title§§ Newsletter n. 10 del 27 maggio 2026
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Estratto da pag. 1 di "anticorruzione.it" del 27 May 2026
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tp:ocr§§ Data:27 maggio 2026Attività di vigilanza Anac, il nuovo piano d’azioneDefinite le priorità annuali e gli ambiti di intervento per i settori in cui l’Autorità esercita la sua funzione di garanziaL’Autorità Nazionale Anticorruzione, con l’apposita direttiva programmatica per il 2026, fissa la strada da seguire nei prossimi mesi nello svolgimento dell’attività di vigilanza nei settori di propria competenza, anche alla luce delle principali disfunzioni e mancanze riscontrate nel tempo, e in particolare nel corso dello scorso anno, sui fronti dei contratti pubblici, della trasparenza, della normativa whistleblowing, degli incarichi e della programmazione anticorruzione (Ptpct/Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piao).La notizia e il documento di sintesi quiIl Whistleblowing negli Enti di diritto privato. Prime esperienze a confrontoIl Convegno organizzato da Anac dedicato ai canali interni di segnalazioneSi tiene giovedì 11 giugno 2026 il Convegno “Il Whistleblowing negli Enti di diritto privato. Prime esperienze a confronto”, organizzato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nella Sala Serianni di Palazzo Firenze a Roma (Piazza Firenze).L’evento, in programma dalle ore 10 alle ore 16, rappresenta un’occasione di approfondimento e condivisione sulle modalità di gestione delle segnalazioni, sull’adeguamento dei canali interni e sull’applicazione uniforme ed efficace della normativa in materia di whistleblowing in relazione ai soggetti del settore privato nonché alle società pur rientranti nel settore pubblico a cui la stessa normativa si applica. Il programma completo e le modalità di partecipazione quiLa stazione appaltante non deve oscurare dati e informazioni dell’offerta tecnicaIl Comunicato del Presidente AnacPer consentire all’operatore economico interessato di contestare prontamente ed efficacemente innanzi al giudice la correttezza del procedimento, la stazione appaltante non deve procedere ad oscurare alcun dato, notizia o informazione, salvo in tutto o in parte l’offerta tecnica per la quale l’operatore abbia indicato le relative ragioni di oscuramento e le stesse siano state accolte. È quanto ha evidenziato l’Autorità Nazionale Anticorruzione con Comunicato del Presidente n. 10 approvato dal Consiglio di Anac del 6 maggio 2026.Qui la notizia e il Comunicato del PresidenteAgenzia per l’integrità pubblica in Spagna. L’intervento del Presidente Busìa a MadridProspettive e raccomandazioni dell’Ocse: l’esempio dell’Italia con AnacSu invito dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), il Presidente di Anac Giuseppe Busìa è intervenuto il 26 maggio 2026 a Madrid all’evento “Verso una nuova Agenzia indipendente per l'integrità pubblica: prospettive e raccomandazioni dell’Ocse” in vista della creazione in Spagna di un’Agenzia per l’integrità pubblica. La tavola rotonda a cui ha partecipato il Presidente di Anac aveva per titolo “Le agenzie per l'integrità pubblica nella pratica: sfide, opportunità e insegnamenti”.Qui la notizia, l'agenda dell'evento e l'intervento del PresidentePiano Casa, troppi commissari e deroghe eccessive. Più trasparenza per i contributi ai privatiAudizione di Anac alla Camera presso l’Ottava Commissione AmbienteEccessiva proliferazione di commissari con regimi giuridici differenziati, che creeranno problemi interpretativi e rallentamenti, oltre che necessità di tener conto degli enti locali. Troppi disallineamenti nel testo di legge, che richiedono di essere unificati. Eccesso di poteri in deroga, che limita controlli e tracciabilità.Sono questi alcuni dei rilievi che il Presidente di Anac Giuseppe Busia, ha espresso alla Camera di fronte all’ottava Commissione Ambiente nella serata di martedì 19 maggio 2026, in merito al Progetto Casa presentato dal governo.Qui la notizia e il testo dell'audizioneBusìa (Anac): “Servono più acquisti europei aggregati per
fronteggiare concorrenza internazionale”Audizione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione alla Camera dei deputati“La proposta di Regolamento europeo opportunamente valorizza gli appalti come leva strategica per rilanciare la competitività e realizzare politiche pubbliche. In questo senso, un’ulteriore opzione – non contemplata dalla proposta in esame – potrebbe essere quella degli acquisti aggregati a livello europeo, purché circoscritti a certi ambiti, per acquisti strategici come l’energia. Ciò consentirebbe di avere maggiore potere contrattuale nei confronti di gruppi industriali internazionali. Tuttavia, occorre garantire sia strumenti che assicurino piena trasparenza e controllabilità, sia, ovunque possibile, che questo si accompagni a disposizioni per tutelare le piccole medie imprese, tanto strategiche in particolare nel nostro Paese”.Così il Presidente di Anac Giuseppe Busìa è intervenuto il 13 maggio scorso in audizione alla Camera, nella XIV Commissione, fornendo indicazioni sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accelerazione della capacità industriale, decarbonizzazione e reti digitali europee.La notizia e le osservazioni Anac quiFrodi e abusi in sanità, Report dell’Osservatorio GIMBEPresentazione della ricerca presso la sede di Anac. Busìa: “Non solo reati, ma anche malagestione, sprechi e distorsioni”Si è tenuta il 19 maggio scorso presso la sede di Anac la presentazione del Rapporto Fondazione GIMBE: dalla ricerca “Frodi e abusi in sanità” emerge che non si tratta di episodi isolati, ma di distorsioni sistemiche che attraversano l’intera filiera del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ed erodono risorse pubbliche, sovvertono le priorità di accesso alle cure, riducono la qualità dell’assistenza e minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La notizia quiAppalti, 3° quadrimestre 2025: crescono i servizi rispetto allo stesso periodo 2024Pesano quattro importanti gare per 8,1 miliardi di euro. Diminuzione per lavori e fornitureGli appalti nel periodo settembre-dicembre 2025 si assestano a un importo totale di circa 98,5 miliardi di euro, con 100.109 procedure, ponendosi nel complesso sostanzialmente in linea con quanto registrato nell’analogo quadrimestre 2024 in termini di numerosità, quando le procedure erano state 100.032, e segnando una diminuzione del -4% in valore rispetto ai 102,6 miliardi del periodo settembre-dicembre 2024. È quanto emerge dal Rapporto sul mercato dei contratti pubblici relativo all'ultimo quadrimestre del 2025, elaborato da Anac con riferimento alle procedure di affidamento pubbliche di importo a base di gara pari o superiore a 40mila euro. La notizia e il Rapporto dell'Autorità quiFocus Atti AnacRaccolta di approfondimenti su alcuni degli ultimi atti Anac pubblicati Delibera n.169, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 6 maggio 2026 Sanzione di 1000 euro alla ex consigliera per non aver comunicato i propri redditi Per obbligo di legge la situazione patrimoniale va resa nota al momento dell’assunzione in carica La notizia e la delibera Delibera n. 172, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 6 maggio 2026 Inconferibilità al vicepresidente di società trasporti anche nel consiglio provinciale e comunale Normativa intesa a recidere il legame tra controllore e controllato La notizia e la deliberaIn breveAlcune notizie brevi dal mondo Anac "In caso di applicazione di penali ex art. 126 d.lgs 36/2023, nel Certificato Esecuzione Lavori (CEL), occorre inserire l’importo pagato e liquidato all’impresa e pertanto al netto delle penali applicate?": è disponibile la risposta alla nuova FAQ (numero B45) in tema di qualificazione, CEL e avvalimenti. Pubblicata la delibera n. 168 del 15 aprile 2026 con cui l’Autorità richiede agli Organismi Interni di Valutazione o altri orga
nismi con funzioni analoghe l’attestazione sul corretto assolvimento di una serie di obblighi di pubblicazione, con data di rilevazione al 15 giugno 2026 e successiva eventuale data di monitoraggio al 30 novembre. La delibera è indirizzata a tutte le Amministrazioni e gli Enti di cui all’art. 2-bis del d.lgs. 33/2013. Italia e Corea unite nella lotta alla corruzione: mercoledì 27 maggio 2026, a Palazzo Sciarra (sede di Anac), l'incontro con la delegazione della Commissione Anti-Corruzione e per i Diritti Civili (ACRC) della Repubblica di Corea in visita a Roma. Tra i temi in discussione la protezione dei whistleblower. Il 13 maggio 2026 la sede Anac ha accolto la visita di studio di una delegazione del Servizio Investigativo Speciale (STT) della Lituania, principale istituzione anticorruzione indipendente del Paese, responsabile dinanzi al Presidente e al Parlamento (Seimas) e dotata di poteri di indagine e intelligence. Dal 13 al 15 maggio 2026 a Budapest Il Presidente Anac Giuseppe Busia ha preso parte alla "IAACA Europe 2026 Conference”, prima conferenza regionale europea IAACA. Co-organizzata da Anac insieme a Integrity Authority of Hungary e Greek National Transparency Authority, la Conferenza è focalizzata su intelligenza artificiale e standardizzazione delle misure anticorruzione. Nel suo intervento del 14 maggio 2026, il Presidente Busìa ha rimarcato come “la corruzione sia una forza pervasiva e insidiosa, che attraversa frontiere e mercati, aggirando i sistemi giuridici e nutrendosi delle debolezze e delle lacune delle nostre istituzioni”.Ultimo aggiornamento 27/05/2026, 8:38
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title§§ Fondo Sanitario, Bardi e Latronico, Consigliere regionale Lacorazza: Alice nel paese delle maraviglie - SassiLive
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Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 27 May 2026
pubDate§§ 2026-05-27T13:42:00+00:00
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tp:ocr§§ Il Capogruppo del PD: c’è un problema nel riparto del Fondo sanitario ma la nostra PdL per fare questa battaglia è stata insabbiata. Si è dispersa la proposta di Latronico di variare il parametro demografico per avere più fondi.“Dopo sette anni di governo Bardi e della destra, oggi si scopre, insieme all’Assessore regionale Latronico, come Alice nel Paese delle Meraviglie, che c’è un problema del Fondo Sanitario, sia in termini di quantità che di criteri di riparto. Benvenuti nel Paese reale. Nel Paese che da quattro anni è guidato da Giorgia Meloni, da un governo ‘amico’”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge:“Qualcosa sul piano politico non torna, così come non tornano i conti rispetto alla Caporetto del Presidente Bardi e dell’assessore Latronico: 60.000 lucani che rinunciano alle cure; 130 milioni di euro pagati dalla Regione per far curare i lucani fuori; 50 milioni di media di deficit negli ultimi tre anni coperti per due terzi con soldi che dovevano essere destinati per imprese e lavoro Questi numeri non hanno precedenti”.“E a questi numeri – sottolinea Lacorazza – si aggiunge la confusione, altro che riforma, della medicina territoriale e della continuità assistenziale che da oltre un anno e mezzo (Dgr 600/2024) chiedevamo di discutere per tempo. Non ci sono alibi per il Presidente Bardi e per l’assessore Latronico che, oggi, come Alice nel Paese delle Meraviglie, scoprono che c’è un problema sul Fondo Sanitario. Nei primi mesi di questa legislatura, quindi non ora, abbiamo depositato una proposta di legge sul Fondo Sanitario per discutere in Consiglio regionale, per provare a trovare convergenze ed unirci in una battaglia; ma tutto è stato politicamente ‘insabbiato’ nel tentativo di prendere tempo. Ma ora come Alice nel Paese della Meraviglie si scopre il problema?”“Eppure nella IV commissione consiliare competente è stato posto il tema con molta nettezza. È stato evidenziato come il rapporto tra i fondi programmati e stanziati, ricorda anche la Fondazione Gimbe, registra differenze e che l’aumento nominale delle risorse per la sanità rischia di essere un pannicello comunque stretto.Nel frattempo – conclude Lacorazza – si è dispersa la proposta di Latronico di variare il parametro demografico per avere più fondi e ci pare ridimensionata, rispetto all’annuncio ‘rivoluzionario’ dell’assessore, la portata dell’applicazione del criterio di un riparto che aiutasse territori poco densamente popolati. In questo contesto appare davvero incomprensibile come non si metta mano a correzioni rilevanti e/o a un cambio di impostazione della proposta di Piano Sanitario, che come si rende evidente anche dalle dichiarazioni a pezzi di Bardi e Latronico, non è dentro la Basilicata reale”.
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Aumenta il ricorso alle esternalizzazioni in tutta Italia: 56,8 milioni di euro solo nel 2026
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Estratto da pag. 1 di "tecnomedicina.it" del 27 May 2026
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tp:ocr§§ Informare è meglio che curare!Reparti sotto pressione e la sfida quotidiana di non interrompere le cure per i cittadini. Il Servizio Sanitario Nazionale continua a fare i conti con la carenza di organico. In questo complesso scenario di emergenza, il 31 luglio 2025 avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque: la data in cui il Decreto Schillaci avrebbe segnato la fine delle esternalizzazioni di personale sanitario. Eppure, i dati dell’analisi GAPMED raccontano una realtà profondamente diversa. A partire da gennaio 2026, infatti, le aziende sanitarie e le Regioni italiane sono tornate ad aprire bandi pubblici per l’affidamento a terzi di servizi medici. Una scelta dettata dalla necessità urgente e inevitabile di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza ed evitare il collasso dei presidi.L’impossibilità di rinunciare a questo strumento organizzativo è ormai riconosciuta anche a livello istituzionale. In ambito politico, infatti, sta emergendo con chiarezza l’importanza di prorogare l’utilizzo di personale esterno per poter garantire la continuità assistenziale e il pieno rispetto del diritto costituzionale alla salute. Ne è una dimostrazione diretta l’approvazione alla Camera dei Deputati dell’ordine del giorno che impegna formalmente il Governo ad adottare ulteriori iniziative normative per consentire l’uso di personale esterno al fine di evitare l’interruzione di prestazioni sanitarie essenziali.“Il diritto alla salute è un principio inalienabile sancito dalla nostra Costituzione. Di fronte all’attuale carenza di organico, il ricorso alle esternalizzazioni si conferma uno strumento imprescindibile per evitare l’interruzione dei servizi e garantire almeno i Livelli Essenziali di Assistenza ai cittadini. L’esperienza di questi anni ci dimostra che la strada da percorrere non è demonizzare questo fenomeno con divieti generalizzati, bensì arrivare a una regolamentazione moderna ed efficace”, dichiara Domenico Bruno Pagano, CEO di GAPMED. “È fondamentale normare l’affidamento a terzi in modo strutturato, per assicurare da un lato la massima qualità e continuità delle cure per i pazienti, e dall’altro la piena tutela e valorizzazione dei medici, in particolar modo dei liberi professionisti che ogni giorno supportano e tengono in piedi il sistema”.Secondo i dati elaborati da AGENAS, infatti, oltre alla carenza attuale, le stime indicano che entro il 2035 potrebbero lasciare il SSN fino a 150mila professionisti della sanità. Di fronte a questi numeri, è fondamentale chiarire che il ricorso all’affidamento a terzi è già oggi una risorsa prevista per legge e coordinata da una rigorosa sequenza normativa prevista dal DL 34. Prima di potervi accedere, le aziende sanitarie e le Regioni devono percorrere un iter ben preciso. In prima battuta, la struttura ospedaliera cerca di assumere personale dipendente o in alternativa emana avvisi per la ricerca di collaboratori in regime di libera professione tramite le ordinarie procedure concorsuali pubbliche. Qualora questo tentativo non riesca a coprire il fabbisogno, il passo successivo è l’attivazione di Contratti Libero-Professionali per ingaggiare i medici in via diretta. Per questi accordi si prevedono tariffe orarie che variano dai 60 euro ai 100 euro/h a seconda della regione, della tipologia di servizio richiesto e della localizzazione del presidio; tali compensi si riducono a una forbice tra i 40 euro e i 60 euro/h se applicati a professionisti in specializzazione o a servizi per gli Ospedali di Comunità.È unicamente dopo aver esaurito senza successo questi primi due passaggi, e solo se la carenza persiste rischiando di compromettere la sicurezza clinica e determinare un’interruzione delle prestazioni, che l’azienda sanitaria può richiedere al Prefetto l’autorizzazione a bandire una gara pubblica per affidare il servizio a un operatore esterno.La possibilità dell’esternalizzazione scatta dunque in via del tutto eccezionale per tutelare la salute dei cittadini e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. Un ob
iettivo tutt’altro che scontato, considerando che, secondo l’analisi della Fondazione GIMBE sui dati LEA 2023 del Ministero della Salute, sono ben 8 le Regioni che non riescono a raggiungere gli standard previsti, tra queste figurano Abruzzo, Sicilia, Calabria, Liguria, Molise, Valle d’Aosta, Basilicata e Provincia Autonoma di Bolzano.Un confronto tra i primi cinque mesi del triennio 2024-2026 restituisce una fotografia chiara di come il mercato stia reagendo al quadro normativo. Nel periodo compreso tra gennaio e maggio 2024 si registravano 35 bandi per un valore complessivo di 53,79 milioni di euro. La spesa interessava numerose aree, trainata principalmente da Veneto e Piemonte, seguiti da Marche, Liguria, Aosta, Basilicata, Emilia Romagna, Sicilia, Lombardia, Calabria e Molise. L’anno successivo, nei primi cinque mesi del 2025, si è assistito a una flessione, con i numeri scesi a 25 bandi per un totale di 48,7 milioni di euro.Tuttavia, è il 2026 a evidenziare il paradosso dell’attuale stretta normativa: il valore economico tra gennaio e maggio ha raggiunto i 56,8 milioni di euro, segnando una netta crescita della spesa del +16,6% rispetto al 2025 e del +5,6% sul 2024. Questo aumento dei costi si scontra con una forte riduzione del numero di bandi, scesi a soli 18, pari a un -48,6% rispetto a due anni prima. Per correttezza metodologica, va specificato che laddove i dati contengono gare di durata pluriennale, sono stati considerati unicamente gli importi imputabili alla durata naturale prevista del bando, senza conteggiare eventuali opzioni di rinnovo o proroga esercitabili in scadenza. Tuttavia, se si considerano i rinnovi e le opzioni di estensione, il valore arriva a sfiorare i 75 milioni in quanto per il bando della città di Udine si aggiungono circa 18 milioni.L’urgenza organizzativa sul territorio è evidente, con almeno 12 strutture sanitarie coinvolte in bandi per il solo reperimento di personale medico, a cui se ne aggiungono almeno 14 destinate all’esternalizzazione o a servizi di full service per i nuovi Ospedali di Comunità.Infine, occorre sottolineare un elemento cruciale per comprendere la reale portata del fenomeno: i dati sopra citati rappresentano esclusivamente i bandi maggiori che passano attraverso il database pubblico di ANAC. Esiste infatti un vasto bacino di nuovi affidamenti di piccola entità e di proroghe di esternalizzazioni pre-esistenti che non vengono tracciati da queste rilevazioni, indicando in modo inequivocabile che i numeri reali e la spesa effettiva per le esternalizzazioni sono decisamente più alti.La stretta sulle esternalizzazioni fa salire la spesa oraria – Per far fronte alla carenza di organico, il Decreto Schillaci ha incentivato le prestazioni aggiuntive del personale dipendente con tariffe fino a 100 euro lordi l’ora per la prima linea. Tuttavia, le esternalizzazioni si confermano indispensabili e questa stretta normativa ha paradossalmente fatto lievitare i costi del personale sanitario fino al +40% in alcune Regioni. A contrastare questi rincari interviene il D.M. 17/06/2024, che fissa tetti massimi “chiavi in mano” per l’affidamento a terzi: 85 euro l’ora per Pronto Soccorso e Anestesia, e 75 euro l’ora per gli altri servizi. Rispetto all’uso dei Contratti Libero-Professionali, l’esternalizzazione assicura un risparmio diretto stimato tra il 6,25% e il 25%, oltre all’abbattimento di tutti gli oneri di selezione e gestione indiretti. La limitazione alle esternalizzazioni ha spinto la Pubblica Amministrazione a contrattualizzare direttamente i medici prima forniti dalle società, facendo salire la tariffa da 80-85 euro a una media di 100 euro l’ora, oltre a richiedere a personale medico dipendente di lavorare oltre il monte ore previsto dall’azienda sanitaria di appartenenza con tariffe di 120 euro/h.L’esperienza di questi anni dimostra che la soluzione alle inefficienze del sistema non risiede nei divieti generalizzati, bensì in una gestione efficace e trasparente del fenomeno. Le esternalizzazioni non dovrebbero
essere demonizzate o vietate, ma regolate in modo più moderno. Questo processo di razionalizzazione passa innanzitutto dall’introduzione di criteri di qualificazione molto più stringenti per gli operatori economici, al fine di selezionare unicamente partner strutturati, imponendo al contempo KPI minimi obbligatori e tempi massimi garantiti per la sostituzione del personale.Per superare la logica dell’intervento in emergenza, inoltre, è indispensabile favorire una programmazione pluriennale che consenta di pianificare i fabbisogni in anticipo, unita a una reale tracciabilità e trasparenza dei costi a livello nazionale. Solo standardizzando la rendicontazione sarà possibile confrontare oggettivamente la spesa reale. Infine, l’affidamento a terzi non deve mai essere visto in contrapposizione al personale interno, ma deve integrarsi armoniosamente con politiche strutturali di retention e di valorizzazione del personale dipendente, supportando il Servizio Sanitario Nazionale laddove le criticità mettono a rischio la salute dei pazienti.Continue reading
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Mangialardi: "Ancora sui gravi ritardi in merito alla messa a terra delle risorse PNRR sul Fascicolo Sanitario Elettronico"
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Estratto da pag. 1 di "viveremarche.it" del 27 May 2026
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tp:ocr§§ Grazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).Una questione che avevo già sollevato la settimana scorsa con un atto ispettivo nel quale sottolineavo l’urgenza di accelerare nell’utilizzo dei fondi europei sulla digitalizzazione del servizio sanitario regionale, a solo un mese dalla scadenza tassativa del PNRR – Missione 6 Salute. Per il potenziamento delle infrastrutture digitali, e dunque anche per il fascicolo sanitario elettronico, il PNRR aveva infatti destinato alle Marche 14 milioni di euro. Dopo 4 anni, tuttavia, i risultati risultano particolarmente deludenti. Secondo il recente report della Fondazione Gimbe, la nostra Regione risulta all’ultimo posto in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dei cittadini: solo l’1% dei marchigiani ha utilizzato il servizio negli ultimi 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%. Ancora più allarmante il dato sulla fiducia nello strumento: solo il 12% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanitario nazionale, a fronte di una media italiana del 42% e del 92% registrato in Emilia-Romagna.Siamo indietro di 5 anni rispetto all’Emilia Romagna dove ogni cittadino ha tutti i propri dati sanitari in un fascicolo digitale, che qualunque medico può vedere con un clic: dai vaccini a terapie e interventi chirurgici. La Giunta Acquaroli non è riuscita né a costruire un sistema moderno ed efficiente né a creare fiducia tra i cittadini. Non basta avere una piattaforma online se poi i cittadini non vengono informati, accompagnati e messi nelle condizioni di utilizzarla davvero. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non può restare un contenitore vuoto o uno strumento usato da pochi. Serve un cambio di passo immediato: la digitalizzazione della sanità è un pezzo fondamentale di quella medicina del territorio, da tutti invocata dopo il COVID ma, purtroppo, ancora in grande affanno nella nostra Regione nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR.
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/27/2026052702889308829.PDF
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