title§§ Il ricambio non basta a coprire le carenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001864602707.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Estratto da pag. 3 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Diverse persone si lamentano dei propri dottori, che però sono sempre meno e oberati da obblighi burocratici e altre difficoltà. Che cosa si può davvero chiedere loro e che cosa invece non è giusto pretendere
pubDate§§ 2026-05-10T03:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863402711.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863402711.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863402711.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia (e pazienti) in crisi Diverse persone si lamentano dei propri dottori, che però sono sempre meno e oberati da obblighi burocratici e altre difficoltà. Che cosa si può davvero chiedere loro e che cosa invece non è giusto pretendere I pazienti: «Dottore, perché non mi ascolti?» C’è chi è senza medico di famiglia da mesi e deve rivolgersi alla guardia medica per una semplice ricetta; chi vorrebbe maggiore empatia e più flessibilità negli orari di ambulatorio; chi chiede informazioni più chiare su ricette, referti e percorsi terapeutici S e abbiamo un problema di salute il nostro primo riferimento è il medico di famiglia, che valuta cosa fare e, qualora occorra, prescrive sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale le prestazioni necessarie (esami diagnostici, farmaci, visite specialistiche, ecc). Talvolta basta essere ascoltati e rassicurati, dato che ci fidiamo del dottore che abbiamo scelto; altre volte capita di lamentarsi: non risponde a telefono; non fa visita a casa; l’ambulatorio è aperto solo poche ore al giorno. Da parte loro, i medici di famiglia lamentano troppa burocrazia, che sottrae tempo alle visite e alla «relazione di cura» con gli assistiti, molti anziani e con più malattie croniche, quindi con bisogni complessi. In media ogni medico assiste quasi 1.400 pazienti (si arriva anche a 1.800), ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 assistiti per dottore. Abbiamo ascoltato le «ragioni» degli uni e degli altri: evitare incomprensioni reciproche serve a migliorare il rapporto di fiducia e, di conseguenza, a curarci meglio. Ma che cosa possiamo chiedere e che cosa non dobbiamo pretendere? Di seguito le risposte alle domande più frequenti, per esempio: quali sono giorni e orari di apertura dell’ambulatorio? La visita va prenotata? Il dottore è reperibile nel corso della giornata? Se stiamo male è tenuto a visitarci a casa? Può rifiutarsi di prescrivere farmaci o esami? Intanto, cresce il numero di persone rimaste senza medico di famiglia. Cosa fare? Quanti ne mancano? Il ricambio generazionale riuscirà a «coprire» le carenze e i pensionamenti attesi? continua alla pagina seguente SEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE lata. Siamo costretti a rivolgerci alla guardia medica solo di notte, o andare al Pronto Soccorso, lontano chilometri, anche per una semplice ricetta. Non è forse un nostro diritto avere un medico di famiglia?». Anche Maria abita in un piccolo Comune rurale, ma in provincia di Roma: «Ho 78 anni e sono sola; il mio dottore è andato in pensione il mese scorso e devo scegliere il sostituto, ma sono disponibili solo medici a 15-20 chilometri di distanza: senza macchina e con i mezzi pubblici che scarseggiano, come faccio a curarmi?». Elena di Bari: «Il medico di mio padre, che ha la demenza senile e gravi patologie croniche, riceve solo su appuntamento in orari molto “rigidi”, che purtroppo coincidono con le sue sedute di riabilitazione, fondamentali per la mobilità. Ho chiesto un po’ di flessibilità o un appuntamento extra-orario per poter parlare della terapia, ma nulla». Giovanni di Palermo: «Ho 82 anni e gravi problemi alle articolazioni che mi rendono quasi impossibile camminare; ho chiesto al mio medico di famiglia di venire a visitarmi a casa per un forte dolore intercostale, ma mi ha risposto che devo recarmi in ambulatorio poiché non sono allettato. Trovo umiliante dover dipendere da un’ambulanza privata, a pagamento, solo per farmi ascoltare il torace. Non ho diritto a essere curato dignitosamente a casa mia?». Rosetta di Campobasso: «Mi sento un po’ persa; ho problemi di udito e, durante l’ultima visita, il mio medico di famiglia è stato molto sbrigativo e parlava a bassa voce mentre scriveva al computer, senza guardarmi. Sono uscita dallo studio che non avevo capito bene come prendere le nuove medicine e le varie dosi. Ho provato a chiedere di scrivere in modo più chiaro, ma ha risposto che era già tutto scritto sulla ricetta». Sono solo alcune testimonianze - raccolte dal nostro giornale e dal Pit Salute (Progetto integrato di Tutela) di Cittadinanzattiv a - di persone rimaste senza dottore o che, quando ce l’hanno, lamentano difficoltà nel rapporto col medico di famiglia. Non si tratta di «voci» isolate, come rileva il Rapporto civico sulla salute 2025 dell’organizzazione di tutela dei diritti dei pazienti: l’assistenza «di prossimità» rimane critica e, in quest’ambito, la percentuale più alta di segnalazioni dei cittadini riguarda proprio i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. «Il Rapporto evidenzia come il medico di medicina generale oggi sia schiacciato da un sovraccarico insostenibile di pazienti e di burocrazia» premette Valeria Fava, responsabile «Politiche della salute» di Cittadinanzattiva. Quali sono i principali disagi segnalati dagli assistiti? «Innanzitutto, la difficoltà a ottenere appuntamenti tempestivi o consulti urgenti — riassume Fava —. Episodi come l’invito a rivolgersi al Pronto Soccorso per urgenze domiciliari testimoniano un corto circuito nella gestione delle cronicità e delle fragilità. Dalle segnalazioni che ci arrivano, poi, talvolta emergono criticità nella comunicazione tra medico e assistito (per esempio, informazioni poco chiare sui percorsi di cura e sui referti), anche perché spesso lo svolgimento delle pratiche burocratiche, come evidenziano gli stessi medici, finisce con l’erodere quel tempo di relazione con il paziente che, per legge, è considerato tempo di cura». C’è poi lo smarrimento di persone, soprattutto anziane, rimaste senza dottore, che non riescono a trovarne un altro vicino casa (si veda l’articolo a destra). «Il dato sull’accessibilità fisica è preoccupante — sottolinea Fava —. Se nei grandi e medi centri il cittadino riesce a raggiungere il medico ancora agevolmente, c’è una percentuale non irrilevante di persone che vivono in una condizione di vera “desertificazione sanitaria”. In particolare, nelle aree disagiate, dover percorrere trenta chilometri per una visita medica rappresenta una barriera insormontabile, specialmente per gli anziani soli che non guidano. Questo isolamento trasforma la prevenzione in un lusso e l’assistenza in un miraggio». Un’altra nota dolente è l’elevato numero di assistiti per ogni dottore. In base all’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), che regola i rapporti di lavoro tra Servizio Sanitario Nazionale e medici di medicina generale (l’ultimo relativo al triennio 2022-24 e rinnovato a gennaio, ndr), il rapporto «ottimale» dovrebbe essere di un medico di famiglia ogni 1.200 assistiti, in modo da garantire la distribuzione capillare dei dottori sul territorio, la vicinanza degli ambulatori e il diritto di ogni assistito a scegliere il medico di famiglia tra i professionisti che operano in convenzione con l’Asl. Molte volte, però, non è così. In ogni caso, come stabilisce l’ACN, il numero massimo di assistiti per medico di famiglia non deve superare 1.500 pazienti, con la possibilità di arrivare fino a 1.800, tramite deroghe a livello locale, per far fronte alla carenza di dottori. Una soglia che spesso viene superata. Osserva Fava: «Il massimale di 1.500 o 1.800 pazienti per medico impedisce una presa in carico reale, specialmente di fronte all’aumento delle patologie croniche legate all’invecchiamento. Senza strumenti organizzativi adeguati, come personale di segreteria o infermieri, il medico di famiglia non riesce più a garantire quella medicina di prossimità necessaria. Serve un cambio di passo urgente per fare in modo che il primo punto di accesso al Servizio sanitario nazionale continui a rappresentare una porta aperta sulle necessità della comunità — sottolinea la rappresentante di Cittadinanzattiva —. La sofferenza dei medici si riflette direttamente sulla sicurezza dei pazienti, creando disuguaglianze territoriali che colpiscono le persone più vulnerabili. È necessario reinvestire nel rapporto medicopaziente e nelle strutture di supporto, umane e tecnologiche, per garantire l’assistenza in modo equo a ogni persona» suggerisce Fava. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Maria Giovanna Faiella Heading: Highlight: ? L’invito a rivolgersi al Pronto S occorso per urgenze domiciliari testimonia un corto circuito nella gestione ? 30 chilometri la distanza che si può arrivare a percorrere, per una visita medica in aree disagiate Image:Le principali richieste dei pazienti ai medici di famiglia Appuntamenti tempestivi e poter contattare il dottore per consulti urgenti Informazioni comprensibili sui percorsi di cura e sui referti Alternative chiare in caso di assenza o turni ridotti del medico Fonte: Cittadinanzattiva – Rapporto civico sulla salute 2025 Quanti sono gli anziani in Italia (dati in milioni) Over 80 Over 65 1985 7,29 1985 1,4 2025 14,58 2025 4,58 2035 17,36* 2035 5,39* Over 65 e over 80 sul totale della popolazione Over 65 Over 80 34,5% 34,1% 30% 30% 25% 24,7% 20% 21,9% 19,5% 15% 16,5% 15% 12,9% 10% 11,8% 5% 0 2,5% 1985 4% 1995 4,9% 2005 6,6% 2015 7,8% 2025 Fonte: Fondazione Gimbe - Rapporto sui medici di medicina generale (MMG), 2026 (Elaborazione dati Istat) *stima 9,3% 2035 2045 2055 Corriere della Sera -tit_org- Medici di famiglia (e pazienti) in crisi I pazienti : «Dottore, perché non mi ascolti?» -sec_org- tp:writer§§ Maria Giovanna Faiella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863402711.PDF §---§ title§§ I medici in difficoltà «Oberati da burocrazia e numero eccessivo di assistiti» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863502712.PDF description§§
Estratto da pag. 3 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Estratto da pag. 2 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Diverse persone si lamentano dei propri dottori, che però sono sempre meno e oberati da obblighi burocratici e altre difficoltà. Che cosa si può davvero chiedere loro e che cosa invece non è giusto pretendere
pubDate§§ 2026-05-10T03:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863202713.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863202713.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863202713.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia (e pazienti) in crisi Diverse persone si lamentano dei propri dottori, che però sono sempre meno e oberati da obblighi burocratici e altre difficoltà. Che cosa si può davvero chiedere loro e che cosa invece non è giusto pretendere I pazienti: «Dottore, perché non mi ascolti?» C’è chi è senza medico di famiglia da mesi e deve rivolgersi alla guardia medica per una semplice ricetta; chi vorrebbe maggiore empatia e più flessibilità negli orari di ambulatorio; chi chiede informazioni più chiare su ricette, referti e percorsi terapeutici S e abbiamo un problema di salute il nostro primo riferimento è il medico di famiglia, che valuta cosa fare e, qualora occorra, prescrive sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale le prestazioni necessarie (esami diagnostici, farmaci, visite specialistiche, ecc). Talvolta basta essere ascoltati e rassicurati, dato che ci fidiamo del dottore che abbiamo scelto; altre volte capita di lamentarsi: non risponde a telefono; non fa visita a casa; l’ambulatorio è aperto solo poche ore al giorno. Da parte loro, i medici di famiglia lamentano troppa burocrazia, che sottrae tempo alle visite e alla «relazione di cura» con gli assistiti, molti anziani e con più malattie croniche, quindi con bisogni complessi. In media ogni medico assiste quasi 1.400 pazienti (si arriva anche a 1.800), ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 assistiti per dottore. Abbiamo ascoltato le «ragioni» degli uni e degli altri: evitare incomprensioni reciproche serve a migliorare il rapporto di fiducia e, di conseguenza, a curarci meglio. Ma che cosa possiamo chiedere e che cosa non dobbiamo pretendere? Di seguito le risposte alle domande più frequenti, per esempio: quali sono giorni e orari di apertura dell’ambulatorio? La visita va prenotata? Il dottore è reperibile nel corso della giornata? Se stiamo male è tenuto a visitarci a casa? Può rifiutarsi di prescrivere farmaci o esami? Intanto, cresce il numero di persone rimaste senza medico di famiglia. Cosa fare? Quanti ne mancano? Il ricambio generazionale riuscirà a «coprire» le carenze e i pensionamenti attesi? continua alla pagina seguente SEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE R acconta al Corriere Salute una lettrice di Roma: «Mia madre, anziana e allettata, si è sentita male e ho chiamato il medico in orario di ambulatorio per chiedergli di visitarla (lo studio è nella strada adiacente); ha risposto di chiamare il Pronto Soccorso». Un altro lettore che vive in Campania: «Chiamo il medico di famiglia negli orari di ambulatorio - appena due ore al giorno - ma non risponde, nemmeno alle email: se non riesco ad andare allo studio, come faccio a chiedergli un consulto?». Antonio vive in un piccolo Comune rurale dell’Ogliastra, in Sardegna: «Nel mio paese il medico di famiglia è venuto a mancare mesi fa e da allora siamo senza assistenza. L’Asl ha fatto dei bandi, ma nessuno vuole venire a lavorare qui perché è una zona troppo isolata. Siamo costretti a rivolgerci alla guardia medica solo di notte, o andare al Pronto Soccorso, lontano chilometri, anche per una semplice ricetta. Non è forse un nostro diritto avere un medico di famiglia?». Anche Maria abita in un piccolo Comune rurale, ma in provincia di Roma: «Ho 78 anni e sono sola; il mio dottore è andato in pensione il mese scorso e devo scegliere il sostituto, ma sono disponibili solo medici a 15-20 chilometri di distanza: senza macchina e con i mezzi pubblici che scarseggiano, come faccio a curarmi?». Elena di Bari: «Il medico di mio padre, che ha la demenza senile e gravi patologie croniche, riceve solo su appuntamento in orari molto “rigidi”, che purtroppo coincidono con le sue sedute di riabilitazione, fondamentali per la mobilità. Ho chiesto un po’ di flessibilità o un appuntamento extra-orario per poter parlare della terapia, ma nulla». Giovanni di Palermo: «Ho 82 anni e gravi problemi alle articolazioni che mi rendono quasi impossibile camminare; ho chiesto al mio medico di famiglia di venire a visitarmi a casa per un forte dolore intercostale, ma mi ha risposto che devo recarmi in ambulatorio poiché non sono allettato. Trovo umiliante dover dipendere da un’ambulanza privata, a pagamento, solo per farmi ascoltare il torace. Non ho diritto a essere curato dignitosamente a casa mia?». Rosetta di Campobasso: «Mi sento un po’ persa; ho problemi di udito e, durante l’ultima visita, il mio medico di famiglia è stato molto sbrigativo e parlava a bassa voce mentre scriveva al computer, senza guardarmi. Sono uscita dallo studio che non avevo capito bene come prendere le nuove medicine e le varie dosi. Ho provato a chiedere di scrivere in modo più chiaro, ma ha risposto che era già tutto scritto sulla ricetta». Sono solo alcune testimonianze - raccolte dal nostro giornale e dal Pit Salute (Progetto integrato di Tutela) di Cittadinanzattiva - di persone rimaste senza dottore o che, quando ce l’hanno, lamentano difficoltà nel rapporto col medico di famiglia. Non si tratta di «voci» isolate, come rileva il Rapporto civico sulla salute 2025 dell’organizzazione di tutela dei diritti dei pazienti: l’assistenza «di prossimità» rimane critica e, in quest’ambito, la percentuale più alta di segnalazioni dei cittadini riguarda proprio i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. «Il Rapporto evidenzia come il medico di medicina generale oggi sia schiacciato da un sovraccarico insostenibile di pazienti e di burocrazia» premette Valeria Fava, responsabile «Politiche della salute» di Cittadinanzattiva. Quali sono i principali disagi segnalati dagli assistiti? «Innanzitutto, la difficoltà a ottenere appuntamenti tempestivi o consulti urgenti — riassume Fava —. Episodi come l’invito a rivolgersi al Pronto Soccorso per urgenze domiciliari testimoniano un corto circuito nella gestione delle cronicità e delle fragilità. Dalle segnalazioni che ci arrivano, poi, talvolta emergono criticità nella comunicazione tra medico e assistito (per esempio, informazioni poco chiare sui percorsi di cura e sui referti), anche perché spesso lo svolgimento delle pratiche burocratiche, come evidenziano gli stessi medici, finisce con l’erodere quel tempo di relazione con il paziente che, per legge, è considerato tempo di cura». C’è poi lo smarrimento di persone, soprattutto anziane, rimaste senza dottore, che non riescono a trovarne un altro vicino casa (si veda l’articolo a destra). «Il dato sull’accessibilità fisica è preoccupante — sottolinea Fava —. Se nei grandi e medi centri il cittadino riesce a raggiungere il medico ancora agevolmente, c’è una percentuale non irrilevante di persone che vivono in una condizione di vera “desertificazione sanitaria”. In particolare, nelle aree disagiate, dover percorrere trenta chilometri per una visita medica rappresenta una barriera insormontabile, specialmente per gli anziani soli che non guidano. Questo isolamento trasforma la prevenzione in un lusso e l’assistenza in un miraggio». Un’altra nota dolente è l’elevato numero di assistiti per ogni dottore. In base all’Accordo Collettivo Nazionale (ACN), che regola i rapporti di lavoro tra Servizio Sanitario Nazionale e medici di medicina generale (l’ultimo relativo al triennio 2022-24 e rinnovato a gennaio, ndr), il rapporto «ottimale» dovrebbe essere di un medico di famiglia ogni 1.200 assistiti, in modo da garantire la distribuzione capillare dei dottori sul territorio, la vicinanza degli ambulatori e il diritto di ogni assistito a scegliere il medico di famiglia tra i professionisti che operano in convenzione con l’Asl. Molte volte, però, non è così. In ogni caso, come stabilisce l’ACN, il numero massimo di assistiti per medico di famiglia non deve superare 1.500 pazienti, con la possibilità di arrivare fino a 1.800, tramite deroghe a livello locale, per far fronte alla carenza di dottori. Una soglia che spesso viene superata. Osserva Fava: «Il massimale di 1.500 o 1.800 pazienti per medico impedisce una presa in carico reale, specialmente di fronte all’aumento delle patologie croniche legate all’invecchiamento. Senza strumenti organizzativi adeguati, come personale di segreteria o infermieri, il medico di famiglia non riesce pi ù a garantire quella medicina di prossimità necessaria. Serve un cambio di passo urgente per fare in modo che il primo punto di accesso al Servizio sanitario nazionale continui a rappresentare una porta aperta sulle necessità della comunità — sottolinea la rappresentante di Cittadinanzattiva —. La sofferenza dei medici si riflette direttamente sulla sicurezza dei pazienti, creando disuguaglianze territoriali che colpiscono le persone più vulnerabili. È necessario reinvestire nel rapporto medicopaziente e nelle strutture di supporto, umane e tecnologiche, per garantire l’assistenza in modo equo a ogni persona» suggerisce Fava. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Maria Giovanna Faiella Heading: Highlight: ? L’invito a rivolgersi al Pronto Soccorso per urgenze domiciliari testimonia un corto circuito nella gestione ? 30 chilometri la distanza che si può arrivare a percorrere, per una visita medica in aree disagiate Image:Le principali richieste dei pazienti ai medici di famiglia Appuntamenti tempestivi e poter contattare il dottore per consulti urgenti Informazioni comprensibili sui percorsi di cura e sui referti Alternative chiare in caso di assenza o turni ridotti del medico Fonte: Cittadinanzattiva – Rapporto civico sulla salute 2025 Quanti sono gli anziani in Italia (dati in milioni) Over 80 Over 65 1985 7,29 1985 1,4 2025 14,58 2025 4,58 2035 17,36* 2035 5,39* Over 65 e over 80 sul totale della popolazione Over 65 Over 80 34,5% 34,1% 30% 30% 25% 24,7% 20% 21,9% 19,5% 15% 16,5% 15% 12,9% 10% 11,8% 5% 0 2,5% 1985 4% 1995 4,9% 2005 6,6% 2015 7,8% 2025 Fonte: Fondazione Gimbe - Rapporto sui medici di medicina generale (MMG), 2026 (Elaborazione dati Istat) *stima 9,3% 2035 2045 2055 Corriere della Sera -tit_org- AGGIORNATO - Medici di famiglia (e pazienti) in crisi I pazienti : «Dottore, perché non mi ascolti?» -sec_org- tp:writer§§ Maria Giovanna Faiella guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863202713.PDF §---§ title§§ Cosa è giusto chiedere e cosa ingiusto pretendere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001863802715.PDF description§§
Estratto da pag. 4 di "CORRIERE SALUTE" del 10 May 2026
Estratto da pag. 2 di "LIBERO" del 10 May 2026
Le persone in quarantena sono a Firenze, Padova, Calabria e Campania Il ministero: «Non hanno sintomi, la persona infetta era lontana da loro» L'Oms: ad alto rischio i passeggeri della nave, da monitorare per 42 giorni
pubDate§§ 2026-05-10T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001981003903.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001981003903.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001981003903.PDF tp:ocr§§ IL FOCOLAIO SULLA NAVE DA CROCIERA: TRE I DECESSI L’Hantavirus sbarca in Italia Quattro sotto osservazione: erano in aereo con la donna poi morta per il morbo Le persone in quarantena sono a Firenze, Padova, Calabria e Campania Il ministero: «Non hanno sintomi, la persona infetta era lontana da loro» L’Oms: ad alto rischio i passeggeri della nave, da monitorare per 42 giorni ¦ Le autorità sanitarie mondiali si mostrano per nulla preoccupate, ma è inutile negare che - visti i precedenti - il timore serpeggia. Quattro persone sono arrivate in Italia dopo aver preso il volo della compagnia aerea Klm in coincidenza per Roma su cui era salita per pochi minuti la donna olandese affetta da Hantavirus (variante Andes), poi ricoverata e morta in Sudafrica. L’affaire della MV Hondius, la nave da crociera battente bandiera olandese partita lo scorso 3 aprile dall’Argentina e a bordo della quale è esploso un focolaio del morbo che ha causato finora tre decessi, tocca dunque anche l’Italia. «I quattro passeggeri sono stati rintracciati, le informazioni inviate alle Regioni che procederanno ad avviare tutte le procedure di sorveglianza attiva: ci risulta che non abbiano sintomi, la passeggera che poi è deceduta era seduta in una fila lontana ed è stata a bordo del volo per poco tempo»: così ha dichiarato Mara Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. Le Regioni coinvolte, ha fatto sapere il ministero, sono Calabria, Campania, Toscana, Veneto. Per uno dei quattro passeggeri - una donna residente a Firenze, per la quale il contatto sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco, e non risulterebbe essere stato né ravvicinato né prolungato è scattata la sorveglianza sanitaria. «Abbiamo attivato i protocolli previsti e preso contatto con la signora, posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l’eventuale contrazione del virus», ha fatto sapere la Regione Toscana. Si trova in quarantena, a Padova, anche un cittadino sudafricano arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile scorso, anch’egli fra i passeggeri che a Johannesburg si sono imbarcati sull’aereo a bordo sul quale era salita per pochi minuti prima del decollo la donna poi deceduta. «Non presenta alcun sintomo e gode di buona salute» afferma il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Anche Federico, 25enne calabrese, era presente su quel volo, e ora è in quarantena. «Sto bene, non ho sintomi - ha detto al Tg1 -. Sono rientrato in Italia per un periodo di ferie, faccio il marittimo. Mi ha contattato il ministero e poi la Asl,dovrò stare in quarantena: isolamento, misurare la temperatura il giorno e la sera e qualora dovessi avere uno dei sintomi, il più comune è la febbre, di ricontattarli. Non sono preoccupato perché, da come mi hanno detto, ho un basso rischio di contagio del virus». Sia i governi che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno ribadito più volte in questi giorni che il rischio per la popolazione generale a livello mondiale resta molto basso, perché il virus in questione si trasmette principalmente attraverso il contatto con urine e escrementi di ratti. Per il ceppo andino il contagio da uomo a uomo è in effetti possibile, ma avviene in rari casi. «Questo non è un altro Covid-19, il rischio attuale per la salute pubblica derivante dall’Hantavirus rimane basso» ha rassicurato il segretario generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. E però la stessa Oms ha poi rimarcato che, in ogni caso, i passeggeri che si trovavano sulla nave sono da considerare «soggetti ad alto rischio», e per loro è consigliabile un periodo di isolamento di 42 giorni, equivalenti all’incubazione della malattia. Secondo funzionari argentini citati da Associated Press, tutto sarebbe partito da una sessione di birdwatching cioè l’osservazione naturalistica degli uccelli - della coppia olandese (che poi si è ammalata ed è morta) in ISOLAM una discarica nei pressi di Ushuaia, a sud-est dell’Argentina. I due si sarebbero recati in qu esta discarica per osservare per l’appunto alcuni uccelli selvatici opportunisti e necrofagi, ovvero che si nutrono (anche) di carogne. Fra i volatili che “frequentano” la zona, figurano il Caracara meridionale o Carancho (Caracara plancus), un grande rapace che si ciba di piccoli animali (compresi roditori), oltre che di carogne e prede rubate ad altri uccelli; il più piccolo Caracara chimango (Milvago chimango), che si nutre di insetti e carcasse; e poi i Gabbiani di Magellano (Leucophaeus scoresbii), che come i nostri gabbiani reali frequentano abitualmente le discariche cittadine. Secondo quanto comunicato sempre dall’Oms, ad oggi In Ingh in 24 sa isolati struttu per il C sulla nave MV Hondius sono stati registrati in totale otto casi di Hantavirus, sei confermati e due probabili, inclusi tre decessi (due confermati e uno probabile), con un tasso di mortalità del 38%. Due voli di evacuazione medica provenienti da Capo Verde, con a bordo due pazienti sintomatici confermati e un caso sospetto, sono atterrati nei Paesi Bassi il 6 e il 7 maggio. Quattro ENTO pazienti sono attualmente ricoverati in ospedale: uno in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica, due in diversi ospedali nei Paesi Bassi e uno a Zurigo. La MV Hondius arriverà oggi a Tenerife, la più grande delle Isole Canarie, e farà scendere prima di tutto i passeggeri di nazionalità spagnola, che verranno posti in quarantena. Tra i 151 turisti ancora a bordo non sono emersi nuovi casi di Hantavirus. Anche la Gran Bretagna adotterà misure precauzionali nei confronti dei suoi cittadini, che sarebbero 24, che erano a bordo della nave: verranno tenuti in isolamento in un ospedale nel nordovest del Paese già utilizzato ai tempi del Covid. La MV Hondius proseguirà poi il suo viaggio verso i Paesi Bassi. hilterra aranno n una ra usata Covid © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: MAURO ZANON Heading: Highlight: Itinerario della nave MV Hondius 1 1 APRILE 4 27 APRILE Ushuaia, Argentina 2 Ascension Island 5 3 MAGGIO 13-15 APRILE Praia, Capo Verde Tristan da Cunha 3 3 3 24 APRILE Sant’Elena 6 6 MAGGIO Isole Canarie, Spagna ISOLAMENTO In Inghilterra in 24 saranno isolati in una struttura usata per il Covid Image:Nella foto a destra in alto, la MV Hondius, nave da crociera polare della compagnia Oceanwide Expeditions battente bandiera olandese: era partita lo scorso 3 aprile dall’Argentina e a bordo è esploso un focolaio di Hantavirus che ha causato finora tre decessi. Sotto, una tabella che mostra le tappe del viaggio della nave. Qui a sinistra, l’arrivo ad Amsterdam di tre persone che erano a bordo della nave: sono state prelevate in aeroporto e subito messe in stato di quarantena Oceano Atlantico Settentrionale 6 5 AFRICA 4 3 2 ARGENTINA 1 Oceano Atlantico Meridionale -tit_org- L’Hantavirus sbarca in Italia Quattro sotto osservazione: erano in aereo con la donna poi morta per il morbo -sec_org- tp:writer§§ MAURO ZANON guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001981003903.PDF §---§ title§§ Hantavirus, isolati in quattro in Italia «Ma non è il Covid» = Hantavirus, l'allerta in Italia Quattro persone in quarantena link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001981903896.PDF description§§
Estratto da pag. 4 di "MESSAGGERO" del 10 May 2026
Estratto da pag. 20 di "REPUBBLICA" del 10 May 2026
I capigruppo dem Boccia e Braga chiedono alla maggioranza di evitare il rinvio finale del testo in commissione. L'incognita FI
pubDate§§ 2026-05-10T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983903884.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983903884.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983903884.PDF tp:ocr§§ Fine vita, legge a rischio appello Pd: subito in aula I capigruppo dem Boccia e Braga chiedono alla maggioranza di evitare il rinvio finale del testo in commissione. L’incognita FI ROMA artedì prossimo, alla riunione dei capigruppo di palazzo Madama, il Pd chiederà di portare subito in aula il disegno di legge sul fine vita. Perché accada — perché davvero il testo possa lasciare la palude della commissione Giustizia — servono i voti del centrodestra. O almeno di una parte. Per queM sto i presidenti dei gruppi dem di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia fanno appello alla maggioranza: «Non è più tempo di rinvii, il parlamento si assuma le sue responsabilità». E del resto, da settimane, di fine vita si parla con insistenza anche dentro Forza Italia, per effetto delle sollecitazioni dall’alto di Marina Berlusconi. Votare sì alla calendarizzazione, per gli azzurri, sarebbe il primo vero banco di prova per dimostrare se fanno sul serio. «Se davvero i forzisti fossero intenzionati a passare dalle parole ai fatti, avremmo risolto tutti i problemi», chiosa il presidente dei senatori dem. «È il momento della verità», aggiunge Braga. Lo snodo è cruciale. Se la proposta di calendarizzare il provvedimento venisse bocciata, il testo rimarrebbe in commissione Giustizia. Per settimane? Mesi? Mentre la legislatura volge al termine. È sempre più concreto il rischio che cali il sipario — definitivamente — su un iter infinito di false partenze, tentativi di mediazione, ostruzionismi palesi e a volte celati. Le date: il disegno di legge a prima firma di Alfredo Bazoli è all’esame della commissione Giustizia del Senato da febbraio 2024 (il deposito risale persino al 2022). Nel mezzo sono state svolte un centinaio di audizioni, un numero monstre. A luglio 2025 un comitato ristretto, tra le varie proposte, ha adottato un testo unificato, relatori l’azzurro Pierantonio Zanettin e il meloniano Ignazio Zullo. Intanto i contenuti sono stati modificati in maniera significativa. «In peggio», spiega Boccia: «Inaccettabile prevedere un comitato etico ed escludere il Servizio sanitario nazionale: il diritto di scegliere non può essere riconosciuto solo a chi se lo può permettere economicamente». Ma il problema è a monte: quasi un anno dopo, si è ancora lì, in commissione. L’ultima mediazione è stata tentata dalla neo-capogruppo azzurra Stefania Craxi. Un altro mese è passato senza risultati. Gli ostacoli posti dalla destra a volte sono sottili, procedurali: una settimana fa la discussione è stata congelata per l’assenza dei pareri del governo. E così il vuoto legislativo rimane dov’è, tamponato dalle delibere regionali, che rendono il suicidio assistito davvero possibile solo in alcune zone d’Italia. «Un’evidente disparità territoriale», dice Boccia. Il ritardo rispetto alla Corte Costituzionale è enorme. «Sono passati sette anni dal 2019, quando la Consulta ha stabilito in una sentenza rivoluzionaria i criteri per accedere al fine vita», ricorda Braga. Il malato dev’essere tenuto in vita da un sostegno vitale, affetto da una patologia irreversibile, afflitto da intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche. Ma capace di prendere decisioni consapevoli. «Chi ha fatto questo percorso — aggiunge la capogruppo di Montecitorio — finora è passato da una trafila crudele di fatiche burocratiche». Boccia sottolinea un altro aspetto: «A chiedere un intervento è anche una parte del mondo cattolico che capisce, a differenza della destra, l’urgenza di riconoscere dignità a chi fa una scelta così dolorosa». Ora tocca (anche) alla maggioranza offrire risposte: «Lo Stato — conclude il presidente dei senatori dem — non si può girare dall’altra parte davanti alla sofferenza dei suoi cittadini». ---End text--- Author: SERENA RIFORMATO Heading: Highlight: i personaggi Francesco Boccia È il capogruppo dei senatori del Partito democratico Chiara Braga È la capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati Image:MATTARELLA L’omaggio in via Caetani a Moro e alle vittime del terrorismo Il presidente della Repubblica Sergio Mattarel la ha deposto ieri una corona di fiori in via Caetani nel luogo dove fu ritrovato il corpo del leader della Dc Aldo Moro. Era il 9 maggio del 1978. Poi in Senato si è svolta la giornata in ricordo delle vittime del terrorismo con Ignazio La Russa Lorenzo Fontana -tit_org- Fine vita, legge a rischio appello Pd: subito in aula -sec_org- tp:writer§§ SERENA RIFORMATO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983903884.PDF §---§ title§§ Intervista a Giovanni Rezza - Rezza: giuste precauzioni ma non è il contagio Covid = Rezza "Giusto cautelarsi contagio più difficile ma la malattia è letale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001982603887.PDF description§§
Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA" del 10 May 2026
Estratto da pag. 31 di "STAMPA" del 10 May 2026
PAOLORUSSO—PAGINAT9 sull'aereo sono venute in contatto conuna delle vittime. Il ministero della Salute: "Rischi molto bassi inEuropa'
pubDate§§ 2026-05-10T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001982403889.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001982403889.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001982403889.PDF tp:ocr§§ I 4 PASSEGGERI SOTTO SORVEGLIANZA Hantavirus, allarme in Italia Rezza: “Giusto isolarli” PAOLO RUSSO — PAGINA 19 Hantavirus, l’allarme arriva in Italia Quattro persone sotto sorveglianza Sull’aereo sono venute in contatto con una delle vittime. Il ministero della Salute: “Rischi molto bassi in Europa” L’allarme Hantavirus sbarca anche in Italia con 4 passeggeri atterrati da noi tra il 25 e il 26 aprile dopo essere stati a bordo dell’aereo della compagnia olandese Klm. Lì è rimasta per poco tempo la moglie della prima vittima del contagio, deceduta poi il giorno dopo in Sudafrica sempre a causa del virus. I quattro, dopo essere transitati da Roma, hanno raggiunto le rispettive località di lavoro o residenza: Firenze, dove è già in quarantena la direttrice di origine straniera di un hotel a cinque stelle, Padova, dove insegna un prof anche lui di origine non italiana, mentre gli altri due si trovano a Torre del Greco e a Reggio Calabria. Il ministero della Salute informa con una nota di aver «attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali». Di che cosa si tratti esattamente ce lo spiega Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento prevenzione del ministero che segue h24 la vicenda. «Noi abbiamo acquisito i dati e li abbiamo trasmessi alle Regioni di competenza affinché sia avviata la sorveglianza delle quattro persone venute a contatto con la contagiata. Questo nel principio di massima cautela, che consiste nell’autoisolamento e nel controllo quotidiano da parte dell’Asl di appartenenza delle loro condizioni di salute. Ma il pericolo che si possano essere contagiati è bassissimo perché il virus si trasmette solo con contatti molto stretti e prolungati, mentre in questo caso la donna poi deceduta è stata fatta scendere prima del decollo dall’aereo diretto da Johannesburg ad Amsterdam proprio per le sue precarie condizioni di salute». Anche se - ammette la stessa Campitiello - un contatto un po’ più ravvicinato c’è stato in fase di imbarco, così come è innegabile il ritardo da parte di Klm nella trasmissione dell’elenco dei passeggeri, visto che noi lo abbiamo avuto solo venerdì», ossia quasi due settimane dal contatto dei quattro con la signora olandese con visibili sintomi da contagio. Ora, come spiegano sempre dal ministero della Salute, la palla va alle Regioni, perché per passare dall’autoisolamento alla quarantena obbligatoria serve un’ordinanza del ministro della Salute della quale al momento non si vede la necessità, visto che i quattro passeggeri del volo Klm sono tutti asintomatici e che in assenza di sintomi la trasmissione dell’Hantavirus da uomo a uomo fino ad oggi non è stata mai rilevata. La Toscana però ha deciso di seguire la strada della massima cautela mettendo in quarantena la donna residente a Firenze e avviando il tracciamento dei suoi contatti. «Siamo in attesa degli accertamenti per verificare la presenza del virus», ha fatto sapere il presidente della Regione Eugenio Giani. Anche se, va detto, l’incubazione del virus può durare fino a sei, anche sette settimane. Il che significa che bisognerà aspettare ancora un mesetto prima di dichiarare i quattro completamente fuori pericolo, mentre i virologi danno praticamente per certo che in questi giorni in cui hanno circolato liberamente non possono aver contagiato nessuno, proprio perché non presentano sintomi, in assenza dei quali il virus non si trasmette. Del resto - come ricorda sempre la nota ministeriale - «le valutazioni condivise a livello internazionale dall’Oms e dall’Ecdc ( il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa”. Le autorità spagnole fanno sapere che la nave da crociera Hondius, sulla quale sono stati riscontrati i casi di contagio, arriverà a Tenerife, dove sbarcherà e metterà in quarantena prima di tutti i passeggeri spagnoli, mentre l’imbarcazione proseguirà poi per l’Olanda dove v erranno prese misure analoghe. Tra i 151 turisti ancora a bordo, di ben 23 diverse nazionalità, non sono comunque emersi nuovi casi di Hantavirus dopo i tre decessi e gli otto contagi che hanno scatenato un allarme che non c’è. — ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: S La vicenda 1 Il contagio a bordo La nave da crociera MV Hondius parte il 1º aprile da Hushuaia diretta a Tenerife. Tra l’11 aprile e il 2 maggio a bordo si registrano casi di hantavirus. Tre passeggeri muoiono, altri otto vengono contagiati 2 La diffusione Due nuovi casi sospetti: un inglese che vive a Tristan da Cuhna ed era salito a bordo della Hondius, e una spagnola di Alicante che aveva viaggiato in aereo con una persona contagiata 3 La sorveglianza Il ministero della Salute attiva la sorveglianza attiva su 4 passeggeri di un volo Klm per Roma su cui era salita per pochi minuti una passeggera della nave MV Hondius, poi morta di hantavirus Image:REUTERS/STRINGER L’allarme La nave da crociera MV Hondius a Capo Verde in partenza per Tenerife Il paziente zero L’ornitologo olandese Leo Schilperoord, 77 anni, era in viaggio con la moglie Mirjam, 69, morta pochi giorni dopo di lui -tit_org- Hantavirus, allarme in Italia Rezza: “Giusto isolarli” Hantavirus, l'allarme arriva in Italia Quattro persone sotto sorveglianza -sec_org- tp:writer§§ paolo russo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001982403889.PDF §---§ title§§ L'hantavirus atterra a Fiumicino Quattro in quarantena Regioni in allerta link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983303882.PDF description§§ pubDate§§ 2026-05-10T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983303882.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983303882.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983303882.PDF tp:ocr§§ RISCHIO SANITARIO L’hantavirus atterra a Fiumicino Quattro in quarantena Regioni in allerta ••• Quattro persone sono arrivate in Italia con il volo Klm in coincidenza per Roma sul quale, per pochi minuti, era salita una donna poi ricoverata per hantavirus a Johannesburg e lì deceduta. Lo ha fatto sapere il ministero della Salute, che ha acquisito i recapiti dei quattro passeggeri e ha trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza: Calabria, Campania, Toscana e Veneto, che hanno attivato le procedure di sorveglianza attiva. I quattro passeggeri «sono stati tutti rintracciati e ci risulta che non abbiano sintomi», ha rassicurato Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della prevenzione del ministero, spiegando al Tg1 che «erano seduti in una fila lontana dalla passeggera che successivamente è deceduta, e ci risulta anche che la passeggera sia stata a bordo del volo per poco tempo». L’assessore alla Salute della Regione Toscana, Monia Monni, ha fatto sapere di aver preso contatto «con la nostra concittadina, attualmente domiciliata a Firenze», che è stata «posta in regime di quarantena precauzionale». La Calabria ha attivato le procedure di sorveglianza per un uomo che risulta «completamente asintomatico». Si tratta di un 25enne che ieri sera ha dichiarato al Tg1: «Sto bene, non ho sintomi». Ha poi aggiunto: «Faccio il marittimo, ho preso il volo il 25 sera da Johannesburg ad Amsterdam, per rientrare a casa in ferie. Poi da Amsterdam ho preso il volo per Roma, quindi ho cambiato aereo e sono rientrato a Reggio Calabria». La Asl, ha detto il giovane, «mi ha detto che dovrò stare in quarantena, isolamento, misurare la temperatura il giorno e la sera e qualora dovessi avere uno dei sintomi, il più comune è la febbre, di ricontattarli; lunedì verrà il medico a farmi delle analisi». A Padova è in quarantena un cittadino sudafricano, arrivato a Venezia il 26 aprile scorso. «È collaborativo, non presenta alcun sintomo e gode di buona salute», ha assicurato il governatore Alberto Stefani. Anche la persona in quarantena in provincia di Napoli non manifesterebbe alcuna sintomatologia riconducibile a un contagio da hantavirus. Il ministero della Salute ha ribadito che «le valutazioni condivise a livello internazionale dall’Oms e dall’Ecdc indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa». Sempre attraverso il ministero della Salute si è appreso che sulla nave MV Hondius dal 6 maggio è presente anche un medico italiano dello staff sanitario Ecdc, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all’emergenza. La nave da crociera colpita da un focolaio di hantavirus è attesa domenica in un porto di Tenerife, alle isole Canarie, con arrivo previsto alle prime ore del mattino. «Saranno effettuati controlli sanitari sui passeggeri e sull’equipaggio, dopodiché inizierà lo sbarco», ha fatto sapere Mónica García, ministro spagnolo della Salute. Tutti coloro che sbarcheranno saranno sottoposti a un controllo medico per assicurarsi che non presentino alcun sintomo. A bordo ci sono persone di oltre 20 nazionalità diverse. Sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno accettato di inviare aerei per evacuare i propri cittadini. Alcuni membri dell'equipaggio, così come la salma di un passeggero deceduto, non sbarcheranno ma rimarranno a bordo, mentre la Hondius salperà poi alla volta dei Paesi Bassi, dove sarà sottoposta a disinfezione. SIL. TEM. ---End text--- Author: SIL.TEM. Heading: Highlight: Image: -tit_org- L’hantavirus atterra a Fiumicino Quattro in quarantena Regioni in allerta -sec_org- tp:writer§§ SIL.TEM. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/10/2026051001983303882.PDF §---§