title§§ Premiato "Attiviamoci!"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701657204838.PDF
description§§
Estratto da pag. 24 di "AZIONE VENETO" del 17 May 2026
pubDate§§ 2026-05-17T06:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701657204838.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701657204838.PDF', 'title': 'AZIONE VENETO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701657204838.PDF
tp:ocr§§ SACILE / L’OSCAR DELLA SALUTE 2026 AL PROGETTO PER IL CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE Premiato “Attiviamoci!” I l Comune di Sacile si aggiudica l’Oscar della Salute 2026 e lo dedica ad Anna Zanfrà. Nei giorni scorsi il sindaco Carlo Spagnol ha ritirato a Roma il riconoscimento nazionale promosso dalla Rete Italiana Città Sane – OMS per valorizzare le migliori esperienze dei Comuni italiani nella promozione della salute e del benessere delle comunità. A ottenere il premio, nell’ambito della diciannovesima edizione del bando, è stato il progetto “Attiviamoci!”, candidato dalla Città di Sacile in collaborazione con il Distretto sociosanitario Livenza, Cansiglio, Cavallo e Voce Donna: un’iniziativa innovativa di prevenzione e contrasto alla violenza di genere che punta sulla formazione degli operatori del settore beauty come “agenti sentinella”, capaci di riconoscere segnali di violenza, intercettare situazioni di fragilità e orientare le persone verso i servizi competenti del territorio. Il progetto, basato su lezioni teoriche, role play e simulazioni pratiche, costruisce una rete diffusa di professionisti di prossimità e si distingue anche per la sua trasferibilità, potendo essere replicato in altri contesti territoriali e adattato ad altre categorie professionali legate ai servizi alla persona. «L’Oscar della Salute 2026 rappresenta per Sacile un riconoscimento importante, perché premia non solo la qualità di un progetto, ma anche una visione: quella di una città che sceglie di investire sulla prevenzione, sulla prossimità e sulla costruzione di alleanze territoriali. “Attiviamoci!”’ è il frutto di un lavoro condiviso che mette insieme istituzioni, servizi e realtà del territorio per affrontare un tema delicato come la violenza di genere con strumenti innovativi e replicabili. Vogliamo anche dedicare il premio alla memoria della compianta Anna Elsa Zanfrà che mi ha preceduto nella rappresentanza della Rete», ha spiegato Francesco Morabito, assessore con delega alla Rete Città Sane Oms del Comune di Sacile. L’edizione 2026 dell’Oscar della Salute ha visto la partecipazione di numerosi progetti provenienti da tutta Italia. Le candidature sono state valutate anche da una giuria di esperti esterni promossa dalla Rete, sulla base della qualità, dell’impatto, dell’innovazione e della trasferibilità delle esperienze presentate. A decretare il successo sacilese è stata una commissione valutatrice composta da rappresentanti scientifici di autorevoli realtà istituzionali e del mondo della ricerca, tra cui TEHA Group - The European House - Ambrosetti, Fondazione GIMBE, Federsanità, Istituto Superiore di Sanità, Università degli Studi di Bergamo, Sport e Salute, ANCI, Health Cities Institute, Università diRoma “Foro Italico” e la Società Italiana di Scienze Motorie e Sportive (SISMeS). Francesca Ceccato ---End text--- Author: Francesca Ceccato Heading: Highlight: Image: -tit_org- Premiato “Attiviamoci!” -sec_org-
tp:writer§§ Francesca Ceccato
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701657204838.PDF
§---§
title§§ Case di comunità vuote, Gemmato ora silura Schillaci
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051702189502013.PDF
description§§
Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 17 May 2026
pubDate§§ 2026-05-17T02:26:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051702189502013.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051702189502013.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051702189502013.PDF
tp:ocr§§ Case di comunità vuote, Gemmato ora silura Schillaci PNRR IN SCADENZA I l sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, farmacista di professione, ha scelto il momento più delicato per mettere ancora una volta in difficoltà il ministro Orazio Schillaci. Con il Pnrr ormai agli sgoccioli e le Regioni che cercano disperatamente medici per evitare che le nuove Case di Comunità restino vuote, l’esponente di Fratelli d’Italia ha bocciato pubblicamente l’ipotesi di assumere medici di famiglia come dipendenti pubblici. “FdI resta contraria all’ipotesi di far diventare medici di famiglia e pediatri dipendenti pubblici. La via prioritaria non può che essere la convenzione”, ha spiegato. Un posizionamento a cui ha fatto subito eco la Fimmg – la potente Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) – d’accordo con la linea espressa da FdI. Una mossa per dare un colpo al cerchio e uno alla botte: da un lato rassicurare l’elettorato medico e le sigle più corporative, dall’altro tentare di non scontentare le Regioni, vicine al collasso. Un equilibrio che non regge la penuria di medici. Il problema è che il tempo è quasi scaduto. Entro sei settimane dovrebbero essere pienamente operative almeno 1.038 Case di Comunità dotate di servizi e personale sanitario, e Schillaci arriva a questo appuntamento con una riforma nei fatti modesta (preve- L’UOMO DI FDI de solo un passaggio su base volontaria C O N T RO dei medici da convenzionati a dipendenti) e bloccata ancora al nastro di partenza. LA RIFORMA: Ma Gemmato non è solo: il secondo siluro “NO AI SANITARI contro la riforma era già partito da Forza Italia, con la capogruppo al Senato Stefa- DIPENDENTI” nia Craxi e il vicepremier Antonio Tajani che hanno bocciato la proposta. Uno scenario di scontro dove si è inserita la Fimmg. Il segretario Silvestro Scotti ha prima tentato la carta del “va tutto bene”, sostenendo che il nuovo Accordo Collettivo Nazionale basta e avanza a coprire i turni. Poi, alla comparsa del decreto, ha alzato lo scontro denunciando il mancato confronto e agitando la “minaccia nucleare”: il ricorso alla Corte costituzionale. Di fatto, però, i medici di famiglia hanno già accettato un’attività oraria obbligatoria nelle strutture territoriali, il cosiddetto “debito orario”, che viene quantificato in sole quattro ore settimanali nelle Case di Comunità. Questo, unito alla disponibilità di circa 15mila medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) e i sostituti, potrebbe bastare a coprire i turni festivi e notturni, ma lascerebbe scoperte le aree “disagiate”, cioè quelle interne, montane e periferiche), dove i medici di famiglia non vogliono andare. La verità è che il modello convenzionato puro, conti alla mano sembra clinicamente morto. In Italia, secondo Gimbe, mancano già oggi oltre 5.700 medici di famiglia; tra il 2019 e il 2024 il personale è calato di 5.197 unità e in 18 regioni su 20 la carenza è cronica. Tra il 2026 e il 2035 andranno in pensione circa 39.000 medici dipendenti e 20.000 convenzionati. Orazio Schillaci si ritrova così a fine mandato stretto tra una riforma che non parte, Case di Comunità che rischiano di restare vuote, una maggioranza che lo smentisce e il rischio sempre più concreto di non avere più abbastanza medici per garantire il diritto alla salute, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: PNRR IN SCADENZA Highlight: L’UOMO DI FDI CONTRO LA RIFORMA: “NO AI SANITARI DIPENDENTI” Image: -tit_org- Case di comunità vuote, Gemmato ora silura Schillaci -sec_org-
tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051702189502013.PDF
§---§
title§§ Intervista a Giuseppe Banderali - A diventare centenari si comincia da piccoli
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701996903163.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "CORRIERE SALUTE" del 17 May 2026
pubDate§§ 2026-05-17T03:56:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701996903163.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701996903163.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701996903163.PDF
tp:ocr§§ A diventare centenari si comincia da piccoli Uno stile di vita sano sin dalle prime fasi della vita, già dal periodo fetale, è in grado di modificare profondamente e concretamente la predisposizione genetica a sviluppare molte patologie responsabili di un invecchiamento precoce e delle sue conseguenze C orretta alimentazione, attività fisica costante, buone relazioni sociali. Oggi sappiamo che sono questi i pilastri non solo per vivere più a lungo, ma per vivere meglio. Quello che ancora non è molto noto è che le fondamenta per la longevità si cominciano a gettare già nell’infanzia, persino durante la vita fetale. La salute si costruisce giorno dopo giorno, in base anche agli stili di vita adottati dai genitori. A spiegarlo è il professor Giuseppe Banderali, pediatra, che anticipa al Corriere i contenuti del suo intervento «La longevità si costruisce alla nascita» in programma al Milan Longevity Summit (si veda box). Professore, quando si parla di longevità bisogna partire dall’infanzia? «Non solo dall’infanzia, ma addirittura dai primi mille giorni di vita, cioè già durante la gravidanza. C’è una solida evidenza scientifica che individua un imprimatur. L’età pediatrica è un momento unico e irripetibile della vita: il modo in cui la si affronta determina l’adulto - e poi l’anziano - che saremo. Promuovere prevenzione e abitudini corrette mette le basi per una vita più lunga e più sana». Quali sono i fattori associati a un invecchiamento in salute? «Oggi se ne riconoscono cinque: genetici, immunologici, endocrini, ambientali e legati allo stile di vita. Ma se la genetica spiega circa il 20-30% della variabilità della longevità, alimentazione, attività fisica, comportamenti salutari e aspetti psicosociali sembrano responsabili di più del 50%». Il ruolo dei geni è stato ridimensionato? «Con la mappatura del gene umano, 25 anni fa, sembrava che il nostro destino fosse tutto, o quasi, scritto nei geni. Poi è emersa l’importanza dell’epigenetica, ovvero quel ponte tra i geni e l’ambiente in cui cresciamo. Ognuno di noi ha un assetto genetico ma, con i fattori ambientali e lo stile di vita, possiamo ridurre molto, in certi casi addirittura silenziare, eventuali effetti negativi di alcune predisposizioni». Può fare un esempio? «Le donne con mutazione Brca1 hanno un alto rischio di sviluppare un tumore al seno, ma l’allattamento esclusivo per almeno sei mesi ne riduce la probabilità». I genitori, quindi, possono cambiare la traiettoria di salute dei figli? «Esatto. Mio padre è mancato a 97 anni, mia madre a 94, mia nonna a 100. Una buona base, ma non basta. Le scelte quotidiane dei genitori possono incidere profondamente sulla salute futura dei figli. Pensiamo ai bambini adottati: molti crescono sani nonostante condizioni genetiche sfavorevoli. Esiste un diritto alla salute, ma anche un dovere. Uno stile di vita corretto può persino annullare alcune predisposizioni». Su cosa bisogna puntare? «Dieta sana: ci siamo allontanati da quella mediterranea, prendendo le abitudini dalla Western Diet (dieta occidentale), ricca di cibi ultraprocessati e responsabile dell’incremento dell’infiammazione, associata all’aumento di obesità, diabete, patologie cardiovascolari, demenza. Movimento: almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata-intensa per bambini e adolescenti. Sonno, che regola il metabolismo, migliora la memoria e rafforza il sistema immunitario (10-13 ore a notte dai 3 ai 5 anni; 9-12 tra i 6 e i 12 anni). Sono aspetti su cui i genitori sono informati, ma ce ne sono altri su cui c’è ancora molto da fare». Su quali altri aspetti bisogna puntare? «La psiche, se viene rafforzata nei primi mille giorni di vita, renderà il bambino un adulto resiliente, dotato di maggiore forza per far fronte agli stress che nel corso della vita dovrà affrontare. Inoltre, è fondamentale crescere in un ambiente affettivo sicuro, sviluppare competenze sociali e sostenere relazioni positive». Nel 2026, per la prima volta e a causa dell’allungamento della vita, si contano otto generazioni che convivono nello stesso arco
di tempo: dai Founder ai neonati Beta. Le generazioni future vivranno ancora più a lungo? «Abbiamo le conoscenze per arrivare potenzialmente a 120 anni, una vita non solo più lunga ma più sana. Ma l’ecosistema internazionale è fatto anche di guerre, minacce nucleari, surriscaldamento del pianeta, inquinamento che influenza il futuro di tutti. Su una cosa, però, abbiamo il controllo: per i nostri figli possiamo fare molto». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Cristina Ravanelli Heading: Highlight: Chi è ? Giuseppe Banderali è direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. È stato componente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute, dove si è occupato dell’organizzazi one e della formazione sanitaria in particolare nel campo della nutrizione pediatrica e della promozione dell’allattament o al seno. Non solo Dna Molti bambini, anche adottati, crescono sani nonostante condizioni genetiche sfavorevoli Per i bambini Dieta mediterranea, un’ora di attività fisica al giorno e almeno 9 ore di sonno a notte L’infanzia È un momento unico e irripetibile: determina l’adulto e poi l’anziano che saremo Image:2026: per la prima volta nel mondo otto generazioni Founder (nati prima del 1924): hanno posto le basi della società attuale Generazione Silent (1925-1945): mettono al centro la stabilità (lavoro, famiglia, ordine sociale) Baby Boomer (1946-1964): la generazione della prosperità e delle trasformazioni sociali Generazione X (1965 -1979): si dividono tra il mondi analogico e digitale Fonte: Il secolo delle generazioni di Isabella Pierantoni (Il Mulino) Millenial (1980-1994): sono la prima generazione digitale, ma con un’infanzia analogica Gen Z (1995-2009): nativi digitali, tendono ad avere meno illusioni e più realismo Gen Alpha (2010-2024): iper-digitali, crescono in un ambiente ricco di stimoli, tra pandemia e crisi climatiche Gen Beta (2025-2039): nativi dell’intelligenza arti?ciale, educati alla complessità, sono una generazione «in costruzione» CdS -tit_org- Intervista a Giuseppe Banderali - A diventare centenari si comincia da piccoli -sec_org-
tp:writer§§ Cristina Ravanelli
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701996903163.PDF
§---§
title§§ Calabria, medici cubani cacciati: " Ora gli africani " = Calabria, Trump caccia i medici cubani : " Cercheremo in Africa "
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998803150.PDF
description§§
Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 17 May 2026
pubDate§§ 2026-05-17T03:55:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998803150.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998803150.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998803150.PDF
tp:ocr§§ PER ORDINE DI TRUMP Calabria, medici cubani cacciati: “Ora gli africani” RIA SANITÀ MALATA L’inviato Usa al presidente Occhiuto: “Deve liberare la Regione” dai dottori castristi. “E io gli ho detto: con chi li sostituisco?” Calabria, Trump caccia i medici cubani : “Cercheremo in Africa” q CAPORALE E DI BENEDETTO A PAG. 14 LA STORIA » Antonello Caporale H INVIATO A POLISTENA (REGGIO CALABRIA) onduregni, indiani, forse anche venezuelani e argentini. A suo modo è una flotilla la seconda spedizione umanitaria di Medici senza frontiere che sta per atterrare a Lamezia Terme, nell’istmo che divide il mar Tirreno dallo Ionio. Non è Ga2a la terra sconsolata da accudire, è la Calabria che dopo aver trovato in Cuba il primo pronto soccorso, ora cerca nel mondo una soluzione bis per i suoi ospedali ancora bucati, per i padiglioni ancora vuoti di medici, per le radiologie scarse di ecografisti, le sale operatorie senza chirurghi, le rianimazioni senza anestesisti. UN MIGLIAIO DI SANITARI mancherebbero all’appello nella medicina di base e in quella ospedaliera giacché, negli anni, un rovinoso turn over ha piallato ogni capacità di reazione delle Asl e gli sprechi, le infiltrazioni della ’ndrangheta (l’azienda sanitaria di Reggio Calabria per esempio per due volte sciolta per mafia) e il commissariamento (ora concluso) che ne è seguito hanno sigillato la cassa, e l’imbuto dell’inferno ha trascinato la sanità in una strada senza uscita. “Più di una volta sono stata sul punto di chiudere interi reparti per mancanza di personale”, dichiarò, quando la crisi sembrava invincibile, Lucia Di Furia, direttrice generale delle strutture ospedaliere reggine. Ciononostante, poche settimane fa, si presenta nell’ufficio di Roberto Occhiuto, presidente della Regione, Mike Hammer, incaricato d’affari Usa a Cuba, preoccupato che l’isola caraibica, contro la quale Trump ha intentato la guerra finale, fosse vista con favore da questa porzione d’Italia e addirittura eletta a vascello salvatore, stella lucente nel cielo altrimenti buio dell’egoismo nazionale. “Mi chiede di liberare la Calabria dai medici cubani, rimandarli all’Avana. Gli rispondo: con chi li sostituisco? Ci sono medici americani in giro?”. In giro, per Occhiuto, c’è solo una possibilità: cercare nell’altra parte del globo ciò che è indispensabile alla vita della Calabria. “Abbiamo quindi promosso questo reclutamento straordinario di medici in Europa e fuori dai confini dell’Unione, soluzione intermedia, in attesa di aggredire dalle fondamenta il problema”. In questi ultimi anni qualcosa è comunque andato avanti, tre ospedali sono in fase di costruzione o di ultimazione. Nella Sibaritide un grande plesso è quasi pronto, a Vibo Valentia si dovrebbe essere vicini alla conclusione dei lavori. Palmi è un caso a parte. Milioni di euro, qui se ne contano per E I P P A D centinaia, bruciati sull’altare dell’incompetenza e del familismo: il progetto sbagliato, nel senso tecnico della parola, per l’ospedale mai nato. Le montagne che si susseguono e rendono lenti i collegamenti e sempre difficili i soccorsi hanno prodotto morti ingiustificabili e qualche rimorso nel sistema ha fatto vincere la testarda battaglia di resistenza ai cittadini di Cariati, sul lato ionico della Regione, per una sanità pubblica disponibile anche nelle contrade sperdute. “Esiste un deficit di autostima – spiega Ferdinando Laghi, consigliere regionale –e una disponibilità ad accettare senza indignarsi la supremazia del potere, a ritenere del tutto irrilevanti azioni pubbliche che deturpano il territorio o rendono la vita difficile a chi ci vive. Abbiamo per esempio anche noi una terra dei fuochi, circa 130mila tonnellate di schifezze che inquinano e rendono tossica la nostra esistenza. Ma è un dato spesso non valutato come indice di una situazione allarmante vista come la consueta e intramontabile capacità di sa? ARE E ORI per fare male le cose e non dover renderne conto. Il malgoverno come principio e destino”. DEI CIRCA 500 MEDICI giunti tre anni fa da L’Avana ne sono rimasti in attività
330, tutti integrati nelle strutture regionali. Nella Piana di Gioia Tauro, dove le condizioni ambientali sono più sfavorevoli e il sistema sanitario praticamente collassato, l’arrivo dei cubani ha permesso agli ospedali di non chiudere. Michele Tripodi, sindaco di Polistena: “Sono medici attenti, particolarmente competenti, apprezzati. Si sono sintonizzati con la nostra gente e hanno offerto sentimento e solidarietà. Hanno cioè quel che sembra mancare a tanti: umanità, connessione sentimentale, ottimismo della volontà”. Ariel Amaury, ginecologo de L’Avana: “Quando siamo partiti ci siamo detti: che strano vedere la nostra brigata chiamata in soccorso dell’Italia. La destinazione, prima d’ora, è stata sempre l’Africa o il Venezuela, la Colombia, posti così. Poi però il mondo gira...”. ---End text--- Author: Antonello Caporale Heading: Highlight: E ADESSO? IL BANDO PER CERCARE PERSONALE ANCHE FUORI DALL’UE LE REAZIONI ROBERTO OCCHIUTO “ MIke Hammer mi ha chiesto di liberare la Calabria dai medici cubani, rimandarli all’Avana. Gli rispondo: con chi li sostituisco? Ci sono medici americani in giro? ARIEL AMAURY “ Alla partenza ci siamo detti: strano vedere la nostra brigata chiamata in Italia. Le destinazioni finora erano sempre Africa, Venezuela, Colombia, posti così. Poi però il mondo gira... MICHELE TRIPODI “ Si sono sintonizzati con la nostra gente e hanno offerto sentimento e solidarietà. Hanno quel che sembra mancare a tanti: umanità, ottimismo della volontà, connessione sentimentale Image:Le minacce I medici cubani sono arrivati in Calabria durante la pandemia FOTO ANSA -tit_org- Calabria, medici cubani cacciati: “ Ora gli africani ” Calabria, Trump caccia i medici cubani : “ Cercheremo in Africa ” -sec_org-
tp:writer§§ Antonello Caporale
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998803150.PDF
§---§
title§§ Stangata Irpef da 241 milioni così la Puglia «salva» la sanità
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998903151.PDF
description§§
Estratto da pag. 2 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 17 May 2026
Le nuove aliquote retroattive da gennaio: il 61% è a carico del 27% dei cittadini
pubDate§§ 2026-05-17T03:55:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998903151.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998903151.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998903151.PDF
tp:ocr§§ Stangata Irpef da 241 milioni così la Puglia «salva» la sanità Le nuove aliquote retroattive da gennaio: il 61% è a carico del 27% dei cittadini lBARI. «Oltre il 70% dei pugliesi non avrà un aumento o avrà un aumento limitato a circa 4 euro al mese»: il cuore della conferenza stampa di Antonio Decaro è in questo passaggio a metà della conferenza stampa in presidenza. Il governatore della Puglia, nelle vesti di commissario per risanare i conti in rosso della Sanità, ha assicurato che le fasce deboli saranno sostanzialmente escluse dalla stangata legata all’aumento dell’addizionale Irpef. Una relazione accurata, preparata meticolosamente (incrociata con le tabelle del Mef e della Corte dei conti) in queste settimane dopo un confronto serrato con categorie, dipartimento Salute, Aress e la sua task force guidata dal capo di gabinetto Davide Pellegrino: Decaro ha illustrato una manovra fiscale per recuperare attraverso l’addizionale Irpef (in soldoni un aumento delle tasse sui cittadini) 241 milioni di euro. Il peso di questo recupero di risorse sarà sopportato in larga parte dal 27% dei cittadini, ovvero i contribuenti coni reddito tra i 28mila e 50mila euro lordi, e quelli oltre i 50mila: i primi sono 432.125 e pagheranno circa 240 euro in più rispetto alla tassazione del 2025, mentre i secondi (circa 93mila), pagheranno una cifra aggiuntiva vicina agli 800 euro. Copriranno il 61% del buco regionale. Il resto dei pugliesi? Il 32,8% che dichiara fino a 15mila euro non subirà maggiorazioni, mentre chi rientra nella fascia dai 15mila ai 28mila avrà un aggravio annuale vicino ai 50 euro. LE DICHIARAZIONI DI DECARO - «Avevo detto già in campagna elettorale che la situazione era complicata - ha spiegato come incipit, chiamando in causa il governo Meloni - e sono costretto a utilizzare la leva fiscale per ripianare il disequilibrio della sanità che ammonta a 349 milioni di euro. Non cerco capri espiatori, ma i dati del ministero attestano un aumento dei costi della sanità del 3.6%, e lo stesso Mef dice che l’aumento del governo sul Fondo sanitario nazionale che viene trasferito alle Regioni, per la Puglia è dell’1,09%». Poi una comparazione con le altre regioni che registrano le stesse criticità: «C’è un disequilibrio strutturale che riguarda tutte le Regioni, a partire da Emilia-Romagna, Piemonte e Abruzzo». «Ho sentito molto attacchi e sono stato in silenzio. Da Roma sono venuti a dirmi “vergogna” per la leva fiscale. Io mi sto prendendo la mia responsabilità, ma una cosa la voglio dire: il governo per me è sempre stato un alleato e non un avversario, per questo ho scelto di non attaccare nessuno, di non replicare a nessuno. Mi sono assunto la responsabilità a qualche giorno dalle amministrative». Il passaggio su Arianna Meloni che aveva stigmatizzato l’aumento definendolo «vergognoso»: «Mi fa specie però che la vergogna è “a Regioni alterne”: non ho ascoltato gli stessi termini quando hanno aumentato la leva fiscale l’Abruzzo e il Molise. Ma non trasformerò questa sede istituzionale in un ring». C’è stato anche un passaggio sul personale: «Se sono felice di essere il commissario che deve approvare la manovra fiscale nei primi 4 mesi che governo la Regione? - ha detto con una domanda retorica - No, non lo sono. Lo faccio con la morte nel cuore, so bene che i cittadini stanno vivendo un momento complicato. Mi assumo l’onere di questo provvedimento che chiude col passato«. L’obiettivo è superare la gestione Emiliano: «Lavorerò giorno e notte cercando di efficientare l’offerta e la spesa sanitaria». Sullo sfondo la vertenza con Palazzo Chigi per avere più risorse per la sanità: «Mi batterò anche per fare in modo che aumenti il Fondo sanitario nazionale per tutte le regioni, in modo da allinearlo all’aumento dei costi, specialmente a quelli che non dipendono da noi». «Ho voluto chiedere sacrifici alla macchina regionale e alla politica - ha chiosato -. Abbiamo tagliato 107 milioni di euro dai costi della macchina regionale». GLI SCAGLIONI - «Abbiamo introdotto ha spiegato nel dettaglio - un principio progressivo, chi
ha di più dovrà contribuire di più. Il 30% dei pugliesi, tutti quelli nella fascia fino a 15mila euro, non avrà nessun aumento. Il 40% dei pugliesi compresi nella fascia di reddito tra 15 e 28mila euro avrà un aumento medio mensile di 4 euro. Sopra i 28mila e fino a 50mila euro ci sarà un aumento medio di 19 euro; sopra i 50mila euro l’aumento medio sarà di circa 66 euro». LO SGUARDO AL FUTURO - Le nuove aliquote si applicano all’intero anno: per i lavoratori dipendenti la ritenuta parte da giugno con conguaglio finale. Gli autonomi pagheranno al momento degli acconti e del conguaglio. «L’impegno è di non aumentare nuovamente ma di ridurre le aliquote fiscali. L’impegno è di efficientare la spesa per ridurre i costi e l’aliquota nei prossimi anni». Gli sms finali: non ci saranno chiusure di reparti; la mobilità passiva sarà disincentivata mentre sulle liste d’attesa sono state «anticipate 93.415 prestazioni. Sono persone». [mdf] ---End text--- Author: m.d.f. Heading: Highlight: I DATI DEL MEF «L’aumento dei costi è del 3,6% il trasferimento da Roma è fermo all’1,09» L’IMPEGNO «Se le spese saranno efficientate si potranno ridurre le aliquote» Image: -tit_org- Stangata Irpef da 241 milioni così la Puglia «salva» la sanità -sec_org-
tp:writer§§ m.d.f.
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/17/2026051701998903151.PDF
§---§