title§§ «Sanità nel caos in 8 anni Marsilio scriva a se stesso» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051603088506912.PDF description§§
Estratto da pag. 9 di "CENTRO" del 16 May 2026
Estratto da pag. 22 di "MESSAGGERO VENETO PORDENONE" del 16 May 2026
Estratto da pag. 40 di "CORRIERE DELLA SERA" del 16 May 2026
Estratto da pag. 56 di "CORRIERE DELLA SERA" del 16 May 2026
Veronesi: la cura contro i tumori si fa insieme
pubDate§§ 2026-05-16T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779706112.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779706112.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779706112.PDF tp:ocr§§ «UN GIOCO DI SQUADRA» VERONESI: LA CURA CONTRO I TUMORI SI FA INSIEME Scenari La Fondazione Veronesi ha premiato 145 medici e ricercatori. Il presidente: «Occhio agli stili di vita» «P iù ricerca, più prevenzione, più informazione alle persone. Per guadagnare terreno contro i tumori si passa da qui». Non ha dubbi Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi Ets, quando lo contattiamo in occasione dell’annuale cerimonia dedicata ai finanziamenti alla ricerca scientifica: «La metafora bellica della “lotta al cancro” oggi è superata — ci racconta —: di guerra si parla, sfortunatamente, già troppo attorno a noi. I pazienti non si identificano più nell’idea del guerriero. Meglio attingere al mondo dello sport, fatto di fatica, di competizioni, di gioco di squadra. È così che, chi investe in ricerca, cerca di guadagnare la vittoria un punto dopo l’altro, mettendo l’avversario in un angolo». Se si guarda l’ipotetico tabellone del match, quello dei numeri del cancro nel nostro Paese, si vedono i risultati dell’impegno profuso dai ricercatori e da chi, come Fondazione Veronesi, li finanzia anno dopo anno: le guarigioni in Italia sono in aumento, la mortalità è in calo (meno 9 per cento negli ultimi 10 anni) la sopravvivenza dei malati è migliore di quella media europea. «E anche per chi non può guarire, in un numero crescente di tumori abbiamo a disposizione molte nuove terapie che sono in grado di allungare moltissimo, di anni o di decenni, la vita delle persone. Una vita di buona qualità» sottolinea Veronesi. Così è cresciuto il numero degli italiani che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro: oggi sono circa 3 milioni e 700mila, ovvero ben il 6,2 per cento della popolazione. Il merito va tutto alla ricerca scientifica, che da un lato ha compreso meglio i meccanismi alla base della formazione del cancro, della sua progressione, formazione di metastasi, resistenza alle terapie e dall’altro ha messo a punto nuovi trattamenti. Chirurgia, radioterapia, nuovi farmaci sempre più precisi, efficaci e meno tossici. Per sostenere il lavoro di scienziati e medici d’eccellenza Fondazione Veronesi dal 2003, anno della sua nascita, si impegna a raccogliere fondi: finora ha finanziato 2.643 borse di ricerca in 187 Istituti e Università (in Italia e all’Estero), 160 progetti di ricerca, 19 protocolli di cura nel campo dell’oncologia pediatrica e 4 piattaforme di ricerca e cura internazionali. E c’è di più, com’è stato ricordato lo scorso 12 maggio durante la cerimonia nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano: c’è l’impegno sulla prevenzione, un fronte sul quale in casa Veronesi ci si impegna da sempre. Tra pochi giorni a Chicago saranno riuniti gli specialisti di tutto il mondo per uno dei congressi più importanti nel mondo dell’oncologia e l’attenzione agli stili di vita è uno dei temi di maggior rilievo. Negli ultimi anni tutte le società scientifiche, italiane e internazionali, e tutti i più grandi convegni hanno inserito la prevenzione fra i fuoriclasse da mettere in campo in questo match contro i tumori: serve il grande talento degli scienziati più brillanti, ci sono terapie innovative che hanno il ruolo dei grandi campioni «e c’è la prevenzione, che ancora oggi troppe persone sottovalutano — dice Veronesi —: numeri alla mano, un tumore su tre è causato da nostri comportamenti, potrebbe essere evitato facendo scelte corrette a tavola e nella nostra quotidianità». Ad esempio, il consumo di alcol è collegato a 7 tipi di cancro, l’obesità a 12. E il fumo, da solo, è responsabile del 25 per cento dei decessi oncologici nel mondo. «Restano troppo diffusi quegli stili di vita scorretti (inclusa la sedentarietà) che contribuiscono all’insorgenza del cancro e resta molto da fare per migliorare l’adesione agli screening per la diagnosi precoce (mammografia per il cancro al seno, ricerca del sangue occulto nelle feci per il colon retto, Pap/Hpv test per l’utero) che salvano la vita — continua l’oncologo —. Abbiamo sempre più bisogno di prevenzione, sia per far diminuire il numero di persone che si ammalano, sia per non aumentare a dismisura il carico sugli ospedali e sul Servizio sanitario nazionale». Che altro c’è nel futuro? «Cure più mirate, tollerabili e personalizzate, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e ridurre il rischio di cure in eccesso» conclude Veronesi. ---End text--- Author: Vera Martinella Heading: Scenari La Fondazione Veronesi ha premiato 145 medici e ricercatori. Il presidente: «Occhio agli stili di vita» Highlight: Sostegno ? È possibile sostenere la ricerca scientifica di Fondazione Umberto Veronesi Ets grazie a donazioni singole o periodiche sul sito ufficiale fondazioneveronesi.it, destinando il proprio 5X1000 a Fondazione Umberto Veronesi indicando il Codice Fiscale 97298700150, Anche le aziende possono contribuire Lunga vita Anche per chi non può guarire ci sono terapie che allungano la vita di moltissimi decenni Paolo Veronesi presidente di Fondazione Umberto Veronesi Ets, Direttore Divisione Senologia Chirurgica Ieo e professore ordinario in Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Image:GETTY IMAGES/JACOB WACKERHAUSEN -tit_org- «Un gioco di squadra» -sec_org- tp:writer§§ Vera Martinella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779706112.PDF §---§ title§§ Hantavirus, in Europa nessun nuovo caso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779406105.PDF description§§
Estratto da pag. 13 di "LIBERO" del 16 May 2026
Il ministero della Salute: «Non ci sono contagiati». Esclusa la mutazione dell'agente patogeno
pubDate§§ 2026-05-16T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779406105.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779406105.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779406105.PDF tp:ocr§§ RISCHIO BASSO DI DIFFUSIONE Hantavirus, in Europa nessun nuovo caso Il ministero della Salute: «Non ci sono contagiati». Esclusa la mutazione dell’agente patogeno ¦ «Non sono stati segnalati nuovi casi né decessi. Il rischio per la popolazione generale dell’Ue rimane molto basso». È quanto ha scritto ieri l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione dell’Hantavirus. A ieri restano segnalati «undici casi, di cui otto confermati, due probabili e uno inconcludente», senza variazioni rispetto ai precedenti dati. Insomma, niente panico. Anche in Italia il ministero della Salute ha confermato con una circolare che non c’è nessun caso di contagio nel Paese. «Allo stato attuale, non risultano registrati sul territorio nazionale, ma la loro ipotetica insorgenza richiede comunque adeguate misure di preparedness e coordinamento, nell’ottica di assicurare un approccio improntato alla massima precauzione». E che il rischio per la popolazione italiana, come ricordato più volte dal ministero, resta basso. L’esercizio di minimizzare la paura-Hantavirus è generalizzata un po’ in tutta Europa. In Francia il ministro della Sanità, Stephanie Rist, ha sottolineato il miglioramento della situazione: «Non c’è nessun elemento che suggerisca l'emergere di una variante potenzialmente più trasmissibile o più pericolosa». Le buone notizie arrivano soprattutto dall’istituto Pasteur, dove i risultati del sequenziamento del virus hanno evidenziato l’assenza di mutazioni più contagiose. «Nulla suggerisce in questa fase l’emergere di una variante particolare con nuove caratteristiche», ha spiegato l’Istituto Pasteur in un comunicato. «Queste sequenze sono molto simili ai ceppi del virus noti per circolare nell’America Latina meridionale». E dunque poco contagiosi. Il mondo tira un sospiro di sollievo ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Hantavirus, in Europa nessun nuovo caso -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779406105.PDF §---§ title§§ Trapianto Napoli: Oppido, cuore tolto prima di capire che l'altro avesse danni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601785006113.PDF description§§
Estratto da pag. 13 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 16 May 2026
Estratto da pag. 13 di "SECOLO XIX" del 16 May 2026
Matteo Dell''Antico/PAGINA12 I| segretario generale Landini ha presentato a Genova il via alla raccolta firme
pubDate§§ 2026-05-16T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779906110.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779906110.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779906110.PDF tp:ocr§§ Sanità e appalti, Landini lancia la raccolta di firme Matteo Dell’Antico / PAGINA 13 Sanità e riordino degli appalti La Cgil lancia due nuove leggi Il segretario generale Landini ha presentato a Genova il via alla raccolta firme Parte da Genova, lanciata dal segretario Maurizio Landini, la campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil su sanità pubblica e appalti. Matteo Dell’Antico / GENOVA P arte da Genova la campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil con un gran numero di organizzazioni e associazioni della società civile, dedicate alla sanità pubblica e agli appalti. «Milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, servono maggiori investimenti sulla sanità pubblica e i soldi si possono prendere, ad esempio, da quelli che vengono spesi per le armi. La legge sugli appalti invece crea disuguaglianze e precarietà», ha detto il segretario del sindacato, Maurizio Landini, ieri nel capoluogo ligure. L’assemblea generale organizzata dalla Camera del lavoro di Genova ai Giardini Luzzati è stata aperta dal segretario generale della Cgil genovese, Igor Magni. Le due proposte di legge riguardano, da un lato, la sanità e il diritto effettivo alla tutela della salute, con l’obiettivo di difendere e rafforzare il servizio sanitario nazionale e valorizzare il lavoro nel settore. Dall’altro, il tema del lavoro negli appalti, per garantire lo stesso salario, le stesse tutele e gli stessi diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del committente, oltre a maggiori condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. A Genova era presente anche il segretario generale della Cgil Liguria, Maurizio Calà, oltre a molti sindacalisti e lavoratori, all’assessore comunale Emilio Robotti, alla deputata Valentina Ghio e ai consiglieri regionali Gianni Pastorino, Katia Piccardo, Simone D’Angelo e Stefano Giordano. All’assemblea generale sono intervenute anche Maria Pia Scandolo, segretaria regionale Cgil e Simona Nieddu, segretaria provinciale del sindacato. Landini, dal palco, ha puntato il dito contro anche contro le politiche industriali del governo, a partire dall'ex Ilva. «Stiamo rischiando di perdere il nostro sistema produttivo. Se parliamo di politiche industriali, significa anche di nuovo un intervento dello Stato. Se parliamo di Ilva, noi lo stiamo dicendo da anni: senza un intervento pubblico nella gestione di quell'impresa per garantire uno sviluppo, corriamo il rischio di una vera e propria chiusura. E tra l’altro siamo un Paese che sta comprando l'acciaio da altre parti del mondo, perché senza l’energia e senza l’acciaio non esiste l'industria. Quindi è evidente che questa è un’attività strategica». A tenere banco anche il caro energia. «Il costo dell’energia è un problema serissimo perché l'Italia è il Paese in Europa che ha i costi più alti di chiunque altro. E questo sta mettendo in difficoltà le imprese ma anche le famiglie e le persone normali. È da tempo che stiamo dicendo che bisogna investire sulle fonti rinnovabili». — ---End text--- Author: Matteo Dell’Antico Heading: Highlight: Image:Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a Genova ZEGGIO -tit_org- Sanità e appalti, Landini lancia la raccolta di firme Sanità e riordino degli appalti La Cgil lancia due nuove leggi -sec_org- tp:writer§§ Matteo Dell'Antico guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601779906110.PDF §---§ title§§ Intervista a Ilenia Malavasi - "Welfare, il governo fa la guerra agli indifesi" = «Il governo smantella il welfare, e si accanisce contro i più indifesi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601784906116.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "UNITÀ" del 16 May 2026
U. De Giovannangeli a p. 2
pubDate§§ 2026-05-16T04:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601784906116.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601784906116.PDF', 'title': 'UNITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601784906116.PDF tp:ocr§§ “Welfare, il governo fa la guerra agli indifesi” U. De Giovannangeli a p. 2 Parla Malavasi «IL GOVERNO SMANTELLA IL WELFARE, E SI ACCANISCE CONTRO I PIÙ INDIFESI» «I poveri, le persone con disabilità, le donne: sono le vittime delle scelte politiche di questa destra. Quando trovi miliardi per il taglio delle tasse ai redditi alti, le risorse per aumentare le spese militari e poi dici che non ci sono soldi per la sanità pubblica, stai dicendo che la salute è un bene per chi se la può permettere, non un diritto universale» PARLA ILENIA MALAVASI I lenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in commissione Affari Sociali a Montecitorio , non usa mezzi termini: “Questo governo smantella pezzo per pezzo il welfare universale. E lo fa scegliendo sempre le stesse vittime: i poveri, le persone con disabilità, le donne, chi non può difendersi”. Partiamo da un dato che fa male. Il Servizio Sanitario Nazionale compie quarantasette anni. Come sta? Una precisazione necessaria. In Italia abbiamo un sistema sanitario pubblico di grande qualità, che oggi sta pagando le conseguenze di scelte sbagliate, di tagli e di mancata programmazione. E quindi oggi sta Male. Molto male. E non è una valutazione politica, è la fotogra?a che ci restituiscono i numeri. Quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato nel 2024 a cure, a prestazioni sanitarie necessarie, alla prevenzione perché non potevano permetterselo economicamente, evidenziando un aumento signi?cativo rispetto ai 4,5 milioni del 2023. Le liste d’attesa sono diventate un muro invalicabile: per una risonanza magnetica si aspettano mesi, per una visita oncologica anche di più. Il personale sanitario è esausto, sottopagato e scappa, all’estero o verso il privato. Con questo governo il ?nanziamento rispetto al PIL è sceso dal 7,1% quando governava il centrosinistra al 6,4% attuale, privando il Servizio Sanitario Nazionale di circa 14 miliardi di potere d’acquisto reale e allontanandoci ulteriormente dalla media europea, che viaggia sopra l’8% con giganti come Germania e Francia oltre il 10%. Il ?nanziamento reale al SSN, al netto dell’in?azione, è in calo. Il governo mente parlando di risorse aggiuntive: si tratta di briciole rispetto al fabbisogno reale. Intanto il privato avanza, e avanza perché il pubblico arretra. È una scelta politica, non una fatalità. Peraltro, in tutti questi anni il governo ha mostrato una pericolosa tendenza antiscienti?ca. Ricordo che nel maggio 2025, l’Italia si asteneva, insieme a Iran, Russia e Israele, sul nuovo piano pandemico. Credo sia giunto il momento di rivedere questa posizione assurda e pericolosa. Questo attacco alla sanità è una scelta politica o, come sostiene il governo, una necessità dettata dai conti? Quando trovi miliardi per il taglio delle tasse ai redditi alti, le risorse per aumentare le spese militari, non tocchi i privilegi ?scali di alcune categorie e poi dici che non ci sono soldi per la sanità pubblica, stai facendo una scelta politica. Stai dicendo che la salute è un bene per chi se la può permettere, non un diritto universale. Stai dicendo che la sanità pubblica non è una priorità. Stai dicendo che preferisci acquistare prestazioni dal privato, piuttosto che investire in assunzioni di personale, andando a svuotare di competenze e di futuro il Ssn. Noi invece diciamo che la salute è un diritto costituzionale non negoziabile. E che ?nanziare il SSN non è un costo, è un investimento nel capitale umano e nella coesione sociale. Persone con disabilità, non autosuf?cienti, famiglie in povertà. Cosa è stato fatto da questo governo? È stata approvata una delega sulla disabilità, con grandi fanfare, presentata come rivoluzione. Ma una delega è una cornice vuota se non ci metti le risorse. E le risorse non ci sono. La riforma della disabilità rischia di diventare l’ennesimo libro dei sogni: sulla carta un sistema di valutazione rinnovato, progetti di vita individuali, inclusione reale. Nella realtà, i fondi stanziati sono insuf?cienti, i decreti attuativi arrivano in ritardo, i Comuni, che dovrebbe ro essere il braccio operativo, sono lasciati senza strumenti, le sperimentazioni parziali e inef?caci. Intanto le famiglie con un disabile grave continuano a fare i salti mortali. L’indennità di accompagnamento è ferma a cifre che non bastano nemmeno a pagare poche ore di assistenza. Lo stesso possiamo dire per la riforma per la non autosuf?cienza. Decreti attuativi mancanti o inef?caci, che tradiscono lo spirito originario di una riforma innovativa e attesa da oltre 20 anni. Il racconto è sempre rivoluzionario, la realtà invece sempre drammatica. I caregiver familiari, che spesso sono una donna che ha rinunciato al lavoro e alla propria vita, non hanno ancora un riconoscimento giuridico degno di questo nome. La legge per i caregiver familiari dove è ?nita? Il dibattito parlamentare è stato umiliato, le nostre proposte di legge abbandonate, per dare spazio e voce al disegno di legge della Ministra Locatelli. Non è una buona proposta, poco più di uno specchio per le allodole. Mancano le risorse, mancano tutele lavorative e previdenziali, mancano diritti. E ci sono molte cose sbagliate, vincoli anacronistici, come la convivenza per avere un minimo riconoscimento. C’è chi in questo Paese dedica la propria esistenza all’assistenza di un familiare o di un amico gravemente disabile o non autosuf?ciente. Rinuncia al lavoro, alla pensione, alla vita sociale, alla salute. E lo Stato cosa fa? Al massimo gli dice: “Sei un bravo cittadino”, anzi sei così bravo che se convivi e rinunci al lavoro, ti riconosco un bonus contro la tua povertà. Meno di 1 euro all’ora, un’offesa per i caregiver e una vergogna per questo governo. Noi avevamo presentato proposte concrete: contributi ?gurativi, pensioni anticipate, servizi di sostegno, percorsi di sollievo, supporto psicologico. Tutto insabbiato. Abbiamo sprecato una buona occasione per fare una legge di civiltà e dare piena dignità a tutti i caregiver, nessuno escluso. Il governo ha anche abolito il Reddito di Cittadinanza e lo ha sostituito con altre misure che molti giudicano insuf?cienti. L’abolizione del RdC ha lasciato senza rete di protezione centinaia di migliaia di persone che non sono “occupabili” in nessun senso realistico del termine: persone anziane sole, persone con disabilità senza supporto, famiglie con minori in condizione di povertà assoluta. Il nuovo sistema, tra Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro, è frammentato, ha platee più ristrette, importi più bassi, condizionalità più stringenti. E soprattutto non funziona per chi non può lavorare, che è esattamente la platea che aveva più bisogno di tutela. Il risultato? Secondo i dati della Caritas e di altri osservatori, decine di migliaia di persone sono fuori da qualsiasi misura di sostegno. La povertà aumenta e cresce il disagio sociale. Questa non è riforma del welfare, è smantellamento. Perché è urgente un salario minimo? Perché in Italia esistono contratti collettivi che prevedono retribuzioni di cinque, sei euro l’ora. Perché esiste il lavoro povero, e non è un’astrazione: sono le cassiere, i rider, i lavoratori della logistica, le addette alle pulizie, gli operatori sociali. Persone che lavorano e però non ce la fanno ad arrivare a ?ne mese. Parliamo di 3 milioni di persone. Noi avevamo proposto, insieme a quasi tutta l’opposizione, un salario minimo legale a nove euro lordi l’ora. Una proposta adottata da quasi tutti i Paesi dell’Ue. Il governo ha risposto con un niet ideologico, nascondendosi dietro la retorica della contrattazione collettiva. La nostra proposta voleva proprio potenziare la contrattazione collettiva, a tutela dei settori non coperti e contro i contratti pirata. Il salario minimo è una questione di dignità. E la dignità non può essere negoziata al ribasso. Lei parla spesso di un governo contro le donne. Lo dimostrano i fatti. Guardi i congedi parentali: l’Italia è fanalino di coda in Europa per congedo obbligatorio dei padri. Il governo aveva la possibilità di intervenire, di avvicinarci agli standard nordeuropei, di spingere verso una genitorialità condivisa. Non lo ha fatto. I congedi di paternità rimangono simbolici, dieci giorni obbligatori, una presa in giro rispetto ai mesi garantiti in Svezia o Finlandia. Questo signi?ca che il peso della cura continua a cadere quasi esclusivamente sulle donne. Il che si traduce in uscite dal mercato del lavoro, in carriere interrotte, in pensioni da fame. E poi c’è la questione dell’autonomia economica: senza salario minimo, senza reddito di sostegno adeguato, senza servizi all’infanzia universali, le donne rimangono economicamente dipendenti. Un governo che non affronta questi nodi strutturali non è neutro rispetto alla questione di genere: è un governo che perpetua la disuguaglianza, limita la libertà delle donne e rallenta il cammino di emancipazione femminile. Eppure, il governo ha una donna come premier. Non è una contraddizione? No, è una conferma. Avere una donna al governo non basta, se le politiche non tutelano le donne anzi smantellano un sistema di diritti. Meloni ha fatto della sua storia personale un simbolo, ma le politiche della sua maggioranza vanno esattamente nella direzione opposta. Tagliare il welfare, non estendere i congedi, non costruire una rete di asili nido universali (ricordo che sono stati tagliati 100.000 posti di asilo nido dai progetti PNRR), non combattere il lavoro povero, depotenziare i consultori, attaccare il diritto all’aborto, rappresenta un attacco alle donne. C’è chi dice che l’opposizione sa bene cosa non va, ma non sa proporre un’alternativa credibile. Il PD ha depositato proposte concrete su tutto quello di cui abbiamo parlato: salario minimo, caregiver, non autosuf?cienza, potenziamento del SSN, congedi paritari. Non sono slogan, sono testi parlamentari con coperture ?nanziarie, articolati e pronti. Il problema è che questo governo e la sua maggioranza non vogliono discutere. Ma l’alternativa si costruisce anche fuori dal Parlamento: si costruisce ascoltando le associazioni delle persone con disabilità, i sindacati, i medici di base, le famiglie che non ce la fanno. Si costruisce partendo dalle risposte concrete che i cittadini aspettano. Noi stiamo lavorando a un programma di governo che ponga al centro la persona. Che dica: la tua fragilità non è una colpa, è un diritto che deve essere supportato. Questo governo ha scelto di attaccare i più indifesi tra gli indifesi. Noi scegliamo di stare dalla loro parte perché crediamo che una democrazia si misuri da come tratta chi è più vulnerabile. ---End text--- Author: Umberto De Giovannangeli Heading: Parla Malavasi PARLA ILENIA MALAVASI Highlight: “ Salario minimo, caregiver, non autosuf?cienza, potenziamento del SSN, congedi paritari: il Pd ha depositato proposte concrete su tutto. Non sono slogan, ma testi parlamentari con coperture ?nanziarie Image:Ilenia Malvasi -tit_org- Intervista a Ilenia Malavasi - “Welfare, il governo fa la guerra agli indifesi” «Il governo smantella il welfare, e si accanisce contro i più indifesi» -sec_org- tp:writer§§ Umberto De Giovannangeli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/16/2026051601784906116.PDF §---§