title§§ Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» - Il giornale del Piemonte e della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602870908822.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" del 26 May 2026
La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese.
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CUNEO n° 688 del 20/12/23 Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos HOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos Sanità Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» Duro scontro dopo lo flop della marcia di Torino. Cimo: «La salute non può diventare terreno ideologico» Eliana Puccio 26/05/2026 La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi della sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo. Sanità, Cronaca, Torino ARTICOLI CORRELATI Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» Sanità, Cronaca, Torino Eliana Puccio - 26/05/2026 ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti Sanità, Cronaca, Torino Eliana Puccio - 26/05/2026 Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte 25/05/2026 Confronto sul futuro della ricerca clinica Sanità, Alessandria 25/05/2026 ULTIMI ARTICOLI ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti Sanità, Cronaca, Torino Eliana Puccio - 26/05/2026 Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte 25/05/2026 Confronto sul futuro della ricerca clinica Sanità, Alessandria 25/05/2026 Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie Sanità, Nord-Piemonte 22/05/2026 I PIù LETTI ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei reparti Sanità, Cronaca, Torino Eliana Puccio - 26/05/2026 Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza Sanità, Cronaca, Nord-Piemonte 25/05/2026 Confronto sul futuro della ricerca clinica Sanità, Alessandria 25/05/2026 Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie Sanità, Nord-Piemonte 22/05/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047 Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria". Polografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaHOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaLa manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi dell a sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo.ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio - 26/05/2026Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza25/05/2026Confronto sul futuro della ricerca clinica25/05/2026Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie22/05/2026ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio - 26/05/2026Verbania, questura e Asl insieme per la sicurezza25/05/2026Confronto sul futuro della ricerca clinica25/05/2026Convenzione per la gestione delle attività socio sanitarie22/05/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".Il Giornale del Piemonte e della LiguriaPolografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy tp:writer§§ Pramac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602870908822.PDF §---§ title§§ Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» - Il giornale del Piemonte e della Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602889008823.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it" del 26 May 2026
La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese.
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CUNEO n° 688 del 20/12/23 Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos HOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronos PiemonteTorino Sanità, la piazza divide medici e sindacati: «Manifestazione politicizzata» Duro scontro dopo lo flop della marcia di Torino. Cimo: «La salute non può diventare terreno ideologico» Eliana Puccio 26/05/2026 La manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di dividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi della sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo. 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TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047 Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria". Polografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | PrivacyEditore: POLO GRAFICO SPA Direttore: DIEGO RUBERO AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Home Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaHOME Cronaca Piemonte Alessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara Torino Liguria Genova Imperia Savona Economia Sanità Cultura - Eventi AdnKronosAlessandria Asti Cuneo Nord-Piemonte Novara TorinoGenova Imperia SavonaLa manifestazione per la difesa della sanità pubblica andata in scena a Torino, nata con l’obiettivo dichiarato di denunciare liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà della medicina territoriale, ha finito per aprire una frattura profonda proprio all’interno del mondo sanitario e sindacale piemontese. Più che un fronte compatto a sostegno della sanità pubblica, la marcia promossa dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure — sostenuta in particolare dalla Cgil — ha evidenziato divisioni, distinguo e accuse reciproche di politicizzazione.Se in piazza sono scesi comitati, associazioni e operatori sanitari per denunciare le criticità del sistema regionale, fuori dalla manifestazione diverse sigle hanno preso apertamente le distanze, contestando soprattutto l’impostazione politica dell’iniziativa.Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Cimo Medici Piemonte. Il sindacato dei medici ospedalieri, attraverso il segretario regionale Vladimir Erardi Bacic, aveva già annunciato nei giorni precedenti la scelta di non aderire alla mobilitazione. Una decisione motivata dalla convinzione che la sanità pubblica debba restare «su un piano istituzionale, professionale e trasversale, lontano da logiche di appartenenza politica o contrapposizione ideologica».Una posizione che fotografa un malessere diffuso in parte del mondo sanitario piemontese. Secondo Cimo, infatti, il rischio è che il tema della salute pubblica venga trasformato in terreno di scontro politico, perdendo quella dimensione unitaria che dovrebbe caratterizzare il dibattito sulla sanità.«La sanità pubblica rappresenta un valore comune che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni e, proprio per questo, necessita di un confronto ampio, equilibrato e realmente rappresentativo, capace di unire e non di d ividere», ha sottolineato il sindacato nella nota diffusa alla vigilia della manifestazione.Cimo richiama anche il ruolo dell’Ordine dei Medici di Torino, chiedendo che il confronto rimanga «autonomo e super partes», senza sovrapposizioni con dinamiche politiche o sindacali.Critiche molto simili sono arrivate anche dalla Cisl Piemonte. Il segretario generale Luca Caretti ha parlato apertamente di una manifestazione costruita «attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale».«Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione», ha spiegato Caretti. «Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma autonoma, la Cisl non può e non vuole farne parte».Parole che certificano una distanza ormai evidente tra le principali organizzazioni sindacali sul modo di affrontare la crisi della sanità piemontese. Nessuno nega i problemi. Anzi. Le criticità vengono riconosciute da tutte le sigle: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale, ritardi sulle Case di Comunità finanziate dal Pnrr.Ma il nodo riguarda il metodo.«I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi», ammette Caretti, che però aggiunge: «Secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto».Anche la Uil Fp ha scelto di non partecipare. E anche in questo caso le motivazioni parlano di una deriva politico-elettorale della protesta. Il segretario generale Nazzareno Arigò definisce la propria organizzazione «libera, laica e riformista» e spiega che la Uil «rifiuta iniziative caratterizzate da un’impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico».Una critica che si accompagna però a un’analisi molto dura sullo stato attuale del sistema sanitario piemontese. Arigò parla di Case di Comunità aperte senza personale sufficiente, strutture avviate «con organici non stabilizzati ed insufficienti» e di una sanità territoriale che rischia di reggersi sulla «logica della coperta corta».Secondo i dati Agenas e della Fondazione Gimbe, il Piemonte continua infatti a soffrire soprattutto sul fronte della medicina territoriale e delle liste d’attesa, mentre il personale sanitario resta sotto pressione nonostante il calo post-pandemico dei ricoveri Covid. La stessa Corte dei Conti, negli ultimi report regionali, ha evidenziato criticità nella sostenibilità futura delle strutture finanziate dal Pnrr.In questo clima la manifestazione torinese, anziché compattare il fronte della difesa della sanità pubblica, sembra avere accentuato le divisioni interne tra sindacati, ordini professionali e rappresentanze dei medici.Da una parte chi considera necessario mantenere alta la mobilitazione pubblica contro il progressivo indebolimento del sistema sanitario nazionale. Dall’altra chi teme che il disagio reale di pazienti e operatori venga utilizzato come leva politica, con il rischio di radicalizzare ulteriormente il confronto.Il risultato è una sanità piemontese che appare oggi attraversata non solo da problemi strutturali — carenza di personale, tempi di attesa, sostenibilità economica — ma anche da una crescente frammentazione nel modo di rappresentarli e affrontarli.E mentre il dibattito si polarizza, i problemi quotidiani di cittadini e operatori restano tutti sul tavolo.Uomo travolto da un treno a Settimo: traffico ferroviario in tiltCarlo Santori - 26/05/2026Torino torna a ballare con 'Jukebox – La notte delle hit'Eliana Puccio - 26/05/2026Piemonte al voto : finisce 2 a 1 per il centrosinistra, ma il vero vincitore è l’astensioneMarco Cortese - 26/05/2026ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio - 26/05/2026Uomo travolto da un treno a Settimo: traffico ferroviario in tiltCarlo Santori - 26/05/2026Torino torna a ballare con 'Jukebox – La notte delle hit'Eliana Puccio - 26/05/2026Piemonte al voto: finisce 2 a 1 per il centrosinistra, ma il vero vincitore è l’astensioneMarco Cortese - 26/05/2026ASL TO5, dalla respirazione alla salute femminile: la ricerca entra nei repartiEliana Puccio - 26/05/2026Direttore: DIEGO RUBEROAUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23Editore: POLO GRAFICO SPA Via Giovanni Agnelli 3,12081 Beinette (CN) +39 0171 392211 P.IVA: 02488690047Il Giornale del Piemonte e della Liguria Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".Il Giornale del Piemonte e della LiguriaPolografico Spa - P.IVA: 02488690047 Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy tp:writer§§ Pramac guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052602889008823.PDF §---§ title§§ Mangialardi: "Ancora sui gravi ritardi in merito alla messa a terra delle risorse PNRR sul Fascicolo Sanitario Elettronico" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603024709332.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "viveresenigallia.it" del 26 May 2026
Grazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).
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Per il potenziamento delle infrastrutture digitali, e dunque anche per il fascicolo sanitario elettronico, il PNRR aveva infatti destinato alle Marche 14 milioni di euro. Dopo 4 anni, tuttavia, i risultati risultano particolarmente deludenti. Secondo il recente report della Fondazione Gimbe, la nostra Regione risulta all’ultimo posto in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dei cittadini: solo l’1% dei marchigiani ha utilizzato il servizio negli ultimi 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%. Ancora più allarmante il dato sulla fiducia nello strumento: solo il 12% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanitario nazionale, a fronte di una media italiana del 42% e del 92% registrato in Emilia-Romagna.Siamo indietro di 5 anni rispetto all’Emilia Romagna dove ogni cittadino ha tutti i propri dati sanitari in un fascicolo digitale, che qualunque medico può vedere con un clic: dai vaccini a terapie e interventi chirurgici. La Giunta Acquaroli non è riuscita né a costruire un sistema moderno ed efficiente né a creare fiducia tra i cittadini. Non basta avere una piattaforma online se poi i cittadini non vengono informati, accompagnati e messi nelle condizioni di utilizzarla davvero. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non può restare un contenitore vuoto o uno strumento usato da pochi. Serve un cambio di passo immediato: la digitalizzazione della sanità è un pezzo fondamentale di quella medicina del territorio, da tutti invocata dopo il COVID ma, purtroppo, ancora in grande affanno nella nostra Regione nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR.Amministrative: Massimo Olivetti riconfermato sindaco, vince...Docente di musica accusa un malore e muore durante il saggio:...Tutte le preferenze lista per lista, il più votato è Gabriele...Sfida all’ultimo voto tra Romano e Olivetti: exit poll...Addio a Luca Bastianoni, anima del Borgo Catena. Aveva 59 annida Maurizio MangialardiConsigliere regionale PDGrazie alle puntuali interrogazioni delle colleghe consigliere Micaela Vitri e Marta Ruggeri, è tornato oggi al centro della discussione in consiglio regionale il tema dei ritardi nella spesa PNRR per ciò che concerne il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).Una questione che avevo già sollevato la settimana scorsa con un atto ispettivo nel quale sottolineavo l’urgenza di accelerare nell’utilizzo dei fondi europei sulla digitalizzazione del servizio sanitario regionale, a solo un mese dalla scadenza tassativa del PNRR – Missione 6 Salute. Per il potenziamento delle infrastrutture digitali, e dunque anche per il fascicolo sanitario elettronico, il PNRR aveva infatti destinato alle Marche 14 milioni di euro. Dopo 4 anni, tuttavia, i risultati risultano particolarmente deludenti. Secondo il recente report della Fondazione Gimbe, la nostra Regione risulta all’ultimo posto in Italia per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dei cittadini: solo l’1% dei marchigiani ha utilizzato il servizio negli ultimi 90 giorni precedenti la rilevazione, contro una media nazionale del 21%. Ancora più allarmante il dato sulla fiducia nello strumento: solo il 12% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei dati sanitari da parte degli operatori del Servizio sanit ario nazionale, a fronte di una media italiana del 42% e del 92% registrato in Emilia-Romagna.Siamo indietro di 5 anni rispetto all’Emilia Romagna dove ogni cittadino ha tutti i propri dati sanitari in un fascicolo digitale, che qualunque medico può vedere con un clic: dai vaccini a terapie e interventi chirurgici. La Giunta Acquaroli non è riuscita né a costruire un sistema moderno ed efficiente né a creare fiducia tra i cittadini. Non basta avere una piattaforma online se poi i cittadini non vengono informati, accompagnati e messi nelle condizioni di utilizzarla davvero. Il Fascicolo Sanitario Elettronico non può restare un contenitore vuoto o uno strumento usato da pochi. Serve un cambio di passo immediato: la digitalizzazione della sanità è un pezzo fondamentale di quella medicina del territorio, da tutti invocata dopo il COVID ma, purtroppo, ancora in grande affanno nella nostra Regione nonostante le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea con il PNRR. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603024709332.PDF §---§