title§§ Su quella legge per il fine vita c'è già l'ombra della Consulta link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301758405860.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "DUBBIO" del 23 May 2026

pubDate§§ 2026-05-23T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301758405860.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301758405860.PDF', 'title': 'DUBBIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301758405860.PDF tp:ocr§§ LA MAGGIORANZA PROPONE UN TESTO CHE MODIFICA NELLA SOSTANZA QUANTO INDICATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE Su quella legge per il fine vita c^è già ÃîòÜãà della Consulta MARIO RICCIO* da ima vecchia proposta, modificata, della passata legislatura. Ora, va subito chiarito che in entrambi i casi non si discuterà di una reale legge sul fine vita, come talora si fa credere sui media. Ovvero di una legge organica che riconosca la morte medicalmente assistita. Come ormai avvenuto in molti paesi occidentali, ultima la cattolicissima Spaglia. Qui si tratterebbe semplicemente di una sorta di modesta leggo quadro elio meglio regoli tempi e modalità attuative sulla base di quanto indicato dalla Corte costituzionale nelle varie sentenze di merito, dalla 242/19 (cosidetta DJFabo/Cappato) alle successive. Stante l'inerzia del legislatore nazionale, alcune Regioni si sono già attrezzate con proprie leggi. Fondamentale in tal senso è stata l'azione prepositiva della Associazione Luca Coscioni, ma anche l'esigenza che le stesse regioni hanno di dare una risposta alle tante richieste che intanto si stanno accumulando, Persino la riluttante Regione Lombardia ha dovuto recentemente abdicare - da una iniziale posizione di chiusura - verso la pubblicazione di un documento contenente linee guida in materia. Ora, la maggioranza di governo propone un testo - fortemente identitario - che modifica nella sostanza quanto indicato dalla Corte costituzionale, come risulta evidente anche ad un modesto cultore delta materia. Si vuole, tra gli altri aspetti controversi contenuti nella proposta della maggioranza, sostituire un criterio richiesto dalla Consulta - ovvero che il richiedente debba essere "tenuto in vita da forme di sostegno vitale - con unapiù restrittiva condizione di sottoposto a "trattamenti di sostituzione d'organo". Va detto che tale innovativa dizione è mutuata da un parere che il Comitato Nazionale di bioetica ha recentemente introdotto in un suo documento. Ora, è singolare che un legislatore preferisca attenersi a un - pur legittimo - parere di valenza bioetica piuttosto che all'obbligatoria indicazione del Giudice delle leggi. È evidento chu la dizione "sostituzione d'organo" restringe - per non dire azzera - la reale possibilità di applicare la procedura. Chi scrive Io può affermare sulla propria esperienza di medico che ha già eseguito finora sei procedure di assistenza al suicidio, sulle quattordici note a livello nazionale, e segue molti casi ancora ili ò come consigliere della Associazione Coscioni che si occupa, come noto, di sostenere le richieste dei pazienti. Con tale proposta di legge, solo chi è collegalo a un ventilatore polmonare o sottoposto alla dialisi o al limite alla nutrizione artificiale potrebbe ottenere il suicidio assistito. In tal senso, va chiarito che tali pazienti non ne avrebbero neanche bisogno; per morire basterebbe che interrompessero la dipendenza da tali procedure. Inoltre, questa interpretazione esclude quelle condizioni che la stessa Corle costil ³øîïà³å ha già identifìcato e confermato - a seguito di pronunciamenti della magistratura ordinaria - come forme di sostegno vitale, quali necessità di: evacuazione artificiale dell'intestino, cateterismo vescicale, nutrizione artificiale, totale dipendenza da terzi. Ci sarebbero poi da valutare, all'intemo della proposta di legge della maggioranza, altre creative interpretazioni del contenuto delle sentenze della Corte costituzionale, come ad esempio l'esclusione del Servizio Sanitario Nazionale dal momento attuativo della procedura. In conclusione, qualora dovesse essere lale disegno, sarebbe verosimilmente destinato -al pari della legge riproduzione assistita-ad essere successivamente smontato dalla Consulta. Il tutto mentre i tanti richiedenti continuerebbero nella loro condizione di sofferenza. *MEDICO, CONSULTA DI BIOÉTICA, ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI Lek^tleltoraleKSuquclla Kinlmanajpnmtin . P IB vi » Mrta della Ñîä Hss g Hlf sa . sa ! g HI ? é é -tit_org- Su quella legge per il fine vita c’è già l’ombra della Consulta -sec_org- tp:writer§§ MARIO RICCIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301758405860.PDF §---§ title§§ Sedentarietà, peso, fumo e alcol: 1 fattori di rischio per la salute degli italiani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301764205802.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "L'IDENTITÀ" del 23 May 2026

pubDate§§ 2026-05-23T03:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301764205802.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301764205802.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301764205802.PDF tp:ocr§§ Sedentarietà, peso, fumo e alcol: i fattori di rischio per la salute degli italiani L’ISTAT METTE IN GUARDIA SUL POSSIBILE SVILUPPO DI MALATTIE I n Italia sedentarietà in decrescita, stabili eccesso di peso, consumo di alcol a rischio e abitudine al fumo. È questa la fotografia scattata dall’Istat sui principali fattori di rischio per la salute nel 2025, dunque su quegli stili di vita che potrebbero aumentare il pericolo di sviluppare anche patologie croniche. Una immagine nitida, da non sottovalutare, che racconta un BelPaese in cui lo stile sedentario cala di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024, con il problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più, mentre la quota di persone adulte in eccesso di peso è pari al 46,4%: valori stabili rispetto agli ultimi 3 anni. C’è poi un il 15,1% degli italiani, che ha almeno un comportamento di consumo di alcol a rischio mentre il 18,6% è fumatore. Quasi raddoppiato in 4 anni, invece, l’utilizzo della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato (dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025). SCARSA DIFFUSIONE DELL’ATTIVITÀ FISICA Si badi bene: poiché si tratta per lo più di comportamenti modificabili, il loro monitoraggio, la diagnosi precoce e le azioni di contrasto rappresentano interventi essenziali per il benessere psicofisico della persona. Nel confronto con i 27 paesi della Unione Europea, l’Italia presenta tassi molto bassi di obesità e una quota inferiore di fumatori abituali; tuttavia, il nostro Paese si distingue anche per la scarsa diffusione dell’attività fisica tra gli adulti, che spesso non raggiunge i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il mantenimento di un buon stato salute. Insomma, uno scenario piuttosto agrodolce in materia, uno scenario in cui la prevenzione sanitaria conta molto, moltissimo. IL PIANO NAZIONALE DELLA PREVENZIONE Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, infatti, i principali fattori di rischio, insieme alle condizioni ambientali e al contesto sociale, economico e culturale, sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili, ossia di quelle cause più frequentemente responsabili della mortalità in Italia e nel mondo. Il Piano adotta una visione integrata della salute fondata sull’equilibrio tra benessere umano, ecosistemi e ambiente, sottolineando l’importanza di interventi di prevenzione primaria fin dalle prime fasi della vita, affinché producano benefici duraturi per l’individuo, la comunità e le generazioni future. Rilevante, in questo quadro, anche la approvazione della Legge numero 149/2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. La norma prevede l’inclusione delle prestazioni per la sua cura nei Livelli Essenziali di Assistenza e istituisce un programma nazionale dedicato alla prevenzione e al trattamento. I DATI DELL’ISTAT A proposito di obesità e dell’indagine dell’Istituto nazionale di Statistica, preoccupano e non poco alcuni numeri: nel 2025 è di circa il 46,4% la quota di soggetti di 18 anni e più in eccesso di peso, tra queste il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% in condizione di obesità (5 milioni 750mila persone). Il dato è stabile rispetto a quanto registrato nell’ultimo triennio, tuttavia l’analisi degli ultimi 10 anni mette in luce un aumento di 1,3 punti percentuali, determinato dalla componente dell’indicatore relativa all’obesità, passata dal 9,8% all’11,6%. È diminuita leggermente, invece, la quota relativa al sovrappeso, passata dal 35,5% nel 2015 al 34,8% nel 2025. L’incremento dell’obesità nel tempo ha riguardato in egual misura uomini e donne, interessando soprattutto la popolazione di 18-54 anni (+2,4 punti percentuali), mentre nelle altre classi di età il fenomeno si è mantenuto relativamente stabile. ---End text--- Author: MARCO MONTINI Heading: L’ISTAT METTE IN GUARDIA SUL POSSIBILE SVILUPPO DI MALATTIE Highlight: Image:(© Imagoeconomica) -tit_org- Sedentarietà, peso, fumo e alcol: 1 fattori di rischio per la salute degli italiani -sec_org- tp:writer§§ MARCO MONTINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301764205802.PDF §---§ title§§ Farmaci per dimagrire, ormai è boom di consumi E in Borsa è un successo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301754205846.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "LIBERO" del 23 May 2026

I medicinali a base di semaglutide sono acquistabili soltanto con la ricetta Ecco quali sono i termini, quanto costano, l'efficacia ed eventuali rischi

pubDate§§ 2026-05-23T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301754205846.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301754205846.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301754205846.PDF tp:ocr§§ NATI PER IL DIABETE, USATI CONTRO L’OBESITÀ Farmaci per dimagrire, ormai è boom di consumi E in Borsa è un successo I medicinali a base di semaglutide sono acquistabili soltanto con la ricetta Ecco quali sono i termini, quanto costano, l’efficacia ed eventuali rischi ¦ Il paziente “tipo” è obeso e affetto da diabete mellito di tipo 2, malattia autoimmune che non fa produrre insulina e che in Italia interessa una platea tra i 4 e i 5 milioni di persone. C’è poi il paziente “atipico”. Quello a cui i jeans non entrano più, che quando si guarda allo specchio non si “rispecchia”, che vorrebbe dimagrire, ma senza fatica. È la platea che ha fatto la fortuna della Novo Nordisk, multinazionale con sede in Danimarca specializzata in farmaci anti-obesità e per il diabete e produttrice dei medicinali Ozempic e Wegowy. Da quando si è scoperto che l’Ozempic ha tra gli effetti collaterali quello del senso di sazietà (che appunto non fa mangiare, spazza via i calcoli delle calorie, i sensi di colpa per aver “ceduto” ad un carboidrato e cose così, con la bilancia sempre dalla parte dei chili in più), è stato un pullulare di richieste da chi malato certificato non è. Ma come si ottiene il farmaco? Per i diabetici è il medico specialista che lo prescrive. Di fronte ad un caso di obesità e diabete, studia un piano terapeutico che comprende, appunto, la cura con l’Ozempic. In questo caso, è il Servizio Sanitario Nazionale a coprire i costi del farmaco, mentre il paziente paga soltanto il ticket che varia in base alla Regione di appartenenza. E, in qualche caso, può ritirarlo anche nella propria farmacia di fiducia e non in quella ospedaliera, che a sua volta si rifornisce dai depositi regionali e non dai propri. Ma per chi diabetico non è? Le vie sono due, una ufficiale e un’altra ufficiosa. Quella ufficiale passa attraverso lo studio, anche qui, di uno specialista che prescrive il farmaco alla persona che vuole dimagrire senza sforzo. Ottenuta la ricetta - quella bianca con l’intestazione del medico e “ripetibile” -, può comprare l’Ozempic o il Wegovy, altro farmaco a base di semaglutide, e iniziare la cura. Che costicchia. Una confezione di Ozempic, una penna pre-riempita con quattro aghi e dosi per una iniezione sottocutanea alla settimana per un mese, costa circa 180 euro. Molto meno che il Wegovy, farmaco che invece serve soltanto per il trattamento dell’obesità e del sovrappeso. Il suo costo varia tra i 220 e i 380 euro al mese, a seconda del dosaggio: dal più basso, lo 0,25 mg iniziale, al più alto di 2,4 mg di mantenimento. Anche in questo caso la ricetta medica è essenziale per poterlo acquistare e in rarissimi casi è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma, essendo la ricetta “ripetibile” (e cioè si può utilizzare la stessa per più e più volte senza che la farmacia abbia l’obbligo di trattenerla), sembra che ci sia lo venda (sottobanco) senza scrupoli a chi la ricetta non ce l’ha. Magari con lo sconto. Alla fine del primo anno, la spesa può toccare i 4mila euro. Il secondo anno, considerando che entra in ballo il solo mantenimento, la cifra sale a 4.600. Ne vale la pena? Per chi cerca il dimagrimento facile non essendo diabetico e non ha problemi a mettere mano al portafogli, sicuramente è una svolta. I farmaci (che aumentano la produzione di insulina da parte del pancreas in risposta al cibo, rallentano lo svuotamento gastrico e agendo sul sistema nervoso centrale riducono il senso di fame favorendo controllo della glicemia e quindi perdita di peso), del resto, sembrano non avere controindicazioni tali rinunciarci a priori. Il solo “intoppo” è che, una volta smesso di assumerlo, i chili ritornino come prima, o più di prima. Nonostante le confezioni abbiano all’interno un prontuario che invita ad uno stile corretto di vita, il farmaco, avvertono i biologi nutrizionisti, non insegna a mangiare bene, e il rischio dunque è ritrovarsi punto e a capo. Si parla anche dell’“ozempic face”, ovvero l’effetto volto scavato e pelle poco tonica provocato da un dimagrimento veloce che il volto non riesce a gestire perché p rivato del grasso che lo sostiene. Anche l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) avverte che questa non è una “scorciatoia” per dimagrire. Ciò detto, ieri l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha raccomandato «un’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Wegovy nell’Unione europea per includere una formulazione orale per il controllo del peso». Non soltanto più iniezioni, ma anche pillole. Compresse, è la raccomandazione, da utilizzare «in combinazione con dieta e attività fisica, negli adulti con obesità o in quelli in sovrappeso con almeno una comorbilità (la presenza di più patologie, ndr) correlata al peso». Compresse che, a differenza delle iniezioni sottocutanee prescrivibili per pazienti a partire da 12 anni, sono destinate soltanto agli adulti e, anche qui, con prescrizione medica. Una pillola al giorno, a stomaco vuoto da almeno otto ore, per togliere il grasso di torno. Intanto l’industria farmaceutica che ha sviluppato questi medicinali vola molto alto. Sebbene l’europea Nova Nordisk sia produttrice dei farmaci anti-obesità più noti, non è la sola ad operare nel settore. Al punto che, dopo le previsioni di vendita del 2026, il gruppo farmaceutico è crollato in borsa del 18%, considerando anche che molti brevetti scadranno quest’anno in paesi come Brasile, Turchia, Cina, Messico, mentre in Europa bisogna aspettare il 2031. Troppa, comunque, la concorrenza. All’orizzonte, per esempio, c’è l’americana Eli Lilly, che in borsa, nell’ultimo mese, ha registrato un +139% grazie ai farmaci per perdere peso senza sforzo. Il sogno, evidentemente, di milioni di persone in tutto il mondo. ---End text--- Author: TIZIANA LAPELOSA Heading: Highlight: L’AZIONE Il farmaco imita l’ormone GLP-1 che regola la glicemia e riduce il senso di fame PRESCRIZIONE In caso di diabete e obesità, la cura con l’Ozempic è a carico del Servizio sanitario Image:I farmaci a base di semaglutide si assumono per mezzo di un’iniezione -tit_org- Farmaci per dimagrire, ormai è boom di consumi E in Borsa è un successo -sec_org- tp:writer§§ TIZIANA LAPELOSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301754205846.PDF §---§ title§§ Medici: il 61% usa già l'AI, ma c'è il nodo formazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301753805842.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "SOLE 24 ORE INSERTI" del 23 May 2026

pubDate§§ 2026-05-23T03:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301753805842.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301753805842.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE INSERTI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301753805842.PDF tp:ocr§§ Medici: il 61% usa già l’AI, ma c’è il nodo formazione Sanità L’exploit tra i dottori L’ Intelligenza artificiale segna un exploit tra i medici: il 61% oggi utilizza l’AI generativa, da ChatGpt a Copilot. Il dato, presentato in anteprima al Festival dell’Economia, arriva dall’Osservatorio Sanità digitale del Politecnico di Milano. «Preoccupa però che nel 90% dei casi si usino piattaforme non specifiche per il settore, quelle che i medici acquistano direttamente - avvisa la direttrice dell’Osservatorio, Chiara Sgarbossa -. Questo comporta potenziali rischi nel caso in cui si inseriscano dati personali del paziente o referti, senza utilizzare versioni più chiuse». Non solo: «C’è il pericolo di “allucinazioni” e cioè che le risposte non siano vere ma solo probabili e plausibili - prosegue - e per questo è importante andare verso piattaforme dedicate». A dichiararsi “formato” in tema di AI generalista è intanto appena il 30% dei professionisti: «Bisogna sviluppare competenze utili per questa vera e propria rivoluzione», conclude l’esperta. Una rivoluzione che “è già qui”, sottolinea Andrea Laghi, direttore Dipartimento Diagnostica per Immagini, Irccs Istituto clinico Humanitas : «C’è un’AI invisibile molto diffusa, dalla diagnostica per immagini alla cardiologia alla dermatologia. Idem in oncologia, dove oggi la Tac emette una dose di radiazioni del 60% più bassa rispetto a quattro-cinque anni fa, grazie a sistemi integrati di machine learning». Non solo: oggi l’AI può essere di supporto anche in contesti critici come i Pronto soccorso, con la sua capacità di riconoscere in prima battuta una frattura - ma la conferma resta al radiologo - o di assegnare priorità di visita ai pazienti più gravi. C’è poi l’AI “conversazionale” che aiuta il medico a refertare e nella relazione con il paziente. Resta però il tema di una gestione consapevole. «Il medico attuale, con le sue competenze, non può “farcela” da solo - avvisa Laghi -: serve un team multiprofessionale che includa ingegneri biomedici, ingegneri clinici, data scientist, esperti giuristi e amministrativi. Quanto alle nuove generazioni, i nostri primi laureati di Humanitas Medtec School, che unisce Medicina e Ingegneria Biomedica, sono già “nativi”», conclude. Ma intanto, a che punto è l’Italia? «L’investimento sull’intelligenza artificiale è partito solo quattro anni fa - sottolinea Domenico Mantoan, ad Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda e nel cda dell’Agenas, ma nel contesto dell’AI Act europeo, siamo stati i primi a darci una legge, fissando paletti chiari. Innanzitutto, questo strumento non può sostituire né l’uomo né il medico; poi, i dati del cittadino possono essere utilizzati “in chiaro” solo per la cura. Però oggi, perché non si crei un far west, i manager degli ospedali devono formarsi. Quanto all’assistenza sul territorio, per supportare i medici di famiglia con i pazienti cronici Agenas sta costruendo la Piattaforma ’Mia’ basata proprio sull’IA». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Barbara Gobbi Heading: Sanità L’exploit tra i dottori Highlight: Preoccupa però che nel 90% dei casi si usino piattaforme non specifiche per il settore Image: -tit_org- Medici: il 61% usa già l’AI, ma c’è il nodo formazione -sec_org- tp:writer§§ Barbara Gobbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/23/2026052301753805842.PDF §---§