title§§ Cantieri promossi, servizi bocciati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101714704243.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101714704243.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101714704243.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101714704243.PDF tp:ocr§§ SANITA’ Pnrr: il paradosso delle scatole vuote, mancano medici e infermieri Cantieri promossi, servizi bocciati L'assessore Latronico rivendica il rispetto dei tempi europei, ma l'attivazione è lontana di CIRO SACCARDI Un successo edilizio indiscutibile che rischia, però, di trasformarsi in un deserto assistenziale a brevissimo termine. La fotografia della sanità territoriale in Basilicata, aggiornata alla fine di maggio 2026, restituisce un’immagine fortemente polarizzata e ricca di contrasti, sospesa tra l’eccellenza dei cronoprogrammi strutturali e il blocco totale della loro operatività pratica sul territorio. Da un lato c’è l’entusiasmo legittimo delle istituzioni regionali. “Questo risultato rappresenta una validazione fondamentale del percorso che abbiamo intrapreso – spiega l’assessore alla salute Cosimo Latronico –. Aver superato a pieni voti l'esame dell'esperto indipendente su tutti e 14 i presidi PNRR dimostra la serietà, l'efficacia e il rispetto dei tempi con cui la Regione, in sinergia con i soggetti attuatori, sta portando avanti i cantieri della sanità”. I riscontri tecnici ufficiali certificano la regolarità, la qualità costruttiva e il netto avanzamento dei cantieri aperti per ridisegnare la rete di assistenza di prossimità. Postazioni strategiche e storicamente attese dalle comunità come quelle di Montescaglioso, Montalbano Jonico, Ferrandina, Muro Lucano e Venosa vedono la fine dei lavori strutturali in perfetto allineamento con i tassativi dettami dell'Unione Europea. Ottimismo espresso anche da Stefano Melodia, coordinatore FdI Matera “Il report pubblicato da Agenas – afferma – rappresenta una conferma importante del lavoro serio, costante e lungimirante che la Regione Basilicata ha portato avanti in questi anni sul fronte della sanità pubblica”. Tuttavia, grattando sotto la superficie delle mura appena rintonacate e dei collaudi strutturali, emerge la dura realtà dei dati numerici forniti da Agenas e dalla Fondazione Gimbe. La Basilicata si ritrova drammaticamente inchiodata alla cosiddetta "quota zero": zero Case della Comunità e zero Ospedali di Comunità risultano strutturalmente attivi e realmente rispondenti agli standard minimi assistenziali h24 fissati dal Decreto Ministeriale 77. Il cortocircuito lucano si palesa in tutta la sua gravità proprio su questo punto: la macchina burocratica e amministrativa regionale ha dimostrato di saper costruire gli "scatoli" fisici e geometrici, ma non dispone al momento delle risorse umane necessarie per popolarli e renderli concretaBlocc le Ca gli Osp di Com mente funzionanti per la cittadinanza. Durante l'ultima Conferenza dei Sindaci della Provincia di Matera, svoltasi nei giorni scorsi, i vertici dell'Azienda Sanitaria Locale e lo stesso assessorato hanno dovuto ammettere pubblicamente che la vera trincea non è più quella legata ai mattoni, all'edilizia o al collaudo dei grandi macchinari diagnostici – ormai operativi e consegnati all'AOR San Carlo di Potenza e a Matera –, bensì il reclutamento critico di medici di base e infermieri di famiglia. Senza una massiccia e immediata immissione di personale sanitario specializzato tramite bandi di gara miPR rati e attrattivi, i 39 presidi della rete territoriale previsti dal piano rischiano di rimanere imponenti cattedrali nel deserto. La Missione 6 del PNRR pun- Ricorre ta a spostare il bari- mondia centro delle cure promos dalle grandi strut- cus di ture ospedaliere a smasch una prossimità ca- comme pillare, un passag- e-cigare gio vitale per una in parti regione geografica- aromi e mente estesa, com- con una plessa e a bassissi- mo ucc ma densità abitati- persone va come la Basilica- do, rest ta. Ma se le Case del- di morte la Comunità riman- richiam gono sbarrate e pri- blica su ve di camici bianchi terventi per la carenza sanitari strutturale di orga- gere la nico, il cittadino generaz delle aree interne continuerà a sentirsi isolato e vulnerabile, mentre i presidi ospedalieri principali rimarranno l'unico e ingolfato punto di riferimento per qualsiasi patologia. Il tempo delle inaugurazioni geometriche è quasi scaduto, ora serve la sostanza dei servizi reali. ccate ase e pedali munità Og m sen ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Bloccate le Case e gli Ospedali di Comunità Image:A sinistra l’assessore Cosimo Latronico, a fianco i dati sullo stato di attuazione del Pnrr presentati da Agenas -tit_org- Cantieri promossi, servizi bocciati -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101714704243.PDF §---§ title§§ Social e minori: «È una crisi sanitaria come quella del fumo» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980603830.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "AVVENIRE" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980603830.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980603830.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980603830.PDF tp:ocr§§ Social e minori: «È una crisi sanitaria come quella del fumo» L’OCCHIO clinico di Maria Rita Montebelli Per anni gli occhi di tutti sono stati puntati sul tabacco. Oggi sullo schermo degli smartphone. L’uso incontrollato dei social media da parte di bambini e degli adolescenti rappresenta una vera emergenza sanitaria pubblica, paragonabile ai danni provocati dal fumo. E a lanciare l’allarme questa volta è la più autorevole organizzazione medica britannica, l’Academy of Medical Royal Colleges. Nel documento inviato al governo inglese durante la consultazione sulle possibili restrizioni ai social per gli under 16, Jeanette Dickson, direttrice dell’ente britannico, usa parole durissime: i danni causati dall’esposizione continua a schermi, piattaforme e contenuti online sarebbero ormai sotto gli occhi di tutti. «La professione medica si è già trovata davanti a situazioni simili - ha dichiarato Dickson - Accadde con le sigarette e con le cinture di sicurezza: per anni si esitò ad agire mentre le prove del danno erano evidenti. Oggi si rischia di ripetere lo stesso errore con i social media». Dopo la pandemia di Covid, con lockdown e didattica a distanza, milioni di ragazzi trascorrono sempre più tempo online. Una dipendenza tecnologica che non si è più risolta. Risultato: casi di ansia, insonnia, isolamento sociale, disturbi dell’attenzione, autolesionismo, depressione, legati a un rapporto malsano con i social. E c’è di più. Secondo Becky Foljambe, fondatrice del gruppo Health Professionals for Safer Screens, gli effetti dei social possono essere più rapidi e devastanti di quelli del tabacco. «Un ragazzo può vedere un video traumatico che non riuscirà più a dimenticare. Oppure, decide di imitare una sfida estrema online e perde la vita in pochi minuti - ha spiegato -. Le piattaforme tecnologiche, come un tempo l’industria del tabacco, continuano a nascondersi dietro la richiesta di prove definitive, mentre i danni reali vengono osservati ogni giorno dai medici». Il governo britannico sta dunque valutando misure drastiche, come l’ipotesi di vietare l’accesso ai social agli under 16, l’innalzamento dell’età del consenso digitale e regole più severe sull’uso dei cellulari nelle scuole. La ministra della tecnologia Liz Kendall ha assicurato alla BBC che una decisione arriverà entro l’anno: «la domanda non è se interverremo, ma quando». E intanto l’Academy of Medical Royal Colleges chiede nuove linee guida per aiutare pediatri e specialisti a riconoscere i segnali di dipendenza digitale nei giovani pazienti. L’obiettivo è inserire l’uso dei social tra gli elementi da valutare abitualmente durante le visite mediche, esattamente come si fa con alimentazione, sonno o consumo di sostanze. E altre nazioni stanno affrontando questa emergenza. A fine 2025 l’Australia è stato il primo Paese al mondo a introdurre un divieto dei social media per i minori. Misure simili sono allo studio anche in Francia, Danimarca, Grecia e Nuova Zelanda. Qualche settimana fa, una giuria americana ha stabilito che alcune funzionalità deliberatamente ‘addictive’ delle piattaforme di Meta e Google hanno danneggiato la salute mentale dei più giovani. Ma allora, i social sono semplici strumenti o prodotti progettati per creare dipendenza? Per molti medici la risposta è chiara e cresce il timore che la società stia sottovalutando un rischio enorme, proprio come accadde con le sigarette nel secolo scorso. Ma questa volta i più esposti sono bambini e ragazzi. E la loro salute mentale. ---End text--- Author: Maria Rita Montebellirn Heading: L’OCCHIO clinico Highlight: Image: -tit_org- Social e minori: «È una crisi sanitaria come quella del fumo» -sec_org- tp:writer§§ Maria Rita Montebellirn guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980603830.PDF §---§ title§§ Il diritto alla salute dei bambini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979503835.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "CORRIERE SALUTE" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979503835.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979503835.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979503835.PDF tp:ocr§§ ? L’editoriale Il diritto alla salute dei bambini Di recente negli Usa il portavoce del Segretario alla Salute Robert.F. Kennedy si è dimesso per protestare contro la volontà di dare il via libera alla vendita di sigarette elettroniche aromatizzate. Le sue dimissioni hanno fatto seguito a quelle del capo della Food and Drug Administration per la stessa ragione. La motivazione è legata al rischio di attrarre in questo modo al consumo i più giovani, esponendoli a pericoli per la loro salute. Non ci sarebbe da meravigliarsi se si levasse qualche voce per evocare un eccessivo allarmismo. Accadde esattamente lo stesso per il fumo di sigaretta, che per molto tempo fu considerato del tutto innocuo e talora persino consigliato per alcune patologie, fino a quando un grande studio condotto nel Regno Unito, durato molti anni provò in modo incontestabile la correlazione con il tumore al polmone e con molte altre patologie. E i dati sui rischi di questi nuovi prodotti stanno già arrivando, come viene ricordato nelle pagine successive, nonostante il loro ingresso sul mercato sia relativamente recente. Infatti, non a caso, in un editoriale pubblicato sul British Medical Journal nel novembre scorso Tom Gatehouse, Emily Banks e Brigit Toebes non hanno avuto alcun timore a sostenere che le sigarette elettroniche ledono i diritti umani dei giovanissimi dal momento che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia recita, fra l’altro: «Le parti riconoscono il diritto del bambino al godimento del miglior stato di salute possibile e il quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) obbliga i Paesi aderenti a prevenire e ridurre sia il consumo di tabacco sia la dipendenza da nicotina». Il riferimento alla nicotina non é di secondaria importanza, ma evidentemente non abbastanza considerato se è vero che a livello globale, secondo le stime dell’Oms, il 7,2% dei ragazzi fra i 13 e i 15 anni usa sigarette elettroniche e se nella stessa fascia d’età il loro utilizzo è 9 volte superiore a quello degli adulti. Per non parlare dell’uso sempre più diffuso, oltre che di vari prodotti «da svapo» anche dei «sacchetti alla nicotina». Persino fra soggetti ancora più giovani. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luigi Ripamonti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il diritto alla salute dei bambini -sec_org- tp:writer§§ Luigi Ripamonti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979503835.PDF §---§ title§§ Non basta più che il 31 maggio sia «senza tabacco» = I sacchetti di nicotina non devono essere «un gioco da ragazzi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979103847.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "CORRIERE SALUTE" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979103847.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979103847.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979103847.PDF tp:ocr§§ Non basta più che il 31 maggie Sono sempre più diffusi prodotti diversi dalle sigarette ma non privi di rischi e capaci di creare dipendenza Per questo la Giornata Mondiale Senza Tabacco, che si celebra oggi, rimane fondamentale ma meriterebbe un «allargamento» del suo messaggio di Vera Martinella II numero è stabile da qualche anno: più o meno 12 milioni e mezzo. Tanti sono gli italiani che fumano, uno su quattro. E 93mila, ogni anno, sono i decessi provocati dal tabacco solo in Italia (7oomila in Europa). Quasi due miliardi, invece, sono gli euro che vengono spesi annualmente dal nostro Servizio sanitario nazionale per i ricoveri di chi si ammala a causa delle sigarette: soprattutto in conseguenza di cardiopatia ischemica, ictus e cancro ai polmoni, le tré patologie in cima alla triste classifica delle patologie collegate al fumo. L'elenco completo è lungo: comprende oltre 25 malattie diverse, tra le quali molti tipi di tumore. Si potrebbe continuare a lungo con le cifre fosche che evidenziano i danni da nimo. Moltissime persone, però, si sentiranno for se al riparo in quanto erroneamente convinte che questi dati non li riguardino, perché fanno scelte meno pericolose: sigarette elettroniche, puff bar, tabacco riscaldato o «nicotine pouches» (i sacchetti di nicotina), gli ultimi arrivati sul mercato. I prodotti da fumo sono ormai così tana, che è difficile tenerne il conto. Oltre alle molte marche di sigarette diverse, si sono moltiplicate le opzioni di tabacco riscaldato e sono cresciute a dismisura quelle da svapo, che hanno conquistato il pubblico giovane. Sono coloratissime, in aromi differenti (specie alla frutta o ai gusti dolci, come cioccolato e caramello), con o senza nicotina, producono nuvole di fumo che lasciano una scia «profumata»: cosi hanno guadagnato il mercato dei teenager e non soltanto quello. continua alla pagina seguente di Vera Martinella I sacchetti di : non devono essere «un gioco da ragazzi» I giovanissimi sono sempre più attratti da prodotti niente affatto «innocui» e che possono aprire la sirada a importanti forme di dipendenza SEGUE SEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE nclusi quelli under 18 che non hanno l'età legale per comprarle, ma se le procurano lo stesso senza troppe difficoltà. Lo stesso vale per la novità più recente, che in realtà neppure na, infatti, non contengono per nulla tabacco, ma «solo» nicotina, aromi e sostanze chimiche. Ne esistono vari gusti (fruttati, mentolati o un mix dei due) e con dosi variabili di nicotina che vanno da un minimo di tré milligram- ligrammi (attualmente i prodotti autorizzati nel nostro Paese non superano i 16,6 milligrammi). La nicotina e il gusto vengono rilasciati quando metti il sacchetto tra il labbro e la gengiva, per 30-60 minuti circa. Per i ragazzini è una sor- una potente neurotossina, ha un effetto stimolante ed è uno dei principali fattori responsabili della dipendenza dal fumo — spiega Renata Solimini, esperta del Centro Nazionale Dipendenze Doping dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) —. Con i safchetti si hanno una "scarica di adrenalina", aumento della pressione sanguigna, della respirazione e della frequenza cardiaca (tafhicardia). Gli effetti afuti della nicotina si dissolvono entro pochi minuti, come anche la sensazione di benessere, e questo impone di continuare a farne uso per mantenere gli effetti ricercati e prevenire l'astinenza». Cos'altro li rende attraenti? Non c'è fumo, ne odore, ne cenere. Sono facilissimi da usare e quindi vengono utilizzati anche in tutti i luoghi dove fumare è vietato. «La quantità di nicotina nei sacchettini può essere molto superiore a quella delle sigarette ed è facile, specie per i più giovani (e per gli adolescenti ancor di più), arrivare a un dosaggio eccessivo — continua Solimini —. Gli effetti nocivi, soprattutto per i ragazzi, possono essere molteplici nell'immediato soprattutto per il sistema cardiocircolatorio. Cosa possa succedere sul lungo periodo, in un'area cosi "delicata" come quella della bocca, non è dato saperlo visto che sono prodotti recenti. Certo è che la nicotina è una sostanza psicoattiva che da elevata dipenden za, il che rende questi prodott i particolarmente pericolosi». I pouches vengono venduti in tabaccheria e sono vietati ai minori, come tutti i prodotti da fumo tradizionale ed elettronico. È però grazie al pubblico giovane che in Italia si è avuta un'inversione di marcia negativa: proprio quando, finalmente, il numero dei fumatori adulti aveva iniziato a scendere qualche anno fa, ha iniziato a crescere l'esercito dei giovani tabagisti. Il rapporto 2025 dell'Iss non lascia dubbi: fuma o svapa il 7,5% degli studenti italiani tra gli li e i 13 anni, il 37,4% dei 14i7enni e ben il 70% dei ragazzi delle superiori mischia almeno due prodotti diversi. «I dati dell'Iss evidenziano anche che il primo contatto con la nicotina avviene tra i 13 anni e mezzo e i 14 anni e mezzo — sottolinea Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi ETS —. Per questo da molti anni portiamo progetti educativi nelle scuole, bisogna iniziare presto, fin dalle elementari. Allo stesso modo da anni sosteniamo che aumentare il prezzo del tabacco sarebbe un deterrente decisivo per scoraggiare il consumo fra i giovani e non solo. Una mossa strategica considerata la più efficace per ridurre il numero dei fumatori dall'Organizzazione mondiale di sanità: se la spesa sa le, i tabagisti diminuiscono». In Italia, però, il costo di un pacchetto è ancora basso, in media 5-6 euro, mentre in altri Stati arriva a 12-15 euro. L'esempio di Francia e Irlanda è una prova del fatto che un aumento drastico del costo funziona: questi due Paesi hanno prezzi delle sigarette tra i più alti in Europa (rispettivamente circa e 15 euro a pacchetto) e il numero di tabagisti, specie adolescenti, è sceso in modo consistente. Finora la politica nostrana, nonostante innumerevoli sollecitazioni, non si è mossa. Cosi l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom hanno deciso di unire le forze e «fare da se», raccogliendo gomila firme per presentare al Parlamento la proposta di una legge d'iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo, compresi quelli di nuova generazione. Un traguardo raggiunto proprio in questi gionu:«0ra bisogna vedere se, finalmente, i politici si muoveranno oppure no — commenta Francesco Pen-one, presidente Fondazione Aiom —. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita: "Fumo, ma sto bene" lo pensano in molti, anche per anni, ma la realtà è che i danni si accumulano con il passare Da sapere • L'ultimo censìnnento effettuato dall'Istituto Superiore di Santa nel 2025 ha identificato 223 Centri Arti Fumo sul territorio ïàã³îïà³å, localizzati in modo non untformetra le Regioni e Provìnce Autonome (l3u,afNord). • Di questue? sono affiliati al Servizio Santario Nazionale ISSN .33alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori(LILT) e i restanti tré al settore no profit • II Telefono Verde contro il Fumo 800 55u088èun servizio nazionale, anonimo e gratuito Aiiiiiciilarc il pi·(·//o del tabacco sarebbe un deterrente decisivo per scoraggiare il consumo fra i giovani del tempo. E che non esiste un modo sicuro di fumare, nonostante i nuovi prodotti da fumo si siano fatti strada proprio pubblicizzandosi come meno nocivi rispetto alle vecchie sigarette». I numeri lo dimostrano: il tabacco, nel mondo, provoca più decessi di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. «Cinque euro in più significa di fatto quasi raddoppiare il prezzo attuale delle sigarette, che potrebbe diventare un costo economico insostenibile per molti, a partire dai ragazzi, studenti o lavoratori a inizio carriera — conclude Perrone —. Senza considerare che anche gli adulti, smettendo di fumare, potrebbero notare i vantaggi per la salute e anche per il portafogli. Le stime italiane dicono che con 5 euro in più scenderebbe del 37% ü consumo di tabacco; ridurre il numero di fumatori, signifi ca salvare vite». La quantità di nicol ina lici pouches può essere mollo supcriore ÿ quella delle sigarette ed o facile arrivare a un dosaggio eccessivo per cento degli studenti italiani tra gli Ile i 13 anni. il37,4%deil4-17enni e ben il 70% dei ragazzi delle superiori mischia almeno due prodotti diversi. (Fonte: Istituto superiore sanità, Rapporto 2025) 9 Dopo 8 ore (Come cambia L'ossigenazione ¡I corpoquando ; s si smette di fumare del gusto dell'olfat Dopo 1 anno Dopo 3-6 mesi » del ' à i A 1 1 - Bfl Diminuisce la tosse ' e P0 0 ' iniziano a ) · Si riacquistare efficienza / dirnezza ' 1 pericolo di malattie cardiache - . , . , Dopo 5 anni Dopo 10 anni @Sidime2za ' Diminuisce ditLimore V ' ? ? » ^icaricr0 alla cavità orale al polmone - f Pfinr Dopo 24 ore Dopo 48 ore • Q Diminuisce ' 1 sintomi dell'astine È i - - l'alitasi e ëå] Polmoni si ac • ' òåëî muco e cata / ~Ó nschìo dì brc ·; Dopo 1-2 mesi psicologica invece, bisogna 1 acuta delle ©Per vincere la dipendenza Si supera Ìa fase cambiare abitudini (¡tempi i ti â dipendenza ñsica sono molto soggettivi) / da nicotina r \ Dopo 15 anni º ' ? ' II rischio di malattie cardiache,' , , enfisema e bronchite 1 \\l torna uguale a quello iHibt jr ' i Va di chi non ha mai fumato Dopo 1 settima nza si attenuano i rro. , V e polmoniti / Settimane dopo ' Ritorno - ~ - « ñ 1ad L 1 é 1 - , della pelle piùsalu I benefici valgono . anche per gli ta r anziani e per H è già malato II sens miglioran bre - . » - s - . r 4 « -tit_org- Non basta più che il 31 maggio sia «senza tabacco» I sacchetti di nicotina non devono essere «un gioco da ragazzi» -sec_org- tp:writer§§ Vera Martinella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101979103847.PDF §---§ title§§ Tagli alla sanità e miliardi in armi: Usa ed Europa aiutano il virus link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962303823.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "FATTO QUOTIDIANO" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962303823.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962303823.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962303823.PDF tp:ocr§§ Tagli alla sanità e miliardi in armi: Usa ed Europa aiutano il virus L’ANALISI DI MSF I team di Medici senza frontiere (MSF) stanno lavorando giorno e notte a una risposta d’emergenza su larga scala all’epidemia di Ebola nell’Est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). L’intervento si svolge in collaborazione con le autorità sanitarie congolesi e con altri partner, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma mentre il virus Ebola ha iniziato a diffondersi nelle province orientali della Repubblica Democratica del Congo, il sistema globale di preparazione alle emergenze sanitarie era già pesantemente compromesso. Non a causa del virus, ma per scelte politiche prese dai governi nei mesi precedenti. È il 24 aprile quando un’infermiera sviluppa i sintomi che porteranno al primo decesso. Bisognerà però aspettare il 17 maggio per vedere dichiarata ufficialmente l’epidemia: settimane in cui il virus circola senza essere rilevato. Non perché i medici locali non lo cercassero, ma perché non avevano gli strumenti per riconoscerlo. I test sono stati progettati per il ceppo Zaire, più comune. Il ceppo Bundibugyo, raro e senza vaccino, richiede analisi che possono essere eseguite solo a Kinshasa, a più di mille km. Il rilevamento tardivo, il collasso dei sistemi di controllo delle infezioni e la grave carenza di equipaggiamento, per strutture sanitarie che per anni erano invece riuscite a operare con sistemi moderni, sono conseguenze dirette dei drastici tagli ai finanziamenti per la salute globale avviati dagli Usa all’inizio del 2025: il 24 gennaio 2025 tutti i programmi di salute globale sono stati fermati con “stop work orders”e il 2 febbraio l’Usaid – l’agenzia che coordinava i fondi – è stata smantellata. I numeri del collasso sono verificabili. Sul portale ufficiale ForeignAssistance.gov: i finanziamenti Usa per la salute nel Congo crollano da 268 milioni di dollari nel 2022 a 20 nel 2026, una riduzione del 92,5%. Nel marzo 2025, sono terminati anche i fondi residui per la preparazione alle emergenze sanitarie nella Repubblica Democratica del Congo. E poi ci sono i 553 milioni di dollari persi dall’Oms quando gli Usa hanno deciso di ritirarsi (e i 2.371 dipendenti licenziati, un quarto dell’organizzazione). E i tagli di 700 milioni di dollari nei finanziamenti per la sorveglianza globale del Cdc-Center for disease control. L’Europa non ha fatto diversamente. Secondo l’Ispi, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e altri Paesi hanno ridotto simultaneamente i finanziamenti alla salute globale. La Germania ha dimezzato i fondi per l’hub Oms di Berlino (da 30 a 15 milioni). La Francia ha ridotto il contributo al Global Fund a 660 milioni (erano 1,6 miliardi); l’Italia del 19%. Il Regno Unito ha tagliato di un terzo gli aiuti esteri. Nel novembre 2025, il Global Fund aveva raccolto solo 11,3 dei 18 miliardi di dollari necessari. Il sistema globale di preparazione alle emergenze sanitarie è crollato non perché il virus sia stato più pericoloso, ma perché i governi non lo hanno rifinanziato. Contemporaneamente hanno aumentato la spesa militare. Nel 2025, dati Sipri, la spesa militare globale ha raggiunto 2.887 trilioni di dollari: 642 volte più della preparazione pandemica, che costa 4.5 miliardi di dollari l’anno secondo Oms e Banca Mondiale. Stati Uniti in testa, l’amministrazione Trump ha destinato 1 trilione di dollari alle armi mentre tagliava 647 milioni di dollari alla sicurezza sanitaria globale. Ogni aumento dell’1% di spesa militare nei Paesi a basso reddito, dice l’Onu, corrisponde alla riduzione quasi equivalente nei servizi sanitari. I governi hanno scelto: non prevenzione delle pandemie, ma armi. *Coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere ---End text--- Author: Enzo Porpiglia Heading: L’ANALISI DI MSF Highlight: Image: -tit_org- Tagli alla sanità e miliardi in armi: Usa ed Europa aiutano il virus -sec_org- tp:writer§§ Enzo Porpiglia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962303823.PDF §---§ title§§ Intervista a Giovanni Rezza - "Ebola, il governo di ex negazionisti fa come Speranza" = "Ebola, il governo degli ex negazionisti fa come Speranza" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101971303917.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "FATTO QUOTIDIANO" del 31 May 2026

pubDate§§ 2026-05-31T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101971303917.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101971303917.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101971303917.PDF tp:ocr§§ L’EPIDEMIOLOGO REZZA “Ebola, il governo di ex negazionisti fa come Speranza” q DI BENEDETTO E PARPIGLIA A PAG. 8 “Ebola, il governo degli ex negazionisti fa come Speranza” INTERVISTA • Giovanni Rezza Epidemiologo “I l governo Meloni, che per quattro anni ha costruito parte del suo capitale politico sulla critica al rigore pandemico, sulla commissione d’inchiesta Covid e su un rapporto quantomeno ambiguo con il mondo no-vax, si ritrova oggi a essere il primo paese europeo a blindare i confini davanti al nuovo focolaio di Ebola. Il ministro Schillaci ha firmato un’ordinanza di massima cautela che prevede quarantene obbligatorie, biocontenimento di Classe 4 e cinque livelli di rischio graduati: un impianto che, nei contenuti, ricorda da vicino i decreti dell’era Speranza, quelli che questa maggioranza ha passato anni ad attaccare. A parlare, con la diplomazia di chi conosce bene entrambi i mondi, è Giovanni Rezza, docente di Igiene del San Raffaele di Milano, già direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute: “Quando ci si trova concretamente davanti a un problema reale di sanità pubblica lo si deve affrontare come si deve, al di là degli aspetti ideologici”. Professor Rezza, che ne pensa della circolare del ministero della Salute su Ebola? Diciamo che rispecchia in pieno il principio della massima precauzione, mentre si allontana decisamente dallo spirito negazionista che ha un po’ contraddistinto questo governo. Mi sembra che l’Italia sia partita per prima. Di fatto, credo che questo impianto sia il massimo che si possa fare in questo momento. Quali potrebbero essere, a livello pratico, le criticità di questa circolare? Il primo elemento critico è strutturale: bisogna considerare che l’Italia ha un sistema sanitario nazionale fortemente decentrato. Le precauzioni che le singole Asl prendono, dipendono dalla stratificazione del rischio e questo rischia di c r e a r e d i s c r epanze e risposte disomogenee a livello regionale che necessitano di adeguata formazione. Il secondo vero problema logistico, semmai, è quello di come rintracciare fisicamente le persone che vengono dai Paesi a rischio alto o altissimo. In questo momento l’ordinanza prova a risolverlo sulla carta, ma chi ha voli diretti, come la Francia, può farlo più facilmente intercettando i passeggeri direttamente all’arrivo. L’Italia non ha voli diretti con quelle aree. Di conseguenza, chi viaggia con voli intermedi ha l’obbligo di segnalarsi. Se il passeggero omette lo scalo per paura della quarantena, rintracciarlo diventa quasi impossibile. L’efficacia dell’ordinanza, però, si basa sulla sincerità del cittadino che si deve autodenunciare. Sappiamo che negli Usa questo è un fatto normale: nessuno si so‘‘ L’ordin Schill affron un pro reale ideolo sti ” gnerebbe di mentire. In Italia forse non abbiamo lo stesso approccio culturale, ma c’è un fatto da non sottovalutare: è un’ordinanza ministeriale, il mancato rispetto comporta una responsabilità penale. La circolare prevede inoltre una rimodulazione del rischio. Esatto. È stata inclusa l’area ad altissimo rischio, che è il Congo, e l’area ad alto rischio che registra già dei casi, ovvero l’Uganda. Non sono state inserite, invece, aree ad alto rischio ma senza casi attivi. Questa flessibilità e modulazione era già stata usata ampiamente durante il Covid con le ordinanze di Speranza. In ogni caso, fa bene l’Italia ad alzare lo stato di allerta. Tempo fa scrissi sui social che non si poteva escludere l’arrivo di casi sporadici in Europa; quando ci sono molti focolai e molti operatori umanitari sul campo, la possibilità esiste sempre. Esistono oggi cure o vaccini disponibili contro questo ceppo? Purtroppo non ci sono vaccini approvati per questo specifico ceppo. Il vaccino vettoriale sperimentato con successo in Guinea durante l’epidemia del 2014 è efficace contro il ceppo Zaire, ma non mostra efficacia contro il ceppo Bundibugyo, che è quello attuale. Sul fronte terapeutico si possono utilizzare anticorpi monoclonali e farmaci antivirali non specifici che mostrano una cer ta utilità, ma siamo ancora nel campo dei tentativi. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: INTERVISTA • Giovanni Rezza Epidemiologo Highlight: ‘‘ L’ordinanza Schillaci affronta un problema reale senza ideologia LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE LE DISPOSIZIONI prevedono l’obbligo di dichiarazione per i viaggiatori in arrivo da Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Sono cinque i livelli di rischio previsti, mentre i voli in arrivo in Italia con passeggeri a rischio dovranno atterrare all’hub sanitario di Fiumicino e le Regioni dovranno individuare i propri centri di riferimento per le malattie infettive Image:tico è conha un zionarato. La circ una rim schio. Esatto. È s tissimo ris rea ad alto dei cas son a L’emergenza Congo, un malato di Ebola viene portato in ospedale FOTO LAPRESSE -tit_org- Intervista a Giovanni Rezza - “Ebola, il governo di ex negazionisti fa come Speranza” “Ebola, il governo degli ex negazionisti fa come Speranza” -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101971303917.PDF §---§ title§§ Ebola, chi arriva dal Congo sarà tracciabile Il ministero prepara 5 livelli di intervento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962003824.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "GIORNALE" del 31 May 2026

La circolare di Schillaci. Il direttore Oms sbarca in Africa

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962003824.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962003824.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962003824.PDF tp:ocr§§ Ebola, chi arriva dal Congo sarà tracciabile Il ministero prepara 5 livelli di intervento La circolare di Schillaci. Il direttore Oms sbarca in Africa IL PIANO SANITARIO Ebola, il Ministero della Salute pubblica sulla Gazzetta ufficiale la circolare per gestire eventuali emergenze: 5 i livelli di rischio in base a cui individuare le misure più adeguate per le persone in arrivo in Italia da Rapubblica Democratia del Congo e Uganda, dove sono in corso focolai di infezione dal ceppo Bundibugyo del virus. Chi è a rischio deve sbarcare direttamente a Fiumicino e essere portato allo Spallanzani, gli altri dovranno comunicare i propri dati e rendersi rintracciabili. Per quanto riguarda l’esposizione, si distinguono quelle «ad alto rischio» e «non ad alto rischio». Le esposizioni ad alto rischio riguardano il contatto ravvicinato e senza protezioni con una persona con sintomi, o un rapporto sessuale non protetto con un caso fino a tre mesi dalla guarigione, o ancora contatto con materiale contaminato da liquidi biologici di un caso probabile o confermato o infine un’esposizione percutanea (per esempio una puntura d’ago) o attraverso le mucose a liquidi biologici, tessuti o campioni di laboratorio di un caso probabile o confermato. Sono considerate esposizioni ad alto rischio anche la partecipazione a riti funebri con esposizione diretta e senza protezioni a resti umani nelle aree colpite dal virus o provenienti da quelle aree, e il contatto diretto con pipistrelli, roditori o primati non umani vivi o morti da aree colpite, oppure il contatto con carne di animali selvatici. È invece considerato non ad alto rischio il contatto casuale o la condivisione di spazi con una persona con febbre, ma autonoma e in grado di camminare. Il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus è atterrato ieri nella provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, la più colpita da una grave epidemia di Ebola. «La comunità internazionale - ha dichiarato - sta aiutando il governo della Rdc ad affrontare l’epidemia, ma allo stesso tempo è importante il coinvolgimento della comunità». La febbre emorragica altamente contagiosa è già presente in tre province orientali della Rdc e nella vicina Uganda, dove sono stati registrati nove casi confermati di infezione, tra cui un decesso. Secondo quanto riportato giovedì dai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, nella Rdc si sono registrati almeno 1.077 casi sospetti di Ebola dall’inizio dell’epidemia, il 15 maggio, con 246 decessi. La reale portata dell’epidemia in Congo, che si ritiene circolasse già prima di essere individuata, è probabilmente molto più ampia, ha avvertito l'Oms. ---End text--- Author: Maria Sorbi Heading: IL PIANO SANITARIO Highlight: Image: -tit_org- Ebola, chi arriva dal Congo sarà tracciabile Il ministero prepara 5 livelli di intervento -sec_org- tp:writer§§ Maria Sorbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101962003824.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - Intervista a Nicola Molteni - «Siano i medici di Polizia e Esercito a fare le attestazioni» = «A certificare siano i medici della Polizia e quelli militari» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980303827.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "TEMPO" del 31 May 2026

Il sottosegretario: «Un sistema contro il governo» Le contromisure: «La strada più rapida sarebbe un emendamento al dl sull'immigrazione»

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980303827.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980303827.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980303827.PDF tp:ocr§§ NICOLA MOLTENI (LEGA) «Siano i medici di Polizia e Esercito a fare leattestazioni» a pagina 4 PARLA NICOLA MOLTENI (LEGA) «A certificare siano i medici della Polizia equellimilitari» Ilsottosegretario:«Unsistemacontroilgoverno» Le contromisure: «La strada più rapida sarebbe un emendamento al dl sull’immigrazione» ••• All’indomani dell’inchiesta del Tempo sulla presunta rete di false certificazioni mediche per impedire i rimpatri di immigrati irregolari, il Tempo contatta il Sottosegretario all’Interno e deputato della Lega Nicola Molteni. Sottosegretario Molteni, come valuta i contenuti dell’inchiesta del Tempo? «Se gli elementi fossero confermati saremmo davanti a qualcosa di gravissimo. Stiamo parlando dell’eventuale esistenza di un sistema finalizzato a ostacolare le politiche dello Stato contro l’immigrazione illegale. Sarebbe un vero e proprio ostruzionismo organizzato che impedisce il trattenimento e il successivo rimpatrio di soggetti che non hanno titolo per restare in Italia e che spesso tornano a delinquere sul nostro territorio». Quale può essere un’iniziativa per evitare degenerazioni di questo tipo? «La Lega ha già pronta una proposta: siano i medici della Polizia di Stato e i medici militari a certificare l’idoneità al trattenimento nei CPR e alle procedure di espulsione. In questo modo si eviterebbero zone grigie e si garantirebbe che il giudizio sia esclusivamente sanitario e non influenzato da impostazioni ideologiche contrarie ai rimpatri». Quali step e tempistiche ci sarebbero per questa proposta? «Ne abbiamo già parlato con il ministro Piantedosi e sono state avviate valutazioni tecniche. La strada più rapida è un emendamento al disegno di legge sull’immigrazione attualmente calendarizzato in Senato. È un provvedimento che contiene già importanti misure di contrasto all’immigrazione illegale e rappresenta il veicolo normativo ideale per introdurre questa novità. Se ci sarà la necessaria convergenza politica, la norma potrà essere inserita direttamente nel disegno di legge e diventare operativa una volta concluso il percorso parlamentare. Noi riteniamo che sia una molto importante». L’opposizione sostiene che il Governo punti eccessivamente sui Cpr. «Noi andiamo avanti senza esitazioni. Oggi disponiamo di dieci Cpr operativi, oltre alla struttura in Albania, e stiamo lavorando per realizzarne altri sei. Chi si oppone ai Cpr spesso racconta una realtà distorta: non vi finiscono le badanti o chi lavora onestamente, ma cittadini stranieri irregolari che in molti casi hanno commesso reati gravi. Più Cpr significa più possibilità di identificare, trattenere e rimpatriare persone socialmente pericolose». Qual è il bilancio dell’azione del Governo sul fronte dei rimpatri? «I numeri parlano chiaro. Nel 2025 abbiamo registrato circa 7 mila rimpatri, il dato più alto degli ultimi anni dopo quello del 2018, quando era ministro dell’interno Matteo Salvini. Negli anni in cui governava la sinistra, i rimpatri erano circa la metà. Quest’anno registriamo un ulteriore incremento di circa il 30% e, mantenendo questo andamento, possiamo avvicinarci alla quota di 10 mila rimpatri annui, che rappresenterebbe uno dei migliori risultati degli ultimi quindici anni». Quindi ritiene che la linea del Governo stia funzionando? mo «Sì. Stanno funzionando sia le politiche di contrasto » all’immigrazione illegale sia quelle di riduzione degli sbarchi. Rispetto all’inizio della legislatura abbiamo registrato una diminuzione molto significativa degli arrivi irregolari. Naturalmente c’è ancora molto da fare, ma la direzione è quella giusta: più controlli, più rimpatri e più sicurezza per i cittadini italiani». ---End text--- Author: PIETRO DE LEO Heading: Highlight: Cpr «Andiamo avanti senza esitazioni, oggi disponiamo di 10 centri operativi oltre a quelli in Albania» Image: -tit_org- AGGIORNATO - Intervista a Nicola Molteni - «Siano i medici di Polizia e Esercito a fare le attestazioni» «A certificare siano i medici della Polizia e quelli militari» -sec_org- tp:writer§§ PIETRO DE LEO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980303827.PDF §---§ title§§ Intervista a Maurizio Gasparri - «Dottori ideologizzati Danno per la sicurezza Interrogazione» = «Interrogazione ai ministri dell'Interno e della Salute» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980703831.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "TEMPO" del 31 May 2026

Mineo a pagina 5 Il senatore: «Medici ideologizzati, danno alla sicurezza» Certificazioni di comodo usati «al solo scopo di contrastare l'esistenza stessa dei centri di permanenza e rimpatrio»

pubDate§§ 2026-05-31T04:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980703831.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980703831.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980703831.PDF tp:ocr§§ MAURIZIO GASPARRI (FI) «Dottori ideologizzati Dannoper lasicurezza Interrogazione» Mineo a pagina 5 PARLA MAURIZIO GASPARRI (FI) «Interrogazione ai ministri dell’Interno e della Salute» Il senatore: «Medici ideologizzati, danno alla sicurezza» Certificazionidicomodousati«alsoloscopodicontrastare l’esistenza stessa dei centri di permanenza e rimpatrio» ••• La nostra inchiesta sui certificati medici utilizzati per ottenere il rilascio degli immigrati dai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) approda in Parlamento. Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha annunciato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Salute affinché «accertinosevisianostateviolazionideontologiche o un uso improprio delle certificazioni». Per l’esponente azzurro, qualora le ricostruzioni trovassero conferma, medici ideologizzati sarebbero un ulteriore danno alla sicurezza. Senatore perché ritiene necessario un intervento del ministero della Salute? «Perché la vicenda coinvolge direttamente il comportamento di alcuni medici. Se i fatti fossero confermati, si configurerebbe una questione deontologica di enorme rilievo. Il medico ha il dovere di certificare uno stato di salute sulla base della pura verità clinica. Se invece una certificazione venisse rilasciata per finalità diverse, ci troveremmo di fronte a un problema gravissimo». Dagli atti emergerebbero motivazioni ideologiche dietro il comportamento di alcuni medici. «Se venisse confermato che alcuni medici agiscono spinti da militanza politica, saremmo davanti a un fatto inaccettabile. La gestione dei Cpr non può essere ridotta a un terreno di scontro ideologico. Il mio non vuole essere un attacco alla categoria medica nel suo complesso, ma a quei singoli professionisti che si prestano a questa strumentalizzazione. Ciò che sconcerta è l’ipotesichesiusino certificazionidicomodo al solo scopo di contrastare l’esistenza stessa dei centri. Per lo Stato diventa estremamente faticoso garantire la legalità e l’ordinepubblicose figureprofessionalicosì autorevoli abusano del proprio ruolo. Vedere medici che usano il proprio timbro e la propria firma per facilitare comportamenti illeciti significa essere arrivati alla follia più totale. Emergerebbe, tra l’altro, collaborazioniconorganizzazioni chehanno fatto nel favoreggiamento all’immigrazione clandestina una vera e propria ragione di vita». Intercettazioni riportano anche duri attacchi verbali da parte di alcuni medici controleforzedell'ordine.Cosa stasuccedendo alla tenuta sociale del Paese? «Siamo di fronte a una precisa strategia ideologica, guidata da una certa sinistra checontinuaa polarizzareildibattito.Questo clima mi ricorda da vicino il post-Sessantotto, l’epoca in cui nacquero realtà come Magistratura Democratica. All’epoca, comeoggi, siassisteva altentativodi arruolareintere categorieprofessionalieintellettuali sotto un’unica bandiera politica. L’uso sistematico del termine ‘democratico’ (basti pensare all'evoluzione del nome del Partito Democratico) è spesso un abuso semantico, una formula retorica usata per appropriarsi in modo esclusivo di un valore universale. Il vero obiettivo di queste storiche associazioni, da Magistratura Democratica a Psichiatria Democratica, è sempre stato quello di creare nuclei fortemente ideologizzati all'interno dei gangli vitali della società, piegando le competenze professionali e scientifiche a fini di parte, anziché metterle al servizio della verità e dell'oggettività». Qual è la sua valutazione sul tema della sicurezza, anche alla luce delle contestazioni della sinistra ai decreti del governo? «Nonostante i risultati importanti già ottenuti dallo Stato, la domanda di sicurezza da parte dei cittadini resta elevata e richiede un impegno costante. Proprio per questo, ritengo fortemente contraddittoria la sistematica opposizione della sinistra a provvedimenti che puntano a prevenire la violenza, contrastare l’immigrazione clandestina e tutelare la cittadinanza». ---End text--- Author: GAETANO MINEO Heading: Highlight: Il sistema «Siamo di fronte a una precisa st rategia ideologica guidata da una certa sinistra che polarizza il dibattito» Image: -tit_org- Intervista a Maurizio Gasparri - «Dottori ideologizzati Danno per la sicurezza Interrogazione» «Interrogazione ai ministri dell’Interno e della Salute» -sec_org- tp:writer§§ GAETANO MINEO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/31/2026053101980703831.PDF §---§