title§§ Ebola, i controlli anche in Italia: test negativo per due cooperanti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074806717.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "CORRIERE DELLA SERA" del 26 May 2026

Milano, erano tornati dall'Uganda. Scatta il protocollo al Sacco, poi l'alert rientra

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074806717.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074806717.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074806717.PDF tp:ocr§§ Ebola, i controlli anche in Italia: test negativo per due cooperanti Milano, erano tornati dall’Uganda. Scatta il protocollo al Sacco, poi l’alert rientra MILANO All’ospedale Sacco di Milano, specializzato in casi di malattie infettive, è stato attivato il protocollo speciale per due pazienti ritenuti a rischio Ebola. Ma al termine della giornata di ieri, dopo le 20, sono arrivati i risultati dei test: negativi all’Ebola, i pazienti hanno contratto lo Shigella, un tipo comune di batterio. L’alert era scattato all’alba a Lurate Caccivio e Bulgarograsso, nel Comasco, per due persone giunte nei due Comuni ed entrambe sbarcate alle 5.50 di domenica a Malpensa con un volo da Addis Abeba. Sono un uomo di 31 anni e una donna di 33. Di ritorno dall’Uganda, entrambi avevano manifestato sintomi che potevano essere riconducibili a un contagio da Ebola. Come spiegato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, si tratta di due cooperanti italiani che hanno trascorso tre mesi con i missionari comboniani in Uganda, in una regione al confine con il Congo, dove c’è in corso un’epidemia di Ebola. I due, appartenenti a famiglie diverse, erano rientrati insieme ad altre cinque persone e ritornati a casa nel Comasco. Nella notte avevano manifestato i primi sintomi: febbre alta, nausea, vomito, diarrea e sintomi neurologici per lei, leggero rialzo della febbre e problemi intestinali per lui. Segnali che potevano anche far pensare alla malaria — la figlia della 33enne ne è stata colpita in Africa —, ma che non avevano permesso di escludere subito il virus dell’Ebola. «La figlia, proprio nel corso della loro permanenza in Uganda, ha sviluppato la malaria. Quindi c’è anche un precedente nel nucleo familiare che ci fa pensare che possa essere questa la causa di una sintomatologia così seria da parte di questa signora», aveva detto Bertolaso. Anche la malaria è stata esclusa. Con due ambulanze separate, i cooperanti sono stati portati al Sacco per gli accertamenti del caso e ricoverati in stanze di isolamento. Non è escluso che la donna, più grave, venga ricoverata in terapia intensiva. Nel frattempo è scattato l’isolamento fiduciario anche per i loro familiari: dovevano rimanere in casa, in attesa degli esiti dei test. Il ministero della Salute ha già recuperato le informazioni sui voli dei due cooperanti. Se fosse stato confermato il caso di Ebola, i pazienti sarebbero stati trasferiti allo Spallanzani di Roma, l’unico al momento in grado di gestire la situazione. E i contatti stretti — l’Ebola si trasmette tramite fluidi corporei – avrebbero dovuto osservare un isolamento obbligatorio di 21 giorni, ovvero la durata dell’incubazione della malattia. «Conosco bene l’Ebola — commenta Bertolaso —, avendo vissuto tre mesi in Sierra Leone durante la più grave epidemia di Ebola nella storia dell’uomo». L’assessore aggiunge che «le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici è stata riscontrata la positività al batterio Shigella in entrambi i soggetti». Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. «Ma al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica». Anche il ministero della Salute, nel confermare l’esito negativo dei test sull’Ebola, ha aggiunto: «Attraverso il Dipartimento della Prevenzione, siamo in contatto con la Regione Lombardia. Il ministero sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell’ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il rischio in Italia resta molto basso». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Sara Bettoni Heading: Highlight: La vicenda Il ricovero e le procedure ? Ieri, all’ospedale Sacco di Milano, specializzato in casi di malattie infettive, è stato attivato il protocollo speciale per due pazienti ritenuti a rischio Ebola: un uomo di 31 anni e una donna di 33. Sottoposti a sorveglianza invece i loro familiari I mesi in Africa Poi il rientro ? Si tratta di due cooperant i di Bulgarograsso e Lurate Caccivio, nel Comasco, rientrati domenica a Malpensa dopo aver passato tre mesi con i missionari comboniani in Uganda, in una regione al confine con il Congo, dove è scoppiata l’epidemia I sintomi: febbre, diarrea e vomito ? I due nella notte hanno cominciato a stare male: febbre alta, nausea, vomito, diarrea e sintomi neurologici per lei; febbre e problemi intestinali per lui. Tutti sintomi che potrebbero essere riconducibili a un contagio da Ebola e che hanno fatto subito scattare l’alert I test per il virus e l’esito negativo ? Ricoverati al Sacco e posti in isolamento, sono stati subito sottoposti agli esami virologici. Ieri sera è finita la paura: il test per rilevare l’Ebola è risultato per entrambi negativo, come quello per la malaria. Positivi invece al batterio Shigella: per loro si ipotizza una infezione batterica gastroenterica La Regione Bertolaso: «Affrontai un’epidemia in Sierra Leone. Al momento qui non ci sono rischi» Image: -tit_org- Ebola, i controlli anche in Italia: test negativo per due cooperanti -sec_org- tp:writer§§ Sara Bettoni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074806717.PDF §---§ title§§ Salute mentale , manca la cura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074906718.PDF description§§

Estratto da pag. 41 di "CORRIERE DELLA SERA" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074906718.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074906718.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074906718.PDF tp:ocr§§ Salute mentale, manca la cura Seguiti dai servizi pubblici 850 mila utenti Ma è solo un decimo di chi ne ha bisogno Poca spesa: serve il 10% del budget sanitario Il problema di chi commette reati E il Terzo settore prova a fare da supplente IL RAPPORTO DEL MINISTERO Che fine fanno le persone con un disturbo mentale che restano fuori dai servizi psichiatrici pubblici? È la domanda che s’impone leggendo i numeri dell’ultimo rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute: nel 2024 gli utenti seguiti dai centri specialistici territoriali sono poco più di 845 mila, quasi diecimila in meno del 2023 e pari all’1,7 per cento della popolazione adulta del Paese, cioè circa un decimo di chi in realtà avrebbe bisogno di assistenza (il 15, 97 per cento), in base alle stime del Global burden of disease. «Secondo questa analisi, in Italia almeno sei milioni di adulti non accederebbero ai servizi pubblici di salute mentale, in parte restando senza una diagnosi e cure adeguate, in parte rivolgendosi al privato, a causa di liste di attesa e scarsa qualità dell’assistenza: gli interventi di psicoterapia sono appena il 7,4 per cento delle prestazioni offerte, a fronte di un aumento di circa il 25 per cento dell’utilizzo di farmaci antidepressivi negli ultimi dieci anni», sottolinea Fabrizio Starace, presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep) e direttore del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze dell’asl Torino 5. La soluzione? «Garantire la disponibilità degli psicologi di base nelle case della comunità per intercettare il disagio mentale e prevenire la patologia». Oltre la metà dei pazienti in carico sono donne (56 per cento) e la quota di anziani (182.940) supera quella dei giovani tra i 18 e 34 anni (175.417), benché dal 2019 l’Istat registri un peggioramento del benessere psicologico. Cosa significa? «Che i servizi fanno fatica a intercettare i disturbi mentali nelle prime fasi d’esordio - commenta Starace - e nel passaggio dalla neuropsichiatria infantile ai centri per adulti si perdono molti pazienti, il 4060 per cento». Ma vuol dire anche che «la fetta di over 65 tuttora in carico ai servizi non ha veramente bisogno di un trattamento riabilitativo, bensì di un’assistenza sociale a lungo termine, che non spetta fornire alla psichiatria», osserva il presidente della Siep. Segno del malessere mentale dilagante e non trattato è l’impennata di ingressi in pronto soccorso in un anno: da 573.663 nel 2023 a 636.113 nel 2024, il dieci per cento in più. Altra nota dolente: la spesa in quest’ambito non cresce e incide solo per il 2,6 per cento sulla spesa sanitaria complessiva. «Per un Paese ad alto reddito come il nostro - puntualizza Starace - si dovrebbe raggiungere il 10% del budget sanitario, come raccomandato dalla commissione internazionale di esperti promosso dalla rivista scientifica Lancet». Al contempo si sono destinati sempre più soldi alla residenzialità psichiatrica: da 1,4 miliardi nel 2015 a quasi 1,6 nel 2024: «Preoccupa la durata media di permanenza di oltre tre anni, che invece dovrebbe durare pochi mesi, all’interno di un percorso di riabilitazione personalizzato». Che fine fanno gli autori di reato affetti da disturbi mentali? Il tribunale solo in assenza di alternative idonee non detentive dovrebbe applicare il ricovero in una delle 31 Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, che sostituiscono i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari). «Queste strutture sono sempre piene perché molto spesso non viene ricercata una soluzione diversa sul territorio, in sinergia con i centri di salute mentale, come previsto dalla legge 81/2014. Il risultato è che almeno 300 persone che ne avrebbero effettivamente bisogno sono in lista di attesa», spiega lo psichiatra Giuseppe Nese, che ha curato il capitolo sulle Rems nell’ultimo rapporto di Antigone. Il Solco di Ravenna Molte le realtà di Terzo settore che in Italia cercano di sopperire all’assenza di servizi, come il Consorzio Solco di Ravenna, di cui fanno parte anche sei cooperative sociali che, sot to un unico coordinamento, attraverso 26 strutture, offrono l’intero percorso di riabilitazione agli autori di reato con malattia psichiatrica in libertà vigilata. «Il nostro punto di forza è garantire alla persona la stessa equipe di riferimento, con educatore e psicologo, lungo tutto l’iter, che dura da 2 a 6 anni: da quando arriva nella comunità terapeutica, ad alta intensità di cura, a quando viene spostato nella comunità alloggio, dove ha più autonomia nel gestirsi, e poi nel gruppo appartamento, con un operatore diurno, fino alla sistemazione in un’abitazione più piccola, con la possibilità di richiedere un’assistenza in base alle esigenze: spesa, pulizie, somministrazione di farmaci e così via», spiega Stefano Rambelli, responsabile dell’area ricerca e sviluppo del consorzio. «Un’equipe costante aiuta l’utente a reagire meglio nei momenti di crisi e ad affidarsi a qualcuno. Consente anche a magistrati e carabinieri di avere sempre lo stesso interlocutore. Il risultato è che spesso agli utenti viene revocata la misura di sicurezza per cessata “pericolosità sociale”», conclude Rambelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Chiara Daina Heading: IL RAPPORTO DEL MINISTERO Highlight: ? Fabrizio Starace I limiti? Fondi esigui, non si intercetta il bisogno all’origine, troppo lunga la residenzialità Image:Psichiatria, bisogni e (poche) risposte (dati anno 2024) Utenti psichiatrici assistiti da servizi specialistici Ingressi in pronto soccorso 845.516 636.113 (-10 mila rispetto al 2023) TSO (trattamenti sanitari obbligatori) (+10% rispetto al 2023) 4.586 Pari al 3,3% di tutti gli ingressi in ps di cui il 12,1 si conclude in ricovero Pari al 5,3% di tutti i ricoveri nei reparti psichiatrici pubblici (85.733) di cui 258.999 prima volta Pari al 1,7% della popolazione adulta contro il 15,7% del bisogno stimato Prestazioni erogate dai servizi territoriali nel 2024 Giornate di presenza presso strutture residenziali Accessi Dimissioni con diagnosi nelle strutture di disturbo mentale semiresidenziali dalle strutture ospedaliere 10.061.000 11.309.463 1.378.111 141.317 I FONDI DELLA SPESA PER LA SALUTE MENTALE 5,8 miliardi Fonte: Ministero della Salute Pari al 2,6% Invece del 10% della spesa sanitaria totale Corriere della Sera -tit_org- Salute mentale , manca la cura -sec_org- tp:writer§§ CHIARA DAINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074906718.PDF §---§ title§§ Nuovi farmaci contro il diabete 2 e l'obesità, l'Aifa avverte «No al fai da te e attenzione agli effetti avversi pesanti» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075106716.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075106716.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075106716.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075106716.PDF tp:ocr§§ IL BOOM DEL CONSUMO RACCOMANDAZIONI DELL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO CHE HA REDATTO UNA GUIDA SULL'USO CONSAPEVOLE Nuovi farmaci contro il diabete 2 e l’obesità, l’Aifa avverte «No al fai da te e attenzione agli effetti avversi pesanti» l Non considerare l’uso dei nuovi farmaci per il diabete di tipo due e l’obesità come una scorciatoia per raggiungere l’obiettivo del dimagrimento, e considerare che il medicinale deve essere sempre parte di una strategia integrata che includa tra l’altro dieta ipocalorica e attività fisica; considerare anche che questi farmaci possono avere diversi effetti collaterali, molto comuni quelli a carico dell’apparato gastrointestinale e non solo; evitare il «fai da te» e il loro uso al di fuori delle indicazioni terapeutiche autorizzate. Queste alcune delle raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che, si legge in una nota, ha redatto una guida sull'uso consapevole dei nuovi farmaci contro il diabete e l’obesità che negli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom. Per la sola semaglutide si è passati da circa 322 mila confezioni rimborsate dal Ssn nel 2020 a ol tre 4 milioni nel 2024 (+48,9% in un anno). Incremento ancora più forte negli acquisti privati a carico del cittadino: si è passati da circa 29,7 mila confezioni di semaglutide nel 2020 a oltre 326 mila nel 2024 (+78,4% sul 2023), mentre la tirzepatide, al primo anno di commercializzazione, ha superato le 30 mila confezioni. Si tratta comunque di farmaci che richiedono sempre la prescrizione del medico, aggiunge la nota dell’Aifa, e non vanno mai considerati una soluzione facile e senza rischi per il dimagrimento. Devono essere impiegati in modo consapevole, conformemente alle indicazioni autorizzate e sotto adeguato monitoraggio da parte del medico prescrittore. «Con questa iniziativa - afferma il presidente dell’Aifa Roberto Nisticò - l’Agenzia intende rafforzare la corretta informazione per cittadini e operatori sanitari, sostenere la farmacovigilanza e contribuire alla tutela della salute pubblica, favorendo un accesso responsabile a terapie innovative di crescente rilevanza clinica. I farmaci sono uno strumento prezioso, ma non vanno mai intesi come scorciatoie prive di rischi». «Il documento - dichiara il Direttore Tecnico Scientifico Pierluigi Russo - nasce dalla crescente diffusione degli analoghi GLP-1 e doppi agonisti GIP/GLP-1 nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità, nonché dall’esigenza di promuoverne un impiego appropriato, sicuro e basato su evidenze scientifiche». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Nuovi farmaci contro il diabete 2 e l’obesità, l’Aifa avverte «No al fai da te e attenzione agli effetti avversi pesanti» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075106716.PDF §---§ title§§ Ebola, negativi i sospetti ricoverati a Milano «Niente rischi in Italia» = Ebola, negativi i sospetti La febbre e il protocollo «Niente rischi in Italia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074406713.PDF description§§

Estratto da pag. 18 di "GIORNALE" del 26 May 2026

Marta Bravi a pagina 18 Tornati dall'Uganda con sintomi compatibili Ipotesi malaria, poi esclusa. Bertolaso rassicura

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074406713.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074406713.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074406713.PDF tp:ocr§§ COOPERANTI DALL’UGANDA Ebola, negativi i sospetti ricoverati a Milano «Niente rischi in Italia» Marta Bravi a pagina 18 IL CASO Due cooperanti ricoverati a Milano Ebola, negativi i sospetti La febbre e il protocollo «Niente rischi in Italia» Tornati dall’Uganda con sintomi compatibili Ipotesi malaria, poi esclusa. Bertolaso rassicura Milano Falso allarme: si tratta di gastroenterite. «Gli esami virologici eseguiti presso il laboratorio di riferimento dell’Ospedale Sacco di Milano hanno dato esito negativo». A comunicarlo in serata l’assessorato al Welfare di Regione Lombardia, in riferimento ai due casi sospetti di Ebola segnalati dalla mattina. «Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici - continua l’assessore al welfare Bertolaso tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti» Riavvolgendo il nastro della giornata: due cooperanti italiani rientrati domenica dall’Uganda sono stati trasferiti ieri in via precauzionale all’ospedale Sacco di Milano, che insieme al Policlinico San Matteo di Pavia è centro di riferimento per le malattie infettive, per il possibile contagio da virus Ebola. Si tratta di una donna di 30 anni di Lurate Caccivio e un uomo di 31 anni di Bulgarograsso in provincia di Como. I due fanno parte di due nuclei famigliari differenti, impegnati in Uganda, in una zona vicina ai confini con Congo e Ruanda, come volontari per un’associazione di cooperazione cattolica, rientrati insieme in Italia domenica. Nella notte tra domenica e lunedì i due hanno manifestato febbre, in un caso febbre molto alta, nausea, vomito, diarrea con anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico. L’incubazione di Ebola può variare tra i 2 e i 21 giorni, a cui fa seguito generalmente un esordio acuto caratterizzato da febbre, astenia, mialgie, artralgie e cefalea. La diagnosi clinica è difficile nei primissimi giorni, a causa dell’aspecificità dei sintomi iniziali. Può essere facilitata dal contesto in cui si verifica il caso (l’area geografica di contagio) e dal carattere epidemico della malattia. L’assessore al Welfare Bertolaso nel primo pomeriggio azzarda «la causa più possibile è quella di malaria, magari anche cerebrale vista la situazione grave in cui versa la donna, anche perché la figlia l’ha contratta durante la permanenza in Uganda». L’altro caso, invece, «registra una temperatura corporea tra i 37,5 e i 38 gradi, con sintomi vaghi e problematiche di carattere tipico intestinale: potrebbe trattarsi di un fenomeno gastroenterico derivante da un cambio di territorio o quant’altro. Però, siccome provengono da una zona interessata in questo momento dall’epidemia di ebola, è scattato immediatamente il nostro meccanismo di vigilanza e di sorveglianza», ha precisato l’assessore. I componenti delle due famiglie sono stati sottoposti a quarantena fiduciaria al loro domicilio, in via precauzionale. Nel tardo pomeriggio arrivano i risultati dei test: «I pazienti sono negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica». Infine l’assessore non risparmia una frecciata al sindaco di Lurate Caccivio che ha lanciato l’allarme ebola: «Se questa mattina fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure – conclude l’assessore - si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative». Il rischio Ebola per l’Italia «rimane molto basso» confermava il ministero della Salute dopo l’attivazione del monitoraggio e il ricovero al Sacco di Milano per le due persone rientrate dall’Uganda. «Il Ministero monitora costantemente l’evolversi della situazione relativa al virus Ebola. Il sistema nazio nale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate». ---End text--- Author: Marta Bravi Heading: Highlight: L’ipotesi di un batterio gastroenterico. La polemica dell’assessore lombardo: «Non ci sono elementi di pericolo, si poteva evitare un’inutile allerta mediatica» Image:VERIFICHE L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso -tit_org- Ebola, negativi i sospetti ricoverati a Milano «Niente rischi in Italia» Ebola, negativi i sospetti La febbre e il protocollo «Niente rischi in Italia» -sec_org- tp:writer§§ Marta Bravi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074406713.PDF §---§ title§§ Il primato del settore sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081906704.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "MF" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081906704.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081906704.PDF', 'title': 'MF'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081906704.PDF tp:ocr§§ Tra i nomi più riconoscibili e premiati dalla raccolta fondi “fiscale” ci sono Airc, Ail e Telethon Il prImato del settore sanItarIo Bisogni universali e relazioni alla base del rapporto di fiducia N el sistema del 5 per mille, il comparto medicosanitario è uno dei più forti e riconoscibili. Intercetta bisogni universali e costruisce nel tempo un rapporto di fiducia con i contribuenti, perché la firma viene percepita come un sostegno concreto a ricerca, diagnosi, terapie e assistenza, sia per le malattie più diffuse sia per quelle rare. In questo ambito, la fiducia non dipende solo dalla comunicazione, ma anche dalla percezione di un impatto diretto e comprensibile. Tra i nomi più noti spicca Fondazione AIRC, uno dei principali beneficiari del 5 per mille e un riferimento assoluto per la ricerca oncologica in Italia. La sua forza sta nel fatto di finanziare una rete ampia di progetti, borse di studio e programmi speciali, sostenendo migliaia di ricercatori su tutto il territorio nazionale. Nel tempo AIRC è diventata per il grande pubblico uno dei simboli più riconoscibili della lotta contro il cancro, anche grazie a campagne di raccolta molto identitarie e alla presenza sio media. Accanto ad Airc si collocano altre realtà importanti della ricerca oncologica, come la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, legata all’Istituto di Candiolo Irccs, l’Ospedale San Raffaele di Milano e istituzioni come l’Istituto Europeo di Oncologia, la Fondazione Ircss Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Oncologico Veneto, il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’Irst «Dino Amadori» e l’Istituto Pascale di Napoli. In questi casi il contributo del 5 per mille sostiene strutture precise, in cui ricerca e cura convivono e rafforzano il legame con il territorio di riferimento e con la reputazione clinica. Un altro blocco molto rilevante è quello dell’onco-ematologia. AIL, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, è tra i marchi più solidi del settore: sostiene la ricerca scientifica, ma anche i pazienti e le famiglie lungo il percorso di cura, in rapporto stretto con i centri di ematologia. Qui il 5 per mille non richiama soltanto il laboratorio, ma anche l’assistenza quotidiana e la vicinanza concreta alle persone. La ricerca sulle malattie neurologiche e complesse trova un riferimento nella Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, collegata ad AISM, che sostiene studi sulla sclerosi multipla e sulle patologie correlate, oltre a iniziative per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Sul fronte delle malattie genetiche rare, Fondazione Telethon presidia un’area meno visibile al grande pubblico, ma decisiva per patologie che spesso trovano meno attenzione nei canali di ricerca tradizionali. Nel perimetro sanitario-assistenziale rientrano anche realtà che non si occupano solo di ricerca. La Lega del Filo d’Oro sostiene bambini e adulti sordociechi e con pluridisabilità psicosensoriali attraverso percorsi educativi, riabilitativi e di inclusione. La Fondazione Meyer e l’Istituto Gaslini portano invece il discorso sulla pediatria: ospedali, cura dei bambini, ricerca clinica e sostegno alle famiglie. ANT, Vidas e la Fondazione Gigi Ghirotti presidiano un’altra area delicatissima, quella dell’assistenza domiciliare, delle cure palliative e dell’accompagnamento dei malati e dei loro familiari nelle fasi più difficili. Se vuoi, posso anche fare una seconda passata in stile più giornalistico e scorrevole, oppure più istituzionale e da approfondimento economico-sociale. (riproduzione riservata) ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il primato del settore sanitario -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081906704.PDF §---§ title§§ Salute e portafoglio come vincere le sfide della longevità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074506714.PDF description§§

Estratto da pag. 39 di "REPUBBLICA" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074506714.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074506714.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074506714.PDF tp:ocr§§ Salute e portafoglio come vincere le sfide della longevità le tendenze di CARLOTTA SCOZZARI MILANO uci e ombre della longevità. Se da una parte vivere più a lungo presenta i suoi indiscutibili vantaggi, dall’altro lato la sfida è riuscire a farlo nel miglior modo possibile, sia fisico sia finanziario. Secondo la ricerca Swg commissionata da Zurich, condotta su oltre duemila italiani tra i 18 e i 64 anni, i benefici attesi da una vita più lunga sono più tempo con le persone amate, più spazio per le passioni, la soddisfazione di vedere crescere i propri nipoti. Nello stesso tempo, però, il rischio che più spaventa i baby boomer è ammalarsi o, peggio, essere costretti a sopravvivere per anni in condizioni di salute precaria. «La speranza di vita in buona salute e in piena autonomia non coincide con la speranza di vita - sottolinea Alessandro Santoliquido, global head of insurance di Unicredit e ciò vuol dire che bisogna preoccuparsi per tempo di quello che potrebbe succedere. Quando tutti i baby boomer avranno più di 70 anni cosa faremo visto che ci saranno molti lavoratori in meno e molte più persone con necessità di cura e assistenza?» si domanda Santoliquido. Come nota Renato Antonini, amministratore delegato di Zurich Investments Life, «oggi abbiamo circa 4 milioni di persone non autosufficienti, eppure l’anno scorso si sono vendute solo 130mila polizze long term care (garantiscono una rendita o un capitale in caso di perdita di autosufficienza, ndr), che ovviamente non risolvono tutti i problemi ma che offrono un’opportunità, nel quadro delle trasformazioni sociali e tenuto conto della nuova faL miglia italiana», che vede al proprio interno sempre meno componenti e persone sempre più sole. D’altra parte, anche in campo sanitario così come in quello pensionistico, la gamba pubblica farà sempre più fatica a rispondere alle necessità. «In una società molto più anziana - afferma Massimo Monacelli, general manager Generali Italia anche la salute è un bisogno che andrà sempre più tutelato. Siamo abituati ad avere un servizio sanitario eccellente in Italia ma in una società che cambia velocemente si creano particolari esigenze e non tutte possono essere soddisfatte dal sistema pubblico. Credo che oggi sia fondamentale mettere intorno al tavolo tutti gli attori del sistema al fine di raggiungere quella complementarietà che consenta di coprire il 100% delle esigenze dei cittadini». Frank Di Crocco, head of distribution Italy di Invesco, si sofferma sulla sfida finanziaria che la longevità pone: «Occorre costruire portafogli resilienti nel tempo. Se la speranza di vita è aumentata, bisogna anche avere le risorse necessarie per affrontare quei 20-25 anni che oggi ci aspettano dopo la fine del lavoro. È un po’ come una maratona: se si arriva nella parte finale senza fiato, si taglia il traguardo a fatica». «In generale - osserva Igor Garzesi, direttore generale di Banca Mediolanum - si tende a rimandare ma poi il futuro arriva, e allora il compito di una banca è rendere l’elemento astratto del futuro come qualcosa di più concreto. Bisogna far capire che è meglio investire poco da subito anziché aspettare per investire tanto. Il tempo in finanza è un grande alleato e lasciare i soldi sul conto corrente non è un’opzione». Per Marco Passafiume Alfieri, ceo di Cnp Assicura, «il vero gap è quello di conoscenza e apprendimento di tutte le opportunità a disposizione. L’investimento è da fare in educazione e in formazione, partendo dai consulenti e dai private banker. Semplificare l’accesso a informazioni e strumenti di educazione finanziaria è una nostra responsabilità come operatori professionali». Letizia Mencarini, professoressa di demografia all’università Bocconi, sottolinea che già oggi «gli over 50 producono il 34% del Pil mondiale. L’età avanzata è diventata una seconda età adulta di grande attività, anche economica. Poi, nei prossimi anni, ci sarà un enorme trasferimento di ricchezza che vedrà come protagonisti i baby boomer. Sarà allora essenziale un meccanismo di redistribuzione delle risorse per evitare ch e crescano le disuguaglianze». ---End text--- Author: CARLOTTA SCOZZARI Heading: Highlight: Gli over 50 producono il 34% del Pil mondiale l’età avanzata pone questioni di risorse finanziarie, cura e assistenza L’Italia è un caso demografico estremo in Europa. Nel 1975 c’erano 500 centenari oggi sono 22 mila nel 2050 saranno 62 mila Letizia Mencarini Docente di Demografia alla Bocconi C’è una propensione italiana a investire in asset privi di rischio ma in questo ambito il reddito fisso è molto penalizzante Alessandro Santoliquido CEO UniCredit Vita Assicurazioni Oggi ci sono quattro milioni di persone non autosufficienti ma lo scorso anno si sono vendute solo 130mila polizze long term care Renato Antonini Ad Zurich Investments Life Rimandiamo le decisioni sul futuro. Il nostro compito come banca è rendere l’elemento astratto del futuro qualcosa di più concreto Igor Garzesi Direttore Generale Banca Mediolanum C’è ancora un gap di conoscenza Occorre investire anche nella formazione e nell’educazione dei nostri consulenti Marco Passafiume Alfieri CEO CNP Assicura Image: -tit_org- Salute e portafoglio come vincere le sfide della longevità -sec_org- tp:writer§§ Carlotta Scozzari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074506714.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa e pronto soccorso: entra in corsia l'intelligenza artificiale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081606705.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "SOLE 24 ORE" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081606705.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081606705.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081606705.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa e pronto soccorso: entra in corsia l’intelligenza artificiale le best practice in ospedale Pronto soccorso, liste d'attesa, difficoltà di dialogo tra medici e pazienti, burocrazia, percorsi di cura labirintici, gestione del magazzino e dei reparti. Sono i grandi nodi che esasperano operatori sanitari e cittadini e che l'Intelligenza artificiale può aiutare a sciogliere. Per questo la Federazione che riunisce i manager che guidano le aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) ha lanciato la Call4Ideas 2026 che ha portato alla premiazione di sei progetti, in occasione dell'AI Forum Fiaso di Roma. Ampia la rosa dei partecipanti: le call avevano raccolto 48 candidature da startup e 68 proposte di progetti dalle aziende sanitarie. I sei vincitori propongono cambi di passo concreti: si va dalla piattaforma digitale “Care” che in Pronto soccorso automatizza e rende più umana la comunicazione tra personale sanitario, pazienti e caregiver tramite messaggi chiari ed empatici, ideata a Palermo dall'ospedale Arnas Ospedali Civico Di Cristina Benfratelli, all'App unica “SmartCare” che al Niguarda di Milano centralizza tutti i servizi digitali, dalle prenotazioni fino alla comunicazione diretta con i reparti. E ancora, dal progetto con cui il “Careggi” di Firenze trasforma con piattaforma AI la gestione dei magazzini di reparto sulla base dei trend di consumo, all'integrazione di Business Intelligence e Machine Learning che nella Asl Verbano Cusio Ossola (Vco) consente la migliore programmazione delle sale operatorie. Poi c'è la grande emergenza liste d'attesa: per una gestione ottimale l'Asl 3 di Nuoro ha ideato “HealthFlow” che mette in campo una soluzione AI per la gestione dinamica e predittiva delle “code” e delle risorse ambulatoriali e chirurgiche mentre il “Valtellina Data Lab” (Asst Valtellina e Alto Lario) utilizza la Banca dati assistiti per migliorare appropriatezza prescrittiva, aderenza terapeutica e presa in carico dei cronici con tanto di assistente AI multilingue attivo h24. «L'intelligenza artificiale è oggi una priorità strategica per la sanità, come indicato anche dal Governo, e va governata con responsabilità, tenendo insieme innovazione, centralità della persona, qualità delle cure ed equità di accesso spiega il presidente Fiaso Giuseppe Quintavalle . Le idee premiate da Fiaso nascono dal lavoro concreto delle aziende sanitarie e rappresentano un patrimonio prezioso per il Servizio sanitario nazionale. L'obiettivo è trasformarle in prototipi sperimentabili, misurabili e replicabili, capaci di diventare soluzioni utilizzabili nel Ssn: dalla sburocratizzazione dei processi al recupero di tempo per la cura, dalla stratificazione dei pazienti al supporto in ambiti cruciali come liste d'attesa, pronto soccorso e diagnostica». Ma non bastano le “buone idee”, avvisa ancora Quintavalle: «Perché l'AI generi valore reale, servono formazione, competenze e pieno coinvolgimento dei professionisti, che restano il cuore pulsante del Servizio sanitario nazionale. L'intelligenza artificiale non sostituisce medici, infermieri e operatori: ne deve rafforzare il lavoro, aiutando il sistema a offrire cure più tempestive, sicure e vicine alle persone». —B.Gob. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: rgob. Heading: le best practice in ospedale Highlight: Image: -tit_org- Liste d’attesa e pronto soccorso: entra in corsia l’intelligenza artificiale -sec_org- tp:writer§§ rgob. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603081606705.PDF §---§ title§§ Nuova frontiera Il 61% dei medici usa programmi AI = Medici e AI: è boom, la usa il 61% Cybersecurity priorità per le Asl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074706712.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "SOLE 24 ORE" del 26 May 2026

Barbara Gobbi —a pag. 26

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074706712.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074706712.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074706712.PDF tp:ocr§§ Nuova frontiera Il 61% dei medici usa programmi AI Barbara Gobbi —a pag. 26 Salute 24 Medici e AI: è boom, la usa il 61% Cybersecurity priorità per le Asl Sanità digitale. Tra gli specialisti utilizzo più che raddoppiato in un anno, triplica tra gli utenti ora al 36% La spesa per i servizi sanitari digitali sale a 2,7 miliardi (+9%), ma sui fondi c’è l’incognita del dopo Pnrr N el giorno in cui Papa Leone presenta la sua prima Enciclica, dedicata all’Intelligenza artificiale, arrivano gli ultimi dati a conferma della sua presenza ormai massiccia in uno degli ambiti più delicati per ogni persona: quello della salute. A metterli in fila è l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, che nel contesto di una spesa per la sanità digitale cresciuta in un anno del 9% e arrivata a 2,7 miliardi, grazie soprattutto all’input del Pnrr, dà conto di un vero e proprio exploit dell’AI. Nel 2026 l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale generativa balza infatti al 61% per gli specialisti e per i medici di famiglia, rispettivamente dal 26% e dal 46% dell’anno prima e anche per gli infermieri si va dal 19% al 37%. Quanto agli utenti, l’utilizzo più che triplica, dall’11% al 36 per cento. Ma l’ingresso dell’AI nella “realtà” quotidiana per lo più prescinde da un’implementazione strutturata così come dalle competenze. Come certifica l’Osservatorio nel report che sarà presentato oggi a Milano nelle aziende sanitarie la diffusione è limitata. Inoltre, solo il 30% dei medici è formato sull’AI e complessivamente appena il 2% degli specialisti ha competenze “buone” o “ottime” nelle quattro aree identificate: tra le conoscenze di base, solo un terzo degli specialisti è consapevole delle “allucinazioni” mentre tra le competenze legate all’uso pratico dell’AI, solo il 17% riconosce contenuti generati artificialmente. Inoltre, solo il 15% ha competenze buone o ottime nel comprendere gli impatti sui processi di gestione del cambiamento e meno della metà è consapevole che il controllo degli output prodotti dall’AI rientra nelle proprie responsabilità professionali. «L’AI rappresenta oggi il possibile nuovo salto evolutivo della Sanità digitale italiana - spiega la direttrice dell’Osservatorio, Chiara Sgarbossa -. Grazie a tecnologie sempre più avanzate e a una disponibilità senza precedenti di dati integrati e condivisi, può generare un impatto profondo su pratica clinica ed esperienza dei pazienti. La sua diffusione però - avvisa - richiede responsabilità e un giusto senso di urgenza: l’innovazione corre più veloce delle regole. La vera sfida è come governare lo sviluppo dell’AI in modo etico, sostenibile e inclusivo, definendo competenze, regole e strumenti». Parole che risuonano tanto più appropriate quando si guarda all’uso nel pubblico delle piattaforme generaliste, da ChatGpt a Copilot: del 36% di cittadini che le ha già utilizzate, quasi la metà (47%) lo ha fatto in cerca di “autodiagnosi”; mentre del 38% di pazienti che vi fanno ricorso (dal 17% del 2025) ben il 52% chiede spiegazione sui risultati di esami clinici. Intanto sono in arrivo soluzioni GenAI dedicate alla salute: il 32% dei cittadini ne ha sentito parlare (in particolare di ChatGpt Salute) e l’11% dichiara che le userebbe. La “rivoluzione AI” si afferma come ambito di interesse strategico in rapida ascesa per le strutture sanitarie (71%, pari a +8% sul 2025), in un contesto in cui la cybersicurezza resta al primo posto tra le aree prioritarie di innovazione (90%), seguita dai servizi digitali al cittadino (81%), dalla cartella clinica elettronica (76%) e dalla telemedicina (74%). Telemedicina che nel 2025 ha visto finalizzati tutti gli interventi richiesti per le piattaforme regionali (Irt) sviluppate in ambito Pnrr e che nelle aziende sanitarie ha nella televisita il servizio più presente. In ogni caso, dall’Osservatorio rimarcano come a inizio 2026 «gli effetti tangibili degli investimenti Pnrr sulla telemedicina non si sono ancora manifestati, poiché le Irt risultano attive ma ancora in fase di diffusione. Nei prossimi mesi - avvisano gli espert i sarà pertanto cruciale supportare la transizione dei professionisti dalle piattaforme attuali alle nuove Irt, favorendone la piena adozione». Intanto, tra i medici l’uso di questi strumenti resta stabile, con il 29% degli specialisti e dei medici di famiglia che hanno fatto televisite. Cresce l’impiego degli altri strumenti: il 77% degli specialisti Ssn utilizza la cartella clinica elettronica, ormai attiva nell’82% degli ospedali. E qualcosa si muove anche sul fronte Fascicolo sanitario elettronico (Fse): lo usa il 48% degli specialisti (+4%), il 67% dei Mmg (+10%) e il 30% degli infermieri (+4%), anche se permane il gap di integrazione tra i sistemi aziendali e il Fse. L’accesso degli utenti al Fse registra un +11% e riguarda il 53% dei cittadini ma resta il nodo dell’autorizzazione alla consultazione dei dati. Uno scenario in evoluzione ma ancora complesso, sintetizzato dall’Osservatorio. «Dopo la costruzione delle infrastrutture digitali per la sanità, ora la vera sfida è culturale e organizzativa: far sì che le tecnologie siano realmente adottate, che i processi siano ripensati e che le competenze si diffondano in modo capillare», sottolineano gli esperti. Una scommessa che pone il tema della sostenibilità: la scarsità di fondi è la prima barriera segnalata dalle strutture (50%) e nel post Pnrr - giunto quasi ai titoli di coda - un terzo teme un ridimensionamento dei progetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Barbara Gobbi Heading: Salute 24 Highlight: Image:chiara sgarbossa Direttrice Osservatorio Sanità Digitale Politecnico Milano giuseppe quintavalle Presidente Fiaso, la Federazione che riunisce i manager delle aziende sanitarie e ospedaliere Dall’intelligenza artificiale tra i sanitari agli investimenti delle aziende sanitarie AMBITI PRIORITARI DI INNOVAZIONE Campione di 75 aziende sanitarie. In % L’UTILIZZO DELL’AI GENERATIVA DA PARTE DEI PROFESSIONISTI SANITARI Campione di 759 medici specialisti, 137 MMG e 1.150 infermieri. Risposte in % Cybersecurity 90 Servizi digitali al cittadino 81 Cartella clinica elettronica 76 Sistemi di integrazione con sist. regionali/nazionali* 74 Servizi di telemedicina 74 Repository clinico 72 AI e machine learning 71 Sistemi di integrazione ospedale-territorio 69 Sistemi data analytics 68 Datawarehouse 65 Sistemi dipartimentali (LIS, RIS/PACS) 59 SPECIALISTI MMG INFERMIERI Utilizzo 61 61 37 Soluzioni dedicate all'uso sanitario di cui mi sono personalmente dotato 16 30 10 Soluzioni "generaliste" 90 84 87 Soluzioni dedicate all'uso sanitario fornite dall'organizzazione in cui lavoro 3 13 8 (*) Esempio FSE, ANA. Fonte: Osservatorio Sanità digitale del Politecnico di Milano -tit_org- Nuova frontiera Il 61% dei medici usa programmi AI Medici e AI: è boom, la usa il 61% Cybersecurity priorità per le Asl -sec_org- tp:writer§§ Barbara Gobbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603074706712.PDF §---§ title§§ Visite private negli ospedali In un anno tornati 40 medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075006715.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "STAMPA" del 26 May 2026

pubDate§§ 2026-05-26T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075006715.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075006715.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075006715.PDF tp:ocr§§ Il rientro dell’intramoenia nel pubblico va a rilento. Città Salute: “Arrivate 90 richieste” Il Giovanni Battista può ospitare 100 dottori ma sono rientrati in 10. Altri 30 al Regina Visite private negli ospedali In un anno tornati 40 medici IL RETROSCENA ALESSANDRO MONDO D ieci medici. Sempre che le previsioni aziendali non siano troppo ottimistiche, ci vorrà almeno un mese prima che il grosso tornino ad affluire negli spazi liberati al San Giovanni Battista Antica Sede da Thomas Schael, ex-commissario della Città della Salute, in un turbinio di annunci, prese di posizione, proteste, titoli di giornali. Sta di fatto che da giugno 2025, l’ultima volta che se ne parlò, allo Sgas, acronimo dell’ospedale, sono rientrati e visitano privatamente 10 dottori in una struttura che ha il potenziale per ospitarne un centinaio. Parliamo di intramoenia, ovvero di visite/ed esami eseguiti privatamente negli ospedali pubblici. Meglio: di un ritorno all’intramoenia o “attività intramuraria”, in senso letterale, da parte di professionisti, stante la presunta carenza di spazi, che operavano in regime privatistico nelle cliniche (si chiama intramoenia allargata). Ad aprile 2025 l’arrivo del commissario, i primi sopralluoghi, non solo allo Sgas, la constatazione che nelle strutture pubbliche di Città della Salute di superfici libere ce ne sono a iosa. In particolare allo Sgas, negli anni scorsi rinnovato e ristrutturato anche per questo scopo ma inutilizzato o utilizzato impropriamente. Da qui la mossa di Schael: un piano di rientro dal primo luglio 2025, ovvero un ritorno graduale all'interno degli ospedali della libera professione ambulatoriale con un ulteriore step a settembre. In una prima fase le direzioni mediche avrebbero assegnato gli spazi ai professionisti che esercitano in regime di intramoenia allargata e in un secondo momento a coloro che dispongono di uno studio privato, spiegava l’allora commissario a La Stampa. Quanto all esedi: da luglio si prevedevano 10 ambulatori attivi presso lo Sgas, e al pomeriggio alla Dental School, altri al Regina e al primo piano del Cto. Per i ricoveri si doveva cominciare con il Sant'Anna nel reparto pensionati al terzo piano e dall’autunno al sedicesimo piano Cto, con le nuove sale operatorie. L’operazione, peraltro, non è stata cassata ma viene portatata avanti dall’attuale gruppo di direzione. E oggi? Allo Sgas, come premesso, negli spazi liberati sono rientrati dieci medici: attualmente per le prestazioni in intramoenia è utilizzato il quarto piano e metà del terzo, in orario 16-20. L’altra metà del terzo piano, invece, è impiegata dalle 8 alle 20. «Stiamo gestendo una novantina di richieste di rientro - spiegano dalla Città della Salute -: siamo in attesa degli arredi». Meglio al Regina dove negli spazi, anche qui liberati da Schael, sono tornati a visitare 30 medici. Dove? Negli ambulatori liberi nelle ore pomeridiane. Dei propositi relativi alla Dental School, come del Sant’Anna e del Cto, si è persa traccia. Nel frattempo, si sa, Schael si è trasferito in Sardegna, come direttore dell’assessorato alla Sanità. Mentre a Torino si procede, con il contagocce. — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: Image:Il sopralluogo dell’ex-commissario Thomas Schale al San Giovanni Battista Antica Sede, dove non mancano gli spazi disponibili -tit_org- Visite private negli ospedali In un anno tornati 40 medici -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/26/2026052603075006715.PDF §---§