title§§ Madeo (Pd), "Commissariamento Sanità: prima i reel, poi gli atti ufficiali" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003030509263.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "approdocalabria.it" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T09:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003030509263.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003030509263.PDF', 'title': 'approdocalabria.it'} tp:url§§ https://www.approdocalabria.it/madeo-pd-commissariamento-sanita-prima-i-reel-poi-gli-atti-ufficiali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003030509263.PDF tp:ocr§§ Apr 30, 2026 - redazione«Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà. Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l’uscita dal commissariamento della nostra Sanità, a tutt’oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l’atto ufficiale, con cui si delibera la fine della gestione commissariale della Sanità in Calabria».«Siamo impaludati in una situazione in cui le decisioni in materia non le prende né il Governo, che aveva designato come commissario ad acta lo stesso Occhiuto, né la Regione. Uno stallo che dura settimane e che non consente una gestione né straordinaria né ordinaria. Al momento il presidente della Regione non può firmare i documenti come commissario ad acta e nemmeno come assessore. Ma l’importante – nel frattempo – è averne dato ampio annuncio».«Intanto non sono un segreto le grosse difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), soprattutto nei territori, certificate dalla Fondazione Gimbe con un punteggio di 177 su 300 che ci restituisce un servizio sanitario a singhiozzo e ben lontano dalle prestazioni della media nazionale».«Di contro però le procedure per l’autonomia differenziata procedono a passo spedito, con l’accordo preliminare tra Stato e Regioni che registra un bel Si da parte del Governatore della Calabria. A ciascuno le sue priorità».di redazione«Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà. Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l’uscita dal commissariamento della nostra Sanità, a tutt’oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l’atto ufficiale, con cui si delibera la fine […]di redazione«Non è questa la piena funzionalità che abbiamo chiesto e ottenuto per l’aeroporto di Crotone». Con queste parole Elisabetta Barbuto commenta con fermezza le ultime notizie riguardanti la nuova programmazione dei voli Ryanair sullo scalo pitagorico, che vede la cancellazione del collegamento con la Germania e lo spostamento di diverse frequenze in orari antelucani.Un annuncio […]di redazioneSi è svolto presso la Sala Consiliare del Comune di Palmi ilconvegno “Una rete di relazioni, per un turismo attraente e attrattivo”,promosso dal Rotary Club Palmi e dal Comune di Palmi, con lapartecipazione di Solving Srl, partner tecnico, con l’obiettivo di avviare unconfronto concreto sul futuro del turismo territoriale e sulla necessità dicostruire un sistema […]L'utilizzo di materiale audio, foto, video e testo prodotto da approdocalabria.it potrà essere utilizzato da altre testate o siti internet se e solo se venga citata come fonte approdocalabria.it con collegamento al giornale.© 2023 approdocalabria.it - Tutti i diritti riservati. Direttore responsabile Luigi Longo. Direttore editoriale Antonio Marziale. Responsabile ufficio legale avv. Antonino Napoli Via Sila, 8 - 89029 Taurianova (RC) Tel. 0966.611303 - Cell. 340.382.7450 Email: redazione@approdocalabria.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003030509263.PDF §---§ title§§ Sanità Pubblica al bivio: il DFP 2026 certifica il definanziamento strutturale. Infermieri sempre più soli. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046809554.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "assocarenews.it" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046809554.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046809554.PDF', 'title': 'assocarenews.it'} tp:url§§ https://www.assocarenews.it/sanita-pubblica-al-bivio-il-dfp-2026-certifica-il-definanziamento-strutturale-infermieri-sempre-piu-soli/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046809554.PDF tp:ocr§§ Redazione Assocarenews.it 29 Aprile 2026Le recenti audizioni parlamentari sul Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 hanno scoperchiato un vaso di Pandora che le istituzioni non possono più ignorare. Davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, le analisi di GIMBE, Corte dei Conti e CNEL hanno delineato un quadro univoco: il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non sta solo soffrendo, sta subendo un’erosione programmata.1. Il Gap di GIMBE: 30 Miliardi di Euro in 3 anni.L’analisi della Fondazione GIMBE è un colpo di scure sulle rassicurazioni governative. Sebbene la spesa sanitaria sembri “stabile” sulla carta (ferma al 6,4% del PIL fino al 2029), la realtà parla di una perdita di potere d’acquisto e di un divario crescente rispetto ai bisogni reali. La forbice che si allarga: Il divario tra Fondo Sanitario Nazionale e spesa reale passerà dai 4,3 miliardi del 2024 ai 13,4 miliardi nel 2029. Il conto finale: Nel triennio 2027-2029, mancheranno all’appello 30,6 miliardi di euro necessari per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). “Il DFP 2026 fotografa una sanità pubblica che rischia di soffocare,” ha dichiarato Nino Cartabellotta (GIMBE). Senza nuovi investimenti, il peso cadrà interamente sulle Regioni (tasse locali) e sulle tasche dei cittadini (spesa privata).2. CNEL e Corte dei Conti: assenza di visione e scelte rigide.Il giudizio del CNEL, guidato da Renato Brunetta, è stato netto: la sanità è la grande assente strategica del DFP. Si denunciano misure frammentate e l’assenza di una politica organica per la prevenzione.Parallelamente, la Corte dei Conti avverte che i margini di bilancio sono minimi. Con la necessità di rispettare i nuovi parametri europei e la scelta di privilegiare settori come la difesa, lo spazio fiscale per il welfare si riduce drammaticamente. In caso di shock economici, la tenuta dei servizi essenziali sarà a rischio.3. L’emergenza invisibile: il collasso del personale.Il sottofinanziamento non è solo un numero nei bilanci, ma si traduce in corsie deserte. La crisi del personale infermieristico ha raggiunto livelli di guardia: Mancano 175.000 infermieri: l’Italia ha un rapporto di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti (media UE: 8,4). Reparti in Overbooking: il 58% dei reparti ospedalieri opera oltre il 100% della capacità. In alcuni casi, un solo infermiere deve gestire fino a 16 pazienti (lo standard di sicurezza è 1 a 6). Fuga all’estero: perdiamo 10.000 professionisti l’anno tra dimissioni e trasferimenti verso Paesi con stipendi più dignitosi.Le Case della Comunità e le infrastrutture finanziate dal PNRR rischiano di diventare “cattedrali nel deserto”: scatole vuote senza medici e infermieri per farle funzionare.4. Analisi Critica: una scelta politica, non un destino.Il quadro che emerge non è frutto del caso, ma di una scelta politica deliberata. Mentre si scelgono priorità di spesa legate al riarmo o alla geopolitica, il diritto alla salute viene declassato a variabile dipendente dei mercati.L’Italia si trova a gestire le conseguenze delle scelte effettuate dallo scoppio del conflitto in Ucraina. Tuttavia, è lecito chiedersi quanto sia coerente invocare la “salvaguardia dei principi fondamentali” per giustificare certi investimenti, quando quegli stessi principi appaiono calpestati o ignorati tra le macerie di Gaza.Il sentimento del Paese è chiaro: i cittadini chiedono protezione, cure accessibili e dignità per chi lavora negli ospedali. Se la politica continuerà a ignorare questo grido, il SSN smetterà di essere un pilastro della democrazia per diventare un lusso per pochi.I Punti Chiave del Definanziamento (2027-2029).Anno Deficit Stimato (Miliardi €) Spesa Sanitaria / PIL2027 7,1 6,4%2028 10,1 6,4%2029 13,4 6,4%Totale 30,6 Trend in calo reale tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046809554.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, nodo commissariamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003034109427.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabriainchieste.it" del 30 Apr 2026

Sanità Calabria, fine commissariamento senza atto ufficiale: stallo istituzionale e criticità nei LEA.

pubDate§§ 2026-04-30T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003034109427.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003034109427.PDF', 'title': 'calabriainchieste.it'} tp:url§§ https://www.calabriainchieste.it/2026/04/30/sanita-calabria-fine-del-commissariamento-ancora-senza-atto-ufficiale-cresce-il-nodo-politico-istituzionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003034109427.PDF tp:ocr§§ Dopo gli annunci del 9 aprile, manca il provvedimento formale del Governo: tra stallo decisionale e criticità nei servizi, la sanità calabrese resta in bilicoCATANZARO – L’uscita dal commissariamento della sanità calabrese, annunciata con toni enfatici nelle scorse settimane, resta – almeno per ora – una promessa priva di riscontro formale. A segnalarlo è la vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, che denuncia un cortocircuito istituzionale capace di paralizzare decisioni e gestione.Al centro della questione c’è un passaggio decisivo che, nei fatti, non si è ancora concretizzato: l’atto ufficiale del Governo che sancisca la fine della gestione commissariale. Un documento che, pur evocato, non risulta ancora emanato, lasciando la sanità regionale in una zona grigia che si traduce in immobilismo.«Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà», osserva Madeo, sintetizzando con una punta di ironia una dinamica sempre più frequente nella comunicazione politica contemporanea. Gli annunci del 9 aprile, che davano per imminente la fine del commissariamento, non hanno trovato seguito nei fatti amministrativi.Il risultato è uno scenario in cui l’assenza di un atto formale blocca di fatto ogni possibilità di azione piena. Non si tratta di una questione meramente procedurale: senza una chiara definizione dei poteri, l’intero sistema sanitario regionale resta sospeso tra due modelli di governance.Secondo la vicepresidente della Commissione, la Calabria si trova «impaludata» in una situazione di stallo. Da un lato il Governo, che aveva designato come commissario ad acta il presidente della Regione, Roberto Occhiuto; dall’altro la stessa Regione, impossibilitata a operare pienamente.Il paradosso è evidente: il presidente non può firmare gli atti né nella veste commissariale – di fatto sospesa – né in quella ordinaria di assessore. Una terra di nessuno amministrativa che impedisce sia la gestione straordinaria sia quella ordinaria.Una condizione che, protratta per settimane, rischia di incidere non solo sulla programmazione, ma anche sull’operatività quotidiana delle strutture sanitarie.A rendere ancora più delicato il quadro contribuiscono i dati sui Livelli Essenziali di Assistenza. Secondo la Fondazione GIMBE, la Calabria registra un punteggio di 177 su 300. Un valore che colloca la regione ben al di sotto della media nazionale e restituisce l’immagine di un sistema sanitario frammentato, disomogeneo e spesso incapace di garantire servizi uniformi sul territorio.Le criticità emergono soprattutto nelle aree periferiche, dove l’accesso alle cure continua a essere un percorso a ostacoli. Un dato che, più delle dichiarazioni, misura la distanza tra le aspettative dei cittadini e la realtà dei servizi disponibili.Nel frattempo, sul piano nazionale, procede spedito il percorso verso l’autonomia differenziata, con un accordo preliminare tra Stato e Regioni che ha visto il consenso anche del governatore calabrese. Un elemento che, nelle parole di Madeo, introduce un tema di priorità politiche: «A ciascuno le sue priorità», sottolinea, lasciando intendere una critica alla scelta di concentrare energie su altri fronti mentre la sanità regionale resta sospesa.Il contrasto tra le due dinamiche – da un lato l’accelerazione su riforme strutturali, dall’altro l’immobilismo su un nodo cruciale come il commissariamento – contribuisce ad alimentare il dibattito politico e istituzionale.La questione, in fondo, è tutta qui: la fine del commissariamento non è solo un passaggio simbolico, ma un momento di svolta che dovrebbe restituire piena autonomia decisionale alla Regione. Tuttavia, senza l’atto formale, la transizione resta incompiuta. tp:writer§§ Redazione Calabria Inchieste guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003034109427.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, nodo commissariamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003039409428.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabriainchieste.it" del 30 Apr 2026

Sanità Calabria, fine commissariamento senza atto ufficiale: stallo istituzionale e criticità nei LEA.

pubDate§§ 2026-04-30T10:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003039409428.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003039409428.PDF', 'title': 'calabriainchieste.it'} tp:url§§ https://www.calabriainchieste.it/2026/04/30/sanita-calabria-fine-del-commissariamento-ancora-senza-atto-ufficiale-cresce-il-nodo-politico-istituzionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003039409428.PDF tp:ocr§§ Dopo gli annunci del 9 aprile, manca il provvedimento formale del Governo: tra stallo decisionale e criticità nei servizi, la sanità calabrese resta in bilicoCATANZARO – L’uscita dal commissariamento della sanità calabrese, annunciata con toni enfatici nelle scorse settimane, resta – almeno per ora – una promessa priva di riscontro formale. A segnalarlo è la vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, che denuncia un cortocircuito istituzionale capace di paralizzare decisioni e gestione.Al centro della questione c’è un passaggio decisivo che, nei fatti, non si è ancora concretizzato: l’atto ufficiale del Governo che sancisca la fine della gestione commissariale. Un documento che, pur evocato, non risulta ancora emanato, lasciando la sanità regionale in una zona grigia che si traduce in immobilismo.«Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà», osserva Madeo, sintetizzando con una punta di ironia una dinamica sempre più frequente nella comunicazione politica contemporanea. Gli annunci del 9 aprile, che davano per imminente la fine del commissariamento, non hanno trovato seguito nei fatti amministrativi.Il risultato è uno scenario in cui l’assenza di un atto formale blocca di fatto ogni possibilità di azione piena. Non si tratta di una questione meramente procedurale: senza una chiara definizione dei poteri, l’intero sistema sanitario regionale resta sospeso tra due modelli di governance.Secondo la vicepresidente della Commissione, la Calabria si trova «impaludata» in una situazione di stallo. Da un lato il Governo, che aveva designato come commissario ad acta il presidente della Regione, Roberto Occhiuto; dall’altro la stessa Regione, impossibilitata a operare pienamente.Il paradosso è evidente: il presidente non può firmare gli atti né nella veste commissariale – di fatto sospesa – né in quella ordinaria di assessore. Una terra di nessuno amministrativa che impedisce sia la gestione straordinaria sia quella ordinaria.Una condizione che, protratta per settimane, rischia di incidere non solo sulla programmazione, ma anche sull’operatività quotidiana delle strutture sanitarie.A rendere ancora più delicato il quadro contribuiscono i dati sui Livelli Essenziali di Assistenza. Secondo la Fondazione GIMBE, la Calabria registra un punteggio di 177 su 300. Un valore che colloca la regione ben al di sotto della media nazionale e restituisce l’immagine di un sistema sanitario frammentato, disomogeneo e spesso incapace di garantire servizi uniformi sul territorio.Le criticità emergono soprattutto nelle aree periferiche, dove l’accesso alle cure continua a essere un percorso a ostacoli. Un dato che, più delle dichiarazioni, misura la distanza tra le aspettative dei cittadini e la realtà dei servizi disponibili.Nel frattempo, sul piano nazionale, procede spedito il percorso verso l’autonomia differenziata, con un accordo preliminare tra Stato e Regioni che ha visto il consenso anche del governatore calabrese. Un elemento che, nelle parole di Madeo, introduce un tema di priorità politiche: «A ciascuno le sue priorità», sottolinea, lasciando intendere una critica alla scelta di concentrare energie su altri fronti mentre la sanità regionale resta sospesa.Il contrasto tra le due dinamiche – da un lato l’accelerazione su riforme strutturali, dall’altro l’immobilismo su un nodo cruciale come il commissariamento – contribuisce ad alimentare il dibattito politico e istituzionale.La questione, in fondo, è tutta qui: la fine del commissariamento non è solo un passaggio simbolico, ma un momento di svolta che dovrebbe restituire piena autonomia decisionale alla Regione. Tuttavia, senza l’atto formale, la transizione resta incompiuta. tp:writer§§ Redazione Calabria Inchieste guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003039409428.PDF §---§ title§§ Commissariamento Sanità, Madeo (Pd): «Prima i reel, poi gli atti ufficiali. A ciascuno le sue priorità» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002978109731.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ecodellojonio.it" del 30 Apr 2026

La consigliera e Vice Presidente della Commissione Sanità denuncia l’assenza dell’atto ufficiale sulla fine del commissariamento. Senza provvedimento del Governo, la sanità resta bloccata e si aggravano le difficoltà nei servizi essenziali

pubDate§§ 2026-04-30T11:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002978109731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002978109731.PDF', 'title': 'ecodellojonio.it'} tp:url§§ https://ecodellojonio.it/articoli/politica/2026/04/commissariamento-sanita-madeo-pd-prima-i-reel-poi-gli-atti-ufficiali-a-ciascuno-le-sue-priorita tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002978109731.PDF tp:ocr§§ La consigliera e Vice Presidente della Commissione Sanità denuncia l’assenza dell’atto ufficiale sulla fine del commissariamento. Senza provvedimento del Governo, la sanità resta bloccata e si aggravano le difficoltà nei servizi essenzialiCATANZARO - «Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà. Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l'uscita dal commissariamento della nostra Sanità, a tutt'oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l'atto ufficiale, con cui si delibera la fine della gestione commissariale della Sanità in Calabria». Così in una nota la vice presidente della commissione sanità e consigliera regionale, Rosellina Madeo.«Siamo impaludati in una situazione in cui le decisioni in materia non le prende né il Governo, che aveva designato come commissario ad acta lo stesso Occhiuto, né la Regione. Uno stallo che dura settimane e che non consente una gestione né straordinaria né ordinaria. Al momento il presidente della Regione non può firmare i documenti come commissario ad acta e nemmeno come assessore. Ma l'importante – nel frattempo – è averne dato ampio annuncio».«Intanto non sono un segreto le grosse difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), soprattutto nei territori, certificate dalla Fondazione Gimbe con un punteggio di 177 su 300 che ci restituisce un servizio sanitario a singhiozzo e ben lontano dalle prestazioni della media nazionale».«Di contro però le procedure per l'autonomia differenziata procedono a passo spedito, con l'accordo preliminare tra Stato e Regioni che registra un bel Si da parte del Governatore della Calabria. A ciascuno le sue priorità».Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.Condividi su:Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.Noi e alcuni partner selezionati utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Puoi acconsentire all’utilizzo di tali tecnologie chiudendo questa informativa, proseguendo la navigazione di questa pagina, interagendo con un link o un pulsante al di fuori di questa informativa o continuando a navigare in altro modo. tp:writer§§ Redazione Eco dello Jonio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002978109731.PDF §---§ title§§ Mourinho-Real Madrid 2.0: l’idea che Pérez accarezza per riportare il Real ai tempi di Special One link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052209556.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052209556.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052209556.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/mourinho-real-madrid-2-0-lidea-che-perez-accarezza-per-riportare-il-real-ai-tempi-di-special-one/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052209556.PDF tp:ocr§§ RaiNews - Sport 29 Aprile 2026 Florentino Pérez valuta il ritorno di José Mourinho al Real Madrid come possibile successore di Álvaro Arbeloa, con il tecnico portoghese visto come favorito per rilanciare la squadra dopo una stagione altalenante Mourinho-Real Madrid 2.0: l'idea che Pérez accarezza per riportare il Real ai tempi di Special OneFlorentino Pérez valuta il ritorno di José Mourinho al Real Madrid come possibile successore di Álvaro Arbeloa, con il tecnico portoghese visto come favorito per rilanciare la squadra dopo una stagione altalenanteNon c'è pace a Madrid, la panchina dei Blancos torna ad accendersi, come riportato da The Athletic, José Mourinho è in cima alla lista delle preferenze del presidente Florentino Perez. A distanza di tredici anni dall’addio nel 2013, il tecnico portoghese è di nuovo al centro delle discussioni a Madrid, con il presidente del Real che considera seriamente di riportare lo Special One al Santiago Bernabéu. Secondo diverse fonti spagnole e portoghesi, Mourinho è il favorito per la successione di Álvaro Arbeloa, il cui addio a fine stagione appare probabile in un contesto di stagione complessa per i Blancos.Il rapporto tra Mourinho e il Real Madrid è profondo e storico. Tra il 2010 e il 2013, il portoghese ha conquistato una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa spagnola, imponendo il suo stile offensivo e combattivo nel duello epico con Josép Guardiola e il Barcellona. Pérez, che non ha mai smesso di stimare Mourinho, mantiene contatti regolari con lui e lo considera un “allenatore di carattere” capace di riportare disciplina e successi in un momento di transizione. Insomma, una mossa strategica per rafforzare la squadra dopo la recente sconfitta e uscita in Champions League contro il Bayern, che ha evidenziato carenze difensive. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052209556.PDF §---§ title§§ Roma, arrestato il comico Massimo Bagnato: accuse di stalking alla ex compagna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052309557.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052309557.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052309557.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/roma-arrestato-il-comico-massimo-bagnato-accuse-di-stalking-alla-ex-compagna/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052309557.PDF tp:ocr§§ RaiNews - Cronaca 29 Aprile 2026 Roma, arrestato il comico Massimo Bagnato: accuse di stalking alla ex compagnaLa donna lo ha trovato sotto casa e ha chiamato i CarabinieriIl comico e attore Massimo Bagnato è stato arrestato la sera del 27 aprile con l’accusa di stalking nei confronti della sua ex compagna.L’episodio che ha fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto nella zona della Balduina, dove la donna ha chiesto aiuto al 112 segnalando la presenza insistente dell’ex sotto casa. Quando i carabinieri sono arrivati, l’uomo si trovava ancora sul posto in condizioni di forte agitazione ed è stato fermato.Secondo quanto emerge dalle accuse, dopo la fine della relazione - durata circa dieci anni - Bagnato avrebbe continuato a cercare un contatto con la ex, presentandosi nei luoghi da lei frequentati e tentando ripetutamente di parlarle. Un comportamento che avrebbe generato nella donna uno stato di ansia tale da spingerla a denunciare e a cambiare alcune abitudini quotidiane.Nel procedimento per direttissima celebrato il giorno successivo, il giudice ha convalidato il fermo ma ha escluso il carcere, disponendo nei confronti dell’attore il divieto di avvicinamento alla vittima.Bagnato, assistito dal suo legale, ha riconosciuto di aver cercato la ex compagna, sostenendo però di averlo fatto senza intenzioni minacciose.Chi è Massimo BagnatoMassimo Bagnato è un comico e attore romano, classe 1972, noto per la sua comicità surreale e nonsense. Inizia la carriera nei locali di cabaret di Roma tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90, per poi farsi conoscere dal grande pubblico grazie a programmi televisivi come Maurizio Costanzo Show e Zelig. Negli anni ha lavorato in radio con il duo Lillo & Greg su Rai Radio2 e ha partecipato a numerosi show televisivi, tra cui Colorado, Quelli che il calcio e Tale e Quale Show. Parallelamente alla televisione, ha portato i suoi spettacoli nei teatri e ha preso parte anche ad alcuni film, tra cui Gli amici del bar Margherita e La mia banda suona il pop. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003052309557.PDF §---§ title§§ Londra, attacco davanti a una sinagoga: le immagini dall’alto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050709573.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050709573.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050709573.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/londra-attacco-davanti-a-una-sinagoga-le-immagini-dallalto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050709573.PDF tp:ocr§§ RaiNews - Esteri 29 Aprile 2026 Londra, attacco davanti a una sinagoga: le immagini dall’altoDue uomini accoltellati a Golders Green: arrestato un 45enne. Indaga anche l’antiterrorismo, area isolata dalla poliziaReutersLe immagini aeree mostrano l’area di Golders Green, nel nord di Londra, dove due uomini della comunità ebraica sono stati accoltellati. Nei video si vedono veicoli della polizia, ambulanze e cordoni di sicurezza predisposti in più punti della zona.Secondo quanto riferito dall’organizzazione Shomrim, un uomo armato di coltello ha tentato di colpire alcuni passanti prima di essere fermato. La polizia metropolitana lo ha immobilizzato con un taser e arrestato.I due feriti sono stati soccorsi e trasportati in ospedale. Le indagini, affidate anche all’antiterrorismo, sono in corso. Il primo ministro Keir Starmer ha definito l’attacco profondamente preoccupante dopo una serie di episodi contro la comunità ebraica, mentre il sindaco Sadiq Khan ha dichiarato: «Non ci deve essere assolutamente spazio per l’antisemitismo nella società». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050709573.PDF §---§ title§§ Gimbe: rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050809578.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eventi.news" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050809578.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050809578.PDF', 'title': 'eventi.news'} tp:url§§ https://www.eventi.news/gimbe-rapporto-spesapil-congelato-fino-al-2029-e-buco-di-30-mld-per-le-prestazioni tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050809578.PDF tp:ocr§§ RedazioneAprile 29, 2026 - 15:00 La spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È il dato centrale dell’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri.Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. “E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”.La Fondazione Gimbe ha esaminato il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le previsioni per il 2026 e le stime per il triennio 2027-2029, confrontandoli con le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato fotografando una sanità pubblica sempre di più sotto pressione finanziaria.Consuntivo 2025Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento programmatico di finanza pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.Previsionale 2026Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi – spiega Cartabellotta – la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Loading...Stime 2027-2029Il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 ( 1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 ( 2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 ( 2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria – commenta il presidente Gimbe – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleSe da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/Pil, dall’altro, secondo Gimbe, nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 mil iardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050809578.PDF §---§ title§§ L’opposizione che si disunisce su Roma Capitale si mostra unita contro Rocca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047509541.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilfoglio.it" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047509541.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047509541.PDF', 'title': 'ilfoglio.it'} tp:url§§ https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/04/30/news/lopposizione-che-si-disunisce-su-roma-capitale-si-mostra-unita-contro-rocca--321571 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047509541.PDF tp:ocr§§ diMarianna Rizzini30 APR 26Una foto con tutti in capigruppo d'opposizione alla Regione, da M5s ad Azione, in nome "dell'inazione del centrodestra su Sanità, Trasporti e Sviluppo". La visione è doppia: in Parlamento il Pd schleiniano, in nome del campo largo (e più che altro dell’alleanza con il leader m5s Giuseppe Conte), si è astenuto ieri sulla riforma di Roma Capitale voluta dal sindaco dem Roberto Gualtieri, dopo mesi di dialogo trasversale; ma alla Regione Lazio, il giorno precedente, martedì 28, lo stesso Pd se lo è visto comparire davanti – plasticamente rappresentato da un’immagine di tutti i capigruppo immortalati in Via dei Frentani – il campo largo anzi larghissimo (dal M5s ad Azione) che dice di voler combattere una comune battaglia contro la giunta del governatore di centrodestra Francesco Rocca, in nome dell’inazione del medesimo in campo di Sanità, Trasporti e Sviluppo. “Insieme, per un nuovo inizio”, era il titolo dell’evento, tappa del “percorso di costruzione dell’alternativa” per il governo della Regione, con “proposta politica condivisa”, alla presenza di Mario Ciarla (capogruppo dem in Regione Lazio), Daniele Leodori (segretario regionale dem), Claudio Mancini (deputato e responsabile enti locali Pd Lazio) e Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd (con la partecipazione, tra gli altri, del direttore dello Svimez Luca Bianchi e del Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta). “La destra ha fallito e i dati presentati in questa occasione lo confermano senza ambiguità”, diceva Leodori citando le analisi Svimez sull’abbandono delle aree interne, i dati Ifel sul Pnrr e quelli Gimbe che vedono “un 12 per cento di cittadini rinunciare a curarsi” e il Lazio “tra le ultime regioni per utilizzo dei fondi europei”. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo appunto l’asperità del campo largo e a larghezza variabile, come si è visto in Aula ieri, e proprio sulla riforma che dovrebbe lanciare Roma nell’empireo delle capitali europee. La via verso la concordia, insomma, è più che mai impervia, anche se i dem hanno recentemente riconquistato, in campo larghissimo, comuni a lungo in mano al centrodestra: Civitavecchia, Palestrina, Anzio, Nettuno, Tarquinia e Ceccano. Basterà al Pd lo slogan “il Lazio della destra è senza visione e senza direzione, e questo non è più accettabile, non lo meritano le cittadine e icittadini”? O l’invocazione “si rimettano al centro gli investimenti”? E basterà la foto di via dei Frentani per navigare, poi, tra i niet degli oltranzisti ambientali o della decrescita (citofonare M5s e Avs)? tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047509541.PDF §---§ title§§ BASENTINI DEL CENTRO SM2: «SCELTE SBAGLIATE DELL’ASSESSORE» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002981709751.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lecronachelucane.it" del 30 Apr 2026

«Latronico ri?uta i fondi della dialisi estiva e manda la sanità al collasso» | Attualità, Basilicata, Blog

pubDate§§ 2026-04-30T11:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002981709751.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002981709751.PDF', 'title': 'lecronachelucane.it'} tp:url§§ https://www.lecronachelucane.it/2026/04/30/basentini-del-centro-sm2-scelte-sbagliate-dellassessore/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002981709751.PDF tp:ocr§§ BASENTINI DEL CENTRO SM2: «SCELTE SBAGLIATE DELL’ASSESSORE»La Basilicata, secondo il recente report dell’Osservatorio Gimbe, si trova agli ultimi posti in Italia per quanto riguarda la qualità dell’assistenza territoriale, un dato che non fa che confermare la realtà che molti pazienti della regione e delle aree limitrofe vivono quotidianamente: un sistema sanitario che fatica a rispondere alle necessità dei cittadini.L’obiettivo del Pnrr Missione Salute, che dovrebbe rafforzare il servizio sanitario nazionale, sembra lontano dalla concreta applicazione, soprattutto in un contesto regionale segnato da gravi ritardi e inefficienze.In questo contesto si inserisce l’intervento di Enzo Basentini, imprenditore e aministratore del Centro Dialisi Sm2 che riportiamo di seguito integralmente.******DI ENZO BASENTINILa recente divulgazione del report dell’Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale che riporta la Basilicata negli ultimi posti sulla qualità dell’assistenza territoriale, pilastro del Pnnr Missione Salute, non fa che confermare la triste realtà con la quale si confrontano ogni giorno tanti pazienti, della nostra e delle regioni limitrofe, che sono costretti a utilizzare il nostro SSR.I gravi ritardi registrati da Gimbe sulla realizzazione delle Case di Comunità, sull’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc. non sono altro che la punta di un iceberg che pesa sul bilancio regionale circa 80 milioni di euro e che, dalle notizie che giungono da Via Verrastro, la Giunta Regionale intenderebbe ripianare mettendo le mani nelle tasche dei 240.000 contribuenti lucani che, negli ultimi anni non solo hanno subito l’impoverimento del sistema di welfare regionale ma anche gli effetti di una gestione che appare segnata da criticità e dall’incapacità dell’Assessore alla sanità Latronico.Il disavanzo di 80 milioni di euro sul bilancio regionale, derivante dai bilanci del SSR, viene addebitato, da manager e responsabili politici della sanità lucana al “saldo negativo della mobilità sanitaria” (in parole povere, i lucani vanno sempre più spesso fuori regione per farsi curare e quelli delle regioni contigue utilizzano sempre meno i nostri servizi sanitari) quasi si volesse far intendere che tale dato sia una sorta di variabile indipendente dalle politiche sanitarie regionali e dalla gestione delle Aziende sanitarie.In realtà tale fenomeno è strettamente connesso alla quantità e qualità dei servizi offerti: l’impoverimento e la dequalificazione dell’offerta sanitaria, sia pubblica che del privato accreditato e contrattualizzato rappresentano la causa principale della migrazione sanitaria e della scarsa attrattività del nostro sistema sanitario regionale.Al saldo negativo della bilancia dei pagamenti sanitari della Basilicata non possono non contribuire, inevitabilmente e gravemente, anche i tagli ingiustificati ai budget delle strutture sanitarie accreditate e contrattualizzate della Basilicata che, da alcuni anni, inspiegabilmente e a fronte di un aumento della qualità dei servizi e di una maggiore presenza sul territorio, colpiscono la dialisi ambulatoriale alla quale, nell’ultimo anno, è stato assegnato un budget di “ZERO” euro per garantire i servizi offerti ai cittadini delle regioni limitrofe e che, da sempre, utilizzano i servizi di dialisi convenzionati attivi nel comune di Policoro in occasione delle vacanze estive.Ciò appare, di fatto, come un forte disincentivo alla prosecuzione delle attività di Nefrologia e Dialisi della SM2 srl di Policoro, configurandosi come una misura punitiva che rischia di compromettere la continuità di una struttura accreditata che eroga servizi di alta qualità.Sono tante decine i pazienti delle Regioni italiane e di altre Nazioni che hanno prenotato i servizi di dialisi estiva presso l’ambulatorio SM2 di Policoro e che dovranno rinunciarvi, rinunciando contestualmente anche alle loro vacanze sui lidi e negli alberghi del Metapontino: una grave perdita eco nomica per le casse del Servizio Sanitario Regionale (basti pensare che per ogni seduta dialitica la nostra Regione sede di compensazione della mobilità regionale, ben 240 euro circa) e per il sistema turistico locale (tanti i pazienti che hanno annunciato la disdetta delle loro prenotazioni); un grave disagio e un diritto negato ai cittadini delle Regioni italiane.Una situazione che non riguarda solo le strutture di emodialisi accreditate, che sono state messe in ginocchio con l’assegnazione di budget ridicoli, ma anche quelle gestite direttamente dalla Regione ed aziende, ASP e ASM. È di oggi la notizia sulla stampa dello stato di agitazione proclamato dai sindacati della sanità che denunciano le carenze di personale e la mancata attivazione del Progetto Dialisi Estiva negli ospedali di Maratea e Lauria; Fatto molto grave.Turisti dializzati in fuga dalla Basilicata. Carenza di Servizi. I responsabili della sanità regionale, invece di garantire la continuità della Dialisi Estiva ai pazienti di fuori regione e garantire maggiori entrate extraregionali per il sistema turistico e sanitario lucano preferiscono incentivare il turismo “direzionale” dei manager extraregionali che, frequentemente, si alternano alla guida delle aziende sanitarie regionali lasciando il loro modesto contributo al buco di bilancio della sanità regionale; in sintesi la Regione Basilicata, invece di incentivare la Dialisi Estiva, incentiva una sorta di “Management estivo”. Il pesce puzza sempre dalla testa !!!È molto grave che la Giunta Regionale si affretti a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti lucani per ripianare un disavanzo della sanità che è alimentato anche dalla sottostima del fabbisogno di prestazioni di emodialisi estiva da offrire ai turisti del Metapontino e della costiera tirrenica (Maratea e Lauria) che costituirebbero una fonte certa e importante di risorse finanziarie extraregionali per un sistema ormai sull’orlo del collasso, checché ne dica l’assessore Latronico dedito soltanto a minimizzare la voragine dei conti sanitari. Sembra quasi assurdo che l’Assessore Latronico, nonostante il suo sapere e la sua esperienza, maturata nel privato quale gestore di cooperative bianche (CASCINA), abbia, con poca diligenza, trascurato che i pazienti fuori Regione sono una risorsa economica per tutta la Regione Basilicata.La Dialisi Estiva è una risorsa poiché va a compensare parte dell’enorme disavanzo dell’emigrazione sanitaria che, come tutti sanno, ha raggiunto limiti insostenibili per il Bilancio della Regione che in questi giorni dovranno in qualche modo sistemare per non commissariare l’Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, ASP e ASM, della Regione.Le tante prenotazioni avvenute già dal mese di gennaio 2026 presso la Struttura Sm2 di Policoro, sono la testimonianza del buon lavoro fatto in 10 anni da un centro accreditato che funziona, dando risultati di eccellenza, e che l’Assessore Latronico vuole distruggere.È inutile nascondere la verità: la gestione della Sanità Regionale rispecchia le incapacità di chi la gestisce.Il nostro Assessore Latronico non assume alcun rischio ed alcuna responsabilità personale per ciò che dice e per ciò che fa.Proudly powered by WordPress | Tema: Newsup di Themeansar. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002981709751.PDF §---§ title§§ Sanità digitale: un bluff? - L'Identità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002910409182.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lidentita.it" del 30 Apr 2026

Gli ultimi giorni di questo mese, quelli che segnano davvero il "grande allineamento" del nostro Paese alle esigenze della sanità digitale?

pubDate§§ 2026-04-30T08:32:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002910409182.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002910409182.PDF', 'title': 'lidentita.it'} tp:url§§ https://www.lidentita.it/sanita-digitale-un-bluff/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002910409182.PDF tp:ocr§§ AbbonatiIscriviti alle newsletterAttualitàIl "mistero" dei 300mila pazienti italiani telemonitorati e tutti gli interrogativi su una vicenda che non ha trasparenzaGli ultimi giorni di questo mese, quelli che segnano davvero il “grande allineamento” del nostro Paese alle esigenze della sanità digitale? Un interrogativo d’obbligo, nel verificare come un Forum svolto ieri a Napoli abbia celebrato, neanche tanto velatamente, il raggiungimento della pietra miliare M6C1-9 — che imponeva l’attivazione del telemonitoraggio medico per almeno 300mila pazienti italiani.La realtà che filtra dai distretti sanitari della vera frontiera nazionale, pur se fatta di indiscrezioni, racconta una storia diversa. Non è solo una questione di software, ma di un’architettura di cura che, sotto il peso dei target europei, ha iniziato a mostrare crepe profonde, trasformando il Pnrr da occasione di rilancio a esercizio di sopravvivenza burocratica.I numeri ufficiali parlano di un successo: l’Italia delle Regioni che governano la sanità ha registrato 302.450 utenti attivi sulle piattaforme di telemedicina. Tuttavia, le discrepanze sarebbero macroscopiche. Regioni come la Calabria, la Sicilia e la Campania mostrano tassi di adozione che, sulla carta, eguagliano quelli della Lombardia o dell’Emilia-Romagna.La Fondazione Gimbe non ha mancato di sottolineare l’assenza di dati pubblici trasparenti sui reali benefici per i cittadini. E ha segnalato il rischio che molti servizi digitali siano stati attivati solo a un “livello base” per soddisfare i requisiti burocratici della rendicontazione, senza garantire una vera continuità assistenziale.Disparità Nord-Sud? Come in altri ambiti della vita nazionale. Il monitoraggio evidenzia forti ritardi e disomogeneità territoriali, con molte regioni del Mezzogiorno che procedono a rilento rispetto al Nord anche sull’effettiva integrazione tecnologica.Insomma, più che un sospetto l’ipotesi che in diverse Asl del Mezzogiorno il “telemonitoraggio” si sia ridotto a una singola interazione digitale registrata una tantum, utile a gonfiare le statistiche per non perdere i fondi del Pnrr, senza una reale continuità assistenziale.Il cuore pulsante di questo spreco di opportunità sono le Cot, le Centrali Operative Territoriali. Ne sono state collaudate 602 su tutto il territorio nazionale, rispettando il cronoprogramma. Ma le denunce sotto traccia sono durissime. Le Cot sono spesso “scatole vuote” o, peggio, uffici di data-entry.In molte Asl della Puglia e dell’Abruzzo, il personale infermieristico assegnato alle centrali trascorrerebbe l’80% del tempo a trascrivere dati da sistemi legacy, i vecchi gestionali degli anni ’90, alle nuove piattaforme interoperabili. È la “sanità del doppio inserimento”: un paradosso tecnologico che invece di liberare tempo per il paziente, ne sottrae ulteriormente a un organico già decimato.Un altro punto critico riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Sebbene il 98% dei cittadini risulterebbe oggi titolare di un fascicolo “attivo”, il dato rappresenta solo l’esistenza dell’archivio digitale e non automaticamente il suo reale utilizzo o la sua utilità clinica.Il tasso di alimentazione da parte dei medici di medicina generale e, soprattutto, dei laboratori privati convenzionati resta sotto la soglia del 35% in regioni come il Lazio e la Sardegna. I motivi? La mancanza di interoperabilità, quindi la difficoltà nel far “dialogare” i software gestionali dei privati con quelli pubblici.Molti medici lamentano un eccessivo carico di inserimento dati manuale non ancora automatizzato dai propri gestionali. Il risultato, un sistema a compartimenti stagni. Mentre le Asl acquistano tablet e kit di telemonitoraggio per diabetici e cardiopatici (con un investimento medio di 1.200 euro per kit), i dati raccolti da questi dispositivi spesso non fluiscono nel Fse. Restano confinati nei server locali dell’azienda sanitaria, invisibili al medico curante o allo specialista di un’altra provincia.E’ diretto e amaro. Un paziente cronico di una Asl periferica si trova oggi a interagire con una tecnologia che “lo vede” come un numero in un database, ma che non riesce a evitargli la fila al Cup per una prescrizione o il viaggio fisico in ospedale per mostrare un dato che il sistema dovrebbe già conoscere.È la “burocrazia digitale di prossimità”. Abbiamo sostituito la carta con un pdf, il processo decisionale è rimasto quello del secolo scorso. Le denunce sottovoce degli operatori sanitari sottolineano come la fretta di spendere i fondi entro la scadenza del 2026 abbia portato all’acquisto di software “chiusi”, blindati da contratti di assistenza onerosi con le Asl ostaggio dei fornitori privati, impedendo la reale interoperabilità dei dati, promessa cardine del Pnrr.Nonostante le rassicurazioni e l’entusiasmo di Napoli, manca un portale pubblico che permetta di verificare la qualità delle prestazioni digitali. Non sappiamo quanti dei 300mila pazienti monitorati abbiano effettivamente evitato un ricovero. Senza questi indicatori di esito, il sospetto che la sanità digitale sia stata usata come un “bancomat europeo” per tappare i buchi di bilancio delle Regioni diventa una certezza statistica. Se non si passerà dai “clic” alle cure, questi giorni saranno quelli nei quali l’Italia ha imparato a rendicontare il futuro senza però riuscire a viverlo. tp:writer§§ ANGELO VITALE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002910409182.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica al collasso? I 30 miliardi che mancano al SSN link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047009552.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "obiettivoinsalute.it" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047009552.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047009552.PDF', 'title': 'obiettivoinsalute.it'} tp:url§§ https://www.obiettivoinsalute.it/servizi/ultime-notizie/sanita-pubblica-al-collasso-i-30-miliardi-che-mancano-al-ssn.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047009552.PDF tp:ocr§§ mercoledì 29 aprile 2026 ore 16:29Quando senti parlare di "rapporto spesa sanitaria/PIL" o di "Documento di Finanza Pubblica", l'istinto è quello di cambiare canale. Capisco. Anch'io, onestamente, fatico a entusiasmarmi di fronte a sigle e percentuali. Ma stavolta... stavolta i numeri che escono dal DFP 2026 meritano attenzione. Perché dietro quei decimali ci sono le liste d'attesa che si allungano. Ci sono gli ospedali che chiudono reparti. Ci sei tu, io, i nostri genitori anziani e i nostri figli.Il 6,4% che sembra una buona notizia ma non lo èIl Consiglio dei Ministri ha approvato il 22 aprile il Documento di Finanza Pubblica 2026. La Fondazione GIMBE, che da anni monitora la salute del Servizio Sanitario Nazionale, ci si è tuffata sopra e ha tirato fuori dati che fanno riflettere.Il rapporto tra spesa sanitaria e PIL rimane al 6,4% fino al 2029. Stabile. Apparentemente tranquillo.Ma è proprio qui il trucco.Nino Cartabellotta, presidente di GIMBE, non usa giri di parole: "dietro l'apparente stabilità si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso". Il punto è questo: il PIL cresce mediamente del 2,6% l'anno, mentre la spesa sanitaria è prevista aumentare solo del 2,37%. Sembra poca roba, vero? Ma su anni e miliardi, quella differenza diventa un abisso.Cos'è il DFP?Il Documento di Finanza Pubblica (DFP) è lo strumento con cui il Governo italiano illustra le previsioni economiche e le scelte di bilancio per i prossimi anni. Viene presentato ogni primavera e rappresenta la "bussola" della politica economica nazionale. L'Ufficio Parlamentare di Bilancio (organismo indipendente) lo valuta e può segnalare criticità. Il 23 aprile 2026 ha validato il DFP, ma con importanti avvertenze sui margini di incertezza. Insomma, nemmeno i controllori sono tranquilli.Il 2025: già peggio delle previsioniPartiamo dai dati certi. Nel 2025 la spesa sanitaria ha raggiunto 141,5 miliardi di euro, crescendo del 2,5% rispetto ai 138,3 miliardi del 2024. Sembra un aumento rispettabile, no?Peccato che lo scorso ottobre il Governo stesso stimasse una spesa di 144 miliardi. Quasi 2,5 miliardi in meno di quanto previsto. E questa non è una svista. È un pattern. Le previsioni vengono sistematicamente riviste al ribasso."Un segnale evidente", dice Cartabellotta, "di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso".Il 2026 e il paradosso del fondo sanitarioPer il 2026 la previsione parla di 148,5 miliardi di spesa sanitaria. Un aumento del 4,9% rispetto all'anno prima. Che sembra tanto.Ma c'è un problema enorme. L'ultima Legge di Bilancio ha fissato il Fondo Sanitario Nazionale a 143,1 miliardi. Già. C'è uno scarto di oltre 5 miliardi tra quello che si prevede di spendere e quello che è stato effettivamente stanziato. Come si copre quel buco? O aumentano i disavanzi regionali, oppure... si rivede la previsione al ribasso. Di nuovo.Da un lato sembra quasi una tecnica contabile per "far bella figura" con i numeri. Dall'altro ci si pone il dubbio se ci sia davvero la volontà politica di affrontare il problema.Il Fondo Sanitario Nazionale, come funzionaIl Fondo Sanitario Nazionale (FSN) è la principale fonte di finanziamento del SSN. Viene ripartito tra le Regioni ogni anno in base a criteri come la popolazione, l'età media, le condizioni socioeconomiche. Le Regioni poi gestiscono queste risorse per garantire i cosiddetti LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), cioè le prestazioni minime che lo Stato garantisce a tutti i cittadini. Se il FSN non basta a coprire i costi reali, le Regioni vanno in disavanzo. E lì cominciano i problemi veri.La bomba a orologeria: 30 miliardi di buco in tre anniArriviamo al dato più preoccupante. Nel triennio 2027-2029 il divario tra quanto si prevede di spendere per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e le risorse effettivamente disponibili ammonta a 30,6 miliardi di euro. Le previsioni ci dicono che nel 2027 mancheranno 7,1 miliardi, nel 2028 altri 10,1 miliardi, nel 2029 addirittura 13,4 miliardi. La forbice si allarga ogni anno. E già nel 2024 la Corte dei Conti aveva certificato un disavanzo regionale superiore a 1,5 miliardi.Cartabellotta lo dice senza mezzi termini: è "una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni". Le Regioni, senza risorse aggiuntive, avranno solo due strade per evitare i piani di rientro (cioè i piani di risanamento imposti dallo Stato alle Regioni in rosso): tagliare i servizi o aumentare le tasse locali.E a pagare, sempre e comunque, saranno i cittadini. Noi!Cosa sono i Piani di Rientro?Quando una Regione accumula troppi debiti sanitari, il Governo nazionale può commissariarla e imporle un Piano di Rientro. In pratica, la Regione deve tagliare spese, chiudere strutture, ridurre personale. Alcune Regioni del Sud Italia, come Calabria e Sicilia, hanno vissuto per anni questa condizione. Il risultato? Meno ospedali, più migrazioni sanitarie (i pazienti che si spostano in altre Regioni per curarsi), file interminabili. Una situazione che potrebbe allargarsi se il buco di 30 miliardi non venisse colmato.La cosa che colpisce davvero, e che spesso sfugge nel dibattito pubblico, è che non si tratta di fatalità o di crisi economica incontrollabile. Cartabellotta lo ribadisce più volte. È "una scelta politica precisa, non una fatalità". Destinare alla sanità una crescita percentuale inferiore a quella del PIL è una decisione. Qualcuno l'ha presa. Qualcuno deve risponderne.Cosa succede adesso? Il nodo della prossima Legge di BilancioTutto dipende, secondo GIMBE, da quello che accadrà con la prossima Legge di Bilancio. Se non arriveranno investimenti consistenti... beh, il quadro si deteriorerà rapidamente.Se non cambia qualcosa, nei prossimi tre anni o pagheremo più tasse regionali, o ci troveremo a fare fatica a prenotare una visita specialistica, o entrambe le cose insieme.L'Ufficio Parlamentare di Bilancio, che ha validato il DFP il 23 aprile, ha comunque segnalato "rilevanti margini di incertezza". Traduzione: anche i tecnici più cauti ammettono che le previsioni potrebbero andare peggio del previsto.L'Italia spende meno degli altri?La media dei Paesi OCSE destina alla sanità pubblica circa il 7-8% del PIL. La Germania è intorno all'8,5%, la Francia supera il 9%. L'Italia, ferma al 6,3-6,4%, è strutturalmente al di sotto della media europea. Non è un caso: siamo uno dei Paesi sviluppati che dedica meno risorse pubbliche alla salute, pur avendo un sistema che formalmente garantisce copertura universale. Questa forbice, nel tempo, si sente. Nelle liste d'attesa, nella qualità delle strutture, nella fuga dei medici verso altri Paesi.Riflessioni conclusive. I numeri che riguardano tuttiRicapitolando, senza troppi tecnicismi: la sanità pubblica italiana è sotto pressione finanziaria crescente. Il rapporto spesa/PIL è fermo al 6,4% ma nasconde un definanziamento reale. Le previsioni vengono sistematicamente riviste al ribasso. E il buco accumulato tra 2027 e 2029 potrebbe raggiungere 30,6 miliardi.Non è fantascienza. Non è allarmismo. Sono dati certificati da un'analisi indipendente su documenti ufficiali del Governo.La prossima Legge di Bilancio sarà un banco di prova decisivo. Se le risorse non arriveranno, le conseguenze le pagheremo tutti. Al pronto soccorso. Nelle liste d'attesa. Nelle tasse comunali. O tutte e tre le cose insieme.E questa, diciamocelo, non è una prospettiva che possiamo permetterci di ignorare. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003047009552.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, Madeo: «Ancora in attesa dell’atto ufficiale dell’uscita dal commissariamento» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002995109881.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quicosenza.it" del 30 Apr 2026

Commissariamento sanità, Madeo denuncia situazione di stallo: "In attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l''atto ufficiale"

pubDate§§ 2026-04-30T12:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002995109881.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002995109881.PDF', 'title': 'quicosenza.it'} tp:url§§ https://quicosenza.it/news/sanita-madeo-attesa-atto-usita-commissariamento/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002995109881.PDF tp:ocr§§ Hai assistito a un fatto rilevante? Inviaci il tuo contributo.Cosenza, emergenza abitativa: Alimena (Pd) “Dietro i controlli in via Savoia ci sono persone e dignità“Cosenza: valigia “sospetta” su via Rodotà, sul posto gli Artificieri dei carabinieriRende, Rendiconto 2025: l’opposizione «astensione responsabile: criticità su opere, servizi e metodo»Roberto Occhiuto “padrone di casa” nel circolo cittadino: il PD di Cosenza in frantumiRende, furto alla pizzeria Mammarè: spaccano la vetrina e fuggono col bottinoCosenza, operazione “Silvae”: raffica di sanzioni per tagli abusivi di alberi e tracciabilità del legnameTortora, lista esclusa da elezioni comunali presenta ricorso: nel mirino la raccolta firmeArriva il Giro d’Italia e la Provincia di Cosenza sistema 47km di stradeZumpano, auto prende fuoco nel parcheggio tra Coop e Unieuro. 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Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l’uscita dal commissariamento della nostra sanità, a tutt’oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l’atto ufficiale, con cui si delibera la fine della gestione commissariale della Sanità in Calabria». È la consigliera regionale Rosellina Madeo che incalza ancora una volta il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto chiedendo chiarimenti sul fronte della sanità regionale.«Siamo impaludati in una situazione in cui le decisioni in materia non le prende né il Governo, che aveva designato come commissario ad acta lo stesso Occhiuto, né la Regione. Uno stallo che dura settimane e che non consente una gestione né straordinaria né ordinaria. Al momento il presidente della Regione non può firmare i documenti come commissario ad acta e nemmeno come assessore. Ma l’importante – nel frattempo – è averne dato ampio annuncio».«Intanto non sono un segreto le grosse difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), soprattutto nei territori, certificate dalla Fondazione Gimbe con un punteggio di 177 su 300 che ci restituisce un servizio sanitario a singhiozzo e ben lontano dalle prestazioni della media nazionale. Di contro però le procedure per l’autonomia differenziata procedono a passo spedito, – conclude – con l’accordo preliminare tra Stato e Regioni che registra un bel Si da parte del Governatore della Calabria. A ciascuno le sue priorità».Armi nascoste e pronte all’uso in un muretto a secco: scoperti 2 fucili e 50 munizioniPubblicità sulle nostre testate?© 2011-2025 quicosenza.it - Tribunale di Cosenza Registro Stampa n.9/2012 - Direttore Responsabile Simona Gambaro | P.IVA 03005460781 | Powered by Fullmidia s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043002995109881.PDF §---§ title§§ Sanità in Calabria, Madeo attacca: "prima i reel, poi gli atti ufficiali" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046509551.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "strettoweb.com" del 30 Apr 2026

La Vice Presidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, denuncia lo stallo sul commissariamento: "siamo ancora in attesa dell’atto formale del...

pubDate§§ 2026-04-30T10:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046509551.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046509551.PDF', 'title': 'strettoweb.com'} tp:url§§ https://www.strettoweb.com/2026/04/sanita-in-calabria-madeo-attacca-prima-i-reel-poi-gli-atti-ufficiali/2078390/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046509551.PDF tp:ocr§§ Il commissariamento della Sanità calabrese resta al centro dello scontro politico. La Vice Presidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, interviene con una nota durissima, contestando gli annunci sull’uscita dalla gestione commissariale e sottolineando l’assenza, a oggi, di un atto ufficiale da parte del Governo. Il punto più rilevante sollevato riguarda proprio il presunto stallo amministrativo: secondo Madeo, le dichiarazioni pubbliche non sarebbero state seguite dai provvedimenti formali necessari a chiudere la fase commissariale. “Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà. Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l’uscita dal commissariamento della nostra Sanità, a tutt’oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l’atto ufficiale, con cui si delibera la fine della gestione commissariale della Sanità in Calabria”.Madeo parla quindi di una situazione di incertezza istituzionale, nella quale non sarebbe chiaro chi debba assumere le decisioni in materia sanitaria. “Siamo impaludati in una situazione in cui le decisioni in materia non le prende né il Governo, che aveva designato come commissario ad acta lo stesso Occhiuto, né la Regione. Uno stallo che dura settimane e che non consente una gestione né straordinaria né ordinaria. Al momento il presidente della Regione non può firmare i documenti come commissario ad acta e nemmeno come assessore. Ma l’importante – nel frattempo – è averne dato ampio annuncio”.Nel comunicato viene richiamato anche il tema dei livelli essenziali di assistenza, con riferimento alle difficoltà dei territori e ai dati certificati dalla Fondazione Gimbe. “Intanto non sono un segreto le grosse difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), soprattutto nei territori, certificate dalla Fondazione Gimbe con un punteggio di 177 su 300 che ci restituisce un servizio sanitario a singhiozzo e ben lontano dalle prestazioni della media nazionale”. Infine, Madeo collega la vicenda sanitaria al percorso sull’autonomia differenziata, criticando la posizione assunta dalla Regione Calabria. “Di contro però le procedure per l’autonomia differenziata procedono a passo spedito, con l’accordo preliminare tra Stato e Regioni che registra un bel Si da parte del Governatore della Calabria. A ciascuno le sue priorità”.Iscrivendoti dichiari di aver preso visione delle condizioni generali del servizio.© 2026 StrettoWeb - Editore Socedit srl - P.iva/CF 02901400800 tp:writer§§ Consolato Cicciù guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003046509551.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, polemica sul commissariamento: “Prima i reel, poi gli atti ufficiali” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003048609536.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "telemia.it" del 30 Apr 2026

Sanità Calabria, polemica sul commissariamento: “Prima i reel, poi gli atti ufficiali”

pubDate§§ 2026-04-30T10:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003048609536.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003048609536.PDF', 'title': 'telemia.it'} tp:url§§ https://www.telemia.it/sanita-calabria-polemica-sul-commissariamento-prima-i-reel-poi-gli-atti-ufficiali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003048609536.PDF tp:ocr§§ TelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Rosellina Madeo (Commissione Sanità) critica lo stallo istituzionale e richiama le criticità sui LEA certificati da GimbeContinua....«Ancora una volta i reel superano di gran lunga la realtà. Gli annunci roboanti del 9 aprile in cui si dichiarava l’uscita dal commissariamento della nostra Sanità, a tutt’oggi non sono stati seguiti dai fatti. Siamo ancora in attesa che il Governo rilasci la carta formale, dunque l’atto ufficiale, con cui si delibera la fine della gestione commissariale della Sanità in Calabria».«Siamo impaludati in una situazione in cui le decisioni in materia non le prende né il Governo, che aveva designato come commissario ad acta lo stesso Occhiuto, né la Regione. Uno stallo che dura settimane e che non consente una gestione né straordinaria né ordinaria. Al momento il presidente della Regione non può firmare i documenti come commissario ad acta e nemmeno come assessore. Ma l’importante – nel frattempo – è averne dato ampio annuncio».«Intanto non sono un segreto le grosse difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), soprattutto nei territori, certificate dalla Fondazione Gimbe con un punteggio di 177 su 300 che ci restituisce un servizio sanitario a singhiozzo e ben lontano dalle prestazioni della media nazionale».«Di contro però le procedure per l’autonomia differenziata procedono a passo spedito, con l’accordo preliminare tra Stato e Regioni che registra un bel Si da parte del Governatore della Calabria. A ciascuno le sue priorità».La Vice Presidente della Commissione Sanità                                                                                                                                                                                                                                                                                   Rosellina MadeoTelemiaTelemia, la tv crossmediale a portata di click. Cronaca, politica, economia, cultura e sport dalla Calabria in tempo reale.Telemia | Media Società Cooperativa Arl Copyright | 2025 © Tutti i diritti riservati | Newspaperup di Themeansar.This is an example widget to show how the Header Toggle Sidebar looks by default. You can add custom widgets from the widget in the admin. tp:writer§§ Raffaella Silvestro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003048609536.PDF §---§ title§§ Salari e inflazione: oltre la metà dei lavoratori ha perso potere d’acquisto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050509575.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vocealta.it" del 30 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-30T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050509575.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050509575.PDF', 'title': 'vocealta.it'} tp:url§§ https://vocealta.it/salari-e-inflazione-oltre-la-meta-dei-lavoratori-ha-perso-potere-dacquisto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050509575.PDF tp:ocr§§ 1 giorno faScritto da Voce AltaNegli ultimi cinque anni oltre la metà dei lavoratori italiani ha visto ridursi in modo significativo il proprio potere d’acquisto. Secondo il rapporto “Un’Italia stabilmente fragile” basato su un campione di circa quattro milioni di dichiarazioni ‘730’ raccolte da Acli-Iref, il 51% degli occupati tra il 2020 e il 2025 ha perso mediamente il 18% della capacità reale di spesa, a causa soprattutto dell’aumento dei prezzi e della crescita salariale insufficiente.Inflazione e salari: un equilibrio che non reggeI dati del rapporto dicono come negli ultimi anni in Italia si sia lavorato di più, ma ciò non si è tradotto automaticamente in una maggiore sicurezza economica. Allo stesso tempo, la mobilità resta molto limitata: il 66,1% dei lavoratori che nel 2020 si trovavano nel livello di reddito più basso è ancora lì nel 2025.I lavoratori incontrano una difficoltà strutturale a migliorare la propria condizione, oltre a dover svolgere più lavori: circa il 23% dei lavoratori ha più di un datore di lavoro, ma continua a percepire redditi inferiori rispetto ai lavoratori stabili, con un divario medio che supera i 10.000 euro annui. Le fragilità del lavoro si riflettono direttamente anche sulla casa.Famiglie e consumi sotto pressioneTra chi vive in affitto il reddito mediano è inferiore del 23% rispetto ai proprietari (20.526 euro contro 26.680) e la precarietà lavorativa è molto più diffusa: circa un affittuario su quattro ha un contratto intermittente o precario, contro poco più del 4% nella platea generale .Le conseguenze si vedono in particolare nelle famiglie: il 38% di quelle con figli e almeno un lavoratore dipendente non sostiene alcuna spesa per istruzione o attività sportive, quota che sale al 66,5% tra i redditi più bassi. Il rapporto mette così in relazione lavoro, casa e famiglie, mostrando come queste dimensioni si rafforzino a vicenda nel produrre condizioni di fragilità che tendono a riprodursi nel tempo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003050509575.PDF §---§