title§§ Intervista a Ubaldo Pagano - Sanità, buco pugliese nuove tasse in arrivo «E c'è chi sta peggio» = «Fondi alla sanità, Italia fanalino Ue» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401938302554.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 04 May 2026

Pagano (Pd): colpa del governo Pagano (Pd): la Puglia non è l'unica Regione in deficit. Poche risorse dal governo

pubDate§§ 2026-05-04T03:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401938302554.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401938302554.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401938302554.PDF tp:ocr§§ POLITICA LA REGIONE DEVE RECUPERARE 360 MILIONI DI EURO Sanità, buco pugliese nuove tasse in arrivo «E c’è chi sta peggio» Pagano (Pd): colpa del governo «Fondi alla sanità, Italia fanalino Ue» Pagano (Pd): la Puglia non è l’unica Regione in deficit. Poche risorse dal governo SERVIZIO A PAGINA 6 E 7>> l BARI. Presidente Ubaldo Pagano, nei giorni scorsi, in commissione Bilancio, è stata affrontata la questione del finanziamento della sanità pubblica e lei ha espresso posizioni molto critiche. Per quale ragione? «Perché, come detto, il Governo nazionale sta scaricando sulle Regioni tutte le Regioni, non soltanto la Puglia - la sua incapacità di trovare risorse per finanziare adeguatamente la sanità. Lo dimostrano i dati ufficiali e le analisi di soggetti autorevoli e indipendenti come l’Upb, la Corte dei Conti, la Fondazione Gimbe. E lo conferma anche la situazione di oggettiva difficoltà in cui si trovano le stesse Regioni, costrette a ripianare disavanzi di centinaia di milioni di euro. Prendiamo d’esempio il Piemonte, Regione settentrionale e governata dal centrodestra: anche lì si scopre un buco da 880 milioni di euro. È un caso o il frutto del definanziamento della sanità pubblica deciso a Roma?». Di quali cifre parliamo e in quale misura il definanziamento rischia di ripercuotersi sui territori? «Gimbe ha fornito una fotografia inequivocabile dei dati: il consuntivo 2025 certifica una spesa sanitaria di 141,5 miliardi di euro, quasi 2,5 miliardi in meno rispetto alle previsioni formulate dal Governo stesso appena un anno prima. Non stiamo parlando di stime di parte: stiamo parlando dello scarto tra quello che il Governo aveva promesso e quello che ha effettivamente messo sul piatto. Ecco, quel che manca, alla fine, lo devono mettere le Regioni. E in mancanza di risorse in cassa, le opzioni restano due: tagliare i servizi o aumentare le tasse. Insomma, il Governo Meloni scarica sui territori le decisioni che non vuole affrontare». Lei ha parlato testualmente di presa in giro degli ultimi quattro anni e, soprattutto, di una situazione destinata a peggiorare per i prossimi quattro. Cosa intendeva? «Intendevo dire che i numeri, quando li si legge davvero, raccontano una storia molto diversa da quella che il Governo ha raccontato agli italiani. Ciò che è successo nel 2025 si ripeterà in modo strutturale anche nei prossimi anni e, secondo le proiezioni, il gap tra il Fondo Sanitario Nazionale e la spesa sanitaria effettivamente necessaria raggiungerà 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028, fino a 13,4 miliardi nel 2029. In pratica, nel solo triennio 2027-2029, il divario tra le risorse disponibili e quelle necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza ammonterà a 30,6 miliardi di euro. Risorse che - come dicevamo - dovranno tirare fuori le Regioni. Regioni a cui, nel frattempo, lo stesso Governo chiede contributi alla finanza pubblica nell’ordine di 4,8 miliardi di euro entro il 2029. Ecco la presa in giro: c’è e peggiora». Esiste davvero il rischio di essere fanalino di coda in Europa? Per quali ragioni? «Non è un rischio futuro: è già una realtà. L’Italia è ultima nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro-capite e 14esima su 27 Paesi europei dell’Ocse. La spesa sanitaria totale (pubblica e privata) si ferma all’8,4% del Pil, contro il 9,3% della media Ocse, il 12,3% della Germania e l’11,5% della Francia. La componente pubblica è al 6,3% contro il 7,1% Ocse. Mentre negli ultimi anni gli altri Paesi Ocse hanno aumentato la quota di spesa pubblica destinata alla sanità di 0,8 punti, l’Italia l’ha tagliata di 1,5 punti. E il conto lo pagano i cittadini: le famiglie italiane finanziano di tasca propria il 23,6% della spesa sanitaria totale, quasi 9 punti più della media europea. Se si continua così il futuro è chiaro: i ricchi potranno permettersi di curarsi con la sanità privata, i meno abbienti dovranno accontentarsi dei pochi e malmessi servizi che sarà in grado di fornire la sanità pubblica». I cittadini sono spaventati dall’ipotesi di aumento delle tasse ma anche dai possibili tagli ai servizi delle fasce più fragili. Si tratta di una paura concreta? «In questi giorni stiamo valutando la soluzione meno dolorosa. Tagliare i servizi è escluso perché vorrebbe dire colpire i più fragili. Se fossimo costretti ad usare la leva fiscale, chiederemmo un contributo maggiore ai cittadini con i redditi più alti. La nostra priorità resta una sola: che il diritto alla salute non diventi un privilegio per pochi». ---End text--- Author: ALESSANDRA COLUCCI Heading: Highlight: PIÙ ADDIZIONALE IRPEF «Tagliare i servizi è escluso perché significa colpire i più fragili. Chiederemo un contributo maggiore ai cittadini con i redditi più alti» RISCHIO SERVIZI SOLO PER CENSO «Con questo trend i ricchi potranno permettersi la sanità privata, i meno abbienti dovranno accontentarsi dell’offerta minore del pubblico» Image:CENTROSINISTRA A sinistra la presidenza della Regione Puglia In alto a destra Ubaldo Pagano (Pd) presidente della Commissione Bilancio -tit_org- Intervista a Ubaldo Pagano - Sanità, buco pugliese nuove tasse in arrivo «E c’è chi sta peggio» «Fondi alla sanità, Italia fanalino Ue» -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRA COLUCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401938302554.PDF §---§ title§§ «Disavanzo e corruzione il centrosinistra se ne accorge tardi» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401873202947.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 04 May 2026

pubDate§§ 2026-05-04T03:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401873202947.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401873202947.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401873202947.PDF tp:ocr§§ IL DIBATTITO L’ATTACCO DEL CENTRODESTRA «Disavanzo e corruzione il centrosinistra se ne accorge tardi» l «I consiglieri del centrosinistra, evidentemente, sulla sanità guardano il dito e non la luna. Ci sono punti, in questa bizzarra narrazione decariana, che ci lasciano sgomenti: innanzitutto, il tema dei controlli e la corruzione negli appalti e nelle assunzioni della sanità. Decaro ammette: nel nostro sistema c'è il rischio di fenomeni corruttivi. La domanda sorge spontanea: se ne accorgono solo oggi, dopo 20 anni che governano la Puglia e avrebbero dovuto controllare? Se ne accorgono dopo inchieste, scandali, assunzioni a raffica, consulenze ai soliti noti , sperperi su sperperi per irrorare il loro sistema clientelare?»: questo l’attacco alla maggioranza nella nota congiunta dei gruppi consiglieri pugliesi di centrodestra, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Misto, in risposta al centrosinistra sulla crisi del sistema sanitario e sulle presunte responsabilità del deficit in Puglia e in altre regioni. «Paragonare la sanità della Lombardia, del Veneto o dell’Emilia Romagna a quella della Puglia è un esercizio fantascientifico. dicono dall’opposizione - Se pensiamo alla Lombardia, parliamo di una Regione che ha un sistema sanitario che è un fiore all’occhiello per tutto il nostro Paese. Assistiamo anche al goffo e menzognero tentativo di scaricare le responsabilità sul governo Meloni, ma il centrosinistra nasconde un dato importantissimo: è proprio l’attuale governo ad aver aumentato le risorse destinate alla sanità. Tra l’altro, la gestione e l’organizzazione del servizio sanitario è in capo alle Regioni ed è inaccettabile - concludono i gruppi di centrodestra - che la maggioranza voglia ascrivere i propri fallimenti sugli altri. Significa mentire sapendo di farlo». LA REPLICA DEL CENTROSINISTRA -«Il centrodestra pugliese continua a scambiare il rumore per politica. Nessuno ha mai messo in discussione le eccellenze sanitarie di Lombardia, Veneto o Emilia-Romagna, né il lavoro straordinario di medici e operatori. Ma il punto è un altro, ed è profondamente politico: quante risorse il governo mette davvero sulla sanità pubblica? E quale futuro intende costruire per il Servizio sanitario nazionale?»: ecco la replica dei capigruppo regionali del centrosinistra. «I numeri parlano chiaro: il documento di finanza pubblica del governo Meloni fissa la spesa sanitaria attorno al 6,4% del Pil. La Fondazione Gimbe descrive un sistema sotto pressione, con il rischio concreto - aggiungono - di scaricare sulle Regioni il peso di tagli, carenze di personale e liste d’attesa sempre più lunghe». «Noi difendiamo un’altra idea: una sanità pubblica forte, vicina, territoriale. La Puglia, tra mille difficoltà, ha retto e garantito assistenza. La verità è semplice: la sanità pugliese ha problemi ma anche punti di forza e professionisti straordinari. Merita rispetto, non attacchi strumentali». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:CONSIGLIO REGIONALE L’aula dove si riunisce il parlamentino pugliese in via Gentile -tit_org- «Disavanzo e corruzione il centrosinistra se ne accorge tardi» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401873202947.PDF §---§ title§§ I controlli sugli appalti per garantire trasparenza Ma è scontro politico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050402140000463.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI" del 04 May 2026

pubDate§§ 2026-05-04T01:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050402140000463.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050402140000463.PDF', 'title': 'NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA BARI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050402140000463.PDF tp:ocr§§ I controlli sugli appalti per garantire trasparenza Ma è scontro politico I temi della sanità regionale tengono banco nel dibattito politico, dopo che il governatore Antonio Decaro, attraverso una direttiva firmata dal capo Gabinetto, Davide Pellegrino, e dal neo segretario della Presidenza, Nicola Paladino, ha dato disposizione di effettuare un monitoraggio serrato su tutta la linea: dagli appalti alla trasparenza, agli incarichi sino ai conflitti di interesse e persino le verifiche sulle autocertificazioni. Ieri mattina, i gruppi consiliari di centrodestra hanno attaccato la maggioranza parlando di una visione distorta della realtà. «I colleghi del centrosinistra, evidentemente, sulla sanità guardano il dito e non la luna», si legge nella nota congiunta, in cui si punta il dito soprattutto sul tema dei controlli e dei rischi corruttivi. «Decaro ammette: nel nostro sistema c'è il rischio di fenomeni corruttivi. La domanda sorge spontanea: se ne accorgono solo oggi, dopo 20 anni che governano la Puglia e avrebbero dovuto controllare?». L’opposizione insiste su un quadro segnato da criticità strutturali, evocando «inchieste, scandali, assunzioni a raffica, consulenze ai soliti noti, sperperi su sperperi per irrorare il loro sistema clientelare». E respinge con forza il paragone con altre regioni: «Paragonare la sanità della Lombardia, del Veneto o dell'Emilia Romagna a quella della Puglia è un esercizio fantascientifico». Da qui anche la difesa dell’operato del governo nazionale: «È proprio l'attuale governo ad aver aumentato le risorse destinate alla sanità». La replica del centrosinistra è arrivata a stretto giro, con toni altrettanto duri. «Il centrodestra pugliese continua a scambiare il rumore per politica», affermano i capigruppo di maggioranza, spostando il focus sul livello complessivo dei finanziamenti. «Il punto è un altro, ed è profondamente politico: quante risorse il governo mette davvero sulla sanità pubblica?». Nel merito, il centrosinistra richiama i dati della finanza pubblica: «Il documento di finanza pubblica del governo Meloni fissa la spesa sanitaria attorno al 6,4% del Pil», aggiungendo che «la Fondazione Gimbe descrive un sistema sotto pressione, con il rischio concreto di scaricare sulle Regioni il peso di tagli, carenze di personale e liste d'attesa sempre più lunghe». Da qui la rivendicazione di un modello alternativo: «Noi difendiamo un'altra idea: una sanità pubblica forte, vicina, territoriale». La maggioranza sottolinea anche la risposta del sistema sanitario pugliese durante la pandemia: «I dati ufficiali di Istat e Istituto Superiore di Sanità raccontano che l'impatto più duro si è registrato soprattutto nel nord. La Puglia, tra mille difficoltà, ha retto e garantito assistenza». E conclude accusando l’opposizione di non voler incidere sul piano nazionale: «È chiaro a tutti che i consiglieri regionali di opposizione non hanno alcuna intenzione di intervenire presso il governo». Ma lo scontro non si ferma. Il centrodestra torna all’attacco con una nuova nota, rivendicando i dati sugli stanziamenti: «Mai nessun governo negli ultimi tempi ha stanziato risorse più ingenti per la sanità del governo Meloni». Numeri alla mano, «dal 2024 si ha una significativa impennata di risorse con 134 miliardi e il record di stanziamenti si raggiunge nel 2026 con 143 miliardi di euro». Per l’opposizione, questi dati «cristallizzano il fallimento di chi è chiamato a gestire e organizzare il servizio sanitario sul territorio, ovvero la Regione Puglia». E rilancia l’attacco politico: «Quando farebbero bene a tacere e ammettere le responsabilità della loro coalizione che ha smantellato il servizio ai cittadini a botte di clientele e sperperi, creando solo un'enorme voragine nei conti pubblici. Anzi: se non fosse per il governo quest’anno il buco sarebbe anche più profondo. E loro che fanno? Aumentano le tasse, la soluzione più semplice, ma anche più dolorosa per i cittadini. Addirittura Decaro ammette che ci siano stati scandali e rischi corruttivi e che ora vuole rimediare, passando al seta ccio tutto. Nel frattempo, la sua maggioranza difende l’indifendibile della malagestio degli ultimi vent’anni di cui sono tutti sodali e responsabili» . © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Il centrodestra: «Intervengono soltanto dopo 20 anni?». La replica: «Sempre assicurata l’assistenza» Image:Paolo Pagliaro Stefano Minerva -tit_org- I controlli sugli appalti per garantire trasparenza Ma è scontro politico -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050402140000463.PDF §---§ title§§ Sanità, sette italiani su dieci vanno in rete link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958403815.PDF description§§

Estratto da pag. 51 di "AFFARI E FINANZA" del 04 May 2026

pubDate§§ 2026-05-04T03:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958403815.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958403815.PDF', 'title': 'AFFARI E FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958403815.PDF tp:ocr§§ Sanità, sette italiani su dieci vanno in rete Sono 24,6 milioni gli acquirenti online (più 7,4%) tra chatbot e social sempre più centrali nelle scelte ette italiani su dieci, tra coloro che acquistano online, scelgono il web anche per farmaci da banco, integratori, prodotti ottici o cosmetica funzionale. È uno dei dati rilevati dalla settima edizione dell’Osservatorio Netcomm Digital Health & Pharma. Uno studio dal quale emerge chiaramente che il processo di digitalizzazione del sistema Italia non accenna a fermarsi, con il valore degli acquisti online di prodotti per la salute e il benessere che lo scorso anno ha superato la soglia dei 2,1 miliardi di euro, con una crescita del 7,4% rispetto al 2024. Non si tratta solo di una questione di fatturato, ma di un cambiamento antropologico nelle abitudini di consumo degli italiani. Gli acquirenti digitali del comparto sono saliti a 24,6 milioni, rappresentando ormai il 70,5% del totale degli e-shopper nel nostro Paese. Intanto cambia profondamente il modo in cui le persone arrivano alla scelta del prodotto. Se il motore di ricerca resta il primo “punto di contatto” (18,1%), seguito dal parere dei professionisti (13,6%), la grande novità è l’ingresso di intelligenza artificiale e chatbot nella top 5 dei touchpoint pre-acquisto. L’IA viene utilizzata soprattutto per sciogliere dubbi (29,5%) o per comprendere il corretto utilizzo di un prodotto (30,8%). L’Osservatorio segnala un paradosso tipicamente italiano: nonostante l’uso crescente, il 53% dei consumatori nutre ancora timori sull’impiego dell’IA nei processi di cura e ben il 66% è convinto che un algoritmo non potrà mai sostituire il consiglio umano di un medico o di un farmacista. Roberto Liscia, presidente di Netcomm, sottolinea come la chiave del futuro risieda proprio in questa ibridazione: un’integrazione tra fisico e digitale dove la tecnologia orienta, ma la figura professionale rassicura. Lo studio delinea una segmentazione netta degli acquirenti. La maggioranza (42%) appartiene alla categoria degli “abitudinari”, utenti che hanno un percorso d’acquisto lineare, consultano pochi canali e tendono a dirigersi direttamente sul sito del merchant di fiducia. All’estremo opposto troviamo i “digital power buyer” (8%), veri esperti del web che prima di cliccare sul tasto “acquista” consultano mediamente 6,6 touchpoint diversi, navigando tra social, recensioni, comparatori di prezzo e strumenti di IA. Un dato sorprendente riguarda la fidelizzazione. Contrariamente all’idea che l’online sia il regno del nomadismo alla ricerca del prezzo più basso, il 44,1% degli utenti dichiara di acquistare sempre o spesso dallo stesso fornitore. Questa tendenza è ancora più marcata tra gli under 35, segmento in cui la fedeltà al merS chant sale al 51%. Per i giovani, il sito di e-commerce non è solo un catalogo, ma un punto di riferimento affidabile. Proseguendo nell’analisi dello studio, emerge che i social network hanno smesso di essere semplici piattaforme di intrattenimento per diventare veri e propri consulenti di salute. Oltre 14,5 milioni di italiani seguono attivamente temi legati al benessere sui social. In questa speciale classifica, Instagram (16%) ha sorpassato Facebook (14,7%), mentre crescono costantemente YouTube e TikTok. In questo contesto, la figura del pharma influencer — professionisti della salute o creatori specializzati che divulgano contenuti scientifici in modo accessibile — è diventata determinante. Nove consumatori su dieci tra coloro che seguono questi profili hanno effettuato almeno un acquisto basandosi su un loro consiglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Sibilla Di Palma Heading: Highlight: 2,1 ll valore degli acquisti online è di 2,1 miliardi Image:• 1 1 Il motore di ricerca è il primo canale utilizzato per gli acquisti di farmaci e salute online -tit_org- Sanità, sette italiani su dieci vanno in rete -sec_org- tp:writer§§ SIBILLA DI PALMA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958403815.PDF §---§ title§§ Cure "su misura" per avere una sanità più sostenibile link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958803819.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "AFFARI E FINANZA" del 04 May 2026

pubDate§§ 2026-05-04T03:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958803819.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958803819.PDF', 'title': 'AFFARI E FINANZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958803819.PDF tp:ocr§§ I farmaci Cure “su misura” per avere una sanità più sostenibile Il passaggio dal modello “taglia unica” a uno che legge il Dna è decisivo per il Ssn. Nisticò (Aifa): “La medicina di precisione ridisegna il futuro In oncologia è già realtà ma per estenderla servono governance e equità” l mito del paziente medio è ufficialmente al tramonto, e con esso l’era degli sprechi farmaceutici. Se il mercato globale della medicina di precisione ha già toccato quota 124 miliardi di dollari nel 2023, con una corsa che promette di sfondare il muro dei 530 miliardi entro il 2034, il motivo non è solo scientifico, ma anche finanziario. In Italia, questa rivoluzione non è solo una sfida scientifica, ma una necessità economica per un paese dove il 68% degli over 65 assume almeno cinque farmaci e il 28,5% ne assume dieci o più, alimentando costi spesso legati a terapie inefficaci. Il passaggio dal modello “taglia unica” a una sanità che legge il Dna per ottimizzare risorse e investimenti rappresenta la vera scommessa per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). In un nuovo dossier dedicato alla medicina di precisione e alla prescrittomica, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha analizzato questo paradigma come uno strumento cruciale per la sostenibilità pubblica. Come sottolineato dal presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, la direzione è ormai tracciata: «Dalla “taglia unica” alla cura su misura: la medicina di precisione ridisegna il futuro della sanità. Dobbiamo superare il modello “uguale per tutti” per costruire una sanità più efficace, più sostenibile e realmente su misura per ogni persona». Sviluppare un farmaco di precisione costa oltre 2,6 miliardi di dollari, ma il ritorno sull’investimento si misura nell’abbattimento degli sprechi sistemici. Negli Stati Uniti, si stimano 213 miliardi di dollari spesi annualmente in farmaci inefficaci, una cifra che la medicina di precisione potrebbe ridurre drasticamente, con risparmi potenziali per il sistema salute tra il 15% e il 20%. In Italia, l’impatto è già evidente nel settore oncologico, dove i test Next Generation Sequencing (Ngs) permettono di individuare le caratteristiche molecolari specifiche di un tumore. Questo approccio modifica la strategia terapeutica nel 30% dei pazienti, evitando chemioterapie costose e tossiche a chi non ne trarrebbe beneficio. «In oncologia la medicina di precisione — sottolinea Nisticò — è già realtà, ma richiede un cambio di paradigma. Dobbiamo passare da una visione basata sull’organo a una basata sulle caratteristiche molecolari della malattia». Questa transizione non solo migliora la prognosi, ma permette di allocare le risorse finanziarie verso trattamenti che garantiscono un reale valore aggiunto clinico. Il problema della spesa farmaceutica si intreccia però con l’invecchiamento demografico. La “politerapia” nei pazienti anziani è una delle principali voci di costo e di rischio. Il fenomeno della «prescrizione a cascata» genera un circolo vizioso in cui nuovi farmaci servono solo a mitigare gli efI fetti collaterali dei precedenti. Per spezzare questa catena, l’Aifa punta sulla prescrittomica, la scienza che ottimizza l’uso dei farmaci basandosi sul profilo genetico individuale. «La sfida dell’invecchiamento e della complessità clinica non si vince prescrivendo più farmaci, ma prescrivendoli meglio», osserva Nisticò. «La medicina di precisione ci dà gli strumenti per riuscirci, ma serve la volontà collettiva di adottarli con coraggio e responsabilità», conclude. L’Italia sta costruendo l’infrastruttura necessaria attraverso i fondi del Pnrr, che destina 2,8 miliardi di euro alla sanità digitale. Questa digitalizzazione è il presupposto per gestire i Big Data prodotti dalla genomica e dall’intelligenza artificiale. Parallelamente, la Legge di Bilancio ha stanziato un milione di euro annui per potenziare i laboratori Ngs, gettando le basi per innovazioni come il passaporto farmacogenomico. Nisticò descrive questa prospettiva come una svolta epocale. «Il passaporto farmacogenomico rappresenta una prospettiva concreta per miglio rare sicurezza ed efficacia delle cure. È una sfida che richiede governance, equità e responsabilità nell’uso dei dati», conclude. ---End text--- Author: Valentina Arcovio Heading: Highlight: COSTI E INEFFICIENZA EFFETTO POLITERAPIA La gestione clinica delle persone over 65 rappresenta una sfida critica per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo l’ultimo Rapporto OsMed, il 28,3% degli anziani assume almeno 10 principi attivi diversi al giorno. Questa «iper-politerapia» non è solo un costo diretto (spesa media di 570,2 euro per utilizzatore), ma un moltiplicatore di inefficienza. La medicina di precisione potrebbe abbattere i costi legati alla scarsa aderenza e agli errori terapeutici, frequenti quando si superano le 3,4 dosi quotidiane. Se ad esempio i farmaci per asma e la Bpco registrano abbandoni dopo soli 36 giorni, la personalizzazione della cura diventa l’unica via per evitare che la spesa farmaceutica si trasformi in spreco, riducendo ospedalizzazioni e mortalità legate a terapie croniche inefficaci. Image:1 Un rapporto dell’Aifa dedicato alla medicina di precisione evidenzia i benefici della ricerca sui farmaci basati sul profilo genetico -tit_org- Cure “su misura” per avere una sanità più sostenibile -sec_org- tp:writer§§ VALENTINA ARCOVIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401958803819.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Corte conti in testacoda sul tetto al danno da risarcire in sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401959903810.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "SOLE 24 ORE" del 04 May 2026

pubDate§§ 2026-05-04T03:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401959903810.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401959903810.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401959903810.PDF tp:ocr§§ Corte conti in testacoda sul tetto al danno da risarcire in sanità Pronunce opposte dalla stessa sezione regionale sull’applicabilità del limite In discussione la prevalenza della riforma Foti sulla legge Gelli del 2017 Responsabilità Ulderico Izzo A pochi mesi dall’entrata in vigore, continua a complicarsi il perimetro applicativo della legge Foti sulla riforma della responsabilità erariale che, tra le varie novità, ha fissato un tetto all’importo del danno in caso di colpa, pari al doppio della retribuzione annua lorda percepita (e al 30% del danno accertato). Con la sentenza 64/2026, la sezione giurisdizionale della Lombardia della Corte dei conti ( presidente Tenore), nel decidere su un caso in sanità, ha stabilito che il nuovo tetto si applica anche alla responsabilità del personale sanitario pubblico in quanto la legge 1/2026 prevale sul previgente articolo 9 della legge 24/2017, ancorché lex specialis, che prevedeva in sanità il più alto tetto pari al triplo della retribuzione annua. Osserva la Sezione che «quest’ultimo tetto, nato a tutela dei sanitari per prevenire la “medicina difensiva” e la “paura del bisturi”, nacque in epoca in cui le condanne dei sanitari, e di qualsiasi dipendente pubblico, non avevano limiti. Essendo stato oggi però fissato, in via generale e senza eccezioni settoriali, un tetto più basso, lo stesso va logicamente applicato anche ai sanitari, a pena di incostituzionalità dell’articolo 9 della legge 24/2017 ancorchè lex specialis»; il dubbio di costituzionalità è superato con una lettura costituzionalmente orientata della norma in punto di ragionevolezza. Ma pochi giorni dopo la stessa sezione in diversa composizione (presidente Canu), con la sentenza 70/2026, ha proposto un ragionamento totalmente diverso ritenendo che non possa applicarsi il principio della prevalenza della lex mitior sopravvenuta, sconfessando le conclusioni dei colleghi. L’assunto è basato sulla qualificazione della disciplina della responsabilità sanitaria introdotta dalla legge Gelli del 2017 come un «sottosistema» di regole «orientato nel suo complesso a prevedere un trattamento più favorevole del personale sanitario rispetto a quello proprio della generalità dei dipendenti pubblici (che, ragionevolmente, appare destinato a sopravvivere anche in relazione a vicende verificatesi dopo l’entrata in vigore della legge 1/2026)». In quest’ottica, il tetto pari al triplo della retribuzione annua è solo un componente di una più ampia disciplina; così per la sezione, anche a voler considerare applicabile il principio della lex mitior sopravvenuta alla responsabilità amministrativa, che pur essendo connotata da qualche componente sanzionatoria rimane essenzialmente risarcitoria, «è discutibile che la legge 1/2026 sia qualificabile come lex mitior nei confronti della legge 24/2017». In sintesi, nell’ambito della stessa sezione non c’è chiarezza sull’applicabilità al personale sanitario del nuovo tetto risarcitorio indubbiamente più favorevole di quello della legge Gelli. Va poi ricordato che sulla norma con il nuovo tetto è stata sollevata la questione di costituzionalità da parte della seconda sezione d’Appello della Corte dei conti la quale, con ordinanza n. 9/2026, ha ritenuto tale sistema in contrasto con l’articolo 3 della Carta in quanto «risulta manifestamente irrazionale e palesemente iniquo»: questo, infatti, secondo i giudici d’appello, premia l’amministratore incapace e colloca a carico della comunità danneggiata i 2/3 del danno subìto, socializzando di fatto la maggior parte della perdita economica. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Vito Bonanno Heading: Responsabilità Highlight: 30 % IL DOPPIO LIMITE La riforma della responsabilità erariale introdotta dalla legge 1/2026 prevede un doppio tetto ai risarcimenti, pari al 30% del danno accertato o al doppio della retribuzione annua. La norma non ha abrogato espressamente il limite più alto, pari al triplo della retribuzione, previsto in sanità dalla legge 24/2017. Image: -tit_org- Norme & tributi - Corte conti in testacoda sul tetto al danno da risarcire in sanità -sec_org- tp:writer§§ Vito Bonanno guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/05/04/2026050401959903810.PDF §---§