org prospettiamo una serie di misure concrete per far fronte all’emergenza. Qui ci limitiamo a sottolineare che urgono decisioni politiche rapide, investimenti mirati e un cambiamento culturale che renda la professione più appetibile. La formazione va riorganizzata e valorizzata. È giusto ridurre il numero di assistiti, ma anche aumentare i compensi ai medici con i pazienti più complessi. Il carico burocratico deve essere alleggerito per lasciare più tempo ai pazienti. E le Case della Comunità, previste dal Pnrr per potenziare l’assistenza territoriale? Oggi i medici di base, già saturi di pazienti, difficilmente possono dedicare tempo a queste strutture: se non si cambia rotta, rischiano di restare vuote. ---End text--- Author: l r. Heading: Highlight: QUANTI MEDICI DI FAMIGLIA MANCANO IN OGNI REGIONE Ecco una stima del numero di medici di base mancanti al 1° gennaio 2025. Basilicata, Molise e Sicilia sono escluse dal grafico perché qui non sono state registrate carenze di questi professionisti. Lombardia 1.540 Veneto 747 Campania 643 Emilia-Romagna 502 Piemonte 463 Toscana 394 Lazio 358 Puglia 279 Marche 161 Friuli Venezia Giulia 156 Sardegna 143 Liguria 116 Prov. Aut. di Bolzano 80 Prov. Aut. di Trento 53 Calabria 43 Valle d’Aosta 15 Abruzzo 12 Umbria 12 Dati: elaborazione Gimbe su dati Sisac 1.540 Il numero di medici di base mancanti al 1° gennaio 2025 solo in Lombardia (dati Gimbe) 8.200 Il numero di medici di base che, secondo le stime del Gimbe, raggiungerà l’età della pensione entro il 2028 73 ANNI Il limite massimo d’età per esercitare la professione COME OTTIMIZZARE LO SCARSO TEMPO DELLE VISITE LAMPO In un sistema già sotto pressione, anche il comportamento degli assistiti può contribuire a sfruttare nel miglior modo possibile lo scarso tempo a disposizione durante la visita. 1. Prepararsi in anticipo alla visita, individuando sintomi, dubbi e domande. 2. Parlare subito del problema più complesso, accettando eventualmente un altro appuntamento per affrontare altri disturbi. 3. Comunicare in modo chiaro e sintetico, aiutandosi magari con degli appunti. 4. Chiedere chiarimenti e insistere se qualcosa continua a essere poco comprensibile. 5. Dire con sincerità cosa si è disponibili o meno a fare e, nel caso, chiedere se esiste un’alternativa a un farmaco o a un esame che non convincono. 6. Essere consapevoli che nessun medico è tenuto a prescrivere quanto indicato da altri professionisti: prescrivere è un atto clinico fatto in scienza e coscienza, non un atto burocratico. Considerare il medico di base alla stregua di un passacarte rischia di compromettere il rapporto di fiducia e la qualità delle cure che si ricevono. Image: -tit_org- Dove sono finiti i medici di base? -sec_org- tp:writer§§ l r. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060401640004694.PDF §---§ title§§ Medici di base, nel Sannio mancano cento unità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403194407838.PDF description§§
Estratto da pag. 20 di "MATTINO BENEVENTO" del 04 Jun 2026
Estratto da pag. 23 di "AVVENIRE" del 04 Jun 2026
Partisani, Picariello e intervento di Musio a pagina 23
pubDate§§ 2026-06-04T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143506301.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143506301.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143506301.PDF tp:ocr§§ Fine vita, la legge ai box: si torna in Commissione Partisani, Picariello e l’intervento di Musio a pagina 23 Fine vita, legge in cerca di chiarezza Passa la proposta del centrodestra di un supplemento di tempo per nuovi emendamenti che cerchino di aprire la strada a una prima approvazione entro la pausa estiva. Ma per le opposizioni è solo una strategia dilatoria E ffetto Craxi sul fine vita. La neo capogruppo di Forza Italia ha chiesto e ottenuto un prosieguo di discussione e un conseguente ritorno in Commissione del testo, che peraltro al momento nemmeno c’è. Non è più, infatti, il testo Zanettin (Fi) – Zullo (Fdi) e non è di nuovo il testo Bazoli (Pd) che – se non si fosse proceduto al rinvio – sarebbe ridiventato la base di discussione per effetto di un accordo tutto da riscrivere nella maggioranza. Ma l’ipotesi è stata bocciata ieri dal Senato. Clima surriscaldato, ieri, nel giorno del ritorno in aula che era stato fissato con un tentativo di mediazione di Ignazio La Russa, rivelatosi un po’ una forzatura. «Il Parlamento è sovrano. Io il mio lavoro l'ho fatto: quello di convincere tutti che fosse corretto portarlo in Aula. Poi la democrazia è questa», afferma con una punta di rammarico il presidente del Senato. Stefania Craxi assicura di avere le migliori intenzioni: «La richiesta di tornare in Commissione sul fine vita non è una strategia dilatoria. Saremmo i primi a denunciarla, se lo fosse. Noi di Forza Italia abbiamo scelto di riportare questo dossier al centro della discussione. E questa discussione deve essere libera». Forza Italia si ritaglia quindi un tentativo di mediazione: «Il testo Bazoli, che contiene elementi per me personalmente condivisibili e che recepisce parti importanti della giurisprudenza costituzionale, è difficilmente in grado di trovare una maggioranza in quest'Aula. Suscita, infatti, non poche riserve anche nella parte più credente della stessa opposizione. Il testo Zanettin-Zullo, invece, non è ancora pronto per l'Aula. Noi stessi presenteremo emendamenti per costruire una mediazione possibile. Non un lavoro infinito ma un lavoro contingentato che ci permetta di tornare in quest'aula prima dell'estate con un testo il più possibile condiviso», promette la capogruppo di Fi. Conferma uno dei due relatori Ignazio Zullo, di Fdi: «È arrivata da Forza Italia la richiesta di riapertura dei termini per presentare emendamenti. Le opposizioni che si schierano contro la sospensiva, dimostrano di non volere una legge il più possibile condivisa con un tentativo di strumentalizzazione ideologica del provvedimento. Tornare in commissione, con tempi più celeri possibili, credo sia una cosa giusta e utile», assicura. Ma se l’iniziativa di Fi allontana al momento la prospettiva di una convergenza della maggioranza, non apre nemmeno spiragli con l’opposizione. Anzi. Alfredo Bazoli difende il suo testo: «Questa è una proposta di legge già approvata alla Camera nella scorsa legislatura, un testo equilibrato, tanto - aggunge rivolto alla capogruppo di Fi - che il suo collega presidente di Fi alla Camera ha presentato un testo identico. Ed è rispettosa dei requisiti della Corte costituzionale», dice, riferendosi a una proposta dell’esponente “liberal” di Forza Italia Enrico Costa. «Avete chiesto e ottenuto quasi 100 audizioni, poi un comitato ristretto, che è riuscito a partorire un testo in palese contrasto con le sentenze della Corte costituzionale. Per 7 mesi non avete convocato la commissione e oggi ci chiedete di tornarci: oggi questo vuol dire affossare la legge», conclude fra gli applausi scroscianti dai banchi delle opposizioni. Non meno dura Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, di M5s, critica in particolare per l’esclusione, nel testo attuale della maggioranza del servizio sanitario nazionale: «Ma a cosa pensate, alle cliniche della morte private? Ma anche diversi altri punti sono estremamente contraddittori. Questa legge andrà fatta, prima o poi. Non prendere questa decisione, oggi, condanna tanti malati terminali alla solitudine». Alla fine con 88 voti favorevoli, 59 contrari, nessun astenuto l’aula del Senato ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal capogruppo di FdI Lucio Malan sull’esame del ddl Bazoli. «La maggioranza ha affossato la proposta di tutte le opposizioni, è la dimostrazione che questa destra non vuole una legge che garantisca un fine vita dignitoso, seguendo quello che già la Corte costituzionale ha spiegato» interviene, da San Giovanni Rotondo, la segretaria del Pd Elly Schlein: «Lo trovo vergognoso, è indegno, gravissimo e vergognoso». Con l’assottigliarsi dei tempi si fa strada l’ipotesi del nulla di fatto di legislatura. C’è chi lo auspica apertamente, come l’associazione Provita, che approva la nuova sospensiva, ma proprio con l’auspicio che una legge non vi sia, sia pur nei ristretti paletti indicati dalla Consulta e quelli aggiunti dalla maggioranza sulla messa a disposizione delle cure palliative, «perché qualsiasi legge sul suicidio medicalmente assistito è una norma di morte, anche se edulcorata come un fantomatico “male minore”», sostiene l’associazione presieduta da Toni Brandi. Nelle prossime settimane si capirà di più di quello che al momento assomiglia tanto a un gioco delle parti, in vita dell’ormai non lontano ritorno alle urne. A complicare la discussione ieri mattina una nuova polemica si è aperta con l'audizione del presidente dell’Istituto superiore di Sanità Rocco Bellantone e del presidente del Cnr Andrea Lenzi, sui dispositivi per l'autosomministrazione dei farmaci per il suicidio assistito, la cui disponibilità apre nuovi interrogativi e necessità di serio approfondimento. ---End text--- Author: ANGELO PICARIELLO Heading: Passa la proposta del centrodestra di un supplemento di tempo per nuovi emendamenti che cerchino di aprire la strada a una prima approvazione entro la pausa estiva. Ma per le opposizioni è solo una strategia dilatoria Highlight: Comincia ma si ferma subito il dibattito nell’aula del Senato: su richiesta della maggioranza, la discussione prosegue in Commissione per cercare i necessari punti di convergenza che però sembrano molto lontani Image:L’aula del Senato all’inizio della seduta di ieri -tit_org- Fine vita, la legge ai box: si torna in Commissione Fine vita, legge in cerca di chiarezza -sec_org- tp:writer§§ ANGELO PICARIELLO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143506301.PDF §---§ title§§ Mossa del centrodestra, nuovo stop al fine vita Schlein: così lo affossano FI: proposta entro l'estate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403144406298.PDF description§§
Estratto da pag. 14 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Jun 2026
Estratto da pag. 12 di "DUBBIO" del 04 Jun 2026
Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 04 Jun 2026
L 'Europa ricorda che le vulnerabilità italiane non riguardano solo le liste d'attesa
pubDate§§ 2026-06-04T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143306303.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143306303.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143306303.PDF tp:ocr§§ I virus nascosti del Sistema sanitario L’Europa ricorda che le vulnerabilità italiane non riguardano solo le liste d’attesa Q uasi un italiano su dieci ha rinunciato nel 2024 a cure di cui aveva bisogno. Non per scelta, ma perché l’attesa era troppo lunga o il costo troppo alto. Secondo la Commissione europea, la quota di cittadini che rinunciano alle cure è salita dal 6,3 per cento del 2019 al 9,9 per cento del 2024: quasi sei milioni di persone. Il problema più evidente, come dicevamo, sono le liste d’attesa, oggi indicate dal 6,8 per cento degli italiani come causa della mancata cura, contro il 2,8 per cento di cinque anni fa. Ma dietro alle attese si nasconde una questione più profonda: la crescente difficoltà di accesso al Servizio sanitario nazionale. Sempre più spesso chi può permetterselo si rivolge al privato, mentre chi non dispone delle stesse risorse aspetta o rinuncia. Non a caso la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie italiane raggiunge il 23,7 per cento del totale, quasi dieci punti sopra la media europea. A pesare sono anche le disuguaglianze territoriali. Il Mezzogiorno continua a registrare maggiori difficoltà nell’erogazione dei servizi, alimentando una mobilità sanitaria che trasferisce pazienti e risorse verso il centro-nord. Un divario che si perpetua e che nessuna riforma è ancora riuscita a colmare davvero. Sul sistema grava, inoltre, la carenza di personale. Mancano infermieri, diminuiscono i medici di famiglia, molte specializzazioni restano scoperte. Intanto la popolazione invecchia e aumenta il bisogno di cure continuative e assistenza territoriale. La Commissione europea riconosce gli sforzi avviati con il Pnrr, la riforma dell’assistenza territoriale e il piano sulle liste d’attesa. Ma avverte che gli investimenti da soli non bastano se non vengono accompagnati da una strategia capace di rafforzare il personale, migliorare l’organizzazione e garantire un accesso più equo alle cure. Da una parte, quello della Commissione europea è l’ennesimo riconoscimento di come il Sistema sanitario italiano continui a garantire cure di qualità. Al tempo stesso, conferma quanto sia sempre più difficile garantire queste cure a tutti. E quando l’accesso diventa il problema, è il principio stesso di universalità del Servizio sanitario nazionale a essere messo alla prova. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- I virus nascosti del Sistema sanitario -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143306303.PDF §---§ title§§ Flessibilita sui conti con ricatto bruxelles apre ma Meloni avra le mani legate = Sanità a pezzi e salari da fame record Lile smonta gli spot di Meloni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143706307.PDF description§§ pubDate§§ 2026-06-04T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143706307.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143706307.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143706307.PDF tp:ocr§§ Sanità a pezzi e salar! da fame record LUe smontagli spot di Meloni diRAFFAELLAMALITO Con un debito alle stelle tí una crescita asfittica, le raccomandazioni all'Italia della Commissione europea contenute nel pacchetto del semestre uè sono dei richiami pesantissimi al nostro Paese su tutti i fronti: politiche salariali, fisco, lotta all'cvasionc, sanità, disuguaglianze economi che. Con tutta una serie di record negativi iti a nella ti dal governo Meloni. L'Italia, scrive Bruxelles, è il Paese che, assieme a Ungheria e Sluvacchia, presenta an cora squilibri macroeconomici. Nei prossimi anni le finance pubbliche italiane saranno sottoposte a "significative pressioni riscali", anche per effetto dei costi legati all'invecchiamento della popolazione. Bruxelles rileva inoltre che, mentre gli investimenti pubblici sono aumentati rispetto al periodo p re-pan dem i a anche grazie al Pnrr, la spesa per alcuni settori che favoriscono la crescita, tra cui istruzione e sanità, è diminuita rispetto al 2019 in rapporto alla spesa complessiva. L'accesso all'assistenza sanitaria in Italia è peggiorato negli ultimi anni, con liste d'attesa sempre più lunghe per i servizi sanitari pubblici e spese ë carico dei pazienti che superano significativamente la media De, con notevoli disparità territoriali nell'erogazione dell'assistenza sanitaria, non- che carenze di personale sanitario. E se le destre continuano a suonare la grancassa della propaganda s u II Occupazione, la Commissione europea scrive che la "qualità strutturalmente bassa del lavoro", inclusi "bassi salari", problemi di sicurezza occupazionale e di carriera e disuguaglianze di genere, resta uno dei principali ostacoli per l'Italia È richiede "un'azione decisa". L'Italia è tra gli Stati mèmbri in cui "i salari reali sono diminuiti di più dal 2019". Secondo la Commissioni;, oltre alla bassa crescita della produttività, la stagnazione salariale i aggravata da "dumping contrattuale", ritardi nei rinnovi dei contratti e scarso utilizzo della contrattazione di secundo livello, soprattutto tra le Pmi e nel Mezzogiorno. L'esecutivo Ile rileva inoltre che la quota di lavoratori a tempo determinato resta "tra le più elevate dell'Unione europea" e che l'Italia continua a registrare una delle quote più alte di part-time e contratti temporanei involtintari, che colpiscono in misura sproporzionata donne, giovani e migranti. Le transizioni dai contratti temporanei a quelli permanenti restano "ben al di sotto della media Uè", La Commissione sottolinea inoltre che la partecipazione e l'occupazione femminile presentano "i maggiori divari dell'Ue rispetto a quelle maschili", una situazione trainata dal Sud, dove si registra anche la minore copertura dei servizi per l'infanzia. 11 sistema fiscale italiano continua a basarsi in larga misura sulla tassazione del lavoro. II cuneo nscale resta sopra la media europea per i lavoratori single con salario medio e nel 202S e ulteriormente aumentato. Secondo Bruxelles, i regimi speciali per i lavoratori autonomi e il crescente ricorso a forme temporanee di tassazione piatta dell'Irpef rendono il sistema nscale "altamente complesso", ne indeboli scono la progressività ed erodono la base imponibile, con conseguenti perdite significative di gettito. La Commissione osserva infine che l'evasione nscale rimane elevata, in particolare sull'Iva e tra i lavoratori autonomi. Allo stesso tempo, avverte Bruxelles, le recenti misure assimilabili a condoni nscali rischiano di avere effetti controproducenti sul rispetto degli obblighi tributari. Nonostante i rerenti miglioramenti, i rischi di povertà ed esclusione sociaìe restano relativamente elevaci in Italia, in particolare tra i bambini e le famiglie, mentre ìe disparità territoriali continuanti ad ampliarsi. La povertà assoluta ha raggiunto negli ultimi anni livelli storicamente elevati, interessando 1'8,4% delle famiglie nel 2024, compreso il 13,8% dei bambini, Nel documento si afferma inoltre che il regime di reddito minimo riformato, r'Assegno di inclusione", ha ridotto "adeguatezza e copertura", · Contentino da Bruxelles Un po' di flessibilità ma con le mani legate -tit_org- Flessibilita sui conti con ricatto bruxelles apre ma Meloni avra le mani legate Sanità a pezzi e salari da fame record Lile smonta gli spot di Meloni -sec_org- tp:writer§§ RAFFAELLA MALITO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143706307.PDF §---§ title§§ Fine vita, iter bloccato al Senato Schlein: "Affossano la legge" Accolta la richiesta di Fdl: il ddl torna in commissione Forza Italia: non è una strategia dilatoria. Ma le opposizioni insorgono link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143406300.PDF description§§ pubDate§§ 2026-06-04T04:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143406300.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143406300.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143406300.PDF tp:ocr§§ Fine vita, iter bloccato al Senato Schlein: “Affossano la legge” Accolta la richiesta di FdI: il ddl torna in commissione Forza Italia: non è una strategia dilatoria. Ma le opposizioni insorgono di GABRIELLA CERAMI ROMA l disegno di legge sul fine vita arriva nell’emiciclo del Senato solo per qualche minuto. Nel giorno in cui un’altra persona, Lucia, sceglie il viaggio verso la Svizzera per porre fine alle sue sofferenze, l’Aula di palazzo Madama vota a favore della richiesta presentata da Fratelli d’Italia per far tornare nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità il ddl a firma del senatore Pd Alfredo Bazoli e sostenuta da tutti i partiti di opposizione. «L’obiettivo è tornare in Aula prima dell’estate con un testo condiviso, la richiesta di tornare in commissione non è una strategia dilatoria», garantisce la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi. All’esame della commissione ce n’è anche un altro, firmaI to dalla maggioranza e su cui gli azzurri hanno chiesto e ottenuto la riapertura dei termini per depositare gli emendamenti, entro il 9 giugno, e dunque modificarlo. Ed è su questo disegno di legge che i partiti di governo intendono lavorare, anche se un’intesa complessiva ancora non c’è. Forza Italia ragiona su una proposta di modifica che prevede l’impiego su base gratuita e volontaria, includendo quindi l’obiezione di coscienza, di un dottore di medicina generale che somministri il farmaco del fine vita. Sarebbe questo il punto di caduta a cui lavorano gli azzurri, ma i dubbi tra gli alleati sono molti, compresi quelli di costituzionalità. Tanto che il sospetto, tra i partiti di opposizione, è che la legge non sarà mai approvata. Almeno non in questa legislatura. «La maggioranza ha affossato la nostra proposta, la proposta di tutte le opposizioni», sottolinea Elly Schlein: «Questa destra non vuole una legge sul fine vita dignitoso, è vergognoso che la destra l’abbia affossata, tra l’altro nel giorno in cui Lucia, una donna di Trieste, è dovuta andare all’estero per avere risposte». E la senatrice M5s, vicepresidente di palazzo Madama, Mariolina Castellone, rimarca che «quando non vuole prendere decisioni scomode, la maggioranza prende tempo». Su questa scia anche Marco Lombardo di Azione: «Uno stucchevole gioco al rimpallo delle responsabilità per non rimanere con il cerino in mano. Tutto questo mentre le persone continuano ad affrontare la morte davanti a malattie inguaribili in perfetta solitudine». Il fronte delle opposizioni è compatto. Anche Italia viva, con Annamaria Furlan, contesta «la scelta di bloccare il confronto parlamentare su una materia che riguarda diritti fondamentali della persona e che il Paese aspetta da troppo tempo». E Peppe De Cristofaro, capogruppo al Senato di Avs, ironizza: «Perché questo ennesimo rinvio, dopo mesi di ostruzionismo? Vorrei ricordare che l’ostruzionismo è una tecnica parlamentare a tutela delle opposizioni, non della maggioranza». Anche i capigruppo dem di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, bollano il rinvio come un «espediente ed ennesima foglia di fico per una destra che non sa assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese». I due firmatari del testo di maggioranza gettano acqua sul fuoco. Pierantonio Zanettin invita a non desistere: «Nessun intento ostruzionistico o dilatorio da parte del centrodestra. Semplicemente proseguirà il lavoro in commissione». Forza Italia presenterà degli emendamenti, assicura, «alla ricerca di una più ampia convergenza in conformità delle indicazione della Corte costituzionale». FdI, per bocca di Ignazio Zullo, è convinta che «tornare in commissione, con tempi più celeri possibili, sia una cosa giusta e utile» per migliorare il ddl. Tuttavia il timore resta. Filomena Gallo e Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni chiedono infatti che «questa ennesima falsa partenza non si traduca in un rinvio sine die». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: ‘GABRIELLA CERAMI Heading: Highlight: Il sospetto che la norma non sarà mai approvata in questa legislatura “La maggio ranza non si assume le sue responsabilità” Image:Un sit-in per il fine vita davanti a Montecitorio a Roma -tit_org- Fine vita, iter bloccato al Senato Schlein: “Affossano la legge” Accolta la richiesta di Fdl: il ddl torna in commissione Forza Italia: non è una strategia dilatoria. Ma le opposizioni insorgono -sec_org- tp:writer§§ 'GABRIELLA CERAMI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/06/04/2026060403143406300.PDF §---§