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Estratto da pag. 4 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 22 May 2026

Mercoledì manifestazione a Bari. La maggioranza: «Vadano sotto Palazzo Chigi»

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090506878.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090506878.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090506878.PDF tp:ocr§§ Il centrodestra contro Decaro in piazza per l’aumento Irpef Mercoledì manifestazione a Bari. La maggioranza: «Vadano sotto Palazzo Chigi» l Il centrodestra prova a mobilitare la piazza con il «No Tax Day», mercoledì mattina prossimo, davanti alla presidenza della Regione Puglia: l’iniziativa è stata lanciato ieri «per dire no all’aumento delle tasse con l’addizionale Irpef deciso dal presidente Antonio Decaro per ripianare i debiti della sanità», con una nota congiunta dei capigruppo dei partiti di centrodestra del Consiglio regionale pugliese Paolo Pagliaro (Fratelli d’Italia), Paride Mazzotta (Forza Italia), Fabio Saverio Romito (Lega), Luigi Lobuono (Misto). La mobilitazione, spiegano, nasce «sotto la forte spinta dei tantissimi cittadini pugliesi che si ribellano a quest’imposizione». L’intento della coalizione conservatrice è di portare avanti una campagna contro l’aumento delle tasse e contro gli sprechi in sanità anche in tutti i comuni del territorio PD Stefano regionale. Dura la replica del gruppo regionale del Pd: «Adesso scoprono le piazze. Adesso il centrodestra pugliese organizza flash mob, conferenze stampa e manifestazioni. Adesso si indignano. Adesso gridano allo scandalo. E dov’erano mentre i pugliesi scendevano in strada contro il definanziamento della sanità pubblica nazionale? Dov’erano quando studenti, associazioni, volontariato e reti civiche riempivano le piazze pugliesi chiedendo pace, cessate il fuoco e diritti umani per Ga2a? Dov’erano mentre medici, infermieri, sindacati e cittadini denunciavano carenza di personale e un sistema sanitario lasciato sempre più solo?». «La verità - spiegano i dem - è che il centrodestra si muove soltanto quando pensa di poter speculare politicamente sulla rabbia dei cittadini e la cosa più grave è che lo fa usando la sanità pubblica come clava propagandistica». «Loro lo sanno perfettamente - aggiungono dal Pd - che davanti a un disavanzo sanitario esistono solo due strade: trovare le risorse necessarie oppure tagliare servizi, reparti, assistenza, personale e prestazioni». «Noi non prenderemo mai in giro i cittadini pugliesi, abbiamo scelto la strada più difficile, quella della responsabilità, perché tra la propaganda e la difesa della sanità pubblica Minerva noi scegliamo la sa- FI Paride M nità pubblica. Chi prosegue la nota dem - oggi soffia sul fuoco della rabbia senza dire la verità ai cittadini dovrebbe vergognarsi». «Vergognarsi per il silenzio tenuto in tutte le battaglie sociali di questi anni, per l’ipocrisia di chi scopre la piazza solo quando c’è da fare campagna politica. La Puglia non ha bisogno di comparse in cerca di telecamere. La Puglia - concludono i dem pugliesi - ha bisogno di persone che si assumano il peso delle decisioni difficili per garantire il diritto alla salute di tutti». Attacchi al centrodestra anche dalla civica di Antonio Decaro, Prossima. I consiglieri regionali del movimento hanno diffuso una nota per stigmatizzare la protesta strumentale dei conservatori: «Il centro destra farebbe bene a organizzare le manifestazioni sotto Palazzo Chigi. Siamo stanchi delle sceneggiate del centrodestra sempre pronto a soffiare sulla fiamma delle ansie dei cittadini e ad alimentare le polemiche senza mai fornire soluzioni adeguate ai reali bisogni dei cittadini. La verità è incontrovertibile e certificata dai numeri. Per mantenere i livelli essenziali di assistenza sanitaria i trasferimenti da parte del Governo non sono sufficienti e ciascuno di noi, secondo criteri di equità, dovrà contribuire per garantirli». Da qui la provocazione: «Se fossero stati, per assurdo, al governo della Regione avrebbero ridotto i azzotta presidi sanitari e tagliato l’assistenza domiciliare ai pazienti. Noi preferiamo lavorare quotidianamente per garantire servizi e migliorarli. Invocare le piazze a favore di telecamera non risolverà il problema. Agire su accise sui carburanti, incrementi dei costi delle forniture, perdita di potere d’acquisto, questo aiuterebbe. Ridurre la spesa militare, 45 miliardi di euro nel 2025, questo andrebbe chiesto. Ci ascuno faccia la propria parte, dicendo la verità alle cittadine e ai cittadini e lavorando per i servizi e non per le foto sui giornali e i post sui social media». [redpp] ---End text--- Author: red.pp. Heading: Highlight: LA REPLICA DEL PD «Non prenderemo mai in giro i cittadini, abbiamo scelto la strada più difficile, quella della responsabilità e della difesa della sanità pubblica» Image:PD Stefano Minerva FI Paride Mazzotta 4 PRIMO PIANO REGIONE I NODI DEL BILANCIO Venerdì 22 maggio 2026 LA REPLICA DEL PD «Non prenderemo mai in giro i cittadini, abbiamo scelto la strada più difficile, quella della responsabilità e della difesa della sanità pubblica» REGIONE A destra il governatore Antonio Decaro Il centrodestra contro Decaro in piazza per l’aumento Irpef . Mercoledì manifestazione a Bari. La maggioranza: «Vadano sotto Palazzo Chigi» Attacchi al centrodestra anche dalla civica di l Il centrodestra prova a mobilitare la piazza e cittadini denunciavano carenza di personale e con il «No Tax Day», mercoledì mattina pros- un sistema sanitario lasciato sempre più solo?». Antonio Decaro, Prossima. I consiglieri regiosimo, davanti alla presidenza della Regione Pu- «La verità - spiegano i dem - è che il centrodestra nali del movimento hanno diffuso una nota per glia: l’iniziativa è stata lanciato ieri «per dire no si muove soltanto quando pensa di poter spe- stigmatizzare la protesta strumentale dei conall’aumento delle tasse con l’addizionale Irpef culare politicamente sulla rabbia dei cittadini e servatori: «Il centro destra farebbe bene a ordeciso dal presidente Antonio Decaro per ri- la cosa più grave è che lo fa usando la sanità ganizzare le manifestazioni sotto Palazzo Chigi. pianare i debiti della sanità», con una nota pubblica come clava propagandistica». «Loro lo Siamo stanchi delle sceneggiate del centrodecongiunta dei capigruppo dei partiti di cen- sanno perfettamente - aggiungono dal Pd - che stra sempre pronto a soffiare sulla fiamma delle trodestra del Consiglio regionale pugliese Pao- davanti a un disavanzo sanitario esistono solo ansie dei cittadini e ad alimentare le polemiche lo Pagliaro (Fratelli d’Italia), Paride Mazzotta due strade: trovare le risorse necessarie oppure senza mai fornire soluzioni adeguate ai reali (Forza Italia), Fabio Saverio Romito (Lega), tagliare servizi, reparti, assistenza, personale e bisogni dei cittadini. La verità è incontroverLuigi Lobuono (Misto). La moprestazioni». «Noi tibile e certificata dai numeri. bilitazione, spiegano, nasce «sotnon prenderemo Per mantenere i livelli essenziali to la forte spinta dei tantissimi mai in giro i cittadi assistenza sanitaria i trasfedini pugliesi, abbiacittadini pugliesi che si ribellano rimenti da parte del Governo non a quest’imposizione». L’intento mo scelto la strada sono sufficienti e ciascuno di noi, più difficile, quella della coalizione conservatrice è secondo criteri di equità, dovrà di portare avanti una campagna della responsabilità, contribuire per garantirli». Da perché tra la propacontro l’aumento delle tasse e qui la provocazione: «Se fossero ganda e la difesa delcontro gli sprechi in sanità anche stati, per assurdo, al governo delin tutti i comuni del territorio la sanità pubblica la Regione avrebbero ridotto i PD Stefano Minerva noi scegliamo la sa- FI Paride Mazzotta regionale. presidi sanitari e tagliato l’assinità pubblica. Chi Dura la replica del gruppo restenza domiciliare ai pazienti. gionale del Pd: «Adesso scoprono le piazze. prosegue la nota dem - oggi soffia sul fuoco della Noi preferiamo lavorare quotidianamente per Adesso il centrodestra pugliese organizza flash rabbia senza dire la verità ai cittadini dovrebbe garantire servizi e migliorarli. Invocare le piazmob, conferenze stampa e manifestazioni. vergognarsi». «Vergognarsi per il silenzio te- ze a favore di telecamera non risolverà il proAdesso si indignano. Adesso gridano allo scan- nuto in tutte le battaglie sociali di questi anni, blema. Agire su accise sui carburanti, incredalo. E dov’erano mentre i pugliesi scendevano per l’ipocrisia di chi scopre la piazza solo quan- menti dei costi delle forniture, perdita di potere in strada contro il definanziamento della sanità do c’è da fare campagna politica. La Puglia non d’acquisto, questo aiuterebbe. Ridurre la spesa pubblica nazionale? 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CARTABELLOTTA: SENZA UNA RIFORMA ORGANICA IL SISTEMA NON REGGERÀ INTESA SUGLI INFERMIERI DALL’INDIA Prevenzione e sicurezza al via i nuovi piani Alle Regioni fondi per 200 milioni l Rafforzare la prevenzione intervenendo anche tra i giovani, a scuola, e puntando ad azioni mirate già nei primi mille giorni di vita per gettare le basi della salute futura. E poi, incentivare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Dalla Conferenza Stato-Regioni arriva il via libera a due documenti molto attesi che puntano a questi obiettivi: il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. Due ambiti cruciali per la sanità pubblica, mentre novità arrivano anche rispetto ad un’altra criticità: la carenza di infermieri. Con un’intesa appena siglata con l’India, si pongono le basi per facilitare l’arrivo di infermieri indiani nel nostro Paese. Il Piano prevenzione definisce le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l'obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Per l'attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. L’obiettivo è anche garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari e promuovere LA NOTA DI PELLEGRINI CALACE Gimbe, medici di famiglia in fuga «I farmaci anti-diabete non fanno crescere i conti» Puglia verso il vuoto assistenziale Federfarma: previsti risparmi per mezzo milione GIANPAOLO BALSAMO l In Puglia (e non solo) la medicina di famiglia sta entrando in una fase critica. La regione, già oggi alle prese con una riduzione significativa dei medici di medicina generale, rischia nei prossimi anni un vero e proprio vuoto assistenziale. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, ente indipendente che dal 1996 si occupa di ricerca, formazione e analisi delle politiche sanitarie, monitorando l’efficienza del Servizio sanitario nazionale e la qualità dell’assistenza ai cittadini. Il quadro pugliese si inserisce in una crisi nazionale profonda: tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 5.197 medici di famiglia, con un calo del 14,1%. Ma la Puglia fa molto peggio: nello stesso periodo la riduzione è stata del 26,3%, quasi il doppio della media nazionale (14,1%). «La carenza dei medici di medicina generale - ricorda Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è il risultato di una programmazione inadeguata protratta per anni, che non ha garantito il necessario ricambio generazionale. Oggi questa professione ha perso attrattività e sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa». Secondo le elaborazioni Gimbe sui dati Sisac (Struttura interregionale Sanitari convenzionati), al 1° gennaio 2025 in Puglia mancavano 279 medici di medicina generale, calcolati sul rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Un fabbisogno che rischia di ampliarsi rapidamente: te inferiore alla media nazional e (1.383), ma comunque indicativo di una saturazione che limita la libera scelta e rende sempre più difficile trovare un medico disponibile, soprattutto nelle aree urbane. «Con numeri così alti - osserva Cartabellotta - si riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenMEDICI DI FAMIGLIA L’analisi di Gimbe. Il presidente Nino Cartabellotta entro il 2028 ben 702 medici di famiglia pugliesi raggiungeranno i 70 anni, limite massimo per la pensione. Anche nell’ipotesi più ottimistica (tutti in servizio fino all’ultimo giorno e tutte le borse di studio completate) il ricambio non sarà sufficiente. Il carico di lavoro è già oggi molto elevato. Ogni medico di famiglia pugliese assiste in media 1.331 pazienti, un dato leggermentano i carichi di lavoro e peggiora la qualità dell’assistenza, soprattutto per anziani e fragili». Sul fronte della formazione, la Puglia mostra un segnale positivo ma insufficiente: nel 2025 i candidati al concorso per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati 42 in più rispetto alle borse disponibili, pari a un +27%, leggermente superiore alla media nazionale (+26%). Un dato che indica interesse, ma non compensa il calo strutturale degli ultimi anni né la fuga verso specializzazioni percepite come più attrattive e meglio retribuite. La crisi, avverte Gimbe, non può essere affrontata con misure tampone come l’innalzamento dell’età pensionabile o l’aumento del massimale di assistiti. Serve una riforma organica che ridefinisca ruolo, formazione e condizioni di lavoro dei medici di famiglia, integrandoli stabilmente nelle Case di Comunità e nella rete territoriale prevista dal Pnrr. «Senza una visione d’insieme ammonisce Nino Cartabellotta continueremo a rincorrere l’emergenza. Il dibattito politico si è incagliato per anni sulla contrapposizione tra convenzione e dipendenza, ma oggi la priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia e rendere questa professione nuovamente attrattiva». Intanto, nella vita quotidiana, cresce il numero di cittadini pugliesi senza un medico di riferimento. Un segnale che non riguarda più solo le zone rurali o montane, ma anche molte città della regione. «Se non si interviene subito - conclude il presidente della Fondazione Gimbe - il rischio è un progressivo indebolimento dell’assistenza territoriale, con conseguenze dirette sulla salute delle persone e sull’accesso al Servizio sanitario nazionale». lBARI. Federfarma nazionale replica al governatore Antonio Decaro che aveva indicato un surplus di spese per la distribuzione nelle farmacie di antidiabetici. «Sul dibattito in corso nella Regione Puglia sull’aumento della spesa sanitaria e, in particolare, di quella farmaceutica - scrive Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale - ritengo utile dare un contributo volto a chiarire alcuni aspetti tecnici relativi all’effettivo impatto del trasferimento dei farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta/Dpc (dispensazione per conto) a quella convenzionata in farmacia». «I dati Aifa relativi ai primi 10 mesi del 2025 - argomenta - evidenziano per la Regione Puglia un rilevante incremento, rispetto al 2024, del consumo di farmaci dispensati in farmacia in regime convenzionato (+403.000 ricette, equivalenti a circa 800.000 confezioni). Questo aumento, tuttavia, è imputabile ad un incremento generale dei consumi e solo in parte al trasferimento dei farmaci del gruppo delle gliptine e delle gliflozine dalla Dpc alla convenzionata. Inoltre, per valutare l’impatto sulla spesa del trasferimento di queste categorie di farFEDERFARMA Michele maci occorre tener conto che all’auPellegrini Calace mento della spesa Convenzionata corrisponde una diminuzione della spesa per farmaci erogati in Dpc. In particolare, per quanto riguarda le gliptine, i dati dell’intero anno 2025 elaborati da Promofarma indicano una riduzione della spesa complessiva nei due canali di dispensazione (Dpc e convenzionata) pari a –0,46 milioni di euro e una riduzione complessiva dei consumi calcolata in -5.131 confezioni, come risultato della riduzione dei consumi in Dpc e dell’au mento in convenzionata». «Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia conclude Pellegrini Calace - non ha quindi comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa e ha prodotto invece un risparmio pari a 0,34 milioni di euro, a seguito di due meccanismi: la diminuzione del complessivo costo medio per confezione (-0,96 euro) e il minor consumo (-5.131 confezioni)». 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Estratto da pag. 4 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 22 May 2026

Alle Regioni fondi per 200 milioni

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La maggioranza: «Vadano sotto Palazzo Chigi» Attacchi al centrodestra anche dalla civica di l Il centrodestra prova a mobilitare la piazza e cittadini denunciavano carenza di personale e con il «No Tax Day», mercoledì mattina pros- un sistema sanitario lasciato sempre più solo?». Antonio Decaro, Prossima. 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La verità è incontroverLuigi Lobuono (Misto). La moprestazioni». «Noi tibile e certificata dai numeri. bilitazione, spiegano, nasce «sotnon prenderemo Per mantenere i livelli essenziali to la forte spinta dei tantissimi mai in giro i cittadi assistenza sanitaria i trasfedini pugliesi, abbiacittadini pugliesi che si ribellano rimenti da parte del Governo non a quest’imposizione». L’intento mo scelto la strada sono sufficienti e ciascuno di noi, più difficile, quella della coalizione conservatrice è secondo criteri di equità, dovrà di portare avanti una campagna della responsabilità, contribuire per garantirli». Da perché tra la propacontro l’aumento delle tasse e qui la provocazione: «Se fossero ganda e la difesa delcontro gli sprechi in sanità anche stati, per assurdo, al governo delin tutti i comuni del territorio la sanità pubblica la Regione avrebbero ridotto i PD Stefano Minerva noi scegliamo la sa- FI Paride Mazzotta regionale. presidi sanitari e tagliato l’assinità pubblica. Chi Dura la replica del gruppo restenza domiciliare ai pazienti. gionale del Pd: «Adesso scoprono le piazze. prosegue la nota dem - oggi soffia sul fuoco della Noi preferiamo lavorare quotidianamente per Adesso il centrodestra pugliese organizza flash rabbia senza dire la verità ai cittadini dovrebbe garantire servizi e migliorarli. Invocare le piazmob, conferenze stampa e manifestazioni. vergognarsi». «Vergognarsi per il silenzio te- ze a favore di telecamera non risolverà il proAdesso si indignano. Adesso gridano allo scan- nuto in tutte le battaglie sociali di questi anni, blema. Agire su accise sui carburanti, incredalo. E dov’erano mentre i pugliesi scendevano per l’ipocrisia di chi scopre la piazza solo quan- menti dei costi delle forniture, perdita di potere in strada contro il definanziamento della sanità do c’è da fare campagna politica. La Puglia non d’acquisto, questo aiuterebbe. Ridurre la spesa pubblica nazionale? Dov’erano quando studen- ha bisogno di comparse in cerca di telecamere. militare, 45 miliardi di euro nel 2025, questo ti, associazioni, volontariato e reti civiche La Puglia - concludono i dem pugliesi - ha bi- andrebbe chiesto. Ciascuno faccia la propria riempivano le piazze pugliesi chiedendo pace, sogno di persone che si assumano il peso delle parte, dicendo la verità alle cittadine e ai citcessate il fuoco e diritti umani per Ga2a? decisioni difficili per garantire il diritto alla tadini e lavorando per i servizi e non per le foto Dov’erano mentre medici, infermieri, sindacati salute di tutti». sui giornali e i post sui social media». [redpp] LO STUDIO IN REGIONE MANCANO 279 CAMICI BIANCHI. CARTABELLOTTA: SENZA UNA RIFORMA ORGANICA IL SISTEMA NON REGGERÀ INTESA SUGLI INFERMIERI DALL’INDIA Prevenzione e sicurezza al via i nuovi piani Alle Regioni fondi per 200 milioni l Rafforzare la prevenzione intervenendo anche tra i giovani, a scuola, e puntando ad azioni mirate già nei primi mille giorni di vita per gettare le basi della salute futura. E poi, incentivare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Dalla Conferenza Stato-Regioni arriva il via libera a due documenti molto attesi che puntano a questi obiettivi: il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. Due ambiti cruciali per la sanità pubblica, mentre novità arrivano anche rispetto ad un’altra criticità: la carenza di infermieri. Con un’intesa appena siglata con l’India, si pongono le basi per facilitare l’arrivo di infermieri indiani nel nostro Paese. Il Piano prevenzione definisce le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l'obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Per l'attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. L’obiettivo è anche garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari e promuovere LA NOTA DI PELLEGRINI CALACE Gimbe, medici di famiglia in fuga «I farmaci anti-diabete non fanno crescere i conti» Puglia verso il vuoto assistenziale Federfarma: previsti risparmi per mezzo milione GIANPAOLO BALSAMO l In Puglia (e non solo) la medicina di famiglia sta entrando in una fase critica. La regione, già oggi alle prese con una riduzione significativa dei medici di medicina generale, rischia nei prossimi anni un vero e proprio vuoto assistenziale. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, ente indipendente che dal 1996 si occupa di ricerca, formazione e analisi delle politiche sanitarie, monitorando l’efficienza del Servizio sanitario nazionale e la qualità dell’assistenza ai cittadini. Il quadro pugliese si inserisce in una crisi nazionale profonda: tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 5.197 medici di famiglia, con un calo del 14,1%. Ma la Puglia fa molto peggio: nello stesso periodo la riduzione è stata del 26,3%, quasi il doppio della media nazionale (14,1%). «La carenza dei medici di medicina generale - ricorda Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è il risultato di una programmazione inadeguata protratta per anni, che non ha garantito il necessario ricambio generazionale. Oggi questa professione ha perso attrattività e sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa». Secondo le elaborazioni Gimbe sui dati Sisac (Struttura interregionale Sanitari convenzionati), al 1° gennaio 2025 in Puglia mancavano 279 medici di medicina generale, calcolati sul rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Un fabbisogno che rischia di ampliarsi rapidamente: te inferiore alla media nazionale (1.383), ma comunque indicativo di una saturazione che limita la libera scelta e rende sempre più difficile trovare un medico disponibile, soprattutto nelle aree urbane. «Con numeri così alti - osserva Cartabellotta - si riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenMEDICI DI FAMIGLIA L’analisi di Gimbe. Il presidente Nino Cartabellotta entro il 2028 ben 702 medici di famiglia pugliesi raggiungeranno i 70 anni, limite massimo per la pensione. 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Federfarma nazionale replica al governatore Antonio Decaro che aveva indicato un surplus di spese per la distribuzione nelle farmacie di antidiabetici. «Sul dibattito in corso nella Regione Puglia sull’aumento della spesa sanitaria e, in particolare, di quella farmaceutica - scrive Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale - ritengo utile dare un contributo volto a chiarire alcuni aspetti tecnici relativi all’effettivo impatto del trasferimento dei farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta/Dpc (dispensazione per conto) a quella convenzionata in farmacia». «I dati Aifa relativi ai primi 10 mesi del 2025 - argomenta - evidenziano per la Regione Puglia un rilevante incremento, rispetto al 2024, del consumo di farmaci dispensati in farmacia in regime convenzionato (+403.000 ricette, equivalenti a circa 800.000 confezioni). Questo aumento, tuttavia, è imputabile ad un incremento generale dei consumi e solo in parte al trasferimento dei farmaci del gruppo delle gliptine e delle gliflozine dalla Dpc alla convenzionata. Inoltre, per valutare l’impatto sulla spesa del trasferimento di queste categorie di farFEDERFARMA Michele maci occorre tener conto che all’auPellegrini Calace mento della spesa Convenzionata corrisponde una diminuzione della spesa per farmaci erogati in Dpc. In particolare, per quanto riguarda le gliptine, i dati dell’intero anno 2025 elaborati da Promofarma indicano una riduzione della spesa complessiva nei due canali di dispensazione (Dpc e convenzionata) pari a –0,46 milioni di euro e una riduzione complessiva dei consumi calcolata in -5.131 confezioni, come risultato della riduzione dei consumi in Dpc e dell’aumento in convenzionata». «Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia conclude Pellegrini Calace - non ha quindi comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa e ha prodotto invece un risparmio pari a 0,34 milioni di euro, a seguito di due meccanismi: la diminuzione del complessivo costo medio per confezione (-0,96 euro ) e il minor consumo (-5.131 confezioni)». [redpp] l Rafforzare la prevenzione intervenendo anche tra i giovani, a scuola, e puntando ad azioni mirate già nei primi mille giorni di vita per gettare le basi della salute futura. 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Per l'attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. L’obiettivo è anche garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari e promuovere ---End text--- Author: Redazione Heading: 4 PRIMO PIANO REGIONE I NODI DEL BILANCIO Venerdì 22 maggio 2026 LA REPLICA DEL PD «Non prenderemo mai in giro i cittadini, abbiamo scelto la strada più difficile, quella della responsabilità e della difesa della sanità pubblica» REGIONE A destra il governatore Antonio Decaro Il centrodestra contro Decaro in piazza per l’aumento Irpef . Mercoledì manifestazione a Bari. La maggioranza: «Vadano sotto Palazzo Chigi» Attacchi al centrodestra anche dalla civica di l Il centrodestra prova a mobilitare la piazza e cittadini denunciavano carenza di personale e con il «No Tax Day», mercoledì mattina pros- un sistema sanitario lasciato sempre più solo?». Antonio Decaro, Prossima. I consiglieri regiosimo, davanti alla presidenza della Regione Pu- «La verità - spiegano i dem - è che il centrodestra nali del movimento hanno diffuso una nota per glia: l’iniziativa è stata lanciato ieri «per dire no si muove soltanto quando pensa di poter spe- stigmatizzare la protesta strumentale dei conall’aumento delle tasse con l’addizionale Irpef culare politicamente sulla rabbia dei cittadini e servatori: «Il centro destra farebbe bene a ordeciso dal presidente Antonio Decaro per ri- la cosa più grave è che lo fa usando la sanità ganizzare le manifestazioni sotto Palazzo Chigi. pianare i debiti della sanità», con una nota pubblica come clava propagandistica». «Loro lo Siamo stanchi delle sceneggiate del centrodecongiunta dei capigruppo dei partiti di cen- sanno perfettamente - aggiungono dal Pd - che stra sempre pronto a soffiare sulla fiamma delle trodestra del Consiglio regionale pugliese Pao- davanti a un disavanzo sanitario esistono solo ansie dei cittadini e ad alimentare le polemiche lo Pagliaro (Fratelli d’Italia), Paride Mazzotta due strade: trovare le risorse necessarie oppure senza mai fornire soluzioni adeguate ai reali (Forza Italia), Fabio Saverio Romito (Lega), tagliare servizi, reparti, assistenza, personale e bisogni dei cittadini. La verità è incontroverLuigi Lobuono (Misto). La moprestazioni». «Noi tibile e certificata dai numeri. bilitazione, spiegano, nasce «sotnon prenderemo Per mantenere i livelli essenziali to la forte spinta dei tantissimi mai in giro i cittadi assistenza sanitaria i trasfedini pugliesi, abbiacittadini pugliesi che si ribellano rimenti da parte del Governo non a quest’imposizione». L’intento mo scelto la strada sono sufficienti e ciascuno di noi, più difficile, quella della coalizione conservatrice è secondo criteri di equità, dovrà di portare avanti una campagna della responsabilità, contribuire per garantirli». Da perché tra la propacontro l’aumento delle tasse e qui la provocazione: «Se fossero ganda e la difesa delcontro gli sprech i in sanità anche stati, per assurdo, al governo delin tutti i comuni del territorio la sanità pubblica la Regione avrebbero ridotto i PD Stefano Minerva noi scegliamo la sa- FI Paride Mazzotta regionale. presidi sanitari e tagliato l’assinità pubblica. Chi Dura la replica del gruppo restenza domiciliare ai pazienti. gionale del Pd: «Adesso scoprono le piazze. prosegue la nota dem - oggi soffia sul fuoco della Noi preferiamo lavorare quotidianamente per Adesso il centrodestra pugliese organizza flash rabbia senza dire la verità ai cittadini dovrebbe garantire servizi e migliorarli. Invocare le piazmob, conferenze stampa e manifestazioni. vergognarsi». «Vergognarsi per il silenzio te- ze a favore di telecamera non risolverà il proAdesso si indignano. Adesso gridano allo scan- nuto in tutte le battaglie sociali di questi anni, blema. Agire su accise sui carburanti, incredalo. E dov’erano mentre i pugliesi scendevano per l’ipocrisia di chi scopre la piazza solo quan- menti dei costi delle forniture, perdita di potere in strada contro il definanziamento della sanità do c’è da fare campagna politica. La Puglia non d’acquisto, questo aiuterebbe. Ridurre la spesa pubblica nazionale? Dov’erano quando studen- ha bisogno di comparse in cerca di telecamere. militare, 45 miliardi di euro nel 2025, questo ti, associazioni, volontariato e reti civiche La Puglia - concludono i dem pugliesi - ha bi- andrebbe chiesto. Ciascuno faccia la propria riempivano le piazze pugliesi chiedendo pace, sogno di persone che si assumano il peso delle parte, dicendo la verità alle cittadine e ai citcessate il fuoco e diritti umani per Ga2a? decisioni difficili per garantire il diritto alla tadini e lavorando per i servizi e non per le foto Dov’erano mentre medici, infermieri, sindacati salute di tutti». sui giornali e i post sui social media». [redpp] LO STUDIO IN REGIONE MANCANO 279 CAMICI BIANCHI. CARTABELLOTTA: SENZA UNA RIFORMA ORGANICA IL SISTEMA NON REGGERÀ INTESA SUGLI INFERMIERI DALL’INDIA Prevenzione e sicurezza al via i nuovi piani Alle Regioni fondi per 200 milioni l Rafforzare la prevenzione intervenendo anche tra i giovani, a scuola, e puntando ad azioni mirate già nei primi mille giorni di vita per gettare le basi della salute futura. E poi, incentivare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Dalla Conferenza Stato-Regioni arriva il via libera a due documenti molto attesi che puntano a questi obiettivi: il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. Due ambiti cruciali per la sanità pubblica, mentre novità arrivano anche rispetto ad un’altra criticità: la carenza di infermieri. Con un’intesa appena siglata con l’India, si pongono le basi per facilitare l’arrivo di infermieri indiani nel nostro Paese. Il Piano prevenzione definisce le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l'obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Per l'attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. L’obiettivo è anche garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari e promuovere LA NOTA DI PELLEGRINI CALACE Gimbe, medici di famiglia in fuga «I farmaci anti-diabete non fanno crescere i conti» Puglia verso il vuoto assistenziale Federfarma: previsti risparmi per mezzo milione GIANPAOLO BALSAMO l In Puglia (e non solo) la medicina di famiglia sta entrando in una fase critica. La regione, già oggi alle prese con una riduzione significativa dei medici di medicina generale, rischia nei prossimi anni un vero e proprio vuoto assistenziale. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, ente indipendente che dal 1996 si occupa di ricerca, formazione e analisi delle politiche sanitarie, monitorando l’efficienza del Servizio sanitario nazionale e la qualità dell’assistenza ai cittadini. Il quadr o pugliese si inserisce in una crisi nazionale profonda: tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 5.197 medici di famiglia, con un calo del 14,1%. Ma la Puglia fa molto peggio: nello stesso periodo la riduzione è stata del 26,3%, quasi il doppio della media nazionale (14,1%). «La carenza dei medici di medicina generale - ricorda Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è il risultato di una programmazione inadeguata protratta per anni, che non ha garantito il necessario ricambio generazionale. Oggi questa professione ha perso attrattività e sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa». Secondo le elaborazioni Gimbe sui dati Sisac (Struttura interregionale Sanitari convenzionati), al 1° gennaio 2025 in Puglia mancavano 279 medici di medicina generale, calcolati sul rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Un fabbisogno che rischia di ampliarsi rapidamente: te inferiore alla media nazionale (1.383), ma comunque indicativo di una saturazione che limita la libera scelta e rende sempre più difficile trovare un medico disponibile, soprattutto nelle aree urbane. «Con numeri così alti - osserva Cartabellotta - si riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenMEDICI DI FAMIGLIA L’analisi di Gimbe. Il presidente Nino Cartabellotta entro il 2028 ben 702 medici di famiglia pugliesi raggiungeranno i 70 anni, limite massimo per la pensione. Anche nell’ipotesi più ottimistica (tutti in servizio fino all’ultimo giorno e tutte le borse di studio completate) il ricambio non sarà sufficiente. Il carico di lavoro è già oggi molto elevato. Ogni medico di famiglia pugliese assiste in media 1.331 pazienti, un dato leggermentano i carichi di lavoro e peggiora la qualità dell’assistenza, soprattutto per anziani e fragili». Sul fronte della formazione, la Puglia mostra un segnale positivo ma insufficiente: nel 2025 i candidati al concorso per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati 42 in più rispetto alle borse disponibili, pari a un +27%, leggermente superiore alla media nazionale (+26%). Un dato che indica interesse, ma non compensa il calo strutturale degli ultimi anni né la fuga verso specializzazioni percepite come più attrattive e meglio retribuite. La crisi, avverte Gimbe, non può essere affrontata con misure tampone come l’innalzamento dell’età pensionabile o l’aumento del massimale di assistiti. Serve una riforma organica che ridefinisca ruolo, formazione e condizioni di lavoro dei medici di famiglia, integrandoli stabilmente nelle Case di Comunità e nella rete territoriale prevista dal Pnrr. «Senza una visione d’insieme ammonisce Nino Cartabellotta continueremo a rincorrere l’emergenza. Il dibattito politico si è incagliato per anni sulla contrapposizione tra convenzione e dipendenza, ma oggi la priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia e rendere questa professione nuovamente attrattiva». Intanto, nella vita quotidiana, cresce il numero di cittadini pugliesi senza un medico di riferimento. Un segnale che non riguarda più solo le zone rurali o montane, ma anche molte città della regione. «Se non si interviene subito - conclude il presidente della Fondazione Gimbe - il rischio è un progressivo indebolimento dell’assistenza territoriale, con conseguenze dirette sulla salute delle persone e sull’accesso al Servizio sanitario nazionale». lBARI. Federfarma nazionale replica al governatore Antonio Decaro che aveva indicato un surplus di spese per la distribuzione nelle farmacie di antidiabetici. «Sul dibattito in corso nella Regione Puglia sull’aumento della spesa sanitaria e, in particolare, di quella farmaceutica - scrive Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale - ritengo utile dare un contributo volto a chiarire alcuni aspetti tecnici relativi all’effettivo impatto del trasferimento dei farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta/Dpc (dispensazione per conto) a quella convenzionata in farmacia». «I dati Aifa relativi ai primi 10 mesi del 2025 - argomenta - evidenziano per la Regione Puglia un rilevante incremento, rispetto al 2024, de l consumo di farmaci dispensati in farmacia in regime convenzionato (+403.000 ricette, equivalenti a circa 800.000 confezioni). Questo aumento, tuttavia, è imputabile ad un incremento generale dei consumi e solo in parte al trasferimento dei farmaci del gruppo delle gliptine e delle gliflozine dalla Dpc alla convenzionata. Inoltre, per valutare l’impatto sulla spesa del trasferimento di queste categorie di farFEDERFARMA Michele maci occorre tener conto che all’auPellegrini Calace mento della spesa Convenzionata corrisponde una diminuzione della spesa per farmaci erogati in Dpc. In particolare, per quanto riguarda le gliptine, i dati dell’intero anno 2025 elaborati da Promofarma indicano una riduzione della spesa complessiva nei due canali di dispensazione (Dpc e convenzionata) pari a –0,46 milioni di euro e una riduzione complessiva dei consumi calcolata in -5.131 confezioni, come risultato della riduzione dei consumi in Dpc e dell’aumento in convenzionata». «Il passaggio delle gliptine alla distribuzione in farmacia conclude Pellegrini Calace - non ha quindi comportato né un aumento di consumi, né un aumento di spesa e ha prodotto invece un risparmio pari a 0,34 milioni di euro, a seguito di due meccanismi: la diminuzione del complessivo costo medio per confezione (-0,96 euro) e il minor consumo (-5.131 confezioni)». [redpp] Highlight: Image: -tit_org- Prevenzione e sicurezza al via i nuovi piani -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091006879.PDF §---§ title§§ Gimbe, medici di famiglia in fuga Puglia verso il vuoto assistenziale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091106880.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091106880.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091106880.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091106880.PDF tp:ocr§§ LO STUDIO IN REGIONE MANCANO 279 CAMICI BIANCHI. CARTABELLOTTA: SENZA UNA RIFORMA ORGANICA IL SISTEMA NON REGGERÀ Gimbe, medici di famiglia in fuga Puglia verso il vuoto assistenziale l In Puglia (e non solo) la medicina di famiglia sta entrando in una fase critica. La regione, già oggi alle prese con una riduzione significativa dei medici di medicina generale, rischia nei prossimi anni un vero e proprio vuoto assistenziale. A lanciare l’allarme è la Fondazione Gimbe, ente indipendente che dal 1996 si occupa di ricerca, formazione e analisi delle politiche sanitarie, monitorando l’efficienza del Servizio sanitario nazionale e la qualità dell’assistenza ai cittadini. Il quadro pugliese si inserisce in una crisi nazionale profonda: tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 5.197 medici di famiglia, con un calo del 14,1%. Ma la Puglia fa molto peggio: nello stesso periodo la riduzione è stata del 26,3%, quasi il doppio della media nazionale (14,1%). «La carenza dei medici di medicina generale - ricorda Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - è il risultato di una programmazione inadeguata protratta per anni, che non ha garantito il necessario ricambio generazionale. Oggi questa professione ha perso attrattività e sempre più cittadini faticano a trovare un medico vicino a casa». Secondo le elaborazioni Gimbe sui dati Sisac (Struttura interregionale Sanitari convenzionati), al 1° gennaio 2025 in Puglia mancavano 279 medici di medicina generale, calcolati sul rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Un fabbisogno che rischia di ampliarsi rapidamente: entro il 2028 ben 702 medici di famiglia pugliesi raggiungeranno i 70 anni, limite massimo per la pensione. Anche nell’ipotesi più ottimistica (tutti in servizio fino all’ultimo giorno e tutte le borse di studio completate) il ricambio non sarà sufficiente. Il carico di lavoro è già oggi molto elevato. Ogni medico di famiglia pugliese assiste in media 1.331 pazienti, un dato leggermente inferiore alla media nazionale (1.383), ma comunque indicativo di una saturazione che limita la libera scelta e rende sempre più difficile trovare un medico disponibile, soprattutto nelle aree urbane. «Con numeri così alti - osserva Cartabellotta - si riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumentano i carichi di lavoro e peggiora la qualità dell’assistenza, soprattutto per anziani e fragili». Sul fronte della formazione, la Puglia mostra un segnale positivo ma insufficiente: nel 2025 i candidati al concorso per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati 42 in più rispetto alle borse disponibili, pari a un +27%, leggermente superiore alla media nazionale (+26%). Un dato che indica interesse, ma non compensa il calo strutturale degli ultimi anni né la fuga verso specializzazioni percepite come più attrattive e meglio retribuite. La crisi, avverte Gimbe, non può essere affrontata con misure tampone come l’innalzamento dell’età pensionabile o l’aumento del massimale di assistiti. Serve una riforma organica che ridefinisca ruolo, formazione e condizioni di lavoro dei medici di famiglia, integrandoli stabilmente nelle Case di Comunità e nella rete territoriale prevista dal Pnrr. «Senza una visione d’insieme ammonisce Nino Cartabellotta continueremo a rincorrere l’emergenza. Il dibattito politico si è incagliato per anni sulla contrapposizione tra convenzione e dipendenza, ma oggi la priorità è ripensare il ruolo del medico di famiglia e rendere questa professione nuovamente attrattiva». Intanto, nella vita quotidiana, cresce il numero di cittadini pugliesi senza un medico di riferimento. Un segnale che non riguarda più solo le zone rurali o montane, ma anche molte città della regione. «Se non si interviene subito - conclude il presidente della Fondazione Gimbe - il rischio è un progressivo indebolimento dell’assistenza territoriale, con conseguenze dirette sulla salute delle persone e sull’accesso al Servizio sanitario nazionale». ---End text--- Author: GIANPAOLO BALSAMO Heading: Highlight: Image:pa di riha perso a, con un Pugl ia fa o periodo MEDICI DI FAMIGLIA L’analisi di Gimbe. Il presidente Nino Cartabellotta -tit_org- Gimbe, medici di famiglia in fuga Puglia verso il vuoto assistenziale -sec_org- tp:writer§§ GIANPAOLO BALSAMO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203091106880.PDF §---§ title§§ Pochi medici e attese lunghissime In carcere curarsi è impossibile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090706876.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090706876.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090706876.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090706876.PDF tp:ocr§§ Pochi medici e attese lunghissime In carcere curarsi è impossibile E ssere curati è un diritto che, in Italia, non si può negare neanche a chi si trova dietro le sbarre. Garantire condizioni sanitarie adeguate durante l’esecuzione della pena significa, per altro, contribuire al percorso di recupero della persona detenuta e al suo futuro reinserimento nella società. Eppure in celle affollate e malsane sono rinchiuse persone affette da patologie che, nei casi più gravi, non possono essere curate con le necessarie terapie determinando così un peggioramento e, talvolta, la morte. Secondo gli ultimi dati forniti da Antigone, il 70% circa della popolazione carceraria (al 30 aprile era di 64.436 unità) è affetto almeno da una malattia cronica psichiatrica, infettiva, cardiovascolare, oncologica, odontoiatrica o metabolica. Ma nei 189 istituti di pena mancano medici, infermieri, psichiatri e psicologi. Quelli che ci sono non bastano ad affrontare l’emergenza sanitaria che si intreccia con quella del sovraffollamento e con le altre carenze organizzative e finanziarie che pesano sul sistema carcerario. Sono circa 1.000, attualmente, i camici bianchi, precari e sottopagati, che prestano servizio nei penitenziari, uno per ogni 315 detenuti. Ne mancherebbero 1.700, secondo la Federazione italiana medici di medicina generale Fimmg-Medicina Penitenziaria. Ma le difficoltà non finiscono qui. «I detenuti che hanno bisogno di effettuare visite specialistiche e accertamenti diagnostici particolari come, ad esempio, una Tac, in strutture del Servizio Sanitario Nazionale, trovano quasi sempre ostacoli pratici e burocratici – spiega Alessandro Gargiulo, vice-presidente del Movimento Forense – perché la trafila è, come per tutti i cittadini, lunga, e le prenotazioni presso i Cup devono tenere conto delle “normali” liste d’attesa, che possono arrivare anche a sei-otto mesi. E accade spesso che il giorno stabilito per l’esame non siano disponibili agenti di polizia penitenziaria del nucleo traduzioni, perché sono in numero insufficiente e impegnati a scortare i reclusi ai processi. Così, il detenuto, non potendo essere accompagnato all’ospedale, viene riportato in cella: dovrà procedere a una nuova prenotazione e attendere chissà quanto tempo prima di fare l’esame, avere una diagnosi completa e, se possibile, potersi curare». Nella Casa Circondariale di Napoli Secondigliano (1.575 reclusi su 1112 posti disponibili) saltano in media 100 GIORNATA DELLA BIOD visite specialistiche a settimana. A gennaio, su un letto dell’ospedale Cardarelli, dove era stato trasferito da pochi giorni, è deceduto l’ergastolano Giosué Chindamo, affetto da un tumore del sangue. Stava dentro da oltre 30 anni e prima di ammalarsi aveva intrapreso un percorso di riabilitazione sociale, si era laureato, scriveva poesie, dipingeva, seguiva un cammino di fede. «Il suo legale e il Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, si erano battuti perché, ormai dichiarato dai medici malato terminale, Giosué potesse vivere i suoi ultimi giorni a casa con la figlia – denuncia Gargiulo –, le sue condizioni di salute erano incompatibili con la vita detentiva ma non c’è stato nulla da fare: nessuno si è voluto prendere la responsabilità di una decisione del genere, nemmeno di fronte a certificati e perizie mediche inequivocabili». Ci sono persone recluse che fanno, come volontari, da “badante” a compagni di cella invalidi, incapaci di vestirsi, lavarsi e mangiare da soli. «Accade a Poggioreale – dice il rappresentante del Movimento Forense – ma anche in altre carceri». È il caso, per esempio, di Andrea R., detenuto a Velletri che ha accompagnato 24 ore su 24 fino all’ultimo un detenuto di 77 anni, “Zio Pippo”, colpito da un attacco ischemico e rimasto paralizzato. «A Parma un recluso inabile non poteva entrare con la carrozzina in cella perché la porta blindata è stretta e ogni volta, fermo sulla soglia, doveva buttarsi sulla branda facendosi piegare la sedia a rotelle da uno dei suoi tre compagni» racconta un agente. Gravi problemi di salute mentale rig uardano il 12% dei detenuti. «Un fenomeno in crescita per il quale la cura dietro le sbarre è impossibile», sottolinea Antigone. Come si affronta? Ricorrendo a “isolamenti” informali in spazi inadeguati e a un diffuso uso di psicofarmaci: il 46,5% delle persone ristrette fa uso di sedativi o ipnotici, medicinali con rilevanti effetti collaterali spesso utilizzati senza un quadro diagnostico definito. Le diagnosi psichiatriche gravi sono in media il 9,5% sul totale, ogni 100 detenuti vi è una presenza settimanale di uno psichiatra per 7 ore e di uno psicologo per 16 ore. Le REMS (Residenze per l’applicazione delle misure di sicurezza) attive sul territorio nazionale sono solo 31, con una capienza totale di 709 posti. E in lista d’attesa per entrare ci sono 872 reclusi. ---End text--- Author: FULVIO FULVI Heading: Highlight: Sette carcerati su dieci, secondo i dati di Antigone, sono malati cronici, ma i dottori disponibili sono un terzo di quelli che servirebbero Ci sono detenuti che fanno da “badanti” a compagni di cella invalidi Image:Visite mediche ai detenuti all’interno di un carcere di Roma -tit_org- Pochi medici e attese lunghissime In carcere curarsi è impossibile -sec_org- tp:writer§§ FULVIO FULVI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090706876.PDF §---§ title§§ Fascicolo sanitario, due vie per l'ok del paziente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085506872.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085506872.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085506872.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085506872.PDF tp:ocr§§ FASCICOLO SANITARIO, DUE VIE PER L’OK DEL PAZIENTE Doppio binario per il consenso del paziente per il Fascicolo sanitario elettronico (FSE): non è richiesto per alimentarlo; ci vuole, invece, per renderlo consultabile dai medici, salve le situazioni di emergenza. Sono questi alcuni dei chiarimenti illustrati dalle FAQ del Garante della privacy in materia di FSE, che sono state aggiornate con integrazioni riguardanti il consenso e con alcune risposte in tema di dossier farmaceutico e di Ecosistema dati sanitari (EDS). Il FSE raccoglie dati e documenti sanitari e sociosanitari dei cittadini, generati dalle strutture sanitarie pubbliche e private. Tutte queste informazioni, dunque, sono caricate d’ufficio. Al contrario, il consenso dell’interessato, sempre revocabile, è necessario per la consultazione del FSE per finalità di cura. Peraltro, in caso di emergenza, quando il paziente è incapace di prestare il consenso, il personale sanitario ha accesso graduale al FSE per il tempo necessario alle cure in emergenza. La prestazione sanitaria è garantita anche in caso di mancato consenso o di revoca dello stesso, ma il medico che presta le cure non avrà a disposizione tutte le informazioni caricate a sistema. I periti, le compagnie di assicurazione, i datori di lavoro e i medici legali incaricati di accertare l’idoneità lavorativa o di rilasciare certificazioni necessarie per permessi e abilitazioni non hanno accesso al FSE. Sempre in fatto di sanità, con l’ingiunzione n. 308 del 29/4/2026, il Garante privacy ha inflitto a una dottoressa 5mila euro di sanzione per avere pubblicato su Internet, nella presentazione di una ricerca ad un convegno, l’immagine di un neonato malato, in una culla di ospedale, senza consenso dei genitori. Antonio Ciccia Messina ---End text--- Author: Antonio Ciccia Messina Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fascicolo sanitario, due vie per l’ok del paziente -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO CICCIA MESSINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085506872.PDF §---§ title§§ Non dimenticare lemergenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090606875.PDF description§§

Estratto da pag. 37 di "MF" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090606875.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090606875.PDF', 'title': 'MF'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090606875.PDF tp:ocr§§ Intervista al direttore sanitario del Galeazzi Pregliasco in prima linea contro le malattie infettive NON DIMENTICARE L’EMERGENZA Allarme globale Hantavirus: ecco che cosa bisogna sapere U n virus che circola da decenni in Argentina e Cile, l’Hantavirus, portatore di una grave malattia respiratoria, a inizio maggio ha fatto rimbalzare l’allarme in tutto il mondo per un focolaio segnalato a bordo di una nave da crociera che attraversava l’Atlantico, al largo delle isole Canarie. Appartiene a una specie nota, diffusa soprattutto fra i roditori, e di non facile trasmissione agli esseri umani. Eppure, il ricordo della pandemia Covid è ancora troppo recente per non destare scalpore. Il virus in questo caso sarebbe stato portato a bordo della nave, secondo fonti OMS, da due persone olandesi infettate in Sud America, che poi si sono imbarcate diffondendo il contagio. Cosa abbiamo imparato dal Covid, nel fronteggiare situazioni del genere? Siamo diventati più bravi come pazienti e come popolazione dopo pandemia, vaccinazioni, lockdown e tutto il resto, oppure no? MF lo ha chiesto al prof. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario al Galeazzi Sant’Ambrogio, un nome e un volto ben noto anche al grande pubblico per i suoi interventi. «Quando le emergenze cessano, si finisce per sedersi. Succede un po’ in tutti i campi quando i problemi si allontanano, prevenire sembra un costo superfluo, quando poi si è nell’emergenza bruscamente si realizza di non aver fatto abbastanza. Con il post-Covid è andata così. Ci siamo dimenticati dell’emergenza». Quali strascichi sono rimasti? Soprattutto due. Il primo riguarda informazioni e polarizzazione. Il Covid ha innescato un’infodemia, nemmeno le guerre in corso adesso nel mondo hanno avuto una eco così pervasiva. Ne è scaturita polarizzazione, le decisioni di sanità pubblica sono state vissute, in parte anche oggettivamente, come una forzatura, la quota di persone animate da spirito negativo si è consolidata nel rumore informativo generale. Noi esperti, ricercati dai media, siamo stati bersagliati come se fossimo corresponsabili di certe scelte. Ora che si riparla di virus, hanno ricominciato a insultarmi. Poi c’è la questione dei vaccini. Ai No-vax ideologici, quel 3-4% che ce l’ha su col mondo e con Big Pharma e Bill Gates e i poteri forti, s’è aggiunto un 10% di esitanti che sono stati ingaggiati da una fetta della politica che per opportunismo partitico ha anche qui in Italia vellicato un po’ la pancia di questa gente. Quindi, di fronte a una non auspicabile futura pandemia, saremo punto e a capo? C’è da sperare che il virus di cui si parla adesso rimanga confinato e non debordi, il rischio zero in natura e biologia non esiste. Elementi che legittimano ottimismo sulla capacità di controllare questo focolaio oggettivamente ci sono: il virus è conosciuto, esiste un test, la contagiosità interumana non è efficacissima. Sul versante istituzionale, il nostro sistema sanitario cosa ha imparato? Da pochissimo è stato aggiornato il piano pandemico. Se leggiamo il documento scopriamo che se necessario si potrà fare il lockdown, si potrà vaccinare obbligatoriamente. Il tutto quando sembrava che certe scelte dovessero restare una tantum legate al Covid. C’è poi un aspetto organizzativo in miglioramento e ci sono anche un po’ di soldi per la struttura. Ma non bastano. Lo dico da medico igienista, dirigo la scuola di specializzazione alla Statale a Milano, formo gli specialisti di sanità pubblica. Siamo gli esperti tecnici sul territorio, ci occupiamo nei dipartimenti di prevenzione di tutta la parte epidemiologica e della parte delle prescrizioni di sanità. E siamo veramente in pochi. Il settore è in sofferenza e il piano pandemico trova come vero scoglio l’essere vincolati da un Sistema di sanità pubblica spezzettato in 20 Regioni, che vanno ciascuna per la propria strada. L’hantavirus deve farci paura? Rispetto alle notizie di possibile diffusione, l’Italia non è partita benissimo e mi preoccupa anche la gestione di questo focolaio. A ruota di Trump e Milei anche da noi si le va qualche voce contro l’OMS, ma non sembra che il ministro Schillaci abbia intenzione di adeguarsi. Anche se incredibilmente l’Italia si è astenuta dall’aderire alla convenzione internazionale per l’interscambio di informazioni, su 140 nazioni analoga scelta solo per Iran, Russia e pochi altri. È una scelta che non facilita ad affrontare la situazione contingente. Perché questo focolaio è diventato un problema mondiale, riguarda sì poche persone, ma sparpagliate in tutto in tutto il mondo e scambiarsi informazioni a livello globale sarebbe importantissimo. Va bene invece la circolare italiana sull’hantavirus, segue un approccio di prudenza: quelli che sono in quarantena in Italia non è che sono malati o contagiati, sono persone che hanno sfiorato una ammalata, proprio nel senso letterale del termine e quindi con bassa probabilità di contagio. Qual è il principale problema, a suo avviso? Il punto principale è di tipo igienistico, cioè l’aspetto epidemiologico, la conferma, la notifica dei casi, gli interventi di prevenzione di isolamento e quant’altro e a livello ospedaliero, il fatto che le Regioni non agiscano in modo omogeneo rende più difficile organizzarsi per prevenire. Il tutto complicato dalla carenza di medici e di infermieri, in queste condizioni organizzare una reazione più pesante non è fattibile, già adesso siamo in condizioni limite un po’ in tutti i servizi. Dobbiamo preoccuparci dell’hantavirus? Stare in campana, metterci la mascherina se andiamo in treno? Che fare? La signora Maria non deve fare niente, né quella di Vigevano, né quella che abita in Svizzera o in Austria. In questo momento conta l’aspetto organizzativo delle strutture sanitarie. Certo, bisogna prestare attenzione, non perché ci sia una correlazione e un rischio, ma i topi abbondano e anche in Italia ci sono. Non trasmettono questo virus però ci passano la leptospirosi, le salmonelle, la tullaremia, sono coinquilini poco piacevoli e quindi è l’occasione di ricordarselo. Anche magari quando puliamo il deposito o la cantina: non sto banalizzando il concetto, ma occorre stare attenti, per esempio, a non usare la scopa per non fare lo stesso sbaglio dell’ornitologo olandese, vittima del caso indice, che in questo modo ha inalato polveri degli escrementi dei topi e ha contratto la malattia. (riproduzione riservata) Enrico Sbandi ---End text--- Author: Enrico Sbandi Heading: Highlight: Image:Fabrizio Pregliasco direttore sanitario Galeazzi Sant’Ambrogio -tit_org- Non dimenticare lemergenza -sec_org- tp:writer§§ Enrico Sbandi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090606875.PDF §---§ title§§ Stato-Regioni: sì al piano perla sicurezza sul lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085206873.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "SOLE 24 ORE" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085206873.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085206873.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085206873.PDF tp:ocr§§ sì anche al piano prevenzione Stato-Regioni: sì al piano per la sicurezza sul lavoro La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera ieri alla Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. «L’Italia si dota per la prima volta di uno strumento condiviso in materia», sottolinea il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «La prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro diventano finalmente oggetto di un piano strutturale e vincolante a livello nazionale che rafforza la sinergia tra Stato, Regioni e Enti preposti. Da oggi - afferma Schillaci - disponiamo di una strategia organica, capace di orientare in modo coordinato le azioni di prevenzione, vigilanza e formazione, su tutto il territorio nazionale per i prossimi cinque anni. Abbiamo gettato le basi per un profondo cambiamento nel modo di affrontare il tema coinvolgendo con compiti chiari tutti gli attori». Sempre ieri la Conferenza Stato Regioni ha dato l’intesa anche sul Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2026–2031. Per l’attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. Per l’attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Stato-Regioni: sì al piano perla sicurezza sul lavoro -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203085206873.PDF §---§ title§§ Farmaci: l'Europa rischia di perdere ricerca e innovazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090406877.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "SOLE 24 ORE INSERTI" del 22 May 2026

pubDate§§ 2026-05-22T04:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090406877.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090406877.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE INSERTI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090406877.PDF tp:ocr§§ Farmaci: l’Europa rischia di perdere ricerca e innovazione Salute. Tra dazi Usa e avanzata cinese, il farmaco è diventato campo di battaglia geopolitico Il confronto tra il presidente Aifa Robert Nisticò e il ceo di Angelini Pharma Sergio Marullo di Condojanni N on è più una questione sanitaria. O almeno, non soltanto. Il farmaco è diventato moneta di scambio in una partita che si gioca su tre tavoli: commerciale, industriale e geopolitico. È il quadro emerso al Festival dell’Economia di Trento, dove Robert Nisticò, presidente di Aifa, e Sergio Marullo di Condojanni, Ceo di Angelini Pharma, si sono confrontati nel panel “La guerra dei farmaci”. Al centro del dibattito, la politica dell’amministrazione Trump e le sue ricadute sull’Europa. Gli Stati Uniti usano ogni leva - dazi, accordi sui prezzi, incentivi - per riportare produzione e ricerca sul proprio territorio. Sullo sfondo, la Cina che avanza come nuova potenza del biotech. E un’Europa che guarda, spesso in ordine sparso. Sul rischio di una fuga definitiva dell’innovazione farmaceutica, Nisticò sceglie le parole con cura. Più che di un esodo, si tratta di qualcosa di più sottile. «Non credo che gli Stati Uniti possano richiamare nel loro territorio tutta la ricerca clinica e l’innovazione del pianeta-, ha detto il numero uno di Aifa -, ma il rischio è una progressiva perdita di centralità competitiva dell’Europa, che potrebbe ridurne il peso strategico nei prossimi decenni». Il nodo è strutturale: «Il nostro ecosistema è più frammentato, meno efficiente e con meno risorse assegnate». I tempi di approvazione di Ema superano i 400 giorni in media. E una volta ottenuto il via libera centrale, un farmaco deve attraversare le negoziazioni di rimborso nei singoli Stati membri, con ritardi fino a 500 giorni aggiuntivi. In Italia, poi, la frammentazione è amplificata dalle Regioni. Marullo di Condojanni porta dati che non lasciano spazio all’ottimismo. Solo il 39% dei nuovi farmaci è reso disponibile ai pazienti europei, contro l’85% negli Usa. Il tempo mediano di accesso in Ue è di 540 giorni dall’autorizzazione. «Questo non è un dato congiunturale -, ha precisato il Ceo di Angelini Pharma -: riflette una traiettoria strutturale che si sta accentuando». Sul meccanismo del Most Favored Nation (Mfn) - la politica di Trump che aggancia i prezzi americani ai più bassi nel mondo - il rischio individuato va oltre le tariffe: «Non è un abbassamento del prezzo dei farmaci: è la progressiva riduzione dei lanci sul mercato europeo». Nei dieci mesi successivi all’introduzione del Mfn, i nuovi lanci in Europa sono calati di un ulteriore 35-40%. Sul fronte delle catene di fornitura, la crisi nello Stretto di Hormuz ha reso visibile una fragilità già nota. L’Europa dipende dall’Asia per il 7075% dei principi attivi farmaceutici. «È il terzo shock in quattro anni, dopo l’Ucraina e la crisi del Mar Rosso - ha osservato Marullo di Condojanni. Non si tratta di eventi eccezionali: è la manifestazione ricorrente di una vulnerabilità strutturale non ancora risolta». Nisticò, più cauto, guarda all’accordo europeo sul Critical Medicines Act raggiunto il 12 maggio: «La direzione sembra quella giusta: iniziare a ragionare come continente per rispondere a sfide di portata planetaria». La chiusura del panel ha messo a fuoco la domanda centrale: se l’Europa non cambia passo nei prossimi cinque anni, quale rischio è più concreto - perdere investimenti, innovazione o accesso alle cure? Marullo di Condojanni è diretto: «I tre rischi non sono alternativi, sono sequenziali. Ma il più vicino nel tempo è l’accesso alle cure. Perché è già in corso». Il 64% delle aziende considera probabile ritardare o rinunciare ai lanci in Ue nel breve periodo, percentuale che sale all’82% nel lungo. «Ogni ritardo nel lancio di una terapia non è un inconveniente: è una frattura nella presa in carico del paziente» sottolinea il Ceo di Angelini Pharma. Nisticò sceglie un’altra prospettiva: «Non dobbiamo rincorrere a tutti i costi gli investimenti. Dobbiamo costruire un ecosistema di ricerca e assisten za che li attragga naturalmente, attraverso la formazione, i centri pubblici e il merito». La domanda finale resta aperta: nella nuova geopolitica del farmaco, l’Europa vuole essere un mercato o vuole restare una potenza? La risposta, per ora, non è arrivata. Ma l’urgenza di darla non può più aspettare. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesca Cerati Heading: Highlight: Marullo (Angelini): solo il 39% dei nuovi farmaci è reso disponibile ai pazienti Ue contro l’85% negli Usa Image:Sul palco. Da sinistra: Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Pharma; Francesca Cerati del Sole 24 Ore e Robert Giovanni Nisticò, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. -tit_org- Farmaci: l'Europa rischia di perdere ricerca e innovazione -sec_org- tp:writer§§ Francesca Cerati guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/22/2026052203090406877.PDF §---§