title§§ «Sono 4.500 1 biellesi senza medicon link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101801605184.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "ECO DI BIELLA" del 11 May 2026

L'Asì Bi fa il punto della situazione sui camici bianchi. «Situazione invariata rispetto al 2025»

pubDate§§ 2026-05-11T05:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101801605184.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101801605184.PDF', 'title': 'ECO DI BIELLA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101801605184.PDF tp:ocr§§ SANITÀ «La carenza di 40 professionisti è dovuta al cambio dei criteri di calcolo» «Sono 4.500 i biellesi senza medico» L’Asl Bi fa il punto della situazione sui camici bianchi. «Situazione invariata rispetto al 2025» L’Azienda Sanitaria Locale di Biella chiarisce la situazione relativa ai Medici di Medicina Generale, confermando una sostanziale stabilità, pur nel generale scenario di carenza in cui le Aziende Sanitarie italiane si trovano. Nel territorio dell’Asl Bi, infatti, i Medici di Medicina Generale sono numericamente gli stessi presenti a gennaio 2026, ossia 95. Anche i pazienti senza Medico di base non presentano scostamenti significativi dalla situazione dell’autunno del 2025 e risultano essere circa 4.500, ossia circa il 3 per cento della popolazione complessivamente assistita. «L’Azienda Sanitaria di Biella ha sempre confermato il quadro di generale carenza che colpisce in modo particolare quattro ambiti territoriali, quali Andorno, Valdilana e Candelo e recentemente anche Mongrando - spiegano dall’Asl Bi -. I dati sopra indicati sono aggiornati, infatti, a maggio 2026 ed includono quindi gli 800 pazienti che a seguito del pensionamento del dottor Masi, non hanno ancora potuto trovare al momento una sostituzione e sono stati presi in carico dal servizio UCA». La carenza di 40 medici rispetto ai 25 medici dichiarati a settembre dello scorso anno non riflette, quindi, un improvviso peggioramento, ma deriva dall’introduzione di una una nuova metodica di calcolo delle carenze. Quindi nonostante il lieve miglioramento della situazione che ha interessato alcuni ambiti carenti, in ultimo con l’inserimento di un medico nell’ambito di Candelo, il dato appare incrementato. Attualmente risente del pensionamento del dottor Masi, nell’ambito di Mongrando, con circa 800 pazienti presi in carico dal servizio UCA Unità di Continuità Assistenziale. A questo proposito, si ricorda che, per prenotare la visita, gli utenti sprovvisti di Medici di medicina generale possono telefonare allo 015-15159475 dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 12,30 e dalle ore 13,30 alle 15. Quindi, nonostante il generale peggioramento del quadro nazionale, il Piemonte e in particolare il territorio dell’Asl Bi, pur risentendo in ogni caso della difficoltà di reperire nuovi medici, permane sotto pressione, ma di fatto complessivamente stabile. Per quanto riguarda il territorio di competenza dell’Asl Bi, su una popolazione assistita di 146.061 abitanti, attualmente i 95 medici di medicina generale hanno mediamente in carico 1.537 pazienti. 10 sono attualmente i medici del Servizio UCA, che copre le fasce orarie necessarie per i 4.500 pazienti sprovvisti di un proprio medico di medicina generale. Negli ultimi anni per rispondere alla carenza di Medici di Medicina Generale, Governo e Regioni hanno adottato varie soluzioni, tra cui l’innalzamento dell’età pensionabile, deroghe all’aumento del massimale, possibilità, per gli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale, di acquisire fino a 1.000 assistiti. Un tema fondamentale è rendere la professione più attrattiva, in quanto molto spesso il numero di medici che si iscrive e completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate. «Fondazione Gimbe ha inoltre previsto che, anche se tutti i Medici di Medicina Generale andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire a livello nazionale gli 8.180 pensionamenti attesi entro il 2028 - spiegano dall’Asl -. È quindi evidente che il divario tra pensionamenti e l’ingresso delle nuove leve non potrà che farsi sentire in tutto il Paese. Il Distretto dell’Asl Bi assicura il massimo impegno al fine di assicurare un dialogo aperto e una buona collaborazione con i sindaci del territorio, al fine di condividere insieme la situazione e rispondere nel migliore dei modi alle esigenze della popolazione di riferimento». «La capacità di offrire soluzioni facilitanti in stretta sinergia tra Asl ed enti loc ali è sicuramente un fattore che anche nei prossimi anni potrà contribuire a far fronte a questa generale criticità, supportando l’attrattività dei territori carenti nell’interesse dei cittadini» concludono dall’Azienda sanitaria. l Enzo Panelli ---End text--- Author: Enzo Panelli Heading: Highlight: Image:SECONDO I DATI DELL’ASL BI la popolazione biellese senza medico è il 3 per cento -tit_org- «Sono 4.500 1 biellesi senza medicon -sec_org- tp:writer§§ Enzo Panelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101801605184.PDF §---§ title§§ La fuga dei medici di base: 70 domande per 496 posti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101654104813.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "UNIONE SARDA" del 11 May 2026

Flop del bando, gli incentivi perle sedi disagiate non sono bastati

pubDate§§ 2026-05-11T05:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101654104813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101654104813.PDF', 'title': 'UNIONE SARDA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101654104813.PDF tp:ocr§§ Contu (Fimmg): «Proclamato lo stato d’agitazione, servono nuovi modelli organizzativi» La fuga dei medici di base: 70 domande per 496 posti Flop del bando, gli incentivi per le sedi disagiate non sono bastati Non è andata come si sperava, gli incentivi per chi sceglie una sede disagiata – fino a 3.700 euro al mese per rendere più attrattivi i territori meno ambìti – evidentemente non hanno fatto la differenza, e la corsa ad aprire un ambulatorio in paesi "lontani” non c’è stata. Anzi. I posti L’ultimo bando regionale per la medicina generale, che si è chiuso nei giorni scorsi, offriva poco meno di 500 posti, ma le domande sono state in tutto una settantina, comprese le mobilità da una Asl a un’altra, i nuovi ingressi e i 3 0 3 corsisti. 362 Come sempre, con un’altissima percentuale di richieste su Cagliari e Sassari, e lo scarso appeal del resto dell’Isola. Significa che se anche a metà giugno - sono i tempi tecnici per chiudere l’iter - le richieste si concretizzeranno tutte (ma di solito non succede), i sardi senza assistenza di base continueranno a essere tantissimi, più di 600mila, in zone difficili, lontane dagli ospedali e collegati alle città da strade a bassa percorribilità. Le responsabilità «Di recente abbiamo letto, a dire il vero senza stupore, della collega di Villanova Tulo costretta a lasciare la medicina generale che aveva scelto e amato, a causa di un carico di lavoro divenuto insostenibile e inconciliabile con la vita familiare», sottolinea il segretario regionale della Fimmg Federico Contu. «Non si tratta di un caso isolato, ma del sintomo di un sistema che, da troppo tempo, scarica sulla medicina generale responsabilità che non possono essere più sostenute. Servono più risorse, modelli organizzativi innovativi, scelte coraggiose». Dunque, burocrazia insostenibile, carichi di lavoro pesantissimi, nessun aiuto o sostegno in studio, sono le ragioni che fanno disertare i bandi, e adesso si è pure aggiunto un altro problema: la direzione verso cui sta andando l’assistenza primaria territoriale con il decreto legge di “riordino”, un altro dei timori che tiene lontani i giovani dalla medicina generale, perché, appunto, il futuro è strapieno di nubi all’orizzonte e di «scelte calate dall’alto». 36 2 3 0 3 362 3 0 3 La mobilitazione Per il più grande sindacato dei medici di base, che ha proclamato lo stato d’agitazione, «esiste una crisi di attrattività che non si vuole risolvere, basterebbe guardare alla mancata pubblicazione da febbraio dei bandi di concorso per i corsi post-laurea abilitanti all’esercizio della medicina di famiglia», spiega la Fimmg. «Da un lato si piange una carenza e dall’altro la si induce? Mentre l’Ocse certifica importanti risultati a livello internazionale – «un solido sistema di assistenza primaria consente all’Italia di mantenere tassi di ricovero ospedaliero eccezionalmente bassi per le malattie croniche» – si continua a mettere in discussione il modello della medicina di famiglia senza un reale confronto con chi ogni giorno lavora sul territorio. In dieci anni i medici di medicina generale sono diminuiti del 13% a livello nazionale, mentre aumentano bisogni, cronicità e carichi assistenziali.Il rischio è concreto soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni e nelle periferie, dove spesso il medico di famiglia rappresenta l’unico presidio sanitario realmente presente». 36 2 3 0 62 3 0 3 Il futuro E se si considera che che entro il 2038 – secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe – nell’Isola 231 medici di medicina generale raggiungeranno l'età di pensionamento di 70 anni, quando tra il 2019 e il 2024 i professionisti in servizio si sono già ridotti del 40,3%, la situazione è veramente tragica. «C’è un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, gli incentivi non bastano per convincere ad aprire un ambulatorio, “meglio” lavorare nel privato o andare fuori. Forse servirebbe un supporto in più dei sindaci, con locali e alloggi da mettere a disposizione gratuitamente», sottolinea Luciano Congiu, segretario regionale dello Smi, altro sind acato in agitazione. «Oltre all’attività diventata estenuante, al carico burocratico, ai pazienti sempre più anziani e dunque più bisognosi di assistenza, si va verso contratti che prevedono ore aggiuntive, ulteriore impegno nelle case di comunità. Inoltre, non dimentichiamo che purtroppo molti medici specialisti ospedalieri e convenzionati non fanno prescrizioni dirette o certificati di malattia – mentre la legge lo prevede – aggravando ulteriormente il nostro impegno». Cristina Cossu RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La fuga dei medici di base: 70 domande per 496 posti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101654104813.PDF §---§ title§§ Senza sintomi i 4 «vigilati» in Italia Gli accertamenti sui loro contatti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988104089.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 May 2026

I passeggeri del volo in isolamento fiduciario. In arrivo la circolare del ministero alle Regioni

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988104089.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988104089.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988104089.PDF tp:ocr§§ Senza sintomi i 4 «vigilati» in Italia Gli accertamenti sui loro contatti I passeggeri del volo in isolamento fiduciario. In arrivo la circolare del ministero alle Regioni ROMA Sta bene ed è senza sintomi, ma nei prossimi giorni il 24enne marittimo in isolamento fiduciario nella sua abitazione a Torre del Greco (Napoli) potrebbe essere sottoposto a un prelievo di sangue nel centro specializzato all’ospedale Spallanzani di Roma. È il presidio-simbolo della lotta contro il Covid nel nostro Paese, quello dove furono salvati i due turisti cinesi, i primi contagiati nel 2020 nella Capitale. La loro vicenda segnò allora l’inizio del coinvolgimento del territorio italiano nella pandemia, ma a distanza di quasi sei anni e mezzo lo scenario legato ai casi di Hantavirus sulla nave da crociera Mv Hondius — da ieri all’ancora a Tenerife, alle Canarie — appare decisamente differente. Come il 24enne campano, anche Federico Amaretti, il collega 25enne di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), è in buone condizioni e non sembra avere tracce della malattia. Con loro il 50enne turista sudafricano in hotel a Padova e la donna straniera residente in provincia di Firenze. Il 24 aprile scorso tutti e quattro si erano imbarcati sul volo Klm Johannesburg-Amsterdam sul quale, per pochi minuti e lontana dai loro posti, era seduta anche Mirjam Schilperoord, la 69enne olandese contagiata dal marito Leo, morto l’11 aprile su quella nave e a sua volta deceduta nella metropoli sudafricana il 26 aprile dopo essere stata fatta scendere dall’aereo. Quel periodo così limitato è al momento l’unico contatto, peraltro precario, fra un soggetto contagiato dal virus (che finora ha fatto tre vittime con sei ricoverati) e persone poi arrivate in Italia, spostandosi — ormai più di due settimane fa — con almeno tre aerei (il volo Az 107 del 25 aprile Amsterdam-Roma e altri due dalla Capitale, per Venezia e la Calabria) e altri mezzi di trasporto per tornare nei luoghi di destinazione prima di essere contattate dal ministero della Salute, attraverso le strutture sanitarie regionali e i carabinieri del Nas, dopo l’alert della Klm all’Italia dell’8 maggio. Lo screening sui contatti familiari e personali dei quattro in isolamento fiduciario è stato preso in considerazione anche in mancanza di sintomi, e quindi senza rischi di contagio secondo le caratteristiche dell’Hantavirus, che ha però un’incubazione da una a cinque settimane. Da qui la vigilanza sanitaria fino all’inizio di giugno. Una misura precauzionale, perché da più parti viene sottolineato che non c’è allarme. Tuttavia per chiarire i prossimi passi già oggi il ministero potrebbe inviare una circolare alle Regioni e alle altre autorità sul territorio coinvolte nella prevenzione contenente le informazioni sulla situazione in atto, il livello di rischio di contagio — già descritto come «basso», se non «molto basso», in Italia come in tutta Europa — e le azioni da intraprendere con la relativa tempistica. Nulla viene lasciato al caso, mentre sul fronte politico la deputata del Pd Ilenia Malavasi e la senatrice di Italia viva Annamaria Furlan chiedono al ministro della Salute Orazio Schillaci di riferire in Parlamento. «I cittadini — spiega Malavasi — hanno il diritto di sapere cosa sta si facendo e quali misure sono previste». «L’allarmismo è un vizio che l’opposizione dimostra di avere nel proprio patrimonio genetico» replica Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Affari sociali e sanità. ---End text--- Author: Rinaldo Frignani Heading: Highlight: Le caratteristiche L’incubazione va da una a 5 settimane: da qui la prudenza sui possibili contagi Botta e risposta Pd e Iv: «Quali misure se peggiora il quadro?» FdI: «La sinistra non faccia allarmismo» Image:A bordo Germania Polonia Paesi Bassi Belgio Russia Regno Unito Canada Ucraina Irlanda Francia Usa Montenegro Spagna Giappone Portogallo Guatemala Filippine Grecia Turchia India Le 23 nazionalità di passeggeri ed equipaggio della nave da crociera antartica MV Hondius I livelli di rischio per l'H antavirus Per le persone a bordo della MV Hondius CdS I passeggeri sbarcati devono stare sotto controllo medico e sarà valutato un periodo di quarantena Australia Argentina Nuova Zelanda Alto Medio Per le persone a bordo di un volo con passeggeri della MV Hondius che si erano sentiti male Le autorità sanitarie hanno già contattato le persone che hanno condiviso lo stesso volo con chi si è ammalato Per le persone che si trovano in prossimità di escrementi, urina o saliva di roditori selvatici Se ci si trova in un'area infestata da roditori bisogna indossare guanti e mascherina. Per pulire usare disinfettante o candeggina ed evitare di spazzare per prevenire l'inalazione di particelle virali -tit_org- Senza sintomi i 4 «vigilati» in Italia Gli accertamenti sui loro contatti -sec_org- tp:writer§§ Rinaldo Frignani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988104089.PDF §---§ title§§ Intervista a Maria Rosaria Campitiello - «Ma la contagiosità è bassa e qui non è arrivato: non sarà un'altra pandemia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988604090.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 May 2026

La responsabile del ministero: il Covid totalmente diverso

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988604090.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988604090.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988604090.PDF tp:ocr§§ «Ma la contagiosità è bassa e qui non è arrivato: non sarà un’altra pandemia» La responsabile del ministero: il Covid totalmente diverso ROMA Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione ed emergenze sanitarie del ministero della Salute: come stanno i pazienti che si trovano in Italia? «I quattro passeggeri che erano sul volo Klm stanno tutti bene, non hanno sviluppato sintomi. Si tratta di due italiani e di due persone di nazionalità straniera, di cui una risiede in Italia mentre l’altra è un turista. Appena ricevuta la lista dei nomi dalla compagnia, ci siamo attivati immediatamente per rintracciarli, io stessa ho parlato con loro. Abbiamo poi contattato le Regioni di competenza per la sorveglianza attiva, che è in corso». Il tracciamento dei contatti come procede? Ci sono altre persone in isolamento? «Non ci sono altre persone in isolamento preventivo. Ho letto che in Italia sarebbe “sbarcato” l’Hantavirus. Non è così. Voglio rassicurare i cittadini italiani: non ci troviamo di fronte a una nuova pandemia. E non ci sono casi di Hantavirus al momento in Italia. Bisogna evitare allarmismi. Il ministero sta agendo in raccordo con le autorità sanitarie nazionali e internazionali. Stiamo seguendo l’evoluzione del quadro. Ma il rischio è basso a livello di popolazione mondiale e molto basso in Europa. Parliamo di un virus a basso contagio». Quanto bisogna attendere per scongiurare altri casi? «Il periodo di incubazione è lungo, quindi è giusto consigliare l’isolamento fiduciario. La contagiosità, che richiede contatti ravvicinati e prolungati, sembra partire solo al momento dei sintomi». Il piano pandemico appena approvato si sta dimostrando efficace? «Aver approvato il piano pandemico 2025-29 è stato fondamentale perché l’Italia non si trovi impreparata. È un lavoro molto serio fatto con le Regioni, che mette tutti nelle condizioni di operare al meglio. Abbiamo tutti gli strumenti per intervenire in modo rapido e sistematizzato». Che rischi reali ci sono, allo stato, per il nostro Paese? «Voglio dire agli italiani di non allarmarsi perché le autorità competenti stanno facendo il loro lavoro a livello nazionale, regionale e anche internazionale. Come ministero siamo continuamente in contatto con le amministrazioni in cui si trovano i 4 passeggeri, venerdì scorso abbiamo fatto una riunione con tutte le Regioni e con le autorità sanitarie nazionali, sentiamo costantemente sia i nostri colleghi dell’Oms che i referenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie». Quali sono le differenze tra Hantavirus e Covid? «La differenza sta nella contagiosità. L’Hantavirus, che conosciamo da tempo, è a basso contagio: la trasmissione avviene principalmente attraverso saliva, urina, feci di roditori, il passaggio per via aerea ed interumana è raro. Il Covid, al contrario, ha una elevata capacità di trasmissione interumana. Siamo di fronte a virus diversi». Alle polemiche che la pandemia del 2020 non abbia insegnato nulla e che si rischia di ripetere gli stessi errori, come risponde? «Rispondo, da medico, con un appello. La popolazione è ancora scottata dalla pandemia, c’è un forte riflesso psicologico che si attiva quando parliamo di trasmissione di virus. Dobbiamo fare tutti lo sforzo di non paragonare situazioni che sono completamente diverse gettando nel panico i cittadini. Non dobbiamo creare allarmismi. Il ministero è impegnato a seguire con la massima attenzione il quadro e la sua evoluzione. Informeremo autorità e cittadini nella massima trasparenza, come abbiamo fatto dal primo momento». ---End text--- Author: Clarida Salvatori Heading: Highlight: Chi è ? Maria Rosaria Campitiello, classe 1985, ricopre il ruolo di capo dipartimento Prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute ? La parola ISOLAMENTO FIDUCIARIO È una misura sanitaria precauzionale per chi è stato a contatto con un virus, per separarlo dalla comunità e prevenire la diffusione del contagio. Comporta il divieto di contatti sociali ? Il periodo di incubazione è lungo quindi è giusto consigliare l’isolamento Non sembra che sia trasmissibile in assenza di sintomi ? Aver approvato il piano pandemico 2025-29 è stato fondamentale perché l’Italia non si trovi impreparata Image: -tit_org- Intervista a Maria Rosaria Campitiello - «Ma la contagiosità è bassa e qui non è arrivato: non sarà un’altra pandemia» -sec_org- tp:writer§§ Clarida Salvatori guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988604090.PDF §---§ title§§ La salute dei nervi merita attenzione — non solo nella Giornata mondiale della fibromialgia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988504093.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 May 2026

La Giornata mondiale della fibromialgia rende visibili disturbi spesso invisibili. Un buon motivo per rimettere al centro il sistema nervoso.

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988504093.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988504093.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988504093.PDF tp:ocr§§ La salute dei nervi merita attenzione - non solo nella Giornata mondiale della fibromialgia La Giornata mondiale della fibromialgia rende visibili disturbi spesse invisibili. Un buon motivo per rimettere al centro il sistema nervoso. Le tipiche sensazioni di pressione associate alla fibromialgia colpiscono soprattutto i tessuti molli, possono manifestarsi su tutto il corpo e spesso durano a lungo. I punti in cui compaiono i disturbi si trovano per lo più in prossimità delle articolazioni, ad esempio intorno a spalle, mani, anche o ginocchia. Questi punti vengono chiamati "tender points". Le sensazioni fastidiose nei tender points vengono spesso descritte come brucianti, sorde o diffuse. Non sempre è possibile individuare con esattezza il punto da cui ha origine il malessere. Ma spesso non è tutto! Oltre ai fastidi fisici, spesso compaiono altri sintomi come problemi di sonno, di stanchezza o stato di spossatezza. Inoltre, si possono associare anche stati d'animo depressivi. Queste peculiarità possono essere più o meno pronunciate a vari livelli in ciascuna persona colpita. Ipersensibilità: come insorge? Sulla base delle conoscenze attuali non è ancora possibile determinare le cause con certezza della fibromialgia. Ciò che è noto, però, è che nella sensibilità alla pressione e dell'ipersensibilità intervengono solitamente diversi fattori. Tra questi ci sono, ad esempio, predisposizioni genetiche o problemi reumatici. Gli specialisti della fibromialgia discutono principalmente delle difficoltà nella trasmissione del segnale e dello stimolo nel sistema nervoso centrale come causa principale per l'ipersensibilità. Il sistema nervoso centrale (SNC), costituito dal cervello e dal midollo spinale, è responsabile dell'elaborazione dei segnali. Nelle persone affette da fibromialgia, questo sistema sembra essere ipersensibile agli stimoli, portando ad un aumento dell'ipersensibilità. Complesso di nutrienti multi'bersaglio per supportare la salute dei nervi La terapia della fibromialgia consiste solitamente in metodi di trattamento fisico, psicoterapeutico e farmacologico, nonché nell'esercizio fisico. Oltre alla terapia individuale, i micronutrienti selezionati possono fare bene al nostro corpo e ai nostri nervi, poiché affinchè i nervi funzionino correttamente, devono essere intatti. Ecco perché gli esperti nella moderna ricerca sui nervi hanno sviluppato un complesso nutritivo multi-bersaglio per supportare la salute dei nervi. Questo complesso speciale è contenuto nel preparato Mavosten (venduto liberamente in farmacia). Protezione, divisione cellulare e trasmissione degli stimoli Tutti i 14 ingredienti contenuti in Mavosten svolgono un ruolo specifico per la salute dei nervi e si completano l'un l'altro in modo ottimale. Grazie a questa formula, Mavosten riesce a creare quattro presupposti significativi per una sana funzionalità dei nervi: protezione delle fibre nervose, normale trasmissione degli stimoli, normale funzionamento del sistema nervoso e protezione dallo stress ossidativo. Lo zinco e la vitamina D intervengono, ad esempio, nel processo di divisione cellulare, mentre l'acido folico favorisce la produzione e la formazione di nuove cellule. Queste proprietà sono essenziali per il normale funzionamento del sistema nervoso, che richiede la divisione dei neuroni e la loro costante riproduzione. Mavosten contiene inoltre altri importanti elementi quali (¡amina, riboflavina e rame, che contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso. Lo speciale ingrediente chiamato colina contribuisce invece al normale metabolismo dei lipidi. Questa sostanza è essenziale per mantenere la struttura e la funzione dello strato protettivo ricco di grassi che circonda le fibre nervose. Solo se lo strato protettivo è intatto, è possibile garantire la corretta trasmissione di stimoli e segnali. Un altro vantaggio importante: Mavosten è ben tollerato. Il nostro consiglio: Assumere Mavosten una volta al giorno per garantire un apporto continuo dei micronutrienti rilevanti, specialmente per i nervi. ^-- ---------------------------^cg----^ -tit_org- La salute dei nervi merita attenzione — non solo nella Giornata mondiale della fibromialgia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988504093.PDF §---§ title§§ La sanità italiana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988404092.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "FOGLIO" del 11 May 2026

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988404092.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988404092.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988404092.PDF tp:ocr§§ La sanità italiana Secondo il rapporto Ocse “Profilo della Sanità 2025”, in Italia l’aspettativa di vita è di 84 anni e un mese. Superando di circa due anni e mezzo la media dell’Unione europea, quello italiano è il dato più alto, insieme alla Svezia, tra tutti i paesi dell’Ue. Il report, presentato al Cnel il 6 maggio dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha anche evidenziato come nel nostro paese le malattie cardiovascolari e il cancro rappresentino oltre la metà di tutti i decessi. Numeri di Alessandro Villari. 8,4 per cento La percentuale, rispetto al pil, della spesa sanitaria italiana nel 2023, una quota inferiore di 1,6 punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea. Anche la spesa pro capite è più bassa ed è pari a 3.086 euro, circa il 19 per cento in meno se confrontata ai 3.832 euro della media Ue. Inoltre, nel 2023 la copertura pubblica era del 73 per cento, anche questa al di sotto della media Ue (80 per cento). Il divario è parzialmente compensato da una spesa privata superiore dell’8 per cento rispetto alla media comunitaria. l l l l 74 giorni Il tempo medio di attesa, nel 2023, per gli interventi chirurgici elettivi, cioè non urgenti, uno dei più brevi dell’Unione europea. Ma nello stesso anno, il 7,6 per cento della popolazione ha rinunciato alle cure necessarie e 2,7 milioni di italiani, il doppio rispetto al 2019, hanno indicato come ostacolo proprio le liste di attesa. Questo perché, segnala il report, il problema è legato ai tempi per le visite e gli esami diagnostici. l l l l 407 mila Le nuove diagnosi di cancro fatte in Italia nel 2022 secondo le stime dell’European Cancer Information System. L’Ocse sottolinea come, sebbene il tasso di incidenza corretto per età sia sostanzialmente in linea con la media dell’Ue, la prevalenza è comunque superiore del 9 per cento, dato che indica “un tasso di sopravvivenza elevato, legato alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici”. l l l l 5,4 I medici ogni mille abitanti registrati in Italia nel 2023, un dato che supera del 25 per cento la media dell’Unione europea. Invece la densità di infermieri praticanti era di 6,9 ogni mille abitanti, oltre il 20 per cento al di sotto della media europea, con un rapporto infermieri/medici di 1,3, uno dei più bassi nell’Ue. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- La sanità italiana -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988404092.PDF §---§ title§§ Hantavirus, italiani asintomatici «Nessun allarme pandemia» = Gli italiani isolati non hanno sintomi «Nessun allarme, pandemia lontana» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988704091.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "GIORNALE" del 11 May 2026

Sotto stretta osservazione i quattro a bordo del volo Klm con la contagiata Lo Spallanzani pronto alla mobilitazione I virologi: «Tante differenze col Covid»

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988704091.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988704091.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988704091.PDF tp:ocr§§ IL CONTAGIO Hantavirus, italiani asintomatici «Nessun allarme pandemia» Gli italiani isolati non hanno sintomi «Nessun allarme, pandemia lontana» Sotto stretta osservazione i quattro a bordo del volo Klm con la contagiata Lo Spallanzani pronto alla mobilitazione I virologi: «Tante differenze col Covid» Allerta virus. Via all’evacuazione della nave. Preoccupa solo un francese. Massima sicurezza nelle operazioni a Tenerife. alle pagine 16-17 ocolai, tracciamento, quarantena, tamponi. Le parole usate per raccontare la crociera dell’Hantanavirus evocano scenari terrificanti ed emotività che abbiamo ancora sotto pelle. Ma le analogie con la pandemia 2020 si fermano qui: a mere suggestioni. Per il resto c’è un virus che i virologi conoscono già bene, di cui era noto da tempo il salto di specie. E ci sono solo quattro persone in Italia che potrebbero averlo contratto ma che sono sotto stretta osservazione. Isolati F in quarantena. Cioè, non sono mine vaganti che potrebbero alimentare chissà quale catena di contagi. Sono una donna di Firenze, un uomo a Padova, uno fuori Napoli e un ultimo in Calabria, tutti seguiti dalle rispettive Asl. «Non hanno febbre, non stanno male, quindi per ora non hanno nemmeno fatto i test. Li faranno solo in presenza di sintomi», fanno sapere dall’istituto Spallanzani di Roma che, se dovesse servire, sarà il primo a mobilitarsi per diagnosticare e gestire i malati. Al momento è sufficiente la sorveglianza attiva per i passeggeri italiani del volo Klm da Johannesburg: il 25 aprile potrebbero aver incrociato la passeggera (malata e poi deceduta) che per qualche minuto è salita a bordo prima di venir allontanata dal personale. Ma lascia ben sperare la notizia che sia risultata negativa la hostess che l’ha assistita e che sembrava essere stata contagiata. Se il numero di persone a rischio dovesse fermarsi qui, allora il virus sarebbe circoscrivibile con poco sforzo. Tuttavia, vista la lunga incubazione del ceppo andino dell’infezione dei topi, bisogna aspettare fino a giugno per dichiarare chiuso il capitolo italiano dell’Hantavirus. «Attualmente non c’è alcun allarme, siamo sicuramente lontani da una pandemia», specifica Maria Rosaria Campitiello, che guida il Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute. Altro elemento per cui non ha senso allarmarsi: a differenza del Covid, che era contagioso anche quando non c’erano i sintomi, «da recenti studi la contagiosità dell’Hantavirus sembra iniziare non in fase pre-clinica ma solo al momento dei sintomi» spiega Campitiello. Quindi il percorso dell’incubazione è più chiaro e semplice da ricostruire. «Parliamo di un virus che è molto diverso rispetto a quello del Covid, seppur più letale - ha spiegato Campitiello -. La differenza fondamentale sta nella contagiosità: è un virus a basso contagio, la sua principale trasmissione è attraverso gli escreti di roditori, quindi salive, urina, feci e solo in piccolissima parte per via aerea e interumana». Nella mobilitazione sanitaria di questi giorni, c’è un aspetto positivo da non trascurare: «I protocolli funzionano, la rete internazionale di monitoraggio è operativa e si interviene tempestivamente anche quando il rischio appare basso» fa notare Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, che ne approfitta per avanzare una considerazione: «I virus viaggiano più veloci della politica e nessun paese può pensare di affrontare da solo minacce sanitarie globali. Le posizioni assunte da leader come Donald Trump negli Stati Uniti e Javier Milei in Argentina nei confronti dell’Oms rischiano di avere conseguenze importanti sul piano della governance globale della salute». ---End text--- Author: Maria Sorbi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Hantavirus, italiani asintomatici «Nessun allarme pandemia» Gli italiani isolati non hanno sintomi «Nessun allarme, pandemia lontana» -sec_org- tp:writer§§ Maria Sorbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988704091.PDF §---§ title§§ Intervista a Enrico Costa - Costa "Sul fine vita FI è pronta ma il Pd accetti il confronto" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988004088.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "REPUBBLICA" del 11 May 2026

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988004088.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988004088.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988004088.PDF tp:ocr§§ Costa “Sul fine vita FI è pronta ma il Pd accetti il confronto” ROMA nrico Costa, capogruppo di Forza Italia, domani il Pd chiederà di portare in aula il disegno di legge sul fine vita. Servono però i voti del centrodestra. Forza Italia li darà? «Noi riteniamo che sul fine vita ci sia un vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. La strada maestra per arrivare a una legge nazionale è il voto degli emendamenti in Commissione e poi l’esame in aula». E se invece Fratelli d’Italia e Lega faranno melina? «Vedremo. Stefania Craxi, al Senato, sta seguendo l’iter della legge in modo puntuale. Sono fiducioso». Quindi insistite sull’impianto del disegno di legge Zanettin-Zullo? «Si parte da lì». Secondo il Pd peggiora il testo Bazoli, presentato in Parlamento già nel 2022. «Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa pur di E arrivare a un risultato. Il punto di partenza della nostra proposta è la sentenza della Corte Costituzionale che nel 2019 ha disegnato i confini su cui definire l’intervento normativo». Cosa diceva? «Il suicidio assistito si può prevedere nei casi di una persona affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche, che trova assolutamente intollerabili, e la quale sia tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale. Ma che resti capace di prendere decisioni libere e consapevoli». Insomma, serve un compromesso? «Sì, perché in tanti ritengono che non sia necessaria alcuna legge e altri che frenano perché ritengono la norma insufficiente. Ma non possiamo permettere che una materia così delicata sia in balia del caos normativo. Non decidere significa accettarlo». Forza Italia non si allinea sempre alla maggioranza? «Molte materie prima di affermarsi in Parlamento debbono avere una loro maturazione. È necessario un dibattito. Un confronto anche lungo con le altre forze politiche». Ma sui diritti civili la destra non ci sente. «Troveremo delle sintesi, com’è sempre stato nel centrodestra, da trent’anni a questa parte. È stato così anche su fisco, economia e giustizia». Quanto incide Marina Berlusconi nella vita interna di Forza Italia? «Il cognome Berlusconi è scolpito nel simbolo di Forza Italia ed è naturale che Marina Berlusconi nutra per Forza Italia attenzione e affetto, visti i valori liberali su cui il partito è stato fondato». La conosce personalmente? «No, non ci siamo mai incontrati». Però lei è stato scelto come capogruppo per il nuovo corso. «Ma non c’è nessun nuovo corso. Forza Italia, grazie a Silvio Berlusconi, è sempre stata attenta ai diritti, ai valori liberali, fin dal suo sorgere. Antonio Tajani lo ha ribadito continuamente, con il suo stile non gridato». Però anche i vostri propositi sullo Ius scholae sono rimasti lettera morta. «Per fare delle riforme significative servono i tempi giusti. Non si ottengono con un emendamento. Non dall’oggi al domani». Marina Berlusconi ha incontrato Luca Zaia. Potrà un giorno entrare in Forza Italia? «Non mi risulta. Luca Zaia lo stimo da tempo. Ma è un dirigente della Lega. Trovo normale che si possano avere posizioni comuni su alcuni temi, del resto siamo alleati storici». ---End text--- Author: CONCETTO VECCHIO Heading: Highlight: “Zaia è dirigente leghista Normale che si possano condividere alcuni temi ma ciò non significa che lascerà il suo partito“ Il capogruppo alla Camera apre all’appello dei dem: “Lavoriamo a un testo con l’opposizione ora serve una sintesi” Image: -tit_org- Intervista a Enrico Costa - Costa “Sul fine vita FI è pronta ma il Pd accetti il confronto” -sec_org- tp:writer§§ Concetto Vecchio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101988004088.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Per gli errori medici paga la clinica: nulli i patti di manleva = Errori medici, risarcisce la struttura Nulli i patti di manleva con i sanitari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101987404094.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "SOLE 24 ORE" del 11 May 2026

pubDate§§ 2026-05-11T04:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101987404094.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101987404094.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101987404094.PDF tp:ocr§§ giustizia Per gli errori medici paga la clinica: nulli i patti di manleva Errori medici, risarcisce la struttura Nulli i patti di manleva con i sanitari L’azione di rivalsa verso il professionista è possibile solo nei casi di colpa grave Il principio vale anche se è l’operatore che si avvale della clinica per l’intervento Responsabilità È limitata ai casi di colpa grave l’azione di rivalsa della struttura (che paga il danno causato a un paziente) nei confronti dei sanitari. E gli eventuali patti di manleva sono nulli. Codrino e Ha2an —a pag. 26 Maurizio Ha2an È limitata ai casi di colpa grave l’azione di rivalsa o di regresso che una struttura sanitaria – chiamata a rispondere di un danno arrecato a un paziente – può far valere nei confronti dei medici o degli altri professionisti che si sono occupati delle cure. E gli eventuali patti di manleva sottoscritti tra la struttura e il sanitario sono nulli. Lo ha chiarito la Cassazione che, con l’ordinanza 9949 del 17 aprile 2026, traccia le coordinate di riferimento in materia di azione di regresso. Le norme Il tema è strettamente collegato all’applicazione della legge 24/2017 (legge Gelli) che, modificando il regime della responsabilità civile sanitaria, ha canalizzato la maggior parte delle richieste risarcitorie verso le strutture sanitarie (esposte alle più severe regole della responsabilità contrattuale) o, quando assicurate, verso le compagnie che coprono il rischio (assoggettate all’azione diretta da parte del danneggiato). Più defilata è invece la posizione dei professionisti che operano per conto delle strutture (detti “ausiliari”) e che rispondono in via extracontrattuale. L’esposizione frontale delle strutture nei confronti dei pazienti danneggiati potrebbe sviluppare un contenzioso di “rimbalzo”, nei confronti degli ausiliari per recuperare, in via di regresso o sulla base di patti di manleva, il risarcimento pagato. Tuttavia, la legge Gelli limita molto questa possibilità, sia nel settore pubblico che in quello privato, consentendo (all’articolo 9) l’azione di regresso o rivalsa solo in caso di colpa grave ed entro stretti limiti quantitativi (pari al triplo della retribuzione annuale del professionista). La vicenda Nel caso sottoposto alla Cassazione, una struttura sanitaria, convenuta in giudizio dal paziente danneggiato, aveva chiamato in causa il chirurgo che aveva eseguito l’intervento formulando nei suoi confronti una domanda di regresso e manleva, fondata, da un lato, sulle norme che regolano i rapporti interni tra condebitori solidali (articolo 1298 Codice civile) e, dall’altro, su una clausola del contratto libero-professionale che obbligava il medico a tenerla indenne dalle conseguenze risarcitorie derivanti da errori nello svolgimento delle sue prestazioni di cura. La decisione di primo grado, con cui il Tribunale aveva integralmente accolto la domanda di regresso verso il chirurgo, veniva ribaltata in appello, con una sentenza che affermava come il caso dovesse essere regolato, quanto ai rapporti interni tra chirurgo e struttura, solo dall’articolo 9 della legge 24/2017, che «condiziona l’azione di rivalsa della struttura nei confronti del sanitario alla sussistenza del dolo o della colpa grave di quest’ultimo»; nel caso esaminato, la colpa grave era stata ritenuta insussistente e la domanda respinta. Contro questa sentenza la struttura ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo, per un verso, la piena validità della clausola contrattuale di manleva e, per l’altro, l’applicabilità degli ordinari principi di riparto di responsabilità tra condebitori solidali: ciò anche in considerazione del fatto che il chirurgo non fosse un vero e proprio ausiliario ma svolgesse la sua attività come libero professionista a favore di un suo paziente, emettendo regolare fattura per la propria attività (mentre la struttura aveva messo a disposizione le sale operatorie e in l’organizzazione ospedaliera per eseguire l’intervento). La decisione Nel respingere il ricorso, la Cassazione pone alcuni punti fermi. 1 In ogni ipotesi di prestazio ne resa da una struttura mediante la propria organizzazione sanitaria il rapporto tra la struttura e il professionista che ha materialmente eseguito la prestazione è regolato dall’articolo 9 della legge Gelli, norma speciale non derogabile pattiziamente dalle parti. 2 Per applicare questa norma non rileva la qualificazione della responsabilità del sanitario verso il paziente in termini contrattuali o extracontrattuali, ma il fatto che il danno si sia prodotto nell’ambito di una prestazione sanitaria erogata attraverso l’organizzazione della struttura. 3 In queste ipotesi, l’esercente la professione sanitaria, anche se libero professionista e anche se contrattualmente obbligato nei confronti del paziente, opera quale ausiliario della struttura in base all’articolo 1228 del Codice civile: l’azione di rivalsa nei suoi confronti è dunque possibile solo in caso di dolo o colpa grave. 4 I patti di manleva – ancora frequenti nella prassi specie nel mondo della sanità privata – attraverso i quali la struttura addossa al sanitario le responsabilità risarcitorie, si devono considerare nulli, dato che l’articolo 9 ha natura imperativa, inderogabile e pubblicistica. Queste regole valgono anche quando è il professionista ad avvalersi della struttura, dando luogo a una sorta di “ausiliarità invertita”. Ciò accade, ad esempio, quando il rapporto con il paziente inizia nello studio professionale del sanitario per poi proseguire nella struttura dove è eseguito l’intervento chirurgico. Anche qui, secondo la Cassazione, il riparto interno di responsabilità tra struttura e professionista di regresso è disciplinato dall’articolo 9 della legge Gelli (ma nei confronti del paziente struttura e sanitario rispondono contrattualmente in via solidale). Anche se non detto espressamente dalla Suprema corte, l’esistenza di un rapporto contrattuale tra il medico e il paziente esclude l’ordinaria limitazione quantitativa della rivalsa (triplo della retribuzione): in queste ipotesi il regresso può essere azionato per l’intero ammontare del danno risarcibile, ferma restando la necessità della colpa grave. Diversa è la (rara) situazione in cui il professionista conduca in locazione o in comodato spazi della struttura, senza interferenze sulle modalità di svolgimento della prestazione: qui l’unico responsabile è proprio il professionista (Cassazione 8164/2025). © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Andrea Codrino Heading: Responsabilità Highlight: NT+DIRITTO Figlio non riconosciuto, il diritto al mantenimento sorge dalla nascita Se il genitore che ha mantenuto per intero il figlio muore prima che sia accertata la filiazione, il diritto al rimborso entra nella successione. di Giorgio Vaccaro La versione integrale dell’articolo su: ntplusdiritto.ilsole24ore.com Image: -tit_org- Norme & tributi - Per gli errori medici paga la clinica: nulli i patti di manleva Errori medici, risarcisce la struttura Nulli i patti di manleva con i sanitari -sec_org- tp:writer§§ Andrea Codrino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/11/2026051101987404094.PDF §---§